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venerdì 5 agosto 2016

Le vie del diabete sono infinite


Il diabete di tipo 2, quello che insorge in età adulta ma sempre più spesso vediamo anche nei giovani, è un fortissimo fattore di rischio per gli eventi cardiovascolari.


https://www.facebook.com/AJPHeartandCirc/photos/a.185761041451195.49939.170001856360447/1378503125510308/?type=3&theater



Questo è dovuto soprattutto al fatto che la glicemia alta ha un effetto deleterio (e infiammatorio) sull'endotelio vascolare. Come delle schegge di vetro che scorrono nei vasi sanguigni.
Ma i danni non finiscono qui.


http://hyper.ahajournals.org/content/61/5/943.long



Chi ha la glicemia alta già da giovane sviluppa alterazioni cerebrali (perdita di materia grigia e quindi funzionalità cerebrale), danni ai reni, alterazione della spesa energetica, ha un maggiore rischio di malattie mentali.

Se una donna ha il diabete gestazionale (o è obesa), ha 5 volte in più la probabilità di avere un bambino sovrappeso e quindi con successivi problemi di salute.


Se non si prendono provvedimenti, si ha una perdita progressiva delle betacellule (produttrici di insulina) dovuta al costante sforzo al quale sono sottoposte: l'insulina è infatti rilasciata dopo ogni pasto, e se vi è resistenza insulinica (ossia l'insulina funziona meno del previsto) il pancreas risponde aumentando la sua produzione. E, come un motore lasciato sempre al massimo dei giri prima o poi fonde, così le betacellule non si riproducono più (non sono più trofiche) e muoiono.

Diventa quindi necessario fornire insulina dall'esterno, dato che il proprio pancreas ha una funzionalità molto ridotta, ma questo può addirittura aumentare l'infiammazione. L'eccesso di insulina aumenta anche il rischio di tumore, perché stimola la proliferazione cellulare. Un altro legame tra tumore e diabete potrebbe essere dato da un'alterazione di MondoA, una proteina muscolare.

Come si fa a curarlo? Di solito si tende a curare i sintomi (iperglicemia, che non dipende solo dal pancreas ma viene controllata anche a livello centrale) con farmaci e cambiamenti nello  stile di vita, e gestire la situazione evitando il peggioramento.
In realtà la cosa migliore sarebbe eliminare le cause che portano alla perdita dell'equilibrio (omeostasi) glucidica: infiammazione e perdita di efficacia dell'insulina e delle betacellule (che può essere contrastata ed è reversibile).
Si ritiene che il grasso viscerale abbia una forte componente causale nel diabete.

Tra gli inibitori del trofismo delle betacellule troviamo lipotossicità (ossia troppi grassi alterano le vie di controllo dell'insulina e inibiscono l'ossidazione dei grassi, che così continuano ad accumularsi), glucotossicità (in questo caso sono i troppi carboidrati a indurre insulino-resistenza), fattori infiammatori legati al colesterolo, acidi biliari, stress ossidativo, mTOR (attivato da leucina e aminoacidi ramificati), ChREBP, un'alterazione della sintesi proteica (UPR), alterazioni nella sintesi dei grassi e loro derivati. Insomma tante vie, non tutte necessariamente attivate in contemporanea.
E, una volta che si ha una variazione nel metabolismo (alterazione della sensibilità insulinica), quello che magari prima aiutava a mantenere la massa magra (aminoacidi ramificati) diventa tossico e diabetogeno. Questo avviene soprattutto dopo la "polarizzazione" dei macrofagi, che da antinfiammatori (M2) diventano proinfiammatori (M1).

L'eccesso di aminoacidi ramificati sembra essere predisponente per il diabete anche a causa della riduzione di captazione del triptofano (precursore della serotonina) nel cervello.

https://www.facebook.com/AJPHeartandCirc/photos/a.185761041451195.49939.170001856360447/1378486365511984/?type=3&theater



La questione centrale consiste nel fatto che il diabete è una malattia poligenica (ed epigenetica: l'espressione dei nostri geni può cambiare durante la vita e in parte è predisposta dalle generazioni precedenti), ossia la sua predisposizione è dovuta a più di 100 geni, e la sua manifestazione allo stile di vita (dieta a scarsa densità nutrizionale e inattività fisica). Per questo è impossibile stabilire una sola cura valida per tutti, ma sempre ci sarà una risposta differente per ogni persona.
Alcune delle cause, a livello cellulare/molecolare, sono: alterata funzione dei mitocondri, dell'ipotalamo e dei suoi segnali, delle betacellule, dell'aldoso reduttasi (enzima chiave nella via dei polioli), del microbiota (i nostri microbi intestinali e non solo), molte citochine e recettori di membrana (TNF e TLR-4 ad esempio), i ceramidi e gli sfingolipidi, gli AGEs (metaboliti infiammatori che si formano durante la cottura), lo stress ossidativo, quello del reticolo endoplasmatico (le proteine non vengono più sintetizzate correttamente e quindi non funzionano in maniera corretta), la fibrosi del tessuto adiposo, inquinamento,  soprattutto atmosferico.  E lo stress propriamente detto.

L'alterazione però che sembra accomunare tutte queste è la presenza di infiammazione (con un'alterazione della risposta immunitaria). Un meccanismo che dovrebbe rimanere attivato brevemente (il tempo di rispondere ad un insulto come un agente patogeno o una ferita), ma diventa cronico. Questa condizione è fondamentale nell'espansione del tessuto adiposo e nell'instaurazione della resistenza insulinica.
Un'altra caratteristica che appare comune è uno sbilanciamento della flora intestinale (che rilascia metaboliti infiammatori come LPS) in persone con diabete: a volte basta un'alimentazione diversa, con più fibre, per riportare l'equilibrio, a volte servono interventi più decisi.

Qual è quindi l'indicazione che è uscita dal più grande studio sulla genetica del diabete mai effettuato? La necessità di personalizzare la terapia!
Normalmente le linee guida prevedono un approccio simil-mediterraneo con un taglio calorico tra le 500 e le 1000 kcal/die e una percentuale di kcal dai carboidrati tra il 50 e il 60%. 
Quanti traggono vantaggio da questo metodo? Praticamente nessuno.
Si stanno però facendo dei passi avanti: ad esempio un diabetologo italiano che parla anche di qualità e finalmente non solo di calorie.

Quali sono quindi i diversi approcci che si possono utilizzare? Cercherò di valutare pro e contro di ciascuna dieta, cercando di evitare, per quanto possibile, il bias di conferma.


Dieta low fat (pochi grassi): classico approccio "di tutto un po'" da linee guida (la vera mediterranea è ben altro, con cereali antichi, pane lievitato naturalmente, legumi, poco pesce e carne una volta a settimana, olio EVO come condimento ecc), che non è realmente nutriente e punta solo a ritardare il più possibile le complicanze, ma non a guarire. Appare più appropriata se a basso indice glicemico (quindi con cereali integrali piuttosto che raffinati ecc). Il quantitativo di carboidrati ottimale deve essere individualizzato, non è stato individuato, e preferibilmente a basso indice glicemico.
Può dare comunque discreti risultati se abbinata ad attività fisica.


Dieta chetogenica: esclude tutti i carboidrati e favorisce così l'utilizzo dei grassi di deposito come fonte energetica. Le betacellule pancreatiche si "riposano", escludendo i carboidrati e riducendo drasticamente l'introito totale giornaliero, e possono così ridurre il loro stress. Può essere molto utile ma se non si segue un corretto regime di mantenimento si può tornare più grassi di prima.
Nei topi la dieta chetogenica ha guarito l'insufficienza renale, che spesso si lega al diabete



Dieta low carb (pochi carboidrati): sta crescendo l'attenzione verso questo tipo di diete, in cui i carboidrati non vengono tolti ma drasticamente ridotti (circa 100g al giorno), mentre si utilizzano molti più grassi. Essendo il diabete una "intolleranza ai carboidrati", sembrerebbe logico ridurli. Vengono da qualcuno ritenute oggi più efficaci delle low fat: ottimo risultato recentemente in un trial di buon livello (randomizzato e controllato) e in generale nelle metanalisi.
Il glucosio (carboidrati) può essere usato, soprattutto in caso di stato infiammatorio, come base di partenza per la sintesi dei trigliceridi negli adipociti, e così ridurre questa via metabolica avvia il dimagrimento e l'ossidazione dei grassi, con conseguente miglioramento del quadro. Questo vale anche nelle diete cheto.
Anche nella sua variante mediterranea (con molto olio di oliva e pesce ma pochi cereali) sembra efficace.
Persone con una suscettibilità genetica all'aumento di peso possono avere benefici dall'approccio low carb sul lungo periodo secondo un nuovo trial.
Spesso si ritiene che funzionino soprattutto a causa del drastico calo di insulina prodotta, l'ormone che fa immagazzinare i grassi.
In realtà anche i grassi stimolano la secrezione di insulina, ed è soprattutto il grasso accumulato nelle betacellule a impedire il corretto rilascio dell'ormone. Può dunque essere peggiorativa in alcuni.

Appare controindicata in casi di "adrenal fatigue" (problema di risposta allo stress) e problemi tiroidei, mentre è forse la dieta migliore in caso di persone sedentarie, ovaio policistico, Alzheimer o Parkinson, insulino-resistenza, sovracrescita intestinale di lieviti.


Paleodieta: sembra avere buon impatto, è simile alla low-carb. Il vantaggio della paleo è quello di escludere tutto ciò che crea permeabilità intestinale (glutine e tutti i suoi simili) e quindi impedisce ai metaboliti batterici infiammatori di alterare l'omeostasi glucidica. In compenso prevede altri tipi di sostanze potenzialmente infiammatorie (colesterolo, TMA, grassi saturi) e quindi non necessariamente è la migliore per tutti.
Ricca in nutrienti antidiabetici come magnesio, vitamina A e D, CLA, omega 3, se effettuata correttamente (con pesce pescato e carni di animali nutriti a pascolo e non a mangimi).

Ricordiamo che non è realmente la dieta fatta dai nostri antenati ancestrali, che erano fortunati a poter mangiare una volta al giorno e avevano un'aspettativa di vita, esagerando, di 40 anni. Il paleolitico non era un paradiso terrestre come alcuni vogliono far credere, in cui non esistevano le malattie, tuttavia può funzionare molto bene per l'eliminazione (o forte restrizione) di alimenti infiammatori e la ricchezza in nutrienti.


Vegan: sono state indicate come utili nella terapia del diabete. Hanno bassissimo tenore di grassi e di proteine rispetto alle diete alle quali siamo abituati (circa il 10% entrambi). Anche le proteine, contrariamente a quanto si crede, stimolano l'insulina.
Escludendo latticini e altri prodotti animali, c'è un drastico calo negli aminoacidi ramificati e questo può essere un vantaggio, come si spiegava prima. Anche i precursori infiammatori di TMAO si abbassano notevolmente, così come il colesterolo.
Una dieta ad alto tasso di vegetali aumenta la diversità batterica, che contrasta il diabete.
Inoltre i grassi possono essere infatti estremamente infiammatori, soprattutto se abbinati ai carboidrati: insomma separarli, anziché assumere quantità moderate di entrambi, sembra una cosa buona.
Il dott Barnard spiega il legame tra grassi e diabete



Come si accennava prima, la carne rossa o processata ha diverse sostanze che la associano al diabete: AGEs, TMAO, grassi saturi e trans, ferro eme (tipico dei prodotti animali e assente nei vegetali), aminoacidi ramificati, nitriti, glicani, colesterolo.
Potrebbe essere utile in chi abbia un diabete di tipo lipotossico.
Può avere anche un eccesso di antinutrienti (glutine, saponine, lectine ecc) che contrastano la guarigione, data l'importanza della permeabilità intestinale nel diabete.
L'insulina viene tenuta bassa, spesso più che in altre diete.

Dieta crudista: attualmente non supportata da evidenza scientifica, potrebbe avere come vantaggio quello di evitare il più possibile gli AGEs, composti tossici che si formano durante la cottura, ma contemporaneamente può avere un eccesso di antinutrienti che normalmente vengono ridotti dalle alte temperature.



Altri approcci:

Chirurgia bariatrica: forse oggi alcuni con troppa facilità ricorrono a questa possibilità, che può dare risultati importanti, spesso migliori della sola modificazione dello stile di vita, ma ha comunque effetti collaterali da gestire per tutta la vita.
Va dunque valutata attentamente questa possibilità, ponendo sui piatti della bilancia i pro e i contro.
La percentuale di successo nel trattamento del diabete è comunque clamorosamente più alta rispetto al trattamento dietetico-comportamentale tradizionale.

Attività fisica: è una componente essenziale nella cura del diabete. Non deve essere stressante, sta emergendo come interessante un'attività breve e intensa piuttosto che lunga e moderata.

Temperatura: sta emergendo che ridurre la temperatura possa stimolare lievemente la termogenesi e migliorare modestamente il quadro glicemico

Concludendo qualsiasi dieta ben bilanciata, senza eccessi e senza carenze di nutrienti, può aiutare nel diabete, ma chiunque può avere una reazione diversa quindi non fossilizziamoci su un solo tipo di intervento, ma andiamo a cercare per ognuno quello più adatto.
Qualità dell'alimentazione, sonno corretto, gestione dello stress e attività fisica costante sono fondamentali per prevenirlo e gestirlo.


https://it.pinterest.com/mandosgirl52/diabetes-humor/
diabete in omaggio con la confezione grande di coca


Aggiornamento 31/8/2016

L'urea non smaltita dai reni in persone con insufficienza renale contribuisce alla progressione della resistenza insulinica.
Il fluoro contenuto naturalmente nell'acqua sembra essere protettivo nei confronti del diabete, mentre le acque addizionate ne aumentano il rischio.
Alcune nozioni in favore delle diete crudiste (in questo caso con meno cibi cotti) contro il diabete, dovuta alla riduzione di AGEs.

La riduzione delle proteine totali e in particolare degli aminoacidi non essenziali porta all'attivazione di FGF21, fattore che migliora  la sensibilità all'insulina e quindi l'omeostasi glucidica.
La restrizione calorica, nei topi, modifica gli m1 in m2, portando ad un miglioramento del quadro metabolico ed un aumento del grasso beige. 

Aggiornamento 9/9/2016

I prodotti animali, ricchi di grassi, in particolare se allevati in maniera non adeguata,  possono causare permeabilità intestinale, endotossemia e infiammazione, tutti attivatori dei processi infiammatori e iperglicemizzanti.



Aggiornamento 11/9/2016

La prevalenza del diabete è in aumento, e molti casi non sono neanche diagnosticati.
Livelli di insulina cronicamente alti contribuiscono all'infiammazionepressione altaridotto desiderio sessuale, aumentato rischio tumorale e depressione.



Aggiornamento 17/9/2016

Secondo una nuova revisione degli studi la dieta plant-based è la migliore per il diabete, con attenzione alle possibili carenze.
Secondo qualcuno gli AGEs sono ancora più responsabili  dei danni del diabete rispetto all'iperglicemia.
I grassi saturi sono da considerarsi più tossici per le betacellule che causa di insulino-resistenza


Aggiornamento 9/9/2016


S seconda della variante genetica posseduta, la melatonina può ridurre la sensibilità insulinica e aumentare così la predisposizione al diabete.



Aggiornamento 25/9/2016

L'inquinamento atmosferico si conferma deleterio per il diabete.
Alcuni grassi animali sembrano aumentare il rischio di diabete: la questione va contestualizzata però, all'interno di una dieta paleo o low-carb probabilmente non avrebbero questo risultato.

Aggiornamento 4/10/2016

La supplementazione con folati (meglio se attivati, metilfolina) ritarda la progressione della malattia renale: in alternativa tanta verdura a foglia!
Le proteine animali sono associate ad aumento della mortalità cardiovascolare, mentre quelle vegetali riducono il rischio soprattutto in chi ha fattori di rischio (ipertensione, glicemia ecc). Sostituire le fonti di proteine, soprattutto la carne rossa e processata, diminuisce la mortalità
Il miglior modo per prevenire il diabete è probabilmente aumentare le verdure a foglia.

Aggiornamento 7/10/2016


21 motivi per mangiare cibo vero e non processato.
Un autore dice una cosa sacrosanta: lo stare a dieta dovrebbe estinguersi (inteso come dieta grammata). Deve invece esistere uno stile di vita sano che privilegi il cibo vero e non processato.
Cosa che accomuna le diete che oggi funzionano: med, vegan, paleo: mangiare soprattutto cibo di origine vegetale, senza esagerare col resto e soprattutto guardando la qualità, evitando la roba processata.



Un nuovo meccanismo che lega i carboidrati all'insulino-resistenza e quindi spingerebbe per la low-carb.



Aggiornamento 16/10/2016

L'insulina alta è un fattore di rischio indipendente per malattie cardiovascolari.
Uno studio in un modello animale mostra che i diabetici tendono ad assorbire ancora di più il fruttosio rispetto ai sani: questo zucchero dovrebbe essere totalmente precluso ai diabetici.

L'alterazione dei ritmi circadiani può avere effetti deleteri sulla sintesi proteica, con produzione di proteine alterate (UPR, unfolded protein response) che spalancano le porte alle malattie metaboliche.
L'efficacia della chirurgia bariatrica non consiste solo nella restrizione calorica, ma nel ribilanciamento di alcuni ormoni.
Quindici modi per migliorare la glicemia, tra cui spicca l'uso di aceto e ridurre i carboidrati.

Nei gemelli identici, quello più grasso si ammala più facilmente di diabete, mentre è molto simile il rischio di malattie cardiovascolari. Questo porta a pensare che la predisposizione genetica valga di più per queste ultime.


Aggiornamento 19/10/2016

Il prediabete aumenta il rischio di tumori, in particolare dell'apparato digerente, fegato ed endometrio. il diabete ancora peggio.
L'importanza dell'alimentazione nell'espressione delle proteine che regolano l'assorbimento di glucosio: il gusto dolce (anche da dolcificanti artificiali) lo aumenta nell'intestino, ma se ci sono anche i grassi , come nel classico pasto da fast food, incrementa esponenzialmente, determinando un picco glicemico e un rilascio di insulina abnorme.

Ottimo articolo di Authoritynutrition su chi può avere vantaggi ad essere vegano e chi no. Come già detto, la predisposizione genica (conversione del betacarotene in vitamina A, attività della amilasi salivare, sintesi della colina) e il microbiota intestinale (che produce la vitamina K2, essenziale per ossa e denti) possono fare la differenza tra i vegani sani e quelli che non si possono trovare bene.

Anche le infezioni possono stimolare la produzione di molecole prodiabetiche.

Aggiornamento 27/10/2016

In uno studio controllato, la dieta a zona ha guarito il 100% dei partecipanti con prediabete, una dieta classica col 55% di carboidrati solo in un terzo.
Lo stesso è successo con l'infiammazione sistemica e la steatosi epatica.

Update  29/10/2016


L'uso di statine sembra ridurre i tumori correlati all'iperinsulinemia, come pancreas, cervello, colon, polmoni e fegato. Questi aumentano fino a 9 volte con cure come insulina esogena e secretagoghi (sulfoniluree e glitazoni).
L'iperinsulinemia porta alla ritenzione di sodio e così all'ipertensione, probabilmente il peggiore tra i fattori di rischio cardiovascolare.


Update  31/10/2016

ll diabete e la schizofrenia mostrano dei tratti comuni, soprattutto condividono la genesi infiammatoria e l'errato stile di vita alla base. Inoltre entrambi peggiorano con un indice glicemico alto. Probabilmente l'insulina gioca un ruolo importante anche nelle malattie mentali.

Update  3/11/2016

Tra le vie infiammatorie del diabete, una che altera FAS, l'enzima che produce endogenamente i grassi, forse a causa di alcuni lipidi della dieta.

L'inibizione di una proteina, Gal3, porta a miglioramento della resistenza insulinica nel modello sperimentale di diabete. Questa proteina, rilasciata dalle cellule del sistema immunitario in uno stato di infiammazione, è una lectina, quindi potenzialmente simile a molecole vegetali eliminate nella paleodieta.


Update  7/11/2016

I ceramidi sempre ancora più implicati con la resistenza insulinica, con molteplici meccanismi: riducono la spesa energetica e il grasso bruno, i macrofagi M2, la fuzionalità mitocondriale, aumentano ovviamente la glicemia. Riducendoli tutte queste componenti del diabete migliorano. Sono in pratica un tipo di grasso tossico, costruito dalle nostre cellule in condizioni ancora poco chiare. Probabilmente sono implicati il palmitato (grasso tipico dell'olio di palma). Le citochine come TNF aumentano la sintesi creando un circolo vizioso. Le fonti alimentari sono quelle animali.

Update  10/11/2016

Un articolo della dott.ssa Gottfried sugli interferenti endocrini: eliminarli dovrebbe essere una priorità politica.
La loro presenza è associata ad aumento di peso, malattie cardiovascolari, diabete  e tumori. Gli adipociti (le cellule grasse) aumentano di numero e dimensioni.
Eliminate tutto ciò che contiene ftalati e parabeni.

Per facilitare l'eliminazione, assumere molta fibra solubile (frutta, verdura, legumi). Per stimolare la disintossicazione epatica, N-acetilcisteina, selenio, calcio glucarato, tè verde.

Scarsi livelli di B12 in gravidanza aumentano la possibilità di diabete in età adulta, agendo probabilmente sulla metilazione del DNA.
Un articolo degli endocrinologi americani che esamina le diverse diete nel diabete. Si insiste sulla individualizzazione della terapia. Il supporto di uno specialista è fondamentale.



Update  18/11/2016

Un eccesso di ferro in gravidanza sembra collegato col diabete gestazionale.

Update  3/12/2016

La metilazione del DNA, che cambia durante il corso della vita (ad esempio può aumentare in seguito a stimoli stressanti) influenza il modo di reagire delle cellule immunitarie (macrofagi) ai grassi saturi, determinando più o meno infiammazione. Ecco perché un nutriente tranquillamente metabolizzato da giovani può essere invece pericoloso da anziani.
Alcuni geni sono associati con una deposizione di grasso particolare (lipodistrofia), per cui sviluppano diabete anche con un peso relativamente basso.
L'esposizione a BPA (bisfenolo A) determina una particolare metilazione nei geni che favorisce l'aumento di peso e l'insorgenza di diabete.

Una dieta con un più alto contenuto di proteine riduce il miglioramento nella sensibilità insulinica durante il dimagrimento: ancora una volta gli aminoacidi appaiono un'arma a doppio taglio.

Una proteina, presente nel veleno dell'echidna e dell'ornitorinco, potrebbe essere terapeutica nel diabete. Questa proteina, GLP1, è prodotto anche dall'uomo, ma degradata troppo velocemente!

I bagel fatti con amido resistente aiutano a ridurre la glicemia postprandiale e l'iperinsulinemia. Questo per i fautori dell'"indice glicemico è inutile. Ci informa il prof Ludwig che una maniera migliore per non alzare la glicemia, oltre all'amido resistente è... resistere all'amido, ed evitare farinacei raffinati, utilizzando solo legumi, frutta e cereali a chicco.


Update  6/12/2016

Il miglior approccio nutrizionale in caso di sindrome metabolica (una sorta di prediabete caratterizzato da glicemia alta, ipertensione, ipertrigliceridemia e circonferenza addominale aumentata) è quello che riduce l'infiammazione, privilegiando cibi densi di nutrienti (vitamine, antiossidanti e minerali) e non raffinati. In alcuni può essere meglio ridurre i carboidrati e privilegiare i grassi, in particolare non saturi.

L'importanza di ridurre la carne e mangiarla cotta a temperature basse in modo da limitare la formazione di AGEs.

Update  9/12/2016

L'eccesso di glucosio (carboidrati) influenza negativamente tutti gli organi, compreso il microbiota, e favorisce fluttuazioni della glicemia che hanno ripercussioni negative, come l'espansione del tessuto adiposo (aumento di peso).
Una nuova revisione dei dati conferma l'effetto protettivo delle diete vegetariane nei confronti di malattie cardiovascolari, diabete e sindrome metabolica.
In uno studio su 32 persone sane, ridurre i carboidrati dà risultati favorevoli in termini di parametri metabolici



Aggiornamento 11/12/2016

Uno studio ha dimostrato che 4,4 milioni di morti all'anno sarebbero evitabili con un consumo di frutta secca superiore ai 20g al giorno. La prevenzione è infatti dimostrata su tumori, malattie cardiovascolari, polmonari e diabete.
La revisione avverte però di evitare quella potenzialmente contaminata da aflatossine, una classe di prodotti del fungo aspergillus, di cui alcune cancerogene. Queste si formano durante l'immagazzinamento e si riscontrano soprattutto nei prodotti provenienti dalla Cina e dall'Africa subsahariana.
Sempre più conferme del legame tra inquinanti ambientali, soprattutto BPA, e diabete: riducendoli si riduce il rischio.

Aggiornamento 13/12/2016

La restrizione calorica durante la vita prenatale aumenta invece il rischio di diabete di tipo 2 nella prole, e questo può verificarsi in diverse generazioni successive

Aggiornamento 14/12/2016

Un'ottima ricetta per provocare permeabilità intestinale e tutto ciò che ne deriva (disbiosi, diabete, malattie autoimmuni, steatosi epatica, danni renali ecc) è la dieta occidentale ad alto contenuto di grassi e basso di vitamina D.
Si favorisce inoltre l'H. pylori e si distrugge l'Akkermansia, un batterio antiobesità.

Prima di fare una dieta low carb o chetogenica è meglio non essere in disbiosi e avere livelli sufficienti di vitamina D, che previene la permeabilità.
il diabete è un fattore di rischio per l'osteoporosi.

Aggiornamento 19/12/2016

Il prediabete (glicemia a digiuno tra 100 e 125mg/dL, ridotta tolleranza ai carboidrati o alterata emoglobina glicata) aumenta la mortalità del 13%, quella cardiovascolare (ictus e infarto) del 18%.
Ridurre zucchero e amidi può mettere in remissione il diabete, e questo deve essere il consiglio dei nutrizionisti.
Una rivisitazione dei dati trova le diete low carb più efficaci di quelle tradizionali, e un recente studio mostra come gli obesi insulinoresistenti abbiano incremento delle citochine infiammatorie solo in seguito ad un pasto ricco in carboidrati.
Il succinato prodotto dai batteri (Prevotella copri) con la fermentazione della fibra o supplementato ha un effetto di riduzione della gluconeogenesi epatica e quindi della glicemia.

Aggiornamento 21/12/2016

L'inflessibilità metabolica, la difficoltà nel passare dall'ossidazione dei carboidrati a quello dei grassi, tipico di chi abbia alterazioni metaboliche come iperinsulinemia, sedentarietà, pregresso dimagrimento, saltare la colazione, aumenta l'importanza dell'indice glicemico. In questi casi è più facile accumulare il grasso perché una scarsa massa magra non "tampona" le calorie di troppo, e il partizionamento dei nutrienti viene diretto verso l'immagazzinamento dei lipidi.
La polvere di aglio dà consistenti riduzioni di pressione e altri marker di rischio cardiovascolare come glicemia e lipidi plasmatici.

Uno studio sulla popolazione bengalese dà la conferma clinica di come la scarsità di nutrienti in gravidanza predisponga al diabete e all'obesità in età adulta. Questo avviene mediante inibizione dell'espressione di alcuni geni che vengono metilati.



Aggiornamento 23/12/2016

Cosa succede se nell'intestino manca una proteina, ZG16, che tiene lontani i batteri dalla mucosa? I batteri entrano nel sangue, creano infiammazione e il topo ingrassa e si ammala di diabete. Finché persiste la condizione infiammatoria non è possibile né dimagrire né guarire dal diabete. Sistema immunitario e omeostasi energetica sono solidamente legati.
La via delle esosamine come regolatrice dei principali metabolismi dell'organismo: crescita e anabolismo, catabolismo, ritmi circadiani, diabete, tumori ecc

L'obesità influenza la metilazione (e quindi l'espressione) di circa 200 geni: questi stabiliscono quanto il corpo è infiammato e la sua probabilità di ammalarsi, di diabete in particolare.

L'importanza delle vescicole extracellulari, nella regolazione dell'omeostasi energetica, glicemica (diabete) e autoimmunità. Questo avviene soprattutto regolando l'espressione genica: le proteine non vengono prodotte anche se ci sono i geni che le codificano.

Aggiornamento 28/12/2016

I grassi saturi inducono infiammazione ipotalamica, con perdita dell'omeostasi glucidica e del controllo della composizione corporea, morte dei neuroni e resistenza agli ormoni che inducono sazietà e adipostatici (leptina); gli omega 3 hanno effetti opposti.

Un costante eccesso calorico si lega ad attivazione delle vie infiammatorie attraverso NLRP3, con conseguente insulino-resistenza. In particolare i grassi "reattivi" (ossidati o saturi), la glicemia alta e l'endotossemia attivano la via.

Aggiornamento 3/1/2017

Un studio controllato ha mostrato che la supplementazione di fibra, in particolare un misto di GOS (galattoligosaccaridi), non dà vantaggi nei diabetici: viene però specificato che ci sono risultati variabili e che ciò dipende dal microbiota, dall'uso di metformina e dalle varianti geniche.

Anche i microRNA alterati rilasciati dagli adipociti sono implicati nella genesi dell'insulino-resistenza.

Anche il microbiota, ovviamente, ha le sue variazioni all'interno della giornata, e se vengono alterate  facendo le notti in bianco aumenta il rischio di problemi metabolici.

Aggiornamento 6/1/2017


La mancanza di sonno altera anche la funzionalità del sistema immunitario, predisponendo per malattie autoimmuni e infiammatorie. In pratica si abbassa durante il sonno e si "riassetta", e se manca questa fase non è in grado di funzionare bene.

Si sta ipotizzando l'esistenza di un diabete di tipo 4, che caratterizza le persone anziane e magre, dovuto all'accumulo di linfociti T-reg negli adipociti.



Aggiornamento 10/1/2017

Alcune erbe e integratori utilizzabili, sotto controllo di esperti, nel diabete.

Aggiornamento 13/1/2017

Una proteina purificata dall'A. muciniphila può conferire gli stessi vantaggi metabolici del batterio.
La vitamina D migliora il profilo lipidico nei diabetici


L'importanza dell'intestino nella genesi della sindrome metabolica, e il ruolo dei suoi ormoni.

Aggiornamento 18/1/2017

I nuovi standard americani della cura del diabete prevedono 3 approcci nutrizionali: dieta mediterranea, dieta DASH e dieta vegana

L'infiammazione è il miglior "amico" dell'invecchiamento. Più dura, più va avanti il processo di aging, e ognuno deve trovare la dieta per sé che non lo faccia infiammare.

Aggiornamento 20/1/2017

"Spostare l'attenzione dalle calorie e dai singoli nutrienti agli alimenti e alla qualità della dieta e reindirizzare gli sforzi verso interventi di popolazione che affrontino le cause alla radice (alimentazione e stile di vita sbagliati) possono ridurre significativamente le pandemie globali di malattie legate all'alimentazione e disabilità"

D. Mozaffarian, il più famoso epidemiologo della nutrizione al mondo

Alcuni chemioterapici interagiscono col sistema immune ed endocrino favorendo l'insorgere di diabete Un insetticida interagisce con i recettori per la melatonina e alza il rischio di diabete


Aggiornamento 22/1/2017

I vantaggi metabolici delle diete low carb

Aggiornamento 24/1/2017

Vantaggi e svantaggi del crudismo o della cottura dei cibi.

Quali sono le cause ambientali dell'obesità? Oltre allo scarso movimento, la disponibilità a basso prezzo di cibi altamente energetici e scarsamente nutritivi.
Interventi politici che riducano la convenienza di questi cibi sono altamente auspicabili per prevenire le malattie.

Aggiornamento 31/1/2017

Il diabete, negli USA, è responsabile di più morti di quanto ipotizzato prima, il 12%

Aggiornamento 1/2/2017

Chi ha la sindrome metabolica (e quindi anche il diabete) ha maggiori fabbisogni di vitamina E perché la catabolizza maggiormente


Il dott. Greger spiega benissimo, come sempre, perché assumere zuccheri raffinati che non siano abbinati ad antiossidanti sia deleterio per la salute



Aggiornamento 4/2/2017

La carenza di B12 e folati, in particolare durante la vita intrauterina, aumenta il rischio di diabete.

Un team americano ha individuato alcune caratteristiche che possono far propendere per un approccio low-carb o meno, a seconda del rapporto tra i prodotti delle vie metaboliche (NADH e FADH2) che vanno ad agire sul controllore del metabolismo, l'ipotalamo

Aggiornamento 8/2/2017

I cibi da evitare come la peste, per il diabete e la sua prevenzione: succhi e bevande zuccherate, cereali raffinati e confezionati, grassi trans, yogurt con frutta, patate fritte.

Le nuove linee guida raccomandano la chirurgia bariatrica per il diabete: è come dichiarare la dietologia classica sconfitta. Non si può dimagrire con una dieta basata solo sull'approccio calorico


Aggiornamento 9/2/2017

Conferme sull'importanza della funzionalità mitocondriale per gestire il diabete: in particolare a livello ipotalamico

L'importanza del ridurre gli AGEs per prevenire e gestire le malattie

Aggiornamento 14/2/2017

La disbiosi, in particolare una sovracrescita di E. coli, può essere indicata dalla produzione di alcuni metaboliti, come il formiato. Questo determina infiammazione sistemica e tutto ciò che ne consegue

La frutta a basso indice glicemico, tipica dei climi temperati, sembra meno associata col diabete: sembra scontato, ma in realtà non esistono studi in tal senso. La frutta tropicale, più zuccherina, invece pare aumentare il rischio.

La guida alla dieta crudista

Aggiornamento 15/2/2017


Nel modello animale la conversione di adipociti bianche in bruni si riduce con l'età, anche perché si riducono le cellule progenitrici; questo spiega il rallentamento del metabolismo

Un buon intake di zinco previene le complicazioni del diabete di tipo 2

La "cafeteria diet", dieta occidentale ad alto contenuto di zuccheri e grassi, attiva l'infiammazione intestinale e lo stress ossidativo, determinando alterazione degli equilibri intestinali, come  un'alterata permeabilità intestinale, che determinano insulino-resistenza, aumento di peso e diabete.

Aggiornamento 18/2/2017


Tutte le calorie sono uguali, ma alcune sono più uguali delle altre (cit La fattoria degli animali) Il fruttosio ad esempio ha un tale effetto proinfiammatorio e lipogenico (stimola la sintesi dei grassi) che questa pubblicazione lo definisce "arma di distruzione di massa"

Novità sull'influenza genetica del diabete

L'importanza del reticolo endoplasmatico nel rilascio di insulina.


Tutto ciò che mangiamo è un segnale per il nostro organismo.

Ad esempio mangiare tessuti che hanno accumulato nel tempo danni molecolari (ossia da organismi più anziani) accelera l'invecchiamento.
Questo studio rinforza l'idea dell'invecchiamento come accumulo di danni nel tempo.
Cade anche il teorema secondo cui tutto ciò che entra nello stomaco viene digerito e diventa tutto uguale.



Aggiornamento 20/2/2017

La guida completa al diabete
Qualche indicazione sulle cotture: quella al microonde è quella che crea più colesterolo ossidato.

I microRNA hanno importanza crescente nel determinare resistenza insulinica e la loro variazione può essere determinante nel dimagrimento.

Aggiornamento 22/2/2017

Tra gli interferenti endocrini, che predispongono per diabete e obesità, troviamo: pesticidi e erbicidi (organoclorurati persistenti, vietati in Italia), plastiche (BPA e ftalati), detergenti, ritardanti di fiamma (PBDE), ingredienti di prodotti per la cura personale (parabeni). Anche i fitoestrogeni (soia e altri legumi) possono essere problematici.
La loro azione è particolarmente dannosa se ci veniamo a contatto durante la vita intrauterina.
Agiscono in vari modi, soprattutto aumentando il numero di cellule adipose e gli equilibri endocrini.


Aggiornamento 23/2/2017

L'uso di metformina per lungo periodo è legato a vitamina B12 bassa

Aggiornamento 25/2/2017


Perché quando c'è insulino-resistenza è così difficile dimagrire e mettere muscolo? Perché si determina un restringimento del flusso di sangue verso i muscoli. Così i nutrienti vengono diretti al tessuto adiposo e prevalentemente "messi da parte" per i momenti di difficoltà. Questo meccanismo, che ci ha permesso di sopravvivere alle carestie e all'impossibilità di procurare cibo, oggi, quando sussiste per un tempo prolungato, determina il diabete di tipo 2

Un quantitativo di frutta e verdura doppio rispetto a quello consigliato finora può prevenire oltre 7 milioni di morti in un anno. Le porzioni giornaliere sono 10 da 80g ciascuno, per ridurre qualsiasi causa di morte e in particolare tumori e malattie cardiovascolari.

La chirurgia bariatrica si conferma molto più efficace del trattamento medico per il diabete


Se prendiamo persone diabetiche e le dividiamo in due gruppi, uno che assume bibite light e l'altro solo acqua, il secondo ha miglioramenti dei parametri metabolici e del peso.

I dolcificanti artificiali sono tra le peggiori invenzioni dell'umanità e le calorie non servono a granché, sono solo una semplificazione per chi ignora la fisiologia.

Aggiornamento 26/2/2017


Interessante articolo di Arianna Rossoni sulla dieta antinfiammatoria.

Le alterazioni mitocondriali sono alla base delle disfunzioni renali nel diabete. Anche il podocita rilascia e riceve molecole segnale che alterano la funzione

Anche gli RNA extracellulari si confermano segnali importanti nell'insulino-resistenza

La malattia parodontale (problemi gengivali), come sospettato da tempo, può essere un segno precoce di diabete

Aggiornamento 28/2/2017

Ottimo articolo sul lievito madre.

Quali sono i vantaggi del pane lievitato con pasta madre? Alta digeribilità (glutine predigerito), minore innalzamento della glicemia, migliore biodisponibilità dei nutrienti e minore contenuto di antinutrienti come i fitati



Aggiornamento 2/3/2017

L'attivazione di alcune proteine, chiamate HSP, che rispondono allo stress, altera completamente la produzione di proteine e di energia (ATP) da parte dei mitocondri. (Anche) Per questo non possiamo considerare le persone che presentano stress cellulare al pari di persone sane: le loro vie metaboliche sono completamente alterate, e così l'utilizzo e l'ossidazione dei nutrienti

Aggiornamento 4/3/2017

Come mai diabete e ipertensione vanno di pari passo? Quando si alza la glicemia (e di conseguenza l'insulina) il rene trattiene più liquidi, e l'aumento di ritenzione si traduce in incremento di pressione sanguigna. I cibi che danno resistenza insulinica sono generalmente quelli industriali, ricchi di carboidrati e grassi raffinati, ma anche un eccesso proteico può determinarla

"Esiste una forte evidenza che alterare i cicli sonno-veglia porti a obesità e alterazioni metaboliche.
Sebbene dieta e attività fisica siano riconosciuti come i principali determinanti dell'aumento di peso, anche la qualità del sonno e la qualità e la tempistica dell'alimentazione sono fattori emergenti che contribuiscono ai problemi metabolici come il diabete.
Le calorie non sono tutte uguali perché il loro destino metabolico è dipendente dall'ora del pasto, e quelle introdotte nelle ore notturne sono generalmente correlate ad aumento di peso"

I migliori cibi per prevenire e gestire il diabete.



Un eccesso di acidi grassi liberi circolanti, rilasciati dagli adipociti, sembrano legati a infiammazione e insulinoresistenza, in particolare se saturi. Questo accade se il fegato non riesce a gestire il traffico.



Aggiornamento 6/3/2017

L'integrazione con serina e glicina, 2 aminoacidi, aumenta la produzione di NAD+ e glutatione nel fegato, favorendo così la guarigione dalla steatosi epatica, tipica caratteristica del diabete.

Aggiornamento 7/3/2017

Un lieve sovrappeso, ma con concentrato nella zona addominale, appare più pericoloso per la salute dell'obesità, in uno studio condotto su oltre 160 mila donne in post-menopausa

Aggiornamento 8/3/2017


In un nuovo studio osservazionale, la carne rossa è tra i fattori che aumentano il rischio di morte cardiovascolare, per diabete o no. Gli altri sono bibite gassate e sale ovviamente

In un confronto tra metodi per il diabete, la dieta chetogenica dà risultati migliori della low fat

Alcune caratteristiche genetiche, e in particolare mitocondriali, legano diabete e problemi renali.

Aggiornamento 10/3/2017

Nel modello animale una molecola presente nei cavoli, il sulforafano, attenua l'infiammazione, aumenta il dispendio energetico e gli adipociti bruni, migliora la flora intestinale. Riducendo così l'aumento di peso con una dieta ad alto contenuto di grassi


Aggiornamento 12/3/2017

Nel modello animale l'iniezione di FGF1 direttamente nel cervello porta alla guarigione per lungo tempo dal diabete: questo perché alcune cellule, i taniciti, possono influenzare direttamente l'omeostasi glucidica

Qual è una delle vere cause delle malattie cardiovascolari? la disfunzione endoteliale, che non permette alle arterie di rilassarsi e crea ipertensione. E una delle sue determinanti è l'alterazione delle proteine prodotte, causate dallo stress degli organelli cellulari chiamati reticoli endoplasmatici. Anche i mitocondri collaborano.

Secondo un nuovo studio, tra l'altro osservazionale quindi che non può dimostrare granché, togliere il glutine può ridurre la qualità della dieta (ridotto apporto di micronutrienti e fibre) e aumentare il rischio di diabete.
Questo può succedere solo se si usano sostituti di scarsa qualità, ma in determinati casi la dieta gluten-free (o a ridotto contenuto di glutine) è una buona scelta anche se non si è celiaci

Le complicatissime relazioni tra metabolismo energetico, microbiota, epigenetica e sistema immunitario

Aggiornamento 13/3/2017

Nel video potete vedere un organismo marino che mangia microframmenti di plastica gettata in mare da un idiota e che andrà così ad accumularsi nella catena alimentare avvelenando tutti noi



Aggiornamento 14/3/2017


Alcune relazioni tra microbi e aumento di peso



Aggiornamento 15/3/2017

Gli stress e le avversità subiti da giovani si associano a maggior rischio di problemi metabolici come il diabete e tutto ciò che lo accompagna (pressione alta, dislipidemia ecc)

Il cervello è in grado di produrre fruttosio. Questa capacità, più o meno marcata, può essere proporzionale alla propensione alle malattie metaboliche.

Continuano le conferme sull'influenza del sonno sul metabolismo: riallineare sonno e tempistica dei pasti ha già dimostrato nel modello animale e in studi preliminari sull'uomo di migliorare peso e parametri dismetabolici (glicemia, pressione ecc).



Aggiornamento 20/3/2017


Oltre alla leptina, anche l'uridina, rilasciata dal fegato dopo che mangiamo ma dal tessuto adiposo lontano dai pasti, contribuisce al mantenimento della composizione corporea e alla spesa energetica, e la sua alterazione è osservabile nei diabetici e sovrappeso.

È possibile guarire dal diabete? In uno studio preliminare, grazie ad un programma intensivo personalizzato (dieta, attività fisica, incontri con personale specializzato) il 40% dei partecipanti ha potuto eliminare i farmaci.
Gli effetti sono da verificare su periodi più lunghi, ma il numero non è da sottovalutare, visto che in generale si ritiene una malattia da trattare vita natural durante.

Il boom del diabete in Cina appare legato all'eccesso di proteine animali.

Il magnesio si conferma utile in persone sovrappeso con problemi renali: migliora infatti sia la pressione che la glicemia


Aggiornamento 21/3/2017



Sale l'evidenza sull'integrazione di omega 3: possono essere consigliati a quelli con alto rischio cardiovascolare, diabetici, persone con fibrillazione atriale e insufficienza cardiaca

Aggiornamento 22/3/2017

legami tra infiammazione e aumento di peso (o a volte riduzione!)

Nella popolazione con meno aterosclerosi del mondo, il 72% delle calorie introitate vengono da carboidrati da fonti non raffinate (riso integrale, tapioca, platano, mais) quindi ricche in fibre. La loro dieta ha pochi grassi, e nessuno trans. Le proteine (poche, circa 14% delle calorie totali) vengono dalla caccia e dalla pesca. Morale della favola: non sono per forza i carboidrati a creare problemi. I loro parametri metabolici rimangono ottimali perché non fumano, si muovono tutto il giorno, mangiano cibi veri, sono meno stressati di noi.

Il fluoro può indurre danno ossidativo, alterando anche il metabolismo energetico. Può ridurre il quoziente intellettivo e favorire l'insorgere del diabete.

Aggiornamento 24/3/2017

Conferme sul legame tra insulinoresistenza e declino cognitivo

La nozione, finora aneddotica, che mangiare molto a cena, e in particolare carboidrati ad alto indice glicemico, avesse un impatto metabolicamente negativo, è stato finalmente dimostrato da un esperimento controllato.

La cronica attivazione di mTOR (costante eccesso di nutrienti) porta all'insulino-resistenza e al deperimento muscolare, la cronica inattivazione (carenza di nutrienti) alla lipodistrofia (grasso distribuito male e cadente)

Sempre più esperti pensano che la dieta low carb per il diabete sia la migliore, e dovrebbe essere menzionata tra le opzioni terapeutiche dalle linee guida

Aggiornamento 27/3/2017
Il diabete gestazionale aumenta il rischio di sindrome metabolica negli anni successivi.

Cosa dicono le linee guida per l'obesità degli endocrinologi americani sull'alimentazione? L'obesità è dovuta tra le altre cose, ad una dieta povera in nutrienti (e non solo all'eccesso calorico). Chi ha i trigliceridi alti deve ridurre in particolare i carboidrati e non i grassi. Gli zuccheri e le fonti di carboidrati raffinati dovrebbero essere minimizzati. I grassi trans (si formano negli oli vegetali riscaldati) dovrebbero essere eliminati. La supplementazione con omega 3 purificati è utile per abbassare i trrigliceridi. Le opzioni dietetiche sono diverse: Mediterranea, DASH, low-carb, low-fat, high protein, chetogenica, vegetariana, e tutte possono dare buoni risultati.

Conferme sul legame tra statine e diabete, in particolare nelle donne anziane

Aggiornamento 30/3/2017

"L'evidenza scientifica che un'unica dieta sia buona per tutti ("one diet fits all") è scarsa. L'obesità è un disordine multifattoriale che richiede una personalizzazione dell'intervento"

Il diabete aumenta il rischio di attacco cardiaco indebolendo e destabilizzando fino alla perdita i vasi che circondano il cuore


Aggiornamento 1/4/2017

Alcuni farmaci per la pressione, bloccanti selettivi dei recettori beta1, tendono ad alterare l'omeostasi glucidica

Nuovi studi positivi su diete low carb e chetogeniche

Aggiornamento 3/4/2017

La vitamina D protegge dal diabete, sostenendo la produzione di insulina e proteggendo dai danni dei radicali liberi, riducendo l'infiammazione e l'appetito. Molto più di quanto si pensi gravi problemi di salute sono dovuti a semplici carenze di alcuni nutrienti ed eccessi di altri

Sostituire mezza porzione al giorno di alcuni cibi come patate, riso, uova o pane con legumi protegge dal diabete.

Il microbiota sempre più implicato, grazie ai suoi metaboliti, nell'infiammazione sistemica.

Aggiornamento 8/4/2017


L'utilizzo di alcolici in maniera compulsiva anche prima della gravidanza predispone la prole per il diabete

Secondo un nuovo studio la dieta lowcarb è ideale anche nel diabete di tipo 1, con riduzione delle escursioni glicemiche, almeno nel breve periodo

Oltre un americano su 3 ha la sindrome metabolica.

Aggiornamento 9/4/2017


Basta con le ore di camminate! per guarire del diabete avete bisogno dell'HIIT !

Le complicazioni post infarto sono direttamente proporzionali alla glicemia: ossia più è alta la glicemia più si rischia di non uscire dall'ospedale

Aggiornamento 15/4/2017

Nel modello animale la somministrazione di omega 3 risulta terapeutica nelle prime fasi del diabete di tipo 1, riducendo la risposta infiammatoria autoimmune.

Sempre più conferme dell'effetto diabetogenico delle statine

Una sola notte passata con le luci accese (lavoratori notturni) è sufficiente ad alterare il metabolismo, anche nelle persone sane.

Aggiornamento 21/4/2017

La presenza di un animale domestico nei primi mesi di vita riduce il rischio di allergie e obesità. Questo perché aumenta l'esposizione a importanti famiglie di batteri, Ruminococci e Oscillospira, che "allenano" il sistema immunitario. Anche il rischio di polmonite sembra abbassarsi.



Dare una dieta obesogenica a un topo figlio di madre obesa altera l'espressione di una proteina (IRS-1) fondamentale per la sensibilità insulinica e predispone per l'obesità



Aggiornamento 25/4/2017

Tanti carboidrati a cena appaiono deleteri in persone con alterata glicemia. Sembra la scoperta dell'acqua calda ma non era mai stato dimostrato



Aggiornamento 26/4/2017

La chirurgia bariatrica ha buon impatto sul diabete anche a lungo termine.

Aggiornamento 28/4/2017

L'olio di oliva appare protettivo nei confronti del diabete

Cereali integrali, frutta, verdura e frutta secca riducono la mortalità, mentre carni rosse e processate la aumentano proporzionalmente al consumo


Aggiornamento 30/4/2017

Sembra che la stevia, pur attivando i recettori del dolce, non aumenti la glicemia perché contemporaneamente attiva anche altri recettori, chiamati TRPM5, che attivano il rilascio di insulina dal pancreas





Hai il diabete e scarsa massa muscolare? Camminare è quasi inutile.

Prima fatti i muscoli con i pesi e poi potrai migliorare i tuoi fattori di rischio cardiovascolare



Aggiornamento 8/5/2017

L'evidenza, crescente ma ancora bassa, dell'uso della paleo nel diabete.

Ridurre il carico glicemico (pasti ad alta concentrazione di carboidrati) riduce le oscillazioni glicemiche in donne con diabete gestazionale.
La glicemia alta in gravidanza è predittiva di malattia sia nella mamma che nel bambino

Le persone con diabete di tipo 1 possono diventare-insulino resistenti a causa del loro errato stile di vita
Il cortisone o i suoi simili possono indurre diabete

Aggiornamento 11/5/2017

L'attività coi pesi (resistance training) si conferma ottima per il diabete.

I grassi trans si trovano facilmente in prodotti da forno, fritti fatti con oli vegetali, crackers ecc. In 11 contee dello stato di New York sono stati messi al bando, e questo in pochi anni (dal 2002 al 2013) ha causato una riduzione del 6% degli eventi cardiovascolari

I modi per guarire dal diabete: modificazioni dello stile di vita intensive o chirurgia bariatrica.


Aggiornamento 18/5/2017

In un documento ricavato da una sessione congressuale, la SID (società di diabetologia) mostra criticità sugli effetti a lungo termine delle diete alternative alla mediterranea. Non considerando gli scarsi risultati ottenuti con la med stessa.

Aggiornamento 22/5/2017

I legami tra zucchero e diabete, non sono diretti, ma, favorendo lo zucchero l'aumento di peso, non possono essere negati.
Ogni 150 calorie da zucchero aumenta l'1% il rischio di diabete

I muscoli hanno dei "sensori" per il glucosio. Quando la glicemia è alta, la loro funzionalità è alterata e così la deposizione di massa muscolare


Aggiornamento 24/5/2017

Uno studio non molto numeroso ma fatto bene ha mostrato che il digiuno alternato non fa perdere più peso della semplice restrizione calorica.
La cosa più interessante però è che viene sottolineato che non esiste una dieta adatta a tutti (nello studio in particolare qualcuno ha avuto vantaggi, qualcuno no, e la media dei risultati è nessuna differenza). E che il digiuno intermittente è da sconsigliare soprattutto negli "snackers", le persone che mangiano poco e spesso

In una revisione degli studi su umani, la dieta cheto può sia migliorare che peggiorare la resistenza insulinica. Questo dimostra come sia la risposta per alcuni, ma non per tutti. Come sempre.

Aggiornamento 27/5/2017

Una dieta ad alto contenuto di grassi monoinsaturi (olio d'oliva, avocado) migliora la steatosi epatica e la sensibilità insulinica meglio di una dieta ad alto contenuto di fibre.

Aggiornamento 31/5/2017

L'importanza dell'ipotalamo nel controllo della glicemia

I recettori TLR4, noti per mediare la risposta di resistenza insulinica, sono presenti anche nella lingua, dove aumentano la risposta edonica (di piacere) ai cibi con glutammato, grassi e zuccheri, favorendo l'aumento di peso nei topi.

L'importanza dell'ipotalamo nel controllo della glicemia


Aggiornamento 2/6/2017

Vitamina D e omega 3 integrati insieme migliorano il quadro metabolico di donne con diabete gestazionale

I modi per migliorare la sensibilità insulinica: sicuramente l'HIIT

Aggiornamento 3/6/2017


Gli eventi acuti di stress portano ad aumento della permeabilità intestinale e del microbiota, con conseguente alterazione del metabolismo e dei metaboliti che entrano in circolo, spalancando le porte alle malattie.

Aggiornamento 7/6/2017

Meglio il pane integrale o da farina raffinata? La risposta sembrerebbe scontata. E invece no. A seconda del nostro microbiota è possibile infatti che entrambi modifichino le risposte metaboliche, in particolare la glicemia, in maniera positiva o negativa.

Gli autori dello studio concludono che "più in generale, il nostro studio sottolinea l'importanza della personalizzazione nelle raccomandazioni alimentari, in quanto anche il confronto diretto dei pani comunemente considerati "sani" e "malsani" ha rivelato effetti personali sulla risposta postprandiale, suggerendo che le raccomandazioni alimentari universali possono avere un'efficacia limitata".

Aggiornamento 9/6/2017

Una buona assunzione di omega 3 previene nei diabetici l'insorgenza di retinopatia

Il diabete crea le condizioni per la crescita della candida, con alti livelli di glucosio che sopprimono il sistema immunitario

Grazie ai lavori di Fasano e colleghi, la zonulina viene incontrovertibilmente collegata alla condizione di alterata permeabilità intestinale, perdita della tolleranza immunologica e alle malattie infiammatorie croniche



Aggiornamento 24/6/2017

Si confermano i legami tra interferenti endocrini e diabete, aumento di peso, infertilità, tumori, problemi tiroidei e neurologici,
Le sostanze pericolose non sono solo quelle artificiali (pesticidi, BPA, conservanti dei cosmetici, ritardanti di fiamma, ftalati), ma anche alcune provenienti dalla natura, come la genisteina della soia e il resveratrolo (nonostante i loro effetti talvolta benefici), le micotossine, il fumo di tabacco.
I periodi più critici sono la gravidanza e i primi mesi di vita, nei quali è consigliabile mangiare in prevalenza cibi biologici. Evitare inoltre i lo scatolame ed evitare di scaldare la plastica nel microonde. Anche il contatto con vernici e insetticidi va evitato.


Aggiornamento 24/6/2017

Il sonno ridotto aumenta il rischio di morte in chi ha la sindrome metabolica.



Aggiornamento 6/7/2017

Ma i grassi fanno bene o male? Lo decide (come sempre) il tipo di batteri intestinali, regolando la risposta glicemica, infiammatoria ecc


Aggiornamento 8/7/2017

Una revisione dei fattori di rischio ambientali sulle malattie cardiovascolari, oltre alle novità introdotte (cicli stagionali e circadiani, temperature, altitudine, stato socioeconomico, inquinamento, sole, spazi verdi ecc), rimarca l'uso di una dieta prudente (ricca in alimenti vegetali), raccomandando di evitare i grassi trans e ridurre i saturi.

Conclude però dicendo "tuttavia, i meccanismi molecolari e cellulari con cui i costitutivi degli alimenti si intersecano coi fattori di rischio cardiovascolare sono molto complessi e non completamente compresi". 

Sempre più verso la nutrizione personalizzata.
Se hai diabete conviene una dieta lowcarb, se hai solo prediabete vanno bene i cereali integrali.

Scoperto un nuovo meccanismo nel diabete: la carenza di una certa proteina fa "regredire" la maturazione delle beta cellule che così diventano inutili e incapaci di produrre insulina.



Aggiornamento 16/7/2017

Una particolare variante genetica di FGF21 predispone per gradire il gusto dolce (e probabilmente anche l'alcol e il fumo).

Saltare un pasto ogni tanto non sembra legato ad una riduzione del dispendio energetico, ma saltare la colazione aumenta la predisposizione al diabete anche senza aumento di peso

La vitamina A (diversa dal betacarotene, che è il suo precursore) ha un ruolo fondamentale nel mantenere il trofismo delle cellule pancreatiche e probabilmente terapeutico.


Un estratto dei broccoli (sulforafano) è in grado di migliorare il diabete, servono però l'equivalente di 5kg di prodotto per la dose necessaria. Agisce comunque inibendo la produzione glucidica nel fegato

Aggiornamento 17/7/2017

Pensateci 2 volte prima di buttare plastica in terra.
Le plastiche si accumulano lungo la catena alimentare e in particolare negli organismi marini, ma anche nei terreni.

Gli additivi plastici (inquinanti organici quali le diossine, BPA, i bifenili policlorurati (PCB), il diclorodifeniltrichloroetano (DDT), gli idrocarburi policiclici aromatici (PAH),  ftalati, ritardanti di fiamma, stabilizzanti, pigmenti e antimicrobici) sono aggiunti alle plastiche per migliorare la loro qualità e proprietà, ma rilasciati poi nell'ambiente, accumulandosi nella catena alimentare.

"Una volta che le materie plastiche sono state consumate, alcune sostanze chimiche vengono rilasciate dalla plastica e trasferite all'animale. Se la sostanza chimica è solubile nel grasso, può accumularsi nei tessuti di un organismo".

"Gli esperimenti di laboratorio con modelli animali hanno dimostrato che l'esposizione ad additivi plastici può alterare i sistemi endocrini, causare difetti alla nascita, ridurre la produzione di spermatozoi, innescare l'insulino-resistenza e compromettere l'apprendimento e la memoria".

"Con una quota così elevata (di plastica, ndr), dobbiamo impegnarci in soluzioni esistenti piuttosto che aspettare risposte definitive. Come affermato nella dichiarazione di Wingspread del 1998 sul principio di precauzione "Quando la salute dell'uomo e dell'ambiente è in gioco, potrebbe non essere necessario aspettare la certezza scientifica per intraprendere azioni protettive". La nostra priorità dovrebbe essere quella di eliminare l'uso inutile delle materie plastiche, e insistere su alternative biodegradabili e soprattutto capire completamente cosa significa vivere in un mondo plastificato".


Aggiornamento 18/7/2017

La dieta vegetariana riduce il grasso (e la glicemia) meglio della dieta convenzionale in uno studio su diabetici
La sindrome da apnee notturne, che riguarda le persone sovrappeso, anche tramite la frammentazione del sonno, determina aumento del cortisolo e così dei valori di glicemia e trigliceridi, aumentando il rischio cardiovascolare. Anche un aumento dell'infiammazione e dell'azione del sistema simpatico può essere notata. Usare il CPAP (respiratore notturno) dà molti vantaggi a queste persone.

Gli anni in sovrappeso si associano a più alta probabilità di problemi di salute, come se il grasso in eccesso fosse uno stress per l'organismo. In pratica prima si diventa sovrappeso, più salgono i rischi cardiovascolari, tumorali ecc.

Come fa una dieta a basso indice glicemico ad aumentare l'ossidazione dei grassi? Riducendo il rilascio di insulina, l'ormone che blocca l'uso dei grassi come fonte energetica.

Ecco perché le calorie non sono tutte uguali


Aggiornamento 21/7/2017

Con l'età la capacità rigenerativa delle cellule muscolari si riduce, e quando vengono danneggiate vengono rimpiazzate da cellule adipose: questo aumenta il rischio di diabete, sarcopenia e altre malattie croniche.


Aggiornamento 23/7/2017

Le bibite consumate, sia normali che light, aumentano il rischio di dismetabolismo nei giovani



Aggiornamento 25/7/2017

L'infiammazione è il più grande stimolatore del diabete e dell'obesità
Nello stato di insulino-resistenza, si determina la cosiddetta UPR (unfolded protein response), una condizione nel quale le proteine non vengono più prodotte in modo corretto, e i grassi non vengono ossidati ma sintetizzati.

Un nuovo documento di consenso stabilisce "l'inequivocabile e causale ruolo del colesterolo LDL nel provocare malattia cardiovascolare".
Però andando a guardare meglio, leggiamo "Tuttavia, in determinate condizioni (ad es. sindrome metabolica, diabete e ipertrigliceridemia), la concentrazione plasmatica di LDL e il numero di particelle LDL possono discordare, in conseguenza della predominanza di LDL piccole e dense, e quindi LDL plasmatico può non riflettere accuratamente la concentrazione di particelle LDL o il suo effetto sul rischio cardiovascolare.
In queste condizioni, la misura diretta del numero di particelle LDL o della concentrazione di apoB (riconoscendo che ciascuna particella LDL contiene una singola molecola apoB) può riflettere più accuratamente l'effetto causale di LDL sul pericolo cardiovascolare."

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