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mercoledì 30 gennaio 2019

Sicurezza dei pesticidi



Un argomento alquanto spinoso, i pesticidi, o fitofarmaci, molecole sintetiche (o talvolta naturali) utilizzate per proteggere le piante da animali che vorrebbero appropriarsi del raccolto del contadino, ridurre la degenerazione dovuta a muffe e simili ecc.
Gli interessi dell'industria sono multimiliardari, quindi può essere difficile dare un giudizio sereno e privo di interessi.


https://www.adweek.com/creativity/kung-fu-farmer-beats-pesticides-more-cowbell-trippy-spot-stonyfield-yogurt-151148/

L'esposizione ai pesticidi, cronica, acuta, professionale ecc, è associata a rischi: essi possono verificarsi nel breve termine (ad esempio irritazione della pelle e degli occhi, mal di testa, vertigini e nausea) o avere impatti cronici (ad es. cancro, asma e diabete), i loro rischi sono difficili da chiarire a causa del coinvolgimento di vari fattori (ad esempio, il periodo e il livello di esposizione, il tipo di pesticida (relativo alla tossicità e alla persistenza) e le caratteristiche ambientali delle aree interessate). Questo è dovuto al fatto che, in accordo con Darwin, condividiamo vie metaboliche con funghi, insetti ecc, e quello che dà fastidio a loro può far male anche a noi. Il loro uso dovrebbe essere improntato alla riduzione massima di questi rischi.

Sfortunatamente il consumo mondiale è in crescita, nonostante tutti i proclami degli OGM (che promettevano meno pesticidi invece ne favoriscono l'uso, soprattutto di erbicidi) e del miglioramento delle tecniche agricole.



Quanto ne finisce nei nostri piatti?
Secondo quanto ci dicono le autorità, la quantità di residuo non è affatto dannosa per l'essere umano. Cito l'articolo di un collega che spiega come le quantità siano irrisorie e sicure perché nel modello animale la quota di residui non creano osservabili effetti negativi, e nell'uomo vengono corretti riducendo di 100 volte tale livello.

In pratica i valori vengono ottenuti con test su animali (topi o simili), che vivono 3 anni, e il valore al quale non si osservano effetti negativi (NOEL) viene corretto per un parametro di sicurezza per l'uomo, di 100 o talvolta anche 1000. La presenza in dosi ridotte o non rilevabili è dovuta al rispetto dei tempi di carenza, ossia quel periodo che passa tra il trattamento fitosanitario e la raccolta, che consente la "scomparsa" o la riduzione della concentrazione del prodotto fino ai limiti ritenuti accettabili.

Appunto da questi livelli si ricava l'ADI, la dose giornaliera accettabile, che rappresenta una quantità che non crea problemi. In realtà però la legislazione cambia da paese a paese: in Europa le restrizioni sembrano maggiori che negli USA ad esempio, ma alcune sostanze permesse in Europa sono vietate in USA e viceversa. La legislazione è più permissiva negli stati in via di sviluppo. Esistono differenze fino a 9 ordini di grandezza nei limiti nelle diverse legislazioni.


Che succede ai residui che mangiamo? Il nostro fegato ha il compito di trasformare ed espellere, insieme ai reni, quello che arriva nel corpo di indesiderato, ossia assolvono la funzione detossificante. Possiamo quindi dire che in teoria l'antidoto c'è già in frutta e verdura, perché una dieta ad alto contenuto di antiossidanti, phytochemicals ecc stimola il fegato alla sintesi di enzimi della detossificazione. Ma non tutti hanno le stesse "capacità" detossificanti.

Alcune persone hanno dei polimorfismi (varianti di geni) che riducono le loro capacità di allontanamento dal corpo delle sostanze estranee (dette xenobiotiche): ed ecco che alcuni bambini possono essere più proni alla leucemia, alcune persone al cancro, altre al Parkinson ecc. C'è da dire che nelle prove di tossicità si usano topi senza questi "difetti" genetici. Queste persone che hanno altri tipi di metabolismi  possono essere così sotto la soglia di sicurezza della popolazione media.


I dati ufficiali del ministero (2016) testimoniano che pochissimi campioni sono fuori norma, circa l'1%, e circa la metà dei prodotti addirittura non presenta .residui quantificabili.
Nei prodotti per bambini, che hanno limiti più stringenti, solo uno ha residui (su 70 analisi), e comunque sotto i limiti.

Inoltre si evidenzia: "C’è da sottolineare, ad ogni modo, come il superamento occasionale di un limite legale non comporti un pericolo per la salute, ma il superamento di una soglia legale tossicologicamente accettabile. La tendenza decrescente delle irregolarità configura, comunque, una situazione in progressivo miglioramento dal punto di vista della sicurezza dei prodotti alimentari".

Anche le analisi indipendenti danno numeri analoghi, sebbene siano interpretati con più preoccupazione.

L'EPA, l'autorità statunitense, parla di valori simili, e spiega perché. Intanto il 90% degli americani ha livelli di pesticidi individuabili nelle urine, dovuti appunto al fatto che si eliminano grazie al lavoro del fegato e dei reni. Tra l'altro gli USA sono lo stato in cui il consumo appare più in aumento, nonostante le promesse delle nuove tecniche di agricoltura.

Il solito Bressanini ha dedicato un capitolo, pubblicato sul suo libro, dove spiega come i residui siano innocui, il biologico non sia privo di residui, ma anzi alcuni elementi impiegati nel bio come i sali di rame, pur essendo di origine naturale sono molto dannosi ecc.

L'EFSA invece ha pubblicato una megarevisione degli studi nel 2013, con quasi 46000 studi interessati e 600 analizzati in profondità. La sorprendente conclusione è stata che non è possibile trarre una ferma conclusione (sic). Questo è dovuto alla troppa eterogeneità degli studi (diversità del disegno che impedisce di analizzarli congiuntamente) e al fatto che gli studi epidemiologici hanno troppe limitazioni,  fattori confondenti (esposizione professionale, dati autoriportati, ecc).
In pratica per capire veramente cosa succede si dovrebbero prendere 2 gruppi di persone, dare ad uno pesticidi in quantità adeguate e all'altro nulla, ma dicendogli che assumono pesticidi per annullare l'effetto nocebo. Nessun comitato etico lo permetterebbe mai, quindi forse non sapremo mai esattamente cosa succede.

"La gamma di categorie di pesticidi studiati è ampia, ma gli studi molto spesso si concentrano su un'ampia categoria definita di pesticidi, ed è difficile capire a quale pesticida la popolazione è esposta. Gli studi spesso esaminano i pesticidi che sono già stati vietati nelle popolazioni occidentali e nell'Unione Europea".

Gli unici "outcome" (esiti) su cui i ricercatori si sbilanciano sono il Parkinson e la leucemia, che risultano significativamente associati all'esposizione a pesticidi, come già tra l'altro risaputo. "Altri problemi di salute, come i disturbi endocrini, l'asma e allergie, diabete e obesità, si stanno dimostrando ad aumentato rischio e dovrebbero essere ulteriormente indagati". Questo si farà probabilmente grazie alla metabolomica e si utilizzerà un nuovo metodo, chiamato AOP (vie degli esiti avversi), per la valutazione del legame causa-effetto tra esposizione ai pesticidi e malattia.


Per ora l'ultimo documento ufficiale sembra essere il report 2017 (su dati 2015) che afferma un rischio basso proveniente dai pesticidi in agricoltura.

Da più parti scientifiche arrivano quindi delle rassicurazioni sull'agricoltura convenzionale, ma la questione è: veramente questi valori sono innocui?

E se sono così degradabili, perché li si ritrovano nelle acque?

E qual è il rischio accettabile, dato che il rischio zero non esiste?

Esistono alcune zone d'ombra che evidenzieremo in questo post.


Multiresiduo ed effetto sinergico

Uno dei fatti che più lasciano perplessi è che le prove di tossicità vengono fatte su una sola molecola per volta. Quindi non si tiene conto dell'effetto sinergico che possono avere i residui di più sostanze chimiche.

Come regola generale non sembra dare problemi.

Ma dalla comunità scientifica qualcuno denuncia il fatto che negli esperimenti di tossicità si testi solo il prodotto senza gli adiuvanti, che determinano un effetto sinergico, quindi gli effetti su ambiente  (tra cui la moria delle api) e salute siano largamente sottostimati. La presenza degli adiuvanti concorrerebbe a ridurre il livello di tossicità di migliaia di volte, sottostimando così i rischi, e i più tossici sono i fungicidi, che agiscono anche alterando la funzione mitocondriale che è presente ovviamente anche nelle cellule umane.

Da più parti quindi si esprimono preoccupazioni. Che dicono le autorità?

L'EFSA stava per completare gli studi relativi al multiresiduo, ma la pubblicazione del report è stata ritardata fino a giugno prossimo. In questo caso si terrà conto anche dei rischi per la tiroide e il sistema nervoso centrale, e non solo i rischi cancerogeni e riproduttivi, e chissà che non se ne vedano delle belle.

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Residui nelle acque


Abbiamo detto che i fitofarmaci tendono a degradarsi e per questo negli alimenti se ne trovano quantità ridotte o nulle. I residui nelle acque sono però preoccupanti secondo l'ISPRA, in cui ne troviamo oltre 200 tipi.

Questo è dovuto alla idrosolubilità di molti composti, che quindi vengono portati via dalle piogge e si accumulano nei fiumi. Il glifosato è la sostanza che più spesso viola i limiti nelle acque italiane, nonostante sia indicato come "non persistente".


Esposizione lavorativa

Se non si sa se fanno male a chi li mangia, sicuramente fanno male a chi li sparge: i lavoratori che sono a contatto con i pesticidi hanno aumentato rischio di malattie cardiovascolari.

I rischi per i lavoratori agricoli potrebbero essere sottostimati, in particolare si alza il rischio di linfoma non-Hodgkin, e anche tra i giardinieri si alzano i rischi tumorali e si riduce l'aspettativa di vita.


Sistema endocrino


I pesticidi funzionano spesso da interferenti endocrini, ossia capaci di alterare la funzione degli ormoni grazie ad un meccanismo di attivazione dei recettori, e per questo bastano anche dosi bassissime. In particolare creano stress ossidativo che interferisce con delicate funzioni cellulari.

E così influenzano tutti quegli organi sensibili alle concentrazioni, ossia quelli con recettori per gli ormoni sessuali steroidei ad esempio.
Riducono la qualità degli spermatozoi, aumentano il rischio di tumore ovarico

Inoltre gli interferenti endocrini hanno una caratteristica: come nel caso dell'atrazina (erbicida) la curva dose-risposta non è lineare: ciò significa che dosi basse possono essere più dannose di dosi alte.

Gli interferenti endocrini (tra cui i pesticidi) aumentano il rischio di diabete anche alterando la flora o venendo metabolizzati da essa, quindi a seconda della nostra flora abbiamo più o meno rischio di alterato quadro glicemico dovuto ai fitofarmaci.




Glifosato


Un paragrafo a parte lo dedichiamo a questo discusso erbicida.


Ha fatto notizia alcuni mesi fa la condanna al risarcimento per un giardiniere che per anni ha spruzzato glifosato, ma in quel caso si parla di quantità mostruosamente più alte rispetto a quelle contratte col cibo o con passeggiate nei parchi.

Le  quantità rintracciabili nelle urine sono in aumento, almeno negli stati che usano OGM, perché viene spruzzato in quantità industriali per eliminare le erbe dai campi, e gli OGM sono fatti per resistergli.

È in corso una battaglia sulla sicurezza del glifosato: alcuni ricercatori hanno pubblicato che i livelli urinari sono sopra i limiti di sicurezza, e gli viene risposto che i livelli urinari non hanno a che vedere con la pericolosità (si tratta di quello che espelliamo, non che tratteniamo) e che non c'è prova della tossicità del glifosato, in particolare epatica, ai livelli di esposizione correnti.
La controrisposta è che uno studio recente ha mostrato epatotossicità a livelli bassissimi di assunzione con alterazione degli enzimi di ossidazione dei grassi.

Uno studio a lungo termine avrebbe stabilito la sua non cancerogenicità. L'OMS è di diverso avviso, e l'ha inserito tra i probabili cancerogeni, attraverso lo IARC. Anche l'Europa ha espresso il suo parere positivo sul glifosato, ma su di esso pesano conflitti d'interessi palesi.
Anche l'EPA  parla di non  cancerogenicità, e viene accusata di ignorarne le prove, e addirittura di aver copiato il proprio rapporto dagli "scienziati" della Monsanto. La Monsanto accusa l'OMS di aver distorto a sua volta i dati sul glifosato. Appare così difficile fare vera scienza, quella incontrovertibile, se tutti dicono la loro.

In pratica EFSA e EPA, le autorità regolatrici  degli alimenti rispettivamente in Europa e USA, hanno dato pareri opposti a quelli IARC, l'agenzia per il cancro dell'OMS. Perché?
Anche il parere EFSA è ricopiato dagli "esperti" dell'industria (inutile commentare), mentre quello EPA "è basato su 3 ragioni principali":

  1. Nelle tabelle principali compilate da EPA e IARC, l'EPA si basava principalmente su studi normativi non pubblicati commissionati dai dichiaranti, il 99% dei quali era negativo, mentre lo IARC si basava principalmente su studi peer-reviewed in cui 70% era positivo (83 di 118);
  2.  La valutazione dell'EPA si basava in gran parte su dati provenienti da studi tecnici sul glifosato, mentre la revisione dello IARC poneva un forte peso sui risultati delle formulazioni commerciali e sul metabolita AMPA; 
  3. La valutazione dell'EPA si concentrava sulle esposizioni dietetiche tipiche della popolazione generale, assumendo usi legali, per colture alimentari, e non teneva conto né affrontava esposizioni e rischi professionali che sono generalmente più elevati. 
La valutazione dello IARC comprendeva i dati relativi agli scenari tipici di esposizioni alimentari, professionali e incrementate (per diversi motivi, NdT)".

"La valutazione dello IARC si è basata in larga misura su studi in grado di far luce sulla distribuzione delle esposizioni reali e del rischio di genotossicità nelle popolazioni umane esposte, mentre la valutazione dell'EPA ha messo poco o nessun peso su tali prove".

Anche la senatrice farmacologa Cattaneo ha emesso un'opinione per convincerci dell'impossibilità a fare a meno del glifosato. I medici per l'ambiente (ISDE) le rispondono mettendola al suo posto.
La stessa Patrizia Gentilini (ISDE)  ci informa di come la sostanza agisca come interferente endocrino, e solo per questo praticamente non sia possibile formulare una soglia di non tossicità.


Come accennato prima nelle prove di tossicità l'erbicida viene testato da solo, ma nelle formulazioni è tutt'altro che solitario.

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S221475001730149X
In particolare ci sono dei contaminanti (metalli pesanti e derivati petroliferi) inseriti volontariamente  o a causa dei processi industriali che modificano il profilo di sicurezza, agendo con effetto "moltiplicante" (sinergico).

A causa di questo "si dovrebbe  gli ADI dovrebbero essere ridotti di diversi ordini di grandezza. In generale, nuovi approcci metodologici che simulano esposizioni reali devono essere applicati ai pesticidi. Nel frattempo, devono essere sviluppati studi tossicologici per una migliore salute ambientale".

Secondo il gruppo di Seralini, il ricercatore francese anti-OGM, i livelli di sicurezza sono molto inferiori, in particolare per gli effetti endocrini

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S027869151530034X

e i ricercatori concludono affermando "È necessaria una ricerca indipendente per rivedere le soglie di tolleranza per i residui di glifosato in acqua, alimenti e mangimi tenendo conto di tutti i possibili rischi per la salute".

Nel caso di questa molecola "il processo di revisione tra pari (peer review) è influenzato negativamente": gli studi finanziati hanno sempre bias (errori) che trascurano alcuni aspetti mentre gli scienziati al soldo delle industrie, secondo Kathleen Cooper, una ricercatrice della Canadian Environmental Law Association,  "spesso sottoscrivono un paradigma di valutazione del rischio che richiede uno standard estremamente elevato di prova del danno prima di accettare qualcosa come tossico", come se non fosse valido il principio di precauzione.

Vari lavori dimostrano la tossicità del glifosato a diversi livelli.

Da una revisione degli studi emerge la mancanza di studi indipendenti sul glifosato e la probabile sopravvalutazione del suo dosaggio di sicurezza. Probabilmente seleziona alcuni batteri patogeni e  resistenti agli antibiotici.

L'esposizione al glifosato in gravidanza altera l'asse tiroideo e gli elementi correlati (espressione genica) nel modello animale, ma si tratta di dosi da esposizione lavorativa.
È sospettato di essere responsabile dell'epidemia di malattie renali tra gli agricoltori in Sri-Lanka.

Nel modello animale, il glifosato altera i neurotrasmettitori (dopamina, noradrenalina e serotonina) cerebrali a concentrazioni ritenute sicure. Nei ratti adulti l'esposizione durante la gestazione altera la trasmissione di particolari neuroni, chiamati glutammatergici, inducendo stress ossidativo e stimolando un comportamento ansioso e depressione. Non si capisce se la quantità di esposizione sia lavorativa o alimentare, ma si parla di subcronica.

La  lunghezza della gestazione si riduce proporzionalmente alla quantità di glifosato espulsa nelle urine delle donne.



Lavaggio

La maggior parte degli studi indicano che lavando frutta e verdura si riducono i pesticidi, quindi sottintendendo che residui ce ne sono quasi sempre.

Lavare le mele con acqua e bicarbonato rimuove più pesticidi dell'acqua solamente. Anche soluzioni con sale o aceto possono essere utili, anche se la mia amica Renata Alleva parla dei limiti di queste metodiche.
National Geographic invece suggerisce di togliere la buccia quando possibile.
Lavare, sbucciare, sbollentare e cucinare sono tutti metodiche che riducono i residui.


Api

Un altro problema non da poco è la moria di api che stanno provocando in particolare i neonicotinoidi, tra l'altro comunemente presenti nel cibo statunitense e cinese, con eventuali ripercussioni sulla salute. Questi insetti impollinatori sono fondamentali per l'agricoltura. La "strage" è ormai certa, nonostante Bayer e Syngenta tentino con studi finanziati da loro di confondere le acque e parlano di risultati "inconcludenti". Gli studi indipendenti infatti confermano, e la moratoria parziale voluta in Europa non ha dato grossi miglioramenti.
Gli insetti  impollinatori sono in grave pericolo e con essi l'agricoltura come la conosciamo.


Biologico

Per cibo biologico intendiamo alimenti prodotti con una certa procedura che escluda fertilizzanti, fitofarmaci ecc di sintesi artificiale. Questo non significa come qualcuno pensa infatti che non si utilizzino "aiutini", ma solo che questi sono sostanze naturali e non di fabbricazione artificiale. Come abbiamo già visto questo non corrisponde necessariamente a qualcosa di più salutare o privo di rischi, ma genericamente si vanno a evitare sostanze chimiche che possono interferire coi nostri metabolismi.

Da analisi fatte, commissionate da un consorzio che comprende Legambiente, ISDE e WWF sembra che in 15 giorni di alimentazione biologica i livelli urinari di metaboliti dei pesticidi diminuiscano drasticamente: ciò testimonia che siamo in grado di disintossicarci, ma non chiarisce se l'esposizione a lungo termine sia dannosa o meno.

Infatti esistono relativamente pochi studi sull'effetto del biologico sulla salute, che dimostrano comunque indicazioni positive, ma ancora potenziali.
Un articolo su Lancet ci informa che chi mangia bio ha meno incidenza di dermatite atopica e che sarebbe bene in gravidanza e allattamento utilizzarlo, per ridurre l'esposizione a sostanze potenzialmente neurotossiche, cancerogene e interferenti endocrine, che possono interferire con lo sviluppo cerebrale e abbassare il quoziente intellettivo.

Un report del parlamento europeo invece ci informa di come il biologico possa ridurre il rischio di antibiotico-resistenza (uno dei problemi futuri per l'OMS) e potenzialmente il rischio di obesità e allergie.
Inoltre si riduce il contenuto di un metallo pericoloso, il cadmio, e si migliorano alcuni profili nutrizionali dei cibi, tra cui il contenuto di omega 3 nel latte.

Sfortunatamente anche il bio può risultare contaminato, ma le quantità sono sempre inferiori al convenzionale.

New Scientist ci dice che l'agricoltura biologica non è sostenibile, perché ha resa inferiore e quindi necessita di più terreno (e quindi maggiore disboscamento) ma basa queste affermazioni su uno studio fatto da un singolo scienziato. Altri studi mettono invece in evidenza il risparmio di emissioni e che risparmiare sui pesticidi (che sono fatti spesso dal petrolio) ridurrebbe le emissioni, sottolineando però che servono altri provvedimenti (riduzione degli sprechi e del consumo di prodotti animali). Anche la FAO è su questa linea.

Un recentissimo lavoro ha messo in evidenza che chi mangia bio ha meno incidenza di tumori. I risultati devono essere confermati in altri studi, ma sono molto interessanti, ed aprono alla possibilità che le quantità di residui ritenuti sicuri non lo siano per nulla.

In uno studio francese, sorprendentemente le carni bio avevano più residui di alcuni inquinanti e metalli (non pesticidi), forse dovuto al fatto di utilizzare animali più "anziani" e quindi che hanno bioaccumulato più a lungo, e all'esposizione a spazi aperti potenzialmente inquinati e alle tecniche di packaging.

Cambiano i nutrienti nei prodotti biologici?
In uno studio della durata di 6 anni si è dimostrato che la tecnica agricola del "biologico" ha consentito alle cipolle di avere molti più antiossidanti, e questo dipende anche dai  microbi presenti nel terreno, poi che questo determini cambiamenti  a livello di salute è un'altro discorso
Secondo una revisione degli studi i vegetali da colture biologiche hanno maggiore quantità di antiossidanti ( e meno cadmio), rispetto al convenzionale. Una teoria attribuisce questo al fatto che, sotto pesticidi, la pianta non ha necessità di proteggersi e quindi non produce le sue difese naturali (quelli che per noi sono antiossidanti).
Anche altri nutrienti come gli omega 3 nella carne sono più alti, ma in quantità poco significative.

Bambini

I prodotti per bambini sono sottoposti ad una legislazione specifica, con limiti molto più restrittivi, e l'EFSA stessa ha ordinato di rivederli ulteriormente al ribasso. L'Academy dei pediatri USA (AAP) invita a ridurre l'esposizione ai pesticidi dei bambini, per le loro ridotte capacità detossificanti.
"L'esposizione prenatale e infantile ai pesticidi è associata a tumori pediatrici, diminuzione della funzione cognitiva e problemi comportamentali".
Inoltre "l'AAP raccomanda ai pediatri di acquisire familiarità con gli effetti dell'esposizione acuta e cronica ai pesticidi. I pediatri dovrebbero anche collaborare con scuole e agenzie governative per difendere i metodi meno tossici di controllo dei parassiti e per informare le comunità quando vengono usati pesticidi nell'area. Si raccomandano azioni specifiche relative al marketing, all'etichettatura, all'uso e alla sicurezza dei pesticidi per ridurre al minimo l'esposizione dei bambini".

Un report dell'UNICEF di circa un anno fa segnalato dalla mia amica Renata Alleva ci informa come i bambini possano essere i più colpiti ed esposti all'uso di pesticidi.

I piretroidi sono una classe di insetticidi che agisce da interferenti endocrini. Recentemente si è visto nei topi che l'esposizione a queste sostanze anticipa la pubertà, condizione associata con più alto rischio di tumore ai testicoli, e questo succede ai livelli corrispondenti all'esposizione dei bambini. Inoltre alterano il comportamento dei bambini a dosi ritenute sicure.

Utilizzare pesticidi in ambiente domestico aumenta il rischio di leucemia nei bambini.

Fertilità e gravidanza

Uno degli aspetti che può essere alterato dall'esposizione a sostanza e chimiche tra cui i pesticidi e la fertilità. I problemi di fertilità sono crescenti nella popolazione e questo proprio a causa (anche) dell'inquinamento.

Uno studio effettuato in una zona della California (San Joaquin Valley) ha evidenziato che stare vicino alle aree agricole di vasto spargimento di pesticidi aumenta i difetti alla nascita del 9% e le complicazioni come il parto pretermine.

I pesticidi riducono l'efficacia dei trattamenti per la fecondazione assistita e in generale dosi di esposizioni "tipiche" si associano con aumento di conseguenze riproduttive avverse.

L'autore dello studio consiglia quindi di utilizzare la versione bio per i vegetali che più trattengono residui, soprattutto se si cerca una gravidanza, mentre non sembrano problemi per quelli con scarso residuo (vedi le conclusioni).



I pesticidi possono anche aumentare il rischio di ipertensione gravidica.




Altri problemi di salute legati ai fitofarmaci

Alcuni pesticidi, anche se presenti in quantità residuali ritenute sicure, possono aumentare il rischio di Parkinson in persone geneticamente predisposte. Uno dei responsabili ambientali del Parkinson è un  pesticida, il noto paraquat,  fortunatamente vietato in Europa, ma molto usato in Asia. Questo pesticida genera specie ossidanti (ROS). A seconda della nostra genetica queste molecole sono più o meno dannose e aumentano il rischio della malattia.
Anche il rotenone, che è utilizzato nel biologico, potrebbe aumentare il rischio di Parkinson

Secondo una review sullo stato del magnesio, alcuni pesticidi comunemente utilizzati riducono la disponibilità di questo minerale nei vegetali, molto importante per la fisiologia umana.

Gli agenti ambientali (pesticidi e erbicidi) che alterano la funzione mitocondriale si scopre oggi essere alla base di molte malattie, in particolare rallentamento del metabolismo: molti studi evidenziano per esempio legami tra insetticidi e diabete, come segnala Chris Kresser.

Nonostante sia stato bandito da anni, il DDT persiste nella catena alimentare, essendo molto poco degradabile. 
In questo studio i ricercatori hanno evidenziato come nel sangue delle mamme di bambini autistici sia più presente un suo metabolita, evidenziando un possibile legame causale.
Una prima evidenza del legame tra pesticidi (DDT, ma non PCB) nel sangue materno e autismo si era avuta da uno studio già ad agosto scorso.
Un altro possibile legame è dato dalla presenza di mercurio nell'ambiente. L'autismo si riscontra molto più nei maschi che nelle femmine, e la colpa potrebbe essere di questo  metallo pesante, che inattiva un enzima (chiamato PON1) capace di detossificare il corpo, in particolare dai pesticidi organofosfati. Però questa inattivazione è stata osservata solo nei maschi. Le femmine mantengono la capacità di liberarsi dei pesticidi e si ammalano meno.
La supplementazione con folati in gravidanza sembra ridurre (tra le altre cose) il rischio di autismo collegato con l'esposizione a pesticidi.


I residui di pesticidi (assieme ad altri contaminanti, additivi ecc) hanno forte potenziale di alterazione del microbiota, ma mancano studi sull'uomo.

L'esposizione ai pesticidi aumenta il rischio di SLA ed è una delle cause ambientali della fatica cronica. Chi ha sensibilità chimica multipla ha problemi a detossificarsi dai pesticidi (e tante altre sostanze organiche).


Anche gli insetti, come i batteri nei confronti degli antibiotici,  sviluppano resistenza ai pesticidi grazie alla loro rapida capacità di evoluzione, e così i vecchi fitofarmaci non funzionano sempre bene e bisogna trovarne di nuovi o sviluppare altri tipi di lotta. Anche i funghi stanno diventando resistenti ai composti antifungini  utilizzati per la conservazione e come protezione. Questo mette a rischio la produzione mondiale di cibo.

Conclusioni



L'alimentazione ha un impatto importante sui cambiamenti climatici e sull'inquinamento globale. Le linee guida per ridurre il suo impatto ambientale ci indicano di consumare meno prodotti animali, soprattutto da ruminanti, più alimenti vegetali, ridurre gli eccessi di consumo e sprecare meno cibo.

Anche i pesticidi di sintesi hanno un forte impatto ambientale, e l'agricoltura biologica sembra averlo minore ma inevitabile anch'essa.

Dal punto di vista dei meccanismi biologici, l'esposizione a questi composti può causare o essere concausa di molte malattie, tra cui sindrome metabolica, malnutrizione, aterosclerosi, infiammazione, danno ai nervi e suscettibilità alle malattie infettive e invasione di agenti patogeni. Dovendo applicare correttamente il principio di precauzione, li si dovrebbe ridurre sicuramente.

Ridurre il loro uso senza effetti negativi sulla produzione di cibo è doveroso e possibile.

Genericamente possiamo dire che, per le conoscenze attuali, il rischio di effetti negativi è basso, ma alcune persone con elevata esposizione, non solo lavorativa, ma anche appartenenti a gruppi a rischio, possono avere un rischio più alto, specie se portatori di varianti genetiche.
Senza fare terrorismo, le prove di tossicità non sono idonee a stabilire cosa succede nella vita reale, perché non considerano il multiresiduo, i difetti nella detossificazione, la breve vita dell'animale da esperimento rispetto all'uomo, l'esposizione cumulativa ad altre sostanze che naturalmente entrano in contatto con noi nella vita di tutti i giorni, inquinamento atmosferico, altri comportamenti come fumo e consumo di alcolici che aumentano il rischio, e quindi non sono necessariamente affidabili.

L'uso del biologico oltre ad essere potenzialmente migliore per la salute lo è sicuramente per il nostro ambiente  e per gli insetti impollinatori.


Alcunii gruppi a rischio come bambini e gestanti hanno livelli di tolleranza minori, e a loro dovrà essere rivolta più attenzione.

Intatto possiamo iniziare a ridurre il consumo dei vegetali che tendono a ritenere più sostanze, la famosa sporca dozzina






https://www.facebook.com/MetagenicsInc/photos/a.816570808354799/2690822904262904/?type=3&theater


e cercare invece di privilegiare i 15 più puliti

http://www.sustainablebabysteps.com/dirty-dozen.html
Tenere il nostro microbiota in ordine, dato che ci aiuta a smaltire i residui, è un altro piccolo pezzo del puzzle, e questo può essere fatto anche integrando i lattobacilli.

Mangiare frutta e verdura con residui appare comunque essere più salutare che non mangiarne.

Si dovranno applicare nuove tecniche per mantenere i ritmi di alimentazione attuali per i miliardi  di persone sulla Terra con ridotto uso di pesticidi, e un altro problema è che metà dei prodotti vegetali del mondo viene destinata a nutrire animali da macello.
Aggiornamento 1/2/2019


La pubertà precoce nelle donne è associata a più alti tassi di obesità, malattie cardiovascolari, sindrome dell'ovaio policistico e alcuni tipi di cancro (seno). Da alcuni anni si è verificato un aumento di menarca precoce, e gli scienziati pensano sia dovuto a fattori ambientali come gli interferenti endocrini.
"L'esposizione a determinate sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino nel nostro ambiente può essere un fattore significativo". ha detto la prof Harley. La sua ricerca presso l'Università della California ha dimostrato che le figlie di madri con alti livelli di dietil-ftalato, triclosan, fenoli e parabeni nei loro corpi durante la gravidanza sono entrati nella pubertà prima dei loro coetanei. Queste sostanze chimiche si trovano comunemente in una vasta gamma di cosmetici, dentifrici, saponi e altri prodotti per la cura personale.
Il mio consiglio è sempre di evitare cosmetici che presentano questo tipo di sostanze chimiche di sintesi, e vivere in maniera più vicina alla natura.

Mi preoccupa vedere persone più turbate da sostanze naturali come l'Amanita muscaria, il pesce palla velenoso, gli scorpioni e i morsi dei cobra (che hanno morbilità quasi 0) che da queste sostanze artificiali, tuttavia esistono anche sostanze naturali che funzionano da interferenti endocrini, e sono da evitare in gravidanza, come il tea tree oil o la lavanda.

Aggiornamento 3/2/2019
La senatrice Cattaneo viene smentita nelle sue tesi sul glifosato da alcuni epidemiologi

Un documento da sottoscrivere per promuovere l'agricoltura biologica

Aggiornamento 9/2/2019
La senatrice Cattaneo continua a fare propaganda, e viene continuamente corretta.
Aggiornamento 15/2/2019

Pare ci sarà più trasparenza nelle procedure EFSA sui pesticidi, grazie al comitato Stop glifosato.

Interessante articolo di Renata Alleva sulla tossicità del chlorpyrifos e sulla convenienza a magiare bio.
Aggiornamento 18/2/2019

La puntata di PresaDiretta "Attacco al cervello" dove si spiega come interferenti endocrini, pesticidi, plastiche ecc interferiscano con la tiroide e così con lo sviluppo cerebrale, riducendo la capacità intellettiva delle nuove generazioni. Spesso queste sostanze sono permesse grazie agli interessi dell'industria, escludendo gli studi indipendenti
Aggiornamento 15/2/2019

Spesso si pensa all'asma come una malattia senza causa, che colpisce per caso.
Ma tra le cause vi è l'esposizione a composti chimici che respiriamo anche nell'aria di casa (o di scuola per i bambini) e sono presenti nei detergenti, profumi per l'ambiente, vernici ecc, e, agendo sia sul tessuto adiposo che sul sistema immunitario, rappresentano un legame tra obesità e asma.

Questi composti mimano l'effetto degli ormoni sessuali e tiroidei, e agiscono anche a concentrazioni bassissime.
Aggiornamento 28/2/2019

Alti livelli di sostanze inquinanti come pesticidi, PCB e ritardanti di fiamma contribuiscono alla progressione della SLA (sclerosi laterale amiotrofica)
Aggiornamento 5/3/2019

PCB e ftalati riducono la fertilità maschile, e li si riscontrano nell'alimentazione e in molti oggetti e plastiche di uso comune.

Secondo un'analisi degli studi su animali e sull'uomo, nei gruppi ad alta esposizione (come quella lavorativa) il glifosato aumenta il rischio di linfoma non-Hodgkin del 41%

Aggiornamento 7/3/2019
L'inquinamento atmosferico stimola l'infiammazione.

Da questo deriva l'aumentato rischio cardiovascolare che hanno le persone che vivono in aree inquinate: l'infiammazione sistemica porta a rottura della placca e aumentato rischio di formazione di coaguli (trombi)
Aggiornamento 12/3/2019

La Cattaneo, anziché dedicarsi alle neuroscienze, continua la sua battaglia contro il biologico, prontamente smentita, dati alla mano, da Salvatore Ceccarelli, agronomo, di cui pubblico il post

Spero che sia ormai chiaro a tutti come questa cosa funziona: i giornali da mesi pubblicano solo quello che dice Elena Cattaneo che anche qui dice una mezza (anzi 2/12) verità' e almeno due menzogne nella stessa frase:
1. 2/12 di verita':
Leggete "Reganold, J.P., Wachter, J.M., 2016. Organic agriculture in the twenty-first century.Nature Plants 2:15221".
Notate la rivista perche La Cattaneo dice che non esistono prove scientifiche. In questo lavoro convenzionale e biologico vengono confrontati sulla base di 12 parametri molti dei quali di tipo ecologico/ambientale/sociale/medico. Il biologico vince 10 a 2 e guarda caso i due sono la produzione che in bio e' più bassa (ma non del 50%) e il valore nutritivo. I soli due di cui la Cattaneo parla;
2. produce.fino al 50% in meno
Leggete cosa dicono Seufert, V., Ramankutty, N., Foley. J.A., 2012. Comparing the yields of organic and conventional agriculture. Nature 485: 229–232.
Come vedete insisto su Nature, da tutti considerata le 3-4 riviste più autorevoli.
Si parla del 25% in meno come media di 62 studi e 316 confronti basati su 34 colture diverse con casi in cui il biologico produce il 20% in più'
Non dovete credere a me. Io vi sto dicendo quello che dicono riviste del tutto rispettabile. Dovreste chiedere alla Cattaneo perche' riferisce solo il dato più' negativo estrapolandolo dal contesto

3. richiedendo il doppio della terra
Leggete Muller, A.et al. 2017. Strategies for feeding the world more sustainably with organic agriculture. Nature Communications 8
Loro fanno un'analisi molto complessa considerando gli effetti combinati di diverse % di biologico, di diversi effetti del cambiamento climatico, di diversi livelli di riduzione degli sprechi alimentari, e di diversi livelli di riduzione delle superfici destinate ad alimenti animali. Nella peggiore delle ipotesi ci sarebbe bisogno del 71% di terra in più' che e' sempre tanto ma e' anche molto meno di quello che dice la Cattaneo, la quale non dice che esistono combinazioni di questi diversi fattori che potrebbero far risparmiare il 35% della terra, e che se tutta l'agricoltura al mondo diventasse biologico, intervenendo sui fattori di cui sopra servirebbe soltanto il 7% di terra in piu'
Aggiornamento 15/3/2019

Mentre la senatrice Cattaneo ci informa che il biologico è una favola, l'ONU ci avverte che ci sono 200 mila morti all'anno per avvelenamento acuto da pesticidi  soprattutto nei paesi in via di sviluppo, e invita a utilizzare e regolamentare pratiche agricole sostenibili e meno dannose per l'ambiente e per l'uomo. 

Aggiornamento 20/3/2019

La posizione della Cattaneo è ideologica e ignora la letteratura scientifica in merito
Aggiornamento 23/3/2019

Durante la gravidanza e la prima infanzia, vivere nel raggio di 2km in una zona in cui si spargono pesticidi è associato con lieve aumento del rischio di problemi di neurosviluppo tra cui l'autismo.

"Dal punto di vista della salute pubblica e della medicina preventiva, le nostre scoperte supportano la necessità di evitare l'esposizione prenatale e infantile ai pesticidi per proteggere lo sviluppo precoce del cervello".

Aggiornamento 25/3/2019
La nuova sporca dozzina 2019: a sorpresa inserito il cavolo verza
I luoghi comuni sul biologico smontati
Aggiornamento 5/4/2019

Nuove puntate delle schermaglie tra la Cattaneo e i sostenitori del biologico
Aggiornamento 15/4/2019

Nel modello animale il chlorpyrifos, che spesso si trova come residuo negli alimenti (secondo l'EFSA è uno dei pesticidi che più frequentemente supera la dose acuta di riferimento nei prodotti alimentari), induce permeabilità intestinale, alterazione della flora e, mediante la risposta infiammatoria, insulino-resistenza, e i topi che lo assumono ingrassano.
Gli autori concludono con "i nostri risultati suggeriscono che l'uso diffuso di pesticidi può contribuire all'epidemia mondiale di malattie legate all'infiammazione e obesità". 
Aggiornamento 26/4/2019

La mortalità cresce assieme alle concentrazioni di PCB nel sangue. Queste sostanze inquinanti sono legate alle malattie cardiovascolari.

Aggiornamento 27/4/2019

Un altro esempio di come la tossicologia classica non sia in grado di prevedere sempre i danni di una sostanza.
Nel modello animale il glifosato sembra avere un rischio tossico basso o trascurabile per esposizione diretta (alle concentrazioni ritenute sicure), ma promuove alterazioni nelle generazioni future, anche senza esposizione. Vengono alterati con effetto epigenetico ovuli e spermatozoi, e favorito l'aumento di peso.

"La capacità del glifosato e di altre sostanze tossiche ambientali di influenzare le nostre generazioni future deve essere considerata ed è importante quanto la tossicologia di esposizione diretta utilizzata oggi per la valutazione del rischio".
Aggiornamento 8/5/2019

Il parto pretermine è la principale causa di mortalità e morbilità tra i neonati. Alcuni fattori ambientali come stress e inquinamento possono essere implicati. Ma un fattore emergente è la flora vaginale, composta normalmente da lattobacilli, che interagiscono con le proteine (β-defensina-2) associate con la protezione. Un microbiota alterato quindi può aumentare il rischio di gravidanza più breve. L. crispatus, disponibile come probiotico, appare protettivo mentre L. iners non protegge dal rischio di parto pretermine.
Aggiornamento 15/5/2019

Alcuni documenti pubblicati per volere della Corte Europea evidenziano la potenza delle lobby chimiche per alterare i risultati delle indagini sugli interferenti endocrini.
Aggiornamento 16/5/2019

Le persone con  problemi epatici hanno più metaboliti del glifosato nelle urine.
Non è chiaro se si tratti di un legame causa-effetto, che comunque correlerebbe con gli studi su animali che confermano l'epatotossicità.
"I livelli crescenti [del glifosato] nelle urine delle persone sono  correlati al consumo di colture trattate con Roundup nella nostra dieta", ha detto Mills, autore principale dello studio. Ma mentre alcuni ricercatori dicono che questo studio mostra un legame tra esposizione agli erbicidi e malattie del fegato in soggetti umani, Mills ha detto che resta ancora molto lavoro da fare.
Mills ha in programma di mettere un gruppo di pazienti a dieta con solo alimenti biologici e seguirli nel corso dei prossimi mesi, esaminando come una dieta priva di residui di erbicidi possa influenzare i biomarcatori della malattia epatica.

Post dell'amica Renata Alleva.

Una delle ultime review ( Chemosphere, 2019), descrive come i residui di pesticidi entrano attraverso gli alimenti e Il tratto gastrointestinale è il primo primo sito di esposizione. È interessante notare che un certo numero di studi
hanno dimostrato che il microbiota intestinale gioca un ruolo chiave nella tossicità dei pesticidi e ha una stretta relazione con la salute. Per esempio, l'assunzione di chlorpyrifos, onnipresente come residuo in frutta e verdura, può promuovere l'obesità e la resistenza all'insulina attraverso creando una disbiosi nel microbiota intestinale. Attraverso il microbiota intestinale, che è definito "unuspected recipient" i pesticidi-alterano molte pathway metaboliche contribuendo all'incidenza di diverse patologie, neurodegenerative, cardiovascolari, metaboliche ( diabete-obesità) cancro. Poi qualcuno dice a cosa serve l'agricoltura biologica: a pervenire tutte queste patologie, ovvio.

Aggiornamento 26/5/2019
L'esposizione ambientale dei bambini ai pesticidi aumenta il rischio di ipertensione e problemi neurocognitivi

I rischi del glifosato e la sua probabile rimozione dal mercato. Il fatto che funzionasse così bene ha fatto sì che non si sviluppassero altri erbicidi in questi anni.

Alcune info importanti sull'esposizione lavorativa ai pesticidi





Aggiornamento 28/5/2019
Il glifosato altera il microbiota nei topi e li rende suscettibili di comportamento ansioso e depressivo
Aggiornamento 5/6/2019
Uno studio commissionato dall'FDA sul glifosato non è mai stato pubblicato, come se si volessero tenere nascosti i risultati

Aggiornamento 7/6/2019
Secondo un report di un'associazione francese i residui di pesticidi sono più alti di quanto ipotizzato

Monsanto ha speso milioni di dollari per influenzare l'opinione pubblica positivamente sul glifosato e screditare le posizioni IARC

Aggiornamento 25/6/2019

Il glifosato (sotto forma di Roundup) crea infiammazione e danno a più organi, in particolare fegato e tessuto adiposo, in 15 giorni di esposizione subacuta.
Aggiornamento 29/6/2019
Il triclosan, un antibatterico presente in alcuni cosmetici e dentifrici, recentemente bandito negli USA dai saponi per le mani, può aumentare il rischio di osteoporosi
Aggiornamento 21/7/2019
Oltre ai noti EDC, interferenti endocrini, definiti come "sostanze chimiche esogene, o miscela di sostanze chimiche, che possono interferire con qualsiasi aspetto dell'azione ormonale", esistono anche gli MDC, metabolic disrupting chemicals, sostanza capaci di interferire con l'azione dei mitocondri, riducendo capacità di produzione energetica, duplicativa, e aumentando lo stress ossidativo (produzione di ROS).


Sono sia sostanze naturali (soprattutto metalli come cadmio e arsenico) che sintetiche, come pesticidi (tra cui il famoso chlorpyrifos), tributilstagno, BPA, atrazina, PFO, ftalati, diossine ecc.
Queste sostanze causano diabete interferendo con la normale bioenergetica dei mitocondri.
Aggiornamento 22/7/2019
Polemiche negli USA per l'autorizzazione al chlorpyrifos, responsabile di danni cerebrali ai bambini
Aggiornamento 29/7/2019

Frutta e verdura hanno un loro microbiota, e ingerendole hanno un effetto probiotico sul nostro intestino. In questo esperimento gli scienziati hanno mostrato che le mele biologiche, confrontate con quelle tradizionali, hanno un microbiota più ricco e vario, che può contribuire alla salute umana. Del resto sono gli alimenti col quale ci siamo evoluti.
Aggiornamento 31/7/2019

Il glifosato, in dosi superiori a quelle consentite, perturba lo sviluppo cerebrale nel grembo materno e altera il microbiota (modello animale)
Aggiornamento 9/8/2019
Peer-review non significa necessariamente affidabile. Infatti è capitato che le industrie facessero da ghostwriter (Monsanto) anche per importanti università come Harvard. Vi sono inoltre spesso criteri falsati nella scelta del revisore ecc.
Aggiornamento 12/8/2019
La Bayer pagava per screditare giornalisti e attivisti che pubblicavano contro di lei. Si è arrivati addirittura a spiare il cantante Neil Young. Anche Google ha preso soldi per indirizzare le ricerche, e sfavorisce siti non mainstream. A volte sembra che i colleghi prendano soldi, ma semplicemente qualcuno è così scemo che fa le parti di Monsanto anche gratis.
Aggiornamento 23/8/2019

L'EFSA si è finalmente decisa a capire che non esistono dosi sicure di clorpyrifos e che andrebbe messo al bando senza se e senza ma
Aggiornamento 29/8/2019
Il glifosato inibisce la crescita delle erbe bloccando la via dello shikimato. Sfortunatamente questa via è presente anche in alcuni batteri, che guarda caso sono quelli associati con la salute (i bifidobatteri sono i più sensibili). Invece fa un baffo a batteri patogeni opportunisti come Clostridi e Salmonelle, che risultano resistenti, e si crea disbiosi. I Clostridi in particolare rilasciano metaboliti che sono collegati con malattie neurologiche e psichiatriche.
In attesa dei dati sulla pericolosità effettiva, diciamo che per il solo principio di precauzione non si dovrebbe usare.
La situazione dei pesticidi nei terreni europei non è buona, con residui multipli, in particolare di glifosato e suoi metaboliti ma anche di DDT e soprattutto fungicidi.
Aggiornamento 30/8/2019
Normalmente gli studi di tossicità sui residui di pesticidi vengono fatti su una sola molecola, e poco si sa del cosiddetto "multiresiduo".
In questo studio sono stati presi in considerazione 6 tra i più diffusi pesticidi, tutti al di sotto dei limiti di legge, e i topi che li assumevano ingrassavano di più, avevano fegato grasso e problemi di glicemia.

Rivelate alcune email della Monsanto che spingono a far fuori le mamme che lottano contro di lei
Aggiornamento 3/9/2019

L'uso di alimenti biologici fa parte di uno stile di vita più ecosostenibile.
Aggiornamento 13/9/2019
Dalla rivoluzione agricola (anni 60 del secolo scorso) quasi 15 milioni di agricoltori si sono suicidati con i pesticidi
Aggiornamento 22/9/2019

Il glifosato ha un'azione sui batteri, almeno in vitro. Mentre le salmonelle, Clostridium perfringens e Clostridium botulinum sono molto resistenti, batteri benefici come Enterococcus faecalis, Enterococcus faecium, Bacillus badius, Bifidobacterium adolescentis e molti lattobacilli sono altamente suscettibili. Un forte effetto disbiotico insomma.
Aggiornamento 7/10/2019
L'esposizione ai PCB e altre tossine ambientali crea disbiosi e permeabilità intestinale e può alterare il neurosviluppo e la risposta allo stress grazie alle tossine rilasciate dalle specie patogeniche in eccesso.
PON1 è un gene che codifica per una proteina che detossifica il corpo dagli organofosfati (pesticidi). La dieta mediterranea, curcuma, berberina e resveratrolo aumentano la sua attività. A seconda della variante genica si può avere più o meno sensibilità a questi composti chimici.
Aggiornamento 15/10/2019

Una delle ragioni dell'epidemia di autismo potrebbe essere la triade paracetamolo-glifosato-Augmentin (acido clavulanico e amoxicillina).
"Poiché alcune malattie ereditarie sono legate a un comportamento autistico e l'autismo è spesso presente nelle famiglie, i ricercatori cercano i geni alla base della fisiopatologia dell'autismo. Altri ricercatori sostengono che i fattori ambientali sono decisivi, citando prove convincenti di un'epidemia di autismo negli Stati Uniti a partire dal 1980 circa. Il riconoscimento che i fattori ambientali influenzano l'espressione genica ha portato alla sintesi di questi punti di vista - un'epidemia epigenetica provocata da agenti ambientali pervasivi che alterano l'espressione di geni vulnerabili, che inducono caratteristiche biochimiche autistiche in molte madri e neonati. Due tossine maggiormente implicate nell'epidemia di autismo negli Stati Uniti sono l'analgesico/antipiretico acetaminofene (paracetamolo) e l'antibiotico orale amoxicillina / clavulanato (Augmentin). Recentemente l'erbicida glifosato (Roundup) è stato implicato in modo esponenziale. Cosa hanno in comune queste tossine? Il paracetamolo impoverisce il solfato e il glutatione necessari per disintossicarlo. Gli antibiotici orali uccidono e il glifosato inibisce i batteri intestinali che sintetizzano la metionina (precursore del solfato e del glutatione, e necessari per il DNA del metilato), i batteri che sintetizzano il triptofano (unico precursore della serotonina dei neuroinibitori) e i batteri che trattengono gli anaerobi che generano ammoniaca. Solfato più glutatione normalmente solforano l'androgeno surrenale deidroepiandrosterone a DHEAS - principale precursore degli estrogeni placentari/postnatali. Il glifosato (e i metalli pesanti) inibiscono anche l'aromatasi che trasforma gli androgeni in estrogeni. Gli estrogeni placentari/postnatali disidratano le guaine mieliniche cerebrali mature, il corpo calloso maturo ed l'emisfero sinistro preferenzialmente, dilatano i vasi sanguigni cerebrali ed elevano la serotonina cerebrale e l'ossitocina. Gli androgeni deboli indotti dallo stress e l'esaurimento degli estrogeni spiegano coerentemente l'asimmetria della materia bianca e la disconnessione nell'autismo, nel cervello maschile, nel flusso sanguigno cerebrale basso, nell'ipereccitabilità, nell'ansia sociale e nell'ossitocina materna insufficiente alla nascita per limitare il cloruro/acqua cerebrale fetale e il GABA maturo".

La puntata di Indovina Chi Viene A Cena su pesticidi e in particolare il glifosato, che indaga sulle manovre che hanno permesso il rinnovo della commercializzazione del diserbante
Aggiornamento 23/10/2019
Nelle donne in gravidanza è meglio non superare il consumo di pesce consigliato (3-4 porzioni a settimana) perché si rischia di eccedere nell'introito di PCB (plastiche), PFA, arsenico e mercurio. Anche la frutta risulta una fonte di pesticidi organoclorurati, e non dovrebbe essere consumata in eccesso. Consumare cibo biologico ha ridotto le esposizioni. Queste sostanze possono influire negativamente sulla salute dei bambini.

Aggiornamento 24/10/2019
Alcuni estratti da un articolo di Scientific American che spiega come l'uso di pesticidi sia un danno per l'intero ecosistema, nonostante molti credano che la loro presenza in quantità trascurabili nel cibo sia sufficiente a garantirne la sicurezza.
"L'uso di pesticidi indebolisce il terreno ed elimina gli organismi che permettono alle piante di assorbire i nutrienti. L'aumento di CO2 accelera la fotosintesi e la crescita della pianta e le verdure sono più amidacee. La conseguenza è che abbiamo vegetali sempre più calorici e meno nutrienti e questo può portare a carenze di nutrienti a livello mondiale.
L'uso di OGM (non permessi in Europa) ha aumentato l'utilizzo di pesticidi che vengono assorbiti a livello sistemico e non sono quindi lavabili.
Inoltre i pesticidi e l'industria del packaging contribuiscono in maniera forte alle emissioni dannose".
Come ha riassunto il medico e comunicatore medico Zach Bush, "È tempo di rendersi conto che i pesticidi sono essi stessi antibiotici, antibiotici che stanno uccidendo ciò che resta dei batteri buoni e della biodiversità microbica sia nel nostro suolo che nei nostri corpi".
Inoltre, uno studio recente ha scoperto che "dopo solo sei giorni con una dieta fatta con cibi biologici, ogni singola persona vedrebbe un calo significativo dei residui di pesticidi, inclusi alcuni legati ad un aumentato rischio di autismo, cancro, morbo di Parkinson, infertilità e altri impatti significativi sulla salute".
"Come ha concluso un rapporto del 2018 di 130 accademie nazionali della scienza e della medicina in tutto il mondo, "Il sistema alimentare globale è rotto, lasciando miliardi di persone affamate e altre in sovrappeso e guidando il pianeta verso la catastrofe climatica". Ha raccomandato inoltre soluzioni più intelligenti per avere colture resistenti ai cambiamenti climatici, rotazione delle colture, protezione del suolo, uso più preciso dei fertilizzanti e riduzione al minimo dell'uso di pesticidi. Precisamente.

È pura arroganza pensare che possiamo manipolare la natura alla perfezione agricola con fertilizzanti e pesticidi sintetici. Invece, per adattarci e mitigare le crisi ecologiche, umane e climatiche, dobbiamo rispettare l'elegante complessità della natura. Dobbiamo revisionare il nostro sistema alimentare. E tutto può iniziare cercando di fare in modo che i microbiomi prosperino".
Aggiornamento 2/11/2019
Esiste un'interazione bidirezionale tra microbi intestinali e metalli tossici.
I metalli alterano il microbiota, esponendo ai problemi della disbiosi (permeabilità intestinale, alterata funzione immunitaria, disordini metabolici e nervosi.
A sua volta i batteri metabolizzano i metalli, facilitando l'espulsione o il bioaccumulo.

il microbioma intestinale potrebbe avere un'influenza sostanziale sulla suscettibilità di un individuo all'esposizione ai metalli tossici.
Aggiornamento 10/11/2019
Un batterio probiotico (L. rhamnosus GR-1) riduce l'assimilazione dei metalli pesanti e tossici come mercurio e piombo nelle donne in gravidanza e nei bambini
Aggiornamento 24/12/2019
Il governo USA fa pressione perché si rovesci la sentenza di condanna del glifosato

Aggiornamento 28/12/2019
Il glifosato a dosi ADI (dose quotidiana accettabile) porta a steatosi epatica e alterazioni della flora intestinale nei ratti
Aggiornamento 30/12/2019
L'esposizione ai piretroidi (insetticidi) aumenta la mortalità cardiovascolare e da tutte le cause nella popolazione generale statunitense
Aggiornamento 4/1/2020
Il solo modello del bilancio energetico, in cui se si assumono più calorie di quelle consumate si aumenta di peso, seppur corretto dal punto di vista termodinamico, non spiega correttamente e completamente quello che avviene nel mondo reale, e l'obesità rimane una condizione multifattoriale dovuta all'ambiente e favorita dalla predisposizione genetica.
Una delle cause sono gli obesogeni, sostanze solitamente artificiali, che favoriscono l'accumulo di calorie e quindi l'aumento di peso, in diversi modi, genericamente alterando la funzione ormonale (interferenza endocrina).
Si sa relativamente poco su quanto l'esposizione agli obesogeni nel tessuto adiposo disfunzionale possa facilitare l'immagazzinamento e impedire la mobilizzazione del grasso. Attualmente si conoscono circa 50 obesogeni. La maggior parte sono contenuti nelle plastiche (BPA, ritardanti di fiamma) o sono pesticidi, farmaci (cortisonici), metalli, glutammato, conservanti ed emulsionanti. Anche lo zucchero può essere considerato un obesogeno, pur non essendo considerato strettamente tra gli interferenti endocrini.
Si ritiene che uno dei meccanismi coinvolti riguardi la regolazione del setpoint, il nostro sistema di regolazione del peso (ponderostato) che dipende soprattutto dall'ipotalamo.
Alcuni sono derivati dello stagno che agiscono come acaricidi e fungicidi (TBT), e stimolano la proliferazione dei preadipociti. Inoltre gli adipociti maturi risultano disfunzionali e con meno mitocondri, e quelli bruni hanno inferiore termogenesi.
Inoltre gli effetti degli obesogeni sono ereditabili per le generazioni successive (effetto epigenetico).
Aggiornamento 8/1/2020

Quali sono i fattori ambientali che aumentano il rischio di allergie alimentari?

"Si è ipotizzato che cambiamenti nella produzione, lavorazione e confezionamento degli alimenti (ad esempio l'uso di pesticidiantibioticiormoniconservanti, denaturazione con calore, detergenti e sostanze chimiche) siano collegati alle malattie allergiche direttamente o indirettamente". Nei topi il BPA (plastiche) altera il sistema immunitario (riduzione Treg) e la tolleranza agli alimenti.
"Le proteine ​​glicate (AGEs), che si trovano in molti alimenti, in particolare dopo un riscaldamento molto elevato, come la cottura a microonde, la frittura e il barbecue, possono promuovere le risposte allergiche". Anche "l'esposizione a determinati farmaci durante l'infanzia, in particolare gli antagonisti del recettore H2 e gli antiacidi, aumenta il rischio di anafilassi alimentare ed esofagite eosinofila (EoE)".
Introdurre cibi troppo tardi (arachidi dopo un anno) aumenta il rischio di allergia. Carenza di vitamina D o un suo eccesso aumentano il rischio.
La dieta corretta riduce il rischio probabilmente modulando il microbiota.
Gli anticorpi IGG4 sono protettivi per le allergie classiche ma aumentano il rischio in EoE.

Prebiotici e probiotici saranno probabilmente utili in futuro. La presenza di permeabilità intestinale è un meccanismo importante perché aumenta il contatto con gli antigeni. 
Aggiornamento 11/1/2020
Il glifosato rimane una sostanza controversa. La mancanza di informazioni, i dati contraddittori e l'indipendenza degli studi hanno generato polemiche sulla sicurezza del Glifosato per l'uomo. Nonostante sia consentito il suo uso, il suo utilizzo indiscriminato può avere un effetto dannoso sulla salute umana, in particolare sugli equilibri della flora batterica.
"Abbiamo valutato i meccanismi con cui un disturbo del microbiota intestinale indotto da Glifosato potrebbe essere coinvolto in disturbi emotivi e malattie neurologiche come l'autismo. Tuttavia, sono certamente necessarie ulteriori ricerche per capire il suo ruolo nella comunità batterica intestinale e i suoi effetti nelle malattie neurocomportamentali. Inoltre, a causa della mancanza di letteratura esistente, la ricerca futura dovrebbe valutare il ruolo di approcci innovativi come l'utilizzo di NAC, vitamina C, vitamina E, ciclofosfamide o probiotici per trattare queste alterazioni indotte dagli erbicidi".
Aggiornamento 13/1/2020
Un articolo su tumori e cibo biologico: risultati ancora un po' conflittuali.
Aggiornamento 14/1/2020
Negli USA i ritardanti di fiamma e i pesticidi hanno superato i metalli pesanti come causa nel declino del quoziente intellettivo medio nella popolazione. "Gli esperti affermano che l'esposizione in giovane età a una qualsiasi di queste tossine può causare difficoltà di apprendimento, autismo e problemi comportamentali". "L'apertura frequente di finestre per consentire l'uscita di sostanze chimiche persistenti presenti nei mobili, nell'elettronica e nella moquette e il consumo di prodotti biologici certificati può ridurre l'esposizione a queste tossine", e soprattutto la politica dovrebbe muoversi per regolare meglio l'utilizzo di queste sostanze.

I meccanismi dei pesticidi che agiscono come interferenti endocrini

Aggiornamento 24/1/2020
Sempre più evidente che il problema sia la formulazione del Roundup più del glifosato da solo
Aggiornamento 12/2/2020
Alcuni consigli da Medscape per ridurre l'esposizione agli interferenti endocrini. Viene precisato che il motto di Paracelso "la dose fa il veleno" risulta antiquato, in quanto la dose tossica può dipendere da genetica, epigenetica, tempistica dell'esposizione, compresenza di altre sostanze, e anche dosi bassissime in certe condizioni possono essere dannose.
1) evitare le pentole con PFAS (che tra le altre cose rallenta il metabolismo)
2) la polvere domestica può accumulare sostanze tossiche, soprattutto per la tiroide, aprire spesso le finestre
3) usare alimenti biologici, riducono l'esposizione a pesticidi che interferiscono con la tiroide
4) evitare cibo conservato, può contenere BPA e BPS
5) non mettere la plastica in microonde, anche quella che appare sicura
Aggiornamento 13/2/2020
L'azienda produttrice del chlorpyrifos, pesticida legato a problemi neurologici nei bambini, ne sospenderà la produzione. Ovviamente l'amministrazione Trump aveva rigettato le conclusioni degli esperti scientifici. Intanto l'Europa ha bloccato la proroga di questo pesticida, che diventa dunque vietato. 😝💪

Aggiornamento 4/3/2020
I pesticidi distruggono il sistema cerebrale delle api in maniera irreversibile
Aggiornamento 26/3/2020

Il corpo possiede capacità di disintossicarsi, grazie soprattutto a fegato (che metabolizza le sostanze) e rene (che le espelle). Questo nella popolazione generale. Alcuni però sono più geneticamente sfortunati e hanno una riduzione di queste capacità, e soffrono particolarmente il mondo moderno ricco di sostanze chimiche sconosciute al nostro organismo. "Queste sostanze tossiche influenzano patologie come tumori, malformazioni congenite e malattie croniche, in particolare per quelli a rischio genetico. I clinici possono aiutare i pazienti a comprendere i propri rischi genetici e soddisfare i loro bisogni personalizzati attraverso raccomandazioni dietetiche e integrative personalizzate. I medici, con l'aiuto della genomica, possono consigliare ai pazienti di evitare alimenti con pesticidi, glifosato, livelli più elevati di mercurio e arsenico, benzene e altre sostanze tossiche, ma anche di aumentare gli alimenti che spingono specificamente i loro percorsi di disintossicazione alterati come noci del Brasile, verdure crocifere, e melograno e di integrare con sulforafano, glutatione, vitamina C e altri". Questi alimenti/sostanze possono influenzare la quantità di enzimi detossificanti e la loro attività, ed essere di particolare aiuto a persone più esposte per motivi lavorativi o geografici.
Entrando più nel dettaglio, ll glutatione è il principale detossificante del corpo. Alcune persone hanno carenza degli enzimi di coniugazione del glutatione (gene GSTP1), che lo "attaccano" alla sostanza rendendola inerte. Le crucifere stimolano questo gene. Neutralizza inoltre i ROS, tramite l'enzima glutatione perossidasi (GPX1), e le sue varianti "sono legate a problemi di memoria visiva, aumento del rischio di colite ulcerosa, diabete di tipo 2 e rischio di neuropatia periferica e rischio di cancro alla vescica, con il rischio che è fortemente modulato dal livello di esposizione a pesticidi/erbicidi". GSTT1 e GSTM1 sono invece correlati con la disintossicazione dei metalli pesanti (mercurio per esempio), e chi ha varianti poco funzionali ha maggior rischio di malformazioni e malattie neurodegenerative. Aglio e porri, patate dolci viola, tè rooibos, tè verdi e rosmarino stimolano questi 2 enzimi. GSTO1 e GSTO2 sono invece 2 geni che codificano transferasi che risentono della carenza di vitamina C, associati alla cataratta. NQO1 e vari citocromi sono implicati nel metabolismo del benzene, e attivano gli antiossidanti CoQ10 e vitamina E. Alcune varianti aumentano quindi lo stress ossidativo e il pericolo di mutazioni al DNA. Queste persone possono beneficiare dell'integrazione di glutatione. PON1 è il gene correlato con la detossificazione dei pesticidi. Quercetina, astaxantina e melagrana lo favoriscono, mentre l'HFCS (fruttosio) lo rallenta. Per quanto riguarda i citocromi, enzimi epatici implicati nella disintossicazione, la loro attività è molto complessa e varia, ma vitamine A, C ed E la supportano.
Aggiornamento 1/4/2020

I pesticidi distruggono il sistema immunitario delle api ma i probiotici possono ridurre tale nocività.
Aggiornamento 10/5/2020

Una delle ragioni dell'autoimmunità tiroidea sono alcuni metalli pesanti come arsenico e piombo. Col primo si può entrare in contatto con l'uso errato dei pesticidi, il secondo è presente in aria e acqua inquinate. Questi metalli interferiscono con quelli necessari come rame e zinco e in particolare impediscono al selenio di entrare nella tiroide, provocando stress ossidativo e infiammazione. Così il selenio si ritrova ridotto nel sangue e aumenta la sua perdita urinaria.
Esiste un legame tra autoimmunità tiroidea e interferenti endocrini (sostanze chimiche, solitamente artificiali, che interferiscono con gli ormoni). La prevalenza di Hashimoto aumenta vicino agli stabilimenti petrolchimici, dell'alluminio e nelle zone contaminate da pesticidi e PCB. Anche il mercurio (consumatori di pescespada e lavoratori industrie chimiche) ha questo effetto. Il vanadio (zone vulcaniche) aumenta la risposta infiammatoria dei tireociti. Gli omega-3, il mioinositolo e il selenio esercitano un effetto protettivo contro queste sostanze, contrastando la comparsa dell'autoimmunità nei soggetti esposti all'inquinamento ambientale o professionale.
Aggiornamento 13/5/2020
Le malattie autoimmuni sono spesso dovute a una predisposizione genetica che "incontra" un fattore ambientale. In uno studio si è messo in evidenza come i celiaci abbiano maggiori concentrazioni sanguigne di alcuni inquinanti persistenti, come ritardanti di fiamma, pesticidi e PFO. Non è uno studio che può indicare causalità ma solo associazione, però potrebbero essere tra le concause della manifestazione della malattia.
Nei topi dosi alte di glifosato, probabilmente in eccesso rispetto alle esposizioni anche lavorative, inducono autismo alterando le concentrazioni alcuni derivati dei PUFA, detti epossidi
Aggiornamento 22/5/2020
Pesanti critiche dall'ISDE sul report dell'EFSA sulla sicurezza del multiresiduo di pesticidi nel cibo. Il report, in ritardo di diversi mesi, appare rassicurante, ma le carenze metodologiche emerse continuano a minare la credibilità dell'ente.
Aggiornamento 25/5/2020

L'alterazione del microbiota causata dalle tossine esogene, tra cui pesticidi, ftalati, metalli pesanti, bisfenoli, POPs (inquinanti organici persistenti come IPA, PCD, PCB, PFC)
Aggiornamento 31/5/2020
L'uso di probiotici per le piante riduce la necessità di pesticidi e migliora la loro salute
Alcune sostanze hanno effetto negativo sul microbiota. Tra di esse, molti farmaci (antibiotici ovviamente, antiacidi ecc), metalli pesanti (mercurio, arsenico), pesticidi (che in alcuni casi si ritengono sicuri perché non colpiscono vie metaboliche dei mammiferi, ma quelle microbiche sì!), dolcificanti artificiali, il triclosan (usato nei saponi antibatterici), la nicotina (tabacco). Il danno avviene mediante alterazione dei metaboliti batterici e biliari, soprattutto SCFA, interferendo su umore, rischio cardiovascolare (TMAO), mediante perdita di specie batteriche utili (aumento del rischio di malattie intestinali) e mediante alterazione del bilancio energetico, favorendo l'aumento di peso. Per ripristinare il microbiota, sono a disposizione trapianto fecale (ancora in sperimentazione), probiotici e prebiotici. Il loro successo dipende anche dalle condizioni iniziali.