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sabato 22 marzo 2014

Quando i farmaci fanno (molto) male

Tutti i farmaci hanno degli effetti collaterali, ma qualcuno è proprio dannoso, come spiega questo articolo tratto da il Fatto Quotidiano del 6 marzo 2014




http://www.comicvine.com/profile/flcl1/blog/rate-the-demotivationalmotivational-poster-above-y/53805/?comment_page=16


PILLOLE E SCANDALI
Che ci importa delle sanzioni, siamo ricchi
di Tommaso Rodano
   Big Pharma ha i suoi scheletri nell’armadio. Quando sono scoperti, piovono salassi miliardari. Fuori dall’Italia i 180 milioni di euro di multa inflitti a Roche e Novartis sembrano quasi una mancetta irrisoria. La storia dei grandi scandali sanitari racconta cifre che fanno impallidire, da cui la stabilità dei colossi farmaceutici è stata appena sfiorata.
   GLI EPISODI si assomigliano: prodotti potenzialmente dannosi o non adeguatamente testati, messi in commercio nascondendone i possibili effetti. Per le aziende sono profitti spaventosi. Poi scoppia il bubbone, la medicina scompare dagli scaffali e inizia il lavoro degli avvocati. Alla fine magari arriva una condanna, ma nel frattempo – per quanto enorme possa sembrare il risarcimento – le compagnie si sono arricchite in misura esponenzialmente superiore. Il record appartiene alla GlaxoSmithKline, multinazionale britannica. Dopo una contesa ultradecennale contro il governo americano – iniziata nel 1999 e conclusa nel luglio del 2012 -– GSK è stata costretta a pagare un risarcimento da 3 miliardi di dollari. I reati sono su diversi prodotti, tra cui Avandia (un antidiabetico), Paxil e Wellbutrin (antidepressivi). Le accuse varie: promozione illegale di prescrizioni di farmaci, corruzione di medici, indicazione sbagliata dei dati di sicurezza. Il “caso Avandia” (farmaco a base di Rosiglitazone) è forse la più grande frode sanitaria della storia. In commercio dal 1999, dopo anni di somministrazioni (e oltre 3 miliardi di dollari all’anno di profitti), nel 2007 il New England Journal of Medicine pubblica un’analisi indipendente che mostra al mondo i possibili effetti collaterali: il rischio d’infarto nei pazienti che assumono
   Avandia è superiore del 43 per cento rispetto a chi è trattato con un altro antidiabetico. L’aumento della mortalità per patologie cardiovascolari è del 64 per cento. L’Avandia sarà ritirato dagli scaffali solo nel 2010. Decine di migliaia di pazienti chiedono ancora giustizia (con class action in Gran Bretagna, Canada e Israele).




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   A FRONTE della sanzione da 3 miliardi, solo nell’anno della condanna Glaxo-SmithKline ha fatturato poco meno di 40 miliardi di dollari. GSK è in ottima compagnia. Johnson & Johnson lo scorso novembre ha accettato di pagare un risarcimento di oltre 2,2 miliardi di dollari per l’antipsicotico Risperdal. Anche in questo caso, il farmaco è stato somministrato a bambini, adulti e anziani minimizzandone gli effetti secondari. Gli Abbott Laboratories, nel 2012, sono stati costretti a sganciare “appena” 1,5 miliardi di dollari per la promozione truffaldina del loro antiepilettico Depakote. Il farmaco era popolarissimo, nonostante studi medici, anno dopo anno, ne abbiano dimostrato i rischi e messo in dubbio l’efficacia. La multa, per la Abbott, è valsa non più del 12 per cento del bilancio annuale. A seguire, nella classifica dei casi multimilionari, c’è il Vioxx della Merck, messo in commercio nel 1999 e ritirato nel 2004 dopo essere stato assunto da oltre 80 milioni di pazienti e venduto per oltre 2,5 miliardi di dollari all’anno. I test hanno scoperto un’eccessiva incidenza di infarti ed ictus. Multa da 950 milioni, nel 2011, e passa la paura (non per i malati). Sempre in America, la battaglia del Dipartimento di Giustizia contro l’antidepressivo Zyprexa è costata al colosso Ely Lilly poco meno di un miliardo e mezzo di dollari. Questi i casi più clamorosi, ma la lista sarebbe ancora lunghissima (Amzen, Pfizer, Novartis, AstraZeneca): si curi chi può.


http://www.stickypc.com/pinteresting.html
(la risata è sempre il miglio farmaco)

Aggiornamento 3/10/2016

Una metanalisi su Plos ONE denuncia che i lavori che evidenziano gli effetti collaterali dei farmaci spesso non vengono pubblicati, portando l'opinione scientifica a sottovalutarli. Tutto questo sotto la gestione delle case farmaceutiche.

Aggiornamento 16/10/2016

L'ADHD ha un numero di diagnosi abnorme per poter prescrivere farmaci. Questa la denuncia di un giornalista.
Aggiornamento 25/11/2016

Importanti medici denunciano le forzature di Big Pharma per l'approvazione di farmaci poco testati e dai considerevoli effetti collaterali.
La cultura del "meglio sempre una pillola in più" va per la maggiore.

Aggiornamento 12/12/2016
Il pioglitazone viene associato dall'FDA al tumore alla vescica.
Praticamente tutti i farmaci inizialmente approvati per l'obesità sono stati ritirati dopo alcuni anni per effetti avversi scoperti dopo l'immissione sul mercato.
Pensateci 2 volte prima di intraprendere certe vie.

Aggiornamento 16/12/2016
Una denuncia di alcuni medici su una scomoda verità: i farmaci per le malattie psichiatriche fanno più danni che benefici.
Aggiornamento 16/3/2017

Ibuprofene e diclofenac sono gli analgesici più associati al rischio di arresto cardiaco
Aggiornamento 27/3/2017

I farmaci per l'ADHD, disordine da deficit di attenzione e iperattività, non guariscono il disturbo sul lungo periodo e riducono la crescita in altezza

Aggiornamento 1/4/2017

Alcuni farmaci per la pressione, bloccanti selettivi dei recettori beta1, tendono ad alterare l'omeostasi glucidica

Aggiornamento 25/5/2017

Un terzo dei farmaci approvati in USA dimostrano di dare problemi dopo essere stati messi nel mercato

Gli antidolorifici, in particolare gli inibitori COX2, sono associati a un immediato aumento del rischio cardiovascolare.
Aggiornamento 4/8/2017

Una considerazione sui bifosfonati (farmaci per l'osteoporosi) da parte del dott Luchi.




Una revisione Cochrane (il più importante istituto indipendente al mondo) certifica il "bias" (errore) in favore della ricerca condotta dalle industrie farmaceutiche, spiegando che non può essere dovuto al normale rischio di errore di valutazione (è in pratica voluto)
Aggiornamento 8/9/2017

Alcuni farmaci che si dovrebbe iniziare a deprescrivere: spiccano le statine in prevenzione primaria, gli inbitori dell'acetilcolinesterasi per l'Alzheimer, inibitori di pompa, benzodiazepine.

Le metanalisi sui farmaci antidepressivi hanno spesso tra gli autori le persone stesse che scrivono i paper inclusi, e difficilmente inseriscono avvertimenti sui possibili effetti collaterali, avverte una revisione

Aggiornamento 19/9/2017

Molti farmaci che le persone sovrappeso devono assumere incidono negativamente sulla composizione corporea: cortisonico, antidiabetici (glitazoni e sulfoniluree), antipsicotici, antiepilettici, antiipertensivi (betabloccanti).
Aggiornamento 17/10/2017

I farmaci che finiscono nell'ambiente fanno un sacco di danni, tra cui femminilizzazione dei pesci, danni agli uccelli ecc.

Il vantaggio dei farmaci per i tumori (per la sopravvivenza post terapia) appare incerto.
Aggiornamento 10/12/2017

Il montelukast, farmaco per l'asma, aumenta il rischio di eventi psicotici quali incubi notturni.

Numerosi farmaci, oltre agli antibiotici, hanno un notevole impatto sull'architettura generale del microbioma intestinale: PPI (antiacidi), metformina, FANS, oppioidi e antipsicotici sono associati ad aumenti nei membri della classe Gammaproteobacteria (inclusi Enterobacter, Escherichia, Klebsiella e Citrobacter), o membri della famiglia Enterococcaceae, che sono spesso patogeni isolati da infezioni del sangue di malati.

Anche il trattamento con antipsicotici, di solito associato ad un aumento dell'indice di massa corporea, è caratterizzato da una diminuzione del rapporto tra  Bacteroidetes e Firmicutes nel microbioma intestinale, simile alle tendenze osservate nei pazienti obesi.
Aggiornamento 15/12/2017

La chemioterapia può generare dei "detriti" che possono nutrire e favorire le metastasi in tutto il corpo. Ecco perché non sempre si guarisce e la medicina integrata (l'abbinamento dello stile di vita corretto) appare sempre più importante, sommata alle cure classiche.
Anche la fuoriuscita dallo stato di quiescenza può essere una conseguenza.
Le benziodiazepine sembrano aumentare la mortalità nelle persone con Alzheimer
Aggiornamento 29/12/2017

I cortisonici, anche nel breve termine, aumentano i rischi di fratture, tromboembolismo venoso e sepsi, e vengono prescritti con troppa leggerezza.
Aggiornamento 15/1/2018

L'ibuprofene preso per lunghi periodi impatta negativamente sulla fertilità maschile.

Aggiornamento 23/3/2018
I farmaci psicotici inducono aumento di peso aumentando l'insulinoresistenza e alterando gli ormoni postprandiali
Aggiornamento 8/4/2018

L'utilizzo di antibiotici e antiacidi nei primi 6 mesi di vita aumenta il rischio di allergie. I ricercatori concludono che questi farmaci "dovrebbero essere usati durante l'infanzia solo in situazioni di evidente beneficio clinico"
Aggiornamento 14/4/2018

L'uso di SSRI (inibitori del reuptake della serotonina) in gravidanza può essere associato con anormalità nello sviluppo cerebrale, in particolare nelle aree legate alle emozioni
Aggiornamento 27/4/2018

Gli anticolinergici, usati come antidepressivi e antiincontinenza, possono aumentare il rischio di demenza anche molti anni dopo l'utilizzo.
Aggiornamento 1/5/2018

Nuovo studio sull'effetto protumorale di un chemioterapico.

Aggiornamento 29/5/2018
L'uso di antidepressivi si conferma aumentare il rischio di obesità, anche se potrebbe esserci anche una correlazione inversa (è la depressione e non i farmaci a favorire l'aumento di peso)
Aggiornamento 31/5/2018

Da un'opinion pubblicata su BMJ da un revisore dei dati della Cochrane.

"Guardare gli eventi precursori al suicidio e alla violenza è come guardare i fattori prognostici per le malattie cardiache. Diciamo che l'aumento del colesterolo, il fumo e l'inattività aumentano il rischio di attacchi di cuore e di morte cardiaca e quindi raccomandiamo alle persone di fare qualcosa al riguardo.
I leader psichiatrici, tuttavia, tentano regolarmente di farla franca con argomenti insostenibili. Molti dicono, per esempio, che gli antidepressivi possono essere dati in sicurezza ai bambini sostenendo che non ci sono più suicidi nei trial, solo più eventi suicidiari, come se non ci fosse alcuna relazione tra i due, sebbene tutti sappiamo che un suicidio inizia con i pensieri suicidi, seguiti da preparativi e uno o più tentativi.
Lo stesso si può dire dell'omicidio. Non si può più dubitare che gli antidepressivi siano pericolosi e possano causare il suicidio e l'omicidio a qualsiasi età. È assurdo usare droghe per la depressione che aumentano il rischio di suicidio e omicidio quando sappiamo che la terapia cognitivo-comportamentale può dimezzare il rischio di suicidio in pazienti che sono stati ammessi dopo un tentativo di suicidio e quando la psicoterapia non aumenta il rischio di omicidio.

Aggiornamento 10/6/2018

Gli studi finanziati da Big Pharma sono solitamente meglio "disegnati" e vengono pubblicati più facilmente

Aggiornamento 14/6/2018

Prendere più farmaci e rischio di depressione
"L’analisi ha portato ad obiettivare una realtà sconcertante: sono oltre 200 i farmaci comunemente prescritti per varie condizioni (dalle pillole anticoncezionali, ad alcuni farmaci antipertensivi o per condizioni cardiologiche, inibitori di pompa protonica, antiacidi, antidolorifici), che nel foglietto illustrativo hanno chiaramente indicato il potenziale rischio di depressione, o addirittura di suicidio, associato al loro impiego. E questo studio dimostra che utilizzare insieme questi farmaci aumenta il rischio di depressione e suicidio" “La depressione – conclude la Qato – è una delle principali cause di disabilità negli Usa e i tassi di suicidio stanno aumentando di anno in anno; è necessario dunque ripensare in maniera innovativa alla depressione come problema di salute pubblica. Questo studio dimostra che è necessario considerare i pattern di utilizzo dei farmaci nelle strategie volte ad eliminare, ridurre o minimizzare l’impatto della depressione nella vita quotidiana.”


Aggiornamento 17/6/2018

Gli psicofarmaci fanno ingrassare? Sembrerebbe proprio di sì

"Sebbene forti evidenze motivino l'uso di farmaci antipsicotici per determinate condizioni (es. Schizofrenia infantile), la maggior parte degli antipsicotici pediatrici è utilizzato per trattamento off-label (per uno scopo diverso) di disturbi comportamentali non psicotici e distruttivi. I potenziali benefici psichiatrici dell'uso di antipsicotici in questa popolazione, evidenti in questo studio e in altri, dovrebbero essere attentamente valutati rispetto alla potenziale insorgenza nell'infanzia di obesità addominale e insulino-resistenza che, rispetto all'esordio dell'adulto, aumenta ulteriormente il rischio a lungo termine per diabete, malattie cardiovascolari e condizioni correlate". L'aumento di peso massimo  si è verificato con l'olanzapina.
Aggiornamento 14/7/2018

La nota rivista complottista Science (tra le prime 3 per importanza scientifica) parla di porte girevoli tra FDA e industria farmaceutica: i suoi dirigenti passano al soldo delle case farmaceutiche molto spesso.
Si fa l'esempio del Seroquel, farmaco antipsicotico che non ha dato nessun risultato superiore al placebo, ma è stato inserito nel mercato lo stesso. Ecco dove si perde la fiducia nei professionisti della salute

Aggiornamento 24/7/2018
Passare dalla metformina alle sulfoniluree aumenta il rischio di ipoglicemie, infarto e morte per tutte le cause, questo non accade mantenendo la metformina

Aggiornamento 30/7/2018

Nel modello animale la somministrazione di antibiotici altera il microbiota intestinale e può così influenzare negativamente i metaboliti intestinali, facilitando l'insorgenza del diabete. Per questo raccomando sempre i probiotici dopo la terapia
Aggiornamento 6/9/2018

Si conferma un certo legame tra antinfiammatori inibitori COX2 e problemi cardiaci. In questo caso sotto accusa è il diclofenac, se usato cronicamente

Aggiornamento 18/9/2018

Il paracetamolo usato in gravidanza e nella prima infanzia potrebbe aumentare il rischio di asma nei bambini e adolescenti
Aggiornamento 26/9/2018

Ulteriori prove sull'effetto ingrassante degli antipsicotici
Aggiornamento 27/9/2018

Da un post dell'amico Alberto Cerasari, medico
Schematicamente i farmaci implicati nelle maggiori carenze sono i seguenti:
- Inbitori di pompa (PPI): >pH gastrico con carenza di VITAMINA B12, FERRO, VITAMINA C, CALCIO, MAGNESIO, ZINCO
- FANS (Aspirina): VITAMINA C, FERRO
- Diuretici tiazidici e dell'ansa: CALCIO, MAGNESIO, TIAMINA, ZINCO, POTASSIO, FOLATI
- ACE-inibitori: ZINCO, POTASSIO
- Calcio-antagonisti: FOLATI, POTASSIO
- STATINE: CoQ10, VITAMINA D, E, BETA-CAROTENE
- METFORMINA: B12
- Cortisonici: CALCIO, VITAMINA D, SODIO, POTASSIO, CROMO
- Broncodilatatori, Antidepressivi: CALCIO E VITAMINA D
- Contraccettivi orali: VITAMINA B6, B12, FOLATI, CALCIO, MAGNESIO, C, E
Credo fermamente che tutti i professionisti dovrebbero ragionare sia sul cercare quando possibile di far assumere meno farmaci possibili utilizzando adeguate misure non farmacologiche, sia conoscere e riconoscere le potenziali carenze di micronutrienti a cui si può andare incontro.



Aggiornamento 14/10/2018
Il mondo degli RCT è diverso dalla vita reale, soprattutto perché molte persone che negli RCT sarebbero scartate poi vanno a prendere il farmaco nella vita reale. E per questo è necessaria la sorveglianza postmarketing, nel quale si usano invece studi osservazionali, che pur essendo inferiori nella scala gerarchica dell'evidenza sono insostituibili e integrano le informazioni. Grazie a questi molti farmaci sono stati poi tolti dal mercato
I bifosfonati si rivelano una schifezza nel lungo termine (post di Andrea Luchi)
Bifosfonati e fratture. 
L’uso cronico di bifosfonati (i farmaci per l’osteoporosi) oltre i 10 anni AUMENTA il rischio fratture rispetto ad un uso di 2 anni. Un successone direi per questa classe di farmaci!
Women, take your estrogen and testosterone!!
Aggiornamento 7/11/2018

Gli in inibitori dell'enzima ACE, farmaci per abbassare la pressione, aumentano il rischio di tumore polmonare rispetto ad altri farmaci (inibitori del recettore dell'angiotensina). Questo è forse legato alla localizzazione dell'enzima nell'endotelio polmonare.
Aggiornamento 16/12/2018
L'uso di antipsicotici ad alte dosi in bambini e giovani adulti incrementa il rischio di morte inattesa (per suicidio o cardiovascolare) dell'80%. Chi riceve queste terapie dovrebbe essere accuratamente selezionato.
Nel lungo termine l'uso di antibiotici nella diverticolite non conferisce vantaggi rispetto al non usarli
Aggiornamento 22/12/2018
Le sulfoniluree e l'insulina basale (lenta), farmaci per il diabeteaumentano il rischio di eventi cardiovascolari avversi, come morte, insufficienza cardiaca e amputazioni
Aggiornamento 28/12/2018
Nuove tristi notizie sull'uso a lungo termine degli inibitori di pompa (antiacidi).
Il rischio di tumore allo stomaco aumenta di 2,5 volte, e quello di infezioni batteriche in persone con ascite e cirrosi di 1,5 volte.
Aggiornamento 19/1/2019
Quanto spendono le case farmaceutiche nel congresso americano, pagando campagne elettorali ai rappresentanti.
Aggiornamento 24/1/2019
Negli USA, nelle zone dove c'è maggiore finanziamento dei medici (attraverso viaggi, congressi ecc) da parte dei produttori di oppiacei, c'è anche maggior uso e maggior mortalità per questi farmaci

Aggiornamento 28/1/2019
Sebbene si specifichi che rimangono importanti nella prevenzione cardiovascolare, l'articolo esamina gli effetti collaterali. delle statine che si riscontrano in una parte ristretta della popolazione.
Attualmente non esiste una definizione universalmente accettata di tossicità/intolleranza alle statine.
Il problema più diffuso sono sicuramente i dolori muscolari, che gli studi osservazionali suggeriscono verificarsi nel 10-15% dei pazienti, con dati clinici che arrivano fino al 30%. Negli studi randomizzati controllati, l'incidenza va da 1,5% al 5% dei pazienti, anche se si ritiene che questa sia una sottostima poiché la maggior parte degli studi esclude pazienti con una storia di intolleranza alle statine.
In generale i problemi sono legati all'alterata funzione mitocondriale e di membrana. Possono aumentare il rischio di diabete, problemi epatici e proteinuria. Le condizioni neurologiche associate all'uso di statine includono ictus emorragico, declino cognitivo, neuropatia periferica, depressione, confusione/perdita di memoria, aggressività e cambiamenti di personalità.
Inoltre problemi legati alla riduzione del testosterone come ginecomastia e problemi riproduttivi.La carenza di vitamina D può aumentare gli effetti.
Aggiornamento 17/2/2019
Alcuni farmaci come gli antiepilettici, sulfasalazina (antibiotico) e metotrexato riducono i livelli di folati nel sangue e alzano l'omocisteina. I folati sono fondamentali per prevenire tumori, malattie cardiovascolari e neurologiche, quindi è consigliabile verificare i livelli ed eventualmente correggere la carenza.

I meccanismi che legano uso di statine e aumentato rischio di diabete
Aggiornamento 10/3/2019

Il conflitto d'interesse tra medici e case farmaceutiche denunciato  da PresaDiretta
Aggiornamento 19/3/2019
I problemi  che riscontrano i bambini sottoposti a chemio, anni dopo: soprattutto epatici e cardiaci
Aggiornamento 21/3/2019

L'uso cronico dei cortisonici ha un costo nascosto, quello per gli effetti collaterali. Il cortisone, come il suo similare cortisolo, ormone dello stress, distrugge molte strutture corporee, dai muscoli alle ossa e rovina la salute. 
L'uso di statine aumenta il rischio di diabete del 38%, e questo è maggiore in persone che abbiano già problemi col metabolismo glucidico o sovrappeso. I ricercatori suggeriscono quindi di far perdere peso insieme alla terapia, "sottolineando la necessità concomitante di misure dietetiche ed esercizio fisico".
Aggiornamento 7/4/2019
Il paracetamolo può aumentare il rischio ictus nei diabetici anziani
Aggiornamento 8/4/2019

Le creme cortisoniche usate in psoriasi, eczema ecc sono associate ad aumentato rischio di diabete 
Aggiornamento 14/4/2019

Il rischio di diabete con le statine sale nelle persone che iniziano la terapia da giovani e in caso di colesterolo LDL più basso
Molti farmaci, in particolare gli psicotropi, influenzano negativamente la flora intestinale, che a sua volta metabolizza e quindi influenza la loro funzione ed efficacia.
Aggiornamento 19/4/2019
Alcuni farmaci sono associati ad aumento di peso, ho fatto due tabelle riassuntive in base ai dati di questa revisione. Spesso si tratta di farmaci assunti per patologie prevenibili o gestibili col corretto stile di vita e alimentazione.



Aggiornamento 20/4/2019
Il 46% delle metanalisi ha conclusioni falsate dall'inserimento di dati falsi
Aggiornamento 1/5/2019
L'uso di alcuni antidepressivi (inibitori del reuptake della serotonina, SSRI) in gravidanza potrebbe aumentare il rischio di autismo e ADHD
Aggiornamento 5/5/2019
I supplementi consigliati e quelli da evitare con i farmaci
Aggiornamento 15/5/2019
L'ibuprofene può indurre ipogonadismo
Gli ansiolitici possono aumentare il rischio di aborto spontaneo
Aggiornamento 26/5/2019
La Merck secondo la CBS avrebbe creato falsi giornali scientifici e liste di medici da screditare dopo lo scandalo Vioxx
Aggiornamento 8/6/2019
Continuano le brutte notizie per gli utilizzatori di antiacidi (PPI).
La mortalità aumenta per cause cardiovascolari, renali e tumore dello stomaco. Vi ricordo che nella maggior parte dei casi si può risolvere con la nutrizione funzionale.
Lo studio conclude con "I risultati mostrano un consistente aumento di mortalità specifica anche tra i pazienti senza indicazioni gastrointestinali documentate per i farmaci antiacidi, una scoperta allarmante che potrebbe aiutare a guidare la progettazione e l'implementazione di programmi di deprescrizione per ridurre il numero di prescrizioni di PPI non necessarie o non indicate. Le prove da tutti gli studi disponibili suggeriscono che l'uso a lungo termine di PPI è associato a eventi avversi gravi, incluso un aumento del rischio di mortalità per tutte le cause, e i nostri risultati suggeriscono specificamente un aumento della mortalità a causa di malattie cardiovascolari, renali croniche e cancro del tratto superiore gastrointestinale. A causa dell'elevata prevalenza dell'uso dei PPI, i risultati hanno implicazioni per la salute pubblica e sottolineano l'importante messaggio che i PPI dovrebbero essere usati solo quando indicato dal punto di vista medico e per la durata minima necessaria".
Aggiornamento 9/6/2019
Secondo l'analisi di più studi, le statine aumentano il rischio di diabete fino al 20% nei trial e fino al 99% negli studi di popolazione. Il meccanismo è la riduzione della secrezione di insulina.
Simvastatina, atorvastatina e rosuvastatina appaiono le statine più diabetogene.
Secondo le conclusioni degli autori la protezione cardiovascolare conferita dalle statine supera il rischio di diabete.
I valori di colesterolo troppo bassi nei diabetici possono aumentare il rischio di neuropatia diabetica. Infatti il colesterolo è necessario per la riparazione dei nervi.
Le statine potrebbero alzare il rischio di tumore prostatico
Aggiornamento 10/6/2019

Le integrazioni da seguire in caso di uso di farmaci (antiacidi, cortisonici, statine e resine sequestranti acidi biliari)
Aggiornamento 26/6/2019
Le statine possono raddoppiare il rischio di diabete, secondo uno studio statunitense.
Gli anticolinergici sembrano invece aumentare il rischio di Alzheimer
Aggiornamento 17/7/2019
Gli effetti collaterali di cortisone e altri corticosteroidi
Aggiornamento 3/8/2019
Chi assume antiacidi ha necessità mediamente del doppio dei farmaci per le allergie. Questo dipende probabilmente dalla mancanza di acidità gastrica che riduce la digestione delle proteine e le rende più allergeniche. Insomma viene favorito lo sviluppo di allergie.
Aggiornamento 7/8/2019
Esiste una relazione lineare tra antibiotici prescritti nell'infanzia e sviluppo di asma. Ogni ciclo di antibiotici aumenta il rischio del 20% e la severità dell'asma.
"i nostri risultati sono in linea con l'ipotesi del microbiota, che suggerisce che la disbiosi causata dagli antibiotici può alterare la maturazione del sistema immunitario e aumentare il rischio di sviluppare malattie allergiche ... "
"... Alla luce delle crescenti prove a sostegno dell'effetto dannoso dell'uso di antibiotici sull'asma infantile, i pazienti e gli operatori sanitari dovrebbero valutare criticamente i rischi e i benefici dell'uso di antibiotici nei neonati prima della somministrazione e considerare possibili strategie di trattamento alternative quando disponibili, e la ricerca dovrebbe concentrarsi su come gli effetti collaterali degli antibiotici possano essere prevenuti quando è necessario il loro uso".
Aggiornamento 25/8/2019
Lo "spin", ossia "l'uso di strategie di report specifiche, per qualsiasi motivo, per evidenziare che il trattamento sperimentale è vantaggioso, nonostante una differenza statisticamente non significativa nel risultato primario, o per distrarre il lettore da risultati statisticamente non significativi", è stato riscontrato in oltre la metà (56%) degli RCT (studi di intervento) pubblicati dai giornali di psichiatria. La scoperta desta molta preoccupazione perché sono gli studi utilizzati per le linee guida sui farmaci. Lo spin non è apparso associato al finanziamento dell'industria farmaceutica
Aggiornamento 6/9/2019
L'efficacia delle statine messa in forte dubbio da alcuni scienziati, con effetti collaterali annessi
Aggiornamento 10/9/2019
Interazioni e deplezioni di nutrienti con i farmaci
Aggiornamento 12/9/2019
I fluorochinoloni (antibiotici) potrebbero alzare il rischio di problemi cardiaci come rigurgito mitralico e aortico.
Gli antibiotici riducono la sopravvivenza nelle persone con tumore che fanno immunoterapia (che è modulata dal microbiota)
Aggiornamento 17/9/2019
Il paracetamolo è ammesso in gravidanza, ma potrebbe non essere così sicuro. La sua assunzione moderata tra le 18 e le 32 settimane sembra associata con iperattività e deficit di attenzione, soprattutto nei maschietti tra i 7 e i 9 anni. L'associazione tende a sparire negli anni successivi.
Aggiornamento 28/9/2019
I glitazoni (o tiazolidinedioni) sono stati usati per molti anni come farmaci antidiabetici per abbassare la glicemia. Questo avveniva tramite la ridistribuzione del grasso, che passava dal compartimento viscerale a quello sottocutaneo, fatto per cui le persone ingrassavano. Sono stati quasi aboliti perché aumentavano il rischio cardiovascolare, e oggi si è scoperto perché, almeno per alcuni di questi farmaci. Sono tossici per i mitocondri, gli organelli cellulari che forniscono energia agli organi, in primis al cuore.
Nel modello animale il resveratrolo riduce la disfunzione cardiaca causata dai farmaci.
La medicina mitocondriale si conferma l'approccio del futuro.
Aggiornamento 20/10/2019
Alcuni ricercatori irlandesi hanno analizzato l'utilizzo delle statine in prevenzione primaria, ossia quando ancora non c'è evidenza di malattia, evidenziando che:
👉La "platea" di persone eleggibili per per le statine è aumentata negli ultimi due decenni
👉Rimangono incertezze sui vantaggi del loro uso per la prevenzione primaria
👉Le riduzioni assolute del rischio per i pazienti a basso rischio sono piccole e i pazienti potrebbero non considerare che i benefici assoluti giustifichino l'assunzione di un farmaco giornalmente o il rischio di effetti avversi
👉Sono necessari dati migliori su danni e popolazioni a basso rischio per facilitare il processo decisionale condiviso.
I benefici per molte persone che assumono statine appaiono quindi marginali, e "può essere un esempio di assistenza sanitaria di basso valore e, in alcuni casi, rappresentare uno spreco di risorse sanitarie".Le statine sono uno dei medicinali più comunemente usati al mondo, con vendite globali stimate che si avvicinano a 1 trilione di dollari per il 2020.
Il loro uso nelle persone con malattie cardiovascolari accertate non è messo in dubbio, ma resta da discutere se i loro benefici siano superiori ai danni per gli anziani sani e se l'uso diffuso di statine possa essere giustificato dal punto di vista sociale.
I cortisonici intraarticolari possono peggiorare l'osteoartrite perché accelerano la progressione della malattia e il consumo della cartilagine
Aggiornamento 24/10/2019
Quali sono i problemi associati con l'uso di antiacidi? atrofia gastrica, carenza di vitamina B12, malattie cardiovascolari, infezione da C. difficile, polmonite, demenza, tumore allo stomaco, osteoporosi, carenza di magnesio, danno renale acuto, nefrite interstiziale, insufficienza renale. Inoltre aumentano il rischio di morte per ogni causa e in particolare cardiovascolare, renale e da tumore gastrointestinale
Aggiornamento 27/10/2019
Esiste una relazione lineare tra uso di antibiotici nel primo anno di vita e rischio di celiachia. Il legame è probabilmente l'alterazione del microbiota.
Aggiornamento 1/11/2019
Le persone che assumono citalopram (antidepressivo SSRI) e omeprazolo (antiacido) hanno un incrementato rischio di morte improvvisa, probabilmente dovuto alla farmacocinetica e all'inibizione dei citocromi che smaltiscono i farmaci.
Lo studio conclude che "i rischi di questi farmaci dovrebbero essere presi in considerazione nel processo decisionale clinico, tenendo conto del potenziale di benefici e danni correlati al trattamento in ciascun paziente".
La chemioterapia può indurre mutazioni che determinano resistenza ai farmaci nel 27% dei casi di leucemia acuta infantile
Aggiornamento 16/11/2019
Secondo uno studio "i bambini che avevano ricevuto antibiotici nei primi 6 mesi di vita avevano capacità cognitive e di comprensione verbale complessive significativamente inferiori, aumentato rischio di problemi con metacognizione, funzione esecutiva, impulsività, iperattività, disturbo da deficit di attenzione e iperattività, ansia e problemi emotivi
I farmaci che alterano il microbiota
Aggiornamento 25/11/2019
Il dott Vasquez fa a pezzi un recente trial in cui omega 3 e vitamina D non hanno dato risultati sulla funzionalità renale in persone diabetiche. In particolare le dosi erano basse e il trial sembra disegnato per fare un favore alle compagnie farmaceutiche
Aggiornamento 26/11/2019
Il farmaco ruxolitinib (antipertensivo) tende  a far aumentare di peso
Aggiornamento 6/12/2019
Nel modello animale l'esposizione ad antibiotici prima della nascita aumenta il rischio di problemi polmonari
Aggiornamento 9/12/2019

La candida in collaborazione con H. pylori è una possibile responsabile di problemi allo stomaco (dispepsia), soprattutto se si usano antiacidi che favoriscono la colonizzazione. Se avete problemi digestivi e non si capisce perché potete indagare su una possibile presenza di candida

Aggiornamento 29/12/2019

Nuove cattive notizie sugli antiacidi
Aggiornamento 2/1/2020
Assumere i farmaci per l'ipertensione prima di dormire anziché al risveglio ha comportato un miglior controllo pressorio e una riduzione degli eventi cardiovascolari. Se assumete antipertensivi parlatene col vostro medico o cardiologo.

Aggiornamento 18/1/2020
Gli antiacidi possono dare problemi cognitivi (memoria, concentrazione e in generale qualità della vita) alle donne in cura per tumore al seno
Aggiornamento 21/1/2020
Chissà quando smetteremo di leggere cattive notizie sugli inibitori di pompa (antiacidi, PPI). Se la natura ci ha predisposto con l'acidità gastrica un motivo ci sarà, per esempio è necessaria, tra le tante cose, per l'assorbimento del magnesio (e del ferro, e della vitamina B12). Le persone con malattie croniche, come la cachessia (scarsa muscolatura) o altre patologie a base infiammatoria hanno spesso carenza di magnesio, che riduce la funzione muscolare, e l'uso di PPI peggiora la situazione. Come detto pochi giorni fa il magnesio è necessario per attivare la vitamina D, e la carenza di questa vitamina crea ulteriore perdita di muscolo. Inoltre vengono selezionati dei batteri infiammatori e che favoriscono l'accumulo di grasso. Il tutto viene esacerbato in caso di sovrappeso e obesità sarcopenica. Vale proprio la pena di trovare un percorso alimentare che permetta la riduzione o l'abbandono di questi farmaci.
Aggiornamento 24/1/2020
L'esposizione ripetuta agli antibiotici prima dei 4 anni può essere un fattore di rischio potenzialmente modificabile per l'obesità infantile, in particolare se somministrati prima dell'anno di età. Lo studio raccomanda di evitare la prescrizione se non necessaria. Anche l'uso ripetuto in gravidanza aumenta il rischio.
Aggiornamento 5/2/2020
Negli USA si stima che il 45% delle prescrizioni antibiotiche sia inutile e fatto senza i dovuti accertamenti, aumentando in questo modo il rischio di allergie, infezioni fungine e batteriche come quella da C. difficile
Si conferma l'effetto del rosiglitazone nell'aumentare il rischio cardiovascolare
Aggiornamento 15/2/2020
La lorcaserina (Belviq), uno dei pochi farmaci approvati per l'obesità (ma non in Europa), viene ritirata dal mercato americano per il sospetto di effetti cancerogeni, che in realtà erano già stati ipotizzati nel 2012 al suo ingresso nel mercato.
Aggiornamento 19/2/2020

Alcuni antibiotici (macrolidi come eritromicina, claritromicina e azitromicina) rispetto a quelli a base di penicillina, usati durante il primo trimestre di gravidanza sono associati ad un aumentato rischio di malformazioni importanti e in particolare di malformazioni cardiovascolari. "Abbiamo anche riscontrato un aumento del rischio di malformazioni genitali associate alla prescrizione di macrolidi in qualsiasi trimestre. Questi risultati richiedono un uso prudente dei macrolidi durante la gravidanza. I foglietti illustrativi sulla sicurezza dei farmaci devono segnalare l'esistenza di preoccupazioni in merito alla sicurezza dei macrolidi, compresa l'eritromicina, e raccomandare l'uso di antibiotici alternativi quando possibile fino a quando non saranno disponibili ulteriori ricerche".
Aggiornamento 11/3/2020

Gli antiacidi si confermano aumentare il rischio di demenza, del 28% a 5 anni. Se si prendono in considerazione solo gli studi fatti in Europa il rischio sale al 46%. Questo succede probabilmente perché stimolano la deposizione di beta-amiloide (cambiando il pH cellulare) e riducono i livelli di B12, vitamina fondamentale per i nervi.

Aggiornamento 25/3/2020
"La scissione della glicoproteina S da parte della furina e il suo legame con le cellule che esprimono recettori ACE2 nel polmone, nei reni, nel cuore, nell'intestino e nel testicolo sono passaggi chiave nella trasmissione zoonotica di SARS-CoV-2. La sovraregolazione di ACE2 e furina negli stati cardiovascolari e metabolici, specialmente in presenza di ACE inibitori (ACEI), bloccanti del recettore dell'angiotensina (ARB), bloccanti dei recettori per i mineralcorticoidi o FANS possono sensibilizzare questi pazienti all'impatto deleterio di SARS-CoV-2.
Dati preliminari indicano che le persone che assumono questi farmaci hanno sintomi più gravi e maggiore mortalità, (nonostante le società scientifiche si siano affrettate a dire di non cambiare terapia, NdT). È interessante supporre che l'inibizione della furina, essenziale per la traslocazione intracellulare virale, o il blocco della capacità di ancoraggio virale di ACE2, possano essere potenziali opzioni di trattamento nel combattere questa nuova formidabile minaccia per la salute e il benessere della civiltà umana".
Per chi avesse necessità di ripassarsi come funziona il sistema renina-angiotensina consiglio questo articolo
Aggiornamento 29/3/2020
Secondo un buon riassunto del sito Medscape, non ci sono prove che nei polmoni umani vi sia un aumento di recettori ACE2, per cui il maggior pericolo di COVID-19 rimane una speculazione. Interrompere i farmaci sarebbe pericoloso (cosa peraltro mai raccomandata da nessuno, al massimo un cambio in accordo col medico), anche perché gli ACE-I sono quelli che danno maggior protezione negli infarti recenti e nell'insufficienza cardiaca. Aspettiamo novità. Anche ibuprofene e glitazoni potrebbero alzare ACE2. Anche l'autorevole NEJM concorda, e così CSAJN
Aggiornamento 3/4/2020
Secondo BMJ in persone con rischi non alti (esempio: ipertensione moderata) e alto rischio di contrarre il SARS-COV2 si può considerare se interrompere la terapia con ARB o ACEI. Continuare assolutamente in caso di insufficienza cardiaca o ipertensione importante.
Aggiornamento 6/4/2020

Continua il dibattito sull'uso di ACEI nella COVID-19: rischi e benefici non sono ancora chiari

Aggiornamento 19/4/2020

Nel primo studio che ha valutato il potenziale danno da ACE-inibitori o bloccanti del sistema renina-angiotensina in persone con COVID19 (che si era ipotizzato potenzialmente nocivi), si è invece riscontrato un effetto potenzialmente protettivo. "Tra i pazienti con ipertensione ricoverati in ospedale con COVID-19, il trattamento ospedaliero con ACEI / ARB è stato associato a un minor rischio di mortalità per tutte le cause rispetto ai non utenti ACEI / ARB. L'interpretazione dello studio deve considerare potenziali confondenti residui, [ma] è improbabile che l'uso di ACEI e ARB sia associato ad un aumentato rischio di mortalità" 

Aggiornamento 1/5/2020

L'uso di antibiotici ci ha permesso, nei decenni scorsi, di ridurre i problemi dovuti a malattie infettive da batteri patogeni, ma contemporaneamente ha portato all'emersione di malattie autoimmuni legate alla disbiosi, dovute a mimetismo molecolare, perdita di tolleranza e alterazioni del sistema immunitario. L'uso mirato degli antibiotici può però migliorare le condizioni autoimmuni, e l'effetto del trapianto di microbiota fecale su diverse malattie autoimmuni è in fase di studio negli studi clinici e numerosi studi preclinici stanno rivelando risultati promettenti con terapie probiotiche e prebiotiche.

Aggiornamento 30/5/2020

I farmaci che alterano il microbiota

Aggiornamento 6/7/2020
Gli antibiotici nel periodo dello svezzamento possono alterare l'innervazione intestinale

Aggiornamento 10/7/2020

I cortisonici, anche nel breve termine, aumentano rischio di effetti avversi, come sanguinamento gastrico, insufficienza cardiaca e sepsi.
Aggiornamento 11/7/202
Le statine possono favorire l'insorgere del diabete alterando il segnale mTOR e p38 e attivando l'inflammasoma NLRP3
Aggiornamento 13/7/2020

Assumere antiacidi sembra aumentare il rischio di infettarsi di SARS-COV2. Questo forse perché sopprimere l'acidità gastrica facilita la sua infezione.

Aggiornamento 29/7/2020

L'uso di betabloccanti (antipertensivi), antidepressivi e insulina è associato con aumento di peso in donne dopo la menopausa
Aggiornamento 6/8/2020
Diversi meccanismi sembrano implicati nella fisiopatologia dei dolori muscolari legati alle statine, in particolare l'attivazione del sistema dell'ubiquitina, che porta alla degradazione delle proteine (catabolismo proteico stimolato dalla contrazione eccentrica muscolare) e il blocco di IGF1, che sostiene la crescita muscolare. Altri fattori genetici e mancanza di carnitina possono essere implicati. La supplementazione con carnitina, creatina, aminoacidi essenziali e vitamina D può parzialmente contrastare questi effetti

Aggiornamento 29/8/2020

L'uso degli antibiotici negli allevamenti è una delle principali cause di insorgenza di antibioticoresistenza, il fenomeno per cui questi farmaci diventano inefficaci. Rimane ancora ignoto quanto i residui di farmaci nel cibo influenzino negativamente il microbiota umano e la salute in generale

Aggiornamento 2/9/2020

L'immunoterapia (ICI) è da qualche tempo utilizzata nei confronti delle malattie tumorali, ed è ormai noto che un buon microbiota migliora la sua efficacia. In questa revisione degli studi si evidenzia che il trattamento con antibiotici, che impoverisce la diversità microbica, prima o durante la terapia è associata a minor sopravvivenza, concludendo che la somministrazione di antibiotici deve essere considerata con cautela nei pazienti con tumore solido che ricevono un trattamento con ICI.

Aggiornamento 9/9/2020

In UK l'uso di antidepressivi non riduce il numero dei suicidi, non sono chiari i meccanismi d'azione, gli effetti appaiono piccoli, non si pubblicano i trial con effetti negativi, pochi dati sulla sicurezza e inconsistenza di quelli pubblicati, dando vita a preoccupazioni per la sicurezza degli assistiti. Andrebbero usati con molta più cautela.

Aggiornamento 28/9/2020

L'uso di antibiotici da bambino si associa ad aumentato peso da adulti in maniera dose-dipendente

Aggiornamento 29/9/2020

L'uso continuato di antiacidi (PPI), farmaci per il reflusso, è associato a un rischio di avere diabete di tipo 2 del 24% maggiore. "A causa del loro ampio utilizzo, il numero complessivo di casi di diabete associati all'uso di PPI potrebbe essere considerevole. Dato il potenziale rischio di diabete e altri effetti avversi come le infezioni enteriche, i medici dovrebbero bilanciare attentamente i benefici e i danni nella prescrizione di PPI, in particolare per l'uso continuo a lungo termine. Per i pazienti che devono ricevere un trattamento PPI a lungo termine, si raccomanda lo screening per la glicemia anormale e il diabete di tipo 2". I meccanismi coinvolti potrebbero essere l'alterazione del microbiota e l'aumento della dimetilarginina asimmetrica.

Aggiornamento 19/10/2020

Forse si è scoperto perché gli antiacidi, farmaci usati con troppa disinvoltura per il reflusso anziché ricorrere a miglioramenti dello stile di vita, aumentano il rischio di Alzheimer. Questi farmaci inibiscono la produzione di acetilcolina, importante neurotrasmettitore, bloccando un enzima di sintesi. Inoltre l'acetilcolina è necessaria per l'integrità dei mitocondri, e senza di essa i mitocondri muoiono (apoptosi), e una loro carenza è notoriamente associata a deficit cognitivo (oltreché diabete, Parkinson ecc). Pantoprazolo e lansoprazolo appaiono essere i peggiori.