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sabato 25 luglio 2015

Novità sulla dieta chetogenica


A volte si ha la necessità di battere i pregiudizi e osservare quello che la scienza ci dice, e non le voci di corridoio o i nutrizionisti che parlano di argomenti che non conoscono. In passato non sono stato tenero con la dieta chetogenica (VLCKD), ma si dice che solo i cretini non cambino mai idea.
Qualche mese fa l'ADI, società scientifica di alimentazione, ha dichiarato la dieta chetogenica sicura e semplice da seguire.




In un certo senso ci si arrende al fatto che non si riesca a far dimagrire la gente semplicemente con una dieta mediterranea (la cosiddetta dieta bilanciata) che mediterranea non è perché ricca di farine raffinate, al quale applicare semplicemente un taglio calorico, dopo aver predicato per anni che "solo la riduzione di calorie può far dimagrire", e tutti i danni causati.
In realtà già da anni molti predicano la VLCKD come soluzione per diversi problemi.

Il peso è una risultante di interazioni tra cibo, ormoni e recettori, e, ribilanciando questi rapporti, possiamo influenzare la deposizione o la perdita del grasso, e il mantenimento di questo risultato. Con una corretta dieta, possiamo avere un reset di queste interazioni e rimodularle positivamente, in modo da "reinsegnare" all'organismo a preferire i grassi come fonte energetica.
Se si minimizza la perdita di muscolo, come accade quando la VLCKD è fatta correttamente, si evita di regolare il metabolismo al ribasso, in modo da far venire più fame e ridurre la spesa energetica in modo da recuperare i kg persi. Si riassettano correttamente gli equilibri neuroendocrini insomma. Ed evitando la perdita di muscolo, non si hanno gli inestetismi tipici come afflosciamento del seno, dei glutei, rughe ecc. 

Contrariamente a quanto si dice, la dieta chetogenica non è (necessariamente) iperproteica. Si può arrivare all'iperproteicità con la variante Dukan ad esempio, che prevede libertà nell'assunzione di pasti proteici durante la giornata perché parte dal presupposto che una persona sovrappeso non riesce a controllarsi e quindi non deve avere limiti nell'introito di cibo (di un certo tipo). Ma il classico protocollo PSMF (digiuno modificato a risparmio di proteine) prevede 1/1,5 grammi di proteine per kg di peso corporeo ideale, in linea con la normoproteicità insomma.

Ma come funziona la chetogenica? Con una bassissima introduzione di carboidrati, il corpo entra in chetosi (cioè alta concentrazione di corpi chetonici) che evitano la perdita di massa magra e tolgono la fame, inibendo il centro dell'appetito. Effetti collaterali comuni sono l'alito di acetone e possibile debolezza, nel primo periodo soprattutto. Sconsigliato farla d'estate con il caldo.
Notoriamente l'introduzione di carboidrati riduce l'ossidazione dei grassi. Infatti perché il nostro corpo dovrebbe usare i grassi se in quel momento ha una fonte di combustibile più nobile e (anticamente) difficile da trovare?
La dieta chetogenica va a mimare la condizione dei nostri antenati che si ritrovavano per diverso tempo senza cibo. E questa era abbastanza diffusa, quindi il nostro organismo sa benissimo come reagire, dato che il nostro genoma è ancora quello di centinaia di migliaia di anni fa. Viene massimizzato l'utilizzo delle scorte (adipe) e il risparmio di muscoli, che è necessario per poter sopravvivere e continuare a (cercare di) procacciarsi il cibo. Si può diventare aggressivi, nervosi, suscettibili, proprio come un animale che rischia per la sua sopravvivenza e che deve essere pronto a lottare.


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La dieta chetogenica promuove l'utilizzo dei grassi come fonte di energia e riduce al minimo la perdita muscolare, cosa che invece si ha con la classica dieta ipocalorica, e così non influenza negativamente la performance atletica. Per le persone in condizioni patologiche, riduce i trigliceridi e l'insulino-resistenza (condizione diabetica o prediabetica), segnali di pericolo cardiovascolare. Andando a consumare molto grasso viscerale, quello che è maggiormente implicato con la condizione diabetica, la si può ritenere una vera e propria terapia per questa patologia, talvolta migliore di diete tradizionali, con forte miglioramento dei parametri metabolici.
La chetosi riduce il contenuto in grassi del fegato, anche con epatopatia importante. Il fegato è un organo chiave nel dimagrimento. Se il fegato non riduce l'insulina nel sangue (clearance dell'insulina) è impossibile dimagrire. Questa condizione si associa alla resistenza insulinica.
Affrontare un periodo di semidigiuno, in maniera corretta, sta emergendo come positivo nei confronti delle malattie infiammatorie.



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La chetosi può avere buon impatto in donne con sindrome dell'ovaio policistico. Altri casi in cui viene usata sono l'epilessia, con buoni risultati, simili a quelli dei farmaci, le malattie metaboliche ereditarie, il dimagrimento veloce per sportivi con problemi di peso, e tanti altri. Inoltre è sotto indagine il suo potenziale di sostegno nelle terapie tumorali e nelle malattie neurodegenerative

Non è vero che non può essere usata in caso di insufficienza renale, se lieve (FG>60): i miglioramenti infatti, in termini di perdita di grasso viscerale e riduzione della glicemia, sono largamente superiori al rischio di un piccolo sovraccarico di breve periodo per il rene. Il vero nemico del rene non sono le proteine, ma gli zuccheri.
Un altro mito è che le chetogeniche mettano KO la tiroide. Non esiste un lavoro in letteratura che riporti questo fatto, ma anzi togliendo il glutine ci può essere un miglioramento della sua funzione.

Molti in seguito ad una dieta chetogenica riprendono i kg persi (questo succede nel 90% dei casi con le diete convenzionali ipocaloriche), ma questo succede semplicemente perché non sanno affrontare la dieta di mantenimento. Chi si sottopone a questo trattamento deve capire che non si può più mangiare come prima, ma si deve stare molto attenti al carico e all'indice glicemico, utilizzando ad esempio prevalentemente cibo integrale, non facendo mancare le proteine, e stando attenti alle eccezioni (dolci, farine raffinate, cibi spazzatura) che devono essere più rare possibile. E una costante attività fisica. Insomma si seguono le linee guida che permettono di non ingrassare, e si deve entrare nell'ottica di fare tutto quello che non si faceva prima.
La gestione del post è quindi importantissima, e i comportamenti scorretti possono portare velocemente ad un recupero dei kg persi, magari con gli interessi, e per questo deve essere fatto seguiti da persone esperte e preparate, mai faidate con kit comprati in farmacia o dopo aver comprato il libro di Dukan.

Concludendo, l'eccesso di grasso corporeo, che difficilmente si può perdere con normali diete, è molto più pericoloso di un breve periodo di alimentazione chetogenica. E' quindi corretto ritenerla uno degli strumenti a disposizione del nutrizionista competente.

Le controindicazioni sono: severa insufficienza renale, cardiaca ed epatica, età oltre i 67 anni, terapie per disturbi psichiatrici e del comportamento alimentare.

Da alcune settimane (da quando ho completato il corso SNS sulla dieta chetogenica) questo trattamento è disponibile presso il mio studio, ma sarà dato solo a chi dimostra di saper mangiare durante il periodo di mantenimento.

Aggiornamento 21/1/2016

La dieta chetogenica ha un potenziale nella terapia della sclerosi multipla, migliorando la funzionalità mitocondriale. Questo potenziale terapeutico è presente nei confronti di molti problemi, in particolare legati ad alterazioni mitocondriali.

Aggiornamento 9/4/2016

Dieta cheto efficace nel ridurre la psoriasi.

Aggiornamento 27/4/2016

La dieta chetogenica cura un modello animale di schizofrenia e può essere usata nel disturbo bipolare o la depressione. Qualcuno la propone anche per la cura dei tumori ma ovviamente l'evidenza deve ancora crescere.


Aggiornamento 6/5/2016

In uno studio di confronto la dieta chetogenica ha portato alla riduzione/eliminazione dei farmaci per il diabete nel 95% delle persone contro il 62% delle persone messe a dieta classica a basso indice glicemico)
Anche senza chetosi, la dieta a basso contenuto di carboidrati cura il glioblastoma nel modello animale.


Aggiornamento 6/5/2016

Il nuovo articolo di Authoritynutrition.com sulla dieta cheto. Consigli e controindicazioni.

Aggiornamento 1/8/2016

L'atleta che pratica sport di resistenza (endurance in inglese) può trarre grande vantaggio da una dieta chetogenica.
Se non si perde peso in una dieta cheto, ci possono essere diversi motivi, tra cui lo stress.



Aggiornamento 8/8/2016

I segni di chi è in chetosi: alito fruttato, maggiore chiarezza mentale, a volte fatica ecc
La dieta chetogenica può essere vantaggiosa nell'Alzheimer perché alcune aree cerebrali colpite riescono ancora a metabolizzare i corpi chetonici ma non il glucosio.
Il parere di dott. Oz sulle diete cheto.
Nei topi la dieta chetogenica ha guarito l'insufficienza renale.


Aggiornamento 11/8/2016

I corpi chetonici possono agire anche da "oncometaboliti", ed essere una benzina per il tumore. Torniamo alla questione che non esiste una dieta buona per tutti. Quindi può non solo guarire (con diversi meccanismi), ma anche far ammalare.


Aggiornamento 24/10/2016

L'intervista di un ricercatore italiano dove spiega l'utilità della cheto, in particolare nell'emicrania.
Un case-report (caso singolo) di persona guarita da tumore bronchiale con dieta paleo chetogenica.


Aggiornamento 6/11/2016

Nel tumore mammario, o almeno in alcuni tipi, le cellule stromatiche forniscono il carburante, sotto forma di chetoni, alle cellule tumorali, che possono così proliferare. Attenzione quindi a utilizzare diete chetogeniche in questo stato.

Aggiornamento 17/11/2016

La dieta chetogenica può avere buon impatto sul tumore al colon perché inibisce la produzione di lattato e piruvato, che conferiscono resistenza a chemio e radioterapia, e limita l'effetto Warburg riducendo la glicolisi anaerobia.

Aggiornamento 26/11/2016

Alcuni consigli per entrare e mantenere la chetosi, tra cui la caffeina, anche dal dott Mercola

Aggiornamento 21/12/2016

Genetica ed epigenetica influenzano il successo nelle diete chetogeniche, grazie soprattutto al betaidrossibutirrato.



Aggiornamento 23/1/2017

I cibi chetogenici e i motivi per i quali funziona nell'epilessia.  Come gestirla da genitori.

Aggiornamento 31/1/2017

Un prodotto che permette di introdurre chetoni dall'esterno per sostenere la chetosi.

Aggiornamento 27/2/2017

Già 10 trial hanno mostrato l'efficacia e la sicurezza della dieta chetogenica come terapia nel glioma


Aggiornamento 5/3/2017

La dieta chetogenica, grazie al suo sottoprodotto betaidrossibutirrato dalle proprietà antinfiammatorie, ha dimostrato in un modello animale di alleviare i dolori della gotta


Aggiornamento 15/3/2017

La piramide cheto-vegana dalla collega Grazia Semeraro

La farina proteica Adam può essere usata per fare un pane sostitutivo.
La dieta cheto come potenziale terapia dell'autismo.



Aggiornamento 17/3/2017

Tutti le conseguenze dei corpi chetonici nel corpo: invecchiamento, metabolismo ecc

Aggiornamento 27/3/2017

Cosa dicono le linee guida per l'obesità degli endocrinologi americani sull'alimentazione? L'obesità è dovuta tra le altre cose, ad una dieta povera in nutrienti (e non solo all'eccesso calorico). Chi ha i trigliceridi alti deve ridurre in particolare i carboidrati e non i grassi. Gli zuccheri e le fonti di carboidrati raffinati dovrebbero essere minimizzati. I grassi trans (si formano negli oli vegetali riscaldati) dovrebbero essere eliminati. La supplementazione con omega 3 purificati è utile per abbassare i trigliceridi. Le opzioni dietetiche sono diverse: Mediterranea, DASH, low-carb, low-fat, high protein, chetogenica, vegetariana, e tutte possono dare buoni risultati.

Aggiornamento 28/3/2017

La malattia di McArdle può migliorare grazie a una dieta chetogenica

Il betaidrossibutirrato, un metabolita che si associa alle diete chetogeniche, al digiuno e ha effetti antinfiammatori, può aumentare l'espressione di geni collegati col tumore mammario. Siamo molto complicati

Chetogenica e alcol: quali alcolici sono permessi?

Aggiornamento 12/4/2017

L'importanza della qualità del cibo in una dieta cheto: non si dovrebbero assumere tossine mitocondriali come ali di semi, dolcificanti ecc
La dieta chetogenica come cura del Parkinson

Alcuni motivi per cui si ha un blocco del peso in chetogenica

Aggiornamento 16/4/2017

Un'info dal prof Piccin: "State seguendo un regime di digiuno intermittente, o una dieta chetogenica, ma fate fatica a mantenere un livello adeguato di chetosi e vi mancano le forze? Il motivo potrebbe essere la presenza di una disbiosi intestinale".


Aggiornamento 25/4/2017

La chetosi si può confermare simulatrice del digiuno. Può migliorare il ciclo di Krebs, rallentato dall'invecchiamento, potenzialmente migliorando l condizione redox (stress ossidativo) e lo stato dei telomeri. 

Aggiornamento 2/5/2017

In alcune persone potrebbe bastare una dieta a basso indice glicemico per l'epilessia, anche senza stare in chetosi.

Aggiornamento 4/5/2017

I benefici della dieta cheto per il cervello

State seguendo un regime di digiuno intermittente, o una dieta chetogenica, ma fate fatica a mantenere un livello adeguato di chetosi e vi mancano le forze? Il motivo potrebbe essere la presenza di una disbiosi intestinale


Aggiornamento 25/5/2017

In una revisione degli studi su umani, la dieta cheto può sia migliorare che peggiorare la resistenza insulinica. Questo dimostra come sia la risposta per alcuni, ma non per tutti. Come sempre.

Aggiornamento 6/6/2017

Non è la velocità con cui si perde peso a stimolare il recupero dei kg, ma la perdita di massa magra. Se dovete perdere peso, usate quindi un metodo che salvaguardi il muscolo (dieta normocalorica o chetogenica)



Aggiornamento 25/6/2017

Confermato il meccanismo che nutre i tumori cerebrali attraverso lo zucchero.


Aggiornamento 29/6/2017


Il glucosio (zucchero che deriva dall'amido ecc) è sempre dannoso? In alcuni tipi di cancro o malattie infiammatorie va a inibire le cellule dendritiche, che hanno talvolta un'importante azione nello stimolare l'infiammazione e alterare la risposta immunitaria. Questo può disturbare il controllo delle cellule tumorali ecc. 
In pratica ridurre lo zucchero può essere deleterio in alcune circostanze, azzerando le nostre difese.
Ecco perché è sbagliato pensare che una dieta cheto o altro possa inibire sempre la crescita tumorale.

La dieta chetogenica può essere utilizzata anche in neonati con epilessia, entro certi limiti e sotto stretto controllo.


Aggiornamento 9/8/2017

La sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) si gestisce molto bene con la dieta lowcarb o con quella chetogenica, insieme ad alcune integrazioni mirate. Possono migliorare l'umore, la fertilità, il peso e in generale la qualità della vita


Aggiornamento 19/9/2017

La dieta cheto si conferma promettente nella cura dei tumori cerebrali, e forse anche negli altri

Se la dieta cheto è supplementata con omega 3 si abbassano gli indici di infiammazione

La dieta cheto non altera l'equilibrio acido-base né i bicarbonati plasmatici.


Aggiornamento 15/10/2017

Nuovo articolo su healthline.com sulla riduzione dell'infiammazione e il potenziale curativo della cheto in traumi, malattie neurologiche ecc.

4 commenti:

  1. Bell'articolo! Interessante e chiaro! Io uso da qualche anno la dieta chetogenica ma solo in casi ben chiari e circoscritti.

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    1. grazie Maria Stella, concordo con te, non è per tutti!

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  2. Articolo molto interessante, peccato che gli aggiornamenti riportino solo gli aspetti positivi e tralascino del tutto i numerosi aspetti negativi e la totale parità di fallimenti registrata durante il mantenimento, di fatto totalmente in linea con le comuni diete ipocaloriche.

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    1. E peccato che lei rimanga anonimo. Non ci mette la faccia. Comunque ovviamente non è vero nulla, i fallimenti si hanno se non si segue una dieta corretta e una buona quantità di sport nel mantenimento. E questo perché i cibi spazzatura non vengono messi da parte

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