Cerca nel blog

lunedì 10 febbraio 2020

Asma e alimentazione

L'asma è una condizione infiammatoria cronica in cui le vie respiratorie si contraggono, si gonfiano e producono eccessivamente muco. Ciò può rendere difficile la respirazione e provocare tosse, respiro sibilante e respiro corto. Spesso l'asma è allergica (qualche volta i medici usano il termine al maschile e scrivono allergico), e in questo caso è presente una iperattivazione della risposta immunitaria Th-2. In caso contrario si attribuisce a infezioni, stress o fattori fisico-chimici (inquinamento).


https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3114595/

Come solitamente accade in queste patologie, dette non-communicable, ossia non trasmissibili (anche se probabilmente non è proprio così...), vi è una predisposizione ereditaria ma anche delle componenti ambientali, che possono essere variate e tenute sotto controllo, tra cui la dieta. Fondamentalmente possiamo notare il solito legame con dieta povera di nutrienti ("dieta mancante di proprietà antiossidanti e antinfiammatorie") ed aumento di tutte le malattie del benessere, che fino a un secolo fa erano piuttosto rare e la cui prevalenza continua a crescere. Per  quanto riguarda l'asma, nonostante fosse conosciuta anche 5000 anni fa, la sua esplosione si è verificata dal 1960, probabilmente anche per un miglioramento delle condizioni igieniche e per un aumento di fattori come l'inquinamento, l'esposizione occupazionale a sostanze chimiche ecc. Un fattore importante è il fumo, attivo, passivo e in gravidanza (mediante la creazione di modifiche epigenetiche).

https://www.teepublic.com/it/maglietta/4134239-funny-asthma-inhaler


L'asma colpisce di più e in maniera più grave le persone sovrappeso, questo forse perché l'eccesso di peso è una condizione di per sé infiammatoria.
Il dimagrimento, indipendentemente dal tipo di dieta, appare il miglior modo per ridurre la severità degli attacchi. Peccato che i farmaci utilizzati tendano a far ingrassare, creando un possibile circolo vizioso.
Anche yoga, meditazione ed esercizi respiratori possono dare una mano, ma in generale "le evidenze disponibili suggeriscono un effetto protettivo dell'aumento dell'assunzione di frutta, verdura e cereali integrali e dell'aumento dei livelli di attività fisica nell'asma", e questo è suggerito anche dal Global Asthma Report 2018 ("quello che previene le malattie cardiovascolari riduce lievemente l'asma"). L'EAACI (Società Europea di Allergologia) in una sua posizione ufficiale raccomanda l'incremento dell'introito di frutta e verdura, soprattutto nei giovani. Questo può dare un migliore controllo della malattia. Al contrario la dieta di tipo occidentale è dannosa.
Possiamo quindi dire che la dieta di tipo mediterraneo appare protettiva per le malattie delle vie aeree, anche grazie al suo contenuto di vitamina E e altri antiossidanti.


https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29117118

Uno dei motivi di questa efficacia riguarda l'effetto sui mastociti (o mastcellule), noti per svolgere un ruolo cruciale nella manifestazione di malattie allergiche e non allergiche, tramite il rilascio di istamina, (uno dei mediatori dell'allergia). Una dieta ricca in fibre (il contrario quindi della tipica dieta occidentale) porta alla fermentazione da parte dei batteri e alla produzione di butirrato, grasso a catena corta (SCFA) che blocca il rilascio di istamina e inibisce in diverse vie i mastociti. Questo può portare ad un miglioramento di tutte le malattie legate all'istamina, tra cui l'asma. Il rapporto bidirezionale tra dieta e batteri viene approfondito più avanti.
Inoltre una dieta ad alto indice e carico glicemico aumenta la risposta immunitaria (stimolando i macrofagi) nei polmoni, e può così favorire l'asma, soprattutto dopo il pasto.

L'importanza dei grassi nei confronti dell'asma

I diversi grassi polinsaturi (omega 3 o omega 6) sono stati messi in relazione con l'asma, anche pediatrica: i primi sono protettivi, i secondi possono esacerbare i sintomi, ma possono comunque dare metaboliti importanti per la risoluzione (guarigione).

L'importanza è già stata da tempo segnalata dall'EAACI, che ha rilasciato una posizione sulla funzione dei grassi in relazione all'asma (nonché allergie e dermatite atopica).
I polimorfismi nei geni (le diverse forme genetiche che ognuno di noi porta) associati alla sintesi, catabolismo e utilizzo dei grassi influenzano i loro fabbisogni e funzioni, quindi una persona può avere convenienza ad assumerli, un'altra no.
"Gli omega 3 sono solitamente benefici, mentre gli omega 6 sono metabolizzati a composti proinfiammatori, ma comunque necessari.
È probabile che un approccio nutrizionale personalizzato, compresa la supplementazione di acidi grassi, sia necessario per osservare i benefici ottimali che possono venire ​​dagli acidi grassi nella prevenzione e nel trattamento delle allergie e dell'asma.
La supplementazione con omega 3 o il consumo di alimenti ricchi di questi grassi (ad esempio, pesce grasso, alcune microalghe e carne di ruminanti allevati con un adeguato esercizio fisico e una dieta a base di erbe) sono probabilmente utili".
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4417548/


Si ribadisce inoltre la nocività dei grassi trans, a parte il CLA presente nei prodotti caseari. Appaiono importanti anche gli SCFA prodotti soprattutto dai batteri.

Integrazione

Tra i supplementi, la cosa più economica, semplice e utile da fare è probabilmente assumere vitamina D.

La vitamina D riduce i sintomi gravi nell'asma, e migliora genericamente la funzionalità polmonare in chi abbia problemi respiratori.
Bassi livelli di vitamina D peggiorano l'asma legata ad inquinamento atmosferico nei bambini obesi, e avere livelli corretti può migliorare la condizione. 
La vitamina A (caroteni e retinoidi) supporta la D nel ridurre la propensione alle allergie, il loro effetto è complementare e sinergico. In realtà la supplementazione non sempre si dimostra efficace (probabilmente ci sono più fattori che giocano e che sono presenti nel cibo ), ma offre interessanti prospettive nei confronti delle malattie allergiche. I retinoidi, sono spesso bassi in persone allergiche e possono aiutare se raggiungono un livello adeguato. Una sufficiente quantità in gravidanza è importante per prevenire manifestazioni allergiche. La vitamina A è sconsigliata in gravidanza, quindi meglio utilizzare verdure e frutti rosso-gialli ricchi del precursore β-carotene.
Anche vitamina C, curcumina e colina aiutano nell'asma legata all'inquinamento, così come magnesio e omega 3 (come detto prima).
L'inulina, un prebiotico, in alte dosi in soli 7 giorni porta a un miglioramento dell'asma, anche più dei cortisonici. Questo avviene mediante variazione del microbiota. Scrivono gli autori "... L'integrazione di fibre solubili modula il microbioma intestinale e l'analisi post-hoc ha identificato le azioni anti-infiammatorie nelle vie aeree, che potrebbero fornire un'opzione non farmacologica alla gestione dell'asma."
La citrullina può migliorare i sintomi asmatici nelle persone sovrappeso, soprattutto donne. Anche la luteina (mais) può aiutare.
Anche la disfunzione mitocondriale, che spesso è legata all'eccesso di ROS e agli eccessi alimentari, che impediscono ai  mitocondri di produrre correttamente energia per le cellule, può essere implicata nell'asma. Per questo CoQ10 e MitoQ, antiossidanti mitocondriali, hanno dato buoni risultati in alcuni studi. 
A livello sperimentale, un team di ricercatori ha messo a punto una barretta ricca di nutrienti (chiamata "CHORI", fatta con frutta, noci e cioccolato fondente non trattato, vitamine, minerali, acido docosaesaenoico (DHA), fibre solubili e insolubili) e l'ha data a dei ragazzi obesi con l'asma. La loro funzionalità respiratoria è migliorata e lo stato infiammatorio ridotto, indipendentemente dal dimagrimento.
Sicuramente sarebbe meglio una dieta adeguata, ma vengono sottolineate l'importanza della dieta nella gestione della malattia, le carenze nutrizionali che spesso hanno le persone con una dieta ricca di cibi industriali e impoveriti, e la non necessità di ricorrere sempre a farmaci che hanno sempre effetti collaterali (cortisone ecc).
Microbiota
I legami tra microbiota/microbioma e asma sono sempre più evidenti. Secondo une review di Frontiers il microbiota modula la reazione allergica e i probiotici possono aiutare, mediante il cosiddetto asse intestino-polmoni.
Esiste persino una posizione ufficiale dell'EAACI (direi che questa Società Scientifica è una delle più sveglie e attente) che chiarisce il legame tra microbi e allergie.
"L'ipotesi della biodiversità è una pietra miliare nella comprensione dell'epidemia di malattie allergiche. Una scarsa varietà dei batteri, intestinali e non, aumenta il rischio di allergie.
I bambini ad alto rischio di asma [...] hanno spesso nel loro intestino ridotta abbondanza di Bifidobacterium, Akkermansia, Faecalibacterium e Lattobacilli e maggiore abbondanza dei funghi Candida e Rhodotorula.
I batteri intestinali hanno una forte influenza sugli eosinofili, i globuli bianchi maggiormente coinvolti nelle allergie, nelle infezioni dei vermi e di C. difficile. I probiotici L. fermentum e L. rhamnosus riducono le allergie agendo sugli eosinofili.
La permeabilità dei tessuti gioca un ruolo fondamentale in queste malattie: in determinate condizioni, la normale barriera epiteliale dell'intestino può diventare permeabile, permettendo il passaggio di microbi e molecole microbiche nella circolazione sistemica (situazione nota come traslocazione microbica).
Potrebbe pertanto essere possibile ridurre il rischio riducendo la traslocazione microbica attraverso l'uso selettivo dei probiotici".
Un altro dei motivi per cui la flora intestinale sbilanciata aumenta il rischio di asma è la produzione di 12,13-diHOME. Questo composto riduce il numero di T-reg, i globuli bianchi che inducono la tolleranza verso alimenti e antigeni. Più aumenta 12,13-diHOME, più aumenta il rischio di allergie. Ecco perché quello che modula positivamente il microbiota, come allattamento, alimentazione e probiotici, rappresenta una risorsa nel prevenire e gestire le allergie e l'asma.

Ad esempio 2 ceppi di lattobacilli (fermentum e paracasei) riducono l'asma nei bambini.
Tanti sono i fattori ambientali che modulano il rischio e, direttamente o indirettamente, sono collegabili al microbiota.
Quelli protettivi: diversità batterica (cioè avere molte specie diverse di microbi) e in particolare le specie nel rettangolo verde della figura, tra cui lattobacilli e bifidobatteri; parto naturale e in casa; frequenza dell'asilo nido; presenza di fratelli e animali in casa; contatto con animali da fattoria.
In gravidanza, dieta con alto contenuto di fibre e contatto con animali.
I fattori predisponenti invece sono uso di antibiotici, parto cesareo e prematurità, ridotta diversità batterica ed eccesso di C. difficile e Veillonella.


https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/all.13812
Anche il microbiota delle vie aeree influenza il rischio di asma e l'intensità degli attacchi

L'alimentazione è uno dei primi driver del microbiota, e infatti specifici microbi e pattern nutrizionali sono associati a un ridotto rischio di sviluppare allergie e asma.
Gli antibiotici, farmaci a volte necessari, ma a volte prescritti con troppa facilità, possono purtroppo promuovere la perdita di specie amiche (e ridurre la diversità), e sono un forte fattore di potenziale disbiosi. Esiste una relazione lineare tra antibiotici prescritti nell'infanzia e sviluppo di asma. Ogni ciclo di antibiotici aumenta il rischio del 20% e la severità dell'asma.
"I nostri risultati sono in linea con l'ipotesi del microbiota, che suggerisce che la disbiosi causata dagli antibiotici può alterare la maturazione del sistema immunitario e aumentare il rischio di sviluppare malattie allergiche ... "
"... Alla luce delle crescenti prove a sostegno dell'effetto dannoso dell'uso di antibiotici sull'asma infantile, i pazienti e gli operatori sanitari dovrebbero valutare criticamente i rischi e i benefici dell'uso di antibiotici nei neonati prima della somministrazione e considerare possibili strategie di trattamento alternative quando disponibili, e la ricerca dovrebbe concentrarsi su come gli effetti collaterali degli antibiotici possano essere prevenuti quando è necessario il loro uso".
L'uso di inulina nei bambini potrebbe ridurre le perturbazioni del microbiota dovute ad antibiotico, in particolare stimolando la crescita dei bifidi.
Il parto cesareo influenza la prima colonizzazione intestinale, che riflette l'ambiente ospedaliero anziché il microbiota vaginale come sarebbe corretto. Purtroppo in Italia rigide regole non lo permettono, ma per i nati da parto cesareo sarebbe opportuno praticare il "vaginal seeding", il trasferimento del microbiota vaginale tramite l'uso di un batuffolo di cotone o simili, per favorire l'impianto nell'intestino dei microbi corretti (come in caso di parto naturale) e non quelli della pelle (che caratterizzano i nati da parto cesareo).
Anche la sovracrescita intestinale di candida può aumentare la risposta asmatica, così come quella di un altro fungo (W. mellicola). Inoltre la Candida può peggiorare altre malattie respiratorie come la broncopneumopatia (BPCO) tramite crossreazione con un altro fungo (Aspergillus).

Altri fattori ambientali
L'asma notoriamente peggiora spesso per cause ambientali come acari della polvere, muffe, scarafaggi, peli di animali domestici, inquinamento e fumo passivo. 
Anche bassi livelli di inquinamento domestico, soprattutto da interferenti endocrini, favoriscono l'asma (insieme ad allergie e obesità) nei bambini. Tuttavia interagire con gli animali nel primo anno di vita riduce le manifestazioni allergiche come l'asma negli anni seguenti, e l'effetto è dose-dipendente (al crescere del numero di cani e gatti domestici si riduce il rischio).
Nel modello animale, esporre i topolini ai batteri tipici degli animali da fattoria riduce la tendenza all'asma, "addomesticando" il sistema immunitario. Questi effetti sono probabilmente legati alla teoria dell'igiene, secondo cui l'eccesso di igiene aumenta il rischio di allergie, ma è importante che il contatto con lo "sporco" avvenga nella finestra temporale giusta.


L'allattamento al seno è una delle migliori cose per ridurre il rischio, ma è importante anche che la mamma mangi bene e abbia un microbiota in ordine, perché i suoi batteri sono trasmessi al figlio tramite il latte.
Le sostanze presenti nei detergenti utilizzati in casa sono una probabile causa di declino della funzione respiratoria.
Il benzo(a)pirene, componente degli idrocarburi ma anche della carne e della pizza bruciacchiate, attiva un recettore (detto degli arili, AhR) che potenzia la risposta allergica infiammatoria, per esempio agli acari, e lo stress ossidativoL'uso di NAC, usato come mucolitico e precursore del glutatione, riduce questa risposta grazie all'azione antiossidante.
L'acqua clorata delle piscine può irritare le vie respiratorie, soprattutto dei bambini, e aumentare il rischio di sintomi
Asma infantile
Si sa da tempo che asma e obesità infantile vanno di pari passo. Un nuovo studio ipotizza legami causali, dovuti alla riduzione dell'attività fisica tra i bambini asmatici e all'utilizzo dei cortisonici, che favoriscono la deposizione di grasso, e infatti i bambini che li usano sono quelli più a rischio di esser sovrappeso (cosa non osservata in un altro studio).
Inoltre i bambini asmatici sono più a rischio di calcoli renali, anche se il meccanismo non è chiaro (personalmente ipotizzo un legame con l'uso del cortisone, che notoriamente porta via calcio dalle ossa).
2 porzioni a settimana di pesce grasso, come fonte di omega 3, abbinati ad una dieta mediterranea ricca in vegetali, migliorano significativamente l'infiammazione polmonare in bambini asmatici. Secondo una metanalisi degli studi osservazionali già una porzione a settimana di pesce riduce il rischio nei bambini. Una madre che assume quantità corrette di  una particolare forma di vitamina E (alfa-tocoferolo) può proteggere la prole dall'asma, viceversa una carenza in gravidanza aumenterà il rischio.
L'uso di latte crudo nei bambini può ridurre il rischio di asma (e allergie), tuttavia gli autori non incoraggiano la pratica per  il rischio di infezioni (basso ma possibile).
Altro da segnalare
L'asma, come altre patologie, può essere legata ad una sensibilità per le muffe, o meglio i loro metaboliti, con annesse sensibilità chimica multipla e fibromialgia. Come intervenire con la dieta? Semi e cereali possono essere grandi fonti di micotossine, così come i cibi fermentati possono favorirne lo sviluppo endogeno. In generale una dieta di tipo paleo può essere la migliore.
Il reflusso gastroesofageo può essere una causa di asma. L'uso di antiacidi in gravidanza sembra aumentare il rischio di asma nella prole (potrebbe essere dovuto all'alterazione del microbiota che causano?) 
Alcuni estratti da un articolo sull'utilizzo dell'aerosolterapia: «Ha senso per la cura della bronchiolite, della bronchite asmatica e della laringite - spiega l’infettivologa -, al contrario non serve nella rinofaringite, nella faringo/tonsillite e nell’otite media acuta, i comuni malanni di stagione. Se c’è eccesso di catarro nelle alte vie aeree l’unica pratica efficace sono i lavaggi nasali con una siringa riempita di soluzione fisiologica» «L’uso del cortisone per via aerosolica è largamente diffuso, nel nostro Paese, per il trattamento delle patologie delle alte vie respiratorie e per il controllo del sintomo tosse a esse correlato, sebbene non esistano prove della sua efficacia. Tale pratica, se prolungata nel tempo, è associata a effetti collaterali». "A volte i pediatri prescrivono terapie in aerosol per placare l’ansia dei genitori, che vogliono fare per forza qualcosa sperando di accelerare la guarigione del figlio. Ma in questo modo arriviamo ad avere bambini rassegnati all’idea di prendere farmaci, che non si ribellano più, e questo non è normale."
Aggiornamento 13/2/2020
"L'agopuntura può essere una valida terapia complementare e alternativa per l'asma negli adulti. Contribuisce in particolare a migliorare la funzione polmonare e ridurre i livelli di interleuchina e immunoglobulina E".
Aggiornamento 15/2/2020
Il latte può esacerbare l'asma in adulti predisposti
Aggiornamento 25/2/2020
L'importanza di microbiota e micobiota nei diversi tipi di asma
Aggiornamento 10/3/2020
La severità dell'asma è inversamente proporzionale ai livelli di vitamina D e magnesio
Aggiornamento 11/3/2020
Senza magnesio la vitamina D non viene trasportata nel sangue, non viene attivata dal rene né dal fegato, non si lega al recettore che rende possibile la sua azione. Ecco poi perché poi magari gli studi concludono che la vitamina non ha avuto effetto. Assumere quantità sufficienti di magnesio (frutta, verdura ed eventuale supplementazione) è fondamentale per una corretta azione della vitamina D. "Lo screening per la carenza cronica di magnesio è difficile perché un normale livello sierico può essere ancora associato a carenza da moderata a grave. Ad oggi, non esiste un test di laboratorio semplice e accurato per determinare lo stato del magnesio nell'uomo. Il Mg è essenziale nel metabolismo della vitamina D e l'assunzione di dosi elevate di vitamina D può indurre una grave deplezione di Mg. Un'adeguata integrazione di magnesio dovrebbe essere considerata un aspetto importante della terapia con vitamina D". Aggiornamento 14/3/2020
Le muffe, e in particolare l'Aspergillus, inducono danno negli alveoli attraverso TRPV4, rovinando lo strato superficiale e inducendo l'asma.
Aggiornamento 16/3/2020
Si confermano i legami tra asma e alimentazione. "Numerosi studi hanno dimostrato una concomitante riduzione delle citochine proinfiammatorie e un aumento dei marker antinfiammatori associati all'assunzione di frutta e verdura. Il consumo di frutta e verdura è inversamente associato ai neutrofili delle vie aeree negli adulti asmatici". Le diete a base vegetale, grazie alla presenza di antiossidanti, come vitamine E e C, carotene, ubichinone, flavonoidi e selenio, migliorano le condizioni degli asmatici. In particolare "la vitamina C influenza il rilascio di acido arachidonico, un precursore delle prostaglandine, che impedisce la sintesi della prostaglandina E2 (PGE2), che aumenta infiammazione e broncocostrizione. La vitamina C svolge anche diversi ruoli nella funzione immunitaria contribuendo alla fagocitosi e alla funzione linfocitaria e modulando le concentrazioni di citochine e istamina". Gli antiossidanti possono ridurre lo stress ossidativo e potenzialmente ridurre i sintomi asmatici. L'aumento dell'assunzione di magnesio è associato ad un effetto positivo sull'asma. Una dieta a basso contenuto di sale migliora la funzione polmonare nei pazienti con asma indotto dall'esercizio. La fibra modula positivamente il microbiota, che produce butirrato antinfiammatorio, e riduce la permeabilità intestinale. Inoltre riduce l'iperglicemia postprandiale, che si associa a maggiore infiammazione. In generale la dieta di tipo occidentale e i latticini appaiono peggiorare l'asma. Tra i grassi, il rapporto tra omega 3 e omega 6 deve rimanere alto per inibire la produzione di acido arachidonico e citochine infiammatorie, mentre i grassi saturi sembrano associati a peggioramento. La vitamina D ha un effetto antinfiammatorio e immunomodulante, bilanciando il rapporto tra Th1 e Th2.
Nelle persone sovrappeso il dimagrimento gioca un ruolo importante nel miglioramento dei sintomi. In conclusione "l'assunzione di frutta e verdura è stata associata a un ridotto rischio di asma e ad un migliore controllo dell'asma, mentre il consumo di prodotti lattiero-caseari è associato ad un aumentato rischio e potrebbe esacerbare i sintomi asmatici. Componenti dietetici come antiossidanti, fibre, acidi grassi polinsaturi, grassi totali e saturi e consumo di vitamina D probabilmente influenzano le vie immunitarie coinvolte nella fisiopatologia dell'asma". Si rilevano però pochi trial clinici.
Aggiornamento 22/3/2020
I ricercatori cinesi hanno notato che le persone a più alto rischio di complicanze da coronavirus hanno riduzione di specie probiotiche come bifidobatteri, lattobacilli ed Eubacterium, aumenti di specie patologiche e crescita di candida e S. cerevisiae (funghi). "Abbiamo discusso delle caratteristiche dinamiche del sistema immunitario e dello squilibrio del microbiota intestinale in 3 pazienti critici con COVID- 2019. La gravità dell'ipossiemia era strettamente correlata ai livelli delle cellule immunitarie e il circolo vizioso tra disordine immunitario e squilibrio del microbiota intestinale potrebbe determinare un alto rischio di polmonite fatale".
Aggiornamento 27/3/2020
L'importanza della fibra nel modulare mastociti, l'istamina e quindi la risposta allergica e di malattie come dermatite atopica e colite ulcerosa (e in maniera inferiore Crohn).
Aggiornamento 28/3/2020
Tra i probiotici per la rinite allergica, Lactobacillus gasseriLactobacillus casei e paracasei, Lactobacillus plantarum, Tetragenococcus halophilus Th221, Lactobacillus salivarius, Lactobacillus acidophilus, Bifidobacterium lactis, Bifidobacterium longum, hanno dimostrato miglioramenti clinicamente significativi rispetto al placebo. Il più efficace, LP-33, appare utile anche nei bambini piccoli (sotto i 5 anni)
Aggiornamento 29/3/2020
Almeno negli Stati Uniti pare abbiano capito che gli antibiotici devono essere usati con parsimonia e solo se necessari, soprattutto nei bambini, e il numero di bambini affetti da asma è così in diminuzione. Infatti, soprattutto se non si mangiano fibre e non si usano probiotici, si tende a perdere batteri utili per bilanciare il sistema immunitario. "I nostri risultati suggeriscono che la riduzione dell'incidenza dell'asma pediatrica osservata negli ultimi anni potrebbe essere un beneficio inaspettato di un uso prudente di antibiotici durante l'infanzia, agendo attraverso la conservazione della comunità microbica intestinale".
Aggiornamento 2/4/2020
L'agopuntura può essere efficace nell'asma
Aggiornamento 6/4/2020
Le donne che hanno nel loro intestino un batterio, Prevotella copri, durante la gravidanza, hanno inferiore rischio di avere figli con allergie alimentari. Questo batterio si riduce con diete di tipo occidentale, ma in alcuni casi può essere anche considerato patogeno. Aggiungono i ricercatori: "i nostri risultati supportano l'importanza di fare attenzione alle terapie antibiotiche durante la gravidanza e consigliare una dieta che ottimizza la salute del microbiota intestinale materno".
Aggiornamento 11/4/2020
"La disfunzione della barriera epiteliale (in questo caso nasale) facilita il passaggio degli allergeni transepiteliali, la sensibilizzazione allergica e la degranulazione delle mastcellule indotta dagli allergeni anche in assenza di ambiente infiammatorio. Questi risultati sottolineano il ruolo cruciale di una barriera epiteliale intatta nella prevenzione delle allergie".
Aggiornamento 16/4/2020
Gli endocrinologi suggeriscono che le persone che assumono cortisonici, per asma, allergie, malattie autoimmuni, reumatiche, intestinali ecc, sono più a rischio di complicanze da coronavirus a causa della soppressione del sistema immunitario
Aggiornamento 18/4/2020
Il butirrato inibisce gli eosinofili, ed è un potenziale trattamento per l'asma
Aggiornamento 25/4/2020
La disbiosi del microbiota intestinale e delle vie aeree contribuisce alla patogenesi e alla gravità dell'asma negli adulti. La composizione microbica nei polmoni e nell'intestino può essere influenzata da diversi fattori ambientali. Fattori di stress ambientale come allergeni, inquinamento, infezioni virali e uso di antibiotici o antiacidi possono causare disbiosi batterica e favorire l'asma. Anche i cortisonici, usati per l'asma stessa, può favorire la colonizzazione di specie patogene o non essere efficaci con la disbiosi.
La gestione preventiva e terapeutica per contrastare la disbiosi del microbioma e ripristinare un microbioma sano con probiotici, trapianti di microbiota fecale o lisati batterici non è ancora usata nella routine clinica. Pertanto, sono necessari ulteriori studi meccanicistici per esplorare l'influenza della composizione microbica sulla patogenesi dell'asma, specialmente nel polmone, per affinare successivamente i regimi di trattamento che possono prevenire le malattie delle vie aeree. Tra i batteri che hanno mostrato buoni risultati, LGG, L. reuteriLactobacilli casei/lactis/acidophilus insieme a Bifidobacteria bifidum/lactisLactobacillus paracasei e Lactobacillus fermentum
Anche i recettori GPR per gli SCFA hanno un ruolo
Aggiornamento 10/5/2020

In uno studio pilota, alcune diete di esclusione si sono rivelate utili nel migliorare la rinosinusite cronica, probabilmente legata a sensibilità alimentari
Aggiornamento 18/5/2020
Il microbiota intestinale è modulato dalla dieta, e, con le conoscenze odierne, è indispensabile che le strategie dietetiche personalizzate vengano utilizzate assieme alle attuali terapie di routine. Questo può essere fatto caratterizzando il microbiota intestinale dei singoli pazienti e raccomandando una dieta efficace che includa prebiotici e probiotici specializzati come FOS, GOS e vari ceppi di lattobacilli e bifidobatteri per migliorare la disbiosi intestinale e quindi migliorare la risposta immunitaria complessiva e la funzionalità respiratoria. Ciò può migliorare e accelerare il recupero nei pazienti, in particolare gli anziani e gli immunocompromessi, che sono infettati dal virus SARS-Cov2.
L'uso dell'olio di pesce durante l'allattamento appare aumentare bifidobatteri e lattobacilli nel microbiota del bambino, inducendo una flora antinfiammatoria
Aggiornamento 9/6/2020
Asma, allergie e dermatite atopica sono tutte caratterizzate in genere da una risposta immunitaria di tipo 2 (citotossica). Le cellule dendritiche (DC), se stimolate da vitamina D, retinolo (vitamina A), adenosina, un microbiota normale e loro prodotti (SCFA) e flavonoidi (antiossidanti delle piante) egli stessi allergeni, portano alla generazione di Treg, cellule immunitarie che danno tolleranza. In caso contrario (scarsa esposizione agli allergeni, infezioni virali e di vermi, disbiosi) stimolano le cellule Th2 che non hanno tolleranza e provocano infiammazione
Aggiornamento 21/6/2020 Secondo una revisione sugli effetti dei nutrienti in gravidanza, fino a 4000 UI al giorni di vitamina D possono prevenire l'asma nella prole. Per gli altri fattori (zinco, omega 3, vitamina A ed E ecc) esistono prove inferiori da confermare.
I livelli di ftalati urinari sono associati con la disfunzione respiratoria e la permeabilità delle vie nasali nei bambini Aggiornamento 27/6/2020
Somministrare Lactobacillus reuteri al bambino in allattamento riduce il rischio di rinite e rinocongiuntivite allergiche negli anni successivi. Per gli adulti si è rivelato efficace un mix di Bifidobacterium longum IM55 e Lactobacillus plantarum IM76 per le persone con allergia agli acari Aggiornamento 5/7/2020
Come l'intestino, anche il naso ha la sua flora, e se alterata può favorire la malattia. Lactobacillus casei AMBR2 appare sicuro e potrebbe migliorare la rinosinusite nelle persone che ne soffrono
Aggiornamento 19/7/2020
La candida può essere un innocente abitante dell'intestino, ma anche dare problemi. In particolare influenza funzionalità cerebrale, immunità e sensibilità viscerale, rilasciando cortisolo e istamina, 2 ormoni/neurotrasmettitori, ed è così correlata con la sindrome dell'intestino irritabile. La sua presenza può anche esacerbare le malattie polmonari aumentando la reazione dei TH-17 e la crossreazione con l'Aspergillus
Aggiornamento 22/7/2020

Nei topi il probiotico LGG insieme alla curcuma riduce la risposta infiammatoria delle vie aeree nel modello di asma allergica.

Aggiornamento 11/8/2020

I postbiotici, metaboliti o frammenti derivati ​​da microrganismi probiotici, sono una strategia terapeutica e preventiva attraente nella medicina moderna. Secondo i dati attuali, "i postbiotici hanno effetti pleiotropici, comprese proprietà immunomodulatorie, antinfiammatorie, antiossidanti e antitumorali". I dati dimostrano efficacia nelle allergie, compresa la dermatite atopica,, nella modulazione del sistema immunitario, nella prevenzione delle infezioni, nelle malattie metaboliche e legate allo stress ossidativo.

Aggiornamento 11/8/2020


Il rapido aumento dei disturbi del sistema immunitario, come nel caso delle malattie allergiche, è fortemente associato a una ridotta esposizione ai microrganismi nel primo periodo di vita. Il microbiota intestinale stimola parzialmente il sistema immunitario e la particolare composizione del microbiota intestinale può influire sul rischio di malattie allergiche. Pertanto, questi risultati suggeriscono un approccio terapeutico per probiotici e prebiotici utilizzati nelle malattie allergiche.
"In generale, i probiotici utilizzano i principali meccanismi per migliorare i sintomi clinici nei pazienti con malattie allergiche e prevenirli, tra cui: (1) la soppressione delle risposte Th2 in favore di quella Th1; (2) produzione di butirrato e maggiore induzione della tolleranza; (3) aumento di IL-10 e diminuzione dell'infiammazione; (4) diminuzione del livello di eosinofili e di IgE sieriche specifiche; (5) aumentare il rapporto IFN-gamma/IL-4; (6) aumentare le cellule Treg e indurre le loro risposte; (7) aumentare le risposte TGF-beta e inibire le risposte allergiche; e (8) ridurre l'espressione della metalloproteinasi 9 e l'infiltrazione cellulare". I meccanismi d'azione sono divisi in 2 gruppi:
1. i meccanismi fisiologici includono: a) I probiotici creano condizioni competitive e inibiscono l'aderenza batterica allo strato mucoso, b) Migliora l'integrità della barriera epiteliale e migliora la funzione di barriera, c) La produzione di muco può anche essere aumentata dai probiotici che stimolano le cellule caliciformi portando all'aumento della mucina e quindi alterazione della colonizzazione e della condizione di persistenza.
2. Meccanismi immunologici: a) I probiotici, direttamente e indirettamente, influenzano le cellule epiteliali e modulano le vie di segnalazione che portano a una ridotta espressione di citochine infiammatorie sopprimendo la segnalazione di NF-kB, b) La modalità d'azione primaria dei probiotici include il ripristino dell'equilibrio tra le citochine Th1 e Th2 e il potenziamento delle citochine Th2 (IL-4, IL-5, IL-13), c) I probiotici con i loro prodotti stimolano le cellule dendritiche e potrebbero portare all'induzione della differenziazione Treg delle cellule CD4 + Foxp3 + Treg e alla produzione di TGF-beta e IL-10, d) I probiotici modificano i profili delle citochine attraverso gli effetti sulle cellule dendritiche e quindi aumentano la produzione di IgA e IgG4 secretorie da parte delle cellule B e la riduzione delle IgE allergene-specifiche da parte delle cellule B.
Tra gli studi condotti sull'uomo [recensiti qui] ... i ceppi che possono influenzare l'AD (dermatite atopica) potrebbero essere L. acidophilus, Lacticaseibacillus rhamnosus (LGG), B. animalis, L. paracasei, L. fermentum e L. plantarum ... ”
"... La combinazione era generalmente accompagnata dalla soppressione delle risposte Th2 e dal miglioramento dei sintomi clinici della dermatite atopica .."
"... Negli studi sull'allergia alle proteine del latte bovino (CMA), l'uso di LGG, che ha favorito la produzione di butirrato, ha aumentato l'induzione della tolleranza nei bambini, ma non è stato osservato alcun effetto significativo in presenza di B. lactis Bb-12 e L. casei sull'allergia al latte vaccino ... "
"... Il miglioramento dei sintomi della rinite allergica (AR) è stato segnalato per diversi ceppi come LGG, L. reuteri, L. casei, L. salivarius, B. Longum, B. infantis, B. breve, B. gasseri, B. bifidum G9-1 e Lactococcus lactis, tutti efficaci nel ridurre i sintomi clinici ... "
"... Nei pazienti con asma, l'effetto di L. acidophilus, L. reuteri e Clostridium butyrate ... [ha portato i ricercatori a dimostrare l'efficacia di] L. reuteri che aumenta l'IL-10 e diminuisce l'infiammazione, portando a un miglioramento dei sintomi in questi pazienti ...”
Potenziali rischi sono legati alle persone immunodepresse e immunocompromesse e al potenziale, in alcuni casi, aumento di aderenza di alcuni patogeni alla membrana intestinale.

Aggiornamento 24/8/2020

Secondo una revisione degli studi, pubblicata su una rivista EBM, "il miele migliora i sintomi delle infezioni respiratorie (URTI), con le prove più forti nel contesto della frequenza e della gravità della tosse. Prove moderate supportano il suo utilizzo rispetto alla cura abituale per altri sintomi di URTI e la maggior parte delle prove proviene da studi sui bambini. Il miele è un rimedio di uso frequente ben noto ai pazienti. È anche economico, di facile accesso e presenta danni limitati. Quando i medici desiderano curare le URTI, raccomandiamo il miele come alternativa agli antibiotici. Il miele è più efficace e meno dannoso degli antibiotici ed evita di causare danni perché non favorisce la resistenza agli antibiotici.

Aggiornamento 26/8/2020

Secondo uno studio pubblicato su JAMA, la vitamina D non è efficace per l'asma nei bambini. Il dott. Hyman spiega che in effetti senza andare alla radice della malattia (microbiota, magnesio, sensibilità alimentari, muffe ecc) può essere inutile

Aggiornamento 31/8/2020

Molti fattori ambientali favoriscono la permeabilità intestinale (PI) e di altri tessuti (polmoni, pelle), una condizione che si associa a malattie autoimmuni, infiammazione, alterazione del sistema immunitario ecc. Negli allergici anche pollini, muffe, acari e antigeni alimentari. Detergenti, sigarette (anche elettroniche), ozono, particolato (soprattutto dei motori a gasolio), nanoparticelle (biossido di titanio e silicio), microplastiche, additivi (polisorbato80) sono tutti in grado di indurre PI, colpendo le giunzioni intercellulari. Non stupiamoci dell'aumento di certe malattie.

Aggiornamento 5/9/2020

"... Un microbiota diversificato e benefico è fondamentale nella protezione contro le malattie allergiche e l'esposizione orale precoce agli allergeni alimentari è efficace nel prevenire allergie alimentari specifiche".

Aggiornamento 20/9/2020

Quali sono i fattori che aumentano il rischio di allergie? Durante la gravidanza il fumo, l'inquinamento, l'obesità, l'uso di antibiotici e la predisposizione genetica, il parto cesareo. Dopo la nascita l'uso di antibiotici, alcune infezioni virali, il fumo passivo, poca attività all'aperto, carenza di vitamina D, dieta occidentale (con troppi omega 6 e pochi omega 3), introduzione ritardata dei cibi. In generali tutti i fattori che influenzano il microbiota quindi, compresi funghi come Candida, Malassezia e Aspergillus. L'uso di probiotici e prebiotici può ridurre il rischio.

Il carico acido della dieta potrebbe essere correlato con l'asma

L'asma severa appare correlata con la presenza di funghi (in particolare Aspergillus, Candida, Sphingomonas e Pseudomonas) nell'ambiente e nei polmoni.

Aggiornamento 4/10/2020

Perché l'alimentazione odierna favorisce l'aumento delle malattie non trasmissibili e a volte la sola dieta non è sufficiente a correggere i problemi? La scarsa quantità di fibra porta a perdita di specie batteriche benefiche che la sola dieta non sempre ripristina, e favorisce i degradatori di muco, che invece aumentano l'infiammazione.
"I processi industriali riducono significativamente la quantità di contenuto di MAC (carboidrati accessibili al microbiota, fibre in sostanza) nella dieta occidentale, rispetto al contenuto della dieta dei nostri antenati. Il basso consumo di MAC non solo ha impatti dannosi sul microbiota intestinale in particolare, ma anche sull'ospite nel suo insieme. Favorisce lo sviluppo di malattie e aumenta la mortalità, come dimostrato da studi preclinici e clinici. Il basso consumo di MAC nel corso delle generazioni porta alla completa scomparsa di ceppi batterici benefici in uno studio preclinico. [...] L'unico trattamento in grado di correggere questo “microbiota alterato” è costituito da interventi dietetici e probiotici combinati. Ciò potrebbe spiegare la scarsa efficacia dei trattamenti esclusivi con i probiotici negli esseri umani, poiché i probiotici potrebbero non crescere in un ambiente disbiotico, perché non abbinati a una dieta ricca in fibra. Pertanto, gli interventi dietetici insieme alla somministrazione di ceppi batterici benefici potrebbero essere un trattamento economico per gestire la maggior parte delle malattie dello stile di vita occidentali non trasmissibili" come asma, allergie, sindrome metabolica ecc.

Aggiornamento 6/10/2020

Il microbiota intestinale può contribuire all'ipertensione e ai disordini della respirazione (asma, apnee notturne, fibrosi cistica, BPCO) mediante alterata produzione di SCFA e alterazioni dell'equilibrio acido-base

Il ruolo della vitamina A (retinoidi) nel regolare la risposta allergica

Aggiornamento 12/10/2020

La Candida albicans (come altre sue parenti) è un patogeno opportunista dell'intestino, che può passare da essere commensale innocuo a una forma dannosa. La dieta occidentale, ricca di zuccheri e oli raffinati, e l'uso di antibiotici creano, anche attraverso gli acidi biliari, le condizioni per favorire la proliferazione della candida e il suo passaggio alla forma di ifa invasiva. La candida prolifera con il glucosio ma può adattarsi ad altre fonti energetiche come il lattato. È in grado di produrre la PGE2, una prostaglandina che "adatta" l'intestino alle sue esigenze, ma induce nausea, diarrea e vomito, riduce le difese immunitarie. La crescita della Candida porta a una risposta dei linfociti Th17, che può aggravare le malattie respiratorie come l'asma.

Nei modelli animali la candidalisina, la tossina rilasciata dalla candida, promuove la steatosi epatica legata all'alcol, e nell'uomo si associa a malattia più grave e maggiore mortalità