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martedì 30 giugno 2020

Bocca della verità: Tim Spector

Se alcuni nutrizionisti mettessero la mano nella bocca della verità, probabilmente si ritroverebbero un bel moncherino.

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Tim Spector, docente al King's College e autore da 25 anni di pubblicazioni sulla scienza dell'alimentazione, insieme a Christopher Gardner, parla del conflitto d'interessi in nutrizione e altri aspetti su come migliorare la scienza dell'alimentazione, in particolare la poca correttezza nell'usare la caloria come unità base.
"L'industria alimentare, Big Food, riempie il vuoto che le agenzie di finanziamento scientifico hanno lasciato ed è difficile incolpare gli accademici che hanno poche opzioni di finanziamento per far andare avanti le loro squadre, anche se i risultati sono in conflitto. Una maggiore trasparenza delle fonti di finanziamento, il rispetto della preregistrazione di tutti i trial, e l'aumento del tasso di pubblicazione dei risultati negativi contribuirebbero a migliorare la scienza finanziata da "Big Food"". Spesso esistono molte divergenze tra gli esperti, e questo contribuisce a rendere meno credibile la scienza. L'uso di strumenti elettronici può migliorare i rilevamenti su cosa la gente mangi [e le previsioni sui loro effetti], e sono più affidabili dei questionari. Per molti anni ci si è concentrati sui macronutrienti (proteine, carboidrati e grassi), tralasciando cosa il cibo contiene e i suoi effetti. Recentemente "molti partecipanti [di un congresso] hanno condiviso questo punto di vista e hanno sostenuto il passaggio allo studio dei gruppi alimentari, piuttosto che ai macronutrienti o ai singoli alimenti isolati. La nostra attenzione rivolta ai macronutrienti specifici ha permesso di far commercializzare alimenti industriali come se fossero salutari", per esempio quelli light.
"Dobbiamo urgentemente abbandonare il conteggio delle calorie come pilastro della consulenza nutrizionale e della prevenzione dell'obesità. Vi è un crescente consenso sul fatto che abbia poco valore come strumento pratico nella gestione del peso. È impossibile misurare accuratamente l'assunzione e troppe variabili influenzano il dispendio calorico per rendere utile il conteggio delle calorie. Una nuova ricerca sull'uomo suggerisce che i nostri corpi e i tassi metabolici possono comportarsi in modo diverso quando vengono fornite calorie identiche in contesti diversi. Sebbene molti paesi abbiano introdotto conteggi obbligatori o volontari di calorie sulle etichette degli alimenti e nei ristoranti e nei fast food, non si concorda sulla loro efficacia a lungo termine. Ciò suggerisce che abbiamo bisogno di diversi approcci sostenibili per la salute pubblica incentrati sulla qualità del cibo, non solo sulla quantità". Non viene prestata sufficiente attenzione alla sostenibilità delle diete che possono essere efficaci a breve termine ma difficili da mantenere, come le diete chetogeniche ad alto contenuto di grassi. Un cambiamento comportamentale sostenuto è la chiave per qualsiasi beneficio nutrizionale a lungo termine. Mentre le dimensioni della porzione e il controllo delle porzioni possono ancora essere una componente del cambiamento sostenuto, è tempo che il conteggio delle calorie venga abbandonato. Il futuro della nutrizione è quindi nello studio del microbiota, nella personalizzazione della dieta, nella sostenibilità ambientale dell'alimentazione, e nell'educazione.
Aggiornamento 28/7/2020

È probabile che esista un fattore ormonale, ancora da individuare, che permette alle persone di non ingrassare, ossia rendere per loro più difficile l'aumento di peso perché riescono a ossidare il surplus calorico anziché accumularlo. L'osservazione che alcune persone (o anche negli animali) resistano all'aumento di peso nonostante siano inserite in un ambiente obesogeno rende molto alta tale probabilità

Aggiornamento 3/9/2020

Come mai alcuni studi dicono che le bibite gassate non fanno male, nell'ambito di una dieta bilanciata, o che i bambini che mangiano caramelle sono più magri? Semplicemente questi dati vengono da studi pagati dall'industria alimentare

Aggiornamento 3/10/2020

L'etichetta nutrizionale che avverte della nocività degli alimenti spazzatura è risultata efficace nel ridurre il loro consumo, nei paesi dove è stata adottata (In Sudamerica per esempio). Avvisi semplici come "ricco in sale" o "contiene molti zuccheri" scoraggiano le persone a consumarli. "Gli avvertimenti sui nutrienti sono una strategia importante che dovrebbe essere sfruttata il prima possibile. Le avvertenze sui nutrienti potrebbero aiutare a informare i consumatori, incoraggiare l'industria alimentare a realizzare prodotti più sani, favorire la salute pubblica, contrastare alcune pratiche di marketing del settore e potenzialmente migliorare l'equità sanitaria".

Aggiornamento 23/10/2020

Tim Spector parla di COVID19 con cauto ottimismo. Inoltre l'articolo aggiunge: L'ultimo libro di Tim Spector, Spoon-Fed, lamenta la mancanza di prove dietro molte linee guida nutrizionali del governo e il modo in cui si perpetuano i miti sul cibo. Il fatto che l'obesità aumenti il ​​rischio di malattie gravi da covid-19 porta una nuova urgenza nell'affrontare il problema nel Regno Unito, afferma Spector. “Dobbiamo fare tre cose: aumentare la tassa sullo zucchero, contro la quale le aziende alimentari hanno fatto pressioni con successo; migliorare il supporto nutrizionale per i pazienti; e trattare l'obesità come una malattia ", spiega. "L'enfasi deve concentrarsi sulla nutrizione", dice. "Questa specialità non dovrebbe essere sottofinanziata, dovrebbe essere la specialità numero uno e tutti i migliori medici dovrebbero andarci. Non ci sono praticamente esperti di nutrizione con formazione medica là fuori".
“Tutti i reparti di nutrizione sono ampiamente sottofinanziati e dipendono dalle aziende alimentari per andare avanti. È oltraggioso, davvero, se si considera che l'obesità è il problema numero uno che deve affrontare questo paese (UK). Abbiamo la maggior quantità di cibo spazzatura in tutta Europa, siamo i più obesi e siamo i meno istruiti in materia di alimentazione e obesità. Questo deve cambiare. "
"Il presupposto che siamo tutti macchine identiche e che tutti rispondiamo agli alimenti nello stesso modo è il mito più diffuso e pericoloso sul cibo", spiega. “Le persone normali possono variare di 10 volte le risposte glicemiche a cibi identici. Rispondiamo tutti in modo diverso agli stessi alimenti e l'idea che possiamo tutti seguire gli stessi consigli e limiti calorici non ha più senso. Allo stesso modo non potremmo sentirci a nostro agio con lo stesso seggiolino auto senza regolarlo, solo perché è stato realizzato per la persona media ".

Aggiornamento 29/11/2020

Alcune persone perdono peso più facilmente con una dieta con più cereali integrali o senza glutine, mentre altri non hanno risultati con queste diete. Solo un caso? Si stanno iniziando a collegare microbiota e metaboliti urinari con la dieta personalizzata, e forse tra qualche hanno avremo più notizie (e risultati)

Aggiornamento 20/12/2020

Gli studi pubblicati che sono finanziati dall'industria alimentare hanno più probabilità di dar risultati favorevoli all'industria stessa.
"Il 13,4% degli articoli di ricerca sottoposti a revisione paritaria nelle prime 10 riviste di nutrizione e dietetica più citate del 2018 riportava il coinvolgimento dell'industria alimentare. Il coinvolgimento dell'industria alimentare ha abbracciato una serie di settori industriali, con la produzione di alimenti trasformati, la produzione di integratori alimentari e il latte più spesso rappresentati. La stragrande maggioranza del coinvolgimento dell'industria proveniva da grandi società e associazioni di categoria/industria, piuttosto che da piccole società. La proporzione di articoli con risultati considerati favorevoli all'industria alimentare era sostanzialmente più alta tra gli articoli con coinvolgimento dell'industria alimentare (55,6%) rispetto a un campione casuale di quelli senza (9,7%), con la differenza ancora più marcata dove il coinvolgimento dell'industria negli studi era più diretto (affiliazioni di autori o finanziamenti diretti per lo studio). La percentuale di articoli considerati sfavorevoli agli interessi dell'industria alimentare era simile tra gli articoli con il coinvolgimento dell'industria alimentare e il campione casuale di quegli articoli senza. [...] Il coinvolgimento dell'industria alimentare nella ricerca nutrizionale sottoposta a revisione tra pari è comune e i risultati della maggior parte degli studi con il coinvolgimento dell'industria alimentare favoriscono gli interessi dell'industria alimentare. Dati i potenziali interessi concorrenti dell'industria alimentare da un lato, e gli interessi scientifici e di salute della popolazione dall'altro, è importante esplorare i meccanismi che possono salvaguardare l'integrità e la rilevanza pubblica della ricerca nutrizionale e garantire che non siano minati dall'influenza dell'industria alimentare".

lunedì 8 giugno 2020

Diverticoli

I diverticoli sono "sacchetti" che possono formarsi nella parete intestinale, e sono ritenuti comuni alterazioni anatomiche rilevabili nel colon umano. La diverticolosi del colon rimane asintomatica nella maggior parte degli individui, ma circa il 25% delle persone può sviluppare diverticolosi sintomatica, definita "malattia diverticolare", dovuta all'infiammazione dei sacchetti ed eventualmente all'infezione seguita al ristagno di feci, batteri, emorragie, formazione di fistole. Quando i diverticoli si infiammano si parla allora di diverticolite (eventualmente acuta/complicata e con forte dolore).


http://www.ba-bamail.com/view.aspx?emailid=24277


Le complicanze della malattia acuta possono arrivare fino alla perforazione del diverticolo e alla peritonite.


An external file that holds a picture, illustration, etc.
Object name is nihms-1518989-f0001.jpg
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6716971/
La patogenesi della malattia diverticolare è meno compresa rispetto alla diverticolosi, ma si ritiene che risulti dalla presenza contemporanea di una predisposizione genetica, uno squilibrio del microbiota intestinale, anomalie neuromuscolari, infiammazione cronica di basso grado o infiammazione acuta, nonché alterazione della motilità del colon.

Pathways
https://www.picmonic.com/pathways/medicine/courses/standard/pathology-196/intestinal-disorders-1202/diverticulosis-and-diverticulitis-assessment_1147

Manca attualmente un consenso per quanto riguarda le opzioni terapeutiche ottimali per la malattia diverticolare, sebbene il trattamento di solito includa l'integrazione di fibre alimentari, terapie farmacologiche (come antibiotici e farmaci antinfiammatori) e probiotici, da soli o in combinazione.
https://www.facebook.com/ClinAnat.OperSurg/posts/1139895196043478?comment_tracking=%7B%22tn%22%3A%22O%22%7D

La prevalenza della malattia asintomatica aumenta con l'età, e in Europa la nazione con la più alta prevalenza è l'Italia (oltre il 50%).
Tra i fattori di rischio per la diverticolosi, sesso maschile, prediabete e sovrappeso, trigliceridi alti, consumo di alcol, scarso consumo di fibre, mentre per la diverticolite lo stile di vita occidentale, contraccettivi orali, cortisone, carne rossa.
Per quanto riguarda il microbiota, le persone con episodi acuti sembrano avere abbondanza di Proteobacteria e carenza di lattobacilli e altri produttori di SCFA come clostridi e fusobatteri, oltre che di A. muciniphila. Anche la SIBO può essere presente.
Trattamento
Storicamente si consiglia una dieta ad alto contenuto in fibre per la gestione della malattia sintomatica ma non complicata (senza diverticolite). In realtà l'evidenza appare bassa dalle revisioni sistematiche, per cui questo approccio può non dare risultati, ma conoscendo i benefici delle fibre tale dieta è comunque da preferire. Solitamente sommare la dieta all'uso di antibiotici non assorbibili (come la rifaximina) aumenta l'efficacia. Anche la mesalazina può aiutare grazie al suo effetto antinfiammatorio.
In ogni caso la dieta ad alto contenuto di fibra e l'attività fisica rimangono le cose più consigliabili sullo stile di vita, assieme al dimagrimento e abbandono del fumo. In particolare si è anche smontato il mito dei semi che entrerebbero nel diverticolo e lo infiammerebbero: non esiste alcuna evidenza che evitarli riduca l'acutizzazione della malattia. Via libera quindi alla frutta oleosa e alla frutta con semi.
I probiotici, grazie al loro effetto di modulazione della flora, di inibizione dei patogeni, della permeabilità intestinale, di riduzione delle citochine infiammatorie come TNFα, appaiono un approccio più fisiologico rispetto agli antibiotici, anche se i risultati negli studi controllati non sono stati esaltanti. Al momento il più indicato appare L. casei DG. Anche E. coli Nissle pare avere efficacia nel prolungare la remissione, e in generale i lattobacilli.
Attualmente si è osservato che una dieta vegetariana è la migliore per prevenire gli episodi acuti. La fibra  dev'essere invece ridotta durante gli episodi acuti. Ma l'alta quantità di fibra, eventualmente anche supplementata, può essere usata come prevenzione secondaria dopo un primo episodio acuto (anche se, come detto prima, l'evidenza appare bassa, tradotto in termini pratici: su diverse persone non funziona). L'episodio acuto può anche portare a IBS (intestino irritabile post diverticolite). Il ruolo del microbiota nella progressione dalla malattia appare importante, e la sua gestione, sebbene ancora poco chiara, può rappresentare un punto chiave.

Aggiornamento 25/1/2020

Lactibiane, un probiotico misto, sembra ridurre l'infiammazione nella diverticolite non complicata

Quale dieta nella IBS (sindrome dell'intestino irritabile)? La dieta FODMAP è efficace, ma può esserlo come una dieta che elimini i cibi "trigger" (attivatori), caffeina, alcol. Queste diete però devono favorire la reintroduzione, perché eliminare per lunghi periodi alimenti può alterare il microbiota negativamente. Tra gli integratori, i probiotici possono aiutare ma è difficile trovare qualcosa che vada bene per tutti, mentre la fibra di psillio ha mostrato efficacia e l'olio di menta piperita riduce i sintomi.

Aggiornamento 4/12/2020

Tra le fibre, lo psillio è utile nell'intestino irritabile e nella stitichezza funzionale. L'acutizzazione dei diverticoli viene prevenuta dalle fibre

https://www.nature.com/articles/s41575-020-00375-4

Aggiornamento 8/1/2021

I batteri rilasciano delle sostanze che modulano i segnali del dolore (nocicezione). Così se abbiamo batteri amici, la sensibilità al dolore si riduce, se ci sono batteri patogeni soffriamo di più, anche per stimoli banali o in condizioni come l'intestino irritabile.. Anche la candida è un patogeno opportunista capace di indurre le vie del dolore e dell'infiammazione con i suoi metaboliti (β-glucani, ATP) e non innocuo come qualcuno dice. Inoltre microbi intestinali utilizzano e/o producono neurotrasmettitori come catecolamine, acido γ-amminobutirrico (GABA) e serotonina, che hanno profondi effetti su umore e condizione psicofisica.
.L'alimentazione è uno dei primi fattori ad influenzare il microbiota. C'è da stupirsi se con la dieta i dolori si riducono?