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venerdì 1 maggio 2015

Intolleranze, tiroide e dimagrimento



È possibile dimagrire gestendo le intolleranze alimentari? Nì. Per uno che ragiona di calorie ovviamente no.
Ma se studiamo e conosciamo la fisiologia dell'essere umano, molto più complessa di una semplice caldaia come vogliono farci credere, può succedere. L'organismo non funziona per compartimenti stagni, e l'alterazione di un apparato, come quello digerente, ha influenza su tutto il corpo.
Questo non significa che ogni persona che ha problemi a dimagrire o è ingrassata lo è a causa di intolleranze, magari a volte diventa una moda lanciata dalle star; tuttavia a qualcuno potrebbe giovare, sia in maniera diretta che indiretta, gestire l'intolleranza. E in ogni caso sarebbe più corretto parlare di infiammazione da cibo.

Ad esempio una paziente ha curato il reflusso gastroesofageo, che le toglieva il sonno, ha ripreso a dormire, e questo l'ha aiutata a dimagrire, per una questione di riequilibro ormonale. Un'altra, migliorando la psoriasi che le affliggeva varie parti del corpo tra cui i piedi, è potuta tornare a camminare per lunghi tratti e così riprendere l'attività fisica. Questi sono casi di efficacia indiretta.

In altri casi, per quanto riguarda il metabolismo energetico (quindi l'effetto diretto), la tiroide è riconosciuta come il regolatore metabolico (agli ordini dell'ipotalamo) dell'organismo, ossia "decide" quanto ATP si ricava da quelle calorie ingerite (e quante ne vanno disperse come calore e quindi non accumulate nel tessuto adiposo). L'ATP è la vera molecola utilizzata dal corpo per le sue funzioni biochimiche, non le calorie.

Ebbene questo piccolo organello viene influenzato enormemente (anche se in maniera ancora poco chiara) da quello che succede nell'intestino, in particolare una parte degli ormoni tiroidei inattivi (o meglio parzialmente attivi, fT4) viene convertita dalla flora intestinale nella forma attiva (fT3). E ritorniamo a bomba sull'importanza del microbiota intestinale (e delle specie che la compongono) sulla salute di tutto il corpo. Il rapporto tra gli ormoni è molto importante, e non tutti i tessuti reagiscono correttamente.
Uno stato infiammatorio cronico, come quello presente in chi ha grasso viscerale, riduce l'attività tiroidea (in acuto può aumentare ma anche diminuire) e quindi il dispendio energetico, anche a causa dell'induzione di resistenza leptinica (un segnale che arriva all'ipotalamo). Viene insomma favorito l'accumulo di lipidi piuttosto che la loro ossidazione.

La tiroide risponde, seguendo gli ordini dell'ipotalamo, agli stimoli esterni (luce e ritmi circadiani, assenza o presenza di cibo, infiammazione, infezioni) e la sua attività è influenzata tantissimo dalle citochine (messaggeri locali dell'infiammazione), che a loro volta interagiscono con gli stimoli infiammatori (pro o anti) e immunogenici del cibo. Inoltre l'infiammazione è responsabile del rilascio di tnf-alfa, molecola infiammatoria a sua volta, che crea un circolo vizioso aumentando la permeabilità intestinale e riducendo l'attività tiroidea. 
In questo modo possono passare attraverso l'intestino molecole che stimolano la sintesi di autoanticorpi e attivano la risposta autoimmune, compresa la tiroidite di Hashimoto (mimetismo molecolare).

Anche una dieta high fat (ad alto tenore di grassi cattivi) aumenta la permeabilità intestinale e l'ingresso di tossine (LPS) nel corpo con conseguente reazione immunitaria. In particolare l'LPS è attivatore dell'infiammazione e infiammazione vuol dire accumulo di peso e ritenzione idrica.  Ma anche riduzione dell'attività tiroidea nuovamente.


http://solvingleakygut.com/is-your-body-suffering/

 


Insomma qualunque stimolo infiammatorio va ad alterare i nostri delicati equilibri che ci permettono di mantenere la composizione corporea e può così favorire l'accumulo di tessuto adiposo. Ridurre tale infiammazione può essere un aiuto sia a dimagrire sia a migliorare lo stato di salute generale.

Il glutine è sicuramente una delle molecole col più alto potenziale immunogeno e autoimmunogeno; viene infatti probabilmente scambiata per una molecola microbica, e la sua digestione è difficile. In particolare la gliadina (una delle parti del glutine) ha attività agglutinante, riduce il contenuto di F-actina, inibisce la crescita delle cellule, induce apoptosi, altera l'equilibrio redox, causa riarrangiamenti del citoscheletro tramite la zonulina, promuove la perdita di giunzioni strette nella mucosa intestinale.  
Secondo il sito thyroid.about.com l'introduzione di glutine danneggia la tiroide fino a 6 mesi dopo in persone affette da Hashimoto, questo perché vi è grande somiglianza tra questa proteina e la tireoglobulina. Il glutine indurrebbe così la produzione di autoanticorpi.
Nel modello animale una dieta priva di glutine ha ridotto l'aumento di peso e la resistenza insulinica (conseguenza di uno stato infiammatorio) attraverso la sua influenza sui PPAR, regolatori metabolici. 
Recentemente si è osservato un aumento del BMI alla scoperta della celiachia (quindi pre-esclusione del glutine) a sostegno dell'ipotesi di quanto il glutine sia tossico per la tiroide, ossia in una malattia che teoricamente impedisce l'assorbimento dei nutrienti (e delle calorie) c'è il classico sintomo dei tireopatici: l'aumento di peso. Inoltre una volta messi a dieta senza glutine hanno alte probabilità di ingrassare, probabilmente a causa dell'uso di cibo spazzatura, quale è il grano deglutinato.

Lo stress è un'altra causa di alterata funzionalità tiroidea, e in particolare il cortisolo riduce la conversione del T4 in T3.

Ha senso fare gli esami della tiroide? . In Italia sfortunatamente non si esegue l'esame del cosiddetto rT3 (reverse T3), un inibitore competitivo del recettore degli ormoni tiroidei. In pratica questo non-ormone è una molecola molto simile al T3, che occupa il recettore senza però attivarlo. In questo modo possiamo avere anche un valore di fT3 normale, ma la sua efficacia è ridotta dalla presenza di rT3. Come se avessimo una macchina con l'acceleratore schiacciato ma contemporaneamente il freno a mano tirato.
E come dice il dott Andrea Luchi non si curano i numeri, ma le malattie e le loro manifestazioni (sintomi e segni). Tanti infatti continuano a riferire al proprio endocrinologo di stare male nonostante valori pressochè perfetti (ipotiroidismo subclinico).

Ma come possiamo sapere quali cibi ci infiammano?
Attualmente non esistono test validati per la verifica della presenza di intolleranze alimentari; l'unico metodo utilizzabile rimane il cosiddetto oral food challenge, ossia la temporanea esclusione e reintroduzione di una classe di alimenti con osservazione dell'eventuale miglioramento.

Tuttavia un recente tipo di test, che coinvolge BAFF e PAF, due citochine (mediatori locali dell'infiammazione) che reagiscono al cibo, sembra dare risultati interessanti.

Nei topi è stato recentemente dimostrato che BAFF, probabilmente implicato nella reazione infiammatoria da cibo, favorisce l'aumento di peso. BAFF è coinvolto anche nella risposta autoimmune.
Sicuramente vi è un legame con l'insulino-resistenza e/o l'iperinsulinemia, fattori che aggravano l'aumento di peso e impedisce il dimagrimento: l'insulina è l'unico ormone anabolizzante dell'organismo, e quando le cellule, in particolare quelle muscolari, diventano resistenti alla sua azione il pancreas ne rilascia di più e viene così favorito l'accumulo di grassi nel tessuto adiposo.

Update 8/8/2015

La levotiroxina (Eutirox) può non essere efficace in persone con un particolare polimrfismo del gene che codifica la proteina (desiodasi 2) che trasforma il T4 in T3. La tiroide secca, un metodo abbandonato dalle linee guida ufficiali, potrebbe essere un'interessante alternativa.

Update 11/9/2015

In uno studio pilota una dieta normocalorica a basso contenuto di nichel in donne con sensibilità a questo metallo si è rivelata efficace nel dimagrimento. La carenza di vitamina A aumenta la possibilità di ipotiroidismo.


Update 18/10/2015

La risposta al glutine è, tanto per cambiare, influenzata dal microbiota.



Update 5/11/2015

Un interessante lavoro di un medico, Paul Jaminet, mette in relazione l'acido sialico (presente nella carne rossa, ne parlai qui) con la tiroidite di Hashimoto. Grazie per la segnalazione alla collega Emmanuela Spirito.



Update 10/11/2015


Info interessanti dal dott. Andrea Luchi


Aggiornamento 4/12/2015

L'omeostasi tiroidea è molto più complessa di quanto si immaginano gli endocrinologi, il TSH in particolare non è un buon indicatore della funzionalità, mentre lo sono rT3 e il suo rapporto con gli altri ormoni.


Aggiornamento 26/12/2015

La fluorazione dell'acqua sembra contribuire all'epidemia di ipotiroidismo.



Aggiornamento 22/1/2016


In vitro il glutine è in grado di creare resistenza leptinica, fattore che favorisce aumento di peso e diabete.

Aggiornamento 22/2/2016

Il prof Rossi parla della relazione tra tiroide e glutine, anche se non condivido la sua posizione sulla dieta chetogenica.


Aggiornamento 28/2/2016

La collega Tiziana Stallone parla dell'effetto di ritenzione idrica dovuto a dolci, glutine e lieviti.



Aggiornamento 20/3/2016

Le comuni origini genetiche di celiachia, tiroidite di Hashimoto, diabete e altre malattie autoimmuni.


Aggiornamento 5/4/2016

Le cross-reazioni del glutine: molto comuni con lieviti, latticini (anche siero, non solo caseine), caffè, miglio, riso, mais e avena, arachidi. Insomma anche non ingerendolo il corpo pensa che sia presente nell'alimentazione. Anche la candida, fungo opportunista, ha sequenze omologhe al glutine.
La tiroide soffre lo stress ossidativo, soprattutto nelle fasi di iperproduzione di cortisolo.


Aggiornamento 2/5/2016

Il mio studio aderisce all'associazione "Amici della Tiroide". I tesserati ricevono uno sconto sul costo della visita, che comprende la dietoterapia dell'ipotiroidismo.


Aggiornamento 8/5/2016

Gli additivi inducono allergie alimentari



Aggiornamento 23/5/2016

Già nel 1923 un medico ipotizzava una connessione tra batteri intestinali e problemi tiroidei. Questo avviene, tra le altre cose, mediante la modulazione delle selenoproteine, elementi fondamentali per l'eutiroidismo.
Nel caos di tutto questo, anche gli acidi biliari ci si mettono, metabolizzati dalla flora intestinale e incrementando l'attività tiroidea.

La supplementazione di iodio (sale iodato), che contribuisce alla riduzione del gozzo tiroideo, in individui predisposti attiva l'autoimmunità tiroidea, mentre il selenio appare protettivo. Anche i radicali liberi sono pericolosi, quindi fare sempre il pieno di antiossidanti.
Un altro fattore di rischio sembra essere vivere nei pressi di stabilimenti petrolchimici.

Aggiornamento 30/5/2016

Interessante articolo del dott Speciani sull'assunzione di terapia tiroidea e sull'infiammazione. Prendere la pastiglia prima di andare a dormire non sembra differire rispetto a prenderla al mattino.
L'interazione tra malattia tiroidea e altre manifestazioni reumatiche è probabile ma non certa.

Gli integratori da assumere per sostenere la tiroide secondo Franca Leccadito.

Interessante articolo che riassume le cause di danno tiroideo.

Update 7/6/2016

Lo stress aumenta la produzione di cellule Th1, che sono più infiammatorie, aumentando la possibilità di ammalarsi di varie malattie, tra cui quelle autoimmuni (quindi risposta contro la tiroide), allergie, infezioni, tumori ecc. A
umenta inoltre il rilascio di una citochina infiammatoria, IL-6.


Update 15/6/2016

Attilio Speciani spiega perché la sensibilità al nichel è molto complessa e perché gli stessi alimenti possono dare o non dare reazione, a seconda di come sono stati coltivati.

Update 1/7/2016



Update 10/7/2016

Conferme sull'inefficacia in un discreto numero di pazienti della terapia con solo T4 (Eutirox o Tirosint).

Aggiornamento 12/7/2016

Lo shifting dei macrofagi nella forma M1, proinfiammatoria, fa bloccare il ciclo di Krebs citrato, favorendo la sintesi dei grassi: questo può giustficare l'aumento di peso in chi ha infiammazione.

Aggiornamento 15/7/2016

Gli effetti dei diversi probiotici sul sistema immunitario, pubblicati da Jared Seigler.


Un video sulle carenze nutrizionali che portano ad ipotiroidismo: zinco, selenio, magnesio, proteine, vitamina B2, B12 e C.




Aggiornamento 18/7/2016

Tutto quello che fa male alla tiroide: farmaci, goitrogeni, metalli pesanti, minerali.

Aggiornamento 4/8/2016

Il sistema immunitario (soprattutto le cellule B) ha un ruolo fondamentale, in collaborazione con i metaboliti batterici, nel modulare il metabolismo energetico, e stabilire quando sintetizzare i grassi o quando ossidarli. Immunoglobuline di tipo G e A sono coinvolte, perciò anche la reazione ai diversi cibi.



Aggiornamento 10/8/2016

L'enzima esochinasi, che catalizza il primo step della via glicolitica, è sensibile a dei metaboliti batterici, e può mediare i processi infiammatori. Questo può rappresentare un legame tra metabolismo energetico, immunità innata, diabete, aterosclerosi, obesità, malattie infiammatorie intestinali ecc

Riporto un post del bravo e aggiornato endocrinologo Antonio Stamegna, tratto dal gruppo Facebook "tiroide in Sardegna".

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1742049322742340&set=gm.1804248409861354&type=3

Aggiornamento 23/8/2016

Un' alterazione genetica del recettore per la vitamina D, che perde così la sua efficacia, aumenta il rischio di tiroidite di Hashimoto, segnalato da Emidio Troiani.


Aggiornamento 30/8/2016

Altro sui fattori ambientali che danno problemi alla tiroide: soprattutto fumo, alcol, l'eccesso di iodio, carenza di selenio e vitamina D, alcuni farmaci come interferone e antiretrovirali.

Copio e incollo un post del mio amico Paolo Antolini sul legame tra tiroide, surreni e psoriasi, in particolare quella inversa

TIROIDE E PSORIASI INVERSA
Prendendo spunto da una consulenza fatta oggi, vi voglio sottolineare un legame pressoché sconosciuto, ma assai importante.
In questa storia ci sono 4 attori protagonisti

1) Tiroide
2) Surreni
3) Candida
4) Psoriasi inversa
La storia la raccontiamo così
Atto 1
Tiroide: non funziono proprio, questa schifezza che mi danno chiamato eutirox corregge le mie analisi, ma soffro e con me soffre tutto il mio metabolismo
Durata dell'atto: molti anni
Atto 2
Surrene: Dai tiroide tranquilla ti aiuto io, produrrò molto cortisolo per sostenere la tua mancanza, fintanto che reggo la stanchezza sarà sopportabile.
Purtroppo per mio effetto anche il sistema immunitario verrà bloccato.
Candida: EVVIVA !!! Col sistema immunitario paralizzato io farò la bella vita, e tu ti beccherai una bella psoriasi inversa dovuta alle mie tossine
Durata dell'atto: molti anni
Atto 3
Surrene: cavolo tiroide sono stanco morto che facciamo
Tiroide: Basta adesso saremo talmente stanchi da non riuscire più ad alzarci dal letto...e il nostro umore sarà ballerino al massimo...
Atto 4: Dipende da voi

Finale 1: Cambio eutirox passando ad ibsa o alla secca, recupero i surreni, sistemo la flora e ritorna il sereno

Finale 2: Non faccio nulla e la qualità della mia vita sarà un inferno

La dott.ssa Myers sul metabolismo tiroideo:

https://www.facebook.com/AmyMyersMD/photos/a.225191324174.165815.203632199174/10154519626729175/?type=3&theater
Aggiornamento 2/9/2016


L'utilizzo del selenio, che previene le malattie tiroidee, è influenzato dalla flora batterica.


Aggiornamento 11/9/2016

Le connessioni tra malattia tiroidea e disturbi psichiatrici.
Qualche indicazione su tiroide e cibo dal dott. Speciani

Aggiornamento 3/10/2016

Come i batteri e i loro biofilm alterano il metabolismo energetico dell'"ospite" (l'organismo che li ospita, spesso noi).

Aggiornamento 7/10/2016

In alcuni casi la celiachia può essere conseguente all'infezione da candida, a causa della cross-reattività delle proteine. Per chi abbia la celiachia (o malattie autoimmuni legate al glutine) è inoltre necessario debellarla  a causa proprio della somiglianza tra glutine e proteine espresse dalla candida in fase attiva.
Chi ha problemi di tiroide deve togliere i cavoli e i loro simili (broccoli ecc)? In realtà sono alimenti buoni per la tiroide grazie ai loro elementi antinfiammatori, le quantità che danno problemi sono difficilmente raggiungibili. Senza esagerare ma si dà quindi il via libera.


Aggiornamento 12/10/2016

Anche l'infezione da H. Pylori può determinare autoimmunità, anche tiroidea. Alcuni ceppi possono comunque comportarsi da "amici", proteggendoci dai vermi. Altri sono particolarmente difficili da scoprire perché riescono a non far sviluppare anticorpi se non nella prima fase dell'infezione.
Il prof Vojdani parla di autommunità e fattori ambientali.
La proposta per guarire dall'Hashimoto della dottoressa Romm, molto simile alla paleo. Anche Debora Rasio ci aiuta.
La colonizzazione con E.Coli dell'intestino del neonato riduce successivamente la tolleranza orale e apre la porta a allergie e intolleranze.

Il triclosan è un battericida recentemente bandito dai saponi negli USA. Sapevate che altera la funzione tiroidea e può determinare alterazioni fetali?

Aggiornamento 15/10/2016

Sempre nel modello animale, si è dimostrato che il glutine tende a far ingrassare i topi, in particolare riducendo la termogenesi; nello stesso esperimento altre proprietà negative sono state dimostrate negli adipociti in cultura.
Un sacco di motivi per evitare i latticini, soprattutto tra chi ha problemi di tiroide o problemi autoimmuni.


Aggiornamento 18/10/2016

Non solo il glutine può creare problemi, tra le proteine del grano. Anche gli inibitori dell'amilasi-tripsina possono scatenare problemi di tipo immunitario.
Un nuovo studio mette in evidenza che una ridotta quantità di carboidrati può aiutare nei tireopatici, con anche riduzione degli anticorpi. In realtà ci potrebbe essere un'inversione della causa con l'effetto: con diete ipoglucidiche molti dimagriscono, e si riduce così l'infiammazione sistemica e quindi gli anticorpi. Tuttavia è noto anche che molte fonti glucidiche (grano e altri cereali) contengono glutine o altre sostanze che spesso sono nemiche della tiroide. Inoltre è consigliabile non eliminare i carboidrati in chi ha problemi tiroidei.
In uno studio condotto su circa 80 donne, la supplementazione con vitamina A ha ridotto il TSH alto, segno di ipotiroidismo.


Aggiornamento 24/10/2016

Incredibili legami tra sistema immunitario, alimentazione, metabolismo energetico, infiammazione di base ed epigenetica: ogni volta che mangiamo il sistema immunitario reagisce in base a quello che i geni possono esprimere, e questo può alimentare l'infiammazione o spegnerla.

Le erbe adattogene per la tiroide secondo il dott. Axe.

Aggiornamento 27/10/2016

Il trattamento con T4 (Eutirox o Tirosint) è insufficiente in almeno un ipotiroideo su 5. In queste persone è opportuno utilizzare una terapia che contenga anche T3. Questo dipende anche dal fatto che i dosaggi ormonali fatti con la metodica immunologica, pur dando livelli entro i range corretti, non sono precisi come quelli fatti con la cromatografia.

Aggiornamento 31/10/2016

Crescono le prove sul beneficio per la tiroide del selenio, in particolare in caso di tiroidite.
Il dott. Luchi segnala che in uno studio i livelli di T3 sono inversamente proporzionali all'aterosclerosi: insomma gli ipotiroidei non compensati hanno alto rischio cardiovascolare.

Aggiornamento 8/11/2016

L'eritrosina B, colorante noto anche come Red n°3, aumenta il rischio di tumore tiroideo, anche grazie al suo contenuto di iodio.

Aggiornamento 14/11/2016

Immunità e metabolismo sono sempre più legate: lo conferma una ricerca dove il batterio A. muciniphila media le risposte di una citochina, l'interferone, che influenza il metabolismo glucidico oltre che le difese immunitarie. Si parla infatti di immunometabolismo.
Questo batterio rilascia una proteina con effetto antinfiammatorio, che nei topi stimola il dimagrimento.


Aggiornamento 19/11/2016

Circa un bambino celiaco su 5 non ha remissione dei sintomi nonostante la dieta gluten free. Il parametro di laboratorio (anticorpi antitransglutaminasi) è comunque negativo, e questo porta a pensare che non sia un buon mezzo di gestione e monitoraggio della malattia
Considerazione personale: la remissione della malattia non avviene per le sostanze che "mimano" l'azione del glutine, come proteine presenti in altri cereali e la candidosi.

Aggiornamento 25/11/2016

I probiotici, interagendo con il sistema immunitario, possono contribuire a sanare ma anche ad aumentare la malattia: un effetto paradosso in cui trovare un bilanciamento è molto difficile. Finché non si riduce la permeabilità intestinale è opportuno non integrare.
Inoltre bisogna considerare se una malattia ha una dominanza Th1 o Th2: la polarizzazione del linfociti va infatti trattata in modo diverso. La tiroidite di Hashimoto può avere una polarizzazione sia Th1 che Th2.
Chi ha una malattia a dominanza Th2 (allergie, lupus, alcuni tumori, infezioni da vermi e virali) dovrebbe evitare il tè verde, resveratrolo, curcumina, genisteina, picnogenolo, quercetina. Questi sono noti antiossidanti molto salutari in una popolazione generale, ma potenzialmente dannosi in persone con sistema immunitario sbilanciato.

Sempre più ricercatori stanno comprendendo che misurare il solo TSH non può essere un affidabile indicatore della funzionalità tiroidea, specie in chi ha problemi a questa ghiandola.


Aggiornamento 2/12/2016

Copio e incollo un post del dott. Luchi

Questo studio "sfida il concetto che il TSH sempre e comunque rifletta correttamente il funzionamento ormonale tiroideo" (traduzione in italiano comprensibile delle parole dello studioso).
Il concetto da capire é la terapia con Eutirox, Tiche, Tirosint (T4) NON PUÒ ristabilire l'equilibrio fisiologico perché essa stessa condiziona il funzionamento dei vari fattori che portano alla normalità fisiologica.
Detto in italiano: quello che succede con la terapia con T4 é che il TSH tende a normalizzarsi ma NON SI NORMALIZZA PERCHÉ TUTTO VA BENE IN GIRO PER IL CORPO, SI NORMALIZZA PERCHÉ TUTTO VA BENE SOLTANTO NELL'ORGANO CHE LO PRODUCE: l'ipofisi.
Infatti lo studio dimostra che la terapia con T4 di per se riduce FT3 mentre NORMALIZZA il TSH. 
Siccome l'ormone che determina come stiamo é il T3 e non il TSH questo va tenuto in considerazione in queste terapie. 
Questo vale ancora di più in chi non ha la tiroide.
Questo vuol dire che mentre in un soggetto normale il TSH esprime meglio la situazione tiroidea in un soggetto in cura con T4 QUESTO NON É VERO.

"This provides a conceptual counterpoint to the current paradigm of TSH-centred thyroid function testing, which is based on the implicit assumption that pituitary TSH accurately and universally reflects the thyroidal status of the body in various physiological and pathophysiological conditions. Our study challenges the rationale of deriving appropriate treatment targets from universally applicable diagnostic criteria."
"Together, the above findings suggest that the system is rebalanced during L-T4 monotherapy, compared with the physiological state. The newly formed equilibria seem to maintain a centrally overcompensated and peripherally undercompensated state, with TSH levels partly suppressed while FT3 levels are still relatively low. Thyroidectomized/radioiodine-treated patients are most affected because a diminishing residual capacity, which reduces the T3 pool derived from intrathyroidal conversion, progressively augments the uncompensated failure to maintain homeostatically adequate FT3 levels. Indeed, FT3 levels achieved by L-T4 monotherapy have been reported to be below the lower reference limit in 15% of athyreotic patients.31Consequently, L-T4 treatment represents a situation where physiological equilibria are not maintained, but conditionally modified. Thyroid functional states appear to be distinctly and differentially regulated. As a major clinical implication, the optimal treatment target for TSH cannot be inferred from the physiological optimum observed in disease-free subjects."

Il selenio appunto, si è dimostrato ridurre gli anticorpi contro la tiroide in persone trattate, ribaltando la conoscenza di alcuni anni fa.



Aggiornamento 9/12/2016

Interessante video con un endocrinologo che spiega l'importanza del microbiota intestinale e perché i suoi colleghi dovrebbero tenerlo in considerazione.


Esiste una certa somiglianza tra HSP60 e proteine tiroidee. come tiroglobulina e tireoperossidasi: HSP60 viene espressa in condizioni critiche e può così innescare l'autoimmunità.
I probiotici hanno potenzialità terapeutiche e preventive anche nei confronti  della tiroidite di Hashimoto, soprattutto i batteri lattici, anche se la terapia va sempre personalizzata.
La terapia con laser a bassa intensità può migliorare la tiroidite di Hashimoto.

In un modello animale (maiali) il selenio, insieme alla vitamina E, riduce lo stress ossidativo e la permeabilità intestinale dovuta a stress (in questo caso ipertermia).
La tiroidite di Hashimoto si può collegare a moltissime infezioni.

Aggiornamento 19/12/2016

Molti batteri, come alcune specie di lattobacilli e bifidobatteri, H. pylori, o funghi come la candida, o virus come HCV e CMV, confermano il loro effetto di determinare autoimmunità, mediante mimetismo molecolare, anche tiroidea.

Aggiornamento 23/12/2016

Cosa succede se nell'intestino manca una proteina, ZG16, che tiene lontani i batteri dalla mucosa? I batteri entrano nel sangue, creano infiammazione e il topo ingrassa e si ammala di diabete. Finché persiste la condizione infiammatoria non è possibile né dimagrire né guarire dal diabete. Sistema immunitario e omeostasi energetica sono solidamente legati.

Aggiornamento 28/12/2016

Che relazione c'è tra problemi renali e tiroidei? Gli ipotiroidei hanno una riduzione nell'attività delle pompe sodio-potassio, e questo significa ritenzione di liquidi e difetti nella acidificazione delle urine, che possono portare ad acidosi nei tubuli prossimali ed eccessiva perdita di sodio e bicarbonato.

Gli ipertiroidei invece non riescono a concentrare le urine e quindi perdono più acqua. Hanno maggiore sensibilità alle catecolamine quindi sale la pressione, potenzialmente esponendo a rischio cardiovascolare.

Chris Kresser spiega il funzionamento della tiroide, le carenze nutrizionale e come guarire dalla tiroidite.


Aggiornamento 18/1/2017

Segnalo un interessante articolo sul sito di Arianna Rossoni, su ipotiroidismo e alternative all'eutirox.
L'infiammazione è il miglior "amico" dell'invecchiamento. Più dura, più va avanti il processo di aging, e ognuno deve trovare la dieta per sé che non lo faccia infiammare.

Un TSH sopra i 2,6 potrebbe già essere segno di tiroidite.

Aggiornamento 7/2/2017

La supplementazione con vitamina D si conferma utile in chi soffre di Hashimoto


Anche la PCOS (sindrome dell'ovaio policistico) si associa spesso all'Hashimoto, con tutti i suoi problemi (infertilità, resistenza insulinica ecc). Questo forse dipende dal fatto che gli estrogeni alti inibiscono la tolleranza immunologica.

Aggiornamento 13/2/2017

La conversione di T4 in T3 si riduce fisiologicamente con l'età. Si tratta di un normale evento legato all'invecchiamento.

Il prof Rossi ci spiega molto bene questo metabolismo.


Aggiornamento 18/2/2017

Chi ha problemi di tiroide ha difficoltà nella conversione dei caroteni in vitamina A, per questo non dovrebbe essere vegano.

I glucocorticoidi (cortisone) inibiscono la polarizzazione Th1 e favoriscono quella Th2


Aggiornamento 21/2/2017

Alcuni consigli di Mark Hyman sulla tiroide.

Aggiornamento 22/2/2017

Tra gli interferenti endocrini, che predispongono per diabete e obesità, troviamo: pesticidi e erbicidi (organoclorurati persistenti, vietati in Italia), plastiche (BPA e ftalati), detergenti, ritardanti di fiamma (PBDE), ingredienti di prodotti per la cura personale (parabeni). Anche i fitoestrogeni (soia e altri legumi) possono essere problematici.
La loro azione è particolarmente dannosa se ci veniamo a contatto durante la vita intrauterina.
Agiscono in vari modi, soprattutto aumentando il numero di cellule adipose e gli equilibri endocrini, anche tiroidei.

Una slede da un bravo endocrinologo, Antonio Stamegna, sull'importanza della personalizzazione della terapia



Aggiornamento 25/2/2017

Perché quando c'è insulino-resistenza è così difficile dimagrire e mettere muscolo? Perché si determina un restringimento del flusso di sangue verso i muscoli. Così i nutrienti vengono diretti al tessuto adiposo e prevalentemente "messi da parte" per i momenti di difficoltà. Questo meccanismo, che ci ha permesso di sopravvivere alle carestie e all'impossibilità di procurare cibo, oggi, quando sussiste per un tempo prolungato, determina il diabete di tipo 2

Aggiornamento 26/2/2017

Interessante articolo di Arianna Rossoni sulla dieta antinfiammatoria.

Aggiornamento 8/3/2017

I segni di ipotiroidismo

Una dieta per la tiroide, la flexitariana

Aggiornamento 14/3/2017

Alcune relazioni tra microbi e aumento di peso

Copio e incollo un report di Corrado Penna nel gruppo Psoriasi

Tiroide, agenti scatenanti, dieta ...
Borrelia, Yersinia, Clostridium botulinum, Rickettsia prowazekii ed Helicobacter pylori come possibili agenti causativi (triggers) della tiroidite autoimmune. Ci potrebbero essere, in base alla sola similitudine della sequenza di amonoacidi (ma ancora non ci sono dati che lo confermano) anche dei meccanismi di mimica molecolare dovuti a Toxoplasma gondii, Candida Albicans e Treponema Pallidum 

Ovviamente abbiamo poi i virus della famiglia degli Herpes che infettano la ghiandola, e che possono scatenare infiammazione/autoimmunità per il smeplice fatto che il sistema immunitario cerca di attaccarli e nel fare questo attacca anche il tessuto che li ospita
Da notare che l'ipotiroidismo (innescato anche dalla tiroidite di Hashimoto) causa una proliferazione dell'Herpes Simplex ( https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23883178 ) ; non ho ancora trovato dati simili relativi all'Epstein-Barr virus , ma il sospetto dio un comportamento simile è forte
Interessante è il resoconto di una tiroidite autoimmune subacuta in una bimba di 3 anni causata da infezione da Epstein Barr, presto rientrata spontaneamente, 

Interessante anche la segnalazione di un paziente i cui autoanticorpi alla tri-iodo-tironina aumentano per un certo periodo di tempo in seguito a infezione da Epstein Barr Virus 

Da ricordare che la candida albicans con le sue tossine può alterare la regolazione del sistrema ormonale, e visto che parliamo di tiroide e visto che la suscettibilità ai virus dipende anche da proliferazione di Candida e carenza di vitamina D, abbiamo buoni motivi per indagare in questo senso
La dottoressa Izabella Wentz afferma che un buon 20-30% dei problemi di cosiddetta "malattia mentale" sono in realtà dovuti a disfunzioni tiroidee: depressione, "disordine bipolare", "schizofrenia" ...
E ricordatevi: gli ormoni tiroidei sono un po' come la vitamina D: ogni cellula del nostro corpo ne ha bisogno.
La dottoressa Wentz afferma che si ottengono GRANDI MIGLIORAMENTI in sole DUE SETTIMANE, rimuovendo dalla dieta glutine, casina e soia, e ulteriori risultati iniziando una dieta paleo-autoimmune per mezzo di un meccanismo di mimica molecolare.
Se l'ipotiroidismo può causare depressione, è vero anche il contrario: depressione, tristezza, lutti improvvisi, perdita del lavoro, stress lavorativo o di altro tipo, gravi perdite in campo sentimentale, scarsità di nutrienti (alimentazione a base di carboidrati) possono innescare un meccanismo che aveva un senso all'età delle caverne, ovvero quello di rallentare il metabolismo del corpo quando ci si sente minacciati, in pericolo, senza la prospettiva di avere cibo nutriente.
SImilmente la carenza di vitamina D significa "la primavera è lontana, non c'è cibo" e così bassi livelli di vitamina D nel sangue portano a diventare apatici, depressi. GLi orsi vanno in letargo quando la vitamina D scende sotto una certa soglia. Forse negli esseri umani funziona ancora un programma ancestrale che porta ad una sorta di semi-letargo quando la vitamina D è troppo bassa. Ed ecco cher l'organismo risparmia energie, e quindi non spreca risorse per rimettere a nuovo le articolazioni (giusto per dirne una). Bassi livelli di vitamina D portano ad un minore dispendio energetico su molti fronti. Quando risale la vitamina D (arriva il sole, la primavera, il cibo) il corpo sente che c'è in prospettiva cibo e quindi energia da spendere anche per rimettere a posto le articolazioni (giusto per fare un esempio).
Mimica molecolare: una sequenza di aminoacidi di qualche proteina di un agente infettivo o di un cibo, assomiglia a una sequenza di un tessuto del nostro corpo, e il nostro sistema immunitario può "sbagliare bersaglio"

NB: tra le conclusioni "il mimetismo molecolare, 40 anni dopo l'intuizione di Shapiro e colleghi, è un fatto sperimentalmente ben dimostrato".



Aggiornamento 18/3/2017

Il cumino nero è stato efficace in un piccolo studio, ma randomizzato e controllato, di migliorare la funzionalità della tiroide e i parametri di infiammazione (VEGF) in persone con Hashimoto

Aggiornamento 22/3/2017

legami tra infiammazione e aumento di peso (o a volte riduzione!)

Aggiornamento 27/2/2017

Un ottimo articolo di una collega sull'effetto potenzialmente negativo di gluteo e caseomorfine, dalle malattie autoimmuni alle intolleranze alimentari.

Aggiornamento 29/3/2017

Quali sono i fattori che slatentizzano la celiachia nelle persone predisposte geneticamente? Disbiosi intestinale, infezioni intestinali, e, contrariamente a quanto dicono alcuni, anche alte dosi di glutine sono probabilmente fondamentali. Aggiungerei anche la qualità del glutine (quello dei grani moderni è più infiammatorio)

Ottimo articolo di un collega su intestino e tiroide

Aggiornamento 4/4/2017


Problemi immunitari e infiammatori? Iniziate a curare il sonno e resettare l'orologio circadiano. “Il sonno dovrebbe essere considerato un pilastro della salute, insieme ad alimentazione e esercizio fisico”, ha detto Van Cauter, docente di medicina a Chicago. “E' molto importante esaminare la possibilità che ottimizzare il sonno possa essere un intervento sullo stile di vita che potrebbe avere maggior successo della restrizione dietetica o dell'esercizio fisico. E' una cosa in più che le persone possono fare.”

I ritardanti di fiamma aumentano il rischio di patologie tiroidee e in particolare tumore papillare.


Aggiornamento 7/4/2017

Le persone obese dovrebbero avere valori di riferimento del TSH diversi dalle persone sane.

Aggiornamento 13/4/2017


Chi soffre di fibromialgia ha spesso alterazione nell'asse surrenale, che gestisce la risposta allo stress. Si sono identificate alterazioni epigenetiche che aumentano la sensibilità ai glucocorticoidi e riducono la produzione di energia

Aggiornamento 27/4/2017

In chi soffre di fatica cronica si riscontra un'alterata flora intestinale, ma spesso viene mascherata dai concomitanti problemi infiammatori intestinali e quindi complica lo studio delle cause e le conseguenti diagnosi e provvedimenti terapeutici da prendere

Quali sono i fattori ambientali che aumentano il rischio di malattie tiroidee? 
Le radiazioni post Chernobyl, l'eccesso di iodio, la carenza di selenio e vitamina D, il fumo, alcune infezioni virali (rosolia, mononucleosi, epatite C ecc), alcune terapie come quelle con l'interferone e l'amiodarone, le alterazioni del microbiota, alcune sostanze chimiche come il bisfenolo A, i ritardanti di fiamma, gli ftalati, i metalli come il cadmio e il manganese.

Aggiornamento 30/4/2017


La pericolosità dei biofilm (aggregati di microrganismi che rilasciano sostanze dannose, e causano l'80% delle infezioni nelle mucose) e come rimuoverli con metodi naturali.

Aggiornamento 17/5/2017

Problemi di tiroide e psoriasi spesso si sovrappongono.



Aggiornamento 23/5/2017

Secondo uno studio, ridurre i carboidrati (e i cibi goitrogeni) riduce gli anticorpi contro la tiroide riducendo l'azione di ChREB, un elemento attivato dai carboidrati. Con una migliore funzione tiroidea i pazienti hanno perso peso, anche per l'inibizione della lipogenesi.



Aggiornamento 27/5/2017

Gli ormoni tiroidei sono estremamente importanti per lo sviluppo cerebrale del feto. E la tiroide è molto suscettibile alle sostanze chimiche (pesticidi, PCB, BPA, ecc in generale chiamati perturbatori endocrini).
L'esposizione ad alte dosi di queste sostanze, che non sono mai testati in "cocktail" nelle prove di sicurezza, è legata a difetti neurologici come riduzione del QI, autismo e ADHD

Aggiornamento 4/6/2017

Gli eventi acuti di stress portano ad aumento della permeabilità intestinale e del microbiota, con conseguente alterazione del metabolismo e dei metaboliti che entrano in circolo, spalancando le porte alle malattie.


Dr Jared Seigler sullo stress:

"Lo stress è davvero un amplificatore.

Se c'è qualcosa che non va nel modo in cui funziona il corpo di una persona, lo stress lo farà peggiorare ulteriormente.

Una giornata calda, ad esempio, in una persona con sclerosi multipla. Non c'è stata una discussione, una scadenza, un pasto saltato, una nuova infezione, o viene esposta a sostanze chimiche. No, lo stress del calore ha peggiorato i sintomi.

Cerchiamo sempre di educare i pazienti su come imparare a rilassarsi. E' davvero un'arte perduta per alcuni. Ma si può fare qualcos'altro?

C'è un buon numero di ricerche sul fatto che i flavonoidi possono davvero aiutare a rallentare questo processo. In particolare, quercitina, rutina, luteolina, baicalina e apigenina. Ho una malattia autoimmunitaria e li prendo ogni giorno".

Aggiornamento 5/6/2017

"Vale la pena ricordare che i pazienti affetti da tiroidite di Hashimoto con o senza celiachia possono beneficiare di una dieta a basso contenuto di glutine sia per la progressione che per le potenziali complicazioni della malattia "

Altri fattori importanti sono la vitamina D e il selenio, e l'eccesso di iodio, che ha ridotto l'incidenza di gozzo ma aumentato quella di autoimmunità



Aggiornamento 22/6/2017

Anche secondo le nuove posizioni ufficiali, alcune persone possono beneficiare della combinazione tra T4 e T3.

Aggiornamento 24/6/2017

Si confermano i legami tra interferenti endocrini e diabete, aumento di peso, infertilità, tumori, problemi tiroidei e neurologici,
Le sostanze pericolose non sono solo quelle artificiali (pesticidi, BPA, conservanti dei cosmetici, ritardanti di fiamma, ftalati), ma anche alcune provenienti dalla natura, come la genisteina della soia e il resveratrolo (nonostante i loro effetti talvolta benefici), le micotossine, il fumo di tabacco.
I periodi più critici sono la gravidanza e i primi mesi di vita, nei quali è consigliabile mangiare in prevalenza cibi biologici. Evitare inoltre i lo scatolame ed evitare di scaldare la plastica nel microonde. Anche il contatto con vernici e insetticidi va evitato.

Aggiornamento 14/7/2017

La relazione del parlamento europeo che stabilisce che non esiste una soglia sicura per gli interferenti endocrini, a meno che il produttore non dimostri il contrario.

Aggiornamento 19/7/2017

I rimedi contro la candidosi.

La termogenesi è molto importante per dimagrire e arrivare ad una composizione corporea corretta: ci permette di consumare anche da fermi. Condizioni endocrine ottimali (sonno notturno, alimentazione idonea, riduzione dello stress) sono requisiti fondamentali per stimolarla.

Aggiornamento 24/7/2017


La carne di maiale aumenta il rischio di sclerosi multipla. Inoltre, se non ben cotta, è veicolo di specie pericolose come virus dell'epatite (E in particolare, ma aumenta il rischio generale di cirrosi) e Yersinia, una specie che aumenta il rischio di morbo di Basedow.

Aggiornamento 28/7/2017

I bifidobatteri sono capaci di farci stare meglio: possono migliorare alcune condizioni come psoriasi, intestino irritabile, fibromialgia, ma anche quelle mentali come la depressione.
Tuttavia possono giocare un ruolo, tramite mimetismo molecolare, anche nella genesi delle malattie autoimmuni e in particolare tiroidite. Anche candidosi, alcuni lattobacilli, Toxoplasma,  BorreliaYersiniaClostridium botulinumRickettsia prowazekiiHelicobacter pylori, HCV e Treponema stimolano autoimmunità.

L'articolo referenziato di Kresser su glutine, tiroide e autoimmunità.

Aggiornamento 2/8/2017

Cercate di fare sempre pace col vostro partner prima di andare a dormire. Litigare e la mancanza di sonno costituiscono un uno-due micidiale che alza il livello infiammatorio mediante una risposta stressogena

Metalli pesanti come piombo, cadmio, mercurio ecc inibiscono gli enzimi desiodasi

Segnalo un articolo di una brava collega su tiroide, alimentazione e sport, però penso che consigliare attività più intensa (HIIT e pesi) sia meglio

Aggiornamento 5/8/2017


In generale i fitoestrogeni sono sicuri, ma possono determinare ridotta fertilità maschile e problemi tiroidei in persone predisposte.

Aggiornamento 16/8/2017
Una combinazione di inositolo e selenio riporta alla normalità la funzione tiroidea di persone con ipotiroidismo subclinico 

Aggiornamento 28/8/2017

La vitiligine può essere un segno di intolleranza al glutine e collegata al malfunzionamento della tiroide.


Aggiornamento 19/9/2017

Una carenza di inositolo può essere il collegamento tra ovaio policistico e disfunzioni ormonali (tiroidee, insulinoresistenza, riproduttive).

Psoriasi e problemi tiroidei, anche subclinici (non evidenti), sono spesso legati.


Aggiornamento 2/10/2017

Il cetilpiridinio cloruro è un antisettico inserito in dentifrici, lacrime artificiali, spray nasali, collutori ecc


Negli studi in vitro altera la funzione mitocondriale e quindi la produzione di energia cellulare e disturba la funzione estrogenica


La privazione del sonno riduce l'attività tiroidea


Aggiornamento 4/10/2017
Interessante notizia dal dott Luchi




Aggiornamento 5/10/2017

Un post da Ric Fab, moderatore del gruppo Tiroide approccio Evolutivo


Negli studi in vitro altera la funzione mitocondriale e quindi la produzione di energia cellulare e disturba la funzione estrogenica


**perché si ingrassa (o quantomeno come)**
visto il 3D in cui si è parlato di ormone tiroideo e kg di troppo, un piccolo aneddoto che forse già conoscete 

negli anni settanta un biologo di nome Wade fece un esperimento su topi femmina: tolse loro le ovaie per vedere cosa succedeva
le topoline iniziarono a mangiare come forsennate e anche a mettere da parte fisicamente del cibo: si trattasse di comportamento umano, diremmo forse che erano diventate "golose"?
infondendo loro degli estrogeni il comportamento si annullava
la cosa interessante è cosa succedeva mettendole "a dieta", cioè limitando fisicamente il cibo a livelli normali: ingrassavano lo stesso e limitavano al massimo i movimenti
le topoline erano forse diventate "pigre"?
la spiegazione biochimica si potè trovare molti anni dopo, visto che mancavano gli strumenti: gli estrogeni controllano (inibendola) l'attività di un enzima chiamato lipoproteina lipasi (LPL) sulla membrana degli adipociti, che cattura il grasso circolante e lo porta dentro la cellula
se l'attività di questo enzima diventa incontrollata, i grassi vengono accumulati negli adipociti anche quando servirebbero da nutrimento al corpo, tanto che le topoline messe a dieta sarebbero morte di fame "da grasse" (cioè un'autopsia avrebbe rivelato un contenuto abnorme di grasso a fronte di una perdita di tessuto da parte di organi essenziali come fegato e cuore)
è in parte ciò che accade alle donne in menopausa (in parte, perché ovviamente l'esperimento estremizza la situazione, non cominciate con "ma io in menopausa sono dimagrita" eccetera, ovviamente la situazione reale è più complessa ed entrano in gioco altri fattori  )
l'aneddoto è riportato nel libro di Taubes "perché si diventa grassi", che si propone di ribaltare alcuni paradigmi che ci sono stati ripetuti talmente tanto da darli per scontati o "veri", mentre sono semplicemente dei modelli mentali (e dopo decenni di diete low fat, "mangia meno e va a correre" eccetera pare non spieghino le cose tanto bene)
in particolare, semplificando con una frase ad effetto, Taubes dice che SI MANGIA PERCHE' SI INGRASSA, piuttosto che vicevera (cioè si è impegnati nel "processo di ingrassare", che è primariamente ormonale), allo stesso modo in cui un bambino mangia per crescere, non è che cresce perché mangia: se non mangia a sufficienza cresce lo stesso, solo male

in sostanza si tratta quantomeno di non ridurla a una mera questione di "volontà" o di colpevolizzare comportamenti, non sta tutto lì



Aggiornamento 6/10/2017

La guida agli ormoni tiroidei

Lo iodio potrebbe essere carente in più persone di quanto si immagini.

Aggiornamento 17/10/2017

Quale evidenza che una dieta senza glutine possa aiutare per la tiroide? Molto soggettiva.

Se il protocollo autoimmune (o la paleo) non funziona, può trattarsi di infezioni non identificate (EBV), PTSD (disordine da stress post traumatico) o SIBO (sovracrescita batterica nel tenue)

Ottimo articolo su intestino permeabile e come curarlo.



Aggiornamento 20/10/2017

Il trattamento nutrizionale dell'ipertiroidismo (magnesio, calcio, gluten-free, poco iodio) e dell'Hashimoto (ipotiroidismo, selenio, zinco, B12, gluten-free)

I biofilm si confermano potenziali attivatori della risposta autoimmune, e sono molto difficili da trattare

Aggiornamento 28/10/2017

La supplementazione con vitamina D si conferma protettiva per la tiroide

Aggiornamento 30/10/2017

Le malattie autoimmuni sono inversamente proporzionali a quelle infettive. L'ipotesi dell'igiene è pienamente valida.

Aggiornamento 2/11/2017

L'articolo di Healthline.com su dieta e ipotiroidismo: assolutamente da evitare il miglio, evitabile il glutine, selenio e zinco da prendere sotto controllo

Aggiornamento 13/11/2017

La carenza di vitamina D è molto diffusa anche nel sud Europa, dove il sole è abbondante. Questo giustificherebbe politiche di integrazione e fortificazione dei cibi.


Aggiornamento 14/11/2017


Il bilanciamento tra nutrienti della carne e la prevenzione delle malattie. I micronutrienti importanti  e difficili da trovare in altri alimenti sono ferro, zinco, selenio e cobalto.


Aggiornamento 17/11/2017


Le alterazioni del microbiota facilitano gli scompensi ormonali, in particolare le malattie legate agli estrogeni o altri ormoni steroidei (ovaio policistico, endometriosi, osteoporosi, obesità, tumori del seno, dell'utero e della prostata). Nei modelli animali i lattobacilli restaurano la normalità.



Aggiornamento 21/11/2017

Il TSH è controllato solo da T3 e T4? No, la faccenda è ben più complessa!

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26635726


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