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domenica 18 febbraio 2018

Cibo industriale e incidenza di tumore


Riporto stralci di uno studio pubblicato in questi giorni sul rapporto tra cibo altamente raffinato (quello che chiamiamo industriale o junk food) e tumori e segnalato dal medico americano Jared Seigler.

"Secondo l'AICR seguire  una dieta equilibrata e diversificata (insieme alla prevenzione dell'uso del tabacco e alla riduzione dell'apporto di alcol) dovrebbe essere considerato uno dei più importanti obiettivi tra i fattori di rischio modificabili nella prevenzione primaria del cancro.
Gli alimenti industriali (ultra-elaborati) sono stati ripetutamente messi in relazione con aumento del rischio di diverse malattie, tra cui i tumori. Perché capita questo?
In primo luogo, gli alimenti ultra-elaborati hanno spesso un contenuto più elevato di grassi totali, grassi saturi e zuccheri e sale aggiunti, oltre a una minore densità di fibre e vitamine.
Oltre alla composizione nutrizionale, i contaminanti che si formano durante i trattamenti, alcuni dei quali hanno proprietà cancerogene (come acrilammide, ammine eterocicliche e idrocarburi policiclici aromatici), sono presenti nei prodotti alimentari trattati termicamente, anche grazie alla reazione di Maillard.

In secondo luogo, la confezione degli alimenti ultra-elaborati può contenere alcuni materiali a contatto con l'alimento per i quali sono state postulate proprietà cancerogene o di interferenza endocrina, come il bisfenolo A. Infine, gli alimenti ultra-elaborati contengono additivi alimentari autorizzati ma controversi, come nitrito di sodio (carne lavorata) o biossido di titanio (TiO2, pigmento per alimenti bianchi), per cui è stata suggerita la cancerogenicità in modelli animali o cellulari.
Questo studio è il primo a valutare il cibo industriale e il suo legame con l'incidenza di tumore.Alcuni studi hanno precedentemente suggerito che gli alimenti ultra-elaborati contribuiscono ad aumentare il rischio di disturbi cardiometabolici - come l'obesità, l'ipertensione, e la dislipidemia - ma nessun precedente studio epidemiologico prospettico ha valutato l'associazione tra  alimenti industriali e il rischio di cancro.
In questa ampia coorte prospettica, un aumento del 10% nella proporzione di alimenti ultra-trasformati nella dieta è stato associato a aumenti significativi del 12% nel rischio globale di cancro e dell'11% nel rischio di cancro al seno.
Questi risultati dovrebbero essere confermati da altri studi osservazionali su scala più larga, basati sulla popolazione, in diverse popolazioni e impostazioni. 
Sono inoltre necessari ulteriori studi per comprendere meglio l'effetto relativo della composizione nutrizionale, degli additivi alimentari, dei materiali di contatto e dei contaminanti in questa relazione. Il rapido aumento del consumo di alimenti ultra-elaborati può causare un numero crescente di tumori e altre malattie non trasmissibili. 
Pertanto, le azioni politiche che mirano alla riformulazione dei prodotti, alla tassazione e alle restrizioni di commercializzazione sui prodotti ultra-elaborati e alla promozione di alimenti freschi o minimamente trasformati possono contribuire alla prevenzione primaria del cancro. Diversi paesi hanno già introdotto questo aspetto nelle loro raccomandazioni nutrizionali ufficiali in nome del principio di precauzione"
Aggiornamento 11/4/2018
La candidosi orale va molto d'accordo con l'alcol per favorire i tumori del cavo orale
Aggiornamento 30/4/2018
Le cellule metastatiche hanno un metabolismo modificato che permette loro di crescere col fruttosio. Ecco perché un'alimentazione che limita i prodotti industriali, spesso ricchi di questo elemento, è da preferire in persone colpite da tumore

Aggiornamento 11/5/2018
Ad esclusione del latte, i latticini sono associati ad una riduzione del rischio di tumore al seno in una metanalisi
Aggiornamento 18/6/2018
Una dieta infiammatoria (ricca di alimenti industriali e povera di vegetali) si associa ad aumento del rischio di tumore ovarico
Aggiornamento 28/6/2018
Mentre in Italia si organizzano convegni per chiarire che lo zucchero è una cosa buona in Inghilterra si organizza un piano per bloccare la vendita di bibite ai giovani, farli camminare un miglio al giorno e disincentivare il cibo spazzatura

Aggiornamento 29/6/2018
Il miglioramento della salute globale passa dall'applicazione della tassa sugli zuccheri, la riduzione del sale, la scelta di opzioni alimentari più salutari
Aggiornamento 3/8/2018
Non ci sono forti prove che lo zucchero sia cancerogeno in senso stretto, ma il suo uso è fortemente legato all'aumento di peso, che è associato almeno a 12 tipi di tumore. Per questo l'American Institute for Cancer Research consiglia l'utilizzo di bibite non zuccherate
Aggiornamento 6/9/2018

Chi ha evitato di seguire le indicazioni dell'OMS sullo zucchero (meno del 10% e possibilmente arrivare al 5% delle calorie)? USA (il paese più obeso del mondo) e Italia (campionessa europea di obesità infantile) Nonostante sia noto che l'eccesso di zuccheri aggiunti sia nocivo, l'Italia non farà nulla per disincentivarne il consumo, neanche applicare una tassa che in molti paesi ha dimostrato di funzionare. Tasse su tutto, ma guai a metterla su questa sostanza che sta facendo allargare il girovita di bambini e adulti. E tutto questo perché si "rovinerebbero le nostre aziende" (notoriamente lo zucchero fa parte della dieta mediterranea e la CocaCola è un'azienda italiana)


Aggiornamento 7/9/2018
I tumori sono dipendenti dallo zucchero, e privandoli di questo nutriente li si fa morire. Spesso capita di leggere questo. Ma lo zucchero da cui dipendono non è il saccarosio (zucchero da tavola) che utilizziamo, ma il glucosio presente nel sangue (glicemia), che deriva dallo zucchero alimentare, dalle fonti di carboidrati (cereali, patate, ecc), dalle proteine che possono essere trasformate in glucosio (gluconeogenesi) e dai grassi che possono favorire l'insulinoresistenza e quindi determinare una glicemia alta. Quindi genericamente dagli eccessi di nutrienti, e non solo dallo zucchero. Inoltre alcuni tumori sono dipendenti invece da glutammina, acetato, lattato, acidi grassi. Tuttavia "Un aumentato metabolismo dello zucchero (glicolisi) può avviare cambiamenti maligni nelle cellule non maligne e la glicolisi mediata dalle proteine regolatrici HBP, GAPDH, EPAC e RAP1 sostiene fenotipi maligni in cellule maligne" Quindi per sfavorire sia la formazione che la proliferazione dei tumori è necessario tenere bassa la glicemia non (solo) riducendo lo zucchero alimentare, ma mangiando correttamente e muovendosi.


Aggiornamento 26/9/2018
Chi mangia alimenti con bassa qualità nutrizionale (tipicamente quelli processati e industriali) ha maggior rischio di tumore. Questo studio conferma i risultati di pochi mesi fa.
Aggiornamento 7/10/2018

Anche il seno ha il suo microbiota, e la presenza di alcune specie infiammatorie aumenta il rischio di tumore mammario. La dieta mediterranea favorisce le specie (lattobacilli) considerate protettive grazie ai loro metaboliti e alla riduzione dello stress ossidativo
Aggiornamento 9/10/2018
L'FDA americana mette al bando 7 additivi artificiali, ricordando che per una legge del 1938 qualsiasi sostanza sospettata di essere cancerogena non può essere messa nel cibo
Aggiornamento 31/10/2018

La dieta inadeguata che spesso fanno anziani e non solo, ricca di alimenti raffinati e povera di quelli nutrienti, porta a carenze nutrizionali che influenzano negativamente l'aspettativa di vita.
I fattori individuati come condizionatamente essenziali sono: taurina, ergotioneina, i metaboliti batterici pirroloquinolina chinone (PQQ) e la queuina,gli antiossidanti  luteina, zeaxantina, licopene, α- e β-carotene, β-criptoxantina (carotenoidi vegetali) e l'astaxantina (carotenoide marino) Il lavoro è scritto da Bruce Ames, un ricercatore che ha elaborato la Teoria del Triage nel 2006. La teoria afferma che quando un nutriente essenziale è modestamente carente, il corpo dirige l'apporto limitato di nutrienti alle funzioni essenziali a breve termine, a spese di quelli che prevengono danni insidiosi a lungo termine, che portano a malattie dell'invecchiamento come il cancro e le malattie cardiache. La teoria prevede che anche un apporto moderatamente inadeguato di vitamine e minerali essenziali può avere un effetto negativo sulle funzioni corporee necessarie per una vita lunga e sana.
Aggiornamento 9/1/2019
Numerosi tipi di tumore sono correlati con l'eccesso di peso. Questo è dovuto soprattutto al carattere endocrino del tessuto adiposo, che aumenta o altera la funzionalità di alcuni ormoni (IGF, insulina, ormoni sessuali). Mantenere un peso adeguato e ridurlo in caso di malattia sono associati a maggiore sopravvivenza. 
Gli autori inoltre elencano i provvedimenti necessari per ridurre l'incidenza dei tumori mantenendo un peso adeguato, individuati dall'OMS: oltre a praticare costantemente attività sportiva, le scelte politiche dovrebbero: eliminare i grassi trans, ridurre l'uso dello zucchero attraverso la tassazione, sovvenzionare i produttori di frutta e verdura per ridurne il prezzo, ridurre le porzioni degli alimenti pronti e indicare in etichetta le quantità di nutrienti insalubri. Inoltre promuovere l'allattamento esclusivo nei primi 6 mesi, promuovere l'educazione alimentare.
Aggiornamento 27/1/2019

Un'alta frequenza di consumo di cibi fritti, particolarmente pollo e prodotti ittici, aumenta la mortalità da qualsiasi causa, soprattutto cardiovascolare, nelle donne in postmenopausa. Questo può essere dovuto alla formazione di grassi trans, di acrilammide e di AGEs con le alte temperature, che determinano stress ossidativo e infiammazione, all'aumento della densità energetica, all'aumentato consumo di sale, al riutilizzo dell'olio che agisce sull'enzima paraoxonasi e inibisce il metabolismo del colesterolo.
Aggiornamento 2/2/2019
Alcune nanoparticelle come titanio diossido, silice diossido, oro e argento, contenuti in cibo processato, creme solari, medicine, possono, se iniettati in vena, favorire la propagazione delle metastasi tumorali
Aggiornamento 13/2/2019

Secondo un trial in cui le persone erano lasciate libere di mangiare senza limiti (ma con pasti con le stesse calorie e gli stessi macronutrienti) "Eliminare gli alimenti industriali dalla dieta riduce l'assunzione di calorie e determina perdita di peso, mentre grandi quantità di alimenti ultra-elaborati nella dieta aumentano l'assunzione di energia e il peso. Limitare il consumo di alimenti ultra-elaborati può essere una strategia efficace per la prevenzione e il trattamento dell'obesità". La differenza era quindi rappresentata da minerali e vitamine, che si perdono nel processo industriale e sono importanti per la sazietà.
Aggiornamento 17/2/2019

Aumentare del 10% il consumo di cibo industriale aumenta del 14% il rischio di morte da qualsiasi causa in uno studio francese effettuato su oltre 40 mila persone con più di 45 anni
Aggiornamento 9/3/2019

Secondo l'ultimo studio prospettico che ha revisionato i dati su oltre mezzo milione di persone, la sostituzione isocalorica del 5% dell'energia degli SFA (grassi saturi) con i MUFA (monoinsaturi) vegetali è stata associata  alla riduzione del 15%, 10%, 11% e 30% di mortalità totale, cardiovascolare (CVD), cancro e malattia respiratoria rispettivamente. La sostituzione isocalorica del 2% di SFA con acido linoleico è stata associata a mortalità totale inferiore (8%), CVD (6%), cancro (8%), malattia respiratoria (11%) e diabete mellito (9%).
L'assunzione di SFA, acidi grassi trans (TFA), MUFA  di origine animale, acido α-linolenico (ALA, omega 3 a catena corta) e acido arachidonico (AA, omega 6 a catena lunga) è stata associata a mortalità più elevata. L'apporto dietetico di PUFA (grassi polinsaturi) marini omega-3 e la sostituzione di SFAs con MUFA di origine vegetale o acido linoleico (LA) sono stati associati a una mortalità totale inferiore da CVD e altre cause specifiche. L'effetto protettivo di LA non sembra valere nelle persone con malattia cardiovascolare.
L'assunzione di AA è stata associata a mortalità totale, CVD, cancro e per malattia respiratoria più elevate. Sebbene sia un derivato di LA, l'assunzione di AA in eccesso può indurre effetti proinfiammatori e protrombotici, e quindi alla base di cambiamenti patofisiologici
Il rischio per la salute osservato con ALA può essere ascritto alla presenza di trans-ALA nel cibo, in particolare quello cotto. A causa della natura della sua struttura (molti doppi legami), l'ALA è da 12 a 15 volte più facilmente trasformabile in trans rispetto a LA e fino al 40% di ALA può essere presente come isomero trans.
"Questi risultati supportano le recenti linee guida dietetiche del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, che raccomandano di eliminare l'assunzione di TFA da alimenti trasformati come cibi fritti, cracker e margarina e di sostituire gli SFA (principalmente da carni rosse) con MUFA e PUFA (presenti negli oli vegetali). Inoltre, i nostri risultati suggeriscono che il consumo di MUFA da fonti vegetali e PUFA da alimenti ricchi di LA e di acidi grassi marini omega-3 dovrebbe essere incoraggiato per la salute generale e il controllo di varie malattie croniche".
Aggiornamento 19/3/2019
Lo speciale del TG1 sui veleni nel piatto, tra cibo industriale, grani antichi, olio di palma e di oliva
Aggiornamento 23/3/2019
Più si beve bibite zuccherate (SSB), più sale il rischio di morte prematura. Il legame è proporzionale.
Nello studio bere da una a quattro bevande al mese è legato ad un aumento del rischio dell'1%; da due a sei a settimana con un aumento del 6%; da uno a due al giorno con un aumento del 14%; e due o più al giorno con un aumento del 21%. Inoltre si è dimostrato un modesto legame tra il consumo di SSB e il rischio di morte precoce da cancro. "Questi risultati sono coerenti con i noti effetti avversi dell'alta assunzione di zuccheri sui fattori di rischio metabolici e la forte evidenza che bere bevande zuccherate aumenti il rischio di diabete di tipo 2, a sua volta un importante fattore di rischio per morte prematura. Supportano inoltre le politiche di limitazione della pubblicità delle bevande zuccherate a bambini e adolescenti e per l'attuazione della soda-tax perché il prezzo corrente delle bevande zuccherate non include gli alti costi di trattamento delle conseguenze ", ha detto Walter Willett, professore di epidemiologia e nutrizione.
Aggiornamento 24/3/2019

Nel modello animale, un quantitativo di HFCS (sciroppo di glucosio-fruttosio, mix dei 2 zuccheri usato come dolcificante nelle merendine e nelle bibite) corrispondente a una lattina di bevanda zuccherata al giorno stimola la crescita dei tumori intestinali, anche senza sovrappeso.

"I nostri risultati suggeriscono che il ruolo del fruttosio nei tumori è quello di migliorare il ruolo del glucosio nel dirigere la sintesi degli acidi grassi.La conseguente abbondanza di acidi grassi può essere potenzialmente utilizzata dalle cellule tumorali per formare le membrane cellulari e le molecole di segnalazione, per crescere o influenzare l'infiammazione". "A differenza del glucosio, il fruttosio non è essenziale per la sopravvivenza e la crescita delle cellule normali, il che suggerisce che le terapie rivolte al metabolismo del fruttosio vadano esplorate. In alternativa, evitare di consumare bevande zuccherate il più possibile invece di fare affidamento sui farmaci ridurrebbe significativamente la disponibilità di zucchero nel colon". Questo può spiegare l'impennata di casi di tumori intestinali tra i giovani, che normalmente colpiscono una fascia di età più avanzata.
Aggiornamento 25/3/2019
Nel modello animale, gli oli riscaldati più volte aumentano le metastasi del tumore mammario. Questo è probabilmente dovuto alla perossidazione lipidica che aumenta stress ossidativo e infiammazione
Aggiornamento 5/4/2019
La dieta povera di nutrienti è ora il maggior fattore di rischio modificabile, più del fumo, secondo l'autorevole rivista The Lancet. Non si tratta di mangiare meno, ma di mangiare meglio, frutta verdura e cereali integrali

"In sintesi, abbiamo scoperto che le cattive abitudini alimentari sono associate a una serie di malattie croniche e possono potenzialmente contribuire in maniera determinante alla mortalità  in tutti i paesi del mondo. Questa constatazione sottolinea l'urgente necessità di sforzi globali coordinati per migliorare la qualità della dieta umana. Data la complessità dei comportamenti dietetici e l'ampia gamma di influenze sulla dieta, il miglioramento della dieta richiede la collaborazione attiva da più parti in tutto il sistema alimentare, insieme a politiche rivolte a più settori del sistema alimentare".
Aggiornamento 6/4/2019
Il cibo spazzatura stimola la deposizione di grasso addominale. Per ogni 10% di calorie in più da cibo industriali, la circonferenza addominale di un bambino aumenta di 0,7 cm tra i 4 e gli 8 anni.
I problemi al metabolismo glucidico solitamente si manifesteranno dopo gli 8 anni.
"Diversi meccanismi possono spiegare la relazione tra un consumo maggiore di cibi ultra-elaborati e l'obesità addominale. Tali prodotti sono squilibrati dal punto di vista nutrizionale e contribuiscono ad un aumento significativo dell'apporto energetico quotidiano a causa del loro contenuto eccessivo di zuccheri, grassi trans e saturi, e determinano minore stimolo della termogenesi se confrontati con alimenti non elaborati. Inoltre, i cibi ultra-elaborati sono altamente appetibili e possono portare all'interruzione dei segnali di fame e sazietà.
Un altro aspetto preoccupante è l'aumento dell'assunzione di sostanze artificiali aggiunte ai prodotti alimentari ultra-trasformati dall'industria. La ricerca indica che il fruttosio artificiale può contribuire all'obesità modulando il microbiota intestinale, i dolcificanti artificiali possono contribuire all'aumento di peso stimolando la secrezione basale di insulina e il solfito di sodio, il benzoato di sodio e la curcumina possono promuovere l'obesità diminuendo la secrezione di leptina".
Aggiornamento 9/4/2019
Vi siete mai chiesti perché chi mangia male si ammala molto più spesso? Una delle cause potrebbe essere tBHQ (terz-butilidrochinone), indicato in etichetta come E319. Questo stabilizzatore dei grassi altera la risposta immunitaria, riducendo l'aggressività di alcuni globuli bianchi nei confronti del virus influenzale, e causa un'infezione più lunga e con maggiore perdita di peso. È presente negli alimenti che contengono oli (cracker e prodotti da forno), carni e pesce surgelati ecc. Può anche non essere indicato in etichetta se presente nell'olio per fritture.
Aggiornamento 11/4/2019
Una bottiglia di vino a settimana incrementa il rischio tumorale globale dell'1% circa (1,4% per le donne), corrispondente più o meno a quello di 10 sigarette a settimana.
Aggiornamento 23/4/2019

La dieta modula il microbiota intestinale e così quello mammario. Infatti i microbi presenti nella ghiandola e che finiranno nel latte materno sono quelli che vengono "pescati" dall'intestino. Se la dieta è di tipo mediterraneo allora i microbi riducono il rischio di tumore mammario grazie ai loro metaboliti.






Aggiornamento 25/4/2019

Nonostante quello che vi dicono alcuni medici con triplo mento e il diabete, ossia che se mangiate male è colpa vostra e non dell'industria, etichettare gli alimenti con zucchero aggiunto eviterebbe 350 mila malattie cardiovascolari, 600 mila casi di diabete e farebbe risparmiare 62 miliardi di dollari alla sanità nei prossimi 20 anni negli USA.
Aggiornamento 1/5/2019
Il consumo di bibite gassate aumenta il rischio cardiovascolare in maniera proporzionale al consumo. Questo è valido anche per le bevande "zero". Lo studio evidenzia anche un modesto legame con tutti i tipi di tumore, e raccomanda interventi politici per ridurre il consumo di queste bevande e favorire il consumo di acqua.
Aggiornamento 2/5/2019
Nei topi il digiuno intermittente insieme alla metformina (farmaco ipoglicemizzante) riduce la crescita dei tumori. In pratica la disponibilità di glucosio è uno dei fattori che nutre il cancro.

Nei prossimi mesi partirà la sperimentazione sull'uomo, con l'applicazione del protocollo dietetico da sommare alle terapie tradizionali come la chemio.
Aggiornamento 15/5/2019
E171, il biossido di titanio, al posto che alterare il microbiota, stimola la formazione di biofilm e lo stato infiammatorio, che potrebbero essere implicati nella formazione di tumori intestinali e MICI, ma anche diabete di tipo 1, asma e allergie.
Aggiornamento 18/5/2019
Che succede se si dividono 20 volontari sani in 2 gruppi, uno che mangia cibo spazzatura e l'altro cibo non industriale? Anche se le diete sono parificate per calorie e nutrienti, le persone sono lasciate libere di mangiare a volontà, e il primo gruppo mangia di più e aumenta di peso, mentre nel secondo dimagriscono.
Questo può essere dovuto alla minor sazietà, alla maggior velocità del consumo di cibo, al maggior consumo di energia indotto dal cibo non industriale (quoziente respiratorio inferiore nel secondo gruppo, ossia maggiore ossidazione dei grassi).
"In conclusione, i nostri dati suggeriscono che l'eliminazione degli alimenti ultra-elaborati dalla dieta diminuisce l'apporto energetico e facilita la perdita di peso, mentre una dieta con una grande percentuale di alimenti ultra-elaborati aumenta l'apporto energetico e porta all'aumento di peso. Limitare il consumo di alimenti ultra-elaborati può essere una strategia efficace per la prevenzione e il trattamento dell'obesità. Tuttavia, le politiche che scoraggiano il consumo di cibi ultra-elaborati dovrebbero tenere conto del tempo, delle capacità, delle spese e dello sforzo richiesto per preparare i pasti dagli alimenti minimamente trasformati, risorse che sono spesso scarsamente disponibili per coloro che non sono membri delle classi socioeconomiche superiori".
Aggiornamento 26/5/2019

Negli Stati Uniti, nel 2015 sono stati stimati 80mila casi di tumore legati alla dieta subottimale, ossia fatta da eccesso di alimenti industriali impoveriti di nutrienti ma ricchi di sale, grassi dannosi e carboidrati raffinati, e povere di alimenti non trasformati e nutrienti, come cereali integrali, frutta, verdura. Anche i latticini sono stati inseriti tra gli alimenti preventivi.
Le probabilità che la dieta "povera" porti al tumore sono simili a quelli di alcol, sedentarietà ed eccesso di peso. Queste condizioni colpiscono ovviamente le classi sociali più povere.
Aggiornamento 30/5/2019
Due grossi studi prospettici sono stati pubblicati oggi ed entrambi hanno evidenziato gli effetti negativi dei cibi industriali. In uno, il consumo di 4 porzioni di cibi industriali al giorno aumenta la mortalità del 62% e ogni porzione in più del 18%. Nell'altro ogni 10% di consumo di cibo industriale aumenta del 10% il rischio di malattia cardiovascolare, ipotizzando come cause "Vari fattori nella lavorazione, come la composizione nutrizionale del prodotto finale, gli additivi, i materiali di contatto e i contaminanti che si formano in cottura". Pur non potendo dimostrare causalità, i ricercatori concludono che i risultati devono essere tenuti in considerazione per raccomandare politiche che facilitino l'accesso a cibi freschi e non processati e scoraggino il consumo dei cibi processati.


Aggiornamento 10/6/2019

Ridurre pressione sanguigna, sale da cucina (del 30%) ed eliminare i grassi trans potrebbe risparmiare quasi 100 milioni di morti nei prossimi 25 anni.


Aggiornamento 12/6/2019

Avere un microbiota intestinale sano, grazie ad alimentazione sana ed eventualmente probiotici, può migliorare la sopravvivenza nel tumore al seno. Infatti nel modello animale un microbiota alterato facilita la diffusione delle metastasi, aumenta l'aggressività del tumore e rende più difficili le cure.


Aggiornamento 16/6/2019
Ogni porzione giornaliera in più di carne rossa processata aumenta il rischio di morte per qualsiasi causa del 17% a 8 anni di distanza. Il rischio di morte cardiovascolare cresce del 19% e quello di morte legata a malattie neurodegenerative del 57%. I risultati per la carne rossa non processata sono di lieve incremento non significativo.
Aggiornamento 23/6/2019

I consigli dell' American Institute for Cancer Research - AICR per grigliare in sicurezza.
1) privilegiare carne bianca e pesce ed evitare carni rosse e processate.
2) marinare con limone, spezie, erbe, olio EVO, aceto per ridurre la formazione di amine eterocicliche (HCA)
3) precuocere le carni per ridurre la formazione di idrocarburi policiclici aromatici, che si formano col fumo
4) usare fiamme basse per ridurre ulteriormente le HCA

5) aggiungere al pasto frutta e verdura colorate per aggiungere antiossidanti e ridurre ulteriormente i rischi
Aggiornamento 12/7/2019
Secondo uno studio osservazionale, che quindi non può stabilire legame causale ma solo associazione, ogni 100 mL di bibite gassate zuccherate al giorno il rischio di tumore aumenta del 18% (del 22% quello di tumore al seno). Il meccanismo potrebbero essere dovuto allo zucchero, che aumenta il grasso viscerale, la glicemia e l'infiammazione, tutti fattori protumorali. Anche il 4-metilimidazolo (colorante caramello) potrebbe avere un ruolo. Anche i succhi di frutta senza zuccheri aggiunti hanno mostrato un'associazione.


Aggiornamento 15/7/2019
La carenza di folati aumenta il rischio tumorale, mentre l'eccesso di acido folico, una sostanza che si può assumere solo con gli integratori, aumenta il rischio di tumore alla prostata.
Aggiornamento 2/8/2019
Iperglicemia e iperinsulinemia aumentano il rischio di tumore pancreatico
Aggiornamento 22/8/2019

Al crescere del peso corporeo medio della popolazione, si riduce l'età media alla quale si sviluppano i tumori
Aggiornamento 23/8/2019
Secondo una metanalisi la vitamina D non riduce la mortalità in generale, ma quella da tumori del 16%
Il biossido di titanio (E171), additivo comunemente aggiunto, potrebbe alterare la flora in modo da aumentare il rischio di infiammazione intestinale e tumore del colon
Aggiornamento 4/9/2019
Hanno studiato il rapporto tra consumo di bibite e mortalità. "L'alto livello di consumo di bevande analcoliche totali, zuccherate e dolcificate artificialmente è risultato associato a più alto rischio di morte per tutte le cause. Sono state osservate associazioni positive tra bibite zuccherate e decessi per malattie digestive, nonché tra bibite zuccherate artificialmente e decessi per malattie circolatorie. Sono necessari ulteriori studi per verificare i possibili effetti negativi sulla salute degli edulcoranti artificiali".
Aggiornamento 9/9/2019
Aumentare del 20% il costo delle merendine e degli snack zuccherati con una tassa ridurrebbe la prevalenza dell'obesità del 2,7% dopo il primo anno, contribuirebbe a ridurre la disparità di salute che colpisce i più poveri
Aggiornamento 12/9/2019

La dieta infiammatoria aumenta il rischio di tumore tiroideo e mammario
Aggiornamento 15/9/2019

Il consumo di cibo industriale è associato con maggiore adiposità in bambini e adolescenti. Può sembrare banale ma visto che qualcuno continua a dire che tutte le calorie sono uguali lo rimarchiamo.
Aggiornamento 22/9/2019

Esistono legami tra alimentazione e crescita e progressione tumorale.
In generale sia l'alto contenuto di carboidrati che di grassi sa associa ad aumentato rischio tumorale, e la restrizione calorica lo riduce.
Tra gli aminoacidi, glicina, serina e metionina stimolano la crescita nei modelli animali.
La dieta chetogenica può inibire la crescita tumorale, in particolare nei tumori cerebrali, ma aumentarla in altri modelli.
"Un altro studio ha dimostrato che l'integrazione dietetica con sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio (HFCS) in quantità simili al consumo umano di ~ 12 once di bevande zuccherate al giorno aumenta la crescita di tumori intestinali in un modello murino carente di Apc107. I tumori dei topi trattati con questa dieta avevano livelli aumentati di acidi grassi a catena lunga, suggerendo che lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio attiva la sintesi degli acidi grassi. Senza gene per la sintesi degli acidi grassi (Fasn) i topi erano insensibili agli effetti dello sciroppo, indicando che la de novo lipogenesi è necessaria per la risposta del tumore a questa dieta".
"L'osservazione di effetti opposti della stessa dieta su
diversi tipi di tumore dimostrano che è necessaria cautela nell'estrapolazione di questi studi sugli animali per fornire raccomandazioni dietetiche ai malati di cancro, in particolare senza una chiara comprensione di ciò che guida meccanicamente queste differenze nella risposta tumorale".
Una prospettiva interessante la offre il digiuno nei giorni di chemioterapia, che abbassa glicemia, insulina e IGF-1 e incrementa la sensibilità ai farmaci e forse riduce la disponibilità di glutammina.
Aggiornamento 25/9/2019
Nella popolazione portoricana, le donne che consumano quotidianamente il soffritto di aglio e cipolla hanno il 67% di rischio in meno di tumore al seno rispetto a quelle che non lo consumano.
Aggiornamento 1/10/2019

"La dieta occidentale ricca sia di grassi che di zuccheri trasformati ha portato all'aumento della prevalenza di molte malattie metaboliche". Si sono fatti passi avanti per mettere in evidenza i collegamenti tra fruttosio aggiunto (HFCS), insulinoresistenza e obesità. Il suo contributo all'aumento dell'incidenza di tumore al seno triplo negativo è sicura, rimane da stabilire quanto sia un effetto diretto e quanto sia mediato dall'aumento di peso e dall'insulinoresistenza.
"Tipi specifici di tumore, come il carcinoma mammario triplo negativo (TNBC), sono sensibili ai fattori dietetici ed eccezionalmente difficili da trattare, esiste quindi la possibilità di cure preventive attraverso interventi dietetici nelle popolazioni a rischio".
"Il consumo di zucchero è stato a lungo ipotizzato associato allo sviluppo di alcuni tumori, tuttavia forti pressioni e pratiche corrotte finanziate dalla Sugar Research Foundation (SRF, gli stessi che si oppongono alla tassa sugli zuccheri per capirci) hanno ostacolato la ricerca sull'argomento per molti anni".
Grandi quantità di fruttosio nella dieta sono associate a specifici cambiamenti metabolici nelle ghiandole mammarie che sono stati collegati allo sviluppo del carcinoma mammario, perché il tessuto adiposo mammario rilascia dei fattori che stimolano l'alterazione cellulare e la progressione tumorale. In particolare i recettori per i glucocorticoidi, ormoni dello stress, bloccano l'apoptosi, principale meccanismo di difesa dalla proliferazione di cellule neoplastiche, portando a crescita incontrollata. Questi recettori sono modulati anche da fattori dietetici.
Aggiornamento 8/10/2019

Uno dei motivi degli effetti negativi della carne rossa è Neu5Gc, un particolare zucchero presente in quel tipo di carne che crea infiammazione e reazione immunitaria agli umani, che non sono in grado di degradarlo. Questo zucchero pare implicato anche nell'iniziazione e progressione tumorale. Alcuni batteri però sono capaci di degradarlo, e la loro presenza nell'intestino potrebbe ridurre la pericolosità dell'alimento, mentre chi non li possiede potrebbe avere maggior rischio di tumore, diabete e aterosclerosi.
Aggiornamento 13/10/2019
Nel modello animale l'esposizione alle microplastiche di polistirene (quello che chiamiamo comunemente polistirolo) altera il microbiota intestinale e le funzioni epatiche.
Aggiornamento 21/10/2019

Le prove di sicurezza su molti additivi alimentari sono state fatte alcuni decenni fa, senza andare a rinnovare le autorizzazioni, ma prove crescenti suggeriscono che essi possono perturbare l'omeostasi intestinale, contribuendo così a promuovere risposte infiammatorie dannose per i tessuti, specialmente in soggetti con disturbi intestinali o sistemici (ad es. pazienti con IBD, pazienti con sindrome metabolica) o suscettibili a condizioni patologiche (ad es. parenti di pazienti con cancro del colon, parenti di pazienti con IBD).
[Di recente] molti studi preclinici hanno collegato il consumo aumentato e prolungato di additivi alimentari con lo sviluppo e la progressione di varie forme di colite, carcinoma del colon-retto e sindrome metabolica, che è caratterizzata da un aumento di adiposità, disglicemia e infiammazione basale.
Dolcificanti, maltodestrine, emulsionanti, biossido di titanio, nanoparticelle, possono tutti agire alterando la fisiologia intestinale e il microbiota.
"I disinfettanti come il triclosan possono promuovere l'infiammazione intestinale di basso grado, la colite e la carcinogenesi del colon associata a colite nei topi anche a basse dosi", attivando i TLR4. Quindi è probabile un legame tra consumo di queste sostanze e sviluppo/peggioramento delle malattie intestinali e metaboliche nell'uomo, anche se "sarebbe importante accertare se gli stessi effetti si verificano anche negli esseri umani prima di trarre conclusioni sugli effetti deleteri degli additivi sull'omeostasi intestinale".
Le ricerche associano gli alimenti industriali, che sono prevalenti nella dieta occidentale, con aumentodipesoobesità, aumento della resistenza all'insulina e un rischio più elevato di diabete di tipo 2. Anche il rischio di tumori e malattie autoimmuni sale. Tuttavia esistono persone che mangiano cibo-spazzatura in quantità elevate senza avere alcun problema, e questo potrebbe essere collegato ad alcuni batteri intestinali. Nei topi si è infatti evidenziato che alcuni batteri sono capaci di degradare composti potenzialmente tossici come gli AGEs, la fruttosolisina (derivante dalla reazione di Maillard) presente in latte ultra pastorizzato, pasta, cioccolato e cereali, che possono essere tra i colpevoli dell'aumentato rischio di malattia. Chi possiede questi batteri probabilmente può preoccuparsi meno della qualità della sua dieta, anche se a lungo termine non si possono trarre conclusioni.
Aggiornamento 13/1/2020
Obesità e consumo di cibo spazzatura vanno di pari passo. Lo scarso consumo di fibre è associato a lesioni precancerose, cancro, malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e morbo di Crohn, e aumento della mortalità, mentre le "bluezone", le aree con maggiore longevità al mondo, sono caratterizzate da alto consumo di fibre e cibo minimamente processato. La mancanza di fibra (e altri nutrienti) è invece determinata dal consumo di cibo industriale.
Scrivono gli autori: "L'epidemia di malattie croniche è direttamente correlata alla presenza e alla diffusione dell'obesità . Piuttosto che un semplice trattamento secondario delle malattie coi soli farmaci, dobbiamo anche spostare i nostri sforzi verso l'utilizzo del cibo come medicina.
Per ridurre la mortalità per tutte le cause e l'obesità negli Stati Uniti, dovremmo evitare o almeno limitare i cibi e le carni trasformate e le bevande zuccherate aumentando nel contempo l'assunzione di verdure , legumi, noci, frutta e acqua".
Aggiornamento 20/1/2020
La dieta proinfiammatoria aumenta il rischio di tumore al colon, in particolare se abbinata a grasso addominale e sedentarietà.
Aggiornamento 16/2/2020

Bacteroides thetaiotaomicron, un batterio presente nell'intestino sano, trasforma i glucosinolati in isotiocianati, ed è quindi importante per l'effetto anticancerogeno dei broccoli
Aggiornamento 27/2/2020

In uno studio americano su circa 50 mila donne, il latte e in maniera minore i latticini aumentano il rischio di tumore al seno, già a dosi basse. "Il consumo compreso tra appena 1/4 e 1/3 di tazza di latte al giorno è stato associato ad un aumentato rischio di cancro al seno del 30%", ha detto Fraser, uno dei ricercatori. "Bevendo fino a una tazza al giorno, il rischio associato è salito al 50% e, per coloro che ne bevono da due a tre tazze al giorno, il rischio è aumentato ulteriormente dal 70% all'80%". Il tipo di latte (scremato o intero) non ha influenzato i risultati, mentre "non si notavano importanti associazioni con formaggio e yogurt". Il risultato può essere dovuto alla maggiore quantità di IGF1 presente nel latte americano. "Gli ormoni sessuali bovini e i livelli sierici endogeni di IGF-1 sono due possibili agenti di mediazione in un legame tra carcinoma mammario e latte bovino. Circa il 75% delle vacche che forniscono latte nella moderna produzione casearia sono in gravidanza e, per definizione, stanno allattando. Quindi rilevanti quantità di estrogeni (ng/L) e progesterone (mg/L) si trovano nel latte di vacca. Le concentrazioni di progesterone sono fortemente correlate positivamente al contenuto di grassi del latte e allo stadio della gestazione. [...] I livelli di estrogeni e progesterone nel latte sembrano essere piccoli rispetto alla produzione endogena femminile e sono stati dichiarati biologicamente irrilevanti. Tuttavia: il latte magro e il latte intero favoriscono la crescita del tumore mammario nei ratti, [...] il consumo di latte aumenta l'escrezione urinaria e i livelli sierici di estradiolo. Alcuni di questi effetti potrebbero derivare dalla conversione endogena di estrone da latte (o altre varianti coniugate) e progesterone in estradiolo. Livelli ormonali sostanzialmente più bassi sono riportati nel formaggio e nello yogurt (per grammo di alimento). [...] Il latte contiene IGF-1 bovino che viene assorbito e non viene distrutto dalla pastorizzazione. Inoltre l'assunzione di latte è stata anche associata a livelli più elevati di IGF-1 endogeno, un ormone proliferativo che è un probabile fattore causale nel carcinoma mammario". La soia non ha effetto chiaro secondo lo studio. I ricercatori concludono suggerendo di tenere conto di questi dati nelle linee guida, che consigliano 3 porzioni di latte al giorno. Si tratta di uno studio osservazionale, che quindi non stabilisce relazione causa-effetto, ma con delle basi biologiche che possono giustificare la relazione.
Aggiornamento 6/3/2020
La fibra alimentare previene il tumore al colon perché viene fermentata a butirrato, un composto antinfiammatorio e che stimola i Treg e la morte delle cellule tumorali
Gli AGEs, composti derivati dai carboidrati che si formano in cottura, sono associati ad aumentato rischio di tumore al seno postmenopausale
Aggiornamento 8/3/2020
Il ferro emico, presente nella carne ma non nei vegetali, può promuovere il tumore al colon i diversi modi: stress ossidativo, infiammazione, alterazione del microbiota e proliferazione cellulare. Questo non significa che chi mangia carne avrà un tumore, né che chi non la assume non si ammala. Il rischio è trascurabile per chi ne assume in quantità da linee guida (una-due volte a settimana, e saltuariamente quella processata con nitriti), e viene sicuramente ridotto dall'alta assunzione di fibre e polifenoli, che controbilanciano l'effetto negativo sul microbiota. Raccomandazioni che in pochi seguono.
Aggiornamento 9/3/2020
Una stima dell'importanza delle cause di tumori in Inghilterra: il principale fattore di rischio risulta il fumo (15%), seguito dal peso in eccesso (6,3%), radiazioni, fattori occupazionali e infezioni. I primi fattori nutrizionali "puri" sono alcol e insufficienza di fibre (3% ciascuno) seguiti da carne processata (circa 2%). A seguire inquinamento, mancato allattamento e sedentarietà
L'indice glicemico viene indicato come fattore nel tumore uterino.
In pratica non fumando, consumando alcol saltuariamente, aumentando il cibo non processato e mantenendo il peso avete già quasi azzerato il rischio.
Aggiornamento 27/3/2020
Il mio nuovo articolo che spiega la situazione sull'uso della terapia alimentare abbinata alle terapie tumorali
Aggiornamento 18/4/2020
Alcuni medici stanno notando che chi è sovrappeso, e quindi infiammato, è più a rischio nella malattia da coronavirus.
Tim Spector, professore di epidemiologia genetica, King College di Londra, ha dichiarato: "L'obesità e una dieta povera (di nutrienti) stanno emergendo come uno dei maggiori fattori di rischio per una grave risposta alla Covid-19 che non può più essere ignorata".

Robert Lustig, professore di endocrinologia pediatrica all'Università della California, San Francisco e presidente dell'Istituto di Nutrizione Responsabile, ha dichiarato: "Ho sentito chiamare Covid-19 "bestia", perché non distingue. In realtà, non distingue chi infetta, ma distingue chi uccide. Oltre agli anziani, sono quelli che sono neri, obesi e/o hanno condizioni preesistenti. Che cosa ha distinto questi tre dati demografici? Alimenti processati. Perché il cibo ultra-elaborato conferisce  infiammazione, che Covid-19 è felice di sfruttare. Solo un altro modo in cui il cibo trasformato uccide. È tempo di ripensare il tuo menu".
Aggiornamento 22/5/2020

Esiste "una significativa associazione tra indice di infiammazione della dieta (DII) e incidenza, mortalità e ricovero in ospedale di persone con diversi tipi di tumori. Il DII, utilizzato per valutare le proprietà infiammatorie della dieta, può essere usato per predire l'incidenza e la mortalità di tutti i tumori. "Secondo i risultati dello studio, raccomandiamo il cambiamento dei modelli alimentari, in quanto fattori alterabili, che possono ridurre sostanzialmente sia i rischi di incidenza che quelli di mortalità nei pazienti oncologici" .