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giovedì 30 maggio 2019

Energy (unhealthy) drink


Forse non son o più di moda come qualche anno fa, ma si continuano ad utilizzare alla grande gli energy drink, bibite solitamente zuccherate o dolcificate con aggiunta di caffeina e altri stimolanti nervini, come le vitamine del gruppo B, e utilizzati per  migliorare l'attenzione, le capacità cognitive e le performance sportive.
In realtà dati recenti indicano un aumento di consumo, negli USA almeno. Esistono almeno 500 tipi di queste bevande nel mercato.


https://www.memecenter.com/fun/1065050/energy-drink


Tuttavia già da qualche anno gli esperti hanno lanciato un allarme sui possibili effetti avversi riconducibili alla loro composizione.

Come ci chiarisce l'articolo di Healthline.com, è vero che queste bevande incrementano attenzione e funzione cerebrale in persone stanche e che hanno dormito poco. Ma il modo per recuperare dalla stanchezza non è assumere stimolanti, ma  riposare. Il sonno è fondamentale per la salute.

https://www.cartoonstock.com/directory/e/energy_drink.asp



L'utilizzo di energy drink, grazie alla loro ricchezza in zucchero e caffeina, è associato ad un maggiore rischio cardiovascolare.

La caffeina può inoltre favorire la disidratazione, e le  bibite zuccherate sono note per aggravarla dopo l'attività fisica, aumentando anche i marker di danno renale. Andrebbero quindi sicuramente evitati dopo l'allenamento.

Gli energy drink aumentano la pressione a riposo, anche nei ragazzi sani e soprattutto nelle persone che non sono abituate a introdurre caffeina.

In particolare l'assunzione di queste bevande porta, in acuto in persone giovani e sane, ad una perdita della funzione endoteliale (la capacità dei nostri vasi di rilassarsi e così di tenere la pressione corretta) del 50%. Questo si manifesta con tachicardia e aumento della pressione, ed è probabilmente dovuto alla combinazione di zuccheri, stimolanti e caffeina.


L'uso di energy drink porta ad anomalie elettrocardiografiche superiori all'uso di bibite che contengano solo caffeina. Questa situazione è potenzialmente pericolosa durante lo sport, e questo studio ha portato anche ad un comunicato ufficiale dell'AHA (cardiologi americani). Il rischio è anche di aritmie e morti improvvise.


L'uso degli energy drink potrebbe essere particolarmente dannoso per il cervello in formazione degli adolescenti.
Mescolare alcol ed energy-drink ha un effetto simile a quello della cocaina nell'architettura cerebrale degli adolescenti ed è indicato dai medici come reale pericolo tra le abitudini dei giovani, anche se una metanalisi lo mette in dubbio.
L'uso frequente di energy drink sembra favorire l'utilizzo di altre sostanze da abuso, e in generale il cervello viene influenzato negli anni a venire.
Gli esperti canadesi hanno emesso un parere ufficiale nel quale informano che queste bevande non sono necessarie né benefiche
Aggiornamento 4/9/2019

Hanno studiato il rapporto tra consumo di bibite e mortalità. "L'alto livello di consumo di bevande analcoliche totali, zuccherate e dolcificate artificialmente è risultato associato a più alto rischio di morte per tutte le cause. Sono state osservate associazioni positive tra bibite zuccherate e decessi per malattie digestive, nonché tra bibite zuccherate artificialmente e decessi per malattie circolatorie. Sono necessari ulteriori studi per verificare i possibili effetti negativi sulla salute degli edulcoranti artificiali".


Aggiornamento 19/9/2019
La carnitina riduce la pressione minima


Aggiornamento 24/9/2019

La vitamina K2 migliora la glicemia aumentando la carbossilazione delll'osteocalcina. Questa vitamina si trova nel grasso di animali alimentati a erba e viene prodotta da alcuni batteri intestinali, quindi alimenti di qualità e/o un microbiota bilanciato sono fondamentali per avere corretti livelli di questa vitamina.
Aggiornamento 29/9/2019
Le donne dovrebbero considerare di limitare il consumo di zuccheri aggiunti durante la gravidanza, e anche le bibite light non sono un'alternativa ideale.
In uno studio fatto su oltre 1200 donne, un maggiore consumo di saccarosio (zucchero) in gravidanza e l'assunzione di bibite zuccherate da parte delle madri erano associati a una scarsa funzione cognitiva della prole. "Il consumo materno di saccarosio è stato associato a scarse capacità non verbali per risolvere nuovi problemi e scarsa memoria verbale, memoria visiva e apprendimento; il consumo materno di bibite gassate (SSB) è stato associato a minore intelligenza globale associata sia alla conoscenza verbale che alle abilità non verbali. Inoltre, il consumo di SSB nella dieta materna è stato associato a scarse capacità motorie, visive spaziali e motorie visive nella prima infanzia e scarse capacità verbali più avanti. Il consumo di SSB nell'infanzia era associato a una minore intelligenza verbale nell'infanzia". Il consumo di frutta nei bambini è invece risultato associato con maggiore intelligenza.
Aggiornamento 7/10/2019

La caffeina stimola la produzione di cortisolo quindi chi è molto stressato farebbe bene ad eliminarla.
Aggiornamento 5/11/2019

Il consumo di bibite, sia zuccherate che dolcificate, aumenta il rischio di morte da ogni causa, in particolare tumore del colon, Parkinson, infezioni intestinali.

Lo studio si conclude raccomandando politiche per la riduzione del consumo delle bevande zuccherate
Aggiornamento 22/11/2019
L'insulina in eccesso stimola la vasocostrizione e quindi l'ipertensione

Aggiornamento 27/11/2019
Appena uno scrive che lo zucchero non fa male, ecco che appare lo studio che lo smentisce.
Sempre più prove ad esempio legano zucchero e ipertensione, mentre solitamente ci si preoccupa solo del sale.
Il fruttosio ad esempio stimola la ritenzione di sodio tramite l'angiotensina II (guarda un po' proprio l'ormone bloccato dai farmaci antipertensivi), e il suo assorbimento a livello intestinale, aumentando la pressione (e la cellulite...).
Inoltre lo zucchero è ben noto per stimolare l'aumento di peso e il grasso, soprattutto viscerale, aumenta la pressione. Invece la frutta, che contiene fibre, vitamine, sostanze fitochimiche e minerali (soprattutto potassio) ma anche naturalmente zuccheri è associata a riduzione della pressione
Aggiornamento 31/1/2020
Nelle persone con lieve ipertensione non si capisce esattamente se è conveniente trattare farmacologicamente, per cui la Società Europea dell'Ipertensione ha emesso una posizione ufficiale sull'uso di cibo, integratori e nutraceutici in questa condizione.
La barbabietola grazie ai suoi nitrati naturali appare il cibo più efficace. Tè ricco in catechine, karkadè, sesamo e melagrana hanno effetto più limitato.
Tra gli integratori, vitamina C, magnesio e potassio (attenzione a quest'ultimo in alcune patologie) sono i migliori, tra i nutraceutici gli isoflavoni della soia (in donne postmenopausa), il resveratrolo (nei diabetici) e la melatonina (in chi soffre di ipertensione notturna). Anche probiotici e prebiotici hanno discreta efficacia.
Molti altri funzionano (cacao, taurina, omega 3, ecc) ma a dosi elevate e a costi non bassi.


In ogni caso non si consiglia di rimuovere gli eventuali farmaci prescritti.

Aggiornamento 24/4/2020
In uomini con ipertensione, 6 settimane con allenamento HIIT per 20 minuti riducono la pressione sistolica e diastolica di circa 10mmHg, riducendo il rischio di morte cardiovascolare del 30% e di ictus del 40%. L'effetto è dovuto alla risposta delle cellule muscolari dei vasi arteriosi delle gambe.
Aggiornamento 6/5/2020

Mezzo litro di bibita zuccherata con fruttosio (HFCS) porta all'attivazione del sistema simpatico e all'aumento della resistenza vascolare a livello renale, grazie all'aumento di acido urico e vasopressina (ADH). Questo si traduce alla lunga in ipertensione e danno renale
Aggiornamento 13/5/2020
L'estratto di caffè verde riduce la pressione sanguigna
Una lattina al giorno di bibita zuccherata aumenta il rischio di ictus del 19% e di infarto del 25%, e del 26% di necessità di angioplastica

sabato 4 maggio 2019

Bambini grassi? Non è solo per le merendine


Contrariamente a quanto ci dicono alcune "autorità" della nutrizione, i bambini non sono grassi solo perché sedentari. E oltre a mangiare troppo e male, ci sono alcuni fattori ambientali che danno una spinta alla quantità di grasso accumulato. Pur rimanendo attività fisica e corretta alimentazione i 2 pilastri su cui basare la prevenzione dell'obesità, dobbiamo stare attenti anche ad altri fattori.

Dall'articolo pubblicato su Medscape.

Una varietà di prodotti chimici comuni di uso quotidiano può essere concausa dell'attuale epidemia di obesità tra i bambini americani (e non solo), e i pediatri devono educare a limitare il loro uso, secondo Leonardo Trasande, MD, della NYU Langone Health di New York.

"L'esposizione a queste sostanze sintetiche nella vita uterina e infantile può confondere i segnali molecolari e ormonali e possono mettere i bambini in condizione di sviluppare obesità e rischi cardiovascolari attraverso una serie di meccanismi", ha detto Trasande a Medscape Medical News.

Il più importante di questi potenziali meccanismi comporta l'alterazione diretta di diverse vie metaboliche, che "possono letteralmente rendere gli adipociti (le cellule ricche di grasso) più grandi o interrompere la funzione delle proteine ​​che proteggono il cuore, per esempio", ha spiegato.

Negli ultimi anni, tre categorie di sostanze chimiche sintetiche sono state identificate come potenzialmente in grado di esacerbare l'obesità infantile attraverso l'"interferenza metabolica": bisfenoli, ftalati e sostanze per- e polifluoroalchilici (PFSA).
"In particolare, gli ftalati influenzano l'espressione di alcuni recettori, chiamati PPAR", ha spiegato. "Questi recettori sono altamente influenti nel metabolismo dei lipidi e dei carboidrati".

"Gli ftalati determinano anche stress ossidativo", ha detto il pediatra Trasande. "Lo stress ossidativo è un fattore chiave nello sviluppo della resistenza all'insulina e un'altra via attraverso il quale queste sostanze chimiche possono indurre obesità, diabete e rischi cardiovascolari".


https://missmogablog.wordpress.com/2017/12/24/782/


Queste sostanze chimiche possono avere effetti deleteri sugli esseri umani e possono anche contrastare i benefici di uno stile di vita sano. "Negli studi sugli adulti, almeno, i PFAS sono stati associati al recupero del peso, anche nelle persone che hanno perso peso attraverso una dieta sana e una maggiore attività fisica".

"C'è una scienza emergente che minimizza l'importanza della dieta e dell'attività fisica nell'epidemia di obesità", ha spiegato Trasande, chiarendo il ruolo deleterio di questi interferenti endocrini.

I consumatori dovrebbero adottare misure semplici e sicure per ridurre al minimo l'esposizione a questi composti.
Un modo semplice per limitare l'esposizione ai bisfenoli, in particolare il BPA, è evitare i cibi in barattolo. E l'eliminazione di alimenti confezionati e trasformati contribuirà a ridurre l'esposizione agli ftalati. Inoltre, l'uso di alternative alle pentole antiaderenti è un modo semplice per limitare l'esposizione ai PFAS.
"La plastica non dovrebbe mai essere usata nel microonde perché gli ftalati microscopici e altri monomeri di plastica possono passare nei cibi", ha detto Trasande. Questo passaggio può verificarsi anche quando la plastica viene lavata in lavastoviglie o con prodotti chimici aggressivi, quindi si consiglia di lavarsi le mani.
Qualche mese fa è stata presa una posizione scientifica da parte dei pediatri americani, in cui si chiedevano regole più rigorose e trasparenti per quanto riguarda la designazione delle sostanze chimiche da dichiarare "generalmente riconosciute come sicure" (GRAS) dalla FDA.


Aggiornamento 5/6/2019
Le agenzie americane confermano la presenza di PFAS nel cibo, in particolare nel latte

Aggiornamento 18/6/2019

Secondo una stima ingeriamo ogni settimana 5g di plastica. Acqua, birra e molluschi gli alimenti più ricchi. Ringraziate gli sporcaccioni che gettano rifiuti dappertutto. La plastica agisce da interferente endocrino e immunitario, non stupitevi se certe malattie sono in aumento.
Aggiornamento 27/6/2019
Nonostante sia una malattia tipica dell'adulto e del'anziano, gli eccessi alimentari che oggi sono molto diffusi rendono possibile ammalarsi di diabete di tipo 2 da giovani. Questo è dovuto soprattutto all'ambiente obesogeno che ci circonda, con poca attività fisica e alimenti ricchi di calorie e poveri di nutrienti.
Tanto prima ci si ammala, tanto più si sottopone l'organismo a uno stress che porta a perdita della vista, malattie cardiovascolari, tumori, neuropatie, steatosi epatica, apnee notturne.

Dal punto di vista nutrizionale (e non solo), le ultime linee guida prevedono un approccio più "aggressivo" al fine di prevenire o ritardare le complicanze, consigliando "l'alimentazione per i giovani con diabete di tipo 2, come per tutti i bambini, dovrebbe concentrarsi su abitudini alimentari salutari che enfatizzino il consumo di alimenti ricchi di nutrienti e di alta qualità e riducano il consumo di alimenti densi di calorie, poveri di nutrienti, in particolare bevande zuccherate".
Aggiornamento 5/7/2019

Anche bassi livelli di inquinamento domestico, soprattutto da interferenti endocrini, favoriscono asma, allergie e obesità nei bambini.

Aggiornamento 9/7/2019

L'obesità infantile è un problema mondiale, perché chi ha questa condizione sarà probabilmente un adulto sovrappeso o obeso e maggiori sono gli anni con eccesso ponderale maggiore è il rischio per la salute.  Tra i fattori che aumentano il rischio, l'eccesso ponderale della madre e l'aumento di peso in gravidanza, il diabete gestazionale.
"Le donne incinte dovrebbero seguire uno stile di vita sano, evitare la malnutrizione e il fumo e moderare l'assunzione di zucchero per ridurre il rischio di adiposità infantile".
L'allattamento al seno dovrebbe essere incoraggiato per i suoi numerosi effetti benefici. Le evidenze non sono conclusive sui tempi di svezzamento, probiotici e prebiotici.
Nei bambini, l'eccesso di assunzione di proteine, il consumo di bevande zuccherate e il sonno ridotto sono associati a maggiore adiposità durante i primi 2 anni di vita.
Aggiornamento 12/7/2019
Fumo, interferenti endocrini e inquinamento riducono i livelli di vitamina D attiva, impedendo la sua trasformazione.

Aggiornamento 16/7/2019

I bambini obesi hanno maggiore rischio di ammalarsi di sclerosi multipla e rispondono meno alle terapie

Aggiornamento 19/7/2019

Ormai è noto il ruolo delle sostanze inquinanti nell'indurre insulinoresistenza e ridurre la capacità del grasso bruno (BAT) di ossidare i grassi, inducendo aumento di peso e diabete.
Paradossalmente esistono inquinanti, i PFO, che possono anche aumentare la capacità ossidativa del BAT e sono associati con minor rischio di sovrappeso.
Aggiornamento 20/7/2019

Secondo l'OMS World Health Organization (WHO)​ molti cibi indicati per bambini non lo sono affatto, avendo zuccheri aggiunti che sono dannosi per il futuro del bambino e non vanno introdotti così presto. Gli alimenti che contengono naturalmente zuccheri come frutta e verdure vanno invece bene.
Aggiornamento 30/8/2019


Un post della Collega M. Alessandra Tosatti


ELIMINARE LA PLASTICA DALLA CUCINA FA BENE ALL' AMBIENTE E ALLA SALUTE DEI BAMBINI!
Sono sempre più numerosi gli studi che dimostrano i rischi per la salute associati alle plastiche con cui, tutti i giorni, i bimbi vengono a contatto attraverso giochi e contenitori per il cibo (ma non solo!).
Secondo l'ultimo rapporto condotto dall'Istituto Superiore di Sanità con l' Associazione Culturale Pediatri (https://lifp.iss.it/?p=502&lang=en) l’esposizione continua a queste fonti aumenta il rischio di diabete, obesità, tumori, pubertà anticipata, disfunzioni ormonali, problemi neurologici. 
L’American Academy of Pediatrics ha definito delle raccomandazioni rivolte a pediatri e famiglie per ridurre, attraverso il cibo, l’esposizione alle plastiche https://www.aappublications.org/…/2018/07/23/additives072318):


- Promuovere il consumo di frutta e verdura fresca o congelata (aggiungo, meglio biologica!).
- Evitare le carni lavorate, in particolare il consumo materno durante la gravidanza.
- Evitare di scaldare alimenti o bevande al microonde in contenitori di plastica (compresi latte artificiale e latte materno raccolto con il tiralatte).
- Evitare di mettere la plastica nella lavastoviglie (pensiamo ai piattini, bicchierini e posate di plastica molto usati in svezzamento!). 
- Utilizzare alternative alla plastica, come vetro o acciaio inossidabile.
- Guarda il codice di riciclaggio sul fondo dei prodotti per trovare il tipo di plastica ed evita le materie plastiche con i codici di riciclaggio 3 (ftalati), 6 (stirene) e 7 (bisfenoli) a meno che le materie plastiche non siano etichettate come "biobased" o "greenware", indicando che sono fatti di mais e non contengono bisfenoli.
- Incoraggiare il lavaggio delle mani prima di maneggiare cibi e/o bevande e lavare tutta la frutta e la verdura che non possono essere sbucciate.
Aggiornamento 8/9/2019

Anche il consumo cerebrale ridotto può essere una causa di obesità, come spiega una bella revisione dell'argomento. In generale il cervello ha forte influenza sulla gestione delle risorse energetiche e la sua stimolazione può portare a consumare di più e mangiare meno.

Aggiornamento 15/9/2019

Il consumo di cibo industriale è associato con maggiore adiposità in bambini e adolescenti. Può sembrare banale ma visto che qualcuno continua a dire che tutte le calorie sono uguali lo rimarchiamo.

Aggiornamento 29/9/2019

I probiotici possono aiutare i bambini a dimagrire rispetto alla sola dieta
Aggiornamento 2/10/2019
Alcuni batteri sembrano in grado di degradare i pericolosi perfluoroalchilati (PFOA e PFAS), sostanze chimiche molto persistenti, che di recente hanno inquinato le falde venete.
Aggiornamento 9/10/2019

Molti bambini italiani sono malnutriti. Malnutriti per eccesso, in quanto introducono troppi grassi saturi, proteine, sale e zuccheri, e malnutriti per difetto per quanto riguarda vitamine, minerali, fibre e grassi polinsaturi.
Questo è dovuto al fatto che si introducono eccessi di alimenti raffinati e impoveriti di nutrienti e troppo pochi alimenti veri che contengono apportano tali nutrienti (frutta, verdura, cereali integrali, carne e pesce non intensivi).
I risultati? Obesità, allergie, diabete, ecc.
Aggiornamento 13/10/2019

Nel modello animale l'esposizione alle microplastiche di polistirene (quello che chiamiamo comunemente polistirolo) altera il microbiota intestinale e le funzioni epatiche.
Aggiornamento 21/10/2019
Un sostituto del BPA, detto bisfenolo AF, provoca infiammazione negli adipociti umani in coltura, dimostrando potenzialità di favorire l'aumento di peso
Aggiornamento 23/10/2019
Nelle donne in gravidanza è meglio non superare il consumo di pesce consigliato (3-4 porzioni a settimana) perché si rischia di eccedere nell'introito di PCB (plastiche), PFA, arsenico e mercurio. Anche la frutta risulta una fonte di pesticidi organoclorurati, e non dovrebbe essere consumata in eccesso. Consumare cibo biologico ha ridotto le esposizioni. Queste sostanze possono influire negativamente sulla salute dei bambini.
Aggiornamento 25/10/2019

La chimica fa sempre più danni, anche perché difesa dalle lobby e la sua diffusione è incrementata dall'inquinamento e dalla scorretta gestione dei rifiuti.
L'esposizione ad alcune sostanze tossiche nella prima parte della gravidanza come BPA e BPF (che sono i peggiori), triclosan (disinfettante), chlorpyrifos (pesticida), PFO, ftalati, si associa a quoziente intellettivo inferiore a 7 anni.
I maschietti sembrano maggiormente sensibili.
"Prevenire l'esposizione a donne in gravidanza o donne che cercano di rimanere incinta è fondamentale per prevenire danni neurologici ai bambini. Questo studio è significativo perché la maggior parte degli studi valuta una sostanza chimica alla volta; tuttavia, gli esseri umani sono esposti a molte sostanze chimiche contemporaneamente e le esposizioni multiple possono essere dannose anche quando ogni singola sostanza chimica è a un livello basso ", ha affermato Eva Tanner, PhD.
Le sostanze chimiche interferiscono con l'attività ormonale, anche a bassi livelli. Precedenti studi collegano numerosi sospetti interferenti endocrini, inclusi ftalati e BPA, a difficoltà di sviluppo neurologico nei bambini. Alcune di queste sostanze chimiche attraversano la placenta durante la gravidanza, esponendo il feto e causando potenzialmente un danno allo sviluppo irreversibile".

Vale la pena quindi evitare il più possibile cibo confezionato, acque non sicure, inutili disinfettanti, cosmetici, e usare prevalentemente cibo biologico.
Aggiornamento 1/11/2019
Negli USA la situazione dell'obesità infantile è così tragica che i pediatri raccomandano la chirurgia bariatrica per l'obesità severa anche negli adolescenti.

Nonostante si sia specificato "[...]Giusto per essere chiari, l'Accademia continua assolutamente a sostenere gli sforzi per migliorare l'accesso al cibo sano e l'attività fisica per tutti i bambini. La chirurgia per la perdita di peso non è mai stata pensata come una strategia di salute pubblica", si è arrivati a questo livello, perché purtroppo "abbiamo scoperto che è molto improbabile che i bambini con grave obesità invertano la loro obesità nell'età adulta attraverso i tradizionali cambiamenti comportamentali e dello stile di vita". L'indicazione è non prima dei 14 anni. In Italia abbiamo i bambini tra i più grassi d'Europa, e ancora si dubita se prendere provvedimenti
Aggiornamento 7/11/2019
Il microbiota intestinale, al di là delle calorie, si sta rivelando più importante di quanto ipotizzato nei confronti dell'obesità infantile.
Alimentazione sbagliata (iperproteica o ipercalorica), disbiosi, carenze nutrizionali, uso di antibiotici, parto cesareo, sovrappeso della mamma, uso di latte artificiale sono fattori che aumentano il rischio.
Allattamento prolungato, parto naturale, microbiota bilanciato, uso corretto degli integratori, sono invece fattori protettivi, perché bilanciano il sistema immunitario e l'infiammazione e aumentando il grasso bruno.
Aggiornamento 10/11/2019

Secondo una posizione dell'Accademia dei Pediatri Americani non esistono prove a lungo termine sulla sicurezza dei dolcificanti artificiali nei bambini, sebbene non sia stata neanche dimostrata in maniera incontrovertibile pericolosità. Negli studi su animali non aiutano nella perdita di peso e possono creare problemi metabolici. Viene inoltre sottolineato che non sono chiaramente indicati in etichetta (almeno negli USA).
Aggiornamento 17/11/2019

Un nuovo documento di consenso sugli interferenti endocrini che chiarisce i loro meccanismi d'azione e mette in guardia per la loro pericolosità.
Aggiornamento 9/12/2019

I livelli di BPA ai quali siamo esposti sono probabilmente molto sottostimati.
Aggiornamento 19/12/2019
I figli di mamme fumatrici tendono a mangiare di più e ad essere più grassi e hanno inferiore spesa energetica
Aggiornamento 4/1/2020
Il solo modello del bilancio energetico, in cui se si assumono più calorie di quelle consumate si aumenta di peso, seppur corretto dal punto di vista termodinamico, non spiega correttamente e completamente quello che avviene nel mondo reale, e l'obesità rimane una condizione multifattoriale dovuta all'ambiente e favorita dalla predisposizione genetica.
Una delle cause sono gli obesogeni, sostanze solitamente artificiali, che favoriscono l'accumulo di calorie e quindi l'aumento di peso, in diversi modi, genericamente alterando la funzione ormonale (interferenza endocrina).
Si sa relativamente poco su quanto l'esposizione agli obesogeni nel tessuto adiposo disfunzionale possa facilitare l'immagazzinamento e impedire la mobilizzazione del grasso. Attualmente si conoscono circa 50 obesogeni. La maggior parte sono contenuti nelle plastiche (BPA, ritardanti di fiamma) o sono pesticidi, farmaci (cortisonici), metalli, glutammato, conservanti ed emulsionanti. Anche lo zucchero può essere considerato un obesogeno, pur non essendo considerato strettamente tra gli interferenti endocrini.
Si ritiene che uno dei meccanismi coinvolti riguardi la regolazione del setpoint, il nostro sistema di regolazione del peso (ponderostato) che dipende soprattutto dall'ipotalamo.
Alcuni sono derivati dello stagno che agiscono come acaricidi e fungicidi (TBT), e stimolano la proliferazione dei preadipociti. Inoltre gli adipociti maturi risultano disfunzionali e con meno mitocondri, e quelli bruni hanno inferiore termogenesi.

Inoltre gli effetti degli obesogeni sono ereditabili per le generazioni successive (effetto epigenetico).
Aggiornamento 24/1/2020
L'esposizione ripetuta agli antibiotici prima dei 4 anni può essere un fattore di rischio potenzialmente modificabile per l'obesità infantile, in particolare se somministrati prima dell'anno di età. Lo studio raccomanda di evitare la prescrizione se non necessaria. Anche l'uso ripetuto in gravidanza aumenta il rischio.
Aggiornamento 30/1/2020

Le microplastiche di polietilene (plastica indicata con la sigla PE) inducono infiammazione intestinale e riducono i batteri buoni
Aggiornamento 1/2/2020
Nei topi l'uso di aspartame in gravidanza, a dosi ritenute sicure, predispone la prole per avere più grasso e alterazioni del metabolismo glucidico. Questo avviene probabilmente alterando il microbiota e stimolando i recettori del gusto dolce, e predisponendo per il consumo di junkfood. Questo accade anche con la stevia ma in maniera meno marcata.
Aggiornamento 5/2/2020
Una dieta ad alto contenuto di fibre riduce nei topi gli effetti tossici dei PCB, sostanze che inducono tra l'altro danno cardiovascolare e si ritrovano nella catena alimentare nonostante siano vietati da anni
Aggiornamento 9/2/2020
I PFAS, tristemente noti per aver inquinato il Veneto (e chissà quanti altri posti....) sembrano legati ad aumento del rischio di carie dentale
Aggiornamento 12/2/2020
Alcuni consigli da Medscape per ridurre l'esposizione agli interferenti endocrini. Viene precisato che il motto di Paracelso "la dose fa il veleno" risulta antiquato, in quanto la dose tossica può dipendere da genetica, epigenetica, tempistica dell'esposizione, compresenza di altre sostanze, e anche dosi bassissime in certe condizioni possono essere dannose.
1) evitare le pentole con PFAS (che tra le altre cose rallenta il metabolismo)
2) la polvere domestica può accumulare sostanze tossiche, soprattutto per la tiroide, aprire spesso le finestre
3) usare alimenti biologici, riducono l'esposizione a pesticidi che interferiscono con la tiroide
4) evitare cibo conservato, può contenere BPA e BPS
5) non mettere la plastica in microonde, anche quella che appare sicura
Aggiornamento 14/2/2020

L'uso di cosmetici contenenti parabeni in gravidanza si associa a maggior peso nella prole, sia nel modello animale che nelle osservazioni sugli uomini. Questo accade influenzando i centri della fame

Aggiornamento 22/3/2020
L'inquinamento atmosferico, in particolare ozono e ossido di azoto, impatta sul microbiota intestinale favorendo le specie legate all'aumento di peso.
Aggiornamento 7/5/2020

In un modello animale il coenzima Q10 migliora la fertilità alterata dal BPA, e lo fa riducendo lo stress ossidativo e la disfunzione mitocondriale indotti da questa molecola presente nelle plastiche.
Aggiornamento 20/5/2020

Gli obesogeni, sostanze che favoriscono l'accumulo di peso, lo fanno alterando l'omeostasi lipidica, in particolare favorendo la sintesi dei grassi. L'accumulo può essere favorito anche nel fegato (steatosi). L'energia che si sarebbe dovuto spendere, viene stipata, senza nessuna violazione delle leggi termodinamiche. PFO, BPA, tributilstagno, ftalati, o anche di origine naturale come genisteina o dietilstilbestrolo sono i più noti.
Aggiornamento 25/5/2020

L'alterazione del microbiota causata dalle tossine esogene, tra cui pesticidi, ftalati, metalli pesanti, bisfenoli, POPs (inquinanti organici persistenti come IPA, PCD, PCB, PFC)