Cerca nel blog

sabato 14 aprile 2018

Le preferenze del microbiota


Abbiamo un sacco di batteri nell'intestino, che non ci lasciano mai soli. Da qualche anno gli scienziati chiamano questo insieme microbiota (microbioma se si indica la complessità genetica, il loro DNA).
https://www.facebook.com/AsapSCIENCE/photos/a.236720259792345.60296.162558843875154/1015163925281304/?type=3&theater



L'alimentazione influenza il microbiota, e il microbiota a sua volta influenza molti aspetti della salute, a partire dalla prima infanzia (allergie ecc). Si stanno individuando tanti collegamenti tra microbiota alterato e malattie.


Il nostro stile di vita odierno ci porta ad una ridotta diversità batterica (meno specie di quanto previsto), che favorisce la crescita di specie patologiche, non tenute sotto controllo dai batteri amici.
Alcuni fattori possono inaspettatamente peggiorare la qualità dei nostri microbi intestinali: dagli scontati cibi raffinati, privi di fibre e antiossidanti, dieta non varia e antibiotici, ai meno attesi alcol, mancanza di sonno, stress, fumo, sedentarietà, farmaci.

Recenti studi indicano che il microbiota può essere manipolato per prevenire e addirittura curare le infezioni causate da batteri patogeni, in particolare quelli che sono resistenti agli antibiotici, come ad esempio Enterococcus faecium resistente alla vancomicina, Enterobacteriaceae Clostridium difficile.
Questo capita per questioni di "nicchia ecologica": se ci sto io, non ci puoi stare tu.

La maggior parte dei batteri sta nell'intestino, ma contano molto anche il microbiota dermico, polmonare, orale ecc

Una delle ragioni per cui il microbiota influenza la salute è l'esistenza di un "cross-talk" (dialogo reciproco) tra segnali provenienti dall'intestino, tra cui i metaboliti dei batteri, e gli organo distanti, tra cui il cervello. Questo collegamento è noto come asse intestino-cervello, e può avere un ruolo in molte malattie, tra  cui autismo e malattie mentali. E funziona anche grazie ai vasi linfatici (recente scoperta).

Molti parlano dell'alterazione del microbiota nelle persone sovrappeso, ma in realtà non esiste una sua facile caratterizzazione, ed esso è molto variabile (non necessariamente un obeso ha batteri "cattivi"). Però le persone sovrappeso hanno più difficoltà a scegliere cibi veri, quelli che riducono il rischio di obesità.



L'influenza dei batteri sull'umore e la funzione psicologica è stata ormai verificata. Ed è così che gli "psicobiotici" possono modificare il funzionamento cerebrale e perfino potenziare l'efficacia degli psicofarmaci.

L'alimentazione influenza il tipo di batteri, ma i batteri influenzano il tipo di alimentazione?

Sappiamo ormai che le scelte alimentari influenzano il peso e quindi la salute, al di là delle calorie.
Ma chi è che decide per noi cosa mangiare?  Senza aprire un dibattito filosofico tra libero arbitrio e determinismo... Possiamo dire che esistono crescenti evidenze secondo cui i nostri microbi, al fine di mangiare quello che piace a loro, rilascino dei metaboliti che influenzano il comportamento alimentare.

“I batteri intestinali possono interferire con le vie molecolari che controllano il bilancio energetico nell'ospite (nel senso di “ospitante”, NdT). L'attuale modello di controllo dell'appetito si basa principalmente sulla segnalazione ormonale e sulle esigenze proprie dell'animale di mantenere l'omeostasi energetica; un modello alternativo considera anche le comunicazioni tra batteri e ospiti.

Numerosi componenti e metaboliti batterici hanno dimostrato di stimolare le vie della sazietà intestinale; allo stesso tempo, la loro produzione dipende dai cicli di crescita batterica. Questa modulazione a breve termine della sazietà legata alla crescita batterica può essere accompagnata da una regolazione a lungo termine dell'appetito, controllata dai circuiti neuropeptidergici dell'ipotalamo. Infatti, nella circolazione sistemica sono rilevati diversi prodotti batterici, che potrebbero agire direttamente sui neuroni ipotalamici”.

I metaboliti sono soprattutto acidi grassi a catena corta (SCFA, acetato, propionato e butirrato) prodotti dalle fermentazioni batteriche.


Il modello secondo cui il microbiota influenzi l'alimentazione è stato osservato nei moscerini: quando i ricercatori hanno variato il microbiota dei moscerini, gli insetti hanno abbandonato lo zucchero e si sono buttati sulle fonti proteiche.
Ma è evidentemente presente anche negli esseri umani.

Per esempio nelle urine di chi desidera il cioccolato si trovano metaboliti batterici diversi rispetto a chi è indifferente nei confronti del cibo degli dei 😉

Un altro indizio importante è che dopo la chirurgia bariatrica, che modifica i batteri intestinali, cambiano i gusti delle persone, che iniziano a non gradire come prima i cibi dolci, grazie all'aumento della dopamina.


Ogni classe di batteri ha i suoi substrati preferiti da digerire e fermentare. Per esempio i Prevotella sono ghiotti di carboidrati, e il loro aumento si lega ad artrite e colite; i Bifidobacteria si trovano molto  a loro agio con le fibre, mentre i Bacteroidetes gradiscono alcuni grassi. Akkermansia muciniphila, che spesso manca nell'intestino degli obesi, degrada il muco e si ciba di carboidrati secreti dall'intestino stesso.


E così i batteri influenzano, coi loro metaboliti, la nostra mente, e riescono a farci mangiare anche ciò che piace  a loro. E sono particolarmente coinvolti nei disturbi del comportamento alimentare, sia in eccesso  (bulimia) che in difetto (anoressia).  

Questa modulazione avviene sia influenzando i recettori per l'appetito (endocannabinoidi) sia gli ormoni stessi, sia soprattutto inibendo il nervo vago, una struttura fondamentale per la funzione alimentare e digestiva. Il propionato è particolarmente coinvolto nel ridurre il desiderio per i cibi spazzatura.
Inoltre le preferenze possono essere "trasmesse" alle persone vicine, proprio tramite i batteri e non solo "mostrando l'esempio" (una sorta di contagio).

Segnala inoltre Chris Kresser che il corpo può produrre anticorpi contro i metaboliti batterici, e che questi possono funzionare da autoanticorpi contro i nostri ormoni di appetito e sazietà, influenzando la quantità di cibo assunto.
Anche la barriera intestinale ha un ruolo importante, modulando quali e quanti composti entrano in circolo:

“La funzionalità e la permeabilità della barriera gastrointestinale sono fortemente influenzate
dal microbiota intestinale. Questa barriera non solo regola l'assorbimento di nutrienti, elettroliti e acqua, ma impedisce anche alle sostanze tossiche e agli agenti patogeni di entrare nella circolazione dal lume, il che rende la funzionalità della barriera intestinale molto importante nell'influenza del microbiota intestinale sul suo ospite. La funzione di barriera e la permeabilità sono influenzate da diversi stimoli, inclusi agenti patogeni, batteri commensali e prodotti batterici. La traslocazione a bassi livelli (basale) di sostanze o microbi attraverso le giunzioni strette di questi antigeni luminali è normale e contribuisce ad un adeguato sistema immunitario adattativo. Nondimeno, un'eccessiva permeabilità intestinale, spesso definita colloquialmente "leaky gut” (intestino permeabile), è associata allo sviluppo di infiammazione cronica di basso grado e sepsi, che a loro volta sono mediatori dell'infiammazione che aggravano la permeabilità intestinale.
È interessante notare che nei soggetti affetti da anoressia nervosa vi è diminuita permeabilità intestinale, mentre è stata osservata una maggiore permeabilità intestinale nell'obesità e malnutrizione  proteico-energetica. È stato dimostrato che la supplementazione di SCFA (grassi a catena corta) migliora i deficit nella permeabilità intestinale.
L'aumentata permeabilità intestinale tipica dell'obesità può portare ad una maggiore traslocazione di LPS (tossina batterica) nella circolazione, con conseguente infiammazione sistemica cronica di basso grado, una condizione chiamata endotossemia metabolica (tipica del diabete, NdT)”.

Secondo qualcuno se si ha una sovracrescita di candida, questo fungo rilascerebbe dei composti (tra cui acetaldeide) che aumentano il desiderio di zucchero, necessario per la sua proliferazione, modulando recettori cerebrali. E questo avverrebbe anche con altri parassiti, tuttavia non sembra ci sia molto di verificato nella letteratura ufficiale

Un ulteriore esempio su come le specie viventi si evolvano per sopravvivere e  massimizzare il loro ciclo vitale e riprodursi lo facciamo con  un parassita, il toxoplasma.
Scrive Andrea Luchi in merito:

Libero arbitrio? Forse....
Siete una donna e amate vestire bene, avere tante amiche, mostrarvi, rispettando sempre le regole?
Siete un uomo e vestite solitamente trasandato, pochi amici, tendenzialmente riservato, poco rispettoso delle regole e poco propenso a spaventarvi in situazioni pericolose?
Potreste essere stati infettati da questo parassita, il Toxoplasma, infezione tipicamente trasmessa dai gatti.
Il Toxoplasma per completare il suo ciclo vitale deve ritornare al gatto. Per questo il parassita modifica il comportamento del topo infettato in modo da fargli perdere la paura del gatto ed essere più facile preda del medesimo. Si chiama “fatal feline attraction”. L’odore del gatto attrae il topo infettato che diventa più facile preda.
Recentissimi studi dicono che anche noi possiamo essere soggetti se infettati alla fatal feline attraction.
Noi non possiamo essere mangiati dal gatto, ma se siamo infettati il Toxoplasma modifica comunque il nostro atteggiamento perché agisce sul comportamento di certi geni. La risposta dei geni nei due sessi porta alle cose che citavo prima. Molto diverse all’apparenza ma che hanno alla base un lieve aumento dell’ansia che negli uomini e nelle donne si manifesta in modo diverso
Non solo, é dimostrato che i soggetti affetti dal Toxoplasma hanno una probabilità del doppio superiore di avere incidenti stradali (sprezzo del pericolo?).
Non solo, le donne trovano più attraenti gli uomini infetti (aumento del testosterone nei maschi infetti?)
Non solo, la schizofrenia ha cominciato a diffondersi rapidamente solo quando nel '700 le persone hanno cominciato a circondarsi di gatti...e si sa oggi che il Toxoplasma ha moltissimo a che fare con la schizofrenia...
Ridurre il desiderio di cibo

Tutti questi esempi ci forniscono ulteriori prove dell'importanza di una flora sana che ci può essere solo con comportamenti vicini alla natura: alimenti meno elaborati, igiene corretta ma senza esagerare, no all'abuso di antibiotici.
Molti pensano che il craving (desiderio) sia dovuto alla riduzione di micronutrienti (vitamine e minerali) che si ha con un'alimentazione raffinata, ma questa teoria non sembra spiegare completamente il comportamento, che può essere come detto prima dovuto ad alterazioni dell'intestino, sia come qualità batterica che come funzionalità.

Una particolare fibra, inulina-propionato, sembra ridurre l'appetito per i cibi ipercalorici, mandando dei segnali al nucleo striato che determinano la riduzione del craving.
I consigli sono quelli di avere un'alimentazione varia e ricca in cibi nutrizionalmente densi, fibra, vitamine e minerali, lasciare da parte i cibi spazzatura ed eventualmente si può provare  a utilizzare probiotici appositi.


Anche un ormone epatico, FGF21, può ridurre il craving interagendo coi microbi intestinali, ed è probabile che sia basso nelle persone sovrappeso.

Aggiornamento 30/4/2018

I neurotrasmettitori sintetizzati dai microbi che influenzano umore e comportamento




Aggiornamento 12/5/2018

L'alcol, si sa, è un ottimo disinfettante, purtroppo però nei forti bevitori fa fuori i batteri buoni e favorisce la crescita di quelli cattivi a livello orale. In questo modo può promuovere le malattie dei denti e altre condizioni patologiche, per esempio quelle autoimmuni. Questi i risultati di uno studio fatto su oltre 1000 americani. Anche i collutori a base alcolica sono probabilmente da evitare
Aggiornamento 15/5/2018

"Non sono le calorie che ingeriamo a influenzare il peso: sono le calorie che digeriamo (assorbite dall'intestino). Aumentando o diminuendo la quantità di fonti di energia digeribili, in particolare i monosaccaridi e gli acidi grassi a catena corta, i batteri intestinali influenzano il numero di calorie assorbite dall'uomo".
L'articolo prosegue legando al microbiota diabete, aterosclerosi e pressione alta.

Nel modello animale una dieta ad alto contenuto di fibre protegge il topo dall'influenza, aumentando la produzione di grassi a catena corta che modulano il sistema immunitario.

Aggiornamento 25/5/2018

I metaboliti del triptofano della dieta sono controllati dai microbi intestinali e influenzano l'asse cervello-intestino. In questo modo agiscono direttamente sulla microglia e sugli astrociti (tessuti cerebrali) in modo da limitare l'infiammazione e la neurodegenerazione nella sclerosi multipla

Aggiornamento 2/6/2018

Alcuni probiotici possono migliorare lo stato ansioso

Aggiornamento 12/6/2018

Che succede se controlliamo il microbiota prima e dopo una dieta?
La fibra è quella che lo migliora, ma il cambiamento dipende anche dalla situazione iniziale.
"La risposta del microbiota all'intervento dipendeva dallo stato iniziale del microbiota. Questi risultati aprono la strada allo sviluppo di una dieta personalizzata".

Aggiornamento 23/6/2018

L'utilizzo dei probiotici nell'ansia non si è ancora dimostrato utile nell'uomo, ma solo nel modello animale. Il ceppo più interessante appare essere comunque il Lrhamnosus

Aggiornamento 25/6/2018
Alcune aree cerebrali aumentano il self-control nei confronti del cibo, e chi non riesce a seguire la dieta ha queste aree più piccole
Insomma se vi piace sgarrare non è necessariamente colpa vostra
Aggiornamento 16/7/2018

Contrariamente a quanto si pensava, il sodio può essere temporaneamente stipato nel corpo, e non viene necessariamente espulso con le urine: il suo legame con la riduzione di lattobacilli e l'attivazione dei Th-17 è sempre più evidente

Nel modello animale una dieta ricca in fibre previene le modificazioni nel microbiota corresponsabili dell'insorgenza di malattie autoimmuni come la sclerosi multipla

Aggiornamento 23/7/2018

La scarsità di micronutrienti può essere vista come uno dei fattori inducenti il craving, soprattutto in persone che si sottopongono a chirurgia bariatrica: il corpo va alla ricerca di nutrimento (vitamine e sali minerali) perché non ne trova a sufficienza nei cibi industriali e ci spinge a mangiare ulteriormente

Aggiornamento 22/8/2018
Non riesci più a far fronte ai problemi e il tuo sistema immunitario è debole? Hai una scarsa resilienza (dovuta al troppo stress), e il ponte tra le 2 condizioni può essere un'alterazione del microbiota.
L'alterazione dei microbi intestinali e la perdita di alcune specie in seguito a episodi stressanti alterano i neurotrasmettitori che giungono al cervello, favorendo ansia e depressione
In questo caso lo stress cronico e il rilascio di cortisolo e catecolammine sono associati ad infiammazione costante e scarse difese immunitarie.
In caso di infiammazione costante inoltre i messaggeri infiammatori influenzano negativamente l'umore a causa della permeabilità della barriera ematoencefalica.
Le persone ottimiste e tranquille invece si ammalano meno.
Il ruolo della dieta nella cura delle malattie psichiatriche sta emergendo, anche se trascurato da molti, e gli psicobiotici (probiotici per la mente) saranno una parte della terapia.
Tra questi, Bifidobacterium longum 1714 migliora la risposta allo stress e la memoria, Lactobacillus helveticus R0052 riduce il cortisolo, Lactobacillus rhamnosus HN001 riduce la depressione postparto
Tra i promotori naturali della resilienza troviamo i polifenoli, grazie al loro effetto antinfiammatorio.
Aggiornamento 2/9/2018
Sebbene gli studi siano ancora pochi e l'evidenza bassa, continua a confermarsi un legame tra intestino e fibromialgia e fatica cronica. Tra i probiotici più promettenti, L casei Shirota riduce l'ansia e B. infantis 35624 i marker di infiammazione
Anche le carenze nutrizionali sono spesso presenti

Aggiornamento 15/9/2018
A seconda della flora che abbiamo, il triptofano della dieta può diventare serotonina o indolo. Chi ha microbi produttori di indolo tende ad essere più dipendente dal cibo perché vengono attivate specifiche aree cerebrali

Aggiornamento 22/9/2018

La candida promuove la permeabilità intestinale. 

Aggiornamento 30/9/2018

Con l'utilizzo eccessivo di antibiotici, disinfettanti, collutori ecc distruggiamo indistintamente i nostri batteri, con tutte le conseguenze del caso (allergie, malattie autoimmuni ecc) Il futuro consiste nell'utilizzare i batteri amici, e anche i fagi (virus), in modo da formare un ambiente in cui i patogeni non proliferano, ma vengono tenuti sotto controllo

Aggiornamento 21/10/2018

Si tratta solo di uno studio su animali, ma conferma quanto possa fare male l'uomo ad alterare i cibi e che la natura non è facile da imitare.
In topi con alterata flora intestinale, aggiungere inulina al cibo industriale aumenta il rischio di tumore epatico, a causa della produzione di certi metaboliti.
"Questi risultati indicano che l'arricchimento di cibi con fibre purificate non può mimare i benefici del consumo di frutta e verdura naturalmente ricche di fibre solubili", ha detto il dott. Andrew Gewirtz, professore all'Istituto di Scienze Biomediche della Georgia State e uno degli autori dello studio.
Aggiornamento 2/11/2018

In topi stressati, in cui si provoca quindi un'alterazione del microbiota, somministrare grassi a catena corta (SCFA) allevia l'anedonia e i comportamenti derivanti da stress, incluso la permeabilità intestinale. In caso di stress cronico invece l'aumento di peso e l'espressione dei recettori per i grassi (FFAR) non variano con gli SCFA.

Aggiornamento 20/11/2018

Il nervo vago è fondamentale per l'azione del sistema parasimpatico. Alcuni batteri benefici (L. rhamnosus and B. longum) agiscono anche attraverso i segnali propagati da questo importante nervo, e hanno il loro effetto ansiolitico, antistress e antidepressivo. In generale il vago è alterato in condizioni psichiatriche, autoimmuni ecc.

Aggiornamento 2/12/2018

Nei moscerini il L. plantarum rilascia il lattato, che attiva lo stress ossidativo e stimola l'invecchiamento. Gli scienziati sono convinti che questo modello sia presente anche nell'uomo.
Aggiornamento 30/12/2018
La fibra alimentare protegge il sistema cardiovascolare perché viene fermentata dai nostri batteri a propionato, che riduce l'infiammazione e modula il sistema immunitario in modo da ridurre ipertrofia cardiaca e fibrosi, suscettibilità alle aritmie cardiache e lesioni aterosclerotiche.
"Il proponiato potrebbe essere importante nel migliorare la salute cardiovascolare, poiché sia ​​l'aterosclerosi che il rimodellamento cardiaco ipertensivo sono stati significativamente ridotti nel trattamento con propionato nel nostro studio. È interessante notare che diversi sottogruppi di batteri intestinali sono in grado di produrre propionato, alcuni dei quali sono stati mostrati essere meno abbondanti nell'ipertensione sperimentale e nei pazienti ipertesi.
Di conseguenza, l'integrazione orale con propionato o suoi precursori può essere utile in individui ipertesi per prevenire danni agli organi bersaglio. Le attuali linee guida sull'ipertensione raccomandano modifiche dello stile di vita prima dell'inizio di qualsiasi trattamento farmacologico antiipertensivo.

L'aumento dietetico del propionato è un intervento accessibile, e le nostre osservazioni suggeriscono che questo potrebbe essere un nuovo approccio per prevenire i danni da ipertensione agli organi bersaglio".
Aggiornamento 15/1/2019
Le interazioni tra cibo e microbi intestinali in una review.
Butirrato e propionato prodotti dai batteri sono in grado di influenzare la differenziazione delle cellule T nascenti in Tregs, queste ultime svolgono un ruolo vitale nel controllo dell'omeostasi intestinale, prevenendo la permeabilità intestinale e riducendo l'autoimmunità.
Il propionato aumenta anche l'assorbimento di ferro e può prevenire l'anemia.
La metabolizzazione del triptofano è particolarmente importante.
La risposta antiossidante dell'organismo dipende dai nostri batteri, che li trasformano rendendoli più o meno "efficaci"

Aggiornamento 19/1/2019
Nel modello animale, alcuni emulsionanti come il polisorbato80 e la carbossimetilcellulosa, presenti anche negli integratori per bambini, alterano l'asse intestino-cervello, modificando i microbi intestinali e inducendo infiammazione di basso grado. Nei maschi l'esposizione si manifesta come ansia, nelle femmine come ridotta socialità
Aggiornamento 25/1/2019
L'attività fisica migliora il controllo glicemico anche migliorando il microbiota e riducendo la permeabilità intestinale, 2 cause di infiammazione cronica
Aggiornamento 5/2/2019
Il GABA prodotto da alcune specie batteriche come Faecalibacterium e Coprococcus è fondamentale per prevenire e curare la depressione, e senza di esso anche i farmaci agiscono male

Aggiornamento 5/3/2019
Attenzione agli integratori di ferro: possono favorire una selezione dei batteri patogeni e provocare irritazione e infiammazione intestinale
Aggiornamento 10/3/2019
Avete presente quei collutori che eliminano il 99,9% di batteri nella bocca? Sfortunatamente eliminano anche quelli buoni. La flora orale è importante quanto quella intestinale, e la sua alterazione è legata ad Alzheimer, diabete, obesità, artrite reumatoide, tumori ecc. L'ultima che si è scoperta è che i batteri orali buoni rilasciano nitriti che servono ad abbassare la pressione sanguigna, ed eliminarli aumenta il rischio di ipertensione. Basta una settimana di sciacqui con clorexidina per 2 volte al giorno per alterare significativamente la pressione in soggetti sani.
Aggiornamento 20/3/2019

L'uso dei probiotici (soprattutti lattobacilli e bifidi) è associato con minore utilizzo di antibiotici nell'infanzia e minore rischio di malattie respiratorie e intestinali, e può essere considerato un'arma contro l'antibioticoresistenza che sempre più minaccia il futuro dell'uomo.
Aggiornamento 30/3/2019
Più aumenta il numero di specie batteriche nell'intestino, più si riduce il rischio di ipertensione. Per aumentare la diversità batterica occorre fare il pieno di vegetali di diversi colori
Aggiornamento 18/4/2019
Il kefir, nel modello animale, abbassa la pressione dei topi ipertesi migliorando il microbiota intestinale e i
messaggeri che i batteri rilasciano

Aggiornamento 21/4/2019
Come fa il microbiota a influenzare la pressione sanguigna? Rilascia alcuni metaboliti (acidi grassi a catena corta SCFA) e metabolizza gli ormoni come il cortisolo e l'aldosterone che se non vengono ridotti generano ipertensione
Il legame tra microbiota intestinale e controllo glicemico
Aggiornamento 25/4/2018


Il propionato è un acido grasso a catena corta prodotto anche dalla flora intestinale e in alcuni studi ha dimostrato di essere antipertensivo e antinfiammatorio. Attualmente è utilizzato come additivo nei prodotti da forno, perché previene la formazione di muffa. Nuovi studi su topi e uomini mostrano che, alle quantità di esposizione comuni, il propionato stimola l'iperglicemia e l'insulinoresistenza, attraverso il sistema nervoso simpatico, e favorisce un lento accumulo di grasso.
Aggiornamento 28/4/2019
La funzione cerebrale e l'umore sono fortemente influenzati dall'intestino. Si ha un'interazione tra vie metaboliche, nervose, immunitarie e ormonali con l'intestino, e questo influenza la percezione del dolore e dell'infiammazione intestinale, con ripercussioni sul cervello.
Infatti i batteri presenti nell'intestino producono e metabolizzano molti ormoni e acidi grassi capaci di modulare il cervello, con il cosiddetto asse intestino-cervello. I livelli di GABA, triptofano, glutammato, BDNF sono così modulati dalla flora, e sono importanti per la risposta allo stress, l'ansia, il comportamento, la memoria. Bifidobatteri e lattobacilli possono modulare questi neurotrasmettitori/ormoni, e in questo caso i probiotici prendono il nome di psicobiotici.

Aggiornamento 25/5/2019
Negli ultimi decenni lo stile di vita moderno, comprensivo di uso eccessivo di antibiotici, cesarei, igiene e diete ad alto contenuto di alimenti processati, ha indotto variazioni importanti al nostro microbiota. Il processo iniziò già 10 mila anni fa circa, con la rivoluzione agricola, che cambiò le principali fonti alimentari dell'uomo, fino ad allora cacciatore-raccoglitore.
I ricercatori propongono il termine di MIS (sindrome da insufficienza di microbiota) per indicare la perdita di specie fondamentali per la salute dell'uomo.
Nelle popolazioni di cacciatori-raccoglitori odierne le cause di morte comprendono malattie infettive gastrointestinali e respiratorie (55%), incidenti e violenze (17%) e malattie degenerative (28%), di cui infarti e ictus sono estremamente rari, rappresentando invece la principale causa di morte in occidente, assieme ai tumori.
Le strategie dietetiche e la reintroduzione delle specie microbiche perse sono potenzialmente utilizzabili per migliorare la salute.
Aggiornamento 29/5/2019
I polifenoli come il resveratrolo agiscono da prebiotici sulla flora, ossia stimolano la crescita di batteri buoni come Akkermansia, un batterio che spesso non si ritrova nell'intestino degli obesi e dei diabetici.
"Gli studi con modelli animali hanno mostrato un ruolo causale per A. muciniphila nel proteggere la barriera intestinale, che è stato associato con l'aumento dello spessore del muco, l'omeostasi del glucosio migliorata e l'alleviamento dell'endotossemia metabolica.
Attraverso un effetto prebiotico, i polifenoli possono favorire la crescita di alcuni batteri, come l'Akkermansia muciniphila, migliorare la ricchezza e la diversità complessiva della comunità batterica e migliorare la difesa dagli agenti patogeni rinforzando l'omeostasi della barriera intestinale".
Il trapianto fecale da persone che consumano polifenoli aiuta a dimagrire e a migliorare il quadro metabolico.
Gli integratori probabilmente non funzionano allo stesso modo perché non contengono la complessità delle sostanze presenti in natura.
Aggiornamento 2/6/2019
È stato probabilmente individuato uno dei batteri che leghiamo all'ipotesi dell'igiene. Si chiama Mycobacterium vaccae, e sta appunto nelle mucche. Stare in un ambiente troppo pulito e lontano dagli animali ne riduce il contatto e la presenza nell'essere umano. Questo batterio produce un grasso, chiamato CLA (acido linoleico coniugato) che riesce a modulare il sistema immunitario e aumentare la resilienza (risposta allo stress).
Aggiornamento 5/6/2019
Esiste una connessione tra intestino e cervello, e questi organi si influenzano a vicenda.
"A causa di questa forte legame cerebrale, lo stress e una varietà di emozioni negative come ansia, tristezza, depressione, paura e rabbia possono influenzare il sistema gastrointestinale (GI). Questi trigger possono accelerare o rallentare i movimenti del tratto gastrointestinale e del contenuto al suo interno; rendere il sistema digestivo eccessivamente sensibile al gonfiore e ad altri segnali di dolore; rendere più facile per i batteri attraversare il rivestimento dell'intestino e attivare il sistema immunitario (permeabilità intestinale); aumentare l'infiammazione nell'intestino; e cambiare il microbiota intestinale (i tipi di batteri che risiedono nell'intestino). Ecco perché lo stress e le forti emozioni possono contribuire a influenzare o peggiorare una varietà di condizioni gastrointestinali come la malattia infiammatoria dell'intestino (morbo di Crohn e colite ulcerosa), la sindrome dell'intestino irritabile (IBS), la malattia da reflusso gastroesofageo (GERD) e le allergie e sensibilità alimentari.
I cambiamenti negativi nel sistema GI possono quindi influenzare il cervello, creando un circolo vizioso. Ad esempio, una nuova ricerca sta dimostrando che l'aumento dell'infiammazione intestinale e i cambiamenti nel microbioma intestinale possono avere effetti profondi in tutto il corpo e contribuire alla fatica cronica, alle malattie cardiovascolari e alla depressione.
Abbiamo anche imparato che determinati tipi di alimenti possono scatenare reazioni specifiche nell'intestino di individui sensibili. In questi casi, diete specifiche, come la FODMAP o evitare certi cibi per il GERD, possono essere utili per la gestione dei sintomi. La dieta influenza anche profondamente il microbioma intestinale. Ad esempio, mangiare una dieta più vegetale con pochi carboidrati raffinati e poca o nessuna carne rossa porta spesso a un microbioma più sano. Questi cambiamenti nella dieta a loro volta riducono l'infiammazione intestinale e possono aiutare a ridurre sintomi sistemici come affaticamento o depressione e il rischio di malattie cardiovascolari.
Sebbene la situazione di ciascuna persona sia unica, si può trovare spesso che una combinazione di approcci integrativi può essere utile per ridurre i sintomi della GI e ristabilire sia un intestino sano che una mente sana".
Come il metabolismo del triptofano influenza la salute: a seconda dei batteri che abbiamo e le vie metaboliche che prende, abbiamo buonumore, malattie intestinali, depressione, sclerosi multipla ecc.
Aggiornamento 21/6/2019
I neonati con più bifidobatteri sembrano avere sentimenti positivi e minore propensione alla depressione negli anni a seguire.

Questi tipo di batteri abbondano soprattutto nei bambini allattati al seno o che eventualmente assumono probiotici.
Aggiornamento 24/6/2019
Anche se non sappiamo esattamente se si tratti di una causa o di un effetto, l'intestino delle persone con fibromialgia presenta alterazioni nel microbiota, soprattutto è carente di alcune specie come Faecalibacterium prausnitzii, dal noto effetto antinfiammatorio
Aggiornamento 30/6/2019
I legami tra intestino, probiotici e cervello

Aggiornamento 9/7/2019
Assumere attraverso l'alimentazione 15g di inulina al giorno migliora la sazietà, riduce il desiderio di snack dolci e salati, aumenta la proporzione di bifidobatteri. Unico problema il gonfiore riscontrato
Aggiornamento 16/7/2019

La qualità della dieta, misurata con l'HEI (helthy eating index), si rapporta al microbiota. Un basso punteggio si associa ad aumentato numero di specie potenzialmente patogene (come Fusobacterium, legato anche al tumore al colon, ed E.coli), mentre un punteggio alto si associa a maggiore presenza di specie benefiche.
Aggiornamento 19/7/2019
La serotonina è il neurotrasmettitore/ormone che regola umore, sonno, percezione del dolore, dipendenza, ecc.
Per sintetizzare serotonina (e il suo derivato melatonina), abbiamo necessità di vitamine (B6, B9, C), minerali (ferro, calcio, zinco, magnesio) e ovviamente dell'aminoacido essenziale triptofano.
Quest'ultimo può essere degradato da una flora sbilanciata a chinurenina, composto che aumenta il rischio di disturbi psichiatrici e neurodegenerativi.
Se la vostra alimentazione è priva di questi nutrienti e nutre solo i batteri cattivi come potete lamentarvi se siete svogliati, depressi, insonni, fibromialgici, drogati di dolci ecc?
Aggiornamento 27/7/2019
"La dipendenza da cibo è - almeno in alcuni individui - un plausibile fattore causale che contribuisce all'obesità. Il concetto di dipendenza da cibo può evidenziare nuove strade di intervento a livello di salute pubblica e individuale, specialmente se si identificano specifici fattori scatenanti e si chiariscono i meccanismi. I carboidrati ad alto indice glicemico sono un possibile fattore scatenante che media le risposte neurochimiche simili alla dipendenza".
Aggiornamento 31/7/2019
Akkermansia muciniphila e Faecalibacterium prausnitzii sono microbi intestinali solitamente abbondanti in soggetti sani ma con livelli ridotti in soggetti con infiammazione e alterazioni dei processi metabolici che portano al diabete di tipo 2.
Il primo aumenta con estratto di melagrana, resveratrolo, polidestrosio e butirrato di sodio, mentre il secondo aumenta con gli isoflavoni (soia) e i grassi polinsaturi.
L'inulina aumenta entrambi, mentre una dieta a base di alimenti raffinati o FODMAP per troppo tempo li riduce.

Aggiornamento 10/8/2019
L'epatologo vi ha mai invitato a considerare il microbiota intestinale in caso di steatosi epatica (fegato grasso)?
Eppure ci sono molti collegamenti.
La colina è un nutriente fondamentale per il fegato. La sua carenza riduce la fuoriuscita dei grassi dal fegato, che così rimangono all'interno determinando steatosi. Se la flora non è corretta, la colina, pur introdotta con l'alimentazione (o magari carente), viene trasformata in altre sostanze (TMAO), tra l'altro correlate con le malattie cardiovascolari.
Inoltre la colina è fondamentale per le membrane mitocondriali, e la sua carenza porta a stress ossidativo.
In certe condizioni E. coli, un normale abitante dell'intestino, produce acetaldeide (che diventa alcol) dai carboidrati, con tutte le conseguenze del caso per intestino (permeabilità), fegato, sistema immunitario e infiammazione sistemica.
Aggiornamento 13/8/2019
I batteri intestinali producono neurotrasmettitori (GABA, serotonina e dopamina) e metaboliti che influenzano il rischio di depressione.
In particolare i batteri produttori di butirrato come Coprococcus e Dialister sono associati con migliore qualità della vita.
Aggiornamento 27/8/2019
La dieta occidentale, ricca di zuccheri raffinati, sta favorendo la selezione di ceppi di C. difficile, batterio responsabile di diarrea quasi incurabile, ancora più resistenti e contagiosi
Aggiornamento 31/8/2019
Sebbene l'uso sia solo promettente al momento, esistono le basi per utilizzare i prebiotici per bilanciare la flora in modo da migliorare sintomi allergici cutanei, alimentari e respiratori. La miglior "finestra d'opportunità" per la prevenzione appare essere la gravidanza, mentre la somministrazione nei neonati ha dato risultati limitati.
Aggiornamento 17/9/2019
La serotonina è conosciuta come neurotrasmettitore della felicità, ma il 95% di essa è prodotta nell'intestino.
Le persone con diabete hanno eccessiva produzione di serotonina perché la loro flora stimola le cellule intestinali a produrla. Mutando la flora si riduce la glicemia.
Aggiornamento 4/10/2019
Carenze di vitamine A, B12, D e K alterano la flora e il sistema immunitario delle persone con autismo.
Aggiornamento 8/10/2019
Uno dei motivi degli effetti negativi della carne rossa è Neu5Gc, un particolare zucchero presente in quel tipo di carne che crea infiammazione e reazione immunitaria agli umani, che non sono in grado di degradarlo. Questo zucchero pare implicato anche nell'iniziazione e progressione tumorale. Alcuni batteri però sono capaci di degradarlo, e la loro presenza nell'intestino potrebbe ridurre la pericolosità dell'alimento, mentre chi non li possiede potrebbe avere maggior rischio di tumore, diabete e aterosclerosi. Questi potrebbero anche spingere per mangiare più carne e si adattano aumentando di numero con il consumo.
Aggiornamento 12/10/2019
L'immunoterapia è oggi uno standard nel trattamento tumorale, ma funziona correttamente solo se abbiamo un microbiota sano, perché esso influenza fortemente lo stato infiammatorio e il sistema immunitario.
La dieta dovrebbe avere un ruolo centrale come coadiuvante delle terapie tumorali. Il cibo ricco di antiossidanti, omega 3 e fibre che modula il microbiota aumenta l'efficacia delle terapie.
Aggiornamento 27/10/2019
Il metabolismo del triptofano è pesantemente influenzato dalla qualità della flora intestinale: una buona flora migliora la la produzione di serotonina, una flora alterata aumenta quella di kinurenina. Lactobacillus helveticus e plantarum e Bifidobacterium longum riducono la produzione di kinurenina e aumentano la disponibilità di precursore della serotonina (5-HT) e sono quindi potenzialmente terapeutici per la depressione
Aggiornamento 6/11/2019
Gli HMO (oligosaccaridi del latte umano) sono molecole che agiscono da prebiotici, in maniera migliore di quelli comunemente usati (GOS e FOS) e che stimolano soprattutto i bifidobatteri
Aggiornamento 11/11/2019
L'infiammazione altera il sistema mesolimbico, quello che controlla la volontà e la motivazione per compiere le azioni attraverso la dopamina. Le persone con infiammazione sistemica di base possono avere malattie psichiatriche, incapacità di prendere decisioni o manie guidate da queste alterazioni
Aggiornamento 19/11/2019
ll microbiota ha una certa resilienza, nel senso che dopo "perturbazione" (esempio: antibiotici) tende a tornare in maniera simile alle condizioni precedenti di base. Una dieta a basso contenuto di fibre ritarda il recupero e riduce il ritorno delle specie amiche, mentre i fattori positivi (fibre, fattori ambientali come il non eccesso di igiene) migliorano la resilienza.
Aggiornamento 29/11/2019
"L'unica cosa che ferma un cattivo microbiota è un buon microbiota": quando il trapianto fecale sarà un'opzione validata molte malattie saranno solo un ricordo

Aggiornamento 17/12/2019
Nel modello animale il resveratrolo mostra proprietà antiobesità, aumentando il dispendio energetico (tramite conversione del grasso bianco in grasso bruno) e modulando il microbiota, aumentando le specie amiche. Tuttavia le evidenze nell'uomo rimangono poche.
L'importanza del microbiota nel comportamento sociale e nella salute mentale
Aggiornamento 26/12/2019
La complessità del microbiota non ci consente di avere ancora risposte sicure alla sua manipolazione
Aggiornamento 15/1/2020
La quantità di micronutrienti (vitamine e minerali) che assorbiamo può essere dipendente dalla flora: una flora in disordine, che si manifesta con SIBO, IBS, IBD, permeabilità intestinale ecc può aumentare la necessità di nutrienti. I probiotici possono essere considerati un'opzione terapeutica
Aggiornamento 18/1/2020
Le malattie (o condizioni) croniche considerate "non trasmissibili" (NCD), come diabete, obesità, asma, allergie, MICI e malattie cardiovascolari, sono in realtà trasmissibili. Questo secondo un parere pubblicato sulla prestigiosa rivista Science. Infatti il microbiota (e virus e funghi) delle persone con queste condizioni è alterato e caratteristico, e può spostarsi da una persona all'altra. "Queste osservazioni suggeriscono che il microbiota potrebbe essere un elemento causale e trasmissibile in alcune malattie tradizionalmente classificate come non trasmissibili. Si spera che questa ipotesi stimoli ulteriori discussioni e ricerche, compresi studi che definiscono gli effetti ambientali sul microbiota, identificando i membri microbici che costituiscono un microbiota disbiotico trasmissibile che conferisce la malattia e delinea ulteriormente l'entità del contributo del microbiota alle NCD".
Aggiornamento 16/2/2020

AkkermansiaFaecalibacteriumOscillibacter, e Alistipes sono batteri ridotti nel diabete di tipo 2, mentre quelli aumentati sono Escherichia Shigella
Aggiornamento 24/2/2020
Come funziona Akkermansia, come prolifera, e come ci aiuta a salvarci da diabete, obesità, steatosi ecc

Aggiornamento 1/3/2020


Esiste una relazione diretta tra basso consumo di fibre nella dieta e ipertensione. Infatti le fibre vengono fermentate, con la produzione di SCFA, che a loro volta agiscono su recettori che attivano l’escrezione di sodio in favore di quella di potassio. Negli animali fornire SCFA (acetato, propionato e butirrato) abbassa la pressione sanguigna anche senza fibre.

“I nostri risultati potrebbero avere importanti implicazioni per la gestione del problema globale dell'ipertensione nel prossimo futuro, sia attraverso modifiche alle linee guida dietetiche sia attraverso lo sviluppo di nuove terapie antiipertensive contenenti fibre prebiotiche o SCFA”.

Aggiornamento 24/3/2020
L'uso degli SCFA (e dei probiotici) nella prevenzione e trattamento del diabete di tipo 1 e 2

Aggiornamento 4/4/2020

Se diamo l'inulina, una fibra prebiotica, ad alcune persone sovrappeso e con problemi metabolici, alcuni dimagriscono e altri no. La presenza di alcuni batteri nell'intestino fa la differenza

Aggiornamento 7/4/2020
L'intestino, attraverso il nervo vago, può dettare le preferenze alimentari nei neuroni dopaminergici

Aggiornamento 12/4/2020
Il microbiota influenza i gusti e il dispendio energetico tramite SCFA e neurotrasmettitori, che agiscono in particolare sul nervo vago, e può essere considerato un secondo cervello. Anche in questo modo possiamo utilizzarlo come arma contro l'obesità

Aggiornamento 17/4/2020
La preferenza per il gusto dolce è mediata anche dall'asse intestino-cervello
Aggiornamento 9/6/2020

Gli SCFA, acidi grassi a catena corta prodotti dalla fermentazione del microbiota intestinale, possono avere un impatto sul bilancio energetico, aumentando la spesa energetica, riducendo l'introito, la lipogenesi e l'adipogenesi, favorendo la sazietà, la lipolisi, la formazione di grasso beige e l'ossidazione dei grassi.
Aggiornamento 27/7/2020
Come mostrato dalle evidenze scientifiche "un approccio simbiotico (polifenoli + probiotici) può innescare un cambiamento di paradigma nel regime di trattamento della depressione in quanto l'integrazione con vegetali ricchi di polifenoli e i probiotici è un'opzione di trattamento a lungo termine economica con effetti collaterali limitati e che può essere migliore dei paradigmi farmacologici tradizionali che hanno come obiettivo i fattori di rischio specifici della depressione"
In particolare la correzione dello stato infiammatorio, dello stress ossidativo, del metabolismo del triptofano (precursore della serotonina) e dell'asse surrenalico contribuiscono al miglioramento dei sintomi.
Aggiornamento 5/9/2020

Le interazioni tra i microrganismi nel tratto digestivo umano (microbiota) e i geni sono collegati a 29 condizioni di salute specifiche, tra cui broncopneumopatia cronica ostruttiva, ipertensione, insufficienza renale, osteoartrite e diabete di tipo 2, secondo un'analisi del genoma in oltre 400.000 individui. In particolare sono state evidenziate le associazioni tra Ruminococcus flavefaciens e ipertensione e tra Clostridium e piastrine (aumento del rischio cardiovascolare). L'alimentazione è il primo fattore modificabile che influenza i batteri.

Aggiornamento 4/10/2020

Perché l'alimentazione odierna favorisce l'aumento delle malattie non trasmissibili e a volte la sola dieta non è sufficiente a correggere i problemi? La scarsa quantità di fibra porta a perdita di specie batteriche benefiche che la sola dieta non sempre ripristina, e favorisce i degradatori di muco, che invece aumentano l'infiammazione.
"I processi industriali riducono significativamente la quantità di contenuto di MAC (carboidrati accessibili al microbiota, fibre in sostanza) nella dieta occidentale, rispetto al contenuto della dieta dei nostri antenati. Il basso consumo di MAC non solo ha impatti dannosi sul microbiota intestinale in particolare, ma anche sull'ospite nel suo insieme. Favorisce lo sviluppo di malattie e aumenta la mortalità, come dimostrato da studi preclinici e clinici. Il basso consumo di MAC nel corso delle generazioni porta alla completa scomparsa di ceppi batterici benefici in uno studio preclinico. [...] L'unico trattamento in grado di correggere questo “microbiota alterato” è costituito da interventi dietetici e probiotici combinati. Ciò potrebbe spiegare la scarsa efficacia dei trattamenti esclusivi con i probiotici negli esseri umani, poiché i probiotici potrebbero non crescere in un ambiente disbiotico, perché non abbinati a una dieta ricca in fibra. Pertanto, gli interventi dietetici insieme alla somministrazione di ceppi batterici benefici potrebbero essere un trattamento economico per gestire la maggior parte delle malattie dello stile di vita occidentali non trasmissibili" come asma, allergie, sindrome metabolica ecc.