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giovedì 28 giugno 2012

Sale maledetto


Benedetta Parodi sta saltando il radicchio in padella. Ad un certo punto dice: "mettiamo un po' di sale". Riempie la mano e sala. Sarà mica un po' in  eccesso? Direi proprio di sì! Come ci indicano semplicemente le linee guida Inran è bene abituare sempre il palato a un gusto poco salato, magari gradualmente, e utilizzare il sale iodato per prevenire il gozzo tiroideo. Un modesto introito giornaliero (entro i 4 grammi, un cucchiaino raso) di sale è associato con riduzione della pressione, della mortalità e dei costi sanitari.

Aggiornamento 5/6/2017

Ridurre il sodio sotto i 2,3 g al giorno non sembra essere associato con riduzione della pressione. Invece aumentare potassio, magnesio e calcio risulta molto più utile


Aggiornamento 18/6/2017
Chi si alza più di una volta a notte per urinare ha probabilmente necessità di ridurre il sale


Aggiornamento 19/8/2017

In alcune circostanze (dieta low carb o chetogenica, antidepressivi, sport) è necessario assumere più sale (sodio) per consentire un corretto funzionamento dell'organismo

L'integrazione con magnesio si conferma utile per abbassare la pressione, soprattutto in chi abbia problemi metabolici (diabete o prediabete)


Aggiornamento 19/9/2017
Si conosceva già il ruolo dannoso del sale nella sclerosi multipla, ora si ipotizza che si possa estendere anche a lupus e artrite reumatoide


Aggiornamento 16/1/2018

Il sale, tramite l'azione sui th-17, sembra aumentare in un modello animale il rischio di demenza e problemi cerebrovascolari.


Aggiornamento 2/5/2018
Ridurre il sale rimane probabilmente il miglior modo per abbassare la pressione e ridurre le malattie cardiovascolari


Aggiornamento 16/7/2018

Contrariamente a quanto si pensava, il sodio può essere temporaneamente stipato nel corpo, e non viene necessariamente espulso con le urine: il suo legame con la riduzione di lattobacilli e l'attivazione dei Th-17 è sempre più evidente

Aggiornamento 20/8/2018

Un altro studio documenta che l'eccessiva riduzione del sale (sodio sotto i 5 grammi) aumenta il rischio cardiovascolare. Già l'anno scorso l'American Heart Association​ rigettò le conclusione di uno studio simile, continuando a consigliare una maggiore limitazione del sodio (2 grammi al giorno). Quello che è emerso però senza dubbio e su cui tutti concordano è che il potassio sia un indicatore di qualità della dieta, trovandosi soprattutto in frutta e verdura, e possa limitare i danni dovuti al sale (che, senza eccessi, potrebbe essere protettivo)

Aggiornamento 26/1/2019

Ridurre il sodio (sale da cucina) e aumentare il potassio (frutta e verdura) riduce il rischio di ictus


Aggiornamento 11/2/2019
Il sale stimola la ritenzione di liquidi e l'aumento dei volumi plasmatici anche grazie allo stress ossidativo. Un'elevata assunzione di sale porta alla mancanza di fattore di crescita epidermico (EGF) nel tessuto corticale, bassa abbondanza di RhoGDIα e attivazione anomala dei recettori mineralcorticoidi (MR) tramite l'alta attività di Rac1, che funge anche da unità strutturale della NADPH ossidasi. La produzione di specie reattive dell'ossigeno (ROS) aumenta l'attività di ENaC, che, a sua volta, contribuisce all'espansione del volume del liquido corporeo richiesta per lo sviluppo dell'"ipertensione sensibile al sale"

Aggiornamento 21/2/2019

Il sale da cucina (cloruro di sodio) sembra avere inaspettate conseguenze nelle allergie.
Agisce aumentando l'aggressività delle cellule TH2, quelle tipiche della reazione allergica (atopia), attivando alcuni fattori di trascrizione.
La pelle delle persone con dermatite atopica ha maggiori quantità di sodio del normale, e questo aumenta la risposta allergica e favorisce la crescita di Staphylococcus aureus, batterio tipicamente collegato con la dermatite


Aggiornamento 21/3/2019

Il consumo di sodio e potassio è essenziale per la salute, in quanto nessuno dei due è prodotto dall'organismo ed entrambi sono necessari per i processi fisiologici critici. La nostra alimentazione è comunque spesso caratterizzata da un eccesso del primo e una carenza del secondo (presente in frutta e verdura). Non bisogna però ridurre eccessivamente il sodio, presente nel sale da cucina. "La combinazione di un apporto moderato di sodio (3-5 g / die) con un'assunzione elevata di potassio è associata al più basso rischio di mortalità ed eventi cardiovascolari, mentre gli eccessi di assunzione di sodio combinati con una bassa escrezione urinaria di potassio sono associati al più alto rischio cardiovascolare. I nostri dati evidenziano la necessità di un forte aumento nell'assunzione di potassio nella dieta nella popolazione generale, con la contemporanea riduzione dell'assunzione di sodio".
Aggiornamento 3/7/2019

Come fanno i batteri intestinali a modulare la pressione sanguigna? I loro metaboliti (SCFA, soprattutto butirrato, e kinurenina, prodotto dal triptofano) derivati dalla dieta influenzano il sistema nervoso simpatico, quello che se troppo attivo tende ad aumentare la pressione.
Ecco perché un'alimentazione in grado di correggere la disbiosi dovrebbe essere il primo consiglio.
Aggiornamento 13/7/2019

Può il sale agire da antigene? In un certo senso sì, perché capace di attivare molti tipi di cellule immunitarie. Inoltre aumenta la produzione di un composto (IsoLG) che stimola le cellule dendritiche.
In ultimo determina disbiosi, con aumento dei Firmicutes e riduzione dei Bacteroidetes.

Tutto questo porta ad uno stato di infiammazione e predispone per l'ipertensione, il principale fattore di rischio cardiovascolare.

Aggiornamento 4/9/2019

È possibile mettere in relazione l'escrezione degli elettroliti urinari con l'umore. I ragazzi che avevano molto sodio rispetto al potassio (che significa eccessiva introduzione di sale) avevano maggiore manifestazione di sintomi depressivi rispetto a quelli che avevano il rapporto invertito (che rappresenta un maggior consumo di alimenti vegetali non raffinati e minore di cibo spazzatura).

Aggiornamento 8/9/2019

In un trial è stato utilizzato un sale con un 25% di sodio sostituito dal potassio. La pressione sanguigna è scesa leggermente, in modo da ridurre il rischio di ictus del 10% e di altre malattie cardiovascolari del 7%.
Qual è tuttavia il miglior modo di aumentare l'introito di potassio? Assumere più frutta e verdura!
Aggiornamento 24/10/2019

Il sale in eccesso induce demenza riducendo il flusso di sangue ai neuroni, in particolare attivando la proteina detta tau che blocca il rilascio di ossido nitrico, potente vasodilatatore.
Aggiornamento 24/11/2019
Il legame bidirezionale tra ipertensione, infiammazione e microbiota.
Aggiornamento 12/2/2020
Il sale alza la pressione sanguigna perché stimola alcune cellule immunitarie che rispondono rilasciando ROS (specie reattive dell'ossigeno), che infiammano il rene e gli fanno trattenere più sodio
Aggiornamento 4/3/2020

Ridurre il sale fa bene anche nelle persone con pressione normale
Aggiornamento 9/3/2020

"I livelli di recettori ACE2 possono essere aumentati mediante l'uso di inibitori del sistema renina-angiotensina-aldosterone (ACE inibitori, farmaci per l'ipertensione che finiscono in -pril). Dato che l'ACE2 è un recettore funzionale per la SARS-CoV-2, la sicurezza e i potenziali effetti della terapia antiipertensiva con ACE-inibitori o bloccanti del recettore dell'angiotensina nei pazienti con COVID-19 devono essere attentamente considerati. Se i pazienti con COVID-19 e ipertensione che assumono un ACE-inibitore o un bloccante del recettore dell'angiotensina devono passare a un altro farmaco antiipertensivo rimane controverso e sono necessarie ulteriori prove".
Aggiornamento 26/3/2020

L'eccesso di sale indebolisce il sistema immunitario, aumentando i glucocorticoidi (cortisolo), che rendono meno attivi i globuli bianchi. "Questi risultati portano prove contro il consumo elevato di sale durante le infezioni batteriche".
Aggiornamento 23/4/2020

Usare sale a ridotto contenuto di sodio (e arricchito in potassio) salverebbe mezzo milione di vite all'anno in Cina, dovute a malattia cardiovascolare. Il principale effetto è l'abbassamento della pressione, principale causa di infarto acuto. Anche le persone con insufficienza renale possono trarne vantaggio, ma vi è pericolo di iperkaliemia

mercoledì 27 giugno 2012

La pubblicità è quello che (non) serve

Recentemente si parlato di mettere una tassa sul cibo spazzatura. In linea di massima non sono contrario: in Danimarca è stata messa sui grassi saturi, notoriamente associati ad infiammazione e aumento di peso, mentre in Francia è stata messa sulle bibite gassate, altro esempio di veleno legalizzato.
Nei paesi in cui è stata messa però ha portato, paradossalmente, i consumatori a risparmiare sul cibo sano (frutta e verdura) perchè i prezzi del junk-food erano aumentati!
Come ci informa il Fatto alimentare la tassa deve essere abbastanza alta per scoraggiare veramente i consumatori.
A mio parere, come già avviene ad esempio per le sigarette o si propone per gli alcolici, è la pubblicità dei cibi spazzatura che dovrebbe essere vietata, soprattutto nelle fasce orarie seguite dai più piccoli! Oltre ovviamente a campagne di educazione alimentare.

Aggiornamento 11/2/2017

Una proposta che sarebbe ottima, al parlamento europeo: la limitazione della pubblicità del cibo spazzature

Aggiornamento 5/3/2019

Con grande prontezza il commissario UE alla salute e la SINPE si rendono conto che i fastfood sono obesogeni e si dovrebbe cercare di sfavorire le loro politiche di marketing

Aggiornamento 25/6/2019

Quali sono i provvedimenti che funzionano a livello politico per prevenire obesità e sue complicanze?
Il cambio dell'ambiente alimentare: la tassa sullo zucchero; l'etichettatura che metta bene in evidenza grassi, zucchero, calorie e grassi saturi; rimuovere i personaggi dei cartoni dalle confezioni; togliere i regali dalle confezioni (tipo happy meal o Kinder sorpresa); togliere la pubblicità del cibo spazzatura. L'industria alimentare è una specie di "tata", che si preoccupa però di promuovere i suoi guadagni, non la salute.

Aggiornamento 1/3/2020
I bambini sono vittime della pubblicità, su cibo, alcol e sigarette

Aggiornamento 18/3/2020
Il ruolo delle industrie alimentari, che hanno come obiettivo primario il profitto, nel mettere in pericolo la salute è cruciale. I loro profitti si trasformano in costi per la salute pubblica. La tassazione del cibo non salutare è un'arma efficace per contrastarle, insieme a educazione, riduzione della pubblicità, etichette informative.
Aggiornamento 3/10/2020

L'etichetta nutrizionale che avverte della nocività degli alimenti spazzatura è risultata efficace nel ridurre il loro consumo, nei paesi dove è stata adottata (In Sudamerica per esempio). Avvisi semplici come "ricco in sale"o "contiene molti zuccheri" scoraggiano le persone a consumarli. "Gli avvertimenti sui nutrienti sono una strategia importante che dovrebbe essere sfruttata il prima possibile. Le avvertenze sui nutrienti potrebbero aiutare a informare i consumatori, incoraggiare l'industria alimentare a realizzare prodotti più sani, favorire la salute pubblica, contrastare alcune pratiche di marketing del settore e potenzialmente migliorare l'equità sanitaria".

venerdì 22 giugno 2012

martedì 19 giugno 2012

Lo scaldasedere

Nonostante si sappia che l'uso eccessivo del riscaldamento sia tra le cause di aumento di peso e che rinfrescarsi faccia consumare più calorie, si continua a pubblicizzare dei pantaloncini che, riscaldandosi, ti aiuterebbero a dimagrire! Ma com'è possibile che qualcuno ancora ci caschi? Svegliatevi! Si perde solo acqua e non grasso.

lunedì 18 giugno 2012

La taglia dei pantaloni

Come dice un bravo medico, il dottor Oz, dopo i 40 anni gli uomini non cambiano mai taglia dei pantaloni, semplicemente li abbottonano più in basso.
In realtà c'è poco da ridere, perché la circonferenza addominale è un ottimo indice della deposizione di grasso viscerale, e di conseguenza del livello di  infiammazione sistemica, quella che predispone per le malattie cardiovascolari.

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=295026944204811&set=a.131321330575374.1073741828.100010925236365&type=3&theater



Quando si migliora l'alimentazione, e si intraprende attività fisica, a prescindere dalla perdita di peso effettiva, la circonferenza addominale si riduce, e parallelamente il rischio cardiovascolare.
Ma perché aspettare di assomigliare ad uno struzzo?
Meglio non far mai mancare una passeggiata ogni giorno, ed evitare dolci, insaccati e prodotti industriali, favorendo frutta, verdura, pesce, pasta e pane preferibilmente integrali.



Aggiornamento 7/3/2017

Un lieve sovrappeso, ma con concentrato nella zona addominale, appare più pericoloso per la salute dell'obesità, in uno studio condotto su oltre 160 mila donne in post-menopausa

Aggiornamento 16/10/2017
Il grasso addominale genera grasso: influisce negativamente sulla spesa energetica, favorendo l'accumulo ulteriore di kg
Aggiornamento 1/11/2017
L'obesità sarcopenica è un fenomeno per cui, nonostante un peso apparentemente normale, si ha mancanza di muscolatura e un eccesso di grasso, spesso concentrato nell'addome. Le persone che ne sono affette hanno un rischio cardiovascolare paragonabile a quello delle persone sovrappeso. Per prevenirla e gestirla, oltre a un sufficiente quantitativo proteico e di attività fisica, una conferenza scientifica ha stabilito di consigliare alimenti densi di nutrienti come polifenoli, alcaloidi, caroteni e omega 3
Aggiornamento 10/5/2018
Gli omega 3 si associano a riduzione della circonferenza vita ma non del peso totale
Aggiornamento 30/12/2018

L'attività fisica riduce il grasso viscerale, quello più pericoloso per la salute, attraverso il rilascio di una proteina, chiamata interleuchina 6, che stimola la lipolisi. Utilizzando un farmaco che blocca IL6, usato normalmente nell'artrite reumatoide, si evita la perdita di grasso viscerale. Questo dimostra che l'effetto di questa molecola è dipendente dallo stato infiammatorio e di salute.
Aggiornamento 2/1/2019
Durante la gravidanza si va ad accumulare grasso viscerale, indipendentemente dall'aumento di peso, che servirà nei mesi successivi per l'allattamento. Allattare per almeno 6 mesi riduce negli anni successivi la circonferenza vita (indicatore di grasso viscerale) e il rischio di malattie cardiovascolari
Aggiornamento 26/1/2019
L'eccesso di grasso, soprattutto se concentrato nell'addome, aumenta il rischio di insufficienza renale
Aggiornamento 26/7/2019
Il grassi viscerale contribuisce alle malattie cardiovascolari riducendo il glutatione e aumentando lo stress ossidativo
Aggiornamento 1/8/2019
La qualità del microbiota intestinale sembra più importante dei fattori dietetici nel determinare il grasso viscerale (quello dannoso per la salute).
Alcuni nutrienti associati con la salute, come magnesio, fibre, biotina e vitamina E hanno necessità di un buon microbiota per essere "utilizzabili".
"il nostro lavoro suggerisce che la modulazione della composizione del microbiota intestinale potrebbe essere un obiettivo efficace per la riduzione del grasso viscerale nelle donne anziane".
Aggiornamento 9/8/2019
Un consensus statement per ribadire l'importanza del grasso viscerale nei problemi di salute
Aggiornamento 25/9/2019
Il grasso addominale sottocutaneo, quello che possiamo "pinzare" sull'addome, appare essere neutro nei confronti del rischio cardiovascolare. Quello femorale viene considerato protettivo, mentre quello viscerale ed ectopico (che circonda/infiltra i vari organi come cuore, fegato e muscolo) è quello più pericoloso, soprattutto perché induce insulinoresistenza
Aggiornamento 13/11/2019
Una miscela di aminoacidi essenziali (20g al giorno), creatina, vitamina D, acido alfalipoico, Coenzima Q10 e resveratrolo aumenta la muscolatura e la forza e diminuisce il grasso viscerale in anziani debilitati sarcopenici
Aggiornamento 19/11/2019
L'inflammaging, l'infiammazione di basso grado che arriva con l'invecchiamento, è il terreno comune da cui dipendono sarcopenia (perdita di muscolo), aumento di grasso, problemi cardiovascolari e disbiosi. In realtà si tratta di "crosstalk", ossia di rapporti bidirezionali in cui i fattori si influenzano a vicenda.
Aggiornamento 16/2/2020
Lo stress ossidativo e l'infiammazione legati all'obesità alterano la fertilità maschile, rendendo meno efficaci anche le tecniche di riproduzione assistita
Aggiornamento 23/7/2020
L'aglio può favorire la riduzione della circonferenza addominale

Aggiornamento 4/8/2020
La circonferenza addominale (espressione del grasso viscerale, quello più infiammatorio) è correlata con la severità di COVID19. Non conta solo la quantità di grasso ma anche la sua distribuzione

Aggiornamento 29/8/2020

"Le persone con obesità mostrano un rischio più elevato di mortalità e morbilità nel COVID-19 a causa dello stato infiammatorio esacerbato e della tendenza all'ipercoagulazione. Gli individui con obesità mostrano un'infiammazione cronica sistemica, che favorisce l'attivazione dei macrofagi, la comparsa di tempeste di citochine (secrezione aberrante di citochine pro-infiammatorie IL-6, IL-1 e TNF) e citotossicità (rilascio di LDH). Questo stato infiammato si associa all'aumento del rischio di coagulazione (ipercoagulazione) presentato da questi pazienti. Tutte queste caratteristiche rendono i soggetti con obesità più inclini a sviluppare alterazioni patologiche di polmoni, tessuto adiposo, fegato, cuore e intestino, che influenzano negativamente la composizione del microbiota intestinale. L'impatto sulla fisiologia dei sistemi dell'infiammazione cronica associata all'obesità, comprese le risposte immunitarie antivirali, e gli aumentati livelli di mediatori che inducono la coagulazione (fibrinogeno e D-dimero) nei pazienti COVID-19 aiutano a spiegare la mortalità più elevata in questi individui rispetto agli individui non obesi".

sabato 16 giugno 2012

E l'educazione?

Decine di trasmissioni che ci insegnano come cucinare (La prova del cuoco, I menu di Benedetta, vari reality ecc..) ma nessuna che ci insegni a mangiare correttamente.
Così vanno le cose nel nostro Paese!
In un paese con il record di bambini obesi l'educazione alimentare quasi non esiste, nonostante si sappia che prima si ingrassa peggiori sono le conseguenze per la salute!
Tenete lontani i figli da merendine e bibite gassate, non fategli mai saltare la colazione, abituateli a mangiare frutta e verdura, questi semplici consigli sono sufficienti a prevenire l'aumento di peso. Oltre ad una riduzione delle attività sedentarie come TV e videogiochi!


Aggiornamento 5/12/2017

Il sindaco di Londra vieta i fast-food vicino alle scuole

giovedì 14 giugno 2012

I benefici del cioccolato


Il cioccolato (ma attenzione: solo se fondente!) si è dimostrato efficace nell'abbassare colesterolo e pressione sanguigna, e nel complesso protettivo nei confronti delle malattie cardiovascolari e della sindrome metabolica!
Gli effetti sono probabilmente dovuti all'alto contenuto in polifenoli, potenti antiossidanti.
E noi che andiamo a spendere miliardi in farmaci!

http://imgfave.com/search/food%20chocolate%20funny%20diet
Update 1/6/2016

Il cioccolato è efficace anche per proteggere dalla neurodegenerazione

Aggiornamento 26/5/2017

Continuano le buone notizie per i mangiatori di cioccolato. Moderate dosi sembrano infatti ridurre il rischio di fibrillazione atriale


Aggiornamento 5/8/2019
Consumare cioccolato amaro può ridurre il rischio di depressione

Aggiornamento 28/3/2020
"La biogenesi mitocondriale viene attivata in risposta a stimoli ambientali, come restrizione calorica e consumo di polifenoli vegetali. La capacità dei polifenoli di produrre benefici clinici può essere dovuta, almeno in parte, a una relazione bidirezionale e complessa con il microbiota intestinale. I polifenoli alimentari possono influenzare la composizione del microbiota intestinale e i batteri intestinali metabolizzano i polifenoli in composti bioattivi che producono rilevanti effetti sulla salute"

mercoledì 13 giugno 2012

Update pasta ai germogli di soia e diabete

Scrivevo pochi giorni fa, con un po' di perplessità, sulla pasta ai germogli di soia che aiuta a combattere il diabete di tipo II.
Il Fatto alimentare proprio oggi smorza i toni della scoperta!

La cotolettaaaaaaaaaaaaaa

Vi consiglio oggi un bellissimo pezzo pubblicato dalla mia stimata collega (e amica) Tiziana Stallone sulla necessità di diminuire il consumo di cotolette surgelate e affini.. godetevelo perché è molto ben scritto!
Certo è solo un esperimento casalingo, e qualcuno pensa non sia scienza, per me è comunque degno di nota.

giovedì 7 giugno 2012

I cibi light funzionano?


Finalmente un nuovo Activia, quello light senza grassi! Ci viene pubblicizzato con personaggi TV, una delle quali recentemente dimagrita.
Peccato che che i prodotti light, a partire dal latte parzialmente scremato, non abbiano mai fatto dimagrire nessuno. Questo semplicemente perché sono cibi impoveriti, che dopo la loro ingestione non soddisfano e ci fanno tornare prima l'appetito. Togliere i grassi significa aggiungere zuccheri, così da avere un picco glicemico (e insulinemico) superiore. La fame torna prima, così l'introduzione totale calorica giornaliera è superiore. Chi oggi pensa di far dimagrire qualcuno con il semplice taglio delle calorie è un illuso e porta la nutrizione indietro di 60 anni. Utilizzare un bilancio energetico negativo è un metodo che fallisce nel 90% dei casi.


http://www.quickmeme.com/meme/3ncd

Aggiornamento 20/4/2016

Nessuna evidenza che le diete low-fat funzionino meglio delle altre.
Aggiornamento 29/5/2016
Un nuovo studio mostra come le etichette light, low fat ecc inducano il consumatore a mangiare di più e non facciano dimagrire nel lungo termine.
Aggiornamento 29/5/2017

Alcuni motivi in più per evitare i cibi light: in questi cibi i grassi sono sostituiti con zuccheri, determinando una (scarsa) riduzione delle calorie totali.
Solo che, almeno nei topi, le calorie da zucchero alterano la flora intestinale e la comunicazione tra intestino e cervello, inducono infiammazione intestinale e accumulo del grasso
Aggiornamento 30/12/2019
I bambini che bevono latte intero hanno il 39% in meno di rischio di essere sovrappeso rispetto a quelli che bevono latte scremato o parzialmente scremato. Sembrerebbe una vittoria di chi è contro i cibi light e a favore dei grassi saturi, ma è comunque una metanalisi di studi osservazionali quindi non può stabilire un legame di causa-effetto

Pasta ai germogli di soia e diabete

Una sperimentazione ha evidenziato come una particolare pasta, arricchita con germogli di soia, riduca la glicemia post-prandiale dei diabetici. Si trova però, al momento, solo in farmacie e negozi specializzati. Non è male come idea, ma l’uso dei prodotti integrali ha già il medesimo effetto, perciò la ritengo solamente una valida alternativa da utilizzare sporadicamente! L’utilizzo dei prodotti integrali è notoriamente associato a dimagrimento e riduzione del grasso viscerale, per cui non vedo tutta questa necessità di nuovi tipi di prodotti, magari molto costosi, se quelli adatti sono già presenti nel negozio vicino a casa.

Del maiale non si butta via nulla…

… e neanche del pollo! Si apprende in questi giorni che i wurstel di pollo sono fatti spremendo le carcasse dei volatili, ma anche quelli di maiale non sono fatti molto meglio.. Piacciono ai bambini (e ai grandi) e costano poco, ma proprio per questo sono un vero e proprio cibo spazzatura che contiene un sacco di grassi saturi, conservanti e aromi artificiali. In due parole: pollice verso!


http://www.flickr.com/photos/7422037@N06/4683460868/

Dukan & co.


Cercherò di spiegare in modo comprensibile cosa è e come funziona una dieta chetogenica.
Premetto subito che i sedicenti geni che mettono a punto queste diete non hanno scoperto nulla, in quanto il fenomeno del dimagrimento in seguito all’esclusione dei carboidrati dalla dieta è conosciuto da almeno un secolo.
La chetosi è una condizione che si verifica quando si ha una scarsa quantità di zuccheri (glucosio) nel sangue. Capita ad esempio di "avere il bambino con l’acetone”, in particolare se non fa colazione o introduce troppi grassi. Qualcuno definirebbe tale condizione fisiologica, mentre suo figlio vomita o sviene? Non credo proprio. Infatti il cervello, non avendo glucosio a disposizione, è costretto ad utilizzare i corpi chetonici come carburante, e la sua funzionalità è compromessa, dando quindi i classici sintomi di nausea e vomito. Questo si verifica a maggior ragione negli individui giovani, che sono più sensibili a queste condizioni.
I mammiferi, e ovviamente anche l’uomo, non possono ottenere il glucosio dai grassi, ma solo dalle proteine. In caso di digiuno allora il corpo si disfa della principale riserva di proteine, i muscoli, per ottenerne glucosio. Questo avviene soprattutto nel primo giorno di digiuno, dopodiché la chetogenesi raggiunge livelli abbastanza alti da risparmiare le proteine tissutali.
Questo meccanismo permetteva ai nostri avi di sopravvivere ai periodi di carestia, salvando i muscoli, e stimolava, attraverso complessi meccanismi, l’aggressività, in modo ad esempio da poter affrontare belve feroci o poterci difendere dai nemici anche in periodi di carenza di cibo.
Appena si torna a mangiare normalmente, in particolare carboidrati, altri efficienti meccanismi evolutivi permettono agli adipociti di tornare a riempirsi, riportando il peso a quello simile a prima del digiuno.
In caso, anziché digiunare, ci si alimenti con sole proteine, anche ad libitum, come capita nella Dukan, nella NEC e in molte altre diete “moderne”, le proteine introdotte vengono utilizzate dal fegato per ottenere glucosio, salvaguardando la maggior parte delle proteine muscolari. Il problema è che per ottenere tale conversione, il fegato produce ammoniaca, che dev’essere convertita in urea, che a sua volta verrà eliminata dai reni.
È chiaro quindi che tali organi saranno sottoposti ad uno sforzo intenso, che alla lunga porterà ad un sovraccarico ed ad una insufficienza nella funzionalità, già messa a dura prova se la persona è sovrappeso e presenta una sindrome metabolica.
In sintesi, le proteine non fanno ingrassare ma danno molte scorie metaboliche, i carboidrati non danno scorie ma stimolano l’insulina, l’ormone che spinge ad “accumulare”. Le diete chetogeniche “funzionano”, nel senso che fanno realmente dimagrire in un breve lasso di tempo, ma sono potenzialmente dannose per la salute, non hanno nulla di educativo (non insegnano a mangiare correttamente) e dovrebbero, per quanto mi riguarda, essere proibite, in quanto in un Paese come il nostro, in cui il SSN è a carico del contribuente, i danni alla salute vengono curati coi soldi di tutti.