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venerdì 31 agosto 2012

Identikit dell'italiano sovrappeso



Uno studio molto recente dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" ha confermato il trend degli ultimi anni in fatto di obesità in Italia: la prevalenza, cioè il dato statistico riferito ad un particolare momento non ha avuto un particolare incremento negli ultimi 4 anni, ma purtroppo siamo già ad un livello alto: quasi la metà degli italiani è sovrappeso o obeso.
L'identikit dell'obeso è ormai definito: il peso aumenta mano a mano che si sale con l'età, ed è inversamente correlato col livello di istruzione. Questo capita forse perchè tra i meno colti il sovrappeso è visto come segno di forza e potere, nonostante oggi si sappia benissimo che è in realtà un predittore di malattia.
Anche la provenienza geografica sembra favorire sovrappeso e obesità: infatti al Sud Italia queste condizioni sono più frequenti che al Nord.
La prevalenza di sovrappeso e obesità cresce inoltre tra gli sposati rispetto ai single e tra chi ha smesso di fumare piuttosto che tra chi non ha mai fumato. 
Tuttavia l'abbandono del tabagismo è una pratica talmente utile che alcuni chilogrammi in più di peso non pregiudicano la salute.


Aggiornamento 10/12/2017


La mortalità dovuta all'eccesso di peso è probabilmente sottostimata, mentre è sovrastimata quella legata al sottopeso.

mercoledì 29 agosto 2012

Soda-tax

Tra le proteste e le incomprensioni, si parla in questi giorni di introdurre una tassa sulle bibite edulcorate. Si tratterebbe di un aumento stimato di 3 centesimi a confezione, cioè un aumento irrisorio che non ne scoraggerebbe l'acquisto.
Sui danni delle bibite gassate e in particolare dello zucchero aggiunto ho già parlato. La mia modesta opinione è che tali tasse sono inconsistenti e sono solo una scusa per fare cassa e non per migliorare la salute delle persone. Esse dovrebbero essere molto alte, come già accade per tabacchi e alcolici, prodotti paragonabili in quanto a tossicità, in modo da farle consumare soltanto in occasioni speciali, e non quotidianamente come accade in molte famiglie e a molti dei miei pazienti prima che si rivolgano a me.
Gli incoscienti sostengono che si tratti di un metodo per far soffrire i meno abbienti negandogli un piacere: in realtà sarebbe proprio un modo per evitare a persone più deboli e con meno cure a disposizione torture come l'obesità e il diabete, oltre che far risparmiare al SSN miliardi di euro.
E ripeto come sempre: disincentivazione del consumo dei cibi spazzatura con l'educazione alimentare!

Aggiornamento 15/5/2015
La tassa sul cibo spazzatura in Danimarca (in questo caso grassi saturi) sembra avere un discreto impatto sulla salute.

Aggiornamento 8/6/2015
La prossima volta che sentite la pubblicità della Sprite che dice "ascolta la tua sete", rispondete alla sete che le bibite zuccherate esacerbano la deidratazione
Aggiornamento 14/7/2015
Volete far mangiare ai bambini l'insalata? usate le stesse tecniche dei fast-food: abbinatela ai supereroi.
La tassa sul junk food appare funzionare, almeno in Messico.
Aggiornamento 8/10/2016
Pare che Coca Cola voglia pagare i dietisti USA per twittare contro la tassa sugli zuccheri.
Update 13/10/2016

L'OMS chiarisce che la tassa sullo zucchero è utile per la riduzione dell'epidemia di obesità. Aspettiamo la risposta degli esperti nutrizionisti dal sito merendineitaliane.it
Aggiornamento 3/11/2016
I consigli per liberarsi dalla dipendenza da zucchero.

La tassa sulle bevande zuccherate adottata in Messico sta dando risultati: nei prossimi anni sono previsti 190mila casi di diabete, 20 mila ictus e infarti e 19mila morti in meno
Aggiornamento 31/1/2017
Anche Harvard spinge per la tassa sullo zucchero.
Aggiornamento 16/2/2017
Gli interventi col migliore rapporto costo-benefici per quanto riguarda la prevenzione dell'obesità: tassa sulle bibite gassate, rimozione dei sussidi per il cibo non salutare, mense scolastiche e soprattutto distributori con cibo sano
Anche in Australia si scrive a favore della tassa sul cibo spazzatura
Aggiornamento 8/3/2017
La tassa sulle bevande zuccherate in Messico continua a dare buoni risultati
Aggiornamento 21/10/2017
Negli ultimi 40 anni il tasso di obesità infantile è aumentato nel mondo di 8 volte, e il cibo processato ha avuto un ruolo fondamentale:
"Una caratteristica generale delle politiche contro il sovrappeso e l'obesità nei bambini e negli adolescenti nei paesi ad alto reddito è una riluttanza ad utilizzare le tasse e le normative del settore per cambiare comportamenti alimentari. Alcuni paesi a reddito medio stanno adottando anche politiche per combattere il sovrappeso e l'obesità nei bambini e negli adolescenti, in alcuni casi con una maggiore enfasi sulla regolamentazione e sulle imposte rispetto ai paesi ad alto reddito. Sebbene la quantità di energia che si possa raccogliere per utilizzare le tasse e le normative per ridurre il consumo di alimenti ad alta densità energetica, poche politiche e programmi tendono a rendere più convenienti cibi sani come cereali integrali, frutta e verdura fresca grazie a sovvenzioni ,prezzi mirati, e buoni-pasto, o pasti sani a scuola. L'indisponibilità delle opzioni alimentari sane non solo porta a disuguaglianze sociali (persone povere con sovrappeso e obesità), ma potrebbe anche limitare l'effetto delle politiche che prendono di mira alimenti non sani".
Aggiornamento 27/4/2018

La tassa sul cibo spazzatura funziona, e non solo sulle bibite zuccherate.
Aggiornamento 29/6/2018
Il miglioramento della salute globale passa dall'applicazione della tassa sugli zuccheri, la riduzione del sale, la scelta di opzioni alimentari più salutari
Aggiornamento 6/9/2018

Chi ha evitato di seguire le indicazioni dell'OMS sullo zucchero (meno del 10% e possibilmente arrivare al 5% delle calorie)? USA (il paese più obeso del mondo) e Italia (campionessa europea di obesità infantile) Nonostante sia noto che l'eccesso di zuccheri aggiunti sia nocivo, l'Italia non farà nulla per disincentivarne il consumo, neanche applicare una tassa che in molti paesi ha dimostrato di funzionare. Tasse su tutto, ma guai a metterla su questa sostanza che sta facendo allargare il girovita di bambini e adulti. E tutto questo perché si "rovinerebbero le nostre aziende" (notoriamente lo zucchero fa parte della dieta mediterranea e la CocaCola è un'azienda italiana)
Aggiornamento 2/11/2018

Da un articolo di Willet e Hu, probabilmente i più famosi epidemiologi nutrizionali al mondo (assieme a Mozaffarian).

Un buon esempio di politica nutrizionale per l'epidemiologia è la sostanziale riduzione degli acidi grassi trans dagli oli parzialmente idrogenati. La combinazione di risultati coerenti di studi epidemiologici che dimostrano un'associazione tra grassi trans e malattie coronariche insieme a prove di studi controllati sull'alimentazione che mostrano effetti avversi sui lipidi nel sangue hanno fornito una sufficiente certezza del danno da vietare i grassi trans prodotti industrialmente. Questo è auspicabile anche per le bibite zuccherate.
L'epidemiologia nutrizionale è stata spesso criticata per l'imprecisa valutazione dietetica e l'utilizzo di studi osservazionali. La dieta umana è un'esposizione complessa e dinamica senza un metodo perfetto per quantificare tutti gli aspetti delle prese della dieta e dei comportamenti alimentari. Le preoccupazioni in merito alla misurazione della dieta sono state affrontate in molti studi che hanno confrontato questionari standardizzati con pesatura dettagliata e misurazione degli alimenti e con biomarker di assunzione. Per la maggior parte dei nutrienti e alimenti, i questionari di frequenza alimentare attentamente studiati funzionano sufficientemente bene da rilevare le associazioni importanti se esistono veramente Misurazioni ripetute della dieta sono particolarmente utili per ridurre gli errori casuali mentre rappresentano le abitudini alimentari a lungo termine e sono stati sviluppati metodi statistici per tenere conto degli errori sistematici.
Aggiungono sulla necessità di interventi politici: "Miglioramenti significativi nelle abitudini alimentari a lungo termine richiederanno cambiamenti politici tra cui tasse sulla bibite zuccherate, incentivi finanziari per la produzione e l'acquisto di alimenti sani, etichettatura degli alimenti, regolamentazione del marketing alimentare e creazione di ambienti scolastici e di lavoro sani.
La nutrizione nei programmi universitari di medicina è estremamente necessaria"

Viene inoltre chiarito come il futuro della nutrizione sarà l'approccio personalizzato
Aggiornamento 31/12/2018
Le bibite zuccherate aumentano il rischio di malattia renale (CKD) in una coorte di afroamericani.
In un editoriale abbinato allo studio hanno scritto gli autori: "Mentre alcune città statunitensi selezionate hanno ridotto con successo il consumo di SSB [bibite zuccherate] attraverso la tassazione, altre città hanno resistito agli sforzi di sanità pubblica per ridurre il consumo di SSB". "Questa resistenza culturale alla riduzione del consumo di SSB può essere paragonata alla resistenza culturale alla cessazione del fumo negli anni '60 dopo la pubblicazione del rapporto che dimostrava i suoi danni: negli anni '60 l'uso del tabacco era considerato una scelta sociale e non un problema di salute pubblica o sociale ". In un editoriale di accompagnamento riservato alla "voce dei pazienti", Duane Sunwold ha spiegato di essere un paziente affetto da CKD che ha cambiato il suo modo di mangiare e bere per mettere la sua malattia in remissione.
Aggiornamento 5/1/2019
Come ridurre l'impatto, l'incidenza e i danni dell'obesità?
: "L'obesità non è una scelta di stile di vita causata dall'ingordigia e dalla golosità individuale ma una malattia causata da disuguaglianze sanitarie, influenze genetiche e fattori sociali."
"Sono i governi, e non gli individui, che possono avere un impatto
sulla disponibilità alimentare attraverso la regolamentazione e la tassazione, e controllando la disponibilità e i costi.
I governi possono promuovere anche l'attività fisica assicurando che le strutture siano disponibili per le comunità locali e attraverso la legislazione e le iniziative di sanità pubblica ".
Aggiornamento 23/3/2019

Più si beve bibite zuccherate (SSB), più sale il rischio di morte prematura. Il legame è proporzionale. Nello studio bere da una a quattro bevande al mese è legato ad un aumento del rischio dell'1%; da due a sei a settimana con un aumento del 6%; da uno a due al giorno con un aumento del 14%; e due o più al giorno con un aumento del 21%. Inoltre si è dimostrato un modesto legame tra il consumo di SSB e il rischio di morte precoce da cancro. "Questi risultati sono coerenti con i noti effetti avversi dell'alta assunzione di zuccheri sui fattori di rischio metabolici e la forte evidenza che bere bevande zuccherate aumenti il rischio di diabete di tipo 2, a sua volta un importante fattore di rischio per morte prematura. Supportano inoltre le politiche di limitazione della pubblicità delle bevande zuccherate a bambini e adolescenti e per l'attuazione della soda-tax perché il prezzo corrente delle bevande zuccherate non include gli alti costi di trattamento delle conseguenze ", ha detto Walter Willett, professore di epidemiologia e nutrizione.


Aggiornamento 21/4/2019
Mentre in Italia i produttori di zucchero sponsorizzano convegni e stipendiano "esperti" di alimentazione, nel Regno Unito si stima che il programma di riduzione del consumo di zucchero possa portare a 155 mila diabetici in meno nei prossimi 10 anni e un risparmio di 650 milioni di euro/anno per lo sanità pubblica, con un incasso dalla sugartax di circa 300 milioni.

Aggiornamento 30/5/2019

Due grossi studi prospettici sono stati pubblicati oggi ed entrambi hanno evidenziato gli effetti negativi dei cibi industriali. In uno, il consumo di 4 porzioni di cibi industriali al giorno aumenta la mortalità del 62% e ogni porzione in più del 18%. Nell'altro ogni 10% di consumo di cibo industriale aumenta del 10% il rischio di malattia cardiovascolare, ipotizzando come cause "Vari fattori nella lavorazione, come la composizione nutrizionale del prodotto finale, gli additivi, i materiali di contatto e i contaminanti che si formano in cottura". Pur non potendo dimostrare causalità, i ricercatori concludono che i risultati devono essere tenuti in considerazione per raccomandare politiche che facilitino l'accesso a cibi freschi e non processati e scoraggino il consumo dei cibi processati.

Aggiornamento 26/6/2019
Secondo una revisione degli studi, una tassa del 10% sulle bibite zuccherate riduce del 10% il consumi. L'OMS suggerisce ai governi di applicare una tassa del 20% per avere un impatto significativo sulla salute
Aggiornamento 12/7/2019

Secondo uno studio osservazionale, che quindi non può stabilire legame causale ma solo associazione, ogni 100 mL di bibite gassate zuccherate al giorno il rischio di tumore aumenta del 18% (del 22% quello di tumore al seno). Il meccanismo potrebbero essere dovuto allo zucchero, che aumenta il grasso viscerale, la glicemia e l'infiammazione, tutti fattori protumorali. Anche il 4-metilimidazolo (colorante caramello) potrebbe avere un ruolo. Anche i succhi di frutta senza zuccheri aggiunti hanno mostrato un'associazione.
Aggiornamento 14/7/2019

Boris Johnson, candidato conservatore in Inghilterra, ha dichiarato che rimuoverà la sugartax, sostenendo che la gente ha solo bisogno di muoversi di più. Nonostante sia sostenuta dall'OMS e da qualsiasi organizzazione scientifica, che infatti hanno bacchettato il candidato, il sostenitore della Brexit ha preferito spostarsi sulle posizioni tipiche dei nutrizionisti pagati dalla Coca Cola. Sarebbe interessante sapere chi gli paga la campagna elettorale.
Aggiornamento 5/9/2019
La tassa sulle merendine può essere più efficace di quella sulle bibite. Ieri è stato attaccato un ministro che ha manifestato simpatia per il provvedimento. In particolare una tassa del 20% porterebbe a un calo di 1,3 kg in un anno, applicata sulle bibite solo 0,2 kg
Aggiornamento 7/9/2019
Ennesima conferma che la sugartax sia una cosa buona e giusta.
Tassare le bibite zuccherate in base al quantitativo effettivo di zucchero (e non a quello di bibita) riduce del 22% il consumo e causa una riduzione del peso di oltre un kg, riducendo obesità e diabete del 2% (in numeri negli USA: 2 milioni di obesi e 36 mila diabetici in meno), con un risparmio sui costi sanitari di 1,4 miliardi di $ all'anno.
Aggiornamento 9/9/2019

Aumentare del 20% il costo delle merendine e degli snack zuccherati con una tassa ridurrebbe la prevalenza dell'obesità del 2,7% dopo il primo anno, contribuirebbe a ridurre la disparità di salute che colpisce i più poveri
Aggiornamento 1/10/2019

"La dieta occidentale ricca sia di grassi che di zuccheri trasformati ha portato all'aumento della prevalenza di molte malattie metaboliche". Si sono fatti passi avanti per mettere in evidenza i collegamenti tra fruttosio aggiunto (HFCS), insulinoresistenza e obesità. Il suo contributo all'aumento dell'incidenza di tumore al seno triplo negativo è sicura, rimane da stabilire quanto sia un effetto diretto e quanto sia mediato dall'aumento di peso e dall'insulinoresistenza.
"Tipi specifici di tumore, come il carcinoma mammario triplo negativo (TNBC), sono sensibili ai fattori dietetici ed eccezionalmente difficili da trattare, esiste quindi la possibilità di cure preventive attraverso interventi dietetici nelle popolazioni a rischio".
"Il consumo di zucchero è stato a lungo ipotizzato associato allo sviluppo di alcuni tumori, tuttavia forti pressioni e pratiche corrotte finanziate dalla Sugar Research Foundation (SRF, gli stessi che si oppongono alla tassa sugli zuccheri per capirci) hanno ostacolato la ricerca sull'argomento per molti anni".
Grandi quantità di fruttosio nella dieta sono associate a specifici cambiamenti metabolici nelle ghiandole mammarie che sono stati collegati allo sviluppo del carcinoma mammario, perché il tessuto adiposo mammario rilascia dei fattori che stimolano l'alterazione cellulare e la progressione tumorale.
In particolare i recettori per i glucocorticoidi, ormoni dello stress, bloccano l'apoptosi, principale meccanismo di difesa dalla proliferazione di cellule neoplastiche, portando a crescita incontrollata. Questi recettori sono modulati anche da fattori dietetici.

Aggiornamento 5/10/2019

Interessante articolo de Il Fatto Alimentare sulla sugartax, da cui riassumo i passaggi più importanti
Tante società scientifiche e molti nutrizionisti hanno aderito [...] Altre società hanno preferito non aderire all’iniziativa, tra queste citiamo: l’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi), l’Ordine nazionale biologi (Onb) e la Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg). La stessa Società italiana di nutrizione umana (Sinu), leader in Italia in quanto cura la stesura dei Larn (Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana) che dovrebbe essere la paladina di questa iniziativa in linea con le indicazioni delle più importanti autorità mondiali – Oms, World cancer research fund (Wcrf), World Obesity (WO) – è stranamente assente.
Al riguardo vale la pena curiosare nel sito della Sinu. Tra gli sponsor troviamo Ferrero (Soremartec) e Nfi, una società scientifica privata che è a sua volta finanziata da Barilla (Mulino Bianco), Ferrero e Nestlè nonché decine di altre aziende alimentari. La Sinu non ha alcuna politica di trasparenza e di disclosure sulla questione del conflitto di interesse degli autori che hanno partecipato alla stesura dei Larn, e a quanto pare non c’è alcuna intenzione di cambiare nel futuro. Al contrario l’Oms, il Wcrf, WO e le più importanti riviste medico scientifiche affrontano molto seriamente il problema del conflitto di interessi perché può stravolgere le pubblicazioni.
In Italia il conflitto di interessi è un tabù. Come mai le indicazioni sugli zuccheri riportate dai Larn sono diverse rispetto a quelle dell’Organizzazione mondiale della sanità? Perché i nutrizionisti più presenti in televisione continuano a ripetere il mantra tanto caro all’industria alimentare secondo cui “non ci sono alimenti buoni o cattivi”? Perché si continua ad enfatizzare il ruolo dell’educazione alimentare, la responsabilità dei genitori sulle scelte alimentari dei bambini, altro mantra tanto caro all’industria alimentare, quando i dati a disposizione dicono chiaramente che questa strada non funziona? Come mai si continua a osteggiare qualsiasi intervento delle autorità sul consumo dello zucchero (sugar tax) e l’etichetta a semaforo, che invece viene adottata con successo da diverse nazioni al mondo per la sua chiarezza e semplicità?
Una delle prime nozioni elementari che viene data allo studente che deve occuparsi di nutrizione (in Gran Bretagna, USA, Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Canada, Oms) è la distinzione tra zuccheri aggiunti agli alimenti e quelli naturalmente presenti. In Italia invece gli zuccheri contenuti all’interno di una lattina di Coca-Cola sono considerati come quelli naturali contenuti nella frutta (circa quattro arance). Ci sarà una differenza tra una bevanda gassata e quattro arance, visto che gli zuccheri della frutta sono accompagnati da fibra alimentare, vitamine, minerali e fitocomposti, mentre nelle bibite zuccherate questi nutrienti non ci sono.
[...]
L’ostilità che l’Italia ha verso la sugar tax e il Nutri-Score può essere in parte dovuta all’influenza degli sponsor dell’industria alimentare ai massimi livelli delle istituzioni scientifiche della nutrizione. È necessario allinearsi agli standard internazionali di trasparenza e risolvere il problema del conflitto di interessi. Così facendo potremo finalmente adeguare le nostre linee guida a quelle del resto del mondo e migliorare le indicazioni nutrizionali per la popolazione generale.
Oggi chi è contro la sugartax o ha qualcosa da nascondere o ignora l'evidenza scientifica
Aggiornamento 8/10/2019
L'intervista di Antonio Pratesi sulla sugartax e il conflitto d'interessi in nutrizione

Aggiornamento 18/10/2019

Il report dell' UNICEF​ sulla malnutrizione infantile suggerisce di migliorare l'educazione alla nutrizione, fornire buoni per gli alimenti salutari, comprendere e sfruttare le dinamiche familiari e delle comunità, scoraggiare l'industria alimentare dalla commercializzazione di alimenti poveri di nutrienti, ricchi di zuccheri e altamente trasformati (ossia la sugartax).

Aggiornamento 19/10/2019

Secondo il rapporto su clima e nutrizione di Lancet, "sono noti i legami tra consumo eccessivo di carne e obesità e relativi malattie non trasmissibili (diabete, tumori ecc). Un consumo eccessivo di carne può contribuire all'obesità. il consumo di carne rossa (in particolare carne processata) è associato ad un aumentato rischio di malattie non trasmissibili compresi malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e alcuni tumori.
Gli alimenti di origine animale, compresa la carne, forniscono una ricca fonte ad elevata biodisponibilità di micronutrienti, soprattutto per i bambini piccoli, e apportano un contributo importante alle diete di alta qualità se consumati con moderazione. In molte regioni, la produzione di bestiame è anche un importante contributo ai mezzi di sussistenza, al reddito familiare e alla ricchezza nazionale, e nelle aree semi-aride e aride ci sono spesso pochi altri usi produttivi del territorio. Tuttavia, la produzione di mangimi per il bestiame può distogliere il cibo dal consumo umano diretto e minacciare la sicurezza alimentare e il sostentamento delle popolazioni per l'espansione di terreni coltivati ​​per la produzione di mangimi (vedi Amazzonia), che è anche un'importante causa di deforestazione".
Si stima che gli allevamenti contribuiscano per il 19% ai gas serra e per il 70% al consumo delle risorse agricole.
Anche il cibo spazzatura ha un impatto ambientale (fino al 39% tra acqua, CO2, energia e sfruttamento del terreno) e ridurre il suo consumo è una priorità per l'ambiente e la salute. In Messico la sugartax è stata efficace nel ridurre il consumo di bibite zuccherate fino all'11%
Aggiornamento 25/10/2019

"Le fake news rimbalzate nelle ultime settimane sui giornali e in rete dicono che la sugar tax non funziona. Si tratta di bugie utilizzate per giustificare la posizione contraria ribadita dall’industria alimentare, dalle lobby e da alcuni ministri del governo Conte".
Aggiornamento 25/12/2019

Negli USA la dieta non salutare è responsabile del 45% delle morti cardiovascolari, e ha un costo per la sanità di 300$ circa all'anno, 50 miliardi annui in totale. Lo studio si conclude suggerendo incentivi per i cibi salutari in modo da risparmiare soldi per la sanità
Aggiornamento 21/2/2020

In Cile la tassa sulle bibite zuccherate, insieme agli avvertimenti in etichetta, hanno portato a una riduzione del consumo del 23%. Nel Regno Unito la tassa sullo zucchero ha portato a una riduzione delle bibite con oltre 5g di zucchero per 100mL dal 49 al 15%. Tutto questo porterà sul lungo periodo a risparmi per i sistemi sanitari, che altrimenti andrebbero al collasso. Nel mentre in Italia le industrie dolciarie sponsorizzano i corsi di aggiornamento.

Aggiornamento 18/3/2020

Il ruolo delle industrie alimentari, che hanno come obiettivo primario il profitto, nel mettere in pericolo la salute è cruciale. I loro profitti si trasformano in costi per la salute pubblica. La tassazione del cibo non salutare è un'arma efficace per contrastarle, insieme a educazione, riduzione della pubblicità, etichette informative.
Aggiornamento 21/3/2020
La sugartax si conferma efficace
Aggiornamento 8/5/2020

In Messico "le tasse sulle bevande zuccherate si sono dimostrate un mezzo efficace per scoraggiare il consumo; ulteriori aumenti dell'imposta potrebbero incoraggiare ulteriori riduzioni degli altissimi livelli di consumo". I forti consumatori ne consumano ora meno, e i consumatori moderati hanno ridotto o abbandonato il consumo
Aggiornamento 13/6/2020
L'industria alimentare ha delle colpe nella severità della COVID19, essendo una creatrice dell'ambiente obesogeno e l'obesità tra i fattori di rischio per severità e mortalità del coronavirus. I governi devono fare di più per contrastare questo ambiente, e la tassa sugli zuccheri è solo un piccolo passo. "Le industrie alimentari di tutto il mondo devono immediatamente smettere di promuovere [i loro cibi] e i governi devono forzare la riformulazione di cibi e bevande non salutari. Nel Regno Unito, gli obiettivi incrementali hanno già gradualmente ridotto la quantità di sale aggiunto agli alimenti, con conseguente riduzione dell'assunzione di sale, pressione sanguigna e mortalità cardiovascolare".
Aggiornamento 21/6/2020
il consumo di bibite zuccherate è associato (indipendentemente da altri fattori) ad aumento dell'adiposità viscerale, infiammazione sistemica, livelli di trigliceridi nel sangue e sviluppo di ipertensione e iperuricemia. In Messico, nonostante la riduzione del consumo grazie alla sugartax del 7,6% negli ultimi anni, le bibite sono responsabili del 6,9% delle morti (circa 41 mila all'anno).
Aggiornamento 9/7/2020
Le calorie da zucchero si depositano più facilmente nel grasso ectopico, quello che circonda gli organi e aumenta infiammazione e i rischi per la salute. "L'assunzione a lungo termine di zuccheri aggiunti e bevande zuccherate è associata a un maggiore volume di tessuto adiposo pericardico, tessuto adiposo viscerale e tessuto adiposo sottocutaneo. Poiché questi depositi di grasso ectopico sono associati a un maggior rischio di incidenza di malattia, questi risultati supportano la limitazione dell'assunzione di zuccheri aggiunti e bevande zuccherate. I nostri risultati supportano i continui sforzi globali di salute pubblica per ridurre l'assunzione di zuccheri aggiunti (AS), come le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e le linee guida dietetiche del 2015 per gli americani per limitare AS e l'inclusione degli AS nel nuovo panel sui Valori Nutrizionali, insieme all'obbligatorietà delle informazioni sui nutrienti".
Aggiornamento 3/9/2020

In Messico, che ha già avuto risultati grazie alla tassa sul cibo spazzatura, alcuni stati vietano la vendita di junkfood ai minori. Questo può salvare la vita a diverse persone. In passato sappiamo che il proibizionismo non ha prodotto risultati, staremo a vedere in questo caso

Aggiornamento 3/10/2020

L'etichetta nutrizionale che avverte della nocività degli alimenti spazzatura è risultata efficace nel ridurre il loro consumo, nei paesi dove è stata adottata (In Sudamerica per esempio). Avvisi semplici come "ricco in sale"o "contiene molti zuccheri" scoraggiano le persone a consumarli. "Gli avvertimenti sui nutrienti sono una strategia importante che dovrebbe essere sfruttata il prima possibile. Le avvertenze sui nutrienti potrebbero aiutare a informare i consumatori, incoraggiare l'industria alimentare a realizzare prodotti più sani, favorire la salute pubblica, contrastare alcune pratiche di marketing del settore e potenzialmente migliorare l'equità sanitaria".