Cerca nel blog

martedì 26 aprile 2016

Modello stocastico: la goccia che fa traboccare il vaso


Se una persona sta al freddo pochi minuti, non succede nulla solitamente. Tuttavia se la lasciamo diverse ore, oppure gli facciamo prendere freddo per periodi ripetuti, ad esempio alcune ore al giorno per diversi giorni, è probabile che starà male.


https://natangeloemme.wordpress.com/2016/04/27/cambio-di-stagione/


Il modello più affidabile per spiegare questa reazione è quello "dei danni accumulati" (o stocastico): l'organismo è in grado di affrontare un numero finito di "stressor" (evento stressante), dopo di che arriva la patologia. Ogni fattore stressante accorcia i telomeri (i "cappucci" protettivi del DNA) e quindi la vita delle cellule, che non sono più capaci di riprodursi. Un'altra causa dell'invecchiamento è la perdita/alterazione della funzione mitocondriale.

Ormai è anche documentato che lo stress si trasmette alle generazioni successive, attraverso meccanismi epigenetici, dei "segnetti" che rimangono sul DNA e ne influenzano la sua espressione.

Queste funzioni si legano al concetto di resilienza, la capacità di un organismo di fronteggiare le situazioni avverse: in pratica la sua "elasticità". Una bassa resilienza aumenta la probabilità di ammalarsi, ad esempio di diabete, di malattie mentali, persino di tumori e chissà di quanto altro.
L'idea è che ad ogni evento stressante la resilienza si riduca, fino a quando non abbiamo più capacità di fronteggiare la situazione avversa e arrivi la malattia. Ad esempio le malattie depressive arrivano sempre in seguito a ripetuti stress, che aumentano anche l'infiammazione e quindi il rischio cardiovascolare, tumorale, asmatico ecc., anche tramite la modificazione della flora batterica.
Ricordo ancora l'esempio che faceva il mio prof di farmacologia, Ninni Biggio: quando colleghiamo troppi elettrodomestici alla stessa presa, prima o poi la corrente salta.

Un modo per ridurre lo stress, le sue conseguenze e aumentare la resilienza? Lo sport ovviamente!

E tutto questo cosa c'entra con l'alimentazione?

Traslando il modello, noi sopportiamo un numero finito di stress anche nell'alimentazione: calorie (chi vive in un regime ipocalorico ha solitamente vita più lunga, anche se il modello è difficilmente trasferibile all'uomo e non necessariamente si vive meglio), zuccheri semplici ecc
Anche gli alimenti sono infatti "stressor". Lo sono in particolare per la funzionalità intestinale: sotto stress, la permeabilità intestinale aumenta, consentendo così ad un sacco di molecole che dovrebbero rimanere lì di passare.
E tra queste molecole ci sono molti metaboliti batterici, se non i batteri stessi (ma anche virus e funghi), che, oltrepassando la barriera intestinale, provocano malattia, interagendo col nostro sistema immunitario, anche tramite una ben conosciuta funzione chiamata mimetismo molecolare.
Tra le malattie legate troviamo quelle autoimmuni, autismo, problemi mentali (depressione, schizofrenia ecc).

Sfortunatamente, mano a mano che andiamo avanti con l'età e con l'accumulo degli stressor l'integrità della  barriera intestinale tende a ridursi.

Ecco perché a volte pensiamo: fino a qualche anno fa digerivo benissimo, ora qualunque cosa mangi sono sempre gonfio. E questo capita spesso in seguito a eventi stressanti se non traumatici: lutti, perdita di lavoro, mobbing, problemi sentimentali ecc.
Insomma vi è un'interazione tra cibo e stress ambientali che porta alla manifestazione della malattia.

Tra gli alimenti (o ingredienti degli alimenti) che, al pari dello stress, stimolano la permeabilità intestinale e quindi possono essere trigger (attivatori) ambientali di malattie, tra cui quella autoimmuni, troviamo il sale, il glutine, lo zucchero, gli emulsionanti. Tutta roba entrata nella nostra alimentazione da pochi millenni se non da pochi anni.

Tornando all'argomento di apertura,  ecco perché non tutti si ammalano: vi è bisogno di una somma di eventi, possibilmente ravvicinati. Se uno introduce glutine poche volte a settimana, viene ridotta la possibilità che faccia danni. Il consiglio è quindi quello di favorire alimenti a basso contenuto di questi nutrienti potenzialmente pericolosi e favorire quelli che appaiono meno dannosi (orzo, farro, grani antichi, che contengono un glutine meno aggressivo, riso e altri cereali alternativi), ed evitare quelli che lo hanno aggiunto: si legge spesso in etichetta infatti, oltre alla farina, "miglioratori" costituiti da glutine, utilizzati per dare più elasticità all'impasto.
Insomma è opportuno per tutti ridurre il consumo di questi alimenti "moderni" in chiave preventiva. E questo vale ancora di più in chi abbia familiarità per le malattie citate.

La posizione è così innovativa? Non proprio. Da pochissime settimane i pediatri europei hanno emesso una posizione ufficiale in cui si consiglia di limitare il glutine durante l'infanzia. Insomma quello che alcuni dicono da decenni viene finalmente messo per iscritto in una nota ufficiale.

Il glutine è sotto indagine per essere concausa di psicosi, autismo ecc. Non sempre si trova un legame sufficiente a fornire una correlazione causale semplicemente perché queste malattie sono multicausali, per cui la rimozione del glutine guarisce solo una parte delle persone (l'argomento verrà ripreso e spiegato in un post apposito).
Quindi chi dice: "anche io li mangio ma non mi ammalo, non possono essere una causa di malattia", non sa di cosa parla.

Vi è quindi necessità della sovrapposizione di fattori ambientali, genetici ed epigenetici per la manifestazione della malattia.

Tornando alla permeabilità intestinale, è legata pure al diabete, alla pressione alta, alle alterazioni metaboliche, tramite l'ingresso nel torrente circolatorio di LPS, molecola di origine batterica altamente infiammatoria. Una alimentazione che punti a curare questo aspetto è perciò potenzialmente terapeutica di molte condizioni infiammatorie.

Recentemente ho avuto l'onore di parlare ad un congresso di fisiatri del problema della permeabilità intestinale, ecco il video.



Aggiornamento 28/5/2016

Dopo incidenti traumatici, il metabolismo è completamente sconvolto, e l'analisi metagenomica può aiutare a capire come agire.
Anche lo stato di povertà accorcia i telomeri, e la loro lunghezza è direttamente proporzionale alla salute cardiovascolare e inversamente all'età cardiovascolare.

Aggiornamento 9/6/2016

Anche il sistema immunitario è coinvolto, in maniera ancora poco chiara, nella gestione dello stress e nel proteggerci da esso.

Aggiornamento 25/7/2016

Uno studio ha rilevato che le persone che hanno completato un programma creato per aumentare la resilienza ha effettivamente utilizzato i servizi di assistenza sanitaria in maniera inferiore rispetto a chi non l'ha utilizzato.

Aggiornamento 5/9/2016

I consigli per ridurre stress e ansia da Authoritynutrition.com

Mentre il cortisolo è rilasciato in fase di stress, l'urocortina è rilasciata in fase di recupero. Un eccessivo stimolo di queste vie, dovuto a esperienze personali, le manda probabilmente "fuori fase".

Aggiornamento 23/9/2016

Gli adolescenti e i giovani adulti sovrappeso spesso manifestano i problemi (ipertensione, diabete, complicanze vascolari ecc) solo più avanti: questo è dovuto al fatto che non hanno ancora avuto una alterazione delle diverse cellule immunitarie. Questi problemi si manifesteranno comunque più avanti.
Aggiornamento 16/12/2016

Il concetto di riserva metabolica è una realtà: come fare a costruirsela? Poco stress, sonno, cibo sano e attività fisica

Aggiornamento 26/12/2016
Scoperto un nuovo meccanismo di protezione dei telomeri: se manca il telomero è più instabile e ci si espone a maggiore rischio di tumori, invecchiamento e tutte le malattie correlate.

Aggiornamento 13/1/2017

Come si fa ad accorciare la vita dei moscerini? Somministrando loro zucchero. Alcuni geni e vie metaboliche sono completamente sovrapponibili a quelli dell'uomo e per questo è possibile ipotizzare una traslazione dei risultati.

Aggiornamento 18/1/2017

L'infiammazione è il miglior "amico" dell'invecchiamento. Più dura, più va avanti il processo di aging, e ognuno deve trovare la dieta per sé che non lo faccia infiammare.
Aggiornamento 19/2/2017

Tutto ciò che mangiamo è un segnale per il nostro organismo.
Ad esempio mangiare tessuti che hanno accumulato nel tempo danni molecolari (ossia da organismi più anziani) accelera l'invecchiamento.
Questo studio rinforza l'idea dell'invecchiamento come accumulo di danni nel tempo.

Cade anche il teorema secondo cui tutto ciò che entra nello stomaco viene digerito e diventa tutto uguale.
Aggiornamento 25/2/2017

La nuova teoria del "garb-aging" (spazzatura invecchiante): i "rimasugli" che non si smaltiscono, si accumulano e provocano infiammazione e invecchiamento.
I telomeri più lunghi sembrano ridurre il rischio di malattie cardiache e altre, ma aumentare quello tumorale.

Aggiornamento 9/3/2017

Il latte materno, la lattoferrina e la fibra prebiotica (GOS e PDX) migliorano la risposta agli stress futuri, modulando i circuiti cerebrali.
I traumi alla testa si associano ad alterazioni nell'espressione dei geni che predispongono per problemi neurologici, autismo, Parkinson, Alzheimer, ADHD, depressione ecc
Aggiornamento 15/3/2017

Gli stress e le avversità subiti da giovani si associano a maggior rischio di problemi metabolici come il diabete e tutto ciò che lo accompagna (pressione alta, dislipidemia ecc)

Aggiornamento 16/3/2017

Un "kit" di integratori composto da precursori della serotonina e della noradrenalina associati a estratti di mirtillo è in grado di prevenire la depressione postparto, aumentando la resilienza
Aggiornamento 17/3/2017

Non si sa ancora bene perché, ma in fase di stress il corpo produce proteine alterate e il pH intracellulare (non sanguigno) si abbassa (acidificazione). Questo porta ovviamente ad alterazione delle funzioni delle proteine. Questa è ritenuta una risposta evoluzionistica e adattativa, ma non è ancora chiaro il senso.

Aggiornamento 17/4/2017
Come i cortisonici intervengono direttamente per far aumentare il grasso corporeo, agendo sui circuiti di regolazione del peso, e i modi per ridurre il cortisolo plasmatico
Aggiornamento 1/5/2017
I principali stimolatori dell'invecchiamento sono l'infiammazione, la flora alterata e la permeabilità intestinale.
Queste condizioni peggiorano con l'età, creando un circolo vizioso, ma si possono gestire utilizzando cibo vero ed evitando quello industriale.
La sedentarietà si associa a telomeri più corti e invecchiamento.
Aggiornamento 11/5/2017

Anche il diabete viene quando si supera un limite: quello del grasso corporeo. Ma questa soglia è personale.

Aggiornamento 25/5/2017
Perché capita che i protocolli alimentari non funzionino? I motivi sono diversi (siamo molto complicati), ma il principale potrebbe essere che non riusciamo a risolvere i traumi giovanili, che influenzano la funzionalità del sistema nervoso enterico e del nervo vago, fondamentali per la salute.
Aggiornamento 27/5/2017
Gli ormoni tiroidei sono estremamente importanti per lo sviluppo cerebrale del feto. E la tiroide è molto suscettibile alle sostanze chimiche (pesticidi, PCB, BPA, ecc in generale chiamati perturbatori endocrini).
L'esposizione ad alte dosi di queste sostanze, che non sono mai testati in "cocktail" nelle prove di sicurezza, è legata a difetti neurologici come riduzione del QI, autismo e ADHD
Aggiornamento 3/6/2017

Gli eventi acuti di stress portano ad aumento della permeabilità intestinale e del microbiota, con conseguente alterazione del metabolismo e dei metaboliti che entrano in circolo, spalancando le porte alle malattie.

Dr Jared Seigler sullo stress:

"Lo stress è davvero un amplificatore.

Se c'è qualcosa che non va nel modo in cui funziona il corpo di una persona, lo stress lo farà peggiorare ulteriormente.

Una giornata calda, ad esempio, in una persona con sclerosi multipla. Non c'è stata una discussione, una scadenza, un pasto saltato, una nuova infezione, o viene esposta a sostanze chimiche. No, lo stress del calore ha peggiorato i sintomi.

Cerchiamo sempre di educare i pazienti su come imparare a rilassarsi. E' davvero un'arte perduta per alcuni. Ma si può fare qualcos'altro?

C'è un buon numero di ricerche sul fatto che i flavonoidi possono davvero aiutare a rallentare questo processo. In particolare, quercitina, rutina, luteolina, baicalina e apigenina. Ho una malattia autoimmunitaria e li prendo ogni giorno".
Aggiornamento 10/7/2017

Conferme sul legame tra peggioramento della flora intestinale e traumi e stress, in particolare infantili; è possibile mettere in relazione le dimensioni di alcune aree cerebrali con il tipo di microbi, e i traumi infantili possono alterare permanentemente la flora, aprendo la strada alle malattie, innanzitutto quelle intestinali.
Aggiornamento 14/7/2017

4 fattori che aumentano la resilienza nei bambini: curare il rapporto adulto-bambino, il senso di stima di sé stessi, le capacità di adattamento e autoregolazione, mantenere i rapporti e le tradizioni culturali.
Aggiornamento 12/11/2017

Una delle cause della sclerosi multipla potrebbero essere i traumi cranici durante l'adolescenza, in particolare se ripetuti
Aggiornamento 21/11/2017
Ѐ ormai conclamato che la depressione o altri disturbi psicologici hanno una base infiammatoria. Ad esempio è stato evidenziato che lo stress sociale (bullismo) subito da giovani aumenta la permeabilità di sostanze infiammatorie (IL-6) che aumentano il rischio di depressione. E il cibo può esacerbare questo collegamento

Aggiornamento 23/12/2017
"L'adattamento, o "omeostasi adattativa" è un processo altamente conservato, in cui cellule, tessuti e interi organismi attivano transientemente varie vie di segnalazione in risposta a lievi perturbazioni interne o esterne a breve termine, con conseguente variazione transitoria nell'espressione genica e resistenza allo stress. Queste risposte dinamiche a breve termine dimostrano i continui aggiustamenti omeostatici che gli organismi fanno per far fronte agli ambienti in continua evoluzione. È importante sottolineare che tali regolazioni aumentano temporaneamente la resistenza allo stress e possono proteggere da insulti più dannosi che possono verificarsi in un periodo di diverse ore".
Andando avanti con l'età questo processo diventa meno efficace e per questo peggiorano composizione corporea, salute, risposta allo stress emozionale, al freddo, agli stimoli alimentari immunogeni, allo stress ossidativo, alle infezioni, all'attività fisica ecc 


Aggiornamento 24/12/2017
In un modello animale, ripetute infezioni con la salmonella aumentano il rischio di colite, alterando la risposta infiammatoria.
L'organismo funziona bene solo se ha una quantità di nutrienti adeguata, assicurata da un'alimentazione varia ed equilibrata e, in alcuni casi, dall'integrazione. 
Una revisione degli studi dimostra l'importanza delle carenze nutrizionali nell'insorgenza delle psicosi
Aggiornamento 5/1/2018
Livelli di vitamina D più alti sono associati con telomeri più lunghi. Questo potrebbe essere un meccanismo di difesa contro i tumori, sebbene sia solo un'ipotesi.
Aggiornamento 2/2/2018
2 composti presenti nell'uva riducono l'infiammazione da depressione e promuovono la resilienza nel modello animale.
Aggiornamento 12/2/2018
Articolo sulla resilienza da parte di Harvard
Aggiornamento 17/2/2018

Il modello stocastico come essenziale per la gestione della salute e della composizione corporea
Aggiornamento 20/6/2018

Gli eventi stressanti si confermano legati al rischio di malattia autoimmune

Aggiornamento 27/7/2018

Secondo uno studio fatto su giovani sani, i grassi saturi aumentano l'endotossemia postprandiale (e i gli acidi grassi liberi), gli omega 3 la riducono.
Gli omega 6 non aumentano  l'endotossemia ma i trigliceridi.

Probabilmente a causa del buon stato di salute dei soggetti, l'endotossemia non si traduce in infiammazione, ma lo farà in seguito se non si cambia stile di vita.

Aggiornamento 22/8/2018
Non riesci più a far fronte ai problemi e il tuo sistema immunitario è debole? Hai una scarsa resilienza (dovuta al troppo stress), e il ponte tra le 2 condizioni può essere un'alterazione del microbiota.
L'alterazione dei microbi intestinali e la perdita di alcune specie in seguito a episodi stressanti alterano i neurotrasmettitori che giungono al cervello, favorendo ansia e depressione
In questo caso lo stress cronico e il rilascio di cortisolo e catecolammine sono associati ad infiammazione costante e scarse difese immunitarie.
In caso di infiammazione costante inoltre i messaggeri infiammatori influenzano negativamente l'umore a causa della permeabilità della barriera ematoencefalica.
Le persone ottimiste e tranquille invece si ammalano meno.
Il ruolo della dieta nella cura delle malattie psichiatriche sta emergendo, anche se trascurato da molti, e gli psicobiotici (probiotici per la mente) saranno una parte della terapia.
Tra questi, Bifidobacterium longum 1714 migliora la risposta allo stress e la memoria, Lactobacillus helveticus R0052 riduce il cortisolo, Lactobacillus rhamnosus HN001 riduce la depressione postparto
Tra i promotori naturali della resilienza troviamo i polifenoli, grazie al loro effetto antinfiammatorio.
Aggiornamento 2/12/2018
Le connessioni nervose nelle persone più resilienti sembrano diverse da quelle con scarsa risposta allo stress. Probabilmente l'epigenetica ha un ruolo.
Aggiornamento 2/6/2019

È stato probabilmente individuato uno dei batteri che leghiamo all'ipotesi dell'igiene. Si chiama Mycobacterium vaccae, e sta appunto nelle mucche. Stare in un ambiente troppo pulito e lontano dagli animali ne riduce il contatto e la presenza nell'essere umano. Questo batterio produce un grasso, chiamato CLA (acido linoleico coniugato) che riesce a modulare il sistema immunitario e aumentare la resilienza (risposta allo stress).
Aggiornamento 13/8/2019
Prendetevi una bella vacanza, perché lo stress cronico distrugge i neuroni di alcune aree cerebrali e favorisce l'insorgenza di malattie psichiatriche
Aggiornamento 11/9/2019
Secondo una metanalisi, gli omega 3 sono efficaci nei disordini depressivi quando l'EPA è il 60% nella miscela e inferiore a un grammo come quantità
Aggiornamento 15/9/2019
L'attivazione del sistema immunitario in gravidanza è legata a problemi di neurosviluppo del bambino, e può essere stimolata sia da infezioni che da stress.
Questo sistema però ha una certa resilienza, ossia è protetto fino a un certo punto. Fattori alimentari come omega 3, colina, ferro, zinco, un buon sistema antiossidante sono protettivi, mentre anemia e ferro basso, infezioni, infiammazione, diabete gestazionale, disbiosi e traumi infantili aumentano il rischio.
Aggiornamento 6/11/2019
Esiste un legame tra zucchero e depressione?
"L'assunzione di zucchero promuove numerosi processi che alterano l'omeostasi, e sono in ​​grado di indurre sintomatologia depressiva [illustrata nella figura sotto]: disfunzione del microbiota (asse intestino-cervello alterato), modificata segnalazione della dopamina, stress ossidativo, resistenza all'insulina e generazione di prodotti avanzati di glicazione (AGEs). La maggior parte di questi processi promuove anche l'infiammazione patologica, di per sé un fattore di rischio particolarmente robusto e consolidato per la depressione. [...]La riduzione degli zuccheri aggiunti può comportare il potenziale per ridurre i sintomi depressivi (o per prevenire il loro verificarsi futuro), almeno tra i pazienti con elevato consumo di zucchero".
Aggiornamento 19/11/2019
ll microbiota ha una certa resilienza, nel senso che dopo "perturbazione" (esempio: antibiotici) tende a tornare in maniera simile alle condizioni precedenti di base. Una dieta a basso contenuto di fibre ritarda il recupero e riduce il ritorno delle specie amiche, mentre i fattori positivi (fibre, fattori ambientali come il non eccesso di igiene) migliorano la resilienza.
Aggiornamento 28/12/2019
Alcuni batteri come Coprococcus e Dialister sono ridotti nelle persone depresse
Aggiornamento 10/1/2020
Secondo il modello dell'ormesi, un po' di stress è utile alle cellule, mentre oltre una certa soglia diventa deleterio.
Le sostanze chimiche naturali (𝓅𝒽𝓎𝓉ℴ𝒸𝒽ℯ𝓂𝒾𝒸𝒶𝓁𝓈) di frutta, verdura e funghi producono effetti benefici sulla salute e sulla longevità modulando le vie di resistenza allo stress in modo simile alla restrizione calorica, al digiuno intermittente e all'esercizio fisico.
"I phytochemicals, che includono alcaloidi, polifenoli e terpenoidi, sono composti organici che non sono direttamente coinvolti nella crescita, nello sviluppo o nella riproduzione di piante o funghi e sono quindi classificati come metaboliti secondari. Molti degli effetti benefici di frutta e verdura sulle malattie croniche e sulla longevità nell'uomo sono stati attribuiti a specifici fitochimici presenti in questi alimenti. Ad esempio, un'elevata assunzione di polifenoli è associata a una ridotta mortalità complessiva nell'uomo".
Queste sostanze promuovono anche l'omeostasi intestinale migliorando l'integrità della barriera intestinale e la produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA) e modulando la composizione del microbiota intestinale (effetto prebiotico).
Le fonti comuni di sostanze fitochimiche includono non solo frutta, verdura e funghi, ma anche alimenti biologici e integratori alimentari. Tra gli integratori che potrebbero aumentare la longevità, NAD+, spermidina e glucosammina.
Aggiornamento 22/2/2020
Le persone con depressione hanno nel loro intestino ridotte quantità di batteri della famiglia Prevotellaceae, e dei generi Coprococcus, Ruminococcus, Bifidobacterium, Escherichia e Faecalibacterium rispetto ai controlli sani. La famiglia Actinomycetaceae è invece elevata.
È probabile che una minore diversità batterica determini minore resilienza (capacità di far fronte allo stress) e minore produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA).
I probiotici possono aiutare e migliorare anche l'effetto dei farmaci. I bifidi in particolare possono migliorare la depressione legata allo stress, mentre L. rhamnosus migliora il sistema immunitario e protegge dai comportamenti legati allo stress.
Aggiornamento 27/7/2020
Come mostrato dalle evidenze scientifiche "un approccio simbiotico (polifenoli + probiotici) può innescare un cambiamento di paradigma nel regime di trattamento della depressione in quanto l'integrazione con vegetali ricchi di polifenoli e i probiotici è un'opzione di trattamento a lungo termine economica con effetti collaterali limitati e che può essere migliore dei paradigmi farmacologici tradizionali che hanno come obiettivo i fattori di rischio specifici della depressione"
In particolare la correzione dello stato infiammatorio, dello stress ossidativo, del metabolismo del triptofano (precursore della serotonina) e dell'asse surrenalico contribuiscono al miglioramento dei sintomi.

Aggiornamento 26/8/2020

La personalità e l'umore si possono legare al microbiota (oltre ad avere caratteristiche ereditarie)

Aggiornamento 9/9/2020

In UK l'uso di antidepressivi non riduce il numero dei suicidi, non sono chiari i meccanismi d'azione, gli effetti appaiono piccoli, non si pubblicano i trial con effetti negativi, pochi dati sulla sicurezza e inconsistenza di quelli pubblicati, dando vita a preoccupazioni per la sicurezza degli assistiti. Andrebbero usati con molta più cautela.

sabato 9 aprile 2016

Vega-sì o vega-no ?


Continuano le polemiche tra vegani, vegetariani, onnivori, paleo ecc, grazie anche alle trasmissioni televisive e radiofoniche.  Piuttosto che accettare che ognuno possa fare la propria scelta etica, si pretende di conoscere cosa è meglio per lui senza avere idea di ciò di cui si parla.
Sky TG 24 ha mandato in onda una specie di documentario-spot in favore della diete veg, con molti punti condivisibili, sicuramente non Veronesi che incita al digiuno indiscriminatamente (è una terapia da fare con molta attenzione).
Purtroppo si assiste a stupide provocazioni da una parte e dall'altra, con evidente innalzamento della tensione.
Come sempre il mio commento sarà al di sopra delle parti ed evidence-based, ossia basato su quello che dicono le pubblicazioni scientifiche e niente altro.

Ricordiamo che i vegetariani non mangiano nessun tipo di carne o pesce; costituiscono una minoranza significativa e crescente della popolazione del mondo. Tra di essi si distinguono principalmente i latto-ovo-vegetariani, che consumano prodotti lattiero-caseari e/o uova, e i vegani, che non mangiano tutti gli alimenti derivati ​​completamente o in parte da animali, compreso il miele.

Innanzitutto vediamo cosa dicono le società scientifiche e non i pellegrini della nutrizione: le diete vegetariane, comprese quelle vegane (oggi più correttamente chiamate plant-based), SE correttamente integrate e pianificate (quindi esclusi i fruttariani, crudisti ecc), sono sane in qualunque periodo della vita compresi gravidanza, allattamento e crescita. Questo il parere dell'Accademia di Nutrizione USA del 2009 (quello del 2015 è stato temporaneamente sospeso per essere ricontrollato).
Le persone veg sono generalmente sane quanto quelle onnivore (se non di più) e non soffrono di carenze o disturbi particolari. Anche Harvard concorda, e così l'Enciclopedia della Nutrizione e la SINU (società italiana di nutrizione umana), e le linee guida USA.

Quando leggiamo di bambini vegani ricoverati per malnutrizione, carenze ecc, è probabilmente dovuto quindi al fatto che la dieta non è stata correttamente pianificata. E se ogni volta che vediamo un bambino obeso si dovesse fare un servizio al telegiornale, non rimarrebbe spazio per le altre notizie. Si tratta infatti anche in quel caso di malnutrizione, ma per eccesso e non per difetto. Ma sono errori dei genitori che poi i figli pagheranno con una minore qualità (e aspettativa) di vita.
Seguendo corrette linee guida ed accorgimenti anche i bambini possono essere vegetariani e vegani. I bambini vegani hanno crescita leggermente inferiore in altezza, ma soprattutto in larghezza!
Devo dire che non sono ancora riuscito a trovare la pubblicazione di Pinelli dove dimostra che i bambini veg hanno crescita uguale e si ammalano meno di quelli onnivori, anche se la cosa è molto verosimile visto che hanno introito molto minore di grassi omega 6 da carni e oli vegetali (vedi più avanti). 

I vantaggi delle diete plant-based possono essere dovuti non solo alla forte introduzione di antiossidanti e fibre, che rimodulano il microbiota intestinale, ma anche all'esclusione dei prodotti animali, non necessariamente alimenti dannosi in sé, ma soprattutto per il fatto che quelli allevati con metodi moderni sono apportatori di elementi dannosi, come gli omega 6 a catena lunga (acido arachidonico), il colesterolo ossidato, nessun antiossidante, antibiotici che agiscono negativamente sul microbiota, pesticidi e altre sostanze che si accumulano lungo la catena alimentare e così via.

Le diete veg possono però essere eccessivamente ricche in composti antinutrizionali (lectine, prolammine, acido fitico ecc) e quindi non sempre opportune: come al solito molto dipende dal nostro microbiota che processa tali elementi e li rende amici o nemici.

Che una dieta ad aumentato tasso di vegetali e ridotto di cibi animali sia associata, con poche eccezioni, a sopravvivenza più lunga e minor prevalenza di malattie cardiovascolari e tumori è ormai certo.
Cosa può succedere quando uno diventa vegano? Ne ha scritto un articolo l'Indipendent, periodico inglese. Possono accadere 5 cose: perdere peso, un cambiamento della flora intestinale, un rischio di carenze nutrizionali, e una riduzione del rischio tumorale e cardiovascolare.

Recentemente è stato osservato che vegetariani e vegani, contrariamente a quello che solitamente sostengono loro, non hanno una vita media più lunga degli onnivori. Lo studio ha comunque sottolineato una minore incidenza di vari tipi di tumore.
I vegetariani hanno un minore rischio di tumore al colon-retto. Non vi è dubbio. Questo è stato osservato anche nei pesco-vegetariani.
In realtà non mi pare corretta la conclusione sulla uguale aspettativa di vita, perché fatta su un solo studio (e di solito si utilizzano le metanalisi per giungere a queste conclusioni, ossia più studi analizzati insieme) e perché nello studio vengono inclusi senza distinzione chi mangia in maniera informata, quindi senza pericolo di carenze, e chi invece per la sua etica rischia la salute.
L'alto consumo di carne rossa, soprattutto se processata (salumi), è legato a incrementata mortalità per ogni causa (cardiovascolare, tumore ecc).
Anche mangiare solo patatine fritte significa essere vegani, ma non certo seguire una dieta corretta o bilanciata.
Insomma non possiamo mischiare chi la fa bene (senza pericolo di incorrere in carenze) e chi la fa male (rischiando carenze, soprattutto di vitamina B12, e quindi conseguenze negative). E una metanalisi ha comunque concluso che il rischio di tumori, malattie cardiovascolari, sindrome metabolica, due tra le prime cause di morte, sono comunque ridotti, pur sottolineando la necessità di approfondire il tema.
Gli Avventisti del Settimo Giorno californiani, popolazione studiata e che spesso è strettamente vegana (ma operata in modo corretto), sono tra le popolazioni più longeve al mondo (una delle famose zone blu), con riduzione di tutte le cause di morte.


Nelle diete plant-based i nutrienti al quale bisogna fare più attenzione sono proteine, zinco e vitamina B12, soprattutto se si segue un regime ipocalorico (che io sconsiglio sempre). C'è da ricordare che per diverse cause anche gli onnivori possono andare in carenza di questi nutrienti: ad esempio l'uso continuato di antiacidi riduce l'assorbimento di B12 e ferro.

Sono stati individuati 7 nutrienti che non si possono ottenere da un'alimentazione esclusivamente vegetale. In realtà alcuni sono prodotti per via endogena dal corpo, quindi andare in carenza è comunque difficile, ma la loro riduzione può avere comunque effetti a lungo termine.
Questi sono: vitamina B12 (tempeh e alghe nori possono avere una forma attiva, non la spirulina), creatina, carnosina, vitamina D3 (più attiva della D2 che invece si può trovare in alcuni oli), omega 3 a lunga catena (alcune microalghe li contengono), ferro di tipo eme (assorbito più facilmente), taurina (aminoacido non standard). Questi sono dunque i nutrienti al quale devono fare maggiore attenzione i vegetariani. Ecco un interessante approfondimento sulla B12 della dott.ssa Baroni.

Avere una carenza di questa vitamina può vanificare i vantaggi sulla salute cardiovascolare della dieta plant-based.


possibili sbilanciamenti nelle diete vegane http://www.mdpi.com/2072-6643/6/5/1861

La carenza di B12 può portare a conseguenze irreversibili sul sistema nervoso, in particolare dei bambini, e risulta associata ad invecchiamento precoce, autismo e schizofrenia, riduzione del volume cerebrale (morbo di Alzheimer).
E in realtà colpisce spesso anche gli onnivori, e anche le donne in gravidanza, molto più dei veg informati: per diagnosticare la carenza, è necessario dosare non solo la B12 plasmatica, ma anche i suoi marker funzionali come acido metilmalonico e omocisteine.

Un altro dei nutrienti che spesso si pensa carente è il calcio: in realtà le diete ben pianificate, soprattutto tramite la frutta secca e i legumi ammollati, fornisce discrete quantità di questo minerale, e i veg non hanno problemi di salute ossea, anzi, nonostante una minore mineralizzazione dell'osso, non vanno incontro frequentemente a fratture, spesso hanno una normalissima massa ossea, al contrario di molti bevitori di latte.

Anche i fabbisogni di ferro possono essere soddisfatti con alcuni accorgimenti.

In letteratura alcuni vantaggi delle diete plant-based nella prevenzione delle malattie sono emergenti e ormai evidenti: questo è dovuto anche all'esclusione di alimenti come carne e latticini, dannosi non tanto in sé ma a causa dei loro metodi di allevamento: infatti la carne allevata in maniera intensiva, alimentata a cereali e altri scarti, è ricca di omega 6 infiammatori e povera di altri nutrienti antinfiammatori (CLA, vitamina A), favorendo così la slatentizzazione di malattie infiammatorie (dal diabete all'asma, dalle malattie autoimmuni ai tumori) che pochi decenni fa erano molto più rare se non praticamente assenti.

Perché può essere più sano ridurre i prodotti di origine animale? Molti motivi. Uno di questi è che i cibi di origine animale sono fonti di diossine, e una dieta plant-based riduce di oltre il 90% l'esposizione alle diossine alimentari.
Le diossine attivano il recettore per gli arili, e questo può portare ad alterazioni immunitarie che incrementano la possibilità di malattie autoimmuni, tumori e allergie, che sono meno frequenti nei veg.
Le diete veg riducono inoltre l'assorbimento di cadmio, altro noto elemento tossico.

Un bravo ed esperto medico come il prof Rossi consiglia una dieta pesco-vegetariana, sottolineando i buoni motivi per essere veg.

Nella puntata di Porta a porta il prof Calabrese dice comicamente "mio padre è morto a 100 anni e guai se gli si toglieva il latte". Si dovrebbe forse chiedere un po' il perché. I latticini contengono casomorfine che hanno un effetto sul sistema nervoso e danno dipendenza. E comunque un caso singolo, caro prof, non dimostra che il latte sia sano. Così come un caso singolo di persona dimagrita/guarita ecc grazie ad una dieta vegana non significa che tutti ne avrebbero giovamento.


Autoimmunità

Il sito nutritionfacts.org riporta l'efficacia antinfiammatoria, in particolare contro le malattie autoimmuni, delle diete plant-based. Gli alimenti di origine animale hanno infatti elementi proinfiammatori (Neu5Gc e AlfaGal) che aumentano la risposta immunitaria, ad esempio nell'artrite reumatoide e nel Crohn. Anche il glutine andrebbe eliminato o ridotto.

In realtà la dieta vegana, basata solitamente su cereali e legumi, può essere troppo ricca di pericolosi antinutrienti quali acido fitico, lectine, saponine, prolammine ecc che possono danneggiare l'organismo, in particolare stimolando la permeabilità intestinale, e troppo povera di altri (vitamina A, coenzima Q10, zinco) che possono invece aiutare.
Fatto per cui il mio approccio preferito in questo caso è la paleodieta, pur continuando a sottolineare la soggettività delle risposte: insomma in qualcuno può essere meglio la paleo, in altri la veg.
La Cochrane ha definito incerto l'esito della revisione sistematica degli interventi dietetici sull'artrite reumatoide, ossia non si può dire con certezza né che funzionano né il contrario. Più correttamente si dovrebbe dire che funzionano in alcuni, ma non in tutti.

Perdita di peso

Le diete veg hanno avuto in dimagrimento più marcato in un confronto con altri 4 tipi di dieta con regole meno restrittive. Questo è favorito anche dalla maggiore densità di nutrienti nonostante la minore densità calorica. L'effetto benefico e terapeutico è confermato da una metanalisi. Anche donne con policistosi ovarica ne hanno beneficiato.
Sono solitamente ben accettate quindi sono una ottima soluzione per perdere peso in maniera sana.

Malattie cardiovascolari e diabete


Il dott. Barnard, neomembro dell'American College of Cardiology, non ha dubbi sulle migliori capacità della dieta plant-based rispetto ai consueti trattamenti "di tutto un po'".
Funzionano molto bene nella cura dell'ipertensione, meglio delle diete onnivore.

Esistono evidenze per cui la dieta vegan sia capace di bloccare e invertire le malattie cardiovascolari in qualche caso, e dei casi riportati di guarigione da angina.
Un fattore di rischio per l'aterosclerosi, prodotto dal metabolismo batterico, TMAO, è più alto negli onnivori che nei veg. In realtà appare pericolosa anche per tumori, salute renale e diabete.

Anche la American Heart Association ha un parere positivo sulle diete veg.

Anche il diabete, oltre che prevenuto, può essere controllato in maniera buona dalle diete veg, in qualche caso guarito, anche se la loro efficacia per l'inversione della sindrome metabolica dovrà essere stabilito con maggiore certezza da studi più grandi
La carne rossa, specie se processata (salumi ecc), e altri alimenti di origine animale, sono talvolta invece associati ad aumento del rischio di diabete di tipo II, e questo dipende soprattutto dalla scarsa qualità di queste carni.

Perché funzionano? Diversi motivi. Dimagrimento, fibra, antiossidanti, esclusione dei grassi saturi (che non sono di per sé dannosi, ma nel contesto e da fonti inidonee sì), riduzione dell'infiammazione. E non certo solo grazie alla restrizione calorica.

Come dice il dott. Greger, tutto in moderazione può portare a moderata cecità, moderate amputazioni, moderate malattie cardiache, moderata insufficienza renale. La moderazione non sempre è una buona cosa.

Le diete veg sono efficaci nel ridurre i lipidi plasmatici, tuttavia come ho già detto i livelli bassi di colesterolo non significano necessariamente vita più lunga o vita migliore; dal colesterolo si formano importanti ormoni come il testosterone, il cortisolo e gli estrogeni, e se non c'è sufficienza di precursore, anche i livelli di questi ormoni possono essere bassi: dal testosterone basso ad esempio derivano problemi di libido, memoria e le stesse malattie cardiovascolari.
Insomma se scende troppo può risultare in altri problemi.

Anche i problemi di erezione dell'uomo, essendo spesso specchio di problemi circolatori, possono essere risolti da un approccio veg: questo sembra dovuto, tra le altre cose, alla ricchezza di antiossidanti. Non esistono prove di vegani ben nutriti con livelli di testosterone bassi: i livelli degli ormoni, in particolare sessuali, sono paragonabili a quelli degli onnivori, tranne IGF-1 che è più basso, ma questo è legato a minor rischio di tumori.

Veg e cancro

Come accennato prima i vegetariani hanno probabilità inferiori di ammalarsi di tumore. E quindi appare essere utile come prevenzione. E come terapia?
Si può guarire dal tumore con una dieta vegan? Che la dieta plant-based sia utile nella sopravvivenza di persone ammalate di tumore è già moderatamente evidente come ho già detto.  Per riassumere ci sono prove iniziali (evidenza modesta) che possa fare da supporto alle terapie convenzionali, ne ha parlato persino l'Academy USA. Tuttavia alcuni potrebbero andare in carenza (cachessia) e indebolirsi ancora di più, quindi la scelta non è semplice, il consiglio è comunque di affidarsi ad un esperto, e ancora una volta quello che si può evincere è che può andar bene per alcuni e magari molto male per altri.
Tumori alla prostatamelanomimammari e intestinali sembrano rispondere meglio.
L'effetto potrebbe essere dovuto ad un minore stimolo del complesso mTOR

Veg e sport

Per essere atleti forti bisogna mangiare carne: non è proprio così, esistono decine di esempi di fortissimi atleti vegani, le sorelle Williams, i fratelli Bergamasco ecc, compresi body builder, anche un italiano.
Le proteine vegetali non sono associate ad aumento di peso in uno studio, al contrario di quelle animali.
Le proteine della soia sono una buona fonte proteica integrativa per gli sportivi, secondo JACN. Io non ne sarei così sicuro, e la soia rimane uno degli alimenti più controversi al mondo. Meglio sempre che sia fermentata (alimenti come tempeh, miso e natto) in modo da ridurre il suo carico di antinutrienti e aumentare quello di altri (vitamina K2).


http://www.happycow.net/humor.html




Sostenibilità ed etica

La principale indicazione della scienza per ridurre l'impatto ambientale è: mangiare meno carne. In generale gli allevamenti sono inquinantissimi, per produzione di gas serra (che impattano anche in maniera diretta), produzione di liquami, uso di antibiotici che aumentano l'antibiotico-resistenza
danni degli allevamenti intensivi sono sotto gli occhi di tutti, e i maltrattamenti che subiscono gli animali pure (e i lavoratori, che non hanno neanche il tempo di andare in bagno).

In futuro dovremo necessariamente privilegiare un'alimentazione tendenzialmente vegetariana: gli allevamenti intensivi, l'unico modo per mantenere a questo livello (e a questi costi) la richiesta di cibo di derivazione animale sono insostenibili nel lungo periodo, Una via alternativa può essere rappresentata dagli insetti, fonte di proteine (nella maggior parte del mondo) a costi ambientali molto inferiori, ma anche potenzialmente allergizzanti.
A proposito: non è vero che una dieta veg sia inquinante. Era una bufala. A confronto con altre diete, in particolare onnivore, è quella che inquina meno.
Se aumentassero i veg, ci sarebbero 8 milioni di morti in meno nel 2050.



Evoluzionismo e veg

L'uomo è diventato tendenzialmente vegano (e molto poco allevatore/cacciatore/pescatore) dalla rivoluzione agricola di circa 10 mila anni fa. Fino ad allora era essenzialmente un raccoglitore, praticamente frugivoro (e poco cacciatore).  L'allevamento e la caccia sono diventati quindi marginali fino a pochi decenni fa, solo negli ultimi anni abbiamo avuto un boom degli allevamenti intensivi. Basta chiedere a chi abbia 50-60 anni, vi dirà che la carne era riservata alla Pasqua e poche altre occasioni. Questo non significa che sia più sano essere vegani, né essere cacciatori-raccoglitori, ma bisogna valutare di caso in caso.
Fa un po' sorridere un articolo del Washington Post che dice "spiacente vegani, la carne ci ha aiutato ad avere un cervello più grande". Questo è vero, ma si parla di altri tempi, in cui non c'era altro da mangiare. L'uomo ha avuto un evoluzione del cervello rispetto alle scimmie perché ha maggiore capacità di accumulare grasso e di procacciare calorie (con maggiore scelta di cibi) e dedicarli alla crescita cerebrale. Oggi abbiamo però tante alternative che suppliscono alla carne.
I vegani non (sempre) sostengono che sia innaturale mangiare carne, ma che non sia etico. Si parla di tempi in cui l'agricoltura non esisteva, e quindi le fonti alimentari erano la raccolta e la caccia. Ma oggi si può supplire alla carne con altri alimenti, e chi lo fa spesso sta bene.
    
Probabilmente non ci siamo evoluti per essere vegani, altrimenti non avremmo neanche i denti canini (in realtà animali come i gorilla, che mangiano solo foglie, hanno canini ben più grossi dei nostri), e la carne ci ha aiutato a migliorare, ma grazie alla conoscenza di oggi possiamo esserlo in maniera sana.

Qualche giorno fa la notizia che alcune persone hanno avuto una mutazione genetica che li fa predisporre ad una dieta veg è stata fatta passare come predisposizione ad ammalarsi di tumore e malattie cardiache con la stessa dieta. Insomma un completo stravolgimento della notizia.
In realtà è una mutazione che riduce la formazione di acido arachidonico, potente precursore di molecole infiammatorie, e aumenta quindi il rischio di malattie infiammatorie, ma al contrario la dieta veg è protettiva!
Ridurre la quantità di questa molecola è sempre auspicabile. 
Le principali fonti di arachidonico sono, a causa della loro alimentazione a base di oli vegetali, pollo, uova e carni varie. Insomma se fossero alimentati in maniera decente probabilmente avrebbero tutt'altro effetto (oltre che avere gusto e aspetto migliore). Ma questo può essere un altro punto a favore delle diete veg.

Alcune persone hanno invece una conversione ridotta di beta-carotene (la forma che troviamo nei vegetali) in vitamina A (la forma attiva che troviamo negli alimenti animali, soprattutto fegato e tuorlo), che ha un ruolo cruciale nei metabolismi energetici e contro l'infiammazione.
A seconda del genotipo quindi, i carotenoidi possono essere accumulati nel mitocondrio causando stress ossidativo. Le persone con questa variante probabilmente non dovrebbero essere vegane.

Questo accade anche per la questione omega 3. Se si ha una buona predisposizione genetica, si ha una sufficiente produzione endogena di omega 3 a lunga catena (quelli tipici del pesce), a partire dal loro precursore acido linolenico, presente nei vegetali, olio di lino soprattutto. Altrimenti meglio integrarli (esistono di origine algale, quindi utilizzabili anche dai vegani). Aumentare gli omega 3 nei veg è auspicabile.

Altre predisposizioni genetiche che danno problemi possono essere la sintesi di colina e le poche copie di amilasi, che predispongono rispettivamente per problemi epatici e mentali e per problemi dismetabolici, in eccesso di carboidrati.

Veg e umore

Una dieta plant-based si associa con miglioramento dell'umore. Ma come al solito attenzione a farla bene, o si rischiano carenze di nutrienti fondamentali per il cervello. Alcuni studi infatti suggeriscono problemi di natura psicologica, probabilmente facilitati dalle carenze in caso di dieta sbagliata.

Veg e miti

Non è vero che sia una dieta con poche proteine, che sia senza cibi gustosi, che non sia sana, che indebolisca, che sia costosa, che sia distruttiva per le ossa, che sia estrema, che siccome uno ha la nonna di 90 anni che mangia carne bisogna mangiare carne.

http://www.getooc.xyz/2015/10/wondering-about-vegan-diet.html
infographic su come non avere carenze da vegani



La conclusione è che probabilmente molte persone possono trarre vantaggi da un'alimentazione plant-based, fatta in maniera corretta, bilanciata e stando attenti alle carenze. Altre invece, pur facendo la migliore veg del mondo, potrebbero avere problemi perché la loro geneticaepigenetica e il loro ecosistema intestinale li porta a non soddisfare i bisogni, quindi attenzione.
Diciamo quindi no al faidate, sì all'essere seguiti da persone competenti, non da estremisti, ma che agiscono scientificamente. 

Il trattamento corretto plant-based è disponibile nel mio studio, dopo corso apposito.


Aggiornamento 28/4/2016

L'industria della carne ha un ruolo deleterio nella creazione di resistenza agli antibiotici che tanti danni creerà alle generazioni future.

Aggiornamento 12/5/2016

Una metanalisi mette in evidenza che non ci siano sostanziali differenze tra prestazioni di atleti vegetariani, vegani od onnivori, anche se i risultati sono da interpretare con cautela per l'eterogeneità.

Aggiornamento 21/5/2016

Una bistecca produce l'inquinamento equivalente a guidare una macchina per 45 km, un sostituto vegetale per 5.

Aggiornamento 2/6/2016

Sempre più comica la posizione dei calciofili: appena Calabrese va in TV a dire che il latte è utile, uno studio mostra che quantità oltre gli 800 mg al giorno non hanno effetti protettivi nei confronti delle fratture in una dieta plant-based.

autore ignoto, passata da un amico di Bioenergy Nutrition

Aggiornamento 11/6/2016

Una dieta veg basata sul riso integrale è più efficace di una convenzionale sul diabete di tipo 2 dopo 3 mesi di intervento. Tuttavia viene sottolineato che non tutti aderiscono volentieri alla dieta.

Aggiornamento 14/6/2016

Il comunicato stampa della SSNV alla "preoccupazione" dei pediatri per i bambini veg, dove si ribadisce che un approccio veg è sano in qualunque fase della vita, se ben pianificato.

Aggiornamento 16/6/2016

L'eccesso di pesca porterà molto probabilmente porterà a problemi di denutrizione in particolare nei paesi in via di sviluppo.
Le diete plant-based sono efficaci nella prevenzione del diabete.
I consigli per i bambini veg

Aggiornamento 27/6/2016

Il dott Greger, veg convinto, ricorda l'importanza di assumere B12 tramite supplementi per evitare carenze pericolose. Per il resto una dieta veg è spesso a più alto contenuto di nutrienti rispetto all'alimentazione convenzionale di molte persone e questo aiuta a gestire il peso.



Aggiornamento 30/6/2016

Ennesima notizia di una bambina in rianimazione perché vegana

  1. la notizia è una bufala
  2. non esistono carenze in un bambino veg ben nutrito e ben supplementato
  3. un sacco di pediatri o sedicenti esperti diffondono queste falsità antiscientifiche
  4. se ci si preoccupasse ogni volta in questo modo per un bambino malnutrito per eccesso non parleremmo di altro
Aggiornamento 2/7/2016

Anche alcuni animali, notoriamente insettivori, come le iguana, possono adattarsi ad un regime  (quasi) vegetariano: in fondo sta tutta lì, l'evoluzione: la capacità di adattamento.





Aggiornamento 5/7/2016

Gli allevamenti intensivi distruggono gli ecosistemi per la perdita di nutrienti come il fosforo.
I problemi oculari (occhio secco e difficoltà di visione notturna) possono essere spia di carenza di vitamina A.

Aggiornamento 11/7/2016

Anche un tribunale italiano stabilisce che la dieta veg può essere seguita dai bambini, senza far danni se correttamente pianificata.
Una dieta plant-based allevia i sintomi delle osteoartriti.
Contrariamente a quanto si pensava, le diete vegan non sono associate a rischio di ipotiroidismo autoimmune in uno studio condotto sugli Avventisti, né ipertiroidismo in uno studio condotto nella stessa popolazione. Questo a livello preventivo e non terapeutico, sottolineo.
Frutta e verdura sono associate a miglioramento dell'umore, al contrario della dieta di tipo occidentale.

Aggiornamento 13/7/2016

Un commento su JAMA a supporto delle diete plant-based.
Anche la vitamina K2, importante per la salute ossea, risulta difficile da ottenere in una dieta veg, per cui può essere integrata o assunta con il natto (soia fermentata) o ottenuta dalla conversione batterica intestinale a partire dalla K1.

Aggiornamento 18/7/2016

Il comunicato stampa di scienzavegetariana.it sulla disinformazione di questi giorni.


Aggiornamento 22/7/2016

Alcuni consigli per i vegani sportivi.

Aggiornamento 30/7/2016

Conferme sulla riduzione della mortalità per molte cause nei vegetariani non sbilanciati, mentre gli altri possono incorrere in iperomocisteinemia e maggiore aggregabilità piastrinica (rischio cardiovascolare).
Nuove conferme sull'effetto potenzialmente negativo della fosfatidilcolina, che è caratteristica dei prodotti animali: aumenta il rischio di morte cardiovascolare, probabilmente aumentando TMAO.
Ottimo articolo della mia amica Renata Alleva su diete veg e microbiota.

Aggiornamento 5/8/2016

Le proteine di origine animale sono associate ad un lieve incremento della mortalità, quelle di origine vegetale al contrario ad una lieve riduzione.

Aggiornamento 9/8/2016

Quando ci si mette pure la politica ad affermare cose di cui non sa nulla, partono pure i disegni di legge comici.
Questi poveri e denutriti vegani che, senza carne, diventano campioni del mondo di sollevamento pesi.
Forse invece non era la dieta adatta per Federica Pellegrini. Però ci sono molti olimpionici vegetariani.
I retinoidi sono associati con una minore mortalità cardiovascolare: questo enfatizza l'importanza della conversione dei caroteni in vitamina A attiva.


Aggiornamento 11/8/2016

Il dott. Barnard avverte i politici italiani che la dieta vegan è perfettamente indicata anche ai bambini, la vergogna di certe proposte di legge è mondiale.
TMAO sembra aumentare ancor più col pesce che con le uova e la carne, soprattutto in caso di un alto numero di Firmicutes nella flora intestinale.

Aggiornamento 1/9/2016

I veg con un particolare profilo genetico possono avere difficoltà a produrre carnitina, così come per la vitamina A.
L'aumento di mortalità riscontrato con alto consumo di carne non sembra ridursi, nonostante quanto si pensava prima, con alti consumi di frutta e verdura.

Aggiornamento 7/9/2016

Drammatici miglioramenti negli esami ematochimici di una persona passata alla dieta vegan. In un mese!
Il parere di Stefano Momentè sulla vitamina B12.


Aggiornamento 17/9/2016
Secondo una nuova revisione degli studi la dieta plant-based è la migliore per il diabete, con attenzione alle possibili carenze.

Aggiornamento 24/9/2016

I benefici delle diete veg secondo authoritynutrition.com.
Le diete veg scorrette possono facilitare l'insorgenza di disturbi del comportamento alimentare, perché si va incontro ad alcune carenze.

Aggiornamento 4/10/2016

Le proteine animali sono associate ad aumento della mortalità cardiovascolare, mentre quelle vegetali riducono il rischio soprattutto in chi ha fattori di rischio (ipertensione, glicemia ecc). Sostituire le fonti di proteine, soprattutto la carne rossa e processata, diminuisce la mortalità.




Aggiornamento 4/10/2016

La dieta vegetariana è associata con una minore probabilità di distribuzione del grasso centrale (e le sue conseguenze), specie se fatta correttamente e con cibi nutrienti e di alta qualità.
Un'interessante riflessione sulle conseguenze economiche di un mondo che diventa vegetariano: pro e contro.

37 cibi che i vegani non possono mangiare e 6 vantaggi delle diete vegan.

La conversione di ALA (alfalinoleico, omega 3 vegetale) in EPA e DHA si riduce con l'età, è bene perciò che i vegani assumano DHA di origina algale (250mg) per prevenire problemi cognitivi.

Aggiornamento 9/10/2016

La carne di qualsiasi tipo è associata nel lungo periodo ad ipertensione. Interessante articolo sui vantaggi delle diete veg: anche chi ha malattie autoimmuni può farle.
Gli alimenti che non possono mancare ai vegan.

Aggiornamento 20/10/2016

Anche senza diventare tutti vegani, ridurre la carne e i prodotti animali sarebbe già un buon compromesso per ridurre l'emissione dei gas serra.
Esce oggi il libro di Giulia Innocenzi "Tritacarne", sulle pratiche abominevoli che subiscono gli animali. La presentazione di Andrea Scanzi.

Ottimo articolo di Authoritynutrition su chi può avere vantaggi ad essere vegano e chi no. Come già detto, la predisposizione genetica (conversione del betacarotene in vitamina A, attività della amilasi salivare, sintesi della colina) e il microbiota intestinale (che produce la vitamina K2, essenziale per ossa e denti) possono fare la differenza tra i vegani sani e quelli che non si possono trovare bene.
Fermo restando che spesso le diete veg possono essere super per la flora e la riduzione dell'infiammazione.
Questa la loro guida completa al veganesimo.


Aggiornamento 25/10/2016

Una metanalisi sulle diete veg condotta su quasi 700 mila persone conclude che vi è una sostanziale riduzione del rischio tumorale rispetto a chi mangia carne, ma bisogna ancora aspettare prima di dare indicazioni generali alla popolazione.

La deforestazione in Brasile, grazie alla nostra voglia di bresaola.

Aggiornamento 29/10/2016

Nelle zone blu, come Okinawa, si mangiano poche proteine di origine animale.

Aggiornamento 2/11/2016

Il complicato effetto della soia: in uomini con testosterone basso, non ha avuto effetti negativi su questo ormone, ma anzi positivi a livello cardiovascolare e metabolico (diabete), sia che avesse gli isoflavoni che senza. Ha però peggiorato il quadro tiroideo.
Il mio consiglio è di assumerla preferibilmente fermentata.

Aggiornamento 5/11/2016

Ecco un esempio di disinformazione, che tenendo conto della situazione australiana (animali allevati liberi) vorrebbe far credere che i veg inquinano e ammazzano più animali di un onnivoro. Al di là delle convinzioni personali di ognuno, si pensa che "gli animali soffrono solo quando sono uccisi" mentre "per coltivare e fare spazio ai campi si ammazzano un sacco di animali". Basta vedere le condizioni di allevamento intensivo per capire che l'animale soffre per tutta la durata della vita. Inoltre la metà dei prodotti dell'agricoltura mondiale sono utilizzati per alimentare gli animali da allevamento.

Soffrite di anemia? cavallette e grilli hanno ferro più biodisponibile di quello della carne rossa.


Aggiornamento 18/11/2016

Uno studio dimostra che con le tasse su carne e latticini si ridurrebbero le emissioni di gas serra e si salverebbero migliaia di vite. Un esperto ONU conferma.
In generale si può dire che i veg non soffrano particolarmente di anemia, e che il ferro non eme che assumono sia meno legato a malattie quali quelle cardiovascolari, diabete e tumori.

Un eccesso di ferro in gravidanza sembra collegato col diabete gestazionale.

Aggiornamento 23/11/2016

Alcune alternative proteiche vegetali alla carne.

Secondo una metanalisi, le diete a base vegetale hanno, come ritenuto prima, un più basso impatto ambientale. La carne dei ruminanti, ovini e bovini, sono i cibi con il più alto impatto sull'ecosistema.
In un simposio si parla di vantaggi nelle diete vegan ancora da stabilire sul lungo termine

Condivido volentieri un video segnalato dalla collega dott.ssa Tosatti sulla salute dei bambini vegani.


Le testimonianze di esperti e genitori, i bambini tutt'altro che moribondi e rinsecchiti, molto più resistenti alle malattie perché privati delle varie schifezze come la carne allevata in maniera intensiva e lo zucchero.
Raccomando sempre che ci si affidi a persone esperte per intraprendere questi percorsi, al fine di non rischiare eventuali carenze. E che può anche non funzionare per la nostra estrema soggettività all'alimentazione.

La carenza di vitamina B12 può portare a problemi psichiatrici, perdita di memoria, incontinenza, perdita del gusto e dell'olfatto, debolezza, problemi epatici.
Chi dovrebbe chiedere al medico di dosarla? Chi prende farmaci per l'acidità gastrica o la metformina, chi ha possibili problemi di assorbimento (celiachia o infiammazione intestinale), i vegetariani, chi ha fatto chirurgia bariatrica e chi ha più di 50 anni.

Aggiornamento 29/11/2016

Un caso di scorbuto in Australia, su un bambino che beveva latte di mandorla. Appena la notizia arriva qui in Italia immagino come la daranno gli antivegan.

Non che siano alimenti prettamente proteici, ma alcune verdure possono contribuire al fabbisogno di questi importanti nutrienti: in particolare le crucifere (cavoli e famiglia), asparagi, spinaci e alfalfa.

Aggiornamento 2/12/2016

L'Academy USA ribadisce il potenziale terapeutico delle diete a base vegetale e che siano utilizzabili in qualsiasi periodo della vita, compreso gravidanza, allattamento, crescita e svezzamento.
La novità è che vengono citati come riferimenti affidabili anche i siti di PCRM, nutritionfacts.org ecc

Aggiornamento 8/12/2016

Il cibo locale e la dieta plant-based sono la miglior ricetta per impattare al minimo sull'ambiente.

Una nuova revisione dei dati conferma l'effetto protettivo delle diete vegetariane nei confronti di malattie cardiovascolari, diabete e sindrome metabolica.

Aggiornamento 12/12/2016

La vitamina K2, garanzia di aspettativa di vita, facciamo attenzione che ci sia anche nelle diete veg!
I prodotti della soia potrebbero essere preventivi del tumore mammario ma solo nelle popolazioni orientali.

Per aumentare l'assorbimento di ferro è consigliabile, nei vegetariani, abbinare una fonte di vitamina C. La vitamina D diventa più disponibile abbinata ai grassi monoinsaturi (olio di oliva).

Aggiornamento 23/12/2016

Questi poveri e denutriti vegani, che giocano in NBA e migliorano dopo aver abbandonato la carne, o diventano campioni del mondo di sollevamento persi.


Aggiornamento 28/12/2016

La traduzione in italiano della posizione dell'Academy USA sulle diete veg.

Aggiornamento 30/12/2016

Vivono di più i vegetariani o chi mangia carne? è controverso. Sebbene alcuni studi suggeriscano che i primi vivano più a lungo, i dati vengono da studi osservazionali che non possono stabilire causalità. Inoltre i veg tendono ad avere anche comportamenti migliori che confondono: meno fumo e alcol ad esempio.
Per quanto mi riguarda ognuno deve trovare la sua alimentazione ideale in base alle proprie caratteristiche.
A parità di calorie, sostituire i grassi del latte (prevalentemente saturi) con carboidrati da cereali integrali e grassi polinsaturi riduce il rischio cardiovascolare, sia di infarto che di ictus. Questi i risultati di uno studio condotto su oltre 200 mila persone.


Aggiornamento 13/1/2017


Il TMAO si conferma prognostico di rischio cardiovascolare, ma la sua formazione dipende sia dall'alimentazione (prodotti animali) che dal tipo di microbiota, oltreché dalla predisposizione genetica (enzimi epatici con sensibilità diversa)

Aggiornamento 15/1/2017

Lo stretto legame tra latticini, uova e artrite reumatoide.

Aggiornamento 16/1/2017

Quali cibi dovrebbe escludere chi ha una dominanza estrogenica (troppi estrogeni in corpo)? Alcuni semi (lino, zucca, girasole), alfalfa, liquirizia, legumi, soia in particolare, chiodi di garofano.

Cosa è successo a una donna con angina (dolore al petto dovuto all'ostruzione delle coronarie) che ha iniziato a fare una dieta plant-based? I sintomi sono spariti. Appena ha ripreso con la dieta "normale", eccoli tornati.

Aggiornamento 18/1/2017

"Una dieta ad alto tenore di grassi aumenta la crescita tumorale nei topi, e questa viene rallentata da un trattamento per il colesterolo, perché contemporaneamente riduce un metabolita (acetoacetato) che nutre il tumore. Un inibitore dell'acetato è in grado di invertire la malattia". "I risultati suggeriscono che in futuro saremo in grado di fare diete su misura per rallentare la crescita tumorale"

I nuovi standard americani della cura del diabete prevedono la dieta plant-based come opzione efficace

L'infiammazione è il miglior "amico" dell'invecchiamento. Più dura, più va avanti il processo di aging, e ognuno deve trovare la dieta per sé che non lo faccia infiammare.

Un esempio di tizia che, siccome non è stata bene da vegana (chissà poi come la faceva, dice che non mangiava abbastanza proteine) e che secondo lei dimostra che tutti non dovrebbero essere vegani. Questa non è scienza.

Aggiornamento 31/1/2017

Lo svezzamento vegano secondo il dott Berveglieri
I consigli per gli atleti veg
Conferme sulla necessità di ridurre le carni rosse

Aggiornamento 13/2/2017

Il position paper della ESPGHAN non incoraggia lo svezzamento vegano, ma lo accetta a patto che sia seguito da un nutrizionista esperto

Aggiornamento 15/2/2017

3 porzioni di cereali integrali al giorno hanno lo stesso effetto dei farmaci sulla pressione

Tra i consigli dell'AICR per la prevenzione del cancro, "evita le carni conservate, riduci quelle rosse" "mangia bene" e "goditi una dieta plant-based".

I consigli per l'alimentazione vegana in età pediatrica

Chi ha problemi di tiroide ha difficoltà nella conversione dei caroteni in vitamina A, per questo non dovrebbe essere vegano.


Aggiornamento 21/2/2017

Le bugie sui calciatori del Milan vegani
La vegafobia è un sentimento diffuso che ci porta a considerare il fenomeno come sbagliato.
I tanti atleti veg con ottimi risultati.

I polifenoli hanno sia effetto protettivo che potenziale terapeutico nei confronti della neurodegenerazione

Aggiornamento 26/2/2017

Il galattosio, zucchero presente nel latte, aumenta lo stress ossidativo ed è la probabile causa degli effetti negativi del latte sullo stato infiammatorio, con le sue conseguenze (osteoporosi, tumori, malattie cardiovascolari, aumento della mortalità). Questi effetti vengono mitigati da una dieta ricca in frutta e verdura, ricche di antiossidanti, e sono minori se non assenti nei latticini fermentati (che contengono poco galattosio)

Aggiornamento 28/2/2017

Sia l'agricoltura convenzionale che quella biologica hanno un impatto ambientale enorme: per una pagnotta si emette circa un kg di CO2, soprattutto a causa dei fertilizzanti


Aggiornamento 3/3/2017

I cardiologi americani si schierano ufficialmente in favore della dieta plant-based

Aggiornamento 12/3/2017

Un video su quello che succede negli allevamenti

Aggiornamento 13/3/2017

La piramide cheto-vegan dalla collega Grazia Semeraro

Aggiornamento 26/3/2017

I cibi più inquinanti al mondo: anche alcuni vegetali come caffè, frutta oleosa, cioccolato e banane, ma la carne rossa vince.

Aggiornamento 27/3/2017
Cosa dicono le linee guida per l'obesità degli endocrinologi americani sull'alimentazione? L'obesità è dovuta tra le altre cose, ad una dieta povera in nutrienti (e non solo all'eccesso calorico). Chi ha i trigliceridi alti deve ridurre in particolare i carboidrati e non i grassi. Gli zuccheri e le fonti di carboidrati raffinati dovrebbero essere minimizzati. I grassi trans (si formano negli oli vegetali riscaldati) dovrebbero essere eliminati. La supplementazione con omega 3 purificati è utile per abbassare i trigliceridi. Le opzioni dietetiche sono diverse: Mediterranea, DASH, low-carb, low-fat, high protein, chetogenica, vegetariana, e tutte possono dare buoni risultati.

Ottimi risultati sulla dieta plant-based supplementata con vitamina B12 sui fattori di rischio cardiovascolari in un gruppo di obesi.

Aggiornamento 7/4/2017

Diventare vegetariani dimezzerebbe le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera

Aggiornamento 10/4/2017

Un nuovo studio di coorte, effettuato su oltre 200 mila persone, evidenzia che, correggendo per i fattori confondenti, i vegetariani non hanno differenze nella mortalità rispetto ai non vegetariani.
Si conferma quindi che, nonostante molti possano averne benefici, non sia una dieta adatta a tutti, o che non tutti la seguano correttamente.


Aggiornamento 15/4/2017

Una brava collega ci insegna le regole dello svezzamento vegano.


Aggiornamento 22/4/2017

Una dieta ricca in proteine animali aumenta il rischio di fegato grasso in persone sovrappeso

Le diete veg continuano a dimostrarsi ecofriendly

Aggiornamento 23/4/2017

Uno studio pilota, condotto dal solito Ornish, dimostra che una dieta veg cambia l'espressione dei geni in modo da sfavorire la progressione del tumore prostatico. Cautela ovviamente, si tratta di un piccolo studio non randomizzato né controllato, ma giustificherebbe quanti dicono di curare i tumori con la dieta vegana.


Aggiornamento 27/4/2017

La carne allevata industrialmente è un serio problema di sostenibilità ambientale, anche secondo Nature.

La dieta 80/10/10 (vegan semicrudista) non è supportata dalla scienza. Questo non vuol dire che alcuni non potrebbero stare meglio con questa dieta, ma che in generale non è consigliabile soprattutto sul lungo termine e senza integrazioni.

La dieta veg come prevenzione e terapia del tumore prostatico

Aggiornamento 22/5/2017


Gli allevamenti intensivi sono tra i responsabili di alcuni disastri moderni: deforestazione, antibiotico-resistenza, cambiamenti climatici, aumento delle malattie moderne (allergie, diabete e obesità)

In un lavoro scientifico è stato chiesto a persone con psoriasi di riportare gli eventuali cambiamenti sull'alimentazione e l'andamento della malattia.

Tra i risultati, circa il 70% di chi ha fatto la dieta vegan o paleo ha riportato miglioramenti

Le migliori fonti vegetariane di ferro: legumi, frutta oleosa, ortaggi a foglia, buccia di patata, funghi, cereali e cacao.

Alcune considerazioni sui bambini vegani.


Aggiornamento 24/5/2017

Sostituire il manzo coi fagioli farebbe raggiungere agli americani il 50% almeno dell'obiettivo sulle riduzioni dei gas serra.

Le regole per lo svezzamento vegetale.

Aggiornamento 20/6/2017

Authoritynutrition.com revisiona il libro del dott. Greger, "Come non morire". Trovando molte imprecisioni e in generale tendenza a favorire le proprie teorie.

Secondo uno studio fatto in Australia non esistono differenze numeriche nelle morti per tutte le cause tra vegetariani e non, aggiustando per altri comportamenti (fumo ecc).


Aggiornamento 27/6/2017


Vuoi essere vegano? Ok, hai delle regole da seguire per non rischiare carenze. Carenze che possono colpire chiunque in qualsiasi alimentazione. Scrivere un libro di pura disinformazione perché si è per principio contro i vegani è risibile.
Questa la risposta della dott.ssa Baroni al libro di Avoledo.

Aggiornamento 29/6/2017

Anche la dieta plant-based è medicina funzionale, utile per la prevenzione e il trattamento di molte malattie, con le giuste attenzioni e integrazioni.

Aggiornamento 6/7/2017

Per un migliore effetto è necessario integrare sia la forma metilata che la forma adenosilata di vitamina B12, poiché servono a diverse vie metaboliche

Aggiornamento 7/7/2017

Le diete veg, grazie al loro minore potenziale acido, sono molto buone in persone con problemi renali, e si confermano protettive dal diabete

Aggiornamento 10/7/2017

Bell'articolo su una scienziata inglese, prof.ssa Allen.

Ci chiarisce il perché delle carenze di micronutrienti così diffuse (soprattutto B12, folati, ferro, zinco, dovute al cibo di scarsa qualità), e che le proteine animali sono particolarmente stimolanti della crescita, ma, ricordiamoci, l'altezza è anche un fattore di rischio tumorale.

Aggiornamento 18/7/2017
La dieta vegetariana riduce il grasso (e la glicemia) meglio della dieta convenzionale in uno studio su diabetici
Aggiornamento 19/7/2017

La mutazione di un particolare gene (FADS1) ha aiutato l'essere umano ad adattarsi alle diete post-rivoluzione agricola (circa 10 mila anni fa). Chi non ha questa mutazione dovrebbe probabilmente virare su una dieta più ricca in prodotti animali.

Questo gene permette l'elongazione dei grassi a catena corta, che si trovano nei vegetali, permettendo di fare a meno dei grassi animali che invece hanno catena più lunga

Quando si distingue tra dieta veg sana e non-sana, gli esiti cardiovascolari sono molto diversi! Il segreto sono infatti i cibi ricchi in nutrienti.


Aggiornamento 21/7/2017

I miti sulle diete veg sfatati dall'Academy USA, e uno speciale sulle diete plant-based come prevenzione e terapia.

Aggiornamento 24/7/2017

Una posizione degli endocrinologi americani chiarisce che l'effetto dei fitoestrogeni dipende dalla flora intestinale

Aggiornamento 28/7/2017

Lo stato pessimo degli allevamenti in Italia: uno su 3 è fuorilegge. In generale sono i maggiori emittenti di gas serra

Aggiornamento 31/7/2017

Le alche rimangono l'unica fonte vegetale di omega 3 a catena lunga, e la conversione di ALA in DHA e EPA è piuttosto scarsa.

Un enzima che produce TMAO (un derivato del metabolismo di colina e carnitina, responsabile dell'aterosclerosi e dell'infiammazione) influenza la spesa energetica e la produzione di grasso beige, riducendoli e favorendo l'aumento di peso. Inibire la produzione di queste sostanze può aumentare la spesa energetica.

Una nuova revisione sistematica sulle diete vegetariane nei bambini conclude che non ci sono abbastanza dati per trarre abbastanza conclusioni sia sui rischi che sui benefici


Aggiornamento 8/8/2017

La BDA, associazione di dietetica UK, conferma il sostegno alle diete vegan in qualsiasi periodo della vita, con le giuste attenzioni ovviamente. 
Altri buoni motivi a sostegno delle diete veg

Aggiornamento 13/9/2017

Chi ha un alto rapporto tra Prevotella Bacteroidetes (quindi maggioranza dei primi rispetto ai secondi) ha più possibilità di dimagrire con una dieta ricca in cereali

Aggiornamento 21/9/2017

Le linee guida sull'alimentazione veg nello sportivo.

Selfhacked sulle diete vegan

Una dieta plant-based non necessariamente esclude i prodotti animali, ma li permette saltuariamente: del resto la dieta DASH e quella mediterranea originale erano sostanzialmente così.

Le diete vegetariane riducono l'infiammazione

I dati supportano che la dieta vegan possa invertire la malattia cardiovascolare.

Aggiornamento 4/10/2017

Una dieta mediterranea (quasi plant based) abbinata ad acqua alcalina è efficace almeno quanto i farmaci nella cura del reflusso

Anche il manzo grass fed è responsabile dei peggioramenti climatici, soprattutto perché per creare pascoli si crea deforestazione. L'unica via per salvarci è mangiare meno carne.

Aggiornamento 7/10/2017

Il ferro eme si conferma probabile causa di diabete

Nel modello animale il potassio (frutta e verdura) riduce la calcificazione delle arterie, evento che predispone per le malattie cardiovascolari

Aggiornamento 21/10/2017

Le persone vegetariane sembrano avere più alto rischio di depressione: questo può essere dovuto a eventuali carenze di ferro e vitamina B12. Se decidete di intraprendere questi percorsi, fatevi assistere da persone che possano evitare le carenze

Le vegan fatte bene

Aggiornamento 24/10/2017

Interessante servizio di TG2 salute sull'esclusione delle proteine animali e la giusta integrazione nella cura dell'artrosi,  video dal minuto 5,20.,"i farmaci non hanno più posto nella cura di una malattia cronica come l'artrosi"

Aggiornamento 31/10/2017

Molti giocatori NBA (i cestisti più forti al mondo) raccontano di essere passati ad una dieta vegan

Uno studio su animali, che dovrà essere confermato con trial su umani, ci aiuta a capire perché una dieta plant-based può essere importante per coadiuvare le terapie classiche nei tumori.
La ricchezza di nutrienti che influenza l'espressione dei geni (epigenetica) fa sì che vengano "sbloccate" alcune zone del DNA fondamentali per la guarigione.
In questa ricerca in particolare le catechine del tè verde e il sulforafano dei broccoli riattivano il recettore di tipo α per gli estrogeni, favorendo l'azione dei farmaci chemioterapici.
Aggiornamento 3/11/2017

In onore della giornata mondiale dei vegani, l'Academy USA ci ricorda che anche i bambini possono essere vegani con alcuni accorgimenti

L'AICR, l'istituto americano per la ricerca sul cancro, consiglia una dieta che sia fatta in maggioranza con cibi vegetali, e cibi di derivazione animale in moderazione. Ma raccomanda soprattutto di scegliere cibi minimamente processati perché più salutari, limitando quelli con zuccheri e grassi aggiunti.
Digiunare almeno 13 ore durante la notte è un promettente metodo per ridurre l'infiammazione, i problemi glicemici e aumentare la sopravvivenza nelle donne con tumore al seno
Aggiornamento 8/11/2017
Le diete iperproteiche e con eccesso di sale sono dannose in persone con insufficienza renale (circa il 10% della popolazione adulta). Infatti possono accentuare l'acidosi metabolica e peggiorare lo stato di salute, aumentando il cortisolo e così la perdita di muscolatura. Una dieta ricca in alimenti vegetali invece riduce le tossine uremiche, modulando il microbiota, e tampona l'acidità, riducendo la perdita di calcio osseo.
Anche una supplementazione di micronutrienti (vitamine e antiossidanti) e di sali alcalinizzanti può essere considerata
Aggiornamento 20/11/2017

Una revisione degli studi fa il punto sull'efficacia della nutrizione nella gestione della artrite reumatoide
Una dieta a forte prevalenza vegetale (mediterranea o vegana), con cibi minimamente processati, spezie, verdura, frutta di stagione, probiotici, vitamina D e omega 3 come integrazione, niente alcol, può aiutare a ridurre i sintomi della malattia

Aggiornamento 21/11/2017

Il PCRM, sostenitore della dieta low fat vegana, specifica che un certo quantitativo di grassi è fondamentale per la salute, in particolare da semi oleosi

Ottima revisione su TMAO, la molecola infiammatoria derivata da alimenti animali. I mezzi migliori per abbassarla appaiono le diete plant-based, i probiotici non sembrano efficaci nell'uomo
Se tutti gli americani passassero ad una dieta veg, si avrebbero decise riduzioni di gas serra ma bisognerebbe fare più attenzione alle carenze nutrizionali
Aggiornamento 9/12/2017
La SINU - Società Italiana di Nutrizione Umana ha rilasciato un position paper, allineandosi alle altre società scientifiche, confermando che le diete vegetariane ben strutturate possono essere utilizzate in qualsiasi età. 
Anche il giornale dell'Academy USA ne parla

Aggiornamento 21/12/2017

2 milioni di anni fa la specie umana, diversamente dagli altri primati, ha perso il gene CMAH, responsabile della sintesi di Neu5Gc, uno zucchero infiammatorio che si trova nella carne rossa, ma non in quella bianca.
"L'inattivazione di CMAH durante l'evoluzione umana potrebbe aver liberato gli umani da un numero di agenti patogeni", ha detto Alvarez-Ponce. "Ad esempio, un tipo di malaria che richiede Neu5Gc per l'infezione - altri primati sono suscettibili ad essa, ma non gli umani."
Questa molecola però stimola una risposta immunitaria che alza il rischio di tumori, infiammazione e artrite, ossia i problemi potenzialmente legati al consumo di carne rossa.

Aggiornamento 7/1/2018

Il latte intero e i suoi derivati si confermano associati con la ricorrenza del tumore prostatico. Consumare 4 porzioni a settimana aumenta il rischio del 73% rispetto a chi non ne consuma o lo consuma molto raramente. Il rischio triplica negli uomini sovrappeso. I latticini sgrassati non presentano questa associazione.

Aggiornamento 7/2/2018
Le ricette ketovegan da selfhacked.
Aggiornamento 10/3/2018

Un nuovo studio conferma il buon esito delle dieta vegane sui parametri del diabete. Queste possono essere usate in qualsiasi fase della vita, correttamente integrate.

Aggiornamento 28/3/2018

Una revisione degli studi osservazionali sulle diete veg conferma la riduzione apparente delle malattie cardiache e dei tumori.

La dieta vegan sembra più sostenibile in senso ambientale di quella med, ma un mix delle 2 potrebbe essere la soluzione migliore considerando l'apporto nutrizionale e il rispetto per l'ambiente.


Aggiornamento 31/3/2018

Nei modelli animali si continua a confermare che la restrizione degli aminoacidi solforati (metionina e cisteina) allungano la vita, forse riducendo l'omocisteina.
Nel modello umano si dovrebbe traslare con un uso massiccio di legumi come fonte proteica.
Aggiornamento 5/4/2018
La dieta veg fatta con cibi raffinati non funziona in chiave protettiva

Aggiornamento 23/4/2018
La dieta vegan può ridurre i sintomi della menopausa secondo uno studio americano

Aggiornamento 6/5/2018

Le linee guida europee sullo svezzamento consigliano di introdurre il glutine dopo il 4° mese, ma non in grandi quantità inizialmente.
Le proteine oltre il 15% delle calorie totali aumentano il rischio di obesità infantile.
Fare attenzione a possibili carenze tra cui quella di ferro.

Introducendo frutta e verdura ed evitando cibi con sale e zucchero aggiunto si facilita la formazione corretta dei gusti 
Lo svezzamento vegano è possibile ma ben seguiti da medico e nutrizionista

Aggiornamento 15/5/2018
I benefici della dieta a base vegetale nei confronti del diabete, a parte la promozione di un peso corporeo sano, sono dovuti a diversi meccanismi: l'aumento di fibre e fitonutrienti, l'interazione tra cibo e microbiota e la diminuzione di grassi saturi, AGEs (prodotti glicati), nitrosammine e ferro eme.
Aggiornamento 20/5/2018
Le ragioni ambientali della scelta veg
Aggiornamento 2/6/2018
La dieta Portfolio, comprendente un'ampia scelta di cibi vegan con anche 50 g di soia al giorno, ha un buon effetto sui fattori di rischio cardiovascolari
Aggiornamento 12/6/2018
Che succede se controlliamo il microbiota prima e dopo una dieta?
La fibra è quella che lo migliora, ma il cambiamento dipende anche dalla situazione iniziale.

"La risposta del microbiota all'intervento dipendeva dallo stato iniziale del microbiota. Questi risultati aprono la strada allo sviluppo di una dieta personalizzata".

Aggiornamento 15/6/2018

Le ultime ricerche mettono in evidenza come la qualità nella dieta vegetariana sia fondamentale.
Aggiornamento 12/7/2018
Uno studio USA evidenzia che la carenza di vitamina B12 tra le donne in allattamento riguarda circa una donna su 5, anche in presenza di integrazione, e riguarda anche le onnivore
Probabilmente le dosi da integrare sono da aumentare 

Aggiornamento 15/7/2018

Nel modello animale una dieta ricca in fibre previene le modificazioni nel microbiota corresponsabili dell'insorgenza di malattie autoimmuni come la sclerosi multipla


Aggiornamento 3/8/2018
Il legame tra fattori ambientali, tra cui dieta, stress, infezioni, microbiota, fumo e sclerosi multipla è ben stabilito, ma la conoscenza da parte degli addetti del settore è bassa, così molti pazienti fanno da sé. Gli autori dell'articolo hanno approfondito l'argomento interpellando i pazienti, e scrivono:
"Gli approcci dietetici riferiti variano da vegan, chetogenica, paleo, senza glutine e prodotti lattiero-caseari e supplementazione di vitamina D, olio di semi di lino, riduzione di zucchero e solanacee e altri alimenti che generalmente si pensano causare una risposta infiammatoria"
Aggiornamento 3/8/2018

Individuato un nuovo cibo funzionale, ricco di proteine, grassi buoni, minerali e vitamine: migliora il microbiota intestinale e ha un'azione antinfiammatoria. Ed è anche amico dell'ambiente. Si tratta della farina di grillo
Aggiornamento 30/8/2018
Le diete plant-based sono adeguate in persone con problemi renali, aiutando a ridurre il fosfato, la pressione e l'acidosi metabolica
Aggiornamento 15/9/2018
Alcuni consigli per i vegani: usare supplementi di omega 3, vitamina D, iodio (sale), B12, noci brasiliane per il selenio.
Aggiornamento 18/9/2018
Le diete vegetariane sono applicabili anche ai soggetti in crescita grazie alle linee guida italiane pubblicate per venire incontro alle loro necessità, e possono essere utili per prevenire l'obesità infantile
Aggiornamento 13/10/2018
Secondo un noto scrittore di libri "IGF-1 che troviamo nel latte viene digerito e non passa nel sangue". Quindi la natura lo ha messo nel latte così, giusto per sprecare un po' di aminoacidi. In realtà la presenza di caseine lo rende particolarmente resistente agli enzimi digestivi ed esso passa nel sangue, anche se in concentrazioni che probabilmente non interferiscono con quelle fisiologiche, e il suo ruolo nello sviluppo delle cellule del sistema gastroenterico è dimostrato. Il latte comunque aumenta IGF-1 plasmatico con altri meccanismi (ricchezza di BCAA). Il suo legame con i tumori è suggerito solo per quello prostatico

Aggiornamento 19/11/2018
Le neonate che assumono latte in formula derivato dalla soia hanno aumentato rischio di mestruazioni dolorose da ragazze
Aggiornamento 17/12/2018
Secondo una revisione sistematica dei dati disponibili, le diete come DASH, diete plant-based, a basso carico glicemico, chetogeniche e Paleo potrebbero migliorare l'umore più delle altre. In comune hanno tutte la caratteristica di avere un ad alto contenuto di nutrienti rispetto alle calorie


Aggiornamento 23/12/2018
Per le persone con problemi renali e/o fosforo alto nel sangue, sostituire pesce e carne con bianchi d'uovo aiuta a ridurre la fosfatemia 
Le diete veg non sono da escludere nell'insufficienza renale
Aggiornamento 30/12/2018

Secondo l'articolo di un endocrinologo le diete vegetariane sono appropriate nei diabetici, ma la mediterranea rimane superiore. Raccomanda comunque che ognuno segua la dieta che più gli riesce opportuna
Aggiornamento 3/1/2019

Come si fa a ridurre l'impatto della nostra alimentazione sull'ambiente? I consigli sono di ridurre carne rossa e latticini, utilizzare fonti di prodotti ittici sostenibili, evitare gli sprechi.
Aggiornamento 16/1/2019
L'alimentazione ha un impatto importante sui cambiamenti climatici e sull'inquinamento globale. Le linee guida per ridurre il suo impatto ambientale ci indicano di consumare meno prodotti animali, soprattutto da ruminanti, più alimenti vegetali, ridurre gli eccessi di consumo e sprecare meno cibo
Aggiornamento 19/1/2019

L'entomofagia (l'uso degli insetti come alimento) è il futuro? "Vedo un enorme potenziale negli insetti per migliorare la salute umana e anche la sostenibilità ambientale", ha detto Valerie Stull, PhD. Quanto sono nutrienti? Uno studio del 2016 ha dimostrato che, rispetto a carne di manzo, pollo e maiale, hanno contenuto simile in calorie, proteine e grassi saturi; inferiore nel grasso totale; e più in alto in sodio. Sono anche più alti in calcio, ferro, vitamine A e C e riboflavina. Come altri insetti e molluschi, i grilli hanno un esoscheletro composto da chitina, una fonte di fibre unica e non digeribile, con importanti effetti a livello intestinale. "Il consumo di grilli è stato collegato con l'aumento di 5 tipi di batteri, tra cui il Bifidobacterium animalis, un ceppo commerciale che migliora la funzionalità intestinale, protegge dalla diarrea e riduce alcuni effetti avversi del trattamento con antibiotici".


Aggiornamento 29/1/2019

I vegani sono persone odiate da alcuni, e per questo è stato coniato il termine vegafobia.


Aggiornamento 17/2/2019

Le diete a base vegetale sono associate a minor rischio di osteoporosi
Aggiornamento 14/3/2019

Una revisione dei dati sull'efficacia delle diete nella fibromialgia (FM) ha trovato modesti risultati con diversi metodi (FODMAP, dieta vegetariana, ecc). In generale "i sintomi della FM sembrano essere associati a diverse alterazioni metaboliche, in particolare per quanto riguarda i cambiamenti nella composizione del microbiota intestinale e la conseguente esistenza di proliferazione batterica dell'intestino tenue (SIBO), variazioni nell'asse ipotalamico e l'aumento di cortisolo, disfunzione mitocondriale, stress ossidativo e alterazioni nel sistema nervoso centrale, con attivazione della cellule gliali nel liquido cerebrospinale. In questa prospettiva, una combinazione di diversi approcci nutrizionali che potrebbero interferire in ogni alterazione metabolica potrebbero essere un modo per migliorare la sintomatologia della malattia", e in generale la qualità della vita (ansia, sonno, depressione, energie, stato infiammatorio).

Si conferma che, per evitare carenze, le diete vegetariane devono essere ben pianificate e integrate in gravidanza soprattutto.
Aggiornamento 29/3/2019
Le ingiustizie del mondo dell'alimentazione: povertà vs obesità, 1/3 della produzione cerealicola destinata agli allevamenti, responsabili di emissioni di gas serra

Aggiornamento 5/4/2019

Un caso eclatante di effetto soggettivo legato alle condizioni di salute. Fitoestrogeni e composizione corporea dopo la menopausa: nelle donne sane sembrano ridurre lievemente il peso, mentre in caso di problemi metabolici (ipertensione, diabete o dislipidemia) favoriscono l'aumento
Aggiornamento 15/4/2019

Sostituire la carne rossa con proteine vegetali porta ad un miglioramento del quadro lipidico. "Chiedere 'La carne rossa è buona o cattiva?' è inutile ", ha detto Meir Stampfer, professore di epidemiologia e nutrizione e coautore  dello studio. "Ci si deve chiedere: rispetto a cosa? " Se sostituisci gli hamburger con biscotti o patatine fritte, non diventi più sano, ma se sostituisci la carne rossa con fonti di proteine vegetali sane, come noci e fagioli, ottieni un beneficio per la salute", consigliando in sostanza una dieta mediterranea

Aggiornamento 27/4/2019
Seguire una dieta a base vegetale riduce il rischio di insufficienza renale
Aggiornamento 7/5/2019

La dieta a base vegetale appare essere quella che più riduce il rischio di insufficienza cardiaca. Questo è dovuto probabilmente all'effetto antinfiammatorio.
"Gli alimenti a base vegetale minimamente trasformati sono ricchi di fibre, antiossidanti e fitonutrienti, che possono migliorare la salute del nostro microbiota, ridurre l'infiammazione e lo stress ossidativo", osservano i ricercatori.
"Inoltre, consumando una dieta a base vegetale, si possono evitare gli effetti potenzialmente dannosi degli alimenti di origine animale, come il ferro eme, l'acido sialico e il colesterolo".

La dieta definita "southern", ricca in salumi, cibo fritto, zuccheri e grassi aggiunti, è invece quella associata a maggior rischio, a causa della stimolazione della formazione di TMAO (metabolita aterogeno), della ricchezza in grassi saturi e trans, aminoacidi ramificati, nitriti, nitrati, ferro eme.
Aggiornamento 21/6/2019

L'essere umano è molto più propenso ad avere malattie autoimmuni rispetto agli animali. Probabilmente uno dei motivi è che vive in un ambiente troppo pulito (teoria dell'igiene) in confronto a quello per cui si è evoluto. Un altro fattore può essere la carne rossa. Infatti nella sua storia evolutiva l'uomo ha perso la possibilità di sintetizzare Neu5Gc, uno "zucchero di membrana", con accumulo di Neu5Ac; queste molecole sono dette acidi sialici, fanno parte dei "glicani", e sono presenti nelle carni degli altri mammiferi. 
In questo modo il sistema immunitario può essere più "cattivo" e protettivo nei confronti di virus e batteri, ma contemporaneamente attaccare, per questioni di mimetismo molecolare, le nostre strutture che inglobano l'acido sialico proveniente dall'alimentazione, che per questo è stato chiamato "xeno-autoantigene".
È possibile quindi consigliare di evitare la carne rossa e sostituirla con la carne bianca o col pesce e verificare un eventuale miglioramento.

"I complessi ruoli dei glicani in molti aspetti rilevanti del sistema immunitario meritano maggiore attenzione negli studi sull'autoimmunità".
Aggiornamento 28/6/2019

Un patogeno riscontrabile in latte e carne bovina può essere legato al rischio di cancro. Non si tratta di virus o batteri ma di un "plasmidoma", un elemento di DNA a singolo filamento legato a strutture proteiche, capaci di indurre infiammazione. Gli stessi ricercatori parlano di dati preliminari da cui è impossibile trarre conclusioni, e l'hanno chiamato BMMF (Bovine Milk and Meat Factors).
Il rischio non può essere quantificato, per cui i ricercatori dicono di non variare le attuali linee guida sulle porzioni di carne e latticini. Si raccomanda però di non dare latte vaccino troppo presto (anche le linee guida lo sconsigliano prima dell'anno di età).

"Dopo l'infezione, si pensa che i patogeni inducano una reazione cronica-infiammatoria in alcuni tessuti (colon, seno) che possono favorire lo sviluppo del cancro nel tessuto circostante (in particolare il cancro del colon, possibilmente anche il cancro alla mammella e alla prostata). L'epidemia della malattia non dovrebbe verificarsi prima di alcuni decenni dopo l'infezione vera e propria. Si pensa che il BMMF abbia un effetto cancerogeno indiretto, il che significa che non sono coinvolti direttamente nei processi molecolari promuoventi il ​​cancro delle cellule, ma creano un  "ambiente cancerogeno" attraverso l'infiammazione cronica. Per la ragione dichiarata, la DKFZ conclude che non esiste una causalità diretta tra un'infezione con BMMF e cancro del colon, per esempio, ma che il BMMF condivide una parte del rischio di cancro al colon che non può essere quantificato esattamente".

Aggiornamento 9/7/2019

Il nuovo veg plate junior di Luciana Baroni  e colleghi pubblicato su JAND
Aggiornamento 14/7/2019

Che rapporto di rischio c'è tra consumo di prodotti animali e malattia ischemica? Secondo uno studio prospettico fatto su circa 400 mila europei della durata di 12 anni, la carne rossa e processata aumenta il rischio (19% ogni 100g). Per quanto riguarda gli altri alimenti, il latte lo aumenta in modo non significativo, mentre yogurt e formaggio lo riducono (ad indicare che il latte non ha gli stessi effetti dei suoi derivati); le uova lo riducono (7% ogni 20g); il pesce grasso lo riduce, mentre carne e pesce bianchi appaiono neutri. I risultati appaiono mediati dagli effetti sui lipidi plasmatici e sulla pressione sanguigna.
Aggiornamento 28/7/2019
Le diete a base vegetale, specialmente quando sono ricche di alimenti salutari e nutrienti, appaiono le migliori per la prevenzione primaria del diabete di tipo 2.
Gli alimenti a base vegetale "contengono fibre, vitamine e minerali, antiossidanti, composti fenolici e acidi grassi insaturi", osservano i ricercatori, che "migliorano la sensibilità all'insulina e la pressione sanguigna, riducono l'aumento di peso a lungo termine e migliorano l'infiammazione sistemica - fattori causali del diabete di tipo 2 ".
Aggiornamento 13/8/2019

Alcune molecole vegetali (esosomi) "indicano" ai batteri quali proteine produrre, e in questo modo gestiscono la loro e la nostra salute
Aggiornamento 17/8/2019

Una priorità per l'ONU per l'emergenza climatica è la riduzione della carne dalla nostra dieta, sia per l'emissione di gas serra che per la deforestazione
Aggiornamento 26/8/2019

Aumentare il colesterolo buono (HDL) con una dieta a base vegetale integrata con omega 3 si associa ad aumento delle energie nella sclerosi multipla.
Aggiornamento 30/8/2019
In uno studio prospettico su 70 mila giapponesi, quelli che hanno consumato più proteine di origine vegetale hanno avuto minore mortalità totale e cardiovascolare. In particolare sostituire la carne rossa e processata con proteine vegetali ha ridotto la mortalità totale, cardiovascolare e tumorale.
Le persone che praticano una dieta vegetale potrebbero avere necessità di integrare la colina, un nutriente presente prevalentemente nei prodotti animali e necessario per la salute cerebrale

Aggiornamento 7/9/2019

Ha fatto notizia uno studio secondo cui i vegetariani sono a rischio di ictus. Come possiamo quantificare questo rischio? Ogni mille persone, nei vegetariani avremo 3 ictus in più in 10 anni rispetto a chi mangia carne, e 10 infarti in meno (quindi 10 infarti in più in chi mangia carne). Numeri quasi trascurabili, in un senso e nell'altro. Ricordiamo inoltre che si tratta di studi osservazionali, quindi hanno valenza limitata. Qualsiasi dieta seguiate, cercate di non avere carenze.
Aggiornamento 18/9/2019
La dieta vegana senza restrizione calorica può portare a perdita di peso e miglioramento della sensibilità insulinica aumentando la quantità di un batterio particolarmente importante per il metabolismo, Faecalibacterium prausnitzii.
Aggiornamento 23/9/2019
Sappiamo che le diete con alta percentuale di alimenti vegetali sono probabilmente le più sane, ma anche mangiare solo patatine fritte significa essere vegani, e questo di certo non è sufficiente a coprire i fabbisogni né a essere sani.
In un'analisi dei dati, Le diete a base vegetale, specialmente se ricche di cibi vegetali più sani, sono associate a un minor aumento di peso a intervalli di 4 anni. "Ciò supporta le attuali raccomandazioni per aumentare l'assunzione di alimenti vegetali sani e ridurre l'assunzione di alimenti vegetali e alimenti animali meno sani, per migliorare i risultati sulla salute".
Aggiornamento 1/10/2019
Nel modello animale la colina previene l'Alzheimer riducendo l'attivazione della microglia e quindi l'infiammazione cerebrale. Forse va la pena integrarla in una dieta vegana, o assumere più broccoli.
Aggiornamento 5/10/2019
In questi giorni si discute molto su una linea guida emessa da un gruppo di ricercatori indipendenti secondo cui non vale la pena modificare il consumo di carne rossa e/o processata, perché tali modifiche avrebbero basso impatto sulla salute pubblica e le persone non avrebbero tanta voglia di farle. Secondo un documento di Harvard T.H. Chan School of Public Health queste raccomandazioni non sono il linea con l'evidenza scientifica attuale, sia per quanto riguarda la salute sia l'ambiente."Per migliorare sia la salute umana che la sostenibilità ambientale, è importante adottare modelli dietetici ricchi di cibi sani a base vegetale e relativamente bassi in carni rosse e trasformate". Lo stimato collega Maurizio Tommasini prova a fare un po' di chiarezza.
Mi segnala inoltre Renata Alleva che il principale autore non ha segnalato di esser stato dipendente dell'industria della carne. Un articolo in pieno conflitto d'interessi insomma.
Aggiornamento 8/10/2019

Uno dei motivi degli effetti negativi della carne rossa è Neu5Gc, un particolare zucchero presente in quel tipo di carne che crea infiammazione e reazione immunitaria agli umani, che non sono in grado di degradarlo. Questo zucchero pare implicato anche nell'iniziazione e progressione tumorale. Alcuni batteri però sono capaci di degradarlo, e la loro presenza nell'intestino potrebbe ridurre la pericolosità dell'alimento, mentre chi non li possiede potrebbe avere maggior rischio di tumore, diabete e aterosclerosi.
Aggiornamento 19/10/2019

L'inulina, la fibra tipica del carciofo, aumenta l'assorbimento di calcio e la mineralizzazione ossea negli adolescenti

Secondo il rapporto su clima e nutrizione di Lancet, "sono noti i legami tra consumo eccessivo di carne e obesità e relativi malattie non trasmissibili (diabete, tumori ecc). Un consumo eccessivo di carne può contribuire all'obesità. il consumo di carne rossa (in particolare carne processata) è associato ad un aumentato rischio di malattie non trasmissibili compresi malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e alcuni tumori.
Gli alimenti di origine animale, compresa la carne, forniscono una ricca fonte ad elevata biodisponibilità di micronutrienti, soprattutto per i bambini piccoli, e apportano un contributo importante alle diete di alta qualità se consumati con moderazione. In molte regioni, la produzione di bestiame è anche un importante contributo ai mezzi di sussistenza, al reddito familiare e alla ricchezza nazionale, e nelle aree semi-aride e aride ci sono spesso pochi altri usi produttivi del territorio. Tuttavia, la produzione di mangimi per il bestiame può distogliere il cibo dal consumo umano diretto e minacciare la sicurezza alimentare e il sostentamento delle popolazioni per l'espansione di terreni coltivati ​​per la produzione di mangimi (vedi Amazzonia), che è anche un'importante causa di deforestazione".
Si stima che gli allevamenti contribuiscano per il 19% ai gas serra e per il 70% al consumo delle risorse agricole.
Anche il cibo spazzatura ha un impatto ambientale (fino al 39% tra acqua, CO2, energia e sfruttamento del terreno) e ridurre il suo consumo è una priorità per l'ambiente e la salute. In Messico la sugartax è stata efficace nel ridurre il consumo di bibite zuccherate fino all'11%
Aggiornamento 21/10/2019
I cibi a base di soia sono sicuri per le donne con pregresso tumore al seno. Ricerche emergenti suggeriscono che i cibi a base di soia possono persino ridurre la probabilità di recidiva del cancro al seno. "I cibi a base di soia sono un'opzione salutare, mentre gli integratori alimentari di soia potrebbero non esserlo. Le pillole di soia e polveri arricchite con isoflavoni non dovrebbero essere usate. Se sei una donna preoccupata per la salute del seno e ti piace la soia, attieniti a cibi sani e integrali con prodotti della soia, come tofu, tempeh, latte di soia ed edamame. L'occasionale barretta proteica di soia o uno spuntino vanno bene, ma come con tutti gli alimenti vegetali, meno elaborati dono meglio è".
Aggiornamento 9/11/2019
Gli alimenti salubri sono solitamente anche a basso impatto ambientale. L'eccezione è rappresentata dal pesce, che è sano ma è ha forte impatto dal punto di vista ambientale
Aggiornamento 11/11/2019
"La relazione tra dieta e artrite reumatoide (AR) è complessa e gli alimenti che scatenano reazioni nei pazienti sono individualizzati e pertanto possono essere difficili da rilevare", e "sebbene alcuni degli alimenti scatenanti nei pazienti con AR siano individualizzati, una dieta vegana composta da frutta, cereali integrali, legumi e verdure, può migliorare i sintomi eliminando molti alimenti scatenanti comuni. L'eliminazione di ulteriori fattori scatenanti alimentari può essere necessaria a seconda delle sensibilità individuali ai cibi".

Aggiornamento 21/11/2019
Le diete vegan si confermano quelle più sostenibili dal punto di vista ambientale, soprattutto con l'utilizzo di prodotti locali. Al crescere delle proteine animali aumenta l'impatto ambientale, che è comunque accettabile in caso di uso limitato. L'allevamento utilizza complessivamente il 70% dei terreni agricoli e un terzo di quelli arabili.
Aggiornamento 29/11/2019
In uno studio tedesco, una dieta veg può assicurare corretti introiti nei bambini, se fatta correttamente, sia dal punto di vista energetico che di macronutrienti, e la crescita è simile a quella dei bambini onnivori. Alcuni bambini sono stati classificati come denutriti, ricalcando l'importanza di seguirla sotto la guida di persone esperte.
Aggiornamento 29/12/2019
Le diete plant-based sono adeguate nella prevenzione e nel trattamento dell'insufficienza renale. Le preoccupazioni legate all'eccesso di potassio e alla carenza di proteine appaiono non supportate scientificamente
Aggiornamento 13/1/2020
Le diete lowfat possono essere associate a minore testosterone
Aggiornamento 29/1/2020
Il contenuto di calcio negli alimenti vegetali
Aggiornamento 1/2/2020
In uno studio sulla popolazione giapponese, i prodotti fermentati della soia (miso e natto) riducono la mortalità, mentre quelli non fermentati hanno effetto neutro.
Aggiornamento 10/2/2020
La dieta plant-based può essere un approccio utile nella fibrillazione atriale
Aggiornamento 23/2/2020
Secondo una metanalisi degli studi prospettici, fatta su oltre 7 mila persone seguite per 13 anni, un più alto intake proteico aumenta la mortalità da tutte le cause, in particolare cardiovascolare. Se però aumentano le proteine di origine vegetale, essa su riduce. Queste conclusioni supportano le attuali linee guida secondo cui dovremmo aumentare gli alimenti vegetali e ridurre quelli di origine animale.
Aggiornamento 19/3/2020

Lo studio dell'interazione tra dieta e disordini autoimmuni è stato recentemente soprannominato "immunodietetica". I componenti del cibo e i loro effetti sul microbioma intestinale sono tra i principali corresponsabili della malattia autoimmune, ma sono spesso trascurati. La perdita del meccanismo di tolleranza orale può indurre il sistema immunitario a reagire al cibo che il corpo usa per vivere. Molti alimenti condividono le sequenze con alcuni tessuti umani; questo "mimetismo molecolare" può indurre o esacerbare malattie autoimmuni. Latte, grano, acquaporine vegetali, legumi, proteine ​​ricche di glicina (carni bianche e rosse, cereali, soia, gelatina ecc), glucani, pectine, tropomiosina del gambero, Saccharomyces cerevisiae (lievito) e carne di maiale sono alcuni esempi di alimenti che condividono una significativa omologia con diverse proteine ​​dei tessuti umani. Le lectine e le agglutinine sono proteine che legano i carboidrati di membrana, e sono presenti in microrganismi, piante e animali, sono resistenti alla digestione. "Le lectine non digerite che riescono a penetrare le barriere digestive possono avere effetti devastanti sul corpo, tra cui problemi digestivi, carenze nutrizionali, danni intestinali e intestino permeabile, una porta verso l'autoimmunità. La lectina iniettata nei topi induce il legame della lectina con le IgG, seguita dall'aggregazione delle IgG e dalla formazione di IgM anti-IgG o fattore reumatoide (RF), inducendo così l'artrite reumatoide." Altre malattie autoimmuni hanno probabilmente altri fattori alla base. "Inoltre, le lectine possono legarsi all'endometrio umano, agli spermatozoi e agli ovuli, provocando una reazione autoimmune che potrebbe causare infertilità negli uomini o nelle donne". "Alcuni alimenti possono aiutare a mantenere la tolleranza orale e un sistema digestivo sano, mentre gli alimenti dannosi possono favorire la crescita di batteri dannosi e portare al rilascio di tossine batteriche, indebolendo le barriere intestinali. Inducendo la permeabilità intestinale, i batteri o i loro antigeni possono entrare nella circolazione, dove la reazione immunitaria contro di loro provoca la produzione di anticorpi. Poiché il tessuto umano è imitato da così tanti antigeni batterici intestinali, gli anticorpi e le cellule T che reagiscono contro gli antigeni batterici possono attaccare le proteine ​​che imitano i batteri presenti nel tessuto umano e quindi innescare una risposta autoimmune. Evitare alimenti che contengono epitopi autoimmuni o componenti che inducono modificazioni post-traduzionali delle proteine ​​alimentari o che hanno la capacità di modificare selettivamente il microbiota intestinale, potrebbe migliorare i sintomi nei pazienti con la corrispondente malattia autoimmune". Come si può leggere quasi qualsiasi categoria di cibo è potenzialmente immunogena quindi solo una dieta tagliata su misura può agire correttamente.
Aggiornamento 13/5/2020

Nel modello animale, il digiuno insieme alla vitamina C a dosi farmacologiche, ritarda la progressione del tumore con mutazione KRAS, e in alcuni casi lo fa regredire, eventualmente in aggiunta alla chemioterapia. Lo studio è stato compiuto dall'equipe del Prof. Valter Longo. "I ricercatori hanno affermato che mentre il digiuno rimane un'opzione interessante per i malati di cancro, un'opzione più sicura e più fattibile è una dieta a basso contenuto calorico a base vegetale che induce le cellule a rispondere come se il corpo stesse digiunando. I loro risultati suggeriscono che il trattamento a bassa tossicità della dieta che mima il digiuno più la vitamina C ha il potenziale per sostituire i trattamenti più tossici".
Aggiornamento 1/6/2020
I probiotici possono migliorare l'assorbimento di aminoacidi nelle diete vegan
Aggiornamento 16/6/2020

Le diete a prevalenza vegetale (plant-based) sono l'ideale nel caso di ridotta funzione renale.
"I vegetali sono l'unica fonte dietetica di fibra, che sposta il profilo del microbiota intestinale verso una maggiore produzione di composti antinfiammatori e una ridotta produzione di tossine uremiche. I grassi vegetali sono antiaterogeni e antinfiammatori, in particolare l'olio d'oliva. Le diete a base vegetale hanno ridotto carico netto acido endogeno (PRAL), che potrebbe mitigare l'acidosi metabolica nei pazienti con insufficienza renale cronica e potenzialmente rallentare la progressione della malattia renale. Il fosforo vegetale è legato a fitati ed è meno biodisponibile del fosforo animale; di conseguenza, molti alimenti a base vegetale presentano un rapporto favorevole tra proteine ​​e fosforo (che il rene sofferente fatica a smaltire). La restrizione dei vegetali con alte quantità di potassio va effettuata solo in caso di iperkaliemia".
Negli studi animali il carico acido aumenta endotelina, angiotensina II e aldosterone, che accelerano il declino renale, mentre gli alcalinizzanti la rallentano. "Gli effetti di un maggiore apporto di fibre sul microbiota intestinale (ovvero aumento della generazione di acidi grassi a catena corta (SCFA, alcalinizzanti) e riduzione della generazione di tossine uremiche) contribuiscono a un ambiente alcalino". Anche nella popolazione generale un alto PRAL si associa a rischio di problemi renali e albuminuria. Quando si riduce la funzione renale "la capacità del rene di espellere e neutralizzare l'acido è significativamente e progressivamente ridotta; pertanto, l'acidosi metabolica è un segno distintivo dei pazienti con insufficienza renale cronica avanzata e in dialisi", che può portare a resistenza insulinica e sarcopenia. Gli alimenti vegetali invece contribuiscono a contrastarla perché "i principali anioni nelle diete a base vegetale sono citrato e malato, che vengono metabolizzati in bicarbonato e contribuiscono all'alcalinizzazione". Gli alimenti ricchi in ossalato invece sono acidificanti e da evitare anche per il rischio di calcoli. I vegetali contribuiscono anche alla proliferazione della flora saccarolitica, mentre le proteine animali portano alla produzione delle tossine uremiche come indossile solfato, acido 3 indolacetico, p-cresil solfato e trimetilammina N-ossido (TMAO), normalmente smaltite dal rene, che possono portare a affaticamento, anoressia, nausea, prurito, miopatia, neuropatia, sierosi ed encefalopatia.

Aggiornamento 9/9/2020
Mettere in ammollo la frutta oleosa non sembra ridurre la quantità di antinutrienti come i fitati né aumentare la disponibilità di minerali

Aggiornamento 13/9/2020

Come spiega la dott.ssa Baroni, gli allevamenti grassfed, essendo derivati da disboscamento, possono inquinare più di quelli convenzionali

Aggiornamento 14/9/2020

Il dibattito tra onnivori e vegan visto da Leroy e Barnard, ciascuno con le sue motivazioni