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sabato 24 dicembre 2016

Mi torna tutto su


Il reflusso gastroesofageo (GERD), la risalita dei succhi gastrici lungo l'esofago, è un problema molto diffuso; a volte questo problema rimane silente, ossia non dà manifestazioni.
In realtà, se il contenuto ritorna velocemente nello stomaco e non si hanno problemi, può essere considerato un fenomeno fisiologico dopo un pasto abbondante.
La condizione può manifestarsi anche con dolore retrosternale, facendo pensare a sintomi cardiologici che in realtà sono solo riflessi.


https://www.facebook.com/somersault1824/photos/a.172490939524242.30064.170817006358302/1001038206669507/?type=3&theater


In generale è dovuto al rilassamento o mancata contrazione dello sfintere esofageo (l'ingresso dello stomaco) che così permette la risalita dei succhi gastrici acidi verso la bocca.

Uso dei farmaci

Il trattamento prevede l'uso di vari farmaci il cui compito è inibire la secrezione acida gastrica. Questi, come tutti i farmaci, devono essere usati in maniera adeguata e hanno pro e contro.
L'ambiente acido nello stomaco è assolutamente necessario per le sue corrette funzioni. Infatti sopprimendolo per un tempo lungo ci si espone a conseguenze piuttosto gravi.
Una assolutamente nefasta è l'alterazione del microbiota, non solo nell'intestino ma in quasi tutto il tubo digerente. Nell'esofago incrementano i gram negativi fortemente infiammatori, nello stomaco l'Helicobacter pylori sguazza, prolifera e risale nell'esofago, nell'intestino aumenta il rischio di infezione da C. difficile e si crea SIBO, ossia la crescita di specie batteriche normalmente poco presenti, così aumentando il rischio malattie intestinali e deficit nutrizionali.
Si riduce infatti drasticamente l'assorbimento di ferromagnesio, zincorame e vitamina B12, andando incontro a carenze.
Anche il rischio di candidosi aumenta, così come quello di celiachia e di fratture. Aumentano i Firmicutes e si riducono i Bacteroidetes, variazioni spesso associate con aumento di peso.

Aumenta il rischio di allergie e intolleranze alimentari: questo è dovuto al fatto che l'acidità gastrica è fondamentale per la digestione delle proteine, che rimanendo intatte per più tempo sono molto più antigeniche.

Insomma i farmaci sono ottimi nella situazione acuta ma deleteri nel lungo periodo: accelerano l'invecchiamento cellulare, incrementano il rischio di  demenzaproblemi renali tra cui insufficienza e calcoli. In generale aumentano la mortalità e possono essere fonti di alluminio, un minerale tossicoQualcuno ha parlato anche di iperplasie e tumori intestinali, ma rimane incertezza su questo aspetto. Quello che è sicuro è che si tratta di un trattamento unicamente sintomatico, ossia toglie il sintomo in modo da togliere il disturbo, ma non risolve la causa di reflusso.

Secondo la Cleveland Clinic, gli antiacidi alzano anche il rischio di neuropatia, depressione e amnesia.


Le vere cause del reflusso

In realtà l'ipersecrezione gastrica, ossia un'esagerata produzione di succhi acidi, spesso non è la causa principale del reflusso, ma lo sono l'ernia iatale (spostamento di una porzione dello stomaco dalla sede fisiologica), con la formazione di una "tasca acida", il sovrappeso, il rallentamento della motilità gastrica, la sensibilizzazione a stimoli che alzano la risposta infiammatoria, come la pepsina e la bile o l'acido stesso.

Ma a volte può essere il contrario: l'infezione da H. pylori causa una riduzione della secrezione gastrica e della contrazione muscolare. Questa è la strategia usata dal batterio per stare in un ambiente più favorevole: l'atrofizzazione della mucosa gastrica. Solo che il (poco) acido prodotto non rimane nello stomaco, dove dovrebbe fisiologicamente trovarsi, ma risale a causa dell'ernia iatale o della poca efficacia dello sfintere.
Non occorre quindi un genio per capire che riducendo  ulteriormente la secrezione acida (coi farmaci) la situazione può solo perpetuarsi e peggiorare, visto che HP continua a soggiornareNon si può curare un'anormalità creandone un'altra.

http://bmb.oxfordjournals.org/content/54/1/121.full.pdf

Si stabilisce così un circolo vizioso, e la soluzione quindi non è ridurre l'acidità, ma aumentarla! Ad esempio con betaina HCl. Vale la pena segnalare anche l'articolo di un collega sull'argomento.

H. pylori (HP) può determinare autoimmunità, anche tiroidea, attraverso il meccanismo di mimetismo molecolare. La sua eradicazione potrebbe anche favorire l'aumento di peso perché aumenta la grelina rilasciata dallo stomaco, un ormone oressizzante e rallentatore del metabolismo, e la deplezione di selenio dall'organismo.


In altri casi invece non si tratta di HP o ernia, ma, in particolare quando è poco responsiva agli inibitori di pompa, di esofagite eosinofila legata ad allergie alimentari ritardate (Th2 mediate), mediate da IGG4 con meccanismo infiammatorio, che rispondono per questo ad una dieta di esclusione o rotazione di un allergene.


https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26799684



Quali sono gli alimenti attivatori (trigger) dell'esofagite? Qualsiasi alimento può provocarlo, ma i più comuni sono grano, latticini, frutta secca (anche per il nichel), soia, uova e pesce.


http://www.nature.com/nrgastro/journal/vaop/ncurrent/full/nrgastro.2016.187.html



Per casistica personale, a dare più problemi sono nichel, alimenti lievitati e frumento.

Un altro modo per approcciare il problema è una dieta simil-chetogenica, con pochi carboidrati.
In uno studio pilota su 144 obesi la dieta low carb ha ridotto il reflusso: questo fa comunque pensare ad una componente allergizzante da parte di alimenti glucidici come grano e derivati (glutine) che vengono ovviamente eliminati in un regime low carb. Anche altri esperimenti simili hanno dato lo stesso risultato.

Altri consigli dal dott. Hyman sono evitare caffeina, spezie e alcolici, non mangiare 3 ore prima di andare a dormire, prendere 5 ampi respiri prima dei pasti, probiotici con lattobacilli acidofili, magnesio, enzimi digestivi. Tutto questo aiuta a ripristinare il giusto riflesso gastrico.



Aggiornamento 15/1/2017

L'eradicazione del'HP con l'alimentazione.

Aggiornamento 22/1/2017

I consigli casalinghi da parte di Authoritynutrition.com
Le diete con soluzioni empiriche (ricerca dell'allergene con esclusione, in particolare di glutine e latte), stanno dando risultati incoraggianti nella terapia dell'esofagite. Si conferma inoltre che i test IgG4 possono essere utili in questo caso.



Aggiornamento 26/1/2017

Segnalo un interessante articolo sull'argomento del collega Marco Mereu

Aggiornamento 31/1/2017

Il prof Piccini spiega il collegamento tra osteoporosi, inibitori di pompa e microbiota.

Aggiornamento 24/2/2017

Sempre più prove sul collegamento tra inibitori di pompa e problemi renali.



Aggiornamento 28/2/2017

Alcuni consigli dalla Cleveland Clinic

Aggiornamento 6/3/2017

L'uso a lungo termine di farmaci inibitori di pompa ("antiacidi") può aumentare il rischio di tumore pancreatico

Aggiornamento 18/3/2017

La SIBO, un'alterazione della distribuzione dei batteri nell'intestino (sovracrescita nel primo tratto), è stimata essere presente nel 15% circa degli adulti apparentemente sani, soprattutto a causa di uso errato di antibiotici e inibitori di pompa. Tra le sue conseguenze, carenze di vitamine B12, A, D, E, con tutti i loro effetti: anemia, osteoporosi, minore visione notturna, neuropatia.

Un medico consiglia, a proposito degli inibitori di pompa, di provare a ridurli e eventualmente evitarli, cercare i cibi "triggers" (attivatori), preferire gli antistaminici. Tutto questo dopo l'ennesima conferma dell'associazione tra malattie renali e antiacidi.



Aggiornamento 24/3/2017

I danni delle pillole contro il reflusso e la gestione della dieta (e come personalizzarla) secondo il dott. Aviv.

Aggiornamento 14/4/2017

I consigli per l'ipocloridria e altri disturbi intestinali da Kara Fitzgerald.



Aggiornamento 16/4/2017

Il dott. Kresser consiglia la paleo per il reflusso.



Aggiornamento 24/4/2017

Le linee guida sull'uso a lungo termine degli inibitori di pompa tendono a minimizzare i loro effetti collaterali. 😥

Gli antiacidi aumentano il rischio di recidive di C. difficile del 50%

Aggiornamento 7/5/2017

Le nuove linee guida italiane sull'esofagite eosinofila, spesso causa di reflusso gastroesofageo e suoi sintomi (disfagia, tosse, dolore toracico ecc) prevedono 8 settimane di inibitori di pompa seguiti da dose di mantenimento per un anno, che può causare anche molti danni (candidosi o altre alterazioni microbiche nel tratto gastrointestinale).
In alternativa è possibile, secondo le linee guida, una dieta di esclusione (o anche rotazione) con eliminazione dei cibi scatenanti (latte e farinacei sono responsabili in almeno metà dei casi, ma spesso anche soia, pesce e uova).



Aggiornamento 31/5/2017


Finalmente, da parte dei medici canadesi, arrivano delle linee guida che mettono dei paletti all'uso spropositato degli inibitori di pompa: aumentano il rischio, soprattutto nei  più anziani, di fratture, ipovitaminosi B12, infezioni da C. difficile e polmonite, ipomagnesemia.
Vanno usati con criterio e non a caso.
Anche gli americani mettono in guardia dall'abuso

Alcuni suggerimenti dal dott Speciani sul reflusso


Aggiornamento 7/6/2017

Gli inibitori di pompa si confermano aumentare il rischio di ricorrenza di C. difficile

L'uso di antiacidi nei bambini aumenta il rischio di fratture

Aggiornamento 29/6/2017

I livelli più bassi di vitamina D durante l'inverno influenzano negativamente il microbiota, riducendo la produzione di alcune vitamine del gruppo B, tra cui il pantotenato.
La carenza di queste vitamine può determinare diversi problemi, soprattutto infiammatori: artropatie, aterosclerosi, malattie autoimmuni, riduzione di acetilcolina (tono vagale ridotto e aumento di peso, ipertensione, tachicardia, reflusso, aritmie, motilità intestinale alterata), insonnia, alterazioni ormonali.


Aggiornamento 14/9/2017

Una dieta mediterranea (quasi plant based) abbinata ad acqua alcalina è efficace almeno quanto i farmaci nella cura del reflusso

Troppo poco acido nello stomaco (poche vitamine, zinco, uso prolungato di antiacidi) aumentano il rischio di SIBO (probabile causa di dispepsia funzionale, ossia generico malfunzionamento del tratto gastrointestinale) e malattie autoimmuni

L'uso di antiacidi è collegato con un moderato rischio di SIBO

Gli alimenti che aiutano a guarire le ulcere gastriche

I probiotici sono importanti per supportare l'eradicazione dell'H. pylori.

Aggiornamento 10/10/2017

Ottimo articolo su SIBO e trattamento: può causare carenze nutrizionali, problemi digestivi (intestino irritabile ecc), fibromialgia ecc. La causa può essere un problema nella muscolatura intestinale, che non riesce a far "avanzare" i batteri.
Si tratta con antibiotici e probiotici, erbe, dieta FODMAP ed elementare.

Aggiornamento 12/10/2017

Alcuni rimedi casalinghi contro il reflusso, secondo Harvard: camomilla, zenzero  e liquirizia. Ovviamente l'efficacia è soggettiva.

Brutte notizie per i bambini che usano antiacidi

Aggiornamento 20/10/2017

Ogni giorno arriva una cattiva notizia sugli antiacidi. Quella di oggi è che stimolano la crescita di un particolare batterio nell'intestino, e questo potrebbe essere legato alla steatosi epatica


Aggiornamento 21/10/2017

Risolvere la SIBO aiuta a guarire dalla steatosi epatica

Ottimo articolo su intestino permeabile e come curarlo: "I fattori che influenzano la funzione di barriera intestinale includono batteri patogeni quali E. coli enteropatogeni, dieta ad alto contenuto di grassi, lipopolisaccaridi (LPS), farmaci come farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) e inibitori della pompa protonica (PPIs) come vari allergeni alimentari e gliadina del glutine".

Aggiornamento 25/10/2017

Sempre più legami tra SIBO e fegato, anche nei bambini. 
La SIBO ben spiegata da un articolo: bisogna trovare un punto di mediazione tra sensibilità alimentari e sufficienza di nutrienti

Aggiornamento 1/11/2017

Il tumore gastrico si associa spesso ad un particolare microbiota dello stomaco

Chi usa inibitori di pompa per lungo tempo ha un rischio doppio di tumore allo stomaco. Alcuni ricercatori hanno sviluppato delle linee guida per la riduzione nel tempo del loro uso dopo la prescrizione originale.

Uno studio retrospettivo effettuato su persone che hanno effettuato test citotossico (un test non validato) ha evidenziato che i principali cibi che determinano GERD sono latte, lievito di birra, lattuga, tonno, maiale, riso, asparagi e uova.


Aggiornamento 21/11/2017

Come già detto l'esofagite eosinofila è spesso causa di reflusso. Una nuova revisione dei dati pubblicata evidenzia il probabile coinvolgimento del microbiota, e l'uso, in alternativa ai farmaci, di diete di esclusione temporanea dei cibi allergenici (latte, grano ecc). A volte non funzionano queste diete perché vi è anche un probabile problema di sensibilità alimentari non Ig-E.

Aggiornamento 1/12/2017

Come risolvere il reflusso (e i problemi che comporta, come scarso assorbimento dei minerali e vitamine, SIBO ecc) con la betaina HCl.

Varie conseguenze negative dell'uso cronico degli antiacidi

Aggiornamento 10/12/2017

Numerosi farmaci, oltre agli antibiotici, hanno un notevole impatto sull'architettura generale del microbioma intestinale: PPI (antiacidi), metformina, FANS, oppioidi e antipsicotici sono associati ad aumenti nei membri della classe Gammaproteobacteria (inclusi Enterobacter, Escherichia, Klebsiella e Citrobacter), o membri della famiglia Enterococcaceae, che sono spesso patogeni isolati da infezioni del sangue di malati.

Anche il trattamento con antipsicotici, di solito associato ad un aumento dell'indice di massa corporea, è caratterizzato da una diminuzione del rapporto tra  Bacteroidetes e Firmicutes nel microbioma intestinale, simile alle tendenze osservate nei pazienti obesi.


Aggiornamento 24/12/2017

Il reflusso nella popolazione anziana sembra un campanello d'allarme per il tumore esofageo.
I ragazzi sovrappeso hanno rischio doppio di sviluppare questo tumore.


Aggiornamento 26/1/2018


L'uso di antiacidi in gravidanza sembra aumentare il rischio di asma nella prole

Aggiornamento 8/4/2018

L'utilizzo di antibiotici e antiacidi nei primi 6 mesi di vita aumenta il rischio di allergie. I ricercatori concludono che questi farmaci "dovrebbero essere usati durante l'infanzia solo in situazioni di evidente beneficio clinico"


Aggiornamento 20/4/2018

Soffri di un'anemia che non si riesce a spiegare? Può dipendere dalla scarsa acidità gastrica, spesso dovuta all'abuso di farmaci


Aggiornamento 25/4/2018

Gli inibitori di pompa aumentano il rischio di polmonite negli anziani.


Aggiornamento 11/5/2018

Reflusso gastroesofageo (GERD)? prova con una dieta lowcarb

"Contrariamente alla convinzione sostenuta da lungo tempo che l'assunzione di grassi promuova i sintomi di GERD, i dati rappresentativi a livello nazionale non mostrano una forte associazione tra grassi alimentari e la malattia. Pertanto, il presente studio fornisce dati che contribuiscono alla comprensione di un ruolo dei carboidrati semplici nella patofisiologia del GERD. Abbiamo scoperto che i carboidrati semplici, in particolare il saccarosio, contribuiscono al GERD nelle donne obese e che la probabilità di avere GERD è stata predetta dall'assunzione di carboidrati semplici (zuccheri totali). "ù

Aggiornamento 12/5/2018


Gli inibitori di pompa protonica, farmaci usati per controllare i sintomi del reflusso, potrebbero avere un ruolo nella cura del cancro, inibendo la fuoriuscita degli ioni H+ e così modificando il pH intra ed extracellulare


Aggiornamento 13/5/2018

Un post da Buongiorno Nutrizione

➡️Un gruppo di ricercatori di Napoli ha condotto uno studio su pazienti con diagnosi di gastrite e sintomi da reflusso. È stata somministrata per 15 giorni una dieta povera di carboidrati (semplici e complessi) in aggiunta al succo di limone (due spremute al giorno). 
I pazienti hanno riportato un netto beneficio sui sintomi, di maggiore entità rispetto a quanto riportato durante la dieta mediterranea + consigli dietetici e comportamentali che solitamente vengono forniti in caso di gastrite e reflusso (mangiare piano, non fumare, evitare alimenti acidi, etc).
Il beneficio sembrerebbe essere legato proprio al limone (alimento acido) la cui assunzione determinerebbe per feedback una riduzione dell'acido cloridrico prodotto dallo stomaco e responsabile dei sintomi!

Aggiornamento 22/5/2018

In uno studio 42 fibromialgici su 42 hanno sovracrescita di batteri intestinale (SIBO)
scrive Andrea Luchi​ : "La disbiosi e il conseguente malfunzionamento del sistema immunitario spiegano la cascata infiammatoria presente nei fibromialgici".

Attenzione quindi alle integrazioni di probiotici fatte a caso



Aggiornamento 28/5/2018

L'esofagite eosinofila si lega all'alterata espressione di filaggrina e a permeabilità intestinale

Aggiornamento 13/6/2018

Le 8 ragioni di Chris Kresser per evitare gli inibitori di pompa

Aggiornamento 29/6/2018

Il legame tra stress e sibo: alterando la motilità intestinale e i microbi 

Aggiornamento 9/7/2018

La SIBO aumenta il rischio di aterosclerosi riducendo la disponibilità di vitamina K2

Aggiornamento 28/8/2018

Dare probiotici in persone con SIBO o intestino corto può portare a confusione mentale e gonfiore intestinale.
Questo è dovuto all'eccesso di lattobacilli che rilasciano acido lattico, facendolo accumulare nel sangue in quantità 3 volte superiore al normale, portando anche ad acidosi metabolica.
La condizione si normalizza con antibiotici e interrompendo i probiotici.


Aggiornamento 5/9/2018

H. pylori è noto per produrre ureasi, un enzima che rilascia ammoniaca che a sua volta crea i danni (pH non fisiologico (alto), danno alle mucose, protezione del batterio, e in ultimo manifestazione del reflusso). Questo enzima contiene nichel, e questo potrebbe spiegare perché la sensibilità al metallo spesso è presente in caso di GERD.
Impedire la produzione dell'enzima può essere una via valida per eliminare il batterio

Aggiornamento 25/9/2018

Una review conferma i legami tra esofagite eosinofila, che può essere confusa con reflusso, e alimenti "trigger" (attivatori)

Aggiornamento 4/10/2018

Gli inibitori di pompa aumentano il rischio di fratture tra i dializzati. Questo non succede con gli inibitori H2 (antistaminici)

Aggiornamento 13/10/2018

Interessante articolo di una collega, dott.ssa Apice

Aggiornamento 14/10/2018

Continuano le cattive notizie sull'uso degli antiacidi.
I bambini che hanno disfagia rischiano di avere rigurgito nell'apparato respiratorio, così vengono trattati con gli inibitori di pompa (PPI). Ma lo studio evidenzia che questa prescrizione aumenta il rischio di ospedalizzazione seguente.
La soppressione della secrezione acida inoltre causa alterazioni nel microbioma gastrico, orofaringeo e polmonare e i pazienti trattati con PPI sono ad aumentato rischio di polmonite, infezioni del tratto respiratorio superiore, infezioni gastrointestinali e persino sepsi. Nonostante le prove storiche e più recenti a sostegno della miriade di rischi dell'uso dei PPI nei bambini e dell'orientamento delle organizzazioni professionali sul fatto che questi farmaci debbano essere  usati con cautela, essi continuano ad essere prescritti frequentemente

Aggiornamento 4/11/2018

Quando vi dicono che i nostri enzimi digeriscono qualsiasi proteina, ci si riferisce alle condizioni ottimali. Alterazione del pH gastrico (uso di antiacidi), scarsa pepsina (enzima gastrico) e altri fattori riducono la digeribilità e facilitano l'insorgenza di allergie

Aggiornamento 14/11/2018

Le proteine del latte vaccino si confermano tra le peggiori per l'esofagite eosinofila, una delle principali cause di reflusso, assieme a soia, legumi, glutine

Aggiornamento 3/12/2018

L'esofagite eosinofila è una causa sottovalutata di reflusso gastroesofageo, ed è dovuta spesso alla sensibilizzazione per alimenti o allergeni dell'aria.
Questo studio identifica anche la candida come frequente causa di esofagite

Aggiornamento 8/12/2018

In caso di allergia, immediata (Ig-E) o ritardata  (non Ig-E) alle proteine del latte nel bambino, anche la mamma che allatta deve escludere il latte, perché alcune proteine non digerite passano direttamente al latte materno. Si raccomanda integrazione con vitamina D e calcio, possibilmente seguiti da una persona esperta.
I sintomi/segni possono essere cutanei (eczema, prurito, eritema), respiratori (rinite) o gastrointestinali (reflusso, diarrea, rifiuto del cibo, disconfort intestinale, rossore perianale).

In caso di non presenza di allergie la varietà della dieta della mamma è importante per prevenirle.

Aggiornamento 28/12/2018

Nuove tristi notizie sull'uso a lungo termine degli inibitori di pompa (antiacidi).

Il rischio di tumore allo stomaco aumenta di 2,5 volte, e quello di infezioni batteriche in persone con ascite e cirrosi di 1,5 volte.

Aggiornamento 29/1/2019
Gli inibitori della tirosin-kinasi sono farmaci utilizzati in chemioterapia. Questi farmaci hanno interazioni con gli inibitori di pompa (antiacidi) e associando le terapie si riduce la loro efficacia e aumenta la mortalità

Aggiornamento 14/2/2019

La SIBO è 9 volte più frequente nelle persone con IBD (colite ulcerosa e Crohn)

Aggiornamento 15/2/2019

Parto cesareo, uso di antibiotici e antiacidi nei primi 2 anni di vita aumentano il rischio di sovrappeso del 25%, alterando il microbiota. L'uso di questi farmaci dovrebbe essere ben ponderato dai medici

Aggiornamento 19/2/2019

Gli inibitori di pompa sono associati a maggior rischio di danno renale, alterazione degli elettroliti e calcoli renali

Aggiornamento 29/3/2019

L'uso di antiacidi è associato ad un aumentato rischio di danno renale acuto e cronico. "Questa relazione potrebbe avere un impatto considerevole sulla salute pubblica; pertanto, l'educazione sanitaria e le iniziative di deprescrizione saranno necessarie per aumentare la consapevolezza di questo danno e ridurre le spese sanitarie

Aggiornamento 14/4/2019

Le persone con tumore esofageo e perdita di massa magra (sarcopenia e successivamente cachessia) dovrebbero assumere supplementi orali con alte dosi di HMB e EPA. Il primo supporta la massa magra, il secondo riduce l'infiammazione e lo stato di ipercatabolismo.

Aggiornamento 19/4/2019

Farmaci come gli antipertensivi e gli inibitori di pompa sono associati con aumento di peso.

Aggiornamento 22/4/2018

Tra le persone con schizofrenia, circa un terzo ha anticorpi IgG antigliadina (contro il glutine, ma diversi da quelli legati alla celiachia). In questo sottogruppo togliere il glutine sembra associato a miglioramento dei sintomi negativi (anedonia, insensibilità, alogia e apatia) ma non della depressione.
I pazienti nel gruppo gluten-free hanno riportato anche meno dolore addominale, diarrea, stitichezza, reflusso e indigestione.
Aggiornamento 1/5/2018

In alcuni casi il reflusso o i disordini dell'esofago sono legati all'esofagite eosinofila, che risponde al trattamento dietetico. In questo caso una paziente allergica al nichel ha eliminato e reintrodotto lentamente il metallo e ha potuto risolvere i problemi gastroesofagei.

Aggiornamento 8/6/2018

Continuano le brutte notizie per gli utilizzatori di antiacidi (PPI).
La mortalità aumenta per cause cardiovascolari, renali e tumore dello stomaco. Vi ricordo che nella maggior parte dei casi si può risolvere con la nutrizione funzionale.
Lo studio conclude con "I risultati mostrano un consistente aumento di mortalità specifica anche tra i pazienti senza indicazioni gastrointestinali documentate per i farmaci antiacidi, una scoperta allarmante che potrebbe aiutare a guidare la progettazione e l'implementazione di programmi di deprescrizione per ridurre il numero di prescrizioni di PPI non necessarie o non indicate. Le prove da tutti gli studi disponibili suggeriscono che l'uso a lungo termine di PPI è associato a eventi avversi gravi, incluso un aumento del rischio di mortalità per tutte le cause, e i nostri risultati suggeriscono specificamente un aumento della mortalità a causa di malattie cardiovascolari, renali croniche e cancro del tratto superiore gastrointestinale. A causa dell'elevata prevalenza dell'uso dei PPI, i risultati hanno implicazioni per la salute pubblica e sottolineano l'importante messaggio che i PPI dovrebbero essere usati solo quando indicato dal punto di vista medico e per la durata minima necessaria".
Aggiornamento 28/6/2018

Se avete una qualsiasi condizione di salute da cui non uscite, in particolare problemi intestinali (ma anche autoimmunità, malattie cardiovascolari ecc), vale la pena verificare la presenza di SIBO, una condizione in cui si ha un eccesso di batteri nel primo tratto intestinale e questo influenza negativamente tutto l'organismo. Spesso la malattia parte da un'alterata motilità intestinale che può dipendere da ipotiroidismo, uso di farmaci ecc.


Aggiornamento 1/7/2019

Che legame esiste tra microbi intestinali e tiroide?
È probabile un contributo del microbiota nell'autoimmunità tiroidea.
A causa del mimetismo molecolare, specie normalmente ritenute benefiche come Lactobacilli e Bifidobatteri possono indurre anticorpi che determinano una reazione incrociata con la tireoperossidasi e la tireoglobulina (le proteine coinvolte nella tiroidite di Hashimoto, HT).
I pazienti con Basedow o HT producono anticorpi anti-gliadina, anti-transglutaminasi e anti-lievito (Saccharomyces cerevisiae). Gli studi sull'uomo hanno riportato una maggiore abbondanza di Prevotellaceae e Pasteurellaceae nei malati, mentre Enterobacteriaceae, Veillonellaceae e Rikenellaceae erano significativamente più bassi rispetto ai controlli sani. Rispetto ai controlli sani, negli ipertiroidei sono stati riportati una diminuzione di Bifidobacteria e Lactobacillaceae e un aumento di Enterococchi.
La supplementazione con Lactobacillus reuteri ha migliorato la funzionalità tiroidea nei topi aumentando la tiroxina libera (T4), la massa tiroidea e i parametri fisiologici come il peso e la struttura della pelle.
Il microbiota inoltre influenza il metabolismo dei farmaci per la tiroide. L'efficacia della supplementazione orale di L-tiroxina attraverso il suo assorbimento nello stomaco, nel duodeno e nel digiuno da parte di diversi trasportatori può dipendere dalla misura in cui il microbiota degrada gli ormoni tiroidei tramite ossidazione. In caso di proliferazione batterica (SIBO) potrebbe essere necessario dare dosi più elevate di L-tiroxina. Nell'ipotiroidismo, dove il pH dello stomaco aumenta spesso e la motilità gastrica diminuisce, può verificarsi una riduzione della proteolisi nello stomaco e una crescita batterica eccessiva. Anche l'infezione da H. pylori può alterare il metabolismo della L-tiroxina.
Il microbiota influenza anche l'assorbimento dello iodio necessario per sintetizzare gli ormoni tiroidei.
I sali biliari influenzano il metabolismo tiroideo e il TSH, e vengono metabolizzati da diverse specie, soprattutto Clostridi.
Il selenio, un minerale importante per la tiroide, aumenta la quantità di Bacteroidetes e Bifidi. L'uso di probiotici può facilitare l'assestamento della terapia per ipotiroidismo, ma per ora non sono indicati come terapia, il loro uso rimane solo potenziale.
Aggiornamento 24/7/2019

La carenza subclinica di magnesio è il principale fattore responsabile di malattie cardiovascolari come aritmie, calcificazioni arteriose, aterosclerosi, insufficienza cardiaca, ipertensione e trombosi, ed è legata oltre che a scarsa introduzione anche a uso cronico di diuretici e antiacidi.

Aggiornamento 4/8/2019

Un probiotico misto migliora il reflusso in persone affette da sclerosi sistemica. Aumenta anche la diversità batterica, ma questo non ha influenzato nel breve periodo la malattia
Aggiornamento 3/9/2019

Un particolare ceppo di L. gasseri, classificato OLL2716 (o LG21), agisce nello stomaco e non nell'intestino, migliorando la dispepsia funzionale, la disbiosi gastrica e rimettendo al suo posto H. pylori (HP), responsabile spesso dei problemi gastrici come il reflusso. In particolare vengono ridotti i Proteobacteria (come E. coli e HP), alcuni dei quali rilasciano LPS, una componente infiammatoria presente oltre che nei problemi gastrici anche nel diabete, soprattutto in caso di permeabilità intestinale
Aggiornamento 17/10/2019

I lattobacilli supportano l'eradicazione di H. pylori con gli antibiotici, aumentandone l'efficacia. Lcasei e Lreuteri sembrano i più efficaci. La ricostruzione del microbiota riduce la possibilità di altre infezioni e di ricorrenza di H. pylori
Aggiornamento 18/10/2019

Un particolare batterio, B. breve, protegge dall'ulcera indotta dall'aspirina
Aggiornamento 24/10/2019
Quali sono i problemi associati con l'uso di antiacidi? atrofia gastrica, carenza di vitamina B12, malattie cardiovascolari, infezione da C. difficile, polmonite, demenza, tumore allo stomaco, osteoporosi, carenza di magnesio, danno renale acuto, nefrite interstiziale, insufficienza renale. Inoltre aumentano il rischio di morte per ogni causa e in particolare cardiovascolare, renale e da tumore gastrointestinale
Aggiornamento 1/11/2019
Le persone che assumono citalopram (antidepressivo SSRI) e omeprazolo (antiacido) hanno un incrementato rischio di morte improvvisa, probabilmente dovuto alla farmacocinetica e all'inibizione dei citocromi che smaltiscono i farmaci. Lo studio conclude che "i rischi di questi farmaci dovrebbero essere presi in considerazione nel processo decisionale clinico, tenendo conto del potenziale di benefici e danni correlati al trattamento in ciascun paziente".
L'obesità può essere un fattore predisponente per la SIBO.
Aggiornamento 7/11/2019
Il reflusso può essere una causa di asma
Le persone con esofagite eosinofila sembrano avere una carenza di clostridi e una riduzione di Firmcutes che aumentano il tono Th-2 (quello delle allergie)
Aggiornamento 23/11/2019
Info e trattamento della SIBO
Aggiornamento 28/11/2019
Dopo eradicazione di H. pylori mediante terapia, usare vitamine (betacarotene, C, E) e selenio riduce il rischio di tumore allo stomaco negli anni successivi
Assumere antiacidi aumenta dell'80% il rischio di contrarre gastroenterite acuta
Aggiornamento 9/12/2019
La candida in collaborazione con H. pylori è una possibile responsabile di problemi allo stomaco (dispepsia), soprattutto se si usano antiacidi che favoriscono la colonizzazione. Se avete problemi digestivi e non si capisce perché potete indagare su una possibile presenza di candida

Aggiornamento 29/12/2019
Nuove cattive notizie sugli antiacidi
Aggiornamento 8/1/2020

Quali sono i fattori ambientali che aumentano il rischio di allergie alimentari?
"Si è ipotizzato che cambiamenti nella produzione, lavorazione e confezionamento degli alimenti (ad esempio l'uso di pesticidiantibioticiormoniconservanti, denaturazione con calore, detergenti e sostanze chimiche) siano collegati alle malattie allergiche direttamente o indirettamente". Nei topi il BPA (plastiche) altera il sistema immunitario (riduzione Treg) e la tolleranza agli alimenti.
"Le proteine ​​glicate (AGEs), che si trovano in molti alimenti, in particolare dopo un riscaldamento molto elevato, come la cottura a microonde, la frittura e il barbecue, possono promuovere le risposte allergiche". Anche "l'esposizione a determinati farmaci durante l'infanzia, in particolare gli antagonisti del recettore H2 e gli antiacidi, aumenta il rischio di anafilassi alimentare ed esofagite eosinofila (EoE)".
Introdurre cibi troppo tardi (arachidi dopo un anno) aumenta il rischio di allergia. Carenza di vitamina D o un suo eccesso aumentano il rischio.
La dieta corretta riduce il rischio probabilmente modulando il microbiota.
Gli anticorpi IGG4 sono protettivi per le allergie classiche ma aumentano il rischio in EoE.

Prebiotici e probiotici saranno probabilmente utili in futuro. La presenza di permeabilità intestinale è un meccanismo importante perché aumenta il contatto con gli antigeni. 
Aggiornamento 18/1/2020

Gli antiacidi possono dare problemi cognitivi (memoria, concentrazione e in generale qualità della vita) alle donne in cura per tumore al seno
Aggiornamento 21/1/2020
Chissà quando smetteremo di leggere cattive notizie sugli inibitori di pompa (antiacidi, PPI). Se la natura ci ha predisposto con l'acidità gastrica un motivo ci sarà, per esempio è necessaria, tra le tante cose, per l'assorbimento del magnesio (e del ferro, e della vitamina B12). Le persone con malattie croniche, come la cachessia (scarsa muscolatura) o altre patologie a base infiammatoria hanno spesso carenza di magnesio, che riduce la funzione muscolare, e l'uso di PPI peggiora la situazione. Come detto pochi giorni fa il magnesio è necessario per attivare la vitamina D, e la carenza di questa vitamina crea ulteriore perdita di muscolo. Inoltre vengono selezionati dei batteri infiammatori e che favoriscono l'accumulo di grasso. Il tutto viene esacerbato in caso di sovrappeso e obesità sarcopenica. Vale proprio la pena di trovare un percorso alimentare che permetta la riduzione o l'abbandono di questi farmaci.

Aggiornamento 26/1/2020
Il probiotico L. reuteri può essere efficace quanto gli antibiotici per l'eradicazione di H. pylori. L'efficacia è confermata anche da alcune metanalisi, nei bambini e negli adulti.
Aggiornamento 10/2/2020
I vari tipi di ernia iatale
Aggiornamento 28/2/2020
L'uso di inibitori di pompa (antiacidi, PPI) aumenta il rischio di colonizzazione intestinale da parte di batteri multiresistenti agli antibiotici. "Poiché fino al 70% delle prescrizioni di PPI sembrano basarsi su indicazioni prive di chiari benefici e in considerazione del problema sempre crescente della resistenza antimicrobica, vediamo la possibilità di un'interazione favorevole tra controllo delle infezioni, gestione degli antibiotici e promozione di uso razionale dei PPI".
Aggiornamento 8/3/2020
Tra le patologie esofagee, quella che risponde meglio alla dieta è l'esofagite eosinofila, seguita dal reflusso
Aggiornamento 11/3/2020
Gli antiacidi si confermano aumentare il rischio di demenza, del 28% a 5 anni. Se si prendono in considerazione solo gli studi fatti in Europa il rischio sale al 46%. Questo succede probabilmente perché stimolano la deposizione di beta-amiloide (cambiando il pH cellulare) e riducono i livelli di B12, vitamina fondamentale per i nervi.
Aggiornamento 28/3/2020
La SIBO è spesso presente nelle persone con cirrosi e può essere gestita con probiotici e antibiotici.
Aggiornamento 6/4/2020

I bambini che assumono PPI hanno maggiore rischio di fratture, conferma uno studio