Cerca nel blog

giovedì 21 dicembre 2017

Attenzione al Natale!


Purtroppo il cardiologo non sempre ci avvisa, ma tra i fattori che aumentano la probabilità di un attacco cardiaco vi sono le feste natalizie.

Il fenomeno è così diffuso che un editoriale di "Circulation" lo chiama "fenomeno delle coronarie del buon Natale e dell'attacco cardiaco del felice anno nuovo".
I motivi sono molteplici: in primis le abbuffate, con tutto il loro contorno di sale, zucchero, alcolici ecc.





Gli eccessi calorici, sia di zuccheri che di proteine che di grassi, stimolano uno stato infiammatorio che determina stress. E in generale lo stress è un fattore promuovente le malattie cardiovascolari. Questo avviene soprattutto aumentando la aggregabilità delle piastrine  e l'aumento della pressione sanguigna.

Spesso diamo la colpa della pressione alta solamente al sale. In realtà si sta capendo che anche l'eccesso di zuccheri provoca infiammazione e stress ossidativo che determina riassorbimento di liquidi e ritenzione idrica alla base dell'ipertensione.








Altri fattori che si sommano (e predispongono) sono il fatto di essere in inverno, con la riduzione della luce e quindi della vitamina D, il freddo che aumenta la pressione e il caldo delle case che invece spinge a ridurre il consumo energetico del corpo. 

I giorni di festa in cui si mangia in maniera smodata sono stressanti per il cuore, ma anche per reni,  fegato, pancreas, ecc. In particolare aumenta il rischio di calcoli renali.

Altri inaspettati motivi di attacco di cuore sono forti emozioni (attraverso l'attivazione dell'amigdala, un centro di gestione delle emozioni che attiva l'infiammazione) e l'attività fisica troppo intensa (in persone con salute già precaria ovviamente).
Inoltre gli eventi climatici/catastrofici (bufere di neve, terremoti), la violenza, la fatica, il lunedì per la popolazione attiva, l'attività sessuale, il fumo di sigaretta e di marijuana, l'uso di cocaina e l'inquinamento atmosferico possono agire da fattori scatenanti.
Tra i fattori protettivi la gestione dello stress e meditazione trascendentale.

Un altro problema che si può verificare in questi giorni di festa è la scoperta di un'allergia alimentare, dovuta all'introduzione di cibi insoliti, o pseudoallergie dovute alla cattiva conservazione del pesce.

Visto che in questi giorni di festa  abbiamo a disposizione diverse portate, cerchiamo di fare diversi assaggi ma ridurre le quantità, senza privarci di nulla ma contemporaneamente evitando porzioni intere di ciascun piatto.




Il nostro organismo sarà contento di prendersi qualche giorno di vacanza dalla dieta ma allo stesso tempo possiamo evitare di prendere quel kg in più spesso difficile da perdere, soprattutto se non ci alziamo mai dal tavolo per fare una passeggiata.
https://www.facebook.com/nutrizionistasantarcangelo/photos/a.600052436782580.1073741829.591288730992284/1486256154828866/?type=3&theater

Aggiornamento 22/12/2017

Un interessante video su come comportarsi a Natale e nelle feste da parte di uno stimato collega
Aggiornamento 10/1/2018
Negli animali da esperimento bastano 3 giorni di alimentazione (come nelle feste natalizie...) priva di fibre per perdere il muco protettivo intestinale e spalancare le porte alle malattie infiammatorie


Aggiornamento 31/3/2018

Un pasto ipercalorico lipidico, come per esempio un milkshake fatto da gelato, latte intero e panna, attiva un rimodellamento dei globuli rossi che li predispone per favorire le malattie cardiache. In particolare cambia l'espressione dell'enzima mieloperossidasi, notoriamente legato alla riduzione di elasticità delle arterie e aumento dello stress ossidativo (che altera la funzione dei globuli rossi grazie alla generazione di ROS). Avviene anche l'attivazione delle vie infiammatorie nei globuli bianchi, che favorisce l'aterosclerosi. La risposta immunitaria è simile a quella di un'infezione (VES alta). Questo non succede con un pasto con simile quantità di calorie ma fatto solo da cereali (senza grassi). L'esperimento è stato fatto su maschi sani e attivi. Gli scienziati concludono che "questi risultati danno nuove informazioni sui meccanismi in base ai quali il consumo di pasti arricchiti in grassi può promuovere la destabilizzazione delle placche vulnerabili che portano a un infarto miocardico acuto".
Aggiornamento 7/4/2018
Uno "shock economico" (perdita finanziaria, licenziamento ecc) è associato nei 2 anni successivi ad aumento del rischio cardiovascolare e morte da tutte le cause.
Aggiornamento 21/8/2018

Le persone stressate hanno un alto tasso di malattie cardiovascolari, ipertensione, insufficienza cardiaca e morte improvvisa.
Questo è dovuto alle catecolamine (adrenalina e noradrenalina), gli ormoni/neurotrasmettitori dello stress. Ma il vero colpevole potrebbe essere l'aminocromo, un derivato della loro ossidazione, che determina stress ossidativo e così l'effetto tossico a livello del cuore.

Nel modello animale, N-acetilcisteina, vitamina E e antiossidanti riducono i livelli di aminocromo, le aritmie e lo stress ossidativo, e non presentano fibrillazione

Aggiornamento 13/12/2018

Spesso sentiamo dire che si ingrassa da Capodanno a Natale e non da Natale a Capodanno. In realtà le feste natalizie sono responsabili di una buona parte dell'aumento di peso annuale che hanno soprattutto le persone sedentarie. In questo studio si è dimostrato che suggerire la moderazione nel mangiare e nel bere, pesarsi, informare le persone sugli equivalenti calorici tra alcune attività fisiche e cibi e bevande, e fornire alcuni consigli per la gestione del peso ha scongiurato l'aumento di durante il periodo natalizio
Aggiornamento 21/12/2018

Le feste natalizie sono tra i killer delle persone a rischio cardiovascolare, tant'è che la società di Neurologia (SIN) ha emesso un comunicato ufficiale per invitare alla moderazione per prevenire gli ictus


https://www.facebook.com/IlDizionarioDiNonnaSeppina/photos/a.604172119647354/1689139271150628/?type=3&theater&ifg=1


I cardiologi americani temono così tanto il Natale che danno un elenco dei sintomi che suggeriscono di chiamare il 118. Gli attacchi cardiaci salgono del 37% in questi giorni.



Aggiornamento 24/12/2019

Mangiare dai suoceri durante le feste di Natale è associato con riduzione dei Ruminococcus, condizione nota per essere legata a stress psicologico e depressione. Con queste importanti notizie 😁😁 vi auguro buone feste 😋😋 ma senza esagerare 🤗🤗
Aggiornamento 12/2/2020

Il sale alza la pressione sanguigna perché stimola alcune cellule immunitarie che rispondono rilasciando ROS (specie reattive dell'ossigeno), che infiammano il rene e gli fanno trattenere più sodio

mercoledì 6 dicembre 2017

La scienza del glutine



Ritorniamo su un argomento, visto che è stato recentemente aggiornato.
Partì tutto da un titolo preoccupante uscito circa 2 anni fa: "Gli scienziati che avevano trovato le prove dell'esistenza della sensibilità al glutine hanno ora dimostrato che non esiste"

OMG, il glutine non è più responsabile di nulla, fa bene e tutti lo digeriscono, verrebbe da dire, e se stai male quando lo ingerisci sei un malato immaginario.
Sono in aumento le persone che non mangiano glutine e questo preoccupa non si sa chi, visto che non si conoscono malattie da carenza di glutine, e, se ben sostituito, se ne può fare a meno tranquillamente. Cosa che comunque è consigliabile solo in determinati casi.



http://www.mansharamani.com/articles/this-article-is-gluten-free/attachment/gluten-free/

Nello studio, attuato da questi scienziati, si conclude che nelle persone con sensibilità al glutine autodiagnosticata (cosa non secondaria), solo l'8% è realmente sensibile. In un altro molto simile la percentuale sale al 25% (uno su 4), mentre gli altri, che ritenevano di avere problemi con questa proteina, li hanno a causa dei FODMAP, zuccheri fermentabili che si ritrovano spesso nei cereali, come il grano, ma anche verdura e frutta, e quindi quando si assume grano non è facilmente comprensibile chi sia il responsabile dei gonfiori ecc. 
Ma notiamo bene  che nessuno ha detto che non esiste la sensibilità al glutine (come dice il titolo), ma semplicemente che sia sovraAUTOdiagnosticata.
Ossia che se io penso di avere una reazione avversa introducendo glutine, in realtà posso averla sia a causa del glutine sia perché nel prodotto contenente glutine ci sono altre sostanze che non digerisco bene  e tendono a fermentare dando gonfiori, fermentazione ecc.

In questi giorni lo studio è stato ripetuto e ha confermato l'importanza dei fruttani, zuccheri che tendono a fermentare e sono presenti nel grano, i prima citati FODMAP, nell'intestino irritabile. 
Farsi le diagnosi da sé non è mai una buona idea, lo sappiamo.

Tuttavia la sensibilità al glutine rimane un'entità reale e diagnosticabile già da qualche anno, e il titolo dell'articolo era completamente fuorviante.
Poi che a qualcuno dia gonfiore, ad altri emicrania, a molti nulla, questa è un'altra storia. Essenzialmente la nostra capacità di degradare il glutine è dovuta ai batteri (anche salivari), ed ecco perché avere quelli giusti nell'intestino fa la differenza tra salute e malattia. E questi problemi sono in aumento anche per la progressiva riduzione della varietà dei nostri batteri intestinali.

"Il termine intolleranza al glutine può riferirsi a tre tipi di disturbi umani: la malattia celiaca autoimmune (CD), l'allergia al grano (dipendente dalle Ig-E) e la sensibilità al glutine non celiaca (NCGS). Il glutine è una miscela di proteine ​​(prolamine) presente principalmente nel grano, ma anche nell'orzo, nella segale e nell'avena (cosa controversa). Il glutine può essere suddiviso in tre gruppi principali: proteine ricche di prolina, povere di prolina e ad alto peso molecolare. 
Le prolamine presenti nei diversi gruppi (di cereali, NdT) possiedono strutture e proprietà simili. Tutte queste proteine sono evolutivamente connesse e condividono la stessa origine ancestrale. 
Le proteine ​​del glutine sono altamente resistenti all'idrolisi mediata dalle proteasi del tratto gastrointestinale umano. Il risultato è l'emergere di peptidi patogeni, che causano CD e allergie nelle persone geneticamente predisposte. 
Esiste una gerarchia di tossicità dei peptidi, che vengono riconosciute da parte delle cellule T"


Quali sono i fattori che slatentizzano la celiachia nelle persone predisposte geneticamente? "Disbiosi intestinale, infezioni intestinali, e, contrariamente a quanto dicono alcuni, anche alte dosi di glutine sono probabilmente fondamentali". 
Questo dice Alessio Fasano, cervello italiano ovviamente fuggito in USA e uno dei massimi esperti mondiali di celiachia. Aggiungerei anche la qualità del glutine (quello dei grani moderni può essere più infiammatorio) e la sua lievitazione.

Su glutine e digestione invece: "Non ci sono attualmente prove scientifiche che suggeriscano che una dieta senza glutine sia parte di uno stile di vita più sano o può essere utile per il trattamento di sovrappeso o obesità (se non su animali).
La digeribilità incompleta del glutine può spiegare perché alcune persone riportano un miglioramento non specifico nel benessere dopo aver iniziato la dieta senza glutine. Inoltre, i cereali contenenti glutine, in particolare il grano, sono anche fonte di FODMAP (oligosaccaridi, disaccaridi,  monosaccaridi e polioli fermentabili), un gruppo di carboidrati  e polioli a catena corta altamente fermentabile.
La riduzione dei FODMAP associata alla dieta senza glutine spiega, almeno in parte, perché in alcuni pazienti affetti da irritabilità intestinale i sintomi  possono ridursi dopo aver iniziato una dieta senza glutine".

In aggiunta, il glutine è uno dei maggiori responsabili della permeabilità intestinale, stimolando il rilascio di zonulina, e tale condizione è spesso presente nelle malattie autoimmuni, diabete, obesità ecc (questo non significa che sia l'unica causa). 

"I fattori che influenzano la funzione di barriera intestinale includono batteri patogeni quali E. coli enteropatogeni, dieta ad alto contenuto di grassi, lipopolisaccaridi (LPS), farmaci come quelli antiinfiammatori non steroidei (FANS) e inibitori di pompa protonica (antiacidi, PPIs) ma anche vari allergeni alimentari e la gliadina del glutine".


Recentemente è stata individuata una risposta immunitaria sistemica (generalizzata a tutto il corpo) in seguito all'introduzione del glutine nelle persone sensibili.

Secondo un altro studio, la gluten sensitivity potrebbe essere correlata anche ad alterazione del microbiota (pochi bifidi e altri batteri produttori di butirrato) e all'inibitore dell'alfa-amilasi tripsina (AAT), un antinutriente presente nel grano, e non solo al glutine in sé.

Non solo il glutine infatti può creare problemi, tra le proteine del grano. Anche AAT può scatenare reazioni di tipo immunitario, in particolare attivando le cellule mieloidi. Queste proteine sono resistenti al calore e alla digestione, quindi con la cottura rimangono intatte, e i nostri enzimi digestivi non riescono a scomporle.

Nell'intestino irritabile togliere il glutine può aiutare, in particolare in alcuni sottogruppi di pazienti con questa patologia




Glutine e psicosi


Spesso questa proteina viene associata a problemi mentali. Cosa dice la scienza in merito?

Le gluteomorfine, prodotte dalla digestione del glutine e con forma simile agli oppioidi endogeni, riescono a entrare nel circolo sanguigno, e questa è una delle probabili cause del fatto che molti, in particolare anziani, traggono sempre tranquillità e consolazione a mangiare pasta, pane, biscotti ecc
A tal proposito segnalo l'ottimo articolo di una collega sull'effetto potenzialmente negativo di gluteo e caseomorfine, dalle malattie autoimmuni alle intolleranze alimentari.

In generale ci informa una revisione degli studi sull'argomento:
"Il ruolo presunto del glutine nella fisiopatologia delle gravi malattie mentali rimane incerto e si dubita sul possibile beneficio delle diete prive di glutine per le persone affette da psicosi e disturbi dell'umore.

Sebbene le attuali evidenze disponibili suggeriscano che le persone con malattia celiaca o allergia al glutine potrebbero avere un rischio leggermente più elevato di schizofrenia e disturbi dell'umore rispetto alla popolazione generale, la revisione della letteratura rivela significative inesattezze nei dati. Non ci sono prove sufficienti per raccomandare diete prive di glutine per le popolazioni con psicosi e disturbi dell'umore".

Anche se alcune ricerche evidenziano le differenze tra i sani e i malati nella risposta al glutine, e i casi riportati di persone che migliorano la loro psicosi evitando il glutine ci sono, non possiamo in pratica dire (come spesso accade) che bisogna toglierlo a tutti, ma che alcuni potrebbero avere benefici. 
Lo stesso accade ad esempio anche nell'autismo.
Qualche ricercatore suggerisce la ricerca degli anticorpi Ig-G per la gliadina

Scrive Andrea Luchi in proposito:
"Ma il pane fa male? E gli psichiatri?
Qualcuno ricorderà Jeffrey Dahmer, il mostro di Milwaukee. 17 omicidi, atti di cannibalismo, necrofilia, squartamento, violenza sessuale.
Arrestato nel 91 mori ucciso nel 94 da un altro detenuto, di nome Scarver, schizofrenico, con un bilanciere da palestra. Scarver non frequentava Dahmer in carcere ma lo fece perché schifato dalle cose che Dahmer aveva compiuto. 
Di Scarver, che ora scrive poesie sul suo sito internet, nessuno psichiatra ha mai capito molto. E sono stati almeno una decina a visitarlo.

Lui invece ha capito molto bene il suo problema: "Dopo lunghe ricerche", confessa, " ho capito qual è il mio problema: quando mangio pane o zuccheri raffinati ho le crisi psicotiche. Queste cose sono i principali colpevoli del mio stato."

Sicuramente non possiamo dire che tutti quelli che mangiano pane diventano killer, né che tutti i killer lo siano perché mangiano pane, ma è un interessante episodio su come ambiente e predisposizione genetica possano interagire e dare risultati sorprendenti.


Conclusioni

Secondo un nuovo studio, tra l'altro osservazionale (quindi che non può dimostrare granché), togliere il glutine può ridurre la qualità della dieta (ridotto apporto di micronutrienti e fibre) e aumentare il rischio di diabete.
Questo può succedere solo se si usano sostituti di scarsa qualità, ma in determinati casi la dieta gluten-free (o a ridotto contenuto di glutine) può essere una buona scelta anche se non si è celiaci.

Se proprio volete mangiare senza glutine, o ridurlo, non scegliete prodotti industriali: fanno salire la glicemia più velocemente della pasta tradizionale.
La pasta ha in genere un impatto glicemico e quindi metabolico (che conta, contrariamente a quanto vi dicono alcuni dilettanti della nutrizione) inferiore a quello di pane e patate, ma questo rimane sempre soggettivo. 
Utilizzate quindi cibi naturalmente privi di glutine, come i topinambur, le patate dolci e il riso integrale. 

Aggiornamento 5/1/2018

Quali sono le possibili cause della celiachia refrattaria, quella che nonostante l'assenza di glutine nella dieta dà sintomi?
Colite, intolleranze ad altri alimenti, insufficienza del pancreas esocrino (che produce enzimi digestivi), SIBO, intestino irritabile.


Aggiornamento 25/1/2018

Una revisione degli studi esamina il legame tra autoimmunità e glutine. Fermo restando che non è la causa di tutti i mali e alcune persone non hanno problemi a ingerirlo e digerirlo, queste le conclusioni riassunte:
"Molteplici aspetti dannosi del glutine influiscono sulla salute umana, comprese le manifestazioni digestive ed extradigestive glutine-dipendenti mediate da reazioni potenzialmente immunologiche o tossiche che inducono problemi gastrointestinali. Il glutine colpisce il microbioma e aumenta la permeabilità intestinale. Aumenta lo stress ossidativo e influenza il comportamento epigenetico (l'espressione dei geni, NdT). È anche immunogenico, citotossico e proinfiammatorio. L'assunzione di glutine aumenta l'apoptosi (morte cellulare programmata, NdT) e diminuisce la vitalità cellulare e la differenziazione. In alcune malattie autoimmuni non celiache, le diete prive di glutine possono aiutare a ridurre gli effetti avversi del glutine. Sono necessari ulteriori studi in vivo per svelare il puzzle degli effetti del glutine negli esseri umani e per esplorare i potenziali effetti benefici delle diete prive di glutine nelle malattie autoimmuni".


Aggiornamento 26/1/2018

Viene ipotizzato un legame tra alcuni casi di epilessia e glutine



Aggiornamento 26/2/2018

10 cose da sapere per chi mangia senza glutine.

Aggiornamento 8/3/2018

Se i sintomi della celiachia non migliorano dopo l'esclusione del glutine, può essere dovuto alla SIBO


Aggiornamento 19/3/2018

Studio di quasi un anno fa che era sfuggito. I cereali con glutine contengono inibitori degli enzimi digestivi (amilasi-tripsina) che resistono alla cottura e sono particolarmente presenti nelle varietà moderne di grano.

In questo modo si stimola una risposta immunitaria attraverso i TLR4, che porta ad un infiammazione sistemica di basso grado tipica delle malattie moderne

Aggiornamento 6/5/2018

Le linee guida europee sullo svezzamento consigliano di introdurre il glutine dopo il 4° mese, ma non in grandi quantità inizialmente.

Aggiornamento 16/5/2018

In uno studio della durata di un anno su bambini autistici, la maggior parte di loro nel gruppo sottoposto ad intervento nutrizionale (omega 3, vitamine, dieta senza glutine e caseine) ha riportato benefici rispetto al gruppo di controllo non trattato

Aggiornamento 29/5/2018

Il dibattito sul glutine continua: un ricercatore è convinto che troverà finalmente i marker nel sangue della sensibilità al glutine, ma la confusione con i FODMAP rimane


Aggiornamento 16/6/2018

Le diete che funzionano meglio per l'intestino irritabile sono la FODMAP e altre di esclusione, che protratte troppo però rischiano di dare problemi di alterazione del microbiota


Aggiornamento 4/7/2018

Uno svezzamento fatto con pochi cibi industriali riduce il rischio di celiachia nei bambini, probabilmente interagendo col microbiota intestinale


Una revisione sistematica dei dati supporta l'utilizzo della dieta come supporto della terapia di psoriasi e artrite psoriasica, in particolare vitamina D ed esclusione del glutine nelle persone sensibili


Aggiornamento 21/7/2018


La fermentazione con lievito madre permette di ridurre il contenuto di FODMAP, gli zuccheri presenti nel grano responsabili di gonfiore e altri sintomi in persone con intestino irritabile, e preserva i bifidobatteri se la farina è ad alto contenuto di fibra. Anche il contenuto di inibitori della tripsina (altre componenti problematiche) può ridursi e il glutine diventa più digeribile. Questo può spiegare anche l'incremento di problematiche intestinali da quando si usano lieviti alternativi e tempistiche molto più brevi



Aggiornamento 24/9/2018

Il mio nuovo articolo su intolleranza, o meglio sensibilità alimentare, e microbiota

L'ingestione di glutine ad alti livelli potrebbe aumentare il rischio di diabete di tipo 1. Si tratta solo di uno studio osservazionale quindi niente di più di un'ipotesi


Aggiornamento 7/10/2018


Molte persone a dieta senza glutine continuano a consumarlo senza accorgersene, e i sintomi permangono.

In uno studio una quindicina di donne con Hashimoto hanno tratto benefici da una dieta senza glutine fatta per 6 mesi. Si tratta ovviamente di numeri piccoli ma che confermano un legame tra dieta e tiroide

Aggiornamento 2/11/2018

Alcune condizioni patologiche (asma, eruzioni dermatologiche, problemi cognitivi e comportamentali, condizioni neurologiche inclusa la neuropatia, problemi di vista, fatica cronica, dolore muscolare o articolare o rigidità, problemi gastrointestinali, infiammazione cronica, soppressione immunitaria e autoimmunità) possono essere legate ad una sensibilità per le muffe, o meglio i loro metaboliti, portando a sensibilità chimica multipla e fibromialgia.
Come intervenire con la dieta? Semi e cereali possono essere grandi fonti di micotossine, così come i cibi fermentati possono favorirne lo sviluppo endogeno.


In generale una dieta di tipo paleo può essere la migliore.

Aggiornamento 12/11/2018



I probiotici possono aiutare le persone celiache a stare meglio

Aggiornamento 22/11/2018

Nelle persone predisposte, il glutine e il cibo industriale accentuano i problemi dell'umore. Evitarli supporta la guarigione.


Per intraprendere una dieta senza glutine viene comunque consigliato di recarsi da un esperto per non andare incontro a carenze

Aggiornamento 4/1/2019

La transglutaminasi microbica (mTg) è un enzima di origine batterica utilizzato nei prodotti da forno (ma anche carni lavorate e latticini) per favorire la coagulazione delle proteine, quindi è usato per migliorare la consistenza del cibo, la gradevolezza e la durata. La sua presenza non deve essere indicata in etichetta.
Gli studiosi hanno scoperto che può indurre permeabilità intestinale, una condizione alla base di molte malattie moderne come diabete e malattie autoimmuni.
Inoltre può modificare i peptidi di gliadina (glutine) alterandone la struttura e formando una sorta di "rete", inducendo così una perdita di tolleranza per questa proteina


"Ci sono notizie allarmanti per il pubblico sul potenziale pericolo di usare o consumare questo enzima. Pubblicazioni recenti hanno dimostrato che mTg è immunogenica nei pazienti con celiachia e la sua patogenicità viene continuamente evidenziata. La base teorica perché mTg sia un nuovo fattore ambientale nell'induzione della celiachia esiste, tuttavia, la causalità dovrebbe essere ulteriormente esplorata".


Aggiornamento 1/2/2019

La sensibilità al glutine ha diversi gradi di tolleranza in uno studio su una ventina di persone

Aggiornamento 15/2/2019


La celiachia cambia per sempre il sistema immunitario: le cellule T riparatrici sono permanentemente sostituite con cellule T infiammatorie.
"Il nostro nuovo studio suggerisce che anche se i sintomi a breve termine, come la diarrea e il dolore addominale, possono essere alleviati rimuovendo il glutine dalla dieta, le implicazioni a lungo termine possono rimanere", e questo potrebbe essere vero anche nelle altre malattie infiammatorie intestinali.

Aggiornamento 22/4/2019

Tra le persone con schizofrenia, circa un terzo ha anticorpi IgG antigliadina (contro il glutine, ma diversi da quelli legati alla celiachia). In questo sottogruppo togliere il glutine sembra associato a miglioramento dei sintomi negativi (anedonia, insensibilità, alogia e apatia) ma non della depressione.
I pazienti nel gruppo gluten-free hanno riportato anche meno dolore addominale, diarrea, stitichezza, reflusso e indigestione.

Aggiornamento 9/6/2019

La dieta ad alto contenuto di fibre in gravidanza riduce il rischio di celiachia nella prole.

Aggiornamento 29/6/2019

Secondo un'analisi dello studio DAISY ogni grammo giornaliero di glutine prima dell'anno di età aumenta il rischio di celiachia del 5%. I bambini con la più alta introduzione di glutine hanno un rischio doppio rispetto a quelli con la quantità più bassa. Lo studio non dimostra causalità e non ha altri studi simili, quindi non può essere usato attualmente per cambiare le indicazioni pediatriche

Aggiornamento 3/7/2019

Tra le proteine del grano che possono creare problemi, oltre al citatissimo glutine, vi sono gli inibitori della amiliasi-tripsina (ATI). Il nostro corpo non si è evoluto per degradare queste proteine, ma l'hanno fatto i nostri batteri. Quando l'uomo è passato da un'alimentazione da cacciatore-raccoglitore a quella da agricoltore, si è arricchito di bifidobatteri e lattobacilli. E proprio questi ultimi degradano le ATI. Se non digerite bene può essere un problema di disbiosi, molto comune a causa della scarsa introduzione di fibra e dell'uso di farmaci spesso troppo disinvolto.


Aggiornamento 11/8/2019

Le persone con celiachia appena introducono glutine hanno reazione. Questo succede perché le loro cellule T rilasciano quasi subito le citochine infiammatorie

Aggiornamento 14/8/2019

Nei bambini con predisposizione genetica alla celiachia (i noti HLA-DQ2/-DQ7) la quantità di glutine introdotta nei primi anni di vita è correlata col rischio di celiachia.
1g di glutine (circa 20g di pane) in più al giorno aumenta il rischio del 6-7% a 5 anni

Aggiornamento 27/8/2019
La fermentazione con lievito madre riduce l'indice glicemico, il contenuto di glutine, migliora la disponibilità di minerali e la digeribilità per persone con IBS (colon irritabile)

Aggiornamento 14/9/2019
Qual è l'evidenza sull'uso di diete restrittive nei bambini con ADHD e autismo?
La dieta senza glutine e caseine può essere benefica nei bambini con autismo e problemi gastrointestinali, ma ci sono poche evidenze per raccomandarla a tutti. Se si utilizza si devono quindi informare le persone sul rapporto rischi/benefici.
Anche l'esclusione degli additivi alimentari nei bambini con ADHD non ha mostrato forti evidenze, ma in generale sono sostanze non necessarie quindi si dovrebbero minimizzare a prescindere.
Alcuni bambini con ADHD rispondono bene a una dieta oligoantigenica, ossia che minimizza gli alimenti allergizzanti che attivano l'iperattività.
"Le nuove ricerche dovrebbero anche includere l'identificazione dei predittori della risposta al trattamento, soprattutto dato che le diete di eliminazione possono migliorare il comportamento solo in un (piccolo) sottogruppo di bambini affetti. La ricerca futura potrebbe anche indirizzare la connessione microbiota - intestino - cervello come un potenziale meccanismo alla base dello sviluppo di disturbi del neurosviluppo e dell'effetto delle diete di eliminazione nel ridurre i sintomi. Un approccio multidisciplinare è essenziale per lo studio della relazione tra la connessione microbiota-intestino-cervello e sintomi comportamentali di autismo e ADHD, che potenzialmente coinvolge più sistemi, tra cui il sistema metabolico, immunitario, endocrino e neurale.
Aggiornamento 7/10/2019

Un probiotico che aiuta nella digestione del glutine


Aggiornamento 7/11/2019
Anche in dieta gluten-free le persone celiache possono essere sovrappeso e soffrire di problemi digestivi, autoimmuni ecc
Aggiornamento 2/1/2020
Nella revisione sull'effetto delle diete nei disturbi dello spettro autistico (ASD), gli autori concludono che, essendo molto frequenti i problemi intestinali, le diete risultano molto interessanti. Tuttavia non è stato individuato un trattamento con risultati univoci e adatto a tutti, e "mancano dati scientifici conclusivi sull'effetto delle diete terapeutiche sull'autismo e, in quanto tale, non è possibile formulare raccomandazioni definitive per una terapia nutrizionale specifica come trattamento standard per l'ASD". Quelle con maggiore efficacia appaiono la dieta senza glutine e caseine (GFCF) e la supplementazione di alcune vitamine e probiotici. La dieta chetogenica e dei carboidrati specifici hanno potenziali da indagare ulteriormente.
La dieta GFCF appare efficace in circa la metà delle persone. A cosa è dovuto questo? Glutine e caseine vengono maldigerite in alcuni soggetti, forse a causa di disbiosi, e la β-caseina A1 presente nei latticini porta alla formazione di β-casomorfina-7 (BCM7), sostanza in grado di entrare nel sangue in caso di permeabilità intestinale e creare problemi di riduzione del glutatione (e quindi stress ossidativo) .
Anche la sovracrescita di candida e delle sue ife sembra implicata, anche a causa della riduzione di lattobacilli
Aggiornamento 6/1/2020
In uno studio americano si è messo in evidenza che per i celiaci non è affatto facile fare la dieta senza glutine, e tracce di questa proteina si ritrovano nelle loro feci e nelle urine (a dimostrare la presenza di permeabilità intestinale tra l'altro)
Aggiornamento 9/1/2020
Un altro studio conferma l'idea che la celiachia, come altre malattie autoimmuni, sia dovuta al mimetismo molecolare, ossia sequenze di alcuni batteri che somigliano al glutine e scatenano una reazione verso di esso. Tra di essi P. aeruginosa e P. fluorescens
Alcuni additivi alimentari, come la transglutaminasi batterica, nanoparticelle come il biossido di titanio e altri metalli possono alterare la barriera intestinale e aumentare il rischio di celiachia nelle persone predisposte

Aggiornamento 4/3/2020
In un modello animale somministrare gliadina (una parte del glutine) con nanoparticelle può ristabilire la tolleranza immunitaria nei topi celiaci
Aggiornamento 14/3/2020
Tra le diete di esclusione che funzionano nella sindrome dell'intestino irritabile, FODMAP e glutenfree. È difficile valutarne l'efficacia in studi sulla popolazione anche perché bisognerebbe trovare alimenti inerti da usare nella popolazione di controllo.
Le diete funzionano attraverso vari meccanismi, come un effetto diretto del cibo, il cambiamento del microbiota intestinale e l'attivazione immunitaria.
Solitamente le persone con IBS hanno carenza di bifidobatteri e eccesso di Enterobatteriacee e Bacteroides. La dieta FODMAP può anche indurre carenza di bifidi, che può essere corretta sinergicamente con i probiotici
I classici test allergici sulle Ig-E non sono in grado di mettere in evidenza l'infiammazione e la risposta immunologica al cibo nell'intestino irritabile. Il grano può indurre infiammazione non solo tramite il glutine, ma anche con l'ATI (inibitore della tripsina), e questo succede soprattutto in caso di carenza di Pseudomonas e lattobacilii (rispettivamente), inducendo risposte immunitarie innate e aumentando la permeabilità intestinale, l'attivazione colinergica e la dismotilità intestinale.
Aggiornamento 19/3/2020

Lo studio dell'interazione tra dieta e disordini autoimmuni è stato recentemente soprannominato "immunodietetica". I componenti del cibo e i loro effetti sul microbioma intestinale sono tra i principali corresponsabili della malattia autoimmune, ma sono spesso trascurati. La perdita del meccanismo di tolleranza orale può indurre il sistema immunitario a reagire al cibo che il corpo usa per vivere. Molti alimenti condividono le sequenze con alcuni tessuti umani; questo "mimetismo molecolare" può indurre o esacerbare malattie autoimmuni. Latte, grano, acquaporine vegetali, legumi, proteine ​​ricche di glicina (carni bianche e rosse, cereali, soia, gelatina ecc), glucani, pectine, tropomiosina del gambero, Saccharomyces cerevisiae (lievito) e carne di maiale sono alcuni esempi di alimenti che condividono una significativa omologia con diverse proteine ​​dei tessuti umani. Le lectine e le agglutinine sono proteine che legano i carboidrati di membrana, e sono presenti in microrganismi, piante e animali, sono resistenti alla digestione. "Le lectine non digerite che riescono a penetrare le barriere digestive possono avere effetti devastanti sul corpo, tra cui problemi digestivi, carenze nutrizionali, danni intestinali e intestino permeabile, una porta verso l'autoimmunità. La lectina iniettata nei topi induce il legame della lectina con le IgG, seguita dall'aggregazione delle IgG e dalla formazione di IgM anti-IgG o fattore reumatoide (RF), inducendo così l'artrite reumatoide." Altre malattie autoimmuni hanno probabilmente altri fattori alla base. "Inoltre, le lectine possono legarsi all'endometrio umano, agli spermatozoi e agli ovuli, provocando una reazione autoimmune che potrebbe causare infertilità negli uomini o nelle donne". "Alcuni alimenti possono aiutare a mantenere la tolleranza orale e un sistema digestivo sano, mentre gli alimenti dannosi possono favorire la crescita di batteri dannosi e portare al rilascio di tossine batteriche, indebolendo le barriere intestinali. Inducendo la permeabilità intestinale, i batteri o i loro antigeni possono entrare nella circolazione, dove la reazione immunitaria contro di loro provoca la produzione di anticorpi. Poiché il tessuto umano è imitato da così tanti antigeni batterici intestinali, gli anticorpi e le cellule T che reagiscono contro gli antigeni batterici possono attaccare le proteine ​​che imitano i batteri presenti nel tessuto umano e quindi innescare una risposta autoimmune. Evitare alimenti che contengono epitopi autoimmuni o componenti che inducono modificazioni post-traduzionali delle proteine ​​alimentari o che hanno la capacità di modificare selettivamente il microbiota intestinale, potrebbe migliorare i sintomi nei pazienti con la corrispondente malattia autoimmune". Come si può leggere quasi qualsiasi categoria di cibo è potenzialmente immunogena quindi solo una dieta tagliata su misura può agire correttamente.

Aggiornamento 23/3/2020
L'organizzazione per lo studio delle malattie intestinali IOIBD ha rilasciato nuove linee guida. In sintesi: si consiglia un moderato-alto consumo di frutta e verdura, le restrizioni sono indicate solo in caso di problemi; è prudente utilizzare una dieta FODMAP; sebbene alcuni migliorino togliendo il glutine, non vi è prova sufficiente per toglierlo a tutti; è consigliato un consumo moderato di carne, da ridurre quella rossa nella colite ulcerosa; non è stato raggiunto un consenso unanime sull'uso dei latticini; tra i grassi vanno ridotti i saturi, evitati i trans e aumentati gli omega 3 da pesce (e non da integratori); si consiglia di ridurre ed evitare dolcificanti, maltodestrine, emulsionanti, biossido di titanio, solfiti
Aggiornamento 13/5/2020
Le malattie autoimmuni sono spesso dovute a una predisposizione genetica che "incontra" un fattore ambientale. In uno studio si è messo in evidenza come i celiaci abbiano maggiori concentrazioni sanguigne di alcuni inquinanti persistenti, come ritardanti di fiamma, pesticidi e PFO. Non è uno studio che può indicare causalità ma solo associazione, però potrebbero essere tra le concause della manifestazione della malattia.