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domenica 5 giugno 2022

Ohi che dolore!


Da cosa dipendono i dolori legati all'intestino irritabile dopo il pasto?


https://www.facebook.com/fitchicksacademyprograms/photos/its-not-funny-to-suffer-from-ibs-if-you-do-you-are-not-alone-between-25-45-milli/1276286115846261/


Si tratta di un insieme di fattori. Fondamentalmente dall'attivazione di recettori intestinali che agiscono su vie infiammatorie. Trovo quindi giusto usare la definizione di "infiammazione da cibo".

"Il cibo evoca e amplifica l'ipersensibilità viscerale attraverso percorsi dipendenti dai mastociti (1) e indipendenti dai mastociti (2).

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35506862/



L'ingestione di cibi ricchi di carboidrati fermentabili (FODMAP e altri zuccheri scarsamente assorbiti) porta alla fermentazione batterica prevalentemente nel colon, producendo gas e metaboliti osmoticamente attivi che possono dilatare il colon e amplificare l'ipersensibilità viscerale preesistente. Batteri specifici producono anche mediatori neuroattivi (istamina, LPS, derivati del triptofano) che evocano o amplificano l'ipersensibilità viscerale attraverso percorsi che possono essere dipendenti o meno dai mastociti. Anche le cellule intermedie (ad es. enterociti, cellule enteroendocrine o altre cellule immunitarie) possono contribuire a entrambe le vie. Anche la riesposizione agli antigeni alimentari in seguito alla perdita della tolleranza orale causata da una colite infettiva acuta autolimitante o da stress psicologico potrebbe portare all'attivazione dei mastociti IgE-dipendente e all'ipersensibilità viscerale."
La permeabilità intestinale, il passaggio di molecole dall'intestino dovuto a un'alterazione della funzione di barriera, sembra giocare un ruolo.
Altri attivatori dei sintomi possono essere cibi grassi, tramite lo stimolo motorio, alcune componenti del grano come il glutine e gli inibitori dell'α-amilasi-tripsina.
Misurare le Ig-G antigliadina potrebbe suggerire chi può avere problemi col grano ma in generale il ruolo degli anticorpi Ig-G rimane controverso.
In generale le Ig-E, gli anticorpi delle allergie classiche, rimangono basse, per cui si pensa a un coinvolgimento di altre vie per l'attivazione dei mastociti o l'aumento solo locale (nell'intestino) delle Ig-E.
Istamina e proteasi portano all'attivazione dei mastociti e a segnali immunogeni che causano l'ipersensibilità viscerale. È possibile notare come riducendo i FODMAP si riducano sia i dolori che l'istamina nelle urine.
Si pensa per questo appunto a una risposta immune che sia solamente locale, confermata anche dal fatto che l'iniezione intestinale di cibo provoca il dolore, con perdita della tolleranza orale. La reazione può essere paragonata all'induzione di rinite allergica, ossia una reazione che coinvolga solo il naso.
Alcune prove suggeriscono che anche lo stress psicologico può favorire la perdita della tolleranza. Non si capisce esattamente se il sistema Th2 sia coinvolto.

Il microbiota, fermentando i FODMAP, ha un ruolo importante nel dolore e nella sensibilità viscerale. Anche la produzione di indoli e triptamina, derivati del triptofano, l'aminoacido che viene convertito anche in serotonina, dipende dai microbi del nostro intestino. La produzione di istamina da diversi batteri, in particolare da Klebsiella aerogenes, lega microbiota e dolori addominali,
Oltre all'istamina anche LPS, un metabolita dei batteri gram negativi come E. coli, attiva i mastociti (attraverso PGE2, mediatore dell'infiammazione) e così i recettori del dolore dei nervi nocicettivi.

Purtroppo non abbiamo marker che possano dare indicazioni affidabili, ma una dieta personalizzata può sicuramente aiutare: capire chi possa trarre vantaggio da farmaci, probiotici e altri modi per alterare il microbiota è la sfida odierna.

Qui continueranno gli aggiornamenti sulle sensibilità alimentari (presunte intolleranze).

Aggiornamento 9/6/2022

In uno studio controllato, in persone con intestino irritabile (IBS) la dieta FODMAP ha dato maggiori miglioramenti rispetto ai farmaci spasmolitici. Secondo i ricercatori questo approccio dietetico dovrebbe essere usato come prima scelta.

Aggiornamento 22/6/2022

La SIBO, una condizione caratterizzata da eccesso di batteri nel primo tratto intestinale, è spesso causa di problemi addominali, dal gonfiore alla stitichezza.
Il trattamento è fatto solitamente con la rifaximina, un antibiotico che non viene assorbito nel sangue.
Si possono aggiungere la dieta FODMAP, procinetici, probiotici (che possono a volte peggiorare la situazione), erbe medicinali con potere battericida (origano, berberina ecc.)
In uno studio il trattamento con erbe è efficace più della rifaximina, con meno effetti collaterali.

Aggiornamento 24/7/2022

Il reflusso (GERD) si può spesso gestire manipolando le fonti di carboidrati.
In uno studio randomizzato le fonti di carboidrati semplici sono state la principale causa di reflusso e la rimozione migliora i sintomi.
Questo sembra dovuto alla presenza di sensori per gli zuccheri nell'intestino che influenzano gli ormoni intestinali, lo svuotamento gastrico e quindi la progressione della digestione.
Inoltre l'eccesso di carboidrati tende a fermentare producendo SCFA che possono far rilassare la muscolatura, favorendo il reflusso.
"Gestire la riduzione dell'assunzione di carboidrati è una strategia dietetica praticabile e pragmatica da includere nella gestione del GERD sintomatico".

Aggiornamento 9/8/2022

In circa un quarto delle persone con sindrome dell'intestino irritabile (IBS) il principale responsabile potrebbe essere il batterio Klebsiella aerogenes, principale produttore di istamina. L'istamina attiva i recettori per l'ipersensibilità viscerale e può rappresentare il ponte tra immunità, infiammazione, tolleranza e dolore. Dare una dieta a ridotta quantità di fibre fermentabili riduce l'istamina dando sollievo. La ricerca dell'istamina nelle feci può essere d'aiuto.

Il cibo come medicina 4

 

Continua qui il post storico sull'uso di alimenti e nutrienti come terapia

Aggiornamento 9/6/2022


In uno studio controllato, in persone con intestino irritabile (IBS) la dieta FODMAP ha dato maggiori miglioramenti rispetto ai farmaci spasmolitici. Secondo i ricercatori questo approccio dietetico dovrebbe essere usato come prima scelta.

Le linee guida ESPEN sulla nutrizione nei tumori raccomandano gli omega 3 in caso di cachessia, mentre per altri supplementi non ci sono abbastanza evidenze

Aggiornamento 14/6/2022

Astragalo e quercetina hanno un potenziale per ridurre l'iperuricemia, una condizione che porta alla gotta ma in generale favorisce problemi metabolici e cardiovascolari.
L'astragalo, un'erba della medicina tradizionale cinese, migliora il microbiota, i sali biliari e gli ormoni dello stress, favorendo la funzionalità renale e l'escrezione dell'acido urico.
La quercetina aumenta l'escrezione di urati, ha un effetto antiossidante e antinfiammatorio, migliora le patologie metaboliche (iperglicemia, ipertensione, obesità) che accompagnano l'iperuricemia.
Queste sostanze hanno il potenziale per essere usate da sole o congiuntamente ai farmaci per ridurne la tossicità

Aggiornamento 19/6/2022

La dieta chetogenica VLCKD induce miglioramenti nel profilo ormonale di donne con ovaio policistico in maniera superiore a quelli di una semplice dieta ipocalorica. Questo permette una riduzione dell'eccesso di testosterone (che induce l'irsutismo e le alterazioni metaboliche) e delle disfunzioni ovulatorie che causano problemi di fertilità.

Aggiornamento 20/6/2022

Secondo le linee guida ADA sul trattamento nutrizionale del diabete di tipo 2, "Se integrate con supporto comportamentale e corretta consulenza, le diete strutturate a bassissimo contenuto calorico VLCKD, in genere 800-1.000 kcal/giorno che utilizzano alimenti ad alto contenuto proteico e prodotti sostitutivi del pasto, possono aumentare il ritmo e/o l'entità della perdita di peso iniziale e dei miglioramenti glicemici rispetto a interventi comportamentali standard. Poiché il recupero del peso è comune, tali interventi dovrebbero includere strategie di mantenimento del peso a lungo termine e consulenza per mantenere la perdita di peso e i cambiamenti comportamentali".
In pratica come dico sempre ai pazienti il dimagrimento che si ha inizialmente con la dieta chetogenica è solo il primo passo, ma i cambiamenti a lungo termine si mantengono solo con dei miglioramenti dello stile di vita (dieta corretta e attività fisica) che bisogna essere in grado di sostenere.

Molti rimedi ayurvedici sono efficaci nel migliorare i parametri glicemici nei diabetici, ma sono necessari ulteriori studi sulla sicurezza e di migliore qualità

Aggiornamento 22/6/2022

La SIBO, una condizione caratterizzata da eccesso di batteri nel primo tratto intestinale, è spesso causa di problemi addominali, dal gonfiore alla stitichezza.
Il trattamento è fatto solitamente con la rifaximina, un antibiotico che non viene assorbito nel sangue.
Si possono aggiungere la dieta FODMAP, procinetici, probiotici (che possono a volte peggiorare la situazione), erbe medicinali con potere battericida (origano, berberina ecc.)
In uno studio il trattamento con erbe è efficace più della rifaximina, con meno effetti collaterali.

Aggiornamento 26/6/2022

Quali supplementi possono essere utili nell'emicrania?
Tra le erbe, il partenio e il farfaraccio hanno mostrato efficacia. Devono essere usati purificati perché possono avere elementi tossici e non possono essere usati in gravidanza.
Tra i nutrienti, magnesio, coenzima Q10 e vitamina B2.
Avere pasti e sonno regolari è un comportamento che aiuta.
Per quanto riguarda i cibi "trigger" (che scatenano l'attacco), si tratta di condizioni molto soggettive che è difficile definire.
L'agopuntura e lo yoga possono essere lievemente efficaci.

Aggiornamento 12/7/2022

Nella più completa revisione recente dei dati sul rapporto tra microbiota intestinale e cervello (oltre 1600 citazioni) si riporta che "ci sono prove accumulate da studi sia sugli animali che clinici che implicano il ruolo del microbiota in una varietà di malattie psichiatriche, neurologiche e neurodegenerative. Tuttavia, siamo ancora agli inizi in questo campo ed è necessaria cautela nell'interpretazione dei dati di tali studi".
Il campo in cui vi è maggiore evidenza sulla manipolazione del microbiota è l'intestino irritabile (IBS), mentre sulle malattie neurologiche e psichiatriche si è ancora all'inizio.
"Uno dei grandi enigmi nella medicina basata sul microbiota è come definire un microbiota sano. Le differenze interindividuali nella composizione del microbiota possono essere notevoli, il che rende difficile un approccio "una taglia che veste per tutti" per prendere di mira il microbiota. Tuttavia, offre anche opportunità in quanto il microbiota potrebbe essere il canale per efficaci approcci di medicina personalizzata in futuro.
Dato il ruolo della dieta nella modulazione del microbiota, potremmo davvero concentrarci su un asse dieta-microbiota-intestino-cervello nel mediare la salute e la malattia nel corso della vita. Pertanto, oltre alla citazione all'inizio di questa recensione ("tutte le malattie iniziano nell'intestino"), Ippocrate avrebbe anche detto: "fa che il cibo sia la tua medicina". Forse una versione modificata ora merita di essere presa in considerazione "lascia che il cibo per i tuoi microbi sia la tua medicina per il cervello"".

Aggiornamento 16/7/2022

I consigli di Chris Kresser per la gestione delle infezioni del tratto urinario ricorrenti (cistite), patologie che diventano ricorrenti e resistenti agli antibiotici

🛡 Usare il D-mannosio, uno zucchero che inibisce l'adesione di E. coli, il principale batterio responsabile, alle pareti del tratto urinario
usare enzimi che degradano i biofilm, forme di resistenza che riparano i batteri dai farmaci. Tra di essi anche la nattokinasi.
🥥 usare la lauricidina, un composto naturale presente nel cocco con proprietà battericide grazie alla monolaurina
🥛 usare la lattoferrina che può potenziare le difese immunitarie


Aggiornamento 28/7/2022

Il cacao amaro può avere sulla pressione sanguigna un effetto simile a quello dei farmaci. Nello studio, fatto su persone con valori borderline, vi è stata comunque una forte variabilità interindividuale dell'effetto.
"I dati confermano che il cacao può ridurre la pressione arteriosa e la rigidità arteriosa nella vita di tutti i giorni quando i valori sono elevati all'interno dell'intervallo di normalità", hanno affermato gli autori. "L'entità degli effetti, in particolare entro le prime 3 ore, è simile a quella che si ottiene coi farmaci antipertensivi standard negli studi clinici, evidenziando la rilevanza clinica e il potenziale dei flavanoli per l'uso nella pratica clinica".

Inoltre, un'ampia percentuale di effetti di variazione intra- e inter-individuale era correlata ai valori pressori basali, e il cacao abbassava la pressione arteriosa solo se prima era elevata. Ciò riduce le preoccupazioni sul fatto che il cacao possa comportare rischi per la salute inducendo ipotensione, come può accadere con i farmaci antipertensivi".
"Questo ha importanti implicazioni di sicurezza e meccanicistica", ha affermato il team. "In particolare, nella prevenzione primaria, la sicurezza è un problema importante e un'eccessiva riduzione della pressione arteriosa può rappresentare un rischio per la sicurezza, come descritto per i farmaci antipertensivi".

Il professor Heiss ha dichiarato: "L'impatto positivo dei flavanoli del cacao sul nostro sistema cardiovascolare, in particolare sulla funzione dei vasi sanguigni e sulla pressione sanguigna, è innegabile. I medici spesso temono che i farmaci possano diminuire troppo la pressione soprattutto nei primi giorni".
L'effetto dura anche alcune ore dopo probabilmente grazie alla metabolizzazione dei flavanoli da parte dei batteri intestinali.

Aggiornamento 5/8/2022

Quali sono le raccomandazioni in caso di emocromatosi, una patologia in cui si accumula ferro nell'organismo?
Evitare supplementi di ferro e vitamina C, ridurre la carne rossa, evitare l'alcol. Moderare la frutta per l'apporto di vitamina C.

martedì 26 aprile 2022

Istamina: istruzioni per l'uso


L'istamina è una delle amine biogene derivate dalla decarbossilazione (perdita di un gruppo carbossilico -COOH) degli aminoacidi, così come triptamina, catecolamine, serotonina ecc. In particolare l'istamina deriva dall'aminoacido istidina.





Agisce così su diversi tipi di recettori (dovrebbero essere 4, se nel mentre non ne scoprono altri) e la loro manipolazione può avvenire con diversi tipi di farmaci specifici, a seconda dell'effetto ricercato.


https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC8469513/



L'istamina ha diverse funzioni nel corpo, tra cui stimolare la secrezione acida gastrica, l'infiammazione, la contrazione delle cellule muscolari lisce, la vasodilatazione e la produzione di citochine, modulazione di appetito e sonno. Immagazzinata in granuli nei basofili e nei mastociti, media alcune funzioni immunitarie, come l'allergia.

https://www.pinterest.es/pin/375628425157285379/


Funziona da neurotrasmettitore in alcuni tipi di sinapsi, i collegamenti tra neuroni.

La sintesi di istamina tramite decarbossilazione può avvenire al bisogno (tramite l'enzima decarbossilasi) o in modo naturale per "invecchiamento", come capita nei cibi non freschi ad opera degli enzimi batterici.
Circa 60 anni fa si ebbero i primi casi della cosiddetta sindrome sgombroide, dovuta all'ingestione di pesce non fresco, con sintomi simil-allergici.
La condizione è ora nota come intossicazione da istamina, intolleranza all'istamina, sensibilità all'istamina, istaminosi enterica o avvelenamento da istamina. Alcuni specialisti la chiamano anche "reazione avversa all'ingestione di istamina". La condizione può anche essere associata a una carenza enzimatica. L'incapacità di alcuni individui di metabolizzare l'istamina nell'intestino, con conseguente sensibilità a livelli di istamina normali o addirittura bassi nel cibo, provoca gli stessi problemi.



https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7463562/

In questo caso l'istamina riesce a raggiungere il sangue dall'intestino e provoca i suoi effetti. L'intolleranza all'istamina nasce infatti principalmente nell'intestino e può verificarsi quando si introduce istamina con la dieta, quando si hanno certi batteri che la producono e quando non si hanno livelli sufficienti di enzima che la degrada (diamminossidasi, DAO).

L'istamina viene infatti metabolizzata (degradata e quindi neutralizzata) da 2 enzimi, DAO e, in maniera inferiore, HMNT (che agisce all'interno delle cellule). Il primo ha necessità di rame; la carenza del metallo può così peggiorare la situazione, così come quella di vitamina C e B6.
Farmaci come antibiotici, antidepressivi, antiacidi, antiaritmici, antipertensivi, miorilassanti, narcotici, anestetici locali interferiscono con DAO. Gli antinfiammatori non steroidei (aspirina, ibuprofene ecc.) interferiscono col metabolismo dell'istamina riducendone la clearance.

Dal punto di vista farmacologico si può ricorrere ad antistaminici e cortisonici, oltre a eliminare i farmaci che possono esacerbare i sintomi, il tutto in accordo col medico.

I sintomi di un eccesso di istamina possono essere gastrointestinali aspecifici (compreso l'intestino irritabile che può essere concausato dall'istamina) o più specifici (vomito e diarrea, gonfiore, flatulenza, stitichezza, nausea), cutanei (rossore, eczema, prurito, ritenzione idrica, gonfiore), cardiaci (tachicardia, ipotensione, collasso), respiratori (rinorrea, congestione nasale, starnuti), neurologici (emicrania e vertigini).
La condizione può peggiorare nel periodo premestruale ed è associata a ciclo doloroso, mentre in gravidanza i livelli di DAO crescono enormemente grazie alla placenta.
La diagnosi può essere fatta con un'ingestione di istamina e osservazione dei sintomi, dopo dieta di esclusione, misurazione dell'attività di DAO e dell'istamina fecale o sierica o dei metaboliti urinari, prick test, ma in realtà l'intolleranza all'istamina per qualcuno non è un'entità nosologica definita.
La dieta a basso contenuto di istamina e la supplementazione con l'enzima possono ridurre i sintomi.

Dieta

I cibi che contengono o favoriscono il rilascio di istamina sono abbastanza definiti.
Quelli con maggiori quantità sono appunto quelli non freschi, soggetti a stagionatura o altri processi tecnologici (fermentazione).
Questo accade perché la decarbossilazione dell'istidina presente nel cibo che dà luogo all'istamina è provocata dai batteri oppure avviene naturalmente con il tempo senza necessità di enzimi.
Anche gli alimenti con glutine, a causa della lievitazione e del fatto che vengono consumati con pomodoro, possono creare problemi e ridurli può indirettamente migliorare i sintomi.
I sintomi intestinali sono correlati con l'istamina perché i mastociti, stimolati dal cibo infiammatorio, rilasciano la molecola, che regola il dolore e la sensibilità viscerale. Le vie sono stimolate dai cibi ricchi in istamina (alcolici come vino e birra, formaggi stagionati, alimenti in scatola) insieme a quelli che interagiscono con le IgG (e che portano a degranulazione dei mastociti).
Gli alimenti che devono essere evitati di solito sono formaggi a pasta dura e semidura, pesce azzurro e crostacei in qualsiasi forma, oltre a prodotti a base di carne fermentata cruda, verdure in salamoia, prodotti a base di soia fermentata, vino e birra, uova di gallina (soprattutto il bianco), cioccolato e funghi, ketchup e aceto. Carne e pesce possono essere consumati solo se freschi. Inoltre, dovrebbero essere evitate le verdure e la frutta che stimolano il rilascio di istamina endogena come spinaci, pomodori, agrumi, fragole, melanzane, avocado, papaya, banane, kiwi, ananas e prugne, arachidi.
Gli alcolici, gli energy drink, tè (verde e nero) e matè possono interferire con DAO e HMNT.

La fibra ha una certa importanza nel modulare i mastociti che rilasciano l'istamina endogena e così le malattie correlate (allergie, dermatite atopica, colite ulcerosa e Crohn).
 
Microbiota e probiotici

Il microbiota, com'è noto, ha forti influenze sulla salute e l'alimentazione è uno dei suoi maggiori modulatori. Il microbiota è un'importante fonte di amine che funzionano da neurotrasmettitori, influenzando tanti aspetti a partire dall'umore e può determinare anche un'"autointossicazione" per eccesso di istamina.
Alcuni batteri hanno capacità di degradare l'istamina, altri di produrla.
Le persone con intolleranza all'istamina sembrano avere più proteobatteri e meno bifidi. Sono inoltre presenti infiammazione e permeabilità intestinale, con riduzione dell'enzima DAO portando a un possibile circolo vizioso. Escherichia e Salmonella possono favorire il rilascio di istamina. In generale i lattobacilli possono produrre istamina e acido D-lattico, creando problemi. H. pylori, il batterio responsabile del tumore allo stomaco, induce il rilascio di istamina.

La candida può rilasciare istamina (e cortisolo) ed è così correlata con la sindrome dell'intestino irritabile.

Molte sostanze hanno effetto negativo sul microbiota e in questo modo possono facilitare l'insorgenza di intolleranza all'istamina. Tra di esse, molti farmaci (antibiotici ovviamente, antiacidi ecc.), metalli pesanti (mercurio, arsenico), pesticidi (che in alcuni casi si ritengono sicuri perché non colpiscono vie metaboliche dei mammiferi, ma quelle microbiche sì!), dolcificanti artificiali, il triclosan (usato nei saponi antibatterici), la nicotina (tabacco). Il danno avviene mediante alterazione dei metaboliti batterici e biliari, soprattutto SCFA, interferendo su umore, rischio cardiovascolare (TMAO), mediante perdita di specie batteriche utili (aumento del rischio di malattie intestinali) e mediante alterazione del bilancio energetico, favorendo l'aumento di peso. Per ripristinare il microbiota, ovviamente sono necessari dieta, probiotici e assenza, per quanto possibile, dei fattori negativi.


Tra i probiotici che
riescono a degradare l'istamina troviamo L. paracasei e L. rhamnosus GG, che così riducono la sua concentrazione. La loro azione può svolgersi anche riducendo permabilità intestinale, infiammazione e riducendo IgE o i recettori per l'istamina. Anche Bifidobacterium infantisBifidobacterium longumLactobacillus plantarum consumano istamina, mentre Lactobacillus reuteri ha un effetto dubbio. Invece L. bulgaricus e S. termophilus, i tipici batteri dello yogurt, producono istamina. Anche Lactobacillus caseidelbrueckii ed helveticus hanno questo effetto e vanno evitati come probiotici.
In uno studio un probiotico misto ha ridotto l'orticaria cronica in un gruppo di bambini, migliorando l'effetto degli antistaminici.
L'inulina, stimolando i bifidi, può migliorare il quadro dell'intolleranza all'istamina.


Integrazione con DAO

L'enzima DAO (diamminoossidasi) che degrada l'istamina può essere usato come supplemento in persone carenti. Questo integratore riduce l'istamina e i problemi collegati, come emicrania, vertigini, palpitazioni, sintomi gastrointestinali; riduce inoltre la durata dell'emicrania in persone con episodi non frequenti. Questo vale anche per l'orticaria cronica.

Altri integratori e fattori da considerare

Altri supplementi utilizzabili sono vitamina C, quercetina, bromelina, ortica, NAC (che però può anche inibire DAO). Altri flavonoidi come fisetina, kampferolo, rutina e luteolina e la berberina inibiscono il rilascio di istamina dai mastociti. Alcuni cibi potrebbero essere stabilizzatori dei mastociti.
Tra le spezie il basilico sacro (tulsi), menta piperita, timo, zenzero, curcuma, cumino nero, ortica.
L'alterazione dei mastociti può anche derivare dalla presenza di metalli pesanti, disbiosi o infezioni di batteri, virus, parassiti, vermi o funghi (candida), carenza di zinco e/o magnesio.

La vitamina D può essere utile nell'orticaria spontanea cronica, senza effetti collaterali.

Anche altri elementi, allergizzanti o meno, possono concorrere al rilascio di istamina in persone predisposte. Composti volatili (vernici, idrocarburi), muffe e altre biotossine, lectine (elementi di vegetali di patate, pomodori, legumi, cereali), infezioni latenti, ormoni come leptina, bradichinina e grelina, stress (il CRH attiva i mastociti), fluoro.

Aggiornamento 4/6/2022

Da cosa dipendono i dolori legati all'intestino irritabile dopo il pasto?
"Il cibo evoca e amplifica l'ipersensibilità viscerale attraverso percorsi dipendenti dai mastociti (1) e indipendenti dai mastociti (2). L'ingestione di cibi ricchi di carboidrati fermentabili (FODMAP e altri zuccheri scarsamente assorbiti) porta alla fermentazione batterica prevalentemente nel colon, producendo gas e metaboliti osmoticamente attivi che possono dilatare il colon e amplificare l'ipersensibilità viscerale preesistente. Batteri specifici producono anche mediatori neuroattivi (istamina, LPS, derivati del triptofano) che evocano o amplificano l'ipersensibilità viscerale attraverso percorsi che possono essere dipendenti o meno dai mastociti. Anche le cellule intermedie (ad es. enterociti, cellule enteroendocrine o altre cellule immunitarie) possono contribuire a entrambe le vie. La riesposizione agli antigeni alimentari in seguito alla perdita della tolleranza orale causata da una colite infettiva acuta autolimitante o da stress psicologico potrebbe anche portare all'attivazione dei mastociti IgE-dipendente e all'ipersensibilità viscerale."
Altri attivatori dei sintomi possono essere cibi grassi, tramite lo stimolo motorio, alcune componenti del grano come il glutine e gli inibitori dell'α-amilasi-tripsina
Misurare le Ig-G antigliadina potrebbe suggerire chi può avere problemi col grano ma in generale il ruolo delle Ig-G rimane controverso.
In generale le Ig-E, gli anticorpi delle allergie classiche, rimangono bassi, per cui si pensa a un coinvolgimento di altre vie per l'attivazione dei mastociti o l'aumento solo locale (nell'intestino) delle Ig-E.
Istamina e proteasi portano all'attivazione dei mastociti e a segnali immunogeni che causano l'ipersensibilità viscerale. È possibile notare come riducendo i FODMAP si riducano sia i dolori che l'istamina nelle urine.
Si pensa per questo a una risposta immune solo locale, confermata anche dall'iniezione intestinale di cibo che provoca il dolore, con perdita della tolleranza orale. La reazione può essere paragonata all'induzione di rinite allergica.
Alcune prove suggeriscono che anche lo stress psicologico può favorire la perdita della tolleranza. Non si capisce esattamente se il sistema Th2 sia coinvolto.

Il microbiota, fermentando i FODMAP, ha un ruolo importante nel dolore e nella sensibilità viscerale. La produzione di indoli e triptamina, derivati del triptofano, l'aminoacido che viene convertito anche in serotonina, dipende dai microbi del nostro intestino. La produzione di istamina da diversi batteri, in particolare da Klebsiella aerogenes, lega microbiota e dolori addominali,
Oltre all'istamina anche LPS, un metabolita dei batteri gram negativi come E. coli, attiva i mastociti (attraverso PGE2, mediatore dell'infiammazione) e così i recettori del dolore dei nervi nocicettivi.

Purtroppo non abbiamo marker che possano dare indicazioni affidabili, ma una dieta personalizzata può sicuramente aiutare: capire chi possa trarre vantaggio da farmaci, probiotici e altri modi per alterare il microbiota è la sfida odierna.


Aggiornamento 10/6/2022

Interessante articolo di Hack your gut sull'istamina e il mio nuovo post sulle sensibilità alimentari legate anche all'istamina.

Aggiornamento 24/6/2022

Un simbiotico (probiotici + fibre) può essere efficace nel ridurre l'orticaria cronica in persone che non rispondono agli antistaminici

Aggiornamento 28/6/2022

Molti legami tra istamina e intestino irritabili

Aggiornamento 9/8/2022

In circa un quarto delle persone con sindrome dell'intestino irritabile (IBS) il principale responsabile potrebbe essere il batterio Klebsiella aerogenes, principale produttore di istamina. L'istamina attiva i recettori per l'ipersensibilità viscerale e può rappresentare il ponte tra immunità, infiammazione, tolleranza e dolore. Dare una dieta a ridotta quantità di fibre fermentabili riduce l'istamina dando sollievo. La ricerca dell'istamina nelle feci può essere d'aiuto.