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lunedì 10 febbraio 2020

Asma e alimentazione

L'asma è una condizione infiammatoria cronica in cui le vie respiratorie si contraggono, si gonfiano e producono eccessivamente muco. Ciò può rendere difficile la respirazione e provocare tosse, respiro sibilante e respiro corto. Spesso l'asma è allergica (qualche volta i medici usano il termine al maschile e scrivono allergico), e in questo caso è presente una iperattivazione della risposta immunitaria Th-2. In caso contrario si attribuisce a infezioni, stress o fattori fisico-chimici (inquinamento).


https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3114595/
Come solitamente accade in queste patologie, dette non-communicable, ossia non trasmissibili (anche se probabilmente non è proprio così...), vi è una predisposizione ereditaria ma anche delle componenti ambientali, che possono essere variate e tenute sotto controllo, tra cui la dieta. Fondamentalmente possiamo notare il solito legame con dieta povera di nutrienti ("dieta mancante di proprietà antiossidanti e antinfiammatorie") ed aumento di tutte le malattie del benessere, che fino a un secolo fa erano piuttosto rare e la cui prevalenza continua a crescere. Per  quanto riguarda l'asma, nonostante fosse conosciuta anche 5000 anni fa, la sua esplosione si è verificata dal 1960, probabilmente anche per un miglioramento delle condizioni igieniche e per un aumento di fattori come l'inquinamento, l'esposizione occupazionale a sostanze chimiche ecc. Un fattore importante è il fumo, attivo, passivo e in gravidanza (mediante la creazione di modifiche epigenetiche).

https://www.teepublic.com/it/maglietta/4134239-funny-asthma-inhaler


L'asma colpisce di più e in maniera più grave le persone sovrappeso, questo forse perché l'eccesso di peso è una condizione di per sé infiammatoria.
Il dimagrimento, indipendentemente dal tipo di dieta, appare il miglior modo per ridurre la severità degli attacchi. Peccato che i farmaci utilizzati tendano a far ingrassare, creando un possibile circolo vizioso.
Anche yoga, meditazione ed esercizi respiratori possono dare una mano, ma in generale "le evidenze disponibili suggeriscono un effetto protettivo dell'aumento dell'assunzione di frutta, verdura e cereali integrali e dell'aumento dei livelli di attività fisica nell'asma", e questo è suggerito anche dal Global Asthma Report 2018 ("quello che previene le malattie cardiovascolari riduce lievemente l'asma"). L'EAACI (Società Europea di Allergologia) in una sua posizione ufficiale raccomanda l'incremento dell'introito di frutta e verdura, soprattutto nei giovani. Questo può dare un migliore controllo della malattia. Al contrario la dieta di tipo occidentale è dannosa.
Possiamo quindi dire che la dieta di tipo mediterraneo appare protettiva per le malattie delle vie aeree, anche grazie al suo contenuto di vitamina E e altri antiossidanti.


https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29117118

Uno dei motivi di questa efficacia riguarda l'effetto sui mastociti (o mastcellule), noti per svolgere un ruolo cruciale nella manifestazione di malattie allergiche e non allergiche, tramite il rilascio di istamina, (uno dei mediatori dell'allergia). Una dieta ricca in fibre (il contrario quindi della tipica dieta occidentale) porta alla fermentazione da parte dei batteri e alla produzione di butirrato, grasso a catena corta (SCFA) che blocca il rilascio di istamina e inibisce in diverse vie i mastociti. Questo può portare ad un miglioramento di tutte le malattie legate all'istamina, tra cui l'asma. Il rapporto bidirezionale tra dieta e batteri viene approfondito più avanti.
Inoltre una dieta ad alto indice e carico glicemico aumenta la risposta immunitaria (stimolando i macrofagi) nei polmoni, e può così favorire l'asma, soprattutto dopo il pasto.

L'importanza dei grassi nei confronti dell'asma

I diversi grassi polinsaturi (omega 3 o omega 6) sono stati messi in relazione con l'asma, anche pediatrica: i primi sono protettivi, i secondi possono esacerbare i sintomi, ma possono comunque dare metaboliti importanti per la risoluzione (guarigione).

L'importanza è già stata da tempo segnalata dall'EAACI, che ha rilasciato una posizione sulla funzione dei grassi in relazione all'asma (nonché allergie e dermatite atopica).
I polimorfismi nei geni (le diverse forme genetiche che ognuno di noi porta) associati alla sintesi, catabolismo e utilizzo dei grassi influenzano i loro fabbisogni e funzioni, quindi una persona può avere convenienza ad assumerli, un'altra no.
"Gli omega 3 sono solitamente benefici, mentre gli omega 6 sono metabolizzati a composti proinfiammatori, ma comunque necessari.
È probabile che un approccio nutrizionale personalizzato, compresa la supplementazione di acidi grassi, sia necessario per osservare i benefici ottimali che possono venire ​​dagli acidi grassi nella prevenzione e nel trattamento delle allergie e dell'asma.
La supplementazione con omega 3 o il consumo di alimenti ricchi di questi grassi (ad esempio, pesce grasso, alcune microalghe e carne di ruminanti allevati con un adeguato esercizio fisico e una dieta a base di erbe) sono probabilmente utili".
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4417548/


Si ribadisce inoltre la nocività dei grassi trans, a parte il CLA presente nei prodotti caseari. Appaiono importanti anche gli SCFA prodotti soprattutto dai batteri.

Integrazione

Tra i supplementi, la cosa più economica, semplice e utile da fare è probabilmente assumere vitamina D.

La vitamina D riduce i sintomi gravi nell'asma, e migliora genericamente la funzionalità polmonare in chi abbia problemi respiratori.
Bassi livelli di vitamina D peggiorano l'asma legata ad inquinamento atmosferico nei bambini obesi, e avere livelli corretti può migliorare la condizione. 
La vitamina A (caroteni e retinoidi) supporta la D nel ridurre la propensione alle allergie, il loro effetto è complementare e sinergico. In realtà la supplementazione non sempre si dimostra efficace (probabilmente ci sono più fattori che giocano e che sono presenti nel cibo ), ma offre interessanti prospettive nei confronti delle malattie allergiche. I retinoidi, sono spesso bassi in persone allergiche e possono aiutare se raggiungono un livello adeguato. Una sufficiente quantità in gravidanza è importante per prevenire manifestazioni allergiche. La vitamina A è sconsigliata in gravidanza, quindi meglio utilizzare verdure e frutti rosso-gialli ricchi del precursore β-carotene.
Anche vitamina C, curcumina e colina aiutano nell'asma legata all'inquinamento, così come magnesio e omega 3 (come detto prima).
L'inulina, un prebiotico, in alte dosi in soli 7 giorni porta a un miglioramento dell'asma, anche più dei cortisonici. Questo avviene mediante variazione del microbiota. Scrivono gli autori "... L'integrazione di fibre solubili modula il microbioma intestinale e l'analisi post-hoc ha identificato le azioni anti-infiammatorie nelle vie aeree, che potrebbero fornire un'opzione non farmacologica alla gestione dell'asma."
La citrullina può migliorare i sintomi asmatici nelle persone sovrappeso, soprattutto donne. Anche la luteina (mais) può aiutare.
Anche la disfunzione mitocondriale, che spesso è legata all'eccesso di ROS e agli eccessi alimentari, che impediscono ai  mitocondri di produrre correttamente energia per le cellule, può essere implicata nell'asma. Per questo CoQ10 e MitoQ, antiossidanti mitocondriali, hanno dato buoni risultati in alcuni studi. 
A livello sperimentale, un team di ricercatori ha messo a punto una barretta ricca di nutrienti (chiamata "CHORI", fatta con frutta, noci e cioccolato fondente non trattato, vitamine, minerali, acido docosaesaenoico (DHA), fibre solubili e insolubili) e l'ha data a dei ragazzi obesi con l'asma. La loro funzionalità respiratoria è migliorata e lo stato infiammatorio ridotto, indipendentemente dal dimagrimento.
Sicuramente sarebbe meglio una dieta adeguata, ma vengono sottolineate l'importanza della dieta nella gestione della malattia, le carenze nutrizionali che spesso hanno le persone con una dieta ricca di cibi industriali e impoveriti, e la non necessità di ricorrere sempre a farmaci che hanno sempre effetti collaterali (cortisone ecc).
Microbiota
I legami tra microbiota/microbioma e asma sono sempre più evidenti. Secondo une review di Frontiers il microbiota modula la reazione allergica e i probiotici possono aiutare.
Esiste persino una posizione ufficiale dell'EAACI (direi che questa Società Scientifica è una delle più sveglie e attente) che chiarisce il legame tra microbi e allergie.
"L'ipotesi della biodiversità è una pietra miliare nella comprensione dell'epidemia di malattie allergiche. Una scarsa varietà dei batteri, intestinali e non, aumenta il rischio di allergie.
I bambini ad alto rischio di asma [...] hanno spesso nel loro intestino ridotta abbondanza di Bifidobacterium, Akkermansia, Faecalibacterium e Lattobacilli e maggiore abbondanza dei funghi Candida e Rhodotorula.
I batteri intestinali hanno una forte influenza sugli eosinofili, i globuli bianchi maggiormente coinvolti nelle allergie, nelle infezioni dei vermi e di C. difficile. I probiotici L. fermentum e L. rhamnosus riducono le allergie agendo sugli eosinofili.
La permeabilità dei tessuti gioca un ruolo fondamentale in queste malattie: in determinate condizioni, la normale barriera epiteliale dell'intestino può diventare permeabile, permettendo il passaggio di microbi e molecole microbiche nella circolazione sistemica (situazione nota come traslocazione microbica).
Potrebbe pertanto essere possibile ridurre il rischio riducendo la traslocazione microbica attraverso l'uso selettivo dei probiotici".
Un altro dei motivi per cui la flora intestinale sbilanciata aumenta il rischio di asma è la produzione di 12,13-diHOME. Questo composto riduce il numero di T-reg, i globuli bianchi che inducono la tolleranza verso alimenti e antigeni. Più aumenta 12,13-diHOME, più aumenta il rischio di allergie. Ecco perché quello che modula positivamente il microbiota, come allattamento, alimentazione e probiotici, rappresenta una risorsa nel prevenire e gestire le allergie e l'asma.

Ad esempio 2 ceppi di lattobacilli (fermentum e paracasei) riducono l'asma nei bambini.
Tanti sono i fattori ambientali che modulano il rischio e, direttamente o indirettamente, sono collegabili al microbiota.
Quelli protettivi: diversità batterica (cioè avere molte specie diverse di microbi) e in particolare le specie nel rettangolo verde della figura, tra cui lattobacilli e bifidobatteri; parto naturale e in casa; frequenza dell'asilo nido; presenza di fratelli e animali in casa; contatto con animali da fattoria.
In gravidanza, dieta con alto contenuto di fibre e contatto con animali.
I fattori predisponenti invece sono uso di antibiotici, parto cesareo e prematurità, ridotta diversità batterica ed eccesso di C. difficile e Veillonella.


https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/all.13812
Anche il microbiota delle vie aeree influenza il rischio di asma e l'intensità degli attacchi

L'alimentazione è uno dei primi driver del microbiota, e infatti specifici microbi e pattern nutrizionali sono associati a un ridotto rischio di sviluppare allergie e asma.
Gli antibiotici, farmaci a volte necessari, ma a volte prescritti con troppa facilità, possono purtroppo promuovere la perdita di specie amiche (e ridurre la diversità), e sono un forte fattore di potenziale disbiosi. Esiste una relazione lineare tra antibiotici prescritti nell'infanzia e sviluppo di asma. Ogni ciclo di antibiotici aumenta il rischio del 20% e la severità dell'asma.
"I nostri risultati sono in linea con l'ipotesi del microbiota, che suggerisce che la disbiosi causata dagli antibiotici può alterare la maturazione del sistema immunitario e aumentare il rischio di sviluppare malattie allergiche ... "
"... Alla luce delle crescenti prove a sostegno dell'effetto dannoso dell'uso di antibiotici sull'asma infantile, i pazienti e gli operatori sanitari dovrebbero valutare criticamente i rischi e i benefici dell'uso di antibiotici nei neonati prima della somministrazione e considerare possibili strategie di trattamento alternative quando disponibili, e la ricerca dovrebbe concentrarsi su come gli effetti collaterali degli antibiotici possano essere prevenuti quando è necessario il loro uso".
L'uso di inulina nei bambini potrebbe ridurre le perturbazioni del microbiota dovute ad antibiotico, in particolare stimolando la crescita dei bifidi.
Il parto cesareo influenza la prima colonizzazione intestinale, che riflette l'ambiente ospedaliero anziché il microbiota vaginale come sarebbe corretto. Purtroppo in Italia rigide regole non lo permettono, ma per i nati da parto cesareo sarebbe opportuno praticare il "vaginal seeding", il trasferimento del microbiota vaginale tramite l'uso di un batuffolo di cotone o simili, per favorire l'impianto nell'intestino dei microbi corretti (come in caso di parto naturale) e non quelli della pelle (che caratterizzano i nati da parto cesareo).
Anche la sovracrescita intestinale di candida può aumentare la risposta asmatica, così come quella di un altro fungo (W. mellicola). Inoltre la Candida può peggiorare altre malattie respiratorie come la broncopneumopatia (BPCO) tramite crossreazione con un altro fungo (Aspergillus).

Altri fattori ambientali
L'asma notoriamente peggiora spesso per cause ambientali come acari della polvere, muffe, scarafaggi, peli di animali domestici, inquinamento e fumo passivo. 
Anche bassi livelli di inquinamento domestico, soprattutto da interferenti endocrini, favoriscono l'asma (insieme ad allergie e obesità) nei bambini. Tuttavia interagire con gli animali nel primo anno di vita riduce le manifestazioni allergiche come l'asma negli anni seguenti, e l'effetto è dose-dipendente (al crescere del numero di cani e gatti domestici si riduce il rischio).
Nel modello animale, esporre i topolini ai batteri tipici degli animali da fattoria riduce la tendenza all'asma, "addomesticando" il sistema immunitario. Questi effetti sono probabilmente legati alla teoria dell'igiene, secondo cui l'eccesso di igiene aumenta il rischio di allergie, ma è importante che il contatto con lo "sporco" avvenga nella finestra temporale giusta.


L'allattamento al seno è una delle migliori cose per ridurre il rischio, ma è importante anche che la mamma mangi bene e abbia un microbiota in ordine, perché i suoi batteri sono trasmessi al figlio tramite il latte.
Le sostanze presenti nei detergenti utilizzati in casa sono una probabile causa di declino della funzione respiratoria.
Il benzo(a)pirene, componente degli idrocarburi ma anche della carne e della pizza bruciacchiate, attiva un recettore (detto degli arili, AhR) che potenzia la risposta allergica infiammatoria, per esempio agli acari, e lo stress ossidativoL'uso di NAC, usato come mucolitico e precursore del glutatione, riduce questa risposta grazie all'azione antiossidante.
L'acqua clorata delle piscine può irritare le vie respiratorie, soprattutto dei bambini, e aumentare il rischio di sintomi
Asma infantile
Si sa da tempo che asma e obesità infantile vanno di pari passo. Un nuovo studio ipotizza legami causali, dovuti alla riduzione dell'attività fisica tra i bambini asmatici e all'utilizzo dei cortisonici, che favoriscono la deposizione di grasso, e infatti i bambini che li usano sono quelli più a rischio di esser sovrappeso (cosa non osservata in un altro studio).
Inoltre i bambini asmatici sono più a rischio di calcoli renali, anche se il meccanismo non è chiaro (personalmente ipotizzo un legame con l'uso del cortisone, che notoriamente porta via calcio dalle ossa).
2 porzioni a settimana di pesce grasso, come fonte di omega 3, abbinati ad una dieta mediterranea ricca in vegetali, migliorano significativamente l'infiammazione polmonare in bambini asmatici. Secondo una metanalisi degli studi osservazionali già una porzione a settimana di pesce riduce il rischio nei bambini. Una madre che assume quantità corrette di  una particolare forma di vitamina E (alfa-tocoferolo) può proteggere la prole dall'asma, viceversa una carenza in gravidanza aumenterà il rischio.
L'uso di latte crudo nei bambini può ridurre il rischio di asma (e allergie), tuttavia gli autori non incoraggiano la pratica per  il rischio di infezioni (basso ma possibile).
Altro da segnalare
L'asma, come altre patologie, può essere legata ad una sensibilità per le muffe, o meglio i loro metaboliti, con annesse sensibilità chimica multipla e fibromialgia. Come intervenire con la dieta? Semi e cereali possono essere grandi fonti di micotossine, così come i cibi fermentati possono favorirne lo sviluppo endogeno. In generale una dieta di tipo paleo può essere la migliore.
Il reflusso gastroesofageo può essere una causa di asma. L'uso di antiacidi in gravidanza sembra aumentare il rischio di asma nella prole (potrebbe essere dovuto all'alterazione del microbiota che causano?) 

Alcuni estratti da un articolo sull'utilizzo dell'aerosolterapia: «Ha senso per la cura della bronchiolite, della bronchite asmatica e della laringite - spiega l’infettivologa -, al contrario non serve nella rinofaringite, nella faringo/tonsillite e nell’otite media acuta, i comuni malanni di stagione. Se c’è eccesso di catarro nelle alte vie aeree l’unica pratica efficace sono i lavaggi nasali con una siringa riempita di soluzione fisiologica» «L’uso del cortisone per via aerosolica è largamente diffuso, nel nostro Paese, per il trattamento delle patologie delle alte vie respiratorie e per il controllo del sintomo tosse a esse correlato, sebbene non esistano prove della sua efficacia. Tale pratica, se prolungata nel tempo, è associata a effetti collaterali». "A volte i pediatri prescrivono terapie in aerosol per placare l’ansia dei genitori, che vogliono fare per forza qualcosa sperando di accelerare la guarigione del figlio. Ma in questo modo arriviamo ad avere bambini rassegnati all’idea di prendere farmaci, che non si ribellano più, e questo non è normale."
Aggiornamento 13/2/2020
"L'agopuntura può essere una valida terapia complementare e alternativa per l'asma negli adulti. Contribuisce in particolare a migliorare la funzione polmonare e ridurre i livelli di interleuchina e immunoglobulina E".

Aggiornamento 15/2/2020
Il latte può esacerbare l'asma in adulti predisposti

Aggiornamento 25/2/2020
L'importanza di microbiota e micobiota nei diversi tipi di asma

venerdì 31 gennaio 2020

Il cibo come medicina 3

Continua qui il post già duplicato una volta ☺️
Aggiornamento 19/1/2020
Alcuni cibi, spezie ecc ritenuti salutari possono esserlo anche perché agiscono sui fagi, virus normalmente presenti nel nostro intestino e capaci di tenere sotto controllo la popolazione batterica. Alcuni studiosi hanno sperimentato l'effetto su alcuni batteri patogeni, E. faecalis, B. thetaiotaomicron, S. aureus e P. aeruginosa.
Per esempio il tabasco riduce la crescita dei primi 3. L'effetto è potenziato dalla capsaicina (peperoncino) e dall'aceto.
Anche il NAC (N-acetilcisteina) ha proprietà batteriostatiche, antimicrobiche e antibiofilm. La stevia ha esibito potenziale contro B. thetaiotaomicron e S. aureus. I dolcificanti artificiali invece inducono disbiosi.
Il propoli aumenta i fagi contro B. thetaiotaomicron e E. faecalis. Alcuni cibi (rabarbaro, caffè, origano e melagrana) invece riducono i fagi, e sono infatti conosciuti come antivirali.
Aggiornamento 22/1/2020
L'olio di Perilla come modulatore dell'infiammazione e del microbiota.
La taurina, un particolare aminoacido, è stata somministrata a due ragazzi con un deficit del trasportatore, prevenendo la degenerazione retinica e la disfunzione cardiaca
Aggiornamento 23/1/2020
Lo zenzero migliora peso, circonferenza addominale, glicemia, resistenza insulinica e colesterolo HDL, senza però effetti su trigliceridi, insulina e LDL
Bufalina e licorina migliorano la fibrosi cardiaca da ipertensione nel modello animale
Aggiornamento 24/1/2020
L'uso di integrazione con omega 3 si associa a migliori parametri di funzionalità riproduttiva in uomini sani
Aggiornamento 26/1/2020
Lattobacilli insieme a mirtillo rosso sono efficaci nelle cistiti ricorrenti
Aggiornamento 30/1/2020
Il cisto rosso appare avere un forte potere antivirale per le infezioni respiratorie
Aggiornamento 31/1/2020
Nelle persone con lieve ipertensione non si capisce esattamente se è conveniente trattare farmacologicamente, per cui la Società Europea dell'Ipertensione ha emesso una posizione ufficiale sull'uso di cibo, integratori e nutraceutici in questa condizione.
La barbabietola grazie ai suoi nitrati naturali appare il cibo più efficace. Tè ricco in catechine, karkadè, sesamo e melagrana hanno effetto più limitato.
Tra gli integratori, vitamina C, magnesio e potassio (attenzione a quest'ultimo in alcune patologie) sono i migliori, tra i nutraceutici gli isoflavoni della soia (in donne postmenopausa), il resveratrolo (nei diabetici) e la melatonina (in chi soffre di ipertensione notturna). Anche probiotici e prebiotici hanno discreta efficacia. Molti altri funzionano (cacao, taurina, omega 3, ecc) ma a dosi elevate e a costi non bassi. In ogni caso non si consiglia di rimuovere gli eventuali farmaci prescritti.
Aggiornamento 6/2/2020
L'aglio, o il suo estratto secco, può avere un effetto sull'ipertensione simile a quello dei farmaci. Una corretta quantità delle vitamine del gruppo B è importante per l'effetto.La rigidità arteriosa si riduce in maniera da "ringiovanire" di 5 anni il sistema cardiovascolare. Funziona inoltre come prebiotico, migliorando il microbiota, aumentando i lattobacilli e i clostridi benefici
Aggiornamento 9/2/2020
Da tempo si parla di uso della dieta chetogenica nell'Alzheimer. Non esistono ancora molti studi, ma un modello in vitro fornisce una possibile spiegazione della sua (eventuale) efficacia: i corpi chetonici (che si formano durante la dieta e rappresentano il principale carburante cerebrale) riescono a "pulire" la cellula dalla β-amiloide, la sostanza che caratterizza i neuroni delle persone con Alzheimer.
Aggiornamento 10/2/2020

L'EPA, il grasso omega 3, potrebbe prevenire la cachessia neoplastica (e aiutare nel recupero del peso) riducendo le citochine infiammatorie, alla dose di 1,5g. Non vi è consenso unanime sull'indicazione
Aggiornamento 12/2/2020
Nel modello animale l'inulina, una fibra prebiotica, riduce la crescita del melanoma, modulando la risposta immunitaria grazie al microbiota
Aggiornamento 15/2/2020
Una dose giornaliera tra gli 80 e i 90mg di zinco può ridurre la durata del raffreddore del 33%
L'emicrania arriva quando si alzano i livelli di glucosio nel sangue. Meglio quindi un'alimentazione che stabilizzi la glicemia, chetogenica o a basso indice glicemico per esempio.
Aggiornamento 17/2/2020

Da un articolo sull'uso delle evidenze scientifiche nella terapia nutrizionale "Evidenze emergenti da recenti studi e revisioni sistematiche hanno messo in evidenza il significativo miglioramento clinico associato alla terapia nutrizionale medica mirata. La terapia nutrizionale medica dovrebbe ora essere considerata un intervento semplice, per lo più non invasivo ed economico con una sicurezza molto elevata nei pazienti. Queste conclusioni stanno diventando sempre più "basate sull'evidenza" anziché "guidate da esperti". Poiché il tema della malnutrizione è molto sfaccettato, sono necessari ulteriori studi per studiare il ruolo della dose, dei componenti nutrizionali, delle vie di introduzione e i tempi dell'intervento. Inoltre, la scienza potrebbe spostarsi maggiormente verso la "medicina personalizzata" in futuro. Fattori specifici della malattia (ad es. Comorbidità, decorso cronico o acuto), fattori specifici del paziente (età, sesso, elementi genetici) o biomarcatori nutrizionali potrebbero fornire informazioni sul fatto che un paziente debba beneficiare o meno della terapia nutrizionale. Di ulteriore interesse è anche l'influenza della terapia nutrizionale sul microbiota, che può svolgere un ruolo chiave. C'è anche ancora incertezza sul corso temporale ottimale della terapia nutrizionale medica (cioè, quando iniziare e per quanto tempo trattare). Tutte queste domande dovrebbero essere affrontate in ulteriori studi seguendo il concetto di medicina basata sull'evidenza. La terapia nutrizionale basata sull'evidenza ha avuto un viaggio difficile, ma ha un futuro promettente".
Aggiornamento 18/2/2020
L'articolo del Prof Alessio Fasano, docente ad Harvard, inizia così "Venticinque secoli fa, quando Ippocrate affermò che "Tutte le malattie iniziano nell'intestino", ebbe un'intuizione incredibile che solo recentemente è stato pienamente apprezzata a causa di nuove intuizioni sulla patogenesi di molte malattie infiammatorie croniche (CID) che affliggono l'umanità".
Oggi sappiamo che la permeabilità intestinale può essere concausa di molte malattie, perché permette agli antigeni alimentari e a batteri o loro derivati di entrare nel circolo sanguigno (endotossemia) e attivare cellule immunitarie T, facendo perdere la tolleranza immunitaria e inducendo allergie e infiammazione.
Tra le cause di induzione della zonulina, la proteina che provoca permeabilità, vengono indicate disbiosi, in particolare SIBO, e il glutine (altri fattori conosciuti sono alcol e stress). Quali patologie sono probabilmente legate alla condizione di leaky gut? Invecchiamento, malattie autoimmuni (celiachia, diabete di tipo 1, IBD, sclerosi multipla, spondilite anchilosante), disordini metabolici (obesità, diabete di tipo 2, diabete gestazionale, steatosi epatica), IBS, tumori (glioma e carcinoma epatico), patologie neurologiche (autismo, depressione, schizofrenia, fatica cronica).
Aggiornamento 19/2/2020
Il collagene è efficace nel ridurre rughe e dolori articolari da osteoartrite. Le evidenze per la salute ossea, delle unghie, dei capelli e l'aumento di muscolo sono invece dubbie.
La dieta FODMAP può essere efficace in oltre la metà dei casi di intestino irritabile (IBS). In altri casi è opportuno personalizzare il trattamento, a seconda delle sensibilità individuali
Aggiornamento 22/2/2020
Le persone con depressione hanno nel loro intestino ridotte quantità di batteri della famiglia Prevotellaceae, e dei generi Coprococcus, Ruminococcus, Bifidobacterium, Escherichia e Faecalibacterium rispetto ai controlli sani. La famiglia Actinomycetaceae è invece elevata.
È probabile che una minore diversità batterica determini minore resilienza (capacità di far fronte allo stress) e minore produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA). I probiotici possono aiutare e migliorare anche l'effetto dei farmaci. I bifidi in particolare possono migliorare la depressione legata allo stress, mentre L. rhamnosus migliora il sistema immunitario e protegge dai comportamenti legati allo stress. Tra le piante che hanno mostrato attività verso la malattia di Lyme (borreliosi che si prende dalla puntura di zecca) Cryptolepsis sanguinolenta, Juglans nigra, Polygonum cuspidatum, Uncaria tomentosa, Artemisia annua, Cistus creticus, e Scutellaria baicalensis.


Aggiornamento 25/2/2020
L'asse intestino-cervello nell'emicrania.
Lo stimolo può essere diretto, sul nervo vago, o indiretto (metaboliti e neurotrasmettitori batterici che modulano il dolore). Lo stress provoca disbiosi e permeabilità intestinale, tramite il cortisolo. In questo modo sostanze infiammatorie possono giungere al cervello e provocare l'emicrania. Anche i problemi digestivi peggiorano l'emicrania.
Il microbiota produce SCFA che possono ridurre la tendenza agli attacchi. I probiotici possono così ridurre la frequenza. Anche la dieta a basso indice glicemico, favorendo la formazione di SCFA, è efficace. Ridurre il rapporto tra omega 6 e omega 3 è un altro approccio che può dare risultati.
Può essere importante inoltre avere livelli corretti di vitamina D. In caso di sovrappeso è necessario dimagrire.
Aggiornamento 16/2/2020

Bacteroides thetaiotaomicron, un batterio presente nell'intestino sano, trasforma i glucosinolati in isotiocianati, ed è quindi importante per l'effetto anticancerogeno dei broccoli

lunedì 16 dicembre 2019

Candidamente


Sono piuttosto indeciso se continuare questo blog, visto che Google ha deciso di non dare più visibilità a chi dice qualcosa di alternativo al solito contate le calorie e muovetevi di più. La conseguenza è stata un drastico calo delle visualizzazioni delle pagine, e fare un articolo di una certa lunghezza che sia evidence-based ruba veramente molto tempo, e per avere solo un centinaio di visualizzazioni non credo valga la pena.

Comunque in questo (forse ultimo) articolo parliamo di Candida, un lievito/fungo patogeno opportunista, ossia che da semplice commensale e innocuo abitante dell'intestino può trasformarsi in pericoloso organismo. In generale un editoriale pubblicato su Nature Review Microbiology mette in guardia già dal suo titolo: "Basta trascurare i funghi!", visto che le loro infezioni, tra cui la candida, uccidono 1,6 milioni di persone all'anno.
La candida, nelle sue diverse sottospecie (la più nota è probabilmente la albicans) è appunto presente del nostro tratto intestinale, solitamente in maniera innocente. Il fatto che la candida sia normalmente ospitata nel nostro intestino non significa però che sia così innocente, e in generale i funghi (micobiota) possono essere implicati in diverse malattie, da quelle tumorali, intestinali, e dermatologiche fino a quelle mentali.
Sebbene qualcuno continui a parlare di malattia immaginaria, stanno crescendo le prove di diverse patologie concausate dal fungo. Purtroppo così come per le sensibilità alimentari non abbiamo strumenti diagnostici affidabili, e probabilmente ci perdiamo in molti falsi positivi e falsi negativi che possono far perdere fiducia nei sanitari che se ne occupano. Purtroppo i segni e sintomi sono molto sfumati e non esclusivi della condizione, complicando la diagnosi, che in pratica arriva solo se si è responsivi al trattamento (Ah, allora avevi la candida! 😑). Sempre che si decida di farlo. La dott.ssa Amy Myers consiglia il dosaggio di IG specifiche, i globuli bianchi totali bassi, la ricerca di arabinitolo nelle urine e un esame delle feci apposito. 

https://memegenerator.net/instance/62448926/philosoraptor-so-if-someone-has-candida-albicans-does-it-mean-she-is-a-candidate


Sono come accennato prima patogeni opportunisti, ossia diventano pericolosi in determinate condizioni (in genere disbiosi e indebolimento/sbilanciamento del sistema immunitario, chemioterapie, antibioticoterapie, ipocloridria (bassa acidità gastrica, soprattutto da abuso di farmaci) ecc).
Molte donne conoscono la sovracrescita vaginale di candida. Spesso colpisce dopo l'uso di antibiotici, che spazzano via i batteri e lasciano spazio alla candida per svilupparsi, per la solita legge del "se tu mi lasci spazio io mi allargo" (interferenza tra specie). Anche stress, contraccettivi orali e diabete possono aumentare il rischio. E ovviamente una dieta ricca in zuccheri e fonti di carboidrati raffinati.
Le persone con diabete sono molto più suscettibili alla candida, forse perché la glicemia alta la nutre, o anche perché hanno un sistema immunitario alterato, ed in esse questo fungo è più virulento e aggressivo. Inoltre può essere disseminata, ematica ecc, con esiti abbastanza pesanti, come dolori muscolari, pericardite, artriti, infezioni fino al cervello che si presentano come microaneurismi, meningiti ecc  

Healthline ci dà una serie di possibili segni di candidosi:
  1. stanchezza (dovuta alle carenze nutrizionali che induce), tanto che può determinare sindrome della fatica cronica 
  2. infezioni intime ricorrenti
  3. problemi digestivi (costipazione, diarrea, nausea, gas, crampi e gonfiore)
  4. sinusiti croniche
  5. micosi alla bocca, alla pelle e alle unghie
  6. dolori articolari
La dottoressa Myers aggiunge anche malattie autoimmuni come Hashimoto, lupus, artrite reumatoide, colite ulcerosa, sclerodermia (anche se, essendo trattati con immunosoppressori spesso è difficile capire se sia una causa o una conseguenza), ADHD, disturbi dell'umore, prurito, allergie, craving per lo zucchero o alimenti ricchi in carboidrati. Secondo hackyourgut.com anche le carie dentali.



Candida e cute


La candida può presentarsi a livello cutaneo, in particolare nelle pieghe, o come micosi nel piede e nelle unghie, dando prurito, rash e intertrigine.
La sovracrescita di Candida albicans è, insieme ad altre (streptococchi β-emolitici, Staphylococcus aureusPorphyromonas gingivalis,  Chlamydia,  virus dell'epatite C), una delle principali infezioni legate alla psoriasi. 
Questo ce lo insegnano da anni gli esperti di PSORIASI METODO APOLLO - MEDICINA FUNZIONALE: vi è un legame tra candida e psoriasi, in particolare se la malattia coinvolge le zone ascellari, intime e la testa. Purtroppo alcuni farmaci (a partire dal cortisone) per la psoriasi tendono a far proliferare la candida creando potenzialmente un circolo vizioso. Le persone con psoriasi hanno comunità fungine (e microbiche) particolari, non solo candida. Anche la dermatite atopica può legarsi a candida.

Candida e tratto oro-gastro-intestinale

L'infezione orale può legarsi a malattie endocrine, come l'ipotiroidismo o malattie surrenali. Può essere responsabile di afte ricorrenti.

A livello esofageo o gastrico può essere asintomatica o dare reflusso/bruciore, disfagia, nausea e vomito. In particolare questo avviene tramite crossreazione con le profiline, tipici allergeni vegetali.

Da tempo si ipotizza un legame tra celiachia e candida. Oggi è certa una crossreattività tra candida e glutine. Questo fungo può innescare uno dei meccanismi patogenetici, è spesso sovrarappresentato nell'intestino dei celiaci. Questo non significa che ogni caso di celiachia sia dovuto alla candida, ma che in un certo numero di casi abbia un ruolo insieme ad altri fattori ambientali e ad una predisposizione genetica, e potrebbe rilevarsi anche nel diabete di tipo 1 (altra malattia autoimmune). In pratica nella fase patogenica la candida rilascia Hwp1, una proteina che fa da substrato per la transglutaminasi (l'enzima che reagisce al glutine) e provoca una reazione immunitaria. Chi ha celiachia può anche eliminare il glutine ma se ha una candida attiva può continuare ad avere problemi.
La candida può invadere l'intestino e oltrepassare la sua barriera in diversi modi, diventando sistemica, con le sue ife (prolungamenti).
La sovracrescita di funghi, in particolare candida, è presente in un quarto circa delle persone con sintomi gastrointestinali che non si risolvono (gonfiori, reflusso, nausea, diarrea ecc) L'infiammazione intestinale stimola la proliferazione della candida, causando potenzialmente anche un circolo vizioso. Può essere corresponsabile della steatosi epatica, anche in questo caso grazie e a un circolo vizioso perché l'alcol ne facilita la proliferazione.
C. tropicalis induce infiammazione intestinale attivando i recettori per le lectine di tipo C (gli stessi attivati da alcuni fattori alimentari), ed è per questo un probabile fattore cancerogeno. 
La candida in collaborazione con H. pylori è una possibile responsabile di problemi allo stomaco (dispepsia), soprattutto se si usano antiacidi che favoriscono la colonizzazione. Se avete problemi digestivi e non si capisce perché potete indagare su una possibile presenza di candida.
Nel modello cellulare e non solo, la candida crea permeabilità intestinale, concausa di tantissime malattie, a partire dai problemi digestivi. 

Candida e occhi
L'infezione oculare da Candida può anche causare cecità, e questo può capitare in seguito a uso di antibiotici che riducono Corynebacterium mastitidis, un batterio che esercita protezione modulando il sistema immunitario.

Candida e tratto respiratorio
Può essere responsabile di polmonite, secchezza delle fauci, bronchite, ma solo in persone molto immunodepresse.
Secondo una posizione ufficiale della Società Europea di Allergologia (EAACI) i bambini ad alto rischio di asma e allergie hanno spesso nel loro intestino ridotta abbondanza di Bifidobacterium, Akkermansia, Faecalibacterium e Lattobacilli e maggiore abbondanza dei funghi Candida e Rhodotorula. La sovracrescita intestinale di candida può aumentare la risposta asmatica. Anche un altro fungo (W. mellicola) pare avere lo stesso effetto.

Candida e tumori
"I risultati più recenti dimostrano che C. albicans è in grado di promuovere il cancro con diversi meccanismi, come descritto nell'articolo: produzione di metaboliti cancerogeni (acetaldeide), innesco dell'infiammazione, induzione della risposta Th17 e mimetismo molecolare".


Candida  e malattie neurologiche e psichiatriche

La candida è più presente nelle persone con schizofrenia rispetto ai sani, in particolare negli uomini, mentre nelle donne si manifesta come minor capacità di apprendimento;  in generale le infezioni fungine sono un fattore di rischio per le malattie mentali.
Genericamente la candida si lega  a brain fog, la nebbia o stato confusionale dovuto a infiammazione e stress ossidativo. Si possono notare cambiamenti mentali, ed è associata con malattie endocrine come ipotiroidismo che sono esse stesse associate con scarsa salute mentale e poca lucidità.
Diventa particolarmente pericolosa se rilascia "ife", dei prolungamenti che invadono il corpo molto oltre l'intestino, anche fino al cervello.
Nel modello animale infatti la candida può oltrepassare la barriera ematoencefalica (il sistema di protezione del cervello), e nei topi  in cui succedeva si sono riscontrati deficit di memoria spaziale che sparivano alla guarigione dell'infezione. Gli indizi di legami tra malattie psichiatriche e infezione da candida sono crescenti. I ricercatori pensano inoltre che questo fungo/lievito possa essere correlato allo sviluppo in alcuni casi di disturbi neurodegenerativi cronici, come l'Alzheimer, il Parkinson e la sclerosi multipla.
Nelle feci di persone con CFS si rintraccia maggiormente la candida nella fase attiva della malattia, anche se non si sa se si tratta di una concausa, se contribuisca alla malattia o si tratti di una semplice presenza ecologica. La dieta può comunque essere d'aiuto.
La candida è possibile causa di depressione. Inoltre uno dei suoi metaboliti, acido tartarico, può interferire col ciclo di Krebs, una delle principali vie cellulari di produzione di energia, perché somiglia all'acido malico e inibisce l'enzima fumarasi. Questa interferenza è notata soprattutto nelle persone con autismo.

Candida e tratto genito-urinario

Molto conosciute cistiti e vulvovaginiti da candida, può colpire anche reni e genitali maschili.
Candida e altri problemi

Alcuni bambini di bassa statura e inappetenti hanno infezione di Candida albicans e/o Helicobacter pylori che determinano produzione di autoanticorpi verso gli ormoni che regolano l'appetito. Il processo si chiama mimetismo molecolare, e può essere alla base di alcune malattie autoimmuni.
La candida può essere responsabile di casi di insufficienza cardiaca.

Candida auris

Sta emergendo negli USA una nuova specie, scoperta in Giappone nel 2009, molto pericolosa: C. auris, la cui infezione può portare a cecità. È importante prevenirla perché è resistente agli antimicotici e si diffonde rapidamente per contagio, soprattutto tra le persone immunodepresse, portando a morte fino al 60% dei casi. Quando viene diagnosticata le persone vengono completamente isolate e trattate con particolari precauzioni. Per ora è disponibile un solo cocktail di farmaci che pare efficace.

Alimentazione e candida

Nonostante qualcuno cerchi di negare/minimizzare il legame con l'alimentazione, in generale la candida, come tutti i funghi, è ghiotta di carboidrati, specie da fonti raffinate, e il loro consumo ne stimola la proliferazione. Ma è purtroppo in grado di utilizzare anche fonti alternative di energia, tra cui gli aminoacidi (derivati dalle proteine). Ridurre i carboidrati può sì essere benefico in determinate condizioni, ma in caso di candidosi può ridurre le difese immunitarie (attraverso l'aumento del cortisolo) e così paradossalmente favorire la candida e non "affamarla" come si pensa.

In generale possiamo dire che prolifera con vegetali, frutta e latticini: in realtà non è (sol)tanto il cibo ma pare che siano i funghi stessi, presenti in questi alimenti come "ospiti", a fungere da catalizzatori per la candidosi, come se si trovasse bene insieme ai suoi parenti. Per cui oltre ai funghi andrebbe evitato o ridotto tutto ciò che li contiene in forma unicellulare (aspergilli, saccaromiceti, gli alimenti lievitati come pane, alcolici, latti fermentati ecc) o multicellulare (funghi commestibili).
I grassi saturi invece sono inibitori della sua crescita, in particolare quelli a catena media e corta (il famoso acido caprilico utilizzato in molti inibitori della sua crescita).

Esistono tuttavia pochissimi studi sperimentali compiuti su persone.
In questo studio pilota su 120 persone una dieta specifica, abbinata all'antimicotico nistatina, ha ridotto la crescita della candida e le sue manifestazioni rispetto al solo farmaco.
La dieta era composta da frutta a basso contenuto zuccherino, cereali integrali, pesce, carne bianca, yogurt e alcuni integratori tra cui i probiotici, col suggerimento di evitare zuccheri, alimenti con farine raffinate e amidacei, legumi, carni lavorate, latte e alcolici.
In un altro caso pubblicato, la rimozione di zuccheri, lieviti, alimenti fermentati, con addizione di acido caprilico e lattobacilli ha eliminato la candida.
La dieta può aiutare ma non essere sufficiente a eradicare la candida, soprattutto quando diventa sistemica, per cui si consiglia di lavorare anche sul rinforzo del sistema immunitario e ritmi circadiani.
Gli alimenti fermentati possono favorire la candida attiva secondo Amy Myers. Selfhacked.com propone una serie di sostanze e integratori, come miele, sodio butirrato, tulsi, reishi, origano, lattoferrina, aglio, cipolla, menta piperita, colostro, curcumina, mentre sconsiglia baicalina, liquirizia, tribulus, CLA, glutammina ecc.
Scacciare la candida può avere anche effetti negativi almeno inizialmente (debolezza, febbre, brividi, debolezza), forse dovuti al rilascio di metaboliti della candida moribonda.

Biofilm

Alla candida piace fare amicizia. In particolare con specie batteriche e in particolare condizioni, interagisce per formare biofilm, forme di resistenza molto difficili da trattare. Infatti la collaborazione porta alla sintesi di polimeri che sono più resistenti all'attacco di antibiotici e antimicotici, con guadagno di sopravvivenza di candida e batteri ma perdita di qualità della vita di chi li ospita. Per capirci l'80% delle infezioni ricorrenti, ad esempio di Staphylococcus epidermidis, Pseudomonas aeruginosa, Staphylococcus aureus e Enterobacteriacee come Escherichia coli, è probabilmente legata a biofilm, come segnala Chris Kresser. 
Questo succede per esempio producendo antiossidanti che proteggono alcuni Bacteroides.
La candida forma, collaborando con E. coli e S. marcescens, fortissimi biofilm resistenti agli antibiotici che sono tra le cause del morbo di Crohn. 
I biofilm sono potenziali attivatori della risposta autoimmune, e quindi una delle loro cause
I biofilm di candida potrebbero anche essere delle "riserve protette" per i virus, come quelli dell'herpes.
La degradazione dei  biofilm può avvenire con alcuni cocktail di sostanze: per esempio amfotericina B e tirosolo; i trattamenti da linee guida prevedono amfotericina ed echinocandina. 
L'EDTA potrebbe aumentare il loro effetto, ma va usato con prudenza perché "sequestra" i minerali come calcio e ferro. In futuro sono sotto ricerca altri trattamenti.
Oltre che difficili da trattare, i biofilm risultano molto difficili da diagnosticare, come ci insegna Kresser, che consiglia per trattarli enzimi (nattokinase and lumbrokinase), NAC (precursore del glutatione), monolaurina (cocco), antibiotici naturali (origano, berberina, rosmarino ecc), prebiotici e probiotici.
Uso di probiotici
Alcuni lattobacilli, meno i bifidi, e soprattutto S. boulardi, sono probiotici utilizzati comunemente contro la candida.
I probiotici possono migliorare dermatite, asma o allergie legate alla candidosi secondo una posizione ufficiale della EAACI.
I probiotici misti e ad alta numerosità batterica sono efficaci già in pochi giorni nella candida intestinale, almeno nel breve termine.  
S. boulardii è efficace quanto la nistatina (antimicotico) nel prevenire le infezioni fungine nei bambini prematuri, e ha anche meno effetti collaterali.  L'uso dei probiotici riduce il rischio di candidemia e candiduria nella terapia intensiva pediatrica in seguito a terapia antibiotica.
In particolare 2 ceppi di lattobacilli (fermetum e plantarum) sotto sperimentazione hanno dato buoni esiti nei confronti della candida.

Nel caso di biofilm, l'uso dei batteri per una "battaglia per il territorio" può essere l'approccio vincente, perché i giusti batteri rilasciano delle sostanze per "dominare" il territorio, chiamate batteriocine. In generale, tra i batteri che contrastano la candida quando forma i suoi pericolosi biofilm troviamo P. aeruginosa (però patogeno opportunista, che si attacca alle sue ife e "la sfrutta e poi la combatte"), Enterococcus faecalis, Lattobacilli.
Saccharomyces boulardiiLactobacillus acidophilusLactobacillus rhamnosus, e Bifidobacterium breve, inserite in un particolare e apposito probiotico multiceppo, sono in grado di  produrre enzimi che degradano i biofilm, e hanno dimostrato di essere efficaci  in vitro e quindi un promettente trattamento terapeutico.

In pazienti maschi con schizofrenia l'uso di probiotici ha ridotto gli anticorpi contro la candida e migliorato la salute intestinale. 

Negli esperimenti in vitro con lattobacilli L. crispatus è quello che inibisce maggiormente la genesi delle ife nella candida vaginale. 
Nella candidosi orale i probiotici sono efficaci, specie se abbinati a fibre prebiotiche (simbiotici).
Altri funghi o simili

Alcune condizioni patologiche (asma, eruzioni dermatologiche, problemi cognitivi e comportamentali, condizioni neurologiche inclusa la neuropatia, problemi di vista, fatica cronica, dolore muscolare o articolare o rigidità, problemi gastrointestinali, infiammazione cronica, soppressione immunitaria e autoimmunità) possono essere legate ad una sensibilità per le muffe, o meglio i loro metaboliti, portando a sensibilità chimica multipla e fibromialgia. Come intervenire con la dieta? Semi e cereali possono essere grandi fonti di micotossine, così come i cibi fermentati possono favorirne lo sviluppo endogeno.
In generale una dieta di tipo paleo può essere la migliore, perché riduce il contatto con questi cibi, ma il trattamento è sempre soggettivo.
Avere una sovracrescita intestinale di Candida può peggiorare malattie respiratorie come asma e broncopneumopatia (BPCO) tramite crossreazione con un altro fungo (Aspergillus).
La Malassezia, un fungo che spesso si ritrova in chi soffre di dermatite seborroica (forfora) e pelle grassa, sembra implicata nella patogenesi del morbo di Crohn. Inoltre può accelerare la tumorigenesi, a livello pancreatico, dermico e intestinale.
Cryptococcus neoformans produce eicosanoidi (le nostre molecole segnale) per inibire le difese immunitarie e poter crescere indisturbato, ed è responsabile di 180 mila morti all'anno. 
Anche la muffa nera è tossica decisamente tossica, e può dare problemi respiratori, infiammatori e neurodegenerativi. 
Altre info
Insieme all'antibiotico-resistenza, anche l'antimicotico-resistenza è causa di preoccupazione per il futuro, soprattutto verso candida e Aspergillus
Lavare i denti con dentifricio al fluoro 3 volte al giorno sembra sufficiente per tenere sotto controllo la candida. Escludendo il S. cerevisiae dalla dieta il lievito non si rintraccia più nelle feci. 
I topi con uno sbilanciamento del rapporto tra saccaromiceti e candida, provocata da una dieta ricca in grassi, possono avere tendenza a ingrassare e  malattie intestinali. 
Secondo hackyourgut è molto importante anche seguire i ritmi circadiani, il corretto riposo, ridurre lo stress e fare il giusto sport; i consigli hanno molto senso visto che sono fondamentali per bilanciare correttamente il sistema immunitario e il sistema cardiometabolico (resistenza insulinica).
Aggiornamento 22/12/2019
Le proteine del complemento sono componenti del sistema immunitario, prodotte dal fegato, e che si attivano in caso di necessità, supportando la risposta anticorpale, e può essere attivata anche da lectine (presenti anche in alcuni alimenti) e membrane batteriche e fungine. Il tessuto adiposo, soprattutto se infiammato, può produrre proteine del complemento, contribuendo all'immunità. Inoltre queste proteine interagiscono col metabolismo, simulando l'effetto di insulina e altri ormoni lipogenici o lipolitici, e contribuendo all'espansione o riduzione del tessuto adiposo, e alla sua distribuzione nei diversi distretti (sottocutaneo, viscerale ecc). Nelle persone con eccesso di adipe si può formare un circolo vizioso per cui il grasso stimola l'aumento di grasso. Un altro esempio di come metabolismo energetico e sistema immunitario si sovrappongono.
"Dati promettenti supportano l'idea che complemento e le adipokine correlate, in particolare ASP, possono contribuire al partizionamento del grasso attraverso il loro effetti lipogenici/antilipolitici sotto l'influenza degli ormoni sessuali. Questo può spiegare le variazioni nell'adiposità regionale e relativo rischio metabolico negli uomini e nelle donne"
Aggiornamento 24/12/2019
Tra le specie più note di Candida, S. boulardii è efficace con tutte tranne la tropicalis.
Aggiornamento 27/12/2019
Alcuni lieviti, diversi da quelli tradizionalmente usati come S. boulardii, possono essere efficaci e sicuri come i farmaci nel contrastare le candidosi non dovute alla più comune C. albicans, come C. tropicalisC. kruseiC. glabrata, e C. parapsilosis, che formano temibili biofilm. Le specie sono Saccharomyces cerevisiae (ceppo KTP) e Issatchenkia occidentalis (ceppo ApC). 
"Per soddisfare la crescente necessità di opzioni terapeutiche per le complicanze cliniche associate ai biofilm, questi lieviti di origine alimentare rappresentano un'alternativa sicura e attraente al trattamento convenzionale per le infezioni da Candida".
Aggiornamento 29/12/2019
Le proprietà anticarie del bicarbonato può essere dovuta anche all'inibizione dei biofilm cariogeni

I bambini con autismo sembrano avere particolari forme di batteri (senza parete batterica) e Aspergillus silente nel loro sangue. Queste infezioni sono prese dalla mamma durante la gravidanza. L'aspergillosi altera il sistema immunitario e facilita la crescita di altre specie (Candida, Cryptococcus), e i metaboliti del metabolismo delle muffe hanno effetti negativi sull'integrità strutturale o funzionale dello sviluppo del sistema nervoso. "L'aspergillosi silenziosa" può influenzare fortemente lo sviluppo del sistema immunitario e nervoso nella prima infanzia ed essere una delle principali cause di disturbi dello sviluppo neurologico
Aggiornamento 2/1/2020
Nella revisione sull'effetto delle diete nei disturbi dello spettro autistico (ASD), gli autori concludono che, essendo molto frequenti i problemi intestinali, le diete risultano molto interessanti. Tuttavia non è stato individuato un trattamento con risultati univoci e adatto a tutti, e "mancano dati scientifici conclusivi sull'effetto delle diete terapeutiche sull'autismo e, in quanto tale, non è possibile formulare raccomandazioni definitive per una terapia nutrizionale specifica come trattamento standard per l'ASD". Quelle con maggiore efficacia appaiono la dieta senza glutine e caseine (GFCF) e la supplementazione di alcune vitamine e probiotici. La dieta chetogenica e dei carboidrati specifici hanno potenziali da indagare ulteriormente. La dieta GFCF appare efficace in circa la metà delle persone. A cosa è dovuto questo? Glutine e caseine vengono maldigerite in alcuni soggetti, forse a causa di disbiosi, e la β-caseina A1 presente nei latticini porta alla formazione di β-casomorfina-7 (BCM7), sostanza in grado di entrare nel sangue in caso di permeabilità intestinale e creare problemi di riduzione del glutatione (e quindi stress ossidativo) .
Anche la sovracrescita di candida e delle sue ife sembra implicata, anche a causa della riduzione di lattobacilli
Aggiornamento 9/1/2020
Un altro studio conferma l'idea che la celiachia, come altre malattie autoimmuni, sia dovuta al mimetismo molecolare, ossia sequenze di alcuni batteri che somigliano al glutine e scatenano una reazione verso di esso. Tra di essi P. aeruginosa e P. fluorescens

Aggiornamento 19/1/2020
Alcuni cibi, spezie ecc ritenuti salutari possono esserlo anche perché agiscono sui fagi, virus normalmente presenti nel nostro intestino e capaci di tenere sotto controllo la popolazione batterica. Alcuni studiosi hanno sperimentato l'effetto su alcuni batteri patogeni, E. faecalis, B. thetaiotaomicron, S. aureus e P. aeruginosa.
Per esempio il tabasco riduce la crescita dei primi 3. L'effetto è potenziato dalla capsaicina (peperoncino) e dall'aceto.
Anche il NAC (N-acetilcisteina) ha proprietà batteriostatiche, antimicrobiche e antibiofilm. La stevia ha esibito potenziale contro B. thetaiotaomicron e S. aureus. I dolcificanti artificiali invece inducono disbiosi.
Il propoli aumenta i fagi contro B. thetaiotaomicron e E. faecalis. Alcuni cibi (rabarbaro, caffè, origano e melagrana) invece riducono i fagi, e sono infatti conosciuti come antivirali.
Aggiornamento 22/1/2020
Le persone con alterazione del ritmo sonno-veglia possono avere problemi immunitari. Questo è dovuto al disaccoppiamento dell'"orologio molecolare" col ritmo di alcuni ormoni, come il cortisolo, che gestiscono l'infiammazione e l'azione delle cellule immunitarie. Questa alterazione dei ritmi circadiani porta a errata risposta immunitaria nelle infezioni, autoimmunità ecc.
Aggiornamento 26/1/2020
Lattobacilli insieme a mirtillo rosso sono efficaci nelle cistiti ricorrenti
Aggiornamento 30/1/2020
Figura schematica di come l'alimentazione errata porti alla disbiosi e alla sindrome metabolica, tramite l'infiammazione stimolata dai metaboliti batterici che entrano dall'intestino
Aggiornamento 5/2/2020
Negli USA si stima che il 45% delle prescrizioni antibiotiche sia inutile e fatto senza i dovuti accertamenti, aumentando in questo modo il rischio di allergie, infezioni fungine e batteriche come quella da C. difficile
Aggiornamento 17/2/2020
L'articolo del Prof Alessio Fasano, docente ad Harvard, inizia così "Venticinque secoli fa, quando Ippocrate affermò che "Tutte le malattie iniziano nell'intestino", ebbe un'intuizione incredibile che solo recentemente è stato pienamente apprezzata a causa di nuove intuizioni sulla patogenesi di molte malattie infiammatorie croniche (CID) che affliggono l'umanità".
Oggi sappiamo che la permeabilità intestinale può essere concausa di molte malattie, perché permette agli antigeni alimentari e a batteri o loro derivati di entrare nel circolo sanguigno (endotossemia) e attivare cellule immunitarie T, facendo perdere la tolleranza immunitaria e inducendo allergie e infiammazione.
Tra le cause di induzione della zonulina, la proteina che provoca permeabilità, vengono indicate disbiosi, in particolare SIBO, e il glutine (altri fattori conosciuti sono alcol e stress).
Quali patologie sono probabilmente legate alla condizione di leaky gut? Invecchiamento, malattie autoimmuni (celiachia, diabete di tipo 1, IBD, sclerosi multipla, spondilite anchilosante), disordini metabolici (obesità, diabete di tipo 2, diabete gestazionale, steatosi epatica), IBS, tumori (glioma e carcinoma epatico), patologie neurologiche (autismo, depressione, schizofrenia, fatica cronica).
Aggiornamento 18/2/2020
Il miele di manuka grazie alla presenza di lattobacilli è efficace in vitro nel contrastare S. aureus, Enterococcus faecalis, Escherichia coli e P. aeruginosa.

Aggiornamento 23/2/2020
L'aglio è efficace in vitro nel contrastare i biofilm di Candida e S. aureus che possono formarsi nella candidosi orale, responsabile delle stomatiti
Tentare di azzerare la batteriuria asintomatica nelle cistiti ricorrenti può portare a resistenza antibiotica e infezioni intestinali come quella da C. difficile