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martedì 24 settembre 2019

Metabolicamente predestinato - continua



Continua qui il post Metabolicamente predestinato, sul legame tra quello che succede nel pancione della mamma e nei mesi seguenti e la salute negli anni a venire.

Aggiornamento 21/9/2019

La somministrazione di antibiotici nel primo anno di vita aumenta il rischio di asma e rinite allergica, probabilmente creando disbiosi intestinale


Aggiornamento 21/9/2019



In un gruppo di bambini cinesi quelli con asma e rinite avevano meno bifidobatteri ma uguali lattobacilli, suggerendo che la carenza dei primi può portare allo sbilanciamento immunitario responsabile delle allergie.

Aggiornamento 24/9/2019


Nonostante, almeno negli USA, il consumo di zucchero sia in calo, l'obesità aumenta.
Questo potrebbe essere dovuto al consumo "pregresso", fatto dalla generazione che oggi è adulta, perché 40 anni fa gli alimenti per bambini erano ricchi di zucchero e il consumo in gravidanza aumenta le cellule adipose nella prole, predisponendo per l'aumento di peso negli anni successivi.


Aggiornamento 25/9/2019



Fornire il probiotico B. infantis, il principale colonizzatore dell'intestino dei neonati, anche in bambini allattati al seno, riduce la colonizzazione da parte dei batteri patogeni opportunisti antibiotico-resistenti come Escherichia, Clostridium, and Staphylococcus. e potenzialmente riduce il rischio successivo di infezioni.

Le donne obese in gravidanza dovrebbero acquistare meno kg di quanto ipotizzato.

Aggiornamento 27/9/2019

L'alterazione del microbiota aumenta il rischio di allergie alimentari. Parto cesareo, antibiotici e eccesso di igiene sono fattori importanti. Vari bifidi e lattobacilli possono essere utili nella gestione delle allergie alimentari. I migliori sono forse B. infantis e L. rhamnosus GG.

Aggiornamento 29/9/2019


Le donne dovrebbero considerare di limitare il consumo di zuccheri aggiunti durante la gravidanza, e anche le bibite light non sono un'alternativa ideale.
In uno studio fatto su oltre 1200 donne, un maggiore consumo di saccarosio (zucchero) in gravidanza e l'assunzione di bibite zuccherate da parte delle madri erano associati a una scarsa funzione cognitiva della prole. "Il consumo materno di saccarosio è stato associato a scarse capacità non verbali per risolvere nuovi problemi e scarsa memoria verbale, memoria visiva e apprendimento; il consumo materno di bibite gassate (SSB) è stato associato a minore intelligenza globale associata sia alla conoscenza verbale che alle abilità non verbali. Inoltre, il consumo di SSB nella dieta materna è stato associato a scarse capacità motorie, visive spaziali e motorie visive nella prima infanzia e scarse capacità verbali più avanti. Il consumo di SSB nell'infanzia era associato a una minore intelligenza verbale nell'infanzia".
Il consumo di frutta nei bambini è invece risultato associato con maggiore intelligenza.

Col parto cesareo si ha una carenza soprattutto di Bacteroides.


Aggiornamento 3/10/2019

Tra i possibili fattori che modulano il rischio di diabete di tipo 1, l'eccesso di igiene, alcune infezioni enteriche e da raffreddamento, malattie esantematiche, che spiegano anche la stagionalità della scoperta della malattia, le crossreazioni con gli antigeni alimentari e la permeabilità intestinale. Tra i batteri sembrano più abbondanti i Bacteroidetes e scarsi i produttori di butirrato. Anche viroma e micobioma sono alterati. L'allattamento al seno appare protettivo, soprattutto grazie all'apporto di bifidobatteri come B. infantis.
Tra i fattori nutrizionali, gli omega 3 sono protettivi mentre l'esagerato consumo di latte aumenta il rischio. Anche introdurre il glutine dopo i 9 mesi potrebbe aumentare il rischio, così come lo svezzamento precoce.

Tra le vitamine, la carenza della D aumenta il rischio, mentre vi è incertezza per le altre. Lo zinco potrebbe essere protettivo, mentre nitriti, nitrati e nitrosammine (carni lavorate) devono essere ulteriormente indagate.

Aggiornamento 4/10/2019
Carenze di vitamine A, B12, D e K alterano la flora e il sistema immunitario delle persone con autismo.
Aggiornamento 5/10/2019
L'uso di antibiotici dopo il parto si associa a carenza di bifidobatteri e maggiore ricchezza di Proteobacteria patogeni opportunisti come Enterobacteriaceae, Campylobacteriaceae e Helicobacteriaceae. Gli effetti sulla salute a lungo termine sono sconosciuti ma facilmente ipotizzabili (maggior rischio di obesità, malattie autoimmuni, allergie ecc)
"Quando la relazione tra il microbiota intestinale e lo sviluppo del sistema immunitario sarà più chiara, gli interventi come allattamento esclusivo, somministrazione probiotica mirata oppure la terapia fagica potranno essere usati come terapia adiuvante nei neonati esposti agli antibiotici".


Aggiornamento 7/10/2019

Il fruttosio è tossico per i mitocondri, soprattutto nell'ambito di una dieta ad alto contenuto di grassi (guarda caso entrambi gli ingredienti sono contenuti nel cibo spazzatura).
Il fruttosio modifica il metabolismo dei mitocondri e le loro proteine, riducendo le capacità ossidative e aumentando la sintesi di grassi, e "questo potrebbe contribuire all'associazione dell'elevata assunzione di fruttosio con lo sviluppo dell'obesità e delle sue complicanze metaboliche".
Secondo un parere EFSA ritardare l'introduzione dei cibi allergenici non riduce il rischio di allergie.

Aggiornamento 8/10/2019

È ben noto che le donne in gravidanza non devono assumere alcol. Anche gli uomini però devono astenersi dal bere nei 6 mesi prima del concepimento perché l'alcol aumenta il rischio di difetti cardiaci congeniti

L'anestesia generale nel parto cesareo potrebbe aumentare il rischio di autismo

L'esposizione ai PCB e altre tossine ambientali crea disbiosi e permeabilità intestinale e può alterare il neurosviluppo e la risposta allo stress grazie alle tossine rilasciate dalle specie patogeniche in eccesso. Il microbiota è un modulatore della neurotossicità.

Lo streptococco di gruppo B colonizza intestino e genitali di molte donne in gravidanza, in modo asintomatico, ed è uno dei principali responsabili di sepsi, meningite e polmonite neonatale. Con un probiotico, grazie alla "lotta ecologica", è possibile ridurre la colonizzazione e prevenire le complicanze mentre gli antibiotici possono essere inutili

Aggiornamento 10/10/2019

Un composto presente nel latte materno, glicerolo monolaurato, protegge dai batteri patogeni, come Staphylococcus aureus, Bacillus subtilis e Clostridium perfringens, e nel latte vaccino è presente in quantità 200 volte inferiori
Aggiornamento 15/10/2019

Una delle ragioni dell'epidemia di autismo potrebbe essere la triade paracetamolo-glifosato-Augmentin (acido clavulanico e amoxicillina).
"Poiché alcune malattie ereditarie sono legate a un comportamento autistico e l'autismo è spesso presente nelle famiglie, i ricercatori cercano i geni alla base della fisiopatologia dell'autismo. Altri ricercatori sostengono che i fattori ambientali sono decisivi, citando prove convincenti di un'epidemia di autismo negli Stati Uniti a partire dal 1980 circa. Il riconoscimento che i fattori ambientali influenzano l'espressione genica ha portato alla sintesi di questi punti di vista - un'epidemia epigenetica provocata da agenti ambientali pervasivi che alterano l'espressione di geni vulnerabili, che inducono caratteristiche biochimiche autistiche in molte madri e neonati. Due tossine maggiormente implicate nell'epidemia di autismo negli Stati Uniti sono l'analgesico/antipiretico acetaminofene (paracetamolo) e l'antibiotico orale amoxicillina / clavulanato (Augmentin). Recentemente l'erbicida glifosato (Roundup) è stato implicato in modo esponenziale. Cosa hanno in comune queste tossine? Il paracetamolo impoverisce il solfato e il glutatione necessari per disintossicarlo. Gli antibiotici orali uccidono e il glifosato inibisce i batteri intestinali che sintetizzano la metionina (precursore del solfato e del glutatione, e necessari per il DNA del metilato), i batteri che sintetizzano il triptofano (unico precursore della serotonina dei neuroinibitori) e i batteri che trattengono gli anaerobi che generano ammoniaca. Solfato più glutatione normalmente solforano l'androgeno surrenale deidroepiandrosterone a DHEAS - principale precursore degli estrogeni placentari/postnatali. Il glifosato (e i metalli pesanti) inibiscono anche l'aromatasi che trasforma gli androgeni in estrogeni. Gli estrogeni placentari/postnatali disidratano le guaine mieliniche cerebrali mature, il corpo calloso maturo ed l'emisfero sinistro preferenzialmente, dilatano i vasi sanguigni cerebrali ed elevano la serotonina cerebrale e l'ossitocina. Gli androgeni deboli indotti dallo stress e l'esaurimento degli estrogeni spiegano coerentemente l'asimmetria della materia bianca e la disconnessione nell'autismo, nel cervello maschile, nel flusso sanguigno cerebrale basso, nell'ipereccitabilità, nell'ansia sociale e nell'ossitocina materna insufficiente alla nascita per limitare il cloruro/acqua cerebrale fetale e il GABA maturo".


Aggiornamento 15/10/2019


Secondo un report del World Health Organization (WHO)​ limitare zuccheri aggiunti e sale, supplementare con ferro e folati in gravidanza e promuovere e facilitare l'allattamento al seno possono salvare 3,7 milioni di vite nei prossimi 6 anni

Aggiornamento 16/10/2019



Specifici microbi e pattern nutrizionali sono associati a un ridotto rischio di sviluppare allergie e asma

domenica 1 settembre 2019

Le diete detox


Impossibile non notare la moda "detox". Molti si sono messi in testa di disintossicare (termine che sarà usato intercambiabilmente con detossificare, anglicismo che in realtà in italiano non esiste) il proprio corpo, ossia espellere le tossine. Un termine simile usato in inglese è "cleanse", che significa letteralmente "purificare", e più che altro si riferisce all'uso di clisteri, lassativi ecc.
Il termine era forse più noto qualche anno fa in riferimento al tentativo di abbandonare sostanze d'abuso, ma in questo caso ci riferiamo alla generica presenza di sostanze dannose nel corpo.



Le diete detox presumibilmente aiuterebbero a:


  • Elimina le tossine
  • Perdere peso
  • Pulire i reni, il sistema digestivo e altri organi
  • Eliminare i rifiuti dal corpo
  • Sentirsi meglio









http://www.davedreas.com/pondering-detox-read-first/

Secondo alcuni non ci sono attualmente prove scientifiche che l'alimentazione influenzi il sistema farmaco-metabolico che gestisce la disintossicazione delle sostanze che arrivano nel nostro corpo. In realtà la situazione è più complessa, anche perché non ci si accorda esattamente manco sul significato della parola. E come al solito si confonde la posizione di una persona sana con quella di una malata, che invece ha problemi da risolvere.

C'è da dire che, più che le diete, i digiuni, punitivi, purificatori ecc fanno parte della storia dell'umanità. Evitare di introdurre cibo o la riduzione dell'introito (il venerdì di magro e le sue varianti) sono sempre stati utilizzati per migliorare le performance del corpo, indurre uno stato di chetosi e di chiarezza mentale ecc.
In questi termini qualcuno vede il cibo sempre come qualcosa di nemico che possa creare problemi, e si  cita l'isola di Creta, dove si digiunava per motivi religiosi molti giorni all'anno e si aveva l'aspettativa di vita più lunga.



Oggi si preferisce vedere alcuni cibi come nemici e/o forieri di composti dannosi. Che il nostro corpo deve eliminare. Le sensibilità alimentari (comunemente intese come intolleranze) potrebbero riguardare il 20% della popolazione (una persona su 5) e chiaramente queste persone traggono vantaggio dall'esclusione (o dalla riduzione) dell'alimento offendente. E per questo intraprendendo un percorso del genere ci si può sentire inizialmente sgonfi, più performanti ecc.



Però sarebbe meglio chiarire cosa si intende per intossicazione (cronica, sub-acuta e acuta) e detossificazione.

L'intossicazione acuta è data da una sola dose che può portare a problemi il soggetto, sino alla morte: esempio il morso di un serpente velenoso o la puntura di una zanzara. Quella cronica invece è riferita a una sostanza a cui si è esposti per lunghi periodi, e che porta ad aumento di mutazioni, tumori, e malformazione nella prole ad esempio. Se una persona lavora in un petrolchimico avrà più alte possibilità di sviluppare tumori, essendo esposto per anni alle sostanze mutagene. Ma non si ammalerà al primo giorno di lavoro. Così vale anche per il fumo di sigaretta.  E non basta l'inalazione di una sola fibra di amianto per avere (molti) anni dopo  il mesotelioma. Nel caso della sub-acuta il periodo di esposizione è limitato (alcune settimane), ma comunque sufficiente a provocare danno.
Per disintossicazione intendiamo l'insieme delle azioni (di solito reazioni biochimiche) che il corpo mette in atto per eliminare la sostanza dannosa. Se non avessimo i nostri sistemi di detossificazione, qualsiasi fumatore, sia attivo che passivo, avrebbe un tumore, invece, quello polmonare ad esempio, colpisce meno di un fumatore su 5 (non che sia poco eh 😜).
In realtà l'esposizione a sostanze tossiche è legata a malattie che colpiscono dalla vita intrauterina (malformazioni, ridotte abilità cognitive, problemi comportamentali/motori ecc) fino alla vecchiaia (malattie dell'invecchiamento che si manifestano nell'anziano ma sono in loading da tempo). È possibile ridurre l'esposizione, facilitare l'escrezione delle sostanze e in generale ridurre gli effetti dannosi ecc?





Riporta il sito Eatright.org (sito ufficiale dell'Academy USA, l'equivalente della nostra SINU): "La maggior parte dei programmi di disintossicazione raccomanda di rimuovere alimenti altamente trasformati e alimenti a cui alcune persone sono sensibili, come latte, glutine, uova, arachidi e carne rossa. Raccomandano anche di mangiare principalmente verdure coltivate biologicamente, frutta, cereali integrali senza glutine, noci, semi e proteine ​​magre. Altri programmi raccomandano il digiuno, una pratica potenzialmente rischiosa per alcune persone, che può addirittura bloccare i processi di disintossicazione nel corpo. Questo è il motivo per cui molti operatori sanitari sconsigliano questa pratica".

E continua: "Molte persone non accreditate (leggi: abusivi senza titolo rivenditori di prodotti) affermano di essere esperti nella disintossicazione; tuttavia, in questo momento mancano ricerche per supportarne l'uso. Inoltre, i programmi di disintossicazione possono variare ampiamente e possono comportare rischi per alcune persone (come persone con problemi di salute, persone con disturbi alimentari, coloro che assumono più farmaci e donne in gravidanza o in allattamento)".

In pratica il nostro corpo ha delle capacità di eliminare le tossine. La detossificazione consiste di 3 fasi: le molecole vengono rese idrofile (trasformate a livello del fegato, che le "lega" con gruppi idrofili), producendo radicali liberi che devono esser a loro volta neutralizzati, poi coniugate ulteriormente per essere espulse facilmente con urina e bile (fase 2). In ultimo trasportate fuori dalle cellule agli organi emuntori (fase 3).

Appunto  queste funzioni vengono assolte  principalmente dal fegato (che "lega" le molecole da espellere con gruppi idrofili) e dal rene (che espelle le molecole rese idrofile, tramite le urine).
Anche intestino (escrezione con le feci degli acidi biliari coniugati alle tossine), pelle (sudore) e polmoni collaborano.

https://www.facebook.com/MaxLugavere/posts/i-want-to-cover-the-issue-of-detoxing-which-i-see-a-lot-of-in-the-health-and-wel/1781271565512595/


Come suggerisce Max Lugavere avere un fegato (di solito lo si ha già dalla nascita), essere gentili con lui (evitando porcherie), mangiare molte verdure come brassicacee e liliacee e alimenti ricchi di zolfo, utilizzare i soldi dedicati ai tè detox per pagare la palestra e comprare cibo migliore dovrebbero essere sufficienti a mantenere una normale funzione detossificante del corpo, che ci permette di espellere sostanze come residui chimici di pesticidi, molecole presenti nei prodotti cosmetici, inquinamento, metalli pesanti, fumo, alcol ecc, con un potenziale tossico per l'uomo.  Altri tipi di sostanze potenzialmente dannose col quale veniamo costantemente in contatto sono aflatossine, che si ritrovano in cereali, frutta oleosa, arachidi, micotossine dalle muffe, acrilammide, nitrosammine, IPA, grassi trans, AGEs che si formano in cottura. 

Le crucifere o brassicacee (cavoli e famiglia) sono particolarmente protettive nei confronti del tumore dell'intestino, soprattutto i broccoli, proprio perché promuovono l'eliminazione delle sostanze dannose. Anche a livello del polmone questo succede. Questa protezione è più forte per alcune varianti genetiche di enzimi che detossificano a livello epatico (vedi avanti).
Anche il corpo produce sostanze che deve eliminare o metabolizzare, come l'acido lattico, l'urea o tossine microbiche.

L'Academy USA consiglia inoltre di stare sempre idratati, introdurre sempre molti cibi vegetali (aggiungendo in particolare tè verde e carciofi), consumare quantità corrette di proteine per sostenere la produzione di glutatione (principale antiossidante cellulare) ed eventualmente coprire il deficit nutrizionale con un multivitaminico e multiminerale ( che colma le carenze che spesso ci sono in chi ha una dieta mediocre). Non si parla di beveroni, centrifugati o roba simile.
Anche i cibi probiotici (o gli integratori) possono aiutare, anche perché la nostra flora ha un ruolo nel metabolismo dei farmaci e nella detossificazione, e può persino influenzare l'efficacia dei farmaci. Quindi con un corretto microbiota la funzione disintossicante è normale, con una disbiosi è potenzialmente ridotta/alterata, con la possibile formazione di composti più dannosi.
Questo riguarda anche ormoni steroidei come estrogeni e testosterone, tiroidei ecc, che finiscono nell'intestino e possono essere rimandati uguali o metabolizzati ad altri composti, e sappiamo bene come le concentrazioni di questi ormoni siano molto importanti per la salute, il metabolismo e la composizione corporea.


La quantità di tossine presenti nel corpo sarà il risultato del bilancio tra quelle introdotte (e prodotte) e quelle eliminate. Diciamo che nella maggior parte delle persone (sane) questo bilancio è sempre normale, ossia non vi sono apparenti pericoli per la salute né necessità di integrare.


https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28446067


"Il corpo umano è una fabbrica biochimica, che continua a fare ciò che serve per mantenere l'omeostasi.
Fisiologicamente, il funzionamento di questo intricato organismo rappresenta la somma totale dei processi metabolici, e se questi funzionano male microscopicamente, il corpo avrà dei malfunzionamenti macroscopici, portando alla morbilità e alla mortalità.
Come discusso in questo documento, diversi agenti chimici hanno dimostrato di disturbare la biochimica e la fisiologia in molti modi, potenzialmente causando vari gradi di problemi metabolici.
Con il bioaccumulo di numerose sostanze chimiche assortite in molti gruppi di popolazione, la conseguente disfunzione metabolica ha delle conseguenze per la salute individuale e globale ".

Possiamo dire quindi che le persone sane e con un'alimentazione corretta non hanno necessità di introdurre alcunché faciliti la detossificazione, già i loro organi e un'alimentazione idonea fanno abbastanza per loro. Solo che dobbiamo imparare a vedere più in là del nostro naso. La dieta può aiutare a sostenere la disintossicazione, anzi, senza una dieta nutriente la funzione si blocca.

La fase 1 per esempio, che produce radicali liberi (ROS), è migliorata dall'introduzione di antiossidanti, quindi da una dieta vegetale e colorata. Gli antiossidanti sono importanti per la salute epatica. I ROS che si formano devono essere a loro volta neutralizzati dal glutatione, ma la quantità di glutatione purtroppo per vari motivi può abbassarsi, riducendo le difese antiossidanti

https://vimeo.com/335298665?__s=5zn7wpkramtqs44tnc5q

Questi fattori contribuiscono all'alterazione delle strutture soggette ai ROS (DNA, proteine ecc) e contribuiscono all'invecchiamento.


È necessario fare anche un altro chiarimento. Cosa si intende per "tossina" (toxin in inglese)? Secondo il dizionario medico sono sostanze che arrecano danno di origine naturale, quindi da batteri, piante o animali. Invece per estensione (e per evitare furbizie, tipo pensare che abbiamo contatto solo con le tossine naturali) sarebbe corretto usare la parola anche riferita a "toxicants", che viene tradotto come sostanze tossiche (dannose in certe quantità), comprendendo quindi inquinanti e sostanze di origine artificiale o comunque non prodotti da esseri viventi. E in questa categoria possiamo mettere inquinanti derivati da combustioni o presenti nelle plastiche (PCB, BPA ecc con azione di interferenza endocrina), metalli pesanti, residui di pesticidi, farmaci e conservanti alimentari.
I toxicant possono essere legati a processi infiammatori, alterazioni immunitarie dalla soppressione (difese deboli) fino all'autoimmunità (difese forti, contro il proprio organismo), perdita di tolleranza/ipersensibilità, alterazione del microbiota, del sistema nervoso autonomo e della trasmissione nervosa.
Queste sostanze devono essere espulse dal corpo, anche se in una certa quantità vengono accumulate (per esempio il piombo nelle ossa e le sostanze lipofile nel tessuto adiposo) e cercare di rimuoverle può risultare anche peggio, perché si riversano in quantità esagerate nel sangue, magari raggiungendo organi in cui sono ancora più pericolosi (mercurio che va al cervello). La presenza di alcune sostanze è associata a maggior rischio di reingrassare dopo la dieta, proprio perché si liberano dal tessuto adiposo e agiscono come molecole "ingrassogene".

Visto che anche i "toxicants" hanno necessità di essere metabolizzati ed espulsi dall'organismo, nel prosieguo del post la parola sarà equiparata a "tossina".

Capita così nella realtà che non sempre il corpo riesca a disintossicarsi: non possiamo prendere qualsiasi cosa perché tanto reni e fegato sono in grado di smaltire tutto. Chi non è convinto di ciò provi ad assumere cloroformio finché non gli scoppia il fegato. Soggetti come i lavoratori della chimica, gli agricoltori e altri esposti sono i più colpiti da malattie croniche legate a sostanze tossiche, soprattutto nei paesi poveri dove esistono meno tutele.
Quando e perché allora possono accumularsi? Questo capita quando le quantità di esposizione superano quelle di espulsione.
Ed è a questo livello che possiamo intervenire: la disintossicazione è uno dei cardini della nutrizione funzionale, una disciplina che ha degli standard molto seri e aggiornati. La stessa Academy USA ha un braccio che si occupa di nutrizione funzionale. Chi vi dice il contrario non si è aggiornato.

"Un insieme crescente di letteratura suggerisce un'associazione tra l'esposizione a sostanze tossiche e l'eziologia di una serie di condizioni croniche, come la sindrome da stanchezza cronica (CFS), sensibilità chimica multipla (MCS), fibromialgia (FM) e aterosclerosi. Sintomi includono affaticamento costante e debilitante, mialgie, artralgie e disfunzioni cognitive.
Sono note associazioni tra esposizione a sostanze tossiche ambientali e sviluppo di molte altre malattie degenerative croniche".

Il ruolo negativo di molte sostanze chimiche di sintesi è fuor di dubbio. Per fare un esempio al quale tutti siamo esposti, le sostanze presenti nei detergenti utilizzati in casa sono una probabile causa di declino della funzione respiratoria.

conseguenze della tossicità ambientale 
https://www.metagenicsinstitute.com/ce-education/clinical-tools/detoxification-health-research-review/

Il bioaccumulo è probabilmente una delle ragioni dell'aumento delle malattie indicate in tabella (una delle altre è sicuramente l'aumento della vita media). Alcune sostanze di origine artificiale (i soliti inquinanti come pesticidi, PCB e ritardanti di fiamma) possono alterare e ridurre la capacità detox dell'organismo, facilitando il bioaccumulo.
Vediamo ora una serie di esempi in cui l'esposizione cronica a sostanze tossiche può perturbare la salute e se è possibile intervenire con la nutrizione funzionale.

I mitocondri sono i nostri organelli produttori di energia, sotto forma di ATP. E sono estremamente sensibili alla presenza di tossine. Il giorno che gli "esperti" si renderanno conto di quante malattie sono legate alla disfunzione mitocondriale, avremo un sacco di persone che capiranno di aver sbagliato lavoro. Senza adeguati livelli di ATP ci si sente stanchi, la mente annebbiata, il cuore debole (insufficienza cardiaca), i reni non filtrano (insufficienza renale) ecc. Le malattie neurodegenerative sono legate a insufficiente produzione di ATP nei neuroni. Le diete con digiuno intermittente, chetogenica, grassi omega 3 e MCT, vitamine del gruppo B (tiamina, riboflavina, niacina, acido pantotenico) e magnesio, tutti i nutrienti che aiutano a proteggere il corpo dallo stress ossidativo (dovuto ai ROS che i mitocondri difettosi e anziani producono), come le vitamine C ed E, zinco, selenio e rame, possono risultare utili.
Vi è uno stretto legame tra mitocondri difettosi, produzione di ROS e disfunzioni immunitarie.


La steatosi epatica, che affligge molte persone sovrappeso (una su 4), riduce ovviamente le capacità di detossificazione del fegato. Chi ne soffre ha spesso anche pressione alta, iperglicemia ecc quindi sicuramente assume farmaci, che il fegato potrebbe non riuscire a smaltire correttamente. Molecole naturali che sostengano la detossificazione possono ridurre la steatosi, ma attenzione alle interazioni coi farmaci che possono avere improvvisamente variazioni delle concentrazioni e delle emivite, quindi mai far da sé.


Attenzione però a pensare che tutto ciò che offre la natura faccia bene: in oriente molti casi di tumore epatico sono dovuti a rimedi tradizionali contenenti il naturalissimo acido aristolochico.
Inoltre, cosa raccontano alcuni medici in un articolo scientifico in un caso di intossicazione epatica? 
"I risultati della biopsia epatica non hanno mostrato carcinoma, ma alterazioni degenerative focali epatocellulari e steatosi [...], l'infiammazione portale acuta e cronica sarebbero risultati più coerenti con l'effetto di un farmaco. Sulla base dei tempi dei risultati dei test di funzionalità epatica, il supplemento Juice Plus + è stato ritenuto l'agente causale più probabile del danno epatico del paziente, ed è stato interrotto.

Concludono: "Il nostro paziente aveva epatotossicità correlata all'uso della medicina complementare e alternativa (NdT integratori dietetici consigliati da persone senza titoli). La lesione è risultata reversibile dopo l'interruzione del farmaco. Come medici, è importante per noi studiare l'uso dei nostri pazienti della medicina complementare e alternativa, così come i farmaci da prescrizione, in caso di danno epatico anormale o evento clinico altrimenti deleterio." Il faidate può costare caro!

Un altro esempio che si può fare è quello della tiroide, che risulta molto sensibile  all'inquinamento ambientale.
Il suo malfunzionamento può anche non essere evidenziato dagli esami sanguigni, che risultano nella norma ma in realtà vi è un ipotiroidismo cellulare.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28446067


Molte sostanze xenobiotiche (estranee al corpo) alterano la funzionalità tiroidea, con conseguenze possibili sulle energie, l'aumento di peso, l'umore, i livelli di colesterolo, l'anemia, perdita di capelli, pelle secca, unghie fragili e tutto ciò che è connesso con il funzionamento subottimale. Le tossine ambientali come pesticidi, bisfenolo-A, metalli pesanti e ritardanti di fiamma impediscono l'attivazione dell'ormone tiroideo inibendo DIO1, l'enzima che converte il T4 (inattivo) in T3 (attivo).

Secondo i precetti paleo, i cereali, e soprattutto il glutine contribuiscono alla malattia tiroidea. Questo può essere dovuto a diversi fattori: mimetismo molecolare (il glutine e altre proteine dei cereali sono simili a proteine tiroidee e attivano l'autoimmunità), permeabilità intestinale (che permette il passaggio nel sangue di sostanze che dovrebbero stare nell'intestino), conservanti o sostanze che si formano (presenza di muffe, zearalenone (tossina estrogenica da muffe), residui di pesticidi ecc, tutta roba che rimuoviamo togliendo i cereali, quindi non necessariamente legata ai cereali in sé). Estrogeni ambientali, come i fitoestrogeni (soia, altri legumi), i lignani (cereali integrali, alcuni frutti e semi), sostanze chimiche (BPA, pesticidi, ingredienti di detergenti, smalti ecc), gli ormoni delle carni, delle uova e del latte (in maniera decuplicata se somministrati in maniera fraudolenta, mentre non è ancora chiaro per quelli allevati correttamente) possono potenzialmente influenzare la tiroide, interferendo col sistema immunitario e favorendo l'autoimmunità.
Il calcio glucarato, contenuto in mele e broccoli, può aiutare a ridurre l'eccesso di estrogeni, mediante coniugazione e facilitata escrezione.

La presenza di fibromialgia e stanchezza è classica negli ipotiroidei così come spesso chi ha CFS ha ormoni tiroidei ridotti.

Una dieta di esclusione arricchita in antiossidanti vegetali ha migliorato i sintomi della fibromialgia in un piccolo gruppo di persone.
Può la fibromialgia essere legata al glutine? In alcuni casi sì. Purtroppo se prendiamo 100 persone e le togliamo il glutine, solo una parte ne beneficerà, essendo una malattia con più "trigger" (fattori scatenanti. E la conclusione superficiale potrebbe essere che il glutine non è correlato. Un libro serio dedica un capitolo al legame tra nutrizione e fibromialgia: non è un argomento campato per aria.
In una recente revisione si dimostra come generalmente migliorare la funzione intestinale, con dieta gluten free, FODMAP o vegetariana, migliori i sintomi della malattia. Lo stesso viene suggerito per la CFS, che si lega spesso a carenze nutrizionali, disbiosi e intossicazioni con metalli pesanti, che alterano il sistema immunitario e quello redox. Antiossidanti, multivitaminici, probiotici, NAD ๋e CoQ10 possono aiutare a migliorare la condizione.

In generale il glutine può essere inteso come tossina anche in persone non celiache, ed essere conveniente escluderlo anche in altre malattie autoimmuni. Come già spiegato è una proteina che può essere digerita solo dalla flora, e così una disbiosi riduce la nostra tolleranza verso questa proteina.

Anche il rene è soggetto a tossine non smaltite. In questo caso i problemi renali sono legati alle tossine uremiche, che il rene non riesce più a smaltire, e provengono soprattutto dall'intestino, a causa di una flora alterata e un'alimentazione inadeguata. Questo causa la cosiddetta sindrome cardiorenale, che si traduce soprattutto in rischio aumentato di aterosclerosi, dovuto allo stress ossidativo e all'infiammazione.
In questo caso una dieta ricca in fibra che nutra la flora e diversi probiotici (S. thermophilus, lattobacilli e bifidi) riducono le tossine uremiche. Si tratta anche in questo caso di disintossicazione, che i nostri batteri compiono per noi!
N-acetil cisteina (precursore del glutatione), vitamina E, selenometionina, folati, vitamina B12, probiotici sono tutti in grado di ridurre la degenerazione renale, aiutando l'organismo nella detossificazione.


Esiste un legame tra problemi metabolici e sostanze tossiche? Ma certo: la presenza di inquinanti da varie fonti è una delle ragioni dell'epidemia di diabete. Inoltre in chi abbia malattie cardiometaboliche è presente una condizione di "endotossemia", in cui tossine rilasciate da batteri intestinali patogeni opportunisti determinano lo stato infiammatorio di base, aggravato dalla permeabilità intestinale. Questa situazione è gestibile con dieta e integrazione.
Inoltre ci sono persone con diabete che hanno una ridotta detossificazione del metilgliossale, un metabolita dei carboidrati. Questa molecola interferisce con la contrazione muscolare, e così sembra facilitare l'insufficienza cardiaca, che si manifesta con debolezza nella contrazione cardiaca e quindi fatica, respiro corto e arti inferiori gonfi. L'insufficienza cardiaca è molto più diffusa nei diabetici. Questo potrebbe anche spiegare perché alcuni si trovano bene con una dieta lowcarb.

Per quanto riguarda la sensibilità chimica multipla, non è attualmente disponibile un trattamento evidence-based, ma si consiglia un approccio incentrato sul paziente.
"La sensibilità chimica multipla (MCS) è un'entità clinica complessa che include un gran numero di sintomi non specifici, associati in modo univoco in ciascun paziente e scatenati dall'esposizione a varie sostanze chimiche a basse concentrazioni, ben al di sotto di quelle note per causare effetti tossici. Tuttavia, al momento non esiste alcun test oggettivo per diagnosticare questa sindrome. Uno dei motivi principali è che la fisiopatologia è poco conosciuta. Tuttavia, sono state proposte molte ipotesi esplicative.
La mancanza di comprensione dei meccanismi patofisiologici rende il trattamento difficile ed empirico".

Le sostanze chimiche note per innescare la MCS includono più frequentemente pesticidi e composti organici volatili (VOC) come profumi, vernici, aerosol, detergenti e formaldeide dai mobili, dagli edifici sul posto di lavoro o da materiali edilizi.
Le alterazioni nelle citochine viste in un campione di persone suggeriscono un'infiammazione sistemica associata al sistema Th2 ma che non coinvolge i meccanismi mediati dalle IgE.

La sensibilità neurologica è comunemente riportata tra le persone con MCS. La teoria p iù antica e più ampiamente accettata che spiega la fisiopatologia di questa reazione è la teoria dell'ossido nitrico/perossinitrito. È stato proposto che l'esposizione a sostanze chimiche tossiche attivi i recettori N-metil-D-aspartato (NMDA) nell'ippocampo, portando ad un aumento dei livelli di ossido nitrico e perossinitriti. Questi radicali liberi generano stress ossidativo e aumentano le citochine infiammatorie, iniziando l'infiammazione sistemica di basso grado e l'infiammazione neurologica".



Le persone con MCS hanno problemi nella detossificazione, e colpisce persone con soglia al di sotto di quella comune per persone sane, per quanto riguarda metalli pesanti, solventi chimici ecc

La malattia è strettamente legata a polimorfismi dei geni dei citocromi che riducono la detossificazione e aumentano il bioaccumulo di sostanze.

Metalli

Anche i metalli, oltre a dare problemi di intossicazione acute, si possono accumulare nel corpo portando a malattie croniche che si manifestano con sensazioni di bruciore e formicolio, suscettibilità alle infezioni croniche, cervello annebbiato, disturbi visivi, paralisi e insonnia. Tra di essi cadmio, mercurio, piombo, arsenico. Uno dei principali mezzi di induzione del  danno è la creazione di stress ossidativo.
Tra i metodi naturali usati, coriandolo, aglio, mirtilli, limone, spirulina, clorella, curry, tè verde e probiotici. Va comunque discusso con un medico.

In uno studio su ratti la somministrazione di noci e mandorle fornisce nutrienti che riducono gli effetti dell'intossicazione da metalli pesanti come cadmio, metallo neurotossico che causa alterazione dei neurotrasmettitori e conseguente ansia, depressione e perdita di memoria. Anche il coriandolo ha proprietà di chelazione del cadmio. Coriandolo, acido succinico, malico e citrico, pectina di mele e la clorella possono aiutare a disintossicarsi dai metalli pesanti, come piombo, alluminio e mercurio

Il selenio è importante per la detossificazione del metilmercurio. È presente naturalmente nel pesce, e questo ne riduce la sua pericolosità, ma in caso scarseggi la sua disponibilità nei mari il pesce diventa pericoloso, soprattutto per lo sviluppo cerebrale dei bambini, in consiglio è quindi quello di evitare i pesci più ricchi come pesce spada e altri squalidi.

Anche nel caso dei metalli il microbiota ha un ruolo nel modulare la tossicità, e alcuni batteri, detti metanogeni (Archea), possono rendere i metalli ancora più volatili e quindi tossici.

L'EDTA è una molecola che si utilizza in clinica per la detossificazione dai metalli, ma può chelare anche i metalli necessari come calcio e magnesio quindi non può essere usato con leggerezza.

Il sudore è una delle vie per eliminare i metalli come cadmio, arsenico e mercurio, più di urine e feci, quindi le saune possono essere una via praticabile.


Altri meccanismi di detossificazione


Dormire è una altro modo per disintossicarsi. Infatti durante il sonno si attiva il sistema "glinfatico", che porta via le tossine dal cervello che possono portare a neurodegenerazione.  Un malfunzionamento del fluido cerebrospinale è probabile in Alzheimer  e sclerosi multipla.

Un altro sistema di "pulizia", che rimuove le proteine difettose, è l'autofagia, spesso alterata nella malattie neurodegenerative, nel diabete o genericamente nelle patologie legate all'"aging" (invecchiamento), fatto per cui il corpo non funziona bene, a partire dai mitocondri fino alle strutture più complesse come gli organi (reni, cuore). L'autofagia solitamente funziona (si attiva) nei momenti di digiuno o di carenza di nutrienti: nella nostra storia evolutiva non è mai capitato di avere una perenne abbondanza di nutrienti, ma sempre alternanza di momenti (relativamente) prosperi a carestie o comunque minore disponibilità. E il nostro corpo approfittava di questi momenti per fare pulizia delle strutture vecchie e logorate, per sostituirle con le nuove. Oggi passiamo la giornata a mangiare e questo sfavorisce il processo.

Anche l'attività fisica è uno degli attivatori dell'autofagia, così come gli aminoacidi essenziali. Questo meccanismo è probabilmente alla base della longevità dei cretesi di cui si parlava prima.


Lo yoga probabilmente non disintossica il fegato, ma può aiutare coi dolori reumatici e a ridurre lo stress.

Microbiota

Come già accennato la qualità dei nostri batteri, in particolare intestinali, influenza la funzione di disintossicazione.
Alcuni  microbi posseggono la β-glucuronidasi, un enzima che "toglie" il glucuronato attaccato dal fegato, e riporta la tossina alla forma originale. Chi ha questi microbi ha rischio più alto di malattia. Negli studi su animali i frutti di bosco inibiscono l'azione di questi batteri.

Altri batteri posseggono enzimi che peggiorano la tossicità degli xenobiotici (in questo caso microplastiche), rendendo probabile un legame tra malattie mentali e inquinamento per esempio.
L'intervento con dieta e probiotici è in grado di rimodellare il microbiota e correggere l'eventuale disbiosi per favorire la salute.
Alcuni probiotici riducono, almeno nei modelli animali, l'assorbimento e la ritenzione di metalli, pesticidi, IPA, aflatossine e producono butirrato che aumenta gli enzimi epatici.


Esposizione e relative soglie



Come ridurre l'esposizione ambientale? Le fibre legano alcuni xenobiotici (sostanze estranee al corpo) e ne riducono l'assorbimento intestinale, promuovono un ambiente sano con i giusti microbi, i metalli buoni (zinco, ferro, rame, magnesio, calcio) riducono quello di metalli dannosi (cadmio, mercurio, piombo ecc) e stimolano la metallotioneina (proteina che lega i metalli pesanti e ne riduce i danni).


I farmaci sono i principali bersagli del sistema farmaco-metabolico epatico. Alcuni inibiscono i diversi citocromi, o li "tengono occupati", riducendo così la biotrasformazione delle altre  sostanze ambientali che dovrebbero passare per essi.
Chi assume uno o più farmaci avrà quindi una disintossicazione compromessa. Negli USA le reazioni avverse ai farmaci, dovute a intossicazione, sono la quarta causa di morte.
Da linee guida, in caso si prescrivano alcuni farmaci come antipsicotici, antiacidi ecc si devono monitorare certi valori e integrare certi nutrienti che vengono "consumati" o di cui i farmaci riducono l'assorbimento o aumentano l'escrezione.

Per alcuni interferenti endocrini, non esistono livelli di sicurezza entro i quali non ci siano danni all'organismo, e l'effetto cocktail, ossia la sinergia tra più principi attivi, è spesso molto più pericoloso delle molecole separate. Meno cosmetici, prodotti chimici, deodoranti per ambiente, insetticidi ecc frequentiamo, meglio è. In pratica si è scoperto che la questione "è la  dose che fa il veleno" (il noto motto di Paracelso) della tossicologia classica è completamente ribaltata da alcuni composti, interferenti endocrini, che determinano danno peggiore a dosi basse rispetto alle alte.


L'esposizione ad alcune sostanze (IPA) aumenta l'espressione di alcuni citocromi, come se il corpo sentisse di dover aumentare le difese.

Tra gli alimenti (e nutrienti) che si dovrebbero rimuovere in un programma detox, quelli che sicuramente apportano veleni: Alimenti contenente residui chimici da pratiche agricole, alimenti contenenti idrocarburi policiclici aromatici carne alla brace, grassi trans, acqua contaminata con metalli e prodotti chimici. Ridurre l'introito della "sporca dozzina", i vegetali che più presentano residui di pesticidi.

Necessità di nutrienti

Si stima che il 10% degli americani abbia carenze nutrizionali.
Molte sostanze naturali (estratti di piante ecc) e sintetiche (farmaci ecc) possono inibire o aumentare l'attività di detossificazione.

Secondo la teoria di Ames (detta del Triage), in caso di bassa introduzione di micronutrienti il corpo "spegne" le funzioni non essenziali nel breve periodo, tra le quali possiamo includere anche la detox, perché "nelle reazioni metaboliche, gli enzimi coinvolti nella sintesi di ATP sarebbero favoriti rispetto agli enzimi di riparazione del DNA [...] e negli organi, il cuore sarebbe favorito rispetto al fegato" (che è il centro della funzione detox). Va da sé che la funzione viene "trascurata" per privilegiarne altre più importanti nel breve periodo. Ma alla lunga una scarsa introduzione di nutrienti può così facilitare il bioaccumulo e l'insorgenza di malattie.

In generale la detossificazione ha necessità di molti nutrienti, ma spesso ci si approccia con diete di eliminazione perché alcuni alimenti animali sono infiammatori (latticini, carne rossa).
Non sempre però è la scelta giusta: alcuni programmi detox eliminano le proteine animali, e non tengono conto del fatto che spesso sono accompagnate da vitamine e minerali che in realtà favoriscono i processi. L'acqua è importantissima, e anche una modesta disidratazione può portare a problemi renali nel tempo.

Tra i nutrienti che supportano la disintossicazione epatica, il NAC (precursore del glutatione, principale antiossidante cellulare che però non viene assorbito se somministrato direttamente, così come la SOD), metionina, colina, vitamina B12 e folati, necessari per i processi di biotrasformazione, acido ellagico (presente nella melagrana, che lega i metalli come il nichel), le catechine del tè e i glucosinolati (brassicacee), che inducono gli enzimi epatici, silimarina (cardo mariano) e carciofo, con potere antiossidante sul fegato.  

Molti farmaci inducono carenze di magnesio, altri minerali e vitamine, riducendo così la funzione detox. In un secolo il contenuto di magnesio (insieme a calcio e ferro) in alcune verdure si è ridotto fino al 90%. L'uso di cibo spazzatura, bibite zuccherate, caffeina, diversi farmaci riduce ulteriormente l'assorbimento del magnesio e aumenta la sua escrezione urinaria.
Va da sé che "Ciò potrebbe giustificare una modifica dei farmaci o raccomandazioni dietetiche per aumentare l'assunzione di verdure crude con un più alto contenuto di magnesio e ridurre il consumo di bibite e alimenti trasformati con poco magnesio e la raccomandazione di integratori di magnesio".


Genetica


 La suscettibilità alle sostanze tossiche è fortemente soggettiva.
La maggior parte delle persone ha normali capacità di disintossicazione, ma ci si scorda che non tutti siamo uguali e non tutti hanno la stessa capacità detossificante, in particolare esistono varianti geniche che riducono l'efficienza degli organi emuntori.
"Queste varianti hanno impatto significativo sulla capacità di metabolizzare le tossine", e queste tossine sono legate a doppio filo con le malattie moderne. Per esempio le persone esposte ai pesticidi hanno maggior rischio di salute in caso di varianti dei geni delle glutatione-tranferasi (GST), che codificano proteine correlate con la disintossicazione epatica. Mangiare crucifere è particolarmente protettivo per chi porta la mutazione.
La genetica influenza anche l'efficacia e l'effetto dei farmaci: un polimorfismo di un gene (citocromo CYP2C19) può aumentare del 30% il rischio di infarto in chi prende clopidogrel (antiaggregante). In generale le donne metabolizzano i farmaci più velocemente.

Anche la nota mutazione MTHFR riduce le capacità detossificanti dell'organismo, riducendo la metilazione di colina, vitamine del gruppo B ecc, tutti nutrienti fondamentali per liberare il corpo dagli xenobiotici. Chi ha questo problema deve stare attento anche in caso di anestesia.

Chi ha sindrome di Gilbert, che si manifesta con aumento della bilirubina, ha una mutazione che riduce la clearance di alcuni composti mutageni, come quelli della carne rossa grigliata.


In conclusione, il puzzle è come al solito molto più complicato di quanto ci vogliono far credere.
Anche il sito dei dietisti USA parla di pratiche per sostenere la capacità detox dell'organismo. Fermo restando che non si fa con succhi di frutta suggeriti dalla vicina di casa, è possibile supportare il fegato e gli alti organi con alimentazione e integrazione. L'applicazione pratica del metodo alla base della detossificazione richiede genericamente l'uso di un'alimentazione priva di alimenti spazzatura ma basata soprattutto su un pattern vegetale.


Se pensate di avere patologie legate ad intossicazioni acute, rivolgetevi al medico. Se avete malattie croniche, autoimmuni, degenerative e progressive, lavorate in ambienti a rischio, potrebbe esserci un legame con presenza nel corpo di sostanze che possono essere ridotte con percorsi appositi fatti da nutrizionisti funzionali, ma non certo da rivenditori Juiceplus con la licenza media.

Se siete persone normali, seguire una dieta varia ed equilibrata (è obbligatorio per chi segue questo blog 😛) dovrebbe essere sufficiente a mantenere la vostra funzione disintossicante.

Le cause di ridotta "clearence" (smaltimento) delle tossine sono generalmente dieta inadeguata, carenza di cofattori della detossificazione (anche indotta da farmaci o altre sostanze), problemi renali o intestinali, aumento del carico tossico, permeabilità intestinale (che aumenta il carico), funzionalità dei citocromi e degli altri enzimi epatici, predisposizione genetica. 
Chi prende farmaci ha l'obbligo di assumere alcune integrazioni, come da linee guida, anche se i medici spesso si dimenticano di specificarlo.

Le diete detox aiutano a dimagrire? I digiuni possono aiutare a dimagrire salvo poi predisporre per aumentare molti più kg. In generale e nel breve periodo qualsiasi restrizione calorica porta a dimagrimento, sia che la dieta si chiami detox, alcalina, del limone, giampiero o zuzzurellona. In teoria come abbiamo visto raggiungere un equilibrio ormonale diverso, una pace intestinale e una riduzione degli interferenti endocrini può portare a miglioramenti della composizione corporea ma si tratta di cose difficilmente dimostrabili.
Durante il dimagrimento le tossine lipofile vengono rilasciate più velocemente, manifestando i loro effetti infiammatori e proadipogenici, facilitando il recupero del peso.

Aiutano a sentirsi meglio, avere più energie ecc? È plausibile ma non dimostrato.

Puliscono il corpo? Possono ridurre il bioaccumulo grazie alla maggiore efficienza degli organi.

Inserisco un commento di Maurizio Salamone, a commento di un post di Umberto Pelizzari, criticato per aver parlato di detossificazione: Come direttore scientifico della Metagenics (produttore della formulazione Metaclear, integratore che sostiene le 3 fasi della funzione detox, NDA) vorrei fare 2 considerazioni per evitare ulteriori commenti spiacevoli e basati su preconcetti e/o pregiudizi.
1) La detossicazione epatica non solo esiste veramente (E' stata scoperta da R.T Williams nel 1947) ma è uno dei processi più importanti del nostro organismo. Il supporto alla detossicazione epatica fa parte delle linee guida della medicina ufficiale in caso di intossicazione acuta e ha come target proprio il mantenimento e/o ripristino delle funzioni biologiche sopra descritte. La medicina ufficiale si interessa poco delle forme di sovraccarico epatico cronico che non solo possono compromettere la nostra performance ma anche contribuire in maniera determinante al nostro stato di salute generale.
2) allego uno studio in doppio cieco, controllato con placebo realizzato dall'Università di Bologna e pubblicato quest'anno in cui di dimostra che il MetaClear è in grado di agire efficacemente sulla funzionalità epatica in pazienti con steatosi.


Scrivono i revisori della BDA (British Dietetic Association), che hanno esaminato l'argomento 2 anni fa "ci sono prove preliminari che, se ci fosse bisogno di disintossicare il corpo, il ruolo della nutrizione è per ora plausibile". Mettono inoltre in guardia da diete popolari e alla moda e digiuni che possono risultare sbilanciate e carenti, e conclude "Non vi è dubbio che le sane abitudini alimentari hanno un valore a lungo termine maggiore rispetto alle soluzioni rapide offerte dalle diete  detox commerciali". In generale è possibile quindi supportare la detossificazione del corpo, specie se la funzione non è favorita dallo stile di vita.

Copio e incollo un pensiero di Styven Tamburo, un bravo collega:
"La carne è piena di estrogeni e antibiotici, il pesce è inquinato, frutta e verdura sono pieni di pesticidi ecc... tanto per estremizzare ma... Non importa se tutto quello che mangiamo è contaminato. L'importante è variare sempre le fonti del cibo che ingeriamo e non dobbiamo essere abitudinari sulla dieta. In questo modo il nostro fegato ogni giorno avrà la possibilità di eliminare differenti tipi di molecole estranee o tossiche (xenobiotici) senza accumulare ogni giorno le stesse dosi di "veleno", in questo modo nulla di tutto ciò potrà mai nuocere alla salute, basta mantenere equilibrio e varietà".
In pratica il cibo (nutriente) possiede già in sé l'antidoto, se non si superano concentrazioni pericolose e non si è esposti oltre la norma.  

Prima di dire che uno ha (o non ha) necessità di supporto detox si dovrebbe conoscere la sua dieta, la sua esposizione alle sostanze, il suo microbiota, la sua genetica. La Metagenics indica come segni di necessità di detox problemi di umore e concentrazione, stanchezza, gonfiore, vivere in prossimità di aree inquinate. I trial clinici forse non si troveranno facilmente, la disciplina è troppo personalizzata. A parte quello sulla steatosi epatica di cui parla il dott. Salamone. Sfortunatamente per motivi etici è impossibile fare dei trial clinici seri per dimostrare la pericolosità delle sostanze e l'efficacia dei trattamenti.

Il fatto che la popolazione generale riesca a smaltire residui di pesticidi o altro non significa che tutti riescano e che qualcuno non abbia bisogno di una "mano". Sta emergendo come il multiresiduo dei pesticidi sia più pericoloso di quanto ipotizzato.

Ridurre le tossine che sono sotto il nostro controllo, con consumo di prodotti biologici e attenzione ai prodotti cosmetici, cotture, plastiche (bottiglie d'acqua, soprattutto se lasciate sotto il sole, alimenti confezionati). E miglioriamo la funzione con una dieta adeguata e un'eventuale integrazione se il nutrizionista lo ritiene opportuno.

La maggior parte delle fonti sono tratte da Selfhacked e da un corso video. Segnalo inoltre un post di Monique Bert.

Aggiornamento 5/9/2019

Alcuni antibiotici possono indurre disfunzioni mitocondriali, che possono anche predisporre  per malattie psichiatriche


Esiste la cosiddetta "TASH", steatoepatite associata alla esposizione a sostanze tossiche, che colpisce soprattutto i lavoratori. In questo caso si tratta di una malattia a 2 "hit" (colpi): le sostanze tossiche compromettono il fegato alterando il metabolismo e la dieta errata completa il quadro


Aggiornamento 8/9/2019

La carenza di vitamina C potrebbe aumentare la suscettibilità agli attacchi epilettici (alterando il glutammato cerebrale) e all'Alzheimer (aumentando la disfunzione mitocondriale e lo stress ossidativo)

Aggiornamento 10/9/2019


Un caso riportato di remissione del morbo di Basedow: una donna di 34 anni, che ha adottato un cambiamento dello stile di vita, "adottando la paleodieta, curando la salute orale, praticando kundalini yoga, eliminazione dei tossici ambientali (assumendo solo alimenti biologici, bevendo acqua filtrata e usando prodotti naturali per pulire la sua casa o per la sua igiene personale) e integratori di supporto quando necessario". In 6 mesi ha avuto normalizzazione dei valori ormonali e anticorpali.

Aggiornamento 25/9/2019


Nella popolazione portoricana, le donne che consumano quotidianamente il soffritto di aglio e cipolla hanno il 67% di rischio in meno di tumore al seno rispetto a quelle che non lo consumano.

Aggiornamento 26/9/2019

La supplementazione con enzimi digestivi è efficace nell'alleviare i disturbi da dispepsia funzionale

Aggiornamento 28/9/2019

I glitazoni (o tiazolidinedioni) sono stati usati per molti anni come farmaci antidiabetici per abbassare la glicemia. Questo avveniva tramite la ridistribuzione del grasso, che passava dal compartimento viscerale a quello sottocutaneo, fatto per cui le persone ingrassavano. Sono stati quasi aboliti perché aumentavano il rischio cardiovascolare, e oggi si è scoperto perché, almeno per alcuni di questi farmaci.
Sono tossici per i mitocondri, gli organelli cellulari che forniscono energia agli organi, in primis al cuore.
Nel modello animale il resveratrolo riduce la disfunzione cardiaca causata dai farmaci.
La medicina mitocondriale si conferma l'approccio del futuro.

Aggiornamento 4/10/2019

Negli Stati Uniti l'inquinamento dell'acqua di rubinetto, principalmente dovuto all'arsenico, è responsabile di 100mila casi di tumore, con numeri simili a quelli dell'inquinamento atmosferico

Le diossine possono alterare la risposta immunitaria per generazioni

Aggiornamento 6/10/2019

Con le conoscenze attuali è possibile considerare l'emicrania come una reazione agli alti livelli di stress ossidativo cerebrali dovuti alla compromessa produzione di energia nei neuroni. La mancanza di sonno, saltare i pasti, condizioni atmosferiche, profumi che contengono ftalati, luci, rumori, possono provocare stress ossidativo cerebrale alterando le quantità di glutatione, ATP e cisteina. La conseguenza in persone predisposte è l'emicrania.
Come migliorare la situazione?
"Le strategie per ridurre lo stress ossidativo potrebbero includere l'eliminazione o la riduzione di alimenti industriali, alimenti ad alto indice glicemico e alcool, uso di occhiali filtranti per la luce blu, interruzione della contraccezione a base di ormoni, cambiamenti nello stile di vita e aggiunta nella dieta di antiossidanti, come polifenoli, coenzima Q10, Acido α-lipoico o sali del β-idrossibutirrato, stabilizzazione dei livelli di glucosio nel sangue".
La dieta chetogenica è probabilmente l'intervento non farmacologico più efficace, grazie al suo effetto sui mitocondri, sullo stress ossidativo e sui neurotrasmettitori.
Tra gli integratori, la caffeina può aiutare in acuto, ma in cronico può peggiorare la situazione. La riboflavina (vitamina B2) ha proprietà neuroprotettive, in quanto allevia stress ossidativo, disfunzione mitocondriale, neuroinfiammazione ed eccitotossicità del glutammato. Ad alte dosi (200-400mg) è solitamente efficace, così come il coenzima Q10 e l'acido alfalipoico (ALA). In generale queste sostanze agiscono riducendo lo stress ossidativo mitocondriale e migliorando il metabolismo energetico e la produzione di ATP.
Le altre vitamine del gruppo B sono efficaci soprattutto in chi abbia mutazione MTHFR.
Il magnesio aiuta, essendo un cofattore vitale del metabolismo energetico, e chi ha emicrania spesso ha carenza. La carnitina è efficace se assunta insieme a Q10 e magnesio.


L'attività fisica è inoltre altamente raccomandata.

Aggiornamento 7/10/2019

Il fruttosio è tossico per i mitocondri, soprattutto nell'ambito di una dieta ad alto contenuto di grassi (guarda caso entrambi gli ingredienti sono contenuti nel cibo spazzatura).

Il fruttosio modifica il metabolismo dei mitocondri e le loro proteine, riducendo le capacità ossidative e aumentando la sintesi di grassi, e "questo potrebbe contribuire all'associazione dell'elevata assunzione di fruttosio con lo sviluppo dell'obesità e delle sue complicanze metaboliche".

Aggiornamento 8/10/2019


L'esposizione ai PCB e altre tossine ambientali crea disbiosi e permeabilità intestinale e può alterare il neurosviluppo e la risposta allo stress grazie alle tossine rilasciate dalle specie patogeniche in eccesso. Il microbiota è un modulatore della neurotossicità.


PON1 è un gene che codifica per una proteina che detossifica il corpo dagli organofosfati (pesticidi). La dieta mediterranea, curcuma, berberina e resveratrolo aumentano la sua attività. A seconda della variante genica si può avere più o meno sensibilità a questi composti chimici.

Aggiornamento 9/10/2019


Uno dei motivi degli effetti negativi della carne rossa è Neu5Gc, un particolare zucchero presente in quel tipo di carne che crea infiammazione e reazione immunitaria agli umani, che non sono in grado di degradarlo. Questo zucchero pare implicato anche nell'iniziazione e progressione tumorale. Alcuni batteri però sono capaci di degradarlo, e la loro presenza nell'intestino potrebbe ridurre la pericolosità dell'alimento, mentre chi non li possiede potrebbe avere maggior rischio di tumore, diabete e aterosclerosi. Questi potrebbero anche spingere per mangiare più carne e si adattano aumentando di numero con il consumo.

Aggiornamento 13/10/2019

Nel modello animale l'esposizione alle microplastiche di polistirene (quello che chiamiamo comunemente polistirolo) altera il microbiota intestinale e le funzioni epatiche.
Aggiornamento 14/10/2019

Le fibre permettono di avere un microbiota migliore, riducendo la flora proinfiammatoria e la traslocazione nel sangue di molecole tossiche. Le fibre aumentano inoltre il sequestro microbico dell'azoto nell'intestino, con conseguente aumento dell'escrezione fecale di azoto e riduzione delle concentrazioni di metaboliti azotati nel sangue. Il trattamento di malattie come l'insufficienza renale necessita di un carico azotato ridotto sui reni.

Aggiornamento 15/10/2019

Il metabolismo mitocondriale produce acido solfidrico (H2S), il famoso odore di uova marce. Questa sostanza può essere usata per riciclare lo zolfo se il sistema di detossificazione funziona correttamente, e una carenza di fibre nella dieta può ridurre questa via metabolica e la formazione di coenzima Q10

Aggiornamento 16/10/2019


Una delle ragioni dell'epidemia di autismo potrebbe essere la triade paracetamolo-glifosato-Augmentin (acido clavulanico e amoxicillina).
"Poiché alcune malattie ereditarie sono legate a un comportamento autistico e l'autismo è spesso presente nelle famiglie, i ricercatori cercano i geni alla base della fisiopatologia dell'autismo. Altri ricercatori sostengono che i fattori ambientali sono decisivi, citando prove convincenti di un'epidemia di autismo negli Stati Uniti a partire dal 1980 circa. Il riconoscimento che i fattori ambientali influenzano l'espressione genica ha portato alla sintesi di questi punti di vista - un'epidemia epigenetica provocata da agenti ambientali pervasivi che alterano l'espressione di geni vulnerabili, che inducono caratteristiche biochimiche autistiche in molte madri e neonati. Due tossine maggiormente implicate nell'epidemia di autismo negli Stati Uniti sono l'analgesico/antipiretico acetaminofene (paracetamolo) e l'antibiotico orale amoxicillina / clavulanato (Augmentin). Recentemente l'erbicida glifosato (Roundup) è stato implicato in modo esponenziale. Cosa hanno in comune queste tossine? Il paracetamolo impoverisce il solfato e il glutatione necessari per disintossicarlo. Gli antibiotici orali uccidono e il glifosato inibisce i batteri intestinali che sintetizzano la metionina (precursore del solfato e del glutatione, e necessari per il DNA del metilato), i batteri che sintetizzano il triptofano (unico precursore della serotonina dei neuroinibitori) e i batteri che trattengono gli anaerobi che generano ammoniaca. Solfato più glutatione normalmente solforano l'androgeno surrenale deidroepiandrosterone a DHEAS - principale precursore degli estrogeni placentari/postnatali. Il glifosato (e i metalli pesanti) inibiscono anche l'aromatasi che trasforma gli androgeni in estrogeni. Gli estrogeni placentari/postnatali disidratano le guaine mieliniche cerebrali mature, il corpo calloso maturo ed l'emisfero sinistro preferenzialmente, dilatano i vasi sanguigni cerebrali ed elevano la serotonina cerebrale e l'ossitocina. Gli androgeni deboli indotti dallo stress e l'esaurimento degli estrogeni spiegano coerentemente l'asimmetria della materia bianca e la disconnessione nell'autismo, nel cervello maschile, nel flusso sanguigno cerebrale basso, nell'ipereccitabilità, nell'ansia sociale e nell'ossitocina materna insufficiente alla nascita per limitare il cloruro/acqua cerebrale fetale e il GABA maturo".