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martedì 18 marzo 2014

Attenzione all'acido urico!

Il mio nono articolo pubblicato su La Scuola di Ancel, sui pericoli dell'iperuricemia (come promesso).
Visto che è stato lievemente tagliato per essere più comprensibile al grande pubblico, lo ripropongo in versione integrale:

L'acido urico (UA) è un metabolita delle basi puriniche, che sono una componente fondamentale degli acidi nucleici (DNA e RNA) e quindi delle cellule.
Quando l'acido urico nel sangue è alto (iperuricemia), rappresenta un fattore di rischio per la gotta e per i calcoli renali (di urato), ma anche, come recentemente evidenziato, per la sindrome metabolica e quindi le malattie cardiovascolari e renali.
L'uomo, come altri primati, non possiede l'enzima uricasi, e per questo ha livelli più alti di acido urico rispetto agli altri mammiferi, fino a 10 volte. L'omeostasi di questa molecola è regolata da diversi fattori: produzione epatica da una parte e flusso plasmatico e filtrazione glomerulare dall'altro. L'intestino espelle dal 25 al 35% dell'acido urico.
Nel rene l'acido urico viene filtrato, secreto e poi riassorbito per il 90%. Il riassorbimento viene ridotto da altri acidi organici che competono per lo stesso trasportatore, come ossalato, lattato e corpi chetonici. Sia le diete a basso contenuto di carboidrati (chetogeniche) che l'insufficienza renale alzano i livelli di uricemia, così anche condizioni di deplezione cellulare, come leucemia o leucocitosi.
Sorprendentemente, l'acido urico è responsabile per 2/3 della funzione antiossidante totale nel plasma, ma questo solo in presenza di vitamina C, e alcuni studiosi ritengono l'innalzamento transitorio un fattore protettivo; nell'ambiente intracellulare l'UA è invece responsabile di una risposta flogistica, e col suo effetto proinfiammatorio e proossidante aumenta il rilascio di IL-1, IL-6 e TNF-α, favorendo il catabolismo muscolare.

L'UA viene trasportato per la maggior parte legato all'albumina, senza la quale precipiterebbe molto facilmente alle normali concentrazioni plasmatiche.
Proprio questa scarsa solubilità è alla base della gotta, dovuta alla deposizione di cristalli di acido urico nelle articolazioni.
L'UA inibisce l'enzima AMPK, un regolatore del metabolismo attivato dall'attività fisica e dal farmaco metformina, che riduce la glicemia e stimola l'ossidazione dei grassi, favorendo così, tra le altre cose, l'accumulo di grassi nel fegato (steatosi epatica).
Per quanto riguarda la lipemia, l'acido urico innalza la trigliceridemia e abbassa il colesterolo HDL, due classici segni indicatori di sindrome metabolica. Riduce inoltre la biodisponibilità di ossido nitrico, un fattore che rilassa le arterie, aumentando la pressione sanguigna, altro segno di sindrome metabolica.


http://drshreya.blogspot.it/2011/12/gout-causative-risk-factors.html



Alimentazione e acido urico

La produzione di acido urico è influenzata dalle purine presenti nella dieta, che innalzano l'uricemia tra 1 e 2mg/dL. Viene quindi normalmente suggerito di ridurre carni ricche in purine (vitello, pancetta, capretto, montone, tacchino, maiale, anatra, oca) e in generale carne e pesce, mentre l'intake totale di proteine non sembra innalzare l'uricemia. Le proteine dei latticini sono correlate in maniera inversa con l'uricemia, forse per il loro effetto uricosurico e per lo scarso contenuto in purine di questi alimenti.
Alcuni vegetali, come asparagi, cavoli, spinaci e legumi, che solitamente si sconsigliano per il loro contenuto in purine, non appaiono in recenti studi legati ad un innalzamento dell'uricemia. Uno degli studi (Zgaga et al) ha anche messo in evidenza una mancanza di correlazione tra pesce e aumento dell'uricemia, che andrà verificata meglio in futuro.
 Un fattore emergente responsabile di iperuricemia è sicuramente il fruttosio ad alte dosi: nel suo metabolismo infatti la prima reazione (fosforilazione del fruttosio ad opera della fruttochinasi) è molto veloce e non ha feedback negativo, mentre la seguente, catalizzata dall'aldolasi B, è lenta. Così alti carichi di fruttosio  determinano l'accumulo di fruttosio 1-fosfato e deplezione di ATP. In queste condizioni ADP e AMP vengono catabolizzati ad UA, che si riversa nel plasma e determina iperuricemia.
Esiste però una differente risposta tra il fruttosio presente nella frutta e quello di origine industriale, forse dovuta alla contemporanea presenza nel primo di sali minerali e antiossidanti, in particolare vitamina C, che invece non sono presenti nel secondo. La vitamina C infatti aumenta l'escrezione renale di acido urico (uricosuria) e il suo intake è quindi inversamente proporzionale all'uricemia.

Anche il saccarosio (il comune zucchero da tavola che contiene per il 50% fruttosio), il sorbitolo (convertito in fruttosio dal fegato), il lattato e le metilxantine (caffeina, teofillina e teobromina, contenute rispettivamente in caffè, tè e cacao) aumentano l'uricemia.
L'alcol incrementa l'uricemia aumentando la produzione epatica e riducendo l'escrezione renale. Un moderato consumo di vino non sembra avere effetti negativi, mentre i superalcolici e soprattutto la birra, che contiene purine, alzano l'uricemia.
Il caffè sembra ridurre l'uricemia, non per il contenuto in caffeina, ma per la presenza di altri antiossidanti come l'acido clorogenico che migliora la resistenza insulinica.
Infatti l'iperinsulinemia riduce l'escrezione renale di acido urico, e il dimagrimento, migliorando questa condizione, riduce l'uricemia.

In sintesi, un'alimentazione di tipo occidentale, ricca di carboidrati raffinati, bibite gassate, carni rosse e grasse, grassi poco salutari, o anche diete povere di carboidrati e ricche in proteine rappresentano un fattore di rischio per l'uricemia e la gotta, oltreché come già risaputo per le malattie cardiovascolari e renali, mentre un approccio di tipo mediterraneo, ricco di grassi salutari, frutta, verdura, cereali integrali e legumi, moderato in pesce, carni bianche e latticini, risulta protettivo nei confronti di questo emergente fattore di rischio.

Update 28/10/14

Il prof. Pierluigi Rossi, stimato docente, la pensa in modo molto simile a me. La maggior parte dell'acido urico è di produzione endogena quindi le purine introdotte con l'alimentazione hanno un ruolo marginale.



Update 28/04/16

La dieta ipercalorica di tipo occidentale, a causa dell'infiammazione indotta, altera il metabolismo cardiaco inducendo le disfunzioni dovute alla fibrosi dei tessuti.

Update 5/7/16

La patata dolce viola contiene delle antocianine capaci di ridurre l'uricemia nel modello animale.


Update 12/10/16

L'alcol continua a non andare d'accordo con l'acido urico.
L'allopurinolo, farmaco che abbassa l'uricemia, previene gli eventi cardiovascolari, a conferma della pericolosità dell'acido urico alto.


Update 21/10/16

L'acido lattico, da alcol o da attività fisica, può inibire l'escrezione di urati.



Update 5/12/16

L'allopurinolo, farmaco usato per l'iperuricemia, non sembra incrementare i problemi renali


Update 5/1/17

In un modello animale di gotta, la dieta ad alto contenuto di fibra riduce l'infiammazione. Infatti l'acetato che si forma con la fermentazione batterica è in grado di ridurre l'aggressività dei globuli bianchi e il rilascio di molecole responsabili del dolore

Ricordate sempre che le malattie partono dall'intestino!


Update 15/1/17

L'alcol si conferma il peggior fattore per l'uricemia alta e la gotta.

Update 13/2/17

Sostanziali conferme su quanto trovate qui.
Anche le apnee notturne sono un fattore di rischio per la gotta.

Un'infografica della Cleveland Clinic

Aggiornamento 22/2/2017

L'assunzione di fruttosio industriale come pericolo per il fegato.
Scrivono i ricercatori:

"Nell'intestino, l'assunzione di fruttosio altera il microbiota intestinale e aumenta la traslocazione di endotossina nella circolazione portale tramite l'aumento della permeabilità. Nel fegato, il fruttosio viene rapidamente metabolizzato, consumando adenosina trifosfato, che può risultare in un aumento di adenosina monofosfato e inosina monofosfato (IMP) e la conversione di IMP in acido urico".
Questo determina l'iperuricemia anche negli adolescenti, in particolare se assumono bibite gassate e dolci.

Aggiornamento 5/3/2017


La dieta chetogenica, grazie al suo sottoprodotto betaidrossibutirrato dalle proprietà antinfiammatorie, ha dimostrato in un modello animale di alleviare i dolori della gotta


Aggiornamento 16/3/2017

Una maggiore quantità di lieviti nell'intestino si associa ad aumento dell'acido urico nel sangue, e l'iperuricemia si correla agli anticorpi verso S. cerevisiae. Modulare il microbiota potrebbe quindi essere una terapia per l'iperuricemia, un fattore di rischio cardiovascolare.

Aggiornamento 30/5/2017


La dieta DASH, un approccio simile alla dieta mediterranea, riduce l'acido urico e il rischio di gotta, mentre la dieta occidentale lo aumenta.

Bibliografia:


http://www.howtoreduceuricacid.org/uric-acid-metabolism/

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