Cerca nel blog

lunedì 21 dicembre 2015

Pancetta magra


La sindrome dello struzzo, ossia la persona col fisico magro (ectomorfo) ma l'addome prominente, detto anche skinny fat, pare che faccia più danni della peste.
Uno studio recente lo ha confermato, anche se era già nell'aria.




Infatti queste persone, oltre ad avere poco muscolo, hanno molto grasso di tipo viscerale, molto più pericoloso di quello sottocutaneo, a causa del suo rilascio di fattori proinfiammatori.
E sfortunatamente l'infiammazione è una concausa in quasi tutte le malattie dei nostri tempi, autoimmuni, cardiovascolari, tumori, diabete ecc.
Una buona quantità di muscolo (massa magra) è protettiva nei confronti delle malattie, e il miglior predittore di rischio cardiovascolare (e mortalità) non è il BMI (rapporto tra peso e altezza al quadrato), ma la percentuale di grasso, che è appunto relativamente alta negli skinny fat.


https://t2fitlifeexerciseblog.wordpress.com/2015/07/06/fight-visceral-fat-and-subcutaneous-fat-with-circuit-training/

Come mai l'infiammazione è così dannosa? Mangiare è di per sé un'azione infiammatoria. Ogni volta che mangiamo, si liberano fattori proinfiammatori. Se mangiamo male, se ne liberano molti di più.
I cibi di oggi, sottoposti a lavorazione industriale e quindi privati del loro contenuto di antiossidanti, provocano stress ossidativo, attivando così le vie infiammatorie. Facendoci invecchiare. Distruggendo i nostri sistemi omeostatici che ci permettono di vivere bene.




Possiamo fare qualche eccezione alle feste? Certo, con prudenza, visto che le feste abbuffate natalizie sembrano aumentare i rischi cardiovascolari. Ma poi riprendiamo meglio di prima, senza far mai mancare l'attività fisica!

Aggiornamento 8/4/2016

Il grasso addominale, attraverso gli estrogeni e la leptina, stimola la proliferazione tumorale.


https://www.facebook.com/photo.php?fbid=295026944204811&set=a.131321330575374.1073741828.100010925236365&type=3&theater


Aggiornamento 1/9/2016

L'esistenza dell'"obesità salutare" viene ulteriormente messa in dubbio dall'osservazione che la risposta insulinica è spesso proporzionale al BMI, indipendentemente dalla localizzazione del grasso.

Aggiornamento 11/9/2016

I tumori sicuramente legati al sovrappeso: colon--retto, fegato, esofago, stomaco, pancreas, vescica, seno, utero, ovario, rene, mieloma, tiroide, meningioma. Per altri l'evidenza è limitata.
Aggiornamento 9/10/2016

Un video sui pericoli della pancetta nei magri e come i batteri, massimizzando la loro diversità di specie, possono aiutarci.

Aggiornamento 14/10/2016

12 fattori che aumentano il grasso addominale (viscerale): zucchero, alcol, grassi trans, sedentarietà, troppe poche proteine, menopausa, alterazione nei batteri intestinali, succhi di frutta, stress, poche fibre, poco sonno, predisposizione genetica.

Aggiornamento 22/10/2016

Si pensa che l'osteoporosi colpisca solo le donne. In realtà può riguardare anche gli uomini, in particolare quelli sarcopenici, ossia con scarsa muscolatura. Questa è spesso presente nell'uomo struzzo.

Update 30/6/2016

Lo zucchero aumenta il cortisolo e esalta la sua caratteristica di stimolare la deposizione di grasso viscerale.

Aggiornamento 2/12/2016

Grazie al grasso viscerale la struttura ossea viene permanentemente alterata, predisponendo per l'osteoporosi, e questo processo aumenta se inizia in tenera età.

Aggiornamento 20/12/2016

Si ribadisce che l'obesità sarcopenica è un pericolo per la salute: si introducono i concetti di carico metabolico (che aumenta con la massa grassa) e capacità metabolica (che aumenta con la massa muscolare).
Il rapporto tra queste 2 è legato all'aspettativa di vita: il BMI ha fatto il suo tempo.

Aggiornamento 21/12/2016

In uno studio di 3 mesi su 86 persone il consumo di mandorle ha ridotto pressione e grasso viscerale
Aggiornamento 4/2/2017

Nel grasso viscerale individuati i metaboliti responsabili delle caratteristiche della sindrome metabolica,come la dislipidemia, le LDL piccole e dense, l'HDL basso.

Aggiornamento 16/2/2017

Il grasso viscerale accelera l'invecchiamento anche nei vermi, figurarsi nell'uomo

Aggiornamento 26/2/2017

Per la sarcopenia, un problema essenzialmente infiammatorio, si consiglia di abbandonare la dieta occidentale, fare attenzione ai minerali, vitamine e nutrienti come omega 3 e proteine, fibre

Aggiornamento 7/3/2017

Un lieve sovrappeso, ma con concentrato nella zona addominale, appare più pericoloso per la salute dell'obesità, in uno studio condotto su oltre 160 mila donne in post-menopausa

Aggiornamento 4/3/2017

Spesso si parla di obesi metabolicamente sani, ossia persone che hanno peso in più ma gli esami a posto, quindi minor rischio cardiovascolare. Questo viene comunque spesso smentito, chi ha peso in più ha comunque alto rischio indipendentemente dai valori ematici di molti esami

Aggiornamento 9/4/2017

Il grasso viscerale determina una infiammazione basale, asintomatica e occulta, che favorisce la crescita del tumore, in particolare mammario. E questo anche attraverso modifiche del sistema immunitario (macrofagi infiammatori che circondano come una corona gli adipociti)

Nei topi il dimagrimento ha favorito la guarigione dal tumore

Aggiornamento 10/1/2017

Più del BMI funziona molto meglio il rapporto tra vita e altezza, ottimo predittore di rischio cardiovascolare e di mortalità in generale

Aggiornamento 6/6/2017

Nelle scimmie, anche in assenza di surplus calorico, i grassi trans aumentano il grasso viscerale

Aggiornamento 23/6/2017

Il grasso viscerale aumenta il rischio tumori 

Aggiornamento 21/7/2017

Il Bifidobacterium lactis B420 è un batterio importante per la riduzione della circonferenza vita

Con l'età la capacità rigenerativa delle cellule muscolari si riduce, e quando vengono danneggiate vengono rimpiazzate da cellule adipose: questo aumenta il rischio di diabete, sarcopenia e altre malattie croniche.
Aggiornamento 30/9/2017

Nel modello animale bloccare l'FSH (ormone follicolo-stimolante) migliora la densità ossea e previene l'osteoporosi, e riduce il grasso viscerale


Aggiornamento 16/10/2017

Il grasso addominale genera grasso: influisce negativamente sulla spesa energetica, favorendo l'accumulo ulteriore di kg


Aggiornamento 12/11/2017

Un minerale, il boro, che aiuta nel riequilibrare gli ormoni sessuali e migliora l'utilizzo della vitamina D, assicurandoci ossa forti, azione antinfiammatoria, riduzione dei dolori mestruali e protezione dai tumori

Aggiornamento 10/1/2018

Qual è il miglior modo per far dimagrire le persone anziane senza perdere massa magra? oltre a farle muovere, assicurare un corretto riposo e aumentare l'apporto di aminoacidi essenziali, anche con miscele apposite che salvaguardano dalla sarcopenia.

Aggiornamento 10/5/2018

Gli omega 3 si associano a riduzione della circonferenza vita ma non del peso totale

Aggiornamento 3/6/2018

Uno studio fatto su gemelli mette in evidenza come, a seconda dei microbi intestinali e dei nostri geni, si tenda a mettere grasso sull'addome (quello più pericoloso per la salute) a causa proprio dei prodotti batterici (metaboliti). Questo dimostra che, grazie a dieta e probiotici, possiamo influenzare il girovita.
Il professor Tim Spector ha dichiarato: "Questo entusiasmante lavoro nei gemelli mostra l'importanza per la nostra salute e l'importanza delle migliaia di sostanze chimiche che i microbi intestinali producono in risposta al cibo. Sapere che sono ampiamente controllati da ciò che mangiamo piuttosto che dai nostri geni è una grande notizia e apre molti modi all'uso del cibo come medicina"

Il Dr. Jonas Zierer, primo autore dello studio ha aggiunto: "Queste novità significano che possiamo modificare l'ambiente intestinale e affrontare la sfida dell'obesità da una nuova angolazione legata a fattori modificabili come la dieta e i microbi nell'intestino. Questo è eccitante, perché a differenza dei nostri geni e del nostro rischio genetico di sviluppare grasso intorno alla pancia, i microbi intestinali possono essere modificati con probiotici, con farmaci o con diete ricche di fibre ".
Aggiornamento 11/6/2018

La sarcopenia (riduzione della massa muscolare) è un problema che riguarda solitamente le persone anziane, e si associa ad aumentato rischio di malattie cardiovascolari, diabete, in generale scarsa qualità della vita, ed è ovviamente legato a sedentarietà e alimentazione di bassa qualità.

"Sulla base dell'attuale letteratura disponibile, i minerali possono essere nutrienti importanti per prevenire e/o trattare la sarcopenia. In particolare, il magnesio, il selenio e il calcio sono i più promettenti"
Aggiornamento 13/8/2018

Le catechine del tè verde (550mg circa al giorno, corrispondenti a 5 tazze) sono efficaci nel ridurre il grasso viscerale e i parametri della sindrome metabolica
Aggiornamento 16/12/2018

Articolo di Sara Gottfried sul grasso addominale e alterazione ormonale in postmenopausa.

La prima causa è la riduzione degli estrogeni, che anche se declinano possono rimanere in eccesso (oltre 100 volte) rispetto al progesterone, causando la cosiddetta estrogeno-dominanza, che esacerba la deposizione di grasso lontano dalle cosce.
Inoltre il cortisolo, i cui livelli sono alterati, attiva la aromatasi, aumentando così la conversione di androgeni in estrogeni.
Il grasso viscerale aumenta l'insulina, e l'insulina riduce SHBG, aumentando gli ormoni steroidei in circolo che favoriscono, con un circolo vizioso, l'aumento del giro vita.
L'infiammazione che consegue ai fattori rilasciati dal grasso viscerale causano alterazione del segnale leptinico, così riducendo il metabolismo. Anche i carboidrati da fonti raffinate hanno questo effetto.
Anche la cosiddetta "tireopausa", la riduzione fisiologica degli ormoni tiroidei, riduce il rate metabolico e può far sentire stanchi e spossati.
I consigli sono quelli di mangiare correttamente, fare sport e in particolare HIIT, dormire a sufficienza.

Aggiornamento 30/12/2018

L'attività fisica riduce il grasso viscerale, quello più pericoloso per la salute, attraverso il rilascio di una proteina, chiamata interleuchina 6, che stimola la lipolisi. Utilizzando un farmaco che blocca IL6, usato normalmente nell'artrite reumatoide, si evita la perdita di grasso viscerale. Questo dimostra che l'effetto di questa molecola è dipendente dallo stato infiammatorio e di salute.
Aggiornamento 2/1/2019
Durante la gravidanza si va ad accumulare grasso viscerale, indipendentemente dall'aumento di peso, che servirà nei mesi successivi per l'allattamento. Allattare per almeno 6 mesi riduce negli anni successivi la circonferenza vita (indicatore di grasso viscerale) e il rischio di malattie cardiovascolari


Aggiornamento 26/1/2019

L'eccesso di grasso, soprattutto se concentrato nell'addome, aumenta il rischio di insufficienza renale


Aggiornamento 23/2/2019

C'è un legame tra glicemia alta e perdita di muscolo (sarcopenia).
L'azione dell'insulina, oltre che non abbassare la glicemia, diventa inefficace anche nella stimolazione della trofia della muscolatura che diventa così flaccida e metabolicamente meno attiva. Essendo il diabete tipicamente legato alla sedentarietà, si forma un circolo vizioso con sempre meno muscoli e sempre più grasso e zuccheri nel sangue.
Aggiornamento 26/7/2019
Il grassi viscerale contribuisce alle malattie cardiovascolari riducendo il glutatione e aumentando lo stress ossidativo
Aggiornamento 29/7/2019
Le donne con un peso normale ma aumentata circonferenza addominale hanno mortalità simile alle donne obese
Aggiornamento 9/8/2019
Un consensus statement per ribadire l'importanza del grasso viscerale nei problemi di salute
Aggiornamento 25/9/2019

Il grasso addominale sottocutaneo, quello che possiamo "pinzare" sull'addome, appare essere neutro nei confronti del rischio cardiovascolare. Quello femorale viene considerato protettivo, mentre quello viscerale ed ectopico (che circonda/infiltra i vari organi come cuore, fegato e muscolo) è quello più pericoloso, soprattutto perché induce insulinoresistenza.
Aggiornamento 3/11/2019
Seguire la dieta mediterranea si associa a riduzione del grasso viscerale e pericardico, quelli associati maggiormente con il rischio cardiovascolare
Aggiornamento 13/11/2019

Una miscela di aminoacidi essenziali (20g al giorno), creatina, vitamina D, acido alfalipoico, Coenzima Q10 e resveratrolo aumenta la muscolatura e la forza e diminuisce il grasso viscerale in anziani debilitati sarcopenici
Aggiornamento 19/11/2019
L'inflammaging, l'infiammazione di basso grado che arriva con l'invecchiamento, è il terreno comune da cui dipendono sarcopenia (perdita di muscolo), aumento di grasso, problemi cardiovascolari e disbiosi. In realtà si tratta di "crosstalk", ossia di rapporti bidirezionali in cui i fattori si influenzano a vicenda.
Aggiornamento 3/1/2020
Bell'articolo di Today's Dietitian sul grasso viscerale e sull'inconsistenza del BMI come parametro
Aggiornamento 16/2/2020
Lo stress ossidativo e l'infiammazione legati all'obesità alterano la fertilità maschile, rendendo meno efficaci anche le tecniche di riproduzione assistita
Aggiornamento 29/4/2020
Alcune persone sane vengono divise in 2 gruppi. Alcune assumono muffin con olio di palma, ricco in grassi saturi, altre con olio di girasole, ricco in PUFA omega 6. In entrambi viene dato un surplus calorico, in modo da favorire l'aumento di peso. Entrambi gli oli erano di tipo raffinato. Nel primo gruppo è aumentato particolarmente il grasso ectopico, quello viscerale e che troviamo nel fegato, e associato con malattie infiammatorie, mentre nel secondo è aumentata la muscolatura, come se il corpo avesse dissipato le calorie in più costruendo muscoli. Probabilmente i grassi saturi hanno indotto maggiore lipogenesi (sintesi di grassi), anche grazie all'interazione col fruttosio. Inoltre i PUFA sono ossidati più facilmente dai mitocondri

Aggiornamento 23/7/2020
L'aglio può favorire la riduzione della circonferenza addominale

lunedì 7 dicembre 2015

Il mito del calcio


Se n'è già parlato in un altra occasione, ma oggi si ha la possibilità di confermare.
L'osteoporosi e le fratture ossee non hanno niente a che vedere con l'introduzione di calcio. Nel senso che un'alta introduzione di calcio non è preventiva. E soprattutto non lo sono i latticini. 
Questo il risultato di 3 metanalisi pubblicate sull'importante rivista BMJ.

Questo è dovuto al fatto che il metabolismo del calcio è estremamente complesso, e pensare che solo introducendolo ne preveniamo la perdita è solo segno di carenza delle nozioni di fisiologia e endocrinologia indispensabili per dare consigli corretti.

http://www.glasbergen.com/diet-health-fitness-medical/menopause/

La supplementazione di calcio aumenta il rischio cardiovascolare, di calcoli renali e di sintomi gastrointestinali. E non riduce quello di osteoporosi. Insomma nessun rapporto conveniente tra rischi e benefici.
Non basta introdurlo, ma bisogna fare in modo che il suo "destino metabolico" sia quello di fissarsi nelle ossa.
Questo è favorito dal lavoro con carichi, dalla vitamina D e da un paratormone che non sia alto, mentre è ostacolato dal fumo, dallo stress, dall'alcol e da molti farmaci.
E bisogna avere un'alimentazione che non ne favorisca la sua perdita dall'osso.

Curr Opin Clin Nutr Metab Care 13:698–702
le proteine possono avere sia effetto positivo  che negativo sulla salute ossea

Come raccomanda già da tempo la Harvard University non esistono evidenze scientifiche per consigliare i latticini, e le linee guida e i livelli di assunzione raccomandati dovrebbero essere rivisti alla luce di queste nuove scoperte. E questo lavoro dovrebbe farlo possibilmente chi non ha legami con l'industria.





In oriente, avendo un deficit di lattasi congenito e quindi forti intolleranze al lattosio, non si consumano latticini, o meglio non fanno parte delle loro tradizioni culinarie.
L'osteoporosi è comunque lì una malattia praticamente sconosciuta.
Una volta ho letto le affermazioni di un collega che giustificava questo fatto con l'abitudine di mangiare i pesci con la lisca e per questo non si presentano carenze di calcio. Immagino che sull'Himalaya le mangino sistematicamente. O più probabilmente (e molto più semplicemente) non abbiamo tutto questo bisogno di calcio.
Per approfondimenti ulteriori consiglio l'articolo del dott Attilio Speciani.
Aggiornamento 14/3/2016
Nessuna evidenza che supplementare il calcio nei bambini prevenga l'osteoporosi.
Aggiornamento 2/4/2016
La qualità della dieta (cibi veri!) si associa ad una ridotta probabilità di fratture e migliore salute ossea.
Aggiornamento 2/6/2016
Sempre più comica la posizione dei calciofili: quantità oltre gli 800 mg al giorno non hanno effetti protettivi nei confronti delle fratture in una dieta plant-based.

Continua a non essere chiaro il ruolo delle proteine: stimolano l'assorbimento di calcio e l'anabolismo osseo, ma non si capisce se proteggono dalle fratture.
Aggiornamento 23/7/2016
Il sale pare essere associato con riduzione della salute ossea e aumento del rischio di osteoporosi e osteopenia.
Aggiornamento 4/8/2016

Un lavoro pubblicato su Nature conferma che l'osteoporosi è nata 10.000 anni fa circa, ossia quando siamo diventati agricoltori e abbiamo iniziato a cibarci dei latticini con frequenza.
Aggiornamento 25/9/2016
Il lattosio e il latte intero aumentano il rischio di tumore ovarico, mentre il calcio lo riduce: un'altra ragione per scegliere fonti di calcio diverse dai latticini.
L'importanza di una dieta con un potenziale alcalinizzante, ricca di nutrienti che non tolgano calcio dall'osso, in una metanalisi. E senza supplementi di calcio che aumentino il pericolo cardiovascolare.
Aggiornamento 14/10/2016
Continuano le conferme dei legami tra attività fisica e ossa sane.
Aggiornamento 22/10/2016

Si pensa che l'osteoporosi colpisca solo le donne. In realtà può riguardare anche gli uomini in particolare quelli sarcopenici, ossia con scarsa muscolatura.
Aggiornamento 31/10/2016
Una nuova revisione sistematica non conferma l'associazione tra intake di calcio e malattie cardiovascolari in persone sane. Che sono molto poche.
Aggiornamento 26/11/2016
Uno studio osservazionale (quindi da confermare con studi controllati) mostra un legame tra supplementi calcici e rischio di Alzheimer.
Aggiornamento 9/12/2016
Le persone con ipocloridria (scarsa acidità gastrica) dovuta ad esempio ad assunzione di antiacidi, hanno un maggiore rischio di fragilità ossea, soprattutto dopo traumi precedenti. L'articolo conclude suggerendo la supplementazione con calcio gluconato.
Aggiornamento 12/12/2016
Debora Rasio ci spiega perché i latticini, se alimentati a erba, fanno bene alle ossa: non si tratta del calcio, ma della vitamina K2, che permette un corretto utilizzo del minerale, in modo che venga depositato nelle ossa e non nelle arterie.
Aggiornamento 28/12/2016
Un nuovo video dove il dott Greger spiega l'inutilità e il danno conferito dai supplementi di calcio: in uno studio RCT hanno aumentato il rischio di frattura del 64%!
Avere tendenza a formare calcoli renali potrebbe essere un'indicazione che il calcio non si deposita nelle ossa ma nelle arterie, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari e osteoporosi. Come fare a prevenirli? Attività fisica e alimentazione a basso PRAL, ricca di vegetali.
Aggiornamento 18/1/2017
Le prugne sono un'ottima fonte di boro, minerale che migliora la ritenzione di calcio nelle ossa e previene l'osteoporosi. Ecco tutti i consigli per mantenere ossa sane.
Aggiornamento 31/1/2017
Il prof Piccini spiega il collegamento tra osteoporosi, inibitori di pompa e microbiota.
Aggiornamento 3/2/2017

Secondo uno studio effettuato su 160 mila persone, cose serve per prevenire osteoporosi e fratture? Il latte? No, una dieta antinfiammatoria, ricca di frutta, verdura, cereali integrali e semi oleosi.
Aggiornamento 17/2/2017

Si continua a dimostrare che i latticini riducono la sopravvivenza in chi ha tumore prostatico. Le cause possono essere sia calcio e fosforo, che riducono la vitamina D disponibile, sia l'aumento di IGF-1, sia i grassi saturi.
Aggiornamento 27/2/2017

Si continua a dimostrare come il calcio supplementato aumenti il rischio cardiovascolare: è probabile che la dose-bomba non sia facile da metabolizzare per l'organismo. Il mio consiglio è di suddividerla in più dosi durante il giorno.
Aggiornamento 4/3/2017
La vitamina D va sempre abbinata alla K2? sicuramente bisogna fare in modo di avere sufficienti introiti di entrambe, ma sicuramente la K2, sebbene sia ancora allo studio, fa in modo che il calcio sia depositato a livello osseo e non vascolare
Aggiornamento 11/3/2017
I latticini sono utili nel prevenire l'osteoporosi? Solo se abbinati a vitamina D, di cui non sono una buona fonte
Aggiornamento 13/3/2017
Anche New Scientist conferma: non esistono evidenze scientifiche per bere latte. La protezione dall'osteoporosi si ha con una dieta sana in generale e il movimento. I prodotti fermentati (formaggi e yogurt) invece, hanno potenziali effetti benefici perché non hanno grandi quantità di lattosio
Aggiornamento 24/3/2017
I benefici della vitamina K2
Aggiornamento 8/4/2017

Secondo nuovi metodi il fabbisogno di vitamina D giornaliero per la prevenzione dell'osteoporosi (quindi non valido per altre patologie come tumori infarti ecc) è dimezzato rispetto a quanto stimato prima, 400 UI

Aggiornamento 30/4/2017
Continuano le prove sull'inutilità (per non dire il danno) delle integrazioni con megadosi di vitamina D. E dire che basterebbe solo studiare un po' la fisiologia. Segnalato da Lorenzo Zarone​
Aggiornamento 2/5/2017

Bassi livelli plasmatici di magnesio aumentano il rischio di fratture, ma non sono necessariamente collegati a bassa introduzione con la dieta

Aggiornamento 13/6/2017
Con gli RCT (che stabiliscono causa ed effetto) non esiste prova che il calcio prevenga le fratture e che chi ne introduce di più sia protetto, anche con gli integratori.
Aggiornamento 23/6/2017

L'importanza del microbiota nella salute ossea.
L'uso di antiacidi nei bambini aumenta il rischio di fratture

Marion Nestle, docente di nutrizione, chiarisce che  "il latte è il cibo ideale, ma per i vitelli". "Non c'è dubbio su questo.
Ma per gli esseri umani, potrebbe non esserlo, e può non essere necessario, e ci sono molte prove che non sia necessario". Insomma non abbiamo bisogno assoluto del latte per vivere. Le alternative sono più che sane. Il principale problema sono le industrie che fanno opposizione, per interessi economici, alla vera informazione.
Aggiornamento 28/6/2017

Anche l'osso ha una funzione endocrina di gestione dell'appetito e della spesa energetica, mandando segnali all'ipotalamo.
Aggiornamento 7/7/2017
Il calcio delle acque minerali è biodisponibile come quello dei latticini
Aggiornamento 4/8/2017

I polifenoli aiutano a prevenire i problemi alle ossa


Una considerazione sui bifosfonati (farmaci per l'osteoporosi) da parte del dott Luchi.





Aggiornamento 4/9/2017
La resistenza insulinica sembra associata con la perdita di massa ossea
Aggiornamento 17/9/2017
Nel modello animale, l'HIIT cura la fragilità ossea nei topi anziani
Aggiornamento 7/10/2017

Nel modello animale il potassio (frutta e verdura) riduce la calcificazione delle arterie, evento che predispone per le malattie cardiovascolari
Aggiornamento 12/10/2017
Oltre ad alcuni nutrienti, si conferma l'importanza dei carichi pesanti per prevenire l'osteoporosi.
Brutte notizie per i bambini che usano antiacidi
Aggiornamento 31/10/2017
Il calcio è un minerale importante per la prevenzione delle fratture, ma i suoi eccessi non sono salutari: meglio prenderlo solo dai cibi e non da integratori. Le nuove linee guida prevedono un'assunzione tra 700 e 1200 mg al giorno
“Le donne che non vogliono assumere integratori e hanno problemi a fare una dieta sufficientemente ricca di calcio dovrebbero essere rassicurate sull’improbabilità che ciò influisca negativamente sul loro rischio di fratture. Per preservare la salute delle ossa possono essere utilizzate altre misure, come l’attività fisica e gli integratori di vitamina D”.
Aggiornamento 8/11/2017
L'esercizio fisico si conferma il miglior "integratore" contro le fratture.

Aggiornamento 14/11/2017

L'osso è un vero e proprio organo endocrino capace di attivare o spegnere il metabolismo.
Le nazioni occidentali si confermano avere forti introiti di calcio, mentre quelle orientali scarsi. Solo che l'osteoporosi colpisce i primi.
Aggiornamento 27/12/2017

La supplementazione di vitamina D con o senza calcio non è stata efficace nel prevenire le fratture in una comunità di anziani. Questo può esser dovuto anche alla mancanza dei cofattori (boro, magnesio, K2) e attività fisica che aumentano l'efficacia della vitamina.
Aggiornamento 7/1/2018

Il latte intero e i suoi derivati si confermano associati con la ricorrenza del tumore prostatico. Consumare 4 porzioni a settimana aumenta il rischio del 73% rispetto a chi non ne consuma o lo consuma molto raramente. Il rischio triplica negli uomini sovrappeso. I latticini sgrassati non presentano questa associazione.
Aggiornamento 19/2/2018
Un nuovo studio non mostra legami tra calcio supplementato, con o senza vitamina D, e rischio cardiovascolare
Aggiornamento 26/3/2018
Le linee guida italiane per la prevenzione dell'ictus consigliano fortemente, oltre al classico pattern mediterraneo a basso indice e carico glicemico, la vitamina D, il cacao amaro, la frutta secca, tè, caffè, mentre sconsigliano supplementi di calcio, sale, multivitaminici, dolci e bibite gassate.
Aggiornamento 19/4/2018
Un nuovo studio effettuato in comunità protetta mette in dubbio l'efficacia sia del calcio che della vitamina D, da soli o accoppiati, per prevenire fratture e cadute.
Aggiornamento 28/5/2018
Gli studi continuano a confermare un legame tra progressione del tumore alla prostata e calcio, in particolare quello dei latticini e degli integratori (quello di origine vegetale non ha questo effetto).
La vitamina D ha invece un effetto antinfiammatorio protettivo, e aiuta l'utilizzo "corretto" del calcio, che senza la vitamina D ha un effetto di stimolo della proliferazione
Si raccomanda quindi di rispettare le indicazioni generali per entrambi i nutrienti
Aggiornamento 1/6/2018
Il sodio basso nel sangue aumenta il rischio di fratture
Aggiornamento 24/6/2018

Una dieta da 1200 kcal fatta per pochi giorni è sufficiente per provocare un indebolimento osseo in donne in età fertile
Aggiornamento 30/8/2018
Il potassio come protettore delle ossa (e del diabete, della pressione ecc), attenzione solo a chi ha reni malfunzionanti.
Aggiornamento 27/9/2018
Una frattura in qualsiasi parte del corpo determina perdita di massa ossea in ogni distretto corporeo, come se il calcio depositato fosse utilizzato per la riparazione
Aggiornamento 9/11/2018
Finalmente una spiegazione che somiglia alla mia sul legame tra dieta, carico acido e perdita di osso, e si collega all'età.
"I soggetti più giovani con una funzione renale migliore sono in grado di mantenere il loro pH del sangue nell'intervallo più alto del normale, mentre i soggetti più anziani con funzione renale peggiore sono solo in grado di mantenere il loro pH del sangue nelle gamme inferiori della norma. Poiché la funzionalità renale diminuisce, la produzione di acido renale diminuisce, ma non tanto quanto l'escrezione di acido renale e il compromesso è che i livelli di acido nel sangue e quindi l'equilibrio acido sono più alti. Questi livelli più alti di acido sembrano causare danni più rapidi ai reni" "Tuttavia, la ritenzione corporea di solo 1 o 2 mEq di acido al giorno, appena rilevabile dalle attuali tecniche di misurazione, tamponata da muscoli e reni e titolata per decenni dallo scheletro, potrebbe potenzialmente causare un grave esaurimento del minerale osseo (calcio soprattutto). Pertanto, suggeriamo che quei soggetti più anziani con ridotta funzionalità renale, ridotta capacità escretoria degli acidi renali e minore capacità tampone dovuta alla minore massa muscolare e/o ossea, le cui diete contengono elevati carichi di acidi, potrebbero potenzialmente beneficiare maggiormente delle terapie alcaline".
Aggiornamento 24/1/2019
Nel modello animale l'uso di antibiotici altera il microbiota in pubertà e così crea problemi al sistema endocrino-immunitario. In questo modo si riduce la formazione di osso e si predispone per l'osteoporosi.
Aggiornamento 25/1/2019
Nella prevenzione dell'osteoporosi, l'assunzione eccessiva di calcio (più di 1500 mg totali al giorno) potrebbe essere associata ad un aumentato rischio di calcoli renali e, meno certamente, di eventi cardiovascolari. Dosi elevate intermittenti di vitamina D (60.000 UI mensili o 500.000 UI all'anno) sono state associate ad un aumentato rischio di cadute e fratture e la dose giornaliera raccomandata non deve superare 4000 UI, tranne in caso di malassorbimento.
Aggiornamento 17/2/2019
Le diete a base vegetale sono associate a minor rischio di osteoporosi
Aggiornamento 26/2/2019

Per ridurre i rischi di calcoli renali, ridurre i cibi ricchi in ossalato (bietole, carambola, spinaci, rabarbaro, e in minor misura cioccolato, patate, frutta secca) e avere un adeguato introito di calcio.
Aggiornamento 7/3/2019

Perché consiglio sempre di usare lo yogurt al posto del latte? Fermo restando che  probabilmente un bicchiere di latte non vi ammazza (né vi salva la vita), la fermentazione batterica riduce la quantità del microRNA chiamato miRNA-148a.
Questo è una sequenza di acidi nucleici che la natura ha messo nel latte per stimolare l'anabolismo (crescita dei tessuti) tipicamente necessario ai lattanti. Ma "l'esposizione continua degli esseri umani a esosomi del latte pastorizzato può conferire un rischio sostanziale per lo sviluppo di malattie croniche tipiche della civiltà occidentale tra cui obesità (adipogenesi, blocco dei recettori CCK per la sazietà), diabete mellito di tipo 2 (alterazione delle β-cellule), osteoporosi (soppressione di MAFB e stimolazione degli osteoclasti), tumori comuni (prostata, mammella, fegato, linfomi), malattie cardiovascolari (sopprime il trasporto inverso del colesterolo) e morbo di Parkinson. Con lo yogurt (e i formaggi) possiamo invece "sfruttare" i nutrienti dei latticini (calcio, proteine) con meno rischi.
Aggiornamento 8/4/2019
Le persone in cura con cortisonici dovrebbero assumere calcio e vitamina D per proteggersi dall'osteoporosi

Aggiornamento 9/4/2019
Vitamina A, vitamina K, magnesio, zinco e rame appaiono associati a una ridotta mortalità cardiovascolare e per tutte le cause, ma l'effetto protettivo è limitato all'assunzione di sostanze nutritive dai cibi, non da integratori. L'assunzione eccessiva di calcio da integratori è stata associata ad un aumentato rischio di morte per cancro. Probabilmente alcuni fattori rendono i nutrienti più efficaci se provenienti dal cibo e non isolati in un supplemento.

Aggiornamento 19/4/2019
Le indicazioni per i supplementi di calcio: meglio in piccole dosi più volte, lontano dagli altri minerali come ferro, magnesio e zinco. Con il magnesio deve stare in un rapporto di 2 a 1
Aggiornamento 28/4/2019
La vitamina K2 è approvata in alcune nazioni come trattamento per l'osteoporosi.
Il suo compito è di "carbossilare" (aggiungere un gruppo carbossilico) una proteina detta osteocalcina, rendendola così attiva.

Bastano 5mg al giorno per portare l'osteocalcina carbossilata ai livelli simili a quelli di donne in premenopausa.
Aggiornamento 13/5/2019
La salute mitocondriale è importante anche per le ossa.
Aggiornamento 10/7/2019
Tra i supplementi, omega 3 e folati possono ridurre il rischio di alcune malattie cardiovascolari, mentre il calcio insieme alla vitamina D può aumentare il rischio di ictus
Aggiornamento 19/10/2019
L'inulina, la fibra tipica del carciofo, aumenta l'assorbimento di calcio e la mineralizzazione ossea negli adolescenti
Aggiornamento 24/10/2019

Quali sono i problemi associati con l'uso di antiacidi? atrofia gastrica, carenza di vitamina B12, malattie cardiovascolari, infezione da C. difficile, polmonite, demenza, tumore allo stomaco, osteoporosi, carenza di magnesio, danno renale acuto, nefrite interstiziale, insufficienza renale. Inoltre aumentano il rischio di morte per ogni causa e in particolare cardiovascolare, renale e da tumore gastrointestinale
Aggiornamento 9/10/2019
La restrizione calorica aumenta il rischio di osteoporosi in donne post menopausa.
Un mix di 3 lattobacilli previene la perdita di osso in donne in post menopausa
Aggiornamento 24/12/2019
Secondo una revisione degli studi, la supplementazione giornaliera con vitamina D è efficace nel prevenire l'osteoporosi solo se abbinata al calcio
Aggiornamento 30/12/2019
il microbiota è importante per l'assorbimento dei minerali
Calcio e vitamina D supplementati in piccole dosi possono migliorare il profilo lipidico di persone sovrappeso
Aggiornamento 29/1/2020
Il contenuto di calcio negli alimenti vegetali
Aggiornamento 14/2/2020
Il latte è da sempre un alimento controverso, avversato da alcuni ma molto protetto dall'industria alimentare. Due docenti della Harvard University, Walter Willett e David Ludwig, M.D., PhD, hanno revisionato la letteratura scientifica nel merito, con queste conclusioni: "L'assunzione ottimale di latte per una persona dipende dalla qualità generale della dieta. Se la qualità della dieta è bassa, specialmente per i bambini in ambienti a basso reddito, i latticini possono migliorare la nutrizione, mentre se la qualità della dieta è elevata, è improbabile che un aumento dell'assunzione fornisca benefici sostanziali ma sono possibili danni. Quando il consumo di latte è basso, i due nutrienti di primaria importanza, calcio e vitamina D (che è particolarmente preoccupante per le latitudini più elevate), possono essere ottenuti da altri alimenti o integratori senza le potenziali conseguenze negative dei latticini. Per il calcio, fonti alimentari alternative includono cavoli, broccoli, tofu, noci, fagioli e succo d'arancia fortificato. Per la vitamina D, gli integratori possono fornire un'adeguata assunzione a costi molto inferiori rispetto al latte fortificato. In attesa di ulteriori ricerche, le linee guida per il latte e gli alimenti a base di latte equivalenti dovrebbero designare idealmente un'assunzione accettabile (come da 0 a 2 porzioni al giorno per gli adulti), non indicare il latte a basso contenuto di grassi come preferibile al latte intero e scoraggiare il consumo di latticini zuccherati nelle popolazioni con alti tassi di sovrappeso e obesità".
Nei bambini "Il latte favorisce la velocità di crescita e il raggiungimento di una maggiore altezza, conferendo sia rischi che benefici. L'elevata densità nutritiva del latte può essere particolarmente utile nelle regioni in cui la qualità della dieta generale e l'assunzione di energia sono compromesse. Tuttavia, in popolazioni con un'alimentazione generalmente adeguata, l'elevato consumo di latte può aumentare il rischio
di fratture più avanti nella vita e l'associazione della maggiore altezza con il rischio di cancro rimane una preoccupazione". Per quanto riguarda l'osteoporosi "i dati esistenti non supportano elevate assunzioni di latte durante l'adolescenza per la prevenzione delle fratture più avanti nella vita e suggeriscono che tali assunzioni possono contribuire all'aumento dell'incidenza di fratture nei paesi con massimo consumo di latte. Negativo il giudizio sugli effetti ambientali (emissione di gas serra, impronta idrica e antibioticoresistenza), quello biologico può essere più nutriente. Gli effetti su diabete, aumento di peso, tumori, rischio cardiovascolare e mortalità in generale sono controversi, ma non attualmente preoccupanti.
Aggiornamento 1/3/2020
2800 UI di vitamina D nella seconda parte della gravidanza migliorano la mineralizzazione ossea a 6 anni, particolarmente in quelli nati in inverno
Le reazioni all'articolo critico sul latte di Ludwig e Willet: I produttori ovviamente non sono contenti. Il calcio non appare un problema, sono le industrie che ci hanno inculcato che solo col latte si assume calcio, ma meno se ne introduce più aumenta il suo assorbimento.
Aggiornamento 17/3/2020
Negli anziani che si fratturano, avere la vitamina D alta aumenta le possibilità di tornare a camminare. L'associazione è maggiore anche rispetto allo stato nutrizionale generale.
Aggiornamento 22/3/2020

Il citrato di potassio è raccomandato nelle persone con rischio di ricorrenza di calcoli renali, mentre si raccomanda una dieta normocalcica, normoproteica e iposodica
Aggiornamento 18/4/2020

Per le persone che assumono cortisone e sono a rischio di osteoporosi, per il trattamento non farmacologico "Si consiglia il raggiungimento e il mantenimento di un'adeguata assunzione dietetica di calcio (che è di 700-1.200 mg al giorno) e di vitamina D (livello sierico ≥20 ng/mL; ≥50 nmol/L), con l'uso di supplementi appropriati ove necessario. L'American College of Rheumatology ha raccomandato una dose di 1,0–1,2 g di calcio e 600–800 UI di vitamina D al giorno. La modifica dello stile di vita comprende una dieta ben bilanciata, il controllo del peso nell'intervallo raccomandato, l'abbandono del fumo, la prevenzione del consumo eccessivo di alcol e un regolare esercizio coi pesi su misura per il singolo paziente". Aggiungerei magnesio (fondamentale per far funzionare la vitamina D) e la vitamina K2.
Aggiornamento 4/5/2020

La disbiosi intestinale, tramite l'alterazione del metabolismo osseo, la riduzione della vitamina K2, la ridotta produzione di SCFA e l'infiammazione promuove la calcificazione delle arterie (e così le malattie cardiovascolari) rimuovendo il calcio dalle ossa.
Aggiornamento 19/5/2020

L'idea che i latticini prevengano l'osteoporosi rimane sempre non dimostrata (attenzione: così come il fatto che la causino). Se volete veramente proteggere le ossa andate in palestra!
Aggiornamento 21/6/2020
Esiste "una forte relazione tra l'integrazione di acidi grassi omega-3 e l'inibizione della calcificazione ectopica (in tessuti che non ne dovrebbero avere) in vari tessuti. Pertanto, si può dedurre che gli acidi grassi omega-3 sono inibitori naturali non tossici della calcificazione. Inoltre, mediano la preservazione dell'osso stimolando una maggiore attività degli osteoclasti durante il rimodellamento osseo". In questo modo si protegge dall'osteoporosi e dalla calcificazione vascolare. Gli omega 3 possono anche ridurre la calcificazione dei tessuti tumorali trattati con chemioterapia, migliorando sopravvivenza e salute ossea.
Aggiornamento 9/7/2020

In una revisione degli studi, "la combinazione di vitamina K e D può migliorare la qualità ossea aumentando la densità minerale ossea totale e diminuendo l'osteocalcina sottocarbossilata (una forma di ormone poco attiva). Si prevede [inoltre] un effetto più favorevole quando viene utilizzata la vitamina K2. Questi risultati hanno importanti implicazioni per la salute pubblica per quanto riguarda il miglioramento della qualità ossea, specialmente nelle donne, attraverso una combinazione di vitamine D e K sotto forma di integratore". Probabilmente purtroppo continueranno a dirvi di assumere latticini o assumere la vitamina D da sola, interventi che negli studi precedenti non hanno dimostrato forte impatto sull'osteoporosi.