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martedì 4 ottobre 2016

Integriamo (non tutti)


Quando leggiamo che una persona ha dei LARN (livelli di assunzione raccomandati) di un certo nutriente (o frequenza di consumo di un alimento) quel dato è riferito ad una popolazione sana e media. Non certo quella che di solito viene in ambulatorio.
Non esiste nessuna evidenza scientifica che persone con malattie croniche, infiammatorie o simili abbiano quella necessità: solitamente è più alta.

Per questo non bisogna mai dire no a priori ad un integratore che possa colmare una carenza (un esempio: il magnesio nei diabetici) ma neanche esagerare e imbottirsi di pastiglie dal contenuto dubbio e non sempre controllato.


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Aggiornamento 14/12/2016

I pazienti con malattie croniche intestinali possono trarre vantaggio da alcune integrazioni, in particolare vitamine del gruppo B che vengono malassorbite, alcuni probiotici, vitamina D, curcuma, zinco e ferro in alcuni casi. 





Aggiornamento 8/1/2017

15 motivi per avere valori di vitamina D corretti: migliora la salute ossea, cardiovascolare e del nascituro, riduce il rischio di diabete, di alcuni tumori, di morte prematura, di depressione, di malattie infettive, di asma, di dolore cronico, di Parkinson e malattie neurodegenerative, aumenta la forza muscolare e il recupero post-chirurgico, previene e tratta le malattie autoimmuni come la sclerosi multipla


Aggiornamento 12/1/2017

Il contenuto di nutrienti del cibo si è ridotto di circa il 15% in 50 anni.
La colina è un nutriente spesso carente: lo troviamo nel fegato, tuorlo e fagioli lima.

Chi ha un'alimentazione sufficientemente equilibrata ha abbastanza micronutrienti, ma le carenze sono comunque più diffuse di quanto si pensi: l'invito a non assumere integratori vale per chi è sano e ben nutrito: vitamine, la stessa colina, calcio e magnesio sono introdotti in maniera insufficiente in larga parte della popolazione.

L'importanza della metilazione in un articolo di facile comprensione

Aggiornamento 1/2/2017

Chi ha la sindrome metabolica (e quindi anche il diabete) ha maggiori fabbisogni di vitamina E perché la catabolizza maggiormente. Inoltre, almeno nel modello animale, la sua carenza si lega a difetti nello sviluppo embrionale


Aggiornamento 7/2/2017

La supplementazione con vitamina D si conferma utile in chi soffre di Hashimoto


Aggiornamento 11/2/2017

La supplementazione con enzimi digestivi esogeni è efficace nella terapia della pancreatite cronica

Un piccolo aumento nell'intake di zinco ha importanti attività antiossidanti e protettive del DNA, e previene le complicazioni del diabete di tipo 2


Aggiornamento 4/3/2017

La vitamina D va sempre abbinata alla K2? sicuramente bisogna fare in modo di avere sufficienti introiti di entrambe, ma fisiologicamente la K2, sebbene sia ancora in fase di studio, fa in modo che il calcio sia depositato a livello osseo e non vascolare

Aggiornamento 5/3/2017


"Ormai è sempre più chiaro che tra i principali fattori che contribuiscono all'aumento delle malattie infiammatorie e autoimmuni vi sia la dieta occidentale.
Considerevoli benefici possono essere dati dalla dieta e dall'integrazione, sia in termini di prevenzione che terapia"

Aggiornamento 14/3/2017

Pur non raggiungendo l'effetto di un farmaco, la somministrazione di probiotici è utile sia per abbassare la pressione che per migliorare il quadro metabolico. Questi i risultati di una revisione degli studi, che confermano l'importanza della flora intestinale nella genesi delle malattie.


Aggiornamento 22/3/2017


Secondo una nuova revisione, i multivitaminici e multiminerali sono sicuri quando non si supera il dosaggio di riferimento. Non sembrano dare benefici in persone sane, snelle, con stile di vita adeguato, non fumatori e che assumano abbastanza frutta e verdura. Nelle persone con problemi di salute vi è invece un potenziale razionale nell'assumerli


Aggiornamento 24/3/2017


I benefici della vitamina K2

Le più comuni carenze nutrizionali.

Aggiornamento 30/3/2017

Chi soffre di ipertensione ha spesso un eccesso di batteri che producono lattato e una riduzione di quelli che producono acetato e butirrato. Questo aumenta l'infiammazione, la produzione di metaboliti tossici e il loro passaggio nel torrente sanguigno (permeabilità intestinale) e il tono simpatico (neurotrasmettitori come la noradrenalina che aumentano le resistenze arteriolari). La revisione degli studi supporta l'uso dei probiotici nella gestione della malattia.

Recentemente un mio paziente ha potuto abbandonare il betabloccante, in seguito a dieta e integrazione con probiotici


Aggiornamento 8/4/2017

Alte dosi mensili di vitamina D non aiutano a prevenire le malattie cardiovascolari. Per questo consiglio sempre piccole dosi giornaliere!

Aggiornamento 9/4/2017


La presenza di una mutazione in un particolare gene, chiamato MTHFR, fa sì che si abbiano fabbisogni di micronutrienti diversi. Ad esempio si ha necessità del metilfolato (e non dell'acido folico semplice, che non viene attivato) e di più vitamina B6 per non soffrire di ipertensione.
La stessa cosa vale per l'enzima che converte il betacarotene in vitamina A, chiamato BCMO1.


Aggiornamento 13/4/2017


Volete ringiovanire? Potete provare a trapiantarvi il microbiota di un giovane. Almeno nei pesci funziona. 
Un'altra prova di come il nostro intestino perda diversità e complessità batterica andando avanti con gli anni. 

Un metodo più semplice è quello di assumere sempre cibi vegetali che nutrono i microbi e rinnovarli con probiotici idonei

Aggiornamento 28/4/2017

L'integrazione non  sembra utile a livello di popolazione, a causa dell'eterogeneità, ma può dare piccoli benefici in alcuni


Aggiornamento 3/5/2017

Il multivitaminico, in persone sane, non sembra prevenire gli eventi cardiovascolari anche in chi abbia una dieta povera di nutrienti. Questo è probabilmente dovuto al fatto che i nutrienti presenti nei cibi agiscono in maniera sinergica e difficilmente replicabile da un preparato artificiale

Aggiornamento 17/5/2017

L'evidenza attuale supporta la supplementazione con S-adenosilmetionina, metilfolato, omega 3  e vitamina D insieme agli antidepressivi nel trattamento della depressione

L'evidenza (vitamine gruppo B, C ecc) iniziale esiste anche per la schizofrenia, soprattutto all'inizio della malattia

Aggiornamento 20/5/2017

Secondo un articolo di Authoritynutition.com il craving (desiderio impellente) di certi cibi non è legato alle carenze nutrizionali, se non in casi non frequenti.
Molto meglio comunque mangiare cibi nutrizionalmente densi, dormire bene, idratarsi, mangiare abbastanza fibre e proteine, non stressarsi.

Aggiornamento 23/5/2017

Un buon livello di omega 3 a catena lunga in gravidanza riduce il rischio di diabete di tipo I (giovanile).

Invece gli omega 6 (acido linoleico e arachidonico) e gli omega 3 a catena corta (acido linolenico) sembrano aumentare il rischio

Aggiornamento 3/6/2017

Frammenti di DNA e RNA batterico, oltre che i metaboliti, possono trovarsi in giro per il corpo a fare danni, ad esempio si ritrovano nel cervello di persone affette da sclerosi multipla

Anche per questo è importante avere un buon bilanciamento dei batteri intestinali.

Vitamina D e omega 3 integrati insieme migliorano il quadro metabolico di donne con diabete gestazionale

Aggiornamento 5/6/2017

"Vale la pena ricordare che i pazienti affetti da tiroidite di Hashimoto con o senza celiachia possono beneficiare di una dieta a basso contenuto di glutine sia per la progressione che per le potenziali complicazioni della malattia "

Altri fattori importanti sono la vitamina D e il selenio, e l'eccesso di iodio, che ha ridotto l'incidenza di gozzo ma aumentato quella di autoimmunità



Aggiornamento 10/6/2017

L'obesità si lega ad un ridotto assorbimento di zinco, rame e ferro e a livelli bassi di magnesio e potassio.

Aggiornamento 10/7/2017



In donne con problemi di fertilità e mutazione MTHFR. la supplementazione con vitamine del gruppo B ha aumentato le probabilità di concepire

Bell'articolo su una scienziata inglese, prof.ssa Allen.
Ci chiarisce il perché delle carenze di micronutrienti così diffuse (soprattutto B12, folati, ferro, zinco, dovute al cibo di scarsa qualità), e che le proteine animali sono particolarmente stimolanti della crescita, ma, ricordiamoci, l'altezza è anche un fattore di rischio tumorale.

Il gene FTO è conosciuto per aumentare il rischio di obesità. Livelli più alti di vitamina D riducono questo rischio.



Aggiornamento 23/7/2017

Come si fa a ridurre il rischio di anemia, basso peso alla nascita, arresto della crescita e in generale delle malattie non contagiose (diabete, obesità ecc)? Basterebbe che le donne incentrassero la loro alimentazione su cibi ricchi in nutrienti e non processati.

Kresser ci insegna che non è salutare integrare per lunghi periodi con donatori di metili, anche in caso di mutazione MTHFR: infatti concentrazioni troppo alte bloccano comunque le vie metaboliche, meglio integrare a periodi

Aggiornamento 27/7/2017

Il magnesio ha un'efficacia paragonabile a quella dei farmaci nel controllo della depressione moderata. Ma senza gli effetti collaterali:
"I risultati sono molto incoraggianti, data la grande necessità di ulteriori opzioni di trattamento per la depressione. La nostra conclusione è che l'integrazione con magnesio fornisce un metodo sicuro, veloce e poco costoso per il controllo dei sintomi depressivi".



Aggiornamento 5/8/2017


Il coenzima Q10 migliora il quadro metabolico, in particolare la glicemia e in donne con PCOS

La carenza di ferro sembra associata con il pericolo cardiovascolare, e la sua integrazione potrebbe essere un semplice modo per prevenire infarti e ictus

Aggiornamento 9/8/2017

Continuo a leggere da sedicenti esperti che assumiamo troppe vitamine, di cui il cibo moderno è ricchissimo, l'integrazione non serve, non gestisce nessuna malattia ecc, e la cosa peggiore è che molti nutrizionisti concordano. Ovviamente non è vero nulla, e una carenza di vitamine del gruppo B è spesso riscontrata ad esempio nella depressione, e la supplementazione aiuta a gestire la malattia.


I danni di questi aspiranti divulgatori scientifici sono sotto gli occhi di tutti

La sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) si gestisce molto bene con la dieta lowcarb o con quella chetogenica, insieme ad alcune integrazioni mirate. Possono migliorare l'umore, la fertilità, il peso e in generale la qualità della vita


Aggiornamento 19/8/2017

Alcune persone hanno varianti nel recettore della vitamina D, che lo rendono meno attivo (meno affine e quindi meno "disposto" ad attivarsi quando entra in contatto con la molecola). Queste persone hanno più alto rischio di sclerosi multipla, artrite reumatoide, psoriasi, densità ossea, colesterolo, forse Hashimoto ecc.
Non è chiaro se livelli più alti di vitamina possano agire meglio, ma è probabile.
L'integrazione con magnesio si conferma utile per abbassare la pressione, soprattutto in chi abbia problemi metabolici (diabete o prediabete)

Aggiornamento 5/9/2017




Aggiornamento 10/9/2017

Secondo una revisione degli studi è possibile mettere in relazione l'obesità con un cattivo stato nutrizionale. Questo perché mangiamo cibo impoverito dalle lavorazioni industriali.

"La carenza di micronutrienti è un problema di salute globale che colpisce circa 2 miliardi di persone e sembra essere associato ad un aumento del rischio di malattie e disturbi non trasmissibili, tra cui l'obesità. L'assunzione insufficiente di vitamina A favorisce il sovrappeso alterando il metabolismo tiroideo, mentre la vitamina C è correlata alla sintesi della carnitina e dell'ossidazione dei grassi; la vitamina D favorisce il controllo della sazietà e della spesa energetica. Per quanto riguarda i minerali, il calcio aiuta la regolazione della termogenesi e della lipogenesi/lipolisi, e lo zinco è coinvolto nella regolazione dell'insulina e della leptina".
Questo non significa che dobbiamo spingere le persone a integrare, ma a mangiare cibi veri ricchi di nutrienti.


Aggiornamento 22/9/2017

La forma attiva dell'acido folico appare un trattamento promettente per la depressione, perché riesce ad aumentare i livelli di serotonina, anche in aggiunta ai farmaci. Anche la schizofrenia ne giova. Questa vitamina è infatti essenziale nella sintesi dei principali neurotrasmettitori

Alcune slide tratte dal congresso dei giovani Psichiatri  a Cagliari





Aggiornamento 25/9/2017

Andando avanti con l'età spesso si riduce il numero di bifidobatteri, anaerobi obbligati che una volta persi non possono essere recuperati se non con l'integrazione

In persone con degenerazione maculare, l'integrazione di zinco, rame, vitamine C ed E e luteina è efficace quanto i farmaci, ma molto meno dispendiosa

Aggiornamento 29/9/2017

Gli integratori che sostengono la massa magra negli anziani

Alcune ragioni per cui gli integratori non sempre funzionano

I probiotici hanno un effetto piccolo ma significativo nel migliorare la costipazione negli anziani

Un sito sulle evidenze delle integrazioni

Il glutatione liposomiale è efficace nell'aumentare le riserve di glutatione cellulare e aumenta la risposta immunitaria riducendo lo stress ossidativo

Aggiornamento 8/10/2017

Usare un sale ricco in magnesio e potassio al posto del classico sodio aumenta il recupero in persone colpite da ictus

Gli anziani hanno minor bisogno di calorie ma maggior bisogno di nutrienti

Le persone con malattie infiammatorie dell'intestino hanno scarso assorbimento delle vitamine a causa dell'alterazione dei villi, ed è per loro indicata l'integrazione.

Una novità (forse) su supplementazione vitaminica  e tumori

Le persone con fegato grasso hanno necessità di quantità maggiori di vitamina D per scarsa risposta

La supplementazione con folati in gravidanza sembra ridurre anche il rischio di autismo collegato con l'esposizione a pesticidi

Aggiornamento 15/10/2017

Le ragioni per prendere un multivitaminico. L'articolo è scritto da un'azienda, quindi interessato, ma in effetti negli anziani spesso è difficile raggiungere i fabbisogni

I vantaggi del metilfolato sul comune acido folico


Aggiornamento 30/10/2017

Le regole per l'uso dei probiotici

Aggiornamento 31/10/2017

Il calcio è un minerale importante per la prevenzione delle fratture, ma i suoi eccessi non sono salutari: meglio prenderlo solo dai cibi e non da integratori

Aggiornamento 1/11/2017

La vitamina K2 può aiutare nel dimagrimento (soprattutto viscerale) nelle donne se hanno come risposta un aumento dell'osteocalcina circolante

Aggiornamento 6/11/2017

In uno studio controllato, integrare con vitamine e minerali ha migliorato il comportamento di bambini affetti da ADHD (iperattività e deficit di attenzione), migliorando umore e riducendo l'aggressività rispetto al placebo.

A questo punto sorge una domanda: è un problema che si cura integrando o è dovuto alla povertà di
nutrienti del cibo moderno?


Aggiornamento 7/11/2017


La supplementazione con acido folico non deve essere fatta in quantità superiori a quelle consigliate, perché porterebbe all'accumulo di questa molecola non metabolizzata che potenzialmente interferisce con i folati naturali del cibo

Aggiornamento 10/11/2017

Un mix di nutrienti (acidi grassi omega-3, colina, uridina monofosfato, fosfolipidi, antiossidanti, vitamine del gruppo B) previene il declino della memoria e l'atrofia cerebrale in persone con Alzheimer nelle fasi iniziali. Lo studio (LipiDiDiet), durato 2 anni, è stato pubblicato sull'importante rivista The Lancet​ Neurology. Sfortunatamente, almeno per ora, non è stata in grado di curare persone con malattia già conclamata, ma va somministrata negli stadi iniziali per essere efficace


Aggiornamento 12/11/2017

In un modello animale, omega 3 (in questo caso a catena corta) e un probiotico misto hanno ridotto significativamente la steatosi epatica

Aggiornamento 13/11/2017

La carenza di vitamina D è molto diffusa anche nel sud Europa, dove il sole è abbondante. Questo giustificherebbe politiche di integrazione e fortificazione dei cibi.

La medicina integrativa appare d'aiuto per l'asma (e per la COPD, o BPCO, broncopneumopatia cronico-ostruttiva)

Aggiornamento 14/11/2017

Una review sull'importanza della dieta antinfiammatoria nel diabete/sindrome metabolica: viene sottolineata l'importanza dei prodotti non raffinati, in particolare olio extravergine, utili per la loro ricchezza di polifenoli e antiossidanti.
Anche l'olio di pesce ha effetti discreti. Alcune vitamine (C, D, E) possono essere supplementate con discreti effetti antinfiammatori, ma sotto controllo di esperti.
Tra i cibi, l'aglio e altri vegetali ricchi in zolfo (cavoli ecc) appaiono ridurre l'infiammazione.

Aggiornamento 18/11/2017

Nei bambini con ADHD sono presenti spesso carenze nutrizionali, come quella di zinco

Aggiornamento 20/11/2017

Una revisione degli studi fa il punto sull'efficacia della nutrizione nella gestione della artrite reumatoide
Una dieta a forte prevalenza vegetale (mediterranea o vegana), con cibi minimamente processati, spezie, verdura, frutta di stagione, probiotici, vitamina D e omega 3 come integrazione, niente alcol, può aiutare a ridurre i sintomi della malattia

Aggiornamento 21/11/2017

L'integrazione con zinco e magnesio riduce l'infiammazione nella sindrome dell'ovaio policistico

L'integrazione con carnitina ha efficacia simile a quella dei farmaci nel trattamento della depressione



Aggiornamento 28/11/2017

Le persone con artrite reumatoide hanno cellule immunitarie meno sensibili alla vitamina D. Per questo avere sufficienti livelli è importante per la prevenzione, mentre con la malattia si ha necessità di livelli più alti di questa vitamina

Aggiornamento 8/12/2017

Vitamine e minerali spesso devono essere integrati in caso di intestino irritabile

Aggiornamento 22/12/2017

Nonostante sia piuttosto evidente che la vitamina D bassa aumenta il rischio di sclerosi multipla e il suo uso sia benefico in chi abbia già la malattia, l'impatto della sua supplementazione non è adeguatamente studiato.

Aggiornamento 26/12/2017

L'organismo funziona bene solo se ha una quantità di nutrienti adeguata, assicurata da un'alimentazione varia ed equilibrata e, in alcuni casi, dall'integrazione. 
Una revisione degli studi dimostra l'importanza delle carenze nutrizionali, in particolare vitamina D, B12, folati, nell'insorgenza delle psicosi

La nutraceutica da pseudoscienza sta diventando una scienza vera e propria, con potenziali benefici soprattutto a livello dei disordini endocrini come il diabete.

Aggiornamento 28/12/2017

La melatonina ha migliorato i parametri metabolici di pazienti con diabete in 3 mesi


Aggiornamento 30/12/2017

Le donne che assumono farmaci per l'epilessia hanno aumentato rischio di figli con tratti autistici. Il rischio viene ridotto dall'integrazione con folati.


Aggiornamento 31/12/2017

Nuove emergenze sulla B12 da un congresso di medicina funzionale: probabilmente le linee guida dovrebbero dare indicazioni più alte, e apposite per età, e le persone a rischio sono, tra gli altri, anziani e chi assume metformina.

Insieme all'omocisteina alta, la carenza di B12 può essere indicativa di numerose patologie, cardiovascolari, ossee ecc

Aggiornamento 3/1/2018

Discrete evidenze da confermare in studi più grandi sull'aiuto degli integratori nella depressione, in particolare se abbinati ai farmaci.

Aggiornamento 6/1/2018

Le donne che utilizzano integrazione di folati e multivitaminici prima e durante la gravidanza hanno ridotto rischio di prole con disturbi dello spettro autistico. Questo avviene probabilmente tramite meccanismi epigenetici (metilazione corretta del DNA)

Aggiornamento 7/1/2018

La supplementazione con 2 grammi al giorno di DHA ha migliorato la funzione cerebrale di persone con Alzheimer moderato


Omega 3 e vitamine hanno effetto antinfiammatorio sulla microglia (cervello, neuroinfiammazione presente in depressione e malattie psichiatriche in generale) e riducono l'omocisteina.

La sindrome di Behçet, una vasculite autoimmune, è caratterizzata da una riduzione di microbi produttori di butirrato e abbondanza di streptococchi.
I lattobacilli usati topicamente possono dare sollievo alle ulcere.

Aggiornamento 13/1/2018

Scrive Andrea Luchi:

Dopo un INFARTO: STATINE o MULTIVITAMINICO?
Domanda ingenua direte voi.
Eppure i ricercatori autori dello studio che si sono fatti la stessa domanda sono rimasti a bocca aperta. 
I soggetti che dopo l’infarto prendevano vitamine ad alte dosi avevano una riduzione della mortalità cardiovascolare del 38%!!!
Ma se assieme alle vitamine venivano date le Statine questo beneficio scompariva completamente. 
Avete letto bene: aggiungere le statine negava tutti i benefici.
Le vitamine mostravano grande beneficio anche rispetto al gruppo che prendeva soltanto il placebo. 

L’incredulità è stata tale che i ricercatori hanno detto: “Fermi tutti, dobbiamo fare un altro studio perché non ci crediamo.”

Aggiornamento 22/1/2018
La colina nel terzo trimestre di gravidanza migliora le capacità cognitive del bambino. Via libera alle uova cotte!

Aggiornamento 23/1/2018

Gli omega 3, in particolare in forma di olio di krill, migliorano la sindrome dell'occhio secco

I grassi trans si confermano dannosi per la fertilità della donna, mentre gli omega 3 aiutano, anche mediante integrazione
Un'alimentazione sana migliora la fertilità maschile. In particolare vitamine D e B9 (folati), antiossidanti (selenio, vitamine A, C, E, licopene) migliorano la qualità del seme. I grassi trans e saturi, basso consumo di frutta e verdura, alcol, carni lavorate, caffeina, zuccheri, soia, patate e latticini non sgrassati sono associati a minore fertilità.



Aggiornamento 29/1/2018

In uno studio piccolo ma significativo la supplementazione con probiotici in gravidanza e allattamento ha modificato favorevolmente l'espressione dei geni correlati con l'obesità nel bambino



Aggiornamento 3/2/2018

La vitamina D può avere un vero e proprio effetto terapeutico sulle malattie cardiovascolari. Può infatti ripristinare la produzione di ossido nitrico, un segnale di rilassamento per le arterie, la cui alterazione porta all'ipertensione.

L'effetto positivo può estendersi ad altre malattie cardiovascolari, come l'insufficienza cardiaca, o a quelle correlate come vasculopatie e diabete


Aggiornamento 5/2/2018

Fa notizia lo studio secondo il quale gli omega 3 non aiutano a prevenire le morti cardiovascolari. Chiariamo che si parla degli omega 3 dati secondo linea guida nei soggetti ad alto rischio (già infartuati o a forte rischio) quindi in tal caso risulta sbagliata la linea guida. Gli autori sottolineano comunque le forti limitazioni dello studio.
Un cardiologo americano sostiene comunque che è ancora ragionevole darli, e lui continuerà a farlo in pazienti infartuati, con colesterolo e trigliceridi alti e con insufficienza cardiaca sistolica.
"Questo documento difficilmente sarà una condanna a morte in quanto gli omega-3 sono molto sicuri e relativamente economici, e diversi studi hanno mostrato benefici almeno modesti o persino molto profondi", ha detto.


Aggiornamento 12/2/2018

Una guida all'uso degli integratori ci ricorda che le persone sane e ben alimentate non ne hanno generalmente bisogno.
Ma questo non vale sempre in chi abbia malattia, anche se le evidenze spesso sono da confermare.
Particolarmente dannosi possono essere betacarotene e vitamina E per malattie cardiovascolari e tumori.


Aggiornamento 13/2/2018

Un riassunto delle caratteristiche e dell'efficacia degli integratori dimagranti

Aggiornamento 14/2/2018

Gli omega 3 e in particolare il DHA abbassano la frequenza cardiaca

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