Cerca nel blog

venerdì 27 maggio 2016

Altri miti nutrizionali: sicurezza del cibo


Dopo il primo post di discreto successo (e tanti altri), altri miti nutrizionali da sfatare, in particolare sulla sicurezza alimentare. La fonte è il sito http://www.iflscience.com/.


  1. Non è vero che la carne non può essere scongelata e ricongelata, se è stato fatto a temperatura di frigorifero (5 gradi circa). In alternativa può essere cotta e ricongelata.
  2. Non bisogna lavare la carne perché si spargerebbero batteri in tutta la cucina.
  3. Il cibo caldo può essere messo in frigo prima che si raffreddi (in modo da evitare crescite batteriche). In realtà si rischia di far sforzare il frigorifero.
  4. Non è vero che se l'odore è buono, non vi è contaminazione batterica: molti batteri non producono odori o cambiamenti visibili.
  5. L'olio non preserva sempre i cibi: alcuni batteri (botulino ad esempio) crescono bene in ambienti senza ossigeno, come appunto negli alimenti sott'olio.

sabato 14 maggio 2016

Dolce ipertensione


Siamo soliti dire a chi ha la pressione alta di ridurre il sale, e il consiglio appare ottimo per diversi motivi. Ad esempio riduce la perdita di proteine in chi ha insufficienza renale.
Tuttavia sta emergendo come non sia così ovvio dover ridurre il sale indiscriminatamente, in particolare in chi abbia insufficienza cardiaca, pur sottolineando il fatto di aumentare il potassio (verdure, frutta ecc) e tenere basso il sodio (contenuto nel sale da cucina).
Insomma la popolazione si divide in 2 categorie: sensibili al sale e non.

E soprattutto si sta chiarendo che il vero mediatore dell'ipertensione sia il fruttosio industriale, già noto per fare danni che neanche i terremoti, attraverso lo stimolo del riassorbimento del sodio a livello renale.
Potremmo dire: il sale carica la pistola, il fruttosio preme il grilletto.
E questo probabilmente interessa anche le donne che soffrono di ritenzione idrica, che si manifesta tipicamente con la cellulite.
La pressione è la forza che preme sui vasi sanguigni: più è alta, più essi si degradano, e risulta il primo fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.

Volete abbassare la pressione (e ridurre la ritenzione idrica)? Iniziate a togliere lo zucchero.

http://quotesgram.com/funny-sugar-quotes/
La canzone di Mary Poppins mi ha fatto venire il diabete
Aggiornamento 25/5/2016

Il sale va sicuramente ridotto in persone con problemi renali
Aggiornamento 2/6/2016

Il fruttosio stimola l'assorbimento del sale anche a livello intestinale.
Sul giornale dei medici americani viene riportato che la riduzione del sale, in particolare la sua presenza nei prodotti industriali, è una strategia da perseguire con priorità.

Un altro elemento da ridurre con decisione è il fosfato inorganico, utilizzato dall'industria alimentare come conservante, esaltatore di sapore e di colore, soprattutto in persone con problemi renali.
Aggiornamento 10/6/2016

La collega M.Rosaria Vestuto segnala un lavoro secondo cui il sale contribuirebbe ad aumentare la grelina, ormone noto per fare danni come i terremoti, soprattutto aumenta la fame e rallenta il dispendio energetico.
Aggiornamento 23/7/2016

Il sale pare essere associato con riduzione della salute ossea e aumento del rischio di osteoporosi e osteopenia.
Aggiornamento 28/7/2016

Conferme sul ruolo deleterio dello zucchero sulla pressione, causa ritenzione di liquidi tramite l'iperinsulinemia.
Aggiornamento 31/7/2016

Soffrite di pressione bassa? Non aggiungete sale, ma magnesio!

Aggiornamento 5/8/2016

Una differenza marcata (oltre 10 mmHg) tra la pressione misurata prima in un braccio e poi nell'altro può essere spia di futuri problemi cardiovascolari.

Aggiornamento 10/8/2016

Per la prima volta nella storia nei paesi meno sviluppati c'è un tasso di ipertesi maggiore che nei paesi più ricchi. La famosa globalizzazione.
Alcuni farmaci per l'ipertensione sono associati con peggioramento dell'umore. Questo perché impattano anche altri sistemi. Meglio sempre provare col cambiamento dello stile di vita.
Aggiornamento 31/10/2016

L'uso di sale dovrebbe essere ridotto anche nei normotesi, per ridurre il rischio cardiovascolare, secondo una recente revisione dei dati.
Il ginseng ha un lieve effetto ipotensivo nelle persone con diabete, obesità e sindrome metabolica. Sebbene non raggiunga l'efficacia di un farmaco, il suo uso può essere consigliato secondo una revisione dei dati.
Aggiornamento 29/12/2016

Il trasporto di serotonina dall'intestino è modulato da recettori che rispondono a seconda del microbiota: umore, pressione ecc dipendono dallo stato del nostro intestino.
Aggiornamento 8/1/2017

Il DNA mitocondriale delle persone obese è una delle cause dell'ipertensione: attiva infatti la via TGF-beta nel sistema nervoso centrale.
Aggiornamento 31/1/2017

Aggiornamento 18/2/2017
Tutte le calorie sono uguali, ma alcune sono più uguali delle altre (cit La fattoria degli animali) Il fruttosio ad esempio ha un tale effetto proinfiammatorio e lipogenico (stimola la sintesi dei grassi) che questa pubblicazione lo definisce "arma di distruzione di massa"
L'ipertensione è una malattia complicata, con diverse origini e cause.
Aggiornamento 23/2/2017

Per ridurre il sodio, una dieta ricca in potassio è fondamentale. Così da ridurre pressione e rischio renale e cardiovascolare

Aggiornamento 4/3/2017
Come mai diabete e ipertensione vanno di pari passo? Quando si alza la glicemia (e di conseguenza l'insulina) il rene trattiene più liquidi, e l'aumento di ritenzione si traduce in incremento di pressione sanguigna. I cibi che danno resistenza insulinica sono generalmente quelli industriali, ricchi di carboidrati e grassi raffinati, ma anche un eccesso proteico può determinarla

Aggiornamento 12/3/2017

Qual è una delle vere cause delle malattie cardiovascolari? la disfunzione endoteliale, che non permette alle arterie di rilassarsi e crea ipertensione. E una delle sue determinanti è l'alterazione delle proteine prodotte, causate dallo stress degli organelli cellulari chiamati reticoli endoplasmatici. Anche i mitocondri collaborano.
Aggiornamento 17/3/2017

Le diete DASH, mediterranea e nordica, tutte caratterizzate da un alto apporto di fibra e alimenti non raffinati, danno risultati simili nell'abbassare la pressione

Aggiornamento 20/3/2017
Il magnesio si conferma utile in persone sovrappeso con problemi renali: migliora infatti sia la pressione che la glicemia

Aggiornamento 25/3/2017

Nonostante si suggerisca la necessità di studi più lunghi, l'olio di cumino nero si è dimostrato efficace in una revisione degli studi sul suo effetto di diminuzione della pressione.
Aggiornamento 30/3/2017

Chi soffre di ipertensione ha spesso un eccesso di batteri che producono lattato e una riduzione di quelli che producono acetato e butirrato. Questo aumenta l'infiammazione, la produzione di metaboliti tossici e il loro passaggio nel torrente sanguigno (permeabilità intestinale) e il tono simpatico (neurotrasmettitori come la noradrenalina che aumentano le resistenze arteriolari). La revisione degli studi supporta l'uso dei probiotici nella gestione della malattia. Recentemente un mio paziente ha potuto abbandonare il betabloccante, in seguito a dieta e integrazione con probiotici

Aggiornamento 1/4/2017

Alcuni farmaci per la pressione, bloccanti selettivi dei recettori beta1, tendono ad alterare l'omeostasi glucidica
Aggiornamento 9/4/2017

La presenza di una mutazione in un particolare gene, chiamato MTHFR, fa sì che si abbiano fabbisogni di micronutrienti diversi. Ad esempio si ha necessità del metilfolato (e non dell'acido folico semplice, che non viene attivato) e di più vitamina B6 per non soffrire di ipertensione 

Aggiornamento 15/4/2017

Per migliorare la pressione, non solo ridurre il sale, ma anche aumentare il potassio, presente soprattutto in frutta e verdura

TNF, un fattore rilasciato da macrofagi e tessuto adiposo infiammato, controlla in maniera diretta la pressione
Aggiornamento 25/4/2017

Circa metà degli ictus e degli infarti sono dovuti all'ipertensione. Aumentare il potassio è importante come ridurre il sodio per mantenere la corretta pressione sanguigna. Ha un effetto simile a quello di un farmaco diuretico.
Aggiornamento 4/6/2017

L'ipertensione si conferma il fattore di rischio cardiovascolare principale, e forse servirebbe un miglior controllo con un abbassamento ulteriore del target.

Aggiornamento 5/6/2017
Ridurre il sodio sotto i 2,3 g al giorno non sembra essere associato con riduzione della pressione. Invece aumentare potassio, magnesio e calcio risulta molto più utile

Aggiornamento 21/7/2017

Per prevenire ipertensione e malattie renali è necessario avere un'alimentazione con le giuste proteine sia in gravidanza che nel primo periodo di vita. Basso peso alla nascita e nascita prematura aumentano il rischio.

Aggiornamento 19/8/2017

In alcune circostanze (dieta low carb o chetogenica, antidepressivi, sport) è necessario assumere più sale (sodio) per consentire un corretto funzionamento dell'organismo

L'integrazione con magnesio si conferma utile per abbassare la pressione, soprattutto in chi abbia problemi metabolici (diabete o prediabete)

Aggiornamento 14/9/2017

L'ipertensione è un killer silenzioso, se non gestito.

L'eccesso di sale ha un effetto diretto sulla meccanica cardiaca tale da indurre ipertensione, fibrosi, ritenzione idrica e aritmie. Tuttavia anche la sua eccessiva restrizione può essere pericolosa per la funzione cardiaca

Aggiornamento 5/10/2017

Usare un sale ricco in magnesio e potassio al posto del classico sodio aumenta il recupero in persone colpite da ictus
"Studi sperimentali e clinici attualmente sostengono fortemente un'interazione stretta ma complessa tra nutrizione, microbiota intestinale e suoi metaboliti, e ipertensione"

"Crediamo che gli alimenti medicinali, il microbiota intestinale e i suoi metaboliti possano offrire un mezzo altamente promettente ed efficace contro l'ipertensione, così come altre malattie associate allo stile di vita occidentale".
Alcuni metaboliti batterici, a seconda delle varianti genetiche, possono agire in senso positivo o negativo nei confronti della pressione alta
I nostri batteri sono importanti per la pressione alta, perché metabolizzano il cortisolo. Una loro alterazione aumenta questo ormone e contribuisce a far salire la pressione


Aggiornamento 27/10/2017
Nei giapponesi si è notato che il numero di nefroni (unità funzionale del rene) è inferiore, e questo potrebbe renderli più suscettibili a malattie renali e ipertensione nonostante la nota longevità e stile di vita solitamente sano.

Aggiornamento 9/11/2017
Utilizzare le spezie aumenta la percezione del gusto salato e aiuta a ridurre l'introito di sale e quindi la pressione sanguigna
Aggiornamento 16/11/2017

Il sale modula il microbiota, riducendo la vita dei lattobacilli e favorendo l'ipertensione

Aggiornamento 30/11/2017

La dieta può essere efficace quanto i farmaci contro l'ipertensione

Aggiornamento 15/12/2017
Spesso diamo la colpa della pressione alta al sale. In realtà si sta capendo che l'eccesso di zuccheri provoca infiammazione e stress ossidativo che determina riassorbimento di liquidi e ritenzione idrica alla base dell'ipertensione
Aggiornamento 21/12/2017
I legami tra ipertensione e batteri sono così forti che è stato fatto un report ufficiale: in particolare molte funzioni si svolgono tramite gli acidi grassi a catena corta.

Aggiornamento 5/1/2018
Alcune varianti geniche determinano la sensibilità al sale dell'ipertensione
Aggiornamento 15/1/2018

Le strategie nutrizionali del dott.Kresser per migliorare la pressione, tra cui l'uso di vitamina K2

Aggiornamento 16/1/2018
Il sale, tramite l'azione sui th-17, sembra aumentare in un modello animale il rischio di demenza e problemi cerebrovascolari.

Aggiornamento 26/1/2018
Anche il sale può contribuire al diabete. Infatti attiva lo stress ossidativo che a sua volta stimola una via infiammatoria (NLRP3) responsabile di insulino-resistenza. Questo ha anche effetto sul rene, aumentando la ritenzione di liquidi. Il potassio ha un effetto contrario.

Aggiornamento 3/2/2018

La vitamina D può avere un vero e proprio effetto terapeutico sulle malattie cardiovascolari. Può infatti ripristinare la produzione di ossido nitrico, un segnale di rilassamento per le arterie, la cui alterazione porta all'ipertensione. L'effetto positivo può estendersi ad altre malattie cardiovascolari, come l'insufficienza cardiaca, o a quelle correlate come vasculopatie e diabete

Aggiornamento 20/2/2018
Lo yogurt può essere protettivo nei confronti delle malattie cardiovascolari (CVD).
Indagando sulle abitudini alimentari delle persone, gli studiosi hanno trovato che gli ipertesi che hanno consumato 2 porzioni o più a settimana, specialmente nel contesto di una dieta sana, hanno avuto rischio inferiore di sviluppare CVD.

Aggiornamento 31/3/2018

Un composto naturale, il nicotinamide riboside, riesce a mimare la restrizione calorica e potenzialmente bloccare le malattie legate all'invecchiamento, come quelle cardiovascolari e l'Alzheimer. Gli studiosi specificano che si tratta di uno studio preliminare ma molto promettente.

Un pasto ipercalorico lipidico, come per esempio un milkshake fatto da gelato, latte intero e panna, attiva un rimodellamento dei globuli rossi che li predispone per favorire le malattie cardiache. In particolare cambia l'espressione dell'enzima mieloperossidasi, notoriamente legato alla riduzione di elasticità delle arterie e aumento dello stress ossidativo (che altera la funzione dei globuli rossi grazie alla generazione di ROS). Avviene anche l'attivazione delle vie infiammatorie nei globuli bianchi, che favorisce l'aterosclerosi. La risposta immunitaria è simile a quella di un'infezione (VES alta). Questo non succede con un pasto con simile quantità di calorie ma fatto solo da cereali (senza grassi). L'esperimento è stato fatto su maschi sani e attivi. Gli scienziati concludono che "questi risultati danno nuove informazioni sui meccanismi in base ai quali il consumo di pasti arricchiti in grassi può promuovere la destabilizzazione delle placche vulnerabili che portano a un infarto miocardico acuto".

Aggiornamento 8/4/2018

Nei ratti la vitamina D bassa in gravidanza altera un gene (Panx1) nella prole che così avrà tendenza all'ipertensione

Aggiornamento 2/5/2018

Ridurre il sale rimane probabilmente il miglior modo per abbassare la pressione e ridurre le malattie cardiovascolari
Aggiornamento 8/5/2018

In uno studio su ratti il kefir abbassa la pressione sanguigna, ripristinando la flora intestinale e alzando i livelli di un enzima cerebrale che controlla questa funzione
Aggiornamento 11/5/2017


Nelle persone ipertese e con omocisteina alta la supplementazione con vitamine del gruppo B, in particolare B12 e folati, può ridurre il rischio di ictus fino al 73%

Aggiornamento 27/5/2018

Sempre più evidente il collegamento tra intestino e problemi renali o collegati, incluso ipertensione. In queste persone spesso bifidi e lattobacilii sono ridotti

Aggiornamento 11/6/2018

Raddoppiare il sale nella dieta fa piazza pulita dei lattobacilli, importanti batteri del nostro intestino legati ad ipertensione e obesità

Aggiornamento 14/6/2018
2 porzioni di mango al giorno possono aiutare a ridurre la pressione grazie alla sua ricchezza in polifenoli
Aggiornamento 27/6/2018
Cosa consiglia l'OMS per prevenire e gestire l'ipertensione, tra altre cose? Cibi naturali e freschi.




Anche un sonno solo lievemente disturbato è sufficiente ad aumentare l'infiammazione vascolare e far salire la pressione
Aggiornamento 4/7/2018
Quali cibi riducono la pressione sanguigna?
Frutti di bosco, banana, bietole, cacao amaro, kiwi, anguria, avena, verdure a foglia, aglio, cibi fermentati, yogurt al naturale, lenticchie, melagrana, cannella, pistacchi
Da evitare invece caffeina, alcol e sale in eccesso

Aggiornamento 6/7/2018
La nutraceutica per l'ipertensione

Aggiornamento 16/7/2018
Contrariamente a quanto si pensava, il sodio può essere temporaneamente stipato nel corpo, e non viene necessariamente espulso con le urine: il suo legame con la riduzione di lattobacilli e l'attivazione dei Th-17 è sempre più evidente

Aggiornamento 31/7/2018

I flavanoli del cacao migliorano il flusso di sangue cerebrale e riducono lo stress ossidativo sia durante l'esercizio intenso che a riposo

Aggiornamento 20/8/2018

Un altro studio documenta che l'eccessiva riduzione del sale (sodio sotto i 5 grammi) aumenta il rischio cardiovascolare. Già l'anno scorso l'American Heart Association​ rigettò le conclusione di uno studio simile, continuando a consigliare una maggiore limitazione del sodio (2 grammi al giorno). Quello che è emerso però senza dubbio e su cui tutti concordano è che il potassio sia un indicatore di qualità della dieta, trovandosi soprattutto in frutta e verdura, e possa limitare i danni dovuti al sale (che, senza eccessi, potrebbe essere protettivo)

Aggiornamento 21/8/2018
Le persone stressate hanno un alto tasso di malattie cardiovascolari, ipertensione, insufficienza cardiaca e morte improvvisa.
Questo è dovuto alle catecolamine (adrenalina e noradrenalina), gli ormoni/neurotrasmettitori dello stress. Ma il vero colpevole potrebbe essere l'aminocromo, un derivato della loro ossidazione, che determina stress ossidativo e così l'effetto tossico a livello del cuore.
Nel modello animale, N-acetilcisteina, vitamina E e antiossidanti riducono i livelli di aminocromo, le aritmie e lo stress ossidativo, e non presentano fibrillazione
Aggiornamento 27/8/2018

Il fosfato (presente nelle bibite gassate) aumenta la pressione e la frequenza cardiaca anche nelle persone sane
Aggiornamento 29/8/2018

Il legame tra apnee del sonno e ipertensione coinvolge anche la dieta e la riduzione della funzione renale.
La riduzione dell'ossigeno e l'aumento dell'anidride carbonica aumentano il tono simpatico e l'infiammazione, danneggiando l'endotelio e facendo contrarre i vasi. Questo si enfatizza con eccesso di sale, obesità ecc 

Aggiornamento 13/9/2018
Il Q10 è efficace nel ridurre la pressione sistolica (massima) ma non la diastolica. Il suo effetto non sempre buono probabilmente dipende dallo scarso assorbimento intestinale, che può migliorare con alcune forme.

Aggiornamento 20/9/2018

La supplementazione con magnesio migliora la funzione endoteliale e quindi la circolazione sanguigna

Aggiornamento 29/12/2018

L'attività fisica è efficace nell'abbassare la pressione sanguigna in maniera simile ai farmaci
Aggiornamento 30/12/2018

La fibra alimentare protegge il sistema cardiovascolare perché viene fermentata dai nostri batteri a propionato, che riduce l'infiammazione e modula il sistema immunitario in modo da ridurre ipertrofia cardiaca e fibrosi, suscettibilità alle aritmie cardiache e lesioni aterosclerotiche.
"Il proponiato potrebbe essere importante nel migliorare la salute cardiovascolare, poiché sia ​​l'aterosclerosi che il rimodellamento cardiaco ipertensivo sono stati significativamente ridotti nel trattamento con propionato nel nostro studio. È interessante notare che diversi sottogruppi di batteri intestinali sono in grado di produrre propionato, alcuni dei quali sono stati mostrati essere meno abbondanti nell'ipertensione sperimentale e nei pazienti ipertesi.
Di conseguenza, l'integrazione orale con propionato o suoi precursori può essere utile in individui ipertesi per prevenire danni agli organi bersaglio. Le attuali linee guida sull'ipertensione raccomandano modifiche dello stile di vita prima dell'inizio di qualsiasi trattamento farmacologico antiipertensivo.
L'aumento dietetico del propionato è un intervento accessibile, e le nostre osservazioni suggeriscono che questo potrebbe essere un nuovo approccio per prevenire i danni da ipertensione agli organi bersaglio".

Aggiornamento 31/12/2018

Secondo una ricerca che ha incrociato i dati, la migliore dieta per la pressione alta si conferma la DASH. "I risultati della presente meta-analisi hanno importanti implicazioni cliniche e di salute pubblica, suggerendo che modifiche dietetiche caratterizzate da un elevato consumo di frutta e verdura, cereali integrali, legumi, semi oleosi e latticini e basso consumo di carne rossa e lavorata , bevande zuccherate e sodio sono un metodo efficace per controllare la pressione sanguigna nelle popolazioni con pre-ipertensione e ipertensione".

Aggiornamento 5/1/2019
La spirulina è dotata di forti proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, ed è nota per ridurre la rinite allergica.
Grazie alla sua capacità di indurre rilascio di ossido nitrico, ha anche proprietà antipertensive
Aggiornamento 16/1/2019
Il succo di melagrana, frutto temutissimo per i suoi zuccheri, abbassa la pressione nelle persone diabetiche
Aggiornamento 26/1/2019

Ridurre il sodio (sale da cucina) e aumentare il potassio (frutta e verdura) riduce il rischio di ictus

Aggiornamento 27/1/2019
La carenza di zinco è molto diffusa nelle malattie croniche. Nel topo aumenta il riassorbimento renale di sodio e aumenta la pressione. Correggere la carenza permette di ristabilire una normale pressione arteriosa

Aggiornamento 11/2/2019
Il sale stimola la ritenzione di liquidi e l'aumento dei volumi plasmatici anche grazie allo stress ossidativo. Un'elevata assunzione di sale porta alla mancanza di fattore di crescita epidermico (EGF) nel tessuto corticale, bassa abbondanza di RhoGDIα e attivazione anomala dei recettori mineralcorticoidi (MR) tramite l'alta attività di Rac1, che funge anche da unità strutturale della NADPH ossidasi. La produzione di specie reattive dell'ossigeno (ROS) aumenta l'attività di ENaC, che, a sua volta, contribuisce all'espansione del volume del liquido corporeo richiesta per lo sviluppo dell'"ipertensione sensibile al sale"
Aggiornamento 20/2/2019

I diuretici dell'ansa sono farmaci utilizzati per ridurre il gonfiore agli arti nei problemi renali, insufficienza cardiaca e ipertensione Assumere più potassio insieme a questi farmaci sembra aumentare la sopravvivenza e ridurre il rischio di aritmia


Aggiornamento 22/2/2019

Grazie alle antocianine contenute nei mirtilli, la pressione scende e il sistema cardiovascolare migliora la sua funzione. Se i sussidi all'agricoltura venissero dati per produrre frutta al posto che mais che diventa zucchero e mangimi per allevamenti intensivi o grano che diventa farina 00 staremmo molto meglio
Aggiornamento 10/3/2019
Avete presente quei collutori che eliminano il 99,9% di batteri nella bocca? Sfortunatamente eliminano anche quelli buoni. La flora orale è importante quanto quella intestinale, e la sua alterazione è legata ad Alzheimer, diabete, obesità, artrite reumatoide, tumori ecc. L'ultima che si è scoperta è che i batteri orali buoni rilasciano nitriti che servono ad abbassare la pressione sanguigna, ed eliminarli aumenta il rischio di ipertensione. Basta una settimana di sciacqui con clorexidina per 2 volte al giorno per alterare significativamente la pressione in soggetti sani.

Aggiornamento 12/3/2019

La frutta oleosa ha effetto positivo sulla funzione endoteliale (quella che permette ai vasi di rilassarsi ed è difettosa nell'ipertensione), ma i vantaggi cardiovascolari sono evidenti soprattutto con le noci
Aggiornamento 14/3/2019

Anche un moderato uso di alcolici (1 o 2 drink al giorno) può aumentare il rischio di ipertensione


Aggiornamento 17/3/2019

Il fruttosio industriale è legato a molte malattie, dalla steatosi epatica all'ipertensione. Sfortunatamente, più se ne introduce più si stimola il rene a "recuperarlo" dal filtrato glomerulare e questo può contribuire alle patologie causate dalla dieta ricca in fruttosio

Aggiornamento 21/3/2019

Il consumo di sodio e potassio è essenziale per la salute, in quanto nessuno dei due è prodotto dall'organismo ed entrambi sono necessari per i processi fisiologici critici. La nostra alimentazione è comunque spesso caratterizzata da un eccesso del primo e una carenza del secondo (presente in frutta e verdura). Non bisogna però ridurre eccessivamente il sodio, presente nel sale da cucina. "La combinazione di un apporto moderato di sodio (3-5 g / die) con un'assunzione elevata di potassio è associata al più basso rischio di mortalità ed eventi cardiovascolari, mentre gli eccessi di assunzione di sodio combinati con una bassa escrezione urinaria di potassio sono associati al più alto rischio cardiovascolare. I nostri dati evidenziano la necessità di un forte aumento nell'assunzione di potassio nella dieta nella popolazione generale, con la contemporanea riduzione dell'assunzione di sodio".
Aggiornamento 18/4/2019
Il kefir, nel modello animale, abbassa la pressione dei topi ipertesi migliorando il microbiota intestinale e i messaggeri che i batteri rilasciano

Aggiornamento 19/4/2019

Farmaci come gli antipertensivi e gli inibitori di pompa sono associati con aumento di peso.


Aggiornamento 21/4/2019
Come fa il microbiota a influenzare la pressione sanguigna? Rilascia alcuni metaboliti (acidi grassi a catena corta SCFA) e metabolizza gli ormoni come il cortisolo e l'aldosterone che se non vengono ridotti generano ipertensione
Aggiornamento 1/5/2019

I legami tra obesità e ipertensione:
"I fattori che contribuiscono ad un aumento del riassorbimento del sodio nell'obesità comprendono la compressione renale da parte del grasso viscerale, perirenale e renale; aumento dell'attività del nervo simpatico renale (RSNA); aumento dei livelli di ormoni anti-natriuretici, come l'angiotensina II e l'aldosterone  e delle adipochine, in particolare leptina. Le vie renali e neuroormonali di obesità e ipertensione si intrecciano. Ad esempio, la leptina aumenta l'RSNA stimolando la via del recettore proopiomelanocortin-melanocortin 4 del sistema nervoso centrale e la compressione renale e l'RSNA contribuiscono all'attivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone. I glucocorticoidi e / o lo stress ossidativo possono anche contribuire all'attivazione dei recettori mineralcorticoidi. L'obesità prolungata e la progressiva lesione renale spesso portano allo sviluppo di ipertensione resistente al trattamento. Pertanto, la gestione del paziente richiede spesso più farmaci antipertensivi e un trattamento concomitante di dislipidemia, insulino-resistenza, diabete e infiammazione".

Aggiornamento 5/6/2019
Esiste un legame tra ipertensione e infiammazione, in particolare quella del rene

Aggiornamento 10/6/2019

Ridurre pressione sanguigna, sale da cucina (del 30%) ed eliminare i grassi trans potrebbe risparmiare quasi 100 milioni di morti nei prossimi 25 anni.
Aggiornamento 3/7/2019
Come fanno i batteri intestinali a modulare la pressione sanguigna? I loro metaboliti (SCFA, soprattutto butirrato, e kinurenina, prodotto dal triptofano) derivati dalla dieta influenzano il sistema nervoso simpatico, quello che se troppo attivo tende ad aumentare la pressione.
Ecco perché un'alimentazione in grado di correggere la disbiosi dovrebbe essere il primo consiglio.
Aggiornamento 13/7/2019
Può il sale agire da antigene? In un certo senso sì, perché capace di attivare molti tipi di cellule immunitarie. Inoltre aumenta la produzione di un composto (IsoLG) che stimola le cellule dendritiche.
In ultimo determina disbiosi, con aumento dei Firmicutes e riduzione dei Bacteroidetes.
Tutto questo porta ad uno stato di infiammazione e predispone per l'ipertensione, il principale fattore di rischio cardiovascolare.
Aggiornamento 24/7/2019
La carenza subclinica di magnesio è il principale fattore responsabile di malattie cardiovascolari come aritmie, calcificazioni arteriose, aterosclerosi, insufficienza cardiaca, ipertensione e trombosi, ed è legata oltre che a scarsa introduzione anche a uso cronico di diuretici e antiacidi.

Aggiornamento 4/9/2019
È possibile mettere in relazione l'escrezione degli elettroliti urinari con l'umore. I ragazzi che avevano molto sodio rispetto al potassio (che significa eccessiva introduzione di sale) avevano maggiore manifestazione di sintomi depressivi rispetto a quelli che avevano il rapporto invertito (che rappresenta un maggior consumo di alimenti vegetali non raffinati e minore di cibo spazzatura).
Aggiornamento 8/9/2019
Tra i motivi per fare attività fisica, la sua proprietà di stimolare la funzione endoteliale e così il rilassamento delle arterie e l'abbassamento della pressione.
Questo avviene tramite la produzione di nitriti, che ha luogo parzialmente grazie ai batteri presenti nel cavo orale.
Usare collutori disinfettanti riduce questi batteri e diminuisce l'effetto ipotensivo dello sport e l'ossigenazione dei muscoli.
In un trial è stato utilizzato un sale con un 25% di sodio sostituito dal potassio. La pressione sanguigna è scesa leggermente, in modo da ridurre il rischio di ictus del 10% e di altre malattie cardiovascolari del 7%.
Qual è tuttavia il miglior modo di aumentare l'introito di potassio? Assumere più frutta e verdura!

Aggiornamento 27/9/2019

Il magnesio è un minerale fondamentale per la gestione della glicemia. La sua carenza aumenta la produzione di insulina, che a sua volta stimola l'escrezione urinaria di magnesio, creando un circolo vizioso molto pericoloso per la salute. La supplementazione di magnesio deve essere valutata nelle persone diabetiche.


Aggiornamento 8/10/2019

Il sale provoca ipertensione anche riducendo il numero di lattobacilli e alterando l'immunità e i ritmi circadiani e così l'escrezione urinaria del sodio.
Aggiornamento 22/11/2019
L'insulina in eccesso stimola la vasocostrizione e quindi l'ipertensione
Il legame bidirezionale tra ipertensione, infiammazione e microbiota.
Aggiornamento 27/11/2019
Appena uno scrive che lo zucchero non fa male, ecco che appare lo studio che lo smentisce.
Sempre più prove ad esempio legano zucchero e ipertensione, mentre solitamente ci si preoccupa solo del sale.
Il fruttosio ad esempio stimola la ritenzione di sodio tramite l'angiotensina II (guarda un po' proprio l'ormone bloccato dai farmaci antipertensivi), e il suo assorbimento a livello intestinale, aumentando la pressione (e la cellulite...). Inoltre lo zucchero è ben noto per stimolare l'aumento di peso e il grasso, soprattutto viscerale, aumenta la pressione. Invece la frutta, che contiene fibre, vitamine, sostanze fitochimiche e minerali (soprattutto potassio) ma anche naturalmente zuccheri è associata a riduzione della pressione
Aggiornamento 2/1/2020
Assumere i farmaci per l'ipertensione prima di dormire anziché al risveglio ha comportato un miglior controllo pressorio e una riduzione degli eventi cardiovascolari. Se assumete antipertensivi parlatene col vostro medico o cardiologo.
Aggiornamento 12/1/2020
La pressione sanguigna è influenzata da molti fattori, tra cui quanto sale (sodio) viene riassorbito dai reni e non espulso con l'urina. Stimolare i recettori del gusto dolce favorisce la ritenzione di sale e l'ipertensione. Il sale e un'alimentazione proinfiammatoria alterano il microbiota e aumentano il tono simpatico con ulteriore aumento della pressione
Aggiornamento 31/1/2020
Nelle persone con lieve ipertensione non si capisce esattamente se è conveniente trattare farmacologicamente, per cui la Società Europea dell'Ipertensione ha emesso una posizione ufficiale sull'uso di cibo, integratori e nutraceutici in questa condizione.
La barbabietola grazie ai suoi nitrati naturali appare il cibo più efficace. Tè ricco in catechine, karkadè, sesamo e melagrana hanno effetto più limitato.
Tra gli integratori, vitamina C, magnesio e potassio (attenzione a quest'ultimo in alcune patologie) sono i migliori, tra i nutraceutici gli isoflavoni della soia (in donne postmenopausa), il resveratrolo (nei diabetici) e la melatonina (in chi soffre di ipertensione notturna). Anche probiotici e prebiotici hanno discreta efficacia.
Molti altri funzionano (cacao, taurina, omega 3, ecc) ma a dosi elevate e a costi non bassi. In ogni caso non si consiglia di rimuovere gli eventuali farmaci prescritti.
Aggiornamento 6/2/2020
L'aglio, o il suo estratto secco, può avere un effetto sull'ipertensione simile a quello dei farmaci. Una corretta quantità delle vitamine del gruppo B è importante per l'effetto.La rigidità arteriosa si riduce in maniera da "ringiovanire" di 5 anni il sistema cardiovascolare. Funziona inoltre come prebiotico, migliorando il microbiota, aumentando i lattobacilli e i clostridi benefici
Aggiornamento 7/2/2020
Nelle persone con insufficienza renale il potassio può essere ridotto, ma questo catione ha moltissime proprietà benefiche (ipotensivo, riduce il rischio di malattie cardiovascolari, di malattie renali, di calcoli, il carico acido della dieta, protegge le ossa). Gli autori dell'articolo concludono quindi che esiste poca evidenza per ridurre a tali livelli il potassio, anche considerando che esistono farmaci leganti che possono essere usati per controllare l'iperkaliemia.

"L'attuale indicazione dietetica può contribuire allo sviluppo di malattie cardiovascolari nei pazienti con insufficienza renale cronica. Nei pazienti che risultano essere iperkaliemici, non si dovrebbe istituire riflessivamente una restrizione dietetica in frutta e verdura. Piuttosto, si dovrebbe prima considerare fattori non dietetici come l'acidosi metabolica, stati ipertonici come diabete mellito scarsamente controllato, aumento del catabolismo, distruzione dei tessuti, costipazione e farmaci. A dire il vero, la consulenza dietetica è ancora necessaria per le persone che assumono grandi quantità di tipi di alimenti arricchiti con additivi al potassio e/o quelli che forniscono elevate quantità di sodio".
Aggiornamento 12/2/2020
Il sale alza la pressione sanguigna perché stimola alcune cellule immunitarie che rispondono rilasciando ROS (specie reattive dell'ossigeno), che infiammano il rene e gli fanno trattenere più sodio
Aggiornamento 1/3/2020
Esiste una relazione diretta tra basso consumo di fibre nella dieta e ipertensione. Infatti le fibre vengono fermentate, con la produzione di SCFA, che a loro volta agiscono su recettori che attivano l’escrezione di sodio in favore di quella di potassio. Negli animali fornire SCFA (acetato, propionato e butirrato) abbassa la pressione sanguigna anche senza fibre.
“I nostri risultati potrebbero avere importanti implicazioni per la gestione del problema globale dell'ipertensione nel prossimo futuro, sia attraverso modifiche alle linee guida dietetiche sia attraverso lo sviluppo di nuove terapie antiipertensive contenenti fibre prebiotiche o SCFA”.
Aggiornamento 4/3/2020
Ridurre il sale fa bene anche nelle persone con pressione normale
Aggiornamento 9/3/2020
"I livelli di recettori ACE2 possono essere aumentati mediante l'uso di inibitori del sistema renina-angiotensina-aldosterone (ACE inibitori, ACEI, farmaci per l'ipertensione che finiscono in -pril). Dato che l'ACE2 è un recettore funzionale per la SARS-CoV-2, la sicurezza e i potenziali effetti della terapia antiipertensiva con ACE-inibitori o bloccanti del recettore dell'angiotensina nei pazienti con COVID-19 devono essere attentamente considerati. Se i pazienti con COVID-19 e ipertensione che assumono un ACE-inibitore o un bloccante del recettore dell'angiotensina (ARB) devono passare a un altro farmaco antiipertensivo rimane controverso e sono necessarie ulteriori prove".

Aggiornamento 12/3/2020

Il sale crea iperosmolarità (eccesso di soluti nei tessuti) che stimola i macrofagi a essere più infiammatori. In questo modo i tessuti vengono danneggiati (in questo caso si stimola il danno renale), anche per la maggiore pressione sanguigna.
Aggiornamento 26/3/2020
L'eccesso di sale indebolisce il sistema immunitario, aumentando i glucocorticoidi (cortisolo), che rendono meno attivi i globuli bianchi. "Questi risultati portano prove contro il consumo elevato di sale durante le infezioni batteriche".
Aggiornamento 29/3/2020
Secondo un buon riassunto del sito Medscape, non ci sono prove che nei polmoni umani vi sia un aumento di recettori ACE2, per cui il maggior pericolo di COVID-19 rimane una speculazione. Interrompere i farmaci sarebbe pericoloso (cosa peraltro mai raccomandata da nessuno, al massimo un cambio in accordo col medico), anche perché gli ACE-I sono quelli che danno maggior protezione negli infarti recenti e nell'insufficienza cardiaca. Aspettiamo novità. Anche ibuprofene e glitazoni potrebbero alzare ACE. Anche l'autorevole NEJM concorda, e così CSAJN
Aggiornamento 3/4/2020
Secondo BMJ in persone con rischi non alti (esempio: ipertensione moderata) e alto rischio di contrarre il SARS-COV2 si può considerare se interrompere la terapia con ARB o ACEI. Continuare assolutamente in caso di insufficienza cardiaca o ipertensione importante.
Aggiornamento 9/4/2020
Quali alimenti funzionali/nutrienti riducono la pressione?
Le fibre e i probiotici, producendo SCFA. Prodotti della soia, omega 3, coenzima Q10, resveratrolo, tè verde, biancospino, aglio
Aggiornamento 19/4/2020
Un periodo di severa restrizione calorica può attivare il sistema renina-angiotensina (ipertensione) e aumentare la suscettibilità alla sua alterazione, portando a malattie renali e cardiovascolari.
Nel primo studio che ha valutato il potenziale danno da ACE-inibitori o bloccanti del sistema renina-angiotensina in persone con COVID19 (che si era ipotizzato potenzialmente nocivi), si è invece riscontrato un effetto potenzialmente protettivo. "Tra i pazienti con ipertensione ricoverati in ospedale con COVID-19, il trattamento ospedaliero con ACEI / ARB è stato associato a un minor rischio di mortalità per tutte le cause rispetto ai non utenti ACEI / ARB. L'interpretazione dello studio deve considerare potenziali confondenti residui, [ma] è improbabile che l'uso di ACEI e ARB sia associato ad un aumentato rischio di mortalità"
Aggiornamento 23/4/2020
Usare sale a ridotto contenuto di sodio (e arricchito in potassio) salverebbe mezzo milione di vite all'anno in Cina, dovute a malattia cardiovascolare. Il principale effetto è l'abbassamento della pressione, principale causa di infarto acuto. Anche le persone con insufficienza renale possono trarne vantaggio, ma vi è pericolo di iperkaliemia
Aggiornamento 24/4/2020


In uomini con ipertensione, 6 settimane con allenamento HIIT per 20 minuti riducono la pressione sistolica e diastolica di circa 10mmHg, riducendo il rischio di morte cardiovascolare del 30% e di ictus del 40%. L'effetto è dovuto alla risposta delle cellule muscolari dei vasi arteriosi delle gambe.

Aggiornamento 6/5/2020

Mezzo litro di bibita zuccherata con fruttosio (HFCS) porta all'attivazione del sistema simpatico e all'aumento della resistenza vascolare a livello renale, grazie all'aumento di acido urico e vasopressina (ADH). Questo si traduce alla lunga in ipertensione e danno renale

Aggiornamento 13/5/2020

La cannella è in grado di abbassare la pressione sanguigna

L'estratto di caffè verde riduce la pressione sanguigna

Aggiornamento 5/9/2020

Le interazioni tra i microrganismi nel tratto digestivo umano (microbiota) e i geni sono collegati a 29 condizioni di salute specifiche, tra cui broncopneumopatia cronica ostruttiva, ipertensione, insufficienza renale, osteoartrite e diabete di tipo 2, secondo un'analisi del genoma in oltre 400.000 individui. In particolare sono state evidenziate le associazioni tra Ruminococcus flavefaciens e ipertensione e tra Clostridium e piastrine (aumento del rischio cardiovascolare). L'alimentazione è il primo fattore modificabile che influenza i batteri.

Aggiornamento 23/9/2020

Notizie base sull'ipertensione

Aggiornamento 10/10/2020

Dopo 18 mesi di dieta in persone diabetiche, chi ha seguito una low carb (90g di carboidrati al giorno) ha avuto un miglior controllo glicemico e ridotto pressione e circonferenza rispetto a una dieta classica