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martedì 10 giugno 2014

Il mito del colesterolo


Il colesterolo è una molecola fondamentale della vita animale, componente essenziale della membrana cellulare, in particolare dei neuroni (nel cervello risiede la maggior parte del colesterolo dell'organismo), precursore della vitamina D endogena, dei sali biliari e degli ormoni steroidei; è importantissimo per l'omeostasi energetica, tiroidea, sessuale, per la risposta immunitaria e allo stress. Non è presente negli alimenti vegetali.

Come spiega un bel libro, sul colesterolo sono diffuse molte bugie.
Iniziamo col dire che tra i fattori di rischi cardiovascolare, una rivista serissima come Nature mette il colesterolo all'ultimo posto, dopo ipertensione, fumo, diabete, inattività fisica, obesità. Cominciamo a cambiare questi, possibilmente senza farmaci, e poi potremo pensare al colesterolo.




Breve cronistoria

Negli anni 40 (credo) del secolo scorso si scoprì che il colesterolo si accumula nelle placche aterosclerotiche. Grazie a degli studi risalenti agli anni 60 invece, si trovò una correlazione tra grassi saturi, colesterolo plasmatico e malattie cardiovascolari (CVD). Purtroppo quegli studi furono fatti prendendo in considerazione i dati che facevano comodo ed escludendo quelli fastidiosi.
Si pensò quindi che, introducendo colesterolo con l'alimentazione (quindi con grassi di origine animale), si facesse salire quello plasmatico, aumentando il rischio cardiovascolare.
Si introdussero così i grassi trans, la peggiore invenzione dell'umanità insieme alla sedia elettrica, alla macchina macella-polli e all'euro, ottenuti col trattamento industriale degli oli vegetali di scarto (e quindi privi di colesterolo), per sostituire burro, strutto ecc, credendo di fare del bene ma creando solo un aumento della prevalenza delle CVD.





Ci si concentrò quindi su un altro punto: ridurre il colesterolo plasmatico coi farmaci.
Qualche settimana fa non ho fatto altro che vedere cardiologi che descrivevano le statine come il farmaco migliore al mondo, e l'uovo come responsabile di tutti i casi di aterosclerosi dell'umanità.
Ad Elisir fior di professoroni che parlano del colesterolo alimentare, in particolare di uova e crostacei, come il peggior nemico. In realtà i crostacei prevengono il diabete, un fattore di rischio cardiovascolare. Per non parlare di una diabetologa che parla della frutta secca come fonte di colesterolo (ovviamente è vero il contrario, cioè la frutta secca non ha colesterolo e oltretutto migliora il quadro lipemico). Un problema è rappresentato nelle carni semmai dai conservanti (sale, nitriti).
Bisogna però segnalare che il colesterolo alimentare sembra correlato con tumore al seno (è difficile però capire se è dovuto alla contemporanea presenza di grassi saturi o no).

Il colesterolo plasmatico è regolato da un'omeostasi molto complessa che rappresenta un equilibrio tra produzione endogena, assorbimento intestinale, necessità dell'organismo ed escrezione epatica. Alimenti e farmaci influenzano questo equilibrio.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3965667/


L'organismo sano produce da 1000 a 2000 mg di colesterolo al giorno (attenzione alle unità di misura). Un uovo di gallina (circa 60 grammi) ne contiene circa 220mg, cioè un decimo della produzione, 100 grammi di bistecca di maiale 62 mg. Questo chiarisce abbastanza intuitivamente che all'organismo non gliene frega nulla se lo introduciamo o no, la grandissima parte se lo sintetizza da sé. E in ogni caso non esiste correlazione tra colesterolo alimentare e quello del sangue, si sa da 20 anni. In alcune persone (un quarto della popolazione circa) il colesterolo alimentare provoca un aumento di LDL, ma della frazione non aterogena (quelle grandi, vedi seguito), e contemporaneamente dell'HDL (quindi il rapporto rimane uguale). Gli studi che mettono in relazione colesterolo alimentare e malattie cardiovascolari sono poco attendibili.
I diabetici devono probabilmente fare attenzione al colesterolo alimentare a causa della perdita del meccanismo di controllo della produzione.

Come dice il dottor Bowden, "eliminare il colesterolo alimentare è come tagliare le calorie togliendo la latttuga dall'hamburger".
C'è invece correlazione tra uso di zucchero (fruttosio e glucosio, privi di grassi e colesterolo) e aumento di colesterolo. Questo perché la sua produzione è sotto il controllo dell'insulina, l'ormone rilasciato in seguito alll'introduzione di nutrienti, soprattutto carboidrati.
Quindi qualunque eccesso alimentare stimola la produzione, ma in particolare quella di carboidrati raffinati.
L'unico colesterolo alimentare di cui dobbiamo aver paura è quello perossidato (in pratica irrancidito), così come i grassi, che troviamo nelle carni e pesci conservati male o non freschi, o nelle uova stracotte (le istruzioni per cuocerle al meglio), e che contribuisce all'ossidazione e alla progressione delle placche, soprattutto se non abbinato agli antiossidanti di frutta, verdura e spezie come spesso capita nella tipica dieta occidentale.

Tornando alle statine, sono farmaci usati per ridurre la produzione endogena del colesterolo. Le prime lanciate negli anni 70 hanno proprio fatto una strage (fu uno scandalo), le ultime hanno ridotto di pochissimo la mortalità e hanno molti effetti collaterali: accelerano la calcificazione della placca (e quindi possono aumentare la pericolosità dell'aterosclerosi), soprattutto in chi ha diabete, sono associate con riduzione del desiderio sessuale, malattie polmonari, cataratta, miopatia (dolori muscolari) e aumentano il rischio di diabete. Affaticano fegato e reni (e muscoli ovviamente) e hanno numerose interazioni con farmaci e alimenti (succo di pompelmo ad esempio).  Mica male eh?
Inoltre prendendo farmaci le persone sono portate a pensare di potersi permettere più libertà nel cibo, e questo le porta a non controllarsi più (una delle cause dell'aumentata incidenza di diabete e aumento di peso in chi prende statine).
Questi effetti sono persino segnalati dall'FDA, l'autorità di controllo USA.


http://authenticmedicine.com/why-statins-cause-diabetes-by-steven-mussey-md/


Il migliore tra i farmaci per la prevenzione cardiovascolare è la comunissima (cardio)aspirina (vedi l'update a fine articolo), che previene la formazione dei coaguli (trombi) che ostruiscono le arterie.
Chi proprio a tutti i costi volesse prendere statine, le dovrebbe abbinare ad un integratore di coenzima Q10 (la cui produzione endogena viene ridotta dalle statine) per prevenire i dolori muscolari.
Ma le statine sono veramente utili in poche sottopopolazioni limitate, ovvero le donne attorno ai 40 anni che abbiano già avuto malattie cardiovascolari e chi soffre di ipercolesterolemia familiare. Nelle altre, incluso i bambini, nessuno ne ha mai dimostrato benefici.

La verità è che l'aterosclerosi, la formazione progressiva della placca di colesterolo nelle arterie che, staccandosi, origina i trombi (e quindi infarti e ictus), è una malattia a carattere sostanzialmente infiammatorio. Il colesterolo, alto o basso nel sangue, tende a depositarsi solo in caso di stato infiammatorio, come succede nell'obesità viscerale. Stiamo allora molto più attenti ai valori degli indici di infiammazione (VES e PCR ad esempio): quelli sì che indicano pericolo, aumentando l'aggressività dei globuli bianchi. E al grado di calcificazione della placca.

http://healthyprotocols.com/2_athero.htm


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1767836/

Sono quindi pericolose le situazioni che determinano un innalzamento del tono infiammatorio dal punto di vista alimentare. Classicamente una dieta con cibi raffinati, in particolare carboidrati, grassi e molecole proossidanti (tra cui il colesterolo perossidato come dicevo prima), povera di antiossidanti e fibre.
Qualunque picco glicemico (dato dall'introduzione di farine o zuccheri raffinati) è visto dal nostro organismo come una reazione infiammatoria, come se stessimo mettendo benzina sul fuoco. Questo non succede con la frutta, nonostante sia ricca di zuccheri. Con buona pace di quelli che dicono che tra un cucchiaino di zucchero nel caffè e una mela non c'è differenza perché le calorie son simili. A mediare la risposta infiammatoria partecipano anche le caveoline, molecole rilasciate in caso di alimentazione "occidentale".



http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3139026/


Per quanto riguarda gli esami ematochimici, è importante saper interpretare i numeri. Il quadro di pericolo è dato da basso HDL, elevati trigliceridi, alto rapporto LDL/HDL. L'LDL in sè (il colesterolo cattivo) da solo è poco indicativo, il suo valore troppo basso è stato addirittura messo in relazione con scarsa sopravvivenza dell'anziano con insufficienza cardiaca.
Il colesterolo HDL riesce addirittura a invertire la progressione della placca aterosclerotica, per questo più alto è meglio è. Inoltre sembra essere protettivo anche nei confronti del diabete e delle malattie infettive, è antinfiammatorio.
Il colesterolo totale troppo basso è associato con depressione, morbo di Parkinson, emorragia cerebrale e tumori.
Il colesterolo LDL di cui si dovrebbe tener veramente conto è quello fatto da particelle piccole, dense e ossidate. Sono in questo stato perché in circolazione da parecchio, cioè sono quelle grandi che mano a mano vengono svuotate.Il colesterolo che rimane è così "più vecchio" e ossidato, e quindi molto infiammante, irritante delle arterie e aterogeno, e forse legato con alterazioni dell'immunità (malattie autoimmuni). Anche in questo caso l'HDL agisce positivamente contrastando l'ossidazione.

http://eatingacademy.com/nutrition/the-straight-dope-on-cholesterol-part-v

Secondo alcuni gli esami non sono ancora pronti a distinguere questa particolare frazione delle lipoproteine, ma presto lo saranno.
Inoltre sarebbe interessante andare a verificare una particolare lipoproteina nota come Lp(a), un fattore di rischio molto importante, anch'essa innalzata dal consumo di grassi trans.




http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2794466/



I grassi saturi fanno salire l'LDL, ma contemporaneamente pure l'HDL, cosicché sono stati recentemente scagionati dall'accusa di essere pericolosi (o meglio la loro posizione si è alleggerita). I tanto lodati pasta e pane (raffinati) della dieta "mediterranea" (presunta tale dai soliti geni, in realtà è ben diversa) sono decisamente più temibili.
Un approccio nutrizionale con antiossidanti (omega 3, resveratrolo, cumarina, flavonoidi), diselenio difenile e niacina, insieme alle solite raccomandazioni di ridurre il più possibile tutto ciò che è industriale e raffinato, sembra essere il miglior modo per ridurre il rischio cardiovascolare.
Il cacao amaro sembra ridurre le LDL ossidate.

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http://www.mercola.com/infographics/cholesterol-levels.htm?x_cid=20140518_infographiclink

Complimenti a chi è arrivato fino a qui, non pubblicavo un articolo impegnativo da un sacco perché quest'argomento mi ha preso moltissimo tempo, tra evitare denunce, rischi di scrivere cavolate e riletture/correzioni varie. Vi ringrazio per la fiducia.

Update 18/7/2014

Un cardiochirurgo americano sostanzialmente conferma la mia visione dei fatti, sul sito del mio amico Antonello Vargiu. E lo stesso fa un cardiologo.

Update 4/8/2014

Il dottor Mercola segnala che la FDA ha rivisto la propria posizione sulla cardioaspirina, perché legata a rischi opposti a quelli aterosclerotici, ossia di sanguinamento (che portano ictus emorragico e aneurismi), oltreché diversi problemi tra cui quelli intestinali.

Update 28/11/2014

Il farmacologo Garattini, non certo noto complottista, denuncia la lobby farmaceutica sul colesterolo.

 Update 27/2/2015

Pare che le linee guida americane 2015 si ammorbidiranno sul colesterolo alimentare... era ora! Attenzione sempre per chi soffre di diabete.

Update  10/04/2015

Una revisione Cochrane, uno dei migliori e forse il più indipendente istituto che si occupa della revisione dei dati di letteratura, riporta sostanzialmente la convenienza ad usare le statine rispetto agli effetti collaterali. Lancet conferma questo tipo di approccio. In realtà la stessa Cochrane evidenziò l'interesse dell'industria farmaceutica e la sua influenza nella pubblicazione dei dati e sui professionisti della salute. Un gruppo di ricercatori giapponesi sostiene la dannosità delle statine, che aumentano il rischio cardiovascolare favorendo la calcificazione della placca aterosclerotica, la deplezione delle selenoproteine e della produzione di ATP, causando così insufficienza cardiaca.
Un commento su JACN raccomanda ai medici di selezionare i casi in cui dare statine e non curare un numero (il colesterolo) di per sè.


Update  29/04/2015

Luca Speciani segnala un nuovo studio che collega l'uso di statine e rischio di diabete. Secondo il NEJM l'uovo incrementa il rischio cardiovascolare ma non a causa del colesterolo, bensì per la trasformazione di un altro suo componente, la fosfatidilcolina, che viene metabolizzata dalla flora intestinale in trimetilammina. L'effetto viene a parere mio mitigato da una forte introduzione di fibra che modifica la flora.


Update  5/5/2015

Un commento su Lancet consiglia indagini genetiche per la prescrizione dell'uso di statine. In pratica chi ha un certo tipo di genoma può averne beneficio, per altri invece sono più i rischi.

Update  20/6/2015

Una ricerca pubblicata su JAMA dimostra l'effetto dannoso delle statine, così come degli altri farmaci ipolipidemizzanti, nei confronti della memoria a breve termine. Questo dimostra una volta di più l'importanza del colesterolo per le membrane cellulari, in particolare per quelle nervose. Le statine inoltre sembrano aumentare il rischio di cataratta, ma ridurre quello di depressione.


Update  12/7/2015

Una metanalisi pubblicata su AJCN continua a dire che non è possibile stabilire un legame tra colesterolo alimentare e malattia cardiovascolare. Tuttavia si sta ipotizzando un legame tra colesterolo alimentare e tumori. Il sito evolutamente.it segnala un lavoro che mette in evidenza interpretazioni sbagliate dei dati sull'efficacia delle statine.


Update  2/9/2015

Le statine vengono definite da un nuovo studio un'arma a doppio taglio, inutili nella prevenzione primaria (cioè quando ancora non vi è malattia) e dannose per le cellule staminali. Una review descrive il processo di induzione di calcificazione della placca e gli altri danni creati dalle statine, tra cui l'insufficienza cardiaca.



Update  24/9/2015

Una review spiega gli effetti negativi delle statine attraverso i loro meccanismi: inibizione della produzione di vitamina K2 che protegge dalla calcificazione della placca, riduzione della produzione di ATP attraverso la distruzione dei coenzimi Q10 ed emeA, deplezione delle selenoproteine.
Altri 2 studiosi riconducono i dati positivi sull'uso delle statine ad un errore statistico dovuto all'uso del RRR (riduzione del rischio relativo), e accusano i ricercatori di sottovalutare gli effetti negativi.


Update  3/10/2015

L'importanza dei nostri batteri intestinali per i livelli di colesterolo. Le statine se usate nel trattamento acuto della malattia cardiovascolare in atto non riducono la possibilità di infarti e ictus successivi e quindi il tasso di mortalità e non prevengono la demenza senile.

Update  7/11/2015

Le statine non hanno un buon rapporto rischi/benefici (cioè non sono utili) in caso di donne asintomatiche, età maggiore di 80 anni, condizioni quali l'insufficienza cardiaca.
Viene ipotizzato un nuovo meccanismo immunitario che lega statine e diabete.

Le statine notoriamente danno problemi se associate al succo di pompelmo, a causa di un'interazione con un enzima epatico che ne prolunga l'emivita (in parole povere ne prolunga e amplifica l'effetto perché rimane più a lungo). Ora si scopre che anche molti cibi ricchi in antiossidanti possono interagire con questi farmaci.

Update  18/11/2015

Segnalo un lavoro analizzato da Angelo Rossiello nel suo blog, su associazione di statine e aspirina.


Update  4/2/2016

Rapporto rischi/benefici probabilmente sfavorevole alle statine: sono associate ad aumento di peso, di rischio di diabete e di sue complicanze.


Update  11/3/2016

Una rara variante genetica mette a rischio cardiovascolare anche chi ha il colesterolo "buono" alto. Le statine non sembrano ridurre le LDL piccole, quelle più pericolose, e sono da usare con cautela in chi ha danno epatico.

Update  27/3/2016

Nuovi consigli dal dott Mercola sul colesterolo.
Volete migliorare il colesterolo con la dieta? Provate (e trovate) quella che fa per voi. Parola di Harvard.

Update  10/4/2016

"Gli scienziati concludono che le statine causano dolori muscolari"

Update  14/4/2016

Le omissioni di Ancel Keys nel suo esperimento che demonizzò i grassi saturi e il colesterolo e santificò gli oli vegetali.

Update  27/4/2016

Secondo lo studio MESA la metà delle persone che prende statine lo fa senza vantaggi per la salute.

Update  30/4/2016

Secondo JAMA cardioaspirina, farmaci contro l'ipertensione, statine e abbandono del fumo sono le migliori cose da fare per la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari.
Il licopene (antiossidante dei pomodori) e una buona flora intestinale hanno effetti ipocolesterolemizzanti.



Update  6/5/2016

Secondo Harvard il biancospino può aiutare a gestire i livelli di colesterolo, mentre aglio, olio di pesce e riso rosso fermentato hanno effetti dubbi.
Anche in persone con una variazione genetica (ApoE4) che predispone all'innalzamento del colesterolo plasmatico con l'introito di colesterolo alimentare, le uova (grande fonte di colesterolo) non sembrano associate ad aumentato rischio cardiovascolare.
I cibi ricchi in colesterolo ma molto salutari secondo authoritynutrition.com : frutti di mare, alcuni formaggi, interiora, fegato, olio di fegato di merluzzo, sardine, uova.

Update  20/5/2016

Il buon Angelo Rossiello segnala i problemi di riduzione del testosterone dovuti all'uso di statine. Il testosterone è un marker di buona salute.
Sta crescendo la comprensione dell'effetto modulatorio della dieta a seconda delle varianti genetiche, ma è ancora presto per le conclusioni.

Update  2/6/2016

L'importanza dei trigliceridi nella genesi della malattia cardiovascolare.

Update  13/6/2016

Nuove notizie su colesterolo e statine segnalate dal dott. Speciani.
Come segnala il dott Hyman, non vi è nessun aumento della mortalità con l'aumento del colesterolo oltre i 60 anni in una nuova metanalisi pubblicata su BMJ, e si raccomanda di tenerne conto per le prossime linee guida sulle statine.
La supplementazione con N-acetilcisteina riduce l'omocisteina, fattore di rischio cardiovascolare.
Nei topi il colesterolo, o meglio un suo metabolita, ha effetto procancerogeno a livello del tessuto mammario.
I danni di statine e oli vegetali in una review.

Update  25/6/2016

L'"aspirinetta" ha bisogno di una terapia individualizzata per bilanciare gli effetti anticoagulanti col pericolo di sanguinamento.
Un interessante articolo sull'omocisteina e la vitamina B12 e il loro legame col rischio cardiovascolare e altro.

Update  30/6/2016

Ulteriori conferme sul buon lavoro fatto dal colesterolo HDL nel sopprimere l'aterogenesi. Questo non accade in persone con disfunzione endoteliale (il tessuto vascolare non risponde correttamente agli stimoli ad esempio di vasodilatazione e quindi rilassamento).
L'importanza di dormire correttamente e non sconvolgere i ritmi circadiani per prevenire le malattie cardiovascolari.

Update  3/7/2016

Interessante articolo di authoritynutrition.com, dove viene spiegato come le uova non siano un fattore di rischio cardiovascolare, anche se non esistono grandi studi sul mangiare più di 3 uova al giorno. E viene ribadita la prudenza da usare con i diabetici.
Conferme sul ruolo deleterio di Lp(a), forse associato a PCSK9, un obiettivo dei nuovi farmaci.

Il TMAO, un prodotto della flora intestinale che favorisce l'aterosclerosi, è dovuto soprattutto al cibo di origine animale, e altera il trasporto inverso del colesterolo, limitando la pulizia delle arterie da parte dell'HDL, giustificando possibilmente il buon esito delle diete veg nei confronti delle malattie cardiovascolari.

Update  7/7/2016

Secondo Nature i nutraceutici per il colesterolo hanno necessità di ulteriori studi per essere validati.

Update  17/7/2016

Più c'è infiammazione, più c'è calcificazione della placca e pericolo cardiovascolare, indipendentemente dai livelli di colesterolo.

Update  20/7/2016

Conferme su un potenziale effetto infiammatorio del colesterolo alimentare. Uno studio suggerisce che, in persone sovrappeso e che assumono poca insalata (che contiene molecole antinfiammatorie) l'assunzione di uova aumenti la calcificazione della placca coronarica. La chiave quindi potrebbe essere, come già spiegato, la contemporanea assunzione di alimenti ricchi di antiossidanti.
Tutta la storia del mito del colesterolo.

Update  1/8/2016

Nuova review sull'effetto diabetogenico delle statine.

Update  6/8/2016

Le frazioni di colesterolo LDL, HDL e i trigliceridi in uno studio in cui si tiene conto dei sottotipi genetici sono associati in maniera contrastante a malattie coronariche e diabete.
Le HDL piccole e dense sembrano particolarmente associate con la protezione cardiovascolare.
Oltre che con la sintesi di Q10, le statine interferiscono con quella di vitamina K2, molto importante per la salute ossea.

Update  22/8/2016

Anche livelli troppo alti di HDL, il colesterolo buono, non sembrano protettivi nei confronti di tutte le cause di mortalità: si parla di curva a U.



Update  30/8/2016

Pessime notizie sul fronte colesterolo: pare che i cardiologi vorranno tenere l'LDL sotto i 100. Non stupitevi se desiderio sessuale e umore vi vanno a terra. Di individuazione dei sottotipi di LDL manco l'ombra.

Update  9/9/2016

Secondo Lancet il bilancio tra effetti positivi e effetti collaterali pende sempre a favore delle statine. Io propendo per una maggior attenzione allo stile di vita.



Update  13/9/2016

Una nuova metanalisi non  trova legami tra il colesterolo LDL e la mortalità, soprattutto negli anziani: viene anche speculato che le statine siano una perdita di tempo, ma lo studio non era designato per questo.

Update  6/10/2016

Identificate le varianti geniche che legano le statine e altre terapie ipocolesterolemizzanti al rischio di diabete.
L'uso di statine riduce l'aggressività del tumore prostatico: perché? Perché riducendo il colesterolo abbattiamo anche il testosterone, ormone che è come benzina per questo tumore. I carboidrati sembrano ridurlo. Presto studi per determinare l'utilità.

Update  13/10/2016

Interessantissimo articolo sulle uova, che chiarisce che la maggior parte delle persone non ha problemi col colesterolo alimentare; questo può comunque riguardare qualcuno, visto che siamo tutti diversi.
Il dibattito sulle statine continua.
Secondo il PCRM, l'industria delle uova avrebbe pagato, sotto forma di finanziamenti, per rimuovere il limite di 300mg di colesterolo dalle linee guida USA.
La terapia di privazione degli androgeni (testosterone) che si fa in caso di tumore prostatico aumenta il rischio di Alzheimer. Questo conferma l'importanza dell'ormone per mantenere il cervello giovane.
L'effetto di alcuni metaboliti degli alimenti sull'aterosclerosi: ovviamente quelli più dannosi sono dovuti allo zucchero.


Update  19/10/2016

Il colesterolo alto può impattare negativamente sui dolori di tipo artropatico, anche a causa dell'effetto proossidante sui mitocondri. Una dieta ricca di antiossidanti può dunque aiutare.
L'aterosclerosi progredisce in base al bilanciamento tra fattori pro e contro: alcuni lipidi aiutano a ridurre la placca. La sua stabilità è più complicata di quanto pensato.

Update  22/10/2016

Pressare il caffè può portare alla formazione di diterpeni che alzano il colestrolo LDL.

Update  25/10/2016

9 modi per alzare il colesterolo buono.

Update  29/10/2016

L'uso di statine sembra ridurre i tumori correlati all'iperinsulinemia, come pancreas, cervello, colon, polmoni e fegato. Questi aumentano fino a 9 volte con cure come insulina esogena e secretagoghi (sulfoniluree e glitazoni).


Update  2/11/2016

Una nuova metanalisi conclude per una non associazione tra uova e malattie cardiovascolari e addirittura riduzione del pericolo di ictus. Viene anche specificato che potrebbe non essere valido per i diabetici. Il dott. Barnard, fervente vegano, parla di studi finanziati dai produttori di uova.

Un basso colesterolo HDL sembra connesso, oltre che con le malattie cardiache, anche col pericolo tumorale, e appare in generale un marker di scarsa salute.

Update  4/11/2016

La rivista dei medici britannici denuncia una mancanza di trasparenza nell'accesso ai dati resi anonimi delle persone nei trial con statine: non tutti i ricercatori li hanno resi disponibili. Insomma rimangono farmaci controversi.
Il colesterolo può nutrire alcuni tumori.


Update  14/11/2016

Un numero di JAMA quasi interamente dedicato alle statine: non mancano le controversie, secondo alcuni sono utilissime in prevenzione primaria, secondo altri non vengono considerati correttamente gli aspetti negativi. 
Per gli anziani (dopo i 76 anni) senza storia di malattia cardiovascolare non c'è evidenza che assumere statine riduca il rischio cardiovascolare.
Secondo le nuove linee guida chiunque sia over 40 potrebbe potenzialmente prendere statine.

Update  18/11/2016

Lancet insiste sulla bontà della prescrizione delle statine: gli effetti collaterali (aumento del rischio di diabete, ictus emorragico e dolori muscolari) sono molto inferiori alla prevenzione cardiovascolare che conferiscono.

Update  24/11/2016

Dal post del prof Ludwig

Il rischio cardiovascolare è scritto nei geni? Un nuovo studio dimostra che uno stile di vita sano può abbattere il rischio genetico. Il rischio di malattie cardiache può essere ridotto in misura considerevole con almeno tre di questi quattro fattori: 1) non fumare; 2) mantenere un peso sano; 3) essere fisicamente attivi; e 4) avere una dieta salutare, compresi gli alimenti ad alto contenuto di grassi (ad esempio frutta secca e pesce) ed evitare i carboidrati raffinati.


Importanti medici denunciano le forzature di Big Pharma per l'approvazione di farmaci poco testati e dai considerevoli effetti collaterali. Statine in primis.

La cultura del "meglio sempre una pillola in più" va per la maggiore.


Update  2/12/2016

Il parere sul colesterolo e sulle statine del dott. Kresser: ad alzarlo possono essere anche infezioni, permeabilità intestinale e problemi tiroidei.

Aggiornamento 7/12/2016

Problemi di colesterolo? il cioccolato può aiutare, però fondente!

L'ictus era fino a poco tempo fa una malattia tipica dell'anziano. Oggi, anche grazie alla scarsa qualità della dieta, si sta diffondendo anche negli adulti relativamente giovani.

Update  12/12/2016

Una nuova revisione dei dati smentisce palesemente la diet-heart hypothesis di Ancel Keys, ossia la parallela riduzione delle malattie cardiovascolari con la riduzione del colesterolo plasmatico.
Infatti la sostituzione dei grassi saturi con acido linoleico, omega 6 fortemente suscettibile di perossidazione, appare essere particolarmente pericolosa in persone fumatrici, bevitrici o anziane. Inoltre aumenta la produzione di endocannabinoidi ed eicosanoidi infiammatori, molecole mediatrici di molte malattie.
Lo studio si conclude con l'invito alla moderazione, visto le incognite nelle vie biochimiche che si vanno a stimolare, e a puntare sul cibo più naturale possibile. Quindi appare opportuno assumere omega 6 da seme intero, ossia col loro contenuto di antiossidanti e fibre, e non dalla fonte raffinata.


Update  14/12/2016

Secondo un nuovo studio le statine ridurrebbero il rischio di Alzheimer, ma forse è dovuto al fatto che chi prende statine ha il colesterolo più alto, che può proteggere dal declino cognitivo.

Update  3/1/2017

Un nuovo editoriale su JAMA critica l'uso improprio di statine e chiarisce che per l'uso in prevenzione primaria l'evidenza è debole



Update  8/1/2017

Alcuni consigli su come ridurre il colesterolo.
Una metanalisi, parzialmente finanziata dall'industria dell'uovo, non trova legami tra malattie cardiovascolari e consumo di uova, anche uno al giorno. Il rischio di ictus è addirittura ridotto.



Update  13/1/2017

La vitamina D migliora il profilo lipidico nei diabetici
Il TMAO si conferma prognostico di rischio cardiovascolare, ma la sua formazione dipende sia dall'alimentazione (prodotti animali) che dal tipo di microbiota, oltreché dalla predisposizione genetica (enzimi epatici con sensibilità diversa)


Update  15/1/2017

I "nuovi" fattori di rischio cardiovascolari: l'infiammazione è il principale.

Aggiornamento 19/1/2017


Quasi la metà degli autori delle linee guida, tra cui quelle sulla colesterolemia, ha finanziamenti dalle industrie e praticamente nessuno aderisce agli standard dell'Institutes of Medicine. Questo mina la credibilità delle linee guida.


Update  23/1/2017

Il colesterolo potrebbe essere un'arma a doppio taglio: cattivo per le arterie ma buono per il cervello. Infatti il colesterolo non attraversa facilmente la barriera ematoencefalica, per cui deve essere prodotto in situ. Con i farmaci si rischia quindi di ridurre la funzionalità cognitiva.
Nel mente, le statine vengono di nuovo santificate

Update  31/1/2017

Il lievito di riso rosso fermentato (monacolina K), che spesso viene dato come "statina naturale", ha un profilo di rischio simile a quello dei farmaci veri e propri, con gli stessi effetti collaterali.
La mortalità cardiovascolare appare in calo.


Update  8/2/2017

Un articolo del dott Speciani sul colesterolo e i grassi saturi

Update  15/2/2017

Le controversie sul colesterolo vengono pubblicate su New Scientist: come dice Tiziana Stallone è più importante ridurre grassi trans, picchi glicemici, sovrappeso e grassi saturi.
Esiste un'organizzazione di scienziati scettici sul legame tra colesterolo e malattie cardiovascolari.

Le buone azioni del colesterolo HDL

Update  20/2/2017



Qualche indicazione sulle cotture: quella al microonde è quella che crea più colesterolo ossidato. 
Le aldeidi che si formano dai grassi insaturi raffinati sono più dannose dei grassi saturi, quindi probabilmente sostituire nei biscotti il grasso di palma con altri oli di semi potrebbe essere peggio. Meglio l'olio extravergine d'oliva.


Update  25/2/2017

Con farmaci e diete sbagliate, i costi sanitari e le malattie cardiovascolari non fanno altro che aumentare: non possono sostituire infatti nel lungo periodo gli effetti di uno stile di vita corretto
La vitamina D spesso è associata a dislipidemia e malattie cardiovascolari, ma non si sa se l'effetto è causale

Trigliceridi alti e HDL basso si confermano aumentare il rischio di ictus, soprattutto nei diabetici.

Update  8/3/2017

I comitati che redigono le linee guida sul colesterolo non coprono gli standard sul conflitto d'interessi

I dolori attribuiti alle statine possono anche essere dovuti a effetto nocebo

Aggiornamento 12/3/2017


Qual è una delle vere cause delle malattie cardiovascolari? la disfunzione endoteliale, che non permette alle arterie di rilassarsi e crea ipertensione. E una delle sue determinanti è l'alterazione delle proteine prodotte, causate dallo stress degli organelli cellulari chiamati reticoli endoplasmatici. Anche i mitocondri collaborano.

In un gruppo di giovani sani, fino a 3 uova al giorno, grazie ai loro nutrienti, hanno favorito un profilo antiaterogenico delle lipoproteine plasmatiche (più colesterolo buono, meno cattivo).


Aggiornamento 18/3/2017


Secondo una nuova ricerca, negli USA si hanno 600 mila morti per malattie cardiovascolari all'anno, di cui 400 mila prevenibili con una dieta salutare, ossia riducendo i cibi non salubri, generalmente quelli processati, e favorendo quelli salutari, quelli vegetali non raffinati.

Le statine incrementano significativamente il rischio di diabete in donne anziane, e lo studio chiede di prendere in considerazione la deprescrizione. Gli afroamericani potrebbero avere incremento del rischio di calcificazione delle arterie.

Harvard ci ricorda che la maggior parte del colesterolo è prodotta dal corpo


Aggiornamento 21/3/2017



Sale l'evidenza sull'integrazione di omega 3: possono essere consigliati a quelli con alto rischio cardiovascolare, diabetici, persone con fibrillazione atriale e insufficienza cardiaca

Un nuovo studio sugli inibitori del PCSK9, ipocolesterolemizzanti di nuova generazione, che sembrano più efficaci delle statine. La cosa ha già destato sospetti di conflitto d'interesse. Soprattutto sull'efficacia

Aggiornamento 22/3/2017

Nella popolazione con meno aterosclerosi del mondo, il 72% delle calorie introitate vengono da carboidrati da fonti non raffinate (riso integrale, tapioca, platano, mais) quindi ricche in fibre. La loro dieta ha pochi grassi, e nessuno trans. Le proteine (poche, circa 14% delle calorie totali) vengono dalla caccia e dalla pesca. Morale della favola: non sono per forza i carboidrati a creare problemi. I loro parametri metabolici rimangono ottimali perché non fumano, si muovono tutto il giorno, mangiano cibi veri, sono meno stressati di noi.

Aggiornamento 28/3/2017



Conferme sul legame tra statine e diabete, in particolare nelle donne anziane

Aggiornamento 2/4/2017

Le statine riducono il rischio di malattia cardiovascolare del 30%. Detto in questo modo il numero è impressionante. In realtà riducono il rischio relativo, ossia se uno ha una possibilità su 200 di avere un evento cardiovascolare, con le statine quel rischio diventa una su 285. In questi termini diventa molto meno attraente 😏


Aggiornamento 8/4/2017

Scoperto il metabolismo di Lp(a): si tratta di un derivato delle LDL particolarmente pericoloso perché affine al plasminogeno

Una critica di Mark Sisson ai nuovi farmaci anticolesterolo.


Aggiornamento 12/4/2017

Scoperta una nuova causa di ipertrigliceridemia: una malattia autoimmune in cui si producono anticorpi contro una proteina (LPL) che "svuota" il sangue dai trigliceridi.

Aggiornamento 25/4/2017


Circa metà degli ictus e degli infarti sono dovuti all'ipertensione. Aumentare il potassio è importante come ridurre il sodio per mantenere la corretta pressione sanguigna. Ha un effetto simile a quello di un farmaco diuretico.


Aggiornamento 2/5/2017

La vitamina D può ridurre i dolori da statine.

Aggiornamento 7/5/2017

Darius Mozaffarian, il più famoso epidemiologo nutrizionale del mondo:
"Alla fine dei conti, la moderna scienza nutrizionale ci mostra che, con alcune eccezioni come i grassi trans e il sodio (sale da cucina), gli effetti sulla salute di ciò che mangiamo dipendono dai tipi di alimenti che mangiamo, non dai nutrienti singoli".

Semplificato, non importa così tanto se i grassi sono saturi o insaturi, conta se sono accompagnati da fibre, vitamine, micronutrienti, e non privati del loro contenuto.
Ancel Keys nascose i dati scomodi, probabilmente per dare più importanza alle sue teorie.

Aggiornamento 10/5/2017

Secondo una revisione degli RCT sul consumo di uova, da uno a 2 uova al giorno non creano rischi cardiovascolari, anche in chi abbia diabete, o rischio di sviluppare diabete. Tutto questo nel contesto di una dieta sana, ossia consumando buone quantità di antiossidanti da vegetali ecc.

L'eterogeneità delle popolazioni studiate e dei risultati precludono però di poter dare indicazioni chiare sul tema.

Update  11/5/2017


I grassi trans si trovano facilmente in prodotti da forno, fritti fatti con oli vegetali, crackers ecc. In 11 contee dello stato di New York sono stati messi al bando, e questo in pochi anni (dal 2002 al 2013) ha causato una riduzione del 6% degli eventi cardiovascolari


Aggiornamento 17/5/2017

L'acido palmitoleico pare efficace nel ridurre la trigliceridemia e l'infiammazione


Aggiornamento 20/5/2017

Continuano i dubbi sui reali vantaggi dati dalle statine: i dolori sono più presenti di quanto ipotizzato.

I veri test per verificare il pericolo cardiovascolare: omocisteina, LDL ossidate, subfrazioni di lipoproteine, PCR ecc

Il dott Mercola ancora sul colesterolo

Gli antidolorifici, in particolare gli inibitori COX2, sono associati a un immediato aumento del rischio cardiovascolare.

Aggiornamento 27/5/2017

Un RCT, quindi molto affidabile, ha concluso che "Nessun beneficio è stato trovato quando una statina è stata somministrata per la prevenzione primaria (quando non vi è ancora malattia, ndr) agli adulti più anziani (oltre i 65 anni). Le raccomandazioni sul trattamento dovrebbero essere individualizzate per questa popolazione".
La pravastatina ha causato anche un lieve aumento della mortalità tra gli ultra 75enni.

Aggiornamento 4/6/2017


L'ipertensione si conferma il fattore di rischio cardiovascolare principale, e forse servirebbe un miglior controllo con un abbassamento ulteriore del target.


Aggiornamento 18/6/2017

Sembra probabile che l'inquinamento atmosferico riduca le dimensioni delle HDL e così aumenti il rischio cardiovascolare

Aggiornamento 8/7/2017

Una revisione dei fattori di rischio ambientali sulle malattie cardiovascolari, oltre alle novità introdotte (cicli stagionali e circadiani, temperature, altitudine, stato socioeconomico, inquinamento, sole, spazi verdi ecc), rimarca l'uso di una dieta prudente (ricca in alimenti vegetali), raccomandando di evitare i grassi trans e ridurre i saturi.
Se il 2% delle calorie totali viene da grassi trans, il rischio cardiovascolare si alza del 23%.

Conclude però dicendo "tuttavia, i meccanismi molecolari e cellulari con cui i costitutivi degli alimenti si intersecano coi fattori di rischio cardiovascolare sono molto complessi e non completamente compresi". 


Aggiornamento 11/7/2017

Il trealosio, uno zucchero che troviamo nei lieviti, nei funghi e negli insetti, previene nel modello animale la formazione della placca aterosclerotica.

Il metabolita batterico TMAO è associato agli eventi cardiovascolari indipendentemente da altri fattori di rischio


Aggiornamento 25/7/2017

Si conferma un'associazione tra statine, in particolare lipofiliche, e rischio di Parkinson.

Un nuovo documento di consenso stabilisce "l'inequivocabile e causale ruolo del colesterolo LDL nel provocare malattia cardiovascolare".
Però andando a guardare meglio, leggiamo "Tuttavia, in determinate condizioni (ad es. sindrome metabolica, diabete e ipertrigliceridemia), la concentrazione plasmatica di LDL e il numero di particelle LDL possono discordare, in conseguenza della predominanza di LDL piccole e dense, e quindi LDL plasmatico può non riflettere accuratamente la concentrazione di particelle LDL o il suo effetto sul rischio cardiovascolare.
In queste condizioni, la misura diretta del numero di particelle LDL o della concentrazione di apoB (riconoscendo che ciascuna particella LDL contiene una singola molecola apoB) può riflettere più accuratamente l'effetto causale di LDL sul pericolo cardiovascolare."


Aggiornamento 28/7/2017


La variante di un certo gene (APOA2) è associata ad aumento di peso e problemi metabolici in caso di forte introduzione di grassi saturi



Aggiornamento 31/7/2017

Un enzima che produce TMAO (un derivato del metabolismo di colina e carnitina, responsabile dell'aterosclerosi e dell'infiammazione) influenza la spesa energetica e la produzione di grasso beige, riducendoli e favorendo l'aumento di peso. Inibire la produzione di queste sostanze, modulando il microbiota, può aumentare la spesa energetica.

Poco calcio potrebbe essere inteso dalla cellula come poco colesterolo e così incrementare la produzione endogena.

Aggiornamento 4/8/2017

Il prof Kummerow spiega l'interazione tra colesterolo ossidato e infarti. I grassi saturi non hanno grosse colpe


Gli effetti particolarmente negativi dei grassi trans sono dovuti soprattutto, tra le altre cose, all'inibizione della produzione cellulare di prostacicline, molecole essenziali per la regolazione delle funzioni fisiologiche come il flusso di sangue. Queste molecole hanno una durata media di circa 10 secondi, per cui devono essere sempre rimpiazzate, e anche una breve interruzione determina forti squilibri.


Un articolo che spiega come il vero pericolo cardiovascolare non sia dato dal colesterolo ma dall'insulino-resistenza, e riprende i concetti di scarsa evidenza di efficacia sulle statine.


Gli acidi biliari hanno rivelato un inaspettato ruolo nel metabolismo: con l'esposizione al freddo il microbiota cambia e così gli acidi biliari, che vengono maggiormente espulsi (calo del colesterolo plasmatico) e stimolano il tessuto adiposo bruno.



Aggiornamento 8/9/2017

Cosa fare col testosterone basso e perché l'introduzione esogena può non essere una buona idea.
Si conferma che l'azione di riduzione degli eventi cardiovascolari delle statine è dovuta soprattutto al loro effetto antinfiammatorio più che alla riduzione del colesterolo. Dovremmo iniziare a non darle più per la prevenzione primaria.

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