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mercoledì 28 agosto 2013

Opinioni.. intolleranti

C'è ancora molto dibattito sulle intolleranze alimentari e sulle loro conseguenze.

In questo video espongono le proprie opinioni sulle intolleranze alimentari il dott. Elli e il dott. Speciani. Direi che il secondo vince per chiarezza e completezza dell'esposizione!
Recentemente un mio paziente ha migliorato la sua condizione di reflusso gastroesofageo, dopo aver impostato la dieta di rotazione grazie ai test di intolleranza alimentare.
Molti colleghi e medici continuano a non appoggiare e dare del ciarlatano a chi si occupa di infiammazione da cibo.
Anche il dottor Oz si è recentemente schierato.
Ovviamente in giro c'è sempre l'imbroglio e qualcuno disposto a dirti che sei intollerante a questo o quell'alimento solo per spillarti soldi, dopo aver usato test senza alcun fondamento scientifico.
L'unica cosa sicura è che non si giungerà mai ad una opinione univoca, dato che non la si ha per quasi niente nel campo della medicina.
Purtroppo  dovrebbe essere scienza solo ciò che è dimostrabile, ma raramente è così!

http://foodallergyfun.blogspot.it/2012/02/punch-you-food-allergy-cartoon.html



Aggiornamento 24/8/2019

La rivista Nutrients pubblica le relazioni tra IgG e cibo sostenute dal dott. Speciani e colleghi


mercoledì 7 agosto 2013

Piano col latte!


Il bravo dottor Oz propone 2 versioni più sane della pizza: una vegetariana, ricca di vegetali, e una con carne di pollo, per chi non vuole rinunciare a qualche proteina in più.
In comune soprattutto l'impasto fatto con farina integrale e i formaggi magri.




Continuo a sostenere che i cibi light non servano a dimagrire né a ridurre il rischio cardiovascolare, soprattutto se la sostituzione dei grassi è effettuata con zuccheri come spesso avviene. Così come i dolcificanti artificiali sono probabilmente peggio di quelli naturali.
Tuttavia importanti linee guida come quelle americane, continuano a invitare a consumare i latticini sgrassati. 

Le metanalisi, cioè le analisi sistematiche che comprendono più analisi, sono contradditorie tra di loro: alcune supportano i latticini come coadiuvanti della perdita di peso e sostengono che non facciano ingrassare, in particolare se contengono i grassi, altri invece negano l'effetto, in particolare a lungo termine.
Nei ragazzi l'eccesso di latticini può essere correlato con l'aumento di peso.
Le riviste sono tutte di ottimo livello.
Come segnala il Fattaccio, l'Università Harvard (e non di Harvard) consiglia non più di una porzione di latticini al giorno, suggerendo come fonti di calcio alimenti alternativi vegetali a foglia verde, fagioli e cibi arricchiti a base di soia.

Un fattore per me preoccupante è che il grasso dei latticini è uno dei maggiori veicoli di diossine nell'alimentazione, accumulandosi facilmente nei lipidi lungo la catena alimentare. E l'inquinamento, con i suoi interferenti endocrini, può facilitare l'aumento di peso.

http://www.vunie.com/page/739/

I latticini vengono spesso consigliati per prevenire l'osteoporosi. Ma il miglio modo per evitare questa condizione non è ingozzarsi di calcio di per sé, ma assumere sufficienti quantità di vitamina D e proteine, abbinate ad una sana attività fisica!


http://www.maibinefructe.ro/laptele-nu-este-sanatos/

Aggiornamento 11/10/2016

Una dieta ricca in grassi saturi, tipici di latticini e carne, aumenta l'aggressività del tumore prostatico.

Aggiornamento 3/11/2016
Una nuova metanalisi sui latticini conclude che: il consumo totale non sembra aumentare il rischio generale di tumore, ma consumarne pochi lo riduce. Inoltre si conferma un aumento lineare del rischio di cancro prostatico: all'aumentare del consumo di latticini cresce il rischio e l'aggressività del tumore.
Il latte fa così bene ai bambini che secondo le nuove linee guida ufficiali non dovrebbe essere introdotto prima del primo anno di età.
Aggiornamento 24/12/2016

Come si fa a ridurre del 70% le cadute (e quindi le fratture) in un gruppo di anziani ospedalizzati? Supplementando con vitamina D ed esercizio fisico, anche a bassa intensità.
A parità di calorie, sostituire i grassi del latte (prevalentemente saturi) con carboidrati da cereali integrali e grassi polinsaturi riduce il rischio cardiovascolare, sia di infarto che di ictus. Questi i risultati di uno studio condotto su oltre 200 mila persone.

Aggiornamento 15/1/2017

Lo stretto legame tra latticini, uova e artrite reumatoide.

Aggiornamento 1/2/2017

Alcuni, tra cui purtroppo anche persone laureate, continuano a pensare che il diabete giovanile (e le altre malattie autoimmuni) sia un castigo divino e non sia dovuto a fattori ambientali. Uno dei probabili fattori è il latte vaccino. Allora perché non tutti quelli che lo assumono si ammalano? Perché è necessaria una predisposizione genetica, epigenetica e una particolare flora intestinale. Basta evitare il latte per prevenire la malattia? No, perché è una malattia complessa che è dovuta a molteplici fattori. Tutti dovrebbero evitare il latte? No, in persone sane, senza predisposizioni particolari un consumo moderato può non avere conseguenze negative. Il latte è necessario per crescere forti e sani? No, lo si può essere anche senza questo alimento.
Aggiornamento 13/2/2017

Ottimo articolo referenziato del dott Hyman sulla mancanza di prove dei benefici del latte.

Aggiornamento 17/2/2017

Si continua a dimostrare che i latticini riducono la sopravvivenza in chi ha tumore prostatico. Le cause possono essere sia calcio e fosforo, che riducono la vitamina D disponibile, sia l'aumento di IGF-1, sia i grassi saturi.
Aggiornamento 26/2/2017

Il galattosio, zucchero presente nel latte, aumenta lo stress ossidativo ed è la probabile causa degli effetti negativi del latte sullo stato infiammatorio, con le sue conseguenze (osteoporosi, tumori, malattie cardiovascolari, aumento della mortalità). Questi effetti vengono mitigati da una dieta ricca in frutta e verdura, ricche di antiossidanti, e sono minori se non assenti nei latticini fermentati (che contengono poco galattosio)

Il latte e alcuni formaggi aumentano il rischio di tumore estrogeno sensibile al seno, mentre lo yogurt lo riduce. Nello stesso studio il consumo totale di latticini riduce il rischio.
Aggiornamento 9/3/2017
Cosa si guadagna a togliere i latticini dalla propria dieta
Aggiornamento 11/3/2017

I latticini sono utili nel prevenire l'osteoporosi? Solo se abbinati a vitamina D, di cui non sono una buona fonte

Aggiornamento 13/3/2017

Anche New Scientist conferma: non esistono evidenze scientifiche per bere latte. La protezione dall'osteoporosi si ha con una dieta sana in generale e il movimento. I prodotti fermentati (formaggi e yogurt) invece, hanno potenziali effetti benefici perché non hanno grandi quantità di lattosio
Aggiornamento 23/4/2017

Il 75% delle persone al mondo non possiede la lattasi in età adulta, ossia l'enzima che digerisce lo zucchero del latte.

Authoritynutrition.com ci propone i sostituti per i latticini
Aggiornamento 23/6/2017

Marion Nestle, docente di nutrizione, chiarisce che  "il latte è il cibo ideale, ma per i vitelli". "Non c'è dubbio su questo.
Ma per gli esseri umani, potrebbe non esserlo, e può non essere necessario, e ci sono molte prove che non sia necessario". Insomma non abbiamo bisogno assoluto del latte per vivere. Le alternative sono più che sane. Il principale problema sono le industrie che fanno opposizione, per interessi economici, alla vera informazione.

Aggiornamento 10/7/2017

Arriva finalmente il documento CRA-NUT a firma Ghiselli e soci, finanziato dai produttori di latte (che però ci tengono a precisare che non hanno influito). Ci tengono a precisare che il latte fa bene, 2 porzioni al giorno da 125ml (mezza tazza...) più una di formaggio.
Finalmente hanno capito anche loro che aumenta i tumori alla prostata e che alza l'IGF-1, anche se considerano solo il buono di questo (crescita staturale, ma purtroppo anche dei tumori).

Dimenticano ovviamente di dire che questi sono effetti rivolti alle persone sane e che non esiste nessuna prova sul fatto che persone con malattia abbiano vantaggio dall'assunzione di latticini, ma va bene, errare è umano.
Aggiornamento 11/7/2017

Secondo una revisione degli studi i latticini nell'infanzia aiutano la mineralizzazione dell'osso grazie ai loro nutrienti

Aggiornamento 30/10/2017

il consumo di latte si associa in uno studio al declino cognitivo. Questo è forse dovuto al galattosio, che viene usato anche nei modelli animali per indurre neurodegenerazione.
Aggiornamento 13/11/2017

La dieta priva di latticini ha migliorato in un trial l'acne inversa (idrosadenite suppurativa) nell'83% delle persone, senza alcun effetto collaterale o peggioramento di alcuno

In un altro trial più piccolo (12 persone con IgG positive ai lieviti), escludere frumento e lievito ha portato a enorme miglioramento, e la malattia ritornava in caso di reintroduzione dei cibi anche involontaria.

Aggiornamento 7/2/2018

Una review sulle proprietà di flavonoidi e latticini (importanti costituenti della dieta DASH) da parte di Dariush Mozaffarian, noto epidemiologo. I flavonoidi sono i componenti polifenolici tipici di molti vegetali come il tè verde, il cacao, i frutti di bosco ecc. Agiscono riducendo l'infiammazione, influenzando la composizione del microbiota e l'espressione genica.

I latticini hanno proprietà migliori quando sono fermentati (yogurt e formaggi), perché forniscono probiotici e vitamina k che sono legati a salute migliore, e la loro qualità dipende anche dall'alimentazione dell'animale.
Aggiornamento 11/5/2018

Ad esclusione del latte, i latticini sono associati ad una riduzione del rischio di tumore al seno in una metanalisi
Aggiornamento 28/5/2018

Gli studi continuano a confermare un legame tra progressione del tumore alla prostata e calcio, in particolare quello dei latticini e degli integratori (quello di origine vegetale non ha questo effetto).
La vitamina D ha invece un effetto antinfiammatorio protettivo, e aiuta l'utilizzo "corretto" del calcio, che senza la vitamina D ha un effetto di stimolo della proliferazione. Si raccomanda quindi di rispettare le indicazioni generali per entrambi i nutrienti
Aggiornamento 4/6/2018

Una revisione dei dati fa il punto sul legame tra dietoterapia come cura complementare a quelle classiche nei tumori. Il link tra obesità, tumori e alimentazione è dato da infiammazione (soprattutto del tessuto adiposo), alterazione dei metabolismi cellulari, aumento dei fattori di crescita, induzione dell'angiogenesi (nascita di nuovi vasi sanguigni che nutrono le cellule tumorali), alterazione dei ritmi sonno-veglia e del microbiota. Per quanto riguarda l'efficacia della dieta, "sono in corso di valutazione studi preclinici e clinici su presunti interventi dietetici antitumorali, tra cui restrizione calorica (CR), digiuno intermittente, dieta low fat e dieta chetogenica, alcuni dei quali si mostrano promettenti nel ridurre il rischio di cancro. Gli studi clinici in corso stanno anche valutando l'utilizzo di questi interventi dietetici come terapia adiuvante. Le prove limitate di questi studi suggeriscono che la CR, il digiuno intermittente e la dieta chetogenica possono migliorare la risposta e/o ridurre gli effetti collaterali della terapia. Gli studi futuri dovranno concentrarsi sulla sicurezza e sui benefici aggiuntivi oltre a quelli delle attuali terapie e considerare il potenziale degli interventi dietetici per sensibilizzare i pazienti e migliorare la risposta terapeutica a chemioterapia o radioterapia a dosi più basse".
Aggiornamento 13/10/2018

Secondo un noto scrittore di libri "IGF-1 che troviamo nel latte viene digerito e non passa nel sangue". Quindi la natura lo ha messo nel latte così, giusto per sprecare un po' di aminoacidi. In realtà la presenza di caseine lo rende particolarmente resistente agli enzimi digestivi ed esso passa nel sangue, anche se in concentrazioni che probabilmente non interferiscono con quelle fisiologiche, e il suo ruolo nello sviluppo delle cellule del sistema gastroenterico è dimostrato. Il latte comunque aumenta IGF-1 plasmatico con altri meccanismi (ricchezza di BCAA). Il suo legame con i tumori è suggerito solo per quello prostatico

Aggiornamento 8/12/2018

In caso di allergia, immediata (Ig-E) o ritardata  (non Ig-E) alle proteine del latte nel bambino, anche la mamma che allatta deve escludere il latte, perché alcune proteine non digerite passano direttamente al latte materno. Si raccomanda integrazione con vitamina D e calcio, possibilmente seguiti da una persona esperta.
I sintomi/segni possono essere cutanei (eczema, prurito, eritema), respiratori (rinite) o gastrointestinali (reflusso, diarrea, rifiuto del cibo, disconfort intestinale, rossore perianale).
In caso di non presenza di allergie la varietà della dieta della mamma è importante per prevenirle.
Aggiornamento 16/12/2018
Uno dei problemi del latte possono essere i microRNA, in particolare miRNA-148a, presente nel latte bovino. Questa molecola serve per portare dei messaggi, che sono idonei nei vitelli ma non necessariamente per gli umani.
I miRNA del latte sono trasportati da esosomi e dai globuli di grasso del latte
Gli esosomi resistono all'ambiente intestinale, sono assorbiti dalle cellule intestinali attraverso l'endocitosi e raggiungono la circolazione sistemica di chi beve il latte. Il miRNA più abbondante trovato negli esosomi e nei globuli grassi del latte umano e bovino, miRNA-148a, attenua l'espressione della metiltransferasi 1 del DNA, che è criticamente coinvolta nella regolazione epigenetica, determinando la sovraregolazione dei geni dello sviluppo come FTO, INS e IGF1.
Un altro importante miRNA di latte, miRNA-125b, bersaglia il p53, il guardiano del genoma e la sua rete trascrizionale diversificata. La carenza di miRNA esosomiali nel latte artificiale e il persistente assorbimento dei miRNA del latte dopo il periodo di allattamento attraverso il consumo di latte vaccino sono due aberrazioni epigenetiche che possono indurre effetti avversi a lungo termine sulla salute umana.
Invece l'allattamento al seno tramite trasferimento fisiologico di miRNA fornisce i segnali appropriati per un'adeguata programmazione epigenetica del neonato ed è limitato al periodo di allattamento.
Il continuo consumo di latte vaccino porta a una persistente sovraregolazione epigenetica di geni criticamente coinvolti nello sviluppo di malattie della civiltà moderna come il diabete, la neurodegenerazione e il cancro.

Il latte attualmente selezionato possiede quantità ancora maggiori di questa molecola, che tuttavia sono ridotti da fermentazione e trattamenti UHT.


Aggiornamento 30/1/2019
Secondo un articolo dell'Harvard University solo dosi massicce (1 litro al giorno) di latte aumentano il rischio cardiovascolare.

Aggiornamento 7/3/2019
Perché consiglio sempre di usare lo yogurt al posto del latte? Fermo restando che  probabilmente un bicchiere di latte non vi ammazza (né vi salva la vita), la fermentazione batterica riduce la quantità del microRNA chiamato miRNA-148a.
Questo è una sequenza di acidi nucleici che la natura ha messo nel latte per stimolare l'anabolismo (crescita dei tessuti) tipicamente necessario ai lattanti. Ma "l'esposizione continua degli esseri umani a esosomi del latte pastorizzato può conferire un rischio sostanziale per lo sviluppo di malattie croniche tipiche della civiltà occidentale tra cui obesità (adipogenesi, blocco dei recettori CCK per la sazietà), diabete mellito di tipo 2 (alterazione delle β-cellule), osteoporosi (soppressione di MAFB e stimolazione degli osteoclasti), tumori comuni (prostata, mammella, fegato, linfomi), malattie cardiovascolari (sopprime il trasporto inverso del colesterolo) e morbo di Parkinson.

Con lo yogurt (e i formaggi) possiamo invece "sfruttare" i nutrienti dei latticini (calcio, proteine) con meno rischi.

Aggiornamento 20/3/2019
Segnalo un articolo di una collega che cita un lavoro in cui, con quantità di latte molto alte e lontane dal nostro consumo (1 litro, ma fatto per soli 4 giorni), aumentano estrogeni e loro metaboliti, e quindi potenzialmente legato a tumori estrogeno sensibili (mammella e ovaio).

Aggiornamento 28/6/2019
Un patogeno riscontrabile in latte e carne bovina può essere legato al rischio di cancro. Non si tratta di virus o batteri ma di un "plasmidoma", un elemento di DNA a singolo filamento legato a strutture proteiche, capaci di indurre infiammazione. Gli stessi ricercatori parlano di dati preliminari da cui è impossibile trarre conclusioni, e l'hanno chiamato BMMF (Bovine Milk and Meat Factors).
Il rischio non può essere quantificato, per cui i ricercatori dicono di non variare le attuali linee guida sulle porzioni di carne e latticini. Si raccomanda però di non dare latte vaccino troppo presto (anche le linee guida lo sconsigliano prima dell'anno di età).
"Dopo l'infezione, si pensa che i patogeni inducano una reazione cronica-infiammatoria in alcuni tessuti (colon, seno) che possono favorire lo sviluppo del cancro nel tessuto circostante (in particolare il cancro del colon, possibilmente anche il cancro alla mammella e alla prostata). L'epidemia della malattia non dovrebbe verificarsi prima di alcuni decenni dopo l'infezione vera e propria. Si pensa che il BMMF abbia un effetto cancerogeno indiretto, il che significa che non sono coinvolti direttamente nei processi molecolari promuoventi il ​​cancro delle cellule, ma creano un  "ambiente cancerogeno" attraverso l'infiammazione cronica. Per la ragione dichiarata, la DKFZ conclude che non esiste una causalità diretta tra un'infezione con BMMF e cancro del colon, per esempio, ma che il BMMF condivide una parte del rischio di cancro al colon che non può essere quantificato esattamente".


Aggiornamento 3/9/2019
Nuove prove sul legame tra cancro al seno e virus della leucemia bovina: secondo il dr. Greger fino al 37% potrebbe essere dovuto a questo virus trasmesso grazie al latte.

Aggiornamento 19/10/2019
L'inulina, la fibra tipica del carciofo, aumenta l'assorbimento di calcio e la mineralizzazione ossea negli adolescenti
Aggiornamento 22/10/2019
Mycobacterium avium ss. paratuberculosis (MAP) è l'agente patogeno che causa la paratubercolosi bovina, ma nell'uomo si manifesta come morbo di Crohn, malattia intestinale (IBD). Il latte, anche quello formulato per bambini e anche se pastorizzato, può portare questo batterio, e suscitare autoimmunità, aumentando il rischio di diabete di tipo 1, tiroidite di Hashimoto e altre malattie.
"Prove sufficienti indicano che fino all'eliminazione di MAP dalla catena alimentare, si può continuare a dire che le mucche hanno la malattia di Crohn e ci stanno dando diabete, sclerosi multipla, sarcoidosi, sindrome di Blau, tiroidite di Hashimoto, lupus, morbo di Parkinson e artrite reumatoide".
Aggiornamento 27/10/2019

Evitare il latte in formula nei primi 3 giorni di vita del bambino riduce il rischio di allergia al latte negli anni successivi. "Questa prevenzione è facilmente e immediatamente applicabile alla pratica clinica in tutto il mondo senza problemi di costi e tempi della terapia".
Aggiornamento 9/11/2019
I latticini sono associati al rischio di cancro prostatico secondo una revisione narrativa
Aggiornamento 17/11/2019
Uno dei miti a cui molti credono, compresi molti professionisti, è che siamo in grado di digerire qualsiasi cosa. Questo avviene solo in persone sane e con un microbiota in ordine. Un bravo professionista sa però che in caso di problemi sistemici si deve partire dall'intestino per risolvere infiammazione e disbiosi. Lo spiega bene nel suo ultimo lavoro il prof Riccio, che mette in relazione cibo non digerito, carenza di nutrienti immunomodulanti e malattie neuroinfiammatorie come sclerosi multipla, SLA, Parkinson, Alzheimer e autismo. Parti di cibo indigerito (soprattutto glutine e latticini), additivi, grassi saturi e trans, alcol, genericamente il cibo industriale sono tutti in grado di indurre una risposta infiammatoria e in persone predisposte sostenere la malattia.
Aggiornamento 27/11/2019
Il latte vaccino rimane uno dei possibili fattori di rischio del diabete di tipo 1 (giovanile)
Aggiornamento 1/12/2019

(Per quello che possono servire studi di questo tipo...) 2 porzioni al giorno di latticini sono associati con la minima mortalità, ma 3 aumentano la mortalità, soprattutto per tumore. 🧐🧐 "Le analisi delle sostituzioni hanno suggerito che la sostituzione di prodotti lattiero-caseari con frutta secca o legumi e cereali integrali potrebbe ridurre il rischio di mortalità, ma la sostituzione di prodotti lattiero-caseari totali con carne rossa e trasformata potrebbe aumentare il rischio di mortalità". 🤔🤔
Aggiornamento 2/12/2019
I grassi saturi aumentano il rischio di tumore alla prostata e la sua aggressività stimolando una proteina, MYC, che ha un ruolo nell'iniziazione e nella progressione del tumore. Ridurre questi grassi, soprattutto nelle fasi iniziali del tumore, potrebbe aumentare la sopravvivenza
Aggiornamento 30/12/2019
I bambini che bevono latte intero hanno il 39% in meno di rischio di essere sovrappeso rispetto a quelli che bevono latte scremato o parzialmente scremato. Sembrerebbe una vittoria di chi è contro i cibi light e a favore dei grassi saturi, ma è comunque una metanalisi di studi osservazionali quindi non può stabilire un legame di causa-effetto
Aggiornamento 10/1/2020
Il latte di bovini alimentati al pascolo (grassfed) ha aumentate concentrazioni di nutrienti benefici tra cui acido vaccenico, CLA, ß-carotene e acido α-linolenico, e un migliore rapporto tra omega 3 e omega 6.
Aggiornamento 15/1/2020

Il latte scremato appare associato a una maggiore lunghezza dei telomeri e quindi ad una maggiore longevità: questo appare da una ricerca. Il carattere osservazionale non permette di trarre conclusioni sul rapporto di causa effetto. Comunque la presenza di acido palmitico (principale grasso saturo del latte) può giocare un ruolo, essendo stressante per il reticolo endoplasmatico e i mitocondri. Oltre ad una forte attivazione del complesso mTOR
Aggiornamento 25/1/2020
Sta facendo molto rumore la notizia secondo cui sono stati trovati residui di farmaci (antibiotici, cortisonici ecc) nel latte italiano. Un po' di chiarezza dallo studio originale. I residui sono stati trovati nel 49% dei latti analizzati, mentre le micotossine erano assenti (m individuate in altri studi). I farmaci appaiono in quantità al di sotto del quantitativo stabilito per legge (MRL), tranne in un campione per un farmaco. I ricercatori chiariscono però che non si sa nulla su un eventuale effetto additivo/sinergico e che categorie a rischio, come i bambini, che non hanno sviluppato ancora il sistema di detossificazione, possono risentirne, consigliando "un monitoraggio costante nelle aziende lattiero-casearie per garantire la sicurezza alimentare per i consumatori". E sicuramente ne deriva che il latte italiano non è per forza meglio di quello straniero in quanto a farmaci somministrati o qualità dei mangimi, nonostante in molte pubblicità si veda qualche mucca al pascolo non è certo quello il metodo di produzione.
Aggiornamento 14/2/2020
Il latte è da sempre un alimento controverso, avversato da alcuni ma molto protetto dall'industria alimentare. Due docenti della Harvard University, Walter Willett e David Ludwig, M.D., PhD, hanno revisionato la letteratura scientifica nel merito, con queste conclusioni: "L'assunzione ottimale di latte per una persona dipende dalla qualità generale della dieta. Se la qualità della dieta è bassa, specialmente per i bambini in ambienti a basso reddito, i latticini possono migliorare la nutrizione, mentre se la qualità della dieta è elevata, è improbabile che un aumento dell'assunzione fornisca benefici sostanziali ma sono possibili danni. Quando il consumo di latte è basso, i due nutrienti di primaria importanza, calcio e vitamina D (che è particolarmente preoccupante per le latitudini più elevate), possono essere ottenuti da altri alimenti o integratori senza le potenziali conseguenze negative dei latticini. Per il calcio, fonti alimentari alternative includono cavoli, broccoli, tofu, noci, fagioli e succo d'arancia fortificato. Per la vitamina D, gli integratori possono fornire un'adeguata assunzione a costi molto inferiori rispetto al latte fortificato. In attesa di ulteriori ricerche, le linee guida per il latte e gli alimenti a base di latte equivalenti dovrebbero designare idealmente un'assunzione accettabile (come da 0 a 2 porzioni al giorno per gli adulti), non indicare il latte a basso contenuto di grassi come preferibile al latte intero e scoraggiare il consumo di latticini zuccherati nelle popolazioni con alti tassi di sovrappeso e obesità".
Nei bambini "Il latte favorisce la velocità di crescita e il raggiungimento di una maggiore altezza, conferendo sia rischi che benefici. L'elevata densità nutritiva del latte può essere particolarmente utile nelle regioni in cui la qualità della dieta generale e l'assunzione di energia sono compromesse. Tuttavia, in popolazioni con un'alimentazione generalmente adeguata, l'elevato consumo di latte può aumentare il rischio
di fratture più avanti nella vita e l'associazione della maggiore altezza con il rischio di cancro rimane una preoccupazione". Per quanto riguarda l'osteoporosi "i dati esistenti non supportano elevate assunzioni di latte durante l'adolescenza per la prevenzione delle fratture più avanti nella vita e suggeriscono che tali assunzioni possono contribuire all'aumento dell'incidenza di fratture nei paesi con massimo consumo di latte. Negativo il giudizio sugli effetti ambientali (emissione di gas serra, impronta idrica e antibioticoresistenza), quello biologico può essere più nutriente. Gli effetti su diabete, aumento di peso, tumori, rischio cardiovascolare e mortalità in generale sono controversi, ma non attualmente preoccupanti.
Aggiornamento 15/2/2020
Il latte può esacerbare l'asma in adulti predisposti
Aggiornamento 27/2/2020
In uno studio americano su circa 50 mila donne, il latte e in maniera minore i latticini aumentano il rischio di tumore al seno, già a dosi basse. "Il consumo compreso tra appena 1/4 e 1/3 di tazza di latte al giorno è stato associato ad un aumentato rischio di cancro al seno del 30%", ha detto Fraser, uno dei ricercatori. "Bevendo fino a una tazza al giorno, il rischio associato è salito al 50% e, per coloro che ne bevono da due a tre tazze al giorno, il rischio è aumentato ulteriormente dal 70% all'80%". Il tipo di latte (scremato o intero) non ha influenzato i risultati, mentre "non si notavano importanti associazioni con formaggio e yogurt". Il risultato può essere dovuto alla maggiore quantità di IGF1 presente nel latte americano. "Gli ormoni sessuali bovini e i livelli sierici endogeni di IGF-1 sono due possibili agenti di mediazione in un legame tra carcinoma mammario e latte bovino. Circa il 75% delle vacche che forniscono latte nella moderna produzione casearia sono in gravidanza e, per definizione, stanno allattando. Quindi rilevanti quantità di estrogeni (ng/L) e progesterone (mg/L) si trovano nel latte di vacca. Le concentrazioni di progesterone sono fortemente correlate positivamente al contenuto di grassi del latte e allo stadio della gestazione. [...] I livelli di estrogeni e progesterone nel latte sembrano essere piccoli rispetto alla produzione endogena femminile e sono stati dichiarati biologicamente irrilevanti. Tuttavia: il latte magro e il latte intero favoriscono la crescita del tumore mammario nei ratti, [...] il consumo di latte aumenta l'escrezione urinaria e i livelli sierici di estradiolo. Alcuni di questi effetti potrebbero derivare dalla conversione endogena di estrone da latte (o altre varianti coniugate) e progesterone in estradiolo. Livelli ormonali sostanzialmente più bassi sono riportati nel formaggio e nello yogurt (per grammo di alimento). [...] Il latte contiene IGF-1 bovino che viene assorbito e non viene distrutto dalla pastorizzazione. Inoltre l'assunzione di latte è stata anche associata a livelli più elevati di IGF-1 endogeno, un ormone proliferativo che è un probabile fattore causale nel carcinoma mammario". La soia non ha effetto chiaro secondo lo studio. I ricercatori concludono suggerendo di tenere conto di questi dati nelle linee guida, che consigliano 3 porzioni di latte al giorno. Si tratta di uno studio osservazionale, che quindi non stabilisce relazione causa-effetto, ma con delle basi biologiche che possono giustificare la relazione.
Aggiornamento 1/3/2020
Le reazioni all'articolo critico sul latte di Ludwig e Willet: I produttori ovviamente non sono contenti. Il calcio non appare un problema, sono le industrie che ci hanno inculcato che solo col latte si assume calcio, ma meno se ne introduce più aumenta il suo assorbimento.
Aggiornamento 19/5/2020

L'idea che i latticini prevengano l'osteoporosi rimane sempre non dimostrata (attenzione: così come il fatto che la causino). Se volete veramente proteggere le ossa andate in palestra!
Aggiornamento 13/6/2020

Qualche anno fa alcuni gestori di uno zoo osservarono che i gorilla vomitavano spesso. Dunque ebbero un'idea: provare a togliere il latte vaccino e dare una dieta simile a quella che assumono in natura. I primati stavano così meglio. Sorpresa sorpresa: funziona anche nei bambini con reflusso. Le proteine del latte infatti possono attivare una risposta infiammatoria che stimola i nervi e crea contrazioni nella muscolatura gastrointestinale. Questo può succedere anche nei bambini allattati al seno da mamme che assumono latticini, perché proteine non digerite possono passare nel latte materno (anche se molti lo ignorano). La pratica di escludere i latticini nella mamma che allatta è prevista pure da linee guida ESPGHAN. Attenzione ovviamente a coprire il fabbisogno di calcio
Aggiornamento 14/6/2020
Il probiotico LGG, uno dei più studiati al mondo, insieme ad una dieta materna senza latticini, riduce in maniera significativa le coliche del lattante e la calprotectina (marker di infiammazione intestinale). Il tempo di durata del pianto si è più che dimezzato
Aggiornamento 20/6/2020
La proliferazione di una cellula tumorale è sostenuta da una serie di metaboliti e vie metaboliche corrispondenti. La PLA2 metabolizza l'acido arachidonico (AA, omega 6) e interagisce con mTOR e insulina. Una dieta con basso apporto di AA, presente soprattutto in carne e latticini, possibilmente chetogenica (per ridurre l'insulina) aumenta la sensibilità agli inibitori PLA2, aprendo alla possibilità di un nuovo link tra alimentazione e guarigione tumorale
Aggiornamento 27/7/2020

Quando un lattante soffre di coliche, è possibile provare a togliere le proteine del latte bovino alla mamma che allatta (facendo attenzione a non creare carenze). Infatti alcune delle proteine arrivano intatte al latte materno, e creano una reazione, anche se molti sono ancora convinti che la digestione elimini tutto.