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sabato 20 aprile 2013

Gli integratori per dimagrire

Basta girare un po' i canali regionali, riviste, settimanali nonché ovviamente internet per vedere quanti integratori, tisane, intrugli ecc esistano per coadiuvare la perdita di peso.
Funzionano? Probabilmente la maggior parte sì, possono aiutare, e ci sono pure basi scientifiche a dimostrarlo.



Ne cito alcuni: CLA, tè verde, carnitina, acido alfa-lipoico, sinefrina, acido idrossicitrico (Garcinia cambogia), chitosano, piruvato, Irvingia gabonensis, semi di chia (Salvia hispanica), caffeina, cromo, capsaicina, forskolina, kelp, fucoxantina, aminoacidi essenziali, fibre, alghe kelp.
Il problema è uno solo: come anche dopo la dieta e l'attività fisica, spesso si arriva ad uno stato stazionario del peso. Si parla in gergo di assuefazione, cioè una dose di una sostanza è efficace per raggiungere un nuovo equilibrio (ad esempio un peso X) al quale ci si ferma. Quando poi si smette di assumere quella sostanza (che difficilmente si può assumere tutta la vita, per ragioni economiche o semplicemente di praticità) spesso si torna ad un peso superiore al precedente. E se lo si ricomincia a prendere l'efficacia non è la stessa. La disfunzione con effetto rebound è evidente ad esempio a livello tiroideo.

Il meccanismo biologico è lo stesso per il quale, ad esempio, per un eroinomane una dose X di eroina non ha più effetto, ma dopo poco tempo ha bisogno di una quantità maggiore di sostanza per raggiungere lo stesso effetto.

Questo capita perché i recettori di membrana (o intracellulari, a seconda della sostanza) si sono ridotti di numero e così la sensibilità alla sostanza, e spesso succede pure coi farmaci. Chiedete a chi, soprattutto negli anni '80, ha preso anfetamine per dimagrire.
Inoltre gli effetti a lungo termine, ad esempio per la sinefrina, sono sempre un incognita.
L'effetto "rebound" è anche evidente col CLA, che stimola prima il miglioramento della composizione corporea ma subito dopo la maturazione degli adipociti e quindi ne aumenta il numero.

http://savasplace.com/2010/01/not-that-kind-of-pregnancy-tips-book/
In generale la mettiamo così: queste sostanze non sono una bacchetta magica per la perdita di peso, possono coadiuvare un programma dimagrante, ma l'effetto a lungo termine può comunque essere deludente.

Update 7/10/2016

Discrete evidenze su alcuni integratori di origine vegetale e fungina, dimagranti e ipoglicemizzanti.

Update 3/11/2016

Il cromo degli integratori può essere convertito nella sua forma cancerogena dagli adipociti.

Update 23/11/2016

Un'ottima rassegna sugli integratori per dimagrire: alcuni (la maggior parte) sono non funzionanti e anche potenzialmente dannosi sul lungo termine. Il migliore appare essere il tè verde, insieme al glucomannano, ma questi non esulano da una corretta alimentazione e una buona attività fisica.

Update 27/3/2017

Alcune info su diete e integratori non funzionanti

Update 21/6/2017

La fibra inulina si è dimostrata efficace nel migliorare il microbiota di bambini obesi e aiutarli a dimagrire, soprattutto a livello addominale

Update 21/7/2017

Un mix di ginger, tè verde e capsaicina (peperoncino) si è dimostrato utile nel dimagrimento, confrontato con un placebo.

Update 18/8/2017

Da una revisione sistematica emerge che il tè verde è efficace nel migliorare la composizione corporea e aumentare la spesa energetica

Update 2/10/2017

Gli omega 3 hanno un discreto effetto di aumento del metabolismo

Alcuni supplementi bruciagrassi, ma non sempre efficaci e a volte con effetti collaterali.


Aggiornamento 29/11/2017

La cannella aumenta la termogenesi nel modello animale

Aggiornamento 15/12/2017
Le conclusioni di una revisione degli studi sul resveratrolo:
Dopo aver analizzato i risultati riportati che sono stati ottenuti con sovralimentazione, alimentazione normale e condizioni di alimentazione a restrizione energetica, si può affermare che il resveratrolo è utile per ridurre l'accumulo di grasso corporeo e quindi per prevenire l'obesità. Tuttavia, per ragioni etiche, questi risultati sono stati ottenuti negli animali. Al contrario, non vi è alcuna prova della sua utilità nel ridurre il grasso corporeo precedentemente accumulato. Di conseguenza, non esiste ancora un supporto scientifico per proporre il resveratrolo come nuovo strumento di trattamento anti-obesità. Tuttavia, è importante sottolineare che il resveratrolo può indurre effetti favorevoli su diverse comorbidità dell'obesità, quali l'insulino-resistenza e il fegato grasso, senza cambiamenti nell'adiposità.

Aggiornamento 5/1/2018
Una review sulla forskolina conclude che l'evidenza che possa aiutare a dimagrire è scarsa.

Aggiornamento 9/1/2018

Il solito, ottimo e completo articolo su probiotici e dimagrimento da parte di Selfhacked.com
Aggiornamento 13/2/2018
Un riassunto delle caratteristiche e dell'efficacia degli integratori dimagranti

Aggiornamento 25/5/2018

La destrina è una fibra non digeribile che può aumentare la sazietà e aiutare a dimagrire

Update 3/8/2018

La betaina aumenta la capacità di lavoro e può aiutare a perdere grasso, accoppiata a dieta ed esercizio coi pesi
Aggiornamento 13/8/2018

Le catechine del tè verde (550mg circa al giorno, corrispondenti a 5 tazze) sono efficaci nel ridurre il grasso viscerale e i parametri della sindrome metabolica

Aggiornamento 14/8/2018

Negli USA molti integratori, in particolare per le prestazioni sessuali e la perdita di peso, sono adulterati con sostanze pericolose non regolamentate

Aggiornamento 3/1/2018

Tra i supplementi dimagranti, il cromo picolinato appare funzionare preservando la massa magra

Aggiornamento 7/3/2019

Per avere un effetto dimagrante la curcumina deve essere assunta in dosi superiori al grammo per 2 mesi almeno, e non sembra avere effetto sulla circonferenza addominale
Aggiornamento 17/3/2019

Nei topi il tè verde riduce la permeabilità intestinale, l'infiammazione e il peso

Aggiornamento 7/8/2019

Tra gli alimenti/nutrienti che stimolano il grasso bruno, quello "bruciagrassi", mediante stimolo del sistema nervoso simpatico, della mitogenesi (biogenesi mitocondriale) o dell'effetto (epi)genetico, solo i capsinoidi (peperoncino) hanno studi sull'uomo, e la loro sicurezza a lungo termine non è stata comunque verificata.
Alcuni polifenoli (berberina, resveratrolo, curcumina) agiscono a livelli difficilmente raggiungibili nei trial sull'uomo così come la vitamina A.
Il tè verde ha effetto termogenico, l'EPA (omega 3) stimola la trasformazione degli adipociti bianchi in bruni.
Aggiornamento 16/8/2019
La curcumina non riduce il peso né la circonferenza in persone con steatosi epatica, però aumenta l'adiponectina, ormone bruciagrasso e benefico

Aggiornamento 27/8/2019

Una revisione dei composti naturali per il dimagrimento

Aggiornamento 3/9/2018

Vari tipi di tè nei modelli animali aiutano a dimagrire interagendo col microbiota e i sali biliari. Il migliore appare essere il tè oolong

Aggiornamento 28/11/2019
(Con immensa sorpresa visto che è sempre risultata inefficace) La carnitina migliora il peso, la circonferenza addominale, riduce il grasso ma non la percentuale di grasso sul peso totale.
Questo succede facilitando l'ingresso dei grassi nei mitocondri, migliorando l'utilizzo del glucosio nel cervello, riducendo l'appetito e migliorando il rilascio di grassi dagli adipociti, riducendo l'adipogenesi.
Alcuni dubbi rimangono per l'eventuale trasformazione in TMAO, metabolita infiammatorio

Aggiornamento 12/12/2019
La curcumina può aiutare a ridurre la circonferenza addominale (WC) e il grasso viscerale in persone con steatosi epatica (NAFLD). "Sono stati proposti diversi meccanismi per gli effetti delle diete antiinfiammatorie e dei loro ingredienti come la curcumina sull'obesità e sulla WC, inclusa l'inibizione della lipogenesi e dell'infiammazione (riduzione delle citochine proinfiammatorie), la soppressione dell'angiogenesi, nel tessuto adiposo: downregolazione della differenziazione dei preadipociti, aumento della lipolisi, maggiore differenziazione in tessuto adiposo bruno, aumento del metabolismo energetico degli adipociti e dell'apoptosi; aumento dei livelli sierici di nesfatina, che aumentano la sazietà, ed effetti simil-probiotici". Viene inoltre inibito l'enzima che produce il cortisolo, che aumenta l'adiposità viscerale.

Aggiornamento 17/12/2019
Nel modello animale il resveratrolo mostra proprietà antiobesità, aumentando il dispendio energetico (tramite conversione del grasso bianco in grasso bruno) e modulando il microbiota, aumentando le specie amiche. Tuttavia le evidenze nell'uomo rimangono poche.
Aggiornamento 23/1/2020
Lo zenzero migliora peso, circonferenza addominale, glicemia, resistenza insulinica e colesterolo HDL, senza però effetti su trigliceridi, insulina e LDL

Aggiornamento 20/2/2020
L'estratto di caffè verde può portare a un modesto calo di peso, specie nelle persone con BMI > 25. Servono almeno 4 settimane di trattamento.
I meccanismi proposti sono il rallentamento dell'assorbimento di glucosio nell'intestino, l'attivazione dell'AMPK (che riduce la glicemia), la riduzione della produzione di glucosio nel fegato, grazie al suo componente attivo acido clorogenico. Sono inoltre presenti proprietà antiossidanti.

Aggiornamento 27/2/2020
Tè verde, capsaicina e zenzero portano a una perdita di peso di un kg circa in più rispetto al placebo in 8 settimane, con miglioramento dello stress ossidativo e della sensibilità insulinica.

L'acido linoleico coniugato (CLA) non si è rivelato utile nel lungo periodo per la perdita di peso

Una revisione su efficacia e sicurezza dei supplementi per dimagrire

Aggiornamento 22/3/2020
Un probiotico misto (Lactobacillus acidophilusBifidobacterium bifidum, Bifidobacterium animalis subsp. lactis e Lactobacillus plantarum), somministrato per 6 mesi, ha portato alla riduzione del peso, delle circonferenze e del colesterolo LDL, nonché un miglioramento delle infezioni respiratorie in persone sovrappeso e obese. I miglioramenti sono stati più evidenti in chi aveva peso e colesterolo maggiori. Alle persone è stato chiesto di non cambiare le proprie abitudini nei 6 mesi.
Aggiornamento 4/4/2020
Se diamo l'inulina, una fibra prebiotica, ad alcune persone sovrappeso e con problemi metabolici, alcuni dimagriscono e altri no. La presenza di alcuni batteri nell'intestino fa la differenza
Aggiornamento 14/5/2020

Le fibre viscose, nel contesto di una dieta ipocalorica, possono aiutare a dimagrire e ridurre l'appetito

La berberina appare efficace nel migliorare peso, BMI e circonferenza addominale in persone obese
Aggiornamento 21/5/2020
La cannella, alla dose di 2g per 3 mesi, riduce peso, massa grassa e circonferenza addominale, soprattutto nelle persone con BMI sopra i 30kg/m^2 e sotto i 50 anni. Migliora inoltre i parametri legati alla sindrome metabolica (glicemia, colesterolo, emoglobina glicata, trigliceridi), migliora la sensibilità insulinica, rallenta l'assorbimento intestinale di glucosio, modula il metabolismo glucidico, riducendo la gluconeogenesi e aumentando il glicogeno epatico. Inoltre si riduce l'assorbimento del chilomicroni (grassi) portando così alla riduzione della sintesi e della conservazione del grasso e al miglioramento delle misure antropometriche. Aumenta la tristetraprolina, una proteina con effetto antinfiammatorio. La revisione si conclude suggerendo il suo uso come integratore dimagrante nella gestione dell'obesità
Aggiornamento 11/6/2020
Il tè verde può essere usato come misura complementare per il dimagrimento, anche se non lo andate a raccogliere coi cinesi nelle montagne
Aggiornamento 18/6/2020
La carnitina può aiutare a far perdere peso nelle persone sovrappeso
La Garcinia cambogia aiuta a ridurre peso e circonferenza addominale, ma può dare problemi di tossicità epatica
Aggiornamento 25/6/2020
La berberina riduce in maniera modesta ma significativa peso e circonferenza addominale, oltre alla PCR (indicatore di infiammazione), senza alterare gli enzimi epatici
Aggiornamento 23/7/2020
Il consumo di tè ha un buon effetto sulle componenti della sindrome metabolica, ma i diversi tipi agiscono in diversi modi. Il consumo di tè nero ha effetti benefici sulla pressione, mentre il tè verde potrebbe aumentare il livello di insulina, ridurre il colesterolo LDL e la pressione. "Questi effetti sembrano maggiori quando il BMI è superiore a 28"

Aggiornamento 15/8/2020

L'acido alfalipoico (nella forma naturale R) assunto per 6 mesi ha aiutato a dimagrire in media 1,7 kg in un gruppo di persone sovrappeso, probabilmente riducendo la sintesi dei trigliceridi nel fegato. La perdita di peso e il miglioramento della bioenergetica cellulare sono più marcati in chi è più sovrappeso e nelle donne. Si sono osservati anche migliori effetti antiossidanti, riduzione dell'infiammazione e della perossidazione lipidica. Alcune persone hanno avuto reflusso come effetto collaterale.

Aggiornamento 20/8/2020

Il glucomannano si conferma poter aiutare nel dimagrimento. In media le persone hanno perso un kg in più, e l'effetto è maggiore nelle donne

Aggiornamento 20/9/2020

Il probiotico Bifidobacterium breve (BR03 e B632) può aiutare bambini e adolescenti obesi a dimagrire. Chi ha assunto il probiotico ha perso 3,5 cm in più di circonferenza, rispetto alla sola dieta. Anche il peso aggiustato per l'età, la resistenza insulinica, la pressione e la presenza di batteri patogeni sono migliorate.

lunedì 15 aprile 2013

Niente conservanti?

Sulle bottiglie di Coca Cola, Sprite ecc scrivono orgogliosamente: senza conservanti. Certo, l'acqua insieme allo zucchero si conservano benissimo, e nessun animale sarebbe così stolto da andare a deporre le sue uova o cibarsi di una sostanza completamente priva di nutrienti ma ricca di calorie. 
Ah no, scusate, dimenticavo. Uno c'è: l'uomo.
L'aumentata durata dei cibi è necessaria ai nostri tempi per motivi commerciali, ma questa avviene a scapito della ricchezza in nutrienti; gli alimenti vengono infatti raffinati e diventano così meno attraenti per insetti, ratti ecc.
Guardate qui quanto dura un hamburger di MacDonald (in realtà il Fatto Alimentare ha smentito la notizia). O il gelato che non si squaglia.
Purtroppo la raffinazione è pure causa dell'alta palatabilità dei cibi moderni, resi così molto più capaci di stimolare l'appetito e meno sazianti.
Qui alcuni motivi per evitare le bibite gassate mentre qui si trovano tante cose da fare con la Coca Cola (tranne berla, si intende): non prendetele tutte alla lettera ma non sono male!

http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10152157410903912&set=a.101777153911.91013.101748583911&type=1&theater



Il Fatto Alimentare propone un decalogo di motivi per il quale evitare questo pericoloso liquido.
Ma quello che ritengo possa essere più interessante (e motivante) è un video in cui una famiglia di orsi (parodia dei veri spot Coca Cola) assume quotidianamente la bevanda. Dopo un po' la famiglia non sarà più felice, come di solito nei veri spot, ma in lotta con le malattie (problemi ai denti, obesità, diabete)





Aggiornamento 8/6/2015

La prossima volta che sentite la pubblicità della Sprite che dice "ascolta la tua sete", rispondete alla sete che le bibite zuccherate esacerbano la deidratazione.

Aggiornamento 12/10/2016

L'"esperto" Giampietro continua con l'argomento "lo zucchero è innocente", come se non fosse già stato smentito abbastanza.
6 ragioni per evitare il fruttosio industriale.


Aggiornamento 27/1/2017

Pare che il vice presidente di McDonalds, sotto giuramento ad una audizione sulla salubrità del loro cibo, disse che la Coca Cola è nutriente perché contiene acqua

Aggiornamento 23/7/2017

Le bibite consumate, sia normali che light, aumentano il rischio di dismetabolismo nei giovani

Aggiornamento 22/12/2017
Il cibo conservato può contenere la ε-polilisina, una catena aminoacidica che riduce la crescita microbica. In un modello animale questa molecola è capace, ai livelli al quale viene assunta comunemente, di alterare il microbiota.
Aggiornamento 3/8/2018

Non ci sono forti prove che lo zucchero sia cancerogeno in senso stretto, ma il suo uso è fortemente legato all'aumento di peso, che è associato almeno a 12 tipi di tumore. Per questo l'American Institute for Cancer Research consiglia l'utilizzo di bibite non zuccherate

Aggiornamento 18/9/2018

Coca Cola investe 8 milioni di euro in un anno per spingere i ricercatori spagnoli a minimizzare l'impatto della nutrizione ed esaltare quello dell'inattività fisica tra le cause dell'obesità infantile. A me ricorda qualcosa, tipo questo documento di NutritionFoundation, ossia i soliti noti Ghiselli, Del Toma e compagnia bella. Ecco invece alcuni italiani che hanno dichiarato di ricevere fondi da Coca Cola (molti hanno preferito non comparire in lista, chissà perché)

Aggiornamento 26/1/2019

Bere bibite zuccherate dopo l'attività fisica può portare a ulteriore disidratazione e aumenta i marker di danno renale

Aggiornamento 8/10/2019
Aumentare il consumo di bibite zuccherate di mezza lattina al giorno aumenta il rischio di diabete del 16% nei 4 anni successivi. Le bevande con dolcificanti artificiali lo aumentano del 18% (anche se può essere una causalità inversa). Sostituire una porzione con bevande non zuccherate (acqua, caffè o tè) riduce il rischio fino al 10%
Aggiornamento 5/11/2019
Il consumo di bibite, sia zuccherate che dolcificate, aumenta il rischio di morte da ogni causa, in particolare tumore del colon, Parkinson, infezioni intestinali. Lo studio si conclude raccomandando politiche per la riduzione del consumo delle bevande zuccherate
Aggiornamento 29/2/2020
Se volete gestire il colesterolo, forse è meglio preoccuparsi più delle bibite zuccherate che delle uova: l’uso di bibite è infatti associato con dislipidemia aterogena (trigliceridi alti e HDL basse)

Aggiornamento 13/5/2020
Una lattina al giorno di bibita zuccherata aumenta il rischio di ictus del 19% e di infarto del 25%, e del 26% di necessità di angioplastica
Aggiornamento 23/9/2020

Senza variare calorie e percentuali di macronutrienti, in persone obese, in una dieta in cui si aumentano le bibite gassate come fonte di carboidrati vi è una spesa energetica inferiore di 136 kcal al giorno. Questo indica un effetto negativo di rallentamento del metabolismo, che si tradurrebbe in un aumento di peso di 7 kg all'anno

mercoledì 10 aprile 2013

Cosa succederebbe se..

Circola su Youtube un video divertente che mostra gli animali in natura.... se mangiassero al fast food.
In natura sostanzialmente non esistono animali grassi, se non a altissime latitudini (per difendersi dal freddo) o nelle zone equatoriali (perché la stazza favorisce la sopravvivenza).
Questo suggerisce che a farci ingrassare sia un comportamento contro natura, fatto di vita sedentaria e cibi che di naturale non hanno nulla.
La capacità di accumulare grasso era un vantaggio per i nostri antenati, che si scontravano quotidianamente con la penuria di cibo, mentre ai nostri tempi, in cui le carestie non esistono, almeno nelle nostre zone, l'accumulo di grasso è fonte di pericolo per la salute e riduzione dell'aspettativa e della qualità di vita.

lunedì 8 aprile 2013

Drogata di pollo fritto


Se ancora qualcuno avesse dubbi sul fatto che il cibo sia una droga, guardate la cortese reazione della signora che si vede negato il pollo fritto.


Una vera e propria crisi d'astinenza pari a quella di un tossicodipendente.
Spesso il bisogno di cibo, in queste persone, è causato da solitudine, noia, stress, frustrazione, ansia. Da queste emozioni negative ci si consola con il cibo, e la situazione peggiora se sin da bambini si è stati abituati a ricevere caramelle, cioccolati etc alla prima lacrima. Aumenta in modo esponenziale l'associazione del cibo allo stato di felicità e di uscita dallo stato emozionale negativo.

Ma lo stesso cibo può essere a sua volta fonte di predisposizione alle emozioni negative.
Come segnala Giornalettismo, uno studio dell'International Journal of Obesity (gruppo Nature) mette in evidenza che il cibo palatabile (tipo fast food, per capirci, tanti grassi, farine raffinate e zuccheri) porta i topi a essere ansiosi, anedonici (incapaci di provare piacere) e sensibili agli stress.

Inoltre ridurre la quantità di grasso mettendosi a dieta provoca una carenza di dopamina nei centri cerebrali del piacere e della ricompensa, favorendo stati emozionali negativi. Solo quando si reintroducono si sta meglio, proprio come capita ad un drogato quando non ha a disposizione una dose di droga.
Questo porta a perpetuare l'utilizzo di tali cibi favorendo l'instaurazione dell'obesità. 


http://www.facebook.com/photo.php?fbid=362229030556378&set=a.138853472893936.27203.138846579561292&type=1&theater


I cibi light, in cui i grassi saturi sono sostituiti con carboidrati, spesso non sono d'aiuto: infatti il corpo continuerà a richiedere grassi. La cosa migliore sarebbe sostituirli con grassi di migliore qualità, come quelli della frutta oleosa e del pesce.

Aggiornamento 16/2/2017

La chirurgia bariatrica riduce l'appetito per alimenti dolci e grassi agendo sui recettori della dopamina


Aggiornamento 9/3/2017


Quando siamo stressati, tendiamo a consolarci col cibo-spazzatura. Proprio in quei momenti invece dovremmo stare più attenti, per non diventare dipendenti da quei cibi, e consumare invece quelli ricchi di omega 3 e vitamina C che aiutano nella gestione dello stressù


Aggiornamento 10/4/2017


Ottimo articolo di una collega, Renata Alleva, sul "bliss point", il mix di sale, zucchero e grassi che aumenta la dopamina e quindi la dipendenza dai cibi.

Aggiornamento 23/7/2017

Meglio mangiare poco dolce ogni tanto o rinunciarci? Risponde un esperimento della Università della Louisiana, il POUNDS Lost Study.

"Durante il trattamento di perdita di peso, la riduzione della frequenza di consumo di cibo spazzatura ha determinato la riduzione del craving (desiderio) per tali alimenti.
Per ridurre il desiderio, i pazienti devono essere istruiti a diminuire la frequenza di questi alimenti piuttosto che mirare a ridurre la quantità consumata.

Durante la perdita di peso e il mantenimento, gli individui con sovrappeso e obesità dovrebbero eliminare il junk food dalla loro dieta, piuttosto che consumare porzioni più piccole. Inoltre, durante un periodo di dimagrimento, le associazioni dimostrano che se i desideri sono ridotti, si riduce anche il peso corporeo. Questi risultati supportano il modello di condizionamento delle voglie di cibo e indicano che la gente dovrebbe diminuire la frequenza di consumo di cibi non salutari se vuole ridurre il desiderio di questi alimenti."


Aggiornamento 15/9/2018


A seconda della flora che abbiamo, il triptofano della dieta può diventare serotonina o indolo. Chi ha microbi produttori di indolo tende ad essere più dipendente dal cibo perché vengono attivate specifiche aree cerebrali


Aggiornamento 15/10/2018


Nel modello animale, la dieta con cibo spazzatura altera i circuiti nervosi della ricompensa (dopaminergici mesolimbici) per le 3 generazioni successive, in modo da essere propensi a sviluppare obesità dovuta alla dipendenza da cibo.


Aggiornamento 13/12/2018



La grelina è un ormone che viene prodotto lontano dai pasti. Aumenta la motivazione per il cibo e rallenta il metabolismo. Nella nostra storia evolutiva è stata molto importante, perché in tempi di carenza di cibo spingeva i nostri antenati a rischiare la vita andando a caccia per procurarsi da mangiare e lottando con animali che non erano tanto d'accordo a sacrificarsi. Oggi, in tempi di abbondanza, il risultato è che saltando i pasti aumentiamo la grelina, e questa aumenta la sensibilità per gli odori e così la motivazione, attraverso la dopamina dei circuiti di ricompensa, per i cibi spazzatura


Aggiornamento 19/1/2019

Nel modello animale, alcuni emulsionanti come il polisorbato80 e la carbossimetilcellulosa, presenti anche negli integratori per bambini, alterano l'asse intestino-cervello, modificando i microbi intestinali e inducendo infiammazione di basso grado. Nei maschi l'esposizione si manifesta come ansia, nelle femmine come ridotta socialità



Aggiornamento 27/1/2019

Un'alta frequenza di consumo di cibi fritti, particolarmente pollo e prodotti ittici, aumenta la mortalità da qualsiasi causa, soprattutto cardiovascolare, nelle donne in postmenopausa. Questo può essere dovuto alla formazione di grassi trans, di acrilammide e di AGEs con le alte temperature, che determinano stress ossidativo e infiammazione, all'aumento della densità energetica, all'aumentato consumo di sale, al riutilizzo dell'olio che agisce sull'enzima paraoxonasi e inibisce il metabolismo del colesterolo.


Aggiornamento 6/2/2019

Le diete ricche di nutrienti e povere di cibo spazzatura sono efficaci nel ridurre i sintomi di depressione e ansia, soprattutto nelle donne. L'attività fisica aumenta ulteriormente l'effetto. Questo il risultato di una metanalisi che ha raggruppato 16 studi clinici d'intervento.
Il dr Brendon Stubbs, coautore dello studio e docente presso il NIHR Maudsley Biomedical Research Center e King's College London, ha aggiunto: "I nostri dati si aggiungono alle prove crescenti per supportare gli interventi sullo stile di vita come un approccio importante per affrontare i problemi di umore e la depressione".
Come agiscono le diete?



"Potrebbe essere attraverso la riduzione dell'obesità, dell'infiammazione o della fatica, tutti legati alla dieta e all'impatto sulla salute mentale, ma sono ancora necessarie ulteriori ricerche per esaminare gli effetti degli interventi dietetici in persone con condizioni psichiatriche diagnosticate clinicamente".


Aggiornamento 13/2/2019

Secondo un trial in cui le persone erano lasciate libere di mangiare senza limiti (ma con pasti con le stesse calorie e gli stessi macronutrienti) "Eliminare gli alimenti industriali dalla dieta riduce l'assunzione di calorie e determina perdita di peso, mentre grandi quantità di alimenti ultra-elaborati nella dieta aumentano l'assunzione di energia e il peso. Limitare il consumo di alimenti ultra-elaborati può essere una strategia efficace per la prevenzione e il trattamento dell'obesità".


La differenza era quindi rappresentata da minerali e vitamine, che si perdono nel processo industriale e sono importanti per la sazietà.



Aggiornamento 7/6/2019

La dopamina è il neurotrasmettitore coinvolto nella volontà e nella motivazione di compiere qualcosa.
Lo stato infiammatorio cronico che colpisce molte persone, ad esempio quelle con girovita aumentato, o stressate o semplicemente anziane, sopprime la produzione di dopamina, e le persone possono essere particolarmente demotivate e depresse, ed è associato contemporaneamente ad uno sbilanciamento del sistema immunitario. Si ipotizza quindi che "l'infiammazione cronica e di basso grado contribuisca a compromettere la motivazione in alcuni casi di depressione, schizofrenia e altri disturbi".
Anche dal punto di vista energetico però ci sono conseguenze importanti. "È importante sottolineare che lo spostamento del metabolismo dalla fosforilazione ossidativa alla glicolisi (più inefficiente dal punto di vista energetico, ossia produce meno ATP) durante l'attivazione immunitaria è un driver primario delle richieste di energia eccessiva che caratterizzano la risposta infiammatoria e conseguentemente l'infiammazione cronica di basso grado. In pratica si usano prevalentemente i carboidrati e meno i grassi, e l'energia prodotta sostiene l'infiammazione stessa e non l'organismo. Si riducono così le energie a disposizione, come se il sistema immunitario "tramasse" per risparmiare energie aspettando momenti migliori.
Aggiornamento 11/10/2019
Ridurre il cibo spazzatura e aumentare il cibo sano, aderendo ad un approccio mediterraneo riduce i sintomi di depressione in giovani adulti, in sole 3 settimane. Nessuna sorpresa per chi da tempo conosce gli effetti del junkfood sul cervello e la necessità di nutrienti che hanno i neuroni per funzionare correttamente.
Aggiornamento 20/11/2019

L'eccesso di omega 6 (tipici della dieta occidentale) in gravidanza predispone nel modello animale per una prole con ansia, schizofrenia e ADHD. Questo avviene modulando gli endocannabinoidi, sostanze derivate dagli omega 6 che influenzano la trasmissione tra neuroni. Bilanciare sempre con gli omega 3 ed evitare prodotti da forno che li contengono.
Aggiornamento 7/4/2020

I batteri intestinali producono neurotrasmettitori o ne influenzano la funzione. Ad esempio L. rhamnosus influenza il GABA, sostanza "tranquillizzante", e riduce l'ansia nei topi. "Butirrato e propionato, prodotti della fermentazione batterica, possono influenzare la sintesi di dopamina e noradrenalina e si sospetta che l'acido propionico moduli la neurotrasmissione serotonergica, nonché i livelli di GABA, dopamina e serotonina, spiegando i loro potenziali effetti sul comportamento". Come fa l'ambiente odierno a influenzare il comportamento?
"Sostanze chimiche androgene e anti-androgene si trovano regolarmente nei campioni di acque superficiali in tutto il mondo e queste sostanze chimiche possono influenzare il delicato equilibrio tra ospite, microbiota e testosterone circolante ... "
"... [Inoltre,] l'esposizione a sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino (EDC) ... compresi i composti naturali, come i fitoestrogeni e quelli di origine antropogenica, come la plastica ... possono anche avere un impatto sul microbiota ospite e [successivamente] la funzione endocrina ... le vie di esposizione variano da ingestione orale per contatto attraverso la pelle o inalazione e trasferimento attraverso la placenta o il latte alla prole ... "
Esiste in sintesi un rapporto bidirezionale tra intestino e comportamento, influenzato da cibo, ambiente e predisposizione genetica

Aggiornamento 28/6/2020

Consumare Gymnema sylvestre, una pianta della tradizione ayurvedica, riduce il desiderio di zucchero e dolci, aumentando la soddisfazione che si ottiene da tali alimenti. Questo accade grazie alla "soppressione selettiva delle risposte gustative ai composti dolci senza influire sulla percezione di altri elementi gustativi", per cui ci si accontenta di porzioni inferiori.