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martedì 6 marzo 2018

Il BPA, quanto siamo esposti?



Libera traduzione di un articolo pubblicato su Medical Xpress, sito di divulgazione scientifica, riguardante uno studio fatto da ricercatori che si sono chiesti se è possibile ridurre i livelli di esposizione di BPA con una comune alimentazione. 



https://global.awok.com/baby-healthcare/baby_soft_silicone_bpa_free_funny_kiss_lip_pattern_soother_pacifier_m083_red/dp-1352787/

Il bisfenolo A (BPA) è una sostanza chimica industriale che è stata utilizzata sin dagli anni '60 per produrre alcuni tipi di plastica. La sostanza chimica può essere trovata in contenitori di plastica e bottiglie d'acqua, negli scontrini, all'interno di lattine, bottiglie e in imballaggi e tubi di plastica. DVD, CD e occhiali da sole possono anch'essi contenere BPA, sebbene non sembra che,  attraverso la pelle, vi sia forte esposizione.
Il BPA è una sostanza chimica che somiglia agli estrogeni, e può entrare nel corpo attraverso la nostra dieta. Alimenti altamente lavorati o alimenti confezionati in alcune materie plastiche possono contenere alti livelli di BPA.  
Una ricerca  precedente del team di Exeter ha rilevato che è in grado di causare cambiamenti nell'espressione dei geni sensibili agli estrogeni e nella regolazione degli ormoni.
Il professor Harries, associato di genetica molecolare presso l'Università di Exeter, ha aggiunto: "Il BPA è una sostanza pervasiva che interferisce con il sistema endocrino ampiamente presente nella nostra catena alimentare e nel nostro ambiente. Molte persone sono esposte al BPA quotidianamente. I nostri studenti hanno scoperto che attualmente, date le attuali leggi sull'etichettatura, è difficile evitare l'esposizione alterando la nostra dieta. In un mondo ideale, avremmo una scelta su ciò che mettiamo nel nostro corpo. Poiché è difficile identificare quali alimenti e confezioni contengono BPA, non è possibile effettuare tale scelta. "Questo studio dimostra che è possibile coinvolgere gli studenti delle scuole nella ricerca vera e propria, volevamo dare agli studenti un'esperienza autentica di come sia davvero il lavoro di un ricercatore".
La ricerca, uno studio effettuato per valutare l'effetto di un intervento dietetico 'nel mondo reale' sui livelli di BPA urinario negli adolescenti, è il più grande studio di intervento auto-somministrato sull'esposizione al BPA in individui non imparentati. Si ritiene che gli adolescenti siano una fascia di popolazione con i più alti livelli di esposizione.

Il BPA viene espulso relativamente rapidamente, con una breve emivita di circa 6 ore, ma il BPA misurabile è stato rilevato nell'86% degli studenti partecipanti, con un livello medio di 1,9 ng/ml. 
Il risultato è simile ai livelli di esposizione della popolazione in altri paesi in tutto il mondo e riflette l'esposizione al BPA nell'ambiente.
Lo studio ha concluso:
"In questo studio di intervento auto-somministrato non abbiamo trovato prove che fosse possibile moderare l'esposizione al BPA con la dieta in un contesto reale. I nostri partecipanti allo studio hanno indicato che sarebbe improbabile sostenere una dieta a lungo termine che ne limiti l'esposizione, a causa della difficoltà nell'individuare alimenti privi di BPA. "

Utilizzare igienizzanti per le mani aumenta l'assorbimento transdermico del BPA, che ha luogo ad esempio toccando gli scontrini fatti su carta termica.

La detossificazione epatica del BPA è dipendente dai retinoidi (vitamina A attivata), quindi alte dosi di carotenoidi o della forma già attivata (tuorlo d'uovo, fegato ecc) aiutano il fegato a smaltirlo.
Aggiornamento 17/3/2018

La plastica in microparticelle si trova probabilmente in ogni bottiglia di acqua.

Aggiornamento 19/3/2018

Nuovo regolamento UE sul BPA, che darà un giro di vite da settembre al suo contenuto negli imballaggi.
Aggiornamento 19/4/2018
BPA e ftalati, contaminanti spesso presenti nel cibo confezionato, si associano a riduzione della massa muscolare

Aggiornamento 11/5/2018

I molluschi a guscio sembrano essere la principale fonte di microplastiche nell'alimentazione
Aggiornamento 17/5/2018

L'esposizione fetale al BPA ha effetti negativi sulla funzionalità cardiaca nel modello animale

Aggiornamento 1/6/2018

Gli estrogeni si confermano importanti nelle malattie autoimmuni
Aggiornamento 11/7/2018

L'esposizione a BPA (bisfenolo A) altera i metaboliti intestinali e può aumentare il rischio di infiammazione intestinale (colite, Crohn e simili)
Aggiornamento 18/7/2018

Nel modello animale, l'esposizione in gravidanza o dopo la nascita alle plastiche come gli ftalati (BPA ad esempio) modifica la formazione della corteccia prefrontale e riduce le capacità cognitive
Aggiornamento 23/9/2018
Anche i sostituti del BPA, come il BPS o il difenilsulfone, possono creare problemi riproduttivi negli animali da esperimento.
Serviranno altri esperimenti per capire gli effetti a lungo termine di decine di sostanze chimiche artificiali, nel mentre, consigliano gli studiosi, "con o senza BPA, i contenitori di plastica che hanno segni di danneggiamento o che sono vecchi non possono essere considerati sicuri".

Aggiornamento 26/9/2018

Siamo messi sempre peggio, a causa di chi inquina senza capire il danno che fa. Ci torna tutto indietro.
"una contaminazione al di là delle aspettative: la presenza di microplastiche non ha risparmiato alcun prodotto, tutte e 18 le bottiglie sono risultate contaminate, con valori che vanno da un minimo di 0,89 microparticelle per litro(mpp/l) ad un massimo di 18,89 mpp/l". Il lab che ha eseguito la ricerca è quello che faceva le analisi per DiMartedì di La7.
Aggiornamento 6/1/2019
Interessante articolo del Fatto Alimentare sugli interferenti endocrini, e su quanto sia difficile evitarli. Si sta comunque cercando di ridurne l'uso soprattutto nei bambini
Aggiornamento 8/1/2019

Alcuni tipi di filo interdentale aumentano l'esposizione ai perfluoroalchili (PFAS), sostanze legate a cancro ai reni e ai testicoli, malattie della tiroide, colesterolo alto, basso peso alla nascita, diminuzione della fertilità ed effetti sul sistema immunitario. Altri elementi contaminanti sono l'acqua inquinata e il packaging di alcuni alimenti.
Aggiornamento 1/2/2019
La pubertà precoce nelle donne è associata a più alti tassi di obesità, malattie cardiovascolari, sindrome dell'ovaio policistico e alcuni tipi di cancro (seno). Da alcuni anni si è verificato un aumento di menarca precoce, e gli scienziati pensano sia dovuto a fattori ambientali come gli interferenti endocrini.
"L'esposizione a determinate sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino nel nostro ambiente può essere un fattore significativo". ha detto la prof Harley. La sua ricerca presso l'Università della California ha dimostrato che le figlie di madri con alti livelli di dietil-ftalato, triclosan, fenoli e parabeni nei loro corpi durante la gravidanza sono entrati nella pubertà prima dei loro coetanei. Queste sostanze chimiche si trovano comunemente in una vasta gamma di cosmetici, dentifrici, saponi e altri prodotti per la cura personale.
Il mio consiglio è sempre di evitare cosmetici che presentano questo tipo di sostanze chimiche di sintesi, e vivere in maniera più vicina alla natura.
Mi preoccupa vedere persone più turbate da sostanze naturali come l'Amanita muscaria, il pesce palla velenoso, gli scorpioni e i morsi dei cobra (che hanno morbilità quasi 0) che da queste sostanze artificiali, tuttavia esistono anche sostanze naturali che funzionano da interferenti endocrini, e sono da evitare in gravidanza, come il tea tree oil o la lavanda.
Aggiornamento 13/2/2019
Secondo uno studio gli ftalati nelle urine non sono associati a maggior rischio di tumore al seno postmenopausa
Aggiornamento 18/2/2019

La puntata di PresaDiretta "Attacco al cervello" dove si spiega come interferenti endocrini, pesticidi, plastiche ecc interferiscano con la tiroide e così con lo sviluppo cerebrale, riducendo la capacità intellettiva delle nuove generazioni. Spesso queste sostanze sono permesse grazie agli interessi dell'industria, escludendo gli studi indipendenti
Aggiornamento 2/3/2019

Il BPA viene rilasciato nella saliva dopo alcuni impianti dentali che contengono suoi derivati

Il BPA come attivatore dell'autoimmunità e in particolare del lupus

Aggiornamento 5/3/2019

PCB e ftalati riducono la fertilità maschile, e li si riscontrano nell'alimentazione e in molti oggetti e plastiche di uso comune.

Aggiornamento 20/3/2019

Gli ftalati in gravidanza aumentano il rischio di problemi di linguaggio e motori nella prole: evitare cibo confezionato, soprattutto in plastiche col numero 3 o 7, e soprattutto non metterli nel microonde, evitare i cosmetici e i profumi.
Aggiornamento 25/3/2019

Attenzione ai cartoni da pizza, possono contenere BPA: non essendoci una legislazione a riguardo, il BPA (bisfenolo A) può trovarsi nei cartoni per pizza da asporto

Aggiornamento 26/4/2019
La mortalità cresce assieme alle concentrazioni di PCB nel sangue. Queste sostanze inquinanti sono legate alle malattie cardiovascolari.

Aggiornamento 12/5/2019

Nonostante la FDA continui a ritenere sicure le dosi comuni di esposizione, gli effetti negativi del BPA sono osservati a dosi 20 mila volte inferiori

Aggiornamento 30/5/2019

Due grossi studi prospettici sono stati pubblicati oggi ed entrambi hanno evidenziato gli effetti negativi dei cibi industriali. In uno, il consumo di 4 porzioni di cibi industriali al giorno aumenta la mortalità del 62% e ogni porzione in più del 18%. Nell'altro ogni 10% di consumo di cibo industriale aumenta del 10% il rischio di malattia cardiovascolare, ipotizzando come cause "Vari fattori nella lavorazione, come la composizione nutrizionale del prodotto finale, gli additivi, i materiali di contatto e i contaminanti che si formano in cottura". Pur non potendo dimostrare causalità, i ricercatori concludono che i risultati devono essere tenuti in considerazione per raccomandare politiche che facilitino l'accesso a cibi freschi e non processati e scoraggino il consumo dei cibi processati.
Aggiornamento 5/6/2019

Le agenzie americane confermano la presenza di PFAS nel cibo, in particolare nel latte

Aggiornamento 18/6/2019

Secondo una stima ingeriamo ogni settimana 5g di plastica. Acqua, birra e molluschi gli alimenti più ricchi. Ringraziate gli sporcaccioni che gettano rifiuti dappertutto. La plastica agisce da interferente endocrino e immunitario, non stupitevi se certe malattie sono in aumento.

Aggiornamento 5/7/2019

Anche bassi livelli di inquinamento domestico, soprattutto da interferenti endocrini, favoriscono asma, allergie e obesità nei bambini.

Aggiornamento 12/7/2019

Fumo, interferenti endocrini e inquinamento riducono i livelli di vitamina D attiva, impedendo la sua trasformazione.

Aggiornamento 19/7/2019

Ormai è noto il ruolo delle sostanze inquinanti nell'indurre insulinoresistenza e ridurre la capacità del grasso bruno (BAT) di ossidare i grassi, inducendo aumento di peso e diabete.
Paradossalmente esistono inquinanti, i PFO, che possono anche aumentare la capacità ossidativa del BAT e sono associati con minor rischio di sovrappeso.
Aggiornamento 21/7/2019
Oltre ai noti EDC, interferenti endocrini, definiti come "sostanze chimiche esogene, o miscela di sostanze chimiche, che possono interferire con qualsiasi aspetto dell'azione ormonale", esistono anche gli MDC, metabolic disrupting chemicals, sostanza capaci di interferire con l'azione dei mitocondri, riducendo capacità di produzione energetica, duplicativa, e aumentando lo stress ossidativo (produzione di ROS).


Sono sia sostanze naturali (soprattutto metalli come cadmio e arsenico) che sintetiche, come pesticidi (tra cui il famoso chlorpyrifos), tributilstagno, BPA, atrazina, PFO, ftalati, diossine ecc.
Queste sostanze causano diabete interferendo con la normale bioenergetica dei mitocondri.
Aggiornamento 28/7/2019

Secondo uno studio la quantità di BPA che passa nei cibi dalle confezioni non eccede i limiti di legge

Aggiornamento 1/8/2019
Le persone con sensibilità al mercurio che rimuovono le otturazioni in amalgama hanno riduzione degli anticorpi contro la tiroide. Anche il BPA (bisfenolo A) può determinare aumento degli anticorpi
Il BPS che ha sostituito il BPA potrebbe stimolare l'obesità anche più del BPA.
Aggiornamento 30/8/2019
Un post della Collega M. Alessandra Tosatti

ELIMINARE LA PLASTICA DALLA CUCINA FA BENE ALL' AMBIENTE E ALLA SALUTE DEI BAMBINI!
Sono sempre più numerosi gli studi che dimostrano i rischi per la salute associati alle plastiche con cui, tutti i giorni, i bimbi vengono a contatto attraverso giochi e contenitori per il cibo (ma non solo!).
Secondo l'ultimo rapporto condotto dall'Istituto Superiore di Sanità con l' Associazione Culturale Pediatri (https://lifp.iss.it/?p=502&lang=en) l’esposizione continua a queste fonti aumenta il rischio di diabete, obesità, tumori, pubertà anticipata, disfunzioni ormonali, problemi neurologici. 
L’American Academy of Pediatrics ha definito delle raccomandazioni rivolte a pediatri e famiglie per ridurre, attraverso il cibo, l’esposizione alle plastiche https://www.aappublications.org/…/2018/07/23/additives072318):

- Promuovere il consumo di frutta e verdura fresca o congelata (aggiungo, meglio biologica!).
- Evitare le carni lavorate, in particolare il consumo materno durante la gravidanza.
- Evitare di scaldare alimenti o bevande al microonde in contenitori di plastica (compresi latte artificiale e latte materno raccolto con il tiralatte).
- Evitare di mettere la plastica nella lavastoviglie (pensiamo ai piattini, bicchierini e posate di plastica molto usati in svezzamento!). 
- Utilizzare alternative alla plastica, come vetro o acciaio inossidabile.
- Guarda il codice di riciclaggio sul fondo dei prodotti per trovare il tipo di plastica ed evita le materie plastiche con i codici di riciclaggio 3 (ftalati), 6 (stirene) e 7 (bisfenoli) a meno che le materie plastiche non siano etichettate come "biobased" o "greenware", indicando che sono fatti di mais e non contengono bisfenoli.
- Incoraggiare il lavaggio delle mani prima di maneggiare cibi e/o bevande e lavare tutta la frutta e la verdura che non possono essere sbucciate.
Aggiornamento 13/10/2019
Nel modello animale l'esposizione alle microplastiche di polistirene (quello che chiamiamo comunemente polistirolo) altera il microbiota intestinale e le funzioni epatiche.
Aggiornamento 21/10/2019
Un sostituto del BPA, detto bisfenolo AF, provoca infiammazione negli adipociti umani in coltura, dimostrando potenzialità di favorire l'aumento di peso
Le lavande vaginali sono associate a maggior presenza di composti volatili organici e ftalati nel sangue
Aggiornamento 23/10/2019

Nelle donne in gravidanza è meglio non superare il consumo di pesce consigliato (3-4 porzioni a settimana) perché si rischia di eccedere nell'introito di PCB (plastiche), PFA, arsenico e mercurio. Anche la frutta risulta una fonte di pesticidi organoclorurati, e non dovrebbe essere consumata in eccesso. Consumare cibo biologico ha ridotto le esposizioni. Queste sostanze possono influire negativamente sulla salute dei bambini.
Aggiornamento 25/10/2019

La chimica fa sempre più danni, anche perché difesa dalle lobby e la sua diffusione è incrementata dall'inquinamento e dalla scorretta gestione dei rifiuti.
L'esposizione ad alcune sostanze tossiche nella prima parte della gravidanza come BPA e BPF (che sono i peggiori), triclosan (disinfettante), chlorpyrifos (pesticida), PFO, ftalati, si associa a quoziente intellettivo inferiore a 7 anni.
I maschietti sembrano maggiormente sensibili.
"Prevenire l'esposizione a donne in gravidanza o donne che cercano di rimanere incinta è fondamentale per prevenire danni neurologici ai bambini. Questo studio è significativo perché la maggior parte degli studi valuta una sostanza chimica alla volta; tuttavia, gli esseri umani sono esposti a molte sostanze chimiche contemporaneamente e le esposizioni multiple possono essere dannose anche quando ogni singola sostanza chimica è a un livello basso ", ha affermato Eva Tanner, PhD.
Le sostanze chimiche interferiscono con l'attività ormonale, anche a bassi livelli. Precedenti studi collegano numerosi sospetti interferenti endocrini, inclusi ftalati e BPA, a difficoltà di sviluppo neurologico nei bambini. Alcune di queste sostanze chimiche attraversano la placenta durante la gravidanza, esponendo il feto e causando potenzialmente un danno allo sviluppo irreversibile". Vale la pena quindi evitare il più possibile cibo confezionato, acque non sicure, inutili disinfettanti, cosmetici, e usare prevalentemente cibo biologico.
Aggiornamento 11/11/2019
L'esposizione a BPA e BPS si associa ad aumentato rischio di diabete, indipendentemente dagli altri fattori di rischio
Aggiornamento 17/11/2019
Un nuovo documento di consenso sugli interferenti endocrini che chiarisce i loro meccanismi d'azione e mette in guardia per la loro pericolosità.
Aggiornamento 9/12/2019
Anche la poliammide presente in alcuni utensili in plastica da cucina risulta pericolosa, soprattutto al calore.
I livelli di BPA ai quali siamo esposti sono probabilmente molto sottostimati.
Aggiornamento 8/1/2020
L'esposizione agli ftalati in gravidanza può dare problemi motori e di sviluppo cerebrale nelle bambine
Quali sono i fattori ambientali che aumentano il rischio di allergie alimentari?
"Si è ipotizzato che cambiamenti nella produzione, lavorazione e confezionamento degli alimenti (ad esempio l'uso di pesticidiantibioticiormoniconservanti, denaturazione con calore, detergenti e sostanze chimiche) siano collegati alle malattie allergiche direttamente o indirettamente". Nei topi il BPA (plastiche) altera il sistema immunitario (riduzione Treg) e la tolleranza agli alimenti.

"Le proteine ​​glicate (AGEs), che si trovano in molti alimenti, in particolare dopo un riscaldamento molto elevato, come la cottura a microonde, la frittura e il barbecue, possono promuovere le risposte allergiche". Anche "l'esposizione a determinati farmaci durante l'infanzia, in particolare gli antagonisti del recettore H2 e gli antiacidi, aumenta il rischio di anafilassi alimentare ed esofagite eosinofila (EoE)".
Introdurre cibi troppo tardi (arachidi dopo un anno) aumenta il rischio di allergia. Carenza di vitamina D o un suo eccesso aumentano il rischio.
La dieta corretta riduce il rischio probabilmente modulando il microbiota.
Gli anticorpi IGG4 sono protettivi per le allergie classiche ma aumentano il rischio in EoE.

Prebiotici e probiotici saranno probabilmente utili in futuro. La presenza di permeabilità intestinale è un meccanismo importante perché aumenta il contatto con gli antigeni. 
Aggiornamento 30/1/2020
Le microplastiche di polietilene (plastica indicata con la sigla PE) inducono infiammazione intestinale e riducono i batteri buoni
Aggiornamento 20/2/2020
BPA e BPS oltrepassano la placenta, alterandone il funzionamento
Aggiornamento 27/4/2020
Può la dieta aiutare nei confronti della perdita di capelli? Secondo una revisione degli studi ci sono indicazioni per un effetto preventivo e come terapia complementare. Una dieta mediterranea, con effetto antinfiammatorio, grazie ai suoi antiossidanti e polifenoli, protegge in particolare dall'alopecia androgenetica. I prodotti della soia grazie agli isoflavoni possono essere efficaci. Tra quelli da evitare, pesce ricco in mercurio, miglio e grano saraceno. Anche i prodotti confezionati, a causa del contenuto in BPA, possono essere dannosi. La dieta ipocalorica può promuovere la perdita di capelli.
Aggiornamento 7/5/2020
In un modello animale il coenzima Q10 migliora la fertilità alterata dal BPA, e lo fa riducendo lo stress ossidativo e la disfunzione mitocondriale indotti da questa molecola presente nelle plastiche.
Aggiornamento 23/8/2020

Grazie a questo studio sappiamo ora che la plastica viene assorbita dalle piante e si ritrova in frutta e verdura. Ringraziate chi la butta in strada perché "tanto passerà qualcuno a prenderla". Anche l'uso in agricoltura (le basi per i germogli da piantare ecc) dovrebbe essere ripensato. "Per la prima volta abbiamo rilevato mcroplastiche nella frutta e nella verdura commestibili. I risultati aprono un nuovo scenario sia nelle scienze ambientali che in quelle mediche". La quantità stimata ingerita dai vegetali è (per ora) la metà di quella assunta dall'acqua in bottiglie di plastica, ed è maggiore nella frutta.
Aggiornamento 28/8/2020

Il BPA urinario viene messo in relazione con la mortalità per tutte le cause, ma i limiti delle concentrazioni urinarie correlate con la sua diluizione rendono lo studio non pienamente attendibile