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venerdì 24 giugno 2016

Bisogno di crescere


L'ormone della crescita (GH) è importante per mantenere la massa muscolare e quindi rimanere tonici e giovani.
Tende a declinare con l'età, e un suo eccesso è associato a maggior rischio di tumore, come capita ad esempio agli atleti dopati.
Quasi automaticamente, riducendo il GH aumenta il grasso corporeo, e quindi conseguentemente aumenta il rischio di malattia. Allo stesso tempo, per completare il circolo vizioso, l'aumento di grasso riduce il GH.

Il sito authoritynutrition.com ci fornisce delle indicazioni per mantenerlo a corretti livelli, utile soprattutto per gli sportivi.

  1. perdere grasso (attenzione alle diete restrittive che distruggono la massa magra ovviamente)
  2. digiuno intermittente (fatto con criterio e senza provocare stress all'organismo)
  3. assumere arginina (attenzione, può dare un bilancio dell'azoto negativo)
  4. togliere gli zuccheri (l'insulina rilasciata in seguito all'assunzione di zucchero inibisce il rilascio di GH)
  5. evitare grandi pasti prima di andare a letto (ugualmente dà un picco insulinico)
  6. assumere un integratore di GABA
  7. allenarsi ad alta intensità in poco tempo piuttosto che a livello moderato per più tempo
  8. assumere un integratore proteico dopo l'allenamento
  9. DORMIRE bene
  10. assumere melatonina
  11. altri integratori come creatina, glutamina, ornitina, L-DOPA (nei pazienti con Parkinson) e glicina possono dare una mano

http://harry.enzoverder.be/cats/tn/funny-pictures-growth-hormone-cat.jpg.html
gatto che ha esagerato col GH

Aggiornamento 26/6/2017

L'altezza è considerata un fattore di rischio tumorale. Questo perché le persone più alte hanno più cellule e più ormoni correlati con la crescita e la proliferazione cellulare, e questi sono ovviamente proporzionali anche alla disponibilità di cibo, e in particolare proteine.

Aggiornamento 28/6/2017
"Quando un tumore si è formato, può il digiuno intermittente essere utilizzato per far morire di fame il cancro?
Le cellule tumorali hanno solitamente un tasso metabolico superiore rispetto ai circostanti tessuti normali, e il loro  principale combustibile è il glucosio.
Il digiuno intermittente mira a ridurre la concentrazione di glucosio circolante.
 Il digiuno ha dimostrato di provocare una riduzione delle concentrazioni di fattori di crescita (IGF) e dell'insulina, determinando la morte cellulare.
Infatti  alcuni tumori hanno concentrazioni superiori di IGF, e alcune terapie farmacologiche bloccano queste vie, ma spesso senza esito positivo sul lungo termine.
Combinare il digiuno con le correnti terapie ha  mostrato alcuni promettenti risultati preliminari in modelli animali.
Il digiuno intermittente o un ridotto apporto calorico combinato con la radioterapia ha diminuito la progressione dei tumori al seno nei topi e ha anche protetto i tessuti sani durante la chemioterapia.

 Un altro studio ha mostrato che i modelli murini di glioma erano più sensibili sia alla radioterapia sia alla chemioterapia dopo 48 ore di digiuno rispetto ai controlli.
Per prendere in considerazione il digiuno negli umani, è indispensabile selezionare i pazienti, perché molti individui con malattia avanzata potrebbero aver già subito una notevole perdita di peso, che sarebbe ulteriormente aggravata da un regime chemioterapico.
I risultati tratti da una serie di casi di dieci pazienti sottoposti a chemioterapia suggeriscono che in diversi tumori il digiuno intermittente accompagnato da un regime di chemioterapia ha funzionato bene, è tollerato, e i pazienti che hanno digiunato avevano una riduzione degli effetti collaterali, gastrointestinali e stanchezza.
Il regime di digiuno non ha avuto alcun effetto dannoso sulla funzione della chemioterapia.
Tuttavia, sono necessarie analisi più rigorose prima che questa tecnica possa essere adottata.
È necessario identificare quale tipo di digiuno e quali individui ne beneficerebbero, considerando fattori quali l'età, il peso e il tipo di tumore.
Alla luce di ulteriori prove, una dieta che simula il digiuno, risultando in un simile effetto biochimico senza un digiuno permanente, potrebbe essere più tollerabile per la popolazione generale.
Ma per il momento, rimane una pratica non validata sull'uomo".

Aggiornamento 11/7/2017

Il microbiota intestinale influenza i livelli di IGF-1. Questo significa che può potenzialmente condizionare la crescita, la salute ossea, la crescita di tumori, l'immunità, la glicemia ecc

L'altezza si conferma un fattore di rischio per minore salute in vecchiaia.


Aggiornamento 21/7/2017


Con l'età la capacità rigenerativa delle cellule muscolari si riduce, e quando vengono danneggiate vengono rimpiazzate da cellule adipose: questo aumenta il rischio di diabete, sarcopenia e altre malattie croniche.

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