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martedì 1 settembre 2015

Le proteine fanno...


Le proteine sono i polimeri degli aminoacidi, i composti azotati che assolvono, tra le altre cose, la funzione plastica nel nostro corpo. Sono insomma fondamentali per costruire il materiale biologico. Vi è un grande dibattito sul quantitativo proteico ottimale per le persone e se questo sia dannoso o benefico. Iniziamo col dire che nei paesi occidentali difficilmente si va in carenza di proteine.

Si dice che un eccessivo intake proteico sia legato ad affaticamento renale e epatico. In realtà non vi sono prove che in persone sane e sportive questo accada, con quantità circa doppie rispetto ai LARN (2g/kg peso corporeo). Semplicemente perché se facciamo attività fisica abbastanza intensa le proteine vengono destinate al mantenimento della massa magra e si stimola la vitalità e il trofismo delle cellule epatiche e renali, che così possono smaltire tranquillamente il carico.
Nessuno ha in pratica mai dimostrato che una dieta anche relativamente alta in proteine protratta per lungo tempo abbia danneggiato i reni di persone sportive e in buona salute, e i benefici dati dal mantenimento della massa magra e della prevenzione dell'aumento di peso sono superiori a tale eventuale rischio. Questo capita anche per la creatina, altro supplemento imputato di danneggiare i reni.
Il consiglio di andarci piano con le proteine è più che altro una (giusta) affermazione di prudenza, ma non supportata da evidenza scientifica.
L'aumento della filtrazione glomerulare è solo il risultato di un'aumentata attività renale, che però in persone sane non sembra essere pericolosa.
Per prevenire i danni renali è comunque consigliabile abbinare discrete quantità di frutta e verdura in modo da bilanciare il carico acido renale.
Dare la colpa alle proteine per i danni renali e poi ingurgitare succhi di frutta, bibite gassate e cereali raffinati pensando che siano sicuri è il colmo del ridicolo. Chi si vuole proteggere dai danni renali inizi a ridurre il sale e lo zucchero.
Invece è necessario limitare le proteine per chi soffre di problemi renali.

Per chi invece ha una vita sedentaria, le proteine in eccesso (soprattutto quelle animali che apportano carnitina) sono probabilmente tossiche e proinfiammatorie, e, attivando le via anaboliche (insulina), anche se meno dei carboidrati, vanno comunque a stimolare la deposizione di grasso aumentando il rischio di malattia (diabete ad esempio).
Durante la malattia acuta l'organismo catabolizza (quindi distrugge) le proteine, a testimonianza del fatto che siano considerabili la riserva di proteine del corpo, da sacrificare in caso d'emergenza.


https://www.studyblue.com/notes/note/n/ch-4/deck/5474486



L'argomento è abbastanza complesso, cercherò di semplificare.
Per anaboliche si intendono le vie metaboliche che "costruiscono". Ad esempio l'aumento del tessuto muscolare (massa magra) e quello del tessuto adiposo (massa grassa). Separare queste due vie è molto difficile, basta guardare gli atleti del getto del peso: sono dei giganti con tanta forza, ma non si mettono problemi ad avere anche grasso. Il loro obiettivo è di mangiare il più possibile in modo da accrescere i loro muscoli, tuttavia aumenta anche il grasso, perché introitare il più possibile appare il modo per massimizzare la forza esplosiva.
Altri tipi di atleti invece, come i centometristi, curano anche l'aspetto di definizione, per cui non devono aumentare la loro massa grassa. I body builder alternano periodi di costruzione (in cui aumentano entrambi i compartimenti) a quelli di dimagrimento (in cui vanno a perdere poca massa magra ma molta grassa con diete chetogeniche/low-carb).
L'unico ormone che attiva in toto le vie anaboliche è l'insulina, che risponde molto bene all'introduzione di carboidrati. Per questo sono spesso demonizzati nelle diete (non sempre a ragione). Tuttavia anche gli aminoacidi (proteine) stimolano, anche se meno, l'insulina, e altre vie anaboliche  (mTOR). Quindi sia i carboidrati che le proteine possono stimolare un aumento delle dimensioni del tessuto adiposo (aumento del numero di cellule che lo compongono e della loro dimensione).

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3527976/


Gli stati infiammatori e septici riducono la sintesi proteica muscolare.
Il modo più semplice per "disaccoppiare" l'anabolismo muscolare da quello adiposo è quello di praticare una giusta attività sportiva. La pratica sportiva infatti attiva l'AMPK, proteina che blocca la riproduzione degli adipociti.
Un sacco di altre cose possono stimolare l'aumento degli adipociti: inquinamentostressdigiuno, ecc

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3711071/




Franco Berrino, il più famoso epidemiologo italiano, sostiene che nei bambini le proteine facciano ingrassare, o meglio predispongano per un futuro aumento di peso. Il che è sostanzialmente vero, e ovviamente riguarda soprattutto quelli sedentari. Non è un caso se il latte umano ha molte meno proteine di quello vaccino.
La moltiplicazione degli adipociti, avviene infatti soprattutto durante l'infanzia e l'adolescenza, e così predispone per un futuro aumento di peso.
Capita spesso poi che si smetta di fare sport in età più avanzata, ponendo così le basi per la sindrome di Bud Spencer: fisicaccio finché si fa attività fisica ed esplosione della pancia appena ci si ferma.

I bambini nutriti col latte materno, che contiene i nutrienti e gli ormoni in quantità perfette selezionate dalla natura, crescono meno rispetto a quelli nutriti con latte formulato, ma hanno meno probabilità di ingrassare successivamente.


http://www.proteinfaq.com/articles/funny-protein-memes-and-jokes/



Inoltre, come si accennava prima, ha meno proteine del latte vaccino. Forse anche per questo di recente i LARN hanno avuto una riduzione dell'apporto di proteine consigliato nelle fasce di età inferiori. Insomma i bambini, soprattutto se sedentari, devono ridurre il loro intake proteico, ma non sostituirlo con carboidrati raffinati, bensì con quelli integrali, tornando alla dieta mediterranea originale. 
Un recente trial ha messo in evidenza che se il bambino è nutrito al seno e mangia carne, aumenta la sua statura ma non il grasso, mentre il grasso aumenta se nutrito con latte formulato. Un'altra dimostrazione dei danni fatti quando l'uomo cerca di imitare la natura. E durante la gravidanza è giusto avere un buon apporto di proteine ed energia, ma gli eccessi non servono.
Un modo per ridurre la crescita eccessiva dei bambini delle mamme sovrappeso con difficoltà di allattamento è appunto usare latti formulati con meno proteine.

Ormai è evidente infatti che un surplus di proteine sia associato con malattia e in particolare tumori se assunto in giovane età e da persone sedentarie, mentre appare protettivo dopo i 65 anni. In particolare limitare gli aminoacidi leucina (master controller della sintesi proteica) e metionina (il primo aminoacido di ogni proteina e responsabile del carico acido delle proteine) sembra associato con aspettativa di vita più lunga, come se il costante turnover proteico (demolizione e resintesi delle proteine) stimolato dall'intake proteico fosse dannoso per l'organismo.
Inoltre con la sedentarietà le proteine non destinate all'anabolismo muscolare si trasformano in grasso (soprattutto se abbinate a carboidrati) e stimolano la proliferazione cellulare, come si accennava prima.

Si è visto che un'abbondanza di prodotti animali con pochi vegetali stimola la proliferazione di una flora proinfiammatoria, infatti deve sempre essere accompagnata da abbondanza di verdura e anche frutta (insomma una dieta mediterranea o una simil-paleodieta). La flora intestinale è fondamentale nel destino metabolico degli aminoacidi, per questo i fabbisogni cambiano molto.
Un esperimento sui topi ha messo in evidenza che le diete con pochi carboidrati e molte proteine sono dannose nel topo più anziano, soprattutto a livello cardiovascolare. Insomma chi proprio volesse aumentare le proteine deve comunque non far mancare grandi quantità di frutta e verdura antinfiammatoria.
Negli uomini sembra che incrementare le proteine e ridurre i carboidrati migliori la pressione arteriosa e il diabete, ma bisogna sempre considerare la qualità di proteine e carboidrati.

Per chi ha qualche kg in più, ormai è noto il ruolo di un leggero surplus proteico nell'aiutare nel mantenimento del peso perso: questo a causa di maggiore sazietà, maggior effetto termogenico, maggiore mantenimento della massa magra.

Quante proteine allora? Impossibile dirlo.
I nostri sistemi omeostatici, tramite dei sensori metabolici, percepiscono la quantità di aminoacidi al quale si abituano. Ridurla può determinare una carenza che viene letta dal nostro corpo come carestia, e in questo modo si avviano dei meccanismi di difesa che rallentano il metabolismo e sacrificano la massa magra, favorendo la deposizione di grasso.

Inoltre l'assorbimento e il metabolismo degli aminoacidi cambia a seconda del nostro microbiota (tanto per cambiare).

Negli ultimi tempi la tecnica del digiuno alternato pare essere utile per stimolare il rinnovamento degli organelli cellulari e prolungare la vita delle cellule, e migliorare l'utilizzo degli aminoacidi alimentari.
Le quantità suggerite dai LARN funzionano molto bene a livello di popolazione, meno nel singolo, in cui è l'ipotalamo che decide, tramite le sue terminazioni neurologiche e il suo rilascio di ormoni, il destino metabolico delle proteine e degli altri nutrienti che ingeriamo.
Come suggerisce il dott. Giordano, con le osservazioni sulle popolazioni sarde, sembra essere importante assumere quantità non eccessive di proteine durante l'età dello sviluppo ma anche non farne mancare in età avanzata. Insieme a una costante attività fisica appropriata a qualunque età

Riassumendo, i possibili effetti negativi di un costante eccesso di proteine, soprattutto animali, sono un lieve incremento del rischio tumorale, di calcoli, di impoverimento dell'osso, di malattia cardiovascolare e di problemi epatici. Tutto questo viene attenuato dall'attività fisica.

Aggiornamento 27/9/2015

Il dott. Luchi segnala una ricerca in cui un approccio tipo zona (lievemente iperproteico) ha migliorato ha migliorato profilo glicemico, infiammatorio e funzionalità renale in pazienti diabetici.


Aggiornamento 21/10/2015

Una revisione Cochrane raccomanda di non esagerare con le proteine nei bambini, a conferma di quanto detto sopra.

Aggiornamento 2/1/2016


Secondo recenti studi, una dieta ad alto contenuto di proteine NON danneggia i reni in soggetti diabetici senza patologia renale preesistente, e ha risposte migliori rispetto a una dieta ad alto contenuto di carboidrati, a conferma di quanto detto sopra.



Aggiornamento 28/4/2016

Sembra un po' scontato, ma una ricerca conferma che anche in regime di restrizione calorica è possibile aumentare la massa magra e perdere grasso, basta raddoppiare le proteine. Tuttavia la ricerca esamina la composizione corporea solo a breve termine, quindi non si sa che succede sul lungo periodo, e anche in questo caso ci si potrebbero attendere le risposte fisiologiche del nostro organismo che tentano di riportare il peso a quello precedente. Inoltre è svolto su uomini giovani, mentre su persone più anziane e che si siano già sottoposte a diete ho si può dubitare sul buon esito.
Su Clinical Nutrition un altro studio molto simile.
Un recente studio che dice di aver ricalcolato i fabbisogni proteici in base alle perdite stima in 1,5-2,2 g/kg di peso corporeo il vero fabbisogno umano.



Aggiornamento 21/5/2016

La relazione tra proteine e spesa energetica è molto più complicata del previsto, e coinvolge FGF21, proteina che modula la termogenesi.
Nel paziente renale poche proteine rallentano la progressione della malattia ma peggiorano lo stato nutrizionale. Insomma si salvaguarda il rene ma si rischia di deperire
L'effetto insulinogenico delle proteine: in pratica qualcuno con molte proteine sta bene, altri tendono a ingrassare.


Aggiornamento 7/6/2016

Secondo un gruppo statunitense non esiste un limite alla quantità di proteine da mettere nel pasto: più sono più c'è effetto anabolico, in un contesto di allenamento intenso ovviamente.
Le persone sovrappeso, e in particolare gli skinny fat (magri con la pancia) hanno un metabolismo proteico alterato.



Aggiornamento 22/6/2016

Interessante video del dott. Ongaro sulle proteine.


Aggiornamento 30/6/2016

L'eccesso proteico tende a fermentare nel colon producendo metaboliti potenzialmente tossici: per questo vanno sempre abbinate a generose porzioni di fibre, amido resistente e vegetali che stimolino gli enzimi detossificanti come le brassicacee (cavoli ecc).



Aggiornamento 19/7/2016

Qual è il livello di proteine consigliato per gli sportivi? Va da 1,2 a 2g/kg di peso corporeo. Oltre difficilmente si hanno dei vantaggi.
Conferme sugli effetti negativi sia dell'eccesso che sulla mancanza di proteine durante la gestazione.
In chi ha già chili in più la leucina, che di solito aumenta la sintesi proteica e quindi teoricamente la massa muscolare, può stimolare le vie anaboliche degli adipociti (ossia far ingrassare).

Aggiornamento 27/7/2016

Conferme sull'utilità dei periodi di riduzione di nutrienti sulla longevità, mediante l'inibizione della via mTORC1.

Aggiornamento 5/8/2016

Le proteine di origine animale sono associate ad un lieve incremento della mortalità, quelle di origine vegetale al contrario ad una lieve riduzione. Ovviamente si parla sempre a livello di persone normali e non sportivi, e vale soprattutto in chi abbia già un fattore di rischio (fumo, ipertensione ecc).
Qualche proteina in più si associa ad una migliore composizione corporea in uno studio.

Aggiornamento 10/8/2016

Sostituire la carne rossa con altre fonti di proteine, preferibilmente vegetali, abbassa il rischio di malattia renale.

Aggiornamento 31/8/2016


L'urea non smaltita dai reni in persone con insufficienza renale contribuisce alla progressione della resistenza insulinica.
In un importante studio viene messo in evidenza che l'eccesso proteico è comunque dannoso, non sempre utile a dimagrire nel lungo periodo, e accelera i processi di invecchiamento, probabilmente (anche) grazie agli aminoacidi ramificati, come già detto.

Aggiornamento 1/9/2016

Spesso si dà la colpa a zuccheri e grassi. Ma la carne viene indicata come una concausa di aumento di peso, anche nei giovani.
Il dott. Greger spiega in un video come per preservare la massa magra siano più importanti le verdure delle proteine, soprattutto in età anziana.
La riduzione delle proteine totali e in particolare degli aminoacidi non essenziali porta all'attivazione di FGF21, fattore che migliora  la sensibilità all'insulina e quindi l'omeostasi glucidica.
Conferme sull'eccesso proteico che si trasforma in grasso.


Aggiornamento 4/10/2016

Le proteine animali sono associate ad aumento della mortalità cardiovascolare, mentre quelle vegetali riducono il rischio soprattutto in chi ha fattori di rischio (ipertensione, glicemia ecc). Sostituire le fonti di proteine, soprattutto la carne rossa e processata, diminuisce la mortalità.

Aggiornamento 7/10/2016


In uno studio (quindi da confermare con studi più grandi) un po' di proteine in più a discapito dei carboidrati e dei grassi sembrano ridurre il grasso viscerale dei neonati. Non viene specificato il tipo di carboidrati (se da fonti raffinate o integrali).

La restrizione proteica, e in particolare di metionina, appare essere una chiave per allungare la vita, senza esagerare ovviamente, e facendo attenzione agli anziani.


Aggiornamento 22/10/2016

In un nuovo studio, una dieta dimagrante lievemente iperproteica in un gruppo di donne in menopausa, messa a confronto con una standard, nonostante preservi la massa muscolare ha peggiorato la resistenza insulinica.
Con 40 g di proteine whey post esercizio vi è maggiore stimolo anabolico che con 20 in giovani allenati.


Aggiornamento 28/10/2016

In uno studio controllato, la dieta a zona ha guarito il 100% dei partecipanti con prediabete, una dieta classica col 55% di carboidrati solo in un terzo.

Lo stesso è successo con l'infiammazione sistemica e la steatosi epatica.

Aggiornamento 4/11/2016

Interessante scritto sui fabbisogni proteici dal dott. Emanuele Giordano

PROTEINE E METABOLISMO. Quanti sono i fattori patologici e di stress che influenzano il Turnover (ricambio) proteico nel muscolo scheletrico? questa è la domanda che ho posto ieri sera, molto tardi, via Skype, a un ragazzo brillante che sto preparando per un dottorato. E' andato un poco in crisi e allora ho cercato di aiutarlo invitandolo a fare un certo tipo di ragionamenti, sulla base dei dati sperimentali. Poi possiamo categorizzare meglio perchè quattro fattori sono elementi della componente stress, altri 3 fattori accertati dipendono dalla concentrazione di alcune linfochine, infine abbiamo altri 9 fattori che sono definibili come patologici. Ok, ora elenchiamoli.

Quattro fattori di stress:
- Acidosi
- Stress da freddo
- Radicali liberi/ossidanti
- Stress da calore

Questi quattro fattori sopraelencati fanno diminuire la sintesi delle proteine e aumentano la degradazione proteica, con un effetto netto quindi catabolico.
Tre fattori rappresentati da alcune linfochine:
- Interleuchina 1
- Interleuchina 6
- TNF-alpha

Questi tre fattori qui sopra non hanno nessuna influenza sulla sintesi proteica ma incrementano il catabolismo proteico, quindi l'effetto netto è catabolico.
Infine abbiamo nove fattori definiti patologici:
- Bruciare, subire ustioni, con effetto di diminuizione della sintesi proteica e aumento della degradazione proteica
- Cancro, con diminuzione della sintesi proteica e aumento del catabolismo proteico
- Denervazione, con nessun effetto sulla sintesi proteica ma con incremento del catabolismo proteico
- Diabete, con diminuzione della sintesi proteica e aumento della degradazione proteica
- Febbre, con diminuzione della sintesi proteica e aumento della degradazione proteica
- Infiammazione, con diminuzione della sintesi proteica e aumento della degradazione proteica
- Ferite, con diminuzione della sintesi proteica e aumento della degradazione proteica
- Alti livelli di NO (ossido nitrico), con diminuzione della sintesi proteica e aumento della degradazione proteica
Obesità, con diminuzione della sintesi proteica e aumento della degradazione proteica
P.S. sono quindi tutte situazioni dove occorre considerare l'opportunità di dare aminoacidi/proteine in più fintantoché non si risolve il problema.

Aggiornamento 8/11/2016

Secondo uno studio randomizzato le proteine vegetali sono più sazianti rispetto a quelle animali.

Il microbiota reagisce molto velocemente ai cambi di alimentazione, e molte proteine animali sono associate ad una flora più infiammatoria rispetto alle diete plant-based.



Aggiornamento 17/11/2016

Secondo alcuni, più aminoacidi metti e più massa muscolare fai, e carne pesce ecc hanno la formula stechiometrica (ossia i rapporti tra diverse molecole) perfetta per questo fine. Non è per niente così, lo spiega bene il dott Giordano in questo post, in cui viene spiegato come alcune integrazioni siano inutili, ad esempio arginina e alanina, che tolgono più muscolo di quanto ne sintetizzino.


"ALANINA, AMINOACIDI E INCOMPETENTI E PER FINIRE ARGININA. Qualcuno a seguito del mio articolo del 10 novembre "Massa muscolare, pool di aminoacidi e niente alanina nel pool" mi ha chiesto come sia possibile che una dose di alanina di 100-200 mg possa vanificare, ridurre gli effetti di sintesi proteica e fare anche danni tossici in un soggetto che pesa diciamo 70-75 chili. In fondo stiamo parlando di una quantità di pochi milligrammi rispetto a un corpo di 70-75 chili. Ma la mia risposta è stata molto semplice! Perché forse in questo stesso pool aminoacidico una dose di leucina di appena 2-3 grammi ti sembra così elevata e rilevante su un corpo di 70-75 chili? Ragionando così dovremmo almeno introdurre un chilo di leucina per essere rilevante rispetto a un corpo di 70-75 chili di peso. 
La verità, per le persone serie, preparate, competenti e oneste è un'altra! Sappiamo benissimo che una dose di leucina tra 600 mg-3 grammi di leucina è efficace per la sintesi proteica, come sappiamo benissimo che l'ipertrofia muscolare è un processo lento, non è che i muscoli crescono a velocità supersonica, anche se ci stiamo allenando nel migliore dei modi possibili. I muscoli crescono in un processo dove pochi milligrammi giorno dopo giorno si accumulano a poco a poco e fanno alla fine la differenza che desideriamo ottenere.
Se osserviamo una formula aminoacidica, in un pool aminoacidico una compressa più o meno al massimo raggiunge qualcosa di più di un (1) grammo. Quindi quando prendiamo dalle 5 alle 15 compresse al massimo introduciamo 15 grammi. Se poi questi 15 grammi li prendiamo 3-4 volte al dì, al massimo arriviamo a 60 grammi giornalieri.
Stiamo parlando sempre di quantità che viste rispetto a un peso corporeo di 70-75 chili rimangono relativamente basse.
Ma la valutazione sul rapporto stechiometrico va fatta su come, con che cosa e con quali quantità di ogni singolo aminoacido è composta una (1) compressa.
Così ci accorgiamo che in un pool aminoacidico una dose di appena 2-3 grammi di Leucina è efficace per la sintesi proteica quanto una dose di 100-200 mg di Alanina per danneggiare fortemente questa sintesi proteica. Entrambe sono quantità relativamente deboli rispetto a un peso di 70-75 chili, ma significative l'una rispetto all'altra.
Finito di spiegare questi concetti in maniera il più semplice e comprensibile possibile, perché non vorrei tirare fuori complesse equazioni matematiche sui rapporti ponderali di un pool aminoacidico rispetto all'ATP utilizzabile tramite ciclo di Krebs, aggiungo qualcos'altro di altrettanto importante.
Perchè perdere tempo ad ascoltare persone non competenti, che si vantano di piccole lauree in loro possesso, perchè credere ad aziende e venditori che non raccontano la verità e non fanno altro che scopiazzare e pure male prendendo un po' da questa e un po' da un'altra formula, aggiungendo a sentir loro questa o quell'altra molecola, e questo per non incorrere in violazioni dei diritti di brevetto, o per mostrarsi originali, quando invece sarebbe meglio rivolgersi proficuamente per l'efficacia che si desidera ottenere a quelle formule di pool aminoacidiche progettate da scienziati che lavorano da anni in questo campo e noi in Italia abbiamo la fortuna di averne uno che ha inventato i famosi BCAA lavorando su culturisti e altre tipologie di persone e che poi tutti gli altri non hanno fatto che copiare!
Scienziato che poi continuando il suo lavoro di ricerca e l'esperienza che per primo al mondo ha accumulato sugli aminoacidi, ha evolutivamente migliorato passando dalla proposta dei BCAA a formule aminoacidiche di pool più complesse dove oltre a gli aminoacidi essenziali, che comprendono anche i BCAA, ha aggiunto qualche aminoacido non essenziale che potenziava e completava sinergicamente la formula iniziale. Ricordo a tutti che lui si occupa di aminoacidi sin dal 1980. Ha ben 36 anni di esperienze scientifiche accumulate! Veramente pochi in tutto il mondo sono quelli che hanno avuto la fortuna e la competenza e la costanza come lui di occuparsi di metabolismo degli aminoacidi.
Ecco cosa scrive nel suo bellissimo libro Gli aminoacidi: lettere di un alfabeto più antico della vita:
<<Miscele di aminoacidi particolari, possono essere composte per formare "password" che permettono di modulare una rete di messaggi, capaci di controllare la gerarchie di eventi che regola fisiologicamente la produzione energetica e la sintesi proteica. Quindi gli aminoacidi sono le basi naturali sulle quali la vita si fonda, agendo non solo sui mitocondri, ma su tutti i livelli in cui i recettori e i trasduttori di segnali della membrana e il DNA sono funzionanti"
E ancora tornando sull'Alanina scrive:
<<...La formulazione di aminoacidi CATHON è efficiente a rendere l'insulina più efficace sui muscoli, cuore e fegato, perché non contiene arginina e alanina! Questo apre il doloroso capitolo di quanto sia difficile gestire la conoscenza della complessità semantica dei rapporti reciproci fra concentrazioni di aminoacidi>>.
Chi parla così è una persona che in 36 anni di ricerca ha provato e riprovato varie combinazione quantitative di aminoacidi in un pool.
E vorrei qui anche ricordare relativamente a quando citato sopra, quanto l'insulina sia fondamentale per fare funzionare bene la sintesi proteica. Arginina e l'alanina rendono l'insulina molto meno efficace!

E infine altra citazione da libro:
<< L'uso di alcuni aminoacidi come l'alanina e l'arginina, ha effetti non favorevoli sul piano metabolico poiché causa resistenza periferica all'insulina, e questo provoca una ridotta produzione di ossidi di azoto, il maggiore vasodilatatore nel microcircolo periferico...>>
Noi dobbiamo usare, se vogliamo un ottimo risultato, un pool aminoacidico fatto bene, conoscendo bene la biochimica, la fisiologia e il metabolismo e la fisiopatologia degli aminoacidi.
Noi dobbiamo usare una formula aminoacidica che la potenzi l'insulina, che è l'ormone più anabolico. Noi dobbiamo aumentare la sensibilità insulinica, migliorando il flusso e l'entrata degli aminoacidi nelle cellule. Noi dobbiamo aumentare la sensibilità insulinica, affinchè in questo modo venga potenziata la sua attività di trasduzione dei segnali per avviare la sintesi proteica e tutto ciò è vanificato e ridotto da aminoacidi come Arginina e Alanina.
In quanto all'arginina, questo è un aminoacido molto importante, ma occorre capire che il modo migliore di beneficiare dell'arginina non è quello di supplementarla, ma di fare in un altro modo. In modo cioè di farla produrre, sintetizzare in loco, dentro la cellula e lì dove serve. Parliamo di un altro modo strategico di agire per ricavarne davvero dei benefici e vantaggi e non sprecarla e danneggiandoci prendendola direttamente per bocca perchè non arriverebbe mai in quantià sufficiente lì dove serve e al momento del bisogno fisiologico. E questo sarà il tema di un mio prossimo intervento."

Aggiornamento 24/11/2016

In generale, le diete con meno proteine sono associate ad una più lunga aspettativa di vita, e questo deriva da osservazioni su uomini e animali. Tuttavia questo può portare ad un eccesso di carboidrati che facilita la deposizione di tessuto adiposo e quindi ridurre il vantaggio della riduzione proteica. L'effetto è appunto chiamato "leva proteica", e può essere ridotto da una corretta attività fisica e riduzione della temperatura ambientale.
Il  massimo aumento di FGF21, fattore associato con la longevità, si ha con le diete high carb, meno con chetogenica, restrizione calorica e proteica, sovralimentazione. In pratica si attiva con contrastanti tipi di alimentazione, e questo spiega perché alcuni possono avere vantaggi dal digiuno mentre altri vanno a perdere solo muscolo (ectomorfi)



Aggiornamento 2/12/2016

L'utilizzazione proteica è influenzata, come sempre, dal microbiota. A seconda dei microbi presenti nel nostro intestino, abbiamo un adeguato utilizzo dell'azoto (proteine) e la sua ritenzione (aumento della massa muscolare). Spesso le proteine in eccesso non fanno altro che "avvelenare" il microbiota, riducendo la loro stessa utilizzazione, inibendo la metabolizzazione dell'azoto endogeno e predisponendo a malattie. Altre persone invece hanno necessariamente bisogno di proteine in più, perché come sempre la dieta deve essere personalizzata.
"Il prossimo obiettivo sarà di caratterizzare le combinazioni dietetiche che favoriscono il miglior esito di salute" ha detto il prof Holmes.

Una dieta con un più alto contenuto di proteine riduce il miglioramento nella sensibilità insulinica durante il dimagrimento: ancora una volta gli aminoacidi appaiono un'arma a doppio taglio.

Aggiornamento 8/12/2016

Un grande docente, Francesco Dioguardi, ci spiega le complicate relazioni tra eccessi aminoacidici, tumori e altre malattie, e il loro potenziale terapeutico attraverso la modulazione del sistema mTOR e l'induzione dell'apoptosi (morte programmata delle cellule, anche tumorali).
Alcune info sui sistemi anabolici che riguardano le proteine.

Aggiornamento 22/12/2016

La restrizione di alcuni aminoacidi, metionina, ramificati e alcuni non essenziali, appare legata ad un aumento dell'aspettativa di vita e riduzione dell'aumento di peso e della glicemia, così come la restrizione calorica in generale, attraverso l'inibizione del complesso mTOR1. Questo ovviamente è valido soprattutto nei sedentari.
Anche metionina e triptofano, se ridotti negli animali, allungano la vita. Questo è dovuto alla formazione di metaboliti che alterano il metabolismo.


Aggiornamento 30/12/2016

Con la dieta di tipo occidentale, priva di fibre, nutriamo i batteri che sono associati alle malattie, mentre con un altro quantitativo di fibre prosperano i batteri amici. Esiste tuttavia una forte soggettività nelle risposte, per cui alcuni possono beneficiare di alcuni accorgimenti (ad esempio più o meno proteine, cereali, legumi ecc)

Aggiornamento 28/1/2017

Un eccessivo introito proteico non accompagnato da una sufficiente introduzione di fibre aumenta il rischio (e non solo) cardiovascolare in chi soffre di problemi renali


Aggiornamento 1/2/2017

Un altro motivo per essere prudenti con le proteine, UPR (unfolded protein response), un fenomeno che porta alla sintesi di proteine difettose, alla base di molte malattie croniche come diabete, Alzheimer, tumori ecc





Aggiornamento 19/2/2017

40g di proteine hanno un miglior effetto di 20 nel post allenamento di persone giovani e sane che fanno attività di potenza. Sembrerebbe scontato ma nessuno l'aveva mai dimostrato.



Aggiornamento 22/2/2017

In persone diabetiche una dieta con un  quantitativo di proteine relativamente alto ha dato risultati simili sia che venissero da fonti animali che vegetali

Aggiornamento 5/3/2017

Una review dettagliata su come la composizione del microbiota (e i loro metaboliti) influenzi l'utilizzo delle proteine. In alcuni non fanno altro che aumentare gli scarti metabolici, mentre in altri sono necessarie per il buon funzionamento. Uno dei prodotti la cui disponibilità è fondamentale per il buon funzionamento è il glutatione.
Quello che serve è, come al solito, la personalizzazione dell'intervento dietetico!



Aggiornamento 19/3/2017

La restrizione dell'aminoacido metionina porta a cambiamenti nell'espressione dei geni che favoriscono la longevità

Aggiornamento 21/4/2017

Una dieta ricca in proteine animali aumenta il rischio di fegato grasso in persone sovrappeso

Aggiornamento 27/4/2017

Secondo una revisione degli studi dosi moderatamente alte di proteine danno vantaggi, abbinate ad attività fisica, nella composizione corporea e non sono associate ad aumento di grasso.

Aumentando le proteine nell'alimentazione aumentano anche i prodotti di fermentazione come ammoniaca e composti solforati, che si ritrovano nelle feci, e p-cresolo nelle urine.


Aggiornamento 15/3/2017

Un surplus calorico da proteine non appare aumentare la massa grassa, almeno nel breve periodo e in un ambiente controllato.
In persone che fanno un allenamento di forza (tipo body building) oltre 3 g/kg di peso corporeo di proteine non hanno dato segni di danno dopo 4 mesi.

Aggiornamento 26/6/2017


L'altezza è considerata un fattore di rischio tumorale. Questo perché le persone più alte hanno più cellule e più ormoni correlati con la crescita e la proliferazione cellulare, e questi sono ovviamente proporzionali anche alla disponibilità di cibo, e in particolare proteine.

Aggiornamento 5/7/2017


Secondo una nuova revisione degli studi, si conferma che diete relativamente iperproteiche protratte nel tempo non sembrano dare problemi in persone sane, ma solo in persone con problemi renali preesistenti. Tuttavia la carne rossa sembra essere associata ad un maggiore rischio di futura malattia renale anche nei sani, mentre le proteine vegetali appaiono protettive.

L'altezza si conferma un fattore di rischio per minore salute in vecchiaia.


Aggiornamento 17/7/2017

Utilizzare soltanto gli aminoacidi che il nostro genoma ci indica come importanti potrebbe essere la via per la dieta più appropriata (quello che da anni prescrive il prof Dioguardi), in particolare per la crescita e la longevità.


I delicati e complicati equilibri tra anabolismo e catabolismo, tutt'altro che semplici come qualcuno li vorrebbe credere, in una slide del dott. Occhionero





Aggiornamento 18/7/2017

Le proteine e l'attività di resistenza (pesi) sono il primo determinante della massa magra nei giovani.


Aggiornamento 21/7/2017

Con l'età la capacità rigenerativa delle cellule muscolari si riduce, e quando vengono danneggiate vengono rimpiazzate da cellule adipose: questo aumenta il rischio di diabete, sarcopenia e altre malattie croniche.



Abbinare una bibita dolce (sia contenente zucchero che dolcificanti artificiali) ad un pasto proteico (ma anche glucidico) costituisce una bomba metabolica perfetta per l'accumulo del grasso: infatti il consumo di energia e in particolare di grassi scende, mentre aumentano l'appetito e la preferenza per il junkfood



Aggiornamento 25/9/2017

Una dieta lievemente iperproteica, low carb e con una buona quantità di grassi ha dimostrato di far aumentare la densità mitocondriale  e preservare la massa magra in giovani sani

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