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giovedì 12 settembre 2013

Perché il digiuno fa male



Alcuni ricercatori, tra cui uno che ho già citato, Piccini, sostengono che il digiuno, più o meno alternato, sia una buona cosa. E di solito fanno l'esempio citando Auschwitz, dicendo che nei campi di concentramento nessuno moriva di malattie cardiovascolari.
In realtà il digiuno non fa altro che ridurre la quantità di leptina che giunge all'ipotalamo e aumentare quella di grelina.
C'è una bella differenza: la prima attiva l'ipotalamo, promuovendo la spesa energetica, riducendo il rischio di diabete e attivando gli assi tiroideo, somatotropo e riproduttivo; ovvero ci consente di svolgere le nostre attività di tutti i giorni. Come dire: abbiamo da mangiare, possiamo permetterci di spendere, accrescere la nostre masse muscolari, riprodurci.
Al contrario la grelina rallenta il metabolismo e stimola tutti quei meccanismi che portano ad accumulare le calorie piuttosto che bruciarle, e aumenta il rischio di diabete.

Kalra P & Kalra S , Progress in Brain Research, Vol. 181




La perdita di peso iniziale è dovuta prevalentemente alla riduzione della muscolatura, ponendo così le basi per un abbassamento del metabolismo e rendere il corpo flaccido.
La fame aumenterà, perché aumenta la grelina e si riduce la leptina, e la tendenza sarà di mangiare di più per recuperare il peso perduto.


Come dice testualmente un editoriale pubblicato su Nature, la restrizione calorica vacilla sul lungo periodo, e così l'opinione che allunghi la vita. Non è possibile mettere organismi destinati a vivere 70-80 anni a dieta ferrea per un arco di tempo così lungo.

Aggiornamento ottobre 2015

Il digiuno intermittente sta emergendo come pratica potenzialmente benefica, ma ancora da valutare a pieno su chi. Riporto un appunto del dott Giordano su digiuno intermittente e tumori

DIGIUNO INTERMITTENTE/DIGIUNO E TUMORI
Mentre La Restrizione calorica Intermittente e il Digiuno è benefico per molti tipi di cellule normali, il contrario è vero per le cellule tumorali. Le cellule dei tumori presentano gravi anomalie mitocondriali e generano il loro ATP principalmente dalla glicolisi, piuttosto che dalla fosforilazione ossidativa. Inoltre, i tumori sono altamente vascolarizzati e quindi le loro cellule hanno accesso a grandi quantità di glucosio circolante. Modelli animali hanno costantemente dimostrato che La Restrizione Calorica Intermittente inibisce e perfino inverte la crescita di una gamma di tumori, tra cui il neuroblastoma, il tumore della mammella e il tumore ovarico. Il passaggio alla chetogenesi può svolgere un ruolo importante nella soppressione della crescita tumorale perché molte cellule tumorali sono in gran parte in grado di utilizzare i chetoni come fonte di energia; di conseguenza, le diete chetogeniche possono potenziare gli effetti antitumorali della Restrizione Calorica Intermittente. Sebbene preliminari, i recenti casi di studio su pazienti umani suggeriscono potenziali applicazioni della Restrizione Calorica Intermittente nel trattamento di una serie di tumori, tra cui quelli del seno, alle ovaie, alla prostata, e il glioblastoma. In effetti, la teoria evoluzionistica prevede che le mutazioni casuali accumulate impediranno alle cellule tumorali di effettuare i necessari adattamenti metabolici in condizioni di Restrizione Calorica Intermittente.

Bibliografia minima di riferimento:
Seyfried TN, Flores RE, Poff AM, D’Agostino DP. Cancer as a metabolic disease: Implications for novel therapeutics. Carcinogenesis. 2014;35(3):515–527. [PMC free article] [PubMed]
Lee C, et al. Fasting cycles retard growth of tumors and sensitize a range of cancer cell types to chemotherapy. Sci Transl Med. 2012;4(124):124ra27. [PMC free article] [PubMed]
Safdie FM, et al. Fasting and cancer treatment in humans: A case series report. Aging (Albany, NY Online) 2009;1(12):988–1007. [PMC free article] [PubMed]
Zuccoli G, et al. Metabolic management of glioblastoma multiforme using standard therapy together with a restricted ketogenic diet: Case report. Nutr Metab (Lond) 2010;7:33. [PMC free article] [PubMed]
Seyfried TN. Cancer as a Metabolic Disease: On the Origin, Management and Prevention of Cancer. John Wiley & Sons; Hoboken, NJ: 2012. pp. 261–275.

Aggiornamento novembre 2015

Il dott Speciani ci aggiorna sul digiuno intermittente.



Aggiornamento marzo 2016

Il mio nuovo articolo sul digiuno

Aggiornamento novembre 2016

Attivare l'autofagia, con protocolli OPPORTUNI di digiuno alternato, potenzia l'effetto delle terapie tumorali (chemio e radio); ovviamente non vale per persone in cachessia e bisogna sempre discutere col professionista l'opportunità di utilizzare queste strategie.


Aggiornamento 12/12/2016


In un modello animale di leucemia, il digiuno uccide le cellule cancerose riducendo la leptina.


Aggiornamento 30/1/2017

I danni della restrizione calorica.


Aggiornamento 18/2/2017


In un modello animale, il digiuno alternato aumenta la dipendenza da cibo. Non dovrebbe infatti essere utilizzato in persone con disturbi del comportamento alimentare perché aumenta il desiderio di cibo spazzatura

Aggiornamento 20/2/2017


Il digiuno intermittente si conferma efficace nel ridurre i fattori di rischio cardiovascolari, tumorali e di invecchiamento

Aggiornamento 30/4/2017

Ecco perché il digiuno non va bene in chi ha disturbi del comportamento alimentare.

Aggiornamento 10/5/2017

In un nuovo studio, il digiuno alternato non dà risultati migliori della semplice restrizione calorica. Ci si dimentica di dire però che in qualcuno può averla data, in altri no, perché nell'effetto statistico i risultati si annullano tra loro

Aggiornamento 21/6/2017

La mia intervista a Buongiorno Regione Sardegna, su digiuno e sclerosi multipla.


Aggiornamento 28/6/2017
"Quando un tumore si è formato, può il digiuno intermittente essere utilizzato per far morire di fame il cancro?
Le cellule tumorali hanno solitamente un tasso metabolico superiore rispetto ai circostanti tessuti normali, e il loro  principale combustibile è il glucosio.
Il digiuno intermittente mira a ridurre la concentrazione di glucosio circolante.
 Il digiuno ha dimostrato di provocare una riduzione delle concentrazioni di fattori di crescita (IGF) e dell'insulina, determinando la morte cellulare.
Infatti  alcuni tumori hanno concentrazioni superiori di IGF, e alcune terapie farmacologiche bloccano queste vie, ma spesso senza esito positivo sul lungo termine.
Combinare il digiuno con le correnti terapie ha  mostrato alcuni promettenti risultati preliminari in modelli animali.
Il digiuno intermittente o un ridotto apporto calorico combinato con la radioterapia ha diminuito la progressione dei tumori al seno nei topi e ha anche protetto i tessuti sani durante la chemioterapia.

 Un altro studio ha mostrato che i modelli murini di glioma erano più sensibili sia alla radioterapia sia alla chemioterapia dopo 48 ore di digiuno rispetto ai controlli.
Per prendere in considerazione il digiuno negli umani, è indispensabile selezionare i pazienti, perché molti individui con malattia avanzata potrebbero aver già subito una notevole perdita di peso, che sarebbe ulteriormente aggravata da un regime chemioterapico.
I risultati tratti da una serie di casi di dieci pazienti sottoposti a chemioterapia suggeriscono che in diversi tumori il digiuno intermittente accompagnato da un regime di chemioterapia ha funzionato bene, è tollerato, e i pazienti che hanno digiunato avevano una riduzione degli effetti collaterali, gastrointestinali e stanchezza.
Il regime di digiuno non ha avuto alcun effetto dannoso sulla funzione della chemioterapia.
Tuttavia, sono necessarie analisi più rigorose prima che questa tecnica possa essere adottata.
È necessario identificare quale tipo di digiuno e quali individui ne beneficerebbero, considerando fattori quali l'età, il peso e il tipo di tumore.
Alla luce di ulteriori prove, una dieta che simula il digiuno, risultando in un simile effetto biochimico senza un digiuno permanente, potrebbe essere più tollerabile per la popolazione generale.

Ma per il momento, rimane una pratica non validata sull'uomo".



Aggiornamento 4/7/2017

Alcuni effetti metabolici del digiuno.

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