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lunedì 7 marzo 2016

Digiu-no?

Ieri un'interessante puntata di Presa Diretta in cui si è chiarito lo stato nutrizionale (pessimo) degli italiani e si è parlato degli studi (molto interessanti e promettenti) del prof Longo sul digiuno.
Il campo è sicuramente promettente, ma in pochi minuti ho sentito un sacco di "la voglio provare". 
Attenzione. 
Questo si può fare solo sotto stretto controllo e dopo accurati esami. Ricordo che negli anni 50 del secolo scorso Ancel Keys fece degli studi sulla restrizione calorica (Minnesota Experiment). Negli anni successivi i pazienti ebbero problemi psichiatrici che sfociarono nei disturbi del comportamento alimentare e arrivarono fino all'automutilazione. No al faidaté.

Aggiornamento 17/3/2016

Il digiuno alternato migliora la composizione corporea molto meglio di una semplice restrizione calorica.
Aggiornamento 30/4/2016

10 benefici del digiuno intermittente.

Aggiornamento 31/5/2016

Il nuovo studio di Walter Longo, su digiuno e sclerosi multipla. Il digiuno appare da sconsigliare nei ragazzi e negli anziani over 70.

Aggiornamento 19/6/2016

Il digiuno proposto come cura di numerose condizioni, autoimmuni, asma, tumori ecc
Un modello animale in cui il digiuno alternato previene infiammazione, fegato grasso, glicemia alterata e tutte le condizioni metaboliche legate all'eccesso di peso.


Aggiornamento 9/9/2016

Il digiuno alternato in un nuovo studio dà buoni risultati e non sembra provocare recupero del peso a 6 mesi.



Aggiornamento 16/10/2016

Interessante post di un collega sul digiuno per sbloccare il metabolismo.
La guida di Authoritynutrition a questa pratica. Secondo questo articolo il digiuno intermittente è genericamente sicuro e non rallenta il metabolismo.

Aggiornamento 18/10/2016


Secondo un nuovo studio italiano, concentrando il cibo in 8 ore, e digiunando per 16, una persona che faccia allenamento di potenza non perde forza né massa magra ma migliora alcuni parametri metabolici. 



Aggiornamento 18/11/2016

Uno studio ha comparato la classica restrizione calorica col digiuno alternato: il secondo funziona molto meglio nel miglioramento della composizione corporea.


Dal post di Emanuele Giordano (da eseguire sotto sorveglianza di nutrizionisti esperti)


TUMORI E DIGIUNO. LINEE-GUIDA PER I PAZIENTI ONCOLOGICI E PER GLI ONCOLOGI. Se l'oncologo è d'accordo, il paziente può digiunare o intraprendere una Dieta Mima-Digiuno della durata di tre giorni prima, e 1 giorno dopo la chemioterapia. Questa indicazione può cambiare a seconda del tipo di chemioterapia somministrata e dell'intervallo tra i cicli di somministrazione. I pazienti NON DOVREBBERO ricominciare a mangiare (o riprendere l'alimentazione normale) finché il chemioterapico non è al di sotto dei livelli di tossicità nel sangue (in genere 24-48 ore dopo la somministrazione). 
Per trattamenti che durano fino a 3 giorni, i pazienti possono adottare una Diete Mima-Digiuno 1 giorni prima, 3 giorni durante e 1 giorno dopo la chemioterapia, per un totale di 5 giorni. Periodi di trattamento più lunghi rendono difficile digiunare ma, previa approvazione dell'oncologo, possono sempre essere abbinati a una Dieta Mima-Digiuno maggiormente calorica.
Benché siano stati raramente constatati effetti collaterali negativi provocati dal digiuno (incremento dei marcatori di tossicità epatica in una paziente a cui veniva somministrato un cocktail chemioterapico), bisogna comunque tenere presente i possibili rischi a esso connessi. 
Ad esempio, una prematura ripresa dell'alimentazione immeditamente dopo la chemioterapia potrebbe provocare danni epatici, dovuti alla combinazione di farmaci epatossici con la proliferazione delle cellule epatiche causata dal digiuno.
Per questo è importante lasciar trascorrere almeno 24 ore dalla somministrazione della chemioterapia. A partire da 24 ore dopo la chemioterapia il paziente dovrebbe mangiare solo riso, pasta o una fonte simile di carboidrati, zuppe di verdura e succhi di frutta per altre 24 ore. Poi potrà riprendere l'alimentazione consueta. Dovrebbe anche cercare di ritornare a un peso corporeo normale prima di effettuare un altro ciclo di Digiuno.


Queste sono le Linee guida e i consigli del Prof Valter Longo, La Dieta della Longevità.

Aggiornamento 22/11/2016

Anticipare la cena, o saltarla, può essere un buon modo per combattere l'obesità.

Il  massimo aumento di FGF21, fattore associato con la longevità, si ha con le diete high carb, meno con chetogenica, restrizione calorica e proteica, sovralimentazione. In pratica si attiva con contrastanti tipi di alimentazione, e questo spiega perché alcuni possono avere vantaggi dal digiuno mentre altri vanno a perdere solo muscolo (ectomorfi)



Aggiornamento 12/12/2016

In un modello animale di leucemia, il digiuno uccide le cellule cancerose riducendo la leptina.
La restrizione calorica durante la vita prenatale aumenta invece il rischio di diabete di tipo 2 nella prole, e questo può verificarsi in diverse generazioni successive



Aggiornamento 24/12/2016

P53, una proteina importante per la regolazione del ciclo cellulare, si stabilizza durante il digiuno: potrebbe essere una delle vie attraverso il quale la restrizione calorica riduce il rischio di malattie.



Aggiornamento 8/2/2017

Per la prima volta una società scientifica, quella dei cardiologi americani, si spinge a dare indicazioni non sulla qualità e quantità dei cibi, ma sull'"ordine" dell'alimentazione. La posizione consiglia di evitare di saltare i pasti, la colazione in particolare, mangiare disordinato, evitare lo spiluccamento, fare un lungo digiuno notturno, utilizzare cibi salutari per gli snack. Approva inoltre il digiuno alternato. Tutte queste pratiche sono viste come preventive delle malattie cardiovascolari.


Aggiornamento 18/2/2017

In un modello animale, il digiuno alternato aumenta la dipendenza da cibo. Non dovrebbe infatti essere utilizzato in persone con disturbi del comportamento alimentare perché aumenta il desiderio di cibo spazzatura


Tutto ciò che mangiamo è un segnale per il nostro organismo.
Ad esempio mangiare tessuti che hanno accumulato nel tempo danni molecolari (ossia da organismi più anziani) accelera l'invecchiamento.
Questo studio rinforza l'idea dell'invecchiamento come accumulo di danni nel tempo.

Cade anche il teorema secondo cui tutto ciò che entra nello stomaco viene digerito e diventa tutto uguale.



Aggiornamento 20/2/2017

Il digiuno intermittente si conferma efficace nel ridurre i fattori di rischio cardiovascolari, tumorali e di invecchiamento

Aggiornamento 30/4/2017

Ecco perché il digiuno non va bene in chi ha disturbi del comportamento alimentare.



Aggiornamento 10/5/2017

In un nuovo studio, il digiuno alternato non dà risultati migliori della semplice restrizione calorica. Ci si dimentica di dire però che in qualcuno può averla data, in altri no, perché nell'effetto statistico i risultati si annullano tra loro


Aggiornamento 24/5/2017

Uno studio non molto numeroso ma fatto bene ha mostrato che il digiuno alternato non fa perdere più peso della semplice restrizione calorica.
La cosa più interessante però è che viene sottolineato che non esiste una dieta adatta a tutti (nello studio in particolare qualcuno ha avuto vantaggi, qualcuno no, e la media dei risultati è "nessuna differenza", cosa ben diversa da "il digiuno è inutile"). E che il digiuno intermittente è da sconsigliare soprattutto negli "snackers", le persone che mangiano poco e spesso


Aggiornamento 21/6/2017

La mia intervista a Buongiorno Regione Sardegna, su digiuno e sclerosi multipla, e l'articolo di The Scientist sul digiuno.


Aggiornamento 28/6/2017
"Quando un tumore si è formato, può il digiuno intermittente essere utilizzato per far morire di fame il cancro?
Le cellule tumorali hanno solitamente un tasso metabolico superiore rispetto ai circostanti tessuti normali, e il loro  principale combustibile è il glucosio.
Il digiuno intermittente mira a ridurre la concentrazione di glucosio circolante.
 Il digiuno ha dimostrato di provocare una riduzione delle concentrazioni di fattori di crescita (IGF) e dell'insulina, determinando la morte cellulare.
Infatti  alcuni tumori hanno concentrazioni superiori di IGF, e alcune terapie farmacologiche bloccano queste vie, ma spesso senza esito positivo sul lungo termine.
Combinare il digiuno con le correnti terapie ha  mostrato alcuni promettenti risultati preliminari in modelli animali.
Il digiuno intermittente o un ridotto apporto calorico combinato con la radioterapia ha diminuito la progressione dei tumori al seno nei topi e ha anche protetto i tessuti sani durante la chemioterapia.

 Un altro studio ha mostrato che i modelli murini di glioma erano più sensibili sia alla radioterapia sia alla chemioterapia dopo 48 ore di digiuno rispetto ai controlli.
Per prendere in considerazione il digiuno negli umani, è indispensabile selezionare i pazienti, perché molti individui con malattia avanzata potrebbero aver già subito una notevole perdita di peso, che sarebbe ulteriormente aggravata da un regime chemioterapico.
I risultati tratti da una serie di casi di dieci pazienti sottoposti a chemioterapia suggeriscono che in diversi tumori il digiuno intermittente accompagnato da un regime di chemioterapia ha funzionato bene, è tollerato, e i pazienti che hanno digiunato avevano una riduzione degli effetti collaterali, gastrointestinali e stanchezza.
Il regime di digiuno non ha avuto alcun effetto dannoso sulla funzione della chemioterapia.
Tuttavia, sono necessarie analisi più rigorose prima che questa tecnica possa essere adottata.
È necessario identificare quale tipo di digiuno e quali individui ne beneficerebbero, considerando fattori quali l'età, il peso e il tipo di tumore.
Alla luce di ulteriori prove, una dieta che simula il digiuno, risultando in un simile effetto biochimico senza un digiuno permanente, potrebbe essere più tollerabile per la popolazione generale.

Ma per il momento, rimane una pratica non validata sull'uomo".


Aggiornamento 6/7/2017


Saltare un pasto ogni tanto non sembra legato ad una riduzione del dispendio energetico, ma saltare la colazione aumenta la predisposizione al diabete anche senza aumento di peso

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