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sabato 2 luglio 2016

Dieta alcalina, cosa c'è di vero?


Esiste una dieta alcalinizzante?
Il pH è un valore riferito alla concentrazione di ioni idrogeno (H+) in una soluzione. In generale, quando supera i 7 si parla di alcalinità (o basicità), se invece è inferiore a 7 si parla di acidità.
Il PRAL è invece un valore riferito alla capacità di un alimento di far variare il pH urinario, ossia di liberare H+ (o OH-) nel corpo che poi vanno espulsi dall'organismo.
Attualmente non vi è evidenza scientifica che in persone sane sia possibile modificare il pH del sangue con l'alimentazione ma, appunto, solo quello urinario.
Abbiamo 2 sistemi tampone, uno polmonare e l'altro renale, che ripristinano il pH appena esso venga modificato da metaboliti di nutrienti (e non dai cibi in sé come qualcuno vaneggia) che producono degli acidi, come gli aminoacidi solforati ad esempio o il sale da cucina. Allo stesso modo quindi non vi è modo di alzare il pH ("alcalinizzare") con sostanze come l'acido citrico del limone, o alcuni sali minerali come magnesio, potassio, calcio, o altri anioni organici che vengono metabolizzati a bicarbonato nell'organismo.
Se il pH dovesse cambiare, questo determinerebbe alterazione delle strutture proteiche (denaturazione, a causa delle rotture dei ponti idrogeno) e quindi della loro funzionalità, determinando forti problemi a tutto l'organismo.

In ogni caso il pH dell'alimento, come detto prima, non c'entra nulla, così alimenti con pH acido (limone) hanno un PRAL negativo (alcalinizzante delle urine) mentre alimenti lievemente alcalini (latte) hanno PRAL positivo (acidificante). In realtà è l'effetto di alcuni nutrienti che hanno il potere di mettere in funzione il sistema tampone che riporta il pH a valori fisiologici (circa 7,4).



http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3604792/figure/F1/

Questo succede grazie soprattutto al bicarbonato presente nel sangue, e al calcio e al fosforo che vengono rilasciati dalle ossa, le nostre riserve alcaline. Per questo alcuni ritengono che l'introduzione di cibi proteici possa indebolire le ossa.
A variare il suo pH è quindi l'urina, che espelle l'eccesso di H+, e non il sangue.
E così sembrerebbe che i debunker abbiano ragione.

Tuttavia non è vero che questo non succeda in senso assoluto: l'acidosi metabolica, ossia un calo costante del pH plasmatico al di sotto di 7,35, è una complicanza normale (e sostanzialmente asintomatica) ad esempio della malattia renale (glomerulonefrite), malattia a carattere infiammatorio.
Ecco l'audio di una lezione magistrale del prof Capasso di Napoli, massimo esperto italiano di acidosi metabolica nel paziente nefropatico, durante un congresso di nefrologi.





Inoltre esistono altre condizioni in cui il pH si abbassa e non si finisce in coma in pochi minuti. È una leggenda messa in giro da persone che conoscono poco la fisiologia e ancor meno la patologia. Bressanini stesso parla di 6,8 prima di raggiungere il coma.
Nel caso della malattia renale l'acidosi metabolica è dovuta alla perdita di bicarbonati (uno dei sistemi tampone) con le urine, dato che il rene non funziona più correttamente. Le conseguenze sono perdita di osso e di massa magra e riduzione della sintesi proteica, insulino-resistenza: tutte caratteristiche tipiche della sindrome metabolica e dell'anziano. Anche la perdita di bicarbonato con la diarrea può portare ad acidosi temporanea.

Altre cause di acidosi sono il diabete incontrollato (chetoacidosi diabetica), la setticemia, l'intossicazione con alcune sostanze (salicilati, glicole etilenico, alcol, metanolo), l'insufficienza epatica, la chirurgia bariatrica, specie se si utilizza la metformina o altri farmaci.



complicanze della chirurgia bariatrica, tra cui l'acidosi (slide Dott. Stefano Pintus)
Secondo qualcuno la fisiologica riduzione della funzionalità renale che si ha con l'età può portare ad un lieve calo del pH, con le conseguenze che vediamo (fragilità ossea, dolori muscolari, deplezione muscolare e dismetabolismo).

L'acidosi di tipo lattico può essere dovuta anche a tumori ed esercizio strenuo, 2 condizioni che portano alla produzione di quantità notevoli di acido lattico appunto.
Da tutte queste cose capiamo che il sistema tampone funge benissimo normalmente, ma può essere messo in difficoltà da condizioni sicuramente estreme, ma comunque possibili. Insomma non è infallibile.

E qual è il trattamento disponibile nell'acidosi metabolica da insufficienza di bicarbonati (in pratica quando scendono sotto i 22mEq/L)? La semplice somministrazione di ultraeconomico bicarbonato di sodio, NaHCO3. O ancora meglio di potassio citrato, che dà meno effetti collaterali (aumento dei volumi plasmatici ed escrezione di calcio). O di cibi che normalmente alcalinizzerebbero le urine, ma che in questo caso sono alcalinizzanti anche per il corpo, tendendo a compensare la riduzione di bicarbonati, risparmiando la funzionalità renale residua.

La tendenza di questi ultimi anni è già comunque, in caso di malattia renale, consigliare una dieta con un carico acido basso per risparmiare la funzionalità renale residua, ricca in frutta, verdura e addizionata con bicarbonato, anche se non è ancora chiaro quanto e se possa essere utile.
Le persone in acidosi metabolica cronica, dovuta ai loro reni malfunzionanti e quindi in stato di deplezione di bicarbonati, non certo vitali come grilli ma neanche in stato comatoso, vengono sottoposte a somministrazione di bicarbonato con discreti risultati (anche se ancora incerti), risparmiando la funzionalità renale residua e estendendo la loro aspettativa di vita, migliorando la funzionalità cellulare
Un importante trial randomizzato e controllato (il massimo della scienza) è in corso per stabilire con maggiore evidenza dosi ed effetti della terapia alcalinizzante e così le linee guida.

Gli studi osservazionali portano a mostrare che un PRAL positivo tende ad essere associato nel tempo a maggiore incidenza di malattie renali, e quindi ci si chiede se utilizzare cibi alcalinizzanti possa in un certo senso "risparmiare" lavoro al rene e farlo durare più a lungo.

Il sistema tampone funziona bene in chi ha quantità sufficienti di bicarbonati nel sangue, mentre gli altri possono andare incontro a abbassamento del pH sanguigno, senza appunto andare in coma come qualcuno sostiene, ma con manifestazioni patologiche tipiche (resistenza insulinica e anabolica, perdita di muscolo e tessuto osseo) dell'invecchiamento e della sindrome metabolica.

Tumori  

Il noto effetto Warburg, l'utilizzo della componente anaerobia e quindi acidificante della respirazione cellulare, appare una componente importante nella progressione dei tumori e nella formazione delle metastasi, tuttavia non vi è ancora certezza che il pH giochi un ruolo fondamentale nella malignità di tutti i tumori.

Il microambiente acido e ipossico attorno al tumore, caratteristico anche di altre condizioni infiammatorie, può arrivare ad un pH vicino a 6 ("fenotipo Warburg"), e questo porta ad una completa alterazione delle funzioni delle cellule vicine e del loro metabolismo.
Aumentano la resistenza alla chemioterapia (che può selezionare tumori più resistenti), l'alterazione della matrice extracellulare, la proliferazione, la vascolarizzazione e il danno ossidativo, i processi cellulari di replicazione e sintesi proteica.
Il lattato inoltre sostiene tumori come quello polmonare o il melanoma convertendo i macrofagi che così rilasciano fattori di crescita.

http://www.springer.com/us/book/9783709118238

Negli studi animali fornire bicarbonato o altri alcalinizzanti sembra ridurre l'aggressività e la proliferazione del tumore, e aumentare l'efficacia delle terapie.
Tuttavia una metanalisi chiarisce che non vi è evidenza scientifica a favore (ma viene specificato neanche contro) l'uso di acqua alcalina o altri agenti alcalinizzanti né per la prevenzione né per la terapia del cancro. Questo semplicemente perché esistono cellule sensibili al cambio di pH e cellule non sensibili.
In parole povere è una terapia che funzionerebbe a seconda del tumore, ma per questo non la si può descrivere come evidence-based medicine. Del resto il futuro della terapia oncologica, così come di quella nutrizionale, è la personalizzazione.

Sport


Come accennato prima, lo sport intenso può portare ad una riduzione temporanea del pH, soprattutto dovuta alla produzione di acido lattico che si riversa nel torrente sanguigno, e non rimane nei muscoli a causare dolori come si crede. I dolori post esercizio sono dovuti infatti ai DOMS (rotture nelle fibre muscolari) e non all'acido lattico.

L'uso di agenti alcalinizzanti (bicarbonati e citrati) prima della prestazione è consigliato da una metanalisi, sebbene venga sottolineato che l'effetto è individuale. Insomma la temporanea acidosi può ridurre la performance, e questa riduzione può essere attenuata aumentando la riserva alcalina del corpo.


Osteoporosi

Le prove sul legame con l'osteoporosi sono sia a favore che contro, non solo a favore come dice qualcuno, e la differenza può farla l'attività fisica come già spiegato. Anche perché le proteine possono aumentare l'assorbimento di calcio, ma solo con l'attività fisica e le vitamina D e K2 il calcio si fissa nelle ossa.
Ad esempio il PRAL sembra associato a minore densità ossea negli anziani, a conferma della minor capacità dei loro reni di tamponare il pH.


Diabete e obesità

Il fatto di "alcalinizzare" partì dall'osservazione che inducendo acidosi metabolica, tramite avvelenamento, si hanno alterazioni della glicemia (diabete in pratica) che favoriscono l'aumento di peso.
Studi osservazionali (che non dimostrano causalità) mettono in mostra che chi mangia con un PRAL inferiore ha minore rischio di diabete, malattie cardiovascolari e renali: questo può anche essere dovuto ad altre componenti di frutta e verdura. E rimane quindi il dubbio se mangiare "alcalino" possa gestire o prevenire queste patologie.

Anche chi ha problemi di ipossia (gli obesi durante il sonno ad esempio) ugualmente ha una riduzione dell'efficacia del sistema tampone (polmonare in questo caso) e quindi potrebbe essere ugualmente a rischio acidosi metabolica.

Non è possibile tuttavia definire con certezza se è nato prima l'uovo o la gallina, quindi non possiamo affermare con certezza se l'acidosi è conseguente alla resistenza insulinica, all'aumento di peso ecc o viceversa. Quindi che le alterazioni dismetaboliche siano dovute ad un abbassamento del pH rimane solo un'ipotesi.


Conclusioni

L'approccio "alcalino" è sicuramente benefico, nel senso che privilegiare cibi come frutta e verdura ricchi di sostanze benefiche e nutrizionalmente densi, ma non possiamo dire che in una popolazione sana possa far variare il pH e "alcalinizzare".

Esistono tuttavia discrete evidenze che in persone con alterazione del sistema tampone (i.e. insufficienza renale) e anziani gli alimenti a PRAL negativo abbiano buon impatto nel risparmiare la funzionalità renale residua. Si deve ancora stabilire la corretta quantità e la presenza di effetti collaterali.
Non vi è ancora chiarezza sulle quantità di bicarbonato e sull'esito a lungo termine, questo è vero, ed esistono anche effetti potenzialmente avversi, come ritenzione di sodio (e quindi di liquidi), aumento della pressione (anche se il prof Capasso nella sua presentazione lo esclude), anomalie elettrocardiografiche e calcificazione vascolare.
Negli sportivi l'effetto appare soggettivo.
Nella terapia tumorale appare un possibile approccio complementare.
Che persone con diabete, sindrome metabolica, obesità ecc abbiano un abbassamento del pH plasmatico non è dimostrato, rimane un'ipotesi (sicuro per qualcuno), ma che a queste persone aumentare frutta e verdura faccia bene difficilmente può essere messo in discussione.
Se volete bervi l'acqua col limone appena svegli, non ci sono problemi: probabilmente non vi alcalinizzerà, ma sicuramente può darvi altri vantaggi contro anemia, calcoli renali, facilitare la digestione, prevenzione tumorale e cardiovascolare.
Sul bicarbonato invece esistono ancora dubbi per l'esistenza di possibili effetti collaterali, anche per il miglioramento della resistenza insulinica, ma presto arriveranno linee guida.

Update 9/7/2016

La Cleveland Clinic ci dà i consigli per mantenere la salute renale: bere, ma senza esagerare, mangiare soprattutto cibi sani (in generale quelli che prevengono il diabete), mantenere la massa muscolare col giusto esercizio, evitare integratori inutili o pericolosi, smettere di fumare, fare attenzione ai farmaci (ad esempio antidiabetici e analgesici), controllare regolarmente la funzione renale.
E conferma i motivi per bere acqua e limone.





Update 12/7/2016

Un video sull'acidosi metabolica da parte di una docente statunitense.





Update 12/7/2016

Ulteriori conferme nel modello animale sui benefici di una riduzione del carico acido e della supplementazione di bicarbonato, che viene addirittura definito come un possibile elisir di lunga vita.

Update 23/7/2016

Il sale pare essere associato con riduzione della salute ossea e aumento del rischio di osteoporosi e osteopenia.



Update 2/8/2016

Armando D'Orta spiega come si sfrutta l'effetto Warburg per guarire da alcuni tumori come il glioblastoma.

La dieta DASH, simile alla mediterranea, è benefica per il rene.

Aggiornamento 30/8/2016

Una nuova review di Nature chiarisce i meccanismi di formazione dei calcoli renali, e raccomanda una alimentazione alcalina, soprattutto con sali di potassio (citrato ad esempio), e povera di sodio (sale da cucina).
Inoltre chiarisce che chi soffre di calcoli ha spesso alterazioni dell'assorbimento del calcio e della sua escrezione, e rischio di osteoporosi.

Aggiornamento 31/8/2016

L'urea non smaltita dai reni in persone con insufficienza renale contribuisce alla progressione della resistenza insulinica.
La supplementazione con folati rallenta la progressione della malattia renale.
Quello che fa bene per il cuore fa bene anche per i reni: la dieta DASH (un approccio simil mediterraneo) pare attualmente il miglio modello. Questo probabilmente perché ha un PRAL ridotto, che affatica meno i reni e riduce il rischio di acidosi metabolica.
Gli antiossidanti possono aiutare a salvaguardare la funzionalità renale residua, soprattutto nei dializzati.



Aggiornamento 3/9/2016

Negli studi sui topi, gli agrumi prevengono e ritardano l'obesità, il diabete, le malattie cardiache ed epatiche, grazie alle loro vitamine e antiossidanti.

Aggiornamento 16/9/2016

L'acidosi metabolica induce i cambiamenti metabolici nel "carburante" utilizzato dalla cellula tumorale.
I bambini nati pretermine sviluppano reni più piccoli, e sono così a rischio di ipertensione, insulinoresistenza e malattie cardiache.



Aggiornamento 24/9/2016

I benefici per la funzione renale delle diete veg.
Gli inibitori di pompa protonica ("antiacidi") si confermano deleteri per il rene. Aumentano in generale anche la mortalità.
Per preservare la funzionalità renale in chi abbia problemi, attenzione al fosforo e al modo di cucinare.
L'importanza di una dieta alcalinizzante, ricca di nutrienti che non tolgano calcio dall'osso, in una metanalisi. E senza supplementi di calcio che aumentino il pericolo cardiovascolare.

Aggiornamento 28/9/2016

L'acidosi indotta dall'ipeglicemia  può facilitare la perdita di osso e quindi le fratture.
Negli anziani supplementare con frutta e verdura è uno dei modi per ridurre la sarcopenia.

Aggiornamento 4/10/2016

Le proteine animali sono associate ad aumento della mortalità cardiovascolare, mentre quelle vegetali riducono il rischio soprattutto in chi ha fattori di rischio (ipertensione, glicemia ecc). Sostituire le fonti di proteine, soprattutto la carne rossa e processata, diminuisce la mortalità.
Le proteine vegetali hanno più elementi alcalinizzanti solitamente (potassio, magnesio, bicarbonati e calcio).
Il lattato, prodotto dalla glicolisi anaerobica, può avere un ruolo fondamentale nella progressione di alcuni tumori.

Aggiornamento 12/10/2016

L'ipossia si correla con l'aggressività del tumore pancreatico.
Le apnee notturne, tipiche delle persone con eccesso di grasso e legate a temporanea acidosi, aumentano il rischio di diabete. Questo per chiudere il cerchio: tutti i tasselli entrano bene.

Aggiornamento 18/10/2016


Per i fumatori che hanno problemi renali, smettere di fumare dà vantaggi superiori a qualsiasi farmaco.
I meccanismi con cui il bicarbonato migliora la prestazione atletica. La dose migliore appare tra 0,2 e 0,3 g per kg di peso corporeo. Attenzione agli effetti collaterali intestinali. Anche la beta alanina può aiutare.

Aggiornamento 22/10/2016

Come l'acidosi cronica influisce negativamente sul calcio osseo.
Un claim dell'EFSA di 7 anni fa stabilisce l'importanza di un normale metabolismo acido-base e che lo zinco può contribuire ad aiutare.

I reni stanno male quando c'è una disbiosi intestinale, iperinsulinemia e diabete, ipernutrizione. Non necessariamente molte proteine, che possono essere smaltite agevolmente se il rene è sano.

Aggiornamento 28/10/2016

Il consumo di bibite dolcificate sembra legato al rischio di malattia renale terminale.

Aggiornamento 4/11/2016

Chi soffre di calcoli renali è più a rischio di nefropatia. Una ragione in più per assumere una dieta a basso PRAL.


Aggiornamento 11/11/2016

Anche senza riduzione delle proteine, la supplementazione con agenti alcalinizzanti previene il peggioramento dell'acidosi metabolica e della funzionalità renali in persone con problemi renali.
La costipazione, a causa della variazione nei batteri intestinali, potrebbe essere predittiva di problemi renali.

Aggiornamento 17/11/2016

La dieta chetogenica può avere buon impatto sul tumore al colon perché inibisce la produzione di lattato e piruvato, che conferiscono resistenza a chemio e radioterapia, e limita l'effetto Warburg riducendo la glicolisi anaerobia.

Aggiornamento 24/11/2016

I fosfati, nemici dei reni, particolarmente presenti nei cibi animali e soprattutto nelle bibite gassate e come additivi degli alimenti (formaggi confezionati, prosciutti ecc). L'effetto negativo si ripercuote poi sul cuore. FGF23 è un mediatore, e anche la perdita di massa muscolare può essere coinvolta, così come il metabolismo energetico.

Chi prende farmaci per l'ulcera o il reflusso ha un aumentato rischio di danno renale e calcoli. Molti pazienti hanno risolto il problema con accorgimenti dietetici.

Casi gravi di anemia possono portare ad acidosi metabolica

il sodio può favorire l'aumento di peso e di pressione, ma non il sodio bicarbonato. Comunque è meglio ridurre il sale


Aggiornamento 2/12/2016


Due nuovi studi ribadiscono il legame tra diabete e carico acido e tra calcoli renali e carico acido. In particolare le proteine vegetali non aumentano il rischio di calcoli, quelle dei latticini lo riducono in donne giovani mentre carne e pesce (non latticini) lo aumentano modestamente in persone adulte. Il potassio (frutta e verdura) è preventivo.
Gli studi sono entrambi osservazionali quindi hanno necessità di essere confermati.


L'obesità in adolescenza predispone per l'osteoporosi in età adulta: grazie al grasso viscerale la struttura ossea viene infatti permanentemente alterata.

Aggiornamento 8/12/2016

Il fumo si conferma dannosissimo per i reni, e può azzerare i vantaggi delle terapie per l'insufficienza renale.

Aggiornamento 12/12/2016

Come si fa a ridurre la mortalità dei pazienti con insufficienza renale? Con un'alimentazione definita salutare: privilegiando frutta e verdura, pesce, legumi, cereali integrali e fibra, riducendo zucchero, carne rossa e sale.

Aggiornamento 14/12/2016

Scoperte 2 nuove proteine che favoriscono la proliferazione del tumore in ipossia.
il diabete è un fattore di rischio per l'osteoporosi.


Aggiornamento 20/12/2016

La proteinuria, un problema tipico dell'insufficienza renale, è associata con demenza senile.
A conferma del microambiente acido del tumore, è stata messa a punto un metodo per "illuminare" il tumore e renderlo più visibile ai chirurghi, sfruttando appunto la diversità di pH rispetto alle cellule normali.

Aggiornamento 27/12/2016

Dal libro "Nutritional Pathophysiology of Obesity and Its Comorbidities, 1st Edition":

"L'insufficienza renale progressiva (CKD) è accompagnata da una diminuzione della capacità di espellere gli acidi non volatili (compresi quelli derivanti dall'alimentazione, NDR), con conseguente riduzione del pH del sangue e  ridotti livelli di bicarbonato nel plasma. Quando la CKD progredisce, il carico acido è tamponata dall'osso, causando anomalie al tessuto osseo (osteoporosi, NDR).
Nell'acidosi metabolica sperimentale viene attivata la via ubiquitina-proteasoma che porta alla proteolisi e una maggiore distruzione delle proteine ​​(Mitch et al.,1994). I prodotti di degradazione, ammoniaca e azoto, liberati dalle proteine ​​corporee, danneggiano il rene e stimolano l'infiammazione cronica tubulo-interstiziale attraverso un via metabolica mediata dal complemento.
Anche se bassi livelli di bicarbonato e l'acidosi metabolica franca sono comunemente visti solo in fase ndante letteratura scientifica suggerisce che una ridotta escrezione di acido è presente anche nelle fasi iniziali.

L'acidosi non è clinicamente evidente perché gli acidi sono tamponati da componenti intercellulari e minerali ossei."

Spesso a un danno renale acuto ne segue uno cronico: questo è dovuto alla perdita di capillari e alla mancata riparazione del danno


Aggiornamento 28/12/2016

Avere tendenza a formare calcoli renali potrebbe essere un'indicazione che il calcio non si deposita nelle ossa ma nelle arterie, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari e osteoporosi. Come fare a prevenirli? Attività fisica e alimentazione a basso PRAL, ricca di vegetali.

Che relazione c'è tra problemi renali e tiroidei? Gli ipotiroidei hanno una riduzione nell'attività delle pompe sodio-potassio, e questo significa ritenzione di liquidi e difetti nella acidificazione delle urine, che possono portare ad acidosi nei tubuli prossimali ed eccessiva perdita di sodio e bicarbonato.
Gli ipertiroidei invece non riescono a concentrare le urine e quindi perdono più acqua. Hanno maggiore sensibilità alle catecolamine quindi sale la pressione, potenzialmente esponendo a rischio cardiovascolare.

Il fumo in gravidanza compromette la funzionalità renale del bambino; questa associazione è minore ma esiste anche per il fumo passivo dopo la nascita.

Aggiornamento 2/1/2017

Le persone con problemi renali possono andare incontro a problemi cognitivi che rendono più difficile prendere decisioni.
FGF 23 nelle persone con problemi renali fa da ponte tra infiammazione, ossa, fosforo e metabolismo del ferro


Aggiornamento 7/1/2017

Chi ha malattie renali ha alto rischio di malattie cardiache perché ha molta tendenza alla formazione di coaguli densi. Le malattie renali sono una delle più pericolose e più sottovalutate causa di malattia, e in USA un terzo della popolazione è a rischio.

Aggiornamento 9/1/2017

In un modello animale (cavalli), dosi elevate di sale da cucina inducono acidosi metabolica postprandiale.

Le cellule "senescenti", che maturano andando avanti con l'età, sono quelle che determinano i danni al rene. Tra i fattori, la costante ipercaloricità. l'ipertensione, l'assenza di antiossidanti.

Alcune popolazioni, come quella cinese, sono più soggette ai problemi renali.

Aggiornamento 18/1/2017


Le prugne sono un'ottima fonte di boro, minerale che migliora la ritenzione di calcio nelle ossa e previene l'osteoporosi

Legame zucchero (e obesità) e tumori (dalla rivista New Scientist)

"Una dieta ad alto contenuto di zucchero per un periodo prolungato determinerà generalmente un eccesso di nutrienti che circolano nel corpo. Questo innalzerà il metabolismo, con conseguente generazione di forme reattive di ossigeno supplementari, che possono danneggiare il DNA, e aumentare così la probabilità di mutazioni dannose.
Essa può anche portare a livelli generalmente più elevati di insulina, che favorisce la crescita cellulare. Molti tumori possiedono più recettori per l'insulina rispetto alle altre cellule, e questo aumenta ulteriormente la loro risposta (allo zucchero, NdR).
È logico che se si hanno cronicamente alti livelli di insulina, si può predisporre al cancro: "Stai costantemente sottoponendo te stesso a un segnale 'vai!' ", dice Karen Vousden, capo scienziato del Cancer Research UK. Inoltre, le cellule adipose rilasciano molecole-segnale come gli ormoni che stimolano a loro volta i tumori a crescere".



Aggiornamento 24/1/2017

FGF23 si associa a incrementata calcificazione arteriosa e quindi pericolo cardiovascolare.



Aggiornamento 28/1/2017

Un eccessivo introito proteico non accompagnato da una sufficiente introduzione di fibre aumenta il rischio (e non solo) cardiovascolare in chi soffre di problemi renali.
L'infiammazione dovuta al cibo è una delle cause dei danni renali.


Aggiornamento 30/1/2017

Altre conferme sull'importanza del PRAL nella dieta nell'insufficienza renale.
Il ferro stimola la crescita di alcuni batteri che possono peggiorare le malattie renali e altre situazioni infiammatorie: è quindi consigliabile, oltre a ridurre le fonti, un miglioramento della flora intestinale.



Aggiornamento 3/2/2017

L'attività fisica dovrebbe far parte della terapia sia preventiva che gestionale dei problemi renali.

Aggiornamento 10/2/2017

Gli obesi "metabolicamente sani", quelli che nonostante il peso in eccesso hanno, almeno in apparenza, un quadro clinico da persona sana, sono a rischio di malattia renale, soprattutto in caso di infiammazione latente

Aggiornamento 13/2/2017

L'importanza dello stress del reticolo endoplasmastico nell'oncogenesi. In particolare gestisce i meccanismi molecolari alterati nelle cellule tumorali, tra cui il destino dei nutrienti. E l'acidosi lattica ha una certa importanza nel favorire angiogenesi, sopravvivenza tumorale e metastatizzazione.


Aggiornamento 18/2/2017

Oltre il 10% degli americani adulti ha una malattia cronica renale

La sindrome cardio-renale, un insieme di caratteristiche che colpisce in caso di infiammazione sistemica, è ora ufficialmente riconosciuta. Tra i segni, oltre alle disfunzioni cardiache e renali, sepsi e diabete. Anemia, obesità, endotossemia, alterato microbiota e permeabilità intestinale, alterazioni neuroormonali e insufficienze nutrizionali tra le cause. L'acidosi derivante dall'uremia può essere causa di insufficienza cardiaca.

Ridurre il sale migliora la salute e la pressione delle persone con malattia renale.


Aggiornamento 20/2/2017

I cristalli che vanno a formare calcoli renali, al di là del dolore, provocano una risposta infiammatoria, e gli alcalinizzanti sono un ottimo modo per ridurre la formazione

Aggiornamento 23/2/2017


Per ridurre il sodio, una dieta ricca in potassio è fondamentale. Così da ridurre pressione e rischio renale e cardiovascolare

Aggiornamento 25/2/2017


Perché quando c'è insulino-resistenza è così difficile dimagrire e mettere muscolo? Perché si determina un restringimento del flusso di sangue verso i muscoli. Così i nutrienti vengono diretti al tessuto adiposo e prevalentemente "messi da parte" per i momenti di difficoltà. Questo meccanismo, che ci ha permesso di sopravvivere alle carestie e all'impossibilità di procurare cibo, oggi, quando sussiste per un tempo prolungato, determina il diabete di tipo 2

Aggiornamento 4/3/2017


Come mai diabete e ipertensione vanno di pari passo? Quando si alza la glicemia (e di conseguenza l'insulina) il rene trattiene più liquidi, e l'aumento di ritenzione si traduce in incremento di pressione sanguigna. I cibi che danno resistenza insulinica sono generalmente quelli industriali, ricchi di carboidrati e grassi raffinati, ma anche un eccesso proteico può determinarla


Aggiornamento 7/3/2017

La terapia nutrizionale per chi abbia problemi di reni, tra cui la gestione dell'acidosi metabolica, è fondamentale per ritardare la progressione della malattia

Aggiornamento 10/3/2017

Stretta connessione tra fegato grasso e problemi renali

Il fosfato di origine vegetale (legumi, cereali integrali, frutta secca) non appare deleterio nella malattia renale perché poco assorbibile


Aggiornamento 14/3/2017

Una riduzione nella clearance dei solfati, ossia i metaboliti derivanti sia dagli aminoacidi solforati sia dai gas (H2S) utilizzati come neurotrasmettitore, si associa sia a insufficienza cardiaca che ridotta funzionalità renale



Aggiornamento 17/3/2017

Non si sa ancora bene perché, ma in fase di stress il corpo produce proteine alterate e il pH intracellulare (non sanguigno) si abbassa (acidificazione). Questo porta ovviamente ad alterazione delle funzioni delle proteine. Questa è ritenuta una risposta evoluzionistica e adattativa, ma non è ancora chiaro il senso.

Un'ipotesi prevede che tra le cause dell'aumento di peso ci sia l'eccesso di anidride carbonica che favorisce un calo del pH sanguigno, al quale è sensibile l'ipotalamo, che gestisce la nostra composizione corporea.
Anche l'adattamento all'altitudine porta a un calo del pH sanguigno


Aggiornamento 18/3/2017

Il lattato, prodotto di alcuni tumori, aumenta l'angiogenesi e in generale spinge il tumore a diffondersi e sopravvivere. Uno dei motivi per cui gli sportivi si ammalano meno di tumore può essere il fatto che il loro corpo è più preparato per processare e metabolizzare il lattato, cosa che non succede nei sedentari

Una nuova guida sui benefici della dieta alcalina in persone con problemi renali.



Aggiornamento 20/3/2017

I folati insieme agli antipertensivi rallentano la progressione della malattia renale significativamente.

Le persone con malattia renale hanno spesso carenza di selenio e glutatione (che dipende dal selenio), e la supplementazione di questo minerale migliora il suo dosaggio nel sangue e così la capacità antiossidante.
Altri modi per aumentare il glutatione sono: terapia iperbarica, N-acetilcisteina, dimetilfumarato, fitocomposti (phytochemicals) vari, tra cui curcumina, cannella e resveratrolo, folati.

Il magnesio si conferma utile in persone sovrappeso con problemi renali: migliora infatti sia la pressione che la glicemia



Aggiornamento 25/3/2017

Come si sapeva già da tempo, la malattia renale aumenta il rischio cardiovascolare, favorendo la calcificazione della placca aterosclerotica.

Aggiornamento 2/4/2017

Forti legami tra malattia renale e obesità

Un'acidificazione dei tessuti cartilaginei è presente nell'artrite reumatoide, a causa dell'accumulo di lattato



Aggiornamento 10/4/2017

Tutti i casi di acidosi metabolica: il gap anionico (differenza tra bicarbonati e altri sali come sodio e cloro) è fondamentale per la diagnosi
Tra i farmaci che la causano possiamo aggiungere i glucoretici (inibitori SGLT2), antidiabetici che fanno urinare glucosio.


Aggiornamento 15/4/2017

Per migliorare la pressione, non solo ridurre il sale, ma anche aumentare il potassio, presente soprattutto in frutta e verdura


Aggiornamento 22/4/2017

Dosi basse di ammonio nelle urine possono essere il segno precoce di malattia renale e acidosi metabolica; la somministrazione di alcalinizzanti può prevenire il problema
La malattia renale è fortemente infiammatoria a livello sistemico e soprattutto per i vasi sanguigni (rischio cardiovascolare).


Aggiornamento 25/4/2017

Circa metà degli ictus e degli infarti sono dovuti all'ipertensione. Aumentare il potassio è importante come ridurre il sodio per mantenere la corretta pressione sanguigna. Ha un effetto simile a quello di un farmaco diuretico.

Alcuni batteri intestinali sono associati alla produzione di p-cresilsolfato, derivato dagli aminoacidi fenilalanina e tirosina che aumenta il carico di lavoro renale

Aggiornamento 30/4/2017

Gli effetti dei farmaci contro l'osteoporosi nelle persone con problemi renali non sono chiari

Aggiornamento 2/5/2017

Bassi livelli plasmatici di magnesio aumentano il rischio di fratture, ma non sono necessariamente collegati a bassa introduzione con la dieta

L'insufficienza renale è responsabile di più morti cardiovascolari di quanto ipotizzato.

La sindrome da apnea notturna porta alla liberazione di sostanze proinfiammatorie che contribuiscono alla disfunzione del pancreas nel diabete.

Un terzo degli americani è a rischio di malattie renali, soprattutto legate all'acido urico.


Aggiornamento 9/5/2017

"I fattori proinfiammatori nella malattia renale includono la riduzione della clearance delle citochine; Infezioni come la malattia parodontale; lo stress ossidativo; Fenotipo delle cellule muscolari associato a senescenza; ipogonadismo; Accumulo di Prodotti finali di glicazione avanzata e tossine assorbite nell'intestino; Sovraccarico di sodio; acidosi metabolica; Disturbi minerali ossei; Accumulo di particelle di calcioproteine; Squilibrio autonomico; Resistenza all'insulina; Ipossemia intradialitica; E fattori genetici e epigenetici.
L'ormone della tiroide, che regola la termogenesi potenziando la stimolazione adrenergica, è ridotto."
Esiste insomma una completa alterazione del metabolismo energetico e immunitario nella malattia renale.

Aggiornamento 20/5/2017

cambiamenti nelle vie metaboliche sono essenziali per la sopravvivenza del tumore. Quando viene affamato, si nutre grazie all'ambiente circostante (autofagia ecc)

La dieta occidentale (o anche falsa mediterranea), ricca di sale, proteine da animali allevati in maniera insana e cereali raffinati, è il miglior modo per ridurre la funzionalità renale, mentre frutta e verdura, nutrendo i bifidobatteri che detossificano l'organismo, la proteggono


Aggiornamento 29/5/2017

In persone con problemi renali non è possibile stabilire la sicurezza dei farmaci per l'osteoporosi. 

Anche un consumo per brevi periodi di cortisonici è associato con incrementato rischio di malattia: sepsi, trombosi, fratture.

Lo studio conclude suggerendo di minimizzare questi farmaci se esiste un'alternativa.

Un esperimento interessante che dimostra il cambio di pH sanguigno in base alla fornitura di sali alcalinizzanti o acidificanti: i primi hanno aumentato la sintesi proteica (albumina e fibre muscolari), la seconda ridotta

Aggiornamento 31/5/2017


suggerimenti di integrazione e periodizzazione dell'alimentazione per gli atleti: quando usare molti e pochi carboidrati, come "allenare" l'intestino a tollerare gli alimenti e lo sforzo senza entrare in crisi ecc. Particolare menzione per il bicarbonato che evita l'acidosi metabolica.

La terapia sostitutiva con testosterone riduce la malattia renale in persone carenti.



Aggiornamento 5/6/2017


Ridurre il sodio sotto i 2,3 g al giorno non sembra essere associato con riduzione della pressione. Invece aumentare potassio, magnesio e calcio risulta molto più utile

Aggiornamento 18/6/2017

Chi si alza più di una volta a notte per urinare ha probabilmente necessità di ridurre il sale

Il sovrappeso aumenta il rischio di malattia renale, arrivano conferme

Se i vostri reni funzionano male può dipendere dai microRNA, acidi nucleici che bloccano l'espressione delle proteine


Aggiornamento 5/7/2017

Secondo una nuova revisione degli studi, si conferma che diete relativamente iperproteiche protratte nel tempo non sembrano dare problemi in persone sane, ma solo in persone con problemi renali preesistenti. Tuttavia la carne rossa sembra essere associata ad un maggiore rischio di futura malattia renale anche nei sani, mentre le proteine vegetali appaiono protettive.

L'importanza dei metaboliti intestinali nell'infiammazione e nella sindrome cardio-renale.

Aggiornamento 7/7/2017

Le diete veg, grazie al loro minore potenziale acido, sono molto buone in persone con problemi renali


Aggiornamento 10/7/2017

Un adulto su 6 (15%) in USA ha problemi coi reni, e il 96% non sa di avere una forma silente di malattia renale.

Aggiornamento 12/7/2017

Un articolo di Authoritynutrition chiarisce che l'acqua con limone può aiutare a dimagrire, ma grazie all'acqua e non al limone. Inoltre in persone con problemi renali una dieta con basso PRAL può ridurre la necessità di limitare le proteine.

Aggiornamento 18/7/2017

Una review sull'acidosi metabolica, chiarisce che può determinare alterazione di alcuni parametri, in particolare aumento del cortisolo e del PTH, che contribuiscono ai vari effetti negativi (perdita di massa magra, ossea resistenza insulinica ecc. Conclude raccomandando di assumere più frutta e verdura.

La sindrome da apnee notturne, che riguarda le persone sovrappeso, anche tramite la frammentazione del sonno, determina aumento del cortisolo e così dei valori di glicemia e trigliceridi, aumentando il rischio cardiovascolare. Anche un aumento dell'infiammazione e dell'azione del sistema simpatico può essere notata. Usare il CPAP (respiratore notturno) dà molti vantaggi a queste persone.


Aggiornamento 21/7/2017

Per prevenire ipertensione e malattie renali è necessario avere un'alimentazione con le giuste proteine sia in gravidanza che nel primo periodo di vita. Basso peso alla nascita e nascita prematura aumentano il rischio.

L'obesità promuove modificazioni ormonali che agiscono a livello renale. L'iperinsulinemia in particolare stimola la produzione di ammoniaca e agisce sugli scambiatori sodio-idrogeno in modo da promuovere un ambiente acido nei tubuli.

Le malattie renali si combattono anche con l'attività fisica.

Aggiornamento 31/7/2017

La carenza di glutatione, associata a condizioni particolarmente pesanti come la somministrazione di farmaci (paracetamolo) per lungo tempo, può portare ad acidosi piroglutamica, dovuta alla difficoltà di smaltimento dell'acido piroglutamico. Malnutrizione, antibiotici, gravidanza, infezioni e problemi renali aumentano il rischio. 

Aggiornamento 4/8/2017

Una considerazione sui bifosfonati (farmaci per l'osteoporosi) da parte del dott Luchi.






Aggiornamento 5/8/2017

La specificità del tumore (se utilizza il Warburg effect o no) può determinare la resistenza ai farmaci, per cui si sta puntando a sviluppare chemioterapici che agiscano a diversi gradi di pH (intra ed extracellulari) e con diversi trasportatori.

Un caso di Cushing che ha portato a ipokaliemia (poco potassio nel sangue) e alcalosi metabolica.

Aggiornamento 10/8/2017

Secondo alcuni studiosi di Pavia (Della Guardia e Roggi) "l'evidenza suggerisce che il consumo di una dieta occidentale promuova un lieve grado di acidosi metabolica compensata dai reni.

L'effetto di disregolazione sul metabolismo dell'acidosi indotta dalla dieta sembra essere una questione clinica intrigante, e diverse evidenze significative sostengono questa ipotesi.

Tuttavia, i dati disponibili sono spesso difficili da interpretare a causa dei complicati meccanismi biologici non ben compresi.

Quindi, a nostro avviso, il ruolo della dieta occidentale nell'induzione di disturbi cronici clinicamente evidenti deve ancora essere valutata più accuratamente. Allo stesso modo, il ruolo della supplementazione con alcalinizzanti non è completamente convincente, così come gli effetti a lungo termine sono in gran parte sconosciuti.


Gli studi esaminati suggeriscono che le diete con un elevato carico acido sono suscettibili di indurre l'aumento del calcio escreto nelle urine incrementando così il rischio di sviluppare il calcoli.

Sembra che l'aggiunta di alcali possa esercitare un possibile ruolo terapeutico nella prevenzione in soggetti predisposti alla calcolosi.
Il verificarsi di perdita ossea e il rischio aumentato di osteoporosi sembrano essere altamente intriganti ma sostenuto da prove discutibili.
I dati sulla supplementazione sono più convincenti anche se molti studi dimostrano alcune inesattezze metodologiche.
Allo stesso modo, il rapporto tra acidosi indotta dalla dieta e disturbi del metabolismo muscolare o glicemico sono supportati da prove insufficienti e devono essere esaminati più accuratamente.
Invece l'aggiunta di alcali ha dimostrato una certa efficacia sulla modulazione della sensibilità al dolore alla schiena".


Aggiornamento 4/9/2017

Le complicazioni dell'azotemia alta, un problema spesso legato ai reni.

Le malattie renali sono spesso dovute a patologie mitocondriali. Il loro buon funzionamento è fondamentale per il rene, e possiedono tutte le caratteristiche degli altri mitocondri (sensibilità ai nutrienti, ai ROS, mitofagia ecc)

Aggiornamento 7/9/2017

Le carni rosse sono associate con rischio di malattia renale, mentre altre fonti proteiche come legumi, latticini magri e frutta oleosa appaiono protettive.

La resistenza insulinica sembra associata con la perdita di massa ossea

Aggiornamento 17/9/2017

Nel modello animale, l'HIIT cura la fragilità ossea nei topi anziani


Aggiornamento 19/9/2017

La dieta cheto non altera l'equilibrio acido-base né i bicarbonati plasmatici.

L'eccesso di fosforo appare un fattore di rischio per i reni, specie nei diabetici, e soprattutto se associato all'eccesso di sale. Il miglior modo per ridurlo è evitare insaccati e bibite gassate


Aggiornamento 23/9/2017

La flora intestinale ha un ruolo cardine nella malattia renale: determina infatti la produzione di composti che possono essere tossine o sostanze antinfiammatorie. A causa dell'aumentata permeabilità intestinale entrano nel circolo sanguigno e fanno progredire la malattia.


Le linee guida sui disordini minerali in caso di malattia renale insistono sulla limitazione dei fosfati


Aggiornamento 26/9/2017


La disidratazione e la continua esposizione al caldo possono essere in parte responsabili di danno renale

 Gli antiossidanti rallentano la progressione dell'insufficienza renale

Insufficienza cardiaca, malattia renale e disturbi del pH spesso vanno di pari passo.


Una dieta mediterranea (quasi plant based) abbinata ad acqua alcalina è efficace almeno quanto i farmaci nella cura del reflusso

Aggiornamento 7/10/2017

Nel modello animale il potassio (frutta e verdura) riduce la calcificazione delle arterie, evento che predispone per le malattie cardiovascolari


In persone con problemi renali, il carico acido della dieta determina perdita di fosforo che promuove calcificazione della placca

Gli endocannabinoidi sono deleteri per i reni

Si conferma che i tumori hanno un ambiente acido, ma la somministrazione di alcali (tra cui il semplice bicarbonato) ha ancora un effetto potenziale, con potenziali effetti avversi


Aggiornamento 11/10/2017

A volte possono esserci dubbi se la condizione sia acidosi metabolica o alcalosi respiratoria, perché entrambe sono caratterizzate da riduzione dei bicarbonati

Il tumore polmonare sembra molto dipendente dal lattato e può indurre modesta acidosi

L'effetto fondamentale dell'infiammazione nell'invecchiamento, anche renale: aumento delle vie cataboliche e riduzione di quelle anaboliche, sbilanciamento del tono simpatico-vagale, mediato dal microbiota, AGEs, tossine uremiche ecc,


Aggiornamento 17/10/2017


La risposta UPR è probabilmente una causa e non una conseguenza delle alterazioni metaboliche, anche nelle malattie renali, dove porta alla produzione di proteine anomale e malfunzionanti

I consigli per chi ha il potassio alto e problemi renali.


Aggiornamento 18/10/2017

Il lattato è un'importante fonte di nutrimento per le cellule normali e tumorali, e il disaccoppiamento del suo consumo con quello del glucosio può alterare il ciclo di Krebs.

L'olio di primula (grazie all'acido linolenico) può dare sollievo nel prurito uremico, tipico problema nell'insufficienza renale cronica.


Aggiornamento 22/10/2017

Da un post del dott. Luchi


Oggi a Lisbona é stata la volta della mia amica Prof. Lynda Frassetto che insegna Nefrologia alla Universitá di California.
Il tema era cruciale: ha senso preoccuparsi dei cibi acidi o alcalini? Anche se il pH del sangue rimane sempre tra 7.45 e 7.35 comunque si mangi? Ha senso preoccuparsi dell’acidificazione o alcalinizzazione di ciò che mangiamo?
Chi meglio di un Nefrologo può fare chiarezza in un tema così controverso? 
Secondo Lynda la risposta è un fragoroso: Sì. Avendo passato qualche giorno a parlare a fondo con lei di queste cose e avendo seguito la sua conferenza le cose mi sono più chiare. Ero scettico ma mi sono ricreduto, devo ammettere.

In pratica il nostro corpo è capacissimo di tenere nella norma il pH del sangue (cioè non farlo acidificare troppo o alcalinizzare troppo), ma questo accade a spese anche di muscoli, ossa e tessuto renale che si deteriorano nei decenni per mantenere l’equilibro. Quindi non è questione di quello che facciamo nel breve ma nel lungo termine.



Aggiornamento 27/10/2017

Nei giapponesi si è notato che il numero di nefroni (unità funzionale del rene) è inferiore, e questo potrebbe renderli più suscettibili a malattie renali e ipertensione nonostante la nota longevità e stile di vita solitamente sano.

Aggiornamento 31/10/2017

Il calcio è un minerale importante per la prevenzione delle fratture, ma i suoi eccessi non sono salutari: meglio prenderlo solo dai cibi e non da integratori

Una dieta vegan viene proposta per migliorare l'equilibrio acido-base


Aggiornamento 4/11/2017

Le apnee notturne creano problemi endocrini. Ne risentono diversi organi.
L'osso risente dell'ambiente acido creato (funzionando da tessuto tampone)  e dello stress ossidativo, e viene favorita l'osteoporosi. 
Vengono alterati gli ormoni riproduttivi (testosterone ed estrogeni) e la prolattina.
Il metabolismo del glucosio ne risente, favorendo l'insorgere del diabete e l'aumento di peso.
L'asse surrenalico (risposta allo stress) si altera, con aumento del cortisolo.
Vi è uno stato infiammatorio cronico, anche a causa dello stress ossidativo

"I pazienti con apnea ostruttiva del sonno (OSA) sono a maggior rischio di disturbi endocrini e metabolici come l'osteoporosi, l'ipogonadismo, l'iperprolattinemia, l'iperaldosteronismo e l'ipercortisolismo. Queste malattie possono comportare gravi conseguenze, tra cui l'abbreviamento dell'aspettativa di vita. Il costante aumento della disponibilità di test ormonali e di strumenti per la diagnosi di OSA ci offre la possibilità di individuare precocemente anomalie endocrine e polmonari coesistenti, dando così ai medici la possibilità di un adeguato trattamento nella fase iniziale di tali disturbi. Le interazioni tra OSA e soggetti analizzati sono complicati e multisfaccetati, per cui nella revisione abbiamo sottolineato le questioni vitali sollevate negli articoli pubblicati di recente. Sembra chiaro che un approccio così moderno all'OSA, che porti l'implementazione di una terapia corretta, romperà il circolo vizioso della disfunzione dell'insulina e della fertilità e migliorerà anche il controllo del peso e l'ipertensione. Inoltre, il riconoscimento e la comprensione dell'interazione tra la disfunzione delle vie aeree superiori locali e le sue conseguenze endocrine rendono possibile la cura multidisciplinare dei pazienti OSA. Crediamo che la nostra revisione, dando un'idea di nuovi studi, faciliterà questo approccio. A causa dell'epidemia di obesità, la diagnosi e il trattamento appropriato dell'OSA sono diventati una priorità in tutto il mondo. Vorremmo sottolineare che i pazienti affetti da OSA richiedono terapia complementare che possa correggere i cambiamenti endocrini, migliorare la qualità della vita e proteggere dalla morbilità associata e dalla morte prematura".



Aggiornamento 8/11/2017

Le diete iperproteiche e con eccesso di sale sono dannose in persone con insufficienza renale (circa il 10% della popolazione adulta). Infatti possono accentuare l'acidosi metabolica e peggiorare lo stato di salute, aumentando il cortisolo e così la perdita di muscolatura. Una dieta ricca in alimenti vegetali invece riduce le tossine uremiche, modulando il microbiota, e tampona l'acidità, riducendo la perdita di calcio osseo.
Anche una supplementazione di micronutrienti (vitamine e antiossidanti) e di sali alcalinizzanti può essere considerata


Aggiornamento 14/11/2017

L'insonnia, vista come forma di stress, si conferma collegata con depressione, malattie renali, ADHD, Alzheimer.

Un nuovo trattamento per l'acidosi metabolica: per evitare la somministrazione di alcali (che obbliga all'introduzione di altri sali minerali come il sodio potenzialmente indesiderati) si può dare il TRC101, un legante dell'acido cloridrico gastrico, aumentando così i bicarbonati sanguigni e tamponando l'acidità.
L'osso è un vero e proprio organo endocrino capace di attivare o spegnere il metabolismo.

L'eccesso di sale sembra nel modello animale, stimolare uno stato catabolico aumentando il cortisolo



Aggiornamento 20/11/2017

In un modello animale (coniglio) l'acidosi metabolica e le conseguenti urine acide riescono a proteggere il tratto urinario da infezioni di E. coli aumentando la produzione di una proteina antimicrobica

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