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giovedì 3 ottobre 2013

Zucchero per il cervello



Ogni tanto sento qualche nutrizionista, dietologo ecc che dice: non bisogna togliere lo zucchero (inteso come saccarosio, cioè glucosio + fruttosio), il nostro cervello usa solo lo zucchero quindi è necessario per vivere...
Questi geni ritengono che grazie alla veloce risalita della glicemia il loro cervello possa lavorare meglio.
In realtà la sensazione di benessere che si riceve dopo aver ingerito zucchero non è data dalla glicemia che si alza, ma dall'attivazione del sistema dopaminergico, cioè stimola il rilascio di dopamina nei centri del piacere (ad esempio il nucleus accumbens)
La dipendenza da zucchero è invece data dall'attivazione del sistema endocannabinoide.
Lo zucchero fa così bene al cervello che una glicemia modestamente alta è associata col morbo di Alzheimer, come segnala il dottor Attilio Speciani.
Nella Storia, le prime notizie dello zucchero risalgono al XIII secolo a.C., ma fino all'800 era considerato una "spezia", cioè una di quelle sostanze rare e costose, che solo i ricchi potevano permettersi.
Non si capisce come il cervello dei nostri antenati abbia potuto concepire le meraviglie dell'antichità, dalle piramidi alle scoperte astronomiche, dall'Anfiteatro Flavio all'Acquedotto Romano, dalle cattedrali alla Muraglia Cinese...

Il nostro cervello usa glucosio, che può provenire da diverse fonti, alimentari o endogene.
Cibi ricchi in carboidrati e quindi glucosio sono i cereali integrali e la frutta, che hanno un assorbimento lento, o i cereali raffinati e dolcificanti estratti vari (saccarosio, HFCS) che invece determinano un innalzamento della glicemia per lungo tempo e/o immediato. 
Le patate classiche sono in una posizione intermedia, mentre le patate dolci dovrebbero avere un effetto positivo, ma non ancora approvato unanimemente dalla comunità scientifica.
Per quanto riguarda le fonti endogene, quando non si ha a disposizione glucosio dall'alimentazione, mentre le scorte epatiche diminuiscono, il fegato stesso ricorre alla gluconeogenesi, grazie al quale da alcuni amminoacidi e dal glicerolo dei trigliceridi può fabbricare glucosio. Raramente si ha quindi una crisi ipoglicemica così forte da star male, il nostro organismo è evoluto per far fronte ai periodi di carestia.
La gluconeogenesi ha un inconveniente: libera ammoniaca, che va convertita in urea, a livello epatico, e che i reni devono smaltire. Così un eccessiva riduzione nell'introduzione di carboidrati, come avviene nelle diete chetogeniche, può affaticare reni e fegato.



http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2909535/figure/fig1/


Il grafico della diffusione del saccarosio è molto simile a quella del diabete e dell'obesità, malattie che fino a pochi decenni fa erano conosciute solo alla classe abbiente.
Ogni volta che c'è un picco glicemico nel nostro organismo, si attivano le vie infiammatorie che sono le stesse che stimolano l'organismo ad accumulare le calorie piuttosto che consumarle e, a lungo andare, favoriscono l'insorgere delle malattie a carattere prevalentemente flogistico (diabete di tipo 2, tumori, obesità aterosclerosi, malattie autoimmuni, Alzheimer) che erano relativamente rare fino a pochi decenni fa.

Lo zucchero fa alzare la lipemia (nelle analisi del sangue sono evidenziate come colesterolo e trigliceridi) ed è quindi associabile alle malattie cardiovascolari, diabete, obesità, gotta, steatosi epatica. Lo zucchero si associa al rischio di depressione e malattie psichiatriche.
Sono abbastanza i motivi per ridurne il consumo? Se la risposta fosse no, sappiate che lo zucchero fa anche invecchiare.
La glicemia alta, a causa del legame del glucosio e del fruttosio con le proteine del collagene, facilita infatti l'insorgenza delle rughe.

http://www.riversideonline.com/health_reference/Disease-Conditions/DS00890.cfm?RenderForPrint=1


Aggiornamento 12/10/2016

L'"esperto" Giampietro continua con l'argomento "lo zucchero è innocente", come se non fosse già stato smentito abbastanza.
6 ragioni per evitare il fruttosio industriale.


Aggiornamento 16/2/2017


La chirurgia bariatrica riduce l'appetito per alimenti dolci e grassi agendo sui recettori della dopamina



Aggiornamento 26/2/2017

L'iperglicemia è notoriamente legata al declino cognitivo. Probabilmente uno dei link è l'alterazione di un enzima dei macrofagi, MIF, che crea stress ossidativo e collega il sistema immunitario con l'Alzheimer



Aggiornamento 16/3/2017
Il cervello è in grado di produrre fruttosio. Questa capacità, più o meno marcata, può essere proporzionale alla propensione alle malattie metaboliche.
Aggiornamento 30/3/2017

Ottimo video di Filippo Ongaro che spiega la baggianata dello zucchero necessario per il cervello

Chissà perché a chiedere normative più stringenti sullo zucchero non ci ha pensato l'Italia. Forse la Lorenzin ce lo può dire


Aggiornamento 7/9/2017


Nonostante alcune critiche, una ricerca mette in mostra che il consumo di zucchero aumenta il rischio di problemi psicologici (ansia e depressione) e in generale scarsa salute mentale.

Aggiornamento 13/9/2017


Gli studi continuano a confermare come lo zucchero aggiunto attivi la via metabolica de novo lipogenesis nel fegato, che sintetizza nuovi grassi a partire dai carboidrati, mediata dall'ipersecrezione di insulina. Una costante introduzione di zuccheri è quindi legata all'accumulo di grasso corporeo.

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