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martedì 11 agosto 2015

Qualche puntino sulle i


Purtroppo il caldo fa male, si sa. E quindi molti sedicenti esperti di nutrizione danno i numeri in questo periodo. D'estate può capitare, certo. Purtroppo però succede tutto l'anno. Forse perché in inverno usano gli alcolici per scaldarsi.

Alcuni ultimamente ce l'hanno a morte con Marco Bianchi. Certo, il signore in questione non è infallibile, e si fa trascinare un po' troppo dall'emozione a volte. Recentemente ha solo detto 2 cose note: le proteine sono legate a (eccessivo) aumento di peso nel bambino e ci sono lavori che legano autismo e latticini.
I colleghi antivegan si mettano l'anima in pace: i bambini vegani, se la dieta è curata da una persona preparata, stanno bene e a volte anche meglio dei pari età onnivori, non hanno carenze e crescono ugualmente.
Per quanto riguarda le proteine, la conferma che siano un alimento con cui non esagerare è dato dal fatto che i LARN, ossia i riferimenti ufficiali per i livelli di assunzione raccomandati, hanno ridotto le indicazioni sul quantitativo proteico. Così ha indicato pure l'EFSA, non certo un'associazione di cherubini.
In pratica gli studi hanno evidenziato che i bambini con un più alto intake proteico tendevano da grandi a essere più grassi. Tutto qui. E ovviamente ci si ricollega al discorso sui bambini vegan: essendo mediamente quel tipo di alimentazione meno ricco di proteine, i bambini avranno meno probabilità di ingrassare, e quindi meno predisposizione alle malattie. Tutti i bambini obesi che vediamo in giro sono figli di un eccessivo intake calorico, sia proteico che glucidico e lipidico, e di una sedentarietà elevata. Ma sta emergendo con forza il ruolo anabolizzante delle proteine (nel senso di spinta alla crescita, sia in altezza che in larghezza) nonostante il relativo aumento di attività fisica. Non è così difficile, lo dovrebbe capire anche un supposto nutrizionista.

Sulla questione latticini-autismo, si parla da tempo. Ripeto per l'ennesima volta che se n'è occupata persino la Scuola di Ancel, sito tutt'altro che antiscientifico. Attualmente il collegamento sembra debole, come suggerisce una revisione Cochrane, tuttavia può riguardare alcuni. L'errore è stato parlare di latticini (e glutine per qualcuno) come causa primaria dell'autismo. Al limite se ne può parlare come elemento peggiorativo. L'autismo rimane una malattia su base genetica (ed epigenetica) slatentizzata da cause ambientali, tra cui ci possono essere un'alterazione della funzionalità intestinale (permeabilità e microbiota, ovviamente, che ci aiuta a digerire le proteine infiammatorie) che provoca infiammazione (immunoreattività o risposta immunitaria) cerebrale. E qui entra in gioco l'alimentazione.
Sia l'alto indice glicemico (carboidrati raffinati) che mTOR (sensore metabolico attivato dall'eccesso calorico e soprattutto proteico, che, come si accennava prima, spinge l'anabolismo) sembrano peggiorare il quadro degli autistici.
In alcuni sottogruppi, relativamente piccoli, di bambini autistici (o meglio affetti da spettro dei disturbi autistici, visto che i confini della malattia sembrano molto sfumati) sembra funzionare una dieta gluten free e/o senza latticini, questo è quello che si sa attualmente. Anche le mamme devono fare attenzione, perché se non hanno una buona alimentazione durante la gravidanza, aumenta il rischio di malattie, neurologiche e non, per il bambino.
Se non reagiscono necessariamente a una dieta milk e/o gluten free può voler dire che non sono "infiammati" da quegli alimenti, o che magari ce ne sono altri nascosti che non fanno migliorare il quadro. O anche che l'alimentazione in quel caso non c'entra nulla, perché anche quello può succedere. Come sempre, l'unica via è provare. Anche la presenza di tiroidite autoimmune (Hashimoto) nella mamma sembra aumentare il rischio nei bambini.

C'è poi chi pensa che l'intestino sia una parete invalicabile e che le proteine vengano tutte sottoposte a digestione: certo questo accade per la maggior parte di esse, ma alcune sono più resistenti e non vengono completamente digerite, e riescono così a passare la barriere intestinale e sono inserite nel torrente circolatorio.
Cercando "gut permeability" su Pubmed, il motore di ricerca delle pubblicazioni scientifiche, si trovano 2583 risultati, cercando "leaky gut" 146, cercando "intestinal permeability" addirittura 11491. Curioso per un fenomeno inesistente, che è stato anche "fotografato"


Confocal endomicroscopy shows food-associated changes in the intestinal mucosa of patients with irritable bowel syndrome.  2014 Nov;147(5):1012-20.e4




Se così non fosse, si potrebbe risolvere qualunque allergia come una malattia immaginaria, dato che le proteine possono stimolare il sistema immunitario solo dopo che sono entrate nell'organismo.


https://www.facebook.com/somersault1824/photos/a.172490939524242.30064.170817006358302/987613518011976/?type=3&theater


Complimenti, sarebbe bastato leggere il Taglietti-Casella, libro di fisiologia di 30 anni fa, che già parlava della questione.
Per capirci meglio, il passaggio delle sostanze attraverso i "buchi" dell'intestino è una delle cause delle manifestazioni sintomatiche della celiachia.

http://www.nature.com/nrgastro/journal/v12/n10/pdf/nrgastro.2015.131.pdf


Entrando in un esempio specifico, nelle urine di alcuni bambini autistici si ritrovano proteine integre del latte. A meno che non si sia scoperto che questi bambini hanno un collegamento tra intestino e vescica che gli permetta di urinare le proteine ingerite, l'unica spiegazione è che il loro intestino le lasci passare non digerite.

Queste proteine hanno un'azione ormai nota su recettori, anche cerebrali, cioè tutt'altro che esterni al corpo. Non è un caso se si chiamano, tra le altre, casomorfine (proteine con azione oppioide che si trovano nel latte, che determinano la dipendenza da latticini). La loro azione evolutiva è quella di dare tranquillità al vitellino che viene nutrito dalla mucca, cioè chi realmente dovrebbe per natura assumere il latte vaccino. Anche il glutine è potenzialmente bioattivo a livello cerebrale, e potenziale responsabile di casi di psicosi.
Anche nel latte umano sono presenti ormoni, il cui compito non potrebbe essere assolto se non passassero almeno in parte la mucosa intestinale.
La permeabilità intestinale è anche implicata nella genesi del diabete di tipo 2.

Tra l'altro continuo a leggere di persone che scomodano Darwin per giustificare l'assunzione di latte vaccino da parte dell'uomo. I poveretti ignorano che non è avvenuta nessuna modificazione nel gene della lattasi, ma solo nella sequenza che ne regola l'espressione.
Semplicemente i popoli del nord che (si pensa) hanno iniziato ad assumere latte hanno avuto un vantaggio perché sono cresciuti di più e hanno avuto più muscoli (e forza), dato che il latte è un tipico alimento anabolizzante (il suo scopo naturale è quello di far crescere un vitello da qualche decina di kg ad alcuni quintali in meno di un anno).
Questo in termini evolutivi significa che hanno avuto maggiori chance di riprodursi e quindi di tramandare i loro geni. Peccato che al nostro tempo ci si riproduca molto prima di morire, quindi essere più forti a 30 anni non vuol dire essere più sano a 50.
Ci sono inoltre differenze eclatanti che bisogna sottolineare: anche a quel tempo, il latte veniva comunque assunto in quantità limitate, non per tutto l'anno, ed arrivava da animali grass-fed (nutriti a erba e non a mangimi), cioè che mangiano quello che la natura prevede, non pastoni con qualunque scarto industriale dentro.
Ribadisco che il latte e i suoi derivati sono alimenti da assumere con moderazione.

Un altro filone è "tutte le calorie sono uguali". Ma si sa che ormai questo atteggiamento appartiene al secolo scorso. Ormai si parla di qualità del pasto prima che di quantità, e le calorie con scarsi nutrienti sono associati ad un più alto pericolo di sovrappeso e malattie metaboliche. Il dispendio calorico è insomma regolato dal tipo di calorie che introduciamo, noi siamo molto più complicati di una bomba calorimetrica, lo strumento utilizzato per verificare il contenuto calorico di un alimento.
I sostenitori di questo approccio dimenticano che è stato scoperto un piccolo organello, noto come tiroide, che, agli ordini dell'ipotalamo, risponde ai tagli calorici e all'infiammazione riducendo la sua attività. e in questo modo dalla stessa quantità di calorie traiamo più ATP e disperdiamo meno calore. Siamo in pratica più "efficienti", il che può andar bene in penuria di cibo ma non in abbondanza come ai giorni nostri.
Il nostro corpo è pieno di sensori metabolici che tengono aggiornato l'ipotalamo sullo stato nutrizionale.
Il risultato netto è l'agevolazione dell'aumento di peso, che vediamo con tanta frequenza ai giorni nostri.
Circa 70 anni fa, un gruppo di persone fu messo a dieta restrittiva, da un gruppo di scienziati tra cui Ancel Keys, l'"inventore" della dieta mediterranea. Lo chiamarono "Minnesota starvation experiment". Negli anni successivi queste persone svilupparono talmente tanti problemi che si coniò il termine "nevrosi da semidigiuno". I pazienti svilupparono disturbi del comportamento alimentare (bulimia), comportamenti violenti ecc. Congratulazioni a chi continua a dare diete ipocaloriche.

Restando in tema, gironzolando in rete è possibile trovare qualche sedicente sbufalatore che paragona 100g di gallette di riso e 100g di pane, per smentire che le gallette siano dietetiche: congratulazioni, questi paragoni si fanno solo a parità di porzione, che per le gallette è molto inferiore!
Le gallette sono un alimento non lievitato che per questo possono alleggerire la digestione, per questo spesso le consiglio.


Aggiornamento ottobre 2015

Ulteriori conferme sull'origine neuroinfiammatoria dell'autismo. Il controllo dell'escrezione urinaria di glicosaminoglicani, fatto con la dieta, migliora la condizione autistica in uno studio pilota.

Aggiornamento aprile 2016

L'ocratossina A, una micotossina facilmente rintracciabile nei cereali conservati nei silos, potrebbe avere una componente causale nell'autismo e spiegare la maggiore prevalenza nel sesso maschile.

I consigli per curare la permeabilità intestinale

Novità sui marker dell'autismo. Provare le diete di esclusione è consigliato da un panel di esperti, per migliorare i sintomi gastrointestinali, mentre i supplementi non sembrano adeguati.


Aggiornamento giugno 2016

La permeabilità intestinale è implicata anche nella genesi della malattia renale.
Nel modello animale di autismo, una sola specie di batteri intestinali riesce a guarire i disturbi nei comportamenti sociali. Questo avviene in particolare aumentando i livelli di ossitocina, ormone implicato, tra le cose, nella socialità.



Aggiornamento luglio 2016

Usare paracetamolo in gravidanza sembra legato ad aumentato rischio di autismo e deficit di attenzione, soprattutto nel primo periodo.
Lo shifting dei macrofagi nella forma M1, proinfiammatoria, fa bloccare il ciclo di Krebs citrato, favorendo la sintesi dei grassi: questo può giustficare l'aumento di peso in chi ha infiammazione.
Nuove conferme sull'origine immunitaria dell'autismo.

Ennesima conferma della causa della sensibilità al glutine, cioè la permeabilità intestinale: ma alcuni non si stancheranno mai di parlare a vanvera?

Aggiornamento agosto 2016

Tra le cause dell'autismo sembrano molto importanti le mutazioni nelle cellule ripoduttive (ovuli e spermatozoi) prevenibili con uno stile di vita sano e alimentazione ricca di antiossidanti.
Le cellule dei bambini autistici si riproducono in maniera diversa rispetto ai controlli sani: questo può indicare un potenziale terapeutico.

Aggiornamento settembre 2016

Uno studio di buona qualità (rct) indica un miglioramento nei sintomi gastrointestinali e nel comportamento dei bambini autistici sottoposti a dieta senza glutine e caseine. Si conferma che queste diete sono utili in caso si osservino miglioramenti nai comportamenti, ossia va confermato empiricamente.



Aggiornamento ottobre 2016

I bambini autistici hanno più probabilità di andare incontro a problemi di peso, a causa dei farmaci che spesso assumono.
La permeabilità intestinale, e in generale dei tessuti, è così inesistente che è causa dell'asma mediante l'alterazione della flora batterica e della risposta immunitaria.
Tutto ciò che è controllato dal nostro microbiota: allergie, malattie metaboliche e autoimmuni, asma, debolezza ecc.
Dopo un ictus, i batteri intestinali tendono a traslocare e creare infezioni molto pericolose. Ma tranquilli, la permeabilità intestinale non esiste!
Tra le cause dell'autismo, ci potrebbero essere le infezioni con comuni virus (influenza) che alterano il sistema immunitario della mamma nel primo trimestre di gravidanza: in questo caso si hanno alterazioni di alcuni sistemi omeostatici (insulina, IGF, MTHFR) che assieme alla predisposizione genetica possono manifestarsi come autismo nel bambino.
In alcuni casi di autismo si evidenziano difetti nel sistema redox associati ad anomalie mitocondriali. Le mutazioni, anche spontanee, del DNA mitocondriale giocano un ruolo importante nell'autismo.
ll diabete e la schizofrenia mostrano dei tratti comuni, soprattutto condividono la genesi infiammatoria e l'errato stile di vita alla base. Inoltre entrambi peggiorano con un indice glicemico alto. Probabilmente l'insulina gioca un ruolo importante anche nelle malattie mentali.


Aggiornamento novembre 2016

L'importanza della segnatura epigenetica che accomuna i ragazzi autistici.
Quali sono le cause di obesità infantile, secondo Nature? Alimentazione, scarso movimento, allattamento, sonno, esposizione a certi inquinanti come perfluoroalchilati, BPA, triclosan (disinfettante) e ftalati. Gli stessi possono favorire problemi neurologici, come disturbi dell'apprendimento e autismo.

Alcuni studi cominciano a dimostrare l'efficacia della vitamina D nel trattare lo spettro autistico.


Aggiornamento dicembre 2016

Gli autistici sembrano avere un cervello insolitamente simmetrico e problemi neuromotori che se risolti possono migliorare la condizione.

La carenza di vitamina D si lega sia al rischio di autismo se rilevata in gravidanza sia al peggioramento dei sintomi negli affetti.

Una proteina singola sembra carente in circa un terzo degli autistici. Queste persone hanno un numero alto di mutazioni in alcuni geni essenziali e nell'epigenoma (acetilazione di geni che così vengono poco espressi).


Cosa succede se nell'intestino manca una proteina, ZG16, che tiene lontani i batteri dalla mucosa? I batteri entrano nel sangue, creano infiammazione e il topo ingrassa e si ammala di diabete. Finché persiste la condizione infiammatoria non è possibile né dimagrire né guarire dal diabete. Sistema immunitario e omeostasi energetica sono solidamente legati.

Per ridurre il rischio di autismo nella prole, è bene avere corretti livelli di vitamina D in gravidanza. Non abbiate paura del sole!

Aggiornamento 27/1/2017
Alterazioni della permeabilità della barriera ematoencefalica, oltre che intestinale, caratterizzano le persone autistiche e quelle affette da schizofrenia.
Il trapianto fecale sembra una metodica promettente nel migliorare le condizioni mentali, tra cui l'autismo. Per ora è validato solo nell'infezione da C difficile però.

Aggiornamento 2/2/2017


Tutti i dubbi sulla sindrome della permeabilità intestinale chiariti da un articolo su Authoritynutrition .com: i probiotici sono uno dei mezzi per migliorarla


Aggiornamento 8/2/2017

Il diabete gestazionale appare un fattore di rischio per l''autismo


Aggiornamento 26/2/2017

Il galattosio, zucchero presente nel latte, aumenta lo stress ossidativo ed è la probabile causa degli effetti negativi del latte sullo stato infiammatorio, con le sue conseguenze (osteoporosi, tumori, malattie cardiovascolari, aumento della mortalità). Questi effetti vengono mitigati da una dieta ricca in frutta e verdura, ricche di antiossidanti, e sono minori se non assenti nei latticini fermentati (che contengono poco galattosio)

Il latte e alcuni formaggi aumentano il rischio di tumore estrogeno sensibile al seno, mentre lo yogurt lo riduce. Nello stesso studio il consumo totale di latticini riduce il rischio.

L'infezione da herpesvirus in gravidanza, in particolare genitale, potrebbe aumentare il rischio di autismo, quella influenzale invece pare di no. In generale sono comunque fattori infiammatori e di attivazione immunitaria che possono contribuire, durante e dopo la gravidanza.

Aggiornamento 10/3/2017

I traumi alla testa si associano ad alterazioni nell'espressione dei geni che predispongono per problemi neurologici, autismo, Parkinson, Alzheimer, ADHD, depressione ecc

L'importanza degli astrociti, cellule nervose che fino a poco tempo fa si ritenevano solo di supporto, nell'autismo e altre malattie neurologiche


Aggiornamento 27/3/2017

Un ottimo articolo di una collega sull'effetto potenzialmente negativo di gluteo e caseomorfine, dalle malattie autoimmuni alle intolleranze alimentari.

Aggiornamento 2/4/2017

Autismo, microbiota, cibo, epigenetica e disfunzioni immunitarie

Aggiornamento 3/4/2017


Chi segue la pagina sa bene quanto una flora intestinale sana possa fare la differenza tra salute e malattia. Tuttavia in un nuovo esperimento su animali si è scoperto che anche una flora "disbiotica", in assenza di alterata permeabilità intestinale, può non essere dannosa ma anzi dare più protezione stimolando il sistema immunitario. Questo ovviamente aumenta l'importanza di mantenere una corretta fisiologia della parete intestinale. Siamo complicati.

Aggiornamento 27/4/2017

In chi soffre di fatica cronica si riscontra un'alterata flora intestinale, ma spesso viene mascherata dai concomitanti problemi infiammatori intestinali e quindi complica lo studio delle cause e le conseguenti diagnosi e provvedimenti terapeutici da prendere

Aggiornamento 2/5/2017

I principali stimolatori dell'invecchiamento sono l'infiammazione, la flora alterata e la permeabilità intestinale.

Queste condizioni peggiorano con l'età, creando un circolo vizioso, ma si possono gestire utilizzando cibo vero ed evitando quello industriale.

Aggiornamento 5/5/2017

L'autismo come effetto di infiammazione, anche da cibo, istamina, autoimmunità, neurotossicità e distruzione della barriera ematoencefalica.

Aggiornamento 13/5/2017

L'autismo appare strettamente correlato con una mutazione a livello del gene MTHFR

Aggiornamento 27/5/2017

Gli ormoni tiroidei sono estremamente importanti per lo sviluppo cerebrale del feto. E la tiroide è molto suscettibile alle sostanze chimiche (pesticidi, PCB, BPA, ecc in generale chiamati perturbatori endocrini).

L'esposizione ad alte dosi di queste sostanze, che non sono mai testati in "cocktail" nelle prove di sicurezza, è legata a difetti neurologici come riduzione del QI, autismo e ADHD

Aggiornamento 30/5/2017

Spesso l'autismo si associa a incrementata permeabilità intestinale. Sebbene non possiamo sapere se sia una causa o un effetto, è probabile che alcune persone affette possano trarre beneficio dalla riduzione/eliminazione di molti cibi

Aggiornamento 3/6/2017

Gli eventi acuti di stress portano ad aumento della permeabilità intestinale e del microbiota, con conseguente alterazione del metabolismo e dei metaboliti che entrano in circolo, spalancando le porte alle malattie.

Frammenti di DNA e RNA batterico, oltre che i metaboliti, possono trovarsi in giro per il corpo a fare danni, ad esempio si ritrovano nel cervello di persone affette da sclerosi multipla

Anche per questo è importante avere un buon bilanciamento dei batteri intestinali.

Aggiornamento 8/6/2017

Grazie ai lavori di Fasano e colleghi, la zonulina viene incontrovertibilmente collegata alla condizione di alterata permeabilità intestinale, perdita della tolleranza immunologica e alle malattie infiammatorie croniche


Aggiornamento 18/6/2017

Sempre più evidente il collegamento tra permeabilità intestinale e autismo

Aggiornamento 23/6/2017

L'inquinamento atmosferico aumenta il rischio di autismo in persone predisposte geneticamente


Aggiornamento 17/7/2017

Gli episodi febbrili in gravidanza sembrano aumentare il rischio di autismo nella prole, specie se curati con acetaminofene (paracetamolo).
Alcuni fattori ambientali sono sicuramente i metalli pesanti e gli inquinanti organici (pesticidi, plastiche ecc), che vanno a slatentizzare la predisposizione genetica.


Aggiornamento 23/7/2017

Autismo e intestino.

"L'ASD (spettro dei disturbi autistici) è probabilmente il risultato sia di fattori genetici che ambientali", spiega il dottor Li. "I fattori ambientali includono l'eccessivo uso di antibiotici nei bambini, l'obesità materna e il diabete durante la gravidanza, la modalità di parto di un bambino e per quanto tempo viene allattato. Tutti questi motivi possono influenzare l'equilibrio dei batteri nell'intestino di un neonato, e sono fattori di rischio per ASD".
Tuttavia, i ricercatori hanno trovato un significativo numero di prove che ristabilire il microbiota intestinale in uno stato sano può ridurre i sintomi ASD.

"Gli sforzi per ripristinare il microbiota intestinale in modo che sia simile a quello di una persona sana si sono dimostrati efficaci" continua il dottor Li. "La nostra revisione ha esaminato l'utilizzo dei probiotici, i prebiotici, la modifica della dieta - per esempio, le diete senza glutine e caseina, e i trapianti fecali. Tutti hanno avuto un impatto positivo sui sintomi". Questi includono l'aumento della socialità, una riduzione dei comportamenti ripetitivi e una migliore comunicazione sociale: tutti vantaggiosi per la vita di un malato di ASD.
Il messaggio di questa revisione è quindi positivo. Questo potrebbe essere un passo avanti nel trattamento di questo disturbo.
Tuttavia, i ricercatori ritengono che gli studi siano ancora troppo piccoli e che siano necessari nuovi studi clinici per portare questa ricerca al livello successivo. "Siamo incoraggiati dai nostri risultati, ma non c'è dubbio che siano necessari altri lavori in questo campo", afferma il dottor Li. "Abbiamo bisogno di studi meglio progettati e su larga scala per sostenere la nostra teoria, per ora le terapie comportamentali rimangono il modo migliore per trattare l'autismo e speriamo che la nostra recensione spinga alla ricerca sul legame tra microbiota intestinale e ASD, e quindi porti ad un trattamento economico ed efficace ".
Aggiornamento 14/9/2017

Esistono prove sufficienti per collegare i ritardanti di fiamma e la loro esposizione in gravidanza a una riduzione del quoziente intellettivo nel bambino. Con i pesticidi formano un cocktail sinergico, ossia gli effetti vengono amplificati. Il collegamento con l'ADHD è probabile ma non sicuro
Aggiornamento 20/9/2017

Nell' autismo si evidenziano alterazioni mitocondriali

Il dottor Oz spiega come semplicemente eliminando i coloranti nella dieta di bambini con ADHD molti di essi migliorino (NB: alcuni coloranti consentiti negli USA sono invece vietati in Europa).

Aggiornamento 1/10/2017

Nonostante servano maggiori studi, secondo una revisione degli studi la dieta è discretamente efficace nel trattare bambini affetti da ADHD

L'autismo è in drammatico aumento, e la febbre durante la gravidanza può aumentare il rischio: ecco alcune ipotesi che possono spiegare tale aumento

Aggiornamento 2/10/2017

Ulteriori figuracce per i poveretti che pensano che le proteine vengano sempre digerite e non arrivino a stimolare il sistema immunitario attraverso la permeabilità intestinale. Uno studio evidenzia che assumere arachidi durante l'allattamento (ma anche durante la gravidanza) riduce il rischio di successiva allergia nel bambino.
E questo è dovuto all'induzione di tolleranza grazie al contatto del sistema immunitario con le proteine.

"Quando vengono trasmessi attraverso l'allattamento al seno, gli antigeni di arachidi vengono erogati al neonato insieme ad una pletora di fattori bioattivi, tra cui immunoglobuline materne, citochine, microbiota e cellule immunitarie. "Impacchettati" con questi fattori immunomodulatori, gli antigeni di arachidi nel latte materno possono stimolare il sistema immunitario infantile a sviluppare la tolleranza quando l'arachide viene consumato direttamente qualche mese dopo. Ipotizziamo che l'esposizione agli antigeni nel latte materno senza consumo di arachidi durante l'infanzia possa facilitare la sensibilizzazione".

Aggiornamento 10/10/2017

La permeabilità non è solo a carico dell'intestino, ma anche di molti altri organi: occhi, cervello ecc, dove svolge importanti compiti, e un suo malfunzionamento è responsabile dei disordini metabolici e immunitari, malattie mentali ecc, e tutto questo anche a causa di un'alterata funzione di tolleranza.

Aggiornamento 15/10/2017


Anche Harvard conferma l'importanza della permeabilità intestinale nelle malattie moderne

Un importante studio dimostra che le infezioni in gravidanza possono alterare il microbiota e la risposta immunitaria, spostandola verso quella Th-17, e alterare lo sviluppo cerebrale, aumentando il rischio di autismo, che è per l'83% su base genetica.
probiotici possono ridurre questo rischio

Aggiornamento 27/10/2017

Una nuova ricerca mette in evidenza l'importanza delle mutazioni de novo (che si verificano dopo la nascita nelle cellule germinali (riproduttive)) nella genesi dell'autismo.
Viene confermato che le diete, in particolare a basso carico glicemico, possono aiutare in alcuni casi

La brava collega Anna Villarini ci chiarisce la questione glutine, grano antico, celiachia, gluten sensitivity ecc

Aggiornamento 6/11/2017


In uno studio controllato, integrare con vitamine e minerali ha migliorato il comportamento di bambini affetti da ADHD (iperattività e deficit di attenzione), migliorando umore e riducendo l'aggressività rispetto al placebo.
A questo punto sorge una domanda: è un problema che si cura integrando o è dovuto alla povertà di nutrienti del cibo moderno?

Il mercurio è un importante fattore eziologico nell'autismo (assieme all'asse intestino-cervello), soprattutto in gravidanza. Difetti nella detossificazione corporea possono aumentare il rischio

Contrariamente a quanto pensavamo, gli autistici potrebbero avere un eccesso di sinapsi (collegamenti tra neuroni), e non carenza, e questo alto numero riduce e altera la loro funzionalità


2 commenti:

  1. Gentile Dottore, Cercando approfondimenti sulla Leaky Gut ho trovato il suo Blog che mi ha fornito velocemente le specifiche che cercavo. Posso usare la foto 5 che mostra dal vivo i buchi dell'intestino? Sto scrivendo un libro su cancro e alimentazione e ai professionisti che conosco ho chiesto di collaborare con una cartella di 4000 battute. Lei vorrebbe contribuire con un argomento di cui ha esperienza diretta correlato alle malattie degenerative o comunque senza eziologia "ufficiale". Sul mio sito www.mircobindi.com trova informazioni su di me e la email. cordiali saluti

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    1. buongiorno, può contattarmi al numero 3476999585 per i chiarimenti, la aspetto presto

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