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sabato 29 aprile 2017

Ma esiste una evidence-based nutrition?



Cosa si intende per medicina basata sull'evidenza (EBM)?
È previsto che le pratiche sanitarie proposte dai professionisti debbano essere improntate alla maggiore evidenza scientifica possibile.
Questo per evitare che sciamani e aruspici vari si mettano a praticare arti mediche non meglio identificate, come la lettura dei tarocchi, delle viscere dei polli o l'imposizione delle mani.


La triade dell'EBM prevede la sovrapposizione tra migliore evidenza possibile, competenza clinica e aspettative del paziente.



Le evidenze sono solitamente raccolte in linee guida, redatte dagli esperti del settore, che devono essere utilizzate dagli operatori sanitari, medici e non.
In generale, chi segue le linee guida non è perseguibile in caso di conseguenze negative avute dall'utente.
Se per una malattia X le linee prevedono che si usi il farmaco Y in una certa dose, il medico prescriverà quello, e se non lo fa se ne prende la responsabilità.

Come si fa a stabilire se una terapia funziona?
Quando succede una cosa e insieme un'altra, non per forza sono legate: si confonde causalità e casualità.

https://www.facebook.com/trust.biologist/posts/1181974471915159:0

Il detector di dinosauri in foto, ad esempio, funziona, perché non ha dato segni di attivazione alla vista di dinosauri. Solo che non possiamo avere la conferma che, se passasse un dinosauro, possa funzionare davvero, essendo questi rettili estinti da tempo.

https://www.facebook.com/trust.biologist/photos/a.138853472893936.27203.138846579561292/944451772334098/?type=3&theater


Le diagnosi di autismo sono cresciute di pari passo con la vendita di prodotti biologici (senza pesticidi). Sono allora questi la causa dell'autismo? Presumibilmente no. Però questo si evincerebbe dal grafico


Tuttavia possiamo citare anche 2 famosi esempi di errori compiuti nella storia della medicina, per il fatto che gli "scienziati" del tempo non si fidarono delle osservazioni:

"Ignaz Semmelweis, un medico austriaco, fece delle osservazioni nel suo ospedale, testò la sua ipotesi, e pubblicò le sue scoperte. Le sue statistiche fornivano prove concrete che semplicemente lavando le mani, diminuiva il numero di casi di febbre da parto, e inoltre si riduceva la mortalità in generale. Nonostante la sua raccolta di dati meticolosa e gli avvertimenti, fu pubblicamente umiliato e messo al bando. Tragicamente, dopo anni passati a essere ignorato e deriso, fu ricoverato in un manicomio, e, ironia della sorte, finì per morire per un'infezione batterica"

"Un tempo la miglior cura per la febbre pareva essere il salasso (sottrazione di sangue) perché si pensava che dipendesse da un eccesso di uno degli "umori", il sangue appunto. Nonostante qualcuno dimostrasse che alcuni estratti vegetali la abbassassero (corteccia di salice), si continuava a 
preferire i salassi".





Questo dovrebbe insegnarci a fidarci di persone capaci di cogliere prima degli altri le associazioni. Purtroppo però non bastano le intuizioni, ma esse devono essere dimostrate e pubblicate nella letteratura scientifica, in modo che altre persone possano verificare i risultati e approvarli.

Quindi come possiamo riscontrare che un farmaco (o un altro trattamento terapeutico) è affidabile, ossia che quando si dà una terapia l'eventuale miglioramento è dovuto alla somministrazione e non al caso?

Chris Kresser ci mette a disposizione la sua guida per la valutazione della letteratura scientifica.

Esistono diversi tipi di studi. Si parte, per formulare delle teorie, da osservazioni di casi singoli (case-study) e poi da studi osservazionali, per poi confermarle al 100% con gli RCT, seguendo la gerarchia delle evidenze.

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0085253815562340




Il massimo riscontro e attendibilità si ha quindi con i trial RCT (randomized control trial); in cui delle persone vengono suddivise in 2 gruppi di numero simile. Un gruppo riceve il trattamento, l'altro (gruppo di controllo) un placebo, ossia una pastiglia contenente un materiale inerte.


Risultati immagini per piramide delle evidenze
https://twitter.com/must_cp_liuc/status/612179840855355393



Se il gruppo trattato ha un miglioramento maggiore del gruppo trattato con placebo, allora si considera l'effetto placebo non influente, e il farmaco efficace.

L'effetto placebo si ritiene per esempio alla base dell'omeopatia, tant'è che non è ritenuta scienza.

Ancora più attendibili sono le revisioni sistematiche, ossia il confronto tra più lavori dello stesso tipo, in particolare della organizzazione indipendente Cochrane, che ha un suo statuto anticonflitto di interesse.

Si dovrebbe inoltre conoscere il meccanismo molecolare che lega i 2 fattori, per giustificare la causalità (esempio: blocco dell'azione di un recettore o di un enzima).


Se uno studio semplicemente osserva una correlazione (esempio: le persone sovrappeso mangiano più merendine), quella correlazione non necessariamente è causale (presenza di un legame causa-effetto), ma può essere casuale.
Se uno ogni volta che mette il maglione blu vede che piove, probabilmente penserà che ci sia un legame causale tra le cose, anche se evidentemente non c'è.

Scienza è ciò che si dimostra in maniera incontrovertibile e riproducibile col metodo scientifico.

Chi ha depressione ha spesso livelli di vitamina D bassi. Questo causa depressione? Non si sa, non con certezza almeno. Potrebbe anche essere dovuto al fatto che chi è depresso esce poco e quindi non prendendo sole ha bassi livelli di questa importante vitamina. Si chiama inversione delle cause (reverse causation), ed è frequente con studi osservazionali.
In realtà nell'associazione vitamina D-depressione alcuni meccanismi molecolari sono noti.

Quindi come dicevamo è possibile ritenere funzionanti solo le terapie che superano queste dure prove.

Appunto uno dei requisiti è la riproducibilità, che nelle scienze della vita quasi non esiste, tant'è che molti falliscono nel riprodurre gli esperimenti degli altri, e persino i propri. Ma la medicina non è fisica, dove un pezzo di metallo fonde sempre alla stessa temperatura, e un trattamento ripetuto su 10 persone apparentemente uguali può dare 10 risultati diversi.






Nel campo oncologico il quadro è così complesso che solo 2 esperimenti su 5 soddisfano il requisito della riproducibilità, e talvolta lavori già pubblicati vengono riesaminati e ritirati.
Se un protocollo inibisce la crescita del tumore in una piastra Petri, questo non vuol dire che lo faccia anche in un organismo vivente. Tuttavia sta crescendo la necessità di protocolli complementari e il riconoscimento della loro efficacia anche tra gli esperti.
Un esempio è l'uso della marijuana per ridurre dolori e vomito nella chemioterapia.

Questo metodo è applicabile facilmente nel campo della nutrizione (evidence based nutrition, EBN).

Per quanto riguarda l'alimentazione, gli RCT a lungo termine sono molto rari: non si può dividere in 2 gruppi e dare a uno una cosa, all'altro un'altra, potenzialmente pericolosa, e aspettare che ci siano abbastanza infarti, ictus, fratturati o morti da farne una statistica. Nessun comitato etico lo permetterebbe.
Un altro inconveniente è che possono provare un solo farmaco/alimento/integratore alla volta: se provo insieme la vitamina D più un probiotico più la monacolina k difficilmente capirò qual è il responsabile dell'effetto, a meno di non fare più sottogruppi con sottotrattamenti. Ma magari l'effetto sinergico è fondamentale (per esempio la vitamina D funziona molto meglio se abbinata alla K2)

Vox.com ci chiarisce alcune ragioni per cui la scienza nutrizionale epidemiologica è più complicata degli altri rami della biologia, già di per sé soggetta a variabilità:

  1. non è facile randomizzare le persone negli studi, in alcuni è proprio impossibile creare gruppi di controllo, o comunque fare durare questi studi per tempi lunghi
  2. dobbiamo quindi ricorrere agli studi osservazionali, che hanno un certo grado di incertezza e casualità (fattori confondenti che minano la forza e i risultati della ricerca, non si può a esempio tenere conto di troppe abitudini alimentari contemporaneamente, inficiando quindi lo studio)
  3. gli studi possono basarsi su informazioni falsate (diari alimentari o questionari compilati in maniera errata da chi viene studiato)
  4. (la più importante a parere mio) le persone e gli alimenti sono diversi. Ogni persona è diversa dagli altri per genetica, epigenetica e "ospiti" (microbiota) nel suo corpo. Lo stesso vale per gli alimenti: se prendo 100 salsicce, avranno 100 composizioni diverse
  5. il conflitto d'interessi. Le aziende che sponsorizzano gli studi fanno pressione per avere risultati a loro favorevoli, per cui non si avrà mai uno studio finanziato da un'industria casearia che dice che il latte fa male
  6. gli studi non sono comunque inutili, ma le revisioni sistematiche o metanalisi di studi indipendenti hanno buona probabilità di restituire dati veritieri


A parte queste cose, che differenza c'è tra cibo e farmaci?

Mentre con un farmaco una risposta è sostanzialmente univoca (chi prede un antipertensivo avrà quasi sempre un abbassamento della pressione, ad esempio), col cibo non lo è.
Mentre un farmaco agisce solitamente su dei recettori o sul trasporto dei neurotrasmettitori/ormoni, il cibo agisce modulando l'espressione genica o il funzionamento di una proteina; interagisce col microbiota, e il microbiota lo processa, determinando la sintesi o meno di sostanze che possono essere amiche o nemiche. L'avvertimento arriva dal giornale dei medici americani, JAMA: negli studi pensiamo sempre a etnia, sesso, età ecc ma dimentichiamo il microbiota quando analizziamo le differenze nella salute delle persone!
(In realtà in maniera minore processa anche farmaci e sostanze esogene e ci aiuta a disintossicarci, tant'è che può fare la differenza tra una chemio efficace o no)

L'insieme dei nostri batteri (e non solo: anche funghi e virus) processa tutto ciò che entra influenzandone il destino: si tratta di più geni di quanti non ne posseggano le nostre stesse cellule. Questi organismi producono molecole: si parla oggi di postbiotici per intendere l'insieme dei metaboliti, a partire ad esempio dagli acidi grassi a catena corta come butirrato e acetato, provenienti dai nostri batteri e che influenzano il metabolismo



Come scrive il collega Styven Tamburo, le vie metaboliche sono sovrapponibili tra loro (e "ridondanti", possono bloccarsi o bypassarsi tra loro): "Come è possibile stabilire la causalità dell'effetto di un nutriente sul metabolismo quando lo stesso nutriente può influenzare molteplici pattern attraverso meccanismi correlati tra loro? 
Questo è solo uno dei motivi per cui sia gli studi osservazionali sia gli interventi clinici sono spesso contrastanti tra loro e di difficile interpretazione".

Probabilmente per molti casi non avremo mai studi che stabiliscano una vera relazione causa-effetto e ci si dovrà accontentare degli studi osservazionali, che non possono stabilirla con precisione.



Perché l'EB funziona

L'EB funziona perché è scienza, ossia è una cosa dimostrata fino a prova contraria: finché non si fa uno studio più grande e/o fatto meglio che contraddice o smentisce.
Ormai esiste un filone bibliografico, vedi i vari Medbunker e Bressanini, che vende libri su questo, e tende a smentire qualsiasi tipo di approccio alternativo, in netta opposizione coi vari approcci complottisti.

Purtroppo però la prima cosa che dicono gli scettici quando gli si propone qualcosa di alternativo è: "è impossibile". Senza neanche aver mai guardato uno studio e senza conoscere una via metabolica...


https://www.facebook.com/Egocentrique-463866253821505/





Noi siamo abituati a fronteggiare malattie con una causa unica (virus dell'influenza = influenza, S. Aureus = mal di gola ecc), ma molte malattie moderne, come quelle autoimmuni, il diabete ecc hanno più di una causa. Sono malattie complesse.

Per convenzione il trattamento dovrebbe funzionare su il 95% delle persone, ma niente ci vieta di pensare che la persona singola in questione sia nel 5%!


Se si applicasse questo stesso ragionamento prendendo in considerazione gli antibiotici nella totalità (con tutte le resistenze che ci sono oggi), la loro funzionalità sarebbe bassa. Invece personalizzando la terapia (determinando prima a quale antibiotico il batterio infettante è sensibile e a quale no), si ottiene il buon risultato. Questo è il segreto: individualizzazione.


Gli errori di autoconvincimento


Se uno fa una qualsiasi cambiamento dietetico, dal più blando all'abbraccio totale di un particolare regime dietetico, e starà meglio, si convincerà facilmente che l'alimento o gli alimenti tolti siano causa di ogni male dell'umanità e quelli che magari ha aggiunto sono miracolosi guaritori. Vediamo tutti i giorni crociate contro la carne, contro il glutine, contro i cereali, contro i vegani, contro il latte ecc, ossia tutto e il contrario di tutto.
Purtroppo per le persone, non è così facile stabilire cosa faccia bene e cosa no, soprattutto a livello di popolazione.

Esempio pratico: uno testa la paleodieta, toglie glutine, cereali, legumi, latticini ecc, e sta meglio. Ma magari sarebbe bastato togliere i latticini.
Questo uno studio osservazionale non può certo stabilirlo. Però mettendo insieme tutti i puntini (permeabilità intestinale e alimenti che la provocano, mimetismo molecolare, adeguata introduzione di nutrienti, nostra storia evoluzionistica) si vedrà che li possiamo congiungere completando un disegno che può funzionare.


Se uno è guarito da una certa malattia perché ha aggiunto il limone o qualsiasi altra cosa possiamo anche esserne felici, ma ci sono 2 problemi: dimostrare che è stato il limone e capire se il limone può far guarire tutte le persone che hanno quella malattia.
Per dimostrarlo bisogna ricorrere agli studi controllati e possibilmente fatti in cieco, ossia né chi assume l'alimento né chi segue lo studio dovrebbe sapere cosa sta mangiando o somministrando (ingrediente attivo o placebo inerte).
Se vostro zio, vostro cognato o il vostro vicino di casa sono guariti dal tumore perché si sono fatti i clisteri o hanno tolto carne e latte non vuol dire che funzionerà anche su di voi (come del resto, in misura minore, qualsiasi trattamento terapeutico). Però è ormai provato che una dieta "prudente" (in stile med) riduca le recidive e aumenti la sopravvivenza, mentre una in stile occidentale abbia effetti contrari. Nei bambini rimane controverso.

Tuttavia si possono fare tanti esempi di situazioni che avevano una evidenza aneddotica (ossia di cui si poteva solo parlare) che si è poi trasformata in evidenza piena.

Ci sono in particolare delle persone che sono il bacio della morte della Scienza: appena aprono bocca per dire che un legame non c'è, arriva il lavoro a dimostrarlo.
Ma per prevedere questi legami a volte è sufficiente conoscere 2 cose: la fisiologia e la visione evoluzionistica.

I ritmi circadiani alterati che riducono la salute, l'ereditarietà degli stress, il legame tra shock e malattie autoimmuni, o di cibo e malattie autoimmuni, o di gravidanza stressata con ansia. Sono tutte cose di cui molti medici si erano accorti, ma venivano derisi quando le raccontavano.
Oggi possono prendersi la loro bella rivincita, anche se alcuni continuano a negare perdendo un'occasione per stare zitti..



Perché l'EB non è incontrovertibile



Purtroppo sulla carta (dei libri) le cose funzionano sempre molto bene, ma quando ci si scontra con i casi pratici non sempre è così.

"Non tutte le evidenze sono state create allo stesso modo".

Per capirci quanto siano fatti bene gli studi e le linee guida faccio un esempio sul caso più frequente, necessità di perdita di peso. Le linee guida prevedono tagli calorici con schemi chiamati bilanciati e (presunti) mediterranei e aumento dell'attività fisica.

In un primo momento questo funziona bene, soprattutto in persone sedentarie e che mangiano molto male. Ma a 5 anni di distanza solo il 10% di chi ha iniziato questo percorso mantiene il peso perso. Segno evidente che non c'è nessuna scientificità nell'applicarlo, o che essa sia pari a quella dell'oroscopo.

Capita spesso che i pazienti dicano: "sono sempre riuscito a perdere i kg acquistati, ora non ci riesco più". È forse cambiato il paziente e il suo DNA? No, ma sono cambiate le sue caratteristiche, i microbi del suo intestino, le sue segnature epigenetiche. Ed è come se si trattasse in un certo senso di un'altra persona. E allora non possiamo considerarla come una persona che non abbia mai avuto alcun problema.

La maggior parte dei nutrizionisti si vanta sempre di aver risultati straordinari "se il paziente segue la dieta", e se non li ha "è perché non l'ha seguita". Invece no. Ci sono semplicemente persone che hanno il metabolismo alterato e non rispondono alla dieta, o almeno a quella che le si dà.
La composizione corporea non si può controllare facilmente a lungo termine, perché prevalgono molti dei nostri geni ancestrali che ci permettevano di sopravvivere in condizioni avverse e non di abbondanza di cibo come oggi.
E soprattutto non esiste la "one diet fits all", ossia una dieta buona per tutti.

Questo è l'insieme delle reazioni biochimiche del metabolismo energetico, forse chi le conosce tutte può dirsi esperto su tutto e in grado di prevenire cosa accade quando introduciamo un cibo.







Negli anni 40 del secolo scorso la scienza medica affermava che "fumare con moderazione" non era un pericolo per la salute, e la pubblicità diceva che anzi era proprio benefico.
Alcuni anni dopo si dimostrò che chi non fuma ha il 90% in meno di rischio di avere tumore ai polmoni.
Allo stesso modo oggi si afferma che alcuni cibi in moderazione non sono dannosi, ma l'evidenza è ovviamente tutt'altro: le persone più sane non li assumono.


L'errore della EBM, e ancora di più della EBN, è considerare tutti uguali: se in un gruppo di cento persone, una terapia funziona su 50, essa viene ritenuta non funzionante.
Col cibo la faccenda si complica ancora di più, perché i nostri sistemi immunitari (Th1 e Th2, sono i principali, ma ne esistono anche altri), la genetica (compresa quella dei nostri microbi), l'epigenetica (il DNA è "segnato", per cui anche in  presenza di alcuni geni essi possono essere iperespressi o non espressi, ad esempio quelli della tolleranza immunitaria in persone con problemi autoimmuni) interagiscono tutti con il cibo creando un minestrone del quale è difficile capirci qualcosa.

Si parla di idiosincrasia delle reazioni: cambiano a seconda del soggetto. Non ci vuole molto a capirlo. Però seguendo i "criteri" della scienza la conclusione nuda e cruda è che non funzionano.

Sia per la sclerosi multipla che per l'artrite reumatoide l'evidenza dell'efficacia dei trattamenti nutrizionali è "neutra": non si può dire che funzionano né che non funzionano. Queste le conclusioni che leggiamo nei lavori. Ma l'interpretazione che si dovrebbe dare non è che non funzionano, bensì che funzionano bene in alcuni e male in altri. Vale la pena provare? Secondo me sì, sotto la supervisione di esperti che non faccciano correre il rischio di incorrere in carenze.
Al posto che concentrarsi sul perché alcuni reagiscono bene e altri no, quelli che io chiamo i furbetti dell'evidence based vanno a dire che non esiste causalità.


Per questo sposo completamente quello che diceva Tito Lucrezio Caro nel 1° secolo a.C.:"Quello che per qualcuno è cibo per un altro è veleno".

A quanto pare 2 millenni fa si era più saggi di oggi.



https://www.facebook.com/Egocentrique-463866253821505/



I geni della nutrizione vi parleranno di effetto placebo (o nocebo), ma ovviamente dimostrano solo di non conoscere la fisiologia umana, la funzione di tolleranza immunitaria, l'immunometabolismo ecc

Come segnala, tra gli altri, Andrea Luchi, "una delle più importanti riviste mediche al mondo, il British Medical Journal, ha pubblicato 13 anni fa questo studio dal titolo "L'uso del paracadute per evitare di morire spiaccicati a causa della gravità quando la domenica mattina vi lanciate dal vostro aereo in fiamme: revisione degli studi seri fatti su questo tema" (perdonate qualche licenza poetica nella traduzione)".
"Conclusioni: non esistono studi seri fatti su questo tema, cioè studi in cui si mette a confronto il destino di chi usa il paracadute e di chi non lo usa. Non possiamo perciò trarre conclusioni scientifiche serie su questa pratica che appare completamente fuori dalle buone pratiche scientifiche, dovuta probabilmente al fatto che qualcuno racconta di non essere morto usando il paracadute. Questa non é scienza."
Morale: quando sentite dire, "Ma dove sono gli studi che dimostrano tutto questo?" non traete subito la conclusione che una cosa non funziona solo perché non esistono "studi seri" su di essa.


Molti supplementi attivano il Th1 (iperattivo nelle malattie autoimmuni), altri il Th2 (alterato nelle allergie), come si può fare in modo che agiscono bene su tutti? impossibile, bisogna distinguere. Clamoroso il recente caso della curcuma.


Non trovare evidenza di effetto è diverso da trovare evidenza di inefficacia (non effetto). Sembra un gioco di parole, ma spieghiamo meglio, perché è un tipico errore che fanno anche gli scienziati. Se si sperimenta una molecola, sia farmaco, integratore, cibo ecc, e non si trova un cambiamento (significativo, ossia abbastanza grande) rispetto ad un altro trattamento, non si può dire contemporaneamente di averne dimostrato l'inefficacia. Per quello lo studio va impostato diversamente.
Per capirci meglio con un altro esempio, dimostrare che i latticini non provocano osteoporosi non significa che siano protettivi per le ossa.


Un altro errore che si fa spesso è quello di credere che una persona malata sia uguale ad una sana più qualche problema: ad esempio quello che mi insegnarono in scuola di specializzazione è che gli adipociti aumentano di numero solo entro l'adolescenza, dopo di che aumentano solo di volume. Questa è una grande bugia nelle persone malate. Si parla infatti di "adiposopatia" ("grasso malato"), per indicare un grasso disfunzionale, che tra le sue caratteristiche aumenta anche nel numero di cellule (maturazione dei fibroblasti in preadipociti e adipociti).

Se nella maggior parte delle persone una dieta con il 50-60% di carboidrati è l'ideale, questo non significa che lo sia anche per una persona con il diabete o l'epilessia.

Le linee guida sono pensate per persone sane, così come i riferimenti per i nutrienti (LARN), e non hanno la stessa facile applicabilità in chi abbia alterazioni metaboliche.

 La dieta fodmap è il trattamento d'elite per l'intestino irritabile, ma se non funziona?? Esistono anche altre vie

L'EB funziona, ma quando i dati non sono univoci bisogna saperli interpretare, e in particolare il risultato del P-value (potenza del test statistico) non è così univocamente interpretabile in biologia.

Aree di controversia


Quanto è forte l'evidenza che una dieta mediterranea, quella prescritta da qualsiasi linea guida, patrimonio dell'umanità ecc, vantata da tutti i nutrizionisti mainstream come unica via applicabile, prevenga le malattie cardiovascolari? Purtroppo per i fissati di questo approccio è, secondo la Cochrane, "limitata". 😀

La stessa Collaborazione Cochrane è stata criticata per i suoi metodi poco chiari nel revisionare gli effetti delle erbe medicinali, a causa di alcune "dimenticanze".


La fibra, che è riconosciuta ottima da tutti per migliorare la funzionalità dell'organismo, quando si va ad analizzare tutti gli studi dà un risultato deludente, con la conclusione che non esistono abbastanza studi per dire che è protettiva nei confronti delle malattie cardiovascolari. La stessa conclusione ha avuto la revisione degli studi su frutta e verdura. La verità è che alcune fibre possono danneggiare l'intestino in persone predisposte (ad esempio per una disbiosi intestinale) andando a vanificare il buon effetto di questi nutrienti. 😃

L'integrazione non  sembra utile a livello di popolazione, a causa dell'eterogeneità, ma può dare piccoli benefici in alcuni.


La sindrome da ristorante cinese non  viene considerata reale, perché non tutti quelli che assumono glutammato hanno la reazione.

Ma il glutammato può essere usato direttamente  dai neuroni come fonte di energia, e quindi potenzialmente cambiare il loro funzionamento (i.e. i loro potenziali di membrana dai quali dipende il rilascio di neurotrasmettitori). E così la verità sta nel mezzo: alcuni, pochi in verità, sono sensibili al glutammato  e hanno sintomi quando lo introducono in dosi sufficienti. Che sia un aminoacido presente normalmente nelle proteine è una cosa del tutto ininfluente.

La sedentarietà nei ragazzi è associata all'adiposità? Suonerà strano, ma l'evidenza è soltanto "debole", con buona pace dei vari prof italiani che vogliono far credere che le merendine e il sonno non c'entrino nulla.  😂😂

Un altro argomento di intenso dibattito sono i fitoestrogeni della soia: provocano problemi?
La conclusione in un articolo di Authoritynutrition.com è che non vi è forte evidenza che questo accada. Ma non tutti hanno gli stessi recettori (ne esistono diversi sottotipi) per cui è impossibile dare indicazioni generali. Quelle date sono riferite a persone perfettamente sane e in forma, che NON sono quelli che vanno dal medico o dal nutrizionista (se stanno bene rimangono a casa loro).

Un'evidenza aneddotica, ossia non confermata dalla scienza, dice che i latticini aumentano la produzione di muco nelle vie respiratorie, e quindi rinite e altri problemi respiratori. In una revisione questo viene smentito, ma in un altro lavoro viene specificato che riguarda alcune persone con una certa genetica, con tanto di spiegazione genetica e molecolare. Morale della favola: i fissati dell'EBN diranno che non c'è prova per dare indicazioni per togliere i latticini alla popolazione (questa la conclusione "nuda" della revisione), ma interpretando correttamente i dati possiamo dire che una parte di popolazione farebbe bene a ridurli o toglierli per stare bene (anche perché è una manifestazione infiammatoria e l'infiammazione non fa mai bene).
Le decisioni basate sull'evidenza devono essere inoltre condivise, secondo il punto di vista di un medico americano, con le necessità e le possibilità del paziente.
I pazienti hanno bisogno dell'EBM, così come delle decisioni condivise. E questo vale anche per i medici.

Chi segue la pagina sa bene quanto una flora intestinale sana possa fare la differenza tra salute e malattia. Tuttavia in un nuovo esperimento su animali si è scoperto che anche una flora "disbiotica", in assenza di alterata permeabilità intestinale, può non essere dannosa ma anzi dare più protezione stimolando il sistema immunitario. Questo ovviamente aumenta l'importanza di mantenere una corretta fisiologia della parete intestinale. Siamo complicati. 

A proposito: in chi soffre di fatica cronica si riscontra un'alterata flora intestinale, ma spesso viene mascherata dai concomitanti problemi infiammatori intestinali e quindi complica lo studio delle cause e le conseguenti diagnosi e provvedimenti terapeutici da prendere

Tiroidite autoimmune


Può il cibo curare? Più che agire da medicina, il cibo può agire da veleno, e togliendo il veleno ridiamo al corpo la possibilità di guarire 

Questa è una malattia che secondo gli endocrinologi si cura semplicemente facendo tornare i valori degli ormoni tiroidei a posto, tramite farmaco (solitamente Eutirox). Ma tantissime persone continuano a lamentarsi per la stanchezza, l'umore depresso, scarsa libido ecc.
Il medico gli dirà che la tiroide non c'entra nulla, ma è tutt'altro che così, e poi ovviamente chi sta male (e rimane inascoltato) si rivolge alle terapie "alternative".

Si parla sempre maggiormente di connessione tra infezioni, permeabilità intestinale, glutine e problemi tiroidei.
In particolare una proteina attaccata dagli autoanticorpi sarebbe molto simile al glutine e quindi i cereali che lo contengono stimolerebbero una reazione autoimmune (mimetismo molecolare). 

Quali sono gli altri fattori ambientali che aumentano il rischio di malattie tiroidee? 
Le radiazioni post Chernobyl, l'eccesso di iodio, la carenza di selenio e vitamina D, il fumo, alcune infezioni virali (rosolia, mononucleosi, epatite C ecc), alcune terapie come quelle con l'interferone e l'amiodarone, le alterazioni del microbiota, alcune sostanze chimiche come il bisfenolo A, i ritardanti di fiamma, gli ftalati, i metalli come il cadmio e il manganese. Non certo una sola. 

Se uno guarisce dall'ipotiroidismo seguendo una particolare dieta non vuol dire che quel metodo vada bene anche per tutti gli altri. Ma ugualmente non possiamo facilmente dire che sia stato l'effetto placebo. Purtroppo si tratta di una malattia con molteplici cause, e ricondurla al solo glutine e altri cibi che ne mimano la conformazione sarebbe riduttivo, fatto sta che alcuni guariscono e altri no.
Conclusioni
L'evidence based è la cosa migliore che abbiamo, ma allo stesso tempo va contestualizzata e presa cum grano salis per non fare grossolani errori.

Si usa dire "la scienza non è democratica", "non è un'opinione", "nella scienza non esiste io credo", "io penso", "secondo me". O è o non è.
Ma nelle scienze mediche non è assolutamente così: il pomodoro può essere una manna dal cielo per il suo contenuto di licopene, antiossidanti e vitamine, ma assolutamente negativo per chi abbia una sensibilità al nichel.

Le terapie alimentari possono accompagnare quelle classiche, anche nei tumori ad esempio. Ma non sostituirle. Per questo si chiamano complementari. 
Recentemente, per dire, si è confermato ad esempio che alte dosi di vitamina C aumentano l'efficacia della chemio e della radioterapia per i tumori.
Se decidete di darvi alle alternative fate attenzione perché può finire male.

Per quanto mi riguarda la professione del nutrizionista si svolge non dando uno schema alimentare buono per tutte le stagioni, ma adattandolo alle esigenze del paziente 
Le pratiche EBM sono solitamente buone per la maggioranza della popolazione, ma non ci si deve stupire se qualcuno non ha miglioramenti con questi approcci, né biasimarlo se ne cerca altri.
Come abbiamo visto, funziona bene in casi ideali, ma difficilmente in casi limite.
Ci si può rivolgere alla medicina funzionale e complementare se con i normali sistemi non si hanno risultati.
Un giorno forse avremo tutti gli esami e i riferimenti per poterci occupare di medicina personalizzata.
Un giorno ci si dovrà complimentare con delle persone che avevano capito tutto in anticipo e possibilmente chiedergli scusa, come nel caso del dott. Semmelweiss.
Ripenso ai miei primi tempi di attività e vedo solo un grande ignorante, non ho finito di imparare e non saprò mai tutto, ma mi impegno quotidianamente per migliorarmi.

Scrive G. Greenstone:
"Cosa penseranno i medici delle nostre attuali pratiche mediche tra 100 anni? Probabilmente saranno stupiti dal nostro uso eccessivo di antibiotici, la nostra tendenza alla politerapia, e la durezza di trattamenti come la radioterapia e la chemioterapia ... In futuro con gli ulteriori progressi delle conoscenze mediche le nostre diagnosi diventeranno più raffinate ed i nostri trattamenti meno invasivi. Possiamo sperare che la ricerca medica procederà senza ostacoli da pressioni commerciali e libera da ideologie politiche. Con l'unico fine di raggiungere la verità scientifica".

Conosco un sacco di colleghi che dicono sempre questo non esiste, questo non è possibile ecc, manco fossero il conte Uguccione, ma quando le cose si chiariscono sono pronti a praticare il salto sul carro del vincitore, tipico sport in particolare italiano.

Sottoscrivo infine un'interessante riflessione dei pediatri italiani: "la mancanza di piena evidenza che un trattamento funzioni non significa che sia inefficace, ma che non debba essere consigliato (a tutta la popolazione), tuttavia può essere consigliato se privo di effetti collaterali".
Aggiornamento 7/5/2017
Botta e risposta tra SBM e Selfhacked sull'argomento. SH chiarisce che la visione di SBM è parziale perché scettica solo quando fa comodo, e confonde assenza di evidenza con evidenza di assenza, ossia decreta l'inefficacia di un prodotto quando si è solo messo in evidenza che non ha funzionato
Aggiornamento 20/5/2017

Sto guardando a Rai 3 la storia di Pasteur, un chimico che scoprì il legame tra microrganismi e malattie. Venne ridicolizzato dai medici del tempo, convinti che le malattie venissero dagli umori corporei, e sconcertati dal fatto che un chimico si occupasse di medicina...
Mi ricorda qualcosa 😆😆😆, la storia si ripete! Onore a chi studia e intuisce le cause delle malattie prima degli altri, anche a costo di anni di lotte, derisioni e isolamenti!
Aggiornamento 22/5/2017

In questo lavoro è stato chiesto a persone con psoriasi di riportare gli eventuali cambiamenti sull'alimentazione e l'andamento della malattia. Tra i risultati, circa il 70% di chi ha fatto la dieta vegan o paleo ha riportato miglioramenti

Segnalo un post del dott Luchi:

A metà 800 il medico austriaco Eduard Schwarz salì come medico di bordo su una fregata austriaca che doveva girare il mondo per motivi scientifici e di studio.
Incoraggiato da alcuni colleghi a testare l'antico rimedio del mangiare il fegato (ricco di vitamina A) per risolvere il problema della Cecità notturna, portó con se abbondanti scorte di fegato bovino e di maiale. 
70 marinai su 350 svilupparono cecità notturna per la carenza di vitamina A, ma tutti, raccontó Schwarz, furono curati dal fegato. 
Al suo ritorno fu ovviamente dileggiato dalla maggioranza dei suoi colleghi e screditato. Morì a 31 di TBC. Ironicamente, la cura della TBC con la Vitamina A sarebbe arrivata solo dopo molti anni.

Aggiornamento 25/5/2017

Un terzo dei farmaci approvati in USA dimostrano di dare problemi dopo essere stati messi nel mercato

Perché capita che i protocolli alimentari non funzionino? I motivi sono diversi (siamo molto complicati), ma il principale potrebbe essere che non riusciamo a risolvere i traumi giovanili, che influenzano la funzionalità del sistema nervoso enterico e del nervo vago, fondamentali per la salute.
Aggiornamento 28/5/2017
Un articolo che fa a pezzi le pubblicazioni scientifiche, tra riproducibilità, assenze di evidenze trasformate, rischio relativo che mistifica le conclusioni, lobby, ecc
Aggiornamento 5/6/2017

"Vale la pena ricordare che i pazienti affetti da tiroidite di Hashimoto con o senza celiachia possono beneficiare di una dieta a basso contenuto di glutine sia per la progressione che per le potenziali complicazioni della malattia "
Altri fattori importanti sono la vitamina D e il selenio, e l'eccesso di iodio, che ha ridotto l'incidenza di gozzo ma aumentato quella di autoimmunità

Aggiornamento 7/6/2017
Meglio il pane integrale o da farina raffinata? La risposta sembrerebbe scontata. E invece no. A seconda del nostro microbiota è possibile infatti che entrambi modifichino le risposte metaboliche, in particolare la glicemia, in maniera positiva o negativa.

Gli autori dello studio concludono che "più in generale, il nostro studio sottolinea l'importanza della personalizzazione nelle raccomandazioni alimentari, in quanto anche il confronto diretto dei pani comunemente considerati "sani" e "malsani" ha rivelato effetti personali sulla risposta postprandiale, suggerendo che le raccomandazioni alimentari universali possono avere un'efficacia limitata".
Aggiornamento 8/6/2017

Grazie ai lavori di Fasano e colleghi, la zonulina viene incontrovertibilmente collegata alla condizione di alterata permeabilità intestinale, perdita della tolleranza immunologica e alle malattie infiammatorie croniche, non solo intestinali.


Aggiornamento 20/6/2017

Molti continuano a dire che il glutammato non crea problemi. Però la chirurgia bariatrica determina il ritorno in quantità sensibili di un nostro amico intestinale, il B. thetaiotaomicron, capace di consumare il glutammato e, guardacaso riducendo il glutammato sanguigno il dimagrimento inizia.
Aggiornamento 28/6/2017

Il glucosio (zucchero che deriva dall'amido ecc) è sempre dannoso? In alcuni tipi di cancro o malattie infiammatorie va a inibire le cellule dendritiche, che hanno talvolta un'importante azione nello stimolare l'infiammazione e alterare la risposta immunitaria. Questo può disturbare il controllo delle cellule tumorali ecc. 
In pratica ridurre lo zucchero può essere deleterio in alcune circostanze, azzerando le nostre difese.

Bell'articolo di Kresser su causalità e studi, in particolare sui criteri di Hill che stabiliscono la forza di una causalità
Aggiornamento 8/7/2017


Una revisione dei fattori di rischio ambientali sulle malattie cardiovascolari, oltre alle novità introdotte (cicli stagionali e circadiani, temperature, altitudine, stato socioeconomico, inquinamento, sole, spazi verdi ecc), rimarca l'uso di una dieta prudente (ricca in alimenti vegetali), raccomandando di evitare i grassi trans e ridurre i saturi.

Conclude però dicendo "tuttavia, i meccanismi molecolari e cellulari con cui i costitutivi degli alimenti si intersecano coi fattori di rischio cardiovascolare sono molto complessi e non completamente compresi". 

Aggiornamento 18/7/2017
Interessante riflessione del dott. Kresser sul perché la medicina tradizionale non risolve le malattie croniche: essa è nata quando le malattie preponderanti erano quelle infettive e quindi acute, e il suo approccio non incoraggia i cambiamenti dello stile di vita ma semplicemente l'uso dei farmaci, spesso a vita. 
Aggiornamento 19/7/2017

La mutazione di un particolare gene (FADS1) ha aiutato l'essere umano ad adattarsi alle diete post-rivoluzione agricola (circa 10 mila anni fa). Chi non ha questa mutazione dovrebbe probabilmente virare su una dieta più ricca in prodotti animali.
Questo gene permette l'elongazione dei grassi a catena corta, che si trovano nei vegetali, permettendo di fare a meno dei grassi animali che invece hanno catena più lunga


Aggiornamento 20/7/2017

Chi pensa di conoscere tutto sull'alimentazione, conoscerebbe qualsiasi interazione tra cibo e corpo. 😅😅



Grasse risate.

Aggiornamento 21/7/2017
Su Lancet viene pubblicata una review sulla EBM, mettendo in evidenza i punti forti ma anche quelli deboli.
Quali sono questi ultimi? Una fiducia troppo elevata nel metodo scientifico, in maniera troppo acritica, lo scoraggiamento del ragionamento clinico e un'eccessiva automazione nel prendere le decisioni (approcci eccessivamente algoritmici e rigidi).
I critici hanno notato che la cura di un particolare paziente "non può corrispondere a ciò che sembrano suggerire le prove migliori (medie)". 
Si lamentano che l'EBM abbia trascurato gli aspetti umanistici e personali dell'assistenza medica e ha spostato la concentrazione lontano dall'individuo. In realtà l'EBM prevede la considerazione dell'individuo e dei suoi bisogni soggettivi, solo che spesso non li si applicano.
Un'altra critica che scaturisce è la minimizzazione dell'esperienza e del ragionamento personale in favore di un ragionamento basato su regole fisse. Questo può essere visto come oggettivizzazione, ma a volte può portare a fallire su alcuni.
Vi è necessità di linee guida anche per i sottogruppi quindi.
Il processo di fissazione delle regole porta a ritardi, ma questo è fisiologico per avere decisioni condivise. In questi anni gli RCT sono stati spesso condotti dalle case farmaceutiche, e si è visto il pericolo di conflitto d'interesse. Sono state fissate delle regole per evitare interferenze, ma ovviamente è impossibile eliminarle.

Sottolineate queste criticità, il metodo rimane probabilmente il migliore.
Aggiornamento 24/7/2017

Una posizione degli endocrinologi americani chiarisce che l'effetto dei fitoestrogeni dipende dalla flora intestinale
Aggiornamento 24/7/2017

I bifidobatteri sono capaci di farci stare meglio: possono migliorare alcune condizioni come psoriasi, intestino irritabile, fibromialgia, ma anche quelle mentali come la depressione.

Tuttavia possono giocare un ruolo, tramite mimetismo molecolare, anche nella genesi delle malattie autoimmuni e in particolare tiroidite. Anche candidosi, alcuni lattobacilli, Toxoplasma,  BorreliaYersiniaClostridium botulinumRickettsia prowazekiiHelicobacter pylori, HCV e Treponema stimolano autoimmunità.
Aggiornamento 2/8/2017
Secondo un nuovo studio italiano la dieta mediterranea previene i problemi cardiovascolari... ma solo nelle classi più agiate! Esse sono infatti in grado di scegliere prodotti migliori e più nutrienti
Gli studiosi hanno colto molto bene il succo: fare la dieta mediterranea non significa mangiare biscotti e pizza, ma alimenti ad alto tenore di antiossidanti, polifenoli e fibre.

Gli studi spesso non sono in grado di stabilire cosa sia realmente la dieta mediterranea, basta che ci siano i cereali. Le distanze di salute tra ricchi e poveri aumentano sempre più. Solo chi ha più soldi può permettersi cibo vero che previene veramente le malattie.
Aggiornamento 5/8/2017
In generale i fitoestrogeni sono sicuri, ma possono determinare ridotta fertilità maschile e problemi tiroidei in persone predisposte.
Aggiornamento 9/8/2017

Continuo a leggere da sedicenti esperti che assumiamo troppe vitamine, di cui il cibo moderno è ricchissimo, l'integrazione non serve, non gestisce nessuna malattia ecc, e la cosa peggiore è che molti nutrizionisti concordano. Ovviamente non è vero nulla, e una carenza di vitamine del gruppo B è spesso riscontrata ad esempio nella depressione, e la supplementazione aiuta a gestire la malattia. I danni di questi aspiranti divulgatori scientifici sono sotto gli occhi di tutti
Aggiornamento 4/9/2017
Il nuovo capo della CDC (Centro per il controllo delle malattie USA) pensa che Coca Cola sia un alleato nella lotta all'obesità. Forse hanno intenzione di chiudere, perché è l'unica cosa buona per la salute che potrebbero fare.
Aggiornamento 6/9/2017
Un nuovo articolo sulla personalizzazione della dieta: le idee più recenti in merito.
Aggiornamento 16/9/2017
Un articolo pubblicato su NEJM mette in evidenza le potenziali limitazioni degli RCT.
Hanno una forte valenza interna (in quel gruppo) ma scarsa esterna (in altri gruppi), ossia non si possono generalizzare le conclusioni a livello di popolazioni. Specie se si scelgono gruppi di persone ad alto rischio.
Non hanno un periodo sufficientemente lungo di studio, quindi mancano informazioni sui trattamenti lunghi (la perdita di efficacia dei vaccini per esempio, o alcuni effetti collaterali che diventano evidenti solo dopo periodi lunghi, o l'uso di alcuni antidiabetici).
Non possono essere utilizzati per improvvisi problemi (epidemie impreviste), malattie rare e nel caso di necessità di personalizzazione della terapia (quindi in nutrizione questo conta molto).
Alcuni provvedimenti molto utili, come le campagne contro il tabacco e, in Nuova Zelanda, l'osservazione che evitare di far dormire il bambino sull'addome previene la morte improvvisa in culla, vennero da studi osservazionali, che anticiparono di anni gli RCT.
Spesso gli RCT sovrastimano gli effetti positivi dei farmaci: è il caso del vaccino per l'influenza e della terapia postmenopausale ormonale.
Questi dati suggeriscono quindi di utilizzare più fonti per valutare gli studi.
Ad esempio per la questione sale da cucina, molti studi chiariscono che è opportuno ridurlo, ma alcuni che non sia da ridurre troppo. Però questi ultimi non sono ancora stati ben disegnati, per cui non possiamo ancora ritenerli sicuri. Lo studio della genomica fornirà dei dati utili per personalizzare le terapie e migliorare così i dati estratti dagli RCT, dati che devono essere oggettivabili in modo da prendere decisioni sicure per la salute pubblica.
Aggiornamento 18/9/2017

Il dott. Barnard chiarisce perché l'eccessiva eterogeneità degli studi nelle metanalisi (diversità di popolazioni, condizioni, qualità degli studi ecc) le rende a volte meno attendibili degli studi singoli

Anche il sito precicionnutrition.com conferma i motivi sulla confusione nella scienza nutrizionale: vengono aggiunte, tra le motivazioni, la non applicabilità degli studi ad una persona particolare e gli errori di misurazione.
Aggiornamento 28/9/2017
Gli antidepressivi inibitori SSRI (paroxetina e citalopram) sembrano agire più per effetto placebo
È probabile che la maggior parte degli studi pubblicati abbia conclusioni falsate da bias (errore) di progettazione dell'esperimento, analisi statistica ecc.
Il dott. Seigler per questo consiglia di concentrarsi sulla fisiologia e le vie metaboliche piuttosto che su conclusioni di studi, seppur grandi, ma non sempre affidabili
Aggiornamento 10/10/2017
Una revisione Cochrane ha concluso che non vi sono sufficienti prove dagli RCT per dire che i cereali integrali prevengono le malattie cardiovascolari.
In ogni caso non ha detto che fanno male, purtroppo a volte dimostrare qualcosa oltre ogni ragionevole dubbio è difficile, e come già detto più volte "assenza di evidenza non corrisponde a evidenza di assenza". Probabilmente le persone a cui non fanno bene compensano quelli a cui fanno bene (chi ha un microbiota integro)

L'evidenza da metanalisi può essere diretta o indiretta.
Aggiornamento 15/10/2017
Un articolo che fa a pezzi il PURE Study, chiarendo che le associazioni non sono per le morti cardiovascolari, sono considerati soprattutto le fonti di carboidrati raffinati (povere di nutrienti), che già sapevamo aumentare la mortalità. Lo studio ha forte rischio di bias a causa degli aggiustamenti.
Cosa però possiamo imparare? forse i grassi sono meno pericolosi di quanto pensassimo, e una penuria di micronutrienti, che abbiamo da un'alimentazione ricca in carboidrati da fonti industriali aumenta la mortalità. Sottoporre queste scoperte a studi randomizzati sarà probabilmente impossibile

Aggiornamento 29/10/2017
Sono utili i farmaci contro l'obesità?
"l'applicazione farmacologica dei farmaci contro l'obesità continua ad essere un'arte, data la diversità nella risposta individuale a questi farmaci, nonostante una perdita media di peso statisticamente significativa maggiore del 5% (rispetto al solo trattamento di cambio di stile di vita) riportata negli studi clinici"

Aggiornamento 9/11/2017
Abbiamo un problema: non riusciamo a rispettare il criterio della riproducibilità in biologia. C'è un grado di incertezza insito nelle molecole biologiche.
Aggiornamento 10/11/2017
Un nuovo studio conferma che più che alla gluten sensitivity (autodiagnosticata), spesso l'irritazione intestinale è dovuta ai fruttani, zuccheri che tendono a fermentare e sono presenti nel grano. La sensibilità al glutine è comunque un problema esistente

Le raccomandazioni nutrizionali cambiano spesso, perché spesso cambiano i risultati degli studi: recentemente ad esempio è stato tolto il claim di salute cardiovascolare alle proteine della soia.
Facciamo sempre attenzione ai criteri di scientificità
Aggiornamento 23/11/2017
Esistono almeno 3 tipi di ADHD, è chiaro che non tutte possono essere approcciate alla stessa maniera
Aggiornamento 5/12/2017
Bel servizio ieri di Report​ su alimentazione, longevità ecc. Spiega in modo semplice perché c'è confusione negli studio scientifici e la necessità di personalizzare la dieta
Aggiornamento 8/12/2017

Un articolo di JAMA che spiega bene perché c'è tanta confusione nella scienza della nutrizione: conflitto d'interessi, scienziati che cercano di portare avanti le proprie teorie, che spesso non valgono per tutti, sovrastima di alcuni effetti (carne su tumore e frutta in prevenzione), distorsione delle informazioni da parte di libri popolari ecc
Insomma è una scienza diversa dalle altre.
"Molte sostanze nutritive si presentano in molteplici forme che differiscono nell'attività biologica e diversi fattori possono alterare la loro biodisponibilità in modo da sollevare ostacoli nella loro valutazione.
Questi includono difficoltà specifiche nelle  procedure di indagine, di valutazione nell'assunzione di cibo e con la selezione degli esiti (outcomes) degli studi appropriati, in quanto i risultati imperniati sul paziente possono verificarsi decenni dopo.
Le metodologie e i regolamenti per le sperimentazioni sui farmaci sono tuttavia applicabili agli esperimenti in nutrizione".
Gli RCT comunque non sono la panacea

Perché i trial non sempre sono affidabili? non ci dicono su chi applicarli, ci informa John Hampton.
Ecco come meglio applicare la EBM al mondo reale

Textbook of Functional Medicine
Aggiornamento 5/12/2017

Un articolo del collega Maurizio Tommasini spiega bene la differenza tra gli studi
Aggiornamento 25/12/2017
Gli errori comuni nella ricerca sull'obesità
Aggiornamento 8/1/2018
La scienza non è stabilire cosa è vero e cosa è falso, ma cosa è più probabile e cosa lo è meno, secondo il premio Nobel per la fisica Feynman.
Aggiornamento 2/2/2018

Il perché la medicina moderna si scontra spesso con miti, bufale ecc: alcuni scandali hanno fatto perdere credibilità
Aggiornamento 17/2/2018

Una revisione degli studi mette in dubbio l'idea che il colesterolo alto sia associato a malattie cardiovascolari (CVD) negli ultrasessantenni (in pratica ancora giovani oggi).
Queste le conclusioni dello studio:
"L''ipotesi del colesterolo' sembra essere in conflitto con la maggior parte dei criteri di causalità di Bradford-Hill, a causa della sua mancanza di gradiente biologico e coerenza. La nostra revisione fornisce la base per ulteriori ricerche sulla causa dell'aterosclerosi e delle CVD e anche per una nuova valutazione delle linee guida per la prevenzione cardiovascolare, in particolare perché i benefici del trattamento con statine possono essere stati ingigantiti"
Aggiornamento 14/3/2018
È difficile capire se le statine sono realmente efficaci, in particolare fare un bilancio dei rischi e dei benefici, perché non sarebbe eticamente corretto fare dei trial molto lunghi con placebo. La chiave dovrebbe sempre essere la individualizzazione del trattamento
Aggiornamento 4/4/2018
Alcuni propongono di abbassare la soglia di significatività statistica a 0,005, riducendo la probabilità di errore.
Aggiornamento 16/4/2018

Un post del dott Giordano sull'argomento.

QUESTIONI DI EPISTEMOLOGIA MEDICA. L’evidence based medicine (EBM) ha in una certa misura falsificato la qualità della formazione scientifica dei medici.
Del resto, se è vero che la metodologia statistica decide e governa i trial clinici, allora il fatto che medici si aspettano ad esempio di poter confutare (stabilire) l’efficacia di un trattamento medico-farmacologico per via di inferenza statistica, ha poco di scientifico. Come si può pensare di provare empiricamente che un trattamento è efficace o meno, prescindendo dalle conoscenze scientifiche di riferimento, senza un modello di spiegazione? È ridicolo.
Eppure è quello che si insegna ai medici, i quali non apprendono che un’ipotesi confutata o corroborata è migliore di un'altra anche sulla base di una conoscenza di sfondo, ma solo per quanto si allontana l’osservazione che fanno dal puro caso (p value), ovvero quanto è invalidata l’ipotesi nulla.
Dimenticando cioè che il valore arbitrario scelto per p, in base al quale si confuta l’ipotesi nulla, non dice che l’ipotesi alternativa preferita sia quella giusta, ma solo che è una delle tante possibilità migliori dell’ipotesi nulla.
L’alternativa esiste, ed è l’inferenza bayesiana. Dominando il fattore di Bayes, invece del p value, è semplificata l’integrazione di dati statistici e di conoscenze biologiche o di altro tipo disponibili, e si capisce meglio il ruolo del dato statistico nel giudizio medico.
Il fattore di Bayes è un rapporto tra probabilità e richiede due ipotesi, nel senso che per essere contro l’ipotesi nulla deve essere a favore di un’ipotesi alternativa. Il fattore di Bayes è una comparazione tra quanto bene due ipotesi predicono i dati.
L’ipotesi che li predice meglio si dice che ha più sostegno empirico, e non si ragiona quindi in termini di probabilità di errore, come si fa oggi comunemente. Ahimé!
Quando la giustificazione per un intervento clinico si sgancia dai principi di base della scienza, qualsiasi risultato positivo ottenuto negli studi clinici è più ragionevolmente ascrivibile a ipotesi (generalmente all’effetto placebo) diverse dall’ipotesi sotto controllo, che comunemente è l’efficacia specifica dell’intervento.
Questo perché, come dicevamo, un basso valore di p ci dice solo che l’ipotesi nulla è peggiore di quella sotto esame. 
Non che quest’ultima sia vera.

Se non si riforma la statistica utilizzata e insegnata agli studenti di medicina, chiarendone i limiti epistemologici, si continueranno a generare medici che non hanno compreso o fanno tanta confusione sulla natura del metodo scientifico e che cercheranno prove per l’efficacia di trattamenti fondati su ipotesi in realtà infondate dalla falsificazione mancata del modello di spiegazione - sempre che sia presente.
Aggiornamento 6/6/2018

Viene proposto di abbassare il P-value a 0,005 (ridotto di 10 volte) per ridurre la probabilità di errori e interpretazioni sbagliate negli studi

Aggiornamento 13/6/2018

L'uso dei dati genetici può migliorare l'affidabilità degli studi osservazionali, soprattutto quando gli RCT non possono essere fatti
Aggiornamento 26/6/2018
La nutrizione moderna è una scienza che ha meno di un secolo di storia, e sempre grandi aree di controversia
Aggiornamento 27/6/2018
Si ribadisce in un'analisi l'incertezza della scienza nutrizionale nel dare linee guida corrette, in particolare nel diabete. L'evidenza è sparsa per molti alimenti/fattori nutrizionali.
Le diete low carb non sono necessariamente le migliori, così come l'approccio mediterraneo.
Sembra importante ridurre al massimo cereali raffinati e zuccheri aggiunti, insieme alle carni processate.
Anche l'uso degli oli tropicali (palma ecc) non ha evidenze univoche, così come il pesce a causa delle contaminazioni.
Aggiornamento 4/7/2018
Alcune considerazioni sulla complicata scienza della nutrizione .
Normalmente la prevenzione della malattie è assicurata da aumento di frutta, verdura, pesce, cereali integrali e riduzione di carni rosse e lavorate e zuccheri aggiunti. 
Frutta oleosa, legumi, latticini fermentati, caffè e olio d'oliva probabilmente conferiscono protezione.
L'evidenza viene però da studi con limitazioni (osservazionali e prospettici), e nuovi metodi di indagine sono probabilmente necessari ma applicare gli studi controllati e randomizzati (quelli più affidabili) è spesso difficile.
Le diete vegetariane sono sane se fatte con cibi non industriali, la dieta paleo è inversamente associata alla mortalità, ma meno della mediterranea
Aggiornamento 14/7/2018

Anche Kresser critica l'utilizzo degli studi osservazionali in nutrizione, a causa degli errori nei questionari di frequenza di assunzione dei cibi, chiarisce che non esiste una dieta che va bene per tutti e invita a concentrarsi sui cibi veri
Aggiornamento 17/7/2018
La randomizzazione mendeliana è un metodo che mette in correlazione la genetica con gli studi osservazionali, riducendo il loro rischio di errore. Il grado di certezza di questo metodo si colloca al di sotto degli RCT



Ancora dibattito sull'EBM, utile ma non sempre facile da applicare a casi singoli

Aggiornamento 20/8/2018
Gli RCT rimangono il meglio per valutare l'efficacia di un metodo, soprattutto i farmaci, ma i risultati non sono così facilmente trasferibili nella vita reale.
L'FDA sta valutando se e come usare il metodo sentinella, che comprende l'uso degli studi osservazionali e la RWE (real world evidence, basata sulle osservazioni degli specialisti del campo che riportano eventuali effetti avversi).
Aggiornamento 23/8/2018
Lancet colpisce ancora. Pubblicato lo studio che fa scalpore secondo cui le diete low carb farebbero male e accorcino la vita.
Fa il paio con il PURE che diceva il contrario.
Chris Kresser spiega le limitazioni dello studio, il solito studio osservazionale basato su questionari, fattori confondenti non adeguatamente controllati, scarsa considerazione della qualità del cibo, bias di conferma dovuto a metanalisi da studi molto diversi tra loro
Aggiornamento 11/9/2018
Gli studi caso-controllo possono essere (un tipo di studio osservazionale) usati per indirizzare gli RCT

Il dott Ioannidis ci dice che la scienza epidemiologica nutrizionale ha bisogno di una forte riforma per essere una vera scienza.
Aggiornamento 21/9/2018
A causa di dissidi sulla valutazione scientifica dei vaccini, in particolare su quello per l'HPV (papilloma virus), un professore denuncia la mancanza di affidabilità della collaborazione Cochrane, accusata di conflitto d'interessi per quanto riguarda alcuni revisori. Qualcuno si azzarda a dire che c'è una crisi morale nella Cochrane.
Aggiornamento 14/10/2018
Il mondo degli RCT è diverso dalla vita reale, soprattutto perché molte persone che negli RCT sarebbero scartate poi vanno a prendere il farmaco nella vita reale. E per questo è necessaria la sorveglianza postmarketing, nel quale si usano invece studi osservazionali, che pur essendo inferiori nella scala gerarchica dell'evidenza sono insostituibili e integrano le informazioni. Grazie a questi molti farmaci sono stati poi tolti dal mercato

Aggiornamento 1/11/2018
I limiti degli RCT spiegati
Aggiornamento 2/11/2018

Da un articolo di Willet e Hu, probabilmente i più famosi epidemiologi nutrizionali al mondo (assieme a Mozaffarian).

"L'ultimo mezzo secolo di ricerca nutrizionale si è espanso oltre la tradizionale ricerca nutrizionale basata principalmente sulla biochimica in vitro, modelli animali e studi di alimentazione a breve termine con fattori di rischio come risultati primari. Sebbene tali studi siano ancora parte integrante della ricerca nutrizionale, essi non collegano direttamente le diete con salute e malattia a lungo termine negli esseri umani. Le linee guida e le raccomandazioni dietetiche, fino a poco tempo fa, erano in parte basate su opinioni professionali che utilizzavano estrapolazioni attraverso specie e modelli sperimentali e prove umane limitate da piccoli studi di intervento o Cross-sectional (campionamento trasversale). 
L'epidemiologia nutrizionale, basata sull'esperienza dell'epidemiologia in altri campi della salute pubblica, ha iniziato a fornire nuove importanti informazioni e ha avuto effetti sostanziali sulle diete a livello globale".
Un buon esempio di politica nutrizionale per l'epidemiologia è la sostanziale riduzione degli acidi grassi trans dagli oli parzialmente idrogenati. La combinazione di risultati coerenti di studi epidemiologici che dimostrano un'associazione tra grassi trans e malattie coronariche insieme a prove di studi controllati sull'alimentazione che mostrano effetti avversi sui lipidi nel sangue hanno fornito una sufficiente certezza del danno da vietare i grassi trans prodotti industrialmente. Questo è auspicabile anche per le bibite zuccherate.
L'epidemiologia nutrizionale è stata spesso criticata per l'imprecisa valutazione dietetica e l'utilizzo di studi osservazionali. La dieta umana è un'esposizione complessa e dinamica senza un metodo perfetto per quantificare tutti gli aspetti delle prese della dieta e dei comportamenti alimentari. Le preoccupazioni in merito alla misurazione della dieta sono state affrontate in molti studi che hanno confrontato questionari standardizzati con pesatura dettagliata e misurazione degli alimenti e con biomarker di assunzione. Per la maggior parte dei nutrienti e alimenti, i questionari di frequenza alimentare attentamente studiati funzionano sufficientemente bene da rilevare le associazioni importanti se esistono veramente Misurazioni ripetute della dieta sono particolarmente utili per ridurre gli errori casuali mentre rappresentano le abitudini alimentari a lungo termine e sono stati sviluppati metodi statistici per tenere conto degli errori sistematici.
Aggiungono sulla necessità di interventi politici: "Miglioramenti significativi nelle abitudini alimentari a lungo termine richiederanno cambiamenti politici tra cui tasse sulla bibite zuccherate, incentivi finanziari per la produzione e l'acquisto di alimenti sani, etichettatura degli alimenti, regolamentazione del marketing alimentare e creazione di ambienti scolastici e di lavoro sani.
La nutrizione nei programmi universitari di medicina è estremamente necessaria"
Viene inoltre chiarito come il futuro della nutrizione sarà l'approccio personalizzato
Aggiornamento 17/11/2018

L'EBM non significa solo la migliore evidenza esterna (di altri) ma anche l'integrazione con la propria esperienza. 
Un articolo sul Guardian spiega perché la medicina moderna, senza andare alle cause della malattia ma fermandosi al sintomo, non è la risposta ma la causa della sofferenza.
La somministrazione incauta di farmaci è al terzo posto come causa  di morte dopo malattie cardiovascolari e tumori.
Le preferenze del paziente dovrebbero essere al centro delle cure, e ascoltarlo è fondamentale.

Aggiornamento 19/11/2018
Una dura accusa all'EBM, un obiettivo mai centrato e troppo influenzato dai finanziamenti e dagli interessi e dai soldi che girano
Aggiornamento 12/12/2018

Copio e incollo parte di un post di Giuseppe Cardillo  

"una recente sentenza della Cassazione (ordinanza numero 30998/2018) sminuisce le linee-guida. Per i giudici le linee-guida non rappresentano un letto di Procuste insuperabile e anche la condotta del medico che non le segue può essere diligente. Infatti, se è vero che, in genere, è diligente una condotta conforme alle linee-guida mentre non lo è una condotta che non le segue, è altresì vero che una condotta può essere diligente anche se non si attiene alle linee-guida e può non esserlo anche se vi si attiene, quando le particolarità del caso di specie impongono di agire in tal modo.
Visto che, quindi, le linee-guida non assurgono a parametro rigido e insuperabile di valutazione del comportamento del medico, per la Corte di cassazione non può ritenersi idonea, di per sé, la valutazione di condotta colposa del sanitario che abbia agito senza rispettare le linee-guida.
Aggiornamento 19/11/2018

Gli RCT hanno diverse limitazioni quando traslati nel mondo reale: fattori confondenti fatti prima dell'esecuzione, finanziamenti dall'industria, non sono appropriati per tutte le ricerche, mancanza di regolazione nelle procedure.
Aggiornamento 27/12/2018
"Sia l'EBM che la medicina personalizzata hanno i loro pregi e limiti, ma questi approcci si completano piuttosto che opporsi l'un l'altro. La promessa di un'assistenza personalizzata ai pazienti è una gran cosa e ha il potenziale per cambiare radicalmente l'assistenza sanitaria; tuttavia, sono necessarie ulteriori prove di alta qualità per guidare l'applicazione della  medicina personalizzata in modo che i benefici superino i danni".

La guida alla comprensione delle differenze tra studi osservazionali e sperimentali.

Il 57% dei medici americani che scrivono le linee guida sui farmaci ha un conflitto di interesse, in media di circa 500 dollari.
Aggiornamento 2/1/2019

Peter C. Gøtzsche, ex fondatore della Cochrane, insiste sulla sua persecuzione fatta a causa delle denunce sulle reazioni avverse neurologiche del vaccino HPV
Aggiornamento 2/2/2019
Punti di forza e limitazioni delle metanalisi.
Aggiornamento 19/4/2019
Il 46% delle metanalisi ha conclusioni falsate dall'inserimento di dati falsi
Aggiornamento 20/4/2019
Alcuni docenti inglesi si sono divertiti ad analizzare l'evidenza scientifica nel campo della nutrizione, sottolineando che i metodi per sviluppare linee guida di pratica clinica non sono adatti per la nutrizione.
I quesiti nutrizionali a cui dare risposta, più che la disponibilità di prove, dovrebbero guidare l'orientamento nutrizionale. Infatti gli studi già fatti possono essere pesantemente influenzati dall'industria che li ha finanziati, che ha interesse che si coprano alcuni argomenti e si trascurino altri.
"La mancanza di trasparenza sulle fonti di finanziamento rende difficile studiare le differenze tra la ricerca con e senza sponsorizzazione del settore. Ma basta leggere Coca-Cola e e seguirne il percorso sui progetti finanziati e pubblicazioni per capirlo. Insieme con un focus sulla ricerca di singoli nutrienti, oltre il 40% dei progetti finanziati dalla Coca-Cola si concentra sull'attività fisica, suggerendo che l'azienda ha tentato di spostare l'attenzione dal ruolo delle bevande zuccherate nell'obesità sul ruolo della sedentarietà".
Così gli studi sono soprattutto incentrati sulle "necessità" dell'industria e non necessariamente della collettività. Si deve inoltre utilizzare le ipotesi per verificare i meccanismi causali. Identificare inoltre il tipo di evidenza di cui si ha bisogno. Integrare le informazioni da studi su animali, osservazionali e d'intervento.

Alterazioni dell'evidenza, non utilizzo del GRADE (classificazione del rischio di errore di uno studio nelle metanalisi) sono altri problemi che riducono l'attendibilità.
I trial randomizzati presentano diversi problemi quando si studia l'esposizione a un nutriente o gli interventi nutrizionali, sebbene i progressi nella progettazione degli studi, come le prove pragmatiche, possano aiutare a migliorare i problemi relativi alla generalizzabilità dei risultati. "Coinvolgere i soggetti interessati e chi decide politicamente nel miglioramento dei metodi di revisione sistematica in nutrizione renderà le revisioni alla base delle linee guida nutrizionali più rigorose, trasparenti, utilizzabili e pertinenti".
Aggiornamento 15/5/2019

La CocaCola ha versato 8 milioni di euro negli scorsi anni a ricercatori e medici per tentare di smentire o attenuare il legame tra bibite zuccherate e obesità.
Ogni volta che un medico vi dice che la Coca Cola non fa ingrassare, ma che il vostro bambino è grasso perché sedentario, potrebbe essere dovuto al fatto che ha preso i soldi dall'industria. La sfiducia delle persone nella scienza nasce da queste cose.

Aggiornamento 10/6/2019

Marion Nestle ha deciso di segnalare gli articoli in conflitto d'interesse. Questa settimana segnala una revisione finanziata dai produttori di latte in cui si dimostra che i latticini  proteggono dal diabete, scrivendo che "è possibile prevedere le conclusioni di uno studio conoscendo lo sponsor".
Approfondimenti nel suo libro "The unsavory truth"
Aggiornamento 24/6/2019
Le metanalisi possono avere un "metaconflitto" d'interesse, quando i loro autori hanno interessi finanziari o discutono i i loro stessi lavori
Aggiornamento 2/7/2019

I produttori di cereali USA cercano di far passare i colpevoli cereali raffinati per innocenti, e dannosi solo perché associati ad altri alimenti come carni rosse processate ecc. Marion Nestle li mette al loro posto.
Aggiornamento 12/7/2019
A volte gli RCT non sono utilizzabili nella vita reale perché escludono alcune categorie, come le persone molto anziane.
Aggiornamento 2/7/2019
Esistono linee guida basate sulle prove e LG basate sul consenso: le seconde sono quelle con evidenza di grado inferiore.
Aggiornamento 27/7/2019
Quando non esistono prove di ricerca, ci si può basare sulle opinioni degli esperti, che non sono necessariamente dati oggettivi.

Aggiornamento 9/8/2019

Peer-review non significa necessariamente affidabile. Infatti è capitato che le industrie facessero da ghostwriter (Monsanto) anche per importanti università come Harvard. Vi sono inoltre spesso criteri falsati nella scelta del revisore ecc.
Aggiornamento 13/8/2019
Stralci di un articolo scritto tra gli altri dal prof Ludwig, che da anni si batte per una migliore ricerca in nutrizione, e spiega come sia estremamente complicato dimostrare i fatti in nutrizione.
"Rispetto alla ricerca farmaceutica, gli studi che valutano la dieta o gli interventi dietetici per malattie croniche come l'obesità (da distinguere dalle sindromi da carenza di micronutrienti come lo scorbuto o il rachitismo) hanno sfide molto maggiori in termini di coerenza, controllo di qualità, possibili dati confondenti e interpretazione. Ad esempio, un placebo per un farmaco attivo può essere facilmente preparato, ma l'assegnazione a un particolare regime dietetico raramente può essere realmente mascherata. Inoltre, la dieta è altamente eterogenea, con una miriade di fattori interagenti e potenzialmente confondenti. Se un intervento aumenta l'assunzione da una categoria di alimenti, i partecipanti possono mangiare di meno da altre categorie di alimenti.
Inoltre, per qualsiasi tipo di dieta, esistono molte possibili variazioni. Ad esempio, una dieta povera di grassi include elevate quantità di zucchero? Una dieta ricca di proteine ​​è a base vegetale o animale? Una dieta chetogenica ha un contenuto di grassi saturi irrealisticamente basso? Considerando che un farmaco in genere agisce attraverso uno o un numero limitato di vie biologiche, anche i cambiamenti discreti nella dieta (come il rapporto tra grassi e carboidrati) influenzeranno direttamente numerosi ormoni e percorsi metabolici che coinvolgono molti sistemi di organi".
"Cambiare una dieta è molto più difficile che prendere una pillola e l'aderenza agli interventi dietetici è più difficile da valutare (cioè, rispetto alla misurazione dei livelli di farmaco nel siero o nelle urine). Gli studi sull'alimentazione condotti negli ambulatori di metabolismo forniscono un'osservazione continua dei partecipanti a un'unità di ricerca e mirano a aggirare questo problema, ma lo fanno in condizioni ambientali artificiali che influenzano il comportamento alimentare, l'attività fisica, il livello di stress e probabilmente altri fattori che influenzano i risultati correlati alla dieta".
"Inoltre, molti fattori ambientali, psicologici e comportamentali possono influenzare il comportamento alimentare a breve termine, ma a lungo termine probabilmente prevalgono fattori biologici. Con la restrizione calorica, la fame aumenta e il tasso metabolico rallenta, e queste risposte biologiche adattive si oppongono alla perdita di peso in corso e minano l'aderenza dietetica a lungo termine. Per questo motivo, gli studi a breve termine (<1 mese per la ricerca meccanicistica e <1 anno per comportamentale studi), la stragrande maggioranza della nutrizione, possono rivelare solo fenomeni transitori di significato poco chiaro alla comprensione di come una dieta specifica moderi una malattia cronica per molti anni".
Si conclude spiegando come spesso gli studi non si inseriscano in un contesto di mondo reale ma sperimentale, e i finanziamenti siano molto bassi rispetto a quelli dell'industria farmaceutica. Che sarebbero comunque un investimento sulla salute e sulla prevenzione.

Aggiornamento 23/8/2019
La Bayer pagava per screditare giornalisti e attivisti che pubblicavano contro di lei. Si è arrivati addirittura a spiare il cantante Neil Young. Anche Google ha preso soldi per indirizzare le ricerche. A volte sembra che i colleghi prendano soldi, ma semplicemente qualcuno è così scemo che fa le parti di Monsanto anche gratis.
Aggiornamento 30/8/2019
L'ACP, associazione dei medici americani, ha emesso nuove linee guida per evitare i conflitti d'interesse. chi ha ricevuto soldi nei 3 anni precedenti non potrà partecipare alla stesura, chi ha interessi intellettuali non potrà votare l'approvazione.
Aggiornamento 5/10/2019

In questi giorni si discute molto su una linea guida emessa da un gruppo di ricercatori indipendenti secondo cui non vale la pena modificare il consumo di carne rossa e/o processata, perché tali modifiche avrebbero basso impatto sulla salute pubblica e le persone non avrebbero tanta voglia di farle. Secondo un documento di Harvard T.H. Chan School of Public Health queste raccomandazioni non sono il linea con l'evidenza scientifica attuale, sia per quanto riguarda la salute sia l'ambiente."Per migliorare sia la salute umana che la sostenibilità ambientale, è importante adottare modelli dietetici ricchi di cibi sani a base vegetale e relativamente bassi in carni rosse e trasformate". Lo stimato collega Maurizio Tommasini prova a fare un po' di chiarezza.
Mi segnala inoltre Renata Alleva che il principale autore non ha segnalato di esser stato dipendente dell'industria della carne. Un articolo in pieno conflitto d'interessi insomma.
Aggiornamento 15/10/2019
Rischi e vantaggi dell'uso delle metanalisi di studi prospettici.
Aggiornamento 15/1/2020
Anche JAMA parla del caso di Annals sulla carne rossa, chiarendo perché è difficile fare ricerca sulla nutrizione e insistendo sul conflitto d'interessi, che probabilmente colpisce anche chi sembra indipendente (Harvard)
Aggiornamento 27/1/2020
L'uso del "cieco" nei trial non è necessariamente un gold standard e in certi casi riduce l'attendibilità dello studio
Aggiornamento 17/2/2020
Da un articolo sull'uso delle evidenze scientifiche nella terapia nutrizionale "Evidenze emergenti da recenti studi e revisioni sistematiche hanno messo in evidenza il significativo miglioramento clinico associato alla terapia nutrizionale medica mirata. La terapia nutrizionale medica dovrebbe ora essere considerata un intervento semplice, per lo più non invasivo ed economico con una sicurezza molto elevata nei pazienti. Queste conclusioni stanno diventando sempre più "basate sull'evidenza" anziché "guidate da esperti". Poiché il tema della malnutrizione è molto sfaccettato, sono necessari ulteriori studi per studiare il ruolo della dose, dei componenti nutrizionali, delle vie di introduzione e i tempi dell'intervento. Inoltre, la scienza potrebbe spostarsi maggiormente verso la "medicina personalizzata" in futuro. Fattori specifici della malattia (ad es. Comorbidità, decorso cronico o acuto), fattori specifici del paziente (età, sesso, elementi genetici) o biomarcatori nutrizionali potrebbero fornire informazioni sul fatto che un paziente debba beneficiare o meno della terapia nutrizionale. Di ulteriore interesse è anche l'influenza della terapia nutrizionale sul microbiota, che può svolgere un ruolo chiave. C'è anche ancora incertezza sul corso temporale ottimale della terapia nutrizionale medica (cioè, quando iniziare e per quanto tempo trattare). Tutte queste domande dovrebbero essere affrontate in ulteriori studi seguendo il concetto di medicina basata sull'evidenza. La terapia nutrizionale basata sull'evidenza ha avuto un viaggio difficile, ma ha un futuro promettente".
Aggiornamento 17/2/2020
I problemi di trasparenza nella scienza
Aggiornamento 14/3/2020
Tra le diete di esclusione che funzionano nella sindrome dell'intestino irritabile, FODMAP e glutenfree. È difficile valutarne l'efficacia in studi sulla popolazione anche perché bisognerebbe trovare alimenti inerti da usare nella popolazione di controllo.
Le diete funzionano attraverso vari meccanismi, come un effetto diretto del cibo, il cambiamento del microbiota intestinale e l'attivazione immunitaria.
Solitamente le persone con IBS hanno carenza di bifidobatteri e eccesso di Enterobatteriacee e Bacteroides. La dieta FODMAP può anche indurre carenza di bifidi, che può essere corretta sinergicamente con i probiotici. I classici test allergici sulle Ig-E non sono in grado di mettere in evidenza l'infiammazione e la risposta immunologica al cibo nell'intestino irritabile. Il grano può indurre infiammazione non solo tramite il glutine, ma anche con l'ATI (inibitore della tripsina), e questo succede soprattutto in caso di carenza di Pseudomonas e lattobacilii (rispettivamente), inducendo risposte immunitarie innate e aumentando la permeabilità intestinale, l'attivazione colinergica e la dismotilità intestinale.
Aggiornamento 22/3/2020
L'uso di biomarker potrebbe migliorare la credibilità degli studi
Aggiornamento 25/3/2020
In un campione di oncologi americani, 2/3 di essi hanno ricevuto compensi dall'industria. Il 10% ha preso più dall'industria più di quanto prendesse come medico. Lo studio si conclude col consiglio di limitare i compensi

Aggiornamento 31/3/2020
L'articolo di JASN sul conflitto d'interessi in nutrizione
Aggiornamento 9/4/2020
Precisando che non ci sono validazioni da studi sull'uomo, un team di scienziati ha riassunto le possibili integrazioni e comportamenti per prevenire e gestire il coronavirus della COVID19, basandosi sulle conoscenze attuali (cioè poche) e sull'attivazione dell'inflammasoma NLRP3, alla base molecolare della malattia.
Innanzitutto sonno adeguato e riduzione dello stress migliorano le difese immunitarie.
A livello nutrizionale
⋆ lo zinco riduce il rischio di ingresso nella cellula dei coronavirus e la loro virulenza
⋆ vari flavonoidi presenti in frutta e verdura, come baicalina, liquiritigenina, quercetina, miricetina, apigenina, curcumina, EGCG (tè verde), hanno presentato attività antivirale in vitro, e "almeno 5-7 porzioni di verdura e 2-3 porzioni di frutta al giorno forniscono una varietà di flavonoidi e sono considerati una pietra angolare di una dieta anti-infiammatoria".
⋆ vitamina C
⋆ melatonina
⋆ sambuco (da togliere in caso di positività al virus)
⋆ vitamina D
riducono l'inflammasoma.
Anche larice, echinacea e funghi medicinali vanno evitati perché possono peggiorare la "tempesta di citochine" tipica della malattia, mentre aglio, astragalo e menta piperita sono ritenuti sicuri.

L'articolo si conclude con "Le informazioni e la comprensione su COVID-19 continuano a cambiare rapidamente. Ti invitiamo a formulare raccomandazioni integrative con attenzione e tenendo conto dei meccanismi sia dell'infezione COVID-19 sia dell'intervento previsto. È anche importante ribadire che ad oggi non esistono strategie di prevenzione o trattamento integrative clinicamente basate sull'evidenza per l'infezione da COVID-19".
Aggiornamento 19/5/2020
La frase tipicamente usata nella EBM, "non vi sono prove per suggerire...", potrebbe essere ambigua e utilizzata impropriamente, perché assenza di evidenza non significa evidenza di assenza (di prove).

Aggiornamento 30/6/2020
Secondo Alex Vasquez, le case farmaceutiche scelgono con cura i placebo: una sostanza buona quando si vuole dimostrare che una sostanza è inutile o dannosa, un placebo con effetto negativo se si vuol dimostrare che un farmaco fa bene
Tim Spector sul conflitto d'interessi, la correttezza degli studi scientifici sulla nutrizione e ssoprattutto sulla prevalenza della qualità del cibo sulla sua quantità (non tutte le calorie sono uguali)

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