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giovedì 7 settembre 2017

La trappola della perdita di peso: perché la tua dieta non funziona


Libera traduzione di stralci di un articolo apparso sul Time sull'importanza di personalizzare la dieta:


"La dieta migliore per te è molto probabile che non sia la migliore per il tuo vicino. Le risposte individuali a diverse diete - da basso contenuto di grassi e vegan a basso contenuto di carboidrati e paleo - variano enormemente". "Alcune persone con un programma di dieta perdono 60 libbre (circa 27kg) e lo mantengono per due anni e altre persone seguono lo stesso programma religiosamente e aumentano 5 libbre (circa 2kg)", dice Frank Sacks, ricercatore sulla perdita di peso e professore di prevenzione delle malattie cardiovascolari all'Harvard T.H. Chan School of Public Health. "Se riusciremo a capire perché, il potenziale per aiutare le persone sarà enorme". Nel mentre oltre l'80% delle diete non mantiene il risultato sul lungo periodo.



"Hill, Wing e i loro colleghi sono d'accordo che forse la lezione più incoraggiante da raccogliere dal loro registro (di persone che hanno perso peso NDT) è la più semplice: in 10.000 persone che hanno perso peso nella vita reale, non ci sono due persone che lo hanno fatto in modo simile".

"In una pubblicazione di agosto 2016 pubblicata nella rivista Lancet, Freedhoff e Hall (il re delle calorie, NDT) hanno invitato congiuntamente la comunità scientifica a dedicare più tempo a capire come i medici possano aiutare le persone a sostenere stili di vita sani e meno su quale sia dieta migliore per la perdita di peso".

Un'altra area che ha eccitato alcuni scienziati è la questione di come l'aumento di peso sia legato a prodotti chimici a cui siamo esposti tutti i giorni -  come il bisfenolo A (BPA) trovato nei contenitori di cibo in scatola e di scontrini, ritardanti di fiamma in divani e materassi, in residui di antiparassitari sul nostro cibo e gli ftalati trovati in plastica e cosmetici. Ciò che queste sostanze chimiche hanno in comune è la loro capacità di imitare gli ormoni umani e alcuni scienziati temono che possano causare danni al delicato sistema endocrino, favorendo lo stoccaggio di grassi.
"Il vecchio paradigma è che la povera dieta e la mancanza di esercizio sostengano l'obesità, ma ora capiamo che le esposizioni chimiche rappresentano un terzo fattore importante nell'origine dell'epidemia di obesità", afferma il dottor Leonardo Trasande, professore associato di pediatria, medicina e salute della popolazione alla scuola di medicina dell'Università di New York. "Le sostanze chimiche possono alterare gli ormoni e il metabolismo, e possono contribuire alla malattia e alla disabilità".

Un'altra  frontiera che gli scienziati  stanno esplorando è come il microbioma - i trilioni di batteri che vivono all'interno e sulla superficie del corpo umano - può influenzare il modo in cui il corpo metabolizza determinati alimenti. I dottori Eran Elinav e Eran Segal, ricercatori del progetto di Nutrizione Personalizzata presso l'Istituto di Scienze Weizmann in Israele, ritengono che la variazione nel successo della dieta può essere nel modo in cui i microbi delle persone reagiscono a diversi alimenti.
In uno studio del 2015, Segal e Elinav hanno dato 800 dispositivi per uomini e donne che misurano i loro livelli di zucchero nel sangue ogni cinque minuti per un periodo di una settimana. Hanno riempito i questionari sulla loro salute, fornito campioni di sangue e  i loro microbiomi sono stati sequenziati. Hanno anche usato un'applicazione mobile per registrare la loro assunzione di cibo, il sonno e l'esercizio fisico.
Hanno trovato che i livelli di zucchero nel sangue variano ampiamente tra le persone dopo aver mangiato, anche quando mangiavano lo stesso pasto. Ciò suggerisce che le raccomandazioni generiche sui come mangiare potrebbero essere prive di significato. "È stata una grande sorpresa per noi", dice Segal.

I ricercatori hanno sviluppato un algoritmo per ciascuna persona nella sperimentazione utilizzando i dati raccolti e hanno scoperto che potrebbero prevedere in modo preciso la risposta della glicemia di una persona a un determinato cibo sulla base del loro microbioma. Ecco perché Elinav e Segal credono che la prossima frontiera nella scienza della perdita di peso sia nell'intestino; ritengono che il loro algoritmo possa aiutare i medici a prescrivere diete altamente specifiche per le persone in base a come rispondono a cibi diversi.


Aggiornamento 13/9/2017


Chi ha un alto rapporto tra Prevotella Bacteroidetes (quindi maggioranza dei primi rispetto ai secondi) ha più possibilità di dimagrire con una dieta ricca in cereali


Aggiornamento 7/10/2017

Più sale l'infiammazione, più sale la resistenza insulinica, meno ci si libera del grasso sottocutaneo.


Aggiornamento 23/11/2017

Perdere peso riduce effettivamente la mortalità cardiovascolare e tumorale.

Aggiornamento 20/1/2018

Anche piccole variazioni di peso possono essere messe in relazione con forti cambiamenti nel profilo microbico, proteico, molecolare, infiammatorio. 

Tornando al peso precedente, spesso si sono recuperate le specie microbiche perse, nel breve periodo almeno.

Aggiornamento 28/4/2018

Difetti nell'autofagia sono comuni nell'obesità, e possono essere uno dei motivi per cui non si dimagrisce solo tagliando le calorie (alterazione delle vie metaboliche che coinvolgono mTOR, AMPK, reticolo endoplasmatico, mitocondri, aminoacidi ramificati ecc.



Aggiornamento 20/5/2018

L'alcol riduce la sintesi proteica muscolare bloccando mTOR, sia in acuto che in cronico, e l'effetto dura molto tempo.


Aggiornamento 17/6/2018

Le persone con una certa variante del gene APOA2 (implicato nel metabolismo dei lipidi e del colesterolo) tendono a ingrassare e avere malattie cardiovascolari con una dieta ricca in grassi saturi.

Queste persone probabilmente non hanno buoni risultati con dietachetogenica, lowcarb o paleodieta


Aggiornamento 20/6/2018

Un test sul sangue ci dirà se una persona segue la dieta o no.

Tempi duri per i bugiardi!



Aggiornamento 26/6/2018

La dieta migliore per te è quella che riesci a seguire


Aggiornamento 19/7/2018

La glicemia costantemente alta, come capita in caso di diabete, di infiammazione o dopo i pasti, blocca AMPK, una proteina che, tra le altre cose, attiva TET2, un soppressore dei tumori. Stare sempre a stomaco pieno favorisce quindi i tumori, mentre i digiuni fatti in modo adeguato possono ridurre la proliferazione cellulare.

Questo è uno dei motivi che lega diabete e tumori.


Aggiornamento 26/8/2018

In un modello animale, nonostante la perdita di peso, il digiuno può peggiorare il quadro metabolico e favorire l'insorgere del diabete. Questo capita tramite alterazione degli ormoni, soprattutto di quelli correlati con fame e sazietà



Aggiornamento 26/11/2018

La "non dieta" è un approccio che può funzionare

Aggiornamento 3/12/2018

La convenienza ad usare una dieta con pochi grassi o con pochi carboidrati per dimagrire dipende dalla soggettiva sensibilità al glucosio e all'insulina


Aggiornamento 8/12/2018

Spesso si ritiene l'alcol un nutriente che non crea problemi. Ma l'alcol apporta calorie vuote, ed è un cancerogeno certo. Risulta sempre un qualcosa di troppo, e nessuno ha stabilito una soglia di alcol che non sia dannosa. Questo studio dimostra come eliminare gli alcolici possa essere una delle chiavi per il mantenimento della perdita di peso a lungo termine, soprattutto nei diabetici



Aggiornamento 14/1/2019

Alcune persone (poche in verità) riescono a perdere peso stabilmente, mentre molte recuperano i kg persi spesso anche con gli interessi. Il successo nella dieta, secondo questo studio, può essere correlato alla quantità di carnitina legata agli acidi grassi circolante nel sangue. La carnitina è una sostanza che facilita l'ingresso dei grassi nei mitocondri dove verranno ossidati per produrre energia. In seguito a un deficit calorico, questo passaggio viene inibito, in modo da favorire il recupero del peso e i grassi vengono prevalentemente immagazzinati e non più ossidati efficientemente.

PS sconsiglio di andare a integrare la carnitina perché i trial non hanno mai dato esiti buoni.

Aggiornamento 22/1/2019

Negli adulti solo l'8% circa degli adipociti si rinnova durante l'anno, con morte e sostituzione con nuovi adipociti. Il tessuto sottocutaneo addominale risponde prevalentemente con ipertrofia, mentre quello femorale con iperplasia.
Gli adipociti hanno un ruolo fondamentale nella tendenza al recupero del peso dopo dimagrimento. Infatti il dimagrimento determina uno "stress" in queste cellule, che provoca modificazioni nella loro funzione che servono a favorire il recupero del peso. Questi meccanismi sono dovuti al principio evoluzionistico di salvaguardia del grasso che ci permette di affrontare i periodi di carenza di cibo. Tra di essi, un aumento dell'infiammazione (e non una riduzione come a volte si pensa), alterazione delle citochine (messaggeri locali) secrete, rimodellamento della matrice extracellulare, ipossia, riduzione della funzione mitocondriale, della conversione di grasso bianco in bruno, della lipolisi (rilascio di grassi), rilascio di microRNA, molecole capaci di influenzare il metabolismo.
Per prevenire il recupero del peso, l'esercizio fisico e la dieta antinfiammatoria appaiono quindi importanti. Alcuni nutraceutici come resveratrolo, omega 3 e CLA possono avere un effetto, ma non sono testati su grandi numeri.


Aggiornamento 28/1/2019

Una piccola rivincita di quelli che dicono "se sei magro è tutta genetica". Alcuni ricercatori hanno individuato numerosi geni correlati con la magrezza (oltre a qualcun altro correlato con l'obesità). Il professor Sadaf Farooqi ha detto in una dichiarazione: "È facile correre a giudicare e criticare le persone per il loro peso, ma la scienza dimostra che le cose sono molto più complesse. Abbiamo molto meno controllo sul nostro peso di quanto potremmo pensare. " "Sappiamo già che le persone possono essere magre per motivi diversi", afferma il professor Farooqi. "Alcune persone non sono interessate al cibo, mentre altre possono mangiare quello che vogliono, ma non ingrassare mai. Se riusciamo a trovare i geni che impediscono loro di ingrassare, potremmo essere in grado di influenzare quei geni per trovare nuovo strategie per la perdita di peso e aiutare le persone che non hanno questo vantaggio ". "Questa ricerca mostra per la prima volta che le persone sane e magre sono generalmente magre perché hanno un numero inferiore di geni che aumentano le probabilità di sovrappeso e non perché sono moralmente superiori, come alcuni suggeriscono". Fermo restando che lo stile di vita è efficace nel prevenire l'aumento di peso, per molte persone mantenere un peso sano è più difficile senza rinunce.


Aggiornamento 1/2/2019

Sono state scoperte le cellule responsabili del metabolismo lento 😆😆
Sono dei linfociti T che producono integrina β7 (IELs), e sono un punto di raccordo tra immunità e metabolismo energetico, agiscono bloccando l'ormone GLP-1. I topi che possiedono molte di queste cellule tendono ad accumulare più grasso e ad avere più problemi dismetabolici (iperglicemia, ipertensione ecc). Invece quelli con poche di queste cellule possono mangiare a volontà senza aumentare di peso.

Il ricercatore Swirski ha commentato "Ora abbiamo molte domande da indagare - come queste cellule limitano la disponibilità di GLP-1, se le persone con un metabolismo più elevato hanno meno IELs, come la funzione delle cellule può cambiare nel corso di un giorno o della vita e di conseguenza il metabolismo, e se il blocco di queste cellule può essere utile nel trattamento di obesità, diabete, ipertensione e aterosclerosi. "



Aggiornamento 4/3/2019

Le cause dell'obesità sono più complesse di quanto si pensi, e dare la colpa al paziente è troppo facile e riduttivo.

"Incolpare il cibo di causare l'obesità è come incolpare l'assunzione di acqua per l'edema (ritenzione di liquidi). Così come esiste un sistema che bilancia i liquidi, ne esiste uno che bilancia i nutrienti (o calorie, in maniera semplificata). Un individuo con una compromissione del bilancio energetico troverà più facile aumentare di peso con un cibo denso di energia rispetto ad un altro individuo che mangia lo stesso cibo che non ha una compromissione del bilancio energetico.
I cibo in sé non causa l'obesità, ma il cibo consente all'obesità di manifestarsi, proprio come l'acqua consente al difetto nelle funzioni cardiache o renali di esprimere edema, o come un carico di glucosio consente l'individuazione di un difetto nel metabolismo glucidico nella diagnosi del diabete.

Sebbene l'obesità abbia molte cause, il suo attuale trattamento prevede la creazione di un deficit energetico riducendo l'assunzione di cibo. Il fatto che la riduzione dell'assunzione di cibo possa produrre perdita di peso è spesso considerata la prova che l'obesità è causata dal cibo. Tuttavia, ciò non dimostra il suo ruolo nel causare l'obesità. Spesso, causa e trattamento non sono due facce della stessa medaglia. Un'esposizione eccessiva alle radiazioni UV può contribuire al cancro della pelle, ma il suo trattamento non prevede il posizionamento di una persona in una stanza buia, al riparo dalla luce solare.

Il bilancio energetico, soprattutto a lungo termine, non dipende dalla volontà. 

Un malinteso popolare è che l'aumento di peso può essere previsto utilizzando una semplice quantità di calorie: se guadagni mezzo kg, hai introdotto 3500 calorie in più del tuo fabbisogno.

Non proprio. Lo studio "Vermont prisoner" è stato uno dei primi studi che mostra quanto sia difficile rendere i partecipanti disposti ad aumentare di peso grazie alla sovralimentazione forzata. Sebbene convenzionalmente si calcoli che 3500 calorie in eccesso portano a mezzo kg di aumento di peso, questi partecipanti hanno richiesto un surplus di calorie molte volte maggiore per ottenere 2kg.

Bouchard e colleghi hanno riportato un altro esempio così convincente. Hanno arruolato due partecipanti gemelli che sono stati sottoposti a un overfeeding forzato di 84 giorni. Sotto costante monitoraggio e sorveglianza, i partecipanti hanno ricevuto un surplus di 1000 kcal al giorno.

L'aumento di peso calcolato atteso durante lo studio era di 12 kg. Invece l'effettivo aumento di peso  è stato tra i 5 e i 15 kg. Nonostante l'identica assunzione di cibo in eccesso, alcuni individui erano molto resistenti allo stoccaggio di energia in eccesso, mentre altri avevano una fisiologia molto favorevole per aumentare di peso.

Il corpo ha dei meccanismi per resistere ai cambiamenti nei depositi di energia del corpo, che possono deviare dalle "aspettative matematiche" basate sui calcoli nell'assunzione di calorie. Leibel e colleghi  hanno dimostrato che i corpi sovralimentati hanno resistito all'aumento di peso rispondendo con un  aumento del tasso metabolico.

In alternativa, in caso di  dieta dimagrante, il tasso metabolico si è  ridotto e la perdita di peso è stata contrastata. Questi studi suggeriscono che meccanismi al di là del controllo volontario di una persona regolano le riserve di energia e possono rendere più facile o più difficile per i diversi individui aumentare di peso (o perderlo).

Non è solo una questione di forza di volontà. Se ci venisse chiesto di ridurre la frequenza di respirazione a 10 volte al minuto invece dei soliti 16-18, saremo certamente in grado di rispettare. La domanda cruciale è, per quanto tempo?

Allo stesso modo, è un compito arduo aspettarsi che una persona mangi sostanzialmente meno di ciò che il cervello, l'intestino e la fisiologia della persona stanno chiedendo, per mesi e anni. Questo non è un problema di forza di volontà solo per pochi eletti; è irrealistico e insostenibile per la maggior parte degli individui.

Così come per ogni tipo di tumore esiste un trattamento diverso, esistono diversi tipi di obesità  ed eccesso di adipe, con diverse cause. " Le obesità" richiedono che le varie cause e  siano identificate per un trattamento efficace.


Gli attuali trattamenti per l'obesità comprendono la gestione della dieta e dello stile di vita, alcuni trattamenti farmacologici e la chirurgia bariatrica. Si tratta di approcci di trattamento generico indipendentemente dalla causa. Se le singole cause dell'obesità dovessero essere correttamente identificate, il trattamento potrebbe essere diretto alle cause specifiche, che potrebbero essere più efficaci degli approcci attuali.



Aggiornamento 7/3/2019

Il trattamento con melatonina migliora sonno, umore e ansia, parametri metabolici (insulina, sensibilità all'insulina, colesterolo, espressione genica di PPAR e recettore LDL) in donne con PCOS (ovaio policistico). Ma forse è solo l'effetto del sonno ritrovato!


Aggiornamento 2/4/2019


L'attività fisica appare più importante della dieta per mantenere il peso perso. "I risultati rivelano chi ha mantenuto la perdita di peso si basa più sull'attività fisica che sulla restrizione cronica alimentare per rimanere in equilibrio energetico ed evitare il recupero di peso".

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