Cerca nel blog

mercoledì 8 aprile 2015

Anoressia, nuove cure in arrivo



Condivido molto volentieri il post di una studentessa, Roberta Miele, sul trattamento dell'anoressia, terribile malattia, e colgo l'occasione per rinnovarle i miei complimenti.


Nella società moderna spesso molte ragazze non vengono accettate per il loro aspetto fisico: brufoli, eccesso di peso altezza minuta sono le cause di un cambiamento psicologico nei giovani. Purtroppo il voler essere belle, ma soprattutto accettate, spinge queste ragazze all’autodistruzione: l’ossessione di essere magre e snelle a tutti i costi sfocia nell’anoressia.


Anoressia
Si inizia con il vedersi grassa e si continua a dimagrire in maniera ossessiva.

Che cos’è l’anoressia?

L’anoressia (AN) è un disturbo del comportamento alimentare, detto anche Disturbo Alimentare Psicogeno (DAP): è caratterizzata dal rifiuto del cibo e dalla paura di ingrassare. In genere colpisce di più le donne, infatti l’Associazione Bulimia e Anoressia rivela che in Italia sono oltre 3 milioni le persone con disturbi alimentari e l’85% sono per l’appunto donne. Di solito l’anoressia insorge tra i 12 e i 25 anni e il momento più critico si ha all’età compresa tra i 15 e i 19 anni; da ciò si evince che questo disturbo è tipico dell’adolescenza. Un altro dato molto importante è che essa è legata principalmente al benessere, infatti è assente in Paesi sottosviluppati dell’Africa, dell’ America Latina ed dell’Asia.

I sintomi del disturbo

La sintomatologia che porta a diagnosticare l’anoressia è caratterizzata da alcuni fattori:
  • estrema magrezza;
  • paura di ingrassare: chi è affetto dall’anoressia, pur avendo un peso al di sotto del normale, teme di prendere chili;
  • forte preoccupazione per il proprio aspetto fisico, aggravato da una scarsa autostima di sé stessi;
  • nelle donne si verifica anche amenorrea (sospensione del ciclo mestruale).


Anoressia
Ecco come si vede una ragazza anoressica: pur essendo magrissima e sotto peso, i suoi occhi la vedono sempre in sovrappeso.

 

Cosa accade a livello cerebrale nell’anoressico?

L’anoressico percepisce in due modi diversi il proprio corpo: la prima è un’immagine egocentrica, caratterizzata da sensazioni che prendono vita dal corpo; la seconda è allocentrica, ovvero si percepisce un’immagine riflessa dall’esterno. La differenza tra le due rappresentazioni del corpo non viene immagazzinata  e soprattutto le donne non hanno consapevolezza del proprio fisico, percependo un’immagine distorta di ciò che esso è. Un disturbo di conversione tra le informazioni egocentriche e quelle allocentriche impedisce a questi soggetti di aggiornare l’immagine di sé immagazzinata nella memoria a lungo termine. Essi restano legati ad un ricordo che non coincide con la realtà attuale, ecco perché queste persone hanno sempre timore di ingrassare, anche in gravi condizioni di deperimento. Tale problema di conversione è detto “blocco allocentrico”.



Anoressia
Una nuova cura stimola nuovamente l’appetito tramite sonde elettriche.

Nuove cure per l’anoressia

Finalmente ci sono buone, anzi, ottime notizie per combattere l’anoressia. I medici britannic infatti stanno sperimentando un nuovo trattamento per curarla: esso si basa sull’inserimento di sonde elettroniche nel cervello, che sono in grado di stimolare nuovamente la fame. In Gran Bretagna una donna anoressica si è offerta come cavia per testare queste sonde nel suo cervello.


Anoressia
Tipu Aziz è il neurochirurgo che ha scoperto questa nuovo trattamento per curare l’anoressia.

 
Il professor Tipu Aziz, neurochirurgo presso l’ospedale Jonh Radcliffe di Oxford ha spiegato la procedura dell’operazione: si inserisce una sorta di pacemaker sotto le costole della paziente e si collegano delle sonde elettriche al cervello. Da quanto previsto, questa stimolazione spingerebbe il cervello a percepire la sensazione della fame. Purtroppo questa cura presenta alcuni svantaggi: primo, è molto costosa, infatti il trattamento è di 25mila sterline e sarà testato solo sui pazienti più gravi, ovvero quelli che hanno tentato tutti i rimedi per uscire dall’anoressia ma non ci sono riusciti; secondo, questa strategia è estremamente rischiosa rispetto alle cure tradizionali effettuate fino ad ora, ma il team di medici del Jonh Radcliffe Hospital è fiducioso in questo trattamento che potrebbe ridurre la morte di numerose persone colpite dall’anoressia. Per questo motivo si ricercano nuovi fondi per curare altri cinque pazienti.
I moderni canoni di bellezza accettano persone alte, magre e  presentabili; spesso sono i mass – media che conducono giovani ragazze ad un’immagine distorta del proprio corpo. La scelta migliore è accettarsi per come si è, accogliere i propri difetti e voler più bene a sé stessi.

Roberta Miele

Webgrafia

http://www.anoressianervosa.it/
http://www.msd-italia.it/altre/manuale/sez15/1961712.html
http://donna.fanpage.it/anoressia-arrivano-le-sonde-elettroniche-nel-cervello-per-stimolare-la-fame/

Aggiornamento 6/7/2017

Una ragazza anoressica intervistata a TG2 Salute: "All'inizio tu controlli la malattia, poi è lei che controlla te".

Aggiornamento 4/2/2021

Sta emergendo l'importanza del microbiota intestinale anche nell'anoressia nervosa. Il microbiota influenza, grazie ai suoi effetti neuroendocrini, sia l'appetito che la spesa energetica, e la sua correzione può essere uno degli aspetti da tenere in considerazione

Aggiornamento 8/4/2021

Bell'articolo sulle cause dell'anoressia e sulla fame d'amore che hanno le ragazze affette

Aggiornamento 10/4/2021

La leptina è un ormone, rilasciato dal tessuto adiposo, che dà sazietà e stimola la spesa energetica, quando funziona correttamente. Quando è presente ma funziona male, non bloccando l'appetito, si parla di resistenza leptinica. Si è scoperto un nuovo circuito attraverso cui agisce (indirettamente), nel nucleus accumbens, centro della ricompensa, bloccando i neuroni dopaminergici che stimolano la ricerca di cibo e il piacere del mangiare. Questo circuito può essere un target farmacologico nel dimagrimento e nell'anoressia

Aggiornamento 5/6/2021

Esistono dei collegamenti tra anoressia nervosa (AN) e microbiota, e stimolare un cambiamento dei batteri intestinali con alimenti e probiotici può potenzialmente aiutare la guarigione.
Con i loro metaboliti (LPS, SCFA, microRNA) i batteri intestinali influenzano comportamenti, pensieri e azioni (asse intestino-cervello). I batteri che rilasciano LPS stimolano l'infiammazione e la permeabilità intestinale, e vanno contrastati. Le pazienti con AN hanno abbondanza di batteri degradatori di mucina, e in questo modo la parete intestinale è esposta e diventa ancora più permeabile. In questo modo il sistema immunitario viene stimolato eccessivamente da frammenti batterici, e si producono (auto)anticorpi, così come accade per esempio nelle malattie autoimmuni.
"In alcuni casi, questi anticorpi possono agire come omologhi parziali dei neuropeptidi e reagire in modo incrociato con i recettori degli ormoni che regolano l'appetito e la sazietà, come l'ormone alfa-MSH e la grelina, alterando successivamente il comportamento alimentare. Ancora più interessante, è stato anche dimostrato che questi anticorpi sono elevati nei pazienti con AN e bulimia nervosa e correlati con la psicopatologia del disturbo alimentare. Gli autoanticorpi dovuti all'aumento della permeabilità intestinale potrebbero quindi svolgere un nuovo ruolo importante nella fisiopatologia dell'AN e aiutare a spiegare la riduzione della fame, l'aumento della sazietà e la ridotta ricompensa edonistica legata al cibo, come comunemente riportato dai pazienti con AN. Infine, i pazienti con AN hanno mostrato un interessante aumento delle malattie autoimmuni; in particolare, i pazienti con AN mostrano un aumento di circa due volte delle malattie autoimmuni gastrointestinali ed endocrine, incluso il diabete di tipo 1, e persino un aumento di quattro volte della malattia di Crohn."
Inoltre l'AN spesso si accompagna a sintomi da intestino irritabile, come gonfiore, stitichezza ecc.
Probabilmente i probiotici che possono aiutare sono i lattobacilli, assieme agli omega 3.

Aggiornamento 12/9/2022

Il microbiota, grazie alla sua influenza su nervo vago, sugli ormoni intestinali, su infiammazione, endocannabinoidi e grazie alla produzione di metaboliti (SCFA), può influenzare l'appetito e la voglia di cibo e quindi essere un target per i disturbi del comportamento alimentare con eccesso di introduzione di cibo come la bulimia. Gli esperimenti per ora sono prevalentemente su modelli animali.
Tra i batteri interessati, B. infantis ha effetto antinfiammatorio ma non è ancora dimostrato un effetto sul reward (sistema della ricompensa). Akkermansia muciniphila appare essere il più interessante perché "agisce su molteplici percorsi coinvolti nel sistema di ricompensa tra cui l'infiammazione, la produzione di SCFA, il tono endocannabinoide, rendendolo un buon candidato nella regolazione delle alterazioni della ricompensa alimentare".
Bacteroides uniformis invece può aumentare la dopamina e ridurre le #abbuffate.
Anche i prebiotici (fibre), grazie alla modulazione sul microbiota, possono avere interessanti prospettive.

Nessun commento:

Posta un commento