
"L'industria alimentare, Big Food, riempie il vuoto che le agenzie di finanziamento scientifico hanno lasciato ed è difficile incolpare gli accademici che hanno poche opzioni di finanziamento per far andare avanti le loro squadre, anche se i risultati sono in conflitto. Una maggiore trasparenza delle fonti di finanziamento, il rispetto della preregistrazione di tutti i trial, e l'aumento del tasso di pubblicazione dei risultati negativi contribuirebbero a migliorare la scienza finanziata da "Big Food"". Spesso esistono molte divergenze tra gli esperti, e questo contribuisce a rendere meno credibile la scienza. L'uso di strumenti elettronici può migliorare i rilevamenti su cosa la gente mangi [e le previsioni sui loro effetti], e sono più affidabili dei questionari. Per molti anni ci si è concentrati sui macronutrienti (proteine, carboidrati e grassi), tralasciando cosa il cibo contiene e i suoi effetti. Recentemente "molti partecipanti [di un congresso] hanno condiviso questo punto di vista e hanno sostenuto il passaggio allo studio dei gruppi alimentari, piuttosto che ai macronutrienti o ai singoli alimenti isolati. La nostra attenzione rivolta ai macronutrienti specifici ha permesso di far commercializzare alimenti industriali come se fossero salutari", per esempio quelli light.
"Dobbiamo urgentemente abbandonare il conteggio delle calorie come pilastro della consulenza nutrizionale e della prevenzione dell'obesità. Vi è un crescente consenso sul fatto che abbia poco valore come strumento pratico nella gestione del peso. È impossibile misurare accuratamente l'assunzione e troppe variabili influenzano il dispendio calorico per rendere utile il conteggio delle calorie. Una nuova ricerca sull'uomo suggerisce che i nostri corpi e i tassi metabolici possono comportarsi in modo diverso quando vengono fornite calorie identiche in contesti diversi. Sebbene molti paesi abbiano introdotto conteggi obbligatori o volontari di calorie sulle etichette degli alimenti e nei ristoranti e nei fast food, non si concorda sulla loro efficacia a lungo termine. Ciò suggerisce che abbiamo bisogno di diversi approcci sostenibili per la salute pubblica incentrati sulla qualità del cibo, non solo sulla quantità". Non viene prestata sufficiente attenzione alla sostenibilità delle diete che possono essere efficaci a breve termine ma difficili da mantenere, come le diete chetogeniche ad alto contenuto di grassi. Un cambiamento comportamentale sostenuto è la chiave per qualsiasi beneficio nutrizionale a lungo termine. Mentre le dimensioni della porzione e il controllo delle porzioni possono ancora essere una componente del cambiamento sostenuto, è tempo che il conteggio delle calorie venga abbandonato. Il futuro della nutrizione è quindi nello studio del microbiota, nella personalizzazione della dieta, nella sostenibilità ambientale dell'alimentazione, e nell'educazione.
Questo può essere problematico per quanto riguarda la ricerca e la messa in pratica di politiche sanitarie utili alla popolazione.
Gli autori concludono osservando "Ciò ha ritardato l'attuazione di strategie efficaci per affrontare questa crisi di salute pubblica, che è costata milioni di vite. A differenza del fumo, tutti abbiamo bisogno di mangiare. Negli ultimi 40 anni, gli alimenti processati sono diventati di uso comune e dominano l'ambiente alimentare, ma non possiamo trascurare loro potenziale di creare dipendenza e dannoso".
Tra le motivazioni, si osserva che la ridotta introduzione di carboidrati permette di controllare meglio l'appetito aiutando nella gestione a lungo termine. Si può anche avere un aumento del dispendio energetico. Insieme alla perdita di peso, anche la riduzione del grasso epatico e pancreatico hanno un importante ruolo. La remissione del diabete significa soprattutto un risparmio in termini di costi sanitari per farmaci e trattamenti.
Un'analisi dell'efficacia dei costi basata sulla simulazione di più interventi per l'obesità infantile ha rilevato che 3 scelte politiche possono far risparmiare sui costi; in altre parole, si risparmierebbe di più sui costi dell'assistenza sanitaria attraverso la riduzione della prevalenza dell'obesità di quanto costerebbe implementarle. Questi interventi sono: (1) introdurre la soda-tax (2) eliminare la detrazione fiscale per le aziende che pubblicizzano alimenti poco salutari per i bambini; e (3) migliorare gli standard nutrizionali per cibi e bevande venduti nelle scuole. Un’altra simulazione ha previsto che la tassa sulle bibite, il divieto della pubblicità di fast food rivolta ai bambini e la fornitura di programmi di attività fisica dopo la scuola ridurrebbero la prevalenza dell'obesità.
Durante lo sviluppo influenza la crescita dei tessuti e la loro infiammazione; Influenza fame e sazietà tramite i metaboliti (SCFA) e i neurotrasmettitori e altre molecole che mimano l'azione degli ormoni, modulano la ricompensa del cibo; nel fegato influenzano gli acidi biliari e le vie metaboliche che fanno produrre grassi e carboidrati (lipogenesi e gluconeogenesi); nel tessuto adiposo influenzano la quantità di grassi immagazzinati, la loro ossidazione e la termogenesi; nell'intestino digeriscono nutrienti traendo più calorie dalla dieta e influenzano infiammazione e sistema immunitario modulando la permeabilità intestinale.
Nella pratica traduciamo con "una sola taglia non va bene per tutti" perché gli esiti di un fattore sono influenzati da genetica ecc..
Un esempio lampante è la mutazione MTHFR. Chi possiede la variante TT ha un enzima meno attivo e quindi necessità di introduzione di folati molto maggiore rispetto alla variante CC per abbassare l'omocisteina. Questa necessità però non viene colta dalle indicazioni per la popolazione generale (in Italia LARN).
Da noi invece ci si oppone alla sugartax e all'etichetta europea e alcuni "esperti" sono a libro paga delle industrie alimentari.
Il maggiore rischio è legato alle malattie cardiovascolari, ma anche il rischio di quelle neurodegenerative e oncologiche aumenta.
Tra le sostanze dannose presenti nel cibo spazzatura troviamo furani, ammine eterocicliche, idrocarburi policiclici aromatici, acroleina, prodotti finali della glicazione avanzata (AGES), acidi grassi trans industriali e acrilammide.
Le confezioni possono apportare ftalati, bisfenoli, oli minerali e microplastiche dall'imballaggio o dal rivestimento interno delle lattine.
Gli additivi inducono infiammazione e danni al DNA, modificano il microbiota e favoriscono la permeabilità intestinale, alterando il rapporto tra microbi e sistema immunitario.
Spesso non si considerano gli effetti additivi tra sostanza nei test tossicologici. Per altri invece, come il biossido di titanio e i dolcificanti artificiali, sono emerse prove di tossicità inizialmente non evidenziate.
L'articolo si conclude con questi punti:
§ Le prove esistenti sono sufficientemente forti da giustificare azioni immediate di sanità pubblica per aiutare i cittadini a identificare gli alimenti ultra-processati e a limitare la loro esposizione
§ È necessaria una ricerca multidisciplinare, indipendente dall’industria, per rivalutare la sicurezza degli additivi alimentari e degli ingredienti trasformati industrialmente, nonché dei contaminanti legati al processo
§ Le normative fiscali, di marketing e di etichettatura dovrebbero essere utilizzate per trasformare l’attuale sistema alimentare e facilitare l’abbandono della dieta dagli alimenti ultra-processati in tutta la popolazione.
La tassa porterebbe a una riduzione dei costi sanitari e sarebbe quindi un guadagno per tutti, tranne che l'industria alimentare.
Tra i pochi che non hanno il coraggio di metterla ci sono gli italiani, di qualsiasi colore politico.
"Una vera prevenzione del cancro richiede l'attuazione di misure concrete: educazione (alfabetizzazione sanitaria), politiche efficaci, regolamentazione, tassazione, programmi di vaccinazione, ambienti più salubri e sistemi che rendano la scelta salutare la scelta più semplice."



