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martedì 2 gennaio 2018

Cibi prebiotici: l'importanza della fibra


Col termine prebiotico indichiamo un substrato di fibra che viene utilizzato dai nostri batteri intestinali (microbiota) modulandoli in maniera positiva.

Il sito MNT ha pubblicato 4 consigli su come tenere il microbiota in forma: mangiare fibre a sufficienza, usare il cioccolato amaro, ricco in polifenoli, fare sport ed evitare lo stress (influenza negativamente i batteri).
A proposito della fibra, ormai molti si sono resi conto della sua importanza nella dieta, e, sebbene qualcuno continui ad insistere sul solo ruolo delle calorie nel determinare la malattia e l'aumento di peso, oggi sappiamo quanto un'alimentazione ricca in fibre da cibi non raffinati possa fare per la nostra salute.


http://www.funnyjunk.com/Fiber/funny-pictures/5076699/


L'importanza della fibra risiede, tra le altre cose, nel fatto che funge da carburante per i nostri batteri amici, mentre l'alimentazione raffinata stimola la proliferazione dei cattivi come E. coli.
A dire il vero non è possibile fare una distinzione così netta tra buoni e cattivi, visto che in determinate occasioni anche i buoni nuocciono e i cattivi sono necessari per tenere in allenamento il sistema immunitario.

Nella nostra storia evolutiva non abbiamo mai mangiato cibi privi di fibre, mentre i batteri sono cambiati (non il nostro DNA, sostanzialmente uguale da milioni di anni). La presenza di bifidi nel nostro intestino, aumentata da quando abbiamo intrapreso un'alimentazione prevalentemente agricola, ci permette di tollerare i cereali, mentre cure antibiotiche, stress ecc possono ridurre la tolleranza verso questi alimenti anche riducendo la diversità batterica.
Purtroppo questo capita anche a causa di allattamento al seno troppo breve, parto cesareo e troppa igiene e disinfezione degli ambienti e del cibo.
Però ritornando ad una dieta più consona alla nostra natura, così come abbiamo sempre mangiato nella nostra storia evolutiva, è possibile ripristinare, almeno parzialmente, il microbiota (a meno che non  sia stato completamente azzerato in alcune specie), in modo che sia simile a quello che avevamo e che possiedono le persone sane.

C'è da sottolineare che l'integrazione di fibra (con crusca ad esempio) però non sempre è benefica, perché può ridurre l'assorbimento di alcuni nutrienti e spesso non è abbinata alla densità nutrizionale, ossia si perdono vitamine e minerali importanti, o dare irritazione intestinale (i cibi FODMAP) in persone predisposte. Torniamo come sempre quindi alla soggettività dell'effetto della dieta.

Molti dei benefici dei batteri intestinali sono dovuti agli acidi grassi a catena breve  e media che vengono prodotti dalla fermentazione delle fibre, e che fungono da segnali veri e propri per il nostro organismo, determinando sazietà, attivazione del metabolismo, riduzione dell'infiammazione ecc. 
Inulina e FOS (fruttooligosaccaridi) sono ottimi esempi di fibre benefiche perché sostengono la proliferazione dei bifidi.

Con l'aiuto di authoritynutrition.com andiamo a scoprire i migliori cibi con effetto prebiotico

  1. la radice di cicoria (egregia fonte di inulina)
  2. il tarassaco (sempre fonte di inulina e antinfiammatorio/ipocolesterolemizzante)
  3. il topinabur (inulina a volontà, anche più della cicoria)
  4. l'aglio (contiene FOS e ha attività antimicrobica nei confronti dei batteri cattivi)
  5. la cipolla (oltre ai FOS contiene quercetina, ottimo antiossidante)
  6. il porro (benefici simili, fonte di inulina e vitamina K)
  7. l'asparago (fibre e antiossidanti con ottimo potere antinfiammatorio)
  8. la banana (bifidogenica grazie all'amido resistente)
  9. l'orzo (contiene i betaglucani che abbassano il colesterolo)
  10. l'avena (anch'essa ricca in betaglucani e antiossidanti)
  11. la mela (la pectina viene fermentata a butirrato, nutriente per le cellule intestinali)
  12. la radice di konjac (ricca di glucomannano)
  13. il cacao amaro (contiene flavanoli che piacciono molto ai batteri)
  14. la radice di bardana (erba contenente inulina e FOS)
  15. i semi di lino (ottima fonte di lignina e mucillagini)
  16. la radice di yacon (un tubero simile alle patate dolci, sempre ricca di inulina e FOS)
  17. la jicama (patata messicana ricca di inulina)
  18. la crusca di grano (fonte di arabinoxilani)
  19. le alghe marine (ricche di antiossidanti e fibra idrosolubile)
Mi permetto di aggiungere il carciofo, ugualmente ricco in inulina e in più contiene cinarina, un antiossidante molto utile.

Tutte queste fibre aumentano la diversità batterica intestinale, e facilitano la perdita del grasso addominale, molto pericoloso per la salute.
Ad esempio è stato evidenziato che una dieta ricca in fibre "corregge" il microbiota dei bambini obesi e li aiuta a dimagrire, e che la fibra GOS (galattooligosaccaride) riesce a ridurre il cortisolo, associato con il grasso viscerale, perché nutre batteri benefici.

È in ogni caso consigliabile intraprendere questi percorsi con l'aiuto di un nutrizionista esperto perché la fibra può dare inizialmente problemi come gonfiore e irritazione.
Aggiornamento 10/1/2018

Negli animali da esperimento bastano 3 giorni di alimentazione priva di fibre per perdere il muco protettivo intestinale e spalancare le porte alle malattie infiammatorie
Aggiornamento 27/1/2018

Una slide di un bravo collega, Styven Tamburo, e il suo riassunto.


"L’inulina è classificata come fibra solubile, composta da lunghe catene di fruttosio. Risulta indigeribile per l’uomo come da definizione di fibra. È contenuta in natura in alcune piante come sostanza di riserva, soprattutto viene estratta dalla radice di cicoria. Nel colon è completamente metabolizzata dalla flora con la formazione degli acidi grassi a catena corta. L’inulina contribuisce alla salute dell’intestino umano perché stimola la proliferazione e l’attività metabolica dei microorganismi positivi per la salute (probiotici) mentre riduce la crescita dei batteri potenzialmente patogeni. Pertanto ha un’ottima azione prebiotica. La definizione di prebiotici è strettamente legata a quella di fibra: “ingredienti non digeribili degli alimenti che influenzano l’ospite in maniera benefica, stimolando selettivamente la crescita e/o l’attività metabolica di un numero limitato di gruppi microbici presenti nel colon, ritenuti benefici per la salute dell’ospite stesso”. Fermentata dalla microflora intestinale produce composti benefici per l’organismo. In quanto prebiotico l’inulina appartiene alla categoria degli ALIMENTI FUNZIONALI"

Aggiornamento 7/2/2018

Una review sulle proprietà di flavonoidi e latticini (importanti costituenti della dieta DASH) da parte di Dariush Mozaffarian, noto epidemiologo. I flavonoidi sono i componenti polifenolici tipici di molti vegetali come il tè verde, il cacao, i frutti di bosco ecc. Agiscono riducendo l'infiammazione, influenzando la composizione del microbiota e l'espressione genica.

I latticini hanno proprietà migliori quando sono fermentati (yogurt e formaggi), perché forniscono probiotici e vitamina k che sono legati a salute migliore, e la loro qualità dipende anche dall'alimentazione dell'animale.
Aggiornamento 30/4/2018

Un supplemento prebiotico migliora il microbiota intestinale, favorendo gli Actinobacteria, e riduce i dolori dell'artrosi

Aggiornamento 15/5/2018
Nel modello animale una dieta ad alto contenuto di fibre protegge il topo dall'influenza, aumentando la produzione di grassi a catena corta che modulano il sistema immunitario.


Aggiornamento 25/5/2018

La destrina è una fibra non digeribile che può aumentare la sazietà e aiutare a dimagrire

Aggiornamento 3/6/2018

Uno studio fatto su gemelli mette in evidenza come, a seconda dei microbi intestinali e dei nostri geni, si tenda a mettere grasso sull'addome (quello più pericoloso per la salute) a causa proprio dei prodotti batterici (metaboliti). Questo dimostra che, grazie a dieta e probiotici, possiamo influenzare il girovita.
Il professor Tim Spector ha dichiarato: "Questo entusiasmante lavoro nei gemelli mostra l'importanza per la nostra salute e l'importanza delle migliaia di sostanze chimiche che i microbi intestinali producono in risposta al cibo. Sapere che sono ampiamente controllati da ciò che mangiamo piuttosto che dai nostri geni è una grande notizia e apre molti modi all'uso del cibo come medicina"

Il Dr. Jonas Zierer, primo autore dello studio ha aggiunto: "Queste novità significano che possiamo modificare l'ambiente intestinale e affrontare la sfida dell'obesità da una nuova angolazione legata a fattori modificabili come la dieta e i microbi nell'intestino. Questo è eccitante, perché a differenza dei nostri geni e del nostro rischio genetico di sviluppare grasso intorno alla pancia, i microbi intestinali possono essere modificati con probiotici, con farmaci o con diete ricche di fibre ".
Questo l'articolo in italiano
Aggiornamento 6/6/2018
I flavonoidi nutrono i batteri buoni

Aggiornamento 12/6/2018

Che succede se controlliamo il microbiota prima e dopo una dieta?
La fibra è quella che lo migliora, ma il cambiamento dipende anche dalla situazione iniziale.

"La risposta del microbiota all'intervento dipendeva dallo stato iniziale del microbiota. Questi risultati aprono la strada allo sviluppo di una dieta personalizzata".

Aggiornamento 15/7/2018
Nel modello animale una dieta ricca in fibre previene le modificazioni nel microbiota corresponsabili dell'insorgenza di malattie autoimmuni come la sclerosi multipla
Aggiornamento 21/7/2018

La fermentazione con lievito madre permette di ridurre il contenuto di FODMAP, gli zuccheri presenti nel grano responsabili di gonfiore e altri sintomi in persone con intestino irritabile, e preserva i bifidobatteri se la farina è ad alto contenuto di fibra. Anche il contenuto di inibitori della tripsina (altre componenti problematiche) può ridursi e il glutine diventa più digeribile. Questo può spiegare anche l'incremento di problematiche intestinali da quando si usano lieviti alternativi e tempistiche molto più brevi

Le opzioni dietetiche per le sindromi del colon irritabile: probiotici, prebiotici, vitamine, diete FODMAP e SCD (con carboidrati specifici), fitoestratti, peptidi attivi, grassi specifici.


Aggiornamento 20/8/2018

Individuato un nuovo cibo funzionale, ricco di proteine, grassi buoni, minerali e vitamine: migliora il microbiota intestinale (grazie alla chitina) e ha un'azione antinfiammatoria. Ed è anche amico dell'ambiente.
Si tratta della farina di grillo
Aggiornamento 29/9/2018
La curcumina aumenta la diversità del microbiota intestinale, ha in pratica una funzione prebiotica

Aggiornamento 21/10/2018

Si tratta solo di uno studio su animali, ma conferma quanto possa fare male l'uomo ad alterare i cibi e che la natura non è facile da imitare.
In topi con alterata flora intestinale, aggiungere inulina al cibo industriale aumenta il rischio di tumore epatico, a causa della produzione di certi metaboliti.

"Questi risultati indicano che l'arricchimento di cibi con fibre purificate non può mimare i benefici del consumo di frutta e verdura naturalmente ricche di fibre solubili", ha detto il dott. Andrew Gewirtz, professore all'Istituto di Scienze Biomediche della Georgia State e uno degli autori dello studio.
Aggiornamento 1/11/2018
Ancora convinti che asma e alimentazione non siano collegate? Un team di ricercatori ha messo a punto una barretta ricca di nutrienti e l'ha data a dei ragazzi obesi con l'asma. La loro funzionalità respiratoria è migliorata e lo stato infiammatorio ridotto, indipendentemente dal dimagrimento. Sicuramente sarebbe meglio una dieta adeguata, ma viene sottolineata l'importanza della dieta nella gestione della malattia, e le carenze nutrizionali che spesso hanno le persone con una dieta ricca di cibi industriali e impoveriti, e la non necessità di ricorrere a farmaci che hanno sempre effetti collaterali (cortisone ecc). Composizione della barretta "CHORI": contenuto moderato in calorie (130 kcal / 36g), ma nutrizionalmente densa, con una matrice polifenolica, ricca di frutta, noci, e cioccolato fondente non trattato, vitamine, minerali, acido docosaesaenoico (omega 3), fibre solubili e insolubili, proteine e altre piccole molecole benefiche per la salute dell'intestino

Aggiornamento 18/11/2018

Donne con acne tardiva possono beneficiare di una combinazione di prebiotici (GOS + FOS). Nello studio si sono abbassati IGF-1, insulina e glicemia, parametri metabolici spesso legati alla tendenza ad avere brufoli. L'azione si svolge probabilmente attraverso il miglioramento del microbiota intestinale (e forse dermico) e la riduzione dell'infiammazione
Aggiornamento 30/12/2018

La fibra alimentare protegge il sistema cardiovascolare perché viene fermentata dai nostri batteri a propionato, che riduce l'infiammazione e modula il sistema immunitario in modo da ridurre ipertrofia cardiaca e fibrosi, suscettibilità alle aritmie cardiache e lesioni aterosclerotiche.
"Il proponiato potrebbe essere importante nel migliorare la salute cardiovascolare, poiché sia ​​l'aterosclerosi che il rimodellamento cardiaco ipertensivo sono stati significativamente ridotti nel trattamento con propionato nel nostro studio. È interessante notare che diversi sottogruppi di batteri intestinali sono in grado di produrre propionato, alcuni dei quali sono stati mostrati essere meno abbondanti nell'ipertensione sperimentale e nei pazienti ipertesi.
Di conseguenza, l'integrazione orale con propionato o suoi precursori può essere utile in individui ipertesi per prevenire danni agli organi bersaglio. Le attuali linee guida sull'ipertensione raccomandano modifiche dello stile di vita prima dell'inizio di qualsiasi trattamento farmacologico antiipertensivo.

L'aumento dietetico del propionato è un intervento accessibile, e le nostre osservazioni suggeriscono che questo potrebbe essere un nuovo approccio per prevenire i danni da ipertensione agli organi bersaglio".
Aggiornamento 13/1/2019

Secondo una revisione degli studi, la certezza dell'evidenza delle relazioni tra la qualità delle fonti di carboidrati e la prevenzione delle malattie è stata classificata come moderata per le fibre alimentari, da bassa a moderata per i cereali integrali, e da bassa a molto bassa per l'indice glicemico e il carico glicemico. "Le curve dose-risposta hanno suggerito che l'assunzione maggiore di fibre alimentari può conferire un beneficio a protezione dalle malattie cardiovascolari, dal diabete di tipo 2 e dal cancro del colon-retto e della mammella, oltreché dall'aumento di peso, di pressione e di colesterolo. Sono stati osservati risultati simili per l'assunzione di cereali integrali". La dose ideale è stata determinata tra i 25 e i 29g al giorno. "Le raccomandazioni per aumentare l'apporto di fibre alimentari e sostituire i cereali raffinati con cereali integrali dovrebbe portare benefici alla salute umana. Uno dei principali punti di forza dello studio è stata la capacità di esaminare gli indicatori chiave della qualità dei carboidrati in relazione a una serie di esiti di malattie non trasmissibili da studi di coorte e studi randomizzati in un singolo studio. I nostri risultati sono limitati alla riduzione del rischio nella popolazione in generale piuttosto che in quelli con malattia cronica". Ciò indica che funzionano bene in fase di prevenzione ma non necessariamente dopo che si è arrivati alla malattia.


Aggiornamento 18/1/2019
Secondo una revisione degli studi effettuata da ricercatori del S. Raffaele, i probiotici  L. acidophilus, L. ingluviei, L. fermentum L. delbrueckii sono associati con aumento di peso, mentre L. gasseri insieme a prebiotici come  inulina  e galattomannano ha effetto dimagrante e antiinfiammatorio

Aggiornamento 22/1/2019


Grazie alle antocianine contenute nei mirtilli, la pressione scende e il sistema cardiovascolare migliora la sua funzione.

Se i sussidi all'agricoltura venissero dati per produrre frutta al posto che mais che diventa zucchero e mangimi per allevamenti intensivi o grano che diventa farina 00 staremmo molto meglio

Cipolle, porri, aglio e le altre componenti delle liliacee riducono il rischio di tumore del colon-retto
Aggiornamento 8/3/2019

90 grammi al giorno di cereali integrali riducono il rischio di tumore del colon retto del 17%


Aggiornamento 20/3/2019

Il legame tra intestino, cervello, stress e salute mentale.

L'interazione tra ormoni, flora, nutrienti e condizioni intestinali influenza l'umore e non solo..
Lo stress cronico porta a livelli elevati di ormoni come il cortisolo, l'ormone dello stress, e può anche causare bassi livelli di serotonina e altri neurotrasmettitori nel cervello collegati alla depressione. Nelle persone predisposte, lo stress cronico può essere uno dei principali fattori che contribuiscono allo sviluppo di malattie psichiatriche, come ansia e depressione.
Una dieta ricca di fibre ha dimostrato di contribuire a un ambiente intestinale sano in diversi modi,  aumentando la produzione di SCFA (acidi grassi a catena corta) e modulando la flora.
Lo stress ossidativo, un fattore che contribuisce alla malattia mentale, è spesso associato ad alti livelli di infiammazione tissutale, ed è stato suggerito che le persone con depressione hanno maggiori probabilità di avere un aumento dello stress ossidativo. È ben documentato che i probiotici aiutano a migliorare lo stato antiossidante e ridurre il danno ossidativo.
La barriera ematoencefalica (BBB) è un importante strato di cellule che circondano il cervello che agisce per controllare ciò che entra per mantenere l'omeostasi del sistema nervoso centrale. È stato dimostrato che una flora intestinale sana e bilanciata diminuisce la permeabilità della BBB e aumenta le giunzioni strette (cioè la rende meno permeabile), un altro modo unico in cui un microbioma intestinale sano contribuisce alla salute e alla vitalità complessive. In sintesi, la terapia probiotica è un metodo che promuove un ambiente intestinale sano ed equilibrato, insieme a una dieta ricca di fibre. Lo stress, un fattore significativo nella depressione, è noto per alterare negativamente la microflora, abbassando i livelli di Lattobacilli e Bifidobatteri. Quindi una parte importante di un protocollo per un intestino sano è la gestione dello stress, da abbinare a dieta e integrazione appropriata


Aggiornamento 5/4/2019
La dieta povera di nutrienti è ora il maggior fattore di rischio modificabile, più del fumo, secondo l'autorevole rivista The Lancet. Non si tratta di mangiare meno, ma di mangiare meglio, frutta verdura e cereali integrali

"In sintesi, abbiamo scoperto che le cattive abitudini alimentari sono associate a una serie di malattie croniche e possono potenzialmente contribuire in maniera determinante alla mortalità  in tutti i paesi del mondo. Questa constatazione sottolinea l'urgente necessità di sforzi globali coordinati per migliorare la qualità della dieta umana. Data la complessità dei comportamenti dietetici e l'ampia gamma di influenze sulla dieta, il miglioramento della dieta richiede la collaborazione attiva da più parti in tutto il sistema alimentare, insieme a politiche rivolte a più settori del sistema alimentare".
Aggiornamento 18/4/2019
L'inulina è la fibra tipica del carciofo e del topinambur. La supplementazione di questa fibra bifidogenica migliora il microbiota, i marker di infiammazione e l'insulinoresistenza in persone sovrappeso non diabetiche
Aggiornamento 12/5/2018
Non tutti sanno che.... molte malattie partono dall'intestino, tra cui l'insufficienza renale. Studi condotti su modelli animali e pazienti con insufficienza renale cronica mostrano che la supplementazione con amido resistente attenua le concentrazioni delle tossine uremiche, incluse indoxilsolfato e p-cresil-solfato. L'amido resistente infatti agisce da prebiotico che promuove la proliferazione di batteri intestinali buoni come i bifidobatteri e i lattobacilli, e aumenta la produzione di metaboliti tra cui gli acidi grassi a catena corta, che conferiscono numerosi benefici salutari. Evidenze emergenti mostrano che i metaboliti derivati dai microbi intestinali possono mitigare l'infiammazione attraverso la regolazione di alcuni globuli bianchi (Treg). In questo modo la progressione del danno renale può rallentare.

Aggiornamento 16/5/2018


I fattori che nei primi mesi di vita influenzano il rischio di asma e allergie
Protettivi: diversità batterica e le specie nel rettangolo verde, tra cui lattobacilli e bifidobatteri, parto naturale e in casa, frequenza dell'asilo nido, presenza di fratelli e animali in casa, contatto con animali da fattoria.
In gravidanza, dieta con alto contenuto di fibre e contatto con animali. I fattori predisponenti invece sono antibiotici, parto cesareo e prematurità, ridotta diversità batterica ed eccesso di C. difficile e Veillonella.

Aggiornamento 25/5/2019

Negli ultimi decenni lo stile di vita moderno, comprensivo di uso eccessivo di antibiotici, cesarei, igiene e diete ad alto contenuto di alimenti processati, ha indotto variazioni importanti al nostro microbiota. Il processo iniziò già 10 mila anni fa circa, con la rivoluzione agricola, che cambiò le principali fonti alimentari dell'uomo, fino ad allora cacciatore-raccoglitore.
I ricercatori propongono il termine di MIS (sindrome da insufficienza di microbiota) per indicare la perdita di specie fondamentali per la salute dell'uomo.
Nelle popolazioni di cacciatori-raccoglitori odierne le cause di morte comprendono malattie infettive gastrointestinali e respiratorie (55%), incidenti e violenze (17%) e malattie degenerative (28%), di cui infarti e ictus sono estremamente rari, rappresentando invece la principale causa di morte in occidente, assieme ai tumori.

Le strategie dietetiche e la reintroduzione delle specie microbiche perse sono potenzialmente utilizzabili per migliorare la salute.
Aggiornamento 29/5/2019

I polifenoli come il resveratrolo agiscono da prebiotici sulla flora, ossia stimolano la crescita di batteri buoni come Akkermansia, un batterio che spesso non si ritrova nell'intestino degli obesi e dei diabetici.
"Gli studi con modelli animali hanno mostrato un ruolo causale per A. muciniphila nel proteggere la barriera intestinale, che è stato associato con l'aumento dello spessore del muco, l'omeostasi del glucosio migliorata e l'alleviamento dell'endotossemia metabolica.
Attraverso un effetto prebiotico, i polifenoli possono favorire la crescita di alcuni batteri, come l'Akkermansia muciniphila, migliorare la ricchezza e la diversità complessiva della comunità batterica e migliorare la difesa dagli agenti patogeni rinforzando l'omeostasi della barriera intestinale".
Il trapianto fecale da persone che consumano polifenoli aiuta a dimagrire e a migliorare il quadro metabolico.
Gli integratori probabilmente non funzionano allo stesso modo perché non contengono la complessità delle sostanze presenti in natura.

Aggiornamento 5/6/2019

L'aglio potrebbe essere utile non solo per tenere lontani i vampiri 😁😁 ma anche l'Alzheimer.
Infatti molti studi dimostrano il suo effetto favorevole sulla flora, la cui alterazione è legata alla neurodegenerazione. L'aglio si comporta come un antibiotico selettivo, che agisce solo sulle specie dannose, mentre i batteri amici sono naturalmente resistenti alla sua azione. I batteri buoni così rilasciano SCFA che agiscono positivamente sulla comunicazione nervosa (asse intestino-cervello).
Le sostanze presenti nell'aglio inoltre aumentano le difese antiossidanti e stimolano la neurogenesi tramite il BDNF. "Consumare aglio è un modo semplice per aiutare a preservare la funzione cerebrale in una popolazione che invecchia".


Aggiornamento 6/6/2019
Una mela al giorno toglie il medico di torno, 2 fanno anche meglio. Aumentano il numero di batteri buoni (bifidobatteri e lattobacilli) e riducono quelli cattivi e alcune tossine enteriche, come ammoniaca e solfuri, in adulti sani.
I vari substrati di fibra e i batteri a cui piace


https://www.nature.com/articles/s41575-019-0157-3

Aggiornamento 9/6/2019
La dieta ad alto contenuto di fibre in gravidanza riduce il rischio di celiachia nella prole.
Aggiornamento 22/6/2019

Arricchire la dieta dei topi "di mezza età" con inulina (una fibra che troviamo in particolare in radice di cicoria, aglio, porri, asparagi, topinambur e cipolle) aumenta i batteri buoni come bifidobatteri e Akkermansia.
Questo riduce l'infiammazione cerebrale tipica dell'invecchiamento.

"Presi insieme, questi dati evidenziano un potenziale percorso attraverso il quale manipolare il microbiota intestinale con prebiotici può modulare la risposta immunitaria periferica e alterare la neuroinfiammazione nella mezza età. I nostri dati evidenziano una nuova strategia per il miglioramento delle patologie neuroinfiammatorie legate all'età e della funzione cerebrale".
Aggiornamento 9/7/2019

Assumere attraverso l'alimentazione 15g di inulina al giorno migliora la sazietà, riduce il desiderio di snack dolci e salati, aumenta la proporzione di bifidobatteri.
Unico problema il gonfiore riscontrato
Aggiornamento 11/7/2019

Una dieta ricca in fibre può aiutare a prevenire la preeclampsia, un disordine della gravidanza.
Infatti le fibre vengono trasformate dai batteri in SCFA e in particolare acetato, che modula il sistema immunitario, e questo riduce il rischio della malattia. I bambini nati da mamma con preeclampsia hanno aumentato rischio di malattie autoimmuni e allergie.

Aggiornamento 31/7/2019

Akkermansia muciniphila e Faecalibacterium prausnitzii sono microbi intestinali solitamente abbondanti in soggetti sani ma con livelli ridotti in soggetti con infiammazione e alterazioni dei processi metabolici che portano al diabete di tipo 2.
Il primo aumenta con estratto di melagrana, resveratrolo, polidestrosio e butirrato di sodio, mentre il secondo aumenta con gli isoflavoni (soia) e i grassi polinsaturi.
L'inulina aumenta entrambi, mentre una dieta a base di alimenti raffinati o FODMAP per troppo tempo li riduce.
Aggiornamento 1/8/2019
Mangiare cibi amari ma benefici come le verdure abitua il nostro palato a tollerare il gusto che inizialmente risulta non gradito
Aggiornamento 4/8/2019

57 grammi di mandorle per 2 mesi migliorano la qualità del microbiota intestinale e riducono la presenza di B. fragilis, un batterio patogeno associato con infiammazione
Aggiornamento 8/8/2019

La dieta ad alto contenuto di fibre influenza positivamente il cervello tramite la produzione di butirrato, un grasso a catena corta che influenza l'infiammazione, i mitocondri, l'espressione genica e il microbiota, tutti fattori che influenzano le malattie neurodegenerative, il diabete, l'autismo e il disordini psicologici.
Il rotavirus è responsabili di gastroenteriti potenzialmente gravi nei bambini. Esiste oggi un vaccino sicuro ed efficace. In ogni caso l'integrazione con probiotici (lattobacilli e bifidobatteri) e prebiotici (inulina, HMO, GOS, FOS, pectina) riduce la suscettibilità, la gravità e la durata dell'infezione e le recidive.
Aggiornamento 9/8/2019

In soli 7 giorni, la supplementazione con inulina porta a un miglioramento dell'asma, anche più dei cortisonici. Questo avviene mediante variazione del microbiota
"... L'integrazione di fibre solubili modula il microbioma intestinale e l'analisi post-hoc ha identificato le azioni anti-infiammatorie nelle vie aeree, che potrebbero fornire un'opzione non farmacologica alla gestione dell'asma."

Alcune molecole vegetali (esosomi) "indicano" ai batteri quali proteine produrre, e in questo modo gestiscono la loro e la nostra salute

Aggiornamento 21/8/2019
Il magnesio può funzionare da prebiotico, aumentando la diversità batterica
Aggiornamento 29/8/2019
In persone con colite ulcerosa, 15g al giorno di inulina per 9 settimane hanno migliorato i sintomi nel 77% dei pazienti
Aggiornamento 31/8/2019

Sebbene l'uso sia solo promettente al momento, esistono le basi per utilizzare i prebiotici per bilanciare la flora in modo da migliorare sintomi allergici cutanei, alimentari e respiratori. La miglior "finestra d'opportunità" per la prevenzione appare essere la gravidanza, mentre la somministrazione nei neonati ha dato risultati limitati.

Aggiornamento 26/9/2019

Fornendo ai microbi la loro fibra preferita si può manipolare il microbiota
Aggiornamento 4/10/2019

Cibi prebiotici e probiotici agiscono modulando la composizione e l'abbondanza del microbiota intestinale, riducendo la permeabilità intestinale, aumentando la produzione di SCFA, diminuendo il livello di LPS e inibendo l'infiammazione, riducendo il rischio di diabete di tipo 2 e aiutando nella sua gestione
Aggiornamento 12/10/2019

L'immunoterapia è oggi uno standard nel trattamento tumorale, ma funziona correttamente solo se abbiamo un microbiota sano, perché esso influenza fortemente lo stato infiammatorio e il sistema immunitario.
La dieta dovrebbe avere un ruolo centrale come coadiuvante delle terapie tumorali. Il cibo ricco di antiossidanti, omega 3 e fibre che modula il microbiota aumenta l'efficacia delle terapie.

Aggiornamento 23/10/2019

Nelle donne in gravidanza è meglio non superare il consumo di pesce consigliato (3-4 porzioni a settimana) perché si rischia di eccedere nell'introito di PCB (plastiche), PFA, arsenico e mercurio. Anche la frutta risulta una fonte di pesticidi organoclorurati, e non dovrebbe essere consumata in eccesso. Consumare cibo biologico ha ridotto le esposizioni. Queste sostanze possono influire negativamente sulla salute dei bambini.
Aggiornamento 24/10/2019

L'integrazione con probiotici, prebiotici e simbiotici riduce i metaboliti tossici provenienti dall'intestino associati a malattie cardiovascolari e mortalità negli individui sottoposti a dialisi.

Esiste una stretta relazione tra intestino e insufficienza renale.
Aggiornamento 6/11/2019

Gli HMO (oligosaccaridi del latte umano) sono molecole che agiscono da prebiotici, in maniera migliore di quelli comunemente usati (GOS e FOS) e che stimolano soprattutto i bifidobatteri
Aggiornamento 24/11/2019

I fitati, presenti in cereali integrali, legumi e frutta oleosa, sono visti da alcuni, in particolare chi promuove la paleodieta, come irritanti dell'intestino e chelanti dei metalli, ossia sostanze che impediscono l'assorbimento dei metalli. In realtà in questo studio promuovono miglioramenti metabolici (riduzione di AGEs ed emoglobina glicata) proprio bloccando l'effetto proossidante del ferro. Questo porta a pensare che l'effetto, sia positivo che negativo, sia estremamente soggettivo
Aggiornamento 29/12/2019

100 mL al giorno di succo di melagrana riducono infiammazione, pressione sanguigna, stress ossidativo e migliorano il profilo lipidico in persone in dialisi
Aggiornamento 2/1/2020

I polifenoli del cacao si comportano come un vero e proprio prebiotico, favorendo la proliferazione dei lattobacilli e dei bifidobatteri
Aggiornamento 6/1/2020

Nei topi una dieta ad alto contenuto di fibre in gravidanza modula il microbiota e il sistema immunitario (induzione dei Treg) della prole in modo da ridurre il rischio di allergie e malattie autoimmuni
Aggiornamento 14/1/2020
Perché consiglio sempre le patate dolci al posto di quelle classiche? Hanno una maggiore ricchezza di nutrienti, e in particolare una fibra prebiotica che aumenta i batteri buoni come bifidi, lattobacilli e Akkermansia
Aggiornamento 6/2/2020
L'aglio, o il suo estratto secco, può avere un effetto sull'ipertensione simile a quello dei farmaci. Una corretta quantità delle vitamine del gruppo B è importante per l'effetto.La rigidità arteriosa si riduce in maniera da "ringiovanire" di 5 anni il sistema cardiovascolare. Funziona inoltre come prebiotico, migliorando il microbiota, aumentando i lattobacilli e i clostridi benefici
Aggiornamento 7/2/2020
Dare inulina ai bambini ha aumentato il numero di bifidobatteri, ridotto il numero di episodi di febbre e reso le feci più morbide
L'uso di inulina nei bambini potrebbe ridurre le perturbazioni del microbiota dovute ad antibiotico, in particolare stimolando la crescita dei bifidi.
Aggiornamento 12/2/2020
Nel modello animale l'inulina, una fibra prebiotica, riduce la crescita del melanoma, modulando la risposta immunitaria grazie al microbiota
Aggiornamento 15/2/2020
HMO, un prebiotico presente nel latte materno, migliora lo sviluppo cognitivo nel bambino se dato nelle prime settimane, ma non appare efficace se dato ai 6 mesi.
Aggiornamento 16/2/2020
I polifenoli funzionano da prebiotici, sostanze in grado di favorire il microbiota, in particolare aumentando il numero di lattobacilli e bifidobatteri e riducendo i batteri potenzialmente patogeni come Clostridium perfrigens. L'effetto è dose-dipendente, e la dose suggerita è di 400mg al giorno.
Aggiornamento 25/2/2020
Diversi cibi possono essere associati a diversi tipi di ictus. "Associazioni inverse sono state osservate per il consumo di frutta e verdura, fibre alimentari e prodotti lattiero-caseari, con rischio di ictus totale e ischemico; una modesta associazione positiva del consumo di carne rossa o trasformata con rischio di ictus totale e ischemico; e un'associazione positiva del consumo di uova con il rischio di ictus totale ed emorragico". Il fattore più protettivo appare il consumo di fibra.
Aggiornamento 27/2/2020

Le persone con IBD, in particolare rettocolite ulcerosa, hanno ridotte quantità della famiglia delle Ruminococcaceae, batteri noti per trasformare i sali biliari da primari in secondari. Infatti questi ultimi sono ridotti nelle persone con malattia. Fornire sali biliari secondari migliora la malattia nel modello animale. Uno dei migliori modi per aumentare i ruminococchi è l'amido resistente
Aggiornamento 1/3/2020
Esiste una relazione diretta tra basso consumo di fibre nella dieta e ipertensione. Infatti le fibre vengono fermentate, con la produzione di SCFA, che a loro volta agiscono su recettori che attivano l’escrezione di sodio in favore di quella di potassio. Negli animali fornire SCFA (acetato, propionato e butirrato) abbassa la pressione sanguigna anche senza fibre. “I nostri risultati potrebbero avere importanti implicazioni per la gestione del problema globale dell'ipertensione nel prossimo futuro, sia attraverso modifiche alle linee guida dietetiche sia attraverso lo sviluppo di nuove terapie antiipertensive contenenti fibre prebiotiche o SCFA”.
Aggiornamento 11/3/2020

L'evidenza sull'utilità di probiotici e prebiotici nei bambini prematuri è forte, ma si hanno ancora paure sulla sicurezza.
Vi è uno stretto legame tra microbiota intestinale e dolori alle articolazioni. Lo riconosce anche un gruppo di esperti europeo. In questo modo la dieta, modulando la flora intestinale, può aiutare a ridurre i dolori, anche se i trial clinici sono ancora pochi. Si è visto comunque che le persone sovrappeso o con flora sbilanciata hanno maggiore endotossemia, parti di batteri che passano dall'intestino al sangue e danno infiammazione. Una dieta ricca in fibre invece riduce l'infiammazione. Alcuni probiotici (LGG) aumentano gli estrogeni, che calano in età avanzata, aumentando i dolori. L. casei Shirota invece riduce l'infiammazione. Condroitina e glucosamina agiscono soprattutto come prebiotici. Anche se stiamo ancora aspettando studi più grandi, se nel mentre vi mettete a dieta e i dolori passano non stupitevi.
Aggiornamento 27/3/2020
L'importanza della fibra nel modulare mastociti, l'istamina e quindi la risposta allergica e di malattie come dermatite atopica e colite ulcerosa (e in maniera inferiore Crohn).
Aggiornamento 2/4/2020

Assumere prebiotici come il lattulosio durante l'assunzione di antibiotici migliora il recupero della flora, favorendo i batteri saccarolitici, e riduce il rischio di ricorrenza sfavorendo i batteri patogeni
Aggiornamento 4/4/2020

Se diamo l'inulina, una fibra prebiotica, ad alcune persone sovrappeso e con problemi metabolici, alcuni dimagriscono e altri no. La presenza di alcuni batteri nell'intestino fa la differenza
Aggiornamento 7/4/2020

I batteri intestinali producono neurotrasmettitori o ne influenzano la funzione. Ad esempio L. rhamnosus influenza il GABA, sostanza "tranquillizzante", e riduce l'ansia nei topi. "Butirrato e propionato, prodotti della fermentazione batterica, possono influenzare la sintesi di dopamina e noradrenalina e si sospetta che l'acido propionico moduli la neurotrasmissione serotonergica, nonché i livelli di GABA, dopamina e serotonina, spiegando i loro potenziali effetti sul comportamento". Come fa l'ambiente odierno a influenzare il comportamento?
"Sostanze chimiche androgene e anti-androgene si trovano regolarmente nei campioni di acque superficiali in tutto il mondo e queste sostanze chimiche possono influenzare il delicato equilibrio tra ospite, microbiota e testosterone circolante ... "
"... [Inoltre,] l'esposizione a sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino (EDC) ... compresi i composti naturali, come i fitoestrogeni e quelli di origine antropogenica, come la plastica ... possono anche avere un impatto sul microbiota ospite e [successivamente] la funzione endocrina ... le vie di esposizione variano da ingestione orale per contatto attraverso la pelle o inalazione e trasferimento attraverso la placenta o il latte alla prole ... "
Esiste in sintesi un rapporto bidirezionale tra intestino e comportamento, influenzato da cibo, ambiente e predisposizione genetica
Aggiornamento 7/4/2020

Una formulazione di prebiotici e nutrienti vegetali, fatta da curcumina, aloe vera, olmo sdrucciolevole, gomma di guar, pectina, olio di menta piperita, può essere benefica per le persone con problemi gastrointestinali. In uno studio che ha considerato disturbi da reflusso e/o simili a IBS, (indigestione, bruciore di stomaco, nausea, costipazione o diarrea, dolore addominale, flatulenza, e collegati come fatica e ansia) senza gruppo di controllo, "la formula ha ridotto significativamente la permeabilità intestinale, migliorato il profilo microbico e ridotto la necessità di farmaci per il reflusso nel 40% dei partecipanti che assumevano regolarmente antiacidi prima dello studio. La guarigione della mucosa intestinale ha consentito al 40% -50% dei partecipanti di reintrodurre potenziali fattori scatenanti alimentari come cibi FODMAP, latticini, cibi ricchi di carboidrati e/o cibi acidi o piccanti senza ricaduta dei sintomi gastrointestinali. La qualità della vita (funzione fisica, energia, umore e sonno) è migliorata tra il 60 e l'80%". Il microbiota è migliorato (aumento di lattobacilli, bifidi e clostridi non patogeni) e anche la forma delle feci secondo la scala di Bristol.

Aggiornamento 18/4/2020
L'inulina permette ai bifidobatteri di produrre acetato, che viene usato da F. prausnitzii, un batterio amico ma che non può essere integrato con probiotici, e gli consente di proliferare. F. prausnitzii produce butirrato, un SCFA benefico per il colon e non solo. Questo processo (favorire alcune specie per nutrirne altre) è chiamato cross feeding
Aggiornamento 1/5/2020
L'uso di antibiotici ci ha permesso, nei decenni scorsi, di ridurre i problemi dovuti a malattie infettive da batteri patogeni, ma contemporaneamente ha portato all'emersione di malattie autoimmuni legate alla disbiosi, dovute a mimetismo molecolare, perdita di tolleranza e alterazioni del sistema immunitario. L'uso mirato degli antibiotici può però migliorare le condizioni autoimmuni, e l'effetto del trapianto di microbiota fecale su diverse malattie autoimmuni è in fase di studio negli studi clinici e numerosi studi preclinici stanno rivelando risultati promettenti con terapie probiotiche e prebiotiche.

Aggiornamento 7/5/2020
La fibra di psillio può aiutare i diabetici: infatti può abbassare LDL, trigliceridi, glicemia ed emoglobina glicata
I simbiotici (probiotici + prebiotici) sono efficaci per ridurre il profilo lipidico (colesterolo totale, LDL, trigliceridi) e aumentare l'HDL. Questo soprattutto se presi per almeno 2 mesi.
Aggiornamento 14/5/2020

Le fibre viscose, nel contesto di una dieta ipocalorica, possono aiutare a dimagrire e ridurre l'appetito
Aggiornamento 19/5/2020

La prima regola per le persone con diabete dovrebbe essere aumentare il consumo di fibre, da verdure, legumi, frutta e cereali integrali. Anche dosi relativamente alte non sembrano creare problemi glicemici
Aggiornamento 4/6/2020

Per i bambini non allattati al seno o nati da madri con disbiosi può essere importante una integrazione con Bifidobacterium infantis e il prebiotico HMO. B. infantis è il principale batterio che sviluppa l'immunità e riduce la crescita dei batteri patogeni

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