Mano a mano che crescono le conoscenze sui farmaci antiobesità è sempre più chiaro che non sono un sostituto per lo stile di vita, ma solo un aiuto nel seguirlo.
Cosa emerge dagli studi? Lo hanno riassunto alcuni studiosi canadesi.
I dati sugli studi controllati indicano un forte dimagrimento, ma i dati dal mondo reale raccontano un'altra cosa: se assumete i farmaci ma non curate lo stile di vita siete destinati a recuperare il peso, se non avete i soldi per pagarvi il farmaco per tutta la vita (e siete a rischio sarcopenia, osteoporosi e fragilità se non mangiate correttamente).
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Una dieta in stile mediterraneo che privilegi le proteine e le fibre è, insieme a 2-300 minuti a settimana di attività fisica moderata e vigorosa, fondamentale per mantenere il risultato acquisito.
"I dati del mondo reale mostrano che fino al 65% degli utilizzatori interrompe l'assunzione di agonisti del recettore del GLP-1 entro un anno dall'inizio del trattamento, e studi clinici randomizzati dimostrano che in genere due terzi del peso perso vengono recuperati entro un anno dall'interruzione. Il recupero di peso dopo l'interruzione degli agonisti del recettore del GLP-1 riflette una potente interazione di fattori fisiologici, comportamentali e ambientali che favoriscono la ricaduta una volta rimossa la soppressione farmacologica dell'appetito. Il mantenimento della perdita di peso dopo l'interruzione degli agonisti del recettore del GLP-1 dipenderà in definitiva da approcci integrati e centrati sul paziente, che combinino un supporto continuo a livello di stile di vita, comportamentale e di sistema."
L'interruzione del farmaco altera i livelli biologici (aumento della fame e riduzione della spesa energetica legata alla modulazione ormonale), comportamentali (tendenza all'alimentazione edonica e legata allo stress) e ambientali (stimoli persistenti all'alimentazione dovuti alla pressione sociale, continue occasioni per mangiare cibo spazzatura per capirci, come feste, aperitivi ecc.).
Finché l'ambiente che ci circonda sarà altamente obesogeno, avremo troppe tentazioni alle quali è dura dire sempre di no. Il bilancio energetico è infatti dipendente non solo da quanto mangiamo, ma anche da cosa mangiamo. Alcuni alimenti favoriscono l'accumulo, altri vengono più facilmente metabolizzati.
Lo stigma del peso aumenta stress e frustrazione, facilitando il realizzarsi di cicli di dimagrimento e recupero del peso. Anche fattori ambientali come l'inquinamento e alcuni farmaci contribuiscono a favorire l'obesità. Tutti questi fattori influenzano la "nutrient partitioning", come indicato nell'immagine, facendo in modo che le calorie vengano prevalentemente immagazzinate piuttosto che ossidate.
Per mantenere il peso perso, considerare la qualità della dieta è quindi fondamentale, con "una forte enfasi sullo sviluppo dell'educazione alimentare e sul consumo costante di alimenti minimamente trasformati e ricchi di nutrienti, tra cui verdura, frutta, cereali integrali e carboidrati ricchi di fibre". La quota proteica e l'indice glicemico basso contribuiscono a ridurre l'appetito. Viceversa un semplice taglio calorico garantirà un'iniziale perdita di peso ma difficilmente avrà successo sul lungo termine.
Come raccomandato dalle società scientifiche la figura del nutrizionista è indispensabile per garantire la salute alle persone che usano questi farmaci.
