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giovedì 30 maggio 2019

Energy (unhealthy) drink


Forse non son o più di moda come qualche anno fa, ma si continuano ad utilizzare alla grande gli energy drink, bibite solitamente zuccherate o dolcificate con aggiunta di caffeina e altri stimolanti nervini, come le vitamine del gruppo B, e utilizzati per  migliorare l'attenzione, le capacità cognitive e le performance sportive.
In realtà dati recenti indicano un aumento di consumo, negli USA almeno. Esistono almeno 500 tipi di queste bevande nel mercato.


https://www.memecenter.com/fun/1065050/energy-drink


Tuttavia già da qualche anno gli esperti hanno lanciato un allarme sui possibili effetti avversi riconducibili alla loro composizione.
Come ci chiarisce l'articolo di Healthline.com, è vero che queste bevande incrementano attenzione e funzione cerebrale in persone stanche e che hanno dormito poco. Ma il modo per recuperare dalla stanchezza non è assumere stimolanti, ma  riposare. Il sonno è fondamentale per la salute.

https://www.cartoonstock.com/directory/e/energy_drink.asp



L'utilizzo di energy drink, grazie alla loro ricchezza in zucchero e caffeina, è associato ad un maggiore rischio cardiovascolare.
La caffeina può inoltre favorire la disidratazione, e le  bibite zuccherate sono note per aggravarla dopo l'attività fisica, aumentando anche i marker di danno renale. Andrebbero quindi sicuramente evitati dopo l'allenamento.

Gli energy drink aumentano la pressione a riposo, anche nei ragazzi sani e soprattutto nelle persone che non sono abituate a introdurre caffeina.

In particolare l'assunzione di queste bevande porta, in acuto in persone giovani e sane, ad una perdita della funzione endoteliale (la capacità dei nostri vasi di rilassarsi e così di tenere la pressione corretta) del 50%. Questo si manifesta con tachicardia e aumento della pressione, ed è probabilmente dovuto alla combinazione di zuccheri, stimolanti e caffeina.

L'uso di energy drink porta ad anomalie elettrocardiografiche superiori all'uso di bibite che contengano solo caffeina. Questa situazione è potenzialmente pericolosa durante lo sport, e questo studio ha portato anche ad un comunicato ufficiale dell'AHA (cardiologi americani). Il rischio è anche di aritmie e morti improvvise.

L'uso degli energy drink potrebbe essere particolarmente dannoso per il cervello in formazione degli adolescenti.
Mescolare alcol ed energy-drink ha un effetto simile a quello della cocaina nell'architettura cerebrale degli adolescenti ed è indicato dai medici come reale pericolo tra le abitudini dei giovani, anche se una metanalisi lo mette in dubbio.
L'uso frequente di energy drink sembra favorire l'utilizzo di altre sostanze da abuso, e in generale il cervello viene influenzato negli anni a venire.
Gli esperti canadesi hanno emesso un parere ufficiale nel quale informano che queste bevande non sono necessarie né benefiche
Aggiornamento 4/9/2019

Hanno studiato il rapporto tra consumo di bibite e mortalità. "L'alto livello di consumo di bevande analcoliche totali, zuccherate e dolcificate artificialmente è risultato associato a più alto rischio di morte per tutte le cause. Sono state osservate associazioni positive tra bibite zuccherate e decessi per malattie digestive, nonché tra bibite zuccherate artificialmente e decessi per malattie circolatorie. Sono necessari ulteriori studi per verificare i possibili effetti negativi sulla salute degli edulcoranti artificiali".
Aggiornamento 19/9/2019
La carnitina riduce la pressione minima

Aggiornamento 24/9/2019
La vitamina K2 migliora la glicemia aumentando la carbossilazione delll'osteocalcina. Questa vitamina si trova nel grasso di animali alimentati a erba e viene prodotta da alcuni batteri intestinali, quindi alimenti di qualità e/o un microbiota bilanciato sono fondamentali per avere corretti livelli di questa vitamina.
Aggiornamento 29/9/2019
Le donne dovrebbero considerare di limitare il consumo di zuccheri aggiunti durante la gravidanza, e anche le bibite light non sono un'alternativa ideale.
In uno studio fatto su oltre 1200 donne, un maggiore consumo di saccarosio (zucchero) in gravidanza e l'assunzione di bibite zuccherate da parte delle madri erano associati a una scarsa funzione cognitiva della prole. "Il consumo materno di saccarosio è stato associato a scarse capacità non verbali per risolvere nuovi problemi e scarsa memoria verbale, memoria visiva e apprendimento; il consumo materno di bibite gassate (SSB) è stato associato a minore intelligenza globale associata sia alla conoscenza verbale che alle abilità non verbali. Inoltre, il consumo di SSB nella dieta materna è stato associato a scarse capacità motorie, visive spaziali e motorie visive nella prima infanzia e scarse capacità verbali più avanti. Il consumo di SSB nell'infanzia era associato a una minore intelligenza verbale nell'infanzia". Il consumo di frutta nei bambini è invece risultato associato con maggiore intelligenza.
Aggiornamento 7/10/2019

La caffeina stimola la produzione di cortisolo quindi chi è molto stressato farebbe bene ad eliminarla.
Aggiornamento 5/11/2019
Il consumo di bibite, sia zuccherate che dolcificate, aumenta il rischio di morte da ogni causa, in particolare tumore del colon, Parkinson, infezioni intestinali.
Lo studio si conclude raccomandando politiche per la riduzione del consumo delle bevande zuccherate
Aggiornamento 22/11/2019
L'insulina in eccesso stimola la vasocostrizione e quindi l'ipertensione
Aggiornamento 27/11/2019
Appena uno scrive che lo zucchero non fa male, ecco che appare lo studio che lo smentisce.
Sempre più prove ad esempio legano zucchero e ipertensione, mentre solitamente ci si preoccupa solo del sale.
Il fruttosio ad esempio stimola la ritenzione di sodio tramite l'angiotensina II (guarda un po' proprio l'ormone bloccato dai farmaci antipertensivi), e il suo assorbimento a livello intestinale, aumentando la pressione (e la cellulite...).
Inoltre lo zucchero è ben noto per stimolare l'aumento di peso e il grasso, soprattutto viscerale, aumenta la pressione. Invece la frutta, che contiene fibre, vitamine, sostanze fitochimiche e minerali (soprattutto potassio) ma anche naturalmente zuccheri è associata a riduzione della pressione
Aggiornamento 31/1/2020
Nelle persone con lieve ipertensione non si capisce esattamente se è conveniente trattare farmacologicamente, per cui la Società Europea dell'Ipertensione ha emesso una posizione ufficiale sull'uso di cibo, integratori e nutraceutici in questa condizione.
La barbabietola grazie ai suoi nitrati naturali appare il cibo più efficace. Tè ricco in catechine, karkadè, sesamo e melagrana hanno effetto più limitato.
Tra gli integratori, vitamina C, magnesio e potassio (attenzione a quest'ultimo in alcune patologie) sono i migliori, tra i nutraceutici gli isoflavoni della soia (in donne postmenopausa), il resveratrolo (nei diabetici) e la melatonina (in chi soffre di ipertensione notturna). Anche probiotici e prebiotici hanno discreta efficacia.
Molti altri funzionano (cacao, taurina, omega 3, ecc) ma a dosi elevate e a costi non bassi.
In ogni caso non si consiglia di rimuovere gli eventuali farmaci prescritti.

Aggiornamento 24/4/2020
In uomini con ipertensione, 6 settimane con allenamento HIIT per 20 minuti riducono la pressione sistolica e diastolica di circa 10mmHg, riducendo il rischio di morte cardiovascolare del 30% e di ictus del 40%. L'effetto è dovuto alla risposta delle cellule muscolari dei vasi arteriosi delle gambe.
Aggiornamento 6/5/2020
Mezzo litro di bibita zuccherata con fruttosio (HFCS) porta all'attivazione del sistema simpatico e all'aumento della resistenza vascolare a livello renale, grazie all'aumento di acido urico e vasopressina (ADH). Questo si traduce alla lunga in ipertensione e danno renale
Aggiornamento 13/5/2020
L'estratto di caffè verde riduce la pressione sanguigna
Una lattina al giorno di bibita zuccherata aumenta il rischio di ictus del 19% e di infarto del 25%, e del 26% di necessità di angioplastica
Aggiornamento 21/6/2020
il consumo di bibite zuccherate è associato (indipendentemente da altri fattori) ad aumento dell'adiposità viscerale, infiammazione sistemica, livelli di trigliceridi nel sangue e sviluppo di ipertensione e iperuricemia. In Messico, nonostante la riduzione del consumo grazie alla sugartax del 7,6% negli ultimi anni, le bibite sono responsabili del 6,9% delle morti (circa 41 mila all'anno).
Aggiornamento 23/6/2020
La caffeina migliora la prestazione (effetto ergogenico) negli sport di endurance e la forza massima nella bench press
Aggiornamento 4/7/2020
Il fruttosio quando arriva al fegato stimola la lipogenesi, ossia la produzione di grassi a partire da altre molecole (solitamente metaboliti dei carboidrati). Questo non succede se le quantità di fruttosio sono piccole, perché l'intestino lo catabolizza e gli impedisce di arrivare al fegato. Se invece le quantità sono alte (dolci, zucchero, bibite zuccherate) si supera la capacità di "scudo" dell'intestino. E così le calorie vengono più facilmente immagazzinate Nell'uomo sano questa via metabolica è poco attiva, ma in una persona con steatosi il grasso endogeno epatico può essere fino al 38%. Anche l'infiammazione intestinale (colite) può ridurre la funzione di scudo. Non a caso MICI, diabete e steatosi vanno spesso a mano presa, e per queste persone evitare il fruttosio industriale è d'obbligo. Nonostante contenga fruttosio, la frutta sembra essere salutare, probabilmente perché il suo contenuto di fibre rallenta l'assorbimento del fruttosio. Una teoria simile è stata formulata dal prof Dioguardi per l'aminoacido glutammina.

Aggiornamento 29/8/2020

Il fruttosio in dosi eccessive, quali quelle di una bibita zuccherata per esempio, è la tempesta perfetta per creare steatosi epatica (fegato grasso). La sua ingestione blocca una proteina che tiene le giunzioni intestinali vicine, creando permeabilità intestinale. In questo modo tutte le endotossine intestinali arrivano ai macrofagi, infiammandoli. Inoltre il fruttosio che arriva al fegato spinge la lipogenesi (produzione endogena dei grassi, ulteriormente stimolata dall'infiammazione), che si accumulano nel fegato.

Aggiornamento 3/9/2020

In Messico, che ha già avuto risultati grazie alla tassa sul cibo spazzatura, alcuni stati vietano la vendita di junkfood ai minori. Questo può salvare la vita a diverse persone. In passato sappiamo che il proibizionismo non ha prodotto risultati, staremo a vedere in questo caso

Aggiornamento 21/9/2020

Il fruttosio industriale è noto per i suoi danni. Lo sciroppo di glucosio-fruttosio (HFCS) è fatto dal mais (o altre fonti di amido) e i 2 zuccheri sono circa equivalenti come quantità, ed è probabilmente il dolcificante più utilizzato (lo trovate in qualsiasi etichetta di bibite, merendine ecc). Mentre il fruttosio va ad affaticare il fegato e aumentare la lipogenesi e l'uricemia, portando al rilascio di lipoproteine, il glucosio alza la glicemia e favorisce la glicazione (legame dello zucchero con alterazione della funzione) delle lipoproteine, che non vengono eliminate dal sangue e portano al famoso colesterolo cattivo alto (altro che preoccuparsi delle uova), che più rimane in circolo e più diventa ossidato e infiammatorio. Questo in pratica porta a un effetto sinergico tra i 2 zuccheri che aumenta i danni. Lo studio si conclude invitando a tenere conto nelle linee guida di questi problemi.

Aggiornamento 5/10/2020

Il fruttosio industriale aumenta il rischio di IBD (colite ulcerosa e Crohn) alterando la flora intestinale, in particolare riducendo lattobacilli e bifidi e alterando le funzioni metaboliche del microbiota

Aggiornamento 5/1/2021

La caffeina in dosi e modi appropriati è consigliata dalla International Society of Sports Nutrition per migliorare performance sportive, insieme alle capacità cognitive

Aggiornamento 23/2/2021

Il fruttosio industriale ha un effetto infiammatorio che interferisce con il sistema immunitario, e la sua esposizione cronica sembra favorire steatoepatite non alcolica e carcinogenesi, soprattutto in presenza di LPS. Riduce inoltre la flessibilità metabolica, la capacità di bruciare grassi, interferendo con i mitocondri e il metabolismo della glutammina. "L'esposizione al fruttosio riprogramma le vie cellulari per favorire la glutaminolisi e il metabolismo ossidativo, che supportano un fenotipo infiammatorio nei fagociti sia umani che murini".

Aggiornamento 25/3/2021

La caffeina aumenta l'ossidazione dei grassi, in particolare se assunta nel pomeriggio, un'ora e mezza prima dell'allenamento. "Rispetto al placebo, la caffeina ha aumentato l'ossidazione dei grassi del 10,7% al mattino e del 29% al pomeriggio. La caffeina ha anche aumentato l'intensità dell'esercizio dell'11% al mattino e del 13% nel pomeriggio".

Aggiornamento 15/4/2021

2 litri al giorno di energydrink hanno portato un 21enne all'insufficienza cardiaca
"Il giovane in questione è finito in terapia intensiva dopo 4 mesi di progressiva mancanza di respiro da sforzo, affanno da sdraiato (ortopnea) e calo ponderale". Altri sintomi erano indigestione, tremore e palpitazioni, insonnia, ansia e depressione.
"Gli esami del sangue, le scansioni e le letture dell'ECG hanno rivelato che aveva un'insufficienza sia cardiaca che renale, abbastanza grave da giustificare che fosse considerato per un doppio trapianto d'organo". Mentre il cuore grazie alle cure ha recuperato, potrebbe esser ancora necessario il trapianto renale, anche per altre cause.
"La sovrastimolazione del sistema nervoso simpatico da parte della caffeina può essere un fattore; Le bevande energetiche sono anche note per aumentare la pressione sanguigna e possono innescare anomalie del ritmo cardiaco, affermano gli autori, a titolo di spiegazione per i risultati pubblicati fino ad oggi.
"Dovrebbero essere forniti avvertimenti chiari sui potenziali pericoli cardiovascolari del consumo di bevande energetiche in grandi quantità", concludono.
"Penso che dovrebbe esserci una maggiore consapevolezza sulle bevande energetiche e sull'effetto del loro contenuto", aggiunge il soggetto di questo caso clinico. "Credo che diano molta dipendenza e siano troppo accessibili ai bambini piccoli".

sabato 4 maggio 2019

Bambini grassi? Non è solo per le merendine


Contrariamente a quanto ci dicono alcune "autorità" della nutrizione, i bambini non sono grassi solo perché sedentari. E oltre a mangiare troppo e male, ci sono alcuni fattori ambientali che danno una spinta alla quantità di grasso accumulato. Pur rimanendo attività fisica e corretta alimentazione i 2 pilastri su cui basare la prevenzione dell'obesità, dobbiamo stare attenti anche ad altri fattori.

Dall'articolo pubblicato su Medscape.

Una varietà di prodotti chimici comuni di uso quotidiano può essere concausa dell'attuale epidemia di obesità tra i bambini americani (e non solo), e i pediatri devono educare a limitare il loro uso, secondo Leonardo Trasande, MD, della NYU Langone Health di New York.

"L'esposizione a queste sostanze sintetiche nella vita uterina e infantile può confondere i segnali molecolari e ormonali e possono mettere i bambini in condizione di sviluppare obesità e rischi cardiovascolari attraverso una serie di meccanismi", ha detto Trasande a Medscape Medical News.

Il più importante di questi potenziali meccanismi comporta l'alterazione diretta di diverse vie metaboliche, che "possono letteralmente rendere gli adipociti (le cellule ricche di grasso) più grandi o interrompere la funzione delle proteine ​​che proteggono il cuore, per esempio", ha spiegato.

Negli ultimi anni, tre categorie di sostanze chimiche sintetiche sono state identificate come potenzialmente in grado di esacerbare l'obesità infantile attraverso l'"interferenza metabolica": bisfenoli, ftalati e sostanze per- e polifluoroalchilici (PFSA).
"In particolare, gli ftalati influenzano l'espressione di alcuni recettori, chiamati PPAR", ha spiegato. "Questi recettori sono altamente influenti nel metabolismo dei lipidi e dei carboidrati".

"Gli ftalati determinano anche stress ossidativo", ha detto il pediatra Trasande. "Lo stress ossidativo è un fattore chiave nello sviluppo della resistenza all'insulina e un'altra via attraverso il quale queste sostanze chimiche possono indurre obesità, diabete e rischi cardiovascolari".


https://missmogablog.wordpress.com/2017/12/24/782/


Queste sostanze chimiche possono avere effetti deleteri sugli esseri umani e possono anche contrastare i benefici di uno stile di vita sano. "Negli studi sugli adulti, almeno, i PFAS sono stati associati al recupero del peso, anche nelle persone che hanno perso peso attraverso una dieta sana e una maggiore attività fisica".

"C'è una scienza emergente che minimizza l'importanza della dieta e dell'attività fisica nell'epidemia di obesità", ha spiegato Trasande, chiarendo il ruolo deleterio di questi interferenti endocrini.

I consumatori dovrebbero adottare misure semplici e sicure per ridurre al minimo l'esposizione a questi composti.
Un modo semplice per limitare l'esposizione ai bisfenoli, in particolare il BPA, è evitare i cibi in barattolo. E l'eliminazione di alimenti confezionati e trasformati contribuirà a ridurre l'esposizione agli ftalati. Inoltre, l'uso di alternative alle pentole antiaderenti è un modo semplice per limitare l'esposizione ai PFAS.
"La plastica non dovrebbe mai essere usata nel microonde perché gli ftalati microscopici e altri monomeri di plastica possono passare nei cibi", ha detto Trasande. Questo passaggio può verificarsi anche quando la plastica viene lavata in lavastoviglie o con prodotti chimici aggressivi, quindi si consiglia di lavarsi le mani.
Qualche mese fa è stata presa una posizione scientifica da parte dei pediatri americani, in cui si chiedevano regole più rigorose e trasparenti per quanto riguarda la designazione delle sostanze chimiche da dichiarare "generalmente riconosciute come sicure" (GRAS) dalla FDA.

Aggiornamento 5/6/2019

Le agenzie americane confermano la presenza di PFAS nel cibo, in particolare nel latte

Aggiornamento 18/6/2019

Secondo una stima ingeriamo ogni settimana 5g di plastica. Acqua, birra e molluschi gli alimenti più ricchi. Ringraziate gli sporcaccioni che gettano rifiuti dappertutto. La plastica agisce da interferente endocrino e immunitario, non stupitevi se certe malattie sono in aumento.

Aggiornamento 27/6/2019

Nonostante sia una malattia tipica dell'adulto e del'anziano, gli eccessi alimentari che oggi sono molto diffusi rendono possibile ammalarsi di diabete di tipo 2 da giovani. Questo è dovuto soprattutto all'ambiente obesogeno che ci circonda, con poca attività fisica e alimenti ricchi di calorie e poveri di nutrienti.
Tanto prima ci si ammala, tanto più si sottopone l'organismo a uno stress che porta a perdita della vista, malattie cardiovascolari, tumori, neuropatie, steatosi epatica, apnee notturne.

Dal punto di vista nutrizionale (e non solo), le ultime linee guida prevedono un approccio più "aggressivo" al fine di prevenire o ritardare le complicanze, consigliando "l'alimentazione per i giovani con diabete di tipo 2, come per tutti i bambini, dovrebbe concentrarsi su abitudini alimentari salutari che enfatizzino il consumo di alimenti ricchi di nutrienti e di alta qualità e riducano il consumo di alimenti densi di calorie, poveri di nutrienti, in particolare bevande zuccherate".

Aggiornamento 5/7/2019

Anche bassi livelli di inquinamento domestico, soprattutto da interferenti endocrini, favoriscono asma, allergie e obesità nei bambini.

Aggiornamento 9/7/2019

L'obesità infantile è un problema mondiale, perché chi ha questa condizione sarà probabilmente un adulto sovrappeso o obeso e maggiori sono gli anni con eccesso ponderale maggiore è il rischio per la salute.  Tra i fattori che aumentano il rischio, l'eccesso ponderale della madre e l'aumento di peso in gravidanza, il diabete gestazionale.
"Le donne incinte dovrebbero seguire uno stile di vita sano, evitare la malnutrizione e il fumo e moderare l'assunzione di zucchero per ridurre il rischio di adiposità infantile".
L'allattamento al seno dovrebbe essere incoraggiato per i suoi numerosi effetti benefici. Le evidenze non sono conclusive sui tempi di svezzamento, probiotici e prebiotici.
Nei bambini, l'eccesso di assunzione di proteine, il consumo di bevande zuccherate e il sonno ridotto sono associati a maggiore adiposità durante i primi 2 anni di vita.

Aggiornamento 12/7/2019

Fumo, interferenti endocrini e inquinamento riducono i livelli di vitamina D attiva, impedendo la sua trasformazione.
Aggiornamento 16/7/2019

I bambini obesi hanno maggiore rischio di ammalarsi di sclerosi multipla e rispondono meno alle terapie
Aggiornamento 19/7/2019

Ormai è noto il ruolo delle sostanze inquinanti nell'indurre insulinoresistenza e ridurre la capacità del grasso bruno (BAT) di ossidare i grassi, inducendo aumento di peso e diabete.
Paradossalmente esistono inquinanti, i PFO, che possono anche aumentare la capacità ossidativa del BAT e sono associati con minor rischio di sovrappeso.
Aggiornamento 20/7/2019

Secondo l'OMS World Health Organization (WHO)​ molti cibi indicati per bambini non lo sono affatto, avendo zuccheri aggiunti che sono dannosi per il futuro del bambino e non vanno introdotti così presto. Gli alimenti che contengono naturalmente zuccheri come frutta e verdure vanno invece bene.
Aggiornamento 30/8/2019
Un post della Collega M. Alessandra Tosatti
ELIMINARE LA PLASTICA DALLA CUCINA FA BENE ALL' AMBIENTE E ALLA SALUTE DEI BAMBINI!
Sono sempre più numerosi gli studi che dimostrano i rischi per la salute associati alle plastiche con cui, tutti i giorni, i bimbi vengono a contatto attraverso giochi e contenitori per il cibo (ma non solo!).
Secondo l'ultimo rapporto condotto dall'Istituto Superiore di Sanità con l' Associazione Culturale Pediatri l’esposizione continua a queste fonti aumenta il rischio di diabete, obesità, tumori, pubertà anticipata, disfunzioni ormonali, problemi neurologici. 
L’American Academy of Pediatrics ha definito delle raccomandazioni rivolte a pediatri e famiglie per ridurre, attraverso il cibo, l’esposizione alle plastiche:
- Promuovere il consumo di frutta e verdura fresca o congelata (aggiungo, meglio biologica!).
- Evitare le carni lavorate, in particolare il consumo materno durante la gravidanza.
- Evitare di scaldare alimenti o bevande al microonde in contenitori di plastica (compresi latte artificiale e latte materno raccolto con il tiralatte).
- Evitare di mettere la plastica nella lavastoviglie (pensiamo ai piattini, bicchierini e posate di plastica molto usati in svezzamento!). 
- Utilizzare alternative alla plastica, come vetro o acciaio inossidabile.
- Guarda il codice di riciclaggio sul fondo dei prodotti per trovare il tipo di plastica ed evita le materie plastiche con i codici di riciclaggio 3 (ftalati), 6 (stirene) e 7 (bisfenoli) a meno che le materie plastiche non siano etichettate come "biobased" o "greenware", indicando che sono fatti di mais e non contengono bisfenoli.
- Incoraggiare il lavaggio delle mani prima di maneggiare cibi e/o bevande e lavare tutta la frutta e la verdura che non possono essere sbucciate.

Aggiornamento 8/9/2019

Anche il consumo cerebrale ridotto può essere una causa di obesità, come spiega una bella revisione dell'argomento. In generale il cervello ha forte influenza sulla gestione delle risorse energetiche e la sua stimolazione può portare a consumare di più e mangiare meno.

Aggiornamento 15/9/2019
Il consumo di cibo industriale è associato con maggiore adiposità in bambini e adolescenti. Può sembrare banale ma visto che qualcuno continua a dire che tutte le calorie sono uguali lo rimarchiamo.

Aggiornamento 29/9/2019

I probiotici possono aiutare i bambini a dimagrire rispetto alla sola dieta

Aggiornamento 2/10/2019
Alcuni batteri sembrano in grado di degradare i pericolosi perfluoroalchilati (PFOA e PFAS), sostanze chimiche molto persistenti, che di recente hanno inquinato le falde venete.
Aggiornamento 9/10/2019
Molti bambini italiani sono malnutriti. Malnutriti per eccesso, in quanto introducono troppi grassi saturi, proteine, sale e zuccheri, e malnutriti per difetto per quanto riguarda vitamine, minerali, fibre e grassi polinsaturi.
Questo è dovuto al fatto che si introducono eccessi di alimenti raffinati e impoveriti di nutrienti e troppo pochi alimenti veri che contengono apportano tali nutrienti (frutta, verdura, cereali integrali, carne e pesce non intensivi).
I risultati? Obesità, allergie, diabete, ecc.
Aggiornamento 13/10/2019

Nel modello animale l'esposizione alle microplastiche di polistirene (quello che chiamiamo comunemente polistirolo) altera il microbiota intestinale e le funzioni epatiche.

Aggiornamento 21/10/2019

Un sostituto del BPA, detto bisfenolo AF, provoca infiammazione negli adipociti umani in coltura, dimostrando potenzialità di favorire l'aumento di peso

Aggiornamento 23/10/2019

Nelle donne in gravidanza è meglio non superare il consumo di pesce consigliato (3-4 porzioni a settimana) perché si rischia di eccedere nell'introito di PCB (plastiche), PFA, arsenico e mercurio. Anche la frutta risulta una fonte di pesticidi organoclorurati, e non dovrebbe essere consumata in eccesso. Consumare cibo biologico ha ridotto le esposizioni. Queste sostanze possono influire negativamente sulla salute dei bambini.

Aggiornamento 25/10/2019

La chimica fa sempre più danni, anche perché difesa dalle lobby e la sua diffusione è incrementata dall'inquinamento e dalla scorretta gestione dei rifiuti.
L'esposizione ad alcune sostanze tossiche nella prima parte della gravidanza come BPA e BPF (che sono i peggiori), triclosan (disinfettante), chlorpyrifos (pesticida), PFO, ftalati, si associa a quoziente intellettivo inferiore a 7 anni.
I maschietti sembrano maggiormente sensibili.
"Prevenire l'esposizione a donne in gravidanza o donne che cercano di rimanere incinta è fondamentale per prevenire danni neurologici ai bambini. Questo studio è significativo perché la maggior parte degli studi valuta una sostanza chimica alla volta; tuttavia, gli esseri umani sono esposti a molte sostanze chimiche contemporaneamente e le esposizioni multiple possono essere dannose anche quando ogni singola sostanza chimica è a un livello basso ", ha affermato Eva Tanner, PhD.
Le sostanze chimiche interferiscono con l'attività ormonale, anche a bassi livelli. Precedenti studi collegano numerosi sospetti interferenti endocrini, inclusi ftalati e BPA, a difficoltà di sviluppo neurologico nei bambini. Alcune di queste sostanze chimiche attraversano la placenta durante la gravidanza, esponendo il feto e causando potenzialmente un danno allo sviluppo irreversibile".
Vale la pena quindi evitare il più possibile cibo confezionato, acque non sicure, inutili disinfettanti, cosmetici, e usare prevalentemente cibo biologico.
Aggiornamento 1/11/2019
Negli USA la situazione dell'obesità infantile è così tragica che i pediatri raccomandano la chirurgia bariatrica per l'obesità severa anche negli adolescenti.
Nonostante si sia specificato "[...]Giusto per essere chiari, l'Accademia continua assolutamente a sostenere gli sforzi per migliorare l'accesso al cibo sano e l'attività fisica per tutti i bambini. La chirurgia per la perdita di peso non è mai stata pensata come una strategia di salute pubblica", si è arrivati a questo livello, perché purtroppo "abbiamo scoperto che è molto improbabile che i bambini con grave obesità invertano la loro obesità nell'età adulta attraverso i tradizionali cambiamenti comportamentali e dello stile di vita". L'indicazione è non prima dei 14 anni. In Italia abbiamo i bambini tra i più grassi d'Europa, e ancora si dubita se prendere provvedimenti

Aggiornamento 7/11/2019
Il microbiota intestinale, al di là delle calorie, si sta rivelando più importante di quanto ipotizzato nei confronti dell'obesità infantile.
Alimentazione sbagliata (iperproteica o ipercalorica), disbiosi, carenze nutrizionali, uso di antibiotici, parto cesareo, sovrappeso della mamma, uso di latte artificiale sono fattori che aumentano il rischio.
Allattamento prolungato, parto naturale, microbiota bilanciato, uso corretto degli integratori, sono invece fattori protettivi, perché bilanciano il sistema immunitario e l'infiammazione e aumentando il grasso bruno.
Aggiornamento 10/11/2019

Secondo una posizione dell'Accademia dei Pediatri Americani non esistono prove a lungo termine sulla sicurezza dei dolcificanti artificiali nei bambini, sebbene non sia stata neanche dimostrata in maniera incontrovertibile pericolosità. Negli studi su animali non aiutano nella perdita di peso e possono creare problemi metabolici. Viene inoltre sottolineato che non sono chiaramente indicati in etichetta (almeno negli USA).

Aggiornamento 17/11/2019

Un nuovo documento di consenso sugli interferenti endocrini che chiarisce i loro meccanismi d'azione e mette in guardia per la loro pericolosità.

Aggiornamento 9/12/2019

I livelli di BPA ai quali siamo esposti sono probabilmente molto sottostimati.
Aggiornamento 19/12/2019

I figli di mamme fumatrici tendono a mangiare di più e ad essere più grassi e hanno inferiore spesa energetica
Aggiornamento 4/1/2020
Il solo modello del bilancio energetico, in cui se si assumono più calorie di quelle consumate si aumenta di peso, seppur corretto dal punto di vista termodinamico, non spiega correttamente e completamente quello che avviene nel mondo reale, e l'obesità rimane una condizione multifattoriale dovuta all'ambiente e favorita dalla predisposizione genetica.
Una delle cause sono gli obesogeni, sostanze solitamente artificiali, che favoriscono l'accumulo di calorie e quindi l'aumento di peso, in diversi modi, genericamente alterando la funzione ormonale (interferenza endocrina).
Si sa relativamente poco su quanto l'esposizione agli obesogeni nel tessuto adiposo disfunzionale possa facilitare l'immagazzinamento e impedire la mobilizzazione del grasso. Attualmente si conoscono circa 50 obesogeni. La maggior parte sono contenuti nelle plastiche (BPA, ritardanti di fiamma) o sono pesticidi, farmaci (cortisonici), metalli, glutammato, conservanti ed emulsionanti. Anche lo zucchero può essere considerato un obesogeno, pur non essendo considerato strettamente tra gli interferenti endocrini.
Si ritiene che uno dei meccanismi coinvolti riguardi la regolazione del setpoint, il nostro sistema di regolazione del peso (ponderostato) che dipende soprattutto dall'ipotalamo.
Alcuni sono derivati dello stagno che agiscono come acaricidi e fungicidi (TBT), e stimolano la proliferazione dei preadipociti. Inoltre gli adipociti maturi risultano disfunzionali e con meno mitocondri, e quelli bruni hanno inferiore termogenesi. Inoltre gli effetti degli obesogeni sono ereditabili per le generazioni successive (effetto epigenetico).
Aggiornamento 24/1/2020

L'esposizione ripetuta agli antibiotici prima dei 4 anni può essere un fattore di rischio potenzialmente modificabile per l'obesità infantile, in particolare se somministrati prima dell'anno di età. Lo studio raccomanda di evitare la prescrizione se non necessaria. Anche l'uso ripetuto in gravidanza aumenta il rischio.
Aggiornamento 30/1/2020

Le microplastiche di polietilene (plastica indicata con la sigla PE) inducono infiammazione intestinale e riducono i batteri buoni
Aggiornamento 1/2/2020
Nei topi l'uso di aspartame in gravidanza, a dosi ritenute sicure, predispone la prole per avere più grasso e alterazioni del metabolismo glucidico. Questo avviene probabilmente alterando il microbiota e stimolando i recettori del gusto dolce, e predisponendo per il consumo di junkfood. Questo accade anche con la stevia ma in maniera meno marcata.

Aggiornamento 5/2/2020
Una dieta ad alto contenuto di fibre riduce nei topi gli effetti tossici dei PCB, sostanze che inducono tra l'altro danno cardiovascolare e si ritrovano nella catena alimentare nonostante siano vietati da anni
Aggiornamento 9/2/2020

I PFAS, tristemente noti per aver inquinato il Veneto (e chissà quanti altri posti....) sembrano legati ad aumento del rischio di carie dentale

Aggiornamento 12/2/2020
Alcuni consigli da Medscape per ridurre l'esposizione agli interferenti endocrini. Viene precisato che il motto di Paracelso "la dose fa il veleno" risulta antiquato, in quanto la dose tossica può dipendere da genetica, epigenetica, tempistica dell'esposizione, compresenza di altre sostanze, e anche dosi bassissime in certe condizioni possono essere dannose.
1) evitare le pentole con PFAS (che tra le altre cose rallenta il metabolismo)
2) la polvere domestica può accumulare sostanze tossiche, soprattutto per la tiroide, aprire spesso le finestre
3) usare alimenti biologici, riducono l'esposizione a pesticidi che interferiscono con la tiroide
4) evitare cibo conservato, può contenere BPA e BPS
5) non mettere la plastica in microonde, anche quella che appare sicura

Aggiornamento 14/2/2020

L'uso di cosmetici contenenti parabeni in gravidanza si associa a maggior peso nella prole, sia nel modello animale che nelle osservazioni sugli uomini. Questo accade influenzando i centri della fame

Aggiornamento 22/3/2020

L'inquinamento atmosferico, in particolare ozono e ossido di azoto, impatta sul microbiota intestinale favorendo le specie legate all'aumento di peso.

Aggiornamento 7/5/2020

In un modello animale il coenzima Q10 migliora la fertilità alterata dal BPA, e lo fa riducendo lo stress ossidativo e la disfunzione mitocondriale indotti da questa molecola presente nelle plastiche.

Aggiornamento 20/5/2020

Gli obesogeni, sostanze che favoriscono l'accumulo di peso, lo fanno alterando l'omeostasi lipidica, in particolare favorendo la sintesi dei grassi. L'accumulo può essere favorito anche nel fegato (steatosi). L'energia che si sarebbe dovuto spendere, viene stipata, senza nessuna violazione delle leggi termodinamiche. PFO, BPA, tributilstagno, ftalati, o anche di origine naturale come genisteina o dietilstilbestrolo sono i più noti.

Aggiornamento 25/5/2020

L'alterazione del microbiota causata dalle tossine esogene, tra cui pesticidi, ftalati, metalli pesanti, bisfenoli, POPs (inquinanti organici persistenti come IPA, PCD, PCB, PFC)

Aggiornamento 18/6/2020

La principale fonte di esposizione ai PCB (policlorobifenili) in luoghi come l'Europa, con esposizione ambientale bassa, sembra essere il pesce importato dall'Africa subsahariana e il salmone allevato norvegese.
I livelli di ftalati urinari sono associati con la disfunzione respiratoria e la permeabilità delle vie nasali nei bambini
Aggiornamento 27/6/2020

Caroline Apovian, medico, direttore dell'Unità di Nutrizione e Gestione del peso e docente di medicina presso la Boston University School of Medicine, riassume così un dibattito intercorso all' American Diabetes Association su cosa provochi obesità e malattie metaboliche (carboidrati, grassi o junk food). "Tutti e tre i relatori hanno presentato dati che, alla fine, hanno puntato un dito verso i carboidrati, con il primo oratore che ha suggerito che il consumo di carboidrati aumenta i lipidi [nel sangue] e il consumo di grassi saturi no. Il secondo oratore ha sfumato questo dicendo che potrebbe essere il tipo di carboidrati a creare il problema, e il terzo oratore [KD Hall] ]ha parlato del cibo processato come colpevole dell'aumento del grasso nonché delle malattie metaboliche. Bene, non possiamo certo definirlo un dibattito! La linea di fondo, secondo me, è che il cibo trasformato - con tutti gli zuccheri, il sale, il grasso e le sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino - potrebbe aver cambiato il set point del peso corporeo che tutti noi difendiamo e potrebbe essere la causa della maggiore prevalenza di diabete di tipo 2 e obesità. Ai pazienti si deve consigliare di mangiare "pulito", ovvero cibi sani, freschi e non trasformati, per avere una vita sana ed evitare disfunzioni metaboliche".

Aggiornamento 6/8/2020

Esposizione agli interferenti endocrini in gravidanza e da adulti. I ritardanti di fiamma e i pesticidi organofosfati sono le sostanze chimiche con maggiore certezza di danno nei nascituri, in particolare riduzione del quoziente intellettivo. I mix di sostanze sono associate con ADHD e autismo. Le sostanze plastiche (BPA, ftalati ecc) aumentano il rischio di diabete, obesità, disfunzione sessuale, anche da adulti. L'articolo si conclude suggerendo di ridurre i costi di accesso al cibo biologico per consentire anche ai meno abbienti alimenti meno inquinati, e nel secondo vengono trattati i temi politici per chiedere ai legislatori di legiferare in materia e minimizzare l'esposizione a queste sostanze spesso non regolamentate. Nel mentre si coniano parole come "chemofobia" per additare quelli che stanno attenti a queste sostanze.🤦‍♂️ Forse qualche chimico ha paura di perdere il lavoro?

Aggiornamento 18/8/2020

Quanto è importante per i bambini dormire e mangiare agli orari giusti? I bambini obesi hanno alterazione del ritmo del cortisolo (basso al mattino e alto la sera), disturbando l'attenzione a scuola e il sonno la notte, insieme alla deposizione del grasso. "Sincronizzare l'esercizio fisico e gli interventi nutrizionali con l'orologio circadiano potrebbe massimizzare i benefici di promozione della salute degli interventi per prevenire e curare le malattie metaboliche. Pertanto, approcci "cronoterapeutici" mirati al mantenimento dei ritmi normali attraverso uno stile di vita sano possono essere efficaci nel contrastare l'obesità e altre malattie metaboliche nei bambini e negli adolescenti".

Aggiornamento 23/8/2020

Grazie a questo studio sappiamo ora che la plastica viene assorbita dalle piante e si ritrova in frutta e verdura. Ringraziate chi la butta in strada perché "tanto passerà qualcuno a prenderla". Anche l'uso in agricoltura (le basi per i germogli da piantare ecc) dovrebbe essere ripensato. "Per la prima volta abbiamo rilevato mcroplastiche nella frutta e nella verdura commestibili. I risultati aprono un nuovo scenario sia nelle scienze ambientali che in quelle mediche". La quantità stimata ingerita dai vegetali è (per ora) la metà di quella assunta dall'acqua in bottiglie di plastica, ed è maggiore nella frutta.

Aggiornamento 28/8/2020

Il BPA urinario viene messo in relazione con la mortalità per tutte le cause, ma i limiti delle concentrazioni urinarie correlate con la sua diluizione rendono lo studio non pienamente attendibile

Aggiornamento 30/8/2020

Il fagoma (traduzione in italiano di phageoma), l’insieme dei fagi, i virus che infettano i batteri, è particolare nell'intestino dei bambini obesi e con sindrome metabolica. “Una migliore conoscenza della composizione del fagoma intestinale e della sua interazione con il microbiota e il sistema immunitario dell'ospite consentirà di diminuire la prevalenza dell'obesità infantile e della sindrome metabolica”.

Aggiornamento 20/9/2020

Il probiotico Bifidobacterium breve (BR03 e B632) può aiutare bambini e adolescenti obesi a dimagrire. Chi ha assunto il probiotico ha perso 3,5 cm in più di circonferenza, rispetto alla sola dieta. Anche il peso aggiustato per l'età, la resistenza insulinica, la pressione e la presenza di batteri patogeni sono migliorate.

Aggiornamento 3/10/2020

L'etichetta nutrizionale che avverte della nocività degli alimenti spazzatura è risultata efficace nel ridurre il loro consumo, nei paesi dove è stata adottata (In Sudamerica per esempio). Avvisi semplici come "ricco in sale"o "contiene molti zuccheri" scoraggiano le persone a consumarli. "Gli avvertimenti sui nutrienti sono una strategia importante che dovrebbe essere sfruttata il prima possibile. Le avvertenze sui nutrienti potrebbero aiutare a informare i consumatori, incoraggiare l'industria alimentare a realizzare prodotti più sani, favorire la salute pubblica, contrastare alcune pratiche di marketing del settore e potenzialmente migliorare l'equità sanitaria".

Aggiornamento 23/10/2020

I biberon o altri materiali di polipropilene rilasciano microplastiche, soprattutto se sterilizzati con calore. Gli scienziati non hanno ancora preso posizione condivisa sull'effetto delle microplastiche, ma il principio di precauzione ci inviterebbe a privilegiare il vetro. L'Italia è tra i paesi con maggiore introito di microplastiche nei bambini.
"Alla luce dei risultati, i ricercatori forniscono alcuni consigli che potrebbero ridurre al minimo il numero di microplastiche rilasciate in un biberon. Innanzitutto, non riscaldare il latte in formula in contenitori di plastica ed evitare i forni a microonde. Si consiglia alle persone di preparare il latte artificiale in un contenitore non di plastica utilizzando acqua riscaldata ad almeno 70°C. Raffreddare a temperatura ambiente, quindi trasferire la formula preparata in un biberon di plastica di alta qualità. Ai fini della sterilizzazione, si consiglia di preparare l'acqua sterilizzata facendola bollire in un bollitore non di plastica (come vetro o acciaio inossidabile) e sciacquare la bottiglia sterilizzata con acqua sterilizzata a temperatura ambiente almeno tre volte".

Aggiornamento 21/11/2020

In uno studio su una coorte di oltre 18 mila bambini "l'esposizione agli antibiotici nei primi 2 anni di vita è stata associata a un aumentato rischio di diverse condizioni di salute immunologiche, metaboliche e neurocomportamentali, in particolare asma, rinite allergica, dermatite atopica, celiachia, sovrappeso, obesità, ADHD e difficoltà di apprendimento. I nostri risultati sono coerenti con l'ipotesi che la composizione del microbioma nella prima infanzia sia un determinante critico per la salute e che le perturbazioni durante i periodi di sviluppo chiave possano avere conseguenze a lungo termine. Sebbene i nostri risultati riflettano associazioni, non necessariamente causalità, generano ipotesi verificabili relative all'influenza della dose, della classe e dei tempi di antibiotico sulla salute dell'infanzia. Quando gli antibiotici sono stati sviluppati e utilizzati per la prima volta, la considerazione principale era il controllo dei batteri patogeni. Ora ci rendiamo conto che la loro diffusa applicazione ha un considerevole effetto collaterale sul microbiota, che può essere di particolare importanza nello sviluppo dei bambini. I modelli di prescrizione di antibiotici nell'infanzia sono estremamente variabili. Con ulteriori studi, è possibile stabilire linee guida cliniche pratiche per ottimizzare i benefici e ridurre al minimo il rischio di antibiotici nei bambini".
Probabilmente si usano con troppa disinvoltura e questo ha favorito anche la diffusione della resistenza antibiotica. Il mio consiglio è di abbinare sempre la terapia probiotica consigliata da nutrizionista funzionale esperto e dieta con giusta quantità di fibra che possa favorire il recupero delle specie perse

Aggiornamento 10/12/2020

Le malattie metaboliche iniziano nel grembo materno. Malnutrizione, inattività e inquinamento le principali cause.

Aggiornamento 15/12/2020

Le microplastiche (MP) creano problemi a causa dei loro effetti: stress ossidativo, citotossicità, alterazione del metabolismo e dell'immunità, che si manifestano con problemi neurologici, riproduttivi e cancerogeni. Le principali vie di esposizione sono alimentare (pesce inquinato, bottiglie d'acqua), rifiuti e cosmetici.
"I ricercatori hanno affermato che l'esposizione alle MP attraverso l'ingestione potrebbe portare a una risposta infiammatoria, ridurre la secrezione di muco intestinale, danneggiare la funzione di barriera intestinale che porta ad aumentare la permeabilità della mucosa intestinale, innescare uno squilibrio del microbiota intestinale e alterare il metabolismo, come aumentare la lipogenesi e la sintesi dei trigliceridi"

Aggiornamento 20/12/2020

È normale che una persona non risponda a esercizio fisico e dieta e non dimagrisca? Una decina di anni fa si scriveva che alcune "variabili non hanno un supporto empirico diretto nell'impedire la perdita di peso. Tuttavia, sembra che ci siano prove sufficienti per suggerire che i loro effetti dovrebbero essere esaminati nella ricerca sulla perdita di peso durante l'esercizio. Sia i ricercatori che i professionisti della perdita di peso dovrebbero essere consapevoli che ci sono fattori individuali che probabilmente rendono impossibile per alcuni gruppi di individui perdere peso anche se eseguono correttamente il programma di esercizi". La composizione corporea è qualcosa di più complesso e non solamente il risultato di un bilancio calorico (calorie che entrano e calorie che escono). Ed ecco che entrano in gioco altri fattori, che molti non conoscono o tralasciano, dando la colpa al paziente (che, per carità, a volte può essere colpevole). Però in certi casi è necessario chiedersi perché, e la risposta non è semplice.
Tra le ragioni comportamentali, gli alimenti ad alto indice glicemico (snack, bibite zuccherate ecc) o alcuni proteici possono inibire l'ossidazione dei grassi se consumati prima, durante e dopo l'attività fisica, aumentando l'insulina e il coefficiente respiratorio. Un altro fattore è il weight cycling (mettersi a dieta e reingrassare più volte). "Quando i soggetti hanno ripreso peso, alla ripresa della loro dieta normale, la massa muscolare magra persa è stata sostituita con grasso. Pertanto [...] tendono ad aumentare la massa grassa e diminuire la massa muscolare" (rallentando il metabolismo).

Un altro fattore è il sonno disturbato, che aumenta il cortisolo (come lo stress). Questo si riflette in maggiore fame e attivazione di LPL, con maggiore deposizione di grasso. Il cortisolo porta anche a resistenza insulinica e leptinica, 2 fattori chiave nell'aumento di peso, e può ridurre testosterone e GH, che migliorano la composizione corporea. Anche l'infiammazione può aumentare il cortisolo.
Altri fattori importanti sono ovviamente quelli genetici (ed epigenetici), con un tasso di lipolisi inferiore dovuto a minore attivazione del sistema simpatico, anche in risposta all'esercizio (risulta più difficile per il grasso "uscire" dagli adipociti).
Tra quelli fisiologici, "è probabile che livelli di insulina cronicamente elevati (o insulinoresistenza) abbiano un impatto negativo sull'ossidazione dei grassi e quindi compromettere la perdita di peso indotta dall'esercizio". I mitocondri in queste condizioni hanno scarsa capacità di produrre ATP e ossidare i grassi (e ovviamente ridotto consumo energetico). Anche le UCP (proteine disaccoppianti che producono calore "sprecando" energia) hanno ridotta attivazione.
Anche scarsi livelli di ormoni tiroidei (T3) sono associati a difficoltà nel dimagrire, influenzando le catecolamine e quindi la lipolisi, anche in seguito a esposizione a PCB, diossine e pesticidi.

Aggiornamento 20/1/2021

Molti bambini con ADHD rispondono alla dieta, con dei miglioramenti nel comportamento. Questo forse perché il cervello tende a rispondere eccitandosi all'introduzione di alcuni cibi e in particolare il cibo spazzatura.
"Il programma di modifica della dieta sotto forma di aggiustamento dell'apporto energetico e di macronutrienti, con l'esclusione di additivi alimentari, glutine, latte e latticini, uova e cibi altamente contenenti salicilati e solfiti, insieme ai suggerimenti di educazione sanitaria (sonno regolare, tempo limitato per la TV) hanno migliorato i sintomi e il comportamento dei pazienti con ADHD come documentato dalla diminuzione dei punteggi della valutazione di Conner.

L'obesità ha un ruolo importante nell'influenzare iperattività, impulsività e problemi di apprendimento nei pazienti con ADHD. Il programma di modifica della dieta è riuscito a ridurre l'obesità e quindi i sintomi dell'ADHD.

L'assunzione limitata di carboidrati nella dieta (concomitante alla riduzione dei cibi con glutine, NdT) è molto efficace nel ridurre l'iperattività e i problemi di apprendimento nei pazienti con ADHD. L'assunzione di grassi ha mostrato un aumento significativo dopo aver seguito il programma di modifica della dieta che forse è uno dei motivi della diminuzione dell'iperattività. Infine, questo studio conclude il grande impatto della modifica della dieta sulla diminuzione dei sintomi dell'ADHD non solo per l'effetto diretto sull'iperattività e sui problemi di apprendimento, ma anche per la diminuzione del BMI che a sua volta migliora i sintomi nei pazienti con ADHD".

Aggiornamento 17/2/2021

La plastica che purtroppo ingeriamo ha effetti tossici, che dipendono anche dalle dimensioni (micro o nanoplastiche).
"... Le vie principali che sono disturbate dall'esposizione alle microplastiche sono la biosintesi degli acidi grassi insaturi e il metabolismo dell'acido linoleico, invece il metabolismo degli aminoacidi non appare disturbato ..." "... [Mentre] l'esposizione alle nanoplastiche ha interferito con il metabolismo di alanina, acido aspartico e acido glutammico ...", riducendo la produzione di glutatione e altri enzimi antiossidanti così aumentando lo stress ossidativo.
In particolare le microplastiche disturbano la flora intestinale e il metabolismo epatico, mentre le nanoplastiche oltrepassano la pelle e la barriera ematoencefalica, disturbando le membrane lipidiche, la formazione dei neonati e creando infiammazione.

Aggiornamento 13/3/2021

Il bisfenolo B appare pericoloso come quello A e andrebbe vietato

Aggiornamento 17/3/2021

Una posizione ufficiale dell'ESPGHAN valuta le cause dell'obesità infantile.
I comportamenti alimentari dei genitori sono un fattore determinante.
Nei primi 2 anni di vita, l'allattamento è protettivo, mentre il latte in formula è associato con alterata composizione corporea. Un elevato apporto proteico durante lo svezzamento aumenta il rischio obesità. Il latte intero, dopo l'anno di vita, appare ridurre il rischio di sovrappeso rispetto al latte a ridotto contenuto di grassi. Se i genitori intervengono, migliorando l'alimentazione, il rischio scende.
Dai 2 anni, la dieta mediterranea e nordica riducono il rischio di obesità, su quella vegetariana non ci sono conclusioni. Le bibite gassate aumentano il rischio.
Sul comportamento alimentare, saltare la colazione è associato all'obesità, forse a causa del suo ruolo nell'equilibrio energetico e nella regolazione dell'appetito, i pasti regolari consumati in famiglia sono associati a migliore salute e alla prevenzione dell'eccesso di peso.
Un numero maggiore di pasti giornalieri è associato a un minor rischio di obesità nei bambini forse a causa di una migliore modulazione della fame
 Durante gli spuntini, il consumo di cibi ad alta densità energetica contribuisce all'obesità nell'infanzia, aumentando l'apporto energetico giornaliero.
 Porzioni più grandi, soprattutto di cibi densi di energia, sono associate a un maggiore apporto energetico giornaliero, un fattore predittivo dell'eccesso di peso corporeo.
 I bambini possono autoregolare efficacemente l'assunzione di energia tra i 4 e i 12 anni almeno, sebbene l'assunzione di energia tenda ad aumentare con l'aumentare delle dimensioni della porzione (perdita del controllo)
 Una combinazione di maggiore attività fisica e riduzione del tempo passato seduti può avere un ruolo importante nella prevenzione dell'obesità.
Come raccomandazioni, si dovrebbe promuovere l'allattamento al seno il più possibile, e non esistono evidenze per consigliare il latte scremato prima dei 2 anni. Favorire il consumo della sola acqua ed evitare la presenza di distributori di bibite nelle scuole. Incoraggiare il consumo della colazione e dei pasti in famiglia, insieme a merende con cibi salutari, freschi e vegetali.

Aggiornamento 30/3/2021

Le microplastiche nelle acque di scarico fungono da "raccoglitori" per i batteri antibioticoresistenti, rendendo più difficile la disinfezione. Un altro problema che lega salute e inquinamento, grazie alla nostra incuria

Aggiornamento 2/4/2021

Uno studio mette in correlazione i livelli urinari gravidici di BPA, alcuni metalli pesanti (piombo e cadmio) e ftalati con il rischio di autismo riscontrato negli anni successivi. Inoltre possono alterare la memoria nei neonati. Meglio evitare alimenti conservati nella plastica in gravidanza

Aggiornamento 12/4/2021

Nel modello animale i bisfenoli (BPA e BPS) alterano la trasmissione degli impulsi nervosi.

Aggiornamento 10/5/2021

La pandemia di COVID19 sembra aver aumentato, almeno nelle ragazze italiane, la pubertà precoce. L'effetto potrebbe essere dovuto all'aumento di peso, legato alla minore attività fisica e all'aumento del consumo di cibo spazzatura, e allo stress legato ai lockdown

L'impatto sulla salute delle microplastiche è ancora ignoto ma certamente pericoloso

Aggiornamento 13/5/2021

I dolcificanti artificiali (NNS) possono essere correlati all'obesità infantile con diversi meccanismi, tra cui il fatto che stimolano a mangiare di più.
"La sostituzione dello zucchero da tavola con gli NNS è stata utilizzata per combattere la crescente pandemia di obesità. Gli effetti acuti e a lungo termine degli NNS possono contribuire a esiti metabolici negativi, inclusi aumento di peso e adiposità, riscontrati in studi osservazionali su bambini e adulti. Studi su animali suggeriscono che i possibili meccanismi per questi risultati metabolici includono la modifica della risposta della fase cefalica al gusto dolce con apporto calorico e alterazione dei percorsi di ricompensa. Gli studi devono essere condotti nelle popolazioni pediatriche per capire come i meccanismi fisiologici che gli NNS promuovono possono modificare il sistema comportamentale della ricompensa e portare ad un aumento del consumo di cibi dolci e ipercalorici. La dieta gioca un ruolo chiave nello spostamento dell'equilibrio del microbiota intestinale e gli NNS hanno dimostrato di promuovere la crescita della microflora che assomiglia a quelli con un fenotipo obeso. La maggiore concentrazione di SCFA riscontrata nei modelli animali esposti a NNS suggerisce che esercitano un effetto indiretto di regolazione del metabolismo. Gli NNS attivano i recettori del gusto dolce e stimolano le cellule beta pancreatiche a secernere quantità maggiori di insulina. Tuttavia, le vie attraverso le quali l'esposizione a lungo termine a NNS avvia la resistenza all'insulina e l'interconnessione con lo squilibrio del microbiota intestinale che porta alla disregolazione metabolica resta da indagare".