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lunedì 31 maggio 2021

La nutrizione a supporto delle malattie ginecologiche


"L'alimentazione ha l'impatto più importante e duraturo (per tutta la vita) sulla salute umana. Esistono diversi studi che indicano che frutta, tè, verdure e vari composti alimentari possono alterare diverse vie di segnalazione coinvolte nella patogenesi delle malattie e avere un impatto sulle cellule tumorali, come l'attivazione di geni oncosoppressori e un aumento dell'apoptosi e dell'attività delle proteine che regolano la sopravvivenza cellulare, svolgendo così un ruolo protettivo contro il cancro. Tuttavia, questo settore di ricerca necessita di maggiore attenzione".

https://funnycatphotosy.blogspot.com/2020/02/funny-doctor-patient-pictures.html



Una dieta sana, omega 3 e antiossidanti possono favorire la fertilità. Anche i probiotici, migliorando l'ambiente vaginale, possono favorire il concepimento, in particolare i lattobacilli.
Una dieta carente di vitamine A, C, D ed E, calcio, folati e beta-carotene (o altri antiossidanti) ma ricca di grassi e zuccheri altera il microbiota vaginale e aumenta la suscettibilità alle infezioni che causano vaginosi batterica, che sono associate al parto prematuro, aumento del rischio di trasmissione del virus HIV, infezione da papillomavirus umano (HPV) e tumori cervicali, endometriali e ovarici.




Nell'ovaio policistico (PCOS) ci si deve focalizzare sulla riduzione dell'insulinoresistenza, la vitamina D appare utile, così come alcuni alimenti che riducono l'eccesso di testosterone, come liquirizia, tè verde e soia. Tra i polifenoli la quercetina appare efficace. Tra i minerali, le carenze di cromo, zinco, calcio, magnesio, selenio peggiorano il quadro.

I fibromi uterini sono particolarmente legati a sbilanciamento nei grassi (in particolare grassi trans). Gli antiossidanti sono benefici, mentre sostanze inquinanti (plastiche, metalli pesanti) peggiorano il quadro, e i latticini hanno effetti dubbi.

Per quanto riguarda l'endometriosi, è importante il rapporto tra omega 3 e omega 6. L'N-acetilcisteina riduce lo stato infiammatorio.

Nei disordini del ciclo, in caso di eccessivo sanguinamento è importante recuperare il ferro e non avere carenze di vitamine, che aiutano a metabolizzare gli estrogeni.

Nella dismenorrea (ciclo doloroso), le prostaglandine derivate dagli omega 6 giocano un ruolo importante. Calcio e magnesio riducono i dolori, così come vitamina D, K, E, zinco e fibre vegetali, soprattutto il finocchio.

Aggiornamento 4/6/2021

Il lipedema è una malattia del tessuto connettivo lasso nel tessuto adiposo, ed è un problema più comune di quanto si pensi, colpisce circa una donna su 20.
"Un fattore scatenante per lo sviluppo del lipedema può essere un aumento del rimodellamento del tessuto fluido e connettivo che si verifica insieme ai cambiamenti del corpo durante la pubertà, il parto, la menopausa, lo stress associato al cambiamento dello stile di vita o l'alterazione della struttura del tessuto dopo un intervento chirurgico o un trauma. Il lipedema è caratterizzato da un'infiammazione del tessuto, che provoca fibrosi tissutale e dolore e, in alcuni casi, il tessuto può diventare insensibile". Le irregolarità del tessuto sono dovute ai proteoglicani (proteine della matrice extracellulare con legati zuccheri particolari) alterati.
A livello nutrizionale, un documento di consenso dei flebologi statunitensi consiglia "un'alimentazione che riduca al minimo le fluttuazioni postprandiali di insulina e glucosio e che possa essere sostenibile a lungo termine.
In generale una dieta ricca di cibi integrali, di enzimi, a base vegetale o chetogenica.
I livelli di vitamina D dovrebbero essere monitorati e normalizzati per le persone con lipedema", soprattutto in caso di obesità.

Aggiornamento 22/6/2021

L'uso di alcuni supplementi può favorire la fertilità in donne con ovaio policistico. Omega 3, probiotici e prebiotici, curcumina, berberina, inositolo, e in generale tutto ciò che migliora il quadro metabolico e la resistenza insulinica.

mercoledì 10 febbraio 2021

NAC: interessanti prospettive

 

Il NAC (N-acetilcisteina) è un aminoacido sintetico, ma presente anche in alcuni vegetali come le cipolle, ed è precursore del glutatione, il principale antiossidante intracellulare, importante per ridurre lo stress ossidativo nelle cellule, permetterle di funzionare bene, e sostenere la detossificazione epatica e non. Riduce così lo stato infiammatorio e aumenta la disponibilità di ossido nitrico, un mediatore di svariate funzioni. È noto il suo uso come mucolitico e nelle intossicazioni da paracetamolo.

La somministrazione di NAC può essere quindi utile in tutte le malattie a carattere infiammatorio e di sbilanciamento Redox, come sindrome metabolica, iperomocisteinemia, dolori articolari, problemi respiratori.

Nei modelli animali ha dimostrato un effetto prebiotico, ossia riesce a migliorare la flora buona (bifidi, lattobacilli, Akkermansia, ecc.), riducendo in questo modo ugualmente stress ossidativo e infiammazione. In questo modo si riducono le alterazioni metaboliche (glicemia, trigliceridi ecc.)


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 I suoi effetti antivirali e antinfiammatori sono sotto osservazione come adiuvanti nella cura del COVID

Consultate sempre un esperto prima di assumerla.

Aggiornamento 23/3/2021

L'N-acetilcisteina, precursore del glutatione, può essere utile in una rara condizione ereditaria, Angiopatia amiloide ereditaria da cistatina C, che porta a microinfarti, con conseguenti demenza, paralisi e morte nei giovani affetti. La deposizione di cistatina è ridotta dall'integrazione

Aggiornamento 8/6/2021

Il NAC potrebbe dare problemi alle donne con allergia per la sua interazione con l'istamina.


Aggiornamento 20/6/2021

Il metabolismo della vitamina D e il suo recettore sono influenzati dal glutatione, il principale antiossidante intracellulare. Questo significa che anche livelli corretti di vitamina D possono essere inefficaci in caso di stress ossidativo, e che aumentare i livelli di glutatione può essere efficace per ottimizzare gli effetti della vitamina D, particolarmente nelle persone sovrappeso.

domenica 20 dicembre 2020

Le diete detox/bis

Continua qui il post sull'approccio scientifico a un'alimentazione che possa supportare il potere disintossicante del corpo


http://www.quickmeme.com/meme/555o



Aggiornamento 18/12/2020

Se si hanno problemi intestinali, cercare di dormire meglio è la prima cosa da fare.
"La breve durata del sonno induce una risposta fisiologica allo stress, che a sua volta altera il normale equilibrio del microbiota intestinale"

Questi fattori possono influenzare il sonno:

⚠️Mangiare troppo velocemente
⚠️ Contenuto di nutrienti scarso
⚠️cena abbondante
⚠️Mangiare a tarda notte
⚠️ Spuntini eccessivi
⚠️ Saltare i pasti
⚠️Stimolanti (caffè, fumo)
⚠️ Intolleranze alimentari
⚠️ Necessità di nutrienti individuali

"Il danno epatico e la compromissione dei processi di disintossicazione sono associati ad un aumento delle concentrazioni di falsi neurotrasmettitori (che alterano le funzioni, come l'octopamina) e tossine, che possono influenzare i modelli di sonno".

Aggiornamento 20/12/2020

È normale che una persona non risponda a esercizio fisico e dieta e non dimagrisca? Una decina di anni fa si scriveva che alcune "variabili non hanno un supporto empirico diretto nell'impedire la perdita di peso. Tuttavia, sembra che ci siano prove sufficienti per suggerire che i loro effetti dovrebbero essere esaminati nella ricerca sulla perdita di peso durante l'esercizio. Sia i ricercatori che i professionisti della perdita di peso dovrebbero essere consapevoli che ci sono fattori individuali che probabilmente rendono impossibile per alcuni gruppi di individui perdere peso anche se eseguono correttamente il programma di esercizi". La composizione corporea è qualcosa di più complesso e non solamente il risultato di un bilancio calorico (calorie che entrano e calorie che escono). Ed ecco che entrano in gioco altri fattori, che molti non conoscono o tralasciano, dando la colpa al paziente (che, per carità, a volte può essere colpevole). Però in certi casi è necessario chiedersi perché, e la risposta non è semplice.
Tra le ragioni comportamentali, gli alimenti ad alto indice glicemico (snack, bibite zuccherate ecc) o alcuni proteici possono inibire l'ossidazione dei grassi se consumati prima, durante e dopo l'attività fisica, aumentando l'insulina e il coefficiente respiratorio. Un altro fattore è il weight cycling (mettersi a dieta e reingrassare più volte). "Quando i soggetti hanno ripreso peso, alla ripresa della loro dieta normale, la massa muscolare magra persa è stata sostituita con grasso. Pertanto [...] tendono ad aumentare la massa grassa e diminuire la massa muscolare" (rallentando il metabolismo).

Un altro fattore è il sonno disturbato, che aumenta il cortisolo (come lo stress). Questo si riflette in maggiore fame e attivazione di LPL, con maggiore deposizione di grasso. Il cortisolo porta anche a resistenza insulinica e leptinica, 2 fattori chiave nell'aumento di peso, e può ridurre testosterone e GH, che migliorano la composizione corporea. Anche l'infiammazione può aumentare il cortisolo.
Altri fattori importanti sono ovviamente quelli genetici (ed epigenetici), con un tasso di lipolisi inferiore dovuto a minore attivazione del sistema simpatico, anche in risposta all'esercizio (risulta più difficile per il grasso "uscire" dagli adipociti).
Tra quelli fisiologici, "è probabile che livelli di insulina cronicamente elevati (o insulinoresistenza) abbiano un impatto negativo sull'ossidazione dei grassi e quindi compromettere la perdita di peso indotta dall'esercizio". I mitocondri in queste condizioni hanno scarsa capacità di produrre ATP e ossidare i grassi (e ovviamente ridotto consumo energetico). Anche le UCP (proteine disaccoppianti che producono calore "sprecando" energia) hanno ridotta attivazione.
Anche scarsi livelli di ormoni tiroidei (T3) sono associati a difficoltà nel dimagrire, influenzando le catecolamine e quindi la lipolisi, anche in seguito a esposizione a PCB, diossine e pesticidi.

Aggiornamento 21/12/2020

Il cadmio può peggiorare le polmoniti, tra cui quelle da COVID19. La prima causa di esposizione è il fumo. Le fonti alimentari sono frattaglie, vegetali (verdura e cereali) cresciuti su terreni inquinati. Ringraziate chi abbandona le batterie senza smaltirle correttamente

Aggiornamento 23/12/2020

Mentre qualcuno scrive che alimentazione e Candida non hanno nessun legame, i ginecologi italiani chiariscono che zuccheri e alimenti lievitati aumentano il rischio di candidosi vaginale, e l'uso di probiotici supporta le terapie. Ma c'è di peggio. L'alterazione del micobiota (disbiosi fungina), tra cui la crescita di candida, è associata al tumore al colon-retto (CRC), mediante la produzione di metaboliti tossici e infiammatori (acetaldeide, nitrosamine, aflatossine, candidalisina), l'interazione coi batteri patogeni (formazione di biofilm) e la traslocazione dall'intestino. Per quanto riguarda la dieta, così come per il microbiota, "il micobiota intestinale può essere modellato dalla dieta in modo rapido e riproducibile". L'abbondanza di Candida è correlata positivamente con i carboidrati e negativamente con gli acidi grassi saturi totali, mentre quella di Aspergillus si correla negativamente con la recente ingestione di acidi grassi a catena corta (SCFA). "Assunzioni elevate di fibre alimentari o cereali integrali sono associate alla ridotta incidenza e mortalità da CRC, [...] Pertanto, ripristinare la comunità fungina e batterica direttamente o indirettamente mediante la modulazione della dieta può conferire la protezione contro il CRC". Anche vari probiotici possono contrastare la candidosi, e S. cerevisiae, che appare ridotto nel CRC, può avere proprietà protettive.

Aggiornamento 8/1/2021

I mitocondri producono la maggior parte dell'energia e dei ROS nelle cellule. I ROS mitocondriali sono importanti molecole di segnalazione coinvolte in molti sistemi di difesa ossidativa adattativa cellulare. Tuttavia, un accumulo eccessivo di ROS o una clearance insufficiente si traducono in DNA e proteine ​​mitocondriali danneggiati, entrambi caratteristiche fisiopatologiche di una varietà di malattie. Negli ultimi decenni, molti studi si sono concentrati sullo sviluppo di antiossidanti non specifici per ripristinare la normale funzione fisiologica dei mitocondri sotto stress ossidativo. Gli studi di ricerca su vari modelli erano promettenti, ma gli studi clinici a volte hanno mostrato risultati contraddittori. La segnalazione redox è una parte importante di molti processi fisiologici. Un uso eccessivo o inappropriato di antiossidanti può abolire la produzione di ROS e provocare una sovraregolazione compensatoria delle vie MAPK, che a loro volta abbattono il sistema antiossidante endogeno. Pertanto, l'applicazione del dosaggio appropriato e del metodo di somministrazione di questi antiossidanti per bilanciare la produzione e la rimozione dei ROS è fondamentale per gli studi clinici. Recentemente, una varietà di sistemi di somministrazione mirati ai mitocondri e antiossidanti specifici sono stati sfruttati per recuperare la funzione mitocondriale dalle condizioni patologiche. Gli eccezionali vantaggi degli antiossidanti specifici rispetto a quelli non mirati includono (1) farmacocinetica e assorbimento efficienti e (2) accumulo specifico a livello di cellule e mitocondri, evitando effetti collaterali indotti da alte concentrazioni aspecifiche.

Aggiornamento 17/1/2021


Alcuni batteri probiotici, ritenuti quindi benefici, possono in realtà essere patogeni opportunisti in alcune persone o condizioni. È infatti noto che diversi batteri possono stimolare o inibire il sistema immunitario verso la polarizzazione TH1 o TH2 (quindi più nei confronti delle infezioni o delle allergie), e alcune batteriocine (metaboliti rilasciati, tossici per altri microrganismi), solitamente antifungine, possono essere tossiche anche per l'ospite (l'uomo). "Queste tossine possono aiutare a causare i sintomi della malattia e, per i ceppi probiotici, la presenza di queste tossine può indicare un potenziale patogeno ancora non riconosciuto". Nel caso dei patogeni, queste tossine agiscono soprattutto in caso di traslocazione batterica.
Dei 10 analizzati L. acidophilus, L. acidophilusL. paracasei, L. planatarum, L. rhamnosus possono essere anche patogeni, mentre L. brevisL. bulgaricusL. crispatusL. gasseriL. reuteriand L. ruminis non hanno dato segni di patogenicità.
Morale della favola: rivolgetevi sempre a un esperto prima di assumerli

Aggiornamento 30/1/2021

L'endotossemia è quella condizione in cui alcuni metaboliti infiammatori dei batteri, come LPS, entrano facilmente nel sangue grazie ad alterata permeabilità intestinale. "Modificare lo stile di vita, inclusi la riduzione al minimo del consumo di alcol, l'aumento della dieta ricca di micronutrienti e la riduzione dell'assunzione di grassi saturi, possono avere un impatto sulla riduzione dell'endotossiemia metabolica, così come i prebiotici e i probiotici hanno dimostrato di ridurre i livelli di endotossine circolanti".
I nutrienti più importanti appaiono essere vitamina D, A, zinco, folati. La dieta con cibo spazzatura aumenta la permeabilità intestinale, anche perché "È stato suggerito che gli additivi alimentari tra cui zucchero, tensioattivi e cloruro di sodio, che vengono applicati in alte concentrazioni agli alimenti comunemente consumati, aumentino la permeabilità intestinale", invece la dieta mediterranea la riduce


Aggiornamento 17/2/2021

La plastica che purtroppo ingeriamo ha effetti tossici, che dipendono anche dalle dimensioni (micro o nanoplastiche).
"... Le vie principali che sono disturbate dall'esposizione alle microplastiche sono la biosintesi degli acidi grassi insaturi e il metabolismo dell'acido linoleico, invece il metabolismo degli aminoacidi non appare disturbato ..." "... [Mentre] l'esposizione alle nanoplastiche ha interferito con il metabolismo di alanina, acido aspartico e acido glutammico ...", riducendo la produzione di glutatione e altri enzimi antiossidanti così aumentando lo stress ossidativo.
In particolare le microplastiche disturbano la flora intestinale e il metabolismo epatico, mentre le nanoplastiche oltrepassano la pelle e la barriera ematoencefalica, disturbando le membrane lipidiche, la formazione dei neonati e creando infiammazione.

Aggiornamento 28/2/2021

Il SAMe (S-adenosilmetionina) è l'unico donatore di metili per i mitocondri, e quando i suoi livelli sono bassi il mitocondrio non riesce a produrre energia. Questo capita con l'invecchiamento e quando il metabolismo dei metili è impegnato a metilare acido folico e B12 non attivi. Il risultato è una scarsa produzione energetica che favorisce carenze nutrizionali, invecchiamento, tumori, malattie neurodegenerative e cardiovascolari.

Aggiornamento 1/3/2021

Oggi spezziamo una lancia per i carboidrati, nutrienti che a volte hanno una cattiva fama. Non è vero che vengono usati solo a scopo energetico. Sono utili anche per sintetizzare acidi nucleici (DNA e RNA) e il NADPH attraverso la via dei pentosi fosfati.
"NADPH è importante per molte ragioni. Innanzitutto lo usiamo per "ricaricare" il glutatione, il nostro principale antiossidante. In secondo luogo, lo usiamo per uccidere i patogeni tramite reazione ossidativa.
Ma soprattutto, lo usiamo per alimentare gli enzimi CYP450 (citocromi). Questi enzimi sono importanti per i processi anabolici per produrre il colesterolo, ormoni steroidei (cortisolo, ormoni sessuali) e per rimuovere le tossine dal corpo. Lo usiamo anche per sintetizzare l'ormone tiroideo.
Questo non significa che tutti dovrebbero seguire una dieta ricca di carboidrati. Ma è importante sfatare i miti che non sono basati sulla realtà in modo da poter valutare accuratamente la dieta più adeguata".

Aggiornamento 1/4/2021

Uno studio mette in correlazione i livelli urinari gravidici di BPA, alcuni metalli pesanti (piombo e cadmio) e ftalati con il rischio di autismo riscontrato negli anni successivi. Meglio evitare alimenti conservati nella plastica in gravidanza

Aggiornamento 5/4/2021

Fare i turni di notte è associato ad aumento del rischio di alcuni tumori, tant'è che lo IARC lo classifica come "probabile cancerogeno".
Questo sembra dovuto alla ridotta espressione di geni correlati con la stabilità e la riparazione del DNA.


Aggiornamento 7/4/2021

L'esposizione a parabeni e benzofenoni, presenti in molti prodotti cosmetici, sembra aumentare il rischio di endometriosi


Lo stress da inquinamento acustico aumenta la pressione sanguigna, i livelli degli ormoni dello stress, la disfunzione endoteliale, lo stress ossidativo, l'attività della NADPH ossidasi 2 (NOX2), il disaccoppiamento dell'ossido nitrico sintasi e l'infiammazione vascolare nei topi. Nell'uomo il rumore è associato a malattie cardiovascolari, come ipertensione arteriosa, malattia coronarica, insufficienza cardiaca e aritmia, e dovrebbe quindi essere considerato un fattore di rischio cardiovascolare. I bambini possono avere ritardi nell'apprendimento.

Aggiornamento 13/4/2021

La dieta chetogenica potrebbe aiutare nella disintossicazione dall'alcol, e nei topi riduce l'induzione di dipendenza. Gli effetti sembrano dovuti alla riduzione della neuroinfiammazione e alla variazione nei substrati energetici (meno acetato e glucosio)

Aggiornamento 26/4/2021

Alcune persone hanno nel loro intestino batteri o funghi che producono alcol, e la condizione è chiamata sindrome da autofermentazione. Al netto dell'ilarità che può suscitare, si tratta in realtà di una condizione che può essere grave in quanto alcuni risultano costantemente brilli o ubriachi, o asintomatici ma con steatosi epatica, e alcune persone sono state sottoposte a trattamenti psichiatrici. I microrganismi associati sono solitamente lieviti (S. cerevisiae o diverse specie di Candida) o Klebsiella, ma anche alcuni comuni abitanti dell'intestino come E. coli e lattobacilli e bifidi, solitamente associati a buona salute, possono essere responsabili. La diagnosi può essere fatta con un test con i carboidrati, che vengono fermentati e aumentano la produzione di alcol. I trattamenti attuali includono farmaci antifungini, dieta a basso contenuto di carboidrati e probiotici. Questo potrebbe spiegare anche perché alcuni traggono giovamento da diete lowcarb. La condizione latente dovrebbe essere considerata in caso di steatoepatite apparentemente non legata a introduzione di alcol.

Aggiornamento 30/4/2021

I metalli pesanti come mercurio, piombo e cadmio possono creare stress ossidativo e favorire malattie autoimmuni della pelle come psoriasi e vitiligine. Agiscono anche prendendo il posto degli altri metalli necessari per la funzionalità dell'organismo, come rame, ferro, zinco, selenio, riducendo il glutatione e alterando la funzione di alcuni enzimi. Le principali fonti sono cibo contaminato, esposizione lavorativa e fumo. Zinco e selenio possono contrastare i danni di questi metalli.

Aggiornamento 2/5/2021

La fibrillazione atriale può essere legata a stress ossidativo e infiammazione, e da un'alterata interazione tra geni e ambiente. Per questo la medicina funzionale, un approccio incentrato sul paziente anziché sulla malattia, può essere d'aiuto.
Per esempio alcune varianti geniche nella metabolizzazione della caffeina possono far manifestare la malattia, sebbene in genere il caffè non sia controindicato.
"Altri punti nodali possono includere infiammazione correlata all'inflammasoma NLRP3, stress ossidativo, meccanismi autoimmuni, anomalie metaboliche, attivazione del sistema renina-angiotensina (RAS), e disfunzione autonomica. Questi disturbi nodali si collegano a disturbi specifici e comuni che promuovono e sostengono la fibrillazione atriale. I disturbi linfonodali sono anche fonte di complicanze della fibrillazione atriale e delle malattie associate. Questi includono l'attivazione di CaMKII che promuove le postdepolarizzazioni, le anomalie della conduzione disfunzionali che promuovono la connessina, le canalopatie acquisite, la disfunzione mitocondriale, l'attivazione delle vie di segnalazione della fibrosi, il metabolismo disfunzionale con utilizzo anormale di energia ed effetti diretti dell'adiposità pericardica.
L'intestino, con il passaggio di nutrienti, antinutrienti, tossine e agenti patogeni attraverso la barriera intestinale, fornisce un enorme potenziale per le interazioni gene-ambiente avverse. Nell'intestino c'è anche l'ulteriore complessità delle interazioni con i geni del microbioma e l'ambiente. La permeabilità intestinale può portare a fibrillazione atriale e insufficienza cardiaca per una di queste interazioni. Le diete povere di fibre e fitonutrienti e ricche di zuccheri e grassi aumentano il grado di permeabilità nelle giunzioni strette tra le cellule epiteliali intestinali. Anche stress, traumi, tossine, disbiosi e esercizio o sonno inadeguati contribuiscono all'eccessiva permeabilità intestinale.
Sostanze tossiche generano stress ossidativo promuovendo lo sviluppo del disturbo della fibrillazione atriale. Sia l'esposizione a sostanze tossiche che la capacità di disintossicazione variano notevolmente da persona a persona. Stress, molteplici sostanze tossiche, infezioni croniche e infiammazioni contribuiscono allo stress ossidativo. Ad esempio, le persone con ridotta capacità antiossidante, presenza di altri agenti tossici e ridotta capacità di metabolizzare l'alcol possono essere più suscettibili agli stress ossidativi proaritmici legati al consumo. Negli individui che sono geneticamente e ambientalmente sensibili, sono necessari sforzi iterativi per ridurre l'esposizione totale a sostanze tossiche e nutrienti per aumentare la capacità di disintossicazione".
Altri fattori di rischio sono la sindrome metabolica (grasso viscerale), l'invecchiamento, dieta povera di nutrienti e antiossidanti, disfunzione dell'asse surrenalico, tutte caratteristiche legate ad infiammazione e stress ossidativo.

Aggiornamento 19/5/2021

Il sistema glinfatico gestisce la "pulizia" del cervello dalle tossine, e questa avviene in particolare durante il sonno. Ecco perché chi non dorme correttamente è più esposto alla neurodegenerazione

Aggiornamento 23/5/2021

La dieta mediterranea per 4 mesi migliora i parametri degli spermatozoi in uomini che vivono in aree inquinate. Il miglioramento può essere attribuito alla presenza di fitochimici che contrastano l'effetto negativo delle sostanze inquinanti, che negli ultimi decenni hanno ridotto drammaticamente la fertilità maschile
Aggiornamento 24/5/2021

Uno studio che deve essere ancora revisionato ha messo in mostra come un trattamento personalizzato, che tenga conto delle condizioni individuai, possa migliorare la condizione di persone con Alzheimer moderato. Da questo deriva sicuramente una mancanza di riproducibilità (non va bene un trattamento uguale per tutti, come prevedono certi protocolli) e che l'esperienza individuale del professionista è fondamentale per i risultati. Si tratta quindi di un'arma a doppio taglio, utile ma esposta a criticità tenendo conto delle pratiche evidence-based.
Nello specifico, 25 persone hanno completato lo studio, e di queste 21 (84%) hanno migliorato le loro performance cognitive e la qualità della vita.
Si è tenuto conto della genetica (variante APOE, MTHFR, coagulazione, detossificazione, ecc), dei parametri metabolici, ormonali ,autoimmuni, omocisteina, microbiota, infezioni, nutrienti, esposizione a sostanze tossiche e loro metabolismo, ipossia notturna. Ogni persona è stata sottoposta a un trattamento di precisione a seconda degli esiti: ripristinare la sensibilità all'insulina, migliorare l'iperlipidemia, risolvere l'infiammazione se presente (e rimuovere le cause dell'infiammazione), trattare i patogeni, ottimizzare il supporto energetico (ossigenazione, flusso sanguigno cerebrale, disponibilità di chetoni e funzione mitocondriale), ottimizzare il supporto trofico (ormoni , nutrienti e fattori trofici), trattare l'autoimmunità se identificata e disintossicare se sono state identificate tossine.
La dieta è stata una dieta ricca di vegetali e fibre, lievemente chetogenica, ricca di verdure a foglia verde e altre non amidacee (crude e cotte), di grassi insaturi, con un periodo di digiuno di 12-16 ore ogni notte. Sono stati incoraggiati l'uso di prodotti biologici, di pesce pescato a basso contenuto di mercurio (salmone, sgombro, acciughe, sardine e aringhe) e un consumo modesto di uova e carni al pascolo, nonché di evitare alimenti trasformati, carboidrati semplici, alimenti contenenti glutine e latticini, insieme a integrazioni delle eventuali carenze e di enzimi digestivi se necessario, così come di sostanze chelanti dei toxicants o sostanze naturali che stimolassero i processi detox apposite.
Sono state aggiunte inoltre igiene del sonno, gestione dello stress, brain training e attività fisica HIIT e aerobica.
Non si sono registrati eventi avversi e molte persone hanno abbandonato farmaci antipertensivi, antidiabetici e ipocolesterolemizzanti.
I risultati devono essere confermati in studi più grandi e randomizzati ma sono evidenti le buone premesse di poter migliorare la vita di persone con declino cognitivo

Aggiornamento 1/6/2021

La quercetina, polifenolo presente in cipolla, mela ecc., riduce gli AGEs, in particolare il metilgliossale, in adulti con ipertensione. Questi composti, che si formano con la cottura, sono responsabili di infiammazione, diabete ecc. Questo mostra l'importanza di assumere alimenti vegetali ad accompagnare il pasto.

Aggiornamento 14/6/2021

Le cause di steatosi epatica non legata all'alcol possono essere molteplici, e alcune spesso vengono ignorate.
Infezioni da virus dell'epatite, esposizione a sostanze tossiche, inclusi metalli (piombo, arsenico, mercurio, cadmio), erbicidi (es. diossina), pesticidi/fungicidi (es. triflumizolo, fludioxonil), policlorobifenili (PCB) e cloroalcheni, o farmaci.
"I meccanismi molecolari che contribuiscono alla steatosi o steatoepatite associata a sostanze tossiche (denominata TASH) includono l'interruzione della regolazione metabolica endocrina e le interazioni tra sostanze chimiche e nutrienti che possono rappresentare un "secondo colpo" in pazienti con anomalie metaboliche preesistenti. Le tossine e le sostanze chimiche esogene possono interferire con qualsiasi aspetto dell'azione ormonale (i cosiddetti "interferenti endocrini" o "sostanze chimiche che alterano il metabolismo") con conseguente sviluppo di obesità, diabete di tipo 2 e malattia del fegato grasso".
I farmaci invece inducono disfunzione mitocondriale, impedendo agli epatociti di lavorare correttamente e detossificare l'organismo, favorendo anche l'accumulo di grasso; tra di essi troviamo amiodarone, perexilina, amitriptilina, propranololo, pirprofene, clozapina, irinotecan e tamoxifene.
Anche un intestino malfunzionante può determinare grasso nel fegato, nel caso di aumento della permeabilità intestinale, proliferazione batterica del piccolo intestino (SIBO), alterazioni del microbioma intestinale, malassorbimento di nutrienti. Anche la celiachia e l'insufficienza intestinale possono essere cause, così come l'ipotiroidismo.
Queste sono in genere patologie trattabili con farmaci e stile di vita, ma vanno individuate.
In caso di Abeta- o ipobetalipoproteinemia è necessario un supplemento vitaminico