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giovedì 27 novembre 2014

Supplementazione e cibi fortificati: un po' di chiarezza - parte 1



Non sono un grande tifoso degli integratori, in generale, e preferisco sempre ricorrere ai metodi naturali. Infatti spesso aiutano ad arrivare ad un livello superiore, ma poi per mantenere quel livello è necessario continuare a prenderli, e non si può per tutta la vita nutrirsi di pillole.
Cerchiamo di fare un po' di chiarezza su cosa si può prendere e cosa evitare.

http://italianbody.it/

I probiotici sono ormai riconosciuti come molto importanti. Infatti la nostra flora intestinale è così numerosa da poter essere considerata un organo a sé. È adeguato prenderli in seguito a cure antibiotiche, diarrea, infezioni vaginali.
Recenti ricerche hanno dato risultati sorprendenti: la flora intestinale può influenzare il peso, la salute cardiometabolica, intestinale, persino l'umore e i disordini mentali, le malattie autoimmuni, la allergie. E chissà quanto altro. Insomma è fondamentale avere una corretta flora, può davvero far la differenza tra salute e malattia. Anche lo sport influenza, insieme alla dieta, la nostra flora.
Effetti collaterali possono essere gonfiore, diarrea e singhiozzo. Alcuni, rari, sono specie-specifici: L. casei ha causato sepsi, S. boulardii fungemia, Lactobacillus GG è pericoloso negli immunosoppressi.
Un ottima fonte di probiotici sono verdure e frutti fermentati, ma in realtà qualunque matrice alimentare può prestarsi a questo trattamento, utilizzato dai nostri antenati per prolungare la durata dei cibi (esempio classico lo yogurt, ultimamente va molto di moda il kefir).
Per chi avesse intolleranza ai prodotti fermentati, nei giorni di restrizione non si devono usare probiotici.

Aggiornamento 4/7/2016

I probiotici hanno limitate capacità di migliorare la glicemia nei diabetici secondo una metanalisi.

Aggiornamento 12/10/2016

Conferme sull'utilità dei probiotici associati agli antibiotici, in particolare per prevenire la diarrea spesso conseguente alla terapia.



Aggiornamento 12/12/2016

Uno dei migliori probiotici antinfiammatori potrebbe essere il B. infantis.

Aggiornamento 3/1/2017

In uno studio controllato, chi si è messo a dieta con un'integrazione di probiotici ha avuto risultati migliori sia sulla composizione corporea che sugli indici di infiammazione.


Aggiornamento 13/1/2017


Una proteina purificata dall'A. muciniphila può conferire gli stessi vantaggi metabolici del batterio.



Aggiornamento 23/2/2017

L'importanza di recuperare la vecchia flora intestinale, assumere probiotici e personalizzare la dieta per prevenire e curare le malattie.


Aggiornamento 26/2/2017


Alcune persone con dermatite atopica mostrano un eccesso di S. aureus nella pelle. Colonizzare la pelle con altre specie di staffilococco migliora la malattia perché rilasciano fattori che contrastano S. aureus.
Il complicato potenziale immunomodulatore delle specie probiotiche.



Aggiornamento 6/3/2017

Si continua a dimostrare che i probiotici sono fondamentali per la prevenzione dell'infezione da C. difficile


Aggiornamento 14/3/2017


Pur non raggiungendo l'effetto di un farmaco, la somministrazione di probiotici è utile sia per abbassare la pressione che per migliorare il quadro metabolico. Questi i risultati di una revisione degli studi, che confermano l'importanza della flora intestinale nella genesi delle malattie.


Aggiornamento 30/3/2017

Chi soffre di ipertensione ha spesso un eccesso di batteri che producono lattato e una riduzione di quelli che producono acetato e butirrato. Questo aumenta l'infiammazione, la produzione di metaboliti tossici e il loro passaggio nel torrente sanguigno (permeabilità intestinale) e il tono simpatico (neurotrasmettitori come la noradrenalina che aumentano le resistenze arteriolari). La revisione degli studi supporta l'uso dei probiotici nella gestione della malattia.

Recentemente un mio paziente ha potuto abbandonare il betabloccante, in seguito a dieta e integrazione con probiotici

Aggiornamento 30/10/2017


Le regole per l'uso dei probiotici


Oltre a introdurre i ceppi corretti, un ottimo modo di sviluppare la flora è quello di nutrirla con le fibre adeguate, nutrienti che noi non digeriamo ma che sono molto graditi ai batteri. In questo caso si parla di prebiotici. Bisogna integrarli? Forse la cosa migliore è introdurle con i cibi integrali e non industrializzati, ricchi di fibre, che guarda caso sono dei veri e propri cibi funzionali.
Sono ancora diffuse delle leggende secondo cui i bambini e gli adolescenti non dovrebbero mangiare cibi integrali perchè la fibra impedirebbe l'assorbimento dei micronutrienti e non crescerebbero: balle. L'orientamento dei ricercatori è di consigliare i cibi ricchi in fibre per prevenire l'aumento di peso, il diabete e tanto altro, e non solo essi sono più ricchi di nutrienti, ma risultano pure più assorbibili (in alcuni casi se fermentati). Il tanto temuto effetto negativo delle fibre degli alimenti integrali è pura fantascienza: il calcio più biodisponibile, tra i principali alimenti, è sorprendentemente quello del pane integrale, latticini compresi! Pensare che non ci sia differenza tra integrale e raffinato sarebbe come credere che la frutta e i succhi di frutta siano la stessa cosa.

 Ecco il confronto tra la pasta raffinata e quella integrale.



dati tratti dal programma Winfood Medimatica

Evidentemente la pasta raffinata è un cibo che ha perso buona parte del suo valore nutritivo, ad esempio le vitamine del gruppo B sono ridotte. Con possibili ripercussioni sul metabolismo e sul livello infiammatorio.

Non a caso le carenze di micronutrienti (vitamine e minerali) appaiono collegate a incrementato rischio di obesità. Questo perchè cibi meno ricchi in nutrienti (quelli raffinati) sono meno sazianti: il nostro corpo va alla ricerca dei nutrienti, non delle calorie in sè. E queste sostanze sono capaci di influenzare l'espressione genica.

Negli ultimi anni il cibo di scarsa qualità è sempre più a buon mercato, al contrario di quello ricco di nutrienti. Questo facilita la diffusione del cibo-spazzatura tra le classi meno abbienti.
Può un cibo povero in nutrienti essere integrato con gli stessi nutrienti? Meglio di no: la natura ci ha predisposto per assorbirli nel loro ambiente naturale, e non dimentichiamoci che agiscono in sinergia, mentre presi singolarmente sono meno efficaci.
A onor del vero uno studio importante fatto in Cina mostra che la supplementazione con multivitaminico e calcio migliori il dimagrimento e il profilo lipidico. E dosi che si mantengano intorno alla RDA (dose quotidiana raccomandata, quindi non megadosi) sembrano avere modesti effetti positivi.


http://www.oggi.it/benessere/diete/2014/09/09/integratori-pro-e-contro-delle-pillole-della-salute/


Chi ha studiato un po' di biochimica sa bene che le vitamine del gruppo B sono fondamentali nei processi di trasformazione energetica (come dice la pubblicità di un famoso integratore.. trasformano l'energia del cibo in energia per te!). E, come segnala Gioia Locati, il PHS II ha mostrato un lieve riduzione del rischio generale di tumore (e discreta prevenzione della malattie degenerative oculari). Anche lo studio EPIC dà indicazioni in tal senso. Qualche autore continua a ritenerli utili per migliorare le performance cognitive, ma non funzionano in chi è già ben nutrito. Uno studio retrospettivo ha dimostrato che chi prende integratori ha ricoveri ospedalieri più brevi e fa risparmiare soldi ai contribuenti. E non si osserva incremento di malattia in chi li usa (ci mancherebbe solo quello).
Tuttavia non sembrano ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, diabete e cancro nelle metanalisi, e si invita quindi ad evitare spese inutili per vitamine, minerali e antiossidanti vari per le persone ben nutrite e sane. Anzi alte dosi di betacarotene, vitamina A ed E sembrano essere addirittura dannose, e non prevengono il diabete nè le CVD, soprattutto nei fumatori.
Qualche anno fa infatti suscitò clamore lo studio chiamato ATBC (alfa-tocoferolo e beta-carotene, rispettivamente vitamina E e provitamina A) perchè lo si dovette interrompere in quanto stava provocando un aumento dei casi di tumore nei fumatori.
Lo studio fu criticato perché si usarono vitamine di tipo sintetico, che inibiscono l'assorbimento di quelle naturali, e perché bisogna considerare tutto l'intorno delle vitamine che è presente nei cibi ma non negli integratori (l'effetto sinergico). In particolare veniva usata una sola forma di tocoferolo, quando poi nei cibi ne troviamo moltissime forme. Ma fu un primo passo contro la sovraintegrazione di vitamine non necessarie.
Oggi si ipotizza che l'effetto fosse dovuto all'induzione di un enzima epatico di detossificazione, o a metaboliti del beta-carotene tossici. Io ritengo che sia dovuto all'effetto mitogenico della vitamina A (derivata dal betacarotene). Secondo il dott. Luchi è dovuto alla formazione di metaboliti che impediscono alla vitamina A vera di legarsi al recettore.
L'obiettivo della ricerca dovrà essere quello di stabilire in base al nostro profilo genetico e al fenotipo la necessità dell'integrazione.
In generale possiamo dire che l'effetto positivo di un nutriente raggiunge un plateau oltre il quale non dà più benefici.

Update 20/12/14 sulla vitamina E

Uno studio ha messo in evidenza che gli oli contenenti gamma-tocoferolo hanno effetti potenzialmente proinfiammatori, quelli che invece contengono alfa-tocoferolo (olio d'oliva, di girasole) sono protettivi, segnalato da quotidianosanità.it, mentre lo studio SELECT conferma l'aumento di incidenza del tumore alla prostata con l'integrazione di alfatocoferolo in maschi sani.

Update 20/3/15 sull'acido folico

I folati supportano la terapia antipertensiva nella prevenzione dell'ictus, ma solo in chi non ne introduca già abbastanza con l'alimentazione. Ennesima conferma che la natura fa le cose meglio dell'uomo. In particolare la forma sintetica, il folico, a differenza della forma naturale (folinico), può non essere convertita correttamente e accumularsi favorendo danni, tra cui anche i tumori.

Update 9/12/15 

Ennesima conferma che nelle persone sane e ben nutrite non vi è bisogno di integrare antiossidanti, ma bisogna semplicemente mangiare abbastanza frutta e verdura.

Update 1/5/16 

Bell'articolo di Authoritynutrition, dove si conferma sostanzialmente quanto riportato.



Update 12/5/16 

Un nuovo studio riporta che l'eccesso di acido folico (e B12) in gravidanza può predisporre i bambini
per l'autismo, un altro invece non trova correlazione.



Update 31/5/16 

Prendere un multivitaminico in gravidanza riduce fortemente il rischio di aborto spontaneo secondo un nuovo studio, anche se una revisione della Cochrane ha messo in evidenza che la riduzione riguarda soprattutto i bambini nati morti e non l'aborto spontaneo.
La supplementazione con un mix di antiossidanti (non si riesce a risalire alla composizione esatta) previene e cura problemi legati alla longevità nel modello animale, come riduzione di olfatto, gusto, mobilità e comportamenti ansiosi.

Update 12/6/16 

Le persone con frequenti emicranie hanno spesso carenze nutrizionali, in particolare coenzima Q10 e riboflavina (vitamina B2)

Update 27/6/16 

Una nuova review sull'integrazione appare favorevole ai multivitaminici dopo i 70 anni

Update 4/7/16 

Il magnesio migliora la glicemia sia in diabetici che non, e l'effetto è visto a lungo termine.



Update 19/7/16 

I multivitaminici sono stati associati a minor rischio di malattie cardiovascolari in uomini inizialmente sani in un lunghissimo studio (20 anni) negli uomini (segnalato dal dott Speciani), mentre nelle donne non si rilevano effetti significativi. 

Update 23/8/16 

Il magnesio ha un forte effetto anticatabolico, secondo il dott Giordano.


Update 3/10/16 

Quando leggiamo che il fabbisogno di una certa vitamina è X, e che può essere coperto totalmente dall'alimentazione, quel valore è riferito ad una persona normale e in buona salute. Vi è evidenza crescente che le persone con malattie croniche e infiammatorie abbiano necessità sensibilmente più alte di nutrienti, come i folati e il magnesio ad esempio.

I migliori cibi per coprire i fabbisogni di sali minerali e vitamine, secondo Harvard.

Update 23/10/16 

"Vitamine, minerali e grassi sotto forma di integratore possono aiutare la popolazione anziana a raggiungere i fabbisogni nutrizionali" secondo la British Dietetic Association.

Update 18/11/2016



Una supplementazione con una formula di vitamine del gruppo B riduce l'insonnia e i sintomi psicologici legati



Aggiornamento 23/11/2016

Nel modello animale la supplementazione con vitamina del gruppo B previene gli effetti negativi (problemi cognitivi) dello stress nelle prime fasi di vita.



Aggiornamento 2/12/2016

Una nuova tabella tratta da Authoritynutrition, che confronta la farina integrale con quella raffinata






Aggiornamento 10/12/2016

Il magnesio riduce i rischi di malattie cardiovascolari e diabete, ma è sufficiente aumentare l'introito con frutta e verdura, anche senza integrazione, che comunque può essere utile.

Come fa la fibra ad aumentare la sazietà? tutti risponderanno: "riempendo lo stomaco"

E invece il meccanismo è dovuto alla sua fermentazione da parte della flora intestinale, che rilascia acidi grassi a catena corta che agiscono su un recettore. Questo recettore, una volta attivato, manda dei segnali all'ipotalamo, il centro regolatore dell'appetito e della spesa energetica, riducendo il primo e aumentando la seconda. Il tutto senza che le calorie siano coinvolte.



Aggiornamento 14/12/2016

Una condizione chiamata SIBO (sovracrescita di batteri nell'intestino tenue), molto diffusa soprattutto in chi usi antiacidi, determina malassorbimento di molte vitamine. In tal caso è sicuramente opportuno integrare. Anche l'alcol, la pillola anticoncezionale, gli antibiotici, il diabete, le infiammazioni intestinali aumentano il rischio di SIBO.
La prevalenza di SIBO è stimata in persone sane e asintomatiche fino al 15% (una persona su 7)

Nella popolazione sana non vi è evidenza che i multivitaminici prevengano o ritardino la degenerazione maculare, mentre in chi la ha già c'è una lieve evidenza che ritardino la progressione.

I pazienti con malattie croniche intestinali possono trarre vantaggio da alcune integrazioni, in particolare vitamine del gruppo B che vengono malassorbite, alcuni probiotici, vitamina D, curcuma, zinco e ferro in alcuni casi.

Aggiornamento 28/12/2016

Il contenuto di nutrienti del cibo si è ridotto di circa il 15% in 50 anni.
La colina è un nutriente spesso carente: lo troviamo nel fegato, tuorlo e fagioli lima.
Chi ha un'alimentazione sufficientemente equilibrata ha abbastanza micronutrienti, ma le carenze sono comunque più diffuse di quanto si pensi: l'invito a non assumere integratori vale per chi è sano e ben nutrito: vitamine, calcio e magnesio sono introdotti in maniera insufficiente in larga parte della popolazione

Aggiornamento 1/2/2017

Chi ha la sindrome metabolica (e quindi anche il diabete) ha maggiori fabbisogni di vitamina E perché la catabolizza maggiormente
Inoltre, almeno nel modello animale, la sua carenza si lega a difetti nello sviluppo embrionale, tramite alterazione del metabolismo energetico.



Aggiornamento 6/3/2017

Il prebiotico oligofruttosio, a dosi alte (21g al giorno), ha dimostrato di ridurre i livelli di infiammazione, LPS e PAI-1 e aiutare nel dimagrimento

In un altro trial una fibra prebiotica ha aumentato l'effetto saziante della colazione nei bambini.

Aggiornamento 17/3/2017

La supplementazione con vitamine del gruppo B attenua i danni causati dall'inquinamento atmosferico, in particolare quelli che agiscono sull'espressione del genoma (epigenetica)


Aggiornamento 22/3/2017

Secondo una nuova revisione, i multivitaminici e multiminerali sono sicuri quando non si supera il dosaggio di riferimento. Non sembrano dare benefici in persone sane, snelle, con stile di vita adeguato, non fumatori e che assumano abbastanza frutta e verdura. Nelle persone con problemi di salute vi è invece un potenziale razionale nell'assumerli

L'importanza dell'integrazione secondo Maurizio Salamone


Aggiornamento 9/4/2017


La presenza di una mutazione in un particolare gene, chiamato MTHFR, fa sì che si abbiano fabbisogni di micronutrienti diversi. Ad esempio si ha necessità del metilfolato (e non dell'acido folico semplice, che non viene attivato) e di più vitamina B6 per non soffrire di ipertensione

Aggiornamento 28/4/2017

L'integrazione non  sembra utile a livello di popolazione, a causa dell'eterogeneità, ma può dare piccoli benefici in alcuni

Aggiornamento 3/5/2017

Il multivitaminico, in persone sane, non sembra prevenire gli eventi cardiovascolari anche in chi abbia una dieta povera di nutrienti.

Aggiornamento 17/5/2017

L'evidenza attuale supporta la supplementazione con S-adenosilmetionina, metilfolato, omega 3  e vitamina D insieme agli antidepressivi nel trattamento della depressione
L'evidenza iniziale esiste anche per la schizofrenia, soprattutto all'inizio della malattia


Aggiornamento 10/6/2017


L'obesità si lega ad un ridotto assorbimento di zinco, rame e ferro e a livelli bassi di magnesio e potassio.

Aggiornamento 19/6/2017

Arricchire la propria dieta con frutta e verdura migliora la funzione respiratoria in persone con pneumopatia cronico-ostruttiva. L'efficacia è paragonabile a quella di un farmaco.
Gli stessi miglioramenti non si hanno assumendo gli antiossidanti come integrazione.

La fibra inulina si è dimostrata efficace nel migliorare il microbiota di bambini obesi e aiutarli a dimagrire, soprattutto a livello addominale


Aggiornamento 10/7/2017



In donne con problemi di fertilità e mutazione MTHFR. la supplementazione con vitamine del gruppo B ha aumentato le probabilità di concepire

Bell'articolo su una scienziata inglese, prof.ssa Allen.

Ci chiarisce il perché delle carenze di micronutrienti così diffuse (soprattutto B12, folati, ferro, zinco, dovute al cibo di scarsa qualità), e che le proteine animali sono particolarmente stimolanti della crescita, ma, ricordiamoci, l'altezza è anche un fattore di rischio tumorale.

Uno studio di alcuni anni fa (2004) conferma il declino in nutrienti negli ultimi decenni. Potrebbe essere dovuto anche ai cambiamenti climatici, con l'aumento di CO2 che porta a cereali più glucidici e meno proteici e nutrienti in generale (meno zinco e ferro)

Aggiornamento 9/8/2017

Continuo a leggere da sedicenti esperti che assumiamo troppe vitamine, di cui il cibo moderno è ricchissimo, l'integrazione non serve, non gestisce nessuna malattia ecc, e la cosa peggiore è che molti nutrizionisti concordano. Ovviamente non è vero nulla, e una carenza di vitamine del gruppo B è spesso riscontrata ad esempio nella depressione, e la supplementazione aiuta a gestire la malattia.


Aggiornamento 19/8/2017


L'integrazione con magnesio si conferma utile per abbassare la pressione, soprattutto in chi abbia problemi metabolici (diabete o prediabete)


Aggiornamento 9/9/2017


La supplementazione con omega 3, magnesio, vitamine C e del gruppo B è in grado di ridurre stress e ansia, sia in donne in gravidanza che in perimenopausa

Aggiornamento 10/9/2017

Secondo una revisione degli studi è possibile mettere in relazione l'obesità con un cattivo stato nutrizionale. Questo perché mangiamo cibo impoverito dalle lavorazioni industriali.

"La carenza di micronutrienti è un problema di salute globale che colpisce circa 2 miliardi di persone e sembra essere associato ad un aumento del rischio di malattie e disturbi non trasmissibili, tra cui l'obesità. L'assunzione insufficiente di vitamina A favorisce il sovrappeso alterando il metabolismo tiroideo, mentre la vitamina C è correlata alla sintesi della carnitina e dell'ossidazione dei grassi; la vitamina D favorisce il controllo della sazietà e della spesa energetica. Per quanto riguarda i minerali, il calcio aiuta la regolazione della termogenesi e della lipogenesi/lipolisi, e lo zinco è coinvolto nella regolazione dell'insulina e della leptina".

Questo non significa che dobbiamo spingere le persone a integrare, ma a mangiare cibi veri ricchi di nutrienti.

Aggiornamento 8/10/2017

Le persone con malattie infiammatorie dell'intestino hanno scarso assorbimento delle vitamine a causa dell'alterazione dei villi, ed è per loro indicata l'integrazione.

Una novità (forse) su supplementazione vitaminica  e tumori

Aggiornamento 15/10/2017

Le ragioni per prendere un multivitaminico. L'articolo è scritto da un'azienda, quindi interessato, ma in effetti negli anziani spesso è difficile raggiungere i fabbisogni

Un multivitaminico, in particolare ferro, folati e vitamina D, sembrano ridurre il rischio di autismo se presi all'inizio della gravidanza


Aggiornamento 10/11/2017


Un mix di nutrienti (acidi grassi omega-3, colina, uridina monofosfato, fosfolipidi, antiossidanti, vitamine del gruppo B) previene il declino della memoria e l'atrofia cerebrale in persone con Alzheimer nelle fasi iniziali. Lo studio (LipiDiDiet), durato 2 anni, è stato pubblicato sull'importante rivista The Lancet​ Neurology. Sfortunatamente, almeno per ora, non è stata in grado di curare persone con malattia già conclamata, ma va somministrata negli stadi iniziali per essere efficace

Vitamina D 

La vitamina D è poco diffusa negli alimenti, ma viene sintetizzata dal colesterolo plasmatico in seguito all'esposizione solare (elioterapia) in una forma attivata poi dal fegato e dal rene.

Molecular and Cellular Endocrinology 347 (2011) 106–120




Contrariamente a quanto si dice i latticini non ne sono una buona fonte (tranne che negli USA, dove vengono fortificati), semplicemente perchè i bovini sono chiusi in stalle per cui il sole manco lo conoscono. Inaspettatamente lo sono i funghi esposti al sole, un po' come capita per noi che sotto l'azione dei raggi solari produciamo la previtamina D. Altre fonti sono i pesci grassi, uova e fegato. Qualche anno fa una commissione chiese urgentemente che i livelli consigliati di questa vitamina ad azione ormonale fossero alzati. L'eccesso di calcio sembra ridurre la conversione di vitamina D alla forma attiva.
Un tempo si credeva che la sua carenza fosse legata solo al pericolo di osteoporosi (ruolo recentemente addirittura messo in dubbio); in realtà appare associata con gli eventi cardiovascolari in persone con problemi cardiaci anche stabili, con albuminuria e PTH (ormone paratiroideo) alto. Spesso è carente in persone con problemi intestinali, reumatici (artrite), infiammatori (che sono più di quanto si pensi).
Chi ha livelli più alti di vitamina D ha minore rischio di tumore e in particolare del polmone, della pelle (compensando così il rischio legato ai raggi solari presi in quantità non esagerata) e del colon, di diabete di tipo 1 e di tipo 2, di demenza, di obesità, di retinopatia, di malattie respiratorie, di malattie autoimmuni (artrite reumatoide), e più possibilità di esito positivo se colpito da tumore o da malattie cardiache. È stato suggerito pure un potenziale ruolo terapeutico nella cura del tumore del colon.
Integrare la vitamina D potrebbe migliorare lo stato di persone colpite dalla terribile SLA, da sindrome delle gambe senza riposo, da anemia, da asma e altre malattie respiratorie, da insufficienza renale. Potrebbe proteggere dal declino cognitivo. Interagisce con gli isoflavoni della soia per prevenire l'osteoporosi nelle donne in menopausa.
Probabilmente è un integratore che varrebbe la pena di prendere, per ridurre la mortalità generale e la qualità della vita di molte persone con malattie anche gravi, soprattutto per chi si espone poco al sole o vive in zone con scarso irraggiamento. La sua supplementazione in gravidanza è ancora oggetto di discussione, anche se pare essere preventiva della preeclampsia. Il consiglio è quindi di aspettare la conferma delle linee guida.
Alcuni ricercatori inglesi hanno stimato risparmi nelle cure per 20 miliardi di dollari con la supplementazione di vitamina D grazie al suo effetto preventivo sui tumori.

Update 8/6/2015

Aggiornamento molto importante, secondo una scuola di pensiero la carenza di vitamina D nelle malattie autoimmuni non è una causa ma una conseguenza. La contemporanea presenza di infezioni batteriche latenti può alterare la funzionalità del recettore VDR e quindi la supplementazione della vitamina D può essere dannosa sul lungo termine.

Update 12/10/2015

La supplementazione di vitamina D nei primi mesi di vita riduce la probabilità di diabete di tipo I

Update 27/1/2016

Alte dosi di vitamina D in gravidanza non prevengono asma e simili nella prole, vanno bene dosi modeste.

Update 25/2/2016

La vitamina D non sostituisce completamente l'effetto benefico dei raggi UV. Una sua bassa quantità sembra associata a declino cognitivo.

Update 31/5/2016

La vitamina D modula favorevolmente il microbiota, secondo un nuovo studio, favorendo la crescita delle specie amiche.
Se supplementata insieme al calcio, attiva una via genetica che blocca la crescita cellulare in pazienti con tumore al colon.



Aggiornamento 31/7/2016

Lo sanno anche i sassi ormai, ma sempre meglio ricordarlo: più bassa è la vitamina D, più diventa aggressiva la colite ulcerosa. Inoltre l'irraggiamento che favorisce la sintesi della vitamina probabilmente agisce anche attraverso altre vie per migliorare la funzionalità immunitaria.



Aggiornamento 5/8/2016

Il bravo Chris Kresser ci informa che il valore ideale di vitamina D è 50nmol/L, un po' di più (fino a 80) per chi ha malattie autoimmuni. questo è confermato anche da un recente studio: oltre 70 la vitamina D sembra aumentare la mortalità
Secondo uno specialista sul metabolismo osseo, megadosi di vitamina D mensili o annuali possono aumentare il rischio di cadute dovute a fratture, meglio una somministrazione giornaliera di dosi intorno alle 2000 UI.


Aggiornamento 25/8/2016

Si confermano i benefici degli UV, senza esagerare ovviamente, aldilà della produzione di vitamina D.



Aggiornamento 9/9/2016

La vitamina D è di aiuto in chi ha problemi di asma. In uno studio ha migliorato la glicemia nei diabetici, ma questo non è confermato dalle metanalisi (l'effetto è soggettivo).
Inoltre una sua quantità corretta rallenta la progressione della malattia renale.


Update 16/9/2016


In caso di infiammazione persistente dovuta a infezioni batteriche o altro, il metabolismo della vitamina D viene alterato. Il trattamento con olmesartan (farmaco antipertensivo) può ristabilire il corretto funzionamento del suo recettore per la vitamina D.
La vitamina D ad alte dosi riduce i tempi di ricovero in terapia intensiva.

Una guida completa sulla vitamina D.


Update 10/11/2016

Con livelli di vitamina D più alti in gravidanza, si abbassa la probabilità di iperattività nel bambino (ADHD)

Update 15/11/2016

Bassi livelli di vitamina D aumentano il rischio di tumore alla vescica, e aumentano il rischio di diabete gravidico.


Update 25/11/2016

Alcuni studi cominciano a dimostrare l'efficacia della vitamina D nel trattare lo spettro autistico.

La vitamina D aumenta la longevità dei vermi, agendo sulle stesse proteine che stimola anche nei mammiferi.

La vitamina D può essere ritenuta terapeutica e non solo preventiva delle condizioni infiammatorie croniche intestinali.

Update 15/12/2016

La carenza di vitamina D si lega sia al rischio di autismo se rilevata in gravidanza sia al peggioramento dei sintomi negli affetti.

Un'ottima ricetta per provocare permeabilità intestinale e tutto ciò che ne deriva (disbiosi, diabete, malattie autoimmuni, steatosi epatica, danni renali ecc) è la dieta occidentale ad alto contenuto di grassi e basso di vitamina D.
Si favorisce inoltre l'H. pylori e si distrugge l'Akkermansia, un batterio antiobesità.

Prima di fare una dieta low carb o chetogenica è meglio non essere in disbiosi e avere livelli sufficienti di vitamina D, che previene la permeabilità.

Update 19/12/2016

L'EFSA ha stabilito che il nuovo target di vitamina D per la prevenzione delle malattie è 50 nmol/L. Oggi è 30, ma la maggior parte della popolazione è sotto questo livello. Il documento ribadisce anche che i latticini NON sono una fonte apprezzabile di vitamina D



Aggiornamento 24/12/2016


Come si fa a ridurre del 70% le cadute (e quindi le fratture) in un gruppo di anziani ospedalizzati? Supplementando con vitamina D e esercizi, anche a bassa intensità.

La vitamina D previene e cura, nel modello animale, la sindrome metabolica, le alterazioni del microbiota, la steatosi epatica mediante la riduzione della permeabilità intestinale.

I benefici di prevenzione del tumore intestinale della vitamina D possono essere maggiori in alcune varianti, a seconda del recettore.

Per ridurre il rischio di autismo nella prole, è bene avere corretti livelli di vitamina D in gravidanza. Non abbiate paura del sole!

Aggiornamento 7/1/2017


Il trattamento con omega 3 e vitamina D guarisce la steatosi epatica nei bambini. La cosa scandalosa è però che i bambini abbiano il fegato grasso. Questo è dovuto ai kg di merendine, biscotti, gelati ecc ricchi di oli vegetali, zucchero, HFCS (fruttosio), addensanti, emulsionanti ecc e dall'altra parte alla mancanza di cibi nutrienti o vita all'aria aperta.


Aggiornamento 8/1/2017


15 motivi per avere valori di vitamina D corretti: migliora la salute ossea, cardiovascolare e del nascituro, riduce il rischio di diabete, di alcuni tumori, di morte prematura, di depressione, di malattie infettive, di asma, di dolore cronico, di Parkinson e malattie neurodegenerative, aumenta la forza muscolare e il recupero post-chirurgico, previene e tratta le malattie autoimmuni come la sclerosi multipla


Aggiornamento 10/1/2017


La vitamina D aumenta l'espressione di un gene che viene soppresso nella sclerosi multipla e in generale nelle malattie autoimmuni
La vitamina D migliora il profilo lipidico nei diabetici


Aggiornamento 17/1/2017


Come si fa a ridurre il rischio che il nostro sistema immunitario "impazzisca" e scambi parti di nostre cellule per microbi da attaccare (autoimmunità)? Un modo molto semplice è quello di avere livelli di vitamina D normali. Sole, uova, pesci grassi e integrazione (NON latticini) le migliori fonti


Aggiornamento 21/1/2017


La vitamina D ha un uso terapeutico potenziale nelle malattie autoimmuni, funziona bene in chi è carente ma non si è ancora dimostrato che in tutti i malati livelli più alti possano curare.


Aggiornamento 7/2/2017

La supplementazione con vitamina D si conferma utile in chi soffre di Hashimoto



Aggiornamento 18/2/2017


La supplementazione di vitamina D potrebbe prevenire oltre 3 milioni di casi di malattie respiratorie (raffreddore e influenza) all'anno nel solo Regno Unito. In particolare se somministrata a piccole dosi.


Aggiornamento 28/2/2017

Gli effetti collaterali dell'eccesso di vitamina D.

Aggiornamento 4/3/2017


La vitamina D va sempre abbinata alla K2? sicuramente bisogna fare in modo di avere sufficienti introiti di entrambe, ma sicuramente la K2, sebbene sia ancora allo studio, fa in modo che il calcio sia depositato a livello osseo e non vascolare


Aggiornamento 31/3/2017

La vitamina D protegge dall'aumento di peso e favorisce il dimagrimento, aumentando i livelli di testosterone e di serotonina

Aggiornamento 8/4/2017


Alte dosi mensili di vitamina D non aiutano a prevenire le malattie cardiovascolari. Per questo consiglio sempre piccole dosi giornaliere!


Aggiornamento 24/4/2017

Selfhacked.com ci informa su come aumentare l'efficacia della vitamina D, migliorando la funzionalità del suo recettore.

Aggiornamento 30/4/2017

Continuano le prove sull'inutilità (per non dire il danno) delle integrazioni con megadosi di vitamina D. E dire che basterebbe solo studiare un po' la fisiologia. Segnalato da Lorenzo Zarone​

Aggiornamento 2/5/2017

La vitamina D può ridurre i dolori da statine.

Aggiornamento 16/5/2017

La vitamina D si conferma promettente nei confronti della sclerosi multipla.

Aggiornamento 2/6/2017

Vitamina D e omega 3 integrati insieme migliorano il quadro metabolico di donne con diabete gestazionale

Aggiornamento 23/6/2017

La vitamina D aumenta la forza muscolare agendo sull'espressione dei geni

Aggiornamento 29/6/2017

I livelli più bassi di vitamina D durante l'inverno influenzano negativamente il microbiota, riducendo la produzione di alcune vitamine del gruppo B, tra cui il pantotenato.

La carenza di queste vitamine può determinare diversi problemi, soprattutto infiammatori: artropatie, aterosclerosi, malattie autoimmuni, riduzione di acetilcolina (tono vagale ridotto e aumento di peso, ipertensione, tachicardia, reflusso, aritmie, motilità intestinale alterata), insonnia, alterazioni ormonali.

Sonno di scarsa qualità e vitamina D bassa aumentano la probabilità di iperalgesia, ossia di percepire maggiormente i dolori articolari, in particolare in caso di malattie autoimmuni, fibromialgia ecc

Aggiornamento 9/7/2017

Il gene FTO è conosciuto per aumentare il rischio di obesità. Livelli più alti di vitamina D riducono questo rischio.


Aggiornamento 19/7/2017

Megadosi (2000UI) di vitamina D nei bambini piccoli non sono superiori a dosi moderate (400UI) nel prevenire le infezioni respiratorie.


Aggiornamento 7/8/2017

Hai frequenti mal di testa? potrebbe essere dovuto a una carenza di vitamina D


Aggiornamento 19/8/2017

Alcune persone hanno varianti nel recettore della vitamina D, che lo rendono meno attivo (meno affine e quindi meno "disposto" ad attivarsi quando entra in contatto con la molecola). Queste persone hanno più alto rischio di sclerosi multipla, artrite reumatoide, psoriasi, densità ossea, colesterolo, forse Hashimoto ecc.

Non è chiaro se livelli più alti di vitamina possano agire meglio, ma è probabile.


Aggiornamento 2/10/2017

Contro il diabete, per migliorare glicemia basale, glicata e insulino-resistenza, servono almeno 4000ui al giorno di vitamina D



Aggiornamento 8/10/2017

La dose ideale di vitamina D va da 1000 a 4000 unità al giorno


Aggiornamento 17/10/2017


Una revisione dei dati dimostra che la supplementazione di vitamina D è efficace contro l'asma e riduce il ricorso ad un farmaco come il cortisone


Aggiornamento 24/10/2017


Conoscendo la fisiologia della vitamina D, è facile capire che è meglio utilizzare microdosi quotidiane piuttosto che maxidosi mensili

Aggiornamento 13/11/2017


La carenza di vitamina D è molto diffusa anche nel sud Europa, dove il sole è abbondante. Questo giustificherebbe politiche di integrazione e fortificazione dei cibi.
Minerali

Di integratori per dimagrire si è già parlato abbondantemente, così come di supplementazione di calcio, mentre un altro minerale indispensabile per la vita è il ferro. La sua supplementazione è consigliata a qualunque donna in gravidanza, vista la difficoltà a raggiungere il suo fabbisogno in questa fase della vita. È fondamentale per lo sviluppo neuronale del bambino e per mantenere intatta la memoria e le funzioni cognitive e neuronali nell'adulto e per permettere un corretto metabolismo delle cellule che "sostengono" i neuroni (microglia e oligodendrociti) e della mielinizzazione. Tuttavia un eccesso di ferro, è presente nelle persone con sclerosi multipla (malattia demielinizzante), insieme ad un'alterazione della sua omeostasi, quindi gli eccessi sono sempre da evitare.

Una disregolazione del metabolismo (legami con le proteine) del ferro (e di zinco e rame) è associata ad Alzheimer. Il ferro è un minerale che ossida il materiale biologico e quindi ne altera la funzione. Chi mangia molta carne rossa sembra quindi avere più probabilità di contrarre questa malattia (spesso legata in generale alla dieta occidentale), ma a mio avviso l'effetto negativo viene mitigato da una dieta ricca in antiossidanti (da cereali integrali, pesce, frutta e verdura), che riduce la perossidazione lipidica e protegge le nostre membrane cellulari. Un meccanismo simile lega carne, ferro e diabete.



La supplementazione di ferro aiuta la prestazione atletica nelle donne in età fertile.
Gli alimenti (solitamente cereali) fortificati in ferro o la sua integrazione sembrano ridurre il rischio di anemia, ma non hanno effetto su crescita, sviluppo motorio e cognitivo, suscettibilità alle infezioni. I suoi benefici nella sindrome dalle gambe senza riposo non appaiono certi.
Una carenza di ferro è presente spesso in chi ha insufficienza cardiaca, ma sembra più dovuta a un'alterazione del metabolismo che a una carenza alimentare, e nelle donne che tendono a perdere i capelli.
L'eccesso di ferro è proossidante e proinfiammatorio, sembra essere legato a tumori del colon, malattie cardiovascolari (in particolare in una variante genetica, potrebbe facilitare la formazione di coaguli), ridotta crescita dei bambini. Le prove che il rischio di artrite reumatoide sia legato all'eccesso di ferro sono limitate.

Aggiornamento 10/7/2015 

I latti formulati arricchiti in ferro potrebbero, secondo Nature, aumentare il rischio di malattie neurodegenerative.

Aggiornamento 10/10/2015 

Il ferro in gravidanza previene l'anemia ma non è chiaro se abbia un effetto positivo su feto e madre.

Aggiornamento 30/1/2017

Il ferro stimola la crescita di alcuni batteri che possono peggiorare le malattie renali e altre situazioni infiammatorie: è quindi consigliabile, oltre a ridurre le fonti, un miglioramento della flora intestinale.
Un interessante serie di articoli su carenza ed eccesso di ferro.


Aggiornamento 4/6/2017

Cosa mangiare e come prevenire la carenza di ferro



Aggiornamento 4/7/2017

Alcuni consigli per migliorare l'assorbimento di ferro: mangiare le fonti di questo minerale lontano dai latticini, da tè e caffè, cereali integrali e legumi.
Vitamine C e A aumentano invece l'assorbimento. La carenza di vitamina A può associarsi ad anemia.

Aggiornamento 5/8/2017

La carenza di ferro sembra associata con il pericolo cardiovascolare, e la sua integrazione potrebbe essere un semplice modo per prevenire infarti e ictus

Aggiornamento 29/9/2017


L'eccesso di ferro, evidenziabile con l'esame della ferritina (ed epcidina), è correlato a malattia cardiovascolare e diabete, questo perché funziona da proossidante e altera la funzionalità pancreatica.

Nelle prossime settimane altre notizie!




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