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sabato 24 dicembre 2016

Mi torna tutto su


Il reflusso gastroesofageo (GERD), la risalita dei succhi gastrici lungo l'esofago, è un problema molto diffuso; a volte questo problema rimane silente, ossia non dà manifestazioni.
In realtà, se il contenuto ritorna velocemente nello stomaco e non si hanno problemi, può essere considerato un fenomeno fisiologico dopo un pasto abbondante.
La condizione può manifestarsi anche con dolore retrosternale, facendo pensare a sintomi cardiologici che in realtà sono solo riflessi.


https://www.facebook.com/somersault1824/photos/a.172490939524242.30064.170817006358302/1001038206669507/?type=3&theater


In generale è dovuto al rilassamento o mancata contrazione dello sfintere esofageo (l'ingresso dello stomaco) che così permette la risalita dei succhi gastrici acidi verso la bocca.

Uso dei farmaci

Il trattamento prevede l'uso di vari farmaci il cui compito è inibire la secrezione acida gastrica. Questi, come tutti i farmaci, devono essere usati in maniera adeguata e hanno pro e contro.
L'ambiente acido nello stomaco è assolutamente necessario per le sue corrette funzioni. Infatti sopprimendolo per un tempo lungo ci si espone a conseguenze piuttosto gravi.
Una assolutamente nefasta è l'alterazione del microbiota, non solo nell'intestino ma in quasi tutto il tubo digerente. Nell'esofago incrementano i gram negativi fortemente infiammatori, nello stomaco l'Helicobacter pylori sguazza, prolifera e risale nell'esofago, nell'intestino aumenta il rischio di infezione da C. difficile e si crea SIBO, ossia la crescita di specie batteriche normalmente poco presenti, così aumentando il rischio malattie intestinali e deficit nutrizionali.
Si riduce infatti drasticamente l'assorbimento di ferromagnesio, zincorame e vitamina B12, andando incontro a carenze.
Anche il rischio di candidosi aumenta, così come quello di celiachia e di fratture. Aumentano i Firmicutes e si riducono i Bacteroidetes, variazioni spesso associate con aumento di peso.

Aumenta il rischio di allergie e intolleranze alimentari: questo è dovuto al fatto che l'acidità gastrica è fondamentale per la digestione delle proteine, che rimanendo intatte per più tempo sono molto più antigeniche.

Insomma i farmaci sono ottimi nella situazione acuta ma deleteri nel lungo periodo: accelerano l'invecchiamento cellulare, incrementano il rischio di  demenzaproblemi renali tra cui insufficienza e calcoli. In generale aumentano la mortalità e possono essere fonti di alluminio, un minerale tossicoQualcuno ha parlato anche di iperplasie e tumori intestinali, ma rimane incertezza su questo aspetto. Quello che è sicuro è che si tratta di un trattamento unicamente sintomatico, ossia toglie il sintomo in modo da togliere il disturbo, ma non risolve la causa di reflusso.

Secondo la Cleveland Clinic, gli antiacidi alzano anche il rischio di neuropatia, depressione e amnesia.


Le vere cause del reflusso

In realtà l'ipersecrezione gastrica, ossia un'esagerata produzione di succhi acidi, spesso non è la causa principale del reflusso, ma lo sono l'ernia iatale (spostamento di una porzione dello stomaco dalla sede fisiologica), con la formazione di una "tasca acida", il sovrappeso, il rallentamento della motilità gastrica, la sensibilizzazione a stimoli che alzano la risposta infiammatoria, come la pepsina e la bile o l'acido stesso.

Ma a volte può essere il contrario: l'infezione da H. pylori causa una riduzione della secrezione gastrica e della contrazione muscolare. Questa è la strategia usata dal batterio per stare in un ambiente più favorevole: l'atrofizzazione della mucosa gastrica. Solo che il (poco) acido prodotto non rimane nello stomaco, dove dovrebbe fisiologicamente trovarsi, ma risale a causa dell'ernia iatale o della poca efficacia dello sfintere.
Non occorre quindi un genio per capire che riducendo  ulteriormente la secrezione acida (coi farmaci) la situazione può solo perpetuarsi e peggiorare, visto che HP continua a soggiornareNon si può curare un'anormalità creandone un'altra.

http://bmb.oxfordjournals.org/content/54/1/121.full.pdf

Si stabilisce così un circolo vizioso, e la soluzione quindi non è ridurre l'acidità, ma aumentarla! Ad esempio con betaina HCl. Vale la pena segnalare anche l'articolo di un collega sull'argomento.

H. pylori (HP) può determinare autoimmunità, anche tiroidea, attraverso il meccanismo di mimetismo molecolare. La sua eradicazione potrebbe anche favorire l'aumento di peso perché aumenta la grelina rilasciata dallo stomaco, un ormone oressizzante e rallentatore del metabolismo, e la deplezione di selenio dall'organismo.


In altri casi invece non si tratta di HP o ernia, ma, in particolare quando è poco responsiva agli inibitori di pompa, di esofagite eosinofila legata ad allergie alimentari ritardate (Th2 mediate), mediate da IGG4 con meccanismo infiammatorio, che rispondono per questo ad una dieta di esclusione o rotazione di un allergene.
Quali sono gli alimenti attivatori (trigger) dell'esofagite? Qualsiasi alimento può provocarlo, ma i più comuni sono grano, latticini, frutta secca (anche per il nichel), soia, uova e pesce.


http://www.nature.com/nrgastro/journal/vaop/ncurrent/full/nrgastro.2016.187.html



Per casistica personale, a dare più problemi sono nichel, alimenti lievitati e frumento.

Un altro modo per approcciare il problema è una dieta simil-chetogenica, con pochi carboidrati.
In uno studio pilota su 144 obesi la dieta low carb ha ridotto il reflusso: questo fa comunque pensare ad una componente allergizzante da parte di alimenti glucidici come grano e derivati (glutine) che vengono ovviamente eliminati in un regime low carb. Anche altri esperimenti simili hanno dato lo stesso risultato.

Altri consigli dal dott. Hyman sono evitare caffeina, spezie e alcolici, non mangiare 3 ore prima di andare a dormire, prendere 5 ampi respiri prima dei pasti, probiotici con lattobacilli acidofili, magnesio, enzimi digestivi. Tutto questo aiuta a ripristinare il giusto riflesso gastrico.



Aggiornamento 15/1/2017

L'eradicazione del'HP con l'alimentazione.

Aggiornamento 22/1/2017

I consigli casalinghi da parte di Authoritynutrition.com
Le diete con soluzioni empiriche (ricerca dell'allergene con esclusione, in particolare di glutine e latte), stanno dando risultati incoraggianti nella terapia dell'esofagite. Si conferma inoltre che i test IgG4 possono essere utili in questo caso.



Aggiornamento 26/1/2017

Segnalo un interessante articolo sull'argomento del collega Marco Mereu

Aggiornamento 31/1/2017

Il prof Piccini spiega il collegamento tra osteoporosi, inibitori di pompa e microbiota.

Aggiornamento 24/2/2017

Sempre più prove sul collegamento tra inibitori di pompa e problemi renali.



Aggiornamento 28/2/2017

Alcuni consigli dalla Cleveland Clinic

Aggiornamento 6/3/2017

L'uso a lungo termine di farmaci inibitori di pompa ("antiacidi") può aumentare il rischio di tumore pancreatico

Aggiornamento 18/3/2017

La SIBO, un'alterazione della distribuzione dei batteri nell'intestino (sovracrescita nel primo tratto), è stimata essere presente nel 15% circa degli adulti apparentemente sani, soprattutto a causa di uso errato di antibiotici e inibitori di pompa. Tra le sue conseguenze, carenze di vitamine B12, A, D, E, con tutti i loro effetti: anemia, osteoporosi, minore visione notturna, neuropatia.

Un medico consiglia, a proposito degli inibitori di pompa, di provare a ridurli e eventualmente evitarli, cercare i cibi "triggers" (attivatori), preferire gli antistaminici. Tutto questo dopo l'ennesima conferma dell'associazione tra malattie renali e antiacidi.



Aggiornamento 24/3/2017

I danni delle pillole contro il reflusso e la gestione della dieta (e come personalizzarla) secondo il dott. Aviv.

Aggiornamento 14/4/2017

I consigli per l'ipocloridria e altri disturbi intestinali da Kara Fitzgerald.



Aggiornamento 16/4/2017

Il dott. Kresser consiglia la paleo per il reflusso.



Aggiornamento 24/4/2017

Le linee guida sull'uso a lungo termine degli inibitori di pompa tendono a minimizzare i loro effetti collaterali. 😥

Gli antiacidi aumentano il rischio di recidive di C. difficile del 50%

Aggiornamento 7/5/2017

Le nuove linee guida italiane sull'esofagite eosinofila, spesso causa di reflusso gastroesofageo e suoi sintomi (disfagia, tosse, dolore toracico ecc) prevedono 8 settimane di inibitori di pompa seguiti da dose di mantenimento per un anno, che può causare anche molti danni (candidiasi o altre alterazioni microbiche nel tratto gastrointestinale).
In alternativa è possibile, secondo le linee guida, una dieta di esclusione (o anche rotazione) con eliminazione dei cibi scatenanti (latte e farinacei sono responsabili in almeno metà dei casi, ma spesso anche soia, pesce e uova).



Aggiornamento 31/5/2017


Finalmente, da parte dei medici canadesi, arrivano delle linee guida che mettono dei paletti all'uso spropositato degli inibitori di pompa: aumentano il rischio, soprattutto nei  più anziani, di fratture, ipovitaminosi B12, infezioni da C. difficile e polmonite, ipomagnesemia.
Vanno usati con criterio e non a caso.
Anche gli americani mettono in guardia dall'abuso

Alcuni suggerimenti dal dott Speciani sul reflusso


Aggiornamento 7/6/2017

Gli inibitori di pompa si confermano aumentare il rischio di ricorrenza di C. difficile

L'uso di antiacidi nei bambini aumenta il rischio di fratture

Aggiornamento 29/6/2017

I livelli più bassi di vitamina D durante l'inverno influenzano negativamente il microbiota, riducendo la produzione di alcune vitamine del gruppo B, tra cui il pantotenato.
La carenza di queste vitamine può determinare diversi problemi, soprattutto infiammatori: artropatie, aterosclerosi, malattie autoimmuni, riduzione di acetilcolina (tono vagale ridotto e aumento di peso, ipertensione, tachicardia, reflusso, aritmie, motilità intestinale alterata), insonnia, alterazioni ormonali.


Aggiornamento 14/9/2017

Una dieta mediterranea (quasi plant based) abbinata ad acqua alcalina è efficace almeno quanto i farmaci nella cura del reflusso

Troppo poco acido nello stomaco (poche vitamine, zinco, uso prolungato di antiacidi) aumentano il rischio di SIBO (probabile causa di dispepsia funzionale, ossia generico malfunzionamento del tratto gastrointestinale) e malattie autoimmuni

L'uso di antiacidi è collegato con un moderato rischio di SIBO

Gli alimenti che aiutano a guarire le ulcere gastriche

I probiotici sono importanti per supportare l'eradicazione dell'H. pylori.


Aggiornamento 10/10/2017

Ottimo articolo su SIBO e trattamento: può causare carenze nutrizionali, problemi digestivi (intestino irritabile ecc), fibromialgia ecc. La causa può essere un problema nella muscolatura intestinale, che non riesce a far "avanzare" i batteri.
Si tratta con antibiotici e probiotici, erbe, dieta FODMAP ed elementare.

Aggiornamento 12/10/2017

Alcuni rimedi casalinghi contro il reflusso, secondo Harvard: camomilla, zenzero  e liquirizia. Ovviamente l'efficacia è soggettiva.

Brutte notizie per i bambini che usano antiacidi

Aggiornamento 20/10/2017

Ogni giorno arriva una cattiva notizia sugli antiacidi. Quella di oggi è che stimolano la crescita di un particolare batterio nell'intestino, e questo potrebbe essere legato alla steatosi epatica



Aggiornamento 21/10/2017

Risolvere la SIBO aiuta a guarire dalla steatosi epatica

Ottimo articolo su intestino permeabile e come curarlo: "I fattori che influenzano la funzione di barriera intestinale includono batteri patogeni quali E. coli enteropatogeni, dieta ad alto contenuto di grassi, lipopolisaccaridi (LPS), farmaci come farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) e inibitori della pompa protonica (PPIs) come vari allergeni alimentari e gliadina del glutine".


Aggiornamento 25/10/2017

Sempre più legami tra SIBO e fegato, anche nei bambini. 
La SIBO ben spiegata da un articolo: bisogna trovare un punto di mediazione tra sensibilità alimentari e sufficienza di nutrienti


Aggiornamento 1/11/2017

Il tumore gastrico si associa spesso ad un particolare microbiota dello stomaco

Chi usa inibitori di pompa per lungo tempo ha un rischio doppio di tumore allo stomaco. Alcuni ricercatori hanno sviluppato delle linee guida per la riduzione nel tempo del loro uso dopo la prescrizione originale.

Uno studio retrospettivo effettuato su persone che hanno effettuato test citotossico (un test non validato) ha evidenziato che i principali cibi che determinano GERD sono latte, lievito di birra, lattuga, tonno, maiale, riso, asparagi e uova.



Aggiornamento 21/11/2017

Come già detto l'esofagite eosinofila è spesso causa di reflusso. Una nuova revisione dei dati pubblicata evidenzia il probabile coinvolgimento del microbiota, e l'uso, in alternativa ai farmaci, di diete di esclusione temporanea dei cibi allergenici (latte, grano ecc). A volte non funzionano queste diete perché vi è anche un probabile problema di sensibilità alimentari non Ig-E.

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