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martedì 27 dicembre 2022

Le diete alla moda

 

Nella nutrizione spesso si sente parlare di "dieta alla moda" (fad diet in inglese, FD). Di cosa si tratta? Il termine è usato per le diete che di solito hanno un nome accattivante ma per il quale non esiste una forte dimostrazione scientifica di efficacia, in particolare nel lungo termine. 


Solitamente sono raccomandate da qualche santone messo ai margini dalla comunità scientifica e hanno alcuni testimonial famosi che in poco tempo hanno perso peso e guarito tutti i propri mali.




Spesso infatti queste diete promettono risultati veloci con poco sforzo e in assenza di attività fisica. Escludono alcuni alimenti e possono essere nutrizionalmente inadeguate o carenti di alcuni nutrienti. 

Un gruppo di ricercatori ha revisionato i dati pubblicati su alcune note diete per verificare la loro utilità, il loro presupposto scientifico e la potenziale pericolosità. Di alcune di queste ho già scritto e troverete i link nel paragrafo.

La dieta Atkins, una dieta ad alto contenuto proteico e ipoglucidica, fu messa a punto dal cardiologo Atkins negli anni 70 del secolo scorso. In alcuni studi ha mostrato di migliorare i parametri cardiometabolici (glicemia, colesterolo ecc.). Il dimagrimento può essere maggiore rispetto ad altri regimi. Le conclusioni invitano a seguire la dieta solo sotto supervisione di esperti. 

La dieta chetogenica (KD) è abbastanza simile all'Atkins, con un contenuto di carboidrati ancora inferiore. Lo stato di chetosi può ridurre lo stimolo insulinico all'immagazzinamento dei nutrienti e favorire così il dimagrimento. Paragonato a una dieta classica, la KD può favorire un maggiore dimagrimento, che però non sempre è mantenuto e non in tutti gli studi risulta superiore nel lungo termine. In alcuni casi si è visto un peggioramento del quadro lipidico nel lungo termine. Gli effetti collaterali solitamente sono superabili e temporanei, solo raramente si sono avuti problemi ossei e al metabolismo del calcio. È ormai utilizzabile in sicurezza sotto supervisione di esperti, ma il risultato sul lungo termine può essere deludente se non si mantengono i comportamenti corretti.

La dieta paleo esclude gli alimenti che abbiamo introdotto con la rivoluzione agricola: cereali, legumi, latticini e qualsiasi alimento industriale. Questo dovrebbe corrispondere all'alimentazione dei vecchi cacciatori-raccoglitori. In realtà non era esattamente così e saltuariamente i nostri antenati consumavano anche alcuni di questi alimenti. Non si danno grosse indicazioni sulle porzioni ed esistono 3 livelli di aderenza. La dieta può dare benefici in alcuni sottogruppi di persone e in alcune patologie, per esempio intestinali, ma allo stesso tempo essere negativa per altri. I risultati sui parametri metabolici sono ugualmente misti. La dieta viene descritta come costosa e difficile da seguire per lungo tempo. La principale carenza che può essere rilevata con la paleo è quella di calcio. Appare una dieta efficace nel dimagrimento ma non vi sono studi che dimostrino il miglioramento del rischio cardiovascolare nel lungo periodo. 

La dieta mediterranea viene descritta come il regime ideale e senza conseguenze negative sul lungo periodo. "È altamente adatta al pubblico in generale per la prevenzione delle carenze di micronutrienti e in particolare per quei pazienti che sono più attenti alla salute che orientati solo alla perdita di peso". È il modello attualmente più usato e le linee guida per la popolazione generali si rifanno a questo modello dietetico.

Le diete vegetariane possono avere effetti favorevoli sulla salute ma devono essere correttamente bilanciate e integrate perché espongono alla carenza di alcuni nutrienti come vitamina B12, D, calcio, ferro, zinco e acidi grassi essenziali come gli omega 3. Possono essere nutrizionalmente adeguate e utili nella prevenzione e nel trattamento di alcune malattie croniche. "Benefici e rischi dipendono dalle scelte dietetiche, quindi il piano individualizzato che soddisfa i requisiti di micronutrienti deve essere attentamente sviluppato da un professionista".

Il digiuno intermittente (IF) può essere realizzato in diversi modi. Alcuni studi hanno mostrato la sua efficacia nel dimagrimento e nel migliorare il quadro metabolico, ma nel medio periodo non si osservano particolari benefici rispetto a una continua restrizione calorica classica. Il IF può favorire oscillazioni troppo ampie nella quantità di acidi grassi liberi nel sangue e questo è stato associato  a peggioramento del metabolismo glucidico. Anche in questo caso mancano studi a lungo termine sulla sostenibilità e sugli effetti sulla salute.

Le diete detox derivano dalle antiche culture greche, romane ecc. in cui si pensava di purificare il corpo dopo eccessi o presunte intossicazioni. Ne sono disponibili varie forme commerciali con digiuni, clisteri, succhi purificatori, lassativi, vitamine ecc. Le diete detox favoriscono il dimagrimento ma apparentemente solo grazie alla restrizione calorica. Sappiamo bene che questo meccanismo può favorire il recupero del peso riducendo la spesa energetica e aumentando l'appetito, in particolare per i cibi spazzatura, nel medio-lungo periodo. Il rischio di insufficiente introduzione di alcuni nutrienti è reale e attualmente la dieta non dovrebbe essere consigliata dai professionisti.

La review conclude così: "Le diete alla moda facilitano la perdita di peso facile e veloce, migliorano l'aspetto e non richiedono molto tempo per ottenere i risultati. Queste diete sono efficaci nel migliorare la salute in una certa misura. Tuttavia, l'aderenza è sempre una preoccupazione significativa a causa delle combinazioni irrealistiche e dell'inadeguatezza nutrizionale dovuta alla completa eliminazione di uno o più gruppi alimentari essenziali. Nonostante la rapida riduzione del peso, ci sono alcune preoccupazioni per le persone con comorbidità. Tutte queste diete non sono state ampiamente studiate mentre gli studi che sono stati citati in letteratura hanno alti tassi di abbandono e talvolta non sono conclusivi. È necessario eseguire più studi randomizzati controllati di durata prolungata per stabilire la sicurezza delle FD per il pubblico e per rendere le persone consapevoli delle possibili conseguenze dell'adesione a lungo termine a tali modelli dietetici".

Ribadiamo inoltre che i veloci dimagrimenti, tra l'altro con qualsiasi dieta e non solo con le FD, sono destinati a far prendere più kg di prima sul medio lungo periodo se i buoni comportamenti non sono mantenuti.



Il mio invito è sempre quello di attuare una dieta che possiate mantenere sul lungo periodo e non solo per poche settimane. In generale l'abbinamento dell'attività fisica è benefico e necessario. Alcune diete "alla moda" in alcuni casi hanno mostrato di essere utili e non solo essere fantasie di scienziati usciti di testa, ma studi più lunghi e con più persone devono dimostrare la loro applicabilità, sicurezza e soprattutto chi può trarne vantaggio.


Aggiornamento 16/1/2023

Alcuni ricercatori hanno revisionato i lavori scientifici su paleodieta (PD) e malattie tiroidee autoimmuni (AITD) come Hashimoto e Basedow. Nei diversi motori di ricerca sono stati trovati uno studio controllato randomizzato (RCT), uno studio pilota e sei casi singoli (case-study). Si tratta quindi di numeri ridotti. Tutti hanno comunque riportato miglioramenti significativi a livello clinico, in 2 casi la remissione della malattia.
"Dopo una valutazione strutturata degli interventi nutrizionali che utilizzano la PD sugli effetti dell'AITD, si è concluso che gli alimenti di natura ancestrale insieme all'aggiunta di integratori specifici, componenti alimentari, esercizio fisico e meditazione consapevole ed esclusione dei cibi moderni hanno un impatto considerevole sugli anticorpi tiroidei e gli ormoni. Gli studi pertinenti suggeriscono che questo protocollo dietetico può essere utile nella pratica clinica ma è necessario condurre studi su larga scala".
In sintesi: 1) Attualmente non ci sono interventi dietetici raccomandati per il trattamento delle malattie autoimmuni tiroidee. È stato documentato che la dieta Paleo migliora gli anticorpi nelle AITD e gli ormoni tiroidei sia nella tiroidite di Hashimoto che nella malattia di Basedow-Graves.
2) La dieta Paleo può fornire una fonte naturale di nutrienti simili ai supplementi che hanno mostrato risultati positivi sull'AITD.
3) La dieta paleo fornisce specifiche percentuali di macronutrienti che possono essere utili nel ridurre gli anticorpi nelle AITD, migliorando al contempo gli ormoni tiroidei.
4) Il supporto della metilazione mediante supplementi può essere utile nei casi di AITD.

Aggiornamento 11/2/2023

Gli studi comparativi hanno mostrato che non c'è grande differenza nel dimagrimento ottenuto con una classica restrizione calorica e il digiuno intermittente.
Alcuni ricercatori hanno mostrato che aumentando le proteine e distribuendole correttamente durante la giornata il digiuno intermittente è molto più efficace per quanto riguarda il miglioramento della composizione corporea (aumentando il muscolo e riducendo il grasso), la circonferenza addominale, il grasso viscerale, la gestione dell'appetito, la pressione sanguigna e i lipidi plasmatici, a parità di calorie con una classica dieta ipocalorica.
"I risultati dello studio dovrebbero favorire l'enfasi sulla qualità dei nutrienti assunti (riduzione di zucchero e sodio e aumento di proteine ​​e fibre) e la quantità di cibo consumato per promuovere la perdita di peso, il miglioramento della composizione corporea e dei comportamenti nell'assunzione di cibo. Questi effetti favorevoli appaiono indipendenti dalle alterazioni degli ormoni circolanti e dalle differenze nel bilancio energetico."
Le persone in digiuno intermittente hanno perso 3kg in più con un'introduzione calorica simile.

Aggiornamento 20/2/2023

L' Istituto Superiore di Sanità ha finalmente approvato le linee guida dietetiche delle principali società scientifiche italiane nei riguardi dell'obesità: sia l'approccio mediterraneo che la dieta chetogenica con prodotti sostitutivi sono opzioni praticabili.

Aggiornamento 27/4/2023

Un documento di consenso dei cardiologi americani ha passato in rassegna varie diete e classificato quelle simil-mediterranee (DASH, dieta mediterranea, pescovegetariana ecc.) come le più sane, mentre ha messo in fondo quelle a basso quantitativo di carboidrati come paleo e low carb.
Queste ultime vengono considerate meno sane perché escludono fonti di carboidrati salutari come legumi e cereali integrali. Tuttavia viene anche specificato che questi modelli, se ben strutturati, possono far evitare fonti insalubri di carboidrati come cereali raffinati e zuccheri aggiunti. Risultano inoltre più impattanti sull'ambiente.
Viene inoltre messa in evidenza la "crisi nazionale di scarsa qualità della dieta", ossia la generica scarsa qualità dell'alimentazione della popolazione statunitense.

Aggiornamento 24/9/2023

Le diete lowcarb non sono attualmente raccomandate per la gestione del diabete nei giovani. Uno dei motivi è che si può incorrere in ridotta crescita, carenze nutrizionali e problemi di salute, soprattutto se non effettuare correttamente.
Un parere ufficiale dei pediatri americani ha elencato i seguenti punti:

👨🏽i ragazzi con diabete di tipo 1 possono fare una dieta chetogenica o lowcarb solo sotto attenta supervisione medica.

🍩🚫 la riduzione dei carboidrati deve avvenire minimizzando l'introduzione del cibo industriale.

🧋 eliminare bibite e succhi zuccherati contribuisce alla riduzione del peso e al miglioramento del quadro glicemico

🥖 le restrizioni dietetiche devono essere gestite da esperti perché possono favorire l'insorgenza di disturbi del comportamento alimentare

🏃🏼‍♀ dieta e sport anche intenso devono essere prescritti da specialisti

💶 le persone economicamente svantaggiate sono a rischio maggiore di diabete di tipo 2 e devono quindi essere supportate in modo da fare scelte alimentari migliori

Aggiornamento 29/10/2023

In uno studio su 75 persone con diabete di tipo 2 è stata verificata l'efficacia del TRE, time restricted feeding, un tipo di digiuno alternato in cui si mangia senza guardare le calorie ma si può assumere cibo solo in una finestra di 8 ore, digiunando nel resto del giorno. Il confronto con una classica dieta ipocalorica ha mostrato una maggiore perdita di peso nel gruppo TRE, ma calo dell'emoglobina glicata simile tra i 2 gruppi.
Considerazioni personali: sbagliato l'orario di alimentazione (12-20, senza colazione) e la glicata non è calata correttamente perché è aumentato il cortisolo, ormone iperglicemizzante.

Aggiornamento 4/2/2024

Possono essere utili in diverse malattie, come emicrania, IBS, intolleranze alimentari, allergie alimentari, l’orticaria, l’esofagite eosinofila.
Si possono considerare sia diagnostiche che terapeutiche, ossia possono sia aiutare a diagnosticare un'eventuale sensibilità che curare la condizione (senza però necessariamente far ritrovare la tolleranza).
Chi le pratica deve farsi seguire e stare attento alle carenze nutrizionali che possono facilmente verificarsi per l'esclusione di alcuni cibi

Aggiornamento 6/2/2024

A differenza della cheto, non è stata individuata una precisa definizione di dieta low carb, cosa che complica la standardizzazione degli studi

Aggiornamento 6/3/2024

Alcuni studi, ma non la maggioranza, mostrano un impatto superiore del "time restricted eating" (restrizione della finestra alimentare) rispetto alla sola riduzione delle calorie nei confronti del rischio cardiovascolare e del dimagrimento. In generale sono necessari ulteriori studi.

"Sebbene l’aggiunta di TRE a CR non abbia prodotto ulteriori benefici nella maggior parte degli studi inclusi in questa revisione, tre dei sette studi hanno riscontrato differenze significative tra i gruppi nei risultati antropometrici e metabolici. Ciò suggerisce che il TRE può aumentare i benefici della CR in alcune circostanze, ma attualmente non ci sono prove adeguate per trarre conclusioni forti. Studi recenti hanno suggerito che gli interventi CR possono portare a finestre alimentari ristrette e quindi periodi di digiuno allungati involontariamente, che potrebbero aver ridotto i potenziali effetti benefici dell’aggiunta di TRE agli interventi CR. Ciò suggerisce che le finestre alimentari dovrebbero essere attentamente valutate negli studi futuri. Pertanto, sono necessari studi clinici randomizzati a lungo termine e ben progettati per distinguere i potenziali effetti indipendenti del TRE dalla CR e determinare se TRE ha il potenziale per migliorare i noti benefici per la salute della CR".

Aggiornamento 24/3/2024

Secondo una metanalisi il time-restricted eating, la riduzione della finestra di alimentazione soprattutto alla prima parte della giornata e in particolare nella variante 16:8, consente di perdere peso mantenendo la massa magra. Si riducono inoltre la pressione sanguigna, il grasso viscerale e l'infiammazione

Aggiornamento 2/5/2024

Alcune info sui nuovi farmaci dimagranti.
Hanno buona efficacia e scarsi effetti collaterali.
Nei trial circa il 14% delle persone che hanno assunto il farmaco non ha avuto calo ponderale significativo (almeno il 5%).
È necessario prenderle per sempre?
Alcune persone smettono di prenderle, anche semplicemente perché non se le possono più permettere. A volte per effetti collaterali fastidiosi come la nausea.
In questo caso solitamente si riprendo i kg persi e tornano anche le patologie correlate come iperglicemia e ipercolesterolemia.
Spiega la dott.ssa Sharma: "prendere un farmaco che alterare la tua biologia è come ridurre la tensione di un elastico, ma quando toglierò il farmaco, la tensione tornerà".
Alcune persone che hanno ridotto il loro peso con il farmaco possono mantenere il loro nuovo fisico solo attraverso la dieta e l'esercizio fisico, aggiunge. Tuttavia, questi individui sono ad alto rischio di aumento di peso se ritornano alle vecchie abitudini o si sottopongono a una situazione stressante, che li porta a mangiare di più.
Si ipotizza che ridurre gradualmente il farmaco possa attenuare il ritorno della fame.
Mantenere un corretto stile di vita, con dieta e attività fisica, appare comunque imprescindibile per avere un risultato sul lungo periodo.

Aggiornamento 8/7/2024

Qual è l'evidenza sull'uso della paleodieta in caso di diabete di tipo 2?
La paleodieta prevede l'utilizzo di alimenti che, si pensa, fossero utilizzati dai nostri antenati cacciatori-raccoglitori, escludendo quindi quelli provenienti da agricoltura come i cereali e i legumi e dall'industria, compresi i latticini.
Fondamentalmente la ricerca ci dice che risulta efficace nel dimagrimento e nel miglioramento dei parametri glicemici, lipidici e metabolici nel breve termine.
Quest miglioramenti sono comunque simili alle altre diete indicate per il diabete.
La dieta paleolitica risulta più ricca in fibre e in alcuni minerali, vitamine, antiossidanti e grassi buoni rispetto a una dieta classica.
"La sazietà derivante da cibi ricchi di fibre e ricchi di nutrienti può facilitare la restrizione calorica, la perdita di peso e i successivi miglioramenti metabolici, inclusi i miglioramenti nella sensibilità alla leptina e nello stato infiammatorio".
Alcune persone hanno anche abbandonato alcuni farmaci.
Tuttavia la restrizione di diverse categorie di cibi può favorire la carenza di alcuni nutrienti, come il calcio e alcune fibre (dei cereali).
Gli studi hanno tutti durata troppo breve e sono fatti su numeri ridotti di persone.
Per questo i ricercatori concludono che le prove a sostegno sul lungo termine sono troppo poche, anche per l'estrema difficoltà a protrarre diete così restrittive per lunghi periodi; questo capita anche nella vita reale al di fuori degli esperimenti.
Sappiamo bene che alcune persone riferiscono di trovarsi molto bene con questi regimi, ma si tratta di casi chiamati aneddotici, che non possono essere presi ad esempio ed essere generalizzati per tutti. Al momento una dieta meno restrittiva appare essere più facile da mantenere e permettere, in generale, di avere comunque buoni risultati.

Aggiornamento 24/2/2025

Le lectine sono sostanze diffuse nei vegetali che nascono per proteggerli. Sono presenti in legumi, cereali, funghi e quasi tutti i vegetali. Si tratta di proteine che legano i carboidrati e interagiscono col sistema immunitario, potenzialmente creando alterazioni.
Nella nostra storia evolutiva abbiamo imparato a difenderci da esse e anche a sfruttarle, per cui alcune lectine hanno un effetto antinfiammatorio e immunomodulante positivo per chi le ingerisce.
Secondo i proponenti della paleodieta invece queste molecole hanno un effetto infiammatorio e nocivo, per cui suggeriscono che l'alimentazione debba essere priva di lectine.
Ma allora fanno bene o male? Semplice: entrambi.
In alcune persone rimuoverle può portare, almeno nel breve periodo, a un miglioramento di sintomi di malattie infiammatorie e autoimmuni. Questo significa che tutti devono toglierle? No. Non esistono prove concrete che, a livello di popolazione, queste sostanze abbiano più effetti negativi che positivi.
In generale si tratta di sostanze presenti in quantità troppo basse e che vengono inattivate dal calore. Alcune di esse però possono indurre permeabilità intestinale, entrare nel circolo sanguigno (o permettere a LPS o altri metaboliti batterici di entrare) e rappresentare uno stimolo per il sistema immunitario. Questo porta a stress ossidativo, adesione delle cellule immunitarie all'endotelio, produzione di citochine infiammatorie, stimolo dei recettori di membrana.
Tra i meccanismi antinfiammatori e antitumorali troviamo l'attività antiossidante, la modulazione del sistema immunitario, il legame e l'inibizione dei patogeni.
In pratica tutto e il contrario di tutto. Diventa quindi complicato stabilire se possono essere dannose o utili e si può presumere un effetto estremamente soggettivo. Si può fare riferimento alle condizioni intestinali per avere un'idea dell'effetto su una persona.

"Mentre alcune lectine, come quelle presenti nei legumi, possono indurre disturbi gastrointestinali e innescare disturbi autoimmuni legandosi ai tessuti intestinali, altre mostrano proprietà immunomodulatorie che potrebbero migliorare le risposte immunitarie.
Sono necessarie ulteriori ricerche per chiarire i ruoli precisi delle lectine alimentari nella funzione immunitaria e nei disturbi autoimmuni. Affrontare le questioni chiave riguardanti i dosaggi delle lectine, le vie di somministrazione e i meccanismi d’azione sarà fondamentale per ottimizzare il loro potenziale terapeutico e ridurre al minimo gli effetti avversi. Inoltre, l’esplorazione degli effetti immunomodulatori di specifiche lectine provenienti da cereali, verdure e funghi offre strade promettenti per l’esplorazione terapeutica nell’immunoterapia del cancro e nelle condizioni immunocorrelate. Approfondendo la nostra comprensione dell’impatto delle lectine alimentari sulle risposte immunitarie possiamo aprire la strada a interventi più mirati e approcci personalizzati alla salute immunitaria e alla gestione delle malattie".

Aggiornamento 6/4/2025

L'ultima evoluzione della piramide alimentare riferita alla dieta mediterranea nel mio articolo


Aggiornamento 9/1/20265

Farmaci dimagranti
L'entusiasmo supera l'evidenza
Senza un piano alimentare ben strutturato e ben seguito possono fare più danni che benefici

Come spiega il prof Fontana chi smette di assumerli riacquista peso velocemente e anche i valori dei fattori di rischio riaumentano più velocemente rispetto a chi ha intrapreso un cambiamento dello stile di vita, col rischio di ritrovarsi con:

💪🏼 meno muscoli
🦴 meno ossa
🔥 tasso metabolico più basso
⬆️⚖️ rapido recupero di grasso
🦠 microbiota intestinale alterato
...e un metabolismo più fragile

Mettetevi in testa che se non mangiate bene non servono a nulla, specie se smettete di assumerli

Aggiornamento 29/2/2026

Nelle ultime linee guida degli endocrinologi clinici americani per il trattamento delle persone con obesità viene chiarito che, nonostante un bilancio energetico cronicamente positivo sia la causa dell'obesità, l'alterazione necessaria dei sistemi di regolazione della sazietà sia molto più complessa della semplice differenza "calorie in entrata - calorie in uscita ", che non fa altro che aumentare lo stigma nei confronti di queste persone. Non si può affrontare una condizione complessa dicendo alle persone mangia meno e muoviti di più, non funziona.

La riduzione del peso richiede un cambiamento nel bilancio energetico tale da far utilizzare le scorte del tessuto adiposo, assumendo meno calorie di quante vengano ossidate, ma una salutare perdita di peso dipende dai macro e micronutrienti che supportano la ritenzione di muscolo e osso.

"Gli interventi nutrizionali dovrebbero concentrarsi sulla qualità e sulla densità nutrizionale degli alimenti consumati, riducendo al minimo l'assunzione di alimenti ultraprocessati e ad alta densità energetica, nel contesto delle norme e delle preferenze culturali psicosociali. Gli interventi nutrizionali devono creare un deficit energetico per la perdita di peso, ma possono essere difficili da sostenere a lungo termine in assenza di terapie mediche o chirurgiche. Nonostante gli sforzi per aderire alle prescrizioni dietetiche, molte persone sperimentano un riacquisto di peso a causa di risposte disadattive dopo la perdita di peso, che sono parte integrante della fisiopatologia dell'obesità. Il raggiungimento di un deficit energetico per la perdita di peso può essere raggiunto attraverso una varietà di strategie dietetiche basate sull'evidenza che non devono necessariamente escludersi a vicenda e possono essere combinate o modificate in modo personalizzato per ogni individuo. I modelli alimentari dovrebbero essere ottimizzati per ottenere benefici per la salute che vanno oltre la perdita di peso e dovrebbero riflettere le preferenze individuali, il contesto culturale, gli obiettivi di salute e l'accesso al cibo."
Le persone che assumono farmaci dimagranti devono stare particolarmente attente al rischio di malnutrizione.

"Considerando un'ampia gamma di piani alimentari (mediterranei, DASH, a basso contenuto di carboidrati, a base vegetale, paleo, ecc.), non esiste una composizione di macronutrienti nota per essere superiore alle altre; piuttosto, l'intervento dietetico più efficace dipende dalla capacità di un individuo di aderirvi nel lungo termine". In pratica la dieta migliore è quella che uno riesce a seguire, basta che sia fatta con alimenti non processati. Tuttavia la dieta mediterranea è quella che ha il miglior riscontro a lungo termine sulla prevenzione cardiovascolare. "Anche piani con sostituti dei pasti, diete con finestre temporali o digiuni possono essere implementati in combinazione con altri interventi dietetici personalizzati."

Soprattutto per chi usa i farmaci i punti sono: (1) ottimizzare e dare priorità agli alimenti glucidici ricchi di nutrienti come verdure, legumi e frutta; (2) dare priorità alle proteine ​​magre; (3) prendere in considerazione l'integrazione multivitaminica per includere ferro e calcio; e (4) usare in modo flessibile i sostituti dei pasti.

Le recenti ricerche mostrano l'importanza di una maggiore quota proteica per ridurre la perdita di muscolo. La quota parte da 1,2g/kg di peso e può arrivare fino a 2 senza indurre problemi renali come ipotizzato in passato.

L'attività fisica deve essere sia di tipo aerobico che anaerobico, per proteggere la massa magra e ridurre la riduzione di spesa energetica sia basale che totale, oltre che proteggere dal rischio di obesità sarcopenica.

Si forniscono anche indicazioni sul sonno, ormai ritenuto un pilastro della salute e del dimagrimento, e si raccomanda eventuale terapia comportamentale di supporto.

La perdita di peso è ritenuta soddisfacente se supera il 5% del peso iniziale, ottimale se supera il 15%.

sabato 7 aprile 2018

Magnesio, una carenza frequente


Da un articolo segnalato dal dott. Carlo Maggio, il riassunto di una revisione degli effetti della carenza di magnesio.

La carenza di magnesio è una situazione relativamente frequente, a causa della nostra alimentazione ricca di cibi industriali e dell'impoverimento dei cibi stessi.


http://canacopegdl.com/keyword/magnesium-cartoon.html

Putroppo gli autori ci raccontano che esistono due forme di carenza: clinica e subclinica. La prima si manifesta con una riduzione della magnesiemia (magnesio nel sangue). Nella forma subclinica invece i livelli di magnesio nel sangue sono normali e il magnesio è carente solamente dentro le cellule.

La si riscontra nell'80% delle donne con osteoporosi, nel 30% dei diabetici, nell'11% di pazienti con ostruzione delle vie aeree  e generalmente negli anziani e nelle persone reduci da ricovero.
L'alluminio (cibi in scatola, deodoranti, farmaci) e la carenza di vitamina B6 riducono l'assorbimento di magnesio, così come l'alcol, la malattia renale e diabetica, l'intestino irritabile e le altre infiammazioni intestinali, l'acidosi metabolica, l'eccesso di vitamina D e calcio, i diuretici, il fosforo delle bibite gassate, lo stress.
Aggressività, ansietà, crampi, fascicolazioni, irritabilità, debolezza muscolare, dolori o iperalgesia, fotosensibilità, tinnito, tremori, vertigini, sonno disturbato, resistenza alla terapia con vitamina D sono tutti segni di carenza di magnesio.
Le conseguenze, in particolare a livello cardiaco, possono essere ipertensione, aterosclerosi e calcificazione delle placche, aritmie e malattia coronarica, con aumentato rischio di insufficienza cardiaca e trombosi.

Aggiornamento 2/7/2018

La supplementazione con magnesio è in grado di ridurre la PCR (proteina C reattiva), un parametro di infiammazione

Aggiornamento 3/8/2018

I segreti dell'invecchiamento sano: mantenere i mitocondri sani con cibo e diete salutari, restrizione calorica, riduzione di sodio ma aumento di potassio, magnesio e calcio, microbioma sano con cibi fermentati e probiotici, movimento tanto e stress ridotto

https://www.physiology.org/doi/full/10.1152/ajpheart.00734.2017


Aggiornamento 20/8/2018

La supplementazione con dosi modeste di vitamina D, calcio, magnesio e zinco ha migliorato il quadro ormonale e i marker di infiammazione e stress ossidativo di donne con ovaio policistico

Aggiornamento 20/9/2018

La supplementazione con magnesio migliora la funzione endoteliale e quindi la circolazione sanguigna

Aggiornamento 25/9/2018

Un bell'articolo della mia collega Francesca Manfra sul fabbisogno di magnesio e le forme più biodisponibili.

L'importanza del magnesio nella prevenzione tumorale, a causa del suo effetto antinfiammatorio, antiossidante, stabilizzatore del DNA

Aggiornamento 5/10/2018

Le cause dell'ipocalcemia, tra cui carenza di magnesio e problemi renali.

L'approccio all'ipomagnesemia

Aggiornamento 15/10/2018

Il magnesio migliora le componenti della sindrome metabolica, in particolare si abbassano glicemia, pressione e trigliceridi

Aggiornamento 22/10/2018

Avviene raramente, ma questi sono i sintomi dell'eccesso di magnesio (oltre i 5g)

Aggiornamento 15/11/2018

Perché insisto spesso sull'introduzione del magnesio (Mg), anche come integratore? Rispondo citando una review sull'argomento

Oltre la metà degli americani introduce meno magnesio di quanto indicato dai livelli minimi. Questo è dovuto anche al fatto che:

(i) Ci sono livelli ridotti di Mg in molti alimenti trasformati e in alcuni alimenti non biologici. La maggior parte degli alimenti acquistati ha ridotti livelli di Mg.
(ii) Alimenti comuni come carne (18-29 mg/100 g), zucchero (0 mg/100 g) e farina bianca (20-25 mg/100 gm) contribuiscono a coprire meno del 20% del fabbisogno giornaliero di Mg .
(iii) La cottura e l'ebollizione dei prodotti comportano un significativo declino del contenuto di Mg del cibo.
(iv) Ridotto assorbimento gastrointestinale di Mg si verifica in caso di carenza di vitamina D, un problema comune nelle culture occidentali.
(v) Molti farmaci di uso comune (ad es. alcuni antibiotici, antiacidi e farmaci ipertensivi) diminuiscono l'assorbimento di Mg.
(vi) Alcuni pesticidi comunemente usati hanno la propensione a chelare i minerali, riducendo potenzialmente il contenuto di Mg nel suolo e in alcune colture.
(vii) Si verifica un'eccessiva escrezione di Mg con l'uso di alcol e la presenza di diabete di tipo 1 o di tipo 2.
(viii) Fumare riduce la concentrazione plasmatica di Mg.
(ix) Si è dimostrata una riduzione nel suolo di alcuni nutrienti essenziali a seguito di tecniche di fertilizzazione che non coprono lo spettro dei minerali necessari.
(x) Le monocolture hanno la tendenza a consumare sostanze nutritive specifiche.
(xi) L'assorbimento del magnesio si riduce con l'invecchiamento fino al 30%.

Livelli corretti di Mg aiutano a prevenire e gestire malattie come asma, osteoporosi, crampi muscolari, preeclampsia, emicrania, diabete e sue complicazioni, depressione, insonnia, dipendenza dal fumo, tumori, calcoli renali, malattie cardiovascolari, fibrillazione atriale e aritmie, insufficienza cardiaca e renale, ipercolesterolemia, sindrome premestruale, glaucoma e cataratta, condizioni neurologiche (demenza, ADHD, schizofrenia, Parkinson).
L'articolo si conclude con "nella pratica clinica, l'ottimizzazione dello stato del magnesio attraverso la dieta e l'integrazione sembra essere una terapia sicura, utile e ben documentata per diverse condizioni mediche".

Aggiornamento 30/11/2018

2 ceppi di lattobacilli (fermentum e paracasei) riducono l'asma nei bambini. Altri nutrienti utili sono vitamina C, D, magnesio e omega 3.

Aggiornamento 12/1/2018
Sempre a proposito di impoverimento dei cibi, un articolo di Styven Tamburo:
E' VERO CHE AI NOSTRI GIORNI FRUTTA E VERDURA E' MENO NUTRIENTE ? 
Uno studio approfondito su questo tema e' stato condotto da Donald Davis e del suo team di ricercatori dell'Università del Texas (UT) del Dipartimento di Chimica e Biochimica di Austin pubblicato nel dicembre 2004 nel Journal of the American College of Nutrition. I ricercatori hanno studiato i dati nutrizionali del Dipartimento dell'agricoltura degli Stati Uniti del 1950 e del 1999 per 43 diversi tipi di ortaggi e frutti, trovando un "declino significativo" nella quantità di proteine, calcio, fosforo, ferro, riboflavina (vitamina B2) e vitamina C nel corso dell'ultimo secolo . Questo è dovuto dalle pratiche agricole destinate a migliorare l'aspetto degli alimenti (dimensione, tasso di crescita, resistenza ai parassiti)
"Gli sforzi per allevare nuove varietà di colture che offrono una maggiore resa, la resistenza ai parassiti e l'adattabilità al clima hanno permesso che i raccolti crescano più velocemente", ha riferito Davis, "ma la loro capacità di produrre o di assorbire sostanze nutritive non ha mantenuto il passo della loro rapida crescita. "Ci sono stati cali anche in altre sostanze nutritive, come magnesio, zinco e vitamine B-6 e E.
Un'analisi del Kushi Institute dei dati nutrizionali dal 1975 al 1997 ha scoperto che i livelli medi di calcio in 12 ortaggi freschi sono scesi del 27 %; i Livelli di ferro 37 %; La vitamina A raggiunge il 21% e il livello di vitamina C al 30%. Uno studio analogo dei dati nutrizionali britannici dal 1930 al 1980, pubblicato nel British Food Journal, ha rilevato che in 20 verdure il contenuto di calcio medio era diminuito del 19%; Ferro 22%; E il potassio 14 %. Ancora un altro studio ha concluso che oggigiorno si dovrebbero mangiare otto arance per ottenere la stessa quantità di vitamina A che avrebbero ottenuto i nostri nonni mangiandone solo una.
Cosa si può fare? La chiave per ottenere prodotti più sani è un suolo più sano. Alternare i campi tra le stagioni di crescita per dare tempo alla terra per ripristinare i minerali sarebbe un passo importante. Inoltre, l'eliminazione di pesticidi e fertilizzanti a favore dei metodi di coltivazione biologica apporta benefici al suolo, e anche migliori prodotti per i consumatori. Coloro che vogliono ottenere frutta e verdura più nutriente dovrebbero acquistare regolarmente dagli agricoltori biologici locali.
Anche se meno nutriente rispetto al passato frutta e verdura deve rimanere alla base di una dieta "sana" in quanto apportano anche altre sostanze preziose per la salute come i fitocomposti e alte quantità di fibre inoltre e' buona regola assumere vitamine minerali e antiossidanti in genere a basso dosaggio in maniera ciclica ponendo attenzione allo stile di vita es. riposo/allenamento ed esigenze individuali ,ad esempio, come accennato i giorni precedenti alti dosaggi sopratutto in prossimità di sforzi intensi potrebbe disturbare l'omeostasi cellulare.

Aggiornamento 10/12/2018
La dieta degli anziani spesso li porta ad andare in carenza di alcuni nutrienti importanti come vitamina E e magnesio In questa ricerca gli studiosi hanno mostrato come circa 50g di nocciole al giorno per 16 settimane abbiano migliorato i parametri dei 2 nutrienti, oltre a migliorare glicemia e colesterolo cattivo (LDL) Il commento è stato "le nocciole sono solitamente gradite e possono essere considerate un vero multivitaminico naturale"
Aggiornamento 14/12/2018

Il magnesio è fondamentale per il metabolismo della vitamina D, così supplementare quest'ultima può essere inutili senza introduzione adeguata del magnesio, e potrebbe essere correlato con gli esiti negativi di alcuni trial recenti

Aggiornamento 31/1/2019

La carenza di magnesio porta ad alterazioni degli altri minerali, come calcio, fosforo e potassio

Aggiornamento 11/2/2019

L'integrazione di magnesio e vitamina E riduce le ulcere nelle persone con piede diabetico. Migliora inoltre i parametri metabolici (trigliceridi, glicemia, colesterolo), lo stato degli antiossidanti e l'infiammazione
Da una revisione generale sugli effetti del magnesio emerge che riduce fortemente il rischio di ospedalizzazione nelle donne in gravidanza e sia l'intensità che la frequenza dell'emicrania. Riduce inoltre il rischio di diabete e ictus come già noto.
Il 75% delle persone ha livelli inadeguati di vitamina D, per questo molti ricorrono all'integrazione. Il magnesio (Mg) è essenziale nel metabolismo della vitamina D, e l'assunzione di grandi dosi di vitamina D può indurre una grave deplezione di Mg. L'integrazione di magnesio deve essere considerata insieme alla terapia con vitamina D. Infatti la sua carenza causa riduzione dei recettori per la vitamina D, del PTH, aterosclerosi e ipocalcemia. Non esiste un metodo affidabile per verificare i livelli di magnesio nel sangue, ma assumerlo è facile sia con cibi di qualità che con integratori. La supplementazione va ridotta o evitata in caso di problemi renali.

Aggiornamento 19/2/2019

Gli inibitori di pompa sono associati a maggior rischio di danno renale, alterazione degli elettroliti e calcoli renali


Aggiornamento 29/2/2019

Tra i minerali, calcio, magnesio e selenio sono quelli più indicati nella prevenzione e trattamento della sarcopenia (perdita di muscolo)
Aggiornamento 14/3/2019

Un post del dott. Giordano sul cortisolo


Il cortisolo prende il sopravvento durante situazioni stressanti. Quindi, se hai sentito la pressione al lavoro, a casa o nei tuoi allenamenti, o hai difficoltà a prendere sonno, o il tuo sonno è irrequieto, è probabile che anche i tuoi livelli di cortisolo lo siano.
Anche hsCRP e globuli bianchi possono esprimere una situazione di stress. Quando il tuo corpo percepisce un'imminente battaglia interna tramite segnali di infiammazione, fa salire questi biomarcatori per rafforzare la sua difesa.

Peggio ancora, i bassi livelli di magnesio possono esacerbare questi effetti. Il basso Mg è stato collegato a livelli di cortisolo aumentati, che a loro volta riducono i livelli di magnesio. Il circolo vizioso continua. Inoltre il basso livello di magnesio blocca qualsiasi perdita di peso corporeo. In questo caso devi sapere come misurare il livello di magnesio che riflette quello intracellulare.
Anche i tuoi enzimi epatici ( ALT, AST , GGT ) possono elevarsi ed essere associati a un aumento delle sensazioni di stress e affaticamento.
Infine, i livelli di creatina chinasi (CK), che sono un indicatore della disgregazione muscolare, possono anche riflettere i livelli di stress. A differenza del cortisolo che rispecchia in gran parte lo stress emotivo, i livelli di CK raggiungono lo stress fisico, come il tipo di stress che si sperimenta in allenamento.
Come rimediare? Il piano d'intervento sullo stress dovrebbe essere articolato su diversi fronti, talvolta occorre qualche settimana per riportare tutto a livelli più fisiologici, dovrebbe comprendere un aumento dei cibi ad alto indice glicemico la sera per dormire meglio, esercizi di meditazione, yoga, respirazione diaframmatica con pause dopo l'inspirazione e dopo l'espirazione facendo attenzione a tenere l'apnea dopo l'espirazione di almeno il doppio dell'apnea da fare dopo l'inspirazione (ad esempio 2 secondi di pausa alla fine dell''inspirazione e 4 secondi di pausa alla fine dell'espirazione), ma quando il quadro del monitoraggio dello stress comprenda alterazioni in tutti i marcatori che ho indicato e si ha necessità di un intervento più incisivo, il mio consiglio è aggiungere 300 mg di ashwaganda x 2 volte al dì, una al mattino e una a cena x 60 giorni.
Attenzione, perché non tutta l'ashwaganda in commercio è uguale ed efficace.

Aggiornamento 1/4/2019

L'ipomagnesemia (magnesio basso nel sangue) aumenta la mortalità nelle persone con malattia renale e in dialisi

Aggiornamento 10/6/2019

Ridurre pressione sanguigna, sale da cucina (del 30%) ed eliminare i grassi trans potrebbe risparmiare quasi 100 milioni di morti nei prossimi 25 anni.

Aggiornamento 24/7/2019
La carenza subclinica di magnesio è il principale fattore responsabile di malattie cardiovascolari come aritmie, calcificazioni arteriose, aterosclerosi, insufficienza cardiaca, ipertensione e trombosi, ed è legata oltre che a scarsa introduzione anche a uso cronico di diuretici e antiacidi.
Aggiornamento 21/8/2019
Il magnesio può funzionare da prebiotico, aumentando la diversità batterica

Aggiornamento 25/8/2019

In un secolo il contenuto di magnesio (insieme a calcio e ferro) in alcune verdure si è ridotto fino al 90%. L'uso di cibo spazzatura, bibite zuccherate, caffeina, diversi farmaci riduce ulteriormente l'assorbimento del magnesio e aumenta la sua escrezione urinaria.
"Ciò potrebbe giustificare una modifica dei farmaci o raccomandazioni dietetiche per aumentare l'assunzione di verdure crude con un più alto contenuto di magnesio e ridurre il consumo di bibite e alimenti trasformati con poco magnesio e la raccomandazione di integratori di magnesio.
La riduzione del magnesio nei vegetali è un problema urgente

Aggiornamento 13/9/2019

Nelle persone con diabete di tipo 2 "la supplementazione con magnesio può produrre un effetto favorevole su glicemia, HDL, LDL, trigliceridi e pressione massima. Pertanto, l'integrazione con magnesio può ridurre il rischio di malattie cardiovascolari associate al diabete".

Aggiornamento 14/9/2019

La carenza di magnesio (MgD) è un fattore stabilito per il rischio cardiovascolare, perché promuove l'ipertensione e l'aterosclerosi.
"Il magnesio è un calcio-antagonista naturale. Potenzia la produzione di mediatori vasodilatatori locali (prostacicline e ossido nitrico) e altera le risposte vascolari a una varietà di sostanze vasoattive (endotelina-1, angiotensina II e catecolamine). La MgD stimola la produzione di aldosterone e potenzia la risposta infiammatoria vascolare, mentre diminuiscono l'espressione e l'attività di vari enzimi antiossidanti (glutatione perossidasi, superossido dismutasi e catalasi) e i livelli di importanti antiossidanti (vitamina C, vitamina E e selenio). Il magnesio equilibra gli effetti delle catecolamine nello stress acuto e cronico. La MgD può essere associato allo sviluppo di insulino-resistenza, iperglicemia e cambiamenti nel metabolismo lipidico, che aumentano i cambiamenti aterosclerotici e la rigidità delle arterie. Il magnesio regola il turnover di collagene ed elastina, proteine della parete vascolare, e l'attività delle metalloproteinasi della matrice. Il magnesio aiuta a proteggere le fibre elastiche dalla deposizione di calcio e mantiene l'elasticità dei vasi".
Per questo è importante assumerlo con quantità idonee di frutta e verdura ed eventualmente integrare.

Aggiornamento 15/9/2019

Il magnesio apporta benefici nell'ansia e nella sindrome premestruale

Aggiornamento 27/9/2019

Il magnesio è un minerale fondamentale per la gestione della glicemia. La sua carenza aumenta la produzione di insulina, che a sua volta stimola l'escrezione urinaria di magnesio, creando un circolo vizioso molto pericoloso per la salute. La supplementazione di magnesio deve essere valutata nelle persone diabetiche.

Aggiornamento 7/10/2019

Con le conoscenze attuali è possibile considerare l'emicrania come una reazione agli alti livelli di stress ossidativo cerebrali dovuti alla compromessa produzione di energia nei neuroni. La mancanza di sonno, saltare i pasti, condizioni atmosferiche, profumi che contengono ftalati, luci, rumori, possono provocare stress ossidativo cerebrale alterando le quantità di glutatione, ATP e cisteina. La conseguenza in persone predisposte è l'emicrania.
Come migliorare la situazione? Tutto ciò che influenza i mitocondri può aiutare.
Il magnesio aiuta, essendo un cofattore vitale del metabolismo energetico, e chi ha emicrania spesso ha carenza. La carnitina è efficace se assunta insieme a Q10 e magnesio. L'attività fisica è inoltre altamente raccomandata.
Aggiornamento 24/10/2019
Quali sono i problemi associati con l'uso di antiacidi? atrofia gastrica, carenza di vitamina B12, malattie cardiovascolari, infezione da C. difficile, polmonite, demenza, tumore allo stomaco, osteoporosi, carenza di magnesio, danno renale acuto, nefrite interstiziale, insufficienza renale. Inoltre aumentano il rischio di morte per ogni causa e in particolare cardiovascolare, renale e da tumore gastrointestinale
L'insulina in eccesso stimola la vasocostrizione e quindi l'ipertensione
Aggiornamento 27/11/2019
Appena uno scrive che lo zucchero non fa male, ecco che appare lo studio che lo smentisce.
Sempre più prove ad esempio legano zucchero e ipertensione, mentre solitamente ci si preoccupa solo del sale.
Il fruttosio ad esempio stimola la ritenzione di sodio tramite l'angiotensina II (guarda un po' proprio l'ormone bloccato dai farmaci antipertensivi), e il suo assorbimento a livello intestinale, aumentando la pressione (e la cellulite...).
Inoltre lo zucchero è ben noto per stimolare l'aumento di peso e il grasso, soprattutto viscerale, aumenta la pressione. Invece la frutta, che contiene fibre, vitamine, sostanze fitochimiche e minerali (soprattutto potassio) ma anche naturalmente zuccheri è associata a riduzione della pressione
Aggiornamento 7/12/2019
Una 60enne si è ritrovata in acidosi metabolica perché faceva la cheto senza integrare i sali minerali
Aggiornamento 27/12/2019
Il magnesio migliora la funzione endoteliale (capacità dei vasi di dilatarsi) nelle persone sovrappeso e con fattori di rischio, se somministrato per almeno 6 mesi
Aggiornamento 30/12/2019
Il microbiota è importante per l'assorbimento dei minerali
Aggiornamento 17/1/2020
In diversi studi la vitamina D è risultata inefficace e quindi molti l'hanno bollata come una moda, nonostante si sappia che moduli migliaia di geni.
Ci si dimentica però che questa vitamina con azione ormonale ha bisogno del magnesio come cofattore per essere trasportata, attivata e funzionare correttamente.
In questo studio su persone sovrappeso la vitamina D non riesce ad abbassare il PTH (uno dei suoi principali compiti) proprio perché hanno carenza di magnesio.
Il PTH alto provoca stress ossidativo, è legato ad aumento di peso, infiammazione, rischio cardiovascolare.
Aggiornamento 21/1/2020
Chissà quando smetteremo di leggere cattive notizie sugli inibitori di pompa (antiacidi, PPI). Se la natura ci ha predisposto con l'acidità gastrica un motivo ci sarà, per esempio è necessaria, tra le tante cose, per l'assorbimento del magnesio (e del ferro, e della vitamina B12). Le persone con malattie croniche, come la cachessia (scarsa muscolatura) o altre patologie a base infiammatoria hanno spesso carenza di magnesio, che riduce la funzione muscolare, e l'uso di PPI peggiora la situazione. Come detto pochi giorni fa il magnesio è necessario per attivare la vitamina D, e la carenza di questa vitamina crea ulteriore perdita di muscolo. Inoltre vengono selezionati dei batteri infiammatori e che favoriscono l'accumulo di grasso. Il tutto viene esacerbato in caso di sovrappeso e obesità sarcopenica. Vale proprio la pena di trovare un percorso alimentare che permetta la riduzione o l'abbandono di questi farmaci.

Aggiornamento 30/1/2020
Il magnesio si conferma un ottimo amico per chi abbia problemi di insulinoresistenza

Aggiornamento 31/1/2020
Nelle persone con lieve ipertensione non si capisce esattamente se è conveniente trattare farmacologicamente, per cui la Società Europea dell'Ipertensione ha emesso una posizione ufficiale sull'uso di cibo, integratori e nutraceutici in questa condizione.
La barbabietola grazie ai suoi nitrati naturali appare il cibo più efficace. Tè ricco in catechine, karkadè, sesamo e melagrana hanno effetto più limitato.
Tra gli integratori, vitamina C, magnesio e potassio (attenzione a quest'ultimo in alcune patologie) sono i migliori, tra i nutraceutici gli isoflavoni della soia (in donne postmenopausa), il resveratrolo (nei diabetici) e la melatonina (in chi soffre di ipertensione notturna). Anche probiotici e prebiotici hanno discreta efficacia. Molti altri funzionano (cacao, taurina, omega 3, ecc) ma a dosi elevate e a costi non bassi. In ogni caso non si consiglia di rimuovere gli eventuali farmaci prescritti.
Aggiornamento 3/3/2020
Il dr. Vasquez ricorda l'efficacia della vitamina D nella prevenzione delle infezioni respiratorie; nella revisione sistematica si sottolineò che l'uso di grandi boli mensili, come spesso accade oggi, non è efficace, mentre vi è necessità dell'integrazione giornaliera o settimanale. Aggiunge il dottore che spesso ci si dimentica che la vitamina D agisce correttamente quando abbinata a vitamina A, magnesio e probabilmente cisteina.

Aggiornamento 10/3/2020

La severità dell'asma è inversamente proporzionale ai livelli di vitamina D e magnesio
Aggiornamento 11/3/2020

Senza magnesio la vitamina D non viene trasportata nel sangue, non viene attivata dal rene né dal fegato, non si lega al recettore che rende possibile la sua azione. Ecco poi perché poi magari gli studi concludono che la vitamina non ha avuto effetto. Assumere quantità sufficienti di magnesio (frutta, verdura ed eventuale supplementazione) è fondamentale per una corretta azione della vitamina D. "Lo screening per la carenza cronica di magnesio è difficile perché un normale livello sierico può essere ancora associato a carenza da moderata a grave. Ad oggi, non esiste un test di laboratorio semplice e accurato per determinare lo stato del magnesio nell'uomo. Il Mg è essenziale nel metabolismo della vitamina D e l'assunzione di dosi elevate di vitamina D può indurre una grave deplezione di Mg. Un'adeguata integrazione di magnesio dovrebbe essere considerata un aspetto importante della terapia con vitamina D".

Aggiornamento 16/3/2020
Si confermano i legami tra asma e alimentazione. "Numerosi studi hanno dimostrato una concomitante riduzione delle citochine proinfiammatorie e un aumento dei marker antinfiammatori associati all'assunzione di frutta e verdura. Il consumo di frutta e verdura è inversamente associato ai neutrofili delle vie aeree negli adulti asmatici". Le diete a base vegetale, grazie alla presenza di antiossidanti, come vitamine E e C, carotene, ubichinone, flavonoidi e selenio, migliorano le condizioni degli asmatici. In particolare "la vitamina C influenza il rilascio di acido arachidonico, un precursore delle prostaglandine, che impedisce la sintesi della prostaglandina E2 (PGE2), che aumenta infiammazione e broncocostrizione. La vitamina C svolge anche diversi ruoli nella funzione immunitaria contribuendo alla fagocitosi e alla funzione linfocitaria e modulando le concentrazioni di citochine e istamina". Gli antiossidanti possono ridurre lo stress ossidativo e potenzialmente ridurre i sintomi asmatici. L'aumento dell'assunzione di magnesio è associato ad un effetto positivo sull'asma. Una dieta a basso contenuto di sale migliora la funzione polmonare nei pazienti con asma indotto dall'esercizio. La fibra modula positivamente il microbiota, che produce butirrato antinfiammatorio, e riduce la permeabilità intestinale. Inoltre riduce l'iperglicemia postprandiale, che si associa a maggiore infiammazione. In generale la dieta di tipo occidentale e i latticini appaiono peggiorare l'asma. Tra i grassi, il rapporto tra omega 3 e omega 6 deve rimanere alto per inibire la produzione di acido arachidonico e citochine infiammatorie, mentre i grassi saturi sembrano associati a peggioramento. La vitamina D ha un effetto antinfiammatorio e immunomodulante, bilanciando il rapporto tra Th1 e Th2.
Nelle persone sovrappeso il dimagrimento gioca un ruolo importante nel miglioramento dei sintomi. In conclusione "l'assunzione di frutta e verdura è stata associata a un ridotto rischio di asma e ad un migliore controllo dell'asma, mentre il consumo di prodotti lattiero-caseari è associato ad un aumentato rischio e potrebbe esacerbare i sintomi asmatici. Componenti dietetici come antiossidanti, fibre, acidi grassi polinsaturi, grassi totali e saturi e consumo di vitamina D probabilmente influenzano le vie immunitarie coinvolte nella fisiopatologia dell'asma". Si rilevano però pochi trial clinici.

Aggiornamento 17/3/2020
Un gruppo di esperti ha rilasciato un position paper sull'uso dei nutraceutici nell'insufficienza cardiaca (o scompenso cardiaco, HF), malattia caratterizzata da scarsa efficienza mitocondriale e legata a ipertensione, malattia coronarica, cardiomiopatia e cardiopatia valvolare. Tra di essi, il Coenzima Q10 (specialmente con dosi ≥200 mg/d) "può essere di beneficio nei pazienti con scompenso cardiaco cronico, in particolare nella fase iniziale, e potrebbe determinare una riduzione dei principali eventi cardiaci avversi e mortalità totale". "Gli estratti di Crataegus (biancospino) hanno dimostrato benefici in termini di capacità funzionale, controllo dei sintomi e qualità della vita correlata alla salute". Gli omega 3 possono "migliorare la prognosi dell'HF, in particolare in pazienti dopo infarto del miocardio". "Il trattamento con carnitina potrebbe essere efficace per i pazienti con insufficienza cardiaca congestizia come adiuvante della terapia convenzionale, migliorando i sintomi clinici e la funzione cardiaca", riducendo BNP. Il cacao può ridurre il rischio di HF. La vitamina D potrebbe essere utile nella terapia di supporto e migliorare la prognosi, e dev'essere supplementata se carente. Sul magnesio i dati sono incerti, ma l'ipomagnesemia va evitata nei problemi cardiaci. Il ribosio potrebbe offrire un beneficio energetico in pazienti con malattia ischemica, inclusa HF (migliorando in particolare la disfunzione diastolica). Alcuni ceppi di probiotici (in particolare lattobacilli, bifidobatteri, oltre a S. boulardii) potrebbero essere applicati come adiuvanti alla terapia convenzionale nel trattamento dell'HF. Il ferro è utile nelle persone con frazione di eiezione ridotta. Vitamina C ed E non sembrano utili. Altre carenze che spesso si presentano sono zinco, selenio, aminoacidi.

Aggiornamento 21/3/2020

Il ruolo dell'infiammazione nelle malattie moderne e legate all'invecchiamento. Ritengo che oggi non ci si dovrebbe occupare di alimentazione senza aver letto questo articolo.
L'infiammazione è una risposta adattativa dell'organismo agli insulti esterni, che l'evoluzione ci ha dato per difenderci. Purtroppo ai nostri tempi una risposta infiammatoria cronica (SCI) è alla base di molti problemi. L'infiammazione determina effetti comportamentali specifici che includono un insieme di comportamenti legati al risparmio energetico comunemente noti come "comportamenti da malattia", come tristezza, anedonia, affaticamento, riduzione della libido e dell'assunzione di cibo, sonno alterato e ritiro comportamentale sociale, nonché aumento della pressione sanguigna, insulino-resistenza e dislipidemia. Questi cambiamenti comportamentali possono essere fondamentali per la sopravvivenza durante i periodi di lesioni fisiche e minacce microbiche.
L'infiammazione cronica è legata ad aumentato rischio di sindrome metabolica, che include la triade di ipertensione, iperglicemia e dislipidemia; diabete di tipo 2; steatosi epatica; ipertensione; malattie cardiovascolari (CVD); malattia renale cronica; vari tipi di cancro; depressione; malattie neurodegenerative e autoimmuni; osteoporosi e sarcopenia. I marker di infiammazione come PCR e neutrofili aumentati e albumina bassa, correlati all'infiammazione, sono predittivi di mortalità per tutte le cause. In realtà però non esistono marker standardizzati per l'infiammazione cronica.
Tra le cause riconosciute di SCI, infezioni croniche, inattività fisica, obesità (viscerale), disbiosi intestinale, dieta, isolamento sociale, stress psicologico, sonno disturbato e ritmo circadiano alterato ed esposizione a sostanze tossiche come inquinanti atmosferici, rifiuti pericolosi, prodotti chimici industriali e fumo di tabacco. In particolare per quanto riguarda la dieta "la dieta tipica che è stata ampiamente adottata in molti paesi negli ultimi 40 anni è relativamente povera di frutta, verdura e altri alimenti ricchi di fibre e prebiotici e ricca di cereali raffinati, alcool e alimenti industriali, in particolare quelli contenenti emulsionanti. Questi fattori dietetici possono alterare la composizione e la funzione del microbiota intestinale e sono collegati ad una maggiore permeabilità intestinale e cambiamenti epigenetici nel sistema immunitario che alla fine causano endotossemia e SCI". I derivati della cottura ad alte temperature (AGEs e ALEs) sono infiammatori e aumentano l'appetito, mentre gli alimenti ad alto indice e carico glicemico, come zuccheri e cereali raffinati, che sono ingredienti comuni nella maggior parte degli alimenti ultraprocessati, possono causare un aumento dello stress ossidativo che attiva i geni infiammatori. Anche i grassi trans e il sale risultano infiammatori, quest'ultimo attivando i macrofagi e riducendo i lattobacilli. Altri i fattori includono carenze di micronutrienti, tra cui zinco e magnesio, causate dal consumo di alimenti trasformati o raffinati a basso contenuto di vitamine e minerali e livelli di omega 3 non ottimali, che influiscono sulla fase di risoluzione dell'infiammazione. I principali contribuenti alla crescente incidenza mondiale di carenza di omega-3 sono un basso apporto di pesce e un alto apporto di oli vegetali ad alto contenuto di acido linoleico, che riduce gli acidi grassi omega-3 nei fosfolipidi della membrana cellulare (dai quali derivano i composti antinfiammatori). Se combinato con una bassa attività fisica, il consumo di alimenti trasformati iperpalatabili ad alto contenuto di grassi, zucchero, sale e additivi può causare importanti cambiamenti nel metabolismo cellulare e portare all'aumento della produzione (e dello smaltimento difettoso) di organelli disfunzionali come i mitocondri, e di molecole endogene disperse, mal ripiegate e ossidate. Questo porta in ultimo all'inflammaging, uno stato di cronica stimolazione del sistema immunitario tipico dell'anziano, che promuove le malattie legate all'invecchiamento. Tra le sostanze tossiche col quale siamo spesso a contatto invece troviamo ftalati, sostanze per- e polifluoroalchiliche, bisfenoli, idrocarburi policiclici aromatici e ritardanti di fiamma, che fungono da citotossici, interferenti endocrini e ossidanti.
Aggiornamento 21/3/2020

Nelle persone con pregresso tumore al colon, avere livelli di vitamina D e intake di magnesio più alti riduce la mortalità da tutte le cause

Aggiornamento 19/4/2020
Un periodo di severa restrizione calorica può attivare il sistema renina-angiotensina (ipertensione) e aumentare la suscettibilità alla sua alterazione, portando a malattie renali e cardiovascolari.

Aggiornamento 8/8/2020

Vitamina D e calcio a basse dosi potrebbero essere un semplice modo per ridurre la ricorrenza delle vertigini

Aggiornamento 12/8/2020

Per migliorare i sintomi della sindrome premestruale, magnesio, calcio, olio di enotera, vitamina B6, omega 3, taurina

Secondo le linee guida americane sull'osteoporosi in caso di ridotta introduzione di magnesio (o malassorbimento) è consigliabile supplementarlo (persone che assumono antiacidi per esempio)

Aggiornamento 14/9/2020

Spesso una carenza di magnesio, importante minerale, può esacerbare o slatentizzare malattie neurologiche. "Ci sono dati solidi sul ruolo del magnesio nell'emicrania e nella depressione. C'è anche un buon potenziale per il magnesio sull'efficacia in condizioni di dolore cronico, così come in disturbi psichiatrici come ansia e depressione. Sono necessarie molte più ricerche per quanto riguarda gli effetti del magnesio sull'epilessia, compresi studi clinici che valutano l'uso del magnesio come trattamento aggiuntivo. I disturbi neurologici, come il Parkinson e l'Alzheimer, trarrebbero grandi benefici da ulteriori ricerche che includono misure dei livelli di magnesio nel sistema nervoso centrale. Infine, ci sono alcune ricerche che suggeriscono un effetto positivo del magnesio per migliorare i risultati di riabilitazione post-ictus e come un'importante strategia dietetica per prevenire potenzialmente l'ictus, sebbene siano necessari ulteriori studi prospettici a questo proposito".
Grazie ad Alessandro Andrea Cinausero,Tecnico Sportivo per la segnalazione

Aggiornamento 30/9/2020

Tra i fattori che appaiono protettivi dal tumore del colon-retto, consumo di frutta e verdura, folati naturali, magnesio, fibre e latticini. Tra quelli che aumentano il rischio alcol e carne, in particolare rossa e processata

Aggiornamento 22/10/2020

Quali diete possono essere utili nella fibromialgia? Tutti i modelli dietetici sani, ricchi di cibi vegetali, antiossidanti o fibre, solitamente portano a un miglioramento dei sintomi, e questo "suggerisce che una dieta adeguata potrebbe svolgere un ruolo cruciale nella gestione della fibromialgia". attraverso la modulazione del microbiota, del peso corporeo e della somatizzazione (componenti psicosomatiche). Vitamina D, magnesio, ferro e probiotici sono integrazioni spesso utili.

Aggiornamento 24/12/2020

Il magnesio in ambito ginecologico secondo la rivista ufficiale della SIGO - Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia
Il magnesio può essere utile nelle seguenti condizioni: dismenorrea (stimola il rilassamento della muscolatura antagonizzando il calcio), sindrome premestruale (probabilmente normalizza l'azione degli ormoni, tra cui il progesterone), sintomi della menopausa (soprattutto nelle donne con pregresso tumore), osteoporosi (aumenta l'osteocalcina e riduce i marker di riassorbimento osseo), malattie cardiovascolari (riduce la pressione), disturbi dell'umore (stabilizza l'umore, soprattutto nei maniaco-depressivi, e migliora l'effetto dei farmaci). Nelle specifiche condizioni ginecologiche, può ridurre il rischio di parto prematuro (riducendo le contrazioni), di ipertensione gravidica e gestosi, riducendo anche i rischi per il nascituro.
La forma più assorbibile risulta essere quella sucrosomiale.

Aggiornamento 14/1/2021

Il magnesio si conferma efficace contro la pressione alta. Secondo una metanalisi di 49 studi "la terapia orale con magnesio aggiunta ai regimi di trattamento dei pazienti con ipertensione parzialmente controllata è promettente come un modo per ottenere in sicurezza una pressione sanguigna più bassa senza aumentare i farmaci antipertensivi. La prescrizione di integratori di magnesio a pazienti ipertesi ma non trattati deve superare i 600 mg/giorno per essere efficace, il che può essere realizzato in modo sicuro ed economico, ma dosi di magnesio inferiori a questo livello possono ottenere altri miglioramenti dei fattori di rischio cardiovascolare senza gli effetti collaterali di farmaci antipertensivi".

Aggiornamento 27/1/2021

La carenza cronica di magnesio è:

✔ Comune particolarmente negli anziani (e in chi mangia male)
✔ Associata alle principali patologie e uso farmaci comuni
✔ Spesso associata a normale concentrazione sierica di magnesio (ma evidenziabile dai bassi livelli urinari)
✔ Poco costosa da diagnosticare e facile da trattare.

Si ritiene che l'escrezione urinaria di magnesio <1 mmol/die o il rapporto con la creatinina <0,17 siano indicativi di carenza.
Se sei sempre stanco, hai problemi di glicemia, difficoltà a dormire, umore alterato ecc. potrebbe dipendere da una carenza di magnesio.
Il magnesio associato a un amminoacido come citrato o lattato è meglio tollerato con una biodisponibilità superiore rispetto all'ossido che può portare a problemi intestinali. "Un supplemento giornaliero di 200 mg di magnesio chelato sarebbe adeguato, sicuro nella maggior parte dei casi, sufficiente per aumentare costantemente il magnesio sierico".

Aggiornamento 1/4/2021

Tra gli antiacidi, quello che induce maggiormente carenza di magnesio è l'omeprazolo, il meno dannoso il rabeprazolo. Anche la durata del trattamento incide molto


Aggiornamento 2/4/2021

Le persone con problemi correlati allo stomaco (ipocloridria, uso di antiacidi, infezione da H. pylori, interventi di chirurgia bariatrica) dovrebbero monitorare spesso i valori di magnesio, calcio, ferro e vitamina B12 perché soggetti a carenze. Anche vitamina C e D possono essere carenti.

Aggiornamento 27/5/2021

La carenza di magnesio (Mg), più diffusa di quanto si possa immaginare, gioca un ruolo importante nell'osteoartrite (OA), e può essere favorita da diuretici, diabete, semplice invecchiamento.
La concentrazione di Mg extracellulare influenza le cellule correlate alle articolazioni, come cellule staminali mesenchimali, osteoblasti, condrociti e fibroblasti, e riduce il rischio di osteoporosi. Nell'anziano anche le cellule senescenti, lo stress ossidativo e l'accorciamento dei telomeri aumentano l'infiammazione, e sono tutte condizioni legate a ridotto introito di Mg.
Il Mg insieme ad un buon microbiota può contribuire a ridurre i dolori articolari, riducendo l'infiammazione. La carenza di Mg, che si trova soprattutto in frutta e verdura, contribuisce alla riduzione di bifidobatteri, importanti per l'anziano, invece un buon bilanciamento dei microbi intestinali facilita l'assorbimento del Mg.
"Pertanto, l'effetto combinato di un'appropriata assunzione alimentare di Mg e di un ambiente intestinale sano può essere benefico per la prevenzione e il trattamento dell'OA"

Aggiornamento 5/8/2021

Scoperte dopo 60 anni che si cercavano le cellule renali, chiamate renine, che regolano la pressione, il "barocettore". Trasduce il segnale meccanico di pressione sanguigna in trascrizione genica del gene della renina. Che figata la fisiologia

Aggiornamento 21/9/2021

La dieta mediterranea appare contrastare i problemi di disfunzione erettile. Chi la segue ha migliore funzione vascolare, che può essere alla base delle difficoltà maschili.
"I risultati suggeriscono che la dieta mediterranea potrebbe svolgere un ruolo nel mantenimento di diversi parametri di salute vascolare e qualità della vita e negli uomini di mezza età con ipertensione e disfunzione erettile.
Nel nostro studio, il consumo di una dieta mediterranea era collegato a una migliore capacità di esercizio, arterie e flusso sanguigno più sani, livelli di testosterone più elevati e migliori prestazioni erettili. Sebbene non abbiamo esaminato i meccanismi, sembra plausibile che questo modello dietetico possa migliorare la forma fisica e le prestazioni erettili migliorando la funzione dei vasi sanguigni e limitando la caduta del testosterone che si verifica nella mezza età".

Aggiornamento 24/1/2022

Il magnesio, un minerale spesso carente in persone che non mangiano correttamente essendo presente soprattutto in frutta e verdura, sostiene la funzione immunitaria.
Le cellule T infatti eliminano virus e cellule cancerose solo in presenza di quantità sufficienti di magnesio, grazie alla proteina di superficie LFA-1 che si attacca all'oggetto da eliminare (docking).
"Tuttavia, nello stato inattivo questo sito di aggancio è in una conformazione piegata e quindi non può legarsi in modo efficiente a cellule infette o anormali", spiega Christoph Hess. "È qui che entra in gioco il magnesio. Se il magnesio è presente in quantità sufficienti in prossimità dei linfociti T, si lega all'LFA-1 e garantisce che rimanga in una posizione estesa e quindi attiva".
Il magnesio può essere quindi importante per prevenire le malattie e anche facilitare l'immunoterapia in persone con tumori, anche se non esistono ancora prove dirette.

Aggiornamento 17/3/2022

Il magnesio è un minerale fondamentale per oltre 300 reazioni biochimiche nel corpo
Quale forma di magnesio è la più adatta?

Dal post di Autism Dietitian:

💩 Citrato di magnesio - Questa forma è ottima per supportare movimenti intestinali sani e alleviare la stitichezza! *Ha un effetto lassativo naturale*​​​​​​​​​​​​​​
💤 Magnesio glicinato: ottimo per dormire, ansia ed emicrania. A causa della sua elevata biodisponibilità, è la forma migliore per la carenza di magnesio.​​​​​​​​
​​​​​​​🧠 Magnesio treonato: una forma particolare che è in grado di attraversare la barriera ematoencefalica in modo da avere un impatto positivo sull'umore e sulla cognizione.​​​​​​​​
​​​​​​​🛁 Solfato di magnesio: i sali di solfato di magnesio possono essere un ottimo modo per rilassare e supportare la disintossicazione se usati in un bagno di sali di epsom!​​​​​​​​


Aggiornamento 25/4/2022

Secondo un documento dei cardiologi e dei nutrizionisti israeliani si dovrebbe incrementare gli alimenti che apportano magnesio per la prevenzione cardiovascolare. Si consigliano quindi verdure a foglia, frutta oleosa, avocado, cereali integrali, legumi, cioccolato e alcuni frutti di mare. Chi non raggiunge il valore può integrare.
Le persone con insufficienza cardiaca, che assumono diuretici e antiacidi dovrebbero monitorare ogni 6 mesi i valori plasmatici di magnesio. Inoltre, "può essere utile aggiungere magnesio a seguito di infarto del miocardio nelle persone con ipertensione e nei pazienti con insufficienza cardiaca al fine di ridurre la morbilità e la mortalità cardiovascolare".

Aggiornamento 18/11/2022

Il circolo vizioso dello stress. Lo stress favorisce l'escrezione di magnesio attraverso le catecolamine. La carenza di magnesio altera la risposta allo stress. Così siamo sempre più nervosi e incapaci di gestire le situazioni con tranquillità.

Aggiornamento 18/12/2022

Valori più alti di magnesio, anche dovuti a supplementazione, sono legati a maggior probabilità di remissione del diabete in chi ha avuto intervento di chirurgia bariatrica

Aggiornamento 23/3/2023

Una maggiore quantità di magnesio appare proteggere il cervello dai 40 anni in poi. L'effetto sembra dovuto alla riduzione dell'infiammazione ed è particolarmente evidente nelle donne e in post menopausa. Un maggiore consumo si associa a maggiore volume cerebrale e meno lesioni nella materia bianca. Le migliori fonti sono vegetali a foglia, frutta secca, semi, cereali integrali e legumi.

Aggiornamento 11/5/2023

Corretti livelli di magnesio (Mg) sono associati a minore rischio di fratture.
I meccanismi ipotizzati coinvolgono "la modulazione dell'attività osteoclastica e osteoblastica, gli effetti significativi del Mg sulla densità ossea sia nei modelli sperimentali che negli studi clinici, le alterazioni di altri nutrienti chiave necessari per la salute delle ossa, come il calcio, nonché l'importanza di livelli ottimali di Mg per il corretto funzionamento della vitamina D e del PTH, modulatori cruciali della salute ossea, l'associazione dello stato di basso Mg con l'infiammazione, che è stata associata a scarsa qualità ossea e fragilità scheletrica".

Aggiornamento 30/5/2023

La carenza di magnesio può essere responsabile della manifestazione del diabete di tipo 2. La sua azione è infatti necessaria per una fisiologica secrezione dell'insulina a livello pancreatico. A livello periferico la sua azione antiossidante e antinfiammatoria supporta una corretta sensibilità insulinica, ossia permette che i tessuti rispondano correttamente all'ormone e facciano entrare il glucosio nelle cellule.

Aggiornamento 30/4/2024


L'eccesso di sodio può essere responsabile del 10, 13 e 30% dei decessi totali per malattia cardiovascolare, malattia coronarica e insufficienza cardiaca, rispettivamente.
Risultano maggiormente a rischio le persone con un'alimentazione legata al basso reddito perché hanno una maggiore introduzione di cibo-spazzatura.

Aggiornamento 7/6/2024

Il magnesio è un minerale molto importante e la cui carenza è piuttosto diffusa, sia per abitudini alimentari sbagliate (poca frutta e verdura) sia per uso di farmaci che ne aumentano la perdita o il fabbisogno o riducono l'assorbimento.
Le sue funzioni sono molteplici, tra cui un effetto di protezione del DNA, antiossidante, regolazione dei ritmi circadiani e del calcio, produzione dell'energia cellulare.
La sua carenza favorisce i crampi muscolari, disordini metabolici (diabete), problemi di pressione, cardiaci e convulsioni.

"I pazienti con ipomagnesemia spesso presentano sintomi non specifici, come letargia, crampi muscolari o debolezza muscolare, e quindi la diagnosi di carenza di magnesio può essere trascurata. Molte classi di farmaci, come gli antibiotici, i diuretici, gli agenti biologici, gli immunosoppressori, gli inibitori di pompa protonica e i chemioterapici causano perdita renale di magnesio e ipomagnesiemia".

L'ipomagnesiemia lieve può essere gestita con integratori orali. Sono disponibili varie tipologie di magnesio che hanno tassi di assorbimento diversi. Le forme assorbite più efficacemente sono i sali organici (citrato di magnesio, aspartato, glicinato, gluconato e lattato) rispetto ai sali inorganici (cloruro, carbonato e ossido di magnesio). Un effetto collaterale comune di questi ultimi è la dissenteria, quindi le forme da preferire sono quelle organiche.
L'ipomagnesemia legata agli antiacidi si può gestire con l'inulina, una fibra che favorisce l'assorbimento di magnesio tramite un effetto sul microbiota.


Aggiornamento 3/9/2024

L'ipomagnesemia è diffusa e sottodiagnosticata. Una delle cause può essere l'uso di antiacidi.

Ruolo fisiologico del magnesio:

Il magnesio è un cofattore necessario per circa 600 enzimi in diverse reazioni catalitiche critiche. È un cofattore per l'adenosina trifosfato (ATP) e quindi svolge un ruolo fondamentale nell'estrazione e nell'utilizzo dell'energia. Altri ruoli chiave includono reazioni necessarie per il mantenimento del genoma (replicazione, trascrizione, traduzione e riparazione del DNA). Inoltre, il magnesio è fondamentale per stabilizzare la struttura degli acidi nucleici e delle proteine.
Nella fisiologia ossea, il magnesio svolge una funzione importante nella formazione, nel ricambio e nel mantenimento dello scheletro, regolando la secrezione dell'ormone paratiroideo e tramite il suo effetto indiretto sul metabolismo della vitamina D.

"L’assorbimento intestinale è influenzato dalla presenza di altri componenti alimentari, come ossalato, fitati e fibre insolubili, e da alti livelli di minerali tra cui zinco, ferro e calcio, che possono tutti avere un impatto negativo sull’assorbimento del magnesio. In una dieta regolare, viene assorbito poco meno del 50% del magnesio alimentare. L'assorbimento del magnesio avviene in gran parte nell'intestino tenue distale, con un certo assorbimento anche nel colon. Nei pazienti sottoposti a resezione intestinale, sia le riserve corporee di magnesio che l’escrezione urinaria diminuiscono con l’aumentare dell’entità della resezione".

Aggiornamento 1/11/2024

Il magnesio può aiutare nelle condizioni che coinvolgono il muscolo scheletrico nell'invecchiamento.
Infatti è fondamentale per abbassare l'infiammazione e favorire la produzione energetica nei mitocondri.
Protegge dall'atrofia che porta alla sarcopenia (carenza di muscolo) modulando la via IGF-1/PI3K/Akt e mTOR e stimolando le cellule satellite, favorendo la rigenerazione del muscolo.
Ha un effetto analgesico, riducendo i dolori.
Anche la fibrosi cistica, la broncopneumopatia cronico-ostruttiva e in generale le malattie che mostrano una ridotta funzionalità muscolare possono trarne vantaggio.

Aggiornamento 19/12/2024

Le indicazioni per le varie forme di magnesio





Aggiornamento 12/6/2025

Anche per la Cochrane il magnesio è utile per prevenire il parto pretermine, in particolare previene la paralisi cerebrale, abbassandone il rischio

Aggiornamento 6/7/2025

Interessante articolo sui diversi tipi di magnesio.

  • Magnesio Bisglicinato: ideale per chi cerca un supplemento ben tollerato, con benefici sul sonno e sul sistema nervoso.
  • Magnesio Citrato: utile per chi ha bisogno di un effetto lassativo o vuole supportare la salute ossea.
  • Magnesio Taurato: consigliato per chi desidera migliorare la salute cardiovascolare e regolare la pressione sanguigna.


Aggiornamento 8/7/2025

I farmaci dimagranti sono una rivoluzione nella perdita di peso perché consentono alle persone che li assumono di limitare la fame, uno dei principali motivi di recupero del peso. Si sviluppa anche una certa avversione per i cibi e quindi molti di essi vengono autolimitati.
Cosa comporta questo però? Rischio di malnutrizione. Secondo una recente indagine i nutrienti più a rischio di carenza sono ferro, magnesio, potassio, vitamina A, C, D, E, K e colina. Inoltre sono spesso poche proteine, fibre, cereali integrali. Insomma, spesso si dimagrisce ma non vi è una corretta educazione alla corretta alimentazione, con risultato di rischiare malnutrizione e sarcopenia (perdita di muscolo). Per avere le giuste indicazioni si raccomanda la consulenza di un professionista.

In tal proposito alcune società scientifiche, tra cui l' American College of Lifestyle Medicine, hanno rilasciato delle linee guida per sottolineare l'approccio alimentare per chi assume i farmaci agonisti del GLP-1.

La dieta deve assicurare cibo nutriente e la riduzione della frequenza nel consumo del cibo non salutare, come cibi da fast food, pasti surgelati, cibo da asporto, snack dolci e salati, carni lavorate e bevande zuccherate. Questo facilita la copertura dei fabbisogni di nutrienti.

"Si può prendere in considerazione in modo proattivo l'assunzione di integratori alimentari per i nutrienti a rischio, come vitamina D, calcio, B12 o compresse multivitaminiche e minerali, in dosi appropriate e personalizzate in base alle esigenze di ogni persona".

Per ridurre gli effetti collaterali gastrointestinali come la nausea, è conveniente fare più pasti piccoli ed è possibile utilizzare zenzero e tè alla menta piperita, con un'adeguata idratazione.

L'acqua, insieme alle fibre, è fondamentale per facilitare lo svuotamento gastrico. I cibi a basso indice glicemico possono aiutare, insieme a fonti proteiche povere di grassi. In caso non bastasse, il magnesio citrato può essere utile. L'alcol può peggiorare la nausea e il reflusso.

La composizione corporea va esaminata con la bioimpedenziometria, per verificare l'andamento della massa magra. Per favorire la sua ritenzione, si deve mangiare adeguatamente e fare sport sia con pesi che aerobico.
Le proteine devono essere tra gli 80 e i 120g al giorno, sia da fonti vegetali che animali.
"In pratica, si possono incoraggiare alimenti proteici a basso contenuto di proteine ​​e ricchi di nutrienti, come pesce, uova, yogurt greco, ricotta e frutta secca/semi, comprese le loro creme spalmabili, come burro di arachidi o di mandorle. Alcuni individui possono raggiungere i propri obiettivi proteici integrando la dieta con frullati, barrette e altri prodotti fortificati ad alto contenuto proteico.

"In pratica, si possono incoraggiare alimenti proteici a basso volume ​​e ricchi di nutrienti, come pesce, uova, yogurt greco, ricotta e frutta secca/semi, comprese le loro creme spalmabili, come burro di arachidi o di mandorle. Alcuni individui possono raggiungere i propri obiettivi proteici integrando la dieta con frullati, barrette e altri prodotti fortificati ad alto contenuto proteico".

Le indicazioni invitano anche a tener conto di sonno, stress, sostanze d'abuso, vita sociale.

L'articolo invita anche a tenere conto del programma "cibo è medicina", che ha aiutato molte persone a essere più in salute fornendo pasti sani, e dell'insicurezza alimentare, che a causa della difficoltà d'accesso al cibo sano aumenta l'incidenza di malattia.

In definitiva si tratta di farmaci che possono supportare la dieta ma che diventano potenzialmente pericolosi se utilizzati da soli senza un abbinamento alla corretta alimentazione e un professionista che supporti il percorso.

Aggiornamento 26/8/2025

Sono usciti gli aggiornamenti sul trattamento dell'ipertensione (pressione alta) da diverse società scientifiche riunite (per capirci: AHA/ACC/AANP/AAPA/ABC/ACCP/ACPM/AGS/AMA/ASPC/NMA/PCNA/SGIM).

Tra le cause viene indicata chiaramente, insieme al sovrappeso, la qualità della dieta. Insieme all'eccesso di sodio e alcol e la scarsa introduzione di potassio, anche un basso apporto di fibre, calcio, magnesio e proteine ​​vegetali aumentano il rischio di ipertensione.

Oltre al dimagrimento (perdita di peso di almeno il 5% del peso corporeo, necessario visto che il sovrappeso è una causa primaria di ipertensione), una dieta salutare e amica del cuore (mediterranea o simile, quindi ricca in magnesio e potassio), riduzione del sale, uso del sale di potassio anche in persone con pressione normale.
L'introduzione del potassio va aumentata, idealmente con cibi che lo contengono (frutta e verdura), eventualmente anche con integratori.
Attenzione in caso di problemi renali o a seconda della terapia (farmaci risparmiatori di potassio, ACE inibitori ecc.).

L'alcol andrebbe ridotto e il consumo ideale è zero.

L'attività fisica deve essere sia aerobica che coi pesi. La gestione dello stress è finalmente un caposaldo del trattamento, così come l'alterazione del sonno.

Aggiornamento 18/10/2025

Sono state rilasciate linee guida sulla gestione della stitichezza cronica, problema che affligge tante persone.

Il documento invita a usare:

💊 i supplementi di fibra, in particolare di psillio, che aumenta la frequenza e migliora la consistenza; l'inulina invece ammorbidisce la consistenza ma non aumenta la frequenza.
Le fibre possono aumentare la flatulenza e il gonfiore, quindi dovrebbero essere introdotte gradualmente e accompagnate da incremento dell'acqua.

🦠 I probiotici possono avere un impatto clinico positivo, non è però facile individuare ceppi migliori di altri. In generale possono ridurre la flatulenza e migliorare alcuni aspetti della qualità della vita. Quelli multiceppo ammorbidiscono le feci. Bacillus coagulans Unique IS-2 riduce il dolore. Provare un prodotto per un mese può essere consigliabile. Sui simbiotici non ci sono dati di efficacia.

💊 Il magnesio ossido può dare benefici clinici, sia nella frequenza che nella consistenza. Migliorano anche il confort e il gonfiore e il senso di svuotamento. Se prendete magnesio in questa forma ricordatevi quindi che non viene assorbito, ma serve solo ad aiutare l'evacuazione.

🥝 Il kiwi riduce il dolore addominale. Se ne possono consumare 2 o 3 al giorno. Può essere preferito allo psillio se si soffre di gonfiore. La senna non appare efficace nelle metanalisi.

🥖Il pane di segale può aumentare la frequenza, ma peggiorare alcuni sintomi.

🚰 Anche l'acqua ad alto contenuto di sali minerali può aiutare.

Non si sono fatte raccomandazioni sulla dieta in generale per mancanza di dati.

Aggiornamento 22/10/2025

"La vitamina D non ha funzionato in uno studio"

Certo, ma siamo sicuri di assumerla con abbastanza magnesio?

Il magnesio è necessario per i vari step di attivazione della vitamina. La maggior parte delle persone non ne assume abbastanza, in quanto trascura frutta e verdura.

Abbiate cura di assumere sufficiente magnesio per assicurarvi i vantaggi della vitamina D

Aggiornamento 5/2/2026

All'AIFA si sono accorti con tempi di reazione medio-lunghi che gli antiacidi creano problemi e devono essere prescritti per tempi che siano più brevi possibile. Il loro uso prolungato infatti aumenta il rischio di infezioni gastrointestinali, disbiosi (alterazione degli equilibri microbici intestinali), deficit di B12 e magnesio (quindi aumentato rischio di problemi cognitivi, diabete, dolori muscolari, stanchezza ecc.), problemi ossei e renali.

Segnalato da Dr.ssa Beatrice Venturi

Aggiornamento 16/3/2026

Supplementare il magnesio riduce il cortisolo, l'ormone dello stress, e anche per questo probabilmente riduce il rischio cardiovascolare. Le principali fonti sono frutta e verdura, insieme a cereali integrali e legumi. Può essere valutata una supplementazione sotto supervisione.
Il meccanismo è probabilmente legato ad un'azione sull'asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surrene) che regola la sua produzione.