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sabato 7 aprile 2018

Magnesio, una carenza frequente


Da un articolo segnalato dal dott. Carlo Maggio, il riassunto di una revisione degli effetti della carenza di magnesio.

La carenza di magnesio è una situazione relativamente frequente, a causa della nostra alimentazione ricca di cibi industriali e dell'impoverimento dei cibi stessi.


http://canacopegdl.com/keyword/magnesium-cartoon.html

Putroppo gli autori ci raccontano che esistono due forme di carenza: clinica e subclinica. La prima si manifesta con una riduzione della magnesiemia (magnesio nel sangue). Nella forma subclinica invece i livelli di magnesio nel sangue sono normali e il magnesio è carente solamente dentro le cellule.

La si riscontra nell'80% delle donne con osteoporosi, nel 30% dei diabetici, nell'11% di pazienti con ostruzione delle vie aeree  e generalmente negli anziani e nelle persone reduci da ricovero.
L'alluminio (cibi in scatola, deodoranti, farmaci) e la carenza di vitamina B6 riducono l'assorbimento di magnesio, così come l'alcol, la malattia renale e diabetica, l'intestino irritabile e le altre infiammazioni intestinali, l'acidosi metabolica, l'eccesso di vitamina D e calcio, i diuretici, il fosforo delle bibite gassate, lo stress.
Aggressività, ansietà, crampi, fascicolazioni, irritabilità, debolezza muscolare, dolori o iperalgesia, fotosensibilità, tinnito, tremori, vertigini, sonno disturbato, resistenza alla terapia con vitamina D sono tutti segni di carenza di magnesio.
Le conseguenze, in particolare a livello cardiaco, possono essere ipertensione, aterosclerosi e calcificazione delle placche, aritmie e malattia coronarica, con aumentato rischio di insufficienza cardiaca e trombosi.

Aggiornamento 2/7/2018

La supplementazione con magnesio è in grado di ridurre la PCR (proteina C reattiva), un parametro di infiammazione

Aggiornamento 3/8/2018

I segreti dell'invecchiamento sano: mantenere i mitocondri sani con cibo e diete salutari, restrizione calorica, riduzione di sodio ma aumento di potassio, magnesio e calcio, microbioma sano con cibi fermentati e probiotici, movimento tanto e stress ridotto

https://www.physiology.org/doi/full/10.1152/ajpheart.00734.2017


Aggiornamento 20/8/2018

La supplementazione con dosi modeste di vitamina D, calcio, magnesio e zinco ha migliorato il quadro ormonale e i marker di infiammazione e stress ossidativo di donne con ovaio policistico

Aggiornamento 20/9/2018

La supplementazione con magnesio migliora la funzione endoteliale e quindi la circolazione sanguigna

Aggiornamento 25/9/2018

Un bell'articolo della mia collega Francesca Manfra sul fabbisogno di magnesio e le forme più biodisponibili.

L'importanza del magnesio nella prevenzione tumorale, a causa del suo effetto antinfiammatorio, antiossidante, stabilizzatore del DNA

Aggiornamento 5/10/2018

Le cause dell'ipocalcemia, tra cui carenza di magnesio e problemi renali.

L'approccio all'ipomagnesemia

Aggiornamento 15/10/2018

Il magnesio migliora le componenti della sindrome metabolica, in particolare si abbassano glicemia, pressione e trigliceridi

Aggiornamento 22/10/2018

Avviene raramente, ma questi sono i sintomi dell'eccesso di magnesio (oltre i 5g)

Aggiornamento 15/11/2018

Perché insisto spesso sull'introduzione del magnesio (Mg), anche come integratore? Rispondo citando una review sull'argomento

Oltre la metà degli americani introduce meno magnesio di quanto indicato dai livelli minimi. Questo è dovuto anche al fatto che:

(i) Ci sono livelli ridotti di Mg in molti alimenti trasformati e in alcuni alimenti non biologici. La maggior parte degli alimenti acquistati ha ridotti livelli di Mg.
(ii) Alimenti comuni come carne (18-29 mg/100 g), zucchero (0 mg/100 g) e farina bianca (20-25 mg/100 gm) contribuiscono a coprire meno del 20% del fabbisogno giornaliero di Mg .
(iii) La cottura e l'ebollizione dei prodotti comportano un significativo declino del contenuto di Mg del cibo.
(iv) Ridotto assorbimento gastrointestinale di Mg si verifica in caso di carenza di vitamina D, un problema comune nelle culture occidentali.
(v) Molti farmaci di uso comune (ad es. alcuni antibiotici, antiacidi e farmaci ipertensivi) diminuiscono l'assorbimento di Mg.
(vi) Alcuni pesticidi comunemente usati hanno la propensione a chelare i minerali, riducendo potenzialmente il contenuto di Mg nel suolo e in alcune colture.
(vii) Si verifica un'eccessiva escrezione di Mg con l'uso di alcol e la presenza di diabete di tipo 1 o di tipo 2.
(viii) Fumare riduce la concentrazione plasmatica di Mg.
(ix) Si è dimostrata una riduzione nel suolo di alcuni nutrienti essenziali a seguito di tecniche di fertilizzazione che non coprono lo spettro dei minerali necessari.
(x) Le monocolture hanno la tendenza a consumare sostanze nutritive specifiche.
(xi) L'assorbimento del magnesio si riduce con l'invecchiamento fino al 30%.

Livelli corretti di Mg aiutano a prevenire e gestire malattie come asma, osteoporosi, crampi muscolari, preeclampsia, emicrania, diabete e sue complicazioni, depressione, insonnia, dipendenza dal fumo, tumori, calcoli renali, malattie cardiovascolari, fibrillazione atriale e aritmie, insufficienza cardiaca e renale, ipercolesterolemia, sindrome premestruale, glaucoma e cataratta, condizioni neurologiche (demenza, ADHD, schizofrenia, Parkinson).
L'articolo si conclude con "nella pratica clinica, l'ottimizzazione dello stato del magnesio attraverso la dieta e l'integrazione sembra essere una terapia sicura, utile e ben documentata per diverse condizioni mediche".

Aggiornamento 30/11/2018

2 ceppi di lattobacilli (fermentum e paracasei) riducono l'asma nei bambini. Altri nutrienti utili sono vitamina C, D, magnesio e omega 3.

Aggiornamento 12/1/2018
Sempre a proposito di impoverimento dei cibi, un articolo di Styven Tamburo:
E' VERO CHE AI NOSTRI GIORNI FRUTTA E VERDURA E' MENO NUTRIENTE ? 
Uno studio approfondito su questo tema e' stato condotto da Donald Davis e del suo team di ricercatori dell'Università del Texas (UT) del Dipartimento di Chimica e Biochimica di Austin pubblicato nel dicembre 2004 nel Journal of the American College of Nutrition. I ricercatori hanno studiato i dati nutrizionali del Dipartimento dell'agricoltura degli Stati Uniti del 1950 e del 1999 per 43 diversi tipi di ortaggi e frutti, trovando un "declino significativo" nella quantità di proteine, calcio, fosforo, ferro, riboflavina (vitamina B2) e vitamina C nel corso dell'ultimo secolo . Questo è dovuto dalle pratiche agricole destinate a migliorare l'aspetto degli alimenti (dimensione, tasso di crescita, resistenza ai parassiti)
"Gli sforzi per allevare nuove varietà di colture che offrono una maggiore resa, la resistenza ai parassiti e l'adattabilità al clima hanno permesso che i raccolti crescano più velocemente", ha riferito Davis, "ma la loro capacità di produrre o di assorbire sostanze nutritive non ha mantenuto il passo della loro rapida crescita. "Ci sono stati cali anche in altre sostanze nutritive, come magnesio, zinco e vitamine B-6 e E.
Un'analisi del Kushi Institute dei dati nutrizionali dal 1975 al 1997 ha scoperto che i livelli medi di calcio in 12 ortaggi freschi sono scesi del 27 %; i Livelli di ferro 37 %; La vitamina A raggiunge il 21% e il livello di vitamina C al 30%. Uno studio analogo dei dati nutrizionali britannici dal 1930 al 1980, pubblicato nel British Food Journal, ha rilevato che in 20 verdure il contenuto di calcio medio era diminuito del 19%; Ferro 22%; E il potassio 14 %. Ancora un altro studio ha concluso che oggigiorno si dovrebbero mangiare otto arance per ottenere la stessa quantità di vitamina A che avrebbero ottenuto i nostri nonni mangiandone solo una.
Cosa si può fare? La chiave per ottenere prodotti più sani è un suolo più sano. Alternare i campi tra le stagioni di crescita per dare tempo alla terra per ripristinare i minerali sarebbe un passo importante. Inoltre, l'eliminazione di pesticidi e fertilizzanti a favore dei metodi di coltivazione biologica apporta benefici al suolo, e anche migliori prodotti per i consumatori. Coloro che vogliono ottenere frutta e verdura più nutriente dovrebbero acquistare regolarmente dagli agricoltori biologici locali.
Anche se meno nutriente rispetto al passato frutta e verdura deve rimanere alla base di una dieta "sana" in quanto apportano anche altre sostanze preziose per la salute come i fitocomposti e alte quantità di fibre inoltre e' buona regola assumere vitamine minerali e antiossidanti in genere a basso dosaggio in maniera ciclica ponendo attenzione allo stile di vita es. riposo/allenamento ed esigenze individuali ,ad esempio, come accennato i giorni precedenti alti dosaggi sopratutto in prossimità di sforzi intensi potrebbe disturbare l'omeostasi cellulare.

Aggiornamento 10/12/2018
La dieta degli anziani spesso li porta ad andare in carenza di alcuni nutrienti importanti come vitamina E e magnesio In questa ricerca gli studiosi hanno mostrato come circa 50g di nocciole al giorno per 16 settimane abbiano migliorato i parametri dei 2 nutrienti, oltre a migliorare glicemia e colesterolo cattivo (LDL) Il commento è stato "le nocciole sono solitamente gradite e possono essere considerate un vero multivitaminico naturale"
Aggiornamento 14/12/2018

Il magnesio è fondamentale per il metabolismo della vitamina D, così supplementare quest'ultima può essere inutili senza introduzione adeguata del magnesio, e potrebbe essere correlato con gli esiti negativi di alcuni trial recenti

Aggiornamento 31/1/2019

La carenza di magnesio porta ad alterazioni degli altri minerali, come calcio, fosforo e potassio

Aggiornamento 11/2/2019

L'integrazione di magnesio e vitamina E riduce le ulcere nelle persone con piede diabetico. Migliora inoltre i parametri metabolici (trigliceridi, glicemia, colesterolo), lo stato degli antiossidanti e l'infiammazione
Da una revisione generale sugli effetti del magnesio emerge che riduce fortemente il rischio di ospedalizzazione nelle donne in gravidanza e sia l'intensità che la frequenza dell'emicrania. Riduce inoltre il rischio di diabete e ictus come già noto.
Il 75% delle persone ha livelli inadeguati di vitamina D, per questo molti ricorrono all'integrazione. Il magnesio (Mg) è essenziale nel metabolismo della vitamina D, e l'assunzione di grandi dosi di vitamina D può indurre una grave deplezione di Mg. L'integrazione di magnesio deve essere considerata insieme alla terapia con vitamina D. Infatti la sua carenza causa riduzione dei recettori per la vitamina D, del PTH, aterosclerosi e ipocalcemia. Non esiste un metodo affidabile per verificare i livelli di magnesio nel sangue, ma assumerlo è facile sia con cibi di qualità che con integratori. La supplementazione va ridotta o evitata in caso di problemi renali.

Aggiornamento 19/2/2019

Gli inibitori di pompa sono associati a maggior rischio di danno renale, alterazione degli elettroliti e calcoli renali


Aggiornamento 29/2/2019

Tra i minerali, calcio, magnesio e selenio sono quelli più indicati nella prevenzione e trattamento della sarcopenia (perdita di muscolo)
Aggiornamento 14/3/2019

Un post del dott. Giordano sul cortisolo


Il cortisolo prende il sopravvento durante situazioni stressanti. Quindi, se hai sentito la pressione al lavoro, a casa o nei tuoi allenamenti, o hai difficoltà a prendere sonno, o il tuo sonno è irrequieto, è probabile che anche i tuoi livelli di cortisolo lo siano.
Anche hsCRP e globuli bianchi possono esprimere una situazione di stress. Quando il tuo corpo percepisce un'imminente battaglia interna tramite segnali di infiammazione, fa salire questi biomarcatori per rafforzare la sua difesa.

Peggio ancora, i bassi livelli di magnesio possono esacerbare questi effetti. Il basso Mg è stato collegato a livelli di cortisolo aumentati, che a loro volta riducono i livelli di magnesio. Il circolo vizioso continua. Inoltre il basso livello di magnesio blocca qualsiasi perdita di peso corporeo. In questo caso devi sapere come misurare il livello di magnesio che riflette quello intracellulare.
Anche i tuoi enzimi epatici ( ALT, AST , GGT ) possono elevarsi ed essere associati a un aumento delle sensazioni di stress e affaticamento.
Infine, i livelli di creatina chinasi (CK), che sono un indicatore della disgregazione muscolare, possono anche riflettere i livelli di stress. A differenza del cortisolo che rispecchia in gran parte lo stress emotivo, i livelli di CK raggiungono lo stress fisico, come il tipo di stress che si sperimenta in allenamento.
Come rimediare? Il piano d'intervento sullo stress dovrebbe essere articolato su diversi fronti, talvolta occorre qualche settimana per riportare tutto a livelli più fisiologici, dovrebbe comprendere un aumento dei cibi ad alto indice glicemico la sera per dormire meglio, esercizi di meditazione, yoga, respirazione diaframmatica con pause dopo l'inspirazione e dopo l'espirazione facendo attenzione a tenere l'apnea dopo l'espirazione di almeno il doppio dell'apnea da fare dopo l'inspirazione (ad esempio 2 secondi di pausa alla fine dell''inspirazione e 4 secondi di pausa alla fine dell'espirazione), ma quando il quadro del monitoraggio dello stress comprenda alterazioni in tutti i marcatori che ho indicato e si ha necessità di un intervento più incisivo, il mio consiglio è aggiungere 300 mg di ashwaganda x 2 volte al dì, una al mattino e una a cena x 60 giorni.
Attenzione, perché non tutta l'ashwaganda in commercio è uguale ed efficace.

Aggiornamento 1/4/2019

L'ipomagnesemia (magnesio basso nel sangue) aumenta la mortalità nelle persone con malattia renale e in dialisi

Aggiornamento 10/6/2019

Ridurre pressione sanguigna, sale da cucina (del 30%) ed eliminare i grassi trans potrebbe risparmiare quasi 100 milioni di morti nei prossimi 25 anni.

Aggiornamento 24/7/2019
La carenza subclinica di magnesio è il principale fattore responsabile di malattie cardiovascolari come aritmie, calcificazioni arteriose, aterosclerosi, insufficienza cardiaca, ipertensione e trombosi, ed è legata oltre che a scarsa introduzione anche a uso cronico di diuretici e antiacidi.
Aggiornamento 21/8/2019
Il magnesio può funzionare da prebiotico, aumentando la diversità batterica

Aggiornamento 25/8/2019

In un secolo il contenuto di magnesio (insieme a calcio e ferro) in alcune verdure si è ridotto fino al 90%. L'uso di cibo spazzatura, bibite zuccherate, caffeina, diversi farmaci riduce ulteriormente l'assorbimento del magnesio e aumenta la sua escrezione urinaria.
"Ciò potrebbe giustificare una modifica dei farmaci o raccomandazioni dietetiche per aumentare l'assunzione di verdure crude con un più alto contenuto di magnesio e ridurre il consumo di bibite e alimenti trasformati con poco magnesio e la raccomandazione di integratori di magnesio.
La riduzione del magnesio nei vegetali è un problema urgente

Aggiornamento 13/9/2019

Nelle persone con diabete di tipo 2 "la supplementazione con magnesio può produrre un effetto favorevole su glicemia, HDL, LDL, trigliceridi e pressione massima. Pertanto, l'integrazione con magnesio può ridurre il rischio di malattie cardiovascolari associate al diabete".

Aggiornamento 14/9/2019

La carenza di magnesio (MgD) è un fattore stabilito per il rischio cardiovascolare, perché promuove l'ipertensione e l'aterosclerosi.
"Il magnesio è un calcio-antagonista naturale. Potenzia la produzione di mediatori vasodilatatori locali (prostacicline e ossido nitrico) e altera le risposte vascolari a una varietà di sostanze vasoattive (endotelina-1, angiotensina II e catecolamine). La MgD stimola la produzione di aldosterone e potenzia la risposta infiammatoria vascolare, mentre diminuiscono l'espressione e l'attività di vari enzimi antiossidanti (glutatione perossidasi, superossido dismutasi e catalasi) e i livelli di importanti antiossidanti (vitamina C, vitamina E e selenio). Il magnesio equilibra gli effetti delle catecolamine nello stress acuto e cronico. La MgD può essere associato allo sviluppo di insulino-resistenza, iperglicemia e cambiamenti nel metabolismo lipidico, che aumentano i cambiamenti aterosclerotici e la rigidità delle arterie. Il magnesio regola il turnover di collagene ed elastina, proteine della parete vascolare, e l'attività delle metalloproteinasi della matrice. Il magnesio aiuta a proteggere le fibre elastiche dalla deposizione di calcio e mantiene l'elasticità dei vasi".
Per questo è importante assumerlo con quantità idonee di frutta e verdura ed eventualmente integrare.

Aggiornamento 15/9/2019

Il magnesio apporta benefici nell'ansia e nella sindrome premestruale

Aggiornamento 27/9/2019

Il magnesio è un minerale fondamentale per la gestione della glicemia. La sua carenza aumenta la produzione di insulina, che a sua volta stimola l'escrezione urinaria di magnesio, creando un circolo vizioso molto pericoloso per la salute. La supplementazione di magnesio deve essere valutata nelle persone diabetiche.

Aggiornamento 7/10/2019

Con le conoscenze attuali è possibile considerare l'emicrania come una reazione agli alti livelli di stress ossidativo cerebrali dovuti alla compromessa produzione di energia nei neuroni. La mancanza di sonno, saltare i pasti, condizioni atmosferiche, profumi che contengono ftalati, luci, rumori, possono provocare stress ossidativo cerebrale alterando le quantità di glutatione, ATP e cisteina. La conseguenza in persone predisposte è l'emicrania.
Come migliorare la situazione? Tutto ciò che influenza i mitocondri può aiutare.
Il magnesio aiuta, essendo un cofattore vitale del metabolismo energetico, e chi ha emicrania spesso ha carenza. La carnitina è efficace se assunta insieme a Q10 e magnesio. L'attività fisica è inoltre altamente raccomandata.
Aggiornamento 24/10/2019
Quali sono i problemi associati con l'uso di antiacidi? atrofia gastrica, carenza di vitamina B12, malattie cardiovascolari, infezione da C. difficile, polmonite, demenza, tumore allo stomaco, osteoporosi, carenza di magnesio, danno renale acuto, nefrite interstiziale, insufficienza renale. Inoltre aumentano il rischio di morte per ogni causa e in particolare cardiovascolare, renale e da tumore gastrointestinale
L'insulina in eccesso stimola la vasocostrizione e quindi l'ipertensione
Aggiornamento 27/11/2019
Appena uno scrive che lo zucchero non fa male, ecco che appare lo studio che lo smentisce.
Sempre più prove ad esempio legano zucchero e ipertensione, mentre solitamente ci si preoccupa solo del sale.
Il fruttosio ad esempio stimola la ritenzione di sodio tramite l'angiotensina II (guarda un po' proprio l'ormone bloccato dai farmaci antipertensivi), e il suo assorbimento a livello intestinale, aumentando la pressione (e la cellulite...).
Inoltre lo zucchero è ben noto per stimolare l'aumento di peso e il grasso, soprattutto viscerale, aumenta la pressione. Invece la frutta, che contiene fibre, vitamine, sostanze fitochimiche e minerali (soprattutto potassio) ma anche naturalmente zuccheri è associata a riduzione della pressione
Aggiornamento 7/12/2019
Una 60enne si è ritrovata in acidosi metabolica perché faceva la cheto senza integrare i sali minerali
Aggiornamento 27/12/2019
Il magnesio migliora la funzione endoteliale (capacità dei vasi di dilatarsi) nelle persone sovrappeso e con fattori di rischio, se somministrato per almeno 6 mesi
Aggiornamento 30/12/2019
Il microbiota è importante per l'assorbimento dei minerali
Aggiornamento 17/1/2020
In diversi studi la vitamina D è risultata inefficace e quindi molti l'hanno bollata come una moda, nonostante si sappia che moduli migliaia di geni.
Ci si dimentica però che questa vitamina con azione ormonale ha bisogno del magnesio come cofattore per essere trasportata, attivata e funzionare correttamente.
In questo studio su persone sovrappeso la vitamina D non riesce ad abbassare il PTH (uno dei suoi principali compiti) proprio perché hanno carenza di magnesio.
Il PTH alto provoca stress ossidativo, è legato ad aumento di peso, infiammazione, rischio cardiovascolare.
Aggiornamento 21/1/2020
Chissà quando smetteremo di leggere cattive notizie sugli inibitori di pompa (antiacidi, PPI). Se la natura ci ha predisposto con l'acidità gastrica un motivo ci sarà, per esempio è necessaria, tra le tante cose, per l'assorbimento del magnesio (e del ferro, e della vitamina B12). Le persone con malattie croniche, come la cachessia (scarsa muscolatura) o altre patologie a base infiammatoria hanno spesso carenza di magnesio, che riduce la funzione muscolare, e l'uso di PPI peggiora la situazione. Come detto pochi giorni fa il magnesio è necessario per attivare la vitamina D, e la carenza di questa vitamina crea ulteriore perdita di muscolo. Inoltre vengono selezionati dei batteri infiammatori e che favoriscono l'accumulo di grasso. Il tutto viene esacerbato in caso di sovrappeso e obesità sarcopenica. Vale proprio la pena di trovare un percorso alimentare che permetta la riduzione o l'abbandono di questi farmaci.

Aggiornamento 30/1/2020
Il magnesio si conferma un ottimo amico per chi abbia problemi di insulinoresistenza

Aggiornamento 31/1/2020
Nelle persone con lieve ipertensione non si capisce esattamente se è conveniente trattare farmacologicamente, per cui la Società Europea dell'Ipertensione ha emesso una posizione ufficiale sull'uso di cibo, integratori e nutraceutici in questa condizione.
La barbabietola grazie ai suoi nitrati naturali appare il cibo più efficace. Tè ricco in catechine, karkadè, sesamo e melagrana hanno effetto più limitato.
Tra gli integratori, vitamina C, magnesio e potassio (attenzione a quest'ultimo in alcune patologie) sono i migliori, tra i nutraceutici gli isoflavoni della soia (in donne postmenopausa), il resveratrolo (nei diabetici) e la melatonina (in chi soffre di ipertensione notturna). Anche probiotici e prebiotici hanno discreta efficacia. Molti altri funzionano (cacao, taurina, omega 3, ecc) ma a dosi elevate e a costi non bassi. In ogni caso non si consiglia di rimuovere gli eventuali farmaci prescritti.
Aggiornamento 3/3/2020
Il dr. Vasquez ricorda l'efficacia della vitamina D nella prevenzione delle infezioni respiratorie; nella revisione sistematica si sottolineò che l'uso di grandi boli mensili, come spesso accade oggi, non è efficace, mentre vi è necessità dell'integrazione giornaliera o settimanale. Aggiunge il dottore che spesso ci si dimentica che la vitamina D agisce correttamente quando abbinata a vitamina A, magnesio e probabilmente cisteina.

Aggiornamento 10/3/2020

La severità dell'asma è inversamente proporzionale ai livelli di vitamina D e magnesio
Aggiornamento 11/3/2020

Senza magnesio la vitamina D non viene trasportata nel sangue, non viene attivata dal rene né dal fegato, non si lega al recettore che rende possibile la sua azione. Ecco poi perché poi magari gli studi concludono che la vitamina non ha avuto effetto. Assumere quantità sufficienti di magnesio (frutta, verdura ed eventuale supplementazione) è fondamentale per una corretta azione della vitamina D. "Lo screening per la carenza cronica di magnesio è difficile perché un normale livello sierico può essere ancora associato a carenza da moderata a grave. Ad oggi, non esiste un test di laboratorio semplice e accurato per determinare lo stato del magnesio nell'uomo. Il Mg è essenziale nel metabolismo della vitamina D e l'assunzione di dosi elevate di vitamina D può indurre una grave deplezione di Mg. Un'adeguata integrazione di magnesio dovrebbe essere considerata un aspetto importante della terapia con vitamina D".

Aggiornamento 16/3/2020
Si confermano i legami tra asma e alimentazione. "Numerosi studi hanno dimostrato una concomitante riduzione delle citochine proinfiammatorie e un aumento dei marker antinfiammatori associati all'assunzione di frutta e verdura. Il consumo di frutta e verdura è inversamente associato ai neutrofili delle vie aeree negli adulti asmatici". Le diete a base vegetale, grazie alla presenza di antiossidanti, come vitamine E e C, carotene, ubichinone, flavonoidi e selenio, migliorano le condizioni degli asmatici. In particolare "la vitamina C influenza il rilascio di acido arachidonico, un precursore delle prostaglandine, che impedisce la sintesi della prostaglandina E2 (PGE2), che aumenta infiammazione e broncocostrizione. La vitamina C svolge anche diversi ruoli nella funzione immunitaria contribuendo alla fagocitosi e alla funzione linfocitaria e modulando le concentrazioni di citochine e istamina". Gli antiossidanti possono ridurre lo stress ossidativo e potenzialmente ridurre i sintomi asmatici. L'aumento dell'assunzione di magnesio è associato ad un effetto positivo sull'asma. Una dieta a basso contenuto di sale migliora la funzione polmonare nei pazienti con asma indotto dall'esercizio. La fibra modula positivamente il microbiota, che produce butirrato antinfiammatorio, e riduce la permeabilità intestinale. Inoltre riduce l'iperglicemia postprandiale, che si associa a maggiore infiammazione. In generale la dieta di tipo occidentale e i latticini appaiono peggiorare l'asma. Tra i grassi, il rapporto tra omega 3 e omega 6 deve rimanere alto per inibire la produzione di acido arachidonico e citochine infiammatorie, mentre i grassi saturi sembrano associati a peggioramento. La vitamina D ha un effetto antinfiammatorio e immunomodulante, bilanciando il rapporto tra Th1 e Th2.
Nelle persone sovrappeso il dimagrimento gioca un ruolo importante nel miglioramento dei sintomi. In conclusione "l'assunzione di frutta e verdura è stata associata a un ridotto rischio di asma e ad un migliore controllo dell'asma, mentre il consumo di prodotti lattiero-caseari è associato ad un aumentato rischio e potrebbe esacerbare i sintomi asmatici. Componenti dietetici come antiossidanti, fibre, acidi grassi polinsaturi, grassi totali e saturi e consumo di vitamina D probabilmente influenzano le vie immunitarie coinvolte nella fisiopatologia dell'asma". Si rilevano però pochi trial clinici.

Aggiornamento 17/3/2020
Un gruppo di esperti ha rilasciato un position paper sull'uso dei nutraceutici nell'insufficienza cardiaca (o scompenso cardiaco, HF), malattia caratterizzata da scarsa efficienza mitocondriale e legata a ipertensione, malattia coronarica, cardiomiopatia e cardiopatia valvolare. Tra di essi, il Coenzima Q10 (specialmente con dosi ≥200 mg/d) "può essere di beneficio nei pazienti con scompenso cardiaco cronico, in particolare nella fase iniziale, e potrebbe determinare una riduzione dei principali eventi cardiaci avversi e mortalità totale". "Gli estratti di Crataegus (biancospino) hanno dimostrato benefici in termini di capacità funzionale, controllo dei sintomi e qualità della vita correlata alla salute". Gli omega 3 possono "migliorare la prognosi dell'HF, in particolare in pazienti dopo infarto del miocardio". "Il trattamento con carnitina potrebbe essere efficace per i pazienti con insufficienza cardiaca congestizia come adiuvante della terapia convenzionale, migliorando i sintomi clinici e la funzione cardiaca", riducendo BNP. Il cacao può ridurre il rischio di HF. La vitamina D potrebbe essere utile nella terapia di supporto e migliorare la prognosi, e dev'essere supplementata se carente. Sul magnesio i dati sono incerti, ma l'ipomagnesemia va evitata nei problemi cardiaci. Il ribosio potrebbe offrire un beneficio energetico in pazienti con malattia ischemica, inclusa HF (migliorando in particolare la disfunzione diastolica). Alcuni ceppi di probiotici (in particolare lattobacilli, bifidobatteri, oltre a S. boulardii) potrebbero essere applicati come adiuvanti alla terapia convenzionale nel trattamento dell'HF. Il ferro è utile nelle persone con frazione di eiezione ridotta. Vitamina C ed E non sembrano utili. Altre carenze che spesso si presentano sono zinco, selenio, aminoacidi.

Aggiornamento 21/3/2020

Il ruolo dell'infiammazione nelle malattie moderne e legate all'invecchiamento. Ritengo che oggi non ci si dovrebbe occupare di alimentazione senza aver letto questo articolo.
L'infiammazione è una risposta adattativa dell'organismo agli insulti esterni, che l'evoluzione ci ha dato per difenderci. Purtroppo ai nostri tempi una risposta infiammatoria cronica (SCI) è alla base di molti problemi. L'infiammazione determina effetti comportamentali specifici che includono un insieme di comportamenti legati al risparmio energetico comunemente noti come "comportamenti da malattia", come tristezza, anedonia, affaticamento, riduzione della libido e dell'assunzione di cibo, sonno alterato e ritiro comportamentale sociale, nonché aumento della pressione sanguigna, insulino-resistenza e dislipidemia. Questi cambiamenti comportamentali possono essere fondamentali per la sopravvivenza durante i periodi di lesioni fisiche e minacce microbiche.
L'infiammazione cronica è legata ad aumentato rischio di sindrome metabolica, che include la triade di ipertensione, iperglicemia e dislipidemia; diabete di tipo 2; steatosi epatica; ipertensione; malattie cardiovascolari (CVD); malattia renale cronica; vari tipi di cancro; depressione; malattie neurodegenerative e autoimmuni; osteoporosi e sarcopenia. I marker di infiammazione come PCR e neutrofili aumentati e albumina bassa, correlati all'infiammazione, sono predittivi di mortalità per tutte le cause. In realtà però non esistono marker standardizzati per l'infiammazione cronica.
Tra le cause riconosciute di SCI, infezioni croniche, inattività fisica, obesità (viscerale), disbiosi intestinale, dieta, isolamento sociale, stress psicologico, sonno disturbato e ritmo circadiano alterato ed esposizione a sostanze tossiche come inquinanti atmosferici, rifiuti pericolosi, prodotti chimici industriali e fumo di tabacco. In particolare per quanto riguarda la dieta "la dieta tipica che è stata ampiamente adottata in molti paesi negli ultimi 40 anni è relativamente povera di frutta, verdura e altri alimenti ricchi di fibre e prebiotici e ricca di cereali raffinati, alcool e alimenti industriali, in particolare quelli contenenti emulsionanti. Questi fattori dietetici possono alterare la composizione e la funzione del microbiota intestinale e sono collegati ad una maggiore permeabilità intestinale e cambiamenti epigenetici nel sistema immunitario che alla fine causano endotossemia e SCI". I derivati della cottura ad alte temperature (AGEs e ALEs) sono infiammatori e aumentano l'appetito, mentre gli alimenti ad alto indice e carico glicemico, come zuccheri e cereali raffinati, che sono ingredienti comuni nella maggior parte degli alimenti ultraprocessati, possono causare un aumento dello stress ossidativo che attiva i geni infiammatori. Anche i grassi trans e il sale risultano infiammatori, quest'ultimo attivando i macrofagi e riducendo i lattobacilli. Altri i fattori includono carenze di micronutrienti, tra cui zinco e magnesio, causate dal consumo di alimenti trasformati o raffinati a basso contenuto di vitamine e minerali e livelli di omega 3 non ottimali, che influiscono sulla fase di risoluzione dell'infiammazione. I principali contribuenti alla crescente incidenza mondiale di carenza di omega-3 sono un basso apporto di pesce e un alto apporto di oli vegetali ad alto contenuto di acido linoleico, che riduce gli acidi grassi omega-3 nei fosfolipidi della membrana cellulare (dai quali derivano i composti antinfiammatori). Se combinato con una bassa attività fisica, il consumo di alimenti trasformati iperpalatabili ad alto contenuto di grassi, zucchero, sale e additivi può causare importanti cambiamenti nel metabolismo cellulare e portare all'aumento della produzione (e dello smaltimento difettoso) di organelli disfunzionali come i mitocondri, e di molecole endogene disperse, mal ripiegate e ossidate. Questo porta in ultimo all'inflammaging, uno stato di cronica stimolazione del sistema immunitario tipico dell'anziano, che promuove le malattie legate all'invecchiamento. Tra le sostanze tossiche col quale siamo spesso a contatto invece troviamo ftalati, sostanze per- e polifluoroalchiliche, bisfenoli, idrocarburi policiclici aromatici e ritardanti di fiamma, che fungono da citotossici, interferenti endocrini e ossidanti.
Aggiornamento 21/3/2020

Nelle persone con pregresso tumore al colon, avere livelli di vitamina D e intake di magnesio più alti riduce la mortalità da tutte le cause

Aggiornamento 19/4/2020
Un periodo di severa restrizione calorica può attivare il sistema renina-angiotensina (ipertensione) e aumentare la suscettibilità alla sua alterazione, portando a malattie renali e cardiovascolari.

Aggiornamento 8/8/2020

Vitamina D e calcio a basse dosi potrebbero essere un semplice modo per ridurre la ricorrenza delle vertigini

Aggiornamento 12/8/2020

Per migliorare i sintomi della sindrome premestruale, magnesio, calcio, olio di enotera, vitamina B6, omega 3, taurina

Secondo le linee guida americane sull'osteoporosi in caso di ridotta introduzione di magnesio (o malassorbimento) è consigliabile supplementarlo (persone che assumono antiacidi per esempio)

Aggiornamento 14/9/2020

Spesso una carenza di magnesio, importante minerale, può esacerbare o slatentizzare malattie neurologiche. "Ci sono dati solidi sul ruolo del magnesio nell'emicrania e nella depressione. C'è anche un buon potenziale per il magnesio sull'efficacia in condizioni di dolore cronico, così come in disturbi psichiatrici come ansia e depressione. Sono necessarie molte più ricerche per quanto riguarda gli effetti del magnesio sull'epilessia, compresi studi clinici che valutano l'uso del magnesio come trattamento aggiuntivo. I disturbi neurologici, come il Parkinson e l'Alzheimer, trarrebbero grandi benefici da ulteriori ricerche che includono misure dei livelli di magnesio nel sistema nervoso centrale. Infine, ci sono alcune ricerche che suggeriscono un effetto positivo del magnesio per migliorare i risultati di riabilitazione post-ictus e come un'importante strategia dietetica per prevenire potenzialmente l'ictus, sebbene siano necessari ulteriori studi prospettici a questo proposito".
Grazie ad Alessandro Andrea Cinausero,Tecnico Sportivo per la segnalazione

Aggiornamento 30/9/2020

Tra i fattori che appaiono protettivi dal tumore del colon-retto, consumo di frutta e verdura, folati naturali, magnesio, fibre e latticini. Tra quelli che aumentano il rischio alcol e carne, in particolare rossa e processata

Aggiornamento 22/10/2020

Quali diete possono essere utili nella fibromialgia? Tutti i modelli dietetici sani, ricchi di cibi vegetali, antiossidanti o fibre, solitamente portano a un miglioramento dei sintomi, e questo "suggerisce che una dieta adeguata potrebbe svolgere un ruolo cruciale nella gestione della fibromialgia". attraverso la modulazione del microbiota, del peso corporeo e della somatizzazione (componenti psicosomatiche). Vitamina D, magnesio, ferro e probiotici sono integrazioni spesso utili.

Aggiornamento 24/12/2020

Il magnesio in ambito ginecologico secondo la rivista ufficiale della SIGO - Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia
Il magnesio può essere utile nelle seguenti condizioni: dismenorrea (stimola il rilassamento della muscolatura antagonizzando il calcio), sindrome premestruale (probabilmente normalizza l'azione degli ormoni, tra cui il progesterone), sintomi della menopausa (soprattutto nelle donne con pregresso tumore), osteoporosi (aumenta l'osteocalcina e riduce i marker di riassorbimento osseo), malattie cardiovascolari (riduce la pressione), disturbi dell'umore (stabilizza l'umore, soprattutto nei maniaco-depressivi, e migliora l'effetto dei farmaci). Nelle specifiche condizioni ginecologiche, può ridurre il rischio di parto prematuro (riducendo le contrazioni), di ipertensione gravidica e gestosi, riducendo anche i rischi per il nascituro.
La forma più assorbibile risulta essere quella sucrosomiale.

Aggiornamento 14/1/2021

Il magnesio si conferma efficace contro la pressione alta. Secondo una metanalisi di 49 studi "la terapia orale con magnesio aggiunta ai regimi di trattamento dei pazienti con ipertensione parzialmente controllata è promettente come un modo per ottenere in sicurezza una pressione sanguigna più bassa senza aumentare i farmaci antipertensivi. La prescrizione di integratori di magnesio a pazienti ipertesi ma non trattati deve superare i 600 mg/giorno per essere efficace, il che può essere realizzato in modo sicuro ed economico, ma dosi di magnesio inferiori a questo livello possono ottenere altri miglioramenti dei fattori di rischio cardiovascolare senza gli effetti collaterali di farmaci antipertensivi".

Aggiornamento 27/1/2021

La carenza cronica di magnesio è:

✔ Comune particolarmente negli anziani (e in chi mangia male)
✔ Associata alle principali patologie e uso farmaci comuni
✔ Spesso associata a normale concentrazione sierica di magnesio (ma evidenziabile dai bassi livelli urinari)
✔ Poco costosa da diagnosticare e facile da trattare.

Si ritiene che l'escrezione urinaria di magnesio <1 mmol/die o il rapporto con la creatinina <0,17 siano indicativi di carenza.
Se sei sempre stanco, hai problemi di glicemia, difficoltà a dormire, umore alterato ecc. potrebbe dipendere da una carenza di magnesio.
Il magnesio associato a un amminoacido come citrato o lattato è meglio tollerato con una biodisponibilità superiore rispetto all'ossido che può portare a problemi intestinali. "Un supplemento giornaliero di 200 mg di magnesio chelato sarebbe adeguato, sicuro nella maggior parte dei casi, sufficiente per aumentare costantemente il magnesio sierico".

Aggiornamento 1/4/2021

Tra gli antiacidi, quello che induce maggiormente carenza di magnesio è l'omeprazolo, il meno dannoso il rabeprazolo. Anche la durata del trattamento incide molto


Aggiornamento 2/4/2021

Le persone con problemi correlati allo stomaco (ipocloridria, uso di antiacidi, infezione da H. pylori, interventi di chirurgia bariatrica) dovrebbero monitorare spesso i valori di magnesio, calcio, ferro e vitamina B12 perché soggetti a carenze. Anche vitamina C e D possono essere carenti.

Aggiornamento 27/5/2021

La carenza di magnesio (Mg), più diffusa di quanto si possa immaginare, gioca un ruolo importante nell'osteoartrite (OA), e può essere favorita da diuretici, diabete, semplice invecchiamento.
La concentrazione di Mg extracellulare influenza le cellule correlate alle articolazioni, come cellule staminali mesenchimali, osteoblasti, condrociti e fibroblasti, e riduce il rischio di osteoporosi. Nell'anziano anche le cellule senescenti, lo stress ossidativo e l'accorciamento dei telomeri aumentano l'infiammazione, e sono tutte condizioni legate a ridotto introito di Mg.
Il Mg insieme ad un buon microbiota può contribuire a ridurre i dolori articolari, riducendo l'infiammazione. La carenza di Mg, che si trova soprattutto in frutta e verdura, contribuisce alla riduzione di bifidobatteri, importanti per l'anziano, invece un buon bilanciamento dei microbi intestinali facilita l'assorbimento del Mg.
"Pertanto, l'effetto combinato di un'appropriata assunzione alimentare di Mg e di un ambiente intestinale sano può essere benefico per la prevenzione e il trattamento dell'OA"

Aggiornamento 5/8/2021

Scoperte dopo 60 anni che si cercavano le cellule renali, chiamate renine, che regolano la pressione, il "barocettore". Trasduce il segnale meccanico di pressione sanguigna in trascrizione genica del gene della renina. Che figata la fisiologia

Aggiornamento 21/9/2021

La dieta mediterranea appare contrastare i problemi di disfunzione erettile. Chi la segue ha migliore funzione vascolare, che può essere alla base delle difficoltà maschili.
"I risultati suggeriscono che la dieta mediterranea potrebbe svolgere un ruolo nel mantenimento di diversi parametri di salute vascolare e qualità della vita e negli uomini di mezza età con ipertensione e disfunzione erettile.
Nel nostro studio, il consumo di una dieta mediterranea era collegato a una migliore capacità di esercizio, arterie e flusso sanguigno più sani, livelli di testosterone più elevati e migliori prestazioni erettili. Sebbene non abbiamo esaminato i meccanismi, sembra plausibile che questo modello dietetico possa migliorare la forma fisica e le prestazioni erettili migliorando la funzione dei vasi sanguigni e limitando la caduta del testosterone che si verifica nella mezza età".

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