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sabato 2 aprile 2016

Pesce e gravidanza



L'Academy di nutrizione USA ha fatto un articolo sull'uso del pesce in gravidanza. Il pesce (inteso in generale come cibo proveniente dal mare, incluso molluschi ecc) viene definito una buona fonte di nutrienti, in particolare proteine, ferro e grassi omega 3.

Però invita anche a evitare quello con più mercurio: pescespada, squalo, cavalla (un particolare sgombro di maggiori dimensioni), in generale i pesci più grandi. Inoltre evitare il pesce affumicato e refrigerato non cotto, compreso sushi e sashimi.
Insomma consumarlo sempre ben cotto per evitare infezioni che possono nuocere al nascituro.


https://it.pinterest.com/pin/375276581423033523/

Aggiornamento 11/6/2016

L'infografica della Cleveland Clinic sul pesce e il contenuto di omega 3.


Aggiornamento 8/9/2016

Il pesce appare contaminato dalla plastica, soprattutto quello allevato e non pescato in acque profonde.

Authoritynutrition.com conferma quanto scritto nell'articolo


Aggiornamento 16/10/2016

L'uso di antidepressivi durante la gravidanza, in particolare inibitori SSRI (reuptake della serotonina) aumenta il rischio di successivi problemi motori e di linguaggio nei bambini.



Aggiornamento 3/11/2016

Con una quantità maggiore di omega 3 nel latte materno si abbassa la frequenza di allergie nei bambini. Utilizzate però solo fonti sicure e non inquinate (pesci piccoli ed eventualmente integratori certificati IFOS)


Aggiornamento 29/12/2016


In uno studio RCT la supplementazione con omega 3 nell'ultimo trimestre di gravidanza previene asma e infezioni del tratto respiratorio. Speculando si può ipotizzare che queste e altre malattie infiammatorie siano solo lo specchio di carenze nutrizionali, così come il rachitismo è lo specchio della carenza di vitamina D


Aggiornamento 21/2/2017

Il mercurio nel pesce sembra aumentare il rischio di SLA. Per questo è bene sempre mangiare quelli a basso contenuto, evitando pescespada, squaliformi e i pesci più grandi in genere. così come, tra l'altro, consiglia l'FDA.



Aggiornamento 8/3/2017

Finora la FDA si era limitata a consigliare, soprattutto in gravidanza e allattamento, pesce con bassi livelli di mercurio. Ora è stata resa nota una lista di pesci da evitare: quelli di grossa taglia come il pescespada, gli squali, il pesce specchio, il tonno obeso, il marlin, la cavalla. Pesci di piccola taglia, molluschi e crostacei sono generalmente sicuri. Attendiamo un provvedimento analogo dall'EFSA


Aggiornamento 13/3/2017

Nel video potete vedere un organismo marino che mangia microframmenti di plastica gettata in mare da un idiota e che andrà così ad accumularsi nella catena alimentare avvelenando tutti noi






Aggiornamento 3/4/2017

Nonostante quello che dicono i soliti pompieri, la puntata di "Indovina chi viene a cena" sul salmone allevato in Norvegia è veritiera.
Infatti l'Academy continua a raccomandare attenzione al pesce in gravidanza.



Aggiornamento 21/4/2017

Il pesce risulta, come previsto, uno degli alimenti più inquinati dalle microplastiche.


Aggiornamento 12/5/2017

In gravidanza esposizione a BPA e paracetamolo andrebbero evitate per i loro danni cellulari


Aggiornamento 23/5/2017

Un buon livello di omega 3 a catena lunga in gravidanza riduce il rischio di diabete di tipo I (giovanile).

Invece gli omega 6 (acido linoleico e arachidonico) e gli omega 3 a catena corta (acido linolenico) sembrano aumentare il rischio

Aggiornamento 2/6/2017


Vitamina D e omega 3 integrati insieme migliorano il quadro metabolico di donne con diabete gestazionale

Aggiornamento 9/7/2017

Nuove linee guida sul pesce dagli USA. Evitare il pesce di grossa taglia (pescespada, sgombro reale ecc)

Inoltre i pesci allevati hanno quantità maggiori di omega 6, per cui preferire il pescato.


Aggiornamento 17/7/2017

Pensateci 2 volte prima di buttare plastica in terra.
Le plastiche si accumulano lungo la catena alimentare e in particolare negli organismi marini, ma anche nei terreni.

Gli additivi plastici (inquinanti organici quali le diossine, BPA, i bifenili policlorurati (PCB), il diclorodifeniltrichloroetano (DDT), gli idrocarburi policiclici aromatici (PAH),  ftalati, ritardanti di fiamma, stabilizzanti, pigmenti e antimicrobici) sono aggiunti alle plastiche per migliorare la loro qualità e proprietà, ma rilasciati poi nell'ambiente, accumulandosi nella catena alimentare.

"Una volta che le materie plastiche sono state consumate, alcune sostanze chimiche vengono rilasciate dalla plastica e trasferite all'animale. Se la sostanza chimica è solubile nel grasso, può accumularsi nei tessuti di un organismo".

"Gli esperimenti di laboratorio con modelli animali hanno dimostrato che l'esposizione ad additivi plastici può alterare i sistemi endocrini, causare difetti alla nascita, ridurre la produzione di spermatozoi, innescare l'insulino-resistenza e compromettere l'apprendimento e la memoria".

"Con una quota così elevata (di plastica, ndr), dobbiamo impegnarci in soluzioni esistenti piuttosto che aspettare risposte definitive. Come affermato nella dichiarazione di Wingspread del 1998 sul principio di precauzione "Quando la salute dell'uomo e dell'ambiente è in gioco, potrebbe non essere necessario aspettare la certezza scientifica per intraprendere azioni protettive". La nostra priorità dovrebbe essere quella di eliminare l'uso inutile delle materie plastiche, e insistere su alternative biodegradabili e soprattutto capire completamente cosa significa vivere in un mondo plastificato".

Aggiornamento 21/7/2017


Il DHA, un grasso omega 3 a lunga catena, è fondamentale per l'acuità visiva: senza di esso la retina non funziona correttamente.


Aggiornamento 26/7/2017

Il consumo regolare di pesce può ridurre i sintomi della artrite reumatoide

Ottimo articolo sul confronto tra salmone selvaggio e allevato (dott.ssa Kirkpatrick). I dati non sono completamente traslabili alla realtà europea (dovrebbe essere minore il contenuto di antibiotici) ma il salmone pescato vince in ogni caso.



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