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giovedì 5 ottobre 2017

Lattobacilli e dimagrimento



I probiotici stanno emergendo come potenziale mezzo per aiutare nel dimagrimento, e in particolare i lattobacilli.

Una revisione sistematica ha analizzato la letteratura disponibile in merito.

Nel totale sono stati trovati 1567 articoli, ma solo 14 sono stati inclusi in questa revisione sistematica.
Di questi 9 hanno mostrato diminuzione del peso corporeo e/o del grasso corporeo, 3 non hanno trovato effetto e 2 hanno mostrato aumento di peso. I risultati suggeriscono che gli effetti benefici sono dipendenti dal ceppo. 

https://www.shutterstock.com/image-vector/set-cute-funny-bacterias-germs-flat-479014792?src=kAKhy0GEUjsZLKpFwRvXlA-1-26

"I probiotici possono modulare il microbiota intestinale, promuovendo la riduzione del peso corporeo e della massa grassa. Possono contribuire al recupero delle giunzioni strette tra cellule epiteliali, riducendo così la permeabilità intestinale, impedendo la traslocazione dei batteri e diminuendo l'infiammazione derivata da lipopolisaccaridi (LPS, molecole infiammatorie della parete batterica, ndT).
La riduzione dell'infiammazione aumenta la sensibilità all'insulina nell'ipotalamo, aumentando la sazietà. Inoltre aumentano le concentrazioni di GLP-1 e PYY, unitamente a una migliore sensibilità all'insulina nell'ipotalamo, e portano ad una riduzione dell'assunzione di cibo a causa di una maggiore sazietà. L'assunzione ridotta di alimenti insieme ad una maggiore espressione di Fiaf promuove la riduzione del peso".

Un'altra metanalisi mostra che L. reuteri e L. plantarum sono efficaci nel ridurre il colesterolo.

L'assunzione di probiotici deve comunque sempre essere effettuata sotto controllo di personale adeguatamente preparato. E abbinata ad una adeguata assunzione di fibre prebiotiche. 😉

Aggiornamento 10/10/2017


I principali fattori che alterano il microbiota sono: antibiotici (usati in eccesso e male e senza uso dei probiotici), emulsionanti (cibo processato), dolcificanti artificiali, parto cesareo (il microbiota intestinale somiglia così a quello della pelle della mamma, che è ricco in staffilococchi e povero in lattobacilli), stress (riduce i batteri antinfiammatori e aumenta la permeabilità)


Scrive la dott.ssa Casu

La difficoltà a perdere peso dipende anche dall'equilibrio dei nostri batteri intestinali, che costituiscono un vero e proprio organo definito Microbiota
" I cambiamenti nella diversità e nella composizione microbica sono sempre più associati a diversi stati di malattia, tra cui l'obesità e disturbi comportamentali. Il microbiota è associato all'obesità e altera la riserva energetica dell'ospite, la resistenza all'insulina, l'infiammazione e la deposizione di grasso. Inoltre, il microbiota intestinale può regolare il metabolismo, l'adiposità, l'omoostasi e l'equilibrio energetico, nonché l'indicazione centrale dell'appetito e della ricompensa alimentare, che insieme hanno ruoli cruciali nell'obesità. Inoltre, alcuni ceppi di batteri e loro metaboliti potrebbero interessare direttamente il cervello tramite la stimolazione vagale o indirettamente tramite meccanismi immuno-neuroendocrini. Pertanto, il microbiota intestinale sta diventando un obiettivo per nuove terapie contro l'obesità. Ulteriori indagini sono necessarie per chiarire l'intricato rapporto tra gut-microbiota-host e il potenziale delle strategie mirate al gut-microbiota, come ad esempio gli interventi dietetici e il trapianto di fecali microbiotesi, come promettenti terapie metaboliche che aiutano i pazienti a mantenere un peso sano durante tutta la vita."
Lancet Gastroenterol Hepatol. 2017 Aug 24

Aggiornamento 17/10/2017

Il successo del trapianto di microbiota per l'obesità e il diabete dipende dal microbiota basale di chi lo riceve: se è troppo alterato non dà buoni risultato

Aggiornamento 19/11/2017

Le alterazioni del microbiota facilitano gli scompensi ormonali, in particolare le malattie legate agli estrogeni o altri ormoni steroidei (ovaio policistico, endometriosi, osteoporosi, obesità, tumori del seno, dell'utero e della prostata). Nei modelli animali i lattobacilli restaurano la normalità.

Aggiornamento 28/11/2017


Cosa succede se un topo giovane riceve i microbi intestinali di un topo anziano? Improvvisamente si ammala delle malattie tipiche del topo anziano, quelle legate all'infiammazione ("inflammaging"). Ecco perché è importante mantenere un microbiota giovane con fibra e alimenti fermentati



Aggiornamento 29/11/2017

Un buon articolo su probiotici e dimagrimento

Aggiornamento 9/1/2018

Il solito, ottimo e completo articolo su probiotici e dimagrimento da parte di Selfhacked.com

Aggiornamento 5/2/2018

Una nuova revisione degli studi sui probiotici per il dimagrimento dimostra che sono efficaci, anche se la massa grassa ha una riduzione non significativa (BMI, peso e % di grasso si riducono significativamente).


Aggiornamento 8/2/2018

I legami tra probiotici e malattie reumatiche (miastenia, artrite ecc). Lattobacilli e bifidi appaiono protettivi



Aggiornamento 28/3/2018

Le donne con tumore al seno spesso hanno eccesso di Escherichia coli e Staphylococcus epidermidis, che possono stimolare mutazioni nel DNA e stress ossidativo, e ridotta presenza di lattobacilli e streptococchi. Modificare il microbiota dall'intestino potrebbe ridurre l'incidenza di questa malattia che colpisce una donna su 8.


Aggiornamento 13/4/2018

Perché col cibo spazzatura qualcuno ingrassa e altri no?
Alcuni ricercatori hanno scoperto che l'alimentazione ad alto contenuto di grassi (di tipo occidentale) stimola la crescita di batteri che aumentano la secrezione di enzimi digestivi e così l'assorbimento dei grassi.
Questi enzimi digestivi consentono il rapido assorbimento di cibi densi di calorie. Contemporaneamente, i microbi rilasciano composti bioattivi. Questi composti stimolano le cellule  nell'intestino ad assorbire i grassi. Nel tempo, la presenza costante di questi microbi  porta a ipernutrizione e obesità.
"I topi senza germi, anche se alimentati con una dieta ricca di grassi, non erano in grado di digerire o assorbire cibi grassi. Non sono ingrassati. Invece, avevano elevati livelli di lipidi nelle loro feci".
L'abbondanza di altre famiglie batteriche è diminuita con una dieta ricca di grassi, tra cui Bifidobacteriacaea e Bacteriodacaea, che sono comunemente associati alla magrezza.
Quando nei topi senza germi sono stati successivamente introdotti i microbi che contribuiscono alla digestione dei grassi, hanno rapidamente acquisito la capacità di assorbire i lipidi.
"Questo lavoro ha implicazioni importanti nello sviluppo di approcci per combattere l'obesità", concludono gli autori. Ciò include la riduzione dell'abbondanza o dell'attività di alcuni microbi che favoriscono l'assorbimento dei grassi o l'aumento dell'abbondanza di microbi che possono inibire l'assorbimento dei grassi.


"Direi che quello che emerge in generale è il concetto che ciò che mangiamo - la nostra dieta su base giornaliera - ha un profondo impatto sull'abbondanza e sul tipo di batteri che ospitiamo nel nostro intestino", ha detto Kristina Martinez-Guryn, PhD , autore principale dello studio, e ora assistente alla Midwestern University di Downers Grove, Illinois. "Questi microbi influenzano direttamente il nostro metabolismo e la nostra propensione a ingrassare con alcune diete".


Aggiornamento 15/5/2018

"Non sono le calorie che ingeriamo a influenzare il peso: sono le calorie che digeriamo (assorbite dall'intestino). Aumentando o diminuendo la quantità di fonti di energia digeribili, in particolare i monosaccaridi e gli acidi grassi a catena corta, i batteri intestinali influenzano il numero di calorie assorbite dall'uomo".

L'articolo prosegue legando al microbiota diabete, aterosclerosi e pressione alta.


Aggiornamento 31/5/2018

Una revisione degli studi su probiotici, prebiotici e dimagrimento.


Aggiornamento 1/6/2018


Una revisione degli studi che associano microbiota con obesità e malattie infiammatorie intestinali


Aggiornamento 11/6/2018


Raddoppiare il sale nella dieta fa piazza pulita dei lattobacilli, importanti batteri del nostro intestino legati ad ipertensione e obesità



Aggiornamento 30/7/2018

Nel modello animale la somministrazione di antibiotici altera il microbiota intestinale e può così influenzare negativamente i metaboliti intestinali, facilitando l'insorgenza del diabete. Per questo raccomando sempre i probiotici dopo la terapia


Aggiornamento 27/8/2018

La somministrazione di antibiotici influenza la pressione nelle persone ipertese, suggerisce uno studio sui topi. Questo perché i batteri intestinali sono molto importanti per la pressione sanguigna, ma la somministrazione di antibiotici in caso di infezione fa piazza pulita sia dei buoni che dei cattivi, alterando il controllo pressorio.

Per questo è necessario sempre reintegrarli tramite probiotici



Aggiornamento 10/9/2018


Il B. breve B-3 ha dimostrato di favorire il dimagrimento in uno studio controllato


Aggiornamento 17/9/2018


La restrizione calorica fa dimagrire anche tramite i suoi effetti di aumento del lattobacilli e bifidobatteri e riduzione delle specie cattive, almeno nel modello animale.


Aggiornamento 25/9/2018


Una combinazione di batteri probiotici (lattobacilli e bifidi) somministrata per 6 mesi migliora i parametri ematochimici (glicemia, insulina, HOMA, colesterolo, trigliceridi) e quelli di infiammazione (endotossine, CRP, TNF, adipochine ecc) in persone diabetiche. Non sembra però favorire il dimagrimento


Aggiornamento 29/9/2018


La curcumina aumenta la diversità del microbiota intestinale, ha in pratica una funzione prebiotica


Aggiornamento 30/9/2018

Con l'utilizzo eccessivo di antibiotici, disinfettanti, collutori ecc distruggiamo indistintamente i nostri batteri, con tutte le conseguenze del caso (allergie, malattie autoimmuni ecc) Il futuro consiste nell'utilizzare i batteri amici, e anche i fagi (virus), in modo da formare un ambiente in cui i patogeni non proliferano, ma vengono tenuti sotto controllo



Aggiornamento 7/10/2018


Anche il seno ha il suo microbiota, e la presenza di alcune specie infiammatorie aumenta il rischio di tumore mammario.

La dieta mediterranea favorisce le specie (lattobacilli) considerate protettive grazie ai loro metaboliti e alla riduzione dello stress ossidativo


Aggiornamento 14/10/2018

Bacillus subtilis e altri ceppi si sono rivelati utili nell'infezione da Staphylococcus aureus, un patogeno che spesso risulta resistente agli antibiotici.

Scrivono i ricercatori: "è particolarmente degno di nota che i nostri dati sugli umani indicano che il probiotico può estirpare completamente l'intestino così come la colonizzazione nasale di S. aureus. Un tale "approccio probiotico" ha numerosi vantaggi rispetto all'attuale strategia standard che utilizza gli antibiotici, che è finalizzato esclusivamente alla decolonizzazione a livello nasale"


Aggiornamento 28/10/2018


I batteri fermentanti, come lattobacilli e bifidi, che producono acidi grassi a catena corta sono associati a minor rischio di diabete giovanile (tipo 1)

Aggiornamento 5/11/2018

Uno studio sui probiotici nell'autismo (ASD) ha messo in luce gli effetti benefici sulle manifestazioni sia comportamentali che gastrointestinali. "I probiotici (un'opzione non farmacologica e relativamente priva di rischi) potrebbero essere raccomandati per i bambini con ASD come terapia adiuvante. In questa fase, lo studio è fatto con un piccolo numero di pazienti e sono necessari numerosi studi randomizzati controllati su larga scala per confermare in modo critico l'efficacia dei probiotici nell'ASD".
I ragazzi nello studio sono calati di peso e hanno avuto un miglioramento nella severità della malattia e nelle sintomi gastrointestinali.

Le specie usate sono state Lactobacillus acidophilusLactobacillus rhamnosus e Bifidobacteria longum.

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