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venerdì 8 agosto 2014

Pancreas, zucchero e tumori



Uno dei peggiori tumori, con la più scarsa probabilità di sopravvivenza, è quello del pancreas. Spesso si diagnostica in ritardo, e per questo solo il 3% delle persone sopravvive a 5 anni. Negli ultimi 30 anni non vi è stata significativo miglioramento di questa percentuale.
Tra i segni di possibile tumore pancreatico troviamo: difficoltà digestive, feci pallide, improvviso dimagrimento inspiegabile, dolore addominale, ittero.
Il pancreas, tra le altre cose, secerne gli enzimi digestivi, e, in risposta all'introito di nutrienti, in particolare di carboidrati, l'ormone insulina.
L'insulina, oltre a favorire l'ingresso del glucosio nelle cellule, è un fattore di crescita, cioè stimola le cellule a entrare in mitosi e riprodursi. Più questo meccanismo viene attivato, più sale la probabilità, bassissima, che le cellule commettano qualche errore facendolo.
Noi abbiamo tantissimi meccanismi che ci proteggono dagli errori durante la duplicazione cellulare e quindi dal tumore, ma la probabilità, seppur minima, aumenta statisticamente quanto più le cellule si riproducono.
Più zucchero introduciamo, più il pancreas dovrà lavorare (soprattutto in una condizione infiammatoria) per produrre insulina, che aumenta la probabilità di qualunque tumore: è come gettare benzina sul fuoco. Anche le recidive aumentano.
Le persone con diabete di tipo 2 che arrivano alla terapia insulinica, o suoi analoghi, hanno più probabilità di complicanze e tumori, tant'è che si sta mettendo in discussione la necessità, o quanto meno la si vuole ritardare.

http://iheartguts.com/blogs/i-heart-guts/tagged/intestinal-flora


Inoltre si sottopone le betacellule (le cellule pancreatiche deputate alla produzione di insulina) ad uno sforzo abnorme rispetto a quello per cui sono selezionate dalla natura, obbligandole ad aumentare di numero e in questo modo stimolandone la riproduzione. Lo zucchero non è un prodotto che esiste in natura.
I consigli per prevenire il tumore pancreatico (ma sostanzialmente validi per qualunque tumore) sono: ridurre gli zuccheri raffinati, come saccarosio e fruttosio (inteso come prodotto industriale e non quello presente naturalmente nella frutta), evitando bevande gassate e succhi di frutta che ne sono la principale fonte, mantenenere un peso corretto, anche con lo sport, che permetta di evitare insulino-resistenza e diabete, consumare frutta secca oleosa, ricca di fibre, grassi buoni e antiossidanti. Altri consigli alimentari che saranno probabilmente confermati nei prossimi anni sono quello di favorire i cereali integrali, ridurre il carico glicemico, avere una dieta ricca di folati e vitamina K (che si trovano nei vegetali a foglia), flavonoidi e in particolare la curcuma, uno degli ingredienti del curry.


http://diabeteshealth.com/cartoons/general/

Update ottobre 2014

Pare che un segno precoce di carcinoma pancreatico potrebbe essere l'alta concentrazione di aminoacidi a catena ramificata (BCAA) nel sangue.

Update gennaio 2016

Renata Alleva, bravissima ricercatrice, ci fornisce la sua opinione.

Update aprile 2016

La glicemia basale è predittiva sia di probabilità di ammalarsi di tumore che di recidiva.

Update maggio 2016

L'alcol inibisce l'utilizzo di vitamina C, un antiossidante, da parte del pancreas, promuovendo così lo stress ossidativo e aumentando il rischio di tumore.
I grassi animali aumentano il rischio di tumore al pancreas in un grandissimo studio, e in particolare mangiare pollame (e carni conservate ovviamente).
La curcumina invece ha potenziale terapeutico.

Update giugno 2016

La presenza di alcuni batteri nella bocca, già noti per indurre problemi orali e infiammazione delle gengive, sembrano legati anche al tumore pancreatico, e l'infiammazione è ovviamente il collegamento.

Update giugno 2016

L'eccesso di peso, oltre a favorire l'insorgenza del tumore al pancreas, riduce l'efficacia delle terapie.

Update luglio 2016

Nel modello animale, lo zucchero aumenta la probabilità di tumore epatico, indipendentemente dai grassi.
La vitamina D appare promettente nella cura del tumore pancreatico.

Update agosto 2016

Chi è sovrappeso, ha un microambiente infiammatorio dobuto all'eccesso di grasso che riduce la probabilità di sopravvivenza nel tumore al pancreas.
Alcune cellule pancreatiche, quelle stellate, sono stimolate a mandare in autofagia altre cellule che, scindendo i loro componenti, nutrono il tumore. Anche NRF2 lo sostiene con meccanismi molecolari che agiscono sull'RNA, e possono essere contrastati con antiossidanti come il glutatione.
La metformina, farmaco antidiabetico, aumenta la sopravvivenza dei malati di tumore pancreatico.
Il tumore pancreatico è un ottimo modello di crescita ed evoluzione darwiniana.

Aggiornamento settembre 2016

I tumori sicuramente legati al sovrappeso: colon--retto, fegato, esofago, stomaco, pancreas, vescica, seno, utero, ovario, rene, mieloma, tiroide, meningioma. Per altri l'evidenza è limitata.
Le ragioni sono alterazioni delle vie ormonali (IGF, insulina ecc) e infiammazione cronica.

Aggiornamento ottobre 2016

Infiammazione e iperinsulinismo sono 2 tra i tanti ponti tra obesità e tumori: riducendole, si aumenta la possibilità di guarire e si riduce quella di ammalarsi.
L'ipossia si correla con l'aggressività del tumore pancreatico, e il tumore in questo caso si fornisce da solo il nutrimento, l'alanina.

L'insulina alta è un fattore di rischio indipendente per malattie cardiovascolari.

Il prediabete aumenta il rischio di tumori, in particolare dell'apparato digerente, fegato ed endometrio. il diabete ancora peggio.
L'uso di statine sembra ridurre i tumori correlati all'iperinsulinemia, come pancreas, cervello, colon, polmoni e fegato. Questi aumentano fino a 9 volte con cure come insulina esogena e secretagoghi (sulfoniluree e glitazoni).

Aggiornamento 20/11/2016

Il fatto alimentare, testata solitamente discreta, prende una cantonata colossale sulla farina 00 e viene, per fortuna, velocemente smentito dal grande prof Berrino.

Aggiornamento 6/12/2016

Appaiono incoraggianti i dati sulla supplementazione di omega 3 nei tumori pancreatici.

Aggiornamento 26/12/2016

Il tumore pancreatico è capace di servirsi delle proteine extracellulari e plasmatiche, come l'albumina, per sostenersi e nutrirsi.

Aggiornamento 16/1/2017

Legame zucchero (e obesità) e tumori (dalla rivista New Scientist)
"Una dieta ad alto contenuto di zucchero per un periodo prolungato determinerà generalmente un eccesso di nutrienti che circolano nel corpo. Questo innalzerà il metabolismo, con conseguente generazione di forme reattive di ossigeno supplementari, che possono danneggiare il DNA, e aumentare così la probabilità di mutazioni dannose.
Essa può anche portare a livelli generalmente più elevati di insulina, che favorisce la crescita cellulare. Molti tumori possiedono più recettori per l'insulina rispetto alle altre cellule, e questo aumenta ulteriormente la loro risposta (allo zucchero, NdR).

È logico che se si hanno cronicamente alti livelli di insulina, si può predisporre al cancro: "Stai costantemente sottoponendo te stesso a un segnale 'vai!' ", dice Karen Vousden, capo scienziato del Cancer Research UK. Inoltre, le cellule adipose rilasciano molecole-segnale come gli ormoni che stimolano a loro volta i tumori a crescere".
Aggiornamento 3/2/2017

Conferme sul legame tra tumore pancreatico e diabete

Aggiornamento 10/2/2017

Un nuovo test sul sangue per l'individuazione precoce del tumore pancreatico

La supplementazione con enzimi esogeni è efficace nella terapia della pancreatite cronica

Aggiornamento 18/2/2017

Un farmaco antipsicotico può avere effetto migliore dei chemioterapici nel tumore pancreatico

Aggiornamento 6/3/2017

L'uso a lungo termine di farmaci inibitori di pompa ("antiacidi") può aumentare il rischio di tumore pancreatico

Aggiornamento 13/3/2017

Qual è uno dei maggiori promotori del cancro? L'infiammazione. E l'obesità è uno dei fattori che aumenta l'infiammazione.
Questo avviene tramite alterazione dei messaggeri locali (citochine), proliferazione cellulare e dei vasi, insulino-resistenza, disbiosi, alterazioni del sistema immunitario. I tumori più associati sembrano epatico, pancreatico e intestinale.

Aggiornamento 23/6/2017

Il grasso viscerale aumenta il rischio tumori 

Aggiornamento 26/6/2017

L'altezza è considerata un fattore di rischio tumorale. Questo perché le persone più alte hanno più cellule e più ormoni correlati con la crescita e la proliferazione cellulare, e questi sono ovviamente proporzionali anche alla disponibilità di cibo, e in particolare proteine.

Aggiornamento 26/9/2017

I fattori di rischio della pancreatite sono simili a quelli del tumore pancreatico.

Un particolare enzima, ARG2, utilizza l'azoto in eccesso (derivante dalle proteine) per nutrire il tumore pancreatico.

Aggiornamento 16/10/2017

Scoperta l'interazione tra un enzima della via glicolitica (quella che sfrutta gli zuccheri come il glucosio) e RAS, una proteina spesso alterata nei tumori. Probabilmente questa interazione fa sì che il glucosio aumenti l'effetto Warburg e stimoli la crescita del tumore

Lo sport fa in modo che i nutrienti vengano indirizzati nel modo giusto e riduce sia la genesi che la ricorrenza di tumori


Aggiornamento 1/11/2017

È stato individuato un nuovo tipo di diabete, chiamato tipo 3c, e che spesso si confonde con il tipo 2. È caratterizzato da una riduzione delle funzioni esocrine del pancreas, a causa dell'infiammazione o di tumore pancreatico, oltre che da problemi di glicemia, e questo porta a riduzione degli enzimi digestivi e della funzione intestinale

Aggiornamento 12/11/2017

4 geni mutati sono stati identificati come cruciali nella sopravvivenza del tumore pancreatico

La chemioterapia può diventare inefficace a seconda dei batteri del nostro intestino, che metabolizzano i farmaci rendendoli inutili se non tossici. In particolare a livello del pancreas questo effetto è dato dai Gammaproteobacteria.

Aggiornamento 6/12/2017

La Mayo Clinic sul tumore pancreatico e il suo legame con il diabete.

Aggiornamento 10/12/2017

Si confermano forti legami tra diabete, obesità e tumori. I primi 2 fertilizzano il terreno per il terzo.

Aggiornamento 15/12/2017

La chemioterapia può generare dei "detriti" che possono nutrire e favorire le metastasi in tutto il corpo. Ecco perché non sempre si guarisce e la medicina integrata (l'abbinamento dello stile di vita corretto) appare sempre più importante, sommata alle cure classiche.

Aggiornamento 5/1/2018

Si confermano i fattori di rischio dietetici per il tumore pancreatico: la dieta occidentale, ricca in cibi raffinati e povera di fibre e vitamine

Aggiornamento 28/1/2018

Articolo molto interessante sul rapporto tra antiossidanti del cibo, stress ossidativo e tumori.
"Lo stress ossidativo contribuisce allo sviluppo e alla crescita del tumore. Pertanto, ridurre lo stress ossidativo può proteggere le cellule normali dalla trasformazione cancerogena.
Dall'altro lato, le cellule tumorali che hanno aumentato i livelli di ROS (specie reattive dell'ossigeno) sono soggette ad un aumento intrinseco dello stress ossidativo, e si basano su antiossidanti per sopravvivere (producono loro stessi antiossidanti per proteggersi, NdT).  
Pertanto, aumentare "l'insulto" ossidativo utilizzando  generatori di ROS e/o composti che sopprimono i principali sistemi antiossidanti può rendere queste cellule vulnerabili alla morte cellulare.
Quindi, migliorare la capacità antiossidante endogena è una strategia allettante per prevenire la carcinogenesi, mentre aumentare i livelli di stress ossidativo oltre una soglia che provoca la morte delle cellule tumorali appare come una strategia promettente per il trattamento del cancro.  
Come discusso in questa recensione, un certo numero di sostanze fitochimiche (i famosi antiossidanti di frutta e verdura, NdT) mostra effetti sia antiossidanti che pro-ossidanti sulle cellule tumorali bersaglio. Che cosa determina l'effetto antiossidante o  pro-ossidante di un composto dipende da un numero di fattori.
In primo luogo, ciò potrebbe essere dovuto al cambiamento nell' ambiente della cellula tumorale. Ad esempio, EGCG agisce come un antiossidante a pH 7, mentre mostra comportamento pro-ossidante a pH acido.
In secondo luogo, in molti casi, diversi fitochimici inducono l'attivazione di p53 (soppressore dei tumori) che può quindi produrre ROS (e favorire la morte della cellula, NdT).
In terzo luogo, la proprietà antiossidante e pro-ossidante dei fitochimici può dipendere anche dalla loro concentrazione.
Per riassumere, gli effetti antiossidanti e pro-ossidanti dei fitochimici hanno come obiettivo i diversi stadi della carcinogenesi e la modulazione della risposta antitumorale alla chemioterapia, rispettivamente. Lo spettro meccanicistico e la specificità dell'azione dei fitochimici rappresenta un campo di ricerca complesso e in evoluzione.

In sintesi, i fitochimici forniscono forti benefici antitumorali che possono essere integrati in più fasi di prevenzione e trattamento del cancro basate su un design ben progettato e attento in seguito di  indagini pre-cliniche e cliniche".

Aggiornamento 18/2/2018

Il legame tra cibo spazzatura e tumori rivelato da uno studio

Aggiornamento 23/3/2018

Gli eventi molecolari del tumore pancreatico

Aggiornamento 13/4/2018

Un enzima della via glicolitica (ossidazione del glucosio) si scopre essere un forte attivatore di SRC-3, oncogene (gene implicato con la genesi tumorale) che promuove le metastasi.

Aggiornamento 30/4/2018

Le cellule metastatiche hanno un metabolismo modificato che permette loro di crescere col fruttosio. Ecco perché un'alimentazione che limita i prodotti industriali, spesso ricchi di questo elemento, è da preferire in persone colpite da tumore

Aggiornamento 25/5/2018

La conoscenza del  microbiota intestinale ci aiuterà ad aumentare l'efficacia dell'immunoterapia contro i tumori.

Aggiornamento 4/6/2018

Una revisione dei dati fa il punto sul legame tra dietoterapia come cura complementare a quelle classiche nei tumori. Il link tra obesità, tumori e alimentazione è dato da infiammazione (soprattutto del tessuto adiposo), alterazione dei metabolismi cellulari, aumento dei fattori di crescita, induzione dell'angiogenesi (nascita di nuovi vasi sanguigni che nutrono le cellule tumorali), alterazione dei ritmi sonno-veglia e del microbiota. Per quanto riguarda l'efficacia della dieta, "sono in corso di valutazione studi preclinici e clinici su presunti interventi dietetici antitumorali, tra cui restrizione calorica (CR), digiuno intermittente, dieta low fat e dieta chetogenica, alcuni dei quali si mostrano promettenti nel ridurre il rischio di cancro. Gli studi clinici in corso stanno anche valutando l'utilizzo di questi interventi dietetici come terapia adiuvante. Le prove limitate di questi studi suggeriscono che la CR, il digiuno intermittente e la dieta chetogenica possono migliorare la risposta e/o ridurre gli effetti collaterali della terapia. Gli studi futuri dovranno concentrarsi sulla sicurezza e sui benefici aggiuntivi oltre a quelli delle attuali terapie e considerare il potenziale degli interventi dietetici per sensibilizzare i pazienti e migliorare la risposta terapeutica a chemioterapia o radioterapia a dosi più basse".

Aggiornamento 23/6/2018

Il tumore pancreatico spesso crea forte dimagrimento che si potrebbe prevenire con la somministrazione di enzimi digestivi, ma la perdita di peso comunque non sembra associata con incremento della mortalità

Aggiornamento 26/7/2018

Le persone che introducono più zinco con l'alimentazione hanno ridotto rischio di tumore pancreatico e del tratto gastrointestinale
Probabilmente anche il selenio ha lo stesso effetto preventivo sul pancreas

Aggiornamento 30/7/2018

Le persone che hanno avuto un tumore al colon mangiando alimenti che stimolano particolarmente l'insulina hanno più alta probabilità di reincorrere nella malattia. L'insulina è infatti un ormone che stimola la riproduzione cellulare, e che aumenti il rischio tumorale dovrebbe capirlo chiunque abbia dato un esame di biologia di base, sebbene molti continuino a dire "mangi quel che vuole"

Aggiornamento 3/8/2018
Non ci sono forti prove che lo zucchero sia cancerogeno in senso stretto, ma il suo uso è fortemente legato all'aumento di peso, che è associato almeno a 12 tipi di tumore. Per questo l'American Institute for Cancer Research consiglia l'utilizzo di bibite non zuccherate

Aggiornamento 7/9/2018
I tumori sono dipendenti dallo zucchero, e privandoli di questo nutriente li si fa morire. Spesso capita di leggere questo. Ma lo zucchero da cui dipendono non è il saccarosio (zucchero da tavola) che utilizziamo, ma il glucosio presente nel sangue (glicemia), che deriva dallo zucchero alimentare, dalle fonti di carboidrati (cereali, patate, ecc), dalle proteine che possono essere trasformate in glucosio (gluconeogenesi) e dai grassi che possono favorire l'insulinoresistenza e quindi determinare una glicemia alta. Quindi genericamente dagli eccessi di nutrienti, e non solo dallo zucchero. Inoltre alcuni tumori sono dipendenti invece da glutammina, acetato, lattato, acidi grassi. Tuttavia "Un aumentato metabolismo dello zucchero (glicolisi) può avviare cambiamenti maligni nelle cellule non maligne e la glicolisi mediata dalle proteine regolatrici HBP, GAPDH, EPAC e RAP1 sostiene fenotipi maligni in cellule maligne" Quindi per sfavorire sia la formazione che la proliferazione dei tumori è necessario tenere bassa la glicemia non (solo) riducendo lo zucchero alimentare, ma mangiando correttamente e muovendosi.

Aggiornamento 26/9/2018

Chi mangia alimenti con bassa qualità nutrizionale (tipicamente quelli processati e industriali) ha maggior rischio di tumore. Questo studio conferma i risultati di pochi mesi fa.

Aggiornamento 23/12/2018

In un piccolo studio, le persone sottoposte a chirurgia per tumore al pancreas hanno avuto un recupero migliore seguendo una dieta chetogenica (KD) rispetto ad una convenzionale dieta ricca di carboidrati. I pasti risultavano più graditi e i pazienti riuscivano a introdurre più calorie grazie alla maggiore densità nutrizionale, e si è salvaguardata più massa cellulare. I ricercatori concludono scrivendo "Questi risultati suggeriscono l'uso potenziale della KD come terapia adiuvante anti-cancro.
Aggiornamento 9/1/2019

Numerosi tipi di tumore sono correlati con l'eccesso di peso. Questo è dovuto soprattutto al carattere endocrino del tessuto adiposo, che aumenta o altera la funzionalità di alcuni ormoni (IGF, insulina, ormoni sessuali) e aumenta l'infiammazione. Mantenere un peso adeguato e ridurlo in caso di malattia sono associati a maggiore sopravvivenza. 

Gli autori inoltre elencano i provvedimenti necessari per ridurre l'incidenza dei tumori mantenendo un peso adeguato, individuati dall'OMS: oltre a praticare costantemente attività sportiva, le scelte politiche dovrebbero: eliminare i grassi trans, ridurre l'uso dello zucchero attraverso la tassazione, sovvenzionare i produttori di frutta e verdura per ridurne il prezzo, ridurre le porzioni degli alimenti pronti e indicare in etichetta le quantità di nutrienti insalubri. Inoltre promuovere l'allattamento esclusivo nei primi 6 mesi, promuovere l'educazione alimentare.

Aggiornamento 18/3/2019

Lo stress, attraverso il suo ormone cortisolo, facilita la propagazione delle metastasi e riduce l'efficacia della chemioterapia.
Aggiornamento 24/3/2019
Nel modello animale, un quantitativo di HFCS (sciroppo di glucosio-fruttosio, mix dei 2 zuccheri usato come dolcificante nelle merendine e nelle bibite) corrispondente a una lattina di bevanda zuccherata al giorno stimola la crescita dei tumori intestinali, anche senza sovrappeso.
"I nostri risultati suggeriscono che il ruolo del fruttosio nei tumori è quello di migliorare il ruolo del glucosio nel dirigere la sintesi degli acidi grassi.La conseguente abbondanza di acidi grassi può essere potenzialmente utilizzata dalle cellule tumorali per formare le membrane cellulari e le molecole di segnalazione, per crescere o influenzare l'infiammazione".

"A differenza del glucosio, il fruttosio non è essenziale per la sopravvivenza e la crescita delle cellule normali, il che suggerisce che le terapie rivolte al metabolismo del fruttosio vadano esplorate. In alternativa, evitare di consumare bevande zuccherate il più possibile invece di fare affidamento sui farmaci ridurrebbe significativamente la disponibilità di zucchero nel colon".
Questo può spiegare l'impennata di casi di tumori intestinali tra i giovani, che normalmente colpiscono una fascia di età più avanzata.
Aggiornamento 24/4/2019

Il metabolismo cellulare è regolato soprattutto dalla disponibilità di nutrienti. Una carenza di aminoacidi essenziali porta ad attivazione delle vie dello stress con conseguente riduzione della vitalità cellulare. L'eccesso di glucosio viene convertito in sostanze di deposito come glicogeno e grassi. Le concentrazioni di ATP e ADP influenzano rispettivamente l'ossidazione degli zuccheri o dei grassi.
Serina e glicina sono 2 aminoacidi non essenziali che vengono sintetizzati in eccesso dalle cellule tumorali e la loro restrizione dietetica riduce la crescita tumorale in alcuni modelli animali.
Per sostenere gli alti tassi di proliferazione, le cellule tumorali spesso utilizzano una varietà di nutrienti dal loro microambiente, come gli aminoacidi non essenziali, che sono fondamentali per il loro anabolismo (crescita).
L'eccesso di grassi saturi attiva il cosiddetto "stress del reticolo endoplasmatico", alterando la sintesi di proteine e dando luogo alla produzione di proteine "malfunzionanti"; questa condizione è presente nel diabete, steatosi, tumori ecc. e queste proteine non sono correttamente eliminate con l'autofagia.
Comprendere il ruolo della (alterata) autofagia nel sostenere la crescita e la proliferazione delle cellule tumorali ha il potenziale di rivelare "vulnerabilità" metaboliche e fornire nuove opzioni terapeutiche nei trattamenti contro il cancro.

Aggiornamento 2/5/2019

Nei topi il digiuno intermittente insieme alla metformina (farmaco ipoglicemizzante) riduce la crescita dei tumori. In pratica la disponibilità di glucosio è uno dei fattori che nutre il cancro.

Nei prossimi mesi partirà la sperimentazione sull'uomo, con l'applicazione del protocollo dietetico da sommare alle terapie tradizionali come la chemio.
Aggiornamento 26/5/2019

Negli Stati Uniti, nel 2015 sono stati stimati 80mila casi di tumore legati alla dieta subottimale, ossia fatta da eccesso di alimenti industriali impoveriti di nutrienti ma ricchi di sale, grassi dannosi e carboidrati raffinati, e povere di alimenti non trasformati e nutrienti, come cereali integrali, frutta, verdura. Anche i latticini sono stati inseriti tra gli alimenti preventivi.
Le probabilità che la dieta "povera" porti al tumore sono simili a quelli di alcol, sedentarietà ed eccesso di peso. Queste condizioni colpiscono ovviamente le classi sociali più povere.
Aggiornamento 6/6/2019
Un case-study di una persona guarita dal tumore al pancreas dopo somministrazione di vitamina C endovena. Ovviamente non significa che tutti guariranno con questa metodica.

La riduzione proteica appare promettente nella gestione dei tumori
Aggiornamento 15/7/2019
La carenza di folati aumenta il rischio tumorale, mentre l'eccesso di acido folico, una sostanza che si può assumere solo con gli integratori, aumenta il rischio di tumore alla prostata.

Aggiornamento 2/8/2019

Iperglicemia e iperinsulinemia aumentano il rischio di tumore pancreatico

Aggiornamento 22/8/2019

Al crescere del peso corporeo medio della popolazione, si riduce l'età media alla quale si sviluppano i tumori

Le persone che sopravvivono più a lungo al tumore al pancreas posseggono un particolare microbiota intestinale, che modula favorevolmente il sistema immunitario.
Aggiornamento 22/9/2019
Esistono legami tra alimentazione e crescita e progressione tumorale.
In generale sia l'alto contenuto di carboidrati che di grassi sa associa ad aumentato rischio tumorale, e la restrizione calorica lo riduce.
Tra gli aminoacidi, glicina, serina e metionina stimolano la crescita nei modelli animali.
La dieta chetogenica può inibire la crescita tumorale, in particolare nei tumori cerebrali, ma aumentarla in altri modelli.
"Un altro studio ha dimostrato che l'integrazione dietetica con sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio (HFCS) in quantità simili al consumo umano di ~ 12 once di bevande zuccherate al giorno aumenta la crescita di tumori intestinali in un modello murino carente di Apc107. I tumori dei topi trattati con questa dieta avevano livelli aumentati di acidi grassi a catena lunga, suggerendo che lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio attiva la sintesi degli acidi grassi. Senza gene per la sintesi degli acidi grassi (Fasn) i topi erano insensibili agli effetti dello sciroppo, indicando che la de novo lipogenesi è necessaria per la risposta del tumore a questa dieta".
"L'osservazione di effetti opposti della stessa dieta su diversi tipi di tumore dimostrano che è necessaria cautela nell'estrapolazione di questi studi sugli animali per fornire raccomandazioni dietetiche ai malati di cancro, in particolare senza una chiara comprensione di ciò che guida meccanicamente queste differenze nella risposta tumorale". Una prospettiva interessante la offre il digiuno nei giorni di chemioterapia, che abbassa glicemia, insulina e IGF-1 e incrementa la sensibilità ai farmaci e forse riduce la disponibilità di glutammina.

Aggiornamento 7/10/2019

La Malassezia (ma non la candida o i saccaromiceti), oltre a essere responsabile di forfora e dermatite, può accelerare la tumorigenesi, a livello pancreatico, dermico e intestinale.
Aggiornamento 26/10/2019
Scoperto un meccanismo che protegge i tumori dai nostri macrofagi che dovrebbero proteggerci. Il lattato prodotto dal tumore (effetto Warburg) polarizza i macrofagi in modo che supportino il tumore anziché attaccarlo. L'effetto Warburg si osserva anche in altre malattie, tra cui sepsi, malattie autoimmuni, aterosclerosi, diabete e invecchiamento.
Aggiornamento 10/11/2019
Il tipo di microbiota che colonizza le cellule tumorali pare influenzare la sopravvivenza nel tumore al pancreas, e il trapianto di microbiota può essere un'opzione da sperimentare
Aggiornamento 18/11/2019
L'uso di enzimi digestivi migliora la digestione (riducendo gonfiore, dolori e problemi intestinali) e probabilmente la sopravvivenza in persone con tumore pancreatico
I consigli nutrizionali per prevenire e gestire il tumore pancreatico
Aggiornamento 30/12/2019
La maggior parte delle pancreatiti croniche possono migliorare eliminando alcol e fumo. Dal punto di vista nutrizionale alcuni antiossidanti ed enzimi digestivi possono supportare la dieta bilanciata, soprattutto in quella non legata all'alcol.
Aggiornamento 27/3/2020

Il mio nuovo articolo che spiega la situazione sull'uso della terapia alimentare abbinata alle terapie tumorali
Aggiornamento 22/5/2020
Esiste "una significativa associazione tra indice di infiammazione della dieta (DII) e incidenza, mortalità e ricovero in ospedale di persone con diversi tipi di tumori. Il DII, utilizzato per valutare le proprietà infiammatorie della dieta, può essere usato per predire l'incidenza e la mortalità di tutti i tumori. "Secondo i risultati dello studio, raccomandiamo il cambiamento dei modelli alimentari, in quanto fattori alterabili, che possono ridurre sostanzialmente sia i rischi di incidenza che quelli di mortalità nei pazienti oncologici" .
Aggiornamento 30/5/2020
La proteina p53 blocca i tumori sul nascere, bloccando la replicazione cellulare quando ci siano errori nel DNA. Alterazioni della glicolisi possono bloccare la sua funzione, grazie all'effetto Warburg e alla eccessiva produzione di lattato che non può uscire dalla cellula. L'effetto si stima essere presente nell'80% dei tumori.
Aggiornamento 6/6/2020

La permeabilità intestinale (leaky gut) è presente quando c'è un tumore del sistema digerente. Mentre prima si pensava che essa fosse una conseguenza dell'infiammazione indotta dal tumore, oggi si sa che è antecedente, collegata a IBD, pancreatite, epatite ecc, ed è causata da disbiosi, metaboliti batterici tossici, antigeni alimentari. Questa condizione quindi aumenta il rischio di tumore pancreatico, epatico, intestinale ecc. La diversità batterica riduce il rischio, e percorsi appositi che ristabiliscano la funzione di barriera possono ridurre il rischio di tumore.
Aggiornamento 10/6/2020
Le nuove linee guida per la prevenzione dei #tumori della American Cancer Society consigliano di privilegiare alimenti vegetali e in particolare "alimenti nutrizionalmente densi in quantità che permettano di mantenere un peso ideale" come frutta, verdura, legumi e cereali integrali, mentre invitano a ridurre o non consumare cereali raffinati o altri alimenti industrialibibite zuccherate e carni rosse o processate. Meglio non consumare #alcol. Gli zuccheri semplici e l'alto carico e indice glicemico sono probabilmente collegati col tumore uterino (oltreché di aumento di peso, associato a quasi tutti i tumori). Non si danno indicazioni particolari sui #latticini perché essi possono avere un effetto protettivo per alcuni tumori (intestino) e negativo per altri (prostata), ma si consiglia di raggiungere l'apporto adeguato di #calcio. Anche i livelli di vitamina D devono essere corretti, sebbene vi sia ancora dibattito sulla sua efficacia nella prevenzione tumorale. Non vi sono supplementi da consigliare a meno di manifeste carenze, e gli antiossidanti è meglio assumerli dal cibo. Il cibo biologico può dare una piccola protezione, ma non esistono grossi studi, e le persone più a rischio appaiono essere i lavoratori esposti ai #pesticidi. Molti di essi sono probabili cancerogeni ed è bene lavare frutta e verdura prima di consumarla. Altri consigli sono di mantenere adeguati livelli di attività fisica e di facilitare politiche che diano accesso al cibo salutare. Anche il sonno alterato può essere indiretta causa di tumore, così come l'eccesso di zucchero, perché entrambi promuovono l'aumento di peso. La soia appare sicura.
Aggiornamento 10/11/2020
Le malattie pancreatiche sono spesso legate ad alterazioni del microbiota. Nel caso del tumore pancreatico i batteri sono capaci, in certe condizioni, di traslocare dall'intestino al pancreas creando infiammazione che alla lunga favorisce l'ambiente per la genesi e progressione del tumore.
Nel caso dell'insufficienza pancreatica (riduzione degli enzimi digestivi), spesso si parte da un evento acuto, e poi si arriva alla cronicizzazione. La condizione favorente può essere la SIBO (traslocazione dei batteri dal colon all'intestino tenue), e l'alterata digestione favorisce l'infiammazione pancreatica, perpetuando la condizione. Nel diabete di tipo 1 la disbiosi, in particolare la carenza di bifidobatteri, insieme ad altri fattori ambientali e genetici, aumenta il rischio

Aggiornamento 5/12/2020

Scoperto un altro meccanismo che lega stress e tumori. Ormoni dello stress come cortisolo e noradrenalina stimolano il rilascio di una proteina dai globuli bianchi, che porta alla formazione di lipidi ossidati. Questi lipidi alterati stimolano la proliferazione cellulare, "provocando l'uscita delle cellule tumorali dalla dormienza e la formazione di nuove lesioni tumorali". I betabloccanti, farmaci usati per l'ipertensione, potrebbero aiutare a prevenire i tumori.

Aggiornamento 10/4/2021

Le crucifere (vegetali della famiglia del cavolo, broccoli ecc.) appaiono ridurre il rischio di tumore pancreatico, uno dei più letali e difficili da individuare. L'effetto è presente anche negli ex-fumatori e se sono consumate crude. Non cotte però possono dare problemi alla tiroide.


Aggiornamento 5/5/2021

Perché alcune persone sviluppano metastasi e altre no? contano alimentazione e microbiota?
Alcuni ricercatori italiani hanno scoperto che la permeabilità dei vasi a livello intestinale (GVB) è una delle cause della diffusione delle metastasi dei tumori intestinali (CRC) al fegato.
"Mostriamo che le metastasi epatiche sono la conseguenza di una serie sequenziale di eventi. I batteri entrano nel tessuto tumorale e modificano la permeabilità, quindi migrano nel fegato e favoriscono la formazione di una "nicchia premetastatica" (PMN) che crea il terreno per la successiva semina delle cellule tumorali. Abbiamo anche iniziato a svelare sia quali batteri partecipano che il meccanismo molecolare coinvolto in questo processo. Abbiamo scoperto che un ceppo di E. coli (C17) potrebbe stimolare direttamente la permeabilità, attraverso un meccanismo dipendente dal fattore di virulenza TTSS (Virf), e traslocare nel fegato dove potrebbe iniziare il reclutamento di cellule immunitarie contribuendo alla maturazione di PMN e favorendo formazione di metastasi. Lo stesso ceppo (E. coli C17) potrebbe essere rilevato nel CRC umano (sia tumore primario che focolai metastatici epatici), suggerendo che un meccanismo simile può essere utilizzato nel CRC umano e confermando un rapporto che mostra che il cancro del colon primario e le metastasi epatiche accoppiate sono colonizzato da batteri identici. È probabile che meccanismi simili siano coinvolti in altri tumori.
[...] Abbiamo osservato che esistono batteri benefici, come L. paracasei, invece possono ripristinare una corretta GVB".
Come ben sappiamo l'alimentazione è il primo modulatore dei batteri intestinali.

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