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domenica 20 ottobre 2013

Contro Ana (importante!)

Solitamente i miei post si rivolgono a chi mangia troppo e male, e lo faccio spesso in maniera ironica e scherzosa. Oggi invece sono terribilmente serio.
C'è infatti un problema forse ancora più grave della malnutrizione per eccesso, quella per difetto.
Trovare un equilibrio non è facile, anche per noi nutrizionisti, tant'è che molti di noi non sono esattamente in forma.



Qualche giorno fa ho visto a una puntata del dottor Oz che mi ha quasi scioccato. La qualità del video fa un po' schifo però è comprensibile.


 





 









Ho scoperto il mondo "Pro Ana" (pro anoressia nervosa), una sorta di filosofia di vita, composto da una rete di blog di ragazze (e, in misura molto minore, ragazzi) e di "ana trainer".
Tutto spesso può partire da qualcuno che dice: "sei un po' grassa". E continua con un'errata percezione del proprio fisico.

http://blog.lib.umn.edu/reife014/myblog/2011/11/could-anorexia-nervosa-be-genetic.html



Si fanno forza, si scambiano i consigli su come non far capire ai genitori, su come non sentire la fame, su come festeggiare e premiarsi per i risultati raggiunti. Ogni kg perso è infatti una gioia. La determinazione che mostrano ha qualcosa di incredibile. Credono di aiutarsi tra loro, in realtà si fanno solo del male. 
Fumano per respingere la fame. Vomitano se sono costrette a mangiare. Sono ossessionate dalle calorie. Sono alla ricerca di una perfezione che è secondo loro composta dalle ossa con un po' di pelle sopra.


http://www.felsofokon.hu/papp-ildiko-blogja/2011/05/20/anorexia-es-bulimia-roviden



Hanno nick come "lady skinny", "looking for perfection", "miss ana", "FatA SEnza DesTINazIONe", "bocca serrata", "wanttobeskinny".
Scrivono frasi come "non mi basta dimagrire, voglio deperire". Hanno 50 regole da mani nei capelli.
Post che dimostrano un chiaro bisogno di aiuto. Ma se provi a metterti in mezzo ti mandano velocemente a quel paese.
L'anoressia nervosa è attualmente la prima causa di morte per le ragazze al di sotto dei 25 anni, e in Italia si stimano 200mila donne affette. I maschi sono circa il 10%.
L'anoressia è una malattia terribilmente seria, se ne esce solo con un percorso guidato con persone esperte. Guarire definitivamente, senza ricadute, non è facile. Qualche volta la motivazione che spinge a ritornare a mangiare è una notizia scioccante come la morte di un'amica.
La politica pare avere le mani legate, ognuno infatti può esprimere il suo pensiero senza violare la legge. 
Penso comunque che il ministro della salute dovrebbe pensare a qualche provvedimento urgente, come una campagna informativa di educazione alimentare da avviare nelle scuole.
Ai genitori dico: attenti ai vostri figli che dimagriscono velocemente, che vanno in bagno dopo mangiato, che contano ogni caloria, che hanno i denti rovinati dall'acido, che fanno attività fisica in modo compulsivo, che dormono con mille coperte. 
Il digiuno porta infatti ad una soppressione della produzione di calore da parte del corpo, e il modo per non sentire freddo è quello di coprirsi più del normale!
Condividete questo post e cercate di far sapere in giro di questo importante problema.

Update 10/8/2014

All'esame del Parlamento una proposta di legge per punire chi incita ai disturbi del comportamento alimentare. Come al solito ci sono polemiche sui pro e i contro, io mi auguro che passi.

Update 28/8/2015


Una modella denuncia la criminalità delle case di moda che spingono le ragazze a diventare anoressiche


Update 22/9/2016

Qualche chiarimento sull'anoressia: è normale avere dolori quando si mangia, non sempre l'unico obiettivo è l'aumento di peso ed esistono diverse terapie nutrizionali

Update 19/11/2016

Le modificazioni che subisce l'ipotalamo, centro di controllo dell'appetito, nelle persone anoressiche e bulimiche.
Gli altri miei articoli sui DCA: qui e qui.


Update 8/2/2017

Vergognarsi del proprio peso e interiorizzare il sentimento è più dannoso del sovrappeso stesso per il rischio cardiovascolare. E il bullismo gioca un ruolo importante.

Aggiornamento 18/2/2017

In un modello animale, il digiuno alternato aumenta la dipendenza da cibo. Non dovrebbe infatti essere utilizzato in persone con disturbi del comportamento alimentare perché aumenta il desiderio di cibospazzatura

Aggiornamento 21/6/2017


La mia intervista a Buongiorno Regione Sardegna, su digiuno e sclerosi multipla.

Aggiornamento 6/7/2017


Una ragazza anoressica intervistata a TG2 Salute: "All'inizio tu controlli la malattia, poi è lei che controlla te".


Update 5/12/2017

Finalmente chiuso su ordine dell'autorità giudiziaria un blog che inneggiava all'anoressia. 
Il parere di Elisa D'Ospina

Aggiornamento 4/2/2021

Sta emergendo l'importanza del microbiota intestinale anche nell'anoressia nervosa. Il microbiota influenza, grazie ai suoi effetti neuroendocrini, sia l'appetito che la spesa energetica, e la sua correzione può essere uno degli aspetti da tenere in considerazione

Aggiornamento 8/4/2021

Bell'articolo sulle cause dell'anoressia e sulla fame d'amore che hanno le ragazze affette

Aggiornamento 5/6/2021

Esistono dei collegamenti tra anoressia nervosa (AN) e microbiota, e stimolare un cambiamento dei batteri intestinali con alimenti e probiotici può potenzialmente aiutare la guarigione.
Con i loro metaboliti (LPS, SCFA, microRNA) i batteri intestinali influenzano comportamenti, pensieri e azioni (asse intestino-cervello). I batteri che rilasciano LPS stimolano l'infiammazione e la permeabilità intestinale, e vanno contrastati. Le pazienti con AN hanno abbondanza di batteri degradatori di mucina, e in questo modo la parete intestinale è esposta e diventa ancora più permeabile. In questo modo il sistema immunitario viene stimolato eccessivamente da frammenti batterici, e si producono (auto)anticorpi, così come accade per esempio nelle malattie autoimmuni.
"In alcuni casi, questi anticorpi possono agire come omologhi parziali dei neuropeptidi e reagire in modo incrociato con i recettori degli ormoni che regolano l'appetito e la sazietà, come l'ormone alfa-MSH e la grelina, alterando successivamente il comportamento alimentare. Ancora più interessante, è stato anche dimostrato che questi anticorpi sono elevati nei pazienti con AN e bulimia nervosa e correlati con la psicopatologia del disturbo alimentare. Gli autoanticorpi dovuti all'aumento della permeabilità intestinale potrebbero quindi svolgere un nuovo ruolo importante nella fisiopatologia dell'AN e aiutare a spiegare la riduzione della fame, l'aumento della sazietà e la ridotta ricompensa edonistica legata al cibo, come comunemente riportato dai pazienti con AN. Infine, i pazienti con AN hanno mostrato un interessante aumento delle malattie autoimmuni; in particolare, i pazienti con AN mostrano un aumento di circa due volte delle malattie autoimmuni gastrointestinali ed endocrine, incluso il diabete di tipo 1, e persino un aumento di quattro volte della malattia di Crohn."
Inoltre l'AN spesso si accompagna a sintomi da intestino irritabile, come gonfiore, stitichezza ecc.
Probabilmente i probiotici che possono aiutare sono i lattobacilli, assieme agli omega 3.


Aggiornamento 12/9/2022

Il microbiota, grazie alla sua influenza su nervo vago, sugli ormoni intestinali, su infiammazione, endocannabinoidi e grazie alla produzione di metaboliti (SCFA), può influenzare l'appetito e la voglia di cibo e quindi essere un target per i disturbi del comportamento alimentare con eccesso di introduzione di cibo come la bulimia. Gli esperimenti per ora sono prevalentemente su modelli animali.
Tra i batteri interessati, B. infantis ha effetto antinfiammatorio ma non è ancora dimostrato un effetto sul reward (sistema della ricompensa). Akkermansia muciniphila appare essere il più interessante perché "agisce su molteplici percorsi coinvolti nel sistema di ricompensa tra cui l'infiammazione, la produzione di SCFA, il tono endocannabinoide, rendendolo un buon candidato nella regolazione delle alterazioni della ricompensa alimentare".
Bacteroides uniformis invece può aumentare la dopamina e ridurre le #abbuffate.
Anche i prebiotici (fibre), grazie alla modulazione sul microbiota, possono avere interessanti prospettive.

Aggiornamento 12/5/2023

Le persone con anoressia nervosa hanno un particolare microbiota che contribuisce alla patologia, aumentando la sazietà, riducendo l'appetito, alterando la termogenesi e la spesa energetica, favorendo la degradazione dei neurotrasmettitori e così modificando la comunicazione tra intestino e cervello

Aggiornamento 27/7/2023

La psillocibina (derivato di un fungo medicinale) in un piccolo studio ha dimostrato sicurezza ed efficacia in ragazze con anoressia nervosa.

Aggiornamento 19/1/2024

Recenti studi suggeriscono che il microbiota intestinale può giocare un ruolo nello sviluppo dell’anoressia nervosa e la sua manipolazione può aiutare la gestione della malattia.

lunedì 20 maggio 2013

Inchiesta sulla Tisanoreica

Segnalo un video di Rainews con un'intervista ad una giornalista di Altroconsumo, rivista da sempre dalla parte del consumatore.



Vengono sottolineati gli alti costi della Tisanoreica® e gli squilibri provocati dall'assunzione quasi esclusiva di proteine, nonché il fatto di non essere seguito da persona titolata (medico o biologo nutrizionista).
I vari beveroni non contengono fibre e vitamine, solo proteine edulcorate in maniera artificiale al pollo o alla frutta, non c'è nessuna educazione alimentare.
Pur non essendo del mestiere, la giornalista Manuela Cervilli se la cava bene col linguaggio nutrizionale, e sottolinea che il signor Mech non è assolutamente una persona titolata a trattare la nutrizione. 

lunedì 15 aprile 2013

Niente conservanti?


Sulle bottiglie di Coca Cola, Sprite ecc. scrivono orgogliosamente: senza conservanti. Certo, l'acqua insieme allo zucchero si conservano benissimo, e nessun animale sarebbe così stolto da andare a deporre le sue uova o cibarsi di una sostanza completamente priva di nutrienti ma ricca di calorie. 
Ah no, scusate, dimenticavo. Uno c'è: l'uomo.

L'aumentata durata dei cibi è necessaria ai nostri tempi per motivi commerciali, ma questa avviene a scapito della ricchezza in nutrienti; gli alimenti vengono infatti raffinati e diventano così meno attraenti per insetti, ratti ecc.

Guardate qui quanto dura un hamburger di McDonald (in realtà il Fatto Alimentare ha smentito la notizia). O il gelato che non si squaglia.
Purtroppo la raffinazione è pure causa dell'alta palatabilità dei cibi moderni, resi così molto più capaci di stimolare l'appetito e meno sazianti.
Qui alcuni motivi per evitare le bibite gassate mentre qui si trovano tante cose da fare con la Coca Cola (tranne berla, si intende): non prendetele tutte alla lettera ma non sono male!

http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10152157410903912&set=a.101777153911.91013.101748583911&type=1&theater



Il Fatto Alimentare propone un decalogo di motivi per il quale evitare questo pericoloso liquido.
Ma quello che ritengo possa essere più interessante (e motivante) è un video in cui una famiglia di orsi (parodia dei veri spot Coca Cola) assume quotidianamente la bevanda. Dopo un po' la famiglia non sarà più felice, come di solito nei veri spot, ma in lotta con le malattie (problemi ai denti, obesità, diabete)





Aggiornamento 8/6/2015

La prossima volta che sentite la pubblicità della Sprite che dice "ascolta la tua sete", rispondete alla sete che le bibite zuccherate esacerbano la deidratazione.

Aggiornamento 12/10/2016

L'"esperto" Giampietro continua con l'argomento "lo zucchero è innocente", come se non fosse già stato smentito abbastanza.
6 ragioni per evitare il fruttosio industriale.


Aggiornamento 27/1/2017

Pare che il vice presidente di McDonalds, sotto giuramento ad una audizione sulla salubrità del loro cibo, disse che la Coca Cola è nutriente perché contiene acqua

Aggiornamento 23/7/2017

Le bibite consumate, sia normali che light, aumentano il rischio di dismetabolismo nei giovani

Aggiornamento 22/12/2017
Il cibo conservato può contenere la ε-polilisina, una catena aminoacidica che riduce la crescita microbica. In un modello animale questa molecola è capace, ai livelli al quale viene assunta comunemente, di alterare il microbiota.
Aggiornamento 3/8/2018

Non ci sono forti prove che lo zucchero sia cancerogeno in senso stretto, ma il suo uso è fortemente legato all'aumento di peso, che è associato almeno a 12 tipi di tumore. Per questo l'American Institute for Cancer Research consiglia l'utilizzo di bibite non zuccherate

Aggiornamento 18/9/2018

Coca Cola investe 8 milioni di euro in un anno per spingere i ricercatori spagnoli a minimizzare l'impatto della nutrizione ed esaltare quello dell'inattività fisica tra le cause dell'obesità infantile. A me ricorda qualcosa, tipo questo documento di NutritionFoundation, ossia i soliti noti Ghiselli, Del Toma e compagnia bella. Ecco invece alcuni italiani che hanno dichiarato di ricevere fondi da Coca Cola (molti hanno preferito non comparire in lista, chissà perché)

Aggiornamento 26/1/2019

Bere bibite zuccherate dopo l'attività fisica può portare a ulteriore disidratazione e aumenta i marker di danno renale

Aggiornamento 8/10/2019
Aumentare il consumo di bibite zuccherate di mezza lattina al giorno aumenta il rischio di diabete del 16% nei 4 anni successivi. Le bevande con dolcificanti artificiali lo aumentano del 18% (anche se può essere una causalità inversa). Sostituire una porzione con bevande non zuccherate (acqua, caffè o tè) riduce il rischio fino al 10%
Aggiornamento 5/11/2019
Il consumo di bibite, sia zuccherate che dolcificate, aumenta il rischio di morte da ogni causa, in particolare tumore del colon, Parkinson, infezioni intestinali. Lo studio si conclude raccomandando politiche per la riduzione del consumo delle bevande zuccherate
Aggiornamento 29/2/2020
Se volete gestire il colesterolo, forse è meglio preoccuparsi più delle bibite zuccherate che delle uova: l’uso di bibite è infatti associato con dislipidemia aterogena (trigliceridi alti e HDL basse)

Aggiornamento 13/5/2020
Una lattina al giorno di bibita zuccherata aumenta il rischio di ictus del 19% e di infarto del 25%, e del 26% di necessità di angioplastica
Aggiornamento 23/9/2020

Senza variare calorie e percentuali di macronutrienti, in persone obese, in una dieta in cui si aumentano le bibite gassate come fonte di carboidrati vi è una spesa energetica inferiore di 136 kcal al giorno. Questo indica un effetto negativo di rallentamento del metabolismo, che si tradurrebbe in un aumento di peso di 7 kg all'anno
Aggiornamento 14/2/2021

Perché lo zucchero è tossico? Lo spiega il prof Robert Lustig MD, medico americano.
A parità di calorie, gli altri nutrienti non provocano i danni dello zucchero, ma il suo effetto tossico su cervello e fegato è paragonabile a quello dell'alcol, anche perché dà dipendenza.
L'ingestione di fruttosio industriale disturba il metabolismo epatico, favorendo la lipogenesi e la formazione di trigliceridi che si accumulano nel fegato o vengono immessi nella circolazione favorendo le malattie cardiovascolari.
Il fruttosio è particolarmente soggetto alla reazione di Maillard, che provoca la liberazione di radicali liberi ossidanti e infiammatori. La sua metabolizzazione comporta la formazione di metilgliossale, composto tossico per il fegato.
Sebbene le industrie alimentari cerchino di discolparsi, addossando alla mancanza di volontà individuale la responsabilità, in maniera simile all'industria del tabacco, è ormai evidente il legame tra consumo di zucchero ed eccesso di peso nella popolazione, nonché diabete, indipendentemente dalle calorie consumate. Questo legame colpisce soprattutto i più poveri, e cercare di puntare sull'educazione e sulla responsabilità personale non ha portato ha risultati, cosa che invece ha fatto la tassa sugli zuccheri aggiunti o togliere gli incentivi alla sua produzione.
Al mondo muoiono 184 mila persone all'anno per le bibite zuccherate. Lo zucchero non è un cibo, ma un additivo, che non è necessario per le reazioni biochimiche del corpo.
"L'argomento a favore dell'intervento sociale nelle malattie non trasmissibili è mancato perché l'industria alimentare ha convinto il pubblico che "una caloria è una caloria", che gli zuccheri sono solo "calorie vuote" e che la "responsabilità personale" è la risposta. Sebbene siano necessari sforzi educativi pubblici per mettere in guardia sui rischi di un consumo cronico eccessivo di zucchero, non possono essere sufficienti, come si è visto per ogni altra sostanza edonica.
In questo articolo, ho fornito prove che: (1) lo zucchero crea dipendenza e tossicità non correlate alle calorie; (2) la riduzione dello zucchero conferisce benefici alla salute e alla società; (3) lo zucchero aggiunto e, per inferenza, il cibo ultraprocessato, soddisfa i criteri per la regolamentazione; (4) la riduzione dello zucchero non è solo possibile, ma necessaria per salvare la salute e l'assistenza sanitaria, e (5) gli interventi della società per ridurre il consumo di alimenti trasformati contenenti zuccheri aggiunti sono realizzabili e necessari. Tali interventi (amministrativi, legislativi, giudiziari) saranno probabilmente geograficamente, politicamente e culturalmente specifici; e alcuni interventi politici non funzioneranno in determinate sedi".
Aggiornamento 26/3/2021

L'aderenza a 5 fattori (niente bibite gassate e caffè, niente fumo, dieta sana, movimento moderato, mantenere un peso corretto) riduce il reflusso nel 68% delle donne.

Aggiornamento 20/7/2021

L'uso di zuccheri e bibite zuccherate in adolescenza è associato ad aumentato rischio di tumore al colon precoce, che invece è ridotto dall'introduzione di vitamina D

Aggiornamento 2/2/2022

Che legame c'è tra bibite zuccherate e salute?

Il consumo di bibite con zuccheri aggiunti promuove l'aumento di peso con diversi meccanismi.
Introdurre calorie in forma liquida è meno saziante per cui l'appetito è maggiore. Il fruttosio riduce il consumo basale e induce resistenza leptinica, riducendo la termogenesi, e promuove la deposizione di grasso viscerale ed ectopico (interno agli organi).
La presenza di forti quantità di zucchero stimola l'iperinsulinemia e e aumenta il rapporto col glucagone, promuovendo l'ingresso di glucosio nella cellula ma riducendo il consumo energetico e in particolare quello di grassi.
Lo zucchero stimola inoltre il sistema dopaminergico inducendo benessere temporaneo e dipendenza.

Le bibite gassate contribuiscono al rischio di malattie croniche attraverso l'aumento di peso, allo sviluppo di fattori di rischio dovuti all'iperglicemia attraverso il metabolismo epatico, che deve metabolizzare il fruttosio.
Il consumo aumenta la mortalità, il rischio di malattie cardiometaboliche (obesità, diabete, fegato grasso, gotta) e tumori, attraverso l'aumento di peso, ma probabilmente anche mediante altri meccanismi, come l'infiammazione, l'insulinoresistenza, l'iperinsulinemia e lo stimolo continuo dell'asse somatotropo (IGF1)
Diversi studi mostrano che la riduzione del consumo, anche attraverso politiche di disincentivo (sodatax), può migliorare la salute.

Aggiornamento 9/2/2022

Gli additivi alimentari e in generale il cibo industriale (dolci conservati, carni processate, zuccheri e grassi aggiunti, dolcificanti) alterano il microbiota e favoriscono permeabilità e infiammazione intestinale, aumentando il rischio di malattie infiammatorie croniche intestinali.

Se fate del vostro intestino un cestino della spazzatura non rimaneteci male se poi non state bene

Aggiornamento 22/4/2023

Per persone con diabete assumere bibite zuccherate è un po' come buttare benzina sul fuoco.
🥤 Tra gli adulti con diabete di tipo 2, una maggiore assunzione di bevande zuccherate (SSB) è associata a una maggiore mortalità per tutte le cause e incidenza di malattie cardiovascolari, mentre l'assunzione di caffè, tè, acqua naturale o latte scremato è stata inversamente associata a mortalità per tutte le cause
Un maggiore aumento del consumo di caffè e tè dopo la diagnosi di diabete è stato significativamente associato a una minore mortalità per tutte le cause
💧 La sostituzione delle SSB con caffè, tè o acqua naturale è stata associata in modo statisticamente significativo a una minore mortalità per tutte le cause tra gli adulti con diabete.

Aggiornamento 25/9/2023

Le bibite zuccherate nei bambini aumentano il rischio, oltre che di sovrappeso, anche di fragilità ossea, predisponendo così per l'osteoporosi.
Il loro consumo va a ridurre quello di alimenti sani e riduce l'assorbimento di altri nutrienti.
La presenza di eccesso di fosforo in confronto al calcio stimola le paratiroidi a far rilasciare il calcio dalle ossa. Anche la caffeina potrebbe avere un effetto di riduzione della massa ossea.
L'acidità delle bibite riduce l'assorbimento di calcio e favorisce l'uso del calcio osseo come tampone.
Il rilascio di insulina in eccesso legato agli zuccheri delle bibite altera ulteriormente il metabolismo osseo, aumentando l'attività degli osteoclasti e il riassorbimento osseo nelle persone sovrappeso.
Altri dati mostrano che i bambini che consumano più bibite hanno maggiore rischio di fratture.
L'articolo conclude invitando le autorità a sconsigliare il consumo delle bevande.

Aggiornamento 18/11/2023

La sugartax, la tassa sulle bibite zuccherate, non fa male solo all'industria alimentare ma anche ai dentisti. In Gran Bretagna negli ultimi 2 anni le estrazioni di denti cariati sono scese del 12%. Indovinate quale stato sta ritardando la sua applicazione.

Aggiornamento 18/2/2024

Uno studio ha indagato il legame tra bevande e rischio cardiovascolare in persone con diabete di tipo 2 (T2D).
I risultati mostrano che "maggiori assunzioni di bibite zuccherate, bibite dolcificate artificialmente e succhi di frutta naturali erano ciascuno linearmente associati a un rischio più elevato di eventi cardiovascolari (CVD) in individui con T2D, indipendentemente dalla predisposizione genetica alla CVD, e che la sostituzione di bibite e succhi con caffè, tè o yogurt, ma non di bibite con dolcificanti artificiali erano associati a un minor rischio di eventi CVD nei soggetti con T2D".

Aggiornamento 26/5/2025

La più grande revisione dei dati sul legame tra zuccheri e diabete di tipo 2 mostra che… sorpresa sorpresa… Gli zuccheri aggiunti nelle bevande aumentano il rischio mentre quelli naturalmente presenti nella frutta no.
Ogni porzione di bibita zuccherata aumenta il rischio relativo del 25%, ogni porzione di succo di frutta del 5%.
Gli zuccheri aggiunti ad alimenti solidi invece non mostrano associazione positiva.
"D'altro canto, gli zuccheri alimentari assunti o aggiunti ad alimenti ricchi di nutrienti, come frutta intera, latticini o cereali integrali, non causano sovraccarico metabolico nel fegato. Questi zuccheri incorporati provocano risposte glicemiche più lente a causa delle fibre, dei grassi, delle proteine ​​e di altri nutrienti benefici che li accompagnano".
Questo mostra che la presenza di zuccheri aggiunti ad alimenti liquidi appare più dannosa rispetto a quelli presenti in alimenti solidi, a causa dei diversi effetti metabolici, e che i succhi di frutta non sono un sostituto della frutta.

Aggiornamento 11/11/2025

Il consumo di bibite zuccherate può aumentare il rischio di depressione manipolando il microbiota.
Il fruttosio infatti "favorisce la proliferazione di batteri pro-infiammatori, indebolendo l'integrità della barriera intestinale e compromettendo l'immunità delle mucose".
Questi batteri "facilitano la diffusione sistemica dei mediatori infiammatori, portando a neuroinfiammazione, ansia e deficit di apprendimento, in particolare durante l'adolescenza".
Questi effetti sono mitigati dagli SCFA prodotti dai batteri buoni che fermentano le fibre. Invece gli zuccheri promuovono la crescita di Eggerthella, specie anaerobia che consuma arginina e acetato, riduce il butirrato, induce la senescenza immunitaria e riduce il triptofano, precursore della serotonina.
Anche le bibite zero possono favorire alterazioni del microbiota grazie ai dolcificanti artificiali.
La depressione è ulteriormente associata con la preferenza per cibi dolci e altro cibo spazzatura, creando un circolo vizioso.

L'articolo si conclude con "Sono essenziali politiche di sanità pubblica incentrate sulla riduzione dell’assunzione attraverso la tassazione, l’istruzione e le restrizioni di marketing".

Aggiornamento 20/8/2026

In uno studio americano, chi consuma quotidianamente bibite zuccherate ha un rischio maggiore di tumore allo stomaco di 2,45 volte rispetto a chi non ne consuma.
Il rischio appare maggiore nelle donne.

"Sono stati ipotizzati diversi meccanismi sottostanti, tra cui aumento di peso, insulino-resistenza, squilibrio degli ormoni steroidei, infiammazione, danno al DNA e disbiosi", spiegano gli autori dello studio.