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mercoledì 7 novembre 2012

E se mettessimo la frutta a scuola?

In Norvegia è bastato un programma nazionale di introduzione della frutta nelle scuole per ridurre il consumo di snack molto meno sani. Il dato è stato evidenziato mediante la compilazione di questionari di frequenza.
C'è una bella differenza tra mangiare l'uno o gli altri. La frutta è notoriamente associata a riduzione di peso, mentre gli snack (bibite gassate, dolci e chips) sono associate ad un suo aumento.
Questo succede perché, oltre al maggiore contenuto calorico, c'è una differenza soprattutto nella densità calorica e di nutrienti: mentre un frutto di 200 grammi fornisce poche calorie, ma molte fibre, sali minerali e vitamine, gli snack sono ricchi solo di grassi non sani, zuccheri raffinati e sale. Il senso di sazietà dopo aver mangiato gli snack finirà presto, e vorremo nuovamente cibo, soprattutto altro cibo spazzatura.
Grazie a questo programma i ragazzi norvegesi cresceranno più magri e quindi con un minor rischio di svariate malattie, e la loro sanità sarà ancora sostenibile.
Sarebbe possibile un programma analogo in Italia, con distributori che vendono frutta fresca e non cibo-spazzatura?? Non credo proprio, vista l'importanza della "lobby delle merendine", Ferrero, Mulino Bianco e Co!


Aggiornamento 16/10/2016

La mela influenza minimamente, grazie ai suoi nutrienti, la glicemia, anche in chi abbia problemi metabolici.

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