Aggiornamento 23/7/2018
Bacteroides uniformis invece può aumentare la dopamina e ridurre le #abbuffate.
Anche i prebiotici (fibre), grazie alla modulazione sul microbiota, possono avere interessanti prospettive.
Il Blog di Andrea Deledda, Biologo nutrizionista http://www.nutrizionecagliari.it/
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Le persone che fanno turni di notte hanno maggiore rischio di problemi psicologici come depressione e ansia tra il 25 e il 40%. Questo anche a causa del disallineamento di ritmi circadiani.
Crescono le evidenze secondo cui in queste persone utilizzare i normali orari diurni dei pasti possa ridurre il rischio di problemi. Si può quindi consigliare di continuare con i normali orari di assunzione del cibo nonostante si lavori di notte.
Tra i meccanismi probabili un migliore controllo del metabolismo glucidico (l'iperglicemia aumenta il rischio di depressione) che protegge dalla disfunzione mitocondriale, dallo stress ossidativo, dall'alterazione dei neurotrasmettitori e un migliore controllo del microbiota, implicato nel metabolismo del triptofano, nell'infiammazione e nella neuroplasticità.
Alterare i normali ritmi circadiani infatti può indurre disbiosi e altera la normale tolleranza glucidica.
Provo a riassumere un'interessantissima e complessa review sui legami tra ritmi circadiani e nutrizione: non seguire correttamente i ritmi fisiologici del corpo (mangiare di giorno, dormire di notte) fa funzionare male il corpo.
Più nel dettaglio: si altera la secrezione di insulina e il suo funzionamento (resistenza insulinica), predisponendo al diabete e al deposito di grasso. Si altera il microbiota, favorendo l'infiammazione e l'accumulo di grasso. Si riduce la termogenesi e quindi il dispendio energetico. Si altera il ritmo corretto di anabolismo e catabolismo dei grassi, riducendo la loro ossidazione. Alterazione della comunicazione tra tessuti che gestiscono il ritmo, con tendenza a immagazzinare l'energia come grassi. Alterazione dei corretti ritmi tra fase antinfiammatoria e proinfiammatoria, con supporto della seconda. Alterazione del sonno e degli endocannabinoidi con aumento della fame edonica per cibi dolci. Dominanza del sistema simpatico sul parasimpatico con aumento della pressione, della glicemia e dei problemi intestinali. Alterazione del segnale leptinico con riduzione della sazietà e della spesa energetica.