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giovedì 21 settembre 2017

La scienza del cibo spaventoso


Articolo che spiega perché alcuni cibi sono biologicamente e socialmente irresistibili
Il prof Kessler spiega perché siamo così attratti dal cibo spazzatura: "è come se nella bocca ci fossero le montagne russe, dovute alla combinazione di grassi, sale e zucchero, che agiscono direttamente sui recettori collegati al cervello"
Continua Dana Small, PhD: "il cervello viene attivato da ciò che ha maggiore impatto calorico, non di nutrienti, perché nel breve termine conviene per sopravvivere. Ecco perché desideriamo più una torta di una carota"
Infatti dal punto di vista evolutivo, siamo più attratti dalle calorie che dal nutrimento, perché ci consentono di mettere da parte grasso per i periodi di carestia. E il cervello impara con l'esperienza ad associare a certe sensazioni un'immediata disponibilità di calorie.
Le industrie ben conoscono questi tipo di sensibilità e ne approfittano, cercando il mix perfetto di stimolazione dei sensi tra consistenza, gusto e odore.
Questi cibi stimolano la dopamina nel cervello, lo stesso neurotrasmettitore attivato da droghe e alcol. E così diventiamo dipendenti e desideriamo sempre più quei cibi, e biologicamente non riusciamo a resistergli.
I consigli per rompere il circolo vizioso sono:
Mangiare ad intervalli regolari, in modo da non sovrastimolare i sensi
Mangiare cibo non raffinato, ricco in fibra, che non sia digerito velocemente
Evitare porzioni grandi

Sentirsi bene con il cibo vero
Evitare di vedere il cibo come un conforto, cambiare il proprio rapporto col cibo
Evitare di avere cibo spazzatura in casa
Se si consumano questi cibi, evitare di perdere il controllo
Aggiornamento 30/5/2019

Due grossi studi prospettici sono stati pubblicati oggi ed entrambi hanno evidenziato gli effetti negativi dei cibi industriali. In uno, il consumo di 4 porzioni di cibi industriali al giorno aumenta la mortalità del 62% e ogni porzione in più del 18%. Nell'altro ogni 10% di consumo di cibo industriale aumenta del 10% il rischio di malattia cardiovascolare, ipotizzando come cause "Vari fattori nella lavorazione, come la composizione nutrizionale del prodotto finale, gli additivi, i materiali di contatto e i contaminanti che si formano in cottura". Pur non potendo dimostrare causalità, i ricercatori concludono che i risultati devono essere tenuti in considerazione per raccomandare politiche che facilitino l'accesso a cibi freschi e non processati e scoraggino il consumo dei cibi processati.
Aggiornamento 10/4/2021

La leptina è un ormone, rilasciato dal tessuto adiposo, che dà sazietà e stimola la spesa energetica, quando funziona correttamente. Quando è presente ma funziona male, non bloccando l'appetito, si parla di resistenza leptinica. Si è scoperto un nuovo circuito attraverso cui agisce (indirettamente), nel nucleus accumbens, centro della ricompensa, bloccando i neuroni dopaminergici che stimolano la ricerca di cibo e il piacere del mangiare. Questo circuito può essere un target farmacologico nel dimagrimento e nell'anoressia
Aggiornamento 5/5/2021

Il consumo di una dieta ricca di cibi pro-infiammatori, compresi gli alimenti che contengono carboidrati raffinati e zuccheri, appare associato a maggiori probabilità di sviluppare carenza di testosterone negli uomini.
"I sintomi della carenza di testosterone possono includere bassa libido, diminuzione dell'energia, scarsa concentrazione e depressione. La carenza di testosterone è anche associata a malattie croniche, comprese le malattie cardiovascolari e l'obesità. Per gli uomini con la dieta più pro-infiammatoria, le probabilità di carenza di testosterone erano circa il 30% più alte rispetto agli uomini con la dieta più anti-infiammatoria. Le associazioni sono rimaste significative dopo l'aggiustamento per altre caratteristiche, tra cui l'indice di massa corporea e il fumo. I nostri risultati suggeriscono che gli uomini che seguono una dieta pro-infiammatoria, in particolare quelli obesi, hanno maggiori probabilità di avere una carenza di testosterone", hanno commentato i dottori. Qiu e Zhang, autori dello studio. "Poiché gli uomini con obesità probabilmente soffrono già di infiammazione cronica, i medici dovrebbero essere consapevoli dei fattori che contribuiscono, come la dieta, che potrebbero probabilmente peggiorare questa infiammazione e contribuire al rischio di altre condizioni di salute, come il diabete e le malattie cardiache".
Drs. Qiu e Zhang e colleghi chiedono ulteriori studi per verificare la relazione causale tra dieta infiammatoria e carenza di testosterone. Suggeriscono anche che consumare una dieta più antinfiammatoria "potrebbe essere un metodo fattibile per ridurre il carico infiammatorio accumulato, [potenzialmente] portando a un aumento del livello di testosterone".

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